Il prossimo 18 maggio, alle 21.15, si terrà al salone dell’Hotel 77 di Tolentino l’incontro pubblico “Una poltrona per cinque” con tutti i candidati sindaci in lizza per la poltrona di primo cittadino di Tolentino per le elezioni dell’11 giugno.
Nel corso dell’evento, organizzato da Multiradio Press News e Picchio News, verranno poste alcune domande ai candidati sindaci in modo da approfondire i diversi programmi proposti dagli stessi.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
Riceviamo e pubblicchiamo comunicato stampa firmato dal Comitato Macerata ai Maceratesi:
"A seguito di diverse segnalazioni di cittadini residenti nella zona - scrive in una nota il Comitato Macerata ai Maceratesi - segnaliamo la pessima manutenzione della carreggiata che collega il parcheggio Garibaldi a Fontemaggiore. Buche, dissesto del manto stradale e ghiaia: la strada è disseminata di crateri e voragini tali da renderla un vero e proprio 'percorso di guerra', estremamente dannosa a nostro avviso per le carrozzerie delle autovetture e assai rischiosa per l’incolumità dei conducenti di scooter e motocicli, i più esposti al rischio di procurarsi serie lesioni fisiche in caso di sinistro.
Non si capisce cosa si sta aspettando per mettere la parola fine a una situazione diventata ormai insostenibile, provvedendo quanto prima al rifacimento dell’intero manto stradale nella zona. Esiste una gerarchia delle priorità, se il problema è la mancanza di fondi - tranne quando si parla dell’accoglienza dei migranti, in quel caso lo sappiamo i soldi escono fuori sempre senza problemi - si potrebbe tranquillamente rinunciare a qualche evento culturale (anche perché poi accostare certe iniziative al termine cultura ci sembra veramente un azzardo) e canalizzare maggiori risorse economiche verso le problematiche quotidiane e concrete del cittadino, come la sicurezza delle strade, che tra l’altro sono il biglietto da visita di un capoluogo.
Chi è preposto ad amministrare la città - conclude la nota - deve intervenire effettivamente, non solo sulla carta, a beneficio dell’intera comunità".
Errare, certamente, è umano. Perseverare no. Specialmente quando si parla di argomenti estremamente delicati e che vanno a toccare persone già tremendamente provate e in difficoltà.
Così, se all'indomani dell'emendamento presentato alla "manovrina da " dalla senatrice Camilla Fabbri e dal deputato Marco Marchetti del Pd per l'inserimento delle imprese della provincia di Pesaro-Urbino tra le beneficiarie degli aiuti per i danni indiretti del terremoto", anche da diversi esponenti del loro stesso partito erano arrivate note di disappunto, oggi la senatrice Fabbri torna ancora sull'argomento e insiste: "I danni indiretti da terremoto vanno riconosciuti anche alla provincia di Pesaro".
Replicando alle dichiarazioni del vice capogruppo del Pd in consiglio regionale Fabio Urbinati ("Ritengo quanto mai inopportuno l'emendamento firmato dalla senatrice Camilla Fabbri e dal deputato Marco Marchetti del Pd per l'inserimento delle imprese della provincia di Pesaro-Urbino tra le beneficiarie degli aiuti per i danni indiretti del terremoto") la senatrice Fabbri afferma "Si resta stupiti a leggere le dichiarazioni del vice capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, rispetto all'emendamento presentato alla "manovrina", in discussione alla Camera, per riconoscere anche alle imprese della provincia di Pesaro-Urbino un ristoro economico a causa dei danni indiretti del sisma.
Danni indiretti - tengo a precisare - che le imprese devono certificare come successivi al terremoto e da esso determinati. Urbinati stesso riconosce come tutto il territorio della Regione abbia subito le conseguenze del sisma, ma poi critica l'emendamento da me sostenuto, probabilmente per ragioni politiche piuttosto che di merito, come conferma la chiusura del suo ragionamento che richiama infatti il congresso del partito.Ricordo ad Urbinati che, come riconosciuto, esistono le conseguenze economiche appunto indirette, capaci di abbattere i fatturati delle attività anche se non direttamente distrutte dal sisma. Una situazione che merita una risposta soprattutto se questa stessa risposta, come nel caso dell'emendamento in questione, non sottrae risorse al ristoro e all'aiuto previsti per le zone direttamente colpite e che insistono nell'area del cratere.Alla Regione Umbria è stata riconosciuta la possibilità del ristoro per danni indiretti nella sua interezza, dunque non si capisce perché ciò non debba valere anche per la nostra Regione. A meno che Urbinati non voglia collocare la provincia di Pesaro-Urbino al di fuori delle Marche! La sua presa di posizione polemica, per altro, appare irragionevole anche rispetto alla critica rivoltami: quella di aver tutelato gli interessi del territorio che conosco e che cerco di rappresentare con responsabilità, dando risposta ai suoi bisogni e alle sue necessità.Le istituzioni e i rappresentanti politici dovrebbero essere impegnati soltanto nello sforzo di rendere possibile la ricostruzione e la ripresa della nostra Regione Marche, a partire dalle popolazioni direttamente colpite, senza alimentare uno scontro fra territori e comunità, ma favorendo l'unità e il sostegno reciproco".
L'assemblea dei soci del Cosmari si è presa una decina di giorni per decidere in merito alla determinazione delle indennità degli amministratori. La controversa vicenda, venuta alla luce solo qualche giorno fa (qui) ha aperto un vivace dibattito politico che si è concretizzato nell'assemblea di questo pomeriggio.
Da una parte i favorevoli alle indennità e alle cifre scaturite dalla proposta di delibera, dall'altra i contrari. Fra i favorevoli i sindaci di Macerata, Tolentino, Potenza Picena, Cingoli (in pratica i Comuni che vedono loro rappresentanti all'interno del CdA), sostenitori del fatto che chi ricopre un ruolo di responsabilità abbia diritto ad essere remunerato. Inoltre, le indennità ai componenti del consiglio di amministrazione sono anche previste dallo Statuto del 2015. Va però sottolineato il gesto di generosità da parte del CdA che ha affermato di rinunciare alle indennità retroattive per il 2015.
Palpabile la tensione fra CdA e alcuni Sindaci, con l'inevitabile affondo (a microfoni spenti) alla stampa brutta e cattiva che avrebbe distorto la realtà dei fatti. Insomma, anche stavolta c'è chi non ha voluto mancare di esprimere i propri rancori personali dentro una vicenda che, invece, sta interessando molto l'opinione pubblica.
L'ampio dibattito, dopo l'approvazione del bilancio consuntivo del 2016 (nel quale sono stati già previsti 85mila euro complessivi per le indennità, ndr), si è concluso con la decisione di prendersi qualche giorno di tempo per arrivare a una soluzione condivisa. Che alla fine, molto probabilmente, sarà quella di un taglio netto alle cifre previste con la cifra restante destinata a un fondo di riserva.
La parola fine, comunque, sarà scritta soltanto alla prossima puntata.
Questa mattina nella sede elettorale del candidato sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, il consigliere regionale di Forza Italia, Piero Celani ha presentato la mozione sul "mantenimento del punto di primo intervento presso l'ospedale di Tolentino". Erano presenti anche il senatore Remigio Ceroni, coordinatore regionale Marche; Barbara Cacciolari, vice coordinatore regionale e il sindaco Pezzanesi.
"Come tutti sanno c'è in atto una riforma regionale della sanità. Dobbiamo però pensare a ridisegnare l'offerta dei servizi sanitari sulle zone terremotate e questo è indispensabile in attesa che si ridiscuta anche la questione degli ospedali unici" ha detto.
"A Tolentino, che nel cratere maceratese è il centro più colpito, è importante - ha proseguito - sospendere questa riforma in modo tale che i punti di primo intervento restino tali fino a quando non si faranno gli ospedali di comunità. Per ora c'è stata una sospensione fino al 31 luglio: il rischio è che subito dopo vengano tolti i punti di primo intervento e sarebbe un disastro perchè Tolentino non avrebbe più un riferimento sanitario degno di essere chiamato tale e quindi proporrò una mozione per sospendere la riforma in attesa che vengano definiti gli ospedali di comunità".
Avevamo pensato di stare su Scherzi a Parte dopo che due parlamentari del Partito Democratico hanno promosso l'emendamento per inserire la provincia di Pesaro fra quelle destinatare di contributi per "danni indiretti" dal terremoto.
Non eravamo su Scherzi a Parte. E non lo siamo neanche stavolta. L'ex premier Matteo Renzi, infatti, ha chiamato a raccolta i suoi e le magliette gialle si preparano ad "invadere" domenica prossima le zone colpite dal terremoto. Leggiamo il post su Facebook di Renzi:
"Vorrei ringraziare i volontari del PD romano che ieri hanno indossato una maglietta gialla e si sono messi a pulire Roma.Il PD continuerà a fare iniziative come questa. Del resto ricordo che la prima volta in cui abbiamo “sperimentato” le magliette gialle è stato due anni fa a Milano. Ma adesso lo faremo più spesso, non solo a Roma. Anche per questo domenica prossima, 21 maggio, le magliette gialle torneranno in azione.Sto chiedendo a tutti i parlamentari di utilizzare questa domenica per andare – insieme ai volontari dei circoli, ai consiglieri regionali di tutta Italia, agli amministratori locali, ai cittadini che vogliono darci una mano – nelle zone del terremoto. Abbiamo oltre trecento parlamentari, centinaia di consiglieri regionali, migliaia di circoli. La giornata di domenica la passeremo ciascuno in un comune diverso di quelli colpiti dal sisma. Il PD sarà in tutti i comuni. Ad ascoltare, a fare il punto, a portare la testimonianza di un impegno concreto.Non si tratta in questo caso di pulire, come abbiamo fatto a Roma, ma di ascoltare, di capire, di condividere. E ciascuno da lunedì riporterà a Roma lo stato dell'arte. Il Governo ha fatto moltissimo per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto ad agosto, a ottobre, a gennaio. Ma la burocrazia è sempre in agguato per bloccare, fermare, rimandare, rallentare. Questa delle magliette gialle di domenica prossima, nelle zone del terremoto, è una buona opportunità. Chi vuole darci una mano lo faccia anche se non è parlamentare: magliettegialle@partitodemocratico.it Non dobbiamo lasciare nessun comune da solo. Dobbiamo andare ovunque, anche nei territori più piccoli che giustamente temono l'abbandono. Se ce la mettiamo tutta riusciamo a coprire ciascun comune. Avanti, insieme".
Non dobbiamo lasciare nessun Comune da solo. La burocrazia è sempre in agguato. Ma veramente? Ma, ci scusi Renzi, chi governa l'Italia? Chi governa le Marche? Non è il suo partito? In casi come questo, francamente, servirebbe solo un po' di buon senso. E a quello del segretario regionale Francesco Comi e dell'assessore regionale Angelo Sciapichetti ci appelliamo: se può, si adoperino per evitare un gesto di cattivo gusto. Anche perchè gli animi da quelle parti sono già sufficientemente esasperati. Delle magliette gialle proprio non se ne sente il bisogno: non è una questione politica. Le difficoltà sono innegabili, ma ritardi e stop dati da rigide norme burocratiche arrivano solo dalla politica. Non andate nelle zone terremotate: è solo buon senso.
Dalla lista civica "Obiettivo Civitanova" riceviamo e pubblichiamo:
Il tema della sicurezza sta diventando sempre più motivo di dibattito ma anche di scontri dialettici forti. Quello che è successo a un nostro cittadino e amico ha suscitato indignazione, preoccupazione e sgomento nei cittadini. Esprimiamo solidarietà e vicinanza a Daniele, ai suoi cari e a tutti coloro che sono state vittime di violenza senza nessuna distinzione! La nostra città negli ultimi anni è diventata un luogo poco sicuro pertanto la politica deve e dovrà avere al centro della attenzione questa problematica.
Una città sicura, per quanto possibile, permette una convivenza più civile, rispettosa e serena. Siamo certi che tutti i candidati sindaci della nostra città vorranno tenere conto di tutto questo. Vorremmo ricordare che il candidato sindaco Fabrizio Ciarapica sta lavorando in questa direzione da vari anni pertanto ha tutta la nostra stima e sostegno. Lo riteniamo un uomo capace e attento e ci sorprende qualche dichiarazione, a nostro avviso fuori luogo, che mette in dubbio la qualità istituzionale di Ciarapica.
Siamo contenti che in molti hanno compreso l’importanza del tema della sicurezza anche se con molto ritardo. Colpevole ritardo! Sino a pochi mesi fa la sicurezza per qualcuno era solo un problema inventato ( le famose percezioni!!!) per motivi elettorali, qualche altro non si sbilanciava. Ora è diventato tema dominante. Di questo ne dobbiamo rendere merito a Ciarapica! Altro che sciacallaggio!!! Incontri, raccolte firme, fiaccolate ed altro testimoniano come la sicurezza è al centro della preoccupazione di Ciarapica da molto tempo contrariamente a chi si è accorto solo ora di questo problema!
C'è una notizia che è passata un po' in secondo piano, malgrado invece sia diventata uno dei principali punti all'ordine del giorno del direttivo provinciale maceratese del Partito Democratico.
Apprendiamo, infatti, dal Corriere Adriatico che è stata presentata una proposta di delibera per la quale ai membri del Consiglio di Amministrazione del Cosmari vengono riconosciute indennità di funzione. "Ritenuto opportuno procedere al riconoscimento agli amministratori componenti del Cda dell'indennità di funzione con le quantificazioni emerse in commissione, delibera...".
Insomma, quatti quatti, visto che questa proposta di delibera fino a due giorni fa non aveva ancora visto la luce, i membri del Cda si preparano a ricevere complessivamente poco meno di 90mila euro l'anno. Che non è una cifra casuale. Infatti, questa somma è inferiore " alla somma massima che sarebbe possibile destinare allo scopo in virtù del pronunciamento della Corte dei Conti".
E i conti son presto fatti. Al presidente Graziano Ciurlanti andranno 2700 euro al mese, alla vice presidente Rosalia Calcagnini 1500 euro mensili, e ai consiglieri Paolo Gattafoni, Maria Elena Sacchi e Armando Vitali 1100 euro al mese. Attenzione: si parla addirittura di compensi retroattivi.
Però, bisogna dire che parliamo di persone estremamente qualificate, tenuto conto che, ad esempio, la vice presidente Rosalia Calcagnini, segretaria del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, fa parte di ben tre consigli di amministrazione. Oltre al Cosmari, infatti, fa parte del Cda dell'Assm spa di Tolentino e del Cda della Fondazione Franco Moschini, per intenderci quella che ha seguito e sta seguendo la ristrutturazione del Politeama Piceno. Tanti impegni, quindi, che anche tramite un regolamento interno del Comune di Tolentino vengono premiati.
Nel regolamento, infatti, si legge all'articolo 3 "nel caso in cui società o enti partecipati dal Comune di Tolentino prevedano la nomina di dipendenti del Comune nei propri consigli di amministrazione o organi equivalenti, tali dipendenti, qualora abbiano ottenuto un giudizio positivo nella seconda parte della scheda di valutazione relativa allo svolgimento di specifici compiti non prevalenti ulteriori rispetto a quanto richiesto da dipendenti della medesima categoria, avranno incrementato l'importo annuo della produttività di massimo 2000 euro nel caso di partecipazione a un Cda, di massimo 4000 euro in caso di partecipazione a due Cda e di massimo 6000 euro nel casi di partecipazione a tre o più Cda".
E domani, lunedì, alle 16 al Cosmari, l'assemblea dei soci deciderà. Ma prima è previsto un incontro con i vertici provinciali del Pd cui questa cosa non è andata giù: "Alle14 è convocato un incontro con i sindaci e amministratori relativo alla convocazione dell'Assemblea Cosmari fissata per lo stesso giorno alle ore 16 che vede all'ordine del giorno le indennità al CdA. Un incontro convocato con urgenza da questa segreteria appena venuta a conoscenza della proposta di delibera che prevede aumenti di compensi al cda addirittura retroattivi. Proposta di delibera che appare inopportuna e su cui questa segreteria intende prendere posizione insieme ai propri sindaci e amministratori".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del candidato sindaco di Civitanova Stefano Ghio relativo al suo incontro con i dipendenti dell'Atac e le parti sindacali:
"Il 12 maggio ho incontrato gli autisti del servizio di trasporto pubblico urbano della partecipata Atac e i rappresentanti sindacali (Cisl, Ugl e Faisa) in una riunione molto partecipata in cui i dipendenti hanno puntato il dito contro i vertici dell'azienda. Nel corso dell'incontro, i rappresentanti sindacali hanno evidenziato che i motivi del contendere sono la mancata partecipazione dei dipendenti sul futuro dell'ATAC; la unilateralità delle decisioni dell’attuale amministrazione che riguardano anche lo svolgimento dei servizi senza il coinvolgimento dei sindacati e la Rsu aziendale; il dubbio che chi amministra non abbia a cuore l'avvenire dell'azienda".
"Battaglia dura, dunque, da parte dei rappresentanti sindacali e dei dipendenti ATAC che giudicano fallimentare sotto ogni profilo il lavoro svolto dall'attuale consiglio di amministrazione la cui scelta politica è stata quella di passare da un sistema industriale a un sistema ragionieristico basato esclusivamente sui tagli. In tutto questo la politica è stata assente, paradossalmente è come se la partecipata fosse stata gestita fino ad oggi come qualcosa di staccato dall'Ente Comune".
"Ho espresso vicinanza ai lavoratori, i quali nell’esporre le loro preoccupazioni (che giova ripetere non hanno i connotati di una rivendicazione economica) dimostrano un ammirevole attaccamento al proprio lavoro e all'azienda mentre critico duramente, giudicandolo grave, il comportamento dell'attuale amministrazione che si sta atteggiando in maniera negativa snobbando le esigenze primarie dei dipendenti dell'ATAC e non rispettando le legittime aspettative di confronto delle categorie sindacali peraltro disciplinate dalle norme. Sostengo inoltre che manca completamente la correttezza dei rapporti umani e che il personale, sottostimato, viene considerato come un problema e non come una preziosa risorsa".
"Voglio esternare la mia preoccupazione per il riferito sostanziale isolamento dell’ATAC rispetto alla contraria necessità di creare le giuste sinergie per implementare risorse e posti di lavoro. Troppa autarchia uccide le prospettive aziendali in ragione dell’ormai prossima messa al bando delle concessioni del trasporto pubblico".
"Ritengo che l'impegno che si deve prendere il futuro Sindaco è quello di convocare i vertici della partecipata già a partire dal 26 giugno affinchè le criticità denunciate dai dipendenti vengano immediatamente risolte attraverso una seria programmazione di servizio coniugando risorse di sistema tra mezzi e uomini e affinchè si pongano le basi per una futura partecipazione dell’ATAC alla gestione del servizio urbano civitanovese".
Dalla segreteria provinciale del Partito Democratico di Macerata riceviamo
È convocata per domani lunedì 15 maggio alle ore 21:15 la direzione provinciale del Partito Democratico. All'ordine del giorno l'importante tema della ricostruzione. Sarà presente l'assessore regionale Angelo Sciapichetti che farà il punto sulla situazione.
Direzione a cui sono stati invitati tutti gli amministratori sindaci parlamentari e senatori. La ricostruzione post sisma è un tema che riguarda non solo i territori colpiti, c'è pertanto la necessità di fare chiarezza e fornire le giuste informazioni sullo stato delle cose. Come segreteria provinciale riteniamo doveroso porre questo tema al centro dell'attenzione. Le imminenti sfide politiche amministrative e il recente congresso nazionale non hanno mai distolto l'attenzione da quelli che sono le problematiche derivanti dal sisma e dalla necessità di una rapida e certa ricostruzione. Confidiamo nella presenza di tutti per affrontare congiuntamente una fase così importante per l'intera nostra provincia.
Per lo stesso giorno alle ore 14 è convocato un incontro con i sindaci e amministratori relativo alla convocazione dell'Assemblea Cosmari fissata per lo stesso giorno alle ore 16 che vede all'ordine del giorno le indennità al CdA. Un incontro convocato con urgenza da questa segreteria appena venuta a conoscenza della proposta di delibera che prevede aumenti di compensi al cda addirittura retroattivi. Proposta di delibera che appare inopportuna e su cui questa segreteria intende prendere posizione insieme ai propri sindaci e amministratori.
A Penna San Giovanni l'11 giugno non si voterà per il rinnovo dell'amministrazione comunale. Una situazione paradossale quella del piccolo Comune terremotato dell'entroterra dove, alla scadenza delle 12 di ieri per la presentazione delle liste, non si è presentato nessuno.
E così, Penna San Giovanni sarà commissariata. Il sindaco uscente Giuseppe Mancinelli ha spiegato le ragioni per cui non ha ritenuto opportuno proseguire.
"Contrariamente a quanto si dice e si suppone, fino a martedì 10 maggio non avevo né pronta una lista né intenzione di proporne una, convinto che ce ne sarebbero comunque state altre.
Su insistenza di colleghi sindaci e cittadini" dice Mancinelli "ho tentato di comporne, in breve tempo, una ma il denominatore comune di tutti i cittadini interpellati è stato “non ho tempo” “ma chi me lo fa fare”.
Giunti a 12 ore dalla scadenza per la presentazione mi sono ritrovato con l'adesione di 4 persone non residenti, 2 ragazzi giovanissimi ed una residente di origine straniera.Non è certo quello che un paese con persone partecipative possa attendersi.
Così non posso proseguire.
Chiedo umilmente scusa ai due giovanissimi che hanno dimostrato tanto entusiasmo per la delusione che questa situazione comporterà loro.E' ovvio che a questo punto debbo lasciare il campo anche perché sono sopravvenuti gravissimi motivi di famiglia che mi terranno lontano da Penna. Con amarezza, saluto cordialmente ed affettuosamente la cittadinanza tutta".
Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa di Giuseppe Cognigni, Lega Nord Civitanova Marche:
"A nome della Lega Nord di Civitanova Marche mi stringo all'alleato Centioni Daniele e prima ancora al cittadino Centioni Daniele, nonché a tutta la sua famiglia per quanto avvenuto. Mi aspetto che il vicesindaco di Civitanova Marche che tanto aveva criticato il sottoscritto per aver spiegato in TV la carenza di sicurezza avvertita da tutti i cittadini di Civitanova per l'aumento di delitti e di delinquenti abbia l'intelligenza di porgere le scuse. Non ho mai strumentalizzato nulla né inteso farlo. Non c'è sicurezza e le leggi in vigore sono inadeguate!!".
"E la trasmissione 'I fatti vostri' non è spazzatura... spazzatura semmai può essere considerata l'inerzia della politica innanzi a tali fenomeni. Inerzia - caro vicesindaco - che colpisce tutti. Anche il Presidente del Consiglio Comunale Angelini... Basta con le ipocrisie politiche e con il vostro asservimento a Roma! Bisogna dare protezione e Voi, caro vicesindaco, non fate niente!".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del candidato sindaco di Civitanova Stefano Ghio, in replica al candidato Ciarapica sul tema della sicurezza:
“Le dichiarazioni di Ciarapica sono incredibili! Si lamenta di chi non ha la sensibilità sul tema della sicurezza e si lamenta di chi chiede a tutti di condividere il problema!
Invitare il Sindaco a coinvolgere tutti i candidati sindaci è l'unico modo per sensibilizzare la città e la politica su un tema che deve unire e non dividere. I cittadini di Civitanova hanno bisogno di un governo equilibrato ed efficiente, hanno bisogno di chi non specula, hanno bisogno di unità nelle difficoltà.
Ciarapica non riesce a rivestire tale ruolo e questa è una evidenza sotto gli occhi di tutti”.
Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa a firma Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche:
"Sono al fianco di Marco Rinaldi, sindaco di Ussita, non solo formalmente per il ruolo istituzionale che ricopro, ma convintamente e decisamente perché chi lavora per contribuire a risollevare una comunità devastata come quella di Ussita e degli altri comuni del cratere non può accettare di dover sottostare a cavilli di legge. Solo nella 2' guerra mondiale le Marche hanno avuto più distruzioni di quante ne ha fatto questo terremoto e, di conseguenza, andrebbe pensata la proclamazione di uno stato di guerra anche in questa regione, con le leggi speciali, zero burocrazia e possibilità di operare al sostegno dei cittadini".
"L'oggetto del contendere è il sequestro del camping 'Il quercione' di Ussita, comune che insiste all'interno del Parco dei Sibillini e con un vincolo di inedificabilità assoluto per il rischio di dissesto idrogeologico. All'interno del camping il sindaco ha consentito l'installazione di 4 case mobili e un container e per questo gli è stato contestato l'abuso edilizio. Il sindaco Rinaldi ha annunciato le dimissioni convinto che, con queste leggi così restrittive, la ricostruzione post sisma nel devastato comune di Ussita sarà quindi impossibile".
"Come Anci Marche ci siamo mobilitati anche investendo del problema l'Anci nazionale. È di tutta evidenza che vada individuato un percorso in grado di sostenere le scelte che un sindaco di un comune gravemente colpito fa nell'interesse dei cittadini. Da mesi pianifichiamo la ricostruzione, ci adoperiamo per accellerarla il più possibile e non perpretare inaccettabili ritardi e poi accade un episodio come questo di Ussita che di fatto toglie la speranza a quella comunità e a tutti noi marchigiani di poter tornare alla normalità e ci fa ritenere che invece di essere all'alba di un nuovo giorno siamo al tramonto di un intero territorio".
Dalla lista civica "Tolentino in Comune" riceviamo e pubblichiamo:
"Il prossimo appuntamento elettorale di giugno vedrà schierata la lista "Tolentino in Comune" a sostegno della candidatura alla carica di sindaco di Marina Benadduci. Costituitasi attorno alle priorità dettate dalla situazione contingente della nostra cittadina, la ricostruzione dal terremoto anzitutto, la lista ha visto unire forze politiche e civiche già attive nelle diverse esperienze della sinistra e dell'impegno civico nella nostra città (da Sinistra Italiana a Rifondazione Comunista, Voce alla Città e Gente Comune), ma soprattutto cittadini che hanno sentito urgente mobilitarsi rispetto ai ritardi che l'amministrazione del centrodestra ha fatto registrare rispetto all'occupazione, alla sanità, alla cultura ed alla qualità della vita, oltre che per le inefficienze registrate in occasione dell'emergenza terremoto: tutto ciò è stato funzionale a compromettere quei valori che nei decenni scorsi avevano reso Tolentino tra i centri più dinamici della nostra provincia.
"Tolentino in comune" ha anche altre 'parole d'ordine': dalla completa differenziazione rispetto al PD, complice del declino di Tolentino, oltre che per essere funzionale al sistema di governance che dal Governo nazionale passa attraverso la Regione e la Provincia, alla necessità di garantire anche dopo le elezioni un presidio democratico aperto alla partecipazione di tutti i cittadini e assicurare la continuità nel tempo di un progetto che si ponga in alternativa ai 'grandi partiti', ormai ridotti a gusci vuoti di proposte e di visione del futuro e del territorio nel suo insieme.
Soprattutto l'intento della lista è quello di contribuire ad uscire dal "clima" generale di paura e di insicurezza che sembra caratterizzare Tolentino, fattori questi che sembrano aver "ingessato" la vitalità della nostra cittadina.
Di seguito i componenti.
Stefano Rossi: nato a Roma il 12 maggio del 1963 residente a Tolentino dal 1983, professione operaio presso Poltrona Frau group, titolo di studio diploma di agraria, interessi politica locale e nazionale ed internazionale, dirigente di una squadra di calcio dilettante , volontariato in varie associazioni commercio equo e solidale e nel sociale, hobbies musica jazz e rok appassionato di calcio ed altri sport amante degli animali soprattutto dei cani.
Edoardo Falchi: studente, 21 anni. Studio Economia e Scienze Sociali in Bocconi e faccio parte di associazioni universitarie e di volontariato. Sono un appassionato del canto lirico e mi diletto ad esibirmi nelle piazze in giro per l'Europa. Ho a cuore le mie radici e la voglia di curare gli interessi della mia città, città che vorrei sia più coinvolta in programmi economici non convenzionali improntati verso un modello più etico e sostenibile. Il mio motto è "La normalità è solo questione di maggioranza" per questo mi piace essere fuori dagli schemi, affrontare sfide affascinanti e non percorrere strade già battute.
Franca Caffa: sono nata a Genova il 24/01/1947 ed ho vissuto anche in Lombardia, Trentino e Toscana. Diplomata in ragioneria presso l'Ist.Tecn.Comm.le Vittorio Emanuele II di Genova, ho lavorato dieci anni in un piccolo quotidiano locale.Ho lasciato il lavoro per seguire la famiglia e, a figli cresciuti, ho svolto lavori vari. Felicemente pensionata amo leggere, camminare, il mare, la montagna e comunque rendermi utile senza secondi fini perché mi piace vivere.
Anna Cimarelli: 52 anni, sposata, due figli adulti e laureati. Laureata in Lettere con tesi sull’arte del ‘400 nel territorio dell’alto maceratese. Lavora all’Università di Macerata dove si occupa di gestione e di valutazione della ricerca, finanziamenti europei e rapporti con il territorio. Già assessore comunale (2002-2004) e consigliere comunale a Tolentino (2007-2012), ha rivestito cariche elettive di rappresentanza negli organi di governo dell’Ateneo Maceratese.
Moreno Francioni: nato il 17/11/1961, diplomato, sposato e padre di 2 figli. Impiegato al COSMARI come istruttore tecnico amministrativo e membro direttivo provinciale CGIL Funzione Pubblica.
Sergio Marucci: 36 anni, precario del settore ristorazione e operatore del turismo rurale. Impegnato da sempre nell'associazionismo, in particolare dal 2004 nel circolo giovanile "Uno, nessuno, centomila", contribuendo al suo rilancio e affermazione quale una tra le realtà più attive nell'entroterra.
Valentina Rossi: 28 anni, impiegata in una struttura ricettiva. Laureata in Lingue Orientali, appassionata di Asia, arte, cinema, musica e animali. È particolarmente sensibile ai temi dell'immigrazione e della cultura, per i quali si augura di poter dare un contributo attivo. Ha scelto di candidarsi con Marina Benadduci perché Tolentino ha bisogno di un sindaco trasparente, leale e vicino ai cittadini.
Alessia Fratini: nata a Camerino il 11/03/1994. Laureata in Sociologia presso Universitá degli studi di Urbino. "Carlo Bo", professione studentessa . Membro di un 'associazione culturale e di ricerca presso l'Universitá di Urbino . Membro dell'Assemblea per il diritto alla cittá ad Urbino . Passione per la musica e il canto .
Nazareno Tiranti: 44 anni, sposato con Loretta, tre figli: Tommaso, Riccardo e Filippo. Ingegnere Meccanico. Collaboratore per circa 10 anni, fino al 2011, con una industria metalmeccanica di Tolentino. Dal 2002 docente di discipline Meccaniche nelle scuole secondarie superiori. Dal 2004 libero professionista, progettista termotecnico e consulente sicurezza sui luoghi di lavoro.
Abdelaziz El Omari: nato il 12/06/1965 in Marocco di nazionalità Italiana. Universitario (fisica,chimica), parlo Arabo, Francese, Inglese. Da 30 anni vivo a Tolentino. Mi piace il sapere. Ho una famiglia felice mia moglie Stefania e due figli Hanny e Nohaila. Mi piace l'onestà, l'umiltà e il rispetto. Lavoro all'Interlegno.
Piero Rogani: 56 anni, lavoro nel campo dell'informatica, diplomato, 2 figli, impegnato nel volontariato, tra le passioni la moto ed i viaggi.
Selena Di Matteo: nata a Roma nel 62 maestra Montessori, professione che non ho mai praticato per amore della campagna, sono stata coltivatrice diretta per 20 anni nelle colline di Tolentino, Dal 2004 sono operaia e mi impegno nel sindacato. Per il resto giro molto l'Italia e mi piace nuotare andare in bici e fare trekking.
Silvia Scoppolini: nata a San Severino Marche il 15 agosto del 1994. Ho frequentato il liceo scientifico e successivamente il corso di laurea triennale in scienze dell'architettura. Mi sono laureata il 10 novembre del 2016 e ora sto completando i miei studi con la laurea magistrale. Vivo a Tolentino da sempre e sebbene ormai da quattro anni passo la maggior parte della mia settimana ad Ascoli Piceno sono comunque molto legata alla mia città. Sono appassionata di Arte e Cultura. Appena ho un po' di tempo libero mi piace dedicarlo a leggere o a fare lunghe passeggiate nel verde; mi piace stare all'aria aperta e in mezzo alla natura.
Maria Letizia Trafeli: nata il 28/02/1962, diploma di ragioneria. Tolentinate da 30 anni, ho una passione sfrenata per il verde, i fiori e gli animali.
Elisabetta Ballini: nata a Tolentino, 46 anni, operaia in mobilità, attualmente impiegata in un patronato con un contratto a tempo determinato. Amante della lettura e del cinema, adoro i miei nipoti e la natura del nostro territorio.
Mauro Mazzarantani: laureato in psicologia a Urbino, specializzando in psicoterapia della Gestalt. Amante della musica, della montagna e della natura in genere."
Da Fabrizio Ciarapica, candidato sindaco del centrodestra a Civitanova, riceviamo
Di fronte a certe affermazioni non posso tacere, malgrado avrei preferito evitare polemiche proprio in questi giorni!
C'è da rimanere esterefatti però, nel leggere le dichiarazioni di Ghio che sollecita Corvatta a convocare un incontro con il Prefetto tra candidati sindaci, per parlare di sicurezza!
E' stato necessario che ci uscisse quasi il morto per smuovere le coscienze di questa parte politica che è stata finora inesistente, muta, di fronte all'escalation di crimini accaduti a Civitanova.
Questi signori dove si nascondevano quando i Civitanovesi insieme al sottoscritto hanno manifestato con una fiaccolata?
Dove erano quando sono state raccolte migliaia di firme perché le autorità preposte prendessero provvedimenti contro la delinquenza dilagante?
Dove erano quando abbiamo fatto denunce e organizzato iniziative contro il commercio abusivo?
Dove stavano quando abbiamo organizzato convegni e dibattiti pubblici sul tema sicurezza?
Per Silenzi erano solo percezioni.
Per Corvatta andava tutto bene, mentre Ghio non ha mai speso una parola ne come uomo del PD, ne tanto meno come presidente dell'Ordine degli avvocati, cosa che fa solo oggi per mera speculazione politica!
Non permetteremo a nessuno di farci prendere in giro con atteggiamenti pre elettorali opportunisti sull'onda emotiva del grave fatto che ha colpito la nostra città, il nostro fratello Daniele, che per la sicurezza si e sempre speso in prima persona!
I CIVITANOVESI hanno il sacrosanto diritto di vedersi garantito il proprio diritto alla sicurezza, un diritto che attualmente a Civitanova non è possibile difendere.
Una situazione inaccettabile sotto ogni profilo alla quale occorre porre un immediato rimedio.
Sono determinato nel farlo, con la voglia , con le soluzioni e senza indugi!
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Segreteria Regionale Fp Cisl Marche - Fp Cisl Territorio Macerata:
"È emblematico constatare che, come la CISL FP pubblica un proprio articolo sui media, sorgono molte reazioni. Segno evidente che la strada intrapresa con le nostre dichiarazioni è quella giusta.
Il direttore dell’Area Vasta 3 Maccioni replica alle nostre fondate affermazioni dichiarando che la direzione “non tutela situazioni di privilegio”. Bene; anche questo è il pensiero della FP Cisl Marche in tutte le sue articolazioni territoriali e ci riteniamo quindi non destinatari di quanto evidentemente destinato ad altri.
Un’altra riflessione ci spinge, con sorpresa, a valutare le affermazioni del ”critico” Segretario della UIL Piccioni che ci addebita la colpa di aver concesso “alla direzione di fare e disfare a proprio piacimento”.
È noto che siamo il primo sindacato delle Marche e che abbiamo una notevole quantità di iscritti rispetto ad altre organizzazioni sindacali ma questo ”potere” noi lo esercitiamo per tutelare i diritti dei nostri iscritti e dei lavoratori contrastando con la nostra effettiva partecipazione dei nostri delegati nei luoghi di lavoro, con le assemblee e occorrendo non disdegnamo il ricorso a lettere, diffide e denunce, su quanto non ritenuto coerente e congruo al nostro compito istituzionale.
I lavoratori della sanità maceratese sanno perfettamente come sono andate le questioni interne alla RSU, chi è stato sfiduciato e chi ha tradito il proprio mandato elettorale affidatogli dai lavoratori. Non occorre ribadirlo.
La RSU, contrariamente a quanto dichiarato da Piccioni, esiste e i suoi 36 delegati eletti dai lavoratori sono tutti in grado di intendere e di volere, tutti pariteticamente responsabili dell’andamento e dell’attività della RSU, compresi Piccioni ed Evangelista, tutti corresponsabili di agire, proporre, scrivere e discutere, senza bisogno alcuno di una figura tecnica come quella del coordinatore che, da tempo criticato per il suo operato da molti RSU, ha terminato la sua “corsa” con una richiesta di rimozione dall’incarico proposta e firmata anche dal Piccioni, che oggi lo difende come fosse la vittima di chissà cosa.
Come si evince dal verbale della Rsu del 23 aprile 2016, anche la Uil ha sfiduciato l'allora coordinatore RSU Marcello Evangelista nella persona del firmatario Maurizio Piccioni, che condivise con molti altri la sfiducia.
L'articolo Uil sembra fatto apposta solo per attaccare la Cisl, dato che prosegue con il classico “elenco della spesa”, più volte ricordato dalla Cisl.
Concludiamo dicendo che ai lavoratori non interessano queste dichiarazioni populistiche prive di fondamento. I lavoratori vogliono in tempi brevi legittime risposte alle loro odierne criticità e noi tutti abbiamo, per chi ci crede veramente, l’obbligo morale di perseguire questo scopo.
Vedremo ora se la direzione sarà in grado di cogliere la nostra critica come stimolo per riallacciare seriamente e non con mere informative un tavolo serio di relazioni sindacali, abbandonando questo modo autarchico che ha messo in difficoltà tutte le organizzazioni sindacali e la stessa RSU e vedremo anche, attraverso fatti tangibili e non chiacchiere, chi tra noi sarà in grado di mantenere fede all’impegno elettorale affidatoci dai nostri iscritti e dai lavoratori.
Fatte queste dovute precisazioni, dobbiamo prendere atto che il primo importante banco di prova sulla tenuta delle relazioni sindacali - tenutosi ieri, (assente Evangelista), ove la Rsu, riunitasi a larga maggioranza nei giorni scorsi, (assente ancora una volta Evangelista), chiedeva risposte concrete ai problemi dei lavoratori e nonostante le consuete e immancabili richieste da parte del dottor Maccioni di proseguire nel cammino mirando alla "sostanza" delle cose piuttosto che alla "forma" - si è rivelato a dir poco interlocutorio senza un ordine precostituito, tant'è che abbiamo dovuto chiedere inizialmente se l'incontro era relativo ad una delegazione trattante o a un incontro convocato in base all'Art. 12 del Protocollo relazioni sindacali, dove si discute solo di argomenti legati ad aspetti marginali del mondo lavorativo e non certo di quelli attinenti alla contrattazione vera e propria.
Si è parlato, come siamo oramai abituati, di tante situazioni senza proporre soluzioni concrete. Parte degli argomenti richiesti dalla RSU sono stati trattati intavolando discussioni teoriche, prive del supporto dei dati dalla CISL FP reiteratamente richiesti e rinviando a futuri incontri la produzione di quelle informazioni che costituiscono la "forma" per dare poi "sostanza" ai contenuti, oltre alla sensazione di una mancanza di cabina di regia tra direzione e dirigenti facenti parte della delegazione trattante di parte pubblica.
La Cisl, come la Rsu, chiede risposte concrete a problemi concreti.
Nel nostro intervento abbiamo precisato che la fiducia verso l'operato di questa direzione è purtroppo ai "minimi storici"; perciò, in attesa delle risposte che auspichiamo, redigeremo una nota al verbale della seduta di ieri dove preciseremo, ancora una volta, le nostre legittime richieste di risposte corrette e concrete ai lavoratori riguardanti in prima battuta la certificazione reale Dotazione Organica del personale attualmente presente nelle varie UU.OO. Servizi, Uffici dell'Area Vasta 3, la Mobilità del Personale, il Piano dell'Emergenza, il Piano Occupazionale, la riorganizzazione Amministrativa Tecnico Logistica, la quantificazione e il resoconto sulla gestione dei Fondi Contrattuali con la valutazione delle prossime Progressioni Economiche Orizzontali, le Posizioni Organizzative e Coordinamenti.
Un gran lavoro da fare in tempi brevi: questa è la sfida che la CISL FP lancia alla direzione dell'Area Vasta 3".
Il sindaco di Ussita Marco Rinaldi (Pd), uno dei sindaci del terremoto, si è dimesso poco fa, dopo che il Gip di Macerata ha firmato un decreto esecutivo di sequestro del camping 'Il Quercione', dove da anni sono posizionate 5 mobil house e un prefabbricato in legno, in quanto realizzati nell'area protetta del Parco dei Sibillini, inedificabile e in zona R 4.
''Tutta Ussita è in area protetta - ha detto Rinaldi dando all'ANSA la notizia delle dimissioni -, questo vuol dire che la ricostruzione non si farà mai''.
''La ricostruzione di Ussita non potrà mai avere inizio né conclusione. Gran parte del territorio del Comune viene a trovarsi nelle medesime condizioni del camping Il Quercione, con la conseguenza che non un prefabbricato, non una casetta di legno, non alcun altro immobile, non un solo ripristino dei vecchi impianti sportivi, compreso il Palazzo del ghiaccio e la piscina, potranno mai essere messi in atto''. Lo si legge nella lettera di dimissioni che il sindaco di Ussita Marco Rinaldi ha consegnato al segretario comunale, rassegnando le sue ''irrevocabili dimissioni''.
'L'impossibilità di ricostruire Ussita e gli altri Comuni del Parco - dice - diviene una certezza ove non muti il quadro legislativo che tuteli, in un ambito di straordinaria gravità come quello che ci coinvolge, anche la presenza umana inserita nell'ambiente naturale''. Rinaldi continuerà a difendere i suoi cittadini, e ad aiutarli ''ad uscire dal grave stato di disagio e di abbandono in cui versano''.
Il camping è una vecchia struttura degli anni Novanta, già oggetto di sanatoria, e attualmente non ospita sfollati del terremoto, tutti trasferiti sulla costa, anche se alcuni in questi mesi avevano sistemato lì beni personali nei container. ''Queste persone piangevano, quando sono arrivate le forze di polizia a mettere i sigilli - racconta Rinaldi, un ingegnere di 66 anni, fra i sindaci più attivi in questi mesi a difesa della propria comunità. La procura, che ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro, gli contesta di aver consentito l'installazione delle mobil house e del gazebo in legno, oltre all'esecuzione di scavi, ''in una zona asseritamente vincolata da inedificabilità assoluta per essere inserita in area vincolata paesaggisticamente. Zona R4, e all'interno del Parco dei Monti Sibillini''.
Il sindaco di Ussita Marco Rinaldi, che si è dimesso dopo il decreto di sequestro del Camping Il Quercione per presunti abusi ambientali, afferma: "Sull'operato della Magistratura, a cui ribadisco piena fiducia, non ho nulla da osservare, salvo affermare che mi difenderò nelle opportune sedi, non ritenendo che possa ravvisarsi alcuna mia responsabilità penale". La vicenda però diventa ''oltremodo preoccupante - osserva - se la si valuta sotto il profilo amministrativo della ricostruzione post terremoto''.
(Ansa)
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindaco di Matelica Alessandro Delpriori in merito alla questione dell’Hotel Agorà:
“Mi trovo a dover rispondere ad una serie di articoli comparsi sulla stampa riguardo la destinazione dell’ex Hotel Agorà a Matelica, struttura mai finita di costruire e però, in potenza, capace di ospitare parecchie persone, oltre 100.
Da subito dopo i giorni del sisma di ottobre, la nostra Amministrazione Comunale ha sentito il curatore fallimentare per studiare la possibilità di utilizzare l’Agorà per ospitare sfollati e, di concerto, abbiamo messo a disposizione l’Hotel alla Protezione Civile che ha visionato i progetti e ha fatto anche i sopralluoghi necessari.
Nello stesso senso, visto che il centro storico di Matelica ha subito danni ingenti al patrimonio abitativo, andando anche a colpire abitazioni utilizzate dagli studenti della Scuola di Veterinaria di Unicam, si è pensato di poter ospitare quegli studenti nella stessa struttura. Abbiamo perciò proposto in maniera informale la questione a tutti gli organi preposti, Unicam, ovviamente, ma anche la Regione Marche. E questa era la notizia. Si trattava certamente degli studenti dell’Università di Camerino, ma di quelli che frequentano i corsi a Matelica.
L’idea non nasce dal nulla ma dalla consapevolezza che avere due corsi di laurea in città sia una risorsa inestimabile, non solo strettamente economica, ma anche e soprattutto sociale. Lavoriamo con Unicam in maniera stretta e sinergica dall’inizio del nostro mandato e con loro stiamo valutando investimenti da fare insieme in termini di progettazione di assi di sviluppo (fondi GAL e Master in Wine Export Management), ma anche di possibili aperture di nuovi corsi di laurea, sempre all’interno della Scuola di Medicina Veterinaria. L’Agorà perciò potrebbe diventare un luogo fondamentale per tutte le attività di Unicam a Matelica e noi siamo prontissimi a sostenerle.
Fa un po’ tristezza discutere di queste cose, di un particolare caso specifico che viene, tra l’altro, da un malinteso, quando tutto un territorio sta soffrendo per la più grossa tragedia della nostra storia dopo la seconda guerra mondiale.
Fa tristezza soprattutto perché non si riesce mai a fare squadra, ognuno pensa al proprio comune e il confine diventa un muro invalicabile. Così non si va da nessuna parte, così non riusciremo mai a rialzarci, non avremo alcun futuro e la responsabilità sarà soltanto la nostra, di amministratori che non hanno voluto parlare tra loro. Il problema vero della ricostruzione post sisma è chiaramente di governance delle problematiche comuni: dobbiamo fare un lavoro di sistema che possa dare risposte dirette e immediate alla popolazione. Ricostruiremo, tutto, ne sono certo. Ma per chi? Come? E quando? Queste sono le domande vere, i problemi su cui dovremmo dibattere, su cui incentrare le analisi politiche. I nostri figli dove vivranno? Avranno i nostri stessi servizi? Ma non ci accorgiamo che più passa il tempo e più le persone faranno fatica a tornare a vivere nelle nostre zone? Chi dobbiamo aspettare? Gli amministratori oggi siamo noi. Dobbiamo fare una progettazione a medio e lungo termine e farci forza, insieme, sulle nostre specificità migliori. Per essere chiari, dobbiamo tirare fuori i muscoli e farlo tutti. Sarebbe opportuno affidare un tavolo di concertazione e dibattito su tutti questi temi proprio all’Unicam che da tutti è riconosciuta sinonimo di qualità e di professionalità. E anche io, che sono sindaco a Matelica, sarò felice di avere consigli e proposte, anche se per ascoltarli dovrò salire su un colle che non è del mio comune”.
Dalla lista civica Corridonia in Comune riceviamo:
Almeno cinquanta persone hanno partecipato ieri sera, all’hotel Grassetti di Corridonia, alla presentazione della lista civica “Corridonia in Comune”, che corre alle elezioni amministrative della città proponendo come candidata sindaco l’imprenditrice 43enne Silvia Grassetti, residente nella frazione di Colbuccaro. Tra i convenuti, esponenti della sinistra storica maceratese e corridoniana (come Stelvio Antonini, Nello Flora, Giuseppe Orlandi, Tonino Secchiari), Emanuele Acciarresi, presidente dell’Associazione Nuova Salvambiente, sostenitori di liste concorrenti, ma soprattutto molti cittadini.
La Grassetti ha esordito evidenziando l’orientamento politico di sinistra della lista. Ci si muove infatti all’interno di una rete regionale, Sinistra Unita, che presenta la propria proposta anche a Civitanova (appoggiando il sindaco uscente Corvatta), a Tolentino (con la propria candidata sindaco Marina Benadduci), e a Jesi all’interno di una coalizione, proponendo la candidatura di Samuele Animali.
Non sono mancati cenni decisi nei confronti della sinistra storica corridoniana, che, all’iniziale proposta entusiastica di candidatura a sindaco, ha sostituito un atteggiamento attendista, scomparso poi durante la serata con aperti elogi per l’approccio costruttivo e volenteroso della candidata sindaco e dei componenti di lista, definiti qualificati e competenti.
La rappresentanza di tutte le frazioni di Corridonia è la cifra che contraddistingue la lista della Grassetti. “Corridonia in Comune”, infatti, è espressione dell’esigenza di tutti i cittadini di non sentirsi di serie B, ma di creare una partecipazione sociale attiva e continua.
I punti cardine del programma sono riassumibili in tre fondamentali: la creazione di una linea di trasporto urbano che unisca tutte le frazioni al centro, la realizzazione o riconversione di centri di aggregazione e Comitati di quartiere che progettino, condividano e attuino iniziative di vario genere durante tutto l’anno, e il ripristino delle attività scolastiche a Colbuccaro alto.
Queste sono le principali finalità della squadra creata da Silvia Grassetti e dai sostenitori provenienti da tutte le periferie. La lista, di undici candidati, è così composta:
Lucia Damen, 40 anni, dottoressa in Economia, residente in città, impiegata al Comune di Macerata Mauro Tamburrini, 36 anni, laurea in Scienze giuridiche, residente a Passo del Bidollo, massofisioterapista Alberto Tognetti, 65 anni, residente a Colbuccaro, pensionato Nicola Di Brina, 37 anni, dottore in Lettere, dottore in Scienze della Formazione, diplomato al Conservatorio, residente a Campogiano, insegnante presso la Scuola di Colbuccaro Alessia Ciarlantini, 31 anni, residente a Passo del Bidollo, commerciante Enzo Pacioni, 74 anni, residente a Macerata, pensionato Romina Corsi, 39 anni, residente a Colbuccaro, impiegata Primenio Taddei, 65 anni, residente a Camerino, pensionato Alessia Bistosini, 22 anni, laureanda in ingegneria civile e ambientale, residente a Piedicolle, studentessa universitaria, lavoratrice e volontaria all’Unitalsi Enio Tamburrini, 66 anni, residente a Passo del Bidollo, artigiano pensionato Giuseppe Bellesi, 63 anni, residente a Colbuccaro, artigiano pensionato