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L'estate degli scontrini: quando l'indignazione diventa un selfie

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C'è un nuovo genere fotografico che sta conquistando i social di questa estate, e non è il tramonto, non è il piatto di spaghetti alle vongole, non è nemmeno il piede abbronzato in riva al mare. È lo scontrino. Fotografato con cura, inquadrato bene, magari con un dettaglio sfocato del mare sullo sfondo, e pubblicato con la giusta dose di indignazione. 44 euro per due coppette di gelato a Piazza Navona. 8 euro per una bottiglia d'acqua e 12 euro per una Coca Cola in un noto ristorante di Capri. E poi il mio preferito, quello della nuotatrice Elena Di Liddo, che ha denunciato un euro e cinquanta di sovrapprezzo per aver chiesto la pizza senza pomodorini, perché a quanto pare anche togliere qualcosa, di questi tempi, ha un costo! Ogni giorno ne spunta uno nuovo, ogni giorno diventa virale, ogni giorno l'Italia intera si divide tra chi grida allo scandalo e chi alza le spalle dicendo che in certi posti bisogna aspettarselo.

 E fin qui potrebbe sembrare la solita, sana indignazione popolare contro i prezzi gonfiati delle località turistiche. Ma se ci pensi bene, c'è qualcosa di molto più interessante che si nasconde dietro questa ondata di scontrini fotografati, qualcosa che dice più su di noi che sui ristoratori.

 Perché quando fotografi lo scontrino da 8 euro dell'acqua di Capri e lo pubblichi, stai facendo due cose contemporaneamente, e sono cose quasi opposte. Da una parte ti stai lamentando, ti stai indignando, stai denunciando il caro prezzi. Dall'altra, e questa è la parte che nessuno ammette, stai dicendo al mondo intero una cosa molto semplice: io a Capri ci sono stato. Perché lo scontrino non è solo la prova di quanto hai speso, è anche la prova di dove eri. E Capri, o Piazza Navona, diciamocelo, non sono esattamente posti dove ci si va per caso.

 È il paradosso perfetto dei nostri tempi. Ci lamentiamo del prezzo, ma intanto facciamo sapere a tutti che eravamo lì. Protestiamo per i diciotto euro del cocktail, ma quella foto racconta anche che stavamo sorseggiando un cocktail in un locale esclusivo con vista sui Faraglioni. La denuncia e la vanteria diventano la stessa identica cosa, si fondono in un unico gesto, in un'unica fotografia. E la genialità involontaria di tutto questo è che ti permette di vantarti senza sembrare uno che si vanta, perché formalmente ti stai lamentando, e lamentarsi è socialmente accettabile, è democratico, è simpatico, mentre dire apertamente "guardate, sono a Capri" ti farebbe sembrare presuntuoso.

 Poi c'è l'altra categoria, quella di chi lo scontrino lo fotografa semplicemente perché è diventato un modo per raccontare le vacanze. Una volta si postava la foto del panorama, oggi si posta la ricevuta del ristorante stellato, perché quella ricevuta contiene tutto in un colpo solo: il nome del locale famoso, i piatti ordinati, il prezzo che parla da sé. È il racconto della vacanza compresso in un pezzo di carta termica, molto più eloquente di mille foto del mare, perché il mare è uguale per tutti mentre lo scontrino da duecento euro è tuo, personale, esclusivo.

 Quello che mi affascina, è come i ristoratori si trovino improvvisamente in balìa di questo fenomeno. Perché ogni cliente oggi è un potenziale recensore, ogni scontrino una possibile notizia, ogni conto salato una gogna mediatica in agguato. E la cosa curiosa è che spesso per ogni persona indignata che giura di non metterci mai piede, ce ne sono altre dieci incuriosite che vogliono vedere com'è quel posto dove l'acqua costa otto euro.

 La verità è che lo scontrino fotografato è il perfetto contenuto social del nostro tempo, non è un caso che sia esploso proprio d'estate, quando le vacanze diventano il grande palcoscenico su cui recitiamo la nostra vita migliore, quella più bella, più costosa, più degna di essere raccontata.

 Quindi la prossima volta che vedi uno scontrino indignato sul tuo feed, fermati un attimo e guarda oltre il prezzo. Perché quella foto non ti sta dicendo solo quanto ha speso quella persona. Ti sta dicendo, con eleganza, esattamente dove ha passato le vacanze. E magari, senza volerlo, ti sta anche facendo venire voglia di andarci.

 Otto euro per l'acqua compresi!

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