La segreteria e il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale di Tolentino, intervengono sul ruolo del Partito Democratico nella chiusura del Punto di Primo Intervento della città. Questo il testo della nota diffusa alla stampa:"Ma il Partito Democratico chi vuole prendere in giro? Chi governa da anni come partito di maggioranza la regione Marche? Il Partito Democratico . Chi ha approvato la delibera 735 che prevede i tagli alla sanità regionale? Il Partito Democratico . Chi è il Presidente della Regione con delega alla Sanità? Un esponente del Partito Democratico . Chi è il segretario regionale del Partito Democratico? Un nostro concittadino . Chi da anni ha reso possibile il taglio sistematico di reparti e prestazioni all’ospedale di Tolentino? Le giunte di sinistra con la sudditanza dei loro referenti locali . Se verrà attuato quanto predisposto e avallato dal Partito Democratico l’Ospedale di Tolentino vedrà: 1) La riduzione dell’orario del Punto di Primo intervento dalle 24 alle 12 ore giornaliere 2)L’ambulanza infermieristica attualmente in servizio presso il punto di primo intervento al mattino e al pomeriggio verrebbe sostituita con un mezzo con volontari non sanitari. 3) Il Day surgery (chirurgia breve) vedrà chiudere il reparto nelle ore notturne fregandosene del sacrosanto diritto dei pazienti di fermarsi almeno una notte qualora il chirurgo lo ritenga opportuno. Il Partito Democratico ci farebbe ridere, se non si trattasse di salute dove i pazienti spesso sono costretti ad aspettare mesi per una visita o un esame (a meno che non ci si rivolga al privato), che così deve essere fatto per non trovarsi in contrasto con la normativa nazionale e regionale. Ora a parte il fatto che le norme si possono cambiare , ma qual è il partito di maggioranza al governo nazionale e regionale? il Partito Democratico. Questa sarebbe la forza politica che vorrebbe tutelare i diritti dei Tolentinati? Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale continuerà nella raccolta di firme e a sensibilizzare la popolazione programmando qualora fosse necessario altre forme di protesta".
E' stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Tolentino il bando relativo all'area dove oggi sorge l'asilo nido Nicholas Green. Ne riportiamo di seguito il testo integralePubblicato il bando per la progettazione ed esecuzione lavori realizzazione nuovo nido d’infanzia e riqualificazione area circostante a verde pubblico. Le procedure prevedono i lavori di realizzazione di un nido d’infanzia e relativa area di pertinenza, nonché riqualificazione area circostante a verde pubblico su area di proprietà comunale di complessivi mq. 11.950, previa progettazione esecutiva e s.m.i. (la predisposizione del progetto definitivo è necessaria per la partecipazione alla gara). L’opera da realizzarsi consiste nella costruzione di una struttura adibita ad attività educativa per asilo nido, calcolata per un’utenza di n. 60 bambini con n. 2 accessi, da p.za U. La Malfa e da via E. Berlinguer. La struttura sopradescritta è caratterizzata da superficie a pianta definita come da ingombro risultante da progetto preliminare, con struttura in elevazione di un solo piano (terra), con ampie vetrate che si affacciano sul giardino di pertinenza di circa mq. 1.950; il progetto prevede inoltre la sistemazione di un’ampia area di circa mq. 10.000 da attrezzare a verde pubblico (parco).Più in particolare, il presente appalto ha ad oggetto: la predisposizione della progettazione esecutiva e s.m.i. sulla base del progetto preliminare, del Capitolato Speciale d’Appalto della stazione appaltante e del progetto definitivo offerto in sede di gara dall’aggiudicatario; il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione; l’assunzione a proprio carico del costo per la direzione e contabilità dei suddetti lavori, nonché per il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e per il collaudo (attività che rimangono in capo alla stazione appaltante); la realizzazione di tutti i lavori di progetto.Si informa che riguardo al nuovo asilo d’infanzia è stato approvato il progetto preliminare, predisposto dall’Arch. Antonio Roberto Migliorisi, per l’importo complessivo di € 1.726.000,00 di cui € 1.382.900,00 importo complessivo dell’appalto (compresi oneri per la sicurezza e spese tecniche per progettazione definitiva ed esecutiva); € 343.100,00 per somme a disposizione dell’Amministrazione.L’aggiudicatario dovrà sostenere tutti i costi riportati nel quadro economico del progetto preliminare, per l’importo sopra indicato di € 1.726.000,00 e, quindi, tutte le voci di spesa riportate in detto quadro economico, per gli importi ivi indicati, anche se le relative funzioni rimangono in capo alla stazione appaltante che le svolge con tecnici dipendenti o professionisti esterni incaricati dalla stessa. La spesa complessiva di progetto è finanziata attraverso la cessione in conto pagamento del bene appresso descritto: edificio attualmente utilizzato come asilo Green e relativa area di pertinenza, nonché ulteriore area adiacente, per una superficie complessiva di mq. 3.210 (tremiladuecentodieci).Saranno concessi 430 giorni (quattrocentotrenta) naturali e consecutivi decorrenti dalla data del verbale di consegna per la realizzazione del nuovo asilo; il completamento delle opere relative alla sistemazione dell’area a verde pubblico attrezzato (parco) potrà avvenire anche successivamente all’avvenuto collaudo del nuovo edificio e comunque il tutto entro i suddetti 430 complessivi.Termine, indirizzo di ricezione, modalità di presentazione e data di apertura delle offerte: ore 12:00 del 16 dicembre 2015; apertura offerte in seduta pubblica: giorno 21 dicembre 2015 con inizio alle ore 09.00, presso l’ufficio appalti e contratti della stazione appaltante.Per informazioni Ufficio Appalti e contratti del Comune di Tolentino. Il Bando è scaricabile dal sito del Comune www.comune.tolentino.mc.it alla voce bandi di gara.
Il segretario del Pc di Tolentino Sandro Ruggeri interviene sulla questione sanità invitando il sindaco Giuseppe Pezzanesi e gli altri politici a ribellarsi contro la perdita del Punto di Primo Intervento di Tolentino. "Intervengo a proposito del Consiglio Comunale aperto del 29 ottobre, convocato per dare la parola a tutti i cittadini in merito alla delibera N.735 della G.Regionale, dove in poche parole si decide di togliere a Tolentino la possibilità di “non morire di notte", se un cittadino accusa malore e preso dal panico chiama il 118 per avere soccorso. Mentre entravo in sala, ascoltavo il nuovo direttore Area Vasta 3 dott.Maccioni, con molta euforia cercava di spiegare che non c’è nessun pericolo per la salute dei cittadini (parliamo di un indotto che supera i 40.000 abitanti) che usufruiscono dei pochi servizi rimasti nel ns Ospedale, a suo dire; siamo riusciti a mettere a disposizione una ambulanza "jolly" che la notte affiancherà il Pronto Soccorso di Camerino, Macerata e Civitanova Marche. Non solo, sembra che siano riusciti anche a tagliare una ambulanza medica in due. Pertanto, tranquilli cittadini, avremmo anche una mezza ambulanza che ci soccorrerà, con a bordo mezzo dottore e mezzo infermiere: dentro di me è salito già un certo malessere. Come Partito Politico non mi sono prenotato ad intervenire in quanto già prenotata una cittadina che mi rappresentava, ma dopo aver ascoltato il Presidente del Consiglio che chiudeva gli interventi dei presenti e dava inizio alla discussione del consiglio, non appena il Sindaco ha ufficializzato che ci si presentava al dibattito con due documenti distinti: uno della maggioranza e uno del PD, mi si sono accelerati dolori allo stomaco e per non rimettere davanti ai cittadini presenti mi sono allontanato. Leggo dalla stampa che il consiglio è finito a tarda notte dove il sindaco minaccia proteste. Mi domando? Come si fa a non concordare un documento unico, da inviare al Presidente Regionale Ceriscioli, per chiedere alla Maggioranza di inserire nel bilancio un'automedica salvavita spesso per chi accusa un malore: è un diritto sancito dalla Costituzione Italiana. Inviare 2 documenti distinti, significa portare in giro i vostri elettori e tutti i cittadini, ma ci sono solo parole, per questa battaglia, bisogna essere uniti, il resto rimane chiacchiericcio da piazzaroli. Bene, a questo punto prendo in parola il sindaco e la sua maggioranza, se sono disponibili ad ufficializzare, per mezzo stampa, la costituzione di un comitato di lotta permanente che comprenda anche tutti i partiti politici presenti a Tolentino, chiedendo anche al PD, presente in maggioranza in Regione, di non tradire per l’ennesima volta il suo elettorato tolentinate in merito a tutte le promesse fatte negli ultimi 10 anni ,anziché salvare, si è svenduto tutto quanto ci rimaneva e adesso anche l’unico servizio rimasto, dove il cittadino di notte chiederà aiuto,troverà se fortunato, il Jolly o la mezza ambulanza, in alternativa, i volontari della croce rossa o verde, bravissimi, preparati e specializzati per le manifestazioni sportive o culturali o per eventi catastrofali, ma non per salvare una vita di una persona che chiede aiuto. Bene io sono pronto, i comunisti di Tolentino sono pronti a formare un comitato permanente, pronto ad allocare davanti al Palazzo Regionale per non far uscire il presidente Ceriscioli, affinchè la Giunta deliberi di salvaguardare un'automedica, che poi dopo nell’Area vasta 3, Tolentino non si chiami più Punto di Primo Intervento, ma casa della salute. Ai cittadini non interessa, devono sapere che se colti da malore, saranno soccorsi da personale specializzato, penso che questo sia un diritto sacrosanto e non piu’ discutibile. Solo a pensare che il legislatore e la politica nazionale continui a trattare la sanità come un’azienda per spartire profitti ai pochi e non un servizio sociale, dove gli ultimi non possono più permettersi di pagare servizi sanitari, ma devono rinunciare e morire, mi far venir voglia di passare per altre vie".
Dal movimento politico Voce alla Città riceviamo:I cittadini di Tolentino conoscono da tempo la ferrea volontà dell'Amministrazione Pezzanesi di procedere alla costruzione di un nuovo asilo, all'abbattimento dell’attuale Asilo Green e contemporaneamente portare a termine una chiara manovra speculativa con la costruzione di una nuova “struttura commerciale” sull'area attualmente occupata dall'Asilo e dal verde circostante. Forse non tutti conoscono i tempi che hanno scandito questa vicenda che qualche giorno fa ha conosciuto una tappa fondamentale: con determina registrata al numero 1343 del 29 ottobre è stata attivata la procedura di gara! Non possiamo non rilevare “l'eccezionale accelerazione” che tutto l'iter ha avuto nelle ultime settimane e dunque ne ricapitoliamo alcune tappe. Tutto ha inizio il 19 maggio 2014 con un atto di indirizzo della Giunta Comunale che manifesta l'intenzione di edificare un nuovo Asilo Green nei pressi della Scuola King e di finanziarne la costruzione con la vendita di circa 3500 metri quadrati di parco preventivamente trasformati in area commerciale. Occorrono più di sette mesi perché si assista alla presentazione del semplice “studio di fattibilità”, avvenuta il 29 dicembre 2014 nel bel mezzo delle festività natalizie. Nel frattempo il comitato “Salviamoilgreen” svolge una intensa opera di informazione e sensibilizzazione raccogliendo e consegnando al Sindaco oltre quattromila firme di cittadini contrari al progetto dell'Amministrazione. Dopo altri sette mesi il Consiglio Comunale del 30 luglio 2015 approva la trasformazione urbanistica dell'area verde di Piazza La Malfa ed inserisce la costruzione del nuovo asilo nel piano delle opere pubbliche 2015-2017. Difronte alla determinazione del Sindaco il comitato “Salviamoilgreen” a settembre annuncia la necessità di ricorrere al T.A.R. delle Marche contro i progetti dell'Amministrazione ed apre una sottoscrizione popolare per la raccolta dei fondi necessari. Ed allora Pezzanesi accelera e come accelera! Il 12 ottobre alle ore 20 riunisce la Giunta, prende atto che il progetto preliminare del nuovo asilo è “in fase di ultimazione”, individua l'organo tecnico di ispezione del progetto stesso, nomina il Responsabile Unico del Procedimento ed incarica l'Ufficio Contratti di “implementare” la gara di appalto, la delibera viene pubblicata e resa nota in data 20 ottobre. Il 28 ottobre alle ore 8 nuova riunione di Giunta in cui si prende atto che l'organo di ispezione ha compiuto la “verifica intermedia” il 21 ottobre e dopo le immediate integrazioni e precisazioni del responsabile dell'Ufficio Urbanistica il giorno 23 ottobre (venerdì) consegna il “rapporto finale” di ispezione del progetto; ma non basta: la Giunta prende atto che il R.U.P. , forse trascorrendo il sabato e la domenica al lavoro, in data 26 ottobre ha “validato” il progetto del proprio collega dell'Ufficio Urbanistica e quindi non rimane altro che dare mandato di bandire la gara di appalto. E velocissimamente, nel volgere di un solo giorno, il 29 ottobre sul sito internet del Comune spuntano le Determine Dirigenziali 692 e 694 che approvano lo schema del bando di gara e attivano la procedura di gara stessa! Peccato che nella fretta il diavolo, siamo o non siamo alla vigilia di Halloween?, ci ha messo lo zampino, tanto che il testo della determina con cui si attiva la gara è rimasto indisponibile fino al pomeriggio del giorno successivo a quello di pubblicazione della determina stessa! Non vogliamo pensare che il Sindaco abbia temuto l’arrivo della notifica del ricorso al TAR del comitato “Salviamoilgreen” ma certamente tanta velocità era sicuramente degna di miglior causa! E sicuramente non è la stessa rapidità, concretezza ed abnegazione con cui molto spesso arrivano le risposte dell'Amministrazione e dei Funzionari Comunali alle legittime richieste dei cittadini!
Sarebbe l'immobiliarista Vittorio Casale uno dei due imprenditori che ieri, insieme all'ex direttore generale di Banca Marche Massimo Bianconi, avrebbe ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini in uno stralcio dell'inchiesta madre sul 'buco' miliardario della banca. Gli avvisi sono stati notificati dalla Guardia di finanza, che ha eseguito una serie di sequestri milionari in tutta Italia. Nell'inchiesta Casale risponde tra l'altro di corruzione tra privati. Nell'indagine principale sono coinvolte 37 persone (ora 36 perché una è deceduta) alle quali vengono contestati a vario titolo reati che vanno dall'associazione per delinquere all' appropriazione indebita, fino alla corruzione tra privati, falso in bilancio e in comunicazioni sociali, all'ostacolo alla vigilanza. E' intanto scaduta in questi giorni l'ultima proroga delle indagini (due anni dalle prime iscrizioni) e un primo punto fermo è arrivato oggi con la notifica di avviso di chiusura delle indagini a tre indagati in uno stralcio dell'inchiesta, mentre si stringe il cerchio di sanzioni e cause civili attorno alla passata gestione della Banca, tuttora in amministrazione straordinaria con proroga fino al 13 dicembre prossimo. Ultima in ordine di tempo la conferma, da parte della Consob, di sanzioni pecuniarie per 420 mila euro contro 16 ex vertici di BM: le sanzioni riguardano le carenze informative nel prospetto dell'aumento di capitale che, nel 2012, portò all'emissione di 212 milioni di azioni al prezzo di 0,85 euro per complessivi 180 milioni. Secondo la Commissione, gli ex vertici avrebbero 'nascosto' la lettera di Bankitalia che segnalava anche una "rilevante esposizione ai rischi creditizi e finanziaria" della banca. Anche la Bankitalia ha inflitto 4 milioni di euro di sanzioni agli ex amministratori per gravi irregolarità e violazioni, accertate tra il 2012 e il 2013: per questi fatti i commissari hanno già avviato i decreti ingiuntivi.
Dal Partito Democratico di Tolentino riceviamo:Il sindaco Pezzanesi, dopo tre anni di nulla e di promesse disattese, è preoccupato, anzi ossessionato, soltanto dal consenso e si limita a fare la sola cosa che gli riesce bene: la propaganda.L’Ospedale di Tolentino è stato usato dalla destra locale come un clava per fini politici trascurando i danni che questa strumentalizzazione può produrre.Piuttosto che organizzare un Consiglio comunale istituzionale, per informare cittadini ed operatori ed addivenire ad un’intesa con il governo regionale e il servizio sanitario regionale nell’interesse dell’ospedale locale, Pezzanesi ha organizzato una convention del centro destra con tanto di slogan e attacchi propagandistici contro il PD e i Dirigenti dell’Asur e area vasta (presenti 4 Consiglieri Regionali della Minoranza regionale).Mai era accaduto nel passato. Tutti i sindaci di centro, di destra e di sinistra della nostra città avevano sempre dismesso la maglia politica per indossare quella istituzionale. Questo atteggiamento fazioso e irresponsabile rischia di condannare la città all’isolamento e di danneggiare il nostro Ospedale.Se Pezzanesi non cambierà atteggiamento nei prossimi giorni organizzeremo noi a Tolentino un incontro con il Governo regionale, l’Asur, gli Operatori sanitari e i Sindaci della zona per discutere seriamente e non propagandisticamente dell’Ospedale di Tolentino.Nei prossimi giorni faremo conoscere alla città, anche attraverso incontri ed iniziative, le proposte concrete e realistiche che abbiamo avanzato in consiglio comunale.Dal PD è stata pretesa solo un’adesione cieca ed incondizionata ad un documento ricco di errori grossolani (evidenziate con imbarazzo dai Dirigenti Asur presenti), falsità e azioni palesemente in contrasto con la normativa nazionale e regionale. Una documento pensato e scritto al solo scopo di non farlo sottoscrivere al PD e poterlo cosi usare durante la convention elettorale del centrodestra regionale riunita da Pezzanesi in un farsesco consiglio comunale aperto.Il PD ha presentato un suo documento serio, concreto, coerente, soprattutto compatibile con la riforma nazionale e regionale e che rafforza e qualifica i servizi sul territorio e che il governo regionale non avrebbe potuto rifiutare
Nel corso del consiglio comunale aperto sulla sanità di giovedì scorso, Forza Italia ha chiesto di inserire nel documento da votare alcuni emendamenti. A illustrarli è stato il capogruppo, Carmelo Ceselli. Gli emendamenti proposti da Forza Italia sono stati i seguenti: potenziamento dei servizi ambulatoriali previsti a Tolentino h12: quindi anche di pomeriggio e soprattutto nel periodo estivo, quando gli utenti vengono dirottati solo a Macerata per le visite specialistiche; potenziamento e non soppressione del servizio con ambulanza infermieristica, soprattutto per il servizio notturno,perché si tratta di un servizio pubblico essenziale; nell'ipotesi di una eventuale soppressione del servizio di guardia medica di Caldarola, per i comuni limitrofi di Belforte del Chienti, Camporotondo, Cessapalombo e Serrapetrona con una utenza di circa 6.000 abitanti il flusso dei cittadini si riverserà sull'unico medico in servizio a Tolentino. "Tali comuni in zona montana e disagiata con frazioni tipo Monastero, Montalto, Villa d'Aria, Castel San Venanzio" ha detto Ceselli "hanno sempre fatto riferimento al punto di primo intervento di Tolentino. Se viene a mancare il punto di primo intervento come faranno? L'ospedale di Tolentino copre le esigenze ed i servizi medici anche dei 5 comuni della zona montana ad esso abbinati come distretto. Anche perchè Tolentino serve i cinque Comuni limitrofi. Noi come forza politica in tempi non sospetti, a suo tempo, abbiamo elencate le nostre proposte in sede regionale, come minoranza, e ricordo che non abbiamo accettato passivamente la delibera 735. Se la legge regionale verrà applicata cosi come è, cioè monca, perché non esiste nessun accordo con i medici di base, viene meno il concetto di tutela del cittadino".
E' ancora polemica serrata fra la Maceratese e l'amministrazione comunale. Nodo del contendere, stavolta, è la decisione dell'amministrazione di non concedere ai tifosi locali la possibilità di parcheggiare nel settore destinato agli ospiti, malgrado a questi ultimi sia vietata la trasferta e quindi non saranno presenti. Una scelta che la Maceratese, per bocca del suo avvocato Massimo Nascimbeni, accoglie con "estremo disappunto". A spiegare i fatti è proprio l'avvocato Nascimbeni in una nota pubblicata stamattina sul profilo Facebook della Maceratese: "In relazione a quanto apparso in questi giorni sulla stampa in ordine al divieto imposto dall’Osservatorio per le manifestazioni sportive di Roma ai residenti della regione Emilia-Romagna di assistere alla partita Maceratese – Spal di sabato 31.10.2015, la S.S. Maceratese, qui rappresentata dall'avvocato Massimo Nascimbeni estensore del presente comunicato per aver trattato personalmente la questione, intende precisare quanto segue.Giova premettere che l’iniziativa di chiedere la revoca del provvedimento dell’Osservatorio al fine di consentire la presenza alla partita dei tifosi della Spal è partita dalla S.S. Maceratese che, appresa la notizia del divieto nella tarda serata di lunedì scorso, si è prontamente attivata. Nel corso di un incontro svoltosi il pomeriggio seguente in Comune, l’avv. Massimo Nascimbeni ha infatti informato della vicenda il Sindaco Romano Carancini, che ne era all’oscuro, chiedendo un suo intervento anche in considerazione del fatto che il suo collega Sindaco di Ferrara, con una nota ufficiale divulgata già nella serata di lunedì, aveva preannunciato la propria iniziativa di richiedere la revoca del divieto da parte dell’Osservatorio. La SS Maceratese ha poi appreso dall’intervista del Sindaco Carancini apparsa sulla stampa locale nella giornata di giovedì che il divieto non poteva essere revocato dall’Osservatorio a causa della mancata disponibilità della tifoseria organizzata della SPAL a rilasciare una dichiarazione di presa di distanza dagli episodi occorsi in un autogrill tra tifosi spallini e tifosi del Rimini. A quel punto, preso atto della confermata assenza dei tifosi della Spal, nella stessa giornata di giovedì la società Maceratese con una nota predisposta dal consigliere avv. Massimo Nascimbeni ha chiesto alla Questura di Macerata di voler concedere ai tifosi locali l'utilizzo del parcheggio di circa 250 posti auto riservato alla tifoseria ospite lungo Via dei Velini, per consentire un più agevole accesso allo stadio Helvia Recina dei sostenitori della Maceratese considerato che il permanere di tale misura di sicurezza, applicata nelle altre partite, non risultava più giustificato stante l’assenza della tifoseria ospite. Nella stessa serata di giovedì la Questura di Macerata ha comunicato con nota scritta l’accoglimento dell’istanza della Maceratese, demandando al Comune “di adottare le opportune iniziative” conseguenti. Tuttavia, proprio quando la società si accingeva ad inoltrare la notizia ai tifosi per informarli della possibilità accordata dalla Questura di usufruire del parcheggio ospiti, nella tarda mattinata di venerdì è pervenuta del tutto inaspettatamente una comunicazione via mail del Comune di Macerata, a firma del Dirigente del Comando Polizia Municipale, indirizzata per conoscenza alla Questura ed alla Prefettura di Macerata, con cui si rendeva noto che il Comune, malgrado il nulla osta della Questura, negava l’utilizzo del parcheggio ospiti ai tifosi della Maceratese. Inutili ed inascoltate sono risultate le successive richieste della società di rivedere tale provvedimento di diniego. Esso appare irragionevole ed ingiustificato, tanto più alla luce del nulla osta concesso dalla Questura, ed inoltre ingiustamente penalizzante per i tanti sportivi maceratesi e della provincia che anche questa volta, pur in assenza di tifosi ospiti, saranno costretti ad affrontare i consueti, noti disagi per accedere allo stadio Helvia Recina. La SS Maceratese scusandosi con i propri sostenitori per tale situazione, tiene a precisare che essa è del tutto indipendente dalla sua volontà nonostante l'impegno e gli sforzi profusi e, pertanto, pur non condividendola, non può far altro che registrare, suo malgrado, con estremo disappunto questa intransigente presa di posizione dell'Amministrazione comunale". Con la logica conseguenza che, ancora una volta, ci saranno disagi per chi, pur essendo di Macerata, cercherà di parcheggiare nei pressi dello stadio.
"Come da programma e fedeli alle indicazioni del Presidente Berlusconi, si è tenuto il 30 ottobre a Civitanova il coordinamento congiunto provinciale e comunale della città, per riprendere le fila e rilanciare il progetto di centrodestra sul territorio, nell’ottica di una politica sempre più propositiva e costruttiva": ad affermarlo è la coordinatrice provinciale di Forza Italia, Lorena Polidori."L’intento" spiega la Polidori "è quello di rivitalizzare la partecipazione attiva di militanti e simpatizzanti che si riconoscono nel pensiero liberale e democratico del quale Forza Italia è indiscussa espressione.Nella partecipata discussione sono anche emersi alcuni elementi di criticità su cui ciascuno dovrà lavorare consapevolmente.Non si è ritenuto opportuno di dover aprire un dibattito sul tema sanità, in quanto un confronto serio e ponderato sulla delicata questione, presuppone dati ed indicazioni certe che ad oggi non sono ancora note. Non appena il direttore amministrativo, dottor Alessandro Maccioni, le renderà ufficialmente pubbliche, sarà premura del coordinamento provinciale convocare un incontro allargato ed esprimere quindi un giudizio politico complessivo.Il coordinamento provinciale di Forza Italia continuerà, nell’immediato futuro, altri incontri nel territorio, nel rispetto della programmazione che si è dato".
Dal Partito Democratico provinciale di Macerata riceviamo:In merito alla vicenda dell'AATO unico regionale il PD provinciale sente il dovere e la responsabilità di fare chiarezza, soprattutto per sgombrare il campo da polemiche inutili e sterili, per evitare allarmismi ingiustificati e scenari che sono lontani dalla realtà.La riforma, infatti, fortemente voluta dal Partito Democratico a tutti i livelli da quello nazionale a quello provinciale, è già stata realizzata in Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Calabria tutte Regioni a guida PD e rappresenta, quindi, la proposta ufficiale del Partito, e dunque, qualsiasi altra idea, seppur legittima, non è in linea con quanto sostenuto dai Democratici.Altro tema che non corrisponde a verità è la paura ingiustificata di una “colonizzazione” da parte di aziende che operano in altre province: niente di più falso! Così come non si è mai parlato in nessuna sede di una privatizzazione dell'acqua, che è e deve restare pubblica. Non esistono e non sono mai esistiti rischi in questo senso.Non bisogna, infatti, confondere il ruolo dell'AATO con quello dell'ente di gestione. Non è mai stato e non è all'ordine del giorno la creazione di un ente di gestione unico regionale, ma quello di un AATO unico che permetterebbe sia un notevole risparmio economico, sia un coordinamento con modalità di indirizzo a livello regionale: un solo CDA e una sola direzione, anziché le attuali cinque. D'altronde la normativa nazionale spinge verso una semplificazione delle partecipate, dei consorzi e degli enti e la riforma punta proprio a questo: una maggiore razionalizzazione della spesa e un maggiore controllo da parte della Regione per evitare disomogeneità sul territorio.Le tariffe, la gestione e gli investimenti saranno comunque sempre affidati ai cinque ambiti territoriali che corrispondono agli attuali AATO. Nel frattempo si dovrà iniziare un percorso per individuare e passare ad un unico gestore provinciale, come già avvenuto in altre realtà vicine a noi (ad esempio l'AATO 4 col consorzio del Tennacola), percorso che comunque non si concretizzerà prima del 2025, anno di scadenza delle concessioni nel nostro territorio.Occorre guardare avanti facendo sinergia, sia in modo diretto che indiretto, fra tutti i soggetti coinvolti per governare insieme processi complessi ed importanti al fine di ottenere risultati ad esclusivo beneficio di TUTTI I NOSTRI CITTADINI.
Riccardo Sacchi capogruppo di Forza Italia in Comune a Macerata, mette in evidenza le problematiche relative ai ritardi nella realizzazione degli impianti natatori e ai crediti vantati dall'Amministrazione comunale."La realizzazione del nuovo polo natatorio di Fontescodella è attesa ormai da diversi anni e, nonostante numerosi annunci, i lavori non sono ancora iniziati. L’Amministrazione comunale sta pagando a vuoto da sette anni, per un’opera che non vede ancora la luce, un mutuo per un importo che ha superato ormai un milione e mezzo di euro, con una spesa per interessi passivi intorno a € 700.000,00. L’Amministrazione ha sostenuto anche altre spese per decine di migliaia di euro tra consulenze, validazione ed altro, senza contare la c.d. “sorpresa geologica”: risulta che l’Università di Macerata, partner nell’operazione, nonostante ripetute richieste formali da parte dell’Amministrazione comunale non corrisponde la propria quota parte di mutuo – ormai da diverse annualità e per più di € 400.000,00 - proprio sulla scorta del fatto che la realizzazione dell’opera non è ancora iniziata e non vi è chiarezza al riguardo. Durante l’ultima campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale (maggio 2015) il Sindaco uscente ebbe a consegnare il cantiere alla Fontescodella Piscine S.p.A., aggiudicataria per la realizzazione e la successiva gestione dell’opera, presentando tale consegna come un positivo risultato della propria Amministrazione e giungendo ad annoverare il realizzando polo natatorio come “cosa fatta” rispetto al programma amministrativo del quinquennio 2010/2015. Ad oggi, nonostante siano trascorsi ormai diversi mesi dalla consegna del cantiere, i lavori non risultano ancora iniziati. Nei giorni scorsi, sulla stampa locale è nel frattempo comparsa la notizia di una trattativa per la cessione dell’opera in concessione tra la Fontescodella Piscine S.p.A. ed un non ben identificato gruppo imprenditoriale, non vi sono notizie di solleciti da parte dell’Amministrazione alla Fontescodella Piscine S.p.A. affinchè dia finalmente inizio ai lavori. Per questo, si domanda all’Amministrazione comunale: 1) la data di inizio dei lavori di realizzazione dell’opera in questione; quale fondatezza vi sia nelle notizie sulla possibile cessione della concessione da parte della Fontescodella Piscine S.p.A. ad ad un altro gruppo/soggetto imprenditoriale; quali interventi si intende mettere in atto per garantire finalmente, sia pure con molti anni di ritardo, la rapida realizzazione del nuovo polo natatorio maceratese; fornire dettagliate delucidazioni in merito alla questione (arbitrato, ecc.) del cospicuo credito vantato nei confronti della Fontescodella Piscine S.p.A. per la gestione 2010/2014 dell’impianto di Viale Don Bosco (utenze, ecc.); se l’Università di Macerata ha provveduto alla restituzione delle somme - più di € 400.000,00 - relative alla quota-parte delle rate di mutuo anticipate dal Comune di Macerata per le annualità 2010/11/12/13/14, così come formalmente richiesto dall’Amministrazione comunale mediante nota del gennaio 2014 e successive".
L’avvocato Tommaso Rossi del foro di Ancona ha notificato il ricorso amministrativo contro le decisioni prese dall’Amministrazione comunale di Tolentino, a nome del comitato cittadino Salviamoilgreen. "Il Tribunale amministrativo delle Marche dovrà decidere, sostanzialmente, se è lecito abbattere un asilo funzionante e collocare al suo posto un centro commerciale, devastando una zona dedicata alle scuole": a comunicarlo è Marco Seghetti del comitato Salviamoilgreen. Il comitato cittadino inoltre precisa che "al di là dei proclami, c’è un complesso commerciale con otto negozi: questa è l’ipotesi progettuale dell’Agenzia delle entrate per l’area dell’asilo Nicholas Green, il dato viene spesso sottaciuto, mentre si agita lo specchietto dell’ inutile nuovo asilo".
Comunicato stampa del Comune di TolentinoL’Amministrazione Comunale considera obiettivi prioritari della propria attività amministrativa l'adeguamento, la messa a norma e il potenziamento delle funzionalità degli edifici scolastici di ogni ordine e grado e che a tal fine ha già avviato e concluso diversi interventi, come quelli che hanno interessato la scuola Don Bosco e la scuola Bezzi, che sono state oggetto di recenti lavori di adeguamento alle vigenti norme di sicurezza.Nel corso di questo mese sono stati appaltati anche i lavori di adeguamento sismico e miglioramento efficienza energetica presso il complesso scolastico Lucatelli.L’asilo nido di proprietà comunale Nicolas Green, situato in piazza Ugo La Malfa è stato edificato negli anni '80 e, pur rientrando al momento nei parametri di legge, a breve avrà necessità di onerosi interventi su impianti ed altre parti con considerevole dispendio di risorse comunali.Nel contempo è già manifesta l'opportunità di adeguare funzionalmente l'asilo nido per accogliere in maniera più adeguata i piccoli ospiti, in modo da garantire una maggiore capienza della struttura, il completo rispetto delle attuali norme antisismiche e il completo abbattimento delle barriere architettoniche, l'efficientamento e il risparmio energetico degli impianti.Inoltre, vista la vicinanza della struttura alla scuola dell'infanzia ed elementare Rodari-King, è auspicabile la creazione di un polo scolastico, con l’individuazione di una area comune dove possano trovare spazio le strutture scolastiche cittadine di diverso ordine e grado, al fine di offrire all'utenza, anche in considerazione della densità abitativa della zona, unitamente a un servizio più funzionale, unitario e completo, una migliore fruibilità dell'area a verde da riqualificare.In questo contesto, per dare attuazione alle finalità perseguite dall'Amministrazione Comunale di dotare la città di Tolentino di adeguate strutture scolastiche e ricreative, rispondenti alle vigenti normative di sicurezza e a più moderne esigenze funzionali, è stato ipotizzato di provvedere al rifacimento dell'asilo Nicolas Green, tramite la sua demolizione e ricostruzione in prossimità della scuola Rodari-King, nell'area già di proprietà comunale, area già idonea ad accogliere una scuola.Tale soluzione è apparsa urbanisticamente la più corretta in quanto consente la creazione di un polo scolastico unitario, dove possono trovare spazio l'asilo nido, la scuola dell'infanzia e la scuola elementare, dotando nel contempo la collettività di una zona popolosa e con prospettive di ulteriore crescita, anche di un'area adeguatamente riqualificata a verde pubblico.In questo contesto, la Giunta municipale ha approvato il progetto preliminare per la realizzazione del nuovo asilo nido e per la valorizzazione dell'area a verde pubblico, predisposto dall’arch. Migliorisi, così come modificato e integrato a seguito delle attività di Verifica da parte del PCQ srl e di Validazione da parte del RUP, ammontante ad un importo complessivo di euro 1.726.000,00.Approvata la nuova relazione di stima, a firma dell'arch. Antonio Migliorisi (luglio 2015), relativa alla valutazione dell'attuale edificio adibito ad asilo N. Green e dell'area circostante da cedere in conto pagamento dei lavori di realizzazione dell'edificio del nuovo asilo e di riqualificazione dell'area circostante a verde pubblico, dando atto che tale stima attribuisce un valore di tali beni da cedere di € 2.025.854,00 ad avvenuta approvazione della Variante urbanistica, con passaggio di tale area dall'attuale destinazione F5 – Area ad uso pubblico e servizi a servizio di quartiere a nuova destinazione commerciale/distributiva.La Giunta ha dato mandato al Responsabile dell'Ufficio Appalti e Contratti all'implementazione della gara di appalto e quindi per la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori di realizzazione del nuovo asilo e riqualificazione dell'area circostante a verde pubblico, fermo restando che il progetto definitivo sarà richiesto per la partecipazione alla gara e con pagamento della progettazione (definitiva per l'aggiudicatario ed esecutiva) e dei lavori (nuovo asilo e riqualificazione area a verde pubblico) con cessione in pagamento dell'attuale edificio asilo N. Green ed area di sedime e circostante come individuati nella relazione di stima dell'arch. Antonio Migliorisi.La Giunta ha stabilito che il bando prevederà necessariamente la formulazione da parte del concorrente dell'offerta congiunta per l'acquisto del bene, in aumento rispetto al valore posto a base d'asta, a corpo, di € 2.025.854,00, come da stima, e in ribasso percentuale unico sull'importo dei lavori e delle spese tecniche a base di gara, a corpo, pari a € 1.344.200,00, fermo restando che saranno a carico dell'aggiudicatario anche tutte le altre voci di spesa riportate nel Quadro Economico e nel Capitolato Speciale d'Appalto del preliminare approvato come copra, nonché nel Bando e nel Disciplinare che verranno approntati per la gara stessa.
Da Forza Nuova Macerata riceviamo:Ormai è chiaro come la luce del sole che il continuo arrivo di extracomunitari in via Prezzolini a Collevario sta innescando forti tensioni con i residenti della zona. Il nostro movimento è l’unico che fin dall’inizio ha manifestato la propria contrarietà al continuo arrivo di immigrati “extrasbarchi” a Macerata, abbiamo manifestato davanti l’ex Caserma della Gdf, abbiamo chiesto chiarimenti a riguardo alle istituzioni, il tempo passa e il fenomeno invece che scemare aumenta considerevolmente di giorno in giorno, andando a minare la tranquillità dei cittadini che giustamente reclamano sicurezza e controlli. Sinceramente ci sembra strano che le autorità preposte al controllo del territorio ancora non siano venute a capo di questa situazione. Non stiamo parlando di extracomunitari sbarcati nelle nostre coste, ma di soggetti che arrivano a Macerata non si sa con quali modalità e non si sa con quali intenzioni. Se ci fosse un’organizzazione clandestina che li porta in città? A questo punto vogliamo vederci chiaro. Nei prossimi giorni i nostri militanti effettueranno una tranquilla passeggiata nelle vie, nei giardini limitrofi e davanti al piazzale antistante l’Ufficio Immigrazione, al fine di comprendere cosa sta accadendo realmente nel quartiere. Se a questi soggetti viene consentito di girovagare tranquillamente (spesso senza neanche i documenti), anche noi come cittadini vogliamo passeggiare liberamente per le strade della nostra città. Ma al massimo, se molto democraticamente ci verrà vietato anche di camminare, ci consoleremo accampandoci insieme agli immigrati per richiedere lo status di “rifugiati politici".
“Veramente preoccupante che nelle Marche la gran parte dei Comuni non abbiano piani di protezione civile aggiornati.” Questo uno dei fattori più allarmanti emersi oggi in Consiglio regionale con l’interrogazione, presentata dal Consigliere regionale 5Stelle, Sandro Bisonni, Vice Presidente della Commissione Ambiente della Regione, sull’incendio avvenuto al Cosmari lo scorso 9 luglio.“Molto grave – ha detto Bisonni – nel suo intervento che né, la Provincia di Macerata né moltissimi Comuni marchigiani non abbiano aggiornato il piano di protezione civile aggiornata alla vigente normativa.”Una gravità ulteriormente appesantita dal fatto che proprio Bisonni più di due anni fa produsse, attraverso la Nuovasalvambiente delle osservazioni allo Studio di impatto ambientale del Cosmari, che è necessario al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività.“In quello Studio, 609 pagine, non si fa riferimento alcuno agli aspetti legati alle emergenze ambientali. – prosegue Bisonni- Tra le osservazioni si chiese chiaramente se erano state individuate le procedure, concordate con la Protezione civile, atte a eliminare gli effetti e le ricadute di un incidente. A oggi nessuno ha risposto ai nostri quesiti.”La risposta dell’Assessore appare quindi del tutto insufficiente ed è aggravata dal fatto che la Regione è oggi complice di una situazione di inefficienza che merita una profonda riflessione e soprattutto una azione di intervento che porti i Comuni di aggiornare i loro Piani di protezione civile affinché in futuro si diano risposte efficaci e rapide alle emergenze che interessano i cittadini.
Anche Forza Italia interviene sulla questione sanità. Barbara Cacciolari, la vice coordinatrice provinciale Alessia Pupo e Roberto Lombardelli e Francesca Marsili del coordinamento di Tolentino, hanno presentato in una nota stampa le loro proposte."Conto salato per la sanità marchigiana, dove il riassetto generale della riforma è volto principalmente a contenere la spesa pubblica e quindi finalizzato a mere esigenze di razionalizzazione dei costi. Siamo preoccupati perché tutto ciò ricadrà sui cittadini e sugli operatori incolpevoli, sia in termini di servizi garantiti che della qualità delle prestazioni erogate. È giusto fare dei poli di eccellenza sanitaria ma doveroso poi, potenziare sia i servizi di base sul territorio che quelli di emergenza per garantire standard efficienti. In sostanza chiediamo che i principi generali della riforma, nonché l'attuazione della deliberazione Giunta Regionale 20 maggio 2013 n.735 non si trasformino, in sede di attuazione, in taglio lineare dei servizi, in minor efficienza, vuoti gravissimi di assistenza sanitaria ed in sostanza nella chiusura dei piccoli ospedali, tra i quali quello di Tolentino. Il problema generalizzato e' discutere su come dare attuazione alla delibera e ci sembra che, data la fretta solo odierna di procedere, non ci sia ancora con esattezza la piena consapevolezza di come gestire ed organizzare la complessa macchina sanitaria. Per quanto concerne l'Ospedale di Tolentino, dobbiamo sottolineare che si tratta di una struttura ospedaliera con un bilancio in attivo e con un bacino di utenza di 33.280 abitanti che prevede interventi effettuati dal 118 anche nei territori interni, per i quali il servizio sanitario necessita di differenziazione secondo il territorio, la tipologia, le necessità e l'utenza. Parliamo di un punto di "primo intervento" che mediamente esegue nell'arco di un anno tra le 6.000 e le 7.000 prestazioni, dotato di una autoambulanza medicalizzata che effettua circa 50.000 Km/anno, e di un'autoambulanza infermieristica H12, impiegata di giorno e di pomeriggio che ha percorso circa 35.000 km/anno, raggiungendo i comuni più interni (Cessapalombo, Camporotondo, Serrapetrona, Caldarola.). Parliamo, cioè, di SERVIZI ATTIVI che sono richiesti dal territorio.A nostro avviso si deve procedere secondo due binari, afferenti sia la programmazione che l'emergenza. Per quanto concerne la programmazione e la riconversione CHIEDIAMO che la Casa della Salute non sia una scatola vuota. Per funzionare deve prevedere una rete di collaborazione con i professionisti ed un sistema integrato che garantisca determinate categorie di pazienti (per i quali è richiesto un servizio alla persona) potenziando l'assistenza domiciliare h12. Ci deve essere un reale accordo con i medici di medicina generale (di base), pediatri e guardie mediche per la continuità assistenziale H12 , ovvero in caso negativo, si debbono prevedere sin da subito specifiche tecniche ed indirizzi precisi sul loro funzionamento. Ad esempio ad oggi il servizio ospedaliero di notte a Tolentino, con la chiusura prevista del punto di primo intervento, (ipotizzando l'uscita dell'ambulanza medicalizzata per le emergenze), in teoria, verrebbe affidato alla sola guardia medica come medico di struttura, mentre le leggi di settore vietano ed impediscono ad un medico convenzionato di continuità assistenziale di essere anche interdivisionale ospedaliero. Pertanto riteniamo importante chiedere sin da subito il mantenimento di notte di tale ultima figura. Altra necessità riscontrata a Tolentino, il potenziamento delle varie attività ambulatoriali, con conseguente riduzione delle liste di attesa e ciò anche d'estate, con un servizio garantito almeno h12 (otorino, ortopedia, urologia, radiologia, cardiologia, dentista), sfruttando così le apparecchiature disponibili.A Tolentino abbiamo una Tac che funziona pochissimo, a fronte di tantissime richieste da tutto il territorio), e l’aumento delle prestazioni erogate potrebbe in tal modo ridurre le lista di attesa.Per quanto riguarda l'emergenza, la battaglia da sostenere, nell'interesse di tutti, è quella di evitare la soppressione dell'ambulanza infermieristica, oggi presente di giorno, potenziandola e facendola funzionare h24 e quindi con un utilizzo anche notturno . Risparmiare sull'ambulanza ci sembra inopportuno anche perché nell'ipotesi della soppressione, il servizio sarebbe garantito solo dai volontari con la necessità di stipulare convenzioni con quest'ultimi. Non da ultimo è molto importante avere l'assistenza in emergenza da parte di specialisti ed infermieri per sopperire a qualsiasi situazione . Infine occorre scongiurare la chiusura di notte del punto di primo intervento, sostituito dal 118, almeno fino a quando l'ospedale provinciale di Macerata non sia in grado di garantire un servizio adeguato.Infatti molto difficile è la situazione in cui versa l'ospedale provinciale di Macerata. È' pronto per un sicuro ed ulteriore carico di pazienti? L'ospedale perde pezzi e funzioni. Per rientrare nei conti, oltre al taglio ipotizzato del personale dipendente a tempo determinato, saranno garantiti solo gli interventi chirurgici urgenti e tagliata la spesa farmaceutica. I lavori del pronto soccorso a Macerata sono ancora fermi. L'utilizzo dei volontari comporterebbe che anche per semplici codici afferenti prestazioni di bassa complessità, quali codici bianchi e verdi, ci sarebbe il serio rischio del sovraffollamento nel capoluogo. Non abbiamo neanche in previsione, a differenza delle altre province, la costruzione di un nuovo polo ospedaliero capace di gestire, in termini di efficienza qualitativa che quantitativa, la sanità nella provincia di Macerata, anche in considerazione che quello attuale non è in grado di sostenere gli attuali ed i futuri sviluppi della richiesta sanitaria. Sottolineiamo che l'Area Vasta 3 non ha ancora attuato il servizio di terapia intensiva, STROCK IN UNIT, previsto nel piano sanitario ma MAI attuato.Ad oggi non esistono quindi le condizioni per garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini.Pensiamo alle difficoltà che incontreranno le persone anziane, i disabili, coloro che usufruiscono dei servizi assistenziali domiciliari che saranno i più colpiti. La situazione rischia di sfuggire di mano. Chiediamo di sospendere l'applicazione della delibera n.735, se del caso con alcuni passaggi in commissione regionale sanità , fino a quando non ci saranno le condizioni di tutela minima per procedere, nonché l'adeguamento efficiente delle strutture che rimarranno.Ci auguriamo che Ceriscioli voglia ascoltare tutti i sindaci interessati che sapranno sicuramente battersi per le istanze dei cittadini, perché la sanità è una battaglia di tutti e per tutti".
Il Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Comune di Tolentino, Carlo Santini, dirigente della Sezione Fratelli D’Italia _ Alleanza Nazionale della città, esprime grande soddisfazione per il finanziamento dell’intervento di consolidamento e restauro delle Fonti di San Giovanni, finanziamento pari alla somma di trentamila euro.Santini ricorda "l’affetto che i tolentinati nutrono per questa antica struttura, sorta di luogo magico, dai segreti passaggi sotterranei che le collegavano al centro di Tolentino. Le Fonti cosi come le conosciamo sarebbero state realizzate fra il XV e il XVI secolo. Inoltre, i non giovanissimi rammenteranno che quelle venivano utilizzate dalle nostre nonne per il bucato.Questo primo finanziamento, importante per le Fonti, rappresenterebbe un primo passo per riconsegnare ai cittadini un bene storico di grande significato artistico, culturale ed affettivo.Auspicando il proseguo del proficuo rapporto di collaborazione con il Sindaco Pezzanesi e con tutte le forze di maggioranza, si sottolinea la volontà di intervenire anche su questioni altrettanto importanti e già discusse dalla Commissione Lavori Pubblici nei mesi precedenti, come ad esempio la possibilità di sistemare la pavimentazione del piazzale Gabrielli e l’abbattimento di quelle piante da molto tempo bisognose di cure. Tutto ciò permetterebbe la definitiva messa in sicurezza dell’area ed una maggior fruibilità da parte dei cittadini tolentinati.
Da Gian Mario Mercorelli, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Tolentino, riceviamo:Periodicamente, in occasione degli ormai annuali tagli ai servizi sanitari di cui possiamo usufruire, si riaccende il dibattito sulla riorganizzazione della sanità della nostra regione, dibattito in cui si levano le voci sdegnate anche di chi sapeva benissimo da tempo cosa stesse per succedere: la riduzione dei posti letto (portati a 3,7 ogni 1000 abitanti) e la contestuale chiusura dei piccoli ospedali iniziano infatti nel 2012 con il decreto legge 95/2012, quello della “Spending Rewiev” del governo Monti. A seguito di questa legge la regione Marche elabora una riforma generale del sistema sanitario regionale emanando la Delibera di Giunta Regionale 735/2013, in seguito modificata più volte. Di fatto questa riforma regionale non trova alcuna applicazione per due anni (forse perché erano in vista le elezioni regionali? Quanti cittadini avrebbero dato il loro consenso all’attuale amministrazione regionale conoscendo il destino riservato alla sanità?) se non in maniera molto limitata e solo in alcuni territori, ma porta in maniera generalizzata a un impoverimento dei servizi sanitari che mano a mano vengono chiusi in nome della riforma regionale, senza però portare un vero rinnovamento e un’attivazione di servizi territoriali in rimpiazzo dei servizi ospedalieri che vengono soppressi. Nel frattempo, a livello nazionale, a seguito del DL 95/2012, il governo Letta tramite il Ministero della Salute concerta con le regioni il nuovo “Patto della Salute”, un documento di pianificazione triennale sottoscritto dal governo e dalle regioni. Il patto della salute 2014/2016 vede la luce il 1/7/2015 e al suo interno vengono pienamente ribadite le indicazioni del DL “Spending Rewiev”, questa volta con l’impegno delle regioni, quindi anche della Regione Marche, di rispettare e portare a compimento la riduzione dei posti letto e la chiusura delle piccole strutture entro il 2016. Ad esempio, un reparto di cardiochirurgia deve avere un bacino di utenza di 1,5 milioni di abitanti (quindi nelle Marche ne possiamo avere solo uno), un reparto di ostetricia deve avere un bacino tra 150.000 e 300.000 abitanti e via dicendo per tutte le specialità: si deve, in sostanza, per ogni reparto, fornire un numero minimo di prestazioni affinché esso possa rimanere aperto, quindi se tieni un reparto in una struttura sei chiamato a chiuderlo nell’altra. Chi oggi promette di mantenere aperto l’ospedale di Tolentino così come gli altri piccoli ospedali o è disinformato o, peggio, sta spudoratamente mentendo ai cittadini con il solo fine di averne un guadagno dal punto di vista elettorale. Ricordiamo che, all’epoca, l’amministrazione regionale PD guidata dal Governatore Spacca, l’assessore alla Salute Mezzolani, il Presidente V Commissione Consiliare (sociale e sanità) Comi e tutte le opposizioni erano al corrente di tale Patto e delle ripercussioni che avrebbe avuto su tutto il territorio regionale. Ora l’attuale amministrazione PD guidata da Ceriscioli ben si guarda dal prendere le distanze da quanto dovrà andare a regime dal 2016, tanto che recentemente il Direttore del Servizio Salute della Regione Piero Ciccarelli, a mezzo stampa, ha comunicato che entro fine anno tutti i piccoli ospedali verranno trasformati in Case della Salute come previsto dalla DGR 735. L’accelerazione attuale peggiora ancor di più le cose: il nostro territorio è morfologicamente complesso e i collegamenti non sono di certo rapidi (non siamo la pianura padana) e le aree montane e dell’entroterra hanno subito un forte squilibrio a livello di servizi sanitari rispetto alle aree costiere. Le aree interne, di fatto, denotano una carenza di servizi di cui i cittadini si accorgono ogni giorno e che spesso ha fornito alla politica un argomento per fare incetta di voti senza ovviamente mai migliorare la situazione. Sarebbe stato necessaria un’opera di concertazione con i Sindaci per differenziare le offerte dei servizi secondo le esigenze territoriali, perché forse sarebbe stato necessario mantenere qualche struttura ospedaliera o Pronto Soccorso dove oggi vengono chiusi. Ed è mancato un attento studio statistico sull’affluenza e sulle esigenze sanitarie della popolazione tale da permettere di stilare un piano di riordino sostenibile pur mantenendo gli impegni e le esigenze di bilancio. Di fatto il cammino è obbligato per quanto riguarda la chiusura dei piccoli ospedali, ma questo ovviamente non scagiona i governanti dalla colpa di non essere riusciti, negli anni, a mantenere dei servizi adeguati per i cittadini delle aree interne, sopprimendo semplicemente reparti per ottenere un risparmio economico senza sostituirli con servizi non ospedalieri ma territoriali che avrebbero garantito una continuità di assistenza e cure ai cittadini, pur di fronte a un cambio culturale importante. E’ inutile togliere a una struttura la qualifica di ospedale per chiamarla “Casa della Salute” se non nascono contestualmente i servizi necessari ai bisogni della salute dei cittadini: è semplicemente una presa in giro che offende l’intelligenza dei cittadini. Se i medici di medicina generale ( medici di base) o la continuità assistenziale (guardia medica) non verranno riorganizzati e non garantiranno un presidio efficace all’interno delle future “case della salute”, i disservizi e l’obbligo per i cittadini di prendere la macchina e spostarsi verso i poli ospedalieri (che necessariamente si intaseranno) saranno automatici. Per inciso, ci chiediamo se siano stati chiusi gli accordi sindacali con i medici di base proprio nell’ottica di ottenere una loro collaborazione, altrimenti il pericolo è quello procedere alla riorganizzazione navigando a vista e senza avere le risorse necessarie affinché i nuovi servizi funzionino realmente. La già critica situazione sanitaria regionale ha visto negli ultimi anni un decadimento senza precedenti: senza considerare i “deliri” dello Stato centrale (che, tanto per fare un esempio, trova 6 miliardi di euro per costruire una nuova portaerei ma poi taglia gli esami clinici sovvenzionati), l’incapacità locale di fare economia laddove possibile (avete idea di quanti dirigenti siano presenti nella pianta organica della sanità regionale?) e l’assenza di capacità organizzativa e di conoscenza del territorio non garantiscono ai cittadini i servizi e le sicurezze per i quali pagano fior di tasse ma, soprattutto, li mettono in pericolo, perché è vero che i conti devono essere a posto, ma è vero anche che di “malasanità” si può morire.
Roberto Muscolini non è più il segretario provinciale di Rifondazione Comunista. Muscolini ha rassegnato le proprie dimissioni nella giornata di giovedì, comunicando la sua decisione ai vertici regionali del partito. "E' stata una scelta sofferta, ma inevitabile. Ci ho riflettuto per circa due mesi, dopo dieci anni esatti di militanza nel partito. In questo momento della mia vita, sentivo di non poter più portare avanti l'incarico di segretario provinciale con lo stesso slancio e con gli stessi stimoli di prima. Sono fermamente convinto che quando iniziano nuove fasi politiche è bene che a guidarle siano persone diverse da quelle che lo hanno fatto fino a quel momento. La politica attiva mi ha insegnato tante cose, mi ha fatto conoscere tante persone e mi ha arricchito molto, sia con esperienze positive che negative. In questo periodo ho imparato di più di quello che avrei potuto apprendere facendo qualunque altra cosa. Qualcosa avrò fatto bene, altro avrò sicuramente sbagliato. Ho cercato sempre di fare quello che mi sembrava più giusto. Ringrazio tutti coloro che hanno condiviso con me questa meravigliosa ma anche faticosa esperienza e da militante continuerò, per quanto mi sarà possibile, a fornire il mio contributo".
Torna a riunirsi l'Assemblea provinciale del PD maceratese, lunedì alle ore 21.00 presso i locali dell'ex Circolo cittadino ad Appignano.Sarà l'occasione per illustrare la nuova road map del partito ai delegati provinciali che prevede una maggiore vicinanza ai circoli, attraverso incontri e momenti di ascolto delle realtà locali, a partire dai Comuni che andranno al voto nella prossima primavera. Tesseramento e maggiore coinvolgimento dei circoli sono, infatti, due elementi essenziali della nuova segreteria, non a caso da questo incontro il PD prenderà la buona abitudine di di assemblee itineranti in tutto il territorio provinciale.Si discuterà anche delle nuove sfide che attendono la politica locale non più riviabili, due su tutte: la gestione integrata del servizio idrico e la nuova legge regionale di riordino degli AATO e la trasformazione della Provincia in ente di secondo livello