Allo Shada la sorpresa della platea: tanti giovani per Vannacci, l’analisi del fenomeno
CIVITANOVA MARCHE – Chi si aspettava la solita platea nostalgica, composta da militanti di mezza età, è rimasto spiazzato. Allo Shada Beach di Civitanova Marche, sotto il sole di metà luglio, la scena si è presentata radicalmente diversa. Davanti a Roberto Vannacci, leader indiscusso e fondatore di Futuro Nazionale, si è accalcata una folla per il 70% composta da giovani. Ventenni lo hanno accolto e acclamato con il trasporto emotivo e la foga che solitamente si riserva a una rockstar.
Cosa sta succedendo in questa fascia d’età? Perché un discorso apparentemente rigido, identitario e d’ordine fa breccia proprio tra i nativi digitali, la generazione teoricamente più fluida della storia?
Si avverte una richiesta di protezione: i giovani cercano un’ancora in un mare in tempesta e, se lo Stato non la fornisce, la cercano in chi offre una guida con una direzione chiara.
Per decenni, la sociologia ha descritto la gioventù come un soggetto in perenne ribellione contro l’autorità. Oggi, la tendenza sembra essersi invertita. Cresciuti in un mondo privo di punti di riferimento stabili, costantemente esposti alla precarietà economica e sociale, i ventenni odierni sperimentano l’assenza di limiti non come una libertà, ma come un’angoscia. Forse hanno bisogno di nuovi confini?
In questo contesto, sembrerebbe che il manifesto politico di Vannacci e di Futuro Nazionale agisca come un catalizzatore di bisogni insoddisfatti. Gli ideali del movimento offrono risposte a specifiche esigenze della gioventù contemporanea che sente, in questo modo, la politica più vicina alla propria vita.
La certezza e la regola come bussola: in una società liquida dove tutto è negoziabile, i giovani cercano linee guida chiare per orientarsi.
La domanda di sicurezza urbana: i ragazzi, che vivono la notte e la socialità all’aperto, avvertono la mancanza di protezione e vedono nell’ordine non una minaccia alla libertà, ma la condizione per esercitarla.
La meritocrazia contro il caos: il pensiero del generale, basato sul rigore, l’impegno e lo sforzo individuale come strumento valido per un’ascesa sociale ed economica, risuona con forza in una generazione che si sente tradita da un sistema scolastico e lavorativo che percepisce come privo di garanzie per il futuro.
La ricerca di una leadership verticale: di fronte alla percezione di una classe politica debole, una figura carismatica, militare nell’approccio e diretta nel linguaggio, offre l’illusione di una guida solida, capace di assumersi responsabilità e “indicare la rotta”.
Altra forza di attrazione di Vannacci sui ragazzi risiede nel metodo comunicativo. Il Generale parla senza i filtri del politicamente corretto. Agli occhi di un adolescente, questo stile viene percepito come l’estrema forma di ribellione disponibile oggi. L’anticonformismo di destra di Futuro Nazionale diventa la nuova controcultura.
I ventenni che lo applaudono a Civitanova sembrano chiedere garanzie per poter costruire qualcosa di nuovo. Vogliono la certezza che il loro sforzo domani varrà qualcosa, che le regole del gioco sociale siano chiare e uguali per tutti, e che lo spazio pubblico in cui si muovono sia sicuro.
Forse Vannacci ha intuito questo ed è riuscito a intercettare la solitudine di una generazione. Ora resta da capire se Futuro Nazionale saprà strutturare questa spinta emotiva in un progetto politico di lungo respiro.

cielo sereno (MC)
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