« E’ sicuramente positivo da parte delle Regione Marche aver sottoscritto, per il 2016, la convenzione boschiva con i Vigili del Fuoco – dichiara William Berrè, segretario generale Fns Cisl Marche - ma ora si deve riflettere e trovare soluzioni al vuoto che la scellerata cancellazione del Corpo Forestale dello Stato, da parte del Governo, provocherà». Nel Consiglio dei Ministri dello scorso 28 luglio, infatti, il Governo ha concluso in sostanza l'iter di cancellazione del Corpo Forestale dello Stato. «Questa soppressione non ci piace ed è frutto della lotta interna al comparto sicurezza, dove purtroppo i più piccoli sono fagocitati dai più grandi. Come sindacato siamo impegnati affinché tutto il personale del Corpo Forestale sia tutelato nel passaggio alle altre amministrazioni dello Stato – afferma con forza Berrè - Certo è che l’abolizione del Corpo Forestale avrà conseguenze pesanti. A partire dal 2017 è previsto, ad esempio, l’affidamento ai Vigili del Fuoco della lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei.Questo cambiamento avviene in una situazione di grave carenza di personale dei Vigili del Fuoco in tutta la regione Marche, ed in particolare al Comando di Pesaro- Urbino dove non si riesce a garantire l'apertura continuativa del distaccamento di Macerata Feltria così come al Comando di Ascoli Piceno dove non si garantisce l'apertura del presidio di Amandola, al comando di Ancona dove la costruzione della nuova sede centrale crea problemi nella gestione del personale, così come al Comando di Macerata dov'è in sofferenza il distaccamento di Camerino in conseguenza anche dell'apertura della nuova superstrada Civitanova - Foligno, che si aggiunge alla carenza cronica di personale del distaccamento di Civitanova Marche ed ovviamente della sede centrale che oramai lavora con una sola partenza operativa completa ed una partenza ridotta. In questa situazione per rendere operativamente sostenibile l'accordo quadro necessita attivare quanto prima– conclude Berrè - un tavolo tecnico che approfondisca la questione e la renda coerente con il prossimo accordo quadro generale tra VV.FF. e Regione, che auspichiamo sia siglato entro fine anno. ».
Riceviamo e pubblichiamo una nota del gruppo consiliare Comunità e Territorio di Camerino:Durante lo scorso consiglio comunale tenutosi il 29 luglio si è discusso della mozione presentata dal consigliere Tapanelli riguardo la necessità di rendere accessibili ai diversamente abili i parchi gioco della nostra cittadina. In pratica si votava per verificare lo stato dei parchi gioco, in riferimento alla problematica, fare una stima dei costi ed un programma di interventi.La maggioranza per voce del Sindaco pur dichiarandosi favorevole ha voluto annacquare la mozione rendendola solo una carta d'intenti, inserendo la solita frase "compatibilmente con le risorse finanziarie".Come Comunità e territorio abbiamo invece chiesto di prevedere lo stanziamento di una somma, seppur piccola, in modo che si potesse comunque da subito iniziare, dando un segnale chiaro di civiltà e di solidarietà nei confronti dei meno fortunati. A questa richiesta si è fermamente opposto il Sindaco dichiarando che non ci sono disponibilità economiche e che per reperire i fondi necessari sarebbe necessario tagliare altri servizi essenziali quali ad esempio quelli dell'infanzia. Quindi tanto per cambiare si paventano sempre tagli ai servizi sociali indispensabili invece di tagliare finanziamenti concessi tout court ai simpatizzanti.Durante lo stesso Consiglio il Sindaco ha chiesto alla minoranza di trovare una soluzione per reperire i fondi necessari all'adeguamento dei giochi per i bambini disabili. Come Comunità e territorio chiederemo formalmente durante il prossimo consiglio comunale a tutti i consiglieri e quindi anche al Sindaco ed ai componenti della giunta di rinunciare a gettoni di presenza e qualsiasi altro tipo indennità di funzione, devolvendo le somme per la realizzazione di questi interventi attraverso l'istituzione di un apposito capitolo di spesa. Considerato che ognuno, oltre che fare politica, continua a portare avanti il proprio lavoro, crediamo che sia una rinuncia sostenibile per tutti ed un gesto doveroso nei confronti di chi con la vita è stato meno fortunato oltre che, come detto in precedenza, un segnale importante di civiltà che contribuisce a ridare un minimo di credibilità alla classe politica.Hanno già dato esempio in questo senso il Sindaco di San Severino Marche e quello di Gagliole, senza andare molto lontano, i quali rinunciano a tutti i compensi per l’intero mandato. Vediamo di non rimanere ancora una volta indietro.
Si torna nuovamente a parlare dell'elezione del presidente del consiglio comunale di Tolentino. Dopo la scelta, da parte dell'amministrazione comunale, del giovane Francesco Colosi, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, e le seguenti discussioni aperte in merito alla sua collocazione politica, interviene anche l'Anpi provinciale: "Un insulto a quanti hanno combattuto per la libertà e la democrazia".Nella nota, inviata al sindaco Pezzanesi e a tutti i consiglieri comunali si legge: "Tolentino è stata ed è una città profondamente legata alla Resistenza e all'antifascismo, una città che ha sempre onorato la memoria dei suoi giovani che furono vittime della guerra, dell'occupazione nazista e dell'odio dei fascisti.Di questo qualsiasi amministrazione della Città dovrebbe essere consapevole e ancor più stimolata ad evitare che le vicissitudini politiche locali possano offendere questo legame.In questi anni, nonostante alcune difficoltà, incomprensioni e mancate risposte l'Anpi ha sempre privilegiato la salvaguardia di un rapporto istituzionale finalizzato alla collaborazione per onorare la Memoria dei Martiri di Montalto.I fatti di questi ultimi giorni, con l'elezione a Presidente del Consiglio comunale di Tolentino di una persona che si dichiara apertamente fascista, costituisce un atto molto grave che giustamente la locale sezione dell'Anpi si è impegnata perché non giungesse a compimento.Naturalmente non è in questione la legittimità dell'organo consigliare di scegliere liberamente; in questione è la sensibilità politica ed istituzionale del Sindaco e delle forze politiche che lo sostengono che non dovrebbero mai dimenticare che nello svolgere il proprio ruolo sono tenuti al rispetto della Costituzione e a conformare i propri comportamenti ai suoi valori che sono antitetici ed antagonisti a quelli del fascismo.L'Anpi è da tempo impegnata in un'azione che " esprime con nettezza la situazione di grave carenza delle Istituzioni di fronte ad un fenomeno che appare sempre più in contrasto con l'indirizzo democratico e antifascista della Costituzione. Siamo convinti che su questo terreno non possono esserci né incertezze né esitazioni. Si tratta di contrastare, con tutti i mezzi e gli strumenti possibili, esclusa la violenza, un fenomeno che non solo è inaccettabile, costituendo un vero e proprio insulto alla memoria di quanti hanno combattuto e si sono sacrificati per la libertà e la democrazia, ma costituisce anche — come ci ammoniscono gli storici più avveduti — un pericolo per la stessa solidità delle istituzioni democratiche.Il compito che ci siamo dati e che abbiamo ribadito in ultimo, presentando il frutto del nostro lavoro, al Presidente della Repubblica il 22 Marzo scorso è "di insistere e premere, affinché le istituzioni svolgano fino in fondo il compito democratico loro affidato dalla Costituzione."Nel caso del Comune di Tolentino è evidente che si sono create le condizioni perché questo non possa avvenire.Diventa pertanto prioritario rimuovere la causa.Pertanto l'Anpi Marche e il Comitato provinciale di Macerata insieme con la locale Sezione dell'Anpi ritengono necessario che il Sindaco e le forze politiche consiliari si assumano l'onere di porre rimedio ad una tale situazione che offende la Citta e tutti i sinceri democratici.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Rifondazione Comunista Macerata:Un brutto spettacolo, una farsa triste quella per il rinnovo del Presidente e del Consiglio Provinciale. Un ectoplasma pletorico e vuoto dopo che il voto del Parlamento ha tolto ai cittadini il diritto di votare i suoi rappresentanti e alle Provincie le competenze per esercitare un effettivo ruolo di governo.Sindaci ed assessori, parlamentari alla ricerca di una qualche occasione per certificare la loro esistenza politica, consiglieri rampanti che nulla hanno fatto per contrastare la cancellazione di uno strumento di governo del territorio e il vulnus alla democrazia, ora si azzuffano per “un posto al sole”, creando alleanze trasversali, cordate d’interesse, camuffate con liste dai nomi fantasiosi che sembrano marche di prodotti enogastronomici : “terra delle armonie” , “territori maceratesi”, "sindaci della montagna”, che nulla dicono riguardo alle azioni e agli impegni di governo.D’altronde tutto questo agone a candidarsi per far la guardia ad un bidone vuoto ( come sono le provincie dopo il machete di Del Rio), è motivata solo dalla ricerca di un ruolo dal quale esercitare un po’ di sottogoverno ed elargire un po’ di clientele. Purtroppo duole constatare l’assenza assoluta della sinistra in questa battaglia. Eppure non son pochi gli eletti nei consigli comunali della provincia, cioè quanti possono esercitare il diritto di voto per la nomina di questo consiglio, ma hanno fatto le “belle statuine” , senza un impegno che fosse di presa delle distanze da questa farsa, o di costruzione di una proposta di alternativa, capace di esercitare , almeno in provincia, un ruolo di attenta opposizione. La subalternità però produce il silenzio, e quindi quanti nei consigli comunali, sovente in alleanza con il PD, hanno sacrificato l’autonomia di pensiero e capacità critiche, alle compatibilità di maggioranza , decretano in questo modo la loro inutilità sociale. Avevamo auspicato nei gironi scorsi un incontro e un dibattito a sinistra, per realizzare un’ azione unitaria a sinistra, l’avevamo fatto a modo nostro, pubblicamente, abbiamo ricevuto solo silenzi e spallucce.Ci proponiamo ora per redigere un documento sulle priorità necessarie da sostenere con iniziative di informazione e vertenze mirate, capace anche di dichiarare la distanza da questa farsa e praticare l’astensione. come occasione per ritrovare le ragioni della sinistra.
Chiamato in causa da una nota del Movimento Cinque Stelle di Macerata, Massimiliano Sport Bianchini non ci sta. E reagisce: "Attacchi personali senza alcun senso".L'ex assessore provinciale commenta amaramente il comunicato stampa dei grillini maceratesi. "E' una cosa incomprensibile. Ma soprattutto mi stupisce che il Movimento Cinque Stelle sia rappresentato da Cherubini. In questo modo" dice Bianchini "si fa solo disinformazione, perchè se lui ragionasse come un Cinque Stelle dovrebbe farmi un monumento, visto che mi sono dimesso da assessore il 3 maggio 2015, rinunciando di fatto a tredici mensilità. Quindi, mi sarei aspettato un 'bravo Bianchini', perchè non avendo più le deleghe ho rassegnato le mie dimissioni.Ho dubbi, quindi, sul fatto che Cherubini ragioni come un Cinque Stelle, anche perchè la sua storia politica dice in pochi anni è passato dalla lista Anna Menghi ad essere l'assessore ombra di Maceratiamo, prima di approdare in consiglio comunale grazie al Movimento Cinque Stelle. Cherubini mi chiama in causa e la cosa mi stupisce perchè io non sono neanche candidato: sono solo il coordinatore di una lista. In realtà, io la poltrona ce l'avevo ed ero stato l'unico eletto in ben due collegi. La sua è quindi una personalizzazione politica insensata. Per quanto ci riguarda, noi abbiamo due candidati all'interno della lista "Territori Maceratesi" che sono Marcolini e Acquaroli, ma abbiamo tanti amici anche nella lista che sostiene Pasqui. Personalmente, questa divisione mi dispiace e non sono favorevole sul come è stata gestita questa vicenda. In realtà, con la riforma delle provincie si dicono alcune cose e se ne fanno altre. Il vero danno per la provincia è che non si sono più le deleghe a cultura e turismo. Se non esiste un distretto turistico" conclude Bianchini "è anche perchè la provincia di Macerata non ha potuto più lavorarci".
Il sindaco di Civitanova Tommaso Claudio Corvatta è stato rinviato a giudizio per diffamazione. La vicenda nasce nel 2013, quando nel corso del consiglio comunale il sindaco accusò Fabio Bottiglieri, attivista del M5S, di fare attività di contrasto sulla Civita Park “per interessi economici personali e familiari” e non “per fini politici di tutela della collettività”. "Poiché queste accuse venivano ripetute a distanza di pochi mesi dal consiglio comunale del 14 e 15 maggio 2013, in cui il M5S era assente per protesta, è stato a questo punto inevitabile e indispensabile procedere per vie giudiziarie" fa presente Bottiglieri in una nota.Il Pubblico Ministero disponeva così la citazione a giudizio davanti al giudice di Pace, che nel corso del procedimento riconosceva l’aggravante del fatto in atto pubblico, rinviando di nuovo gli atti alla procura. Lo stesso Pubblico Ministero disponeva in seguito l’archiviazione alla quale Bottiglieri si è opposto. A seguito dell’udienza del 5 luglio il GIP ha disposto che il PM formulasse l’imputazione nei confronti di Corvatta Tommaso Claudio per il reato di cui all’art. 595 comma III c.p. in danno di Bottiglieri Fabio entro il termine di 10 giorni. Atto depositato in cancelleria il 28 luglio e consegnato ieri.Finora Bottiglieri non aveva mai dato pubblicità alla cosa, trattandosi di una vicenda personale e non volendo coinvolgere l’attività politica del M5S, "cosa che" si legge nella nota "poteva dare adito a strumentalizzazioni.Tuttavia non è possibile lasciar passare inosservato un precedente così grave e antidemocratico: un sindaco che accusa un privato cittadino in una pubblica assemblea come il Consiglio Comunale che non ammette diritto di replica. Se almeno lo avesse fatto a mezzo stampa, si sarebbe potuto aprire un confronto. Si aggiunga che il Sindaco ha dato finora estremo risalto “politico” ad un'altra sua vicenda personale, nata peraltro un anno dopo i fatti in questione, e quindi è importante precisare come la violenza verbale a Civitanova Marche non nasce di certo dal M5S".Bottiglieri è assistito dagli avvocati Guido Sollini di Fermo e Irene Macellari di Macerata.
È online il nuovo sito dell'on. Emanuele Lodolini, www.lodolini.it. Un vero e proprio restyling per la pagina web del giovane deputato, componente della Direzione nazionale PD, che diventa graficamente più accattivante.Un sito internet completamente rinnovato nella grafica, nella tecnologia, che riassume nelle novità che lo caratterizzano una nuova concezione di informazione per i cittadini.“Un altro passo importante – commenta il deputato – che ha come punto di riferimento principale il cittadino". Una svolta a cui Lodolini teneva molto per continuare a migliorare e favorire il dialogo tra Parlamento, politica, territorio, temi lui molto cari, grazie a un'impostazione più agile, fresca, immediata."Più forti insieme" è lo slogan voluto da Lodolini per il nuovo sito internet.A ideare e programmare il nuovo sito web HALLEYMEDIA, agenzia di comunicazipone che dal 2007 opera nel mercato della produzione video e dello sviluppo di applicativi web. Si avvale di un team giovane e dinamico, sempre attento alle nuove tecnologie ed ai nuovi linguaggi.Anche la grafica è stata del tutto rivista. Il nuovo sito è stato completamente riprogrammato nell' interfaccia utente, nel disegno dell’interazione, nella grafica e nell’idea di comunicazione. E’ inoltre pensato e realizzato nativamente come un sito pienamente responsive, e dunque fruibile perfettamente con qualunque dispositivo e tipo schermo, dal telefonino al PC."Naturalmente il sito - conclude Lodolini - non intende sostituire il contatto personale, che rimane per me prioritario e imprescindibile, bensì come ampliamento dei tempi e degli strumenti per una comunicazione sempre più efficace.
Roberto Lombardelli non è più il coordinatore comunale di Forza Italia a Tolentino. La comunicazione ufficiale è arrivata dalla pagina Facebook "Forza Italia Tolentino" con un messaggio firmato dallo stesso Lombardelli che annuncia e motiva le sue dimissioni dall'incarico.Durissimo l'affondo verso il sindaco Giuseppe Pezzanesi e verso i vertici regionali del suo partito, accusati di non aver difeso le posizioni sue e del consigliere comunale Carmelo Ceselli."Questa pagina non viene più aggiornata in quanto il coordinatore comunale, gestore della stessa, si è dimesso dall'incarico. Nei prossimi giorni verrà definitivamente eliminata. Ringrazio tutti coloro che per due anni mi sono stati vicini. Le motivazioni delle mie dimissioni sono solo di natura politica. Non volendo creare quindi ulteriori polemiche, essendo un 'forzista' convinto e non per "necessità" o "interessi personali" ho reputato opportuno lasciare ad altri il ruolo che mi era stato affidato. Ringrazio in modo particolare il consigliere comunale Carmelo Ceselli per quanto fatto per il partito e per me. Confermo che quanto dichiarato dallo stesso è l'esatta verità di quanto accaduto, che il sindaco ha mentito stilando un comunicato falso e diffamatorio nei confronti del signor Ceselli ed indirettamente anche verso di me. Pertanto alla luce di quanto sopra, non avendo più la minima fiducia in una persona votata da tutti noi che per tre anni non ha avuto il minimo rispetto per il partito che ha contribuito in maniera determinante alla sua vittoria e che ha tradito passando al partito di Alfano, insieme ad altri su cui è inutile esprimere ogni giudizio, anche in mancanza di una netta e chiara presa di posizione da parte dei vertici regionali di Forza Italia a tutela del sottoscritto e del consigliere Ceselli ingiustamente accusati di essere "caimani in cerca di incarichi", parole del sindaco che aggiunge tra l'altro che Trombetta, uscito da tre anni dal partito, rappresenta in consiglio comunale "degnamente Forza Italia", ulteriore bugia e disprezzo verso di noi, preciso che nè io nè il consigliere Ceselli abbiamo mai chiesto nulla al sindaco. Il sindaco per ben due volte ci ha offerto un assessorato motivandolo con la scarsa fiducia nelle persone al momento titolari delle deleghe, salvo poi rimangiarsi il tutto e negando categoricamente. Alla luce di tutto questo ed anche di altre situazioni avvenute preferisco lasciare ogni impegno politico. Tolentino, secondo me, merita un sindaco migliore e mi auguro che a maggio 2017 il centrodestra sia in grado di presentare un uomo di altro spessore con capacità, onestà, rispetto verso se stesso e verso gli altri superiore a Pezzanesi. Saluto tutti scusandomi se vi ho annoiato, avrei molte altre cose da dire ma preferisco chiudere qui. Buone ferie. Lombardelli Roberto, amministratore della pagina ed ex coordinatore comunale di Forza Italia Tolentino".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Movimento 5 Stelle di Macerata:Siamo arrivati alla patetica agonia di professionisti della politica che non rappresentano più neanche loro stessi.Il sig. Bianchini ed altre glorie hanno iniziato una battaglia per accaparrarsi le poltrone in provincia: atteggiamento che ci appare quanto meno pietoso.Quelle provincie che si fingeva di eliminare fino a poco tempo fa, ora stanno improvvisamente diventando l'obiettivo di personaggi senza "stipendio politico" e la cosa che ci rattrista di più è che tali poltrone sono solo a "rimborso spese". Un dubbio ci assilla: chissà cosa c'è nascosto dietro il rimborso spese e chissà perché queste corse affannate tra una zuffa e l'altra?Il M5S, nonostante rivendichi il suo ruolo di controllore dentro le istituzioni e nonostante il crescente consenso popolare, non parteciperà MAI ad una gara per un ente che si sarebbe dovuto eliminare'. Per questo motivo lascia con piacere la spartizione di quelle poltrone a chi ne ha bisogno.I cittadini capiranno questa scelta coerente e bolleranno definitivamente certi personaggi senza vergogna.
L’altro giorno, quando ho scritto che una volta trovato il candidato presidente, quelli del PD se ne sarebbero andati tutti al mare, qualcuno si è arrabbiato e mi ha maltrattato telefonicamente. Essendo stata una personale mia opinione, ho incassato in silenzio il rimprovero, accusando il colpo. Poi, nella mattinata di lunedì, ho visto il look del segretario provinciale Settimio Novelli ed ho avuto un sussulto di orgoglio. Indossava, infatti Novelli, in sede di presentazione delle liste elettorali, presso la sede dell’Amministrazione Provinciale, un paio di bermuda color kaki ed una polo con tanto di colletto alzato. Sembrava il comandante Rommel pronto per la battaglia di El-Alamein. Peccato che ai piedi, al posto degli anfibi tattici, calzasse un paio di infradito. Sul portapacchi della macchina, parcheggiata ai giardini Diaz, un canotto quattro posti già gonfiato e pronto per l’uso.La presentazione delle liste scadeva a mezzogiorno, ma a mezzogiorno e un minuto già l’avevano buttata in cagnara, tanto che gli strilli si sentivano fin sotto le logge. Hanno strillato per una mezz'oretta buona e c’era più casino in provincia ieri mattina che l’altra sera alla notte dell’opera. Poi sono arrivati i guardiapesca e già, alla vista di una divisa, si sono dati tutti una calmata e per fortuna non è finita a cazzotti. Un peccato che non fossi lì sennò mi sarei divertito un casino. Però ho visto le fotografie e stavano tutti con i telefonini in mano. I giovani ultras della corrente renziana, avevano infatti organizzato una spedizione: tutti alla caccia del Mewtwo, un pokemon rarissimo, quasi introvabile. In quella circostanza si sono intruppati con Lippi e quelli della banda di Pettinari e ne è nata una franca, ma leale discussione, alla quale ha partecipato pure il senatore Morgoni che, casualmente, passava da quelle parti.Quindi i candidati sono due: Pettinari e la Formica. Di Pettinari, in realtà non si hanno più notizie. L’ultima volta che lo hanno visto vivo è stato giovedì scorso all’inaugurazione del ponte. Ha vistosi baffi bianchi, una calvizie pronunciata sui capelli anch’essi bianchi e faccia sorridente da perenne democristiano che la sa lunga. Se qualcuno lo vedesse lo segnali, cortesemente in redazione. L’esordio comunicativo della Formica è stato invece una gaffe colossale, giacché ha tenuto a far sapere all’urbe e all’orbe, che di cose da fare e di impegni ne ha già a scatafascio. Non si capisce allora perché si sia candidata? Così direbbe un anonimo, ma pragmatico assessore nei pressi di un piccolo comune, lassù sui monti Sibillini…Dunque la lista di Marche 2020, pensata solo nell’ottica contro Pettinari, è arrivata fuori tempo massimo ed è stata squalificata. Amen.Il centrodestra ha fatto una lista civica, almeno così dicono loro. Cioè un ossimoro. Imparata a dovere la lezione delle ultime amministrative, dove da soli hanno perso dappertutto, si sono presentati ancora da soli. Ovviamente nessuno dei sindaci promotori, al di là di trionfali dichiarazioni di circostanza, ci ha messo personalmente la faccia. Sarà il loro canto del cigno. A settembre arriverà il nuovo corso, quello di Parisi, che li infilerà tutti in un sacchetto e li butterà nell’organico. Poi procederà in fretta al ricambio.Una lista inutile, si rivelerà molto verosimilmente, quella della montagna. Destinata a non raggiungere nemmeno il 4%, temo che non avrà eletti. Avrebbero dovuto osare di più ed allargarsi alla Comunità Montana di San Severino e perfino con Tolentino per avere un ruolo ed un peso adeguato. Sarà per la prossima volta, referendum permettendo.Allineati e coperti il PD e l’UDC dietro i rispettivi candidati. L’UDC ha valore aggiunto perché arruola qualche forzista dissidente, che al contrario dei tre moschettieri, ha annusato l’aria e alla Lega di Paolini preferisce i moderati. A questo punto vinca il migliore.Chi perde, però già è chiaro sin da adesso. Dentro il direttivo provinciale del PD hanno perso l’architetto Montalboddi ed il senatore Morgoni. Attendiamo che l’architetto Montalboddi stracci la tessera del suo partito, giacché aveva dichiarato che lo avrebbe fatto nel caso non fosse passato il sindaco di Monte San Giusto, Gentili. Il senatore Morgoni ha già perso sonoramente il round delle candidature. Voleva un renziano che più renziano non si può, invece ha dovuto ingoiare Ornella Formica. La Formica, sia detto a titolo di cronaca, a Colmurano venne vigorosamente osteggiata dai renziani locali durante la preparazione delle amministrative. Poi. Morgoni, nell’ipotesi, tutt’altro che remota, vincesse Pettinari, dovrebbe piegarsi ad un accordo con lui, che sarebbe peggio delle forche caudine.Poi perde tutto il Partito Democratico provinciale che, nell’insieme, ha dato il peggio di sé. Ma di questo abbiamo già parlato.Se dovesse vincere la Formica, non so come andrebbe a finire. Finora Pettinari ha mantenuto un profilo bassissimo e assolutamente mai polemico. Sa, infatti, che è in vantaggio e con quelli del PD – che saranno maggioranza – dovrà trovare necessariamente un’intesa. Nel caso perdesse, invece, temo che scatenerà tutta la sua ira in Regione, chiedendone conto a Ceriscioli. In questo caso, personalmente, vedo in bilico l’assessorato maceratese del PD di Angelo Sciapichetti. Che al primo rimpasto di giunta potrebbe pure transitare verso l’UDC a riparazione del danno subìto. Aspettiamo il responso delle urne.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Silvia Spinaci responsabile Cisl di MacerataSul filo di lana, si è finalmente sciolto il nodo delle candidature per la nuova Provincia, dopo un bailamme di settimane che ha visto le forze politiche del territorio, non senza tensioni e strappi, concentrate pressoché esclusivamente sull’individuazione dei nomi da candidare alla carica di futuro Presidente.Chiuso il valzer delle poltrone, pensiamo sia necessario che, almeno ora, le forze politiche del territorio si confrontino sui temi che davvero interessano i cittadini, ossia su cosa dovrà fare la nuova Provincia e sul ruolo che essa potrà giocare per rafforzare l’amministrazione locale e la sua capacità di offrire servizi.All’indomani del 28 agosto avremo di fronte, infatti, un nuovo ente di area vasta che avrà poco o nulla a che fare con la “vecchia” Provincia. Un soggetto con limitate, sebbene importanti, funzioni fondamentali in materia di ambiente, strade, trasporti, edilizia scolastica, ma con potenzialità politiche e di governance che spetterà soprattutto alle forze politiche saper cogliere e sviluppare.Per la Cisl, la nuova Provincia si giocherà la sfida dell’innovazione soprattutto in tre aree: dovrà essere il luogo della sovracomunalità in cui i Comuni potranno confrontarsi per costruire progetti di riordino degli enti locali. Un territorio con 56 Comuni, di cui oltre il 70% sono sotto la soglia dei 5.000 abitanti e più del 30% non arriva a mille abitanti, ha l’urgenza di sfruttare a pieno un luogo dove progettare in forma condivisa percorsi di fusione e di gestione associata dei servizi comunali. Discorso analogo vale per l’aggregazione delle aziende del sistema dei servizi pubblici locali, come purtroppo dimostrano i ritardi e le difficoltà del passaggio al gestore unico del servizio idrico che stanno portando l’AATO3 a un passo dal commissariamento; dovrà porsi al servizio degli enti locali, mettendo a disposizione il proprio konw how per supportare i Comuni nell’esercizio delle loro funzioni e potenziarne le capacità: si pensi al ruolo che potrebbe avere la neonata stazione unica appaltante, alle possibilità che potrebbe offrire la creazione di un centro unico provinciale e integrato per la progettazione europea, ma anche al supporto che potrebbe essere offerto ai piccoli Comuni nell’area dei servizi tecnici e amministrativi; dovrà operare come cabina di regia integrata per la governance del territorio, in cui favorire la costruzione di reti tra soggetti politici, istituzionali, economici e sociali dell’area vasta. L’esclusione del maceratese dai Distretti Turistici, le difficoltà di costruire le sintesi politiche necessarie per una vera riorganizzazione sanitaria e per la realizzazione dell’ospedale unico, l’interlocuzione a volte non semplice con la Regione Marche sono solo i più recenti fatti che testimoniano l’esigenza di dotarci di una cabina di regia di questo genere.
Sindaci, assessori, consiglieri comunali del centrodestra insieme per una lista identitaria alle elezioni della nuova provincia di Macerata. Con questo spirito, i sindaci di Cingoli e Potenza Picena, Filippo Saltamartini e Francesco Acquaroli, insieme al segretario regionale della Lega Nord, Rodolfo Paolini, hanno dato vita alla "lista civica di centrodestra" con la quale cercare di ottenere una rappresentanza nella prossima assise provinciale. La lista è stata salutata con "grande soddisfazione"dai suoi promotori, espressione delle anime del centrodestra: Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega Nord. E il senso di questa loro posizione è stato spiegato direttamente nella redazione di Picchio News. "Sono un sindaco con la tessera di Forza Italia, ma al di là delle sovrastrutture dei partiti abbiamo creato un'opportunità. L'idea è quella di dare sostanzialmente un’idea che sia indipendentemente dalle leadership: queste si costruiscono sul territorio con i fatti concreti. Per noi" ha detto Saltamartini "è motivo di grande soddisfazione poter contare su un numero elevato di consensi. Ho trovato negli amici di Fratelli di Italia e della Lega una grande coesione tra le forze politiche per creare un’alternativa al renzismo e al grillismo, che è poi quello che serve all’Italia".Sulla stessa lunghezza d'onda Rodolfo Paolini: "Questo nuovo passo ha un significato politico profondo. Uniti si può e si deve vincere e soprattutto vincere significa dare fiducia a quelli che non votano, perché noi perdiamo non per mancanza di voti ma perché la gente sfiduciata da tante sciocchezze fatte da taluni si rifugia nel non voto o nel grillismo, che forse è anche peggio, perché quest’ultimo, nei fatti, è il miglior amico di Renzi. È un piccolo punto di partenza e siamo certi che l’unità consolidata nei comitati per il no si consoliderà ancora di più alle elezioni politiche".Per Francesco Acquaroli "Questa è una compagine che raccoglie un consenso civico, sempre riferito al popolo del centrodestra, senza però la sottolineatura all’appartenenza ad un determinato partito politico. Il centrodestra viene da anni dove ci sono state disgregazioni che l’hanno penalizzato nella sua conformazione complessiva. Era importante che tutti quelli che si ritengono appartenenti al centrodestra, sia come partiti sia come simpatizzanti dei valori di riferimento della destra, trovassero un’opportunità per stare insieme e creare un’alternativa chiara e definita a quello che è il centrosinistra. Non poteva essere altrimenti quindi, che tutte le esperienze del territorio che si rifanno a questa visione e a questo tipo di appartenenza si sono delimitate in questa lista. È bello perché c’è stato un ritrovarsi insieme anche in maniera spontanea e chiara. Noi siamo aperti al dialogo con tutti nell’agire istituzionale però con una chiara collocazione: noi siamo il centrodestra. In questo momento dove si continua a parlare di alleanze possibili e immaginabili, in cui una parte del centro appoggia Renzi a livello nazionale e con quello che è successo lo scorso anno con le elezioni regionali, c’è stata tanta confusione. Invece in questa occasione il centrodestra, a tutti i livelli è unito, rimanendo aperto comunque agli altri. Oggi si consegnano le liste però le elezioni ci sono il 28 e questa può essere un’occasione per, speriamo, allargare le adesioni e il consenso. Hanno aderito i sindaci, oltre a noi di Potenzia Picena e Cingoli, di Sarnano, Esanatoglia, Montefano e Mogliano, e hanno firmato tanti consiglieri a Civitanova, a Recanati, a Montelupone, Monte San Giusto.Noi appoggiamo chi, anche non stando nei partiti è chiaramente di centrodestra, senza ma nè però. Parliamo con tutti, ci confrontiamo in maniera serena senza però dover scendere a compromessi con l’identità di centrodestra. Non facciamo la stampella degli altri. La nostra è una lista identitaria: alle ultime elezioni abbiamo dimostrato che nella provincia il centrodestra è vivo e ha raggiunto ottimi risultati. La presenza della lista fa definitivamente chiarezza. Questo è il momento per compattarsi, questi sono fatti non più chiacchiere, chi si identifica con questo schieramento si deve fare avanti e unirsi, altrimenti sono scuse, tatticismi e trasformismi, logiche di territorio". All'appello però mancano sindaci eletti con coalizioni di centrodestra come Marinelli a Castelraimondo o Pezzanesi a Tolentino. "Il sindaco di Tolentino è 'Pettinari ma non troppo', ma in questo momento o stai con noi e sei di centrodestra oppure fai tatticismo, quindi il sindaco di Tolentino non è di centrodestra e avrà fatto le sue valutazioni" dicono i "tre moschettieri" aprendo un dibattito che si preannuncia caldo all'interno della coalizione.
E per fortuna che le provincie erano state abolite e non contavano più niente... Spettacolo puro stamattina di fronte all'ufficio del segretario della provincia di Macerata, Silvano Marchegiani, per la presentazione delle liste e delle candidature alla presidenza dell'ente. Ma partiamo dalla cronaca spicciola e dai numeri: i candidati alla presidenza sono due, il sindaco di Colmurano Ornella Formica e il presidente uscente Antonio Pettinari. Le liste presentate, invece, sono quattro: una di riferimento al Partito Democratico in appoggio alla Formica, una di riferimento all'Udc in appoggio ad Antonio Pettinari, una bipartisan dei sindaci dell'Alto Maceratese e una "identitaria" che fa riferimento ad amministratori del centrodestra.Lista "Sindaci Insieme"Capolista Pasqui Gianluca (sindaco di Camerino), Baroni Mario (Muccia), Castelletti Claudio (Fiastra), Cecoli Pietro (Monte Cavallo), Citracca Massimo (Fiordimonte), Falcucci Mauro (Castelsantangelo Sul Nera), Gentili Cristina (Bolognola), Gentilucci Alessandro (Pieve Torina), Luciani Sandro (Pievebovigliana), Pazzaglini Giuliano (Visso), Ricottini Giancarlo (Acquacanina), Santamarianova Gabriele (Serravalle del Chienti).Lista "Per la nostra terra delle armonie"Antognozzi Tarcisio (San Severino), Ceresani Francesco (Tolentino), Ghezzi Valeriano (Monte San Martino), Elisei Giordano (Montecassiano), Lippi Leonardo (Cingoli), Marinelli Renzo (Castelraimondo), Massi Gentiloni Silverj Alessandro (Tolentino), Tacconi Ivano (Macerata), Torresi Giovanni Battista (Pioraco), Ubaldi Rosalba (Porto Recanati).Lista "Territori Maceratesi"Catena Leonardo (Montecassiano), Iezzi Lidia (Civitanova), Micozzi Paolo (Macerata), Marcolini Enrico (Macerata), Acquaroli Francesco (Morrovalle), Montesi Massimo (Matelica), Tamburrini Stefania (Corridonia), Scorcelli Mirco (Recanati).Lista "Civica di centrodestra"Zura Flavio (Mogliano), Bracaccini Francesco (Montefano), Brugnola Debora (Esanatoglia), Farina Giulio (Montecassiano), Leoni Giampiero (Mogliano), Renna Paolo (Macerata), Zura Puntaroni Luigi (San Severino). Ma cosa è successo fra le 11.55 e le 12.30 di oggi negli uffici della provincia? Pare che, ma la cosa sarebbe praticamente certa, in ballo ci fosse una quinta lista capitanata dal sindaco di Treia Franco Capponi. Che però - che sfiga - non sarebbe stata presentata in tempo. Anzi, non sarebbe stata presentata affatto perchè chi doveva portarla entro le dodici in provincia sarebbe arrivato in ritardo. Una lista "fantasma" dunque? Neanche troppo, perchè sembra che a farne parte erano Capponi Franco (Treia), Castellani Edi (Treia), Savi Alessia (Treia), Spolentini Adriano (Treia), Palmieri Fernando (Treia), Roselli Leonardo (Camporotondo). Sei candidati. Il numero minimo per presentare una lista. Al che sorge una domanda: ma perchè la lista di riferimento al Partito Democratico è composta da soli otto nomi? Ma lasciamo gli interrogativi alla fine. Si racconta, per i corridoi della provincia tramutati nel castello di Canterville, che aleggi ancora la presenza di questa fantomatica lista di cui tutti sanno ma nessuno parla. Nessuno, a parte i cavalieri, novelli ghostbusters, dell'Udc. Sì, perchè si mormora neanche troppo a bassa voce, che alle 11.59 nel corridoio antistante l'ufficio del segretario, si sia materializzato il senatore Mario Morgoni (Pd) il quale avrebbe, con una busta in mano, fatto capolino alla porta di Marchegiani come a dire "guarda che sono qua...". Malignità. Senza dubbio. Ma lasciamo il racconto, nella sua versione, all'assessore provinciale Leonardo Lippi."Noi abbiamo presentato la lista abbondantemente nei termini previsti. A quel punto, siamo rimasti per salutare i componenti delle altre liste. In fondo, è una competizione elettorale dove non ci sono nemici ma avversari. Sono arrivati i presentatori della lista di centrodestra, poi la lista dei sindaci della montagna e infine quella del Pd. Alle 12 meno un minuto, la funzionaria della provincia ha chiesto se fossero presenti altre persone che dovevano presentare delle liste, in quanto avrebbe fatto fede l'orario in cui il segretario avesse verificato la loro presenza all'interno della provincia. Alla porta ha bussato il senatore Morgoni chiedendo non so cosa al segretario ed è uscito con una busta in mano. Poi si è messo in un ufficio adiacente quello del segretario con altre due persone che conosco personalmente: l'assessore di Treia Davide Buschittari e il dipendente del Comune di Treia Francesco Foglia che sono arrivati intorno alle 12.10 circa (trafelati, ndr). Nel mentre, il consigliere comunale del Pd di Macerata, Alessia Scoccianti, faceva avanti e indietro dall'ufficio del segretario a quello in cui si trovavano Morgoni e i due treiesi. Posso affermare, anche perchè a sostengo c'è una documentazione fotografica difficilmente confutabile, che all'interno della stanza si stesse facendo attività burocratica come timbrare fogli e mettere firme. Insieme a lei c'era anche il nostro capogruppo Massimo Montesi. Poi è arrivato l'architetto Montalboddi della direzione provinciale del Pd. A un certo punto, la delegata presentatrice dell'Udc, Rosalba Ubaldi, ha fatto protocollare una lettera-esposto al segretario e alla Questura, nella quale si faceva presente che essendo trascorso il termine per la presentazione delle liste, qualsiasi altra presentazione sarebbe arrivata fuori tempo massimo e che non c'era nessuno titolato a presentarne altre. Devo sottolineare che il senatore Morgoni, non essendo consigliere comunale nè tantomeno sindaco, non avrebbe avuto alcun titolo a presentare nessuna lista. Una volta che la Ubaldi ha protocollato il suo esposto, l'assessore Buschittari ha bussato alla porta del segretario chiedendo se poteva presentare la lista, ma essendo trascorsi i termini e non essendoci nessuno prima di mezzogiorno, il segretario non poteva far altro che rispondere che avrebbe accolto la presentazione della lista che, però, poi sarebbe stata inevitabilmente non ammessa essendo decorsi i termini. E' evidente che questa lista faceva capo a Franco Capponi, altrimenti non si spiegherebbe la presenza dell'assessore Buschittari che, fra l'altro, è un iscritto Udc. Saranno loro, non certo io, a dover spiegare cosa sia successo. Però, vedendo che il Pd ha otto candidati, forse viene da pensare che quattordici dentro una lista da dodici non ci sarebbero entrati, quindi era meglio spacchettarla in due... Adesso bisognerà vedere quali teste di serie sono rimaste fuori".Ovviamente, ben diversa la versione del senatore Mario Morgoni, uscito dalle sale della provincia dopo le 13.30. Prima, lo stesso Morgoni era stato protagonista di un vivace faccia a faccia con Lippi che gli chiedeva conto della sua presenza negli uffici della provincia, chiedendo che la porta restasse aperta e arrivando ad invitare il senatore ad uscire, chiedendo l'intervento della Polizia Provinciale. "Io non devo rendere conto a nessuno. Stavo discutendo con delle persone nel rispetto delle regole, mentre qualcuno pretende di sapere quali erano i motivi e l'oggetto dell'incontro aprendo le porte e addirittura chiedendomi di uscire. Finchè si scherza va bene, ma non bisogna superare certi limiti. Io mi sono dato da fare e messo in prima linea per sostenere la lista del Pd e la candidatura alla presidenza dell'area vasta. Non devo spiegare niente: io mi confronto con tutti dal funzionario del Comune di Treia al segretario di Civitanova. Se un senatore della Repubblica del Pd non può parlare con un assessore dell'Udc è una nuova regola. Io non ho messo nè firme nè timbri. La candidatura di Ornella Formica alla guida dell'area vista, insieme alla lista guidata da un sindaco come Leonardo Catena rappresentativo del territorio, esprime il senso più profondo di questa realtà fatta di piccoli Comuni, di questo cambiamento importante che c'è stato dalla provincia all'area vasta. Meno politica e più rappresentazione diretta degli interessi dei territori: noi abbiamo cercato di farlo con le candidature. Ornella Formica, sindaco di Colmurano, capace di portare quelle problematiche che in provincia di Macerata sono le più importanti, diffuse e anche molto serie, è l'emblema di quella che è la nostra idea di area vasta: costruire dentro questo nuovo organismo una collaborazione che sia anche più ampia di quelli che sono i confini di partito. Chi tende ad esasperare la questione sotto l'aspetto politico, ignora che questo cambiamento normativo ha ridimensionato fortemente la connotazione politica della provincia e ha dato invece alla nuova area vasta una configurazione di carattere amministrativo-istituzionale. Ragionare in termini di una realtà che non c'è più, potrebbe essere molto dannoso per il nostro territorio. Bisogna lavorare in termini di collaborazione sui problemi, al di là di quella che è la dialettica politica".
I migranti impegnati in attività di volontariato a favore della comunità locale. E' questo il senso della convenzione che Prefettura, Gus e Comune di Tolentino si apprestano a sottoscrivere per poter permettere ai migranti ospitati di poter svolgere attività di volontariato a favore della comunità locale per rendersi utili ed allacciare corrette relazioni con il tessuto sociale di Tolentino.La convenzione che sarà stipulata con la Prefettura di Macerata è propedeutica all’accordo con il Gus e stabilisce che nel quadro dei principi di leale collaborazione tra Stato e sistema delle autonomie e di cooperazione interistituzionale si intende promuovere ogni opportuna iniziativa per garantire processi di sinergia istituzionale che assicurino la valorizzazione dei territori e la risoluzione delle problematiche a più alto impatto sociale.L’Amministrazione comunale di Tolentino, interessata dalla presenza dei cittadini stranieri, ha espresso l'intenzione di individuare servizi ed attività utili alla collettività e realizzabili attraverso attività di volontariato; Prefettura e Comune di Tolentino concordano sul valore strategico rivestito dalle azioni concrete di integrazione sul territorio finalizzate a promuovere la conoscenza reciproca e che consentano quindi, al territorio ospitante, di conoscere direttamente le vicende umane, politiche e geografiche delle persone ospitate. Le attività cui possono essere impegnati i richiedenti protezione internazionale debbono inserirsi nel contesto degli interventi di carattere culturale, sportivo, educativo, ambientale, di protezione civile, di servizio alla collettività e di inserimento sociale che li facciano sentire partecipi della realtà locale che li ospita.Al Comune di Tolentino spetta il compito di istituire il tavolo tecnico di coordinamento che provvede al monitoraggio della presente intesa, al confronto e allo scambio di informazioni, nonché alla promozione di strategie di intervento congiunte e di buone prassi mentre gli enti gestori dei progetti di accoglienza per richiedenti protezione internazionale di Tolentino avranno cura di diffondere, ai beneficiari dell’accoglienza, la cultura della partecipazione attiva attraverso: l’orientamento e l’accompagnamento alle attività di integrazione sociale; l’individuazione di percorsi formativi/informativi sul volontariato oltre alla fornitura dell’eventuale strumentazione, attrezzature e dispositivi di protezione individuale per l'esercizio delle attività al fine di ridurre al minimo i rischi per la propria e per l'altrui incolumità e della copertura assicurativa.Nella convenzione che sarà sottoscritta con il Gus si precisa che l'Amministrazione comunale ritiene importante sostenere il coinvolgimento degli immigrati, ospitati con i programmi di accoglienza temporanea, nella vita della comunità cittadina e che lo svolgimento di attività socialmente utili potrebbe generare un duplice beneficio, creando da un lato un'occasione per i cittadini stranieri per sentirsi valorizzati e realmente integrati nel tessuto sociale e dell'altro un contesto positivo di prevenzione rispetto allo sviluppo di eventuali tensioni o fenomeni di intolleranza. L'Amministrazione comunale ritiene anche importante valorizzare la grande risorsa umanitaria e culturale rappresentata dai migranti, contemplando all'interno delle "attività socialmente utili" anche la realizzazione di percorsi e occasioni di scambio, Incontro, condivisione e solidarietàL'Amministrazione Comunale di Tolentino intende promuovere, nell'ambito del proprio territorio, la cura del verde pubblico e di alcuni spazi verdi di proprietà pubblica come le aiuole lungo le strade, i giardini pubblici, il cimitero; piccola manutenzione del patrimonio comunale tramite anche l'utilizzo di piccole attrezzature di proprietà dell'Ente; piccoli lavori di manutenzione stradale; partecipazione a incontri di conoscenza con la cittadinanza; partecipazione a laboratori di lingua; partecipazione ad attività di promozione culturale e per un'economia solidale; partecipazione a percorsi educativi presso i luoghi di crescita dei bambini e dei giovani (scuole, ludoteca, centro aggregazione giovanile, biblioteca..); partecipazione ad iniziative organizzate o patrocinate dall'Ente a favore dell'integrazione sociale e dell'accoglienza. La durata massima delle attività per ogni volontario non deve superare le 20 ore settimanali.L'adesione del cittadino straniero è libera, volontaria e gratuita e comporta l'impegno, sottoscritto con un "Patto di volontariato", a svolgere una o più attività, individuali o di gruppo, in relazione alle modalità organizzative individuate in accordo tra Comune ed Ente gestore. Per la realizzazione delle attività volontarie di pubblica utilità convenzionate, il Comune cura la formazione-azione dei migranti coinvolti e indica le modalità di utilizzo delle attrezzature con l'ausilio di mediatori linguistici messi a disposizione dal GUS "Guido Puletti". Sarà cura dell'Amministrazione destinare tutor per l'affiancamento con personale interno. L'Associazione GUS fornisce ai volontari i dispositivi necessari.
"Tredici sindaci, che convergono su un solo nome superando le bandiere e le appartenenze partitiche. Una lista che nasce per rappresentare il territorio in una elezione che, di fatto, avrebbe escluso ancora una volta l’intera zona montana della Provincia di Macerata": a comunicarlo ufficialmente è Alessandro Gentilucci, presidente dell'Unione Montana di Camerino.E’ stata infatti formalizzata questa sera (6 agosto 2016) la lista “Sindaci insieme” che concorrerà alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Macerata del prossimo 28 agosto. "E’ una lista che nasce fuori dalle appartenenze partitiche" dice Gentilucci "e che rappresenta un traguardo storico per il segnale politico che lancia. “Sindaci Insieme” è composta dai primi cittadini di tutti i comuni dell’ex Comunità Montana di Camerino, con una unica esclusione dovuta al limite dei dodici componenti e stabilita attraverso un sorteggio (il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi). Una squadra che ha individuato nel sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, il candidato da votare per rappresentare il territorio in seno al Consiglio Provinciale nella consapevolezza che solo insieme si potrà far sentire forte la voce della montagna e lavorare concretamente per uscire da quell’isolamento a cui la politica centrale degli ultimi anni ha costretto i territori più svantaggiati. Le così dette aree interne rappresentano più di un terzo della Provincia di Macerata e l’appello che lanciamo nell’annunciare la nascita di “Sindaci Insieme” è di guardare al nostro progetto per produrre futuro e liberare uguali opportunità per tutti i cittadini della Provincia".Intanto arriva la rinuncia ufficiale del sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli, indicato come uno dei papabili all'interno del centrodestra: "Da un paio di giorni circola la notizia di una mia possibile candidatura alla presidenza della Provincia in rappresentanza del centrodestra maceratese. Ringrazio di cuore i Colleghi amministratori che mi hanno indicato per tale importante carica, lo considero un attestato di stima personale ed un riconoscimento del lavoro che stiamo portando avanti nel nostro Comune, ma per correttezza - visto che non è ancora scaduto il termine per la presentazione delle candidature - comunico che non sarò tra i candidati presidenti. Da sette anni ho l'onore di essere il Sindaco della mia bellissima Sarnano e l'impegno che con i Colleghi amministratori comunali quotidianamente portiamo avanti con passione e dedizione non mi consente spazi per altri incarichi. Al Presidente della Provincia che verrà eletto il prossimo 28 agosto, chiunque esso/a sia, va fin d'ora il mio più sincero augurio di buon lavoro, nell'interesse di tutto il territorio provinciale".
Gettate le basi per il muovo coordinamento di Lega Nord di Macerata. Dopo i risultati ottenuti nelle elezioni del 2015 dove il partito ha raggiunto il 20% e in alcune città anche il 30%, si è reso necessario la ristrutturazione organizzativa per rendere più radicata la presenza nel territorio.La nomina di coordinatore è andata all’avvocato Stefano Migliorelli che questa mattina, durante la presentazione, ha ringraziato quanti hanno appoggiato la sua figura e lo sostengono nel lavoro che da qui ad un anno porterà alla struttura reale della militanza, “la vicinanza alla Lega a Macerata” spiega Migliorelli “mi ha favorevolmente stupito. Il partito ha una sua struttura dal nazionale al locale che noi rispettiamo e che ha retto alle intemperie passate, senza mai tradire le sue ideologie”. Tra i temi trattati dal nuovo coordinatore l’emergenza immigrazione, la mala gestione dell’accoglienza fatta di sprechi e speculazione: "la Lega si fa portatrice di questa denuncia non solo a parole, ma anche con i fatti".Proprio su questo tema scottante è intervenuto anche Luca Paolini, coordinatore regionale, “gli immigrati rendono più della droga” sostiene “noi siamo andato all’Hotel House, per verificare e denunciare la situazione di degrado in cui vivono le persone, con un’assenza assoluta delle onlus e delle cooperative. Perché? Perché non ci guadagnano, a differenza dell’accoglienza dove 35 euro ad immigrato fanno gola a molti”.Altro argomento discusso il referendum costituzionale. La Lega si schiera per il no insieme al centro destra e si sta adoperando per informare le persone scendendo in piazza e con le iniziative portate avanti dai propri comitati: “Vogliamo creare tante forze sul territorio per ostacolare Renzi che vuole imporre la sua politica simile a quella di Erdonag. Il suo governo sta facendo di tutto per far sì che pochi abbiano il potere. È necessaria una riforma costituzionale, ma che passi per un’assemblea costituente, non per un referendum che dice di voler abolire Provincie e Senato, ma che in realtà gli cambia solo forma.”
Da Maurizio Cionfrini (Segretario regionale Psi Marche), Dario Conti (Presidente provinciale Psi Macerata), Giovanni Pierini (Vicesegretario provinciale Psi Macerata) e Francesco Mantella (Segretario Psi Civitanova Marche) riceviamoCoerente con la migliore tradizione del Socialismo civitanovese, che ha determinato per decenni la crescita di Civitanova Marche, con l'azione di numerosi e non dimenticati sindaci (Corti, Sgarzoni, Marsili, Bertoni e Frinconi), Ivo Costamagna non ha voluto arrivare ad un voto del Consiglio comunale che sarebbe stato probabilmente positivo per lui, ma ha preferito dimettersi da presidente per non tradire il mandato ricevuto dagli elettori di centrosinistra.Per motivi politici e non certo amministrativi, come ormai è chiaro a tutti, una parte della sua maggioranza voleva addossare a lui colpe che non aveva e comunque gli aveva tolto la fiducia. Salvare la poltrona appellandosi al voto del centrodestra, seppur politicamente ed istituzionalmente legittimo, avrebbe fatto venir meno il ruolo che Costamagna ed i Socialisti hanno svolto dal 2010 ad oggi rispetto a questa maggioranza. Della stessa sono stati i fondatori, prima con una lunga campagna elettorale che ha preparato la candidatura Corvatta e con battaglie che in parte ancora continuano, che hanno trascinato Costamagna fino alle aule di tribunale per il caso Parentopoli e, attraverso la formazione della lista Uniti per cambiare, aveva dato corpo e sostanza al programma di un centrosinistra che tornava unito e vincente dopo venti anni.Coerenza personale e politica imponeva che si prendesse atto che qualcuno aveva voluto dividere il centrosinistra assumendosene la responsabilità, che non c'era più spazio per confuse manovre che rischiavano di far passare Costamagna come chi tentava di salvare la poltrona. I civitanovesi devono saperlo, le responsabilità sono chiare, hanno nomi e cognomi, il centrosinistra è stato diviso per un calcolo politico che privilegia la costituzione di un gruppo che a nostro avviso poco ha a che vedere con gli interessi della povera gente e molto, invece, con quelli legittimi, ma trasversali e di tipo lobbistico.La verità è figlia del tempo e stavolta sarà un tempo molto breve. Nei prossimi mesi tutto risulterà evidente e tutto apparirà più chiaro. Spiace dover constatare che Costamagna ha ragione anche quando dice al sindaco Corvatta di prendere consapevolezza che ormai è tardi per parlare ancora di riproposizione del centrosinistra che noi per primi volemmo nel 2012. Gismondi, Rossi, Rachiglia, Emili e Dolci hanno detto e scritto che quel centrosinistra non lo vogliono più, ma vogliono altro. Sappiamo cosa, sappiamo chi vogliono come candidato, ma questa è la realtà. Il sindaco ha preferito tentare di mediare e purtroppo di troppa mediazione si muore. Corvatta ha avuto la colpa di abbandonare progressivamente coloro che avevano determinato la sua elezione e non ha difeso quelli che tra l'altro erano i suoi veri amici e si erano dimostrati i migliori amministratori, ovunque siano stati chiamati a svolgere il loro ruolo. Anche le prossime elezioni provinciali confermeranno lacerazioni e divisioni nel centrosinistra civitanovese.A questo punto si impone per chi vuole il bene della città l'impegno di cercare vie differenti. I cinque hanno la loro pseudo strategia politica. I socialisti ed Uniti per Civitanova (questa è la nuova denominazione che assumerà Uniti per cambiare dal mese di settembre in collegamento con le liste provinciali e regionali) hanno l'obbligo di restare coerenti. Bene ha fatto e anche qui ha tutto il nostro sostegno Costamagna nel dire che occorre voltare pagina e guardare ad un'alleanza ampia tra tutti i riformisti, così come esiste nel governo regionale e nazionale. E' l'unica alleanza che può trovare una sua coesione, legittimità politica e coerenza programmatica oltre che il collegamento con i livelli istituzionali superiori indispensabili nel prossimo futuro per avere i finanziamenti per governare qualsiasi città, in primo luogo una realtà complessa come Civitanova.Occorre coraggio, lo chiediamo innanzitutto agli amici e compagni del Pd, ma non si può tergiversare oltre. Per il momento vogliamo tornare ad esprimere la nostra totale solidarietà ed il convinto plauso alle decisioni di Costamagna, sicuri che da capogruppo di Uniti per Civitanova, nei mesi che rimangono al termine della legislatura, continuerà a lavorare come ha sempre fatto per tutta la vita nell'interesse esclusivo della gente di Civitanova.
Se il Partito Democratico chiude, in un estenuante venerdì di passione di agosto, sulla sindaca di Colmurano, Ornella Formica, restano comunque ancora tutti aperti i dubbi e le perplessità sulla gestione complessiva del dossier “Area Vasta.” Si parte molto male. Il comunicato stampa che ne annuncia la candidatura ufficiale e già allo stesso tempo un blitz ed un rebus. Un blitz perché arriva quasi all’una di notte e non prevede repliche o domande. Poi perché si parla di una acclamazione del massimo organo politico provinciale del PD e quindi di un sostegno di sindaci ed amministratori del centrosinistra, ma non si circoscrive il perimetro. Quindi di una volontà della stessa Formica di “massima apertura” nei confronti delle liste civiche ed anche del centrodestra. Cerchiamo di stare rigorosamente ai fatti ed agli atti.Un fatto è che il presidente uscente, Antonio Pettinari non si sia mai formalmente candidato. Né che lo abbia candidato nessuno. Tanto meno il suo partito. Un atto è il documento condiviso ed approvato dai segretari regionali della coalizione regionale, nella quale si auspicava la continuità della giunta uscente di centrosinistra, poiché aveva ben lavorato. Quindi il tavolo del centrosinistra regionale invitava a ricercare con determinazione una soluzione unitaria per il rinnovo dell’ente. Un altro fatto è la designazione a candidata “Presidente della Provincia” ratificata, per acclamazione, dalla direzione del Partito Democratico.Alle pressanti richieste di informazioni cui ho cercato di attingere stanotte, le risposte sono state tuttavia univoche e perentorie: leggiti il comunicato! Che sarebbe un altro atto. Nessuno, voleva aggiungere niente di più, né togliere qualcosa in meno. Bocche cucite e nottata persa.Insomma il punto è che non si capisce se la candidatura sia politica o istituzionale. Da quanto scritto parrebbe un ibrido. Si capisce invece che la Formica è la candidata diretta del PD. E non quella che il PD porterà alla valutazione e, eventualmente alla condivisione degli alleati di centrosinistra. E questa circostanza, credetemi, in politica non è un dettaglio.“La candidata – si legge in un passaggio – è sostenuta dai sindaci e dagli amministratori di centrosinistra.” Quindi, alla lettera, dovrei presumere pure da quelli di Uniti per le Marche, Popolari Marche-Udc, Socialisti, Liste civiche, Verdi, Idv e Centro Democratico. Oltre naturalmente al Partito Democratico. Se ciò fosse vero non si porrebbe nessuna questione. Temo, al contrario, che si sia combinato un altro grosso pasticcio. Che, ad esempio, si sia fatto e disfatto tutto politicamente esclusivamente in casa PD. E che adesso si voglia vendere all’esterno come un accordo tra sindaci ed amministratori. Indipendentemente dal colore politico. La faccia per questa operazione sarebbe stata individuata in quella della Formica. Che diventerebbe, a seconda dei casi, una faccia pulita e facilmente presentabile all’esterno, oppure un capro espiatorio, da sacrificare nelle consuete faide intestine che il PD provinciale mai si risparmia. Al punto in cui si era arrivati, il PD non aveva più tempo per ricominciare da zero. Doveva a tutti i costi presentare, al tavolo degli alleati, una propria candidatura: forte ed autorevole. Indiscrezioni dicono che il segretario provinciale Novelli avesse individuato in Romano Carancini la figura adatta. Che nel corso della mattinata di venerdì ci siano stati febbrili telefonate e tentativi di mediazione per far passare il sindaco di Macerata. Ma non c’è stato niente da fare. Particolarmente astiosi si sono rivelati, nei suoi confronti, gli stessi maceratesi ed i civitanovesi. Partita chiusa dunque e tempo che scorreva inutilmente.Ieri però il PD doveva trovare a tutti i costi un candidato. Aveva questa urgenza, questa pressione, questa necessità vitale. In ciascuno dei componenti della direzione c’era l’esigenza di chiudere in fretta questa fase e lasciare ad altri la gestione della successiva. L’accettazione della Formica, in molti di loro, è stata vissuta con un senso di liberazione quasi catartico. Le dichiarazioni a caldo di qualche autorevole esponente, se lette con la necessaria attenzione, ne sono la plastica rappresentazione. Hanno fatto, dunque, il loro dovere quelli della direzione provinciale del Partito Democratico. Possono andare tutti a cena assieme. Messi da parte i rancori e gli sgambetti, possono pure scherzare come fossero vecchi ed uniti sodali. Da oggi non avranno più riunioni a cui presenziare. Nessun intervento da calibrare per dire la propria opinione. E nemmeno telefonate scomode a cui dover rispondere a mezza bocca (parlo anche di me…). Si sono guadagnati il loro meritato riposo. Le spettanti vacanze. Il tanto agognato mare, che stava lì in lontananza, ma loro chiusi a sudare nella landa deserta di Piediripa.Per questo, da stamattina presto, ho un tarlo che mi rode e che devo per forza condividere con voi: ma se stamattina viene giù il finimondo e tra un nubifragio e l’altro rischiamo pure l’alluvione, non sarà che tutto questo è un segno del cielo nei loro confronti??
Sembrerebbe che al termine di lunghissima riunione, il Partito Democratico riesca infine e a trovare il candidato presidente di Area Vasta. Si tratterebbe di Ornella Formica, sindaca di Colmurano al suo secondo mandato. Il suo nome era stato lanciato qualche sera fa in sede di direzione provinciale. Per un paio di giorni è circolato sulla stampa, assieme a quello di Andrea Gentili, sindaco di Monte San Giusto. Giovedì sera, però il nome della Formica sembrava definitivamente tramontato, tanto che la riunione di direzione era stata rinviata ad oggi pomeriggio. Da indiscrezioni ci risulta che sarebbero stati fatti più nomi oltre a quello della Formica e di Gentili. Ad esempio il sindaco di Belforte, Paoloni e quello di Montecassiano, Catena. Tutti graditi dai numerosi presenti. Però l'accordo è stato chiuso sulla figura femminile della Formica.Pare che la sindaca Formica abbia accettato anche a seguito delle rassicurazioni ricevute dai maggiorenti del Partito Democratico provinciale. La notizia, inoltre, della presentazione di una candidatura sul fronte del centrodestra, nella persona del sindaco di Sarnano, Franco Cerigioli, deve verosimilmente aver contribuito a rassicurare la Formica su una più facile vittoria.Nel dibattito, però l'elemento che ha trovato la gran parte del partito d'accordo è che, di fatto, sarebbe stato posto un veto da parte di più persone sul sindaco di Macerata, Romano Carancini.(aggiornamento dell 00.45)Alla mezzanotte e quarantacinque il comunicato stampa del Partito Democratico Provinciale dal titolo FUMATA BIANCA, scioglie ogni dubbio rispetto alle indiscrezioni che abbiamo pubblicato in precedenza. Di seguito il testo:“La Direzione provinciale del PD allargata ai Sindaci e coordinatori di circolo, dopo un ampio dibattito, come giustamente la democrazia richiede, ha saputo trovare una sintesi condivisa e unitaria e ha designato per acclamazione Ornella Formica, Sindaco di Colmurano, a candidata Presidente della Provincia. La candidata è sostenuta dai Sindaci e dagli amministratori di centrosinistra ma per sua espressa volontà ci sarà la massima apertura anche alle liste civiche e alle forze politiche di centrodestra. La soddisfazione è ancora più grande per la scelta di una candidata donna, amministratrice capace, che saprà guidare il nuovo processo dell'area vasta e che rappresenta una novità assoluta per la politica maceratese.”
E se anche il centrodestra presentasse una sua lista con un proprio candidato alla carica di presidente della provincia? Vista la spaccatura interna al Partito Democratico, si sta facendo strada anche questa ipotesi. Concreta. Sì, perchè i contatti in questa settimana ci sono stati e col passare dei giorni si sono anche intensificati. In prima linea nel voler dar vita a una lista che, comunque, possa risultare identitaria al di là del risultato ci sono il sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini e Fabio Pistarelli. Il candidato individuato è il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli. Su di lui gli amministratori del centrodestra chiederanno di far convergere le loro preferenze. Interpellato a tal proposito, Ceregioli ha preferito non rilasciare dichiarazioni: nè una conferma, ma neanche una smentita, segno che su questa ipotesi effettivamente si sta lavorando.Ma proprio nel momento in cui una frangia di amministratori di centrodestra cerca di compattare l'area su un nome che vada oltre quello del presidente uscente della provincia, Antonio Pettinari, Deborah Pantana consigliere comunale di Forza Italia a Macerata nonché membro del direttivo regionale di Forza Italia e vice coordinatrice provinciale lancia una nota dove invita a cercare una candidatura unitaria. Ovvero, senza mai citarlo, il presidente uscente. "Dal dibattito che leggiamo sui giornali appare ancora un quadro molto confuso facendo perdere di vista a chi come noi dovrà esprime il proprio voto il vero obiettivo: quello di organizzare un nuovo ente che dovrà essere di area vasta. Ancora una volta il PD provinciale" dice la Pantana "tira fuori il vecchio manuale Cencelli sinonimo di un vecchio modo di fare politica in cui si ripartivano gli incarichi basata su interessi politici limitati e di corrente anziché sul merito, alla lottizzazione nell’assegnazione del potere. Invece si dovrebbe ragionare in modo tale da poter dare una vera rappresentatività a tutto il territorio provinciale che conta sindaci ed amministrazioni di diverso colore politico ed ispirazione ideale.Lasciamo che le diatribe politiche si risolvano all’interno dei contesti deputati al confronto, ragioniamo invece come poter dare tutti insieme un valore aggiunto a questa nuova Provincia, soprattutto in questo momento dove la politica è oggettivamente sfiduciata dai cittadini che non vanno più a votare e noi eletti dovremmo almeno in questo momento dare prova che i litigi vengono messi da parte.Noi di eletti nelle file di Forza Italia siamo pronti a dare il nostro contributo affinchè vi sia un accordo unitario e quindi un nostro apporto vero, sulle nuove sfide che la Provincia di Macerata dovrà affrontare guardando ovviamente alla nostra area di riferimento che è quella moderata, noi in questo momento stiamo lavorando alla ricostruzione insieme a Parisi di quest’area e non ci interessano le poltrone , ma vogliamo far crescere il nostro Paese. Quindi chi partecipa a riunioni carbonare per liste apparentemente civiche non può più pensare di continuare a militare in un partito o ad avere incarichi di gruppo consiliare. I veti sulle persone non ci appaiono consoni al raggiungimento del vero obiettivo che è quello di dare una vera rappresentatività al nostro territorio Provinciale. Gli inviti che arrivano dai diversi parlamentari marchigiani o da chi per loro su chi dovrà essere il nuovo presidente della Provincia, ormai appaiono alquanto lontani dalle esigenze che si hanno sul territorio, non ultimo vorrei ricordare loro che votano gli eletti nei consigli comunali e quindi è necessario oggi più di ieri confrontarsi veramente tutti insieme sul futuro della nostra Provincia, lanciando uno sguardo all’Europa che per noi potrebbe diventare una vera opportunità".