Politica

Ponte Giovanni XXIII: inaugurata l'opera sul Fiastra - FOTO e VIDEO -

Ponte Giovanni XXIII: inaugurata l'opera sul Fiastra - FOTO e VIDEO -

Il ponte di Colbuccaro distrutto dall'alluvione del marzo 2011 è stato definitivamente consegnato ai cittadini nel tardo pomeriggio del 4 agosto con la cerimonia ufficiale di inaugurazione. Presenti il sindaco di Corridonia Nelia Calvigioni, il presidente della Provincia Antonio Pettinari e il presidente della Regione Luca Ceriscioli.Dopo la benedizione del vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, le istituzioni e i cittadini intervenuti hanno passeggiato sul ponte che da ieri prende il nome di Giovanni XXIII. Pettinari ha spiegato che la scelta di questo nome è simbolica: durante la crisi missilistica di Cuba (Baia dei Porci) il pontefice riuscì ad unire le due sponde antitetiche, USA e URSS, evitando così la terza guerra mondiale. La speranza è che anche questo nuovo punto possa essere di unione per tutti.Ceriscioli ha invece voluto sottolineare il buon lavoro fatto da tutti gli attori in campo: Amministrazione comunale, Provincia e la ditta che ha costruito il ponte, il tutto, non solo rispettando i tempi, ma anche risparmiando soldi.https://www.youtube.com/watch?v=Ntxg54-6SWU

05/08/2016 09:41
Allarme dei Cinque Stelle: "Nelle Marche mancano 1400 fra docenti e personale Ata"

Allarme dei Cinque Stelle: "Nelle Marche mancano 1400 fra docenti e personale Ata"

"La Buona Scuola è talmente buona che nelle Marche a cinque settimane dall’inizio dell’anno scolastico ci sono 1400 ammanchi d’organico tra docenti e personale ATA. Insegnanti di sostegno per i ragazzi disabili? Mancano. Classi pollaio? Sempre tantissime. Tempo pieno? Domanda supera di gran lunga l’offerta. Ho presentato un’interrogazione al ministro Giannini: dopo due anni di fumo è ora che tiri fuori anche qualche pezzo di arrosto": l'on. Patrizia Terzoni del Movimento Cinque Stelle lancia l'allarme a un mese dalla ripresa delle attività scolastiche nelle Marche."Con la legione chilometrica di precari che ha il mondo della scuola in Italia" dice la Terzoni "è possibile che in una regione ci sia un ammanco generale di organico di oltre mille unità? A quanto pare sì. E’ il triste caso delle Marche, dove le spie rosse accese dai sindacati nelle scorse settimane stanno diventando sirene di allarme a cinque settimane dall’inizio dell’anno scolastico 2016-2017. Tra docenti e personale ATA, sono 1400 i posti non ancora assegnati stando alle stime delle principali sigle sindacali. Una cifra incomprensibile, se si considera che il numero di iscritti è in calo un po’ a tutti i livelli. Un quadro imbarazzante che va chiarito: ho portato il caso in Parlamento qualche settimana fa con un’interrogazione al ministero della Pubblica Istruzione per avere risposte concrete e garanzie prima della chiusura dei lavori d’Aula di agosto. Ovviamente tutto tace.Non sono solo a rischio decine di attività didattiche e di servizi quali ad esempio i corsi di bilinguismo, quelli musicali, le classi a tempo pieno e le sezioni antimeridiane della scuola dell’infanzia. Se gli studenti complessivi calano, sono però in aumento quelli con handicap, per i quali non è stato predisposto nessun potenziamento del lotto degli insegnanti di sostegno. Va inoltre aggiunto che, nonostante i provvedimenti messi in atto per ridurre le “classi pollaio”, negli istituti presenti nella regione saranno ancora tante quelle con oltre 30 alunni. Su tutti questi aspetti serve un chiarimento dal Miur, subito: la scuola marchigiana non merita i “rattoppi” che è costretta a vivere da ormai un decennio".

04/08/2016 14:32
Ora nel Pd è caos totale: nuovo stop a Pettinari e tutti contro tutti

Ora nel Pd è caos totale: nuovo stop a Pettinari e tutti contro tutti

Cercasi candidato presidente di area vasta: preferibilmente nuovo, va bene anche usato, si accetta anche da rottamare. Dopo giorni e giorni di sfibranti riunioni notturne della direzione provinciale del PD, sembra questa la sintesi del risultato ottenuto a seguito dell’articolato e complesso dibattito.Da stamattina una ristretta delegazione della segreteria, armata di tanta e santa pazienza, ma soprattutto di un’automobile dotata di aria condizionata, sta facendo il giro dei 57 comuni della provincia, alla ricerca di un candidato. Il maggiore partito della provincia è infine definitivamente imploso sotto i colpi delle ataviche ed insanabili divisioni. Tra le “parti in causa” – come direbbero gli osservatori ONU in questi casi – sono volate letteralmente secchiate di merda. Solo scuse, accuse e scuse, senza ritorno, come direbbe De André. Scene pietose ed imbarazzanti quelle a cui abbiamo assistito, nostro malgrado. Lo diciamo in tutta franchezza: abbiamo provato vergogna per loro. Per loro che ricoprono ruoli istituzionali di primissimo piano. Per loro che dovrebbero rappresentare le speranze della nuova classe dirigente. Per loro che, con il loro comportamento dovrebbero essere di esempio alle giovani generazioni, così da avvicinarle a quella che Papa Montini chiamava la forma più alta di carità: cioè la politica. Vogliamo augurarci che si sia toccato il punto più basso del dibattito. Confidiamo che, preso atto dello spettacolo indecoroso che hanno offerto alla platea vastissima di spettatori attoniti e sgomenti, abbiano - questi dirigenti politici - un sussulto di dignità. Un briciolo di amor proprio. Un guizzo di orgoglio di appartenenza se non ad un partito, quantomeno ad un gruppo. Che investiti dalla fiducia che gli elettori gli hanno inopinatamente attribuito, sappiano agire in nome, per conto, ma soprattutto nell’interesse di questi sventurati rappresentati. Piuttosto che per i loro piccini, miseri tornaconti personali.A questo punto dovremmo fare la cronaca dettagliata e scrivere dell’ennesimo, raccapricciante capitolo, andato in onda ieri sera nella direzione provinciale del PD. Raccontare di come si siano bruciate autorevolissime candidature. Sia politiche che istituzionali. A cominciare da quella di Pettinari, per arrivare a quella di Carancini, passando a quella di Fiordomo. O, per dire, anche a quella di Massimo Montesi. Compagni di partito o, nella peggiore delle ipotesi, alleati politici di lungo e provato corso. Tutti bruciati. Sacrificati in nome di un isolamento autistico che non prevede nessun dibattito. Di una ottusa autosufficienza che non contempla contraddittorio. Di una presunta autonomia pelosa che non concepisce il dissenso. Tuttavia, al punto in cui siamo arrivati, ci rifiutiamo di raccontare quello che è successo ieri sera. I limiti del buon costume e della pubblica decenza ce lo impediscono.Poi, abbiamo anche le scatole piene di essere additati nei social network come quelli che fomentano polemiche. Da parte nostra abbiamo fatto solo il nostro dovere: informare, attraverso le notizie assunte e soprattutto meticolosamente verificate, i cittadini dei fatti e delle circostanze. Ci fermiamo qui per senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni. Ci fermiamo qui perché il limite della decenza è stato abbondantemente superato. Ci fermiamo qui perché tutto questo ci fa davvero e profondamente schifo. Da qui alle elezioni ci limiteremo a registrare, in maniera neutrale i fatti e le notizie, sperando che il nostro silenzio di sdegno e di protesta – che poi rappresenta quello indignato della gran parte dei cittadini – possa contribuire a realizzare un esame di coscienza personale di ciascuno e collettivo delle varie anime politiche presenti all’interno del Partito Democratico provinciale.

04/08/2016 13:53
Rifondazione Comunista: "Vogliamo le dimissioni di Costamagna"

Rifondazione Comunista: "Vogliamo le dimissioni di Costamagna"

Riceviamo e trasmettiamo un comunicato stampa di Rifondazione Comunista MacerataC’è un nesso logico-politico tra la crisi della maggioranza a Civitanova Marche e il prossimo appuntamento per il rinnovo del Consiglio provinciale. Uno “gnommero” direbbe il commissario Ingravallo ( disincantato protagonista di uno dei capolavori della letteratura italiana del ‘900, il “Pasticciaccio “ gaddiano) tutto in mano alla sinistra che nell’intero territorio maceratese sembra scomparsa, ancillare, incapace di produrre un progetto autonomo e un profilo alternativo, nonostante abbia, in molte situazioni responsabilità di governo, una diffusa, per quanto poliforme presenza istituzionale, una storia e insediamenti sociali, in alcuni casi, vitali e generosi.Questa assenza, questi limiti hanno lasciato spazio e continuano a farlo ad un'azione politica e amministrativa insufficiente, prigioniera delle mediazioni, del trasformismo, quindi incapace di rinnovarsi nei metodi e negli uomini.La scelta di aprire una riflessione su tutto questo, attraverso anche la richiesta di dimissioni del presidente del Consiglio comunale di Civitanova, vuol segnare una cesura e proporre una riflessione, e anche un metodo, a quanti pensano che solo consentendo partecipazione, costruendo progetti da sostenere con il conflitto, riorganizzando le priorità amministrative che oggi si chiamano lotta alla precarietà, difesa dei diritti sociali, una nuova economia basata sulla difesa del territorio e la spinta verso forme autocentrate di lavoro e di prodotti, si possa dare senso alle parole della politica, in primis, per quello che ci riguarda, sinistra.Per questo crediamo sia urgente riprendere un dialogo con quanti sentono forte questa esigenza, e a partire dalle prossime scadenze amministrative, costruire un confronto serrato che non sia fatto di nomi ma di idee. Un invito che rivolgiamo anche a chi, come il sindaco Corvatta, si è assunto responsabilità importanti ed ha assolto con equilibrio e coraggio il suo mandato e che proprio per questo oggi ha il dovere della chiarezza e della proposta. Come pure alla scelta invitiamo oggi quegli amministratori di sinistra e civici che agiscono nelle città della provincia a tessere subito i fili di una rete che permetta di dare alla scadenza del rinnovo del consiglio provinciale l’anima di una proposta che coinvolga le popolazioni, evitando di renderla un atto burocratico lontano dai bisogni utile solo a redistribuire tra i soliti noti, cominciando dal sempiterno Pettinari, piccoli poteri di sottogoverno.Nelle prossime settimane Rifondazione proverà ad aprire la strada per questo confronto, consapevole dei sui limiti, certa che solo con un atto di autonomia la sinistra possa ritrovare un senso.

04/08/2016 10:24
I parlamentari marchigiani del Pd interrogano sul trasporto pubblico locale

I parlamentari marchigiani del Pd interrogano sul trasporto pubblico locale

La difficile situazione del trasporto pubblico locale marchigiano è oggetto di un’interrogazione presentata in questi giorni dagli Onorevoli Manzi, Carrescia, Lodolini, Morani, Petrini ed Agostini, indirizzata al Ministero dello Sviluppo economico e al Ministro dell'economia e delle finanze.I parlamentari marchigiani del Partito democratico hanno in tal modo voluto evidenziare le loro perplessità circa la riduzione dei finanziamenti statali destinati alla Regione Marche, per il 2016, a seguito della ripartizione dell’apposito Fondo unico nazionale.Nonostante vada nella giusta direzione lo stanziamento da parte di Governo di ulteriori risorse per l'anno 2016 destinate ad incrementare il fondo per il trasporto pubblico locale da ripartire tra le regioni a statuto ordinario, secondo gli interroganti occorrerebbe fare uno sforzo ulteriore, soprattutto a favore di aree che  pur comportandosi in maniera virtuosa, come le Marche, oltre ad un deficit di funzionamento del TPL presentano anche un forte deficit infrastrutturale rispetto ad altre regioni, anche del centro Italia.La riduzione dei finanziamenti statali, evidenziano i parlamentari dem, comporta inevitabilmente una contrazione del servizio oltre che l'impossibilità di investire sull'implementazione degli utenti e delle corse che rischiano pertanto di ridursi sensibilmente il prossimo anno, con conseguenze particolarmente gravi soprattutto per le zone dell'entroterra.Si rischia di compromettere seriamente il futuro del trasporto pubblico locale marchigiano e con esso quello degli operatori del settore, ormai in affanno, e degli operatori economici che basano la propria attività anche sulla rete di mobilità regionale, per questo appare fondamentale, sostengono i parlamentari, che il Governo ponga in essere misure capaci di ristabilire un trattamento economico più omogeneo nella ripartizione del Fondo nazionale per il TPL, attraverso un incremento delle risorse destinate alla Regione Marche oppure mediante il superamento del criterio della spesa storica, dato che, con questo tipo di ripartizione, regioni virtuose come le Marche, che hanno da sempre cercato di ridurre gli oneri dello Stato sulle spese relative al settore trasporti, si ritrovano ingiustamente penalizzate e con esse gli operatori del settore ed economici a vario titolo coinvolti.

03/08/2016 15:52
Polizia stradale di Porto Recanati, per la Lega "un presidio indispensabile"

Polizia stradale di Porto Recanati, per la Lega "un presidio indispensabile"

Arriva agli atti della Regione Marche una mozione a firma della Lega Nord-Marche che solleva il caso della annunciata chiusura del Presidio di Polizia Stradale di Porto Recanati. I tagli alle forze dell'ordine sono deleteri soprattutto in un periodo come quello contemporaneo – affermano i tre consiglieri leghisti firmatari della mozione – ma per Porto Recanati la situazione appare ancora di più allarmante. Difatti nel documento presentato i consiglieri Luigi Zura Puntaroni, Sandro Zaffiri e Marzia Malaigia, spiegano che tale “razionalizzazione” delle forze dell'ordine in questa zona risulta invece insensata e illogica in un contesto come quello attuale e in un'area geografica molto complessa e interprovinciale.Difatti la Polizia Stradale di Porto Recanati è giornalmente impegnata in un'attività di forte presidio del territorio caratterizzato da evidenti criticità come il complesso dell'Hotel House; questo palazzo-quartiere necessita di costante monitoraggio a causa della presenza di immigrazione clandestina, spaccio e forniture di droga, azioni delinquenziali.La posizione strategica del Comando, posto lungo la Statale Adriatica, permette inoltre un veloce intervento al fine della sicurezza stradale. Numerosi sono i report che indicano le azioni di prevenzione con sequestri di patenti, test alcolimetrici, sequestri di materiale illegalmente trasportato, assenza di patenti o assicurazioni auto. Ulteriori forti azioni svolte dagli uomini della Polizia Stradale in zona sono quelli della tutela della popolazione in orari di “movida notturna” al fine della sicurezza e del rispetto delle norme per la popolazione residente.Per la Lega Nord Marche il Presidio di Porto Recanati è localizzato in maniera strategica ed in area interprovinciale: basti pensare al vicinissimo casello autostradale denominato “Loreto-Porto Recanati”. Altre azioni consistono nel recarsi nei luoghi teatri di incidenti stradali, come  ad esempio la cosiddetta “Strada dei Pali” che interessa le due province di Ancona e Macerata.In un contesto storico nel quale le forze dell'ordine si trovano oberate di lavoro e con organici ridotti e in cui è in vigore l'allerta terrorismo che vede molti uomini superimpegnati sul campo, continuano i consiglieri leghisti, la necessità di un rafforzamento del Presidio in un territorio così strategico sarebbe il comportamento più sensato da attuarsi.Per il gruppo della Lega è doveroso, da parte della Regione Marche far sentire la presenza, in momenti come quelli contemporanei, delle istituzioni sopratutto in aree geografiche “sensibili” e in una città che risulta tra i poli attrattivi maggiori, nel bene (per turismo e benessere) e nel male (per i problemi sociali succitati), della Provincia di Macerata.Nella mozione qundi la Lega Nord chiede a Ceriscioli e alla Giunta Regionale tutta, di innanzitutto voler condividere le preoccupazioni e la volontà di far rimanere il Presidio di Polizia Stradale a Porto Recanati. Si chiede pertanto di attivarsi presso il Ministero dell'Interno a far presente la volontà dell'Assemblea e della Giunta Regionale dei rischi derivanti dalla chiusura della Polizia Stradale di Porto Recanati; di evidenziare presso tutte le sedi competenti nella risoluzione della questione, l'importanza strategica del Presidio di Porto Recanati.La Lega Nord – Marche - chiede pertanto il mantenimento ed il potenziamento dell'attuale organico di personale della Polizia Stradale medesima considerati i turni pesanti ed effettuati nelle ore notturne.

03/08/2016 14:04
Giorgio Gori accolto dalle bellezze di Macerata

Giorgio Gori accolto dalle bellezze di Macerata

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, in visita a Macerata su invito del direttore artistico del Macerata Opera Festival, Francesco Micheli, è stato ricevuto questa mattina in Comune dal sindaco Romano Carancini e dal  vice sindaco Stefania Monteverde.Gori, accompagnato dal suo capo di gabinetto, Christophe Sanchez, nel pomeriggio di ieri ha avuto modo di conoscere e salutare i componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Sferisterio e in serata ha partecipato, a La Villa di Cesolo, all’evento Il Trovatore visto da Montale organizzato per celebrare i 50 anni dalla pubblicazione degli Xenia del poeta italiano a San Severino Marche.Questa mattina, dopo aver incontrato allo Sferisterio il sovrintendente Luciano Messi, il primo cittadino di Bergamo ha visitato i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi per essere poi accolto in Comune dal sindaco Romano Carancini e dal vice sindaco Stefania Monteverde e alle 12 ha assistito, dal balcone del palazzo municipale, al carosello dei Magi.Nel corso dell’incontro, il sindaco Carancini ha illustrato al gradito ospite le tappe che hanno portato  al ricollocamento dell’orologio planetario sulla torre civica e insieme hanno parlato dello Sferisterio, della crescita del Macerata Opera Festival e del suo artefice, Francesco Micheli, da due anni direttore artistico anche del Bergamo Musica Festival.A Giorgio Gori il sindaco ha donato una copia del volume La cartografia di Matteo Ricci.Nel pomeriggio Giorgio Gori proseguirà il suo viaggio nel Maceratese e visiterà l’azienda Rainbow di Iginio Straffi, mentre a Recanati, a casa Leopardi, incontrerà il sindaco Francesco Fiordomo. Alle 19.30 è atteso a Urbino alla Festa dell’Unità dove sarà in compagnia del sindaco Matteo Ricci.

03/08/2016 13:47
Ancora bagarre su Gentiloni. Il Pd: "Abbiamo chiesto chiarimenti e dal sindaco riceviamo insulti"

Ancora bagarre su Gentiloni. Il Pd: "Abbiamo chiesto chiarimenti e dal sindaco riceviamo insulti"

Ancora bagarre sull'ormai famigerato pranzo allestito in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria al ministro Paolo Gentiloni. Il Pd, come noto, ha presentato una interrogazione a risposta scritta, ma nel frattempo è arrivato un comunicato stampa del Comune in cui si cercava di spiegare la spesa di 1900 euro dalle casse comunali. Una nota che non è piaciuta, nel contenuto e nei toni, al gruppo consiliare di minoranza."Sull’organizzazione di un evento condiviso ed importante per la nostra città avevamo chiesto, per il buon nome dell’istituzione Comune, soltanto dei chiarimenti ma, come al solito, abbiamo ricevuto insulti.Caro Sindaco" affermano i consiglieri del Pd "a norma di regolamento i Consiglieri comunali hanno un solo atto formale per richiedere informazioni a chi governa la città ed è l’interrogazione consiliare.In maniera condivisa e convinta abbiamo deciso di concedere la cittadinanza onoraria al Ministro degli Esteri On. Paolo Gentiloni Silveri che reputiamo un "orgoglio cittadino".Ci siamo permessi di chiedere dei chiarimenti per un fatto che ci sembrava e ci sembra quantomeno anomalo. Abbiamo chiesto di spiegare a noi, e ai cittadini, come alcune somme di denaro pubblico (peraltro non elevate!) fossero state utilizzate. Tutto qua. Nessun polemica, nessuna voglia di speculare sulla vicenda, ma solo la necessità di fare chiarezza. Da quanto risposto dal Sindaco non si comprende affatto quanti e, soprattutto, quali soggetti siano stati ospiti della collettività. Ci consenta di dire che non è corretto definire un pranzo “alla romana” quando oltre cinquanta persone, su un totale di circa ottanta, non pagano.Caro Sindaco, non siamo affatto invidiosi delle nuove usanze semplicemente perché nuove non sono. Anche noi ci siamo sempre pagati i pasti, abbiamo utilizzato le nostre auto e i nostri telefoni. Semplicemente non lo urlavamo ai quattro venti come fa lei per auto elogiarsi.Non siamo affatto orgogliosi del fatto che ogni sua uscita sia accompagnata da una porchetta da distribuire al “popolo affamato” e non siamo nemmeno orgogliosi della nuova usanza con cui i suoi sodali (assessori e consiglieri) offendono ed inveiscono, in maniera ignobile, contro tutti quelli che si permettono di dissentire. Altro che orgoglio, di tutto questo ci vergogniamo pure.Lo scopo dell’interrogazione era anche quello di sollecitare l’amministrazione a spiegare come fossero stati utilizzati i soldi pubblici in una circostanza che ha provocato polemiche e dissensi, peraltro, in settori politici diversi dal nostro.Ci rendiamo conto, per l’ennesima volta, che la Sua non è e non sarà mai una voce autorevole. E’ soltanto una persona in grado di inveire, far demagogia e dividere la città".

03/08/2016 13:41
Anche Silenzi contro Morgoni: "Nel Pd è lui l'unico capocorrente di una organizzazione parallela"

Anche Silenzi contro Morgoni: "Nel Pd è lui l'unico capocorrente di una organizzazione parallela"

Le dichiarazioni del senatore Mario Morgoni non hanno lasciato indifferenti diversi esponenti del Partito Democratico, chiamati direttamente in causa dall'ex sindaco di Potenza Picena sulla vicenda relativa al rinnovo del consiglio provinciale.Uno di questi è il vicesindaco di Civitanova, Giulio Silenzi, al quale Morgoni si era rivolto, chiedendogli se gradisse la candidatura di Pettinari."Morgoni si avvale di un privilegio rispetto a tutti noi" dice Silenzi "quello cioè di non partecipare alle riunioni - evitando così i confronti diretti di cui si nutre la democrazia - per affidarsi ad articoli contro il partito e quanti lo rappresentano. Ultimamente Morgoni si accoda alla moda facendo "il grillino" della situazione. Contesta i capi corrente quando l’unico, vero, capo corrente è lui in una sorta di organizzazione parallela che cerca di decidere su tutto. La vicenda delle Provinciali è molto chiara. La direzione del Pd di Macerata, circa un mese fa, aveva deciso di considerare chiusa l’esperienza di Pettinari e di puntare su una candidatura “politica” parlando di un sindaco Pd. Da allora, il Segretario provinciale in maniera autonoma, ha avviato una serie di consultazioni - anche su una ipotesi di candidatura -  non coinvolgendo pero' il partito di Civitanova e sembra (per quanto ho ascoltato dal suo intervento) neppure il Sindaco e il Pd di Macerata, oltre ai consiglieri di Tolentino e forse anche di Recanati. Un comportamento strano se si voleva una convergenza ampia visto che questi Comuni da soli hanno un peso elettorale determinante. Nessuna riunione è stata fatta con i consiglieri comunali del Pd dei comuni della Provincia che sono quelli che poi andranno a votare ma solo contatti con alcuni Sindaci. Si è arrivati alla direzione dell’altra sera scoprendo che il Segretario nazionale facente funzioni Guerini avrebbe telefonato a Comi, Morgoni e al Segretario Novelli che ci ha riferito (alla direzione) di essere stato invitato da Guerini a far prevalere le ragioni dell'alleanza rispetto a quelle di partito... diciamo così. Per quanto mi riguarda, in tutte le riunioni ho sempre espresso la stessa valutazione, e cioè che si doveva arrivare ad una nostra proposta, facendo anche un'ipotesi di nome. Certamente se oggi la situazione è questa Morgoni non può attribuirla a me, ci mancherebbe. Vuole attaccare il Segretario regionale che lui ha eletto ma non lo cita. Penso sia poco corretto questo modo di affrontare le questioni quando si sta in un partito e si ricopre una carica così importante. Fare i grillini è molto facile, costruire soluzioni condivise unitarie e senza primogeniture è molto più difficile e solo chi ha qualità politica e senso di responsabilità riesce a svolgere questa funzione".

03/08/2016 13:28
"Basta accuse e recriminazioni: servono soluzioni condivise": il Pd ora cerca l'unità

"Basta accuse e recriminazioni: servono soluzioni condivise": il Pd ora cerca l'unità

Da Paola Castricini, Vice Segretaria PD provinciale; Gianfilippo Simoni, Organizzatore; Bruno Prugni, Segreteria provinciale; Francesco Vitali, Presidente assemblea provinciale, e Mario Antinori, Segreteria regionale, riceviamo Le penose e irresponsabili esternazioni di qualche autorevole esponente istituzionale che a turno propongono e bocciano candidature sulla stampa, non aiutano al PD a lavorare bene nè a trovare soluzioni. Occorre fare chiarezza e finirla di scrivere sui giornali cose false. 1. il PD Marche e il PD della provincia di Macerata non sono affatto divisi. Entrambi hanno duplice obiettivo di assicurare un buon governo alla nuova area vasta e tenere unito il più possibile il centro sinistra e il partito. 2. Le strade per arrivare a questo obiettivo proposte dal segretario regionale Comi e condivise dal segretario Novelli e dal partito provinciale sono due e alternative tra loro, la prima prioritaria: a) alleanza tra gli amministratori comunali delle forze del governo regionale (PD, UDC, PSI, Liste civiche) semmai da allargare ad altre forze di centrosinistra con una lista ed un candidato di centro - sinistra. b) alleanza istituzionale tra i sindaci indipendente dal loro colore politico con una lista unica ed un candidato unitario. 3. Questa linea ribadita più volte dal segretario regionale è stata condivisa unanimemente. Pertanto se fallisce la prima occorre apprestarsi a percorrere la seconda strada, quella istituzionale. Ed è bene farlo subito fin da questa sera. 4. Nessuna candidatura PD o UDC è stata mai né avanzata né bocciata dagli organismi regionali e provinciali. Farebbero meglio a tacere i soliti protagonisti della scena mediatica che affollano il web e che tacciono durante le riunioni ufficiali. 5. Sono stati commessi degli errori dalla segreteria provinciale e vanno riconosciuti. Primo fra tutti quello di pensare di costruire una candidatura PD senza coinvolgere mezzo partito ricercando alleanze sottobanco con esponenti di Marche 2020 o della destra come Capponi, Massi e i sindaci di Loro Piceno e Morrovalle. Un tentativo di inciucio grave. 6. Ora però non è più il tempo delle accuse e delle reciproche recriminazioni ma quello di lavorare e ricercare soluzioni. Fin da questa sera.

03/08/2016 11:42
Niente benedizione all'inagurazione della superstrada: l'amarezza del vescovo di Foligno

Niente benedizione all'inagurazione della superstrada: l'amarezza del vescovo di Foligno

Forse in pochi se ne saranno accorti presi dal momento storico che stavano vivendo, ma l’apertura della SS77 è stata diversa dalle altre inaugurazioni, non solo di strade, ma anche di attività commerciali o industriali. La cerimonia, per quella che sembra sia stata una scelta della presidenza del consiglio, è stata totalmente laica, senza benedizione religiosa.Il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, ha rilasciato un’intervista a “Radio Gente Umbra” (emittente della diocesi) raccontando che la sera antecedente al grande evento ha ricevuto la comunicazione dall’Anas che la mattina successiva non ci sarebbe stato il rito cristiano previsto invece precedentemente. “Seppure con serena amarezza – ha spiegato il vescovo– ho comunque voluto partecipare a quel momento, visto che negli anni ho celebrato più volte l’Eucaristia all’interno dei cantieri delle gallerie, insieme agli operai, in occasione della memoria di santa Barbara”.Monsignore Sigismondi è comunque andato alla cerimonia e nel silenzio ha voluto benedire la struttura recitando una preghiera che prende spunto dal cammino lauretano che in passato i pellegrini hanno solcato proprio sulla stessa via, dall’Umbria alle Marche. Gli sarebbe infatti piaciuto chiamare la strada Freccia Lauretana: “Seppure nel silenzio ho comunque benedetto quella strada,- continua nell’intervista- già benedetta dai pellegrini che ne hanno tracciato il percorso e dal sudore della fronte di chi l’ha realizzata. Le radici cristiane della nostra terra non possono essere ignorate, calpestate o sradicate: soltanto un’identità spirituale, e dunque culturale, più chiara e serena, senza complessi, è la via maestra, l’autostrada, per continuare ad attraversare i giorni della storia”.La preghiera ideata dal vescovo recita: “Dio di infinita Misericordia, che sei sempre vicino ai tuoi figli pellegrini nel tempo e nello spazio, benedici quanti hanno progettato e realizzato questa arteria stradale che, correndo lungo il tracciato dell’antica Via Lauretana, merita il nome di Freccia Lauretana. Accogli in Paradiso coloro che sono morti nei cantieri di questa grande opera e concedi ai loro familiari di fermarsi nell’area di servizio della speranza Pasquale. Accompagna quanti transiteranno per questa via che collega l’Appennino all’Adriatico, unendo l’altezza e la bellezza dei monti alla profondità e alla limpidezza del mare. Il tuo Angelo santo li preceda e li accompagni. Amen”

03/08/2016 11:26
La Lega: "Sull'ex Ente Fiera ancora una volta l'amministrazione non ascolta i cittadini"

La Lega: "Sull'ex Ente Fiera ancora una volta l'amministrazione non ascolta i cittadini"

Dalla Lega Nord di Civitanova Marche riceviamoIn merito alla questione della riqualificazione dell'ex Ente Fiera, la Lega Nord, pur dichiarandosi d'accordo per la sua acquisizione dalla Regione, due terzi circa del comparto, infatti, sono di proprietà della Regione, tuttavia, con riguardo alla sua nuova destinazione d'uso, ipotizzati parcheggio e giardini, NON CONDIVIDE la decisione dell'Amministrazione Corvatta, la quale, ancora una volta, preannuncia di voler fare e disfare SENZA ASCOLTARE i Cittadini. L'ex Ente Fiera rappresenta, infatti, un importante punto strategico per Civitanova e, pertanto,un punto cardine del programma della Lega Nord, la quale vuole il rilancio commerciale del "Centro della Città", ingiustamente penalizzato dalla realizzazione del "centro commerciale Cuore Adriatico". Del resto un'Amministrazione uscente, a pochi mesi dalla fine del suo mandato, non dovrebbe prendere decisioni così importanti senza suscitare un ampio dibattito, e quale occasione migliore della imminente campagna elettorale? Si dicono "democratici" i Signori che amministrano la Nostra Città... Ebbene? Ne diano "PROVA"  !!!

03/08/2016 11:16
Morgoni al veleno: "Sulla vicenda Pettinari tutta l'ipocrisia di un partito penoso come il Pd"

Morgoni al veleno: "Sulla vicenda Pettinari tutta l'ipocrisia di un partito penoso come il Pd"

"Personalmente ritengo che la scelta di Pettinari non sia sostenibile. E ad oggi nessun dirigente o amministratore del Partito Democratico ha mai detto che dobbiamo convergere su Pettinari. Se questo non è vero, che qualcuno mi smentisca. Se l'indicazione è invece questa e non viene detto chiaramente, allora io dico che tutti coloro che la avallano sono degli ipocriti e si cerca di turlupinare i cittadini": parole e musica del senatore Mario Morgoni che non le manda di certo a dire e prende una posizione netta, inequivocabile, durissima anche contro il suo partito che, nella riunione di lunedì sera, avrebbe scelto di puntare sul presidente uscente della provincia di Macerata, sbugiardando la segreteria provinciale che solo ventiquattro ore prima annunciava di volere un sindaco del Pd alla guida della nuova provincia di Macerata."Ieri pomeriggio (lunedì, ndr) ho parlato personalmente con Lorenzo Guerini e smentisco categoricamente che Renzi abbia dato indicazioni su Pettinari. Guerini molto più semplicemente mi ha detto 'sbrigatevela voi' con i vertici regionali del partito, da Ceriscioli a Comi. Io personalmente ho ribadito a Guerini che la scelta di Pettinari non è sostenibile. Aggiungo anche che il tavolo regionale della coalizione non ha nessuna funzione nel dare direttive: sarebbe una prevaricazione intollerabile. Il tavolo può fare ragionamenti e analisi: non decide un bel niente.La provincia oggi diventa area vasta e questa trasformazione radicale ha portato funzioni nuove e un ridimensionamento del profilo politico dell'ente. Questo dovrebbe indurre i partiti ad avere un ruolo non preponderante. Capito questo e capito che la trasformazione l'ha voluta il Pd all'interno della riforma costituzionale, è lo stesso Partito Democratico che deve rivendicare la guida di questa nuova entità e non consegnarla a chi ha ostacolato il percorso delle riforme. Non può esserci continuità, altrimenti questa operazione prende il nome di trasformismo. Dobbiamo dire no alla politica dell'ambiguità e del sotterfugio. E bisogna anche interrogarsi sul profilo etico di un partito. In questo passaggio c'è in gioco il profilo etico dei dirigenti del Partito Democratico.L'operazione deve essere trasparente: se la scelta è quella di Pettinari, che lo si dica chiaramente. Così è tutto troppo comodo: ognuno si prenda le sue responsabilità. Giulio Silenzi, Sara Giannini, cosa dicono? Pensano che Pettinari sia il candidato migliore? Io non voglio sacrificare la mia dignità per questi giochi. Sono sempre più convinto che serva una forte spinta innovativa al nostro. partito. In provincia di Macerata, il Partito Democratico soffre dei mali della vecchia politica con logiche che sono estranee ai cittadini e agli elettori. C'è bisogno di un grande cambiamento anche in questo nostro Pd. Io a 62 anni non sono di certo in cerca di prospettive per me, ma la passione non si può affossare. Ritengo che anche la delegittimazione del segretario provinciale Settimio Novelli porti a riflettere: magari qualcuno pensava di avere in mano uno strumento docile da usare a proprio piacimento, ma non è così e ieri è stato oggetto di denigrazione anche da parte di chi prima lo aveva sostenuto.Serve un ripensamento totale del partito in provincia di Macerata: oggi è penoso. Oggi siamo penosi, perchè anch'io sto dentro il Pd. Diciamo le cose come stanno, perchè stiamo facendo brutte figure verso l'opinione pubblica.Io continuo la mia battaglia. Anzi continuo e la rilancio perchè, alla luce di quanto sta accadendo negli ultimi giorni, la situazione è peggiore di quanto potessi immaginare. L'operazione Pettinari non è sostenibile e non ha avallo. Si sta interessando della questione anche Lorenzo Cesa: significa che anche le mummie del museo di Torino hanno possibilità di un ritorno a una breve sopravvivenza... Non ci dimentichiamo che lo stesso Cesa è uno dei promotori del comitato per il No al referendum. Queste cose le ho dette chiaramente anche in coalizione e non ho ottenuto grandi consensi, ma non me ne preoccupo. Ho sempre preferito essere amato e rispettato dai cittadini. Ma continuo e continuerò a non prendere ordini da nessuno. Paradossalmente neanche da Renzi". E per chiudere, Morgoni comunica che Lorenzo Guerini, dopo aver letto l'articolo di Picchio News (qui) gli ha detto chiaramente che ieri ha parlato solo con lui.Prendiamo ovviamente atto delle dichiarazioni di Guerini e Morgoni, confermando però quanto abbiamo scritto nell'ennesimo capitolo di una saga che sembra non chiudersi e che sta animando l'estate politica maceratese.

02/08/2016 18:23
A Macerata, Renzi contro i renziani: "Scelgo Pettinari"

A Macerata, Renzi contro i renziani: "Scelgo Pettinari"

Tutti insieme appassionatamente. Alla fine Renzi dice no alle scelte dei renziani e il Pd provinciale, unito, si trova a convergere sul nome di Antonio Pettinari alla presidenza della nuova provincia di Macerata. Elezione che, ora, rischia di trasformarsi in un vero e proprio plebiscito.Niente onte da vendicare, nessun tradimento da lavare col sangue. La direzione provinciale del Partito Democratico ieri sera avrebbe scelto una strada ben precisa, antitetica a quella preannunciata dal segretario provinciale Settimio Novelli con lo scarno comunicato di domenica scorsa con il quale Pettinari veniva scaricato contestualmente alla scelta di un sindaco Pd quale candidato alla presidenza della Provincia. Nel bel mezzo della discussione, sarebbe arrivata la telefonata del vice di Matteo Renzi, Lorenzo Guerini, con la quale si è posta definitivamente fine alla diatriba: il Pd deve appoggiare Pettinari, mantenendo fede alla coalizione di centrosinistra. Niente salti in avanti. E segreteria provinciale costretta a fare un deciso dietrofront, dopo la spavalda sortita di appena ventiquattro ore prima.In pratica, Guerini non avrebbe fatto altro che confermare quanto scaturito nel pomeriggio di ieri a Civitanova dal coordinamento dei segretari regionali delle forze politiche che sostengono l'attuale governo regionale, ovvero Pd, Udc, Psi, Idv, Liste civiche, Popolari e Verdi, dove tutti avevano convenuto "di continuare la collaborazione politica anche per le prossime elezioni provinciali di Macerata ed espresso giudizio positivo sul governo provinciale uscente". Il tavolo invitava "i segretari delle rispettive forze politiche provinciali a ricercare con determinazione una soluzione unitaria per il rinnovo degli organi di governo dell'area vasta n.3". Senza mai nominarlo, Pettinari ha ricevuto qui l'investitura ufficiale per la ricandidatura. Confermata poi, qualche ora più tardi, anche dal direttivo provinciale del Pd. Dove, fra l'altro, anche il sindaco di Macerata Romano Carancini avrebbe espresso la sua preferenza ad un dialogo con Pettinari, cosa che non ha mai nascosto di voler fare anche nel recente passato.Si spengono così, probabilmente in maniera definitiva, le ambizioni del senatore Morgoni di ricompattare l'area renziana, con lo stop arrivato dallo stesso Renzi. La strategia, avvalorata in maniera consapevole o no dal segretario provinciale Settimio Novelli, avrebbe dovuto portare il sindaco di Monte San Giusto ai vertici della provincia di Macerata. Ma il disegno di una fronda di ultrarenziani si è infranto sul nome di Pettinari e proprio sul Premier. Con buona pace anche di quella frangia di sostenitori "trasversali" che Gentili avrebbe trovato a sostenerlo in un eventuale duello con il presidente uscente per il quale ora si prospetta una riconferma a stragrande maggioranza.Se la sinistra (centro) non ride, la destra (centro) non sta meglio. Anche il dibattito (?) interno a Forza Italia vede anime diverse e contrastanti a confronto. La coordinatrice provinciale di Macerata, Lorena Polidori, infatti dichiara "in merito alle vicende del rinnovo dell'amministrazione provinciale prendo atto che il coordinamento regionale ha pensato di prendere posizione invitando gli amministratori di centrodestra a presentare una propria lista. Le modalità e la tempistica mi sono sembrate discutibili, ma la scelta di merito la trovo particolarmente votata ad un ulteriore isolamento. Una presa di posizione così impegnativa meritava, secondo me, una attenta e ponderata riflessione. Ma soprattutto una larga condivisione da parte dei nostri amministratori. Se il coordinamento regionale ha pensato di non procedere ad alcun dibattito avrà avuto - immagino - le sue buone ragioni. Che personalmente non condivido. A mio avviso i primi passi per ricostruire la casa dei moderati passava per un accordo istituzionale e non politico (ci tengo a sottolinearlo) con i centristi dell'Udc".E fra i due litiganti compare anche l'ex sindaco di Sant'Angelo in Pontano Simone Livi, oggi leader di Azione in Movimento, che chiama a raccolta tutti gli amministratori "scontenti" per fare un'altra lista, raccogliendo anche diverse adesioni. Giovedì ci sarà un incontro: se son rose... 

02/08/2016 15:37
Cittadinanza a Gentiloni: i 1900 euro usati "per le autorità la cui presenza è prevista dal rigido protocollo"

Cittadinanza a Gentiloni: i 1900 euro usati "per le autorità la cui presenza è prevista dal rigido protocollo"

Dal Comune di Tolentino riceviamoIl conferimento della cittadinanza onoraria all'on. ministro Paolo Gentiloni ha costituito un momento di orgoglio per la Città di Tolentino. In quella circostanza si sono riallacciati contatti ai più alti livelli istituzionali, con l'onestà e la serietà che contraddistingue l'Amministrazione Pezzanesi che, come portato a conoscenza dei cittadini in più occasioni, dall'insediamento ad oggi  ha sempre provveduto a pagare a proprie spese carburanti, telefonia, ecc.“Sono gesti dovuti, nel rispetto della cittadinanza, normali per come siamo abituati a comportarci, per chi fa politica per passione e non per denaro”, afferma il Sindaco Pezzanesi.  Nonostante ciò, l'occasione ha costituito motivo di polemiche per chi a tutti i costi deve sparare contro qualcuno. Primo il PD che ha presentato una specifica interrogazione in merito alla spesa per il pranzo offerto i cui consiglieri presenti alla circostanza hanno pagato come tutti gli altri amministratori locali. Forse per questo urtati dalla nuova usanza? L'Amministrazione nella sua espressione del Sindaco, degli assessori, dei consiglieri comunali tutti, dei collaboratori e degli amministratori locali intervenuti, si è premurata di pagare personalmente il pranzo. La spesa sostenuta dal Comune, pari ad € 1890,00 è relativa alle autorità la cui presenza è prevista dal rigido protocollo del cerimoniale qualora l'ospite sia uno dei più elevati ranghi istituzionali. E' evidente che tale cifra comprende anche il pranzo per tutti gli addetti alla scorta dell'On. Ministro e agli altri componenti delle forze dell'ordine addetti alla sicurezza, oltre ad un numero esiguo di diretti invitati del Ministro. Si tiene a puntualizzare che la famiglia del consigliere Alessandro Massi, presente sia a titolo istituzionale che per il legame familiare con il Ministro ha pagato di proprio conto.

02/08/2016 14:13
Accordi... "stonati" per la nuova Provincia

Accordi... "stonati" per la nuova Provincia

Come già annunciato prima delle amministrative, il segretario provinciale del PD licenzia Antonio Pettinari. Lo fa con un freddo, sintetico comunicato nel quale cerca di coinvolgere nella decisione, oltre la segreteria anche i parlamentari e non meglio precisati “rappresentanti” regionali. La decisione c’è, il comunicato pure, ma dentro monta tutta la rabbia ed il disappunto degli esponenti di spicco democrat della provincia. È una decisione infatti che passa sopra le teste dei sindaci delle tre principali città: Macerata, Civitanova e Recanati. Presa, se non in solitudine, quantomeno in assoluta minoranza. Pare che il dominus della situazione sia una new entry della segreteria. Si tratta dell’architetto Mario Montalboddi, il quale tanto si è speso e si sta spendendo per portare il sindaco di Monte San Giusto al vertice della nuova provincia. Pare addirittura che abbia detto che se Gentili non verrà eletto presidente, lui strapperà la tessera del PD. Le recenti vicende del comune di Monte San Giusto, si intersecano in qualche maniera anche con l’attività professionale dell’architetto Montalboddi. Capita verso la fine di gennaio, quando il sindaco Gentili revoca dal suo incarico l’assessora Federica Trifogli. Le deleghe (lavori pubblici, ambiente e manutenzione) passano in mano alla neo nominata Claudia Re. La Re è geometra e incidentalmente, dal 2007, è anche socia attiva dello studio di progettazione ENTER s.r.l. di cui l’architetto Montalboddi è amministratore delegato.Dunque l’ex assessore alla cultura di Corridonia, Mario Montalboddi, diventato poi progettista del centro commerciale Corridomnia, oggi siede nella direzione provinciale del PD. Egli, trasferito il suo studio a Monte San Giusto, in veste di uomo politico, sponsorizza la candidatura del suo sindaco. Sindaco che ha tra i suoi primissimi collaboratori in materia di lavori pubblici, ambiente e manutenzione, la socia stessa di Montalboddi, Claudia Re. Questi i fatti che chiunque può verificare tramite ricerca nel web.Le argomentazioni politiche che conducono a Gentili sono trasversali e frutti di accordi “alti e nobili” perché - come dice il senatore Morgoni – per governare la nuova area vasta non c’è bisogno di divisioni politiche, ma di ottimi amministratori. Soprattutto – aggiungiamo noi – se competenze come ambiente ed urbanistica restano ancora in capo alla Provincia. Treia città, badate bene e non più la frazione di Santa Maria in Selva diventa luogo di pellegrinaggio per siglare accordi finalizzati ad escludere Pettinari e lavare con il sangue, una volta per tutte, il tradimento patito cinque anni or sono. Il tutto, non ci stanchiamo mai di ripeterlo, in nome del buongoverno. Oppure del cambiamento. Fate voi…D’altra parte bisogna pure ricordare che il PD è il principale partito e che deve necessariamente ricoprire il ruolo di attore protagonista.Tuttavia se, poniamo il caso, si dovesse realizzare nei pressi della città di Monte San Giusto (ma nel caso si tratterebbe solo di una fortuita coincidenza) una eventuale, futura lottizzazione fotocopia di quella di Corridonia, tutti avrebbero piacere e – aggiungiamo ancora noi – interesse a far parte di questa cordata di uomini di buona volontà. I quali, messe per amor di popolo, alle spalle inutili e spiacevoli divisioni si prodigheranno tanto per creare moltissimi posti di lavoro in quei paraggi. E solo Dio sa di quanto ci sia bisogno di lavoro di questi tempi.In questo disegno non c’è posto per Pettinari perché l’accordo sta altrove. Sta con le forze che - tanto per semplificare - hanno sostenuto Spacca alle regionali.Il Partito Democratico provinciale fa parte di questo accordo con tutto il suo peso politico. Tuttavia lì dentro in troppi sottovalutano, e non poco, la vicenda.  Qualcuno al massimo la ritiene solo un banco di prova per la tenuta politica. Oppure un modo per misurare le proprie capacità e forze in vista di altri più importanti appuntamenti.La cosa che invece all’interno del PD viene spiegata molto bene a tutti è che bisogna fare quadrato attorno al suo segretario provinciale. Bisogna difenderlo ad ogni costo. E bisogna sostenerlo nelle sue decisioni anche se queste non sono mai state condivise dalla direzione provinciale.

01/08/2016 16:42
Il tavolo regionale del centrosinistra conferma la coalizione anche in provincia di Macerata

Il tavolo regionale del centrosinistra conferma la coalizione anche in provincia di Macerata

Elezioni indirette per la Provincia di Macerata, sarà riconfermata la coalizione di centrosinistra? Al tavolo regionale del centrosinistra dicono di sì. Se questo voglia dire anche una riconferma dell'uscente Antonio Pettinari, non è detto. O meglio secondo, David Favia di Popolari per le Marche, potrebbe essere una possibilità."Voglio manifestare tutto il mio compiacimento per l'esito del tavolo regionale del centrosinistra sulla provincia di Macerata dove Pd, Uniti per le Marche, Popolari Marche-Udc, Socialisti, Liste civiche, Verdi, Idv e Centro Democratico, hanno sancito il valore irrinunciabile della coalizione di centrosinistra in tutte le Marche", l'incipit della breve nota dell'ex onorevole al termine del tavolo svoltosi a Civitanova marche nel pomeriggio di oggi nella sede del Pd locale. Favia non si lascia sfuggire l'occasione per assestare una nuova stoccata in direzione di un meglio non specificato "chiunque", la cui "spallata", di certo, non "potrà mettere in crisi" questo dato di fatto sancito nel capoluogo dorico. Vale a dire, la salvaguardia dell'unità del centrosinistra in vista delle elezioni indirette per la Provincia di Macerata in calendario a fine mese. E quasi a voler tirare la volata ad Antonio Pettinari, segretario regionale dell'Udc e presidente uscente, ecco che Favia conclude la sua breve nota, inchiodando tutti. "I partecipanti alla riunione hanno dato una valutazione molto positiva dell'attività svolta dalla Giunta provinciale uscente di centrosinistra auspicandone la massima continuità".Oltre ai segretari regionali erano presenti i parlamentari Mario Morgoni e Irene Manzi, i consiglieri regionali Luca Marconi, Angelo Sciapichetti e Francesco Micucci, Gianluca Carrabs in rappresentanza dei Verdi, i delegati dei segretari provinciali di Macerata Pd e Udc, i capigruppo in Consiglio provinciale di Macerata: Massimo Montesi per il Pd e Rosalba Ubaldi per l'Udc. La nota diffusa al termine dell'incontro, firmata dai tutti i presenti, si conclude in modo più "sibillino" rispetto a quello annunciato da Favia. "Il tavolo ha invitato e delegato i segretari delle rispettive forze politiche provinciali a ricercare con determinazione una soluzione unitaria per il rinnovo degli organi di governo dell'area vasta n.3". Senza, quindi, far intravedere alcuna preferenza per Pettinari. Ma senza, ad onor del vero, affermare il contrario.

01/08/2016 16:29
Fattura da 1900 euro per il pranzo col ministro. Il Pd: "In quanti non hanno pagato?"

Fattura da 1900 euro per il pranzo col ministro. Il Pd: "In quanti non hanno pagato?"

Ognuno si è pagato il pranzo da solo, a carico del Comune esclusivamente l'ospitalità per il ministro e i suoi familiari. Poi però il Comune paga una fattura da 1900 euro al ristorante e esce fuori un'interrogazione con richiesta di chiarimenti da parte del Pd. La vicenda risale al 18 giugno scorso, quando la Città di Tolentino ha conferito la cittadinanza onoraria al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni, con successivo pranzo in un ristorante del posto. Proprio per evitare di gravare sulle casse comunali, era stato deciso che ogni invitato al pranzo avesse pagato autonomamente la quota di 35 euro. Ma, nei giorni scorsi, spunta una determina con la quale il Comune deve pagare 1900 euro. E i consiglieri comunali del Partito Democratico stamattina hanno protocollato una apposita interrogazione a risposta scritta."Vista la deliberazione della Giunta Comunale n.293 del 13 giugno 2016 con la quale l'amministrazione comunale ha disposto l'organizzazione della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria all'on. Paolo Gentiloni e vista la volontà dell'amministrazione comunale di avere quali suoi ospiti non paganti esclusivamente l'on. Gentiloni e la sua famiglia, tenuto conto della quota di partecipazione richiesta per il pranzo del 18 giugno (importo richiesto ai consiglieri Prugni, Riccio e Romagnoli di 35 euro a testa), vista la fattura emessa dal ristorante che ha ottimamente ospitato i festeggiamenti (fattura del 14 luglio 2016 di 1890,11 euro)" i consiglieri Prugni, Romagnoli, Comi, Riccio e Cesaretti "chiedono spiegazioni dettagliate circa l'importo della fattura, quante persone hanno pagato la propria quota di partecipazione al pranzo, quanti sono stati gli ospiti non paganti dell'amministrazione comunale" e ogni altro elemento utile a spiegare l'importo della fattura.

01/08/2016 13:26
Pettinari e il bilancio in pareggio: "Abbiamo fatto il miracolo"

Pettinari e il bilancio in pareggio: "Abbiamo fatto il miracolo"

Il presidente della Provincia Pettinari chiude il suo mandato con un bilancio che definisce un successo, non solo per aver rispettato la norma che prevede la chiusura dei bilanci entro il 31 luglio, ma per la gestione delle risorse a disposizione.Questa mattina, in conferenza stampa, Pettinari ha illustrato, dati alla mano, la manovra che venerdì è stata approvata dall’amministrazione e che ora passerà ai pareri della Giunta e poi del presidente del Consiglio provinciale. “Abbiamo dovuto affrontare in maniera straordinaria l’aspetto finanziario” sostiene il presidente della Provincia “partendo dal fatto che lo Stato avrebbe effettuato un prelievo di 20 milioni, una voce da aggiungere alle spese, quindi abbiamo dovuto recuperare tutto ciò che era possibile, facendo un lavoro certosino, senza toccare i soldi del patto di stabilità. Abbiamo messo in campo circa 43 milioni, di cui 20 solo quelli diretti alle casse dello Stato.”Dei 23 milioni rimanenti, 15 sono quelli che copriranno la parte corrente e 8 sono per gli investimenti. Gli investimenti sono da considerare principalmente le opere di messa in sicurezza delle scuole e il rifacimento di alcune strade, non le più trafficate, ma le più bisognose.Le entrate di pertinenza della Provincia sono storicamente quelle del RCA e delle imposte indirette per un totale di circa 21 milioni. Ovviamente questa non era una quota sufficiente per fare il bilancio, avrebbe soltanto coperto il prelievo dello Stato ed è per questo che è stato necessario trovare altre risorse, facendo ricorso all’avanzo, grazie alla nuova norma che lo concede.Tra gli interventi in bilancio: la tanto discussa palestra di Tolentino, l’ampliamento del liceo scientifico di Recanati, lavori di risanamento movimento franoso, messa in sicurezza della S.P.78 Montecosaro-Montegranaro e tanti altri.Presente anche l’assessore al bilancio Giorgio Palombini, che ha ribadito la soddisfazione per il bilancio stesso e per tutto il mandato ormai giunto al termine. Aggiunge anche che la manovra prevede la quota di 100 mila euro per la compartecipazione con la Regione e altri enti al fine di realizzare una dorsale telematica in fibra ottica, passante per il tratto ferroviario Civitanova-Albacina. Altro appunto riguarda l’utilizzo dell’avanzo, Palombini ha sottolineato come il bilancio annuale, non triennale, sia stato possibile grazie a questo piccolo tesoro, ma per il prossimo anno questo non ci sarà più e la pressione del prelievo statale sarà ancora più alta, circa 28 milioni.La vicepresidente Paola Mariani, partecipe della soddisfazione per il bilancio, ha aggiunto che “questa amministrazione ha sempre lavorato nella legalità e nel rispetto delle norme, nonostante il periodo storico difficile, visto che siamo stati eletti a luglio del 2011 e a novembre ci hanno informato che le Province sarebbero scomparse, nonostante ciò, camminando nel solco della legalità, abbiamo raggiunto ottimi risultati.”Dopo le parole della vicepresidente, Pettinari ha voluto ringraziare tutti quelli che hanno collaborato e insieme risolto i problemi intercorsi durante il mandato. Ha concluso dicendo che questo difficile bilancio è stato possibile anche grazie alle amministrazioni precedenti, le scelte fatte in passato, “la buona politica della Provincia ha permesso di arrivare a questo”.

01/08/2016 12:21
David Favia si schiera con Pettinari e lancia strali contro il Pd

David Favia si schiera con Pettinari e lancia strali contro il Pd

"Si ad Antonio Pettinari nuovo presidente della Provincia di Macerata. Il Pd non distrugga l'alleanza di centrosinistra". Questo l'incipit della nota dell'esponente dei Popolari Marche, David Favia - alla quale hanno aderito anche l'ex assessore provinciale Giovanni Torresi, l'ex consigliere provinciale di Sarnano Giacomino Piergentili e il consigliere comunale di Camerino Pietro Tapanelli - in vista delle elezioni indirette di fine agosto per il rinnovo dell'Ente provinciale. Il dibattito politico torna ad infiammarsi con i Democrat che, invece, hanno liquidato questa ipotesi. E Favia non fa certo sconti al Partito Democratico."Mentre a Roma hanno già liquidato l'autosufficienza del Pd e la conseguente legge elettorale che sarà modificata per premiare le coalizioni; mentre tutto il centrosinistra che ragiona ha capito che va rilanciata una coalizione di centrosinistra vasta perché Renzi nel ballottaggio con Di Maio è sotto di 17 punti nei sondaggi; mentre accade tutto questo, qui a Macerata ineffabili personaggi già vicini a Spacca tentano di liquidare il centrosinistra imponendo un'autosufficienza del Pd che non esiste, e per di più senza aver avuto la dignità di dimettersi dopo aver perso alle recenti amministrative tutto il perdibile e solo per arroganza", l'incipit del j'accuse di Favia, che prosegue nell'affondo. "Peraltro, il Pd maceratese smentisce se stesso liquidando di fatto una Amministrazione che ha ben governato con l'apporto importante proprio del Pd e dimostra di essere lontano dalla gente e dalle Amministrazioni comunali che hanno apprezzato l'Amministrazione Pettinari e ne vogliono la continuità per ultimare il programma. Nessuno dimentichi poi che alle regionali il Ppd è rimasto sotto la soglia minima del premio di maggioranza e che ha vinto solo grazie agli alleati e che peraltro sta gestendo questa vittoria come fosse la sua e non degli alleati". Secondo Favia, dunque, bisogna cambiare passo, a partire da Macerata. "Io sposo decisamente la candidatura di Pettinari per due ordini di motivi: primo perché è una persona onesta, esperta e capace e in questo momento, per completare i progetti avviati, pur nelle ridotte competenze delle nuove province, occorre una persona capace ed esperta e non un novellino; secondo perché Pettinari è il segretario del più importante alleato del Pd nel centrosinistra; e poiché il Pd ha già quattro presidenze su cinque delle province marchigiane non esiste che pur in presenza di un candidato capace come Pettinari la presidenza vada al Pd anche in provincia di Macerata dove Popolari Marche ha la massima forza". Favia si spoglia dell'amicizia che lo lega al segretario regionale dell'Udc e propone un ragionamento politico. "Io aderisco convintamente al centrosinistra e gli voglio bene: però il centrosinistra non è solo il Pd, che peraltro è in crisi di consensi, ma è la composizione di più sensibilità ognuna delle quali ha una casa. Cinque anni fa, assieme a Palmiro Ucchielli e contro la volontà di Spacca, lanciammo la presidenza Pettinari per un centrosinistra con un centro forte, portando l'Udc dentro la coalizione e sono convinto che questa formula, che qualcuno vuole liquidare, sia la più adatta a governare sia l'Italia che le periferie, allargata alle liste civiche e, perché no, anche a sinistra. In questa fase, a Macerata, si scontrano due laboratori, uno, quello dell'autosufficienza del Pd, già morto; l'altro, quello della pari dignità nell'ambito di un'alleanza allargata di centrosinistra che a mio giudizio è vincente". Domani, lunedì primo agosto, si riunirà il tavolo regionale del centrosinistra e Favia si lancia in un auspico, ma soprattutto in una coda polemica al veleno. "Auspico che questo tavolo sposi la linea della coalizione e, quindi, esplicitamente, della candidatura Pettinari che vincerà comunque queste elezioni sconfiggendo il Pd di Macerata che non è il Pd regionale e che non è unito. Pettinari vincerà, anche in maniera "istituzionale" perché il suo prestigio è trasversale e raccoglierà consenso anche di parte del Pd maceratese, ma nonostante la protervia e la poca lungimiranza di qualcuno, vincerà come candidato offerto dal centrosinistra che ragiona".

31/07/2016 12:42
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