Da Massimo Montesi, consigliere provinciale del Partito Democratico, riceviamoNon sono stati ritenuti sufficienti, evidentemente, i continui interventi sulla stampa prima e dopo le elezioni provinciali, che si sarebbero dovuti evitare e che hanno portato solo dei danni al Pd ed allo stesso risultato non positivo. Dopo il voto, scopriamo che alcuni del Pd, invece di discutere e cercare di capire i motivi di tale insuccesso, si sono prodigati nello stilare un documento e su questo raccogliere le firme, anche queste poche a dire il vero, per chiedere la verifica della alleanza e del governo regionale e il congresso provinciale, condito da accuse tanto velenose quanto generiche su presunti tradimenti di amministratori del Pd non precisati.Non è mai stata mia abitudine, scrivere sui giornali, consapevole del danno che questo arreca al Pd e penso anche dell’insignificanza e anzi delle reazioni negative di chi legge, che non può che pensare al nostro partito come il luogo del cinismo, delle piccolissime e negative manovre e ambizioni personali. Continuerò a fare così, e le mie riflessioni sul voto, sul perché di questo insuccesso e sulle cose da fare le farò nella prima occasione utile e negli organismi previsti, prima di pubblicarle. Sulla presunta teoria del complotto però e dei traditori un accenno solo, perché mi pare centrale partire dai numeri: la lista del Pd, ha preso circa 29.000 voti ponderati pari al 44 per cento, e la nostra candidata Ornella ne ha presi circa 32.000 pari al 44 per cento, non capisco dove sarebbero i traditori. Il dato invece che tutti ricordiamo nella fase della discussione e delle decisioni: gli attuali protagonisti molto combattivi ostentavano alleanze trasversali con gli amministratori di centro destra che puntualmente si sono rivelate assolutamente inventate.Inoltre, il dubbio che viene: è veramente mai interessato del risultato delle elezioni provinciali o fin dall’inizio gli obiettivi erano, purtroppo e miseramente, molto più personali e meno nobili, e dovevano passare per una crisi del Pd provinciale e con questa sperare di poter conservare o piazzarsi su qualche poltrona ambita?Rimane una sensazione di inadeguatezza complessiva di una classe dirigente. Amministratori che devono rispondere del loro operato ai cittadini, e senza alcuna retorica, pensiamo ai comuni e ai cittadini colpiti dal terremoto, ma prima e da molto tempo, da una crisi profonda, da una insicurezza economica e sociale, dall’assenza di servizi o di risposte; che chiedono una verifica del governo regionale nel momento della necessità assoluta della presenza e di interventi celeri e positivi da parte di chi ha responsabilità di governo.Infine un appello, fermatevi, fermiamoci, alle persone normali queste cose non interessano, diamo risposte da amministratori e esercitiamo il ruolo per il quale abbiamo, tutti, ricevuto il mandato.
Da Lorena Polidori, coordinatrice provinciale di Forza Italia, riceviamoNon è mio costume e soprattutto non appartiene alla mia sensibilità personale, prima che politica, inserirmi in dibattiti che non riguardano il mio partito. Soprattutto non avrei mai pensato di essere costretta a puntualizzare concetti che, pure ai bambini, dovrebbero essere ovvii. Tuttavia le polemiche degli ultimi giorni all'interno del Partito Democratico provinciale hanno trovato oggi il loro punto massimo di crisi che non riguarda solo loro, ma mette in discussione la tenuta della maggioranza che governa la Regione Marche.Proprio pochi giorni fa abbiamo seppellito le vittime del terremoto che ha distrutto interi paesi in provincia di Ascoli Piceno e ha reso inagibili moltissime abitazioni in diversi centri della nostra provincia. La politica e tutti coloro che fanno politica hanno il dovere morale di rispettare i lutti e di operare con gesti concreti di solidarietà affinché i gravi disagi che hanno colpito molti nostri concittadini, siano ridotti al minimo. La gravità della situazione - che forse non appare a tutti anche nella sua complessità e ramificazione - non dovrebbe concedere un attimo di sosta a chi politicamente opera nella Regione Marche per questa finalità. Chi chiede di distogliere l'attenzione da questa unica priorità per discutere di equilibri politici in giunta regionale non si rende conto di mancare gravemente di rispetto alle persone che hanno avuto lutti o danni. E che quotidianamente si trovano ad affrontare difficoltà insuperabili. Mentre si registrano ancora intere famiglie senza tetto, parlare di improbabili verifiche è semplicemente demenziale e profondamente riprovevole.Da coordinatrice provinciale di Forza Italia - partito che in Regione sta all'opposizione - mi sento di stigmatizzare questi inqualificabili comportamenti che provengono, a mezzo stampa, da una parte del Partito Democratico. Per fortuna non da tutti. Questo è il momento dell'emergenza, della solidarietà e della fatica. È' il momento in cui tutti ci dobbiamo sentire comunità. Senza alcuna distinzione. Il presidente Ceriscioli, in questo particolare momento, è il Presidente di tutti ed ha tutto il nostro sostegno. Voglio augurarmi che si sia trattato solo di uno spiacevole, triste episodio e che per il bene di tutti non accada mai più. Invito, in proposito, la segretaria regionale del PD a vigilare e censurare, qualora capitassero ancora, queste condotte.
Dal sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi riceviamo"Dispiace proprio venire a sapere che due consiglieri regionali, nella seduta di martedì 6 settembre, abbiano citato Tolentino come caso negativo per le troppe segnalazioni di danno, invitando i tecnici a prestare la massima attenzione.Vorrei ricordare a questi consiglieri veramente troppo poco informati - commenta il Sindaco Giuseppe Pezzanesi – che la nostra Città ha subito danni molto gravi che interessano sia edifici pubblici, a partire dal Palazzo comunale dichiarato inagibile, che private abitazioni con interi condomini evacuati, sia casa coloniche che attività economiche, oltre a quasi tutto il patrimonio storico culturale comprensivo del Castello della Rancia, dei luoghi di culto, dell’Auditorium San Giacomo, di parte del Palazzo Sangallo e di Palazzo Parisani Bezzi.Diverse le strade chiuse per garantire la pubblica incolumità causa la minaccia di cedimenti strutturali di numerosi immobili e tanti gli interventi già conclusisi con l’aiuto dei Vigili del Fuoco e pronti interventi comunali per garantire la viabilità a tutto il territorio.Il ripetersi dello sciame sismico continua a provocare danni e molti cittadini si vedono costretti a richiedere approfonditi sopralluoghi per verificare la staticità delle proprie case.Invito questi Consiglieri regionali a venire nella nostra Città per rendersi conto di persona, anziché parlare a sproposito, di quello che stiamo vivendo, delle tante famiglie che stiamo aiutando a trovare una temporanea sistemazione, tra mille comprensibili difficoltà, presso strutture ricettive o appartamenti messi a disposizione dai nostri concittadini e nei casi più particolari nelle tende della Protezione Civile. Soprattutto avrebbero la possibilità di vedere al lavoro tantissime persone, numerosi volontari che con encomiabile passione e dedizione lavorano incessantemente per alleviare i disagi di chi si trova senza una casa o senza un’ azienda.Tolentino non vuole diventare un “caso”, né in positivo né in negativo. Come sempre chiede che vengano riconosciuti i diritti dei propri cittadini che nel tempo hanno dimostrato di essere una Comunità forte e solidale. Con umiltà, in silenzio e senza gesti eclatanti nonostante tantissime, persone e famiglie stiano vivendo una vera e propria tragedia personale, si sta andando avanti a testa alta. Noi stiamo cercando, lavorando 24 ore su 24, di alleviare le situazioni più disagevoli e dare risposte a chi vive le problematiche di una vita sconvolta in pochi minuti ed ora si trova a riorganizzare totalmente la propria quotidianità.Nel ringraziare sinceramente il Consigliere Sandro Bisonni che personalmente ha constatato la realtà dei fatti e dunque sa cosa sta avvenendo nella Sua Città, diffido chiunque a mettere in dubbio, senza circostanziate motivazioni, la nostra situazione solo per mettersi in mostra con qualche scellerato intervento contro una città che non conoscono e che non amano. Per difendere i diritti dei nostri cittadini siamo pronti anche ad adire le vie legali. Rinnovo comunque l’invito, a chi ha parlato senza cognizione di causa, a venire a trovarci a Tolentino per toccare con mano quello che stanno vivendo tanti tolentinati che certamente meritano di ricevere le loro scuse.
“Leggiamo con grande amarezza le dichiarazioni del Sindaco di Ussita rispetto alla nota da noi inviata al Presidente del Consiglio e al Commissario straordinario Errani per sollecitare una attenzione specifica rispetto ad alcuni dei problemi che stanno emergendo nei nostri territori a seguito del sisma, a cominciare da un allargamento dei Comuni ricompresi nell'area del cratere sismico, da cui attualmente sono esclusi tutti i Comuni della provincia di Macerata, iniziando proprio da uno dei più colpiti, Castelsantangelo suo Nera, epicentro anche di numerose scosse degli ultimi giorni”.Con queste parole gli onorevoli Carrescia, Lodolini, Manzi, Morani, Bianchi e i senatori Amati e Morgoni replicano alla nota con cui il Sindaco di Ussita, Marco Rinaldi, ha aspramente criticato la loro iniziativa ritenendola offensiva nei confronti di Ussita e della sua cittadinanza."Ci rammarica dover entrare in polemica con un Sindaco, ma riteniamo necessario offrire alcuni elementi di chiarezza al dibattito. In questo momento tutti i Comuni della provincia sono esclusi dal provvedimento di differimento dei tributi, la nostra iniziativa nasce dalla volontà di mettere in evidenza i danni subiti da una parte consistente del territorio e dai Comuni in esso ricompreso. È del resto di pochi giorni fa la dichiarazione del Presidente Ceriscioli secondo cui il territorio interessato dal sisma è molto più ampio del cratere in senso stretto e la stessa Regione ha inviato nei giorni scorsi alla Presidenza del Consiglio un elenco dei Comuni più colpiti dal sisma del 24 agosto. L'iniziativa intrapresa - come del resto recita la nota inviata - vuole sollecitare il Governo a verificare con urgenza la possibilità di estendere ai Comuni individuati dalla stessa Regione i provvedimenti che comportano la sospensione dei tributi sull'intero territorio comunale. L'aver citato il caso di Castelsantangelo - che del resto è oggettivamente uno dei Comuni più colpiti dell'intera regione - non intende mancare di rispetto a nessun amministratore o comunità della nostra provincia, ma semplicemente rappresentare ulteriormente le tante necessità ed emergenze di questa provincia. Emergenze e necessità per le quali ci stiamo adoperando dai momenti successivi al sisma, in continuo contatto con gli amministratori locali e con la Regione Marche tanto da aver ottenuto il riconoscimento, anche per la provincia di Macerata, dello stato di emergenza, inizialmente non previsto."
Un contributo di 90.000 euro destinato ad un intervento sociale immediato, da individuare, di concerto con le istituzioni locali, il più presto possibile. E’ quanto CGIL CISL UIL Marche hanno messo a disposizione delle comunità duramente colpite dal sisma del 24 agosto scorso, tra i vari interventi a tutela del lavoro e di solidarietà alla popolazione terremotata. Avviata una campagna informativa nei luoghi di lavoro di tutta la regione per sostenere la sottoscrizione nazionale promossa da CGIL CISL UIL e Confindustria, che prevede un contributo volontario pari ad un’ora di lavoro da parte dei lavoratori e un analogo contributo da parte delle imprese. I fondi raccolti saranno destinati, come in altri casi di calamità, a sostegno delle popolazioni, con interventi su servizi e strutture di pubblica utilità, in accordo con le istituzioni locali e con le autorità preposte alla ricostruzione nelle regioni colpite dal sisma.A tutela del lavoro Cgil Cisl Uil Marche hanno inoltre chiesto, a livello regionale e nazionale, l’intervento di ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori occupati in attività fortemente danneggiate o distrutte dal sisma, in prevalenza piccole imprese agricole, di allevamento, di trasformazione alimentare, oltre che di turismo e servizi. La Regione, con cui sono già fissati incontri specifici sul tema, può autorizzare in questa prima fase il trattamento di cassa integrazione in deroga per i dipendenti di imprese del turismo, del commercio, dell’artigianato, del settore agricolo e delle aziende industriali che non hanno accesso agli ammortizzatori sociali ordinari o che li hanno esauriti. Ci sono però limiti all’utilizzo in termini di durata (max 3 mesi di utilizzo), settori, risorse disponibili. Il sindacato pertanto chiede al Governo un provvedimento che preveda l’allungamento a 12 mesi del periodo massimo di cassa integrazione per i dipendenti delle aziende danneggiate, l’estensione della cig agli stagionali e a chi non ha maturato l’anzianità, ai lavoratori residenti o dimoranti nei Comuni colpiti dal sisma, che si siano trovati nella impossibilità di recarsi al lavoro per gravi motivi familiari o seri danni alla abitazione.Al contempo Cgil Cisl Uil chiedono anche la sospensione fino al 31 dicembre 2016 dell’efficacia dei provvedimenti di licenziamento, adottati in conseguenza della crisi sismica nel territorio e applicando anche a questi lavoratori l’intervento della Cig in deroga. Si attende ora che al pressing dei sindacati e delle regioni colpite, risponda il Governo con un decreto specifico e uno stanziamento ad hoc per gli ammortizzatori sociali per le aree terremotate.CGIL CISL UIL Marche mettono, inoltre, a disposizione dei cittadini ospitati nelle tendopoli o comunque colpiti dal sisma, operatori sindacali specializzati nel fornire informazioni e assistenza per pratiche ed obblighi amministrativi.
In merito alla proposta dei parlamentari del Pd a firma dei deputati Carrescia, Manzi, Lodolini, Morani e Stella Bianchi e i senatori Morgoni e Amati presentata al premier Renzi, al commissario straordinario per il terremoto Vasco Errani ed al presidente della Regione Marche con la richiesta di allargare con urgenza l’elenco dei Comuni dell’area del cratere, inserendo solo quello di Castelsantangelo sul Nera, il Sindaco di Ussita ing. Marco Rinaldi in una nota esprime tutto il suo dissenso per la sommaria ed imprecisa analisi fatta sulla reale situazione del territorio, “Ritengo la Vostra richiesta di includere solo il Comune di Castelsantangelo sul Nera tra quelli dell’area del “cratere”, assolutamente offensiva nei confronti del Comune di Ussita e della Cittadinanza tutta, - ha dichiarato il Sindaco Rinaldi - sia per l’oggettiva situazione orografica del nostro territorio, finitimo a quello epicentrale, sia per i danni reali che all’interno del territorio stesso hanno subito strutture pubbliche strategiche ed attività economiche pubbliche e private. Ancora una volta debbo, ahimè, constatare che il nostro Comune è stato ignorato e maltrattato da Chi, per dovere istituzionale, dovrebbe invece rappresentarlo a livello nazionale e regionale con la lealtà che la situazione attuale impone. Non a caso nessuno di Voi Onorevoli e Senatori e nessun rappresentante della Regione Marche, dal 24 agosto ad oggi è venuto a constatare di persona lo stato della realtà della nostra vallata.”
Il Consiglio regionale, al termine della seduta straordinaria dedicata al sisma del 24 agosto, ha approvato all'unanimità una risoluzione, sottoscritta dall'intero Ufficio di presidenza - primo firmatario il presidente dell'Assemblea, Mastrovincenzo - e da tutti i capigruppo. L'atto, rinnovando vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto, impegna l'Esecutivo regionale ad “adoperarsi affinché tutti i soggetti competenti, attori della gestione dell'emergenza e del processo di ricostruzione, operino il più celermente possibile al fine di alleviare le sofferenze e disagi” nei luoghi del sisma.Il Consiglio regionale chiede, inoltre, alla Giunta Ceriscioli “di implementare sul sito web della Regione Marche un'apposita pagina dedicata al post-terremoto, dove pubblicare tutti gli atti degli organi regionali competenti, la relativa documentazione e richiamare, con collegamenti ipertestuali, la documentazione degli organi nazionali” in modo che possano, in piena trasparenza, essere visionabili da tutti i cittadini “i contributi stanziati e gli affidamenti per lavori, servizi e forniture”. L'atto impegna la Giunta regionale “affinché chieda anche al Governo di prevedere l'implementazione di una pagina simile sui siti nazionali degli enti e organi competenti, permettendo così controlli incrociati”. Con la risoluzione - posta al voto al termine di un lungo dibattito, nel corso del quale sono intervenute tutte le forze politiche – si intende, inoltre, promuovere “iniziative di solidarietà specifiche dei singoli consiglieri” attraverso, in particolare, il versamento “di mille euro nel conto corrente della Conferenza dei Presidente delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome con l'obiettivo di raggiungere la cifra simbolica di un milione di euro in tutt'Italia”.
Sono indette per il prossimo 16 ottobre le consultazioni per l'elezione del rappresentante degli immigrati in seno al Consiglio comunale.I cittadini stranieri possono presentare la propria candidatura al segretario comunale entro le ore 12 del prossimo 16 settembre. La dichiarazione deve essere sottoscritta, con firme autenticate, dal candidato e da non meno di 10 e non più di 30 elettori, sul modulo che può essere ritirato al’ufficio Elettorale in viale Trieste 24, alla Segreteria Generale del Comune in piazza della Libertà 3 o scaricato dal sito del comune www.comune.macerata.it .Hanno diritto al voto i cittadini extracomunitari che abbiano compiuto il 18° anno di età, che siano in possesso di regolare permesso di soggiorno e residenti nel Comune di Macerata da almeno sei mesi alla data fissata per l’elezione. Non hanno diritto di voto i cittadini stranieri di uno stato membro dell’Unione Europea. Per partecipare al voto l’elettore dovrà consegnare il certificato elettorale, che verrà inviato a cura dell’ufficio Elettorale entro il decimo giorno antecedente la data delle elezioni, ed esibire un documento di riconoscimento e il permesso di soggiorno o documentazione che attesti la regolarità del soggiorno. Chiunque avesse smarrito il certificato elettorale potrà richiederne copia all’ufficio Elettorale.Le operazioni di voto si svolgeranno dalle 8 alle 20 nei seggi che verranno allestiti nei locali della ex scuola elementare, in via Verdi 10/A.Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi all’ufficio Elettorale del Comune in viale Trieste 24, tel. 0733/256420 o 0733/256288.
Dalla segreteria provinciale di Macerata di Rifondazione Comunista riceviamoDalle macerie del terremoto, affiorano ogni giorno, purtroppo le macerie della politica. Oggi tocca all’allarme, ci auguriamo esagerato, per la diga di Castriccioni a Cingoli. Da tempo, almeno cinque anni, sono è stata rilevata l’usura e la fatiscenza dei piloni di sostegno, e il rischio di cedimenti di questo contrafforte. Necessitavano interventi urgenti già allora, oggi siamo al panico. Allarmismi per arrivare prima alla corsa delle risorse per la ricostruzione? Denunce per allontanarsi dalle responsabilità future ed occultare le presenti? Rimane il fatto che superficialità, mancati controlli, gestioni allegre degli appalti oggi ci consegnano un supplemento di problemi che aggiunti ai danni del terremoto producono grande preoccupazione e sconcerto.Ora più che mai, perciò, occorre il protagonismo dei cittadini, tutti, l’impegno dei soggetti che nella società godono ancora di credito e autorevolezza, le associazioni, i comitati cittadini, le amministrazioni locali quando sappiano essere portatrici di progetto e ascolto democratico. In queste settimane la Regione Marche e la sua giunta hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza. E’ ora che le popolazioni colpite dal sisma, quelle che come a Cingoli, temono sulla sicurezza del patrimonio edilizio pubblico a cominciare dalle scuole e dai presidi sanitari, possano diventare gli interlocutori primi ed ascoltati, perché solo cosi il percorso della ricostruzione potrà essere trasparente e appropriato. In effetti più che Cantone, è la partecipazione attiva la vera garanzia del futuro".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della maggioranza consiliare di Treia “TREIA 2020 - Capponi Sindaco”, in risposta alle dichiarazioni del gruppo "MeritiAmo Treia" e "Futuro nel cuore" (leggi qui):"Pensavamo che in questi giorni difficili ci saremo dovuti occupare di cose serie come sta facendo il Sindaco Capponi e la sua Giunta che ha perfettamente gestito la prima parte dell’emergenza terremoto: l’attivazione del COC, il coordinamento della Protezione Civile Comunale, la raccolta delle circa 700 segnalazioni pervenute dai cittadini, i sopralluoghi per visionare le case, gli edifici pubblici e di culto più gravemente lesionati, la sistemazione di circa 80 sfollati e molto altro ancora.L’opposizione invece gioca al gioco della politichetta.Parlano di poca linearità di Capponi e della sua maggioranza in occasione delle provinciali.Pensiamo invece che gli unici lineari siamo stati proprio noi!! E spieghiamo il perché: La riforma dice che l’area vasta dovrà esser governata a regime dai Sindaci come hanno fatto tutte le aree vaste d’Italia. Solo a Macerata la politica degli inciuci e del trasformismo è riuscita a mettere un Non Sindaco a Presidente. Un Presidente tra l’altro che prima era alleato con la Sinistra (SEL e RIF Comunista compresa) ed ora viene eletto con i voti della DESTRA !! All’unanimità la posizione della nostra Lista Civica, che Civica rimane - a differenza della nuova collocazione delle minoranze a Destra, come abbiamo appreso dal comunicato di ieri e dei giorni scorsi in altre testate - è stata quella di appoggiare una lista di Sindaci ma ciò dopo un tira e molla non è stato possibile per i giochini sottobanco fatti da tutti: tutti meno che il PD (eccetto alcuni calcolatori delle sue componenti) che ha candidato un Sindaco, la Formica appunto, e che lo ha fatto con un percorso difficile ma lineare e pubblico salvo poi vedere quanto accaduto e denunciato dalle sue correnti e dai suoi personalismi. Quando poi parlare di trasformismo di Capponi è proprio una cosa da horror, se si pensa che il candidato sostenuto da Mozzoni e Cammertoni ha cambiato e ha tradito vecchi e nuovi alleati decine di volte e per sapere dove si può collocare politicamente non sarebbe sufficiente fargli una fotografia al giorno. Le cose che comunque ci chiediamo e che quindi giriamo a Mozzoni e Cammertoni: Lo sanno i candidati delle Vostre Liste di questa vostra adesione alla Destra (Mozzoni già Destra Sociale)?? La domanda è ovvia perché anche Voi Vi eravate sperticati a dichiararVi civici !! Lo sanno quelle componenti del PD (poche e sparute a dire il vero) e dei 5 stelle che Vi hanno appoggiato che ora Voi aderite al cartello della Destra ?? Lo sapete che Capponi e molti di noi (90%) non sono iscritti a nessun partito mantenendo quindi il Patto con i cittadini che ci hanno sostenuto ?? Quanto a Mozzoni poi - che faceva parte della vecchia Amministrazione(al cui fallimento lo stesso ha contribuito e che portò al commissariamento del Comune nel 2013) con tanti altri suoi amici della Destra - non apprezza il fatto che questa Amministrazione sta realizzando tutto quanto promesso (strade, opere pubbliche, alleggerimento dell’indebitamento dell’Ente, pulizia e decoro della Città, rilancio del Centro Storico e delle sue attività, risposte ai cittadini dal punto di vista urbanistico e quant’altro necessario) con grande coesione di maggioranza e con i cittadini???I rappresentanti nel Consiglio Comunale di Treia eletti con la Lista Civica “TREIA 2020 - Capponi Sindaco”.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Fabrizio Ciarapica (Vince Civitanova)"Dispiace che un'Amministrazione che si vanta di essere molto attenta verso il sociale, sia sorda invece, rispetto alle legittime richieste dell'ASP PAOLO RICCI, in merito a lavori urgenti da effettuare presso Villa Letizia.Ricevo la segnalazione dal consigliere Centioni, membro del CDA dell'Ente; le foto che allego parlano chiaro: infissi e cornicioni deteriorati e instabili, pezzi di intonaco che si staccano e che richiedono necessariamente, per il bene e la sicurezza degli ospiti e degli operatori, interventi manutentivi urgenti che invece il Comune nega, sia non erogando il fondo previsto per le manutenzioni, sia non intervenendo direttamente per i lavori più consistenti!Dispiace ancor più, visto che nella convenzione per la gestione della Casa di Riposo, all'art.13 si stabilisce “al fine di agevolare la possibilità di realizzare in modo programmato gli interventi di manutenzione straordinaria necessari a garantire sicurezza e funzionalità della struttura nonché eventuali urgenze, il Comune mette a disposizione dell'azienda Paolo Ricci un fondo annuale di € 15,000 da erogarsi entro il 30 giugno di ogni anno”.Ebbene, la convenzione è stata stipulata nel dicembre 2014 ma ad oggi non è stato erogato nemmeno un euro dei 30.000 che invece sarebbero dovuti arrivare nelle casse del Paolo Ricci e con i quali si sarebbe potuto cominciare ad intervenire!Questo dimostra poca sensibilità verso gli anziani ma anche poco rispetto verso il CdA del Paolo Ricci e del Presidente Andrenacci che ringrazio pubblicamente per il buonissimo lavoro che sta facendo e che più volte ha sollecitato gli interventi.Qualche giorno fa, il consigliere regionale MICUCCI, nel rispondermi in merito ai nuovi posti letto ripartiti dalla REGIONE, di cui nemmeno uno era stato assegnato a Civitanova, disse che lui stesso aveva fatto molto di più del sottoscritto per VILLA LETIZIA: purtroppo nessuno se n'è accorto ma, adesso, ha l'opportunità di dimostrare il suo impegno, intervenendo sull'Amministrazione Comunale affinché rispetti la convenzione e programmi interventi nel corso degli anni per ottimizzare la sicurezza e la fruibilità della struttura".
da Alberto Mobili per Vince Civitanova riceviamoFinalmente, dopo che i cittadini avevano chiesto a gran voce di salvaguardare il nosocomio Civitanovese, come dimostrato anche delle molte migliaia di firme da noi raccolte, anche l'amministrazione ha dovuto prendere atto di questa necessità, e preservare l' ospedale nella nostra città.Certo questa scelta al sindaco Corvatta e alla sua amministrazione deve essere costata molto, perché comprende la tacita ammissione di aver commesso numerosi errori . Proprio dal sindaco Tommaso Corvatta ai primi di agosto 2015, arrivava la proposta di chiudere tutti gli ospedali per una Torrette della vallata del Chienti, durante un incontro tra sindaci di Civitanova, Montecosaro, Morrovalle e l'appena eletto presidente della Regione Luca Ceriscioli . Proposta che evidentemente ha colpito a tal punto il presidente della Regione che, non solo l'ha presa in considerazione ma l'ha fatta sua, fino alla situazione attuale che vede in dirittura di arrivo la scelta del posizionamento della struttura tramite un'applicazione . Questa scelta verrà fatta soprattutto in base alle strade di collegamento tra le varie città, in modo che si assicuri a tutti un rapido arrivo in ospedale e, proprio questo, potrebbe essere il problema più grande per l'approvazione della proposta della nostra amministrazione. Un'altra scelta inopportuna si è rivelata infatti quella di cancellare il progetto del cavalcavia, senza preventivamente adottare soluzioni alternative che avrebbero dovuto sopperire all'aumento di traffico dovuto all'apertura dell'ultimo tratto della superstrada, come dimostrano le code chilometriche e i grandi disagi di questi ultimi giorni, non favorendo quindi il rapido raggiungimento del nosocomio.Una soluzione a questa problematica, sarebbe potuta arrivare sicuramente dal progetto di una complanare che fu presentato molti anni or sono, per cui si erano predisposte le principali connessioni come nel caso della doppia corsia in tutto il tratto di via Einaudi che sarebbe poi sfociato in un ponte sul fiume Chienti , e della rotonda Panciotti a nord che avrebbe portato un asse principale proprio adiacente all'ospedale, fino a raggiunge la statale. Anche qui la scelta di non cercare di agganciare il progetto alla realizzazione della terza corsia chiedendo alla società autostrade migliorie, come invece ha fatto Senigallia che ha inaugurato recentemente l'opera, rischia anche in questo caso di ritorcersi contro l'amministrazione e la sua proposta. Non parliamo poi delle polemiche, dei manifesti seguiti a una campagna mediatica contro Vince Civitanova, che cercava di informare tempestivamente i cittadini della situazione dell'ospedale che adesso si è palesata essere quella che noi avevamo dipinto e mostrato sin dall'inizio, disperdendo colpevolmente le energie e le attenzioni dei civitanovesi da un problema che si ripercuoterà sulla vita di tutti. Certo la retromarcia del Sindaco, susseguente anche alla notizia che gli ospedali di Macerata e Civitanova sarebbero stati probabilmente ceduti per finanziare il nuovo polo sanitario, dopo aver sostenuto prima la necessità di chiudere tutti gli ospedali per una nuova struttura baricentrica e dopo aver dichiarato più volte che l'ospedale non avrebbe chiuso ma addirittura che sarebbe stato potenziato, in un certo qual senso ci lascia esterrefatti. La candidatura di Civitanova sembra infatti molto azzardata soprattutto di fronte alla richiesta fatta dall' Area Vasta 3 in cui si richiedono 15 ettari di terreno per 70000 metri quadri e 250000 metri cubi da edificare, 2500 posti auto, 550 posti letto di cui 368 realizzati in 12 moduli da 1000 metri quadri ciascuno, blocco centrale operatorio con sale operatoria, parto, terapia intensiva, diagnosi e tutte le palazzine per amministrazione logistica e approvvigionamenti. Speriamo solo che non sia il tentativo di mettersi a posto la coscienza a poco prezzo, cercando di togliersi le castagne dal fuoco poco tempo prima delle elezioni, dando in extremis la sensazione di aver tentato di percorrere tutte le strade, senza aver mai rinnegato il proposito iniziale di chiudere tutti i nosocomi comunali a favore dell'ospedale unico, auspicato fin dall'inizio, e che ora rischia di ritorcersi contro il suo stesso promotore.
Il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti ha scritto alla Regione e all'Asur per chiedere ancora una volta, anche in relazione dei recenti avvenimenti sismici, la revoca della decisione da parte della Regione Marche di sopprimere la postazione della guardia medica nel comune di Caldarola, che fornisce supporto anche al territorio dei comuni limitrofi.“La guardia medica" scrive Giuseppetti "è un servizio fino ad oggi particolarmente efficiente e apprezzato che, soprattutto nella situazione attuale, può costituire un elemento di affidabilità e rassicurazione, pertanto mi permetto di sottoporre alle SS.LL., anche a nome degli altri sindaci del “comprensorio dei cinque comuni” (Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Serrapetrona e Cessapalombo), la richiesta di rivedere la decisione della chiusura della guardia medica entro il 2016 e, almeno, di verificare la possibilità di prorogarne il funzionamento fino a tutto il 2017, come per altro già saggiamente deciso per la guardia medica di Penna San Giovanni”
Anci Marche ha deciso la nomina di una commissione straordinaria per il terremoto. Lo ha annunciato il presidente Maurizio Mangialardi, durante un direttivo straordinario insieme alla Protezione civile regionale e alla Regione Marche, alla presenza anche di Marco Iachetta, vice delegato di Anci nazionale per la protezione civile.La commissione sarà composta dallo stesso Mangialardi (Senigallia) e dai sindaci di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, Fabriano, Arquata, Force, Montegallo, dall'assessore Stefano Foresi per il Comune di Ancona, e dal coordinatore dei piccoli Comuni di Anci Marche Roberto De Angelis. Mangialardi ha esortato a continuare con lo "spirito collaborativo" che ha caratterizzato la prima fase dell'emergenza. Secondo l'assessore regionale Sciapichetti, "i sindaci sono i primi volontari nella tragedia del sisma, nella quale la solidarietà incredibile ed ha permesso di lavorare in sinergia con la Protezione Civile per gestire l'emergenza, dando risposte nell'epicentro e negli altri Comuni". (Ansa)
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Francesca D’Alessandro (Macerata nel cuore): "Il terribile terremoto del 24 agosto scorso ha riaperto vecchie ferite che oggi bruciano più che mai sulla pelle dei cittadini maceratesi. Mi riferisco alla situazione in cui versano tante strutture scolastiche della nostra città.La nostra lista civica “Macerata nel cuore” si era occupata della delicata questione per tutti e cinque gli anni del primo mandato Carancini, siamo al secondo mandato, ma le problematiche più urgenti di questa città riguardo l’edilizia scolastica, sono ancora lì, con lo sbigottimento generale di genitori e di studenti che tra breve dovranno riprendere le loro postazioni nelle loro aule.Tutte le scuole di Macerata sono per lo più vecchie e necessitano di manutenzione ordinaria e straordinaria. Gli spazi esterni dove i bambini dovrebbero poter giocare all’aria aperta sono trascurati, sciatti, se non in alcuni casi impraticabili. La maggior parte degli edifici non sono dotati di palestre, o hanno palestre che necessitano di essere ristrutturate e quindi sono chiuse, cosicché gli alunni devono essere trasportati con pulmini in altri plessi scolastici. Purtroppo però è in occasioni di eventi calamitosi come un terremoto che si evidenziano le maggiori criticità.Un caso emblematico è il Convitto di Macerata, destinatario di fondi dopo il terremoto del 1997. Nel Convitto, oggi lesionato dal terremoto, sono stati eseguiti lavori di ripristino e restauro per il miglioramento sismico per un importo complessivo di 5.009.631,92 euro (dicasi 5 milioni di euro), di cui 3.723.961,05 grazie alla legge 61/98 legge per la ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto di Marche e Umbria, e la restante parte di 1.285.670,87 euro, coperta con fondi propri di bilancio del Comune (è stato acceso un mutuo con rate di 68.000 euro annue presso la Cassa depositi e prestiti da pagare fino al 2036). I lavori vennero aggiudicati nel 2003 ad una prima ditta di Roma con determina n. 426/50, ma nel 2006 con determina n. 167/06 si procedeva alla risoluzione del contratto per grave inadempimento contrattuale.Nel 2007 l’Amministrazione ha provveduto ad individuare un’altra Impresa di Formia (LT) per il completamento dei lavori. Rimaneva però ancora da ristrutturare metà struttura, per cui il sindaco Carancini aveva inserito nel programma delle OO.PP. 2011-2013 altri 500.000 euro. Siamo nel 2016, sono passati 13 anni dallo stanziamento dei soldi per il miglioramento sismico e ristrutturazione del Convitto Nazionale e la scuola non solo non è stata completata ( metà dell’edificio deve essere ancora ristrutturato appunto), ma oggi è la scuola che forse ha subito più danni. Sta di fatto che 5 milioni di euro non sono bastati per mettere in sicurezza l’edificio.La nostra lista civica ha denunciato per anni la mancanza di un cronoprogramma serio che permettesse una serie di interventi che nel tempo rendessero più sicure e più fruibili gli edifici scolastici. Già dal 2011 presentammo una interrogazione con lo scopo di fare un’indagine conoscitiva sulla sicurezza degli edifici scolastici comunali, chiedendo i seguenti documenti: certificato di agibilità/abitabilità statica, idoneità igienico-sanitaria, certificato di prevenzione incendi, ecc. e il quadro risultò molto lacunoso. Ad oggi constatiamo che la cultura dell’emergenza prevarica e non cede il passo alla cultura della prevenzione e della lungimiranza.Non si tratta di fare polemica strumentale in un momento delicato come questo, ma il sindaco e la sua giunta devono dare risposte concrete sull’edilizia scolastica, è un dovere a cui non possono sottrarsi".
Dopo l'allarme lanciato ieri dai sindacati regionali della scuola circa il possibile trasferimento presso le sedi assegnate del personale docente e amministrativo della scuola residente nelle zone colpite dal sisma, il Ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha firmato l'ordinanza urgente che eviterà a docenti, educatori e componenti del personale Ata residente in edifici crollati, inagibili o indisponibili a causa del terremoto del 24 agosto di trasferirsi per insegnare altrove. È' l'onorevole maceratese Irene Manzi a dare la notizia del provvedimento appena adottato dal Ministero. "Dopo giorni di costante lavoro, in stretto contatto con sindacati, istituzioni regionali e parlamentari, il Ministero dell'Istruzione adotta un provvedimento urgente che riguarda direttamente anche la regione Marche e la provincia di Macerata. Questo consentirà al personale attualmente sfollato di poter restare nelle proprie zone di residenza, in questo modo evitando un trasferimento che avrebbe ulteriormente aggravato le condizioni materiali e psicologiche di quanti hanno perso la propria casa a seguito del sisma. Questo non esaurisce i tanti problemi che si stanno registrando in questi giorni nella nostra provincia, duramente colpita dal terremoto, (che ben conosciamo,ma cominciare dal mancato differimento delle imposte in alcuni dei Comuni maceratesi più colpiti, su cui insieme ai colleghi stiamo continuando a sollecitare un ampliamento del provvedimento adottato ieri), ma è segno di una presa di coscienza importante riguardo alla gestione della fase post-sisma."
Da Teresa Lambertucci (ex segretaria provinciale PD Macerata, capolista PD regionali 2015) e Alessandro Biagiola (ex assessore provinciale all’Ambiente, candidato regionali 2015), riceviamoLa gestione grottesca dell’elezione del presidente della Provincia di Macerata, in una stagione di riforme che dovrebbe andare verso il suo superamento, rivela le debolezze e le divisioni del PD provinciale di Macerata. Già all’indomani delle elezioni comunali di maggio, noi l’avevamo già scritto, era evidente come la supremazia dem in provincia fosse affievolita dalla perdita di comuni importanti come San Severino Marche e Porto Recanati, e dalla mancata conquista di Morrovalle o Castelraimondo.Tale scenario, unitamente al sistema di voto “ponderato” per l’elezione dei vertici provinciali evidenziava già che nella fascia “D” (rossa) quella dei comuni tra 10.000 e 30.000 abitanti, su 9 comuni il PD ne governava soltanto 3 (Recanati, Matelica e Corridonia). Questo avrebbe dovuto indurre a maggiore prudenza nella rivendicazione di un sindaco “targato PD” da contrapporre alla ricandidatura del presidente Pettinari (ricordiamo che persino prima delle elezioni comunali il segretario provinciale Novelli aveva improvvidamente dato un benservito “boomerang” per allora e per ora) senza che tale percorso venisse costruito prima né con gli alleati né con il centrodestra. Ma quand’anche non si fisse voluto lasciare spazio a tecnicismi politici e ragionato solo di teoria sarebbe da dare risposta all’interrogativo comune che tutti gli osservatori, elettori e non, hanno espresso: vale accapigliarsi così tanto per un ente in via di superamento? E la domanda è rivolta per lo più al PD che in queste ore dovrebbe essere impegnato a promuovere il referendum costituzionale che segna la cancellazione delle Province dalla Carta Fondamentale. No, cari cittadini, non ne valeva la pena, si sarebbe dovuto convergere su una “soluzione istituzionale” di transizione, per la gestione di questo passaggio di riforme, salvaguardando gli interessi del territorio maceratese sui progetti già avviati dall’Ato, (gestore unico provinciale dei servizi idrici) sull’ospedale unico provinciale o sull’impiego delle risorse disponibili del bilancio provinciale nel nostro territorio (scuole, strade, fiumi ecc.). E’ stato un errore invece cercare di utilizzare questa consultazione a fini politici, per smontare alleanze già in corso e costituirne di nuove con chi, in un passato non troppo risalente, ha rappresentato l’antiPD in Provincia o l’antiCeriscioli in Regione.Ma questo errore, grave, è stato commesso da tutti, anche da chi ha tentato all’ultimo momento di sparigliare le carte di una partita che fino a quel momento aveva condotto insieme ad altri imboccando mosse perdenti. Non ci dimentichiamo i ‘peana’ sulla ritrovata unità della direzione provinciale del PD espressi dal segretario regionale insieme a quello provinciale all’indomani della candidatura di Ornella Formica – a cui va comunque un ringraziamento per lo spirito di servizio espresso – o gli atteggiamenti di scherno nei confronti degli osservatori politici che hanno avuto solo la colpa di essere stati più acuti e illuminati dei dirigenti PD. Adesso è il tempo dell’umiltà, le accuse e le controaccuse di questi giorni di chi a vario titolo a partecipato a quella decisione non aiutano alla necessità di ritrovarsi e di riacquistare l’appeal necessario a fare programmazione politica sui temi che riguardano i cittadini della nostra provincia, che, giova ricordarlo, non sono per niente interessati al gioco delle candidature per una carica o per l’altra.
Azione In Movimento ha organizzato per sabato 17 settembre 2016 a partire dalle ore 17,00 una iniziativa a scopo benefico che si svolgerà presso il Lungomare Sud (dietro il Teatro Cecchetti) di Civitanova Marche.“Azione in Festa”, questo è il nome dell’evento, nasce come idea a giugno ed ha come finalità quella di far conoscere ai cittadini le attività del Movimento "oltre quella di fare un gesto concreto di solidarietà" spiega il segretario politico Simone Livi "questione che abbiamo molto a cuore.Il ricavato nell’idea iniziale avremmo voluto devolverlo all’AMBALT (Associazione Marchigiana Bambini Affetti da Leucemie o Tumori), ma il tragico evento sismico del 24 agosto ci ha convinti, in accordo con l’Associazione stessa, a destinarlo in favore dei territori colpiti dal sisma.Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di portare avanti l’iniziativa con ancora più convinzione, realizzandola con la speranza che tantissimi cittadini di tutto il territorio provinciale partecipino attivamente al fine di raccogliere quanti più fondi possibili da mettere a disposizione delle tante famiglie martoriate dall’evento calamitoso.Il programma della festa prevede alle ore 17,00 un incontro sul “senso civico”, alle 18,30 una dimostrazione di primo soccorso, alle 19,30 la presentazione delle attività dell’AMBALT, alle 21,30 uno spettacolo di intrattenimento con il comico Antonio Lo Cascio ed alle 23,30 l’estrazione di una tombola con premi da 800, 400 e 200 euro. Durante la festa funzionerà uno Stand gastronomico. L’ingresso ovviamente sarà libero.Confidiamo nella grande generosità che la nostra comunità ha sempre dimostrato nei momenti di difficoltà".
Dalla segreteria provinciale di Rifondazione Comunista riceviamo"Se il buon giorno si vede dal mattino, l’esclusione dei comuni del maceratese colpiti dal terremoto, dalla sospensione degli adempimenti tributari fino alla fine di dicembre, testimonia del rischio che una gestione centralizzata dell’emergenza e della ricostruzione può rappresentare per il territorio. Di fatto, quella che ci auguriamo sia una macroscopica, ancorché imperdonabile distrazione, dimostra però della poca autorevolezza e del poco ascolto della giunta regionale marchigiana, allude ad un modello che tenderà a dare agli enti locali, aldilà delle dichiarazioni del commissario Errani un ruolo ancillare e, funzionalmente burocratico, nelle scelte dei tempi, delle caratteristiche, dei progetti, non solo edilizi ma pure di salvaguardia e valorizzazione delle attività economiche, che dovranno segnare il percorso della ricostruzione.Eppure le Marche hanno affrontato già nel '98 un’emergenza di questo tipo, che caratterizzata da una gestione regionale ha pur dato, nonostante tutto, buoni risultati e oggi può vantare un bagalio di esperienze e capacità per governare questa emergenza e il futuro. Occorre che i territori, gli enti locali interessati, la regione Marche trovino quanto prima l’occasione di un progetto condiviso e la determinazione di perseguirlo in un confronto serio e autorevole con il Governo e il suo Commissario. Noi ci fidiamo solo del protagonismo dei cittadini e del cuore del popolo che in questi giorni ha con generosità e intelligenza cominciato a scavare e ricostruire".
Dalla dottoressa Ninfa Contigiani, presidente del Consiglio delle Donne di Macerata, riceviamoAnni di lavoro per ribadire, sottolineare, convincere, spiegare che la maternità è un valore sociale (cioè di tutti e quanto c’è ancora da fare perché il messaggio diventi attivo ed operante…), che la genitorialità riguarda madri e padri di sangue e non e che la maternità non è un affare privato delle donne ed ecco l’incredibile spruzzata di biologia ‘sempliciotta’ della Ministra Lorenzin.Siccome c’è da rimanere interdetti, voglio essere didascalica. C’è modo e modo Ministra Lorenzin. Si vuole superare un tabù parlandone? C’è modo e modo. C’è il modo che ascolta, accoglie e poi fa ragionare e c’è il modo di chi la sa fare sempre e solo ‘troppo facile’. Che a farla troppo facile, poi, sia una Ministra e una donna diventata madre dai 44 anni è francamente indecente e offensivo.Dimenticarsi della inadeguatezza tutta italiana dei servizi, della mentalità illegale diffusa riservata alle donne in età fertile che cercano lavoro, dimenticarsi del carico sovrabbondante che sulle spalle femminili si carica ancora oggi molto spesso (ma finalmente non più sempre) nelle domestiche mura per “l’allevamento della prole” quasi lascia senza parole.Scambiare la fertilità con la genitorialità è colpevole e condannabile su più piani. Riporta in auge un’idea arcaica della maternità e della paternità tutta legata alla genetica, al sangue, al biologico. Come se non conti niente educare, crescere, guidare, fermare, soccorrere, lasciare andare i figli al momento giusto. Come se tutto l’importante sia farli, farli per amore o per forza. Ma la consapevolezza, la decisione comune, la scelta di cambiare le proprie vite per accoglierne un’altra dove la mettiamo? E la fatica educativa, Ministra, dove la mettiamo? E l’impossibilità definitiva e incolpevole di chi volendo tantissimo comunque non può per le più diverse ragioni, dove la lasciamo? Tutti gli aspiranti genitori che pur avendo tentato di tutto (anche le distorsioni di quella Legge 40 che per dieci anni ha costretto impianti non verificati che potevano far ammalare invece di curare: pensiamo ai talassemici) quelli, cara Ministra Lorenzin, dove li mettiamo? Li vogliamo nascondere dietro uno dei sui bei cartelli? Magari sono pochi e non se ne accorge nessuno.Ci si metta anche lei Ministra dietro uno dei suoi bei cartelli, si raccolga in riflessione e faccia penitenza. Ce n’è bisogno perché questa volta l’ha fatta veramente grossa e potrebbe essere il caso che se ne torni a casa, sperando che con le sue due figlie (femmine) sia più accorta.