Dalla Fontescodella Piscine spa riceviamoDai quotidiani locali la Fontescodella Piscine spa ha appreso che il Comune di Macerata ha dato mandato all'Avvocato Alessandro Lucchetti di esaminare la situazione formalmente per prendere le dovute decisioni successive, ritenendo che ci siano le condizioni per verificare il non corretto adempimento della Società.La Fontescodella Piscine spa è tranquilla e ritiene di aver operato in coerenza con gli atti amministrativi ed esecutivi, nel rispetto del contratto.Si coglie l’occasione per informare i cittadini maceratesi che la Fontescodella Piscine spa ha comunicato all’amministrazione comunale la propria disponibilità a eseguire l’impianto natatorio e manifestato una problematica per la realizzazione della sola parte commerciale.L’eccezionalità (non l’ordinarietà) della crisi economica e finanziaria sta evidenziando l’inesistenza di una domanda per lo sfruttamento delle superfici commerciali, ciò mette in grave discussione l’equilibrio economico- finanziario degli investimenti e della connessa gestione (con conseguente necessità di individuare strumenti di riequilibrio del Piano economico e finanziario) ponendo un onere insostenibile a carico delle imprese di costruzione (socie della Fontescodella Piscine spa).“L'eccezionalità” della crisi economica e finanziaria ha colpito l’economia italiana e globale, ha coinvolto nei suoi deleteri effetti il mercato delle opere pubbliche ed in particolare quelle di medie e grandi proporzioni. Stiamo assistendo ad una vera mutazione genetica del concetto di crisi economica e finanziaria, tale da determinare rispetto a progetti e ai piani finanziari un'alterazione del perimetro di rischio operativo in capo all’impresa; non rientrando più nell'oscillazione di rischio connesso all’attività d’impresa.La vicenda della Banca delle Marche ha acuito le difficoltà finanziarie ed economiche di tutti i cittadini marchigiani, reso pressoché impossibile l'accesso al credito e messo in discussione gli affidamenti dagli stessi investitori impegnati.Tutte le aziende marchigiane sono state messe in difficoltà dalla crisi che ha avuto la prima banca del territorio, anche la Fontescodella Piscine spa è stata colpita duramente, poiché la Banca delle Marche aveva deliberato un affidamento di vari milioni di euro a favore della Fontescodella Piscine spa per la realizzazione dell'intero complesso natatorio, revocato dalla stessa a seguito della propria crisi.La Fontescodella Piscine spa ha chiesto all’amministrazione di garantire un equo contemperamento tra: l'esigenze pubbliche, l'equilibrio dei conti pubblici e l'interesse della sostenibilità delle imprese.La società ha chiesto all'Amministrazione Comunale di verificare attraverso l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) la sussistenza di presupposti per una modifica del piano finanziario, suddividendo la realizzazione dell’intervento in due fasi: nella prima la realizzazione del polo natatorio (nei tempi previsti dal contratto sottoscritto); una seconda fase, eventuale da subordinare alle mutate condizioni di mercato, che prevederebbe la possibilità di realizzare la parte commerciale. Così facendo, nella prima fase (in cui vi è la realizzazione del solo complesso natatorio) sarebbero soddisfatti l’interesse pubblico richiesto dalla pubblica amministrazione e le aspettative dei cittadini maceratesi.La Fontescodella Piscine spa ha chiesto al Comune di Macerata di verificare se esistono le condizioni di modifica dell’equilibrio economico e finanziario, con una sola variazione alla tempistica (lavori in più stralci), senza incidere sull'interesse pubblico da sempre connesso alla sola parte dell'opera a vocazione sportiva, realizzando immediatamente l’impianto natatorio.Il tutto nella volontà di evitare un contenzioso e conflitto giurisdizionale, che allontani la pubblica amministrazione dal raggiungimento dei suoi scopi e salvaguardi le imprese da rischi, anche di default.
Tanto tuonò che piovve. E' stata aperta questa mattina l'unica busta presentata per partecipare al bando per la gara di aggiudicazione del nuovo piano parcheggi a Tolentino.L'offerta è stata presentata dalla società Parcheggio 5 srl con sede legale in via Santa Caterina a Macerata. Fin qui, ovviamente, niente di strano. L'apertura della busta era attesa da quasi due mesi, dopo che venerdì 22 luglio, dopo la scadenza del bando, la commissione che doveva esprimersi sull'unica offerta arrivata, aveva rinviato l'apertura della busta in quanto un componente era assente per motivi istituzionali.Ma torniamo alla ditta che ha presentato l'offerta. La Parcheggio 5 srl si è costituita formalmente nel marzo scorso, quindi appena sei mesi fa, con un capitale sociale... di mille euro. Quindi, la società che dovrebbe andare a gestire i parcheggi di Tolentino per i prossimi cinque lustri, ha un capitale sociale di appena mille euro. Ma non basta. Socio unico della Parcheggio 5 srl è la ditta Stop Società Consortile arl, sempre con sede in via Santa Caterina a Macerata.A questo punto dobbiamo fare un passo indietro. Il 28 luglio la redazione di Picchio News ha ricevuto una lettera anonima con all'interno uno schema (che riportiamo in foto) e la frase "Potrebbe interessarvi per i parcheggi di Tolentino?". Nello schema, al centro, c'è la Stop Società Consortile e tutte le sue diramazioni. Forse qualcuno sapeva già allora il contenuto della busta? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che il socio unico della società che ha partecipato al bando è la Stop Società Consortile. La busta, il giorno stesso del suo arrivo in redazione, è stata consegnata ai carabinieri di Macerata per tutti gli utilizzi del caso.Ora si resta in attesa di verificare se la Parcheggio 5 srl abbia i requisiti per aggiudicarsi il bando, fermo restando che nel bando stesso era previsto che la ditta che dovrà gestire i parcheggi avrebbe dovuto avere un minimo di anni di esperienza nel settore. Questa società, invece, si è costituita a marzo 2016...Durissimo il commento di Gian Mario Mercorelli del Movimento Cinque Stelle: "Sapevamo che la busta era una sola e c'erano delle illazioni in giro. Eravamo certi di sbagliare: invece le illazioni sono state tutte confermate. Vedremo ora il da farsi".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dei gruppi comunali MeritiAmo Treia e Il Futuro nel Cuore in merito alla riapertura delle scuole di Treia capoluogo:"I gruppi d'opposizione MeritiAmo Treia e Il Futuro nel cuore rispondono alla difesa della maggioranza nella vicenda delle elezioni provinciali. L'attività svolta a Treia a seguito del terremoto, infatti, rientra tra i doveri istituzionali del Sindaco, come previsto dalla legge, e non può essere annotata tra gli atti di "eroismo" amministrativo.I toni trionfalistici non si adattano a questo momento in cui tutti fanno la loro parte ma si registrano gli sbandamenti di una Giunta che, oggi, 14 settembre, è ancora incapace di comunicare le date di inizio dell'anno scolastico per gli edifici del capoluogo (scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado), o che comunque lo farà in queste ore con assoluto ritardo rispetto ad altre realtà.Tant'è che probabili soluzioni – individuate grazie all'apporto del Consiglio d'Istituto - sono state rese note soltanto ieri, 13 settembre, via stampa, ancor prima di essere ufficializzate.Infastidito dal contraddittorio dei giorni scorsi con le opposizioni sulle provinciali, dopo un solo resoconto (1° settembre), il Sindaco ha evaso ogni ulteriore comunicazione, nonostante il protocollo (31 agosto), di una specifica interrogazione. Atto che andava portato in Consiglio comunale il prima possibile, per fare chiarezza e informare al meglio tutti i genitori treiesi. Necessità resa evidente da queste concitate ore che precedono il 15 settembre.Sulle provinciali è ancora una volta la legge a smentire la maggioranza, avendo consentito la ricandidatura di Pettinari. Gli "inciuci" – documentati ampiamente dai giornali alla consegna delle liste - li lasciamo ai loro consiglieri, smentiti anche dalla rielezione del presidente con i voti di tutti gli schieramenti. All'arroganza di voler sapere "chi vota" e, addirittura, "per chi", rispondiamo che la natura civica delle opposizioni è stata evidenziata ancora una volta dalla capacità di sottrarsi a logiche estranee al bene della comunità. Col suo diktak "io o nessuno" Capponi, infatti, avrebbe soltanto favorito la scomparsa della città dal panorama provinciale: nel 2009 essere uniti per un treiese in Provincia andava bene, oggi no, perché? Sul trasformismo, poi, nessuno è secondo al Sindaco, che cambia schieramenti e partiti secondo convenienza dagli anni '80. Dopo aver "tradito" la fiducia di Udc, Forza Italia e Pdl, con i suoi toni da secolo scorso Capponi oggi disprezza addirittura gli elettori di quel centrodestra che gli ha permesso di sedere in Consiglio regionale e in Provincia. Fuoriluogo, infine, il riferimento alla passata Amministrazione, la quale era formata, con ruoli decisionali, da suoi attuali consiglieri e assessori, essendone stato tra gli autori per "correre" in Provincia. Le sue continue ingerenze sono ben note e, invece di contribuire a far realizzare il programma elettorale, in quegli anni Capponi ha immobilizzato di fatto la città su tutti i fronti, lavorando sottobanco per la sua rielezione. Un ritorno al passato, come dimostra l'operazione Villa Spada, fatta pagare ai cittadini 1,2 milioni di euro con la promessa, disattesa, di ristrutturla".
Irene Manzi è la parlamentare maceratese eletta nel Partito Democratico. È segretaria della settima commissione, quella che si occupa di cultura, scienza ed istruzione. Prima di essere eletta deputata è stata vicesindaco ed assessore alla cultura di Macerata. Laureata in giurisprudenza è diventata prima appassionata, quindi studiosa di storia. In particolare di quella risorgimentale. Ha, inoltre, frequentato per due anni il Dottorato di ricerca in Storia e Teoria delle Costituzioni moderne e contemporanee presso l’Università di Macerata.Collabora con prestigiosi istituti di ricerca quali l’Associazione Mazziniana Italiana, l’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano, la Deputazione di Storia Patria e l’Istituto per la storia del Movimento di Liberazione nelle Marche. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni quali tra i quali, il volume “La Costituzione della Repubblica Romana del 1849”, ed i saggi, contenuti nei volumi collettanei, “Patrioti e repubblicani nelle Marche tra Otto e Novecento”, “Garibaldi eroe moderno”, “Le Marche in età giolittiana”, “La primavera della nazione”, “Le Marche e la Grande Guerra”. Ho inoltre pubblicato alcuni articoli di argomento storico e giuridico nelle riviste “Il Pensiero Mazziniano”, “Il giornale di storia costituzionale”, “Guida al diritto” ed “I tribunali amministrativi regionali”. È dipendente dell’amministrazione regionale, manco a dirlo, presso il servizio beni ed attività culturali.Le abbiamo rivolto alcune domande relative all'attualità locale.Onorevole Manzi, è di ieri la notizia delle assoluzioni o del proscioglimento di tutti gli imputati del PD per le spese pazze in Regione. Un commento in proposito.La soddisfazione è innanzitutto sul piano personale prima che politico. Sono sicura che molti di questi colleghi, toccati nel vivo della loro onorabilità, non abbiano vissuto un periodo facile della loro vita. Le considerazioni politiche, tuttavia, confermano il fatto che la giunta Spacca ed il PD, nella scorsa legislatura regionale, hanno operato con estrema correttezza ed oggi possono tranquillamente camminare a testa alta. Da adesso sono state fugate definitivamente tutte le nubi.Sul segretario regionale Comi pendeva una spada di Damocle che in qualche maniera ne limitava i movimenti. Da oggi cambia tutto e Comi può occuparsi del partito. Quali sono le emergenze?Adesso c’è bisogno di un PD forte ed autorevole guidato da un segretario altrettanto forte. Non tanto per motivazioni politiche, ma per la sopravvenuta emergenza del terremoto. Il partito Democratico governa molti dei livelli interessati e c’è bisogno di un raccordo continuo e particolare tra i parlamentari, la Regione ed i comuni interessati dal disastro. Questa è la vera priorità da affrontare. Successivamente potremmo parlare pure di questioni interne al partito.A proposito di terremoto, so che a breve incontrerà Vasco Errani. Cosa le rappresenterà?Questo è il momento in cui non si deve lavorare da soli, ma bisogna fare squadra. Penso innanzitutto alla rappresentanza parlamentare marchigiana. Temo che la raffigurazione della situazione, in molti dei comuni colpiti, non sia stata valutata in tutta la sua pesante gravità. Mi riferisco al numero degli sfollati, alle attività produttive che si sono fermate, ai beni ed il patrimonio culturale lesionati, agli edifici scolastici inagibili. Ci sarà bisogno di un coordinamento continuo tra i vari ministeri interessati. Errani ha questo compito e va soprattutto sollecitato ad agire in questo senso. Questo è quello che faremo assieme ai colleghi parlamentari.Mi consenta una domanda polemica: se avesse avuto incarichi in Regione avrebbe utilizzato le già comprovate professionalità e le esperienze di figure come Vito D’Ambrosio, Mario Conti e Roberto Oreficini per l’emergenza terremoto?Intanto dico subito che a livello regionale c’è una struttura valida e capace che sta gestendo positivamente l’emergenza. Però dobbiamo pure ricordare che l’esperienza nel ’97 fu assolutamente positiva sia in fase di emergenza che in quella di tutta la ricostruzione, in tutte le sue fasi. Un esempio di riqualificazione del territorio montano. Oggi si parla tanto del completamento della statale 77, ma mi pare giusto rammentare che la Varanese fu adeguata, con i fondi del terremoto, sensibili alle istanze che provenivano dai comuni montani. Io penso che sia importante fare riferimento a quelle esperienze positive e alle figure che sono state appena citate. Non lo dico io, ma gli amministratori che stanno sul territorio che ne hanno memoria storica. Proprio l’altro giorno se ne parlava a San Ginesio a proposito della messa in sicurezza e della gestione del patrimonio culturale durante il ’97.Passiamo alle recenti vicende tutte interne al Pd e alle polemiche. È volato molto fango, ma a lei sembra non l’abbia raggiunta nemmeno una goccia.Qui il fango è arrivato a tutti. Io, per quanto mi riguarda, cerco in tutti i modi di non farmi sporcare. Si è persa una grossa occasione, almeno mediaticamente, per tacere. Tra l’altro esistono le sedi opportune per analizzare il voto e discuterne pacatamente. Come gruppo dirigente provinciale avevamo assunto l’impegno di evitare assolutamente di parlarne sulla stampa l’uno contro l’altro. Sono una nativa democratica che non ha mai conosciuto le liturgie dei partiti di una volta. Casi come questi però mi fanno rimpiangere il centralismo democratico vecchia maniera. La discrezione in questi passaggi è necessaria soprattutto per il doveroso rispetto delle persone. In questa circostanza mi è parso che si sia fatta offesa a tutti ed in particolare ad Ornella Formica. Una caciara indistinta, incomprensibile agli occhi dei cittadini, all’indomani del terremoto. Davvero non se ne sentiva il bisogno. A questo PD preferisco di gran lunga quello che si occupa di cose concrete. Quello, per capirci, che ho visto l’altro giorno all'opera a San Ginesio con i suoi quadri dirigenti in testa, ad occuparsi del post terremoto.Lei è anche presidente del comitato per il SI’ al referendum a Macerata. Quali sono le sensazioni in proposito?Dal mio punto di vista osservo un gran numero di persone che deve ancora farsi un’idea e capire fino in fondo il senso ed il contenuto della riforma. Compatibilmente con gli impegni post sisma, si promuovono incontri a tale scopo. Nell’ultimo di pochi giorni fa, presso la CNA, si è fatto questo e si è privilegiato l’aspetto di merito piuttosto che la mera propaganda.
Per venire incontro alle esigenze dell’Amministrazione comunale di Tolentino che a causa del terremoto ha dovuto trasferire tutti gli uffici ubicati nel Palazzo comunale di Piazza della Libertà all’interno della palazzina dell’Ufficio Tecnico in via Roma, l’Amministratore delegato di Nuova Banca Marche spa Luciano Goffi ha contattato il Sindaco Giuseppe Pezzanesi e ha messo a disposizione, gratuitamente, i locali di proprietà della Banca, al piano terra di Palazzo Europa, un tempo sede della “Serima”.Gli ambienti, ampi e facilmente accessibili, saranno temporaneamente utilizzati, non appena sistemati, per trasferire alcuni settori burocratico-amministrativo del Comune.Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi ringrazia l’Amministratore Luciano Goffi che con grande sensibilità si è subito messo a disposizione dell’Amministrazione e della Città tutta, comprendendo il grave momento che sta interessando Tolentino. Concedere l’uso gratuito di questi locali non utilizzati permette di poter allocare in maniera adeguata sia per i dipendenti che soprattutto per gli utenti importanti uffici comunali che quotidianamente hanno bisogno di interloquire con il Comune. Ancora una volta Nuova Banca delle Marche si dimostra un istituto vicino alle esigenze del territorio e per questo siamo riconoscenti a Goffi, al Presidente e a tutto il Consiglio di Amministrazione.
Frizioni nella Lega Nord di Civitanova, dove tre componenti del coordinamento cittadino, Angelo Broccolo, Giorgio Mussolini e Siria Carella, escono dal partito in aperta polemica."Usciamo dalla Lega Nord Civitanova Marche" scrivono Broccolo, Mussolini e Carella in una nota "perchè la stessa si appiattisce alla ricerca di un accordo (peraltro informandone soltanto metà coordinamento), prono a chi ha gestito il potere negli anni in cui la Città poteva avere uno sviluppo turistico importante. Usciamo perchè vogliamo poter chiedere a questi Signori in cerca di collante, "perchè negli anni passati, quando i Nostri Illuminati Imprenditori volevano investire nel turismo, credendo in Civitanova e nei Civitanovesi che avevano contribuito al successo delle loro aziende, sono stati stoppati". Usciamo perchè vogliamo poter chiedere "perchè è stato costruito un quartiere dove era previsto un cavalcavia". Usciamo perchè vogliamo poter chiedere "se fosse così sbagliato, oggi, avere una struttura scambio gomma-rotaia, al confine con Montecosaro Scalo, da dove far confluire migliaia di turisti in centro, senza ammorbare l'aria di pestilenti idrocarburi". Usciamo dalla Lega Nord Civitanova Marche ma continuiamo a riconoscerci nelle idee del movimento e continuiamo la battaglia a fianco dei nostri pescatori, dei nostri agricoltori, dei nostri artigiani, dei nostri commercianti e di tutte le nostre piccole imprese, a salvaguardia delle nostre tradizioni e per la valorizzazione del nostro territorio. Perchè le idee camminano sulle gambe degli uomini, e per farle vivere non servono un simbolo o una bandiera, ma un'azione giornaliera che porti al risultato. E i giovani lo spazio se lo conquistano da soli. Noi lotteremo per una Civitanova in cui le persone possano vivere e realizzarsi nel pieno rispetto della legalità e della convivenza pacifica. A giorni presenteremo un nuovo comitato per far conoscere le nostre idee alla Città".
Domani dovrebbe essere il giorno della oramai famigerata apertura delle buste per la gara di aggiudicazione del bando del nuovo piano parcheggi a Tolentino.Si attende ormai da quasi due mesi, dopo che venerdì 22 luglio, dopo la scadenza del bando, la commissione che doveva esprimersi sull'unica offerta arrivata, che si vocifera essere stata presentata da una ditta maceratese che gestisce già diversi parcheggi in tutte le Marche, aveva rinviato l'apertura della busta in quanto un componente, l'architetto Migliorisi, era assente per motivi istituzionali. In un primo momento si pensava alla settimana successiva. Poi invece il tempo è trascorso fino a quella che, stavolta, pare essere la decisione definitiva di aprire la busta domani.
Dal vicesindaco di Camerino, Roberto Lucarelli, riceviamoPrendiamo atto con soddisfazione dell’impegno del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, di sbloccare in tempi rapidi i procedimenti burocratici per il completamento della casa di riposo di Camerino. Lunedì pomeriggio, insieme al presidente della Fondazione Casa Amica, Luigi Vannucci, ed alla vicepresidente, Antonella Gamberoni, siamo stati ricevuti in Regione. Al tavolo, oltre al presidente Luca Ceriscioli, c’erano l’assessore, Angelo Sciapichetti, la dottoressa Nadia Storti, il direttore dell’Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, e l’ingegner Cesare Spuri.Dopo aver illustrato le criticità riscontrate a Camerino a seguito del sisma del 24 agosto, abbiamo sottoposto all’attenzione del presidente la necessità della città tutta e del territorio montano di poter usufruire quanto prima dei locali della nuova Casa di Riposo, soprattutto in questo momento di estrema emergenza. Già da tempo la Regione Marche aveva garantito l’impegno a risolvere la situazione, dopo aver toccato con mano le condizioni di vita degli ospiti dell’attuale struttura della Casa di Riposo. C’erano, tuttavia, dei tempi tecnici per la necessaria burocrazia, ma oggi non possiamo più permetterci di aspettare. Anche perché la nuova struttura sarebbe funzionale all’intero territorio e in particolare al Comune di Castelsantangelo sul Nera, che ha visto la sua Casa di Riposo seriamente danneggiata dal sisma e resa inagibile, con gli anziani ospiti trasferiti. Il presidente Cerisicoli ha dimostrato vicinanza alla città e si è detto consapevole della necessità di agire in considerazione dell’emergenza, superando quindi quei tempi tecnici che in un momento di tranquillità sarebbero stati fisiologici. Ha dato mandato, per questo, all’assessore Angelo Sciapichetti di accelerare per quanto possibile tutte le procedure per l’autorizzazione della variante necessaria a rendere fruibile la struttura della nuova Casa di Riposo. Nei prossimi giorni sarà nostra premura contattare l’assessore Sciapichetti per conoscere gli sviluppi e concordare il da farsi.
Dal gruppo consiliare Il Centrosinistra per San Severino riceviamoQuesta sera consiglio comunale sul tema, molto sentito, del Plesso Scolastico Luzio. Non ci avete, probabilmente, visti agguerriti a sostenere le preoccupazioni di quanti non vogliono far rientrare i ragazzi nella scuola e neanche, al contrario, a rassicurare sulla sicurezza dell’edificio.Il Centrosinistra per San Severino si è invece in questi giorni speso nell’ascoltare pareri, valutare attentamente e decifrare la documentazione ad oggi disponibile, per individuare le strade concretamente percorribili in una situazione simile. Francesco Borioni, nostro rappresentante in Consiglio, ha attivamente collaborato, pur essendo fuori per ragioni personali, con gli altri gruppi di minoranza affinché l’Amministrazione rispondesse in maniera chiara e esaustiva su questa questione, che sembra essere stata affrontata in maniera troppo frettolosa e non limpida.Sta di fatto che non ci convincono queste perizie così discordanti, non ci piace l’assoluta incapacità di esprimere una progettualità di breve termine di questa amministrazione e, soprattutto non ci piace che non si faccia ricorso a canali diplomatici ed ufficiali per la soluzione di questa situazione, optando per rocambolesche raccolte fondi.
A latere della sentenza del Gup del tribunale di Ancona che ha dichiarato il non luogo a procedere per 55 imputati e il rinvio a giudizio, ma solo per alcuni capi di imputazione per altri sei nell'inchiesta sulle cosiddette 'spese facili' dei gruppi consiliari delle Marche, arrivano le prime dichiarazioni dei diretti interessati. Durissimo il legale dell'assessore Angelo Sciapichetti, avvocato Gianfranco Formica: "Se la Procura, anziché sparare nel mucchio, avesse minimamente esaminato le carte riguardanti lo Sciapichetti, si sarebbe senz’altro evitato questo passaggio davanti al GUP, con il conseguente pesante ed ingiustificato danno di immagine. Pazienza. Ora, però, dopo la Corte dei Conti, anche un Giudice penale, particolarmente attento e rigoroso, ha confermato la ineccepibilità del comportamento del suddetto Consigliere Regionale, cosa di cui i suoi elettori – e non solo io – non avevano alcun dubbio”.Per Paola Giorgi "La giustizia ha uno stato; solido. È come se mi avessero riposizionato una parte di me: l'avevano strappato via inconsapevoli che perdere l'equilibrio reca sofferenza. È tutto tornato al suo posto ora, ed io sono diamante. Inscalfibile".Rinviato a giudizio, invece, il tolentinate Francesco Massi: "Dopo 40 anni di politica sono stato rinviato a giudizio (dopo il proscioglimento da tutti gli altri capi di imputazione ) per un peculato di 146 euro. Attenderò con ansia e trepidazione il processo del 6 dicembre".Per Francesco Comi "Sono stati tre anni di sofferenze. Questo processo è stata una prova durissima per me come persona e come segretario di un partito che rappresenta una grande comunità".Dall'inchiesta, escono tutti gli esponenti del Partito Democratico e del centrosinistra. L'unico ad essere stato rinviato a giudizio è stato Cesare Procaccini. Maceratese. Così come maceratesi, e tutti (all'epoca dei fatti) di centrodestra, sono altri quattro politici rinviati a giudizio: Ottavio Brini, Franco Capponi, Enzo Marangoni e, appunto, Francesco Massi."Non posso dire quello che penso...". Lo afferma l'ex presidente dell'Assemblea legislativa delle Marche Vittoriano Solazzi (Marche 2020) commentando il proscioglimento nel procedimento sulle 'spese facili' del Consiglio. "Posso fare - aggiunge - una considerazione di carattere personale: non ho mai avuto il benché minimo dubbio su come la faccenda sarebbe finita. Perché i fondi sono stati spesi correttamente e documentati dal francobollo alle riviste. La cosa che più mi è pesata è la gogna mediatica". La vicenda "ha condizionato il mio comportamento sul piano politico: dato che c'era un'inchiesta in corso mi sono astenuto dallo svolgere attività politica, almeno in prima persona. Ora - conclude Solazzi - si è allontanata la spada di Damocle non tanto giudiziaria quanto mediatica".Dopo l'assoluzione perché il fatto non sussiste nel processo per le cosiddette 'spese facili' in consiglio regionale, il legale dell'ex governatore Gian Mario Spacca, l'avv. Alessandro Gamberini, lo ha subito comunicato via Sms al suo assistito. "Era la formula migliore che si potesse pensare - ha detto il difensore, commentando all'assoluzione di Spacca perché il fatto non sussiste''. ''Noi - ha aggiunto - eravamo convinti che questa fosse la formula giusta perché non si tratta solo di buona fede, si tratta proprio di ritenere che non ci sia stata alcuna appropriazione. Come dire, c'è una regolarità nel modo in cui sono stati spesi i soldi che erano stati ingiustamente addebitati. Era un processo che non aveva le gambe con cui camminare e il giudice l'ha riconosciuto a noi come a molti altri".Questi i nomi degli indagati prosciolti dall'accusa di peculato nel procedimento sulle 'spese facili' del Consiglio regionale: gli ex consiglieri Luca Acacia Scarpetti; Francesco Acquaroli; Fabio Badiali; Stefania Benatti; Giuliano Brandoni; Raffaele Bucciarelli; Gianluca Busilacchi; Valeriano Camela; l'ex addetto al Gruppo dei Verdi Giuseppe Canducci; Adriano Cardogna; Mirco Carloni; Guido Castelli; Graziella Ciriaci; Giancarlo D'Anna; Antonio D'Isidoro; Sandro Donati; Paolo Eusebi; Andrea Filippini, collaboratore tra il 2010 e il 2012 con il gruppo consiliare Idv per studi e ricerche di interesse regionale; Elisabetta Foschi; Enzo Giancarli; Sara Giannini, Roberto Giannotti; Paola Giorgi; Dino Latini; Leonardo Lippi; Marco Luchetti; Maura Malaspina; Katia Mammoli; Luca Marconi; Erminio Marinelli; Almerino Mezzolani; Luigi Minardi; Adriana Mollaroli; Giulio Natali; Rosalba Ortenzi; Fabio Pagnotta, Pietro Enrico Parrucci; Paolo Perazzoli; Paolo Petrini; Giuseppe Pieroni, addetto al Gruppo Pdc; Moreno Pieroni; Fabio Pistarelli; Mirco Ricci; Lidio Rocchi; Franca Romagnoli; Angelo Sciapichetti; Daniele Silvetti; l'ex presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi; Franco Sordoni; Oriano Tiberi, Gino Traversini; Umberto Trenta; Luigi Viventi; Roberto Zaffini e Giovanni Zinni.
L’onda sismica del 24 agosto, tragica nel cratere intorno all’epicentro di Accumoli, ha provocato anche danni alle cose in un vasto comprensorio, compreso il centro storico di Montelupone che, in linea d’aria, dista 81 chilometri dalla “faglia assassina”: strade e porte murarie chiuse, un paio di sgomberi, case e chiese inagibili, palazzo comunale e palazzetto dei priori parzialmente impraticabili, traffico rivoluzionato.Oggi, dopo quasi tre settimane dal drammatico evento, abbiamo incontrato il sindaco Rolando Pecora per fare il punto sulla situazione.Le tre chiese. La S. Pietro e Paolo, lesionata, è di competenza della curia vescovile; la millenaria san Francesco verrà valutata entro venerdì dai tecnici della sovrintendenza e forse verrà riattivata in tempi abbastanza brevi; santa Chiara è per ora irrecuperabile, perché avrà bisogno di finanziamenti cospicui. Le messe, che sono state celebrate all’aperto, nel parco Franchi, ora vengono officiate nella sala parrocchiale, ex chiesa del Crocifisso. L’abbazia di san Firmano è agibile e, anzi, sabato 17 il vescovo Marconi inaugurerà il nuovo presbiterio.Le vie interne: mentre via Borgianelli e via XX settembre verranno riaperte a breve, il vicolo Andreotto resterà chiuso a lungo, comportando la messa in sicurezza di un grande edificio disabitato e privato.Le porte murarie: l’attuale inagibilità delle vie Borgianelli e XX settembre in pratica vanifica l’utilizzo di porta Ulpiana; il traffico della porta del Cassero, quasi unico accesso attuale al paese, è regolato in entrata e in uscita da un semaforo provvisorio; la porta del Trebbio non comunica con la rete viaria interna; la porta S. Stefano (o Marina), davvero nevralgica per la circolazione sia pedonale che veicolare, verrà riaperta a breve termine, se non altro per la risolutezza, o la “tigna”, del sindaco: chiusa in toto venerdì scorso per la caduta di frammenti, abbisogna di un intervento semplice e rapido. Trattandosi però di un manufatto storico, è entrata in ballo l’interpretazione di una circolare del Ministero dei beni culturali e i vigili del fuoco hanno negato il proprio risolutivo intervento. Gli insistiti contatti tra il sindaco Rolando Pecora e l’ingegnere Camilla Tassi, del Ministero dei beni culturali, ha finalmente generato una soluzione e, a giorni, o interverranno i vigili del fuoco con l’autoscala, o il sindaco provvederà con altri mezzi, liberando così il paese da una “morsa” poco vivibile. In serata, intanto, in vista dell’apertura dell’anno scolastico il sindaco incontrerà gli operatori scolastici e le famiglie nella palestra della scuola primaria.
Riceviamo e pubblichiamo l'intervento fatto in aula consiliare di Luca Marconi, consigliere regionale dell'UDC:"Noi vivremo i prossimi quattro anni con questa vicenda, la legislatura intera di questo Consiglio regionale sarà segnata da questo evento, quindi riconoscendo da una parte il grande lavoro della Protezione civile regionale, prendo questo spunto per dire che non è stato solo il frutto di un lavoro straordinario fatto nel presente, nel passato gli eventi sismici portavano ugualmente a grandi mobilitazioni, però un po' più scomposte. Ricordo che quando ero ragazzo, penso soprattutto all'Irpinia, partivano migliaia, decine di migliaia di giovani, di ragazzi, dagli scout a quelli meno organizzati, ma in maniera un po' più scomposta, adesso abbiamo un'organizzazione molto precisa, molto puntuale. Sabato sono stato ad Arquata, subito dopo l'incontro fatto con l'Assessore Sciapichetti ed con tutti i Sindaci della Provincia di Macerata ed ho visto grande ordine, grande decoro, grande organizzazione, tanta, nel senso che in qualche tratto di strada era difficile passare più che per le macerie per l'enorme numero di mezzi di soccorso presenti. Ma in queste fasi è meglio esagerare perché anche da un punto di vista psicologico tanta presenza induce a maggiore tranquillità, chiaramente questo nel giro di qualche settimana non sarà più e saremo in una fase diversa.Credo che dovremo ringraziare tutti i nostri funzionari regionali della Protezione civile degli anni passati, a cominciare dal dott. Oreficini, perché se siamo a questo punto è grazie al fatto che pazientemente, anno dopo anno, si è lavorato in questo senso.Pongo una questione di natura pratica, capisco che la proposta potrà sembrare bizzarra ed originale, e mi auguro anche che la stampa abbia modo di riprenderla, ricordo per la piccola esperienza avuta, forse sono l'unico in questo Consiglio ad aver fatto della precedente Giunta, che con 10, 11 Assessori e con il Presidente era difficile andare avanti, oggi con 6, 7 l'ordinario è già pesante, immagino che l'aggravio sarà enorme. Se le cifre dicono il vero, si parla già di 13 miliardi, 15 miliardi e le Marche ne avranno una parte consistente, noi avremo, Assessore Cesetti, un bilancio nel bilancio da gestire. Lo dico non perché ho sfiducia nei confronti dell'ottimo Presidente Vasco Errani, io l'ho conosciuto in Conferenza Stato-Regioni e penso che brillasse per due qualità: un sano pragmatismo e la capacità di mediazione enorme, riusciva a mettere insieme la Lombardia di Formigoni o Maroni e la Sicilia di Crocetta, quindi sa lavorare, sicuramente la scelta è stata opportuna e necessaria perché abbiamo 4 Regioni, però io non vorrei che in tutto questo contesto l’istanza politica venisse meno.Mi dispiacerebbe dover dire ad un Sindaco della mia provincia: “Va a parlare con il funzionario che ti ha mandato Errani” a me piacerebbe poter dire: “Va a parlare con l'Assessore Sciapichetti, con l'Assessore Bravi per la scuola, con l'assessore Casini per l'agricoltura, per le infrastrutture e quant'altro, o magari anche con lo stesso Presidente”.Una leggina, ci vogliono 20 secondi, visto che c'è tutta questa solidarietà, che metta in condizione le Regioni interessate di poter aumentare di 1 o 2 posti all'interno del Consiglio regionale la stessa composizione della Giunta. Penso che sia il minimo e non sto parlando di Commissari straordinari, sto parlando di Assessori, organo politico, con il quale potersi rapportare, che possa svolgere anche quell'attività importante di mediazione, di informazione, di raccordo, perché qui non si tratta soltanto di dare soluzioni tecniche. La riunione di Castel Sant'Angelo che è durata 4 ore, non sarebbe stata la stessa se lì fossero stati presenti solo il Questore, il Prefetto, naturalmente il Capo della Protezione civile, ma la presenza del Presidente della Provincia, dell'Assessore Sciapichetti, di noi Consiglieri regionali ha creato un altro clima.Ci sarà bisogno di molte mediazioni, quindi ritengo che questa proposta, se il Presidente, se l'intero Consiglio ritiene di poterla avanzare non sarà un costo, cioè un Assessore, due Assessori che si occupino di questa materia ed alleggeriscano il resto. Lo dico anche per un'altra considerazione, proprio perché voglio guardare ai tempi lunghi, non vorrei che l'emergenza terremoto trasformi in emergenza l'ordinario, cioè che con il tempo siate costretti a trascurare, non per pigrizia, per accidia o per incapacità, ma per oggettiva necessità.Le polemiche, come tutte le forme critiche in democrazia, ci stanno tutte, non ho mai amato gli appelli all'unità necessaria, è giusto che ognuno dica esattamente quello che vuole, l'importante è che le cose vengano riportate in maniera corretta, quindi ha fatto bene per esempio nel corso di questo dibattito, il Presidente Ceriscioli a precisare immediatamente una questione che era stata sollevata dal Consigliere Carloni.Non so quale sarà il modo con cui il Governo vorrà finanziare questa cosa, le strade sono sempre quelle, penso che sarà molto difficile trovare nuove risorse dal bilancio corrente o da quello che verrà. La strada sarà quella delle tasse o quella dell'indebitamento, se ci è consentito l'indebitamento allunghiamo l'ipotesi dei benefici perché adesso ci precipitiamo tutti a raccogliere 1.000 euro, 5.000 euro, 100.000 euro, benissimo, ma immaginare un beneficio, immaginare il lancio di un buono postale o del tesoro a 10 anni, perché quelli ordinari gli interessi non li dà, anzi li dà sotto zero quindi il problema non si pone, ma un buono bloccato per 10 anni, 10.000 euro al 2%, significa che già regaliamo 2.000 euro, questo sarebbe un impegno serio, per chi può. Lanciato alla totalità degli italiani è un modo per distribuire questo debito addosso al Governo su 10 anni e quindi immaginare che i 10, 15 miliardi siano pagati un miliardo e mezzo all'anno e già una cosa molto più semplice che doverli tirare fuori a botte immediate.Una cosa che non ho sentito, ma ho sentito in quella assemblea, qui si tratta prevalentemente di Comuni colpiti e quelli montani vivono un po' di agricoltura, un po' di qualche piccola attività artigianale e una parte non consistente, né prevalente, però significativa vive di turismo. Che cosa dicono questi sindaci? L’avranno già detto, rispetto all'altro terremoto, penso soprattutto al maceratese ed in parte all'ascolano che ha sentito il terremoto di Colfiorito, l'altra volta è avvenuto in un periodo non turistico, questa volta la scossa un vissano o un abitante di Castel Sant'Angelo non l'hanno subita, l'altra volta l'hanno sentita molto di più, è stata molto più potente con danni visibili, a Visso sono cadute intere abitazioni, questa volta ci sono molte lesioni, ma non ci sono stati crolli significativi, forse anche per qualche intervento fatto nel momento, però la paura loro è quella, cioè noi ci troveremo già dalla stagione invernale per non parlare delle altre, in una situazione …, quindi penso ad una raccomandazione ovvia, di mettere in conto sui fondi europei, visto che di bilancio ne avremo poco, un piccolo piano di intervento nel quale diamo e facciamo manifestazioni significative in loco, io già ne ho immaginata una con il Comune di Recanati - visto che Visso e Recanati hanno in comune lo scrittore noi e loro il manoscritto originale dell'Infinito - per dire facciamo una cosa insieme, “L'infinito festival” invece che farlo a Recanati portiamolo a Visso, cioè immaginiamo delle iniziative che fanno vedere che a Visso la gente ci ritorna ancora, ci cammina, ci vive ed il turista che è scappato in mutande purtroppo è stato veramente disastroso, soprattutto per le popolazioni di Roma e del Lazio che conoscono il terremoto, la loro paura terribile è quella che qui dall'anno prossimo non torni più nessuno. Grazie".Per leggere tutto il testo integrale clicca qui
Si è conclusa recentemente la fase di presentazione di progetti per l’inserimento nel “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie e delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”, indetto per il 2016 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che pone come obiettivo la rigenerazione del tessuto urbano e sociale di luoghi caratterizzati da marginalità e carenza di servizi, in un’ottica di sostenibilità e aumento della “resilienza urbana”.Il Comune di Macerata presenta la sua candidatura al programma attraverso un progetto mirato alla rigenerazione del Centro Fiere di Villa Potenza: tutta l’area del Foro Boario è infatti considerata dall’Amministrazione come una delle zone strategiche della città, per le quali esplorare ogni possibilità di rigenerazione e sviluppo, una delle quali rappresentata proprio dal bando: il Foro Boario, rispondendo perfettamente alle caratteristiche richieste per la partecipazione, presenta tutte le potenzialità utili per svolgere un ruolo di riaggregazione urbana, e “nuova centralità” nel sistema insediativo intercomunale, rappresentando un'eccellenza e un luogo di riferimento per tutta la città. La riqualificazione dell'area potrà ripartire dalla tradizione economica fondata sull'agricoltura, intesa come nuova fonte d'innovazione sociale, di opportunità economiche, di reddito, di lavoro e ricerca, consentendo anche lo sviluppo di programmi avanzati d'inclusione sociale.Il progetto, denominato O.R.T.I., acronimo per Occupazione Rigenerazione Territorio Innovazione, riparte dalla tradizione fieristica del Centro Fiere, completamente risanato, aggiungendo al contempo altre funzioni integrate e complementari tra loro in grado di generare reddito, occupazione, mobilitazione di risorse disponibili su scala locale, fornendo allo stesso tempo strumenti innovativi contro il degrado e la marginalità sociale.“Il bando – interviene l’assessore all’Urbanistica, Paola Casoni - presenta una concreta opportunità per il rilancio di un’area, quella del Foro Boario, che l’Amministrazione considera strategica e sulla quale stiamo valutando idee e proposte progettuali ad ampio spettro. Il progetto “O.R.T.I.”, calibrato sulle caratteristiche di bando, va a riscoprire quella chiave identitaria legata all’agricoltura ed all’ambiente, tipica del nostro territorio, coniugandola in modo innovativo ed altamente tecnologico e restituendone la capacità di collante sociale. Gli interventi inoltre prevedono la rifunzionalizzazione delle strutture esistenti senza la creazione di nuovi volumi né ulteriore consumo di suolo, in un’ottica di valorizzazione dell’esistente”.La proposta presentata dal Comune si divide varie parti e prevede innanzitutto la riqualificazione degli attuali due padiglioni centrali, che saranno potenziati per accessibilità, sicurezza, funzionalità e igiene. In particolare, accanto alla bonifica delle coperture in amianto, verrà data una nuova veste architettonica con rivestimento in vetro e acciaio, mentre tutta l'area verrà dotata di servizi di connettività avanzati. I due padiglioni saranno collegati tra loro, e con un terzo spazio contenente uffici, aule seminariali e didattiche.O.R.T.I. mira inoltre a favorire lo sviluppo innovativo di aziende esistenti e l'avvio di nuove imprese start-up legate al comparto agricolo attraverso la creazione di una piattaforma aperta dedicata ad aziende, associazioni e aspiranti imprenditori per raccogliere idee, modelli, processi, prodotti e servizi di innovazione nel settore agrifood. Nelle aree di proprietà comunale e dell'Ircr saranno avviati progetti di agricoltura urbana, orti urbani e agricoltura sociale finalizzati alla realizzazione di una filiera a chilometro zero con vendita dei prodotti in locali destinati al commercio. All’interno del complesso principale sono previste aree per la vendita diretta di produzioni biologiche e/o di qualità, affiancandole a un'area di ristorazione a filiera corta e a “botteghe didattiche” a tema, con annessa foresteria polifunzionale.Il tema ambientale è forte anche nell’impostazione del progetto mirata all’autosufficienza energetica, affiancata ad un’ottica di sensibilizzazione verso le nuove generazioni attraverso l'allestimento di un laboratorio didattico dedicato alle fonti rinnovabili. L’area prevede inoltre la realizzazione di un'arena polivalente per concerti e spettacoli, la creazione di aree verdi polivalenti lungo la sponda del fiume Potenza e di un percorso pedonale con arrivo nell'area archeologica di Helvia Recina, punteggiato da pannelli che ne raccontino la storia, creando una forte connessione tra le due centralità.Le indicazioni di bando prevedevano inoltre il coinvolgimento di co-investitori e partner esterni, allo scopo di evidenziare la messa in moto di risorse ed energie come effetto moltiplicatore dell’intervento. A tal proposito è stata raccolta la convinta adesione al progetto da parte del Cluster Agrifood Marche (Clam), ente operante per l'innovazione della filiera agro-alimentare, composto dalle quattro università marchigiane, istituti di ricerca, imprese legate al mondo agricolo e alimentare, associazioni di categorie e società di servizi. Il Clam fornirà assistenza e coordinerà in progetti relativi all'innovazione e alla formazione. La piattaforma commerciale, la ristorazione la foresteria verranno affidate a privati a fronte del pagamento di un canone. Altro partner fondamentale è l’Ircr, proprietaria delle due aree agricole limitrofe alla zona del Centro Fiere, che aderisce al progetto mettendo a disposizione l'utilizzo di parte dei propri terreni per i programmi di agricoltura sociale e le attività sperimentali di agricoltura innovativa. I partner per le funzioni di autoproduzione di energia, realizzazione dei servizi di connettività e gestione dell'arena polivalente, per le quali sono state raccolte manifestazioni d’interesse, verranno individuati in seguito con procedure di evidenza pubblica.Il costo generale dell'intervento ammonta a oltre 16 milioni e 600 mila euro, dei quali circa 12 milioni e 400 mila euro richiesti come contributo statale.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del PD di Camerino:"Le azioni messe in essere dal Governo Nazionale e da quello Regionale nel 1997, dall'emergenza alle fasi di sistemazione post-emergenza fino alla gestione della ricostruzione, rimangono un esempio unico di efficienza, trasparenza e lungimiranza nello storico di eventi purtroppo numerosi nel nostro Paese.Dopo la disastrosa gestione del Presidente Berlusconi del sisma a L'Aquila, questa volta il Governo si è mosso subito e bene, e le dichiarazioni del premier Renzi lasciano ben sperare nella possibilità di risolvere sia i problemi attuali legati al terremoto, sia in quella di aumentare la prevenzione dei rischi e dei danni cui si sarà esposti in futuro, perchè il Paese più bello del mondo ha anche una larga parte del territorio a rischio sismico.Veloce è stata la gestione dell'emergenza, velocemente è arrivato il decreto di aiuto per la sistemazione autonoma, che non è cosa da poco, perchè un conto è stare nelle tende o nei centri di assistenza collettiva, altro è poter disporre di una casa.Sorgono però una serie di problematiche che possono aggravare la situazione già disagiata per chi ha avuto la casa dichiarata inagibile.È infatti importante a livello locale porre in essere dei provvedimenti che agevolino le persone, specie quelle più vulnerabili, cui il decreto è rivolto.Innanzitutto andrebbero calmierati gli affitti e posti dei tetti massimi sulle cifre che possono essere richieste, e in aggiunta andrebbero sensibilizzati i locatori a non chiedere mesi anticipati o di caparra, perchè questo crea ulteriori problemi a chi è già senza casa e con difficoltà economiche, nonostante l'aiuto dello Stato; naturalmente questo discorso va esteso anche agli affitti di immobili destinati ad attività commerciali o professionali che si trovino senza sede perchè inagibile.Potrebbero inoltre esserci persone che non riescono ad avvalersi di questo aiuto, magari perchè sole o straniere, e un massimo di 300 euro potrebbe risultare insufficiente a gestire la situazione; del resto con l'arrivo dell'autunno non è pensabile lasciare la gente a dormire al palazzetto con evidenti difficoltà per quanto riguarda il vitto e l'igiene.Pensiamo che nel nostro territorio i casi possano essere talmente pochi che l'Amministrazione stessa potrebbe farsi promotrice di una maggior assistenza stipulando convenzioni con strutture recettive che garantiscano vitto e alloggio o gestendo direttamente alcuni appartamenti come case in coabitazione per gruppi di persone.L'Amministrazione comunale potrebbe cogliere l'occasione per avviare la procedura di inserimento di Camerino tra i Comuni ad alta densità abitativa (considerata anche la cospicua presenza di studenti rispetto alla popolazione) in modo che la calmierazione degli affitti diventi di fatto un obbligo, che comunque garantirebbe vantaggi fiscali anche ai locatori.L'emergenza più impellente è comunque rappresentata dalle scuole. A pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico non si è ancora giunti ad una soluzione funzionale e condivisa.Sui giornali sono apparse notizie discordanti, dalle scuole agibili alle dichiarazioni di inagibilità, dalla richiesta di container alla dichiarazione che invece non serviranno. La Provincia non ha ancora risposto alla richiesta dei locali disponibili presso il nuovo polo didattico, ma di certo non sarà molto funzionale la soluzione di smembrare in parte in centro ed in parte a Madonna delle Carceri la Scuola Media, con enormi disagi per famiglie e docenti che dovrebbero fare la spola tra le due sedi.I moduli abitativi non saranno il top della comodità, ma garantiscono sicurezza e permettono di organizzare meglio di quanto proposto finora la logistica della Scuola Media e il fatto che il Comune li abbia richiesti e poi ripudiati, non pare serio. Così come le aule libere al polo scolastico di Madonna delle Carceri in disponibilità dei Geometri, che non essendo al momento utilizzate potrebbero essere rese disponibili per la Scuola Media. Ad ogni modo, stante che era già in disponibilità una cospicua cifra per la sistemazione del Betti, entrambe le soluzioni sarebbero realmente temporanee.Vorremmo fare un richiamo ad un dialogo costruttivo sia all’Amministrazione comunale che ai Dirigenti scolastici, il pensiero di tutti dovrebbe essere rivolto alla sicurezza e alla serenità dei ragazzi; la massima disponibilità a collaborare ed un pò di umiltà da parte di ciascuno potrebbero essere ottimi presupposti alla risoluzione dei problemi legati alla riapertura delle Scuole. In questo periodo particolare ci pare che l’Amministrazione sia più preoccupata ad essere presente sulla stampa con comunicati e conferenze stampa scagliandosi contro Regione, Provincia, Governo, piuttosto che trovare soluzioni ai problemi della città".
Promosso ieri pomeriggio a San Ginesio dal PD Marche e dal suo gruppo consiliare il primo di una serie itinerante di incontri pubblici con gli amministratori locali sui problemi causati dal terremoto.All'incontro, convocato dal segretario regionale Francesco Comi e dal capogruppo Gianluca Busilacchi, alla presenza della vicepresidente Anna Casini, dell'assessore alla ricostruzione Angelo Sciapichetti, del consigliere Francesco Micucci, erano presenti l’on. Irene Manzi, numerosi sindaci, amministratori locali (Civitanova, Macerata, Tolentino, Camerino, Corridonia, Ussita, Urbisaglia, San Ginesio, Colmurano, Belforte, Caldarola, Loro Piceno, Morrovalle, Monte San Giusto, Montecassiano, Castelraimondo, Matelica, Pollenza, Sarnano) e i consiglieri provinciali del centro sinistra.Tutti i dirigenti e amministratori del PD hanno chiesto un impegno totale del partito sul tema della ricostruzione post sisma e la fine di ogni polemica e bega interna.I presenti hanno espresso agli amministratori regionali quesiti, dubbi, chiarimenti, proposte. L’incontro è stato molto utile e concreto. Il prossimo si svolgerà nella provincia di Ascoli Piceno. Tutti gli appuntamenti organizzati dal PD saranno aperti al pubblico e si svolgeranno mensilmente ed in modo itinerante.
Dal Gruppo Consiliare San Severino Marche 2.0 PD-NCD riceviamo: “La Regione ha ridisegnato il futuro dell’ospedale”, è questo il titolo del comunicato dove l’amministrazione Comunale rivendica il risultato ottenuto grazie all’importante lavoro di squadra condotto fin dal suo insediamento. Quanto riportato nella Delibera di Guinta Regionale n° 959 del 08/08/2016 è l’esatto documento sottoscritto dal Presidente della Regione Marche in data 24/05/2016 al prot. 335645 a firma anche del precedente Sindaco Cesare Martini. Il tutto nasce dalla concertazione politica delle forze di maggioranza (PD) che ha prodotto nel gennaio 2016 alla prima risoluzione sul futuro del nosocomio Settempedano la quale prevedeva “almeno 62 poati letto in totale di cui 48 ordinari e 14 in DH/DS (day hospital e day surgery) in totale”. Quanto concertato dall’attuale amministrazione ha prodotto un impoverimento delle attività del Presidio Ospedaliero di San Severino Marche, infatti rispetto a quanto concordato, sono scomparsi posti letto ordinari complessivi rispettivamente: U.O. Medicina Generale da 21 +5 indistinti di oncologia + 4 DH (day hospital) oncologico a 26 in area medica: risultato - 4 posti letto in DH (day hospital); Area Chirurgica da 2 + 6 DS (day surgery) di oculistica + 18 + 4 DH (day hospital) di Ginecologia + 4 + 1 DH (day hospital) di Pediatria a 16 posti letto complessivi: risultato – 8 posti letto ordinari e – 5 posti letto in DH (day hospital) e – 6 posti letto in DS (day surgery); Per giustificare il premio a San Severino sono stati introdotti 20 posti letto rispettivamente 10 di Lungodegenza e 10 di Cure Intermedie che non sono posti letto residenziali e quindi ospedalieri ma semi residenziali (Ospedali di Comunità). Il tutto nella totale condivisione (negligenza), o peggio nella consapevolezza dell’amministrazione attuale. Di tutta l’attuale situazione ci si domanda dove sia la voce dei vari comitati a difesa dell’Ospedale che in passato tanto hanno contestato il documento prodotto a gennaio 2016 frutto di una concertazione fattiva con l’Amministrazione Regionale. Si ritiene che su tali argomenti che sono di vitale importanza per l’intera cittadinanza fosse stato necessario un coinvolgimento di tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione e dei comitati. L’amministrazione Comunale ora dovrà rispondere ai cittadini di San Severino Marche del danno causato a tutti sulla leggerezza con cui ha affrontato tale questione".
A Tolentino si è formato "Cittadini con i cittadini", un comitato per il no alla riforma costituzionale."La fondazione di questo comitato" spiegano i promotori "si fonda sulla consapevolezza della necessità che “ciascun cittadino” riprenda il corredo culturale e politico dei Costituenti del 1947 quando, fra gli altri, Aldo Moro, Pietro Nenni, Ugo La Malfa, Palmiro Togliatti concepirono la Costituzione come pre-requisito di comportamenti democratici e antifascisti ampiamente condivisi al di là delle maggioranze governative del momento.C’è un largo consenso sull’esigenza di aggiornamenti della Carta Costituzionale. Tale consenso, però, è usato dall’attuale proposta di referendum per evitare il confronto politico e sociale necessario.Emerge in modo ostinato e preoccupante il tentativo di affidarsi ad “un uomo solo al comando” come terapia mentre invece è la malattia.I corposi cambiamenti presentati, per l’ enorme importanza che rivestono, non possono essere decisi da un governo per di più privo di mandato popolare e di un Parlamento costituito con legge elettorale illegittima.Men che meno possono essere accettati per fede e appartenenza politica.Una buona Costituzione si scrive quando non fa tutto da sola ma incoraggia l’organizzazione di risposte innovative. Per trent’anni troppi politici hanno ripetuto che la governabilità fosse più importante della rappresentanza. Il risultato è la disaffezione al voto quasi fino alla soglia critica del 50%.Dobbiamo riportare in primo piano le funzioni degradate: il progetto per il Paese, l’identità culturale e la selezione di una classe dirigente.Questa è l’eredità che dobbiamo raccogliere e dimostrare di meritare dai nostri Padri Costituenti".VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2016 ALLE ORE 21.00 PRESSO L’AUDITORIUM BIBLIOTECA FILELFICA DI TOLENTINO INIZIATIVA PER IL “NO” CON IL SENATORE DELLA REPUBBLICA WALTER TOCCI
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Marzia Malaigia, consigliere regionale della Lega Nord Marche:I drammatici fatti di cronaca degli ultimi giorni hanno visto altri due imprenditori togliersi la vita per vari problemi ma sembra soprattutto per una situazione finanziaria divenuta ormai insostenibile. L’escalation di suicidi tra lavoratori e imprenditori, dovuti alla crisi economica in atto, è ormai preoccupante e non riceve adeguata attenzione da parte delle istituzioni competenti. Per questo il gruppo consiliare della Lega Nord ha presentato una mozione affinchè si attivino forme di aiuto alle imprese ma soprattutto nelle situazioni di elevato disagio per questi micro e medio imprenditori, per riuscire a fermare questa drammatica e crescente strage silenziosa.“Sono ormai anni che la crisi economica che investe il nostro Paese e la nostra regione non da scampo a chi ha un’attività imprenditoriale sommersa dalle difficoltà – afferma Marzia Malaigia - ed in questa cornice la Regione non può e non deve restare inerte. I nostri imprenditori, il motore economico delle Marche, vanno sostenuti non solo con ammortizzatori economici ma anche con un supporto psicologico che possa alleviare il senso di abbandono e di disperazione ed evitare il ricorso a tali gesti estremi. E’ purtroppo sempre più consueto leggere sui giornali che un piccolo imprenditore si è tolto la vita perché non ce la faceva ad andare avanti, a mantenere gli impegni con i suoi dipendenti, a saldare i debiti con le banche”La mozione protocollata in Consiglio Regionale firmata unitamente ai consiglieri regionali Sandro Zaffiri e Luigi Zura Puntaroni, intende impegnare la Giunta regionale, Iad attivarsi entro due mesi, un numero verde dedicato all'emergenza crisi per fornire aiuto e assistenza, in primo luogo sul piano psicologico e sanitario.E’ più che auspicabile l’istituzione, per ogni Area Vasta dell'Asur Marche, di un Punto di Ascolto consistente in uno staff operativo efficiente dal punto di vista del sostegno psicologico. Dovrà essere questa una struttura dotata di personale che sia in grado di indirizzare concretamente e senza troppa burocrazia, i cittadini e gli imprenditori verso le istituzioni ed i soggetti in grado di fornire supporti legali ed economici validi per risolvere le loro problematiche. La mozione investe anche altri soggetti in difficoltà oltre agli imprenditori, per esempio i pensionati in situazione di disagio. Si chiede difatti anche l'impegno a sottoscrivere, per quanto ancora non effettuato, accordi e protocolli d'intesa con gli enti preposti alla creazione di una rete a favore del mondo imprenditoriale e del mondo dei pensionati (istituzioni bancarie, camere di commercio, fondi antiusura, cooperative di garanzia, ecc.). La Malagia chiede inoltre all'assessore competente, di relazionare in Assemblea Legislativa e con cadenza triennale, sull'attuazione delle citate misure previste
E’ nato a Camerino il Comitato per il NO alla riforma costituzionale."Con la riforma e la legge elettorale "Italicum" rischiamo di essere defraudati dei principi di partecipazione democratica su cui si fonda la nostra società. Una riforma già ricca di spaccature all’interno del gruppo dei suoi stessi promotori" spiegano i promotori del comitato "che non fa risparmiare, non attua riduzioni di spesa né snellisce il processo amministrativo e legislativo. La sola riduzione a cui assistiamo è quella legata al potere decisionale in mano ai cittadini. Camerino non resta a guardare: partecipa attivamente in difesa dei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale.Volontari provenienti da differenti aree del tessuto sociale e dalle più disparate esperienze si uniscono in un obiettivo comune.A livello locale invitiamo associazioni, movimenti politici, federazioni sindacali (da ANPI a CGIL, fino agli esponenti locali di Forza Italia) che già hanno aderito a livello nazionale, ad unirsi al comune obiettivo del Comitato di Camerino per il NO. Un atto di responsabilità a cui nessuno può sottrarsi.Lavoriamo per la creazione di un calendario di eventi ed incontri di dibattito. Vogliamo informare i cittadini sulla Costituzione vigente, sulle modifiche proposte dalla riforma e sulle ragioni del NO. Fondamentale è la necessità di un confronto diretto e aperto con coloro che, attraverso slogan “da tifoseria”, non fanno che alimentare confusione e disinformazione attorno al tema certamente complesso. Primo incontro pubblico: mercoledì 21 settembre, ore 21.00, presso la Sala degli Stucchi del palazzo comunale di Camerino. Presiede il Prof. Paolo Bianchi, docente UNICAM di Diritto Costituzionale.L’impegno a preservare la sovranità popolare e quei diritti imprescindibili che da essa scaturiscono ci richiama ad una posizione ferma ed inequivocabile.Si tratta di un’occasione per difendere la nostra storia e non restare ad essa indifferenti.
Il più grande suicidio di massa della storia avvenne in Guyana (Sudamerica) il 18 novembre 1978. Ben 912 persone si tolsero la vita, persuase dal loro guru, Jim Jones che era ormai in procinto di essere arrestato. Jones, quando capì che il suo “regno” era agli sgoccioli, convinse i suoi adepti ad ingerire una fiala di cianuro e quindi a spararsi un colpo di pistola alla testa.
Il senatore del Partito Democratico, Mario Morgoni, all’indomani della disfatta patita alle elezioni provinciali, sta seguendo – politicamente si intende - passo, passo le orme di Jim Jones. Come guru è di gran lunga meno popolare di Jones perché i suoi adepti si fermano a quota 38. Essi adepti però hanno firmato un documento nel quale individuano come colpevoli della sconfitta non già loro medesimi, ma “alcuni sindaci e amministratori del PD” (nella prima stesura, poi edulcorata, si leggevano addirittura i nomi di Carancini, di Fiordomo e Silenzi). Poi i perfidi alleati (Bianchini, Favia e Carrabs) che non hanno rispettato gli ordini tassativi del guru. Quindi il presidente Ceriscioli che improvvidamente ha cercato di tenere unita la sua maggioranza, piuttosto che assecondare le volontà infallibili del guru e dei suoi adepti. Inoltre Antonio Pettinari che si è candidato nonostante la terribile fatwa di Morgoni. Infine tutti quelli di centrodestra che sciaguratamente non hanno votato il candidato del PD come ha fatto invece il bravo Capponi: unico avversario serio e capace di interloquire con la setta. Di conseguenza – si legge ancora nel documento – occorre una verifica immediata in regione. Perché è ovvio che se quelli di centrodestra non votano la Formica e quelli della segreteria PD non sanno fare manco le addizioni, si apre un problema tutto politico. Mancava solo l’ordine di invasione alla Polonia affinché il documento diventasse un serio caso psicopatologico-clinico-forense da tenere sotto controllo con la massima attenzione. A latere, si segnalano le dimissioni del segretario provinciale Novelli, a distanza di dieci giorni dalla sconfitta. Però meglio tardi che mai, che con certi figuri non si è mai sicuri come va a finire.
Tutto questo teatro dei pupi, ovviamente è avvenuto sotto gli occhi sgranati ed increduli di cittadini comuni, molti dei quali alle prese con il post terremoto. Pensate la scena: esterno giorno passano le immagini di distruzione. Carriole di macerie. Volontari e vigili del fuoco che lavorano tutti infangati, vecchi che raccolgono le loro povere cose dentro abitazioni distrutte. In sottofondo salgono voci di persone che litigano sempre più forte. Urlano, insultandosi a squarciagola su di chi sia la colpa della sconfitta ad una elezione di secondo grado. Sono quelli del Partito Democratico della provincia di Macerata. Non tutti, per fortuna. Solo una piccola parte, ma quella più rumorosa che va sui giornali e trascina tutti nel fango mediatico. Evidentemente a costoro degli sfollati che dormono in tenda non gliene frega una beata fava. La loro priorità è la verifica di maggioranza in Regione. Avevo scritto tempo fa che questi comportamenti mi facevano schifo. Sono stato redarguito per il linguaggio pesante che ho usato allora. Oggi ribadisco: mi fanno schifo due volte. Anzi mi fanno proprio vomitare.
Non hanno il senso elementare delle priorità. Ma non mi meraviglio più di tanto. In fondo da una generazione di amministratori cresciuta ad omogeneizzati e video games non ci si può aspettare la percezione del senso delle cose reali. Per loro tutto è virtuale. Anche la realtà che li circonda, specie se si manifesta nella sua brutale crudezza. Si nutrono solo del loro cieco e sordo cinismo. Senza bussola e senza direzione. Si atteggiano a nuova classe dirigente, ma sono capaci solo di impartire ordini da comandanti. Un club esclusivo di frustrati incapaci di dialogare nemmeno con sé stessi. Immaturi che non sanno assumersi in prima persona le loro responsabilità. Il colpevole - come in questo caso - è sempre altrove. Bambini insomma che giocano a fare i politici, quando il loro posto sarebbe sui banchi di scuola. A disegnare al massimo aste e tondi. Una somma di fallimenti generazionali plurimi che si incontra. Si annusa, si piace, si mette assieme e assieme ordisce trame. Ordina. Impone. Mette veti. Dichiara. Scrive. Giudica. Non ascolta. Non legge. Non si informa. Non si confronta. Non media. Non arriva a compromessi. Semplicemente perché ne è del tutto incapace.
Mi chiedo se non gli faccia paura sapere che tra gli amministratori della provincia solo il 33% si riconosce nel campo del centrosinistra. Che i tanto dileggiati loro avversari dell’UDC stanno lì al 27% e dove li hanno affrontati li hanno suonati dovunque. Altro che strumenti di precisione per misurali…
Che se a livello nazionale, nel centrodestra trovassero un vero leader, loro sarebbero spazzati via come paglia in un uragano. Tuttavia piuttosto che tremare davanti a questi numeri e prendere seri e urgenti provvedimenti nei territori, per recuperare credibilità e consensi, non trovano di meglio che costruire il futuro insultando ed insolentendo il prossimo: nella fattispecie sindaci e alleati.
A questo giornale, per dire, non mandano più nemmeno i loro comunicati stampa. Beninteso, sapere che ci detestano è per noi motivo di vanto ed orgoglio che rivendichiamo con forza. Una medaglia che ci appendiamo all'occhiello ed ostentiamo con tronfia immodestia. Non vogliamo avere niente a che fare con questa paccottiglia di umanità varia e talvolta disperata che non trovando meglio da fare si è data, con palese insuccesso, alla politica.
Quello che invece facciamo è un appello a tutte le forza sane del Partito Democratico. Per il bene di tutta la politica: mettete da parte le vostre divisioni e fate fronte comune contro questa esigua minoranza capace solo di strillare contro, ma inadatta a costruire. Cacciateli via subito e poichè sono pericolosi sia per se stessi che per gli altri, metteteli in condizione di non nuocere più.
Lo dico ai vari Comi, Carancini, Fiordomo, Manzi, Silenzi, Montesi e ai tanti che stanno nell'ombra, ma che sarebbero disposti ad impegnarsi in prima persona.
Il tempo dell’attendismo e della tattica, fin qui perseguito, ha prodotto questo mostro di risultato. Ascoltate piuttosto l’appello lanciato da Renato Pasqualetti: c’è un territorio tutto da ridisegnare e una politica tutta da riscrivere. Per questo c’è bisogno di un Partito Democratico forte ed autorevole che sappia confrontarsi con tutti e non di una falange perennemente armata. Peraltro non si capisce bene contro chi...