Chiusure per i negozi dei centri commerciali in primo piano nell’agenda del Presidente del Consiglio regionale, Dino Latini. “Ribadito che la priorità va data alla tutela della salute e che si devono rispettare i Dpcm del Presidente del Consiglio dei Ministri – evidenzia - comprendo perfettamente il dramma che stanno vivendo i titolari dei negozi dei centri e dei parchi commerciali ed i loro dipendenti, che devono tenere le serrande abbassate a fronte di altre situazioni che sono da ritenere analoghe e che rimangono aperte”.
Latini conferma il pieno sostegno “all’azione che il Presidente Acquaroli e la Giunta regionale stanno svolgendo nelle sedi competenti, affinchè l'interpretazione delle norme emanante avvenga tenendo conto del buon senso e dei casi concreti (leggi le parole di Acquaroli), sempre sulla base del principio che vanno evitati gli assembramenti. Questo deve valere per tutti e allo stesso modo, evitando che si alimenti la sensazione di disparità”.
Per il Presidente è indispensabile procedere nella massima unità d’intenti considerati “i colpi durissimi che stanno subendo molte delle attività produttive e commerciali delle Marche, alcune delle quali senza alcuna voce in capitolo, come tutto il settore dell’intrattenimento. Occorre una risposta risolutiva che sappia dare sicurezza sanitaria e continuità di lavoro. Ne potrebbe risentire, altrimenti, la tenuta della stabilità sociale futura. Ogni più utile iniziativa che vada in tale direzione mi troverà a disposizione nel fornire supporto all’azione portata avanti dal Presidente della Giunta regionale”.
"Periodo estremamente difficile quello che stiamo vivendo, non solo per l’emergenza sanitaria in atto dovuta alla carenza di strutture che non riguarda solo la mancanza di terapie intensive, ma alla drammaticità che si vive nei nostri ospedali, dove tutti ormai hanno paura ad andarci, quindi non si curano, perché è comunemente detto che proprio lì si prende il Covid - Lo afferma Deborah Pantana, ex-candidata al consiglio regionale delle Marche con il centrodestra, riguardo alla seconda ondata pandemica ancora in corso - Non è tollerabile nel 2020 pensare che uno si reca all’ospedale prende il Covid e lì muore, è inaccettabile quello che sta accadendo nel nostro Paese, per troppi anni si sono tagliati fondi per la sanità, per le scuole, per le strade e le infrastrutture, per dirottare tali soldi al salvataggio delle banche amiche della politica".
"Poi c’è il grande tema della sofferenza economica che stiamo vivendo - prosegue Pantana nella nota - tutto è diventato estremamente difficile, si lavora poco e il periodo commerciale più importante dell’anno, quello di dicembre fanno stare chiusi negozi, parrucchieri, ristoranti, perché chi ha aperto il suo negozio in un parco commerciale o chi ha un ristorante oggi è diventato, per questo Governo, portatore di Covid. Per il Governo bisogna lavorare dalle 5 della mattina fino alle 18 in modo tale che queste attività non contribuiscono alla circolazione del Covid. - e a tal proposito porge i seguenti interrogativi - Vorrei chiedere al Governo ma chi usufruisce di questi servizi alle 5 della mattina? Se tutti i negozi per una volta tutti uniti: sia quelli rionali, dei centri storici, dei parchi commerciali, dei centri commerciali, rimangono aperti sabato e domenica, prima di Natale, vorrei chiedere quale tipo di infrazione commettono se non quello di far sopravvivere la propria famiglia? E’ diventato un reato? Voglio vedere quale Sindaco ha ancora il coraggio di mandare i vigili urbani a fare le multe a questi negozi che rimangono aperti per la propria sussistenza, per non licenziare le persone, senza violare l’art. 13 della Nostra Costituzione. Ma se i ristoranti hanno fatto spese assurde per adeguarsi alle disposizione anti covid, perché oggi sono visti come portatori di Covid? Inspiegabile quello che sta succedendo in Italia".
"Non basta, il Dpcm del 3 dicembre prevede divieti di circolazione nelle ore notturne e l’obbligo di non uscire dal proprio Comune, nelle giornate di Natale, Santo Stefano e Capodanno tuona la candidata alle ultime regionali nella lista "Civici per Acquaroli" - Tale decreto non solo è vessatorio, ma anche antigiuridico, inopportuno ed illegittimo. In quanto tutte prescrizioni contenute in questo documento, vanno contro diritti previsti dalla Costituzione e causano danni oggettivi alla popolazione".
"Innanzitutto non ci sono motivazioni giuridiche né scientifiche alla base del divieto di libera circolazione, in netto contrasto a quanto previsto all’art. 16 della Costituzione Italiana non risponde a esigenze sanitarie, né politico-amministrative, e nemmeno al principio di buon andamento sancito dall’art. 97 della Costituzione - precisa - Non rispetta il principio di proporzionalità, che prevede che gli atti amministrativi non vadano oltre quanto opportuno per raggiungere lo scopo necessario e addirittura viola l’art. 13 della Costituzione laddove, vietando lo spostamento al di fuori del proprio Comune nelle giornate di Natale, Santo Stefano e Capodanno, configura una restrizione della libertà personale che non può essere adottata se non con atto motivato dall’autorità giudiziaria. L’istanza sottolinea addirittura come tale sacrificio totale della libertà di circolazione, oltre a non avere motivazioni logiche, né giuridiche, né scientifiche, crea addirittura i presupposti per condizioni di isolamento che potrebbero rendere necessario l’intervento di servizi sociali o sanitari, o delle forze dell’ordine, con ricadute sulla spesa pubblica".
"Infine, c’è il capitolo economico, non meno importante: «L’art. 1 del Dpcm, al comma 10, prevede l’apertura dalle 5 alle 18 di bar, pasticcerie, ristoranti e gelaterie e qui l’unico scopo che pare evidente è quello di impedire il diritto al lavoro per molte ore: chi usufruirebbe dei servizi di tali locali dalle 5 alle 8 del mattino? - si chiede la Pantana - La violazione del diritto al lavoro è una violazione dell’art 4 della Costituzione Italiana, ed inoltre questa limitazione va contro quanto previsto all’art.41 della carta costituzionale, ossia la libertà di iniziativa. Insomma, anche su questo fronte, il Dpcm prescrive regole illogiche per il contenimento del contagio e procura danno economico ai cittadini, con conseguente danno erariale, perché è ovvio che a fronte della caduta degli introiti per gli italiani, il gettito fiscale allo Stato sarà contratto".
"Alla luce di queste considerazioni, bisogna che i nostri Sindaci con un atto di coraggio si appellino a Conte inviando un istanza di revoca/annullamento di questo Dpcm del 3 dicembre - sentenzia - per un atto di buonsenso, per tutelare il benessere delle famiglie della propria comunità. Tutto questo non vuol dire irresponsabilità, ma buonsenso e coscienza di dover tutelare la salute di tutti, ma anche il diritto a lavorare e a condividere i momenti più importanti delle tradizioni cristiane con i propri cari. Lasciateci ancora sognare il Natale". Conclude la nota di Deborah Pantana.
“Con l’interrogazione presentata nel Consiglio Comunale del 30 novembre volevamo far emergere il disinteresse dell’attuale amministrazione nei confronti dell’imminente insediamento di un sito produttivo a Valle Cascia, come espansione di un’area industriale abbandonata da circa 10 anni”. Lo affermano, in una nota, gli esponenti della Lista Civica Giovani di Montecassiano.
“L’iter autorizzativo per tale insediamento – spiegano - si è basato su piani regolatori risalenti ai primissimi anni ‘ 80 del secolo scorso, di fatto inadatti all’attuale contesto urbano della frazione.
La relazione del Sindaco in risposta all’interrogazione ha dimostrato che la Giunta ed il primo cittadino non si sono interessati al problema".
“Rimproveriamo all’Amministrazione – continuano - di non aver gestito nel tempo le politiche relative allo sfruttamento del suolo. Tale inerzia ha generato delibere assurde di progettazione condivisa (vedi variante piano regolatore 1003 del 16 novembre 2020).Era dovere dell’Amministrazione interessarsi alla questione cercando soluzioni alternative.
Riteniamo sia opportuno che l’Amministrazione faccia chiarezza in merito a tale omissione al fine di non far emergere nessuna interpretazione riguardo alle ragioni del loro disinteresse. Siamo delusi per il mancato supporto dei Consiglieri di Centro Destra Unito per Montecassiano. Speriamo si tratti di un disguido e che in futuro si riesca a collaborare nell’interesse dei Montecassianesi”, concludono.
È tornato in Aula il presidente della Regione Marche. Francesco Acquaroli ieri ha terminato il periodo di isolamento iniziato lo scorso 27 novembre, in seguito all'esito positivo del tampone a cui si è sottoposta la moglie ed oggi ha partecipato alla seduta del consiglio regionale.
"Provo una sensazione piacevole e positiva dopo questo isolamento forzato che ovviamente era dovuto - dice Acquaroli -. Ho lavorato tantissimo tramite il cellulare e gli altri mezzi informatici di cui siamo dotati però chiaramente ho sempre prediletto la presenza e l'incontro fisico perchè credo che possa essere un elemento ulteriore anche per comprendersi meglio. Per questo prediligo lavorare in presenza".
Inoltre il presidente Francesco Acquaroli, chiamerà il ministro della Salute, Roberto Speranza, per chiedere una modifica all'ultimo Dpcm relativo all'emergenza sanitaria da Covid-19. "Oggi pomeriggio proverò a chiamare il ministro Speranza per chiedere se è possibile rimettere mano a questo Dpcm - dice Acquaroli-. Per chiedere ufficialmente, anche se tramite una telefonata, di poter avere da parte del Governo almeno un'audizione su queste questioni che ritengo siano paradossali in alcuni casi".
Il governatore marchigiano descrive poi la caratteristica del territorio marchigiano fatto di tanti piccoli Comuni. "La richiesta numero uno è quella di applicare la logica del buon senso - continua Acquaroli -. Noi abbiamo alcuni territori dove nel lato destro di una strada provinciale c'è un Comune mentre nel lato sinistro della stessa strada ce n'è un altro. In base al Dpcm noi chiederemmo ai nostri cittadini il 25-26-31 dicembre di non attraversare la strada: sono dei paradossi a cui dobbiamo mettere mano per non cadere nel ridicolo. Un conto è mettersi in sicurezza rispettando tutte le misure precauzionali mentre un conto e' scendere nel ridicolo".
L'ex parlamentare di Fratelli d'Italia specifica poi che "il rischio che si va ad innescare in alcune situazioni è un rischio praticamente inesistente" ed inoltre che "paragonare uno dei tanti borghi del nostro entroterra con una grande città è sbagliato di principio".
(Agenzia DIRE)
Il Consiglio Direttivo di Anci Marche ha scelto all’unanimità Anna Ortenzi, quale membro individuato da Anci Marche del gruppo operativo delle Anci regionali coinvolte nel Sisma Centro – Italia.
La consigliera comunale di maggioranza, con delega alla ricostruzione del Comune di Camerino, rappresenterà le Marche nel tavolo tecnico delle 4 regioni coinvolte nel sisma del 2016. “Permettetemi di dire – commenta il sindaco Sandro Sborgia - che siamo tutti estremamente soddisfatti e orgogliosi della nomina di Anna Ortenzi e siamo sicuri che saprà esercitare al meglio questo nuovo importante incarico. Con lei Camerino è in prima linea nel dare una svolta alla ricostruzione”.
Il gruppo interregionale coordinato da Roberto Oreficini, è costituito da un membro tecnico scelto dalle rispettive Anci regionali di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo (le quattro regioni colpite dal terremoto) e si riunisce con cadenza settimanale. Anna Ortenzi è stata, tra gli altri Comuni, anche segretario comunale a Camerino. Il gruppo operativo lavora a stretto contatto con la struttura commissariale e con gli uffici di Anci nazionale.
Avvicendamento sui banchi del Consiglio regionale in seguito alle dimissioni del consigliere Mauro Lucentini, capogruppo della Lega, destinato a subentrare in Parlamento all’assessore regionale Giorgia Latini. Al suo posto entra per surrogazione Marco Marinangeli, primo dei non eletti nella circoscrizione di Fermo. “Giorno straordinario ed emozionante” le prime parole di Marinangeli.
Il passaggio di consegne era sostanzialmente già noto a seguito della nomina della deputata Giorgia Latini ad assessore regionale, con conseguenti sue dimissioni dalla Camera. Proprio la Camera è la destinazione del dimissionario dal Consiglio regionale delle Marche Mauro Lucentini che, alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 si era piazzato al secondo posto dietro Giorgia Latini, nel collegio plurinominale Marche 1.
Marco Marinangeli, nato il 31 maggio 1966 a Porto San Giorgio, Comune dove è stato assessore, candidato sindaco e ha finora svolto il ruolo di capogruppo della Lega. “E’ un giorno straordinario ed emozionante – ha affermato Marinangeli rivolgendo un saluto all’Aula – anche e soprattutto per la nuova responsabilità di cui sono stato investito”.
"Adesso basta! Dopo Villa Eugenia, dopo il liceo scientifico, dopo le licenze per nuove costruzioni in riva al mare, i riammagliamenti, dopo “l’affaire” dei parcheggi sotterranei (ma qui il popolo ha reagito e lo ha bloccato), dopo il Covid Hospital che, di fatto, ha reso la nostra provincia una delle più contagiate d'Italia; la scandalosa storia della liquidazione al gestore della fiera (senza che mai ne abbia fatta una), dopo i 130.000 euro “elargiti” per il Motor Days contro il parere di cittadini e anche di molti membri della stessa maggioranza; la giunta anche stavolta ha dimostrato di non avere nel cuore questa città e i suoi abitanti con l'ultima "medaglia": la benedizione di un'operazione, tanto fumosa quanto nociva per Civitanova, come quella per la vendita di Stella Maris". È quanto affermano Carlo Centioni e Ivo Costamagna, coordinatori del gruppo 'Uniti per Civitanova'.
"Si parla di un compromesso già fatto con la proprietà da parte di un gruppo di imprenditori... e, tra l’altro, che c'entra Marzetti in questa vicenda? Sarebbe auspicabile che qualcuno illustri lo stato di avanzamento di questa trattativa e come viene condotta" aggiungono Centioni e Costamagna.
"Con i soldi della vendita di Gas Marca il comune potrebbe o esercitare il diritto di prelazione per l'acquisto a fini sociali (come diceva lo stesso Marzetti) oppure per accendere un mutuo trentennale sempre per l'acquisto - sottolineano dal gruppo 'Uniti per Civitanova' -: in una città che si vanta di essere ricca e proiettata verso il futuro è triste, anzi inammissibile, che vada perduto l'ultimo grande edificio, naturalmente vocato a residenza per anziani, necessario e improcrastinabile considerata la crescita e l'invecchiamento della popolazione che deve rivolgersi per l'ospitalità ai suoi anziani sempre più spesso ai comuni limitrofi. Al problema si accenna nella proposta del privato ma il privato investe, ovviamente, per lucro e pertanto è lecito dubitare".
"Per quanto riguarda noi di “Uniti per Civitanova” è giunto il momento di reagire, con la costituzione di un comitato, andando nei quartieri. Sarà una battaglia di civiltà e di buon senso per amore di Civitanova considerato anche il...rumoroso silenzio dell’opposizione presente in Consiglio Comunale" concludono Centioni e Costamagna.
"L'orizzonte non lascia intravedere buone speranze dopo la Direzione regionale del Pd avvenuta domenica sera". È quanto afferma Romano Carancini, Consigliere regionale del Partito Democratico.
L'ex sindaco di Macerata, con una serie di "se", conferma lo sguardo critico nei confronti del proprio partito: "Se la Presidente della Direzione Regionale del PD Silvana Amati, ancor prima di ascoltare la relazione del Segretario Giovanni Gostoli, “impone” urgentemente il dovere di votare alla fine della Direzione, con una fretta sospetta, dopo che per mesi si era ritenuto non urgente la discussione sulla sconfitta alle regionali. Se il Segretario Regionale Giovanni Gostoli illustra in un’ampia relazione le ragioni della sconfitta del PD attribuendo le responsabilità politiche, amministrative, sociali di quanto accaduto a tutti, tornando indietro nel tempo agli ultimi 15 anni, ma assolve sostanzialmente chi ha governato nell’ultimo anno e mezzo il PD e in particolare le scelte della storica sconfitta di 3 mesi orsono".
"Se - aggiunge Carancini - il Segretario Giovanni Gostoli, dopo aver dichiarato pubblicamente le proprie dimissioni, si candida a guidare, con tutta la segreteria, la delicata e non breve fase verso il congresso, transizione che comporterà scelte e strategia che proprio in questo tempo saranno i fondamenti di un percorso lungo e di indispensabile cambiamento. Se alla disponibilità di avviare una fase pre-congressuale, unitaria, inclusiva, aperta alle diverse ricchezze di questo partito, mandando alla nostra gente un messaggio di ripartenza e principio del cambiamento corale rispetto al partito diviso e ostile con sé stesso che tanti conoscono, se a questa proposta Giovanni Gostoli, nella propria replica dopo la discussione nella Direzione del partito, resta totalmente indifferente e, anzi, si affretta a chiedere un voto, addirittura on line anche a chi non era presente nella Direzione".
"Si continua a voler mantenere un partito diviso per correnti, dipendente da pochissimi personaggi" afferma il consigliere regionale maceratese che rincara la dose aggiungendo come "si trasmette un pessimo messaggio non solo ai nostri iscritti ma anche e soprattutto a tutti coloro che ancora credono che il Partito Democratico possa costituire un interlocutore allo strapotere delle destre in questa Regione; si ipoteca consapevolmente una frattura nel gruppo consiliare regionale del PD; non si comprende che trasmettiamo un messaggio di autoconservazione soprattutto all’esterno, luogo nel quale dovremmo ricostruirci una credibilità; non si ha il coraggio di guardare in faccia al futuro mettendo in discussione gli ultimi 15 anni di gestione del potere all’interno del PD, compreso il tempo dell’ultima storica sconfitta che i marchigiani ci hanno inflitto; si seppellisce la vitale necessità di svolgere un’opposizione dura e, allo stesso tempo, anche capace di ricostruire l’affidabilità della politica fatta di visione e proposte concrete".
"Ho fiducia che la nostra base - conclude Carancini -, le nostre persone, ci facciano risvegliare dal sonno della ragione e dell’indifferenza verso il compito di responsabilità che dobbiamo sentirci addosso per coloro che rappresentiamo, ma soprattutto verso i valori che il PD assume nel proprio atto fondativo. Ho fiducia che i giorni che ci separano dall’Assemblea Regionale del PD faccia capire a Giovanni Gostoli che, mai come in questo momento nella storia del PD delle Marche, occorre uno spirito unitario e aperto, azzerando i riti del passato e ricreando un clima di comunità politica".
Con il nuovo Dpcm in vigore dal 4 dicembre tra le misure restrittive per le festività natalizie vi è quella relativa alla chiusura degli impianti sciistici. Vista la drastica decisione del Governo nazionale, l’assessore regionale agli Enti locali Guido Castelli ha incontrato in videoconferenza i sindaci dei comprensori sciistici per trovare una volontà condivisa e cercare possibili soluzioni nel rilanciare il sistema economico dei comuni montani già gravemente messi alla prova dopo il sisma.
“Ho voluto fortemente fare questo incontro – ha sottolineato Castelli – per avere un confronto con i sindaci dei comprensori sciistici marchigiani e sentire da loro quali sono le esigenze del mondo della montagna con particolare riferimento alla preoccupazione dei gestori degli impianti a fune che vedranno l’apertura della stagione invernale solo dopo il 7 gennaio. La Regione affronterà in maniera sistemica le politiche della montagna e delle Aree interne che in questo momento stanno soffrendo parecchio dal punto di vista dell’economia turistica. Nella manovra finanziaria regionale che andrà in Consiglio tra il 28 e il 29 dicembre, espliciteremo la nostra strategia su queste tematiche che anche l’assessore Baldelli sta seguendo con grande scrupolo. Auspico di effettuare nei tempi brevi un altro incontro con i gestori degli impianti per valutare al meglio la condizione complessiva delle stazioni”.
Tra le questioni affrontate sindaci e assessore hanno condiviso la creazione e la promozione di un brand unico che metta in rete tutti i comprensori montani cercando di valorizzare gli impianti a fune non solo d’inverno, ma anche durante il periodo estivo per permettere alle persone di andare alla scoperta della montagna e dei bellissimi paesaggi a piedi o con la mountain bike. Hanno anche condiviso la possibilità di omogenizzare i sistemi gestionali informatici dei Comuni e dei consorzi sciistici per l’acquisto di abbonamenti stagionali e skipass direttamente online e comodamente con un click.
Il Comune di San Ginesio adotta contributi, incentivi e agevolazioni fiscali e tributarie per il triennio 2020 – 2022.
“L’Amministrazione Comunale – ricorda il Sindaco Giuliano Ciabocco - mantiene fede alle proprie linee programmatiche di erogare servizi rispondenti alle effettive esigenze della comunità ginesina, che portino benessere e creino valore, anche con misure a sostegno dell’emergenza covid-19, e che hanno visto il prezioso contributo del gruppo di minoranza e il coinvolgimento di tutta l’assemblea consiliare”.
Misure a sostegno dello sviluppo e della ripresa del tessuto economico e sociale, attraverso incentivi economici a favore dell’insediarsi di nuovi residenti e di nuove attività commerciali, di contrasto al costante calo demografico, solo in parte dovuto alle conseguenze del sisma e dell’emergenza sanitaria.
Il Sindaco di San Ginesio, coadiuvato dal suo Vice Daris Belli con delega al Bilancio e programmazione, promuovono con ogni risorsa lo sviluppo e la ripresa del tessuto economico e sociale, e l’accoglienza che il Borgo può offrire a chi decida di farne il suo centro di riferimento, favorendo l’insediarsi al suo interno di nuovi residenti e di nuove attività commerciali.
“A sostegno di contribuenti e nuclei familiari residenti - interviene il Responsabile Area Finanziaria Giulio Del Bello – il bonus annuale in favore dei nuovi nati fino a 500 euro, l’esenzione totale della TARI per in nuovi residenti e dell’addizionale IRPEF per i redditi fino a 8.500 euro. A ciò si aggiungono, per le nuove attività d’impresa che si insedieranno nel Comune, l’esenzione dal pagamento delle imposte TARI, TOSAP e sulla pubblicità del 100% nel primo anno, del 75% nel secondo anno e del 50% nel terzo anno. Ed infine per tutte le attività d’impresa esistenti nel territorio, l’esenzione totale del pagamento degli affitti dei locali di proprietà comunale nei periodi di chiusura a causa emergenza Covid-19, la riduzione della TARI per i periodi di chiusura dell’attività e l’esonero dal pagamento della TOSAP per i periodi in cui le attività sono state costrette ad usufruire degli spazi antistanti i locali per poter rispettare le misure di distanziamento sociale e per i titolari di concessioni o di autorizzazioni per l'esercizio del commercio su aree pubbliche esistenti.
Interventi che si aggiungono, nel solo anno 2020, al sostegno economico di circa 20.000 euro garantito alle Famiglie e alle preziose e professionali Associazioni territoriali nell’organizzazione dei Centri Estivi, agli investimenti fatti in manutenzione e progettualità alle scuole superiori e dell’obbligo per circa 80.000 euro nel potenziamento del servizio mezzi e trasporti, inclusi quarto autista e bus scolastico, per circa 45.000 euro, nei servizi di manutenzione viaria per circa 172.000 euro, di parchi pubblici, giardini e aree cimiteriali per circa 135.000 euro”.
“Assurdo il teatrino sulle bollette dei terremotati da parte di Anci Marche con la presidente Mancinelli e il responsabile sisma Curti, di parlamentari di maggioranza e consiglieri regionali di minoranza: non c’è traccia del problema nei loro webinar e nei loro emendamenti, ma sollecitano l’azione congiunta dei parlamentari marchigiani. Vogliono davvero dare una mano ai terremotati? Si diano una mossa visto che il loro PD e i Cinquestelle sono al governo: li convincano ad accogliere l’emendamento 27.04 della Lega e lo facciano in fretta. La Lega è l’unica che si batte da sempre, in ogni sede per il terremoto e che lavora perché restino sospese le bollette sugli immobili inagibili, e si possa pagare la fattura di conguaglio in 120 mesi anziché in 36 per non gravare sui bilanci delle famiglie che dovranno aprire il portafoglio per vecchi e nuovi consumi”.
Lo dichiara l’onorevole leghista Tullio Patassini firmatario dell’emendamento per la risoluzione del problema bollette sisma siglato anche dal commissario Marche onorevole Riccardo Augusto Marchetti e dai parlamentari di Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo.
“Anci e gli indignati della domenica – continua Patassini - ci spieghino perché il loro governo incapace ha previsto che le domanda di agevolazione per le bollette fosse indirizzata all’Agenzia delle Entrate e all’ Inps anziché ai gestori. È come se ci avessero mandato dal salumiere per comprare le scarpe – incalza Patassini – Invece di rimediare alla svelta, PD e Cinquestelle scaricano le responsabilità su Arera, l’autorità per l’energia. I terremotati avrebbero addirittura potuto perdere i soldi pagati per le maxi-rate che alcuni gestori hanno già inviato: invece, su pressing della Lega, saranno decurtate dalla fattura di conguaglio”.
Sulle ingiustificabili lungaggini, le procedure assurde e lo scaricabarile del governo l’onorevole del Carroccio aggiunge anche un dettaglio che dà la misura di quanto il terremoto sia lontano dai pensieri di PD e Cinquestelle.
“Come Lega abbiamo sollecitato la risposta del governo già con una mia interrogazione dell’11 marzo visto che alle conseguenze economiche del terremoto cominciava ad essere chiaro si sarebbero sommate anche quelle del Covid. Il ministro Patuanelli ha risposto solo il 24 luglio manifestando la propria intenzione di “adottare ogni utile iniziativa” di cui ancora non abbiamo traccia – conclude Patassini – Le rassicurazioni, come al solito, sono rimaste parole buone solo per note alla stampa. Non è un caso che, negli ultimi giorni, abbiamo persino dovuto occupare l’aula di Montecitorio per costringere il governo ad affrontare i problemi degli italiani anziché aprire corridoi umanitari percorsi dagli scafisti”.
Anche il Coordinamento Provinciale maceratese di Fratelli d’Italia, nel primo pomeriggio di oggi, come sta avvenendo nel resto d’Italia, ha organizzato un simbolico flash mob, che si è svolto in maniera statica e nel pieno rispetto della normativa anti-covid, per chiedere al Parlamento di fermare l’iter per la modifica dei Decreti Sicurezza.
Un’ iniziativa, quella che si è svolta in Piazza della Libertà a Macerata, che si inserisce in un piano nazionale, fortemente voluto dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. "No al decreto insicurezza - Fermiamo l’immigrazione clandestina”. Era questo lo slogan che campeggiava sullo striscione sostenuto dal consiglieri regionali Elena Leonardi e Pierpaolo Borroni, il vice sindaco Francesca d'Alessandro insieme dall’assessore alla sicurezza locale Paolo Renna, il responsabile provinciale Massimo Belvederesi, il responsabile regionale del dipartimento Paolo Perini ed il responsabile provinciale del dipartimento Claudio Cimarossa con l'ex candidato al consiglio regionale Simone Livi.
“Abbiamo voluto replicare una battaglia che Fratelli d'Italia sta portando avanti in Parlamento per contrastare la decisione, che sta prendendo il Governo, di tornare su quelli che hanno stati i decreti sicurezza - dichiara Elena Leonardi, attuale presidente della IV Commissione Sanità della Regione Marche - Macerata è diventata a suo malgrado una città simbolo di politiche che hanno portato ad una immigrazione incontrollata generanti purtroppo fenomeni di criminalità legati allo spaccio - e puntualizza - abbiamo voluto dare un segnale forte anche nel nostro territorio rispetto a una battaglia che sta tutto il gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia".
Un flash mob, quello di Macerata che ha dato seguito, all'eclatante protesta dei deputati di Fratelli d'Italia in aula alla Camera contro l'avvio dell'esame in commissione del decreto Sicurezza, con cui vengono modificati i decreti Salvini in materia di immigrazione avvenuta proprio dopo la diretta del Premier Giuseppe Conte dove ha firmato il nuovo Dpcm di Natale: “Il discorso è legato all'impossibilità di spostarsi fra comuni soprattutto per quelli molto piccoli - spiega Leonardi - nel nostre entroterra le famiglie attraversano la strada e sono in un comune invece di realtà come Roma la maggior parte della popolazione può circolare senza alcun tipo di resistenza. Sono quindi delle scelte che non sono calibrate per venire incontro alle esigenze del territorio”.
“Fino a ieri non sapevamo ancora se come regione saremmo stati in zona arancione o gialla – tuona l'assessore del Comune di Macerata Paolo Renna - Questo fa capire lo stato di confusione totale del governo ed è imbarazzante sapere che il Premier va su Facebook a fare una diretta in cui parla del destino degli italiani mentre il Parlamento era bloccato a parlare di decreti in sicurezza per far arrivare ancora più migranti in Italia quando abbiamo una nazione al collasso - e prosegue - Questo dimostra l'inesperienza e l'incapacità di questo governo ma anche la piega ideologia che ha preso il Parlamento che sta portando questa nazione In ginocchio. Sono veramente preoccupato per il 2021 perché se questi sono i presupposti fanno rabbrividire".
Macerata nel frattempo si stata preparando ad un Natale del tutto particolare che accenderà le sue luci domani sera: "Forse è passato un po' inosservato ma abbiamo cercato di non chiedere soldi ai cittadini ma di utilizzare quelle poche risorse che avevamo per istallare luminare e dare un senso a questo Natale - annuncia l'assessore alla scurezza maceratese - abbiamo cercato di spendere il meno possibile dando però un segnale di speranza. Sono contento perchè ho visto una cittadinanza vogliosa di partecipare all’abbellimento della città e questo secondo me dimostra che siamo sulla strada giusta. Non bisogna fare cose altezzose perché non è giusto soprattutto per il momento che stiamo vivendo - sottolinea Renna - dobbiamo lavorare con umiltà per cercare di risposte alla popolazione - e chiosa - Non è sempre facile, spesso non dipende solo da noi, ma per quello che possiamo garantire ce la metteremo tutta".
La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per le norme sulle concessioni balneari. Gli Stati membri, ricorda la Commissione, hanno "l'obbligo" di assicurare che le concessioni limitate numericamente a causa del carattere finito delle risorse naturali, come appunto gli arenili, siano date per "un periodo limitato" e sulla base di una "procedura di selezione aperta, pubblica e basata su criteri trasparenti, non discriminatori e oggettivi".
In Italia le cose vanno diversamente e la Commissione ha deciso di mandare a Roma una lettera di messa in mora, il primo stadio della procedura di infrazione.
Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.
“Nella vicenda delle concessioni balneari è necessario dare certezze al settore degli operatori turistici già fiaccati da un’annata particolarmente difficile. È inaccettabile - continua Acquaroli - che la burocrazia di Bruxelles in un momento così difficile cerchi di gettare nel caos il settore balneare che svolge un ruolo importante per il turismo regionale e nazionale. Per questo ci attiveremo in tutte le sedi istituzionali per difendere un comparto che sta già pagando gli errori e le conseguenze della pandemia. La comunicazione di messa in mora inviata dalla Commissione europea al Governo italiano rischia di creare un grave pregiudizio.
Il governo nazionale deve attivarsi per tutelare gli operatori balneari e evitare una situazione di incertezza in un momento difficile come questo”.
"Ricordo a tutti che l'attuale ordinanza che pone le Marche in "zona arancione" sarà in vigore fino a sabato alle ore 24. Domani sapremo in maniera definitiva se potremo tornare in zona gialla".
Il Governatore della Regione Marche Francesco Acquaroli con un breve post pubblicato sui social ha voluto fugare i tanti dubbi palesati dai cittadini marchigiani in merito al 'colore' di tutto il territorio.
Sono attesi per domani infatti i dati che saranno resi noti dal Comitato Tecnico Scientifico e che verranno comunicati dal Ministro della Salute Roberto Speranza che sentenzierà appunto sull'eventuale spostamento di alcune regioni in fasce di rischio differenti dalle attuali.
"Sarà un Natale diverso da tutti gli altri, ma non meno autentico". Così il premier Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa di palazzo Chigi, si è espresso sulle feste natalizie ,esponendo le nuove misure anti-covid adottate che regolano gli spostamenti estendendo di fatto la durata dei Dpcm a 50 giorni.
"Il sistema di dare un colore alle regioni si sta rivelando efficace e ci sta permettendo di dosare i nostri interventi - ha spiegato il Premier Conte - nel giro di un mese abbiamo piegato la curva dei contagi che attualmente registra l’Rt a 0,91. Dobbiamo assolutamente evitare un lockdown generalizzato e continuando in questo modo nel giro di un paio di settimane tutte le Regioni saranno gialle".
"La terza ondata potrebbe arrivare già a gennaio - ha annunciato Conte - siamo quindi costretti a introdurre ulteriori restrizioni per le festività natalizie perchè la strada per uscire dalla pandemia è ancora lunga - ed ha aggiunto - dovremo attendere il vaccino e le cure monoclonali.
Come già scritto sulla Gazzette Ufficiale: dal 21 dicembre al 6 gennaio, in tutta Italia, sarà vietato spostarsi dalla propria Regione o dalla propria Provincia autonoma anche per raggiungere le seconde case. Il 25 dicembre, il 26 dicembre e l’1 gennaio sarà vietato anche spostarsi dal proprio Comune. Conte ha fatto una precisazione importante: "Voglio chiarire che nei casi di necessità sono compresi anche le iniziative di prestare assistenza ai non autosufficienti. Sempre consentito il rientro nel comune di residenza o dove si abita con continuità. Questo consentirà il ricongiungimento delle coppie”. Conte ha poi confermato che nella notte di Capodanno il coprifuoco sarà esteso dalle 22 alle 7. Chi andrà all'estero per turismo durante le feste, al rientro in Italia dovrà mettersi in quarantena e la stessa misura sarà prevista per i turisti che arrivano in Italia in quel periodo, tra il 21 dicembre al 6 gennaio
E sui cenoni ha precisato :"In un sistema libero e democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con stringenti limitazioni ma solo una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi, soprattutto in queste occasioni" del Natale e Capodanno. La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani"
"I negozi da venerdì 4 dicembre al 6 gennaio i negozi potranno rimanere aperti fino alle 21" afferma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
"La strada per uscire dalla pandemia è ancora lunga e dobbiamo scongiurare una terza ondata che potrebbe arrivare già in gennaio e non essere meno violenta della prima ondata - chiosa il premier - Abbiamo evitato un lockdown generalizzato ma ora , verso il Natale, non dobbiamo abbassare la guardia per evitare l'impennata dei contagi".
"Volevo esprimere il nostro disappunto per questo modo di procedere del Governo. Abbiamo ricevuto questa notte la bozza del Dpcm che, come è stato già detto, non tiene in alcun conto delle nostre posizioni, ma nemmeno quelle concordate in Conferenza delle Regioni, che mi sembravano tutte molto intelligenti ed apprezzabili".
Così il vice presidente della Regione Marche Mirco Carloni nel suo intervento online stamattina nel corso della Conferenza Regioni: "Ritengo questa cosa è veramente triste, perché i sentimenti negativi rispetto a queste scelte stanno arrivando, gli effetti li sentiamo. - ha proseguito - C'è un grande disappunto, perché questo modo di fare crea un danno enorme al nostro territorio, noi siamo un territorio fatto di piccole realtà, di piccoli comuni, pensate che solo 15 comuni superano i 20mila abitanti e quindi la penalizzazione sulla mobilità intercomunale è davvero tanta". "Inoltre - ha detto ancora Carloni - i ricongiungimenti familiari per noi saranno un problema molto sentito, perché tra i piccoli comuni il giorno di Natale non ci si potrà spostare. Questo creerà un impatto sociale molto alto".
Le Marche, ha inoltre ribadito il vice presidente Marche, sono entrate "in zona arancione ingiustamente, da un momento all'altro su dati Rt che già cominciavano a scendere".
(Fonte: ANSA)
Sono "molto preoccupanti" le dichiarazioni dell'assessore alla cultura della Regione Marche Giorgia Latini sulla possibilità di vietare l'uso della pillola abortiva. Lo sottolinea in un post su Facebook Alessia Morani (Pd), sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico.
In un'intervista rilasciata al Tg3 Marche, Latini ha detto che il tema della pillola abortiva non è stato ancora affrontato, ma che personalmente è "stata sempre contraria all'aborto" e che avrà "piacere di esprimere questa posizione qualora il tema venisse affrontato in giunta. Sicuramente è un'iniziativa che, magari, posso mettere all'ordine del giorno".
"Le dichiarazioni dell’assessore Latini sulla volontà di vietare l’uso della pillola abortiva - sottolinea Morani - sono molto preoccupanti: una donna che decide di ricorrere all’aborto lo fa con grande dolore e rendere questa decisione più complicata solo per furore ideologico o peggio per propaganda io lo trovo allucinante. Ci batteremo contro qualunque iniziativa che voglia limitare le libertà delle donne!".
"Forse all’assessora Latini non è chiaro che il posto per le opinioni personali è il salotto di casa propria e non la giunta regionale - è quanto affermano dal coordinamento provinciale di Sinistra Italiana Macerata Michele Verolo e Serena Cavalletti -. La invitiamo a prendere atto delle già gravi carenze in termini di attuazione della 194 sul territorio marchigiano così come delle nuove linee guida del Ministero della Salute in base alle quali per l’aborto farmacologico non sussiste necessità di ricovero. Lei sa benissimo che la giunta è tenuta a lavorare all’attuazione di queste direttive e che se non lo facesse andrebbe a ledere il diritto alla salute e alla libera scelta delle donne marchigiane. Amministrare vuol dire declinare la normativa vigente sul territorio nazionale non tentare di imporre il proprio arbitrio".
Ecco il link dell'intervista rilasciata al Tg3 dall'assessore Giorgia Latini:
Nella scorsa seduta del Consiglio Comunale di Macerata è stato approvato il Bilancio Consolidato 2019 relativo al risultato complessivo del Rendiconto 2019 e dei Bilanci delle Partecipate.
"Grazie alla collaborazione degli Uffici Amministrativi della Ragioneria abbiamo potuto approvare questo importante atto che garantisce la continuità amministrativa dell’ente - spiega l' Assessore al Bilancio della Giunta Parcaroli Maria Oriana Piccioni Nella redazione dell’atto sono state recepite le indicazioni del Collegio dei Revisori presieduto dal Dott. Ugo Maria Fantini che hanno espresso parere favorevole alla relazione e al rendiconto. Questa è un cambiamento importante rispetto agli atti della precedente amministrazione che avevano avuto il parere negativo del Collegio dei Revisori".
L’approvazione è un atto dovuto ed è stato approvato per continuità amministrativa che non rappresenta l’approvazione delle politiche della precedente amministrazione - sottolinea Piccioni - Abbiamo anche varato le molte variazioni contabili al bilancio preventivo 2020. Sono le variazioni degli ultimi sei mesi. Infatti a causa del passaggio elettorale le variazioni sono state sottoposte tutte insieme al primo Consiglio utile. Le più significative sono quelle riguardanti le emergenze Covid. Infine abbiano approvato il “Regolamento per le nomine degli incarichi nelle Società e negli Enti partecipati dal Comune di Macerata…” Un atto di indirizzo che è dovuto all’inizio del mandato del Sindaco e della Giunta - ed ha concluso - Infine siamo anche pronti per il Dup 2021/2023 da approvare entro fine anno per essere immediatamente operativi a partire da gennaio 2021. Tutto questo dopo nemmeno due mesi di insediamento anche grazie alla collaborazione di tutta l’amministrazione".
Nella seduta di lunedì 30 novembre, il Consiglio Comunale di Civitanova Marche ha esaminato ed approvato il Bilancio Consolidato del gruppo di enti che fa capo al Comune, in cui si evidenzia un fatturato complessivo nell'anno di oltre 75 milioni di euro e un avanzo di oltre 147 mila euro.
"Questo documento, predisposto quest’anno internamente senza incarichi di consulenza esterna, registra i risultati dell'attività svolta nell'esercizio precedente dal Comune stesso e da tutti gli enti e società che sono partecipate - spiega l'Assessore al Bilancio Roberta Belletti - Nel caso di società ed enti partecipati per intero confluisce nel Bilancio Consolidato del Comune l'intero bilancio della partecipata, mentre quando il Comune ha nell'ente solo una partecipazione parziale il bilancio della partecipata confluisce nel Consolidato solo per la percentuale di partecipazione.Tra le società partecipate che fanno confluire nel Consolidato del Comune il loro intero bilancio la piu rilevante è l'Atac spa. Questa Societa ha un fatturato particolarmente rilevante occupandosi di farmacie, distribuzione del gas, distribuzione dell'acqua, depurazione, pubblica illuminazione, gestione del calore negli edifici del Comune, lampade votive nei cimiteri".
"Dal 1 dicembre 2020 va in attuazione il nuovo contratto di servizio della pubblica illuminazione che prevede una durata di 30 anni con un grande impegno di Atac per il rinnovo dei pali di illuminazione e la sostituzione degli apparecchi per il risparmio energetico - precisa Belletti - Tra le altre societa che fanno confluire per intero il loro bilancio nel Consolidato del Comune vi è la Civitas srl che si occupa dei tributi e dei parcheggi ed in futuro anche di servizi cimiteriali".
"Tra le società che fanno confluire solo in percentuale il loro bilancio nel Consolidato del Comune vi è il Cosmari in cui Civitanova detiene una quota dell'11,99 per cento del capitale.Lo scostamento significativo del risultato consolidato 2019 rispetto a quello dell’anno precedente è dovuto ai proventi da partecipazioni iscritti nel bilancio della società Atac Civitanova SpA nell’esercizio 2018 per un valore pari ad € 6.700.706 (proventi derivanti dalla vendita di Gas Marca), mentre dal punto di vista patrimoniale nel consolidato 2019 non ci sono state variazioni significative rispetto all’anno precedente". Conclude l'Assessore al Bilancio di Civitanova.
Il Comune di Macerata riceve una Mezione Speciale per il progetto di riqualificazione del parco urbano di Villa Lauri, nell'ambito della 21^ edizione del Premio “La Città per il verde”, ma allo stesso tempo diventa oggetto di una polemica social scatenata dai componenti uscenti di quella che era la Giunta Carancini che, attraverso il web, rivendicano la paternità di un'onorificenza che arriva grazie alla scelte e azioni politiche della vecchia amministrazione.
Ad accendere la miccia è stato un post pubblicato sul proprio profilo facebook (poi cancellato) dell'ex-assessore all'ambiente Mario Iesari che in maniera sarcastica faceva notare: "Allora non è proprio vero che i Parchi Pubblici cittadini era in una situazione di degrado - scrive - Vediamo se l'assessore che andrà a ritirare il premio avrà l'onestà intellettuale di ricordare la relaizzazione della precedente amministrazione".
Il destinatario dell'avvelenato dardo è, senza troppi margini d'errore, l'attuale assessore ai Parchi Pubblici Paolo Renna, figura istituzionale tra l'altro designata al ritiro del riconoscimento, che via social ha anche ricevuto una provocazione, da parte di un altro ex componente della passata Amministrazione Comunale, ovvero Alfredo Canesin: "Ci andrà l'assessore Renna? Che mestiere fa?" un riferimento neanche troppo velato al precedente impiego dell'attuale assessore come operatore ecologico del Cosmari.
Non si sono fatti attendere però i tanti attestati di stima e solidarietà dei cittadini maceratesi verso Renna così come quelli di tutta la sfera politica, soprattutto di Fratelli d'Italia, a cominciare dal Vice Sindaco Francesca d'Alessandro: "Ricordo ad alcuni esponenti di sinistra di questa città che denigrare qualcuno per il lavoro che fa, evidenzia non solo una meschinità e una pochezza umana incommentabile, ma anche una bassezza politica per cui un elettore, proprio di quell’area politica, dovrebbe preoccuparsi - tuona la D'Alessandro - Il lavoro, qualunque esso sia, è dignitoso se si fa con serietà ed onestà, forse è bene che qualcuno vi rinfreschi la memoria"
"La sinistra non perde mai occasione per evidenziare la propria superiorità intellettuale e la sua innata propensione all’accoglienza, alla solidarietà, all’antirazzismo, all’uguaglianza tra i popoli senza distinzioni sociali di sorta - commenta invece Massimo Belvederesi, Segretario Provinciale di Fratelli d'Italia - poi però si imbatte in un semplice assessore di un capoluogo di Provincia, il più votato alle urne quindi con un grande consenso popolare, che svolge il suo onesto lavoro e cosa fa? Lo porta in giro proprio per il lavoro che fa, denigrandolo sui social. Che bella forza che ha questa sinistra. Non ha nulla da fare se non leccarsi le ferite per la sonora sconfitta ma trova il tempo per insultare".
"Dal canto suo l’assessore non risponde, non scende al loro livello dimostrando superiorità, questa si intellettuale - continua il Segretario - Caro Paolo non ti curar di loro ma guarda e passa l’onestà, la dignità e l’impegno non saranno mai scalfite da certi personaggi. Se fosse successo al contrario che uno di destra avesse offeso allo stesso modo uno di sinistra, avrebbero chiesto l’intervento del Presidente della repubblica per violazione della costituzione, invece si sono fatti anche spalla nei commenti. Assurdo. Fatevene una ragione siete anacronistici e autoreferenziali - conclude Belvederesi - A nome di tutto il Direttivo Provinciale di FdI, e degli iscritti e militanti esprimo piena solidarietà al nostro Assessore Renna esortandolo ad impegnarsi più di prima per dimostrare sul campo il proprio valore".