Si sono concluse alle ore 20 le operazioni di voto per l’elezione del nuovo presidente della Provincia di Macerata. Alla chiusura del seggio, i votanti (sindaci e consiglieri comunali in carica) sono stati complessivamente 595 su 697 aventi diritto (85,36%).
Quattro anni fa, il 18 dicembre 2021, alle elezioni avevano partecipato 554 votanti su 718 elettori. Nel corso della giornata si sono recati al voto anche i due candidati alla presidenza: Robertino Paoloni (sindaco di Loro Piceno) ha espresso il proprio voto in mattinata, mentre Alessandro Gentilucci (sindaco di Pieve Torina) ha votato nel pomeriggio. Non è mancato il presidente uscente Sandro Parcaroli, che ha votato in tarda mattinata.
Le operazioni di scrutinio delle schede inizieranno domani mattina alle ore 9. Al termine dello spoglio si procederà con la proclamazione del nuovo presidente.
L’elezione del nuovo presidente della Provincia ha registrato una partecipazione significativa già nelle prime ore. Alle 12 erano già oltre 300 i voti espressi da sindaci e consiglieri comunali, quasi la metà dei 697 aventi diritto, e alle 18 il dato è salito ulteriormente: più di 500 votanti, pari al 73%. Le urne rimarranno aperte fino alle 20 e lo spoglio avverrà domani.
La scelta è tra Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina sostenuto dal centrodestra, e Roberto Paoloni, sindaco di Loro Piceno e candidato civico appoggiato dal centrosinistra (che hanno già votato). Questa mattina si sono visti recarsi alle urne, tra gli altri, l’attuale presidente della Provincia, Sandro Parcaroli.
I risultati ufficiali saranno disponibili domani con l’inizio dello scrutinio e la proclamazione del nuovo presidente. Ogni elettore può esprimere un solo voto ponderato, calcolato in base alla fascia demografica del proprio Comune: dalla fascia A (Comuni fino a 3mila abitanti) fino alla fascia E (Comuni tra 30mila e 100mila abitanti).
Il sistema di ponderazione determina il “peso” di ciascun voto, rapportando la popolazione di ogni Comune al totale provinciale e moltiplicando il valore arrotondato per mille. In questo modo, ogni voto contribuisce equamente alla rappresentanza territoriale, garantendo una scelta bilanciata e proporzionata tra Comuni di diverse dimensioni.
Sono iniziate questa mattina le operazioni di voto per il rinnovo della Presidenza della Provincia di Macerata. Il seggio, allestito nella sala consiliare di corso della Repubblica, ha fatto registrare una buona affluenza sin dalle prime ore: alle 12:00 erano già oltre 300 i votanti che si sono espressi, pari a poco meno della metà degli aventi diritto (complessivamente 697 tra primi cittadini e consiglieri comunali del territorio).
La sfida per la guida dell'ente di area vasta vede contrapposti due sindaci del territorio: Alessandro Gentilucci (Pieve Torina) e Robertino Paoloni (Loro Piceno). I seggi resteranno aperti fino alle ore 20:00 di questa sera, mentre per conoscere il nome del nuovo Presidente bisognerà attendere la giornata di domani, lunedì 16 marzo, quando si terranno lo scrutinio e la proclamazione ufficiale.
Trattandosi di un'elezione di secondo livello, il voto non è uguale per tutti ma segue il criterio della ponderazione. Il "peso" della preferenza espressa da ogni elettore varia infatti in base alla fascia demografica del Comune di appartenenza. Il sistema suddivide i centri della provincia in cinque aree cromatiche:
Dalla fascia azzurra, che raggruppa i 30 piccoli comuni sotto i 3mila abitanti (la più numerosa con 325 elettori), si passa alla fascia arancione (comuni tra 3 e 5mila abitanti) e alla grigia (fino a 10mila). Il peso specifico aumenta sensibilmente per i rappresentanti della fascia rossa (tra 10 e 30mila abitanti) e della verde, che comprende i due centri maggiori della provincia tra 30 e 100mila abitanti, dove 58 elettori spostano gli equilibri dello scrutinio.
L’indice di ponderazione viene calcolato rapportando la popolazione di ogni fascia a quella totale della provincia; il valore ottenuto viene poi ripartito sul numero degli elettori della singola fascia. Un meccanismo tecnico che punta a garantire una rappresentatività equilibrata tra i piccoli borghi dell'entroterra e i centri più popolosi della costa e del capoluogo.
Il Partito Socialista Italiano della provincia di Macerata riparte da Tolentino. Nella giornata di ieri si è celebrato il congresso straordinario provinciale, un appuntamento che ha visto una partecipazione nutrita e un dibattito focalizzato sulla necessità di riportare una visione strategica all'interno della politica locale e nazionale.
Al centro dei lavori, la mozione del segretario uscente Sandro Scipioni, rieletto all’unanimità alla guida della federazione maceratese. Nel suo intervento, Scipioni ha tracciato la rotta del "nuovo corso" socialista, puntando tutto sulla "politica dell’ascolto" e sulla concretezza. «Nella politica odierna manca una visione strategica per affrontare i nodi principali ancora irrisolti», ha sottolineato il segretario, rilanciando una linea basata sul fare e sulla partecipazione aperta, senza preclusioni.
La vera novità del congresso riguarda il rinnovamento generazionale dei quadri dirigenti. La federazione ha infatti eletto come vicesegretario provinciale Matteo Teloni, giovane studente di vent’anni, a dimostrazione della volontà del garofano rosso di stringere una collaborazione sempre più stretta con il mondo giovanile e studentesco. Ad affiancare Scipioni e Teloni sarà Claudio Simonetti, eletto nel ruolo di presidente provinciale del partito.
L'assemblea, presieduta dal segretario regionale Antonio Gitto, ha visto anche la partecipazione di figure di rilievo del panorama politico provinciale, segnale di un dialogo aperto nel campo del centrosinistra. Tra gli ospiti erano presenti Angelo Sciapichetti (Pd), il consigliere regionale di Progetto Marche Michele Caporossi e il candidato sindaco di Macerata Gianluca Tittarelli.
Il confronto è entrato nel merito delle grandi questioni attuali: dai prossimi referendum alle elezioni comunali, senza dimenticare i pilastri storici del socialismo come scuola, lavoro, giustizia e sviluppo economico. L'obiettivo dichiarato per il prossimo mandato è chiaro: trasformare il partito in un laboratorio di idee aperto alla cittadinanza, dove "la partecipazione non sia un semplice slogan ma una pratica quotidiana".
La partecipazione di Porto Recanati alla cordata di Comuni per il salvataggio del mattatoio di Villa Potenza finisce sotto la lente della minoranza. I consiglieri Maria Grazia Nalmodi, Salvatore Piscitelli, Alessandro Rovazzani, Angelica Sabbatini e Rosalba Ubaldi hanno depositato una richiesta ufficiale per la convocazione d’urgenza di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale.
L’obiettivo è quello di spingere il sindaco Andrea Michelini a riferire in Aula sui dettagli di un’operazione che, pur riguardando una struttura sita nel territorio di Macerata, rischia di avere un" impatto diretto sulle casse porto-recanatesi", sottolineano dalla minoranza.
L'ombra del "salvataggio" sui conti pubblici nasce dall'assemblea tenutasi lo scorso 12 marzo a Macerata, durante la quale l'amministrazione avrebbe espresso la volontà di far parte del gruppo di enti locali pronti a rilevare o gestire la struttura per evitarne la chiusura. Un intento che per l'opposizione presenta "troppe zone d'ombra", poiché tale operazione comporterebbe inevitabilmente "oneri finanziari certi e responsabilità gestionali pluriennali per il bilancio comunale".
La minoranza non accetta il silenzio della Giunta e chiede che il sindaco illustri punto per punto "i termini esatti dell'accordo tra i vari Comuni coinvolti e, soprattutto, quale sia la quota di partecipazione economica spettante a Porto Recanati". Secondo i firmatari, "è fondamentale che vengano presentate le garanzie di sostenibilità economica dell'iniziativa per evitare che l'ente si faccia carico di impegni programmatici rischiosi".
Il quadro politico per le prossime elezioni comunali di Montecassiano verso la definizione: la lista civica Montecassiano Cambia punta ufficialmente su Barbara Vecchi. Cinquantacinque anni, commercialista e revisore dei conti, la Vecchi è una figura di primo piano dell’amministrazione uscente, dove ricopre il ruolo di assessora al Bilancio dal 2019, oltre a detenere le deleghe alla Sostenibilità, all’Ambiente e alla Gentilezza.
La sua candidatura è il frutto di un percorso di confronto durato mesi tra gli amministratori uscenti e il gruppo di lavoro del programma elettorale. Una scelta che punta sulla continuità amministrativa, ma con un forte valore simbolico: per la prima volta nella sua storia, Montecassiano potrebbe eleggere una donna alla guida del Comune.
"Ho scelto di mettermi in gioco con senso di responsabilità e passione - afferma Barbara Vecchi -. Metto a disposizione l'esperienza professionale e amministrativa maturata in questi anni per continuare un percorso di crescita fondato su ascolto e partecipazione. Credo fermamente nel valore che le donne possono portare in politica: la capacità di tenere insieme visione strategica e cura della comunità".
La candidata sottolinea come la sua attività professionale di commercialista le abbia insegnato il valore della "concretezza e della trasparenza", elementi che considera essenziali per gestire la cosa pubblica.
Vecchi ha ricordato i numeri di questa stagione amministrativa: circa 30 milioni di euro in opere pubbliche negli ultimi dodici anni, tra cui 8 milioni investiti nelle scuole, 3 negli impianti sportivi e oltre 3,5 per la sicurezza idrogeologica.
Tra i traguardi citati figurano la realizzazione di tre nuovi asili nido, la nuova biblioteca, la pista ciclabile e il recupero di spazi come il Palasport. Tra i cantieri pronti a partire o in corso, spiccano la riapertura del Cine-Teatro Camillo Ferri, il restauro di Palazzo dei Priori e la riqualificazione di piazza Unità d’Italia.
In vista della sfida elettorale, Barbara Vecchi ha voluto ringraziare l’ex sindaco e attuale consigliere regionale Leonardo Catena e la vicesindaca reggente Katia Acciarresi, sottolineando come l’obiettivo della nuova squadra sarà quello di integrare le competenze consolidate con "nuove energie e nuove idee".
In seguito ai dubbi sollevati dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Natalini sull’impiego di fondi pubblici e sulla gestione della biglietteria dei monumenti e del Parco archeologico di Urbisaglia (Leggi qui), la società Meridiana di Miria Salvucci & C. Snc, attiva nella gestione dei servizi turistici dal 2007 al giugno 2024, interviene per chiarire la propria posizione.
“Con spirito di collaborazione e in totale trasparenza, vogliamo riportare la realtà dei fatti”, dichiara la società di Urbisaglia. Meridiana ricorda di aver formalizzato già il 15 giugno 2024 una richiesta di incontro con il sindaco, poi avvenuto il 26 giugno, durante il quale è stata consegnata una documentazione completa: copia della convenzione con la Pro Loco, report sulle presenze turistiche dal 2007 al 2023, riepilogo degli orari di apertura dei monumenti e dell’ufficio turistico, tariffe dei servizi guida, materiale didattico e promozionale, oltre ai progetti realizzati con i bandi FESR regionali.
Meridiana evidenzia che, fino al 30 aprile 2024, "non era previsto alcun biglietto d’ingresso ai beni culturali; solo dal primo maggio è stato introdotto il biglietto ministeriale, con gli incassi dei mesi di gestione maggio-giugno versati regolarmente al Comune. La quota raccolta dalla società dai visitatori rappresentava esclusivamente il compenso professionale per il servizio guida e di accompagnamento, mentre la Pro Loco non ha mai avuto accesso ai dati contabili della società, ricevendo soltanto informazioni sul numero di visitatori e sugli orari di apertura".
La Meridiana sottolinea inoltre che, pur non avendo richiesto il compenso previsto dalla convenzione per il 2023 e la prima metà del 2024, "ha garantito l’apertura continua dei beni culturali, implementando una rete museale tra Urbisaglia e l’Abbadia di Fiastra, promuovendo la città come destinazione turistica unica e attrattiva".
La società conclude ribadendo "la propria disponibilità a collaborare con il Comune per fornire ulteriori chiarimenti e confermare la correttezza della gestione culturale e turistica negli anni".
CIVITANOVA - Dopo il dibattito acceso negli ultimi giorni sullo stato di salute del commercio cittadino, alimentato anche dal censimento delle vetrine realizzato dall’associazione ViviAmo Civitanova APS (LEGGI QUI), arriva la risposta del sindaco Fabrizio Ciarapica, che invita a leggere i dati all’interno di un quadro economico più ampio.
Secondo il primo cittadino, le difficoltà del commercio non riguardano solo la realtà locale, ma sono il risultato di trasformazioni globali che stanno cambiando profondamente il settore. «Il commercio a livello mondiale ha subito negli ultimi anni profonde trasformazioni – spiega il sindaco – soprattutto legate all’online, all’e-commerce e ai nuovi stili di vita. È un fenomeno sotto gli occhi di tutti».
Allo stesso tempo, però, Ciarapica respinge una lettura eccessivamente negativa della situazione cittadina, rivendicando il ruolo di Civitanova come uno dei poli commerciali più forti dell’area adriatica. «Civitanova – afferma – rappresenta comunque una città conosciutissima per la sua vivacità e dinamicità, soprattutto dal punto di vista commerciale. Tutte le più grandi monomarche hanno scelto di aprire qui». Tra gli esempi citati dal sindaco c’è anche la recente apertura di KFC, catena internazionale del fast food, che ha scelto proprio Civitanova per il suo primo punto vendita nelle Marche, affiancandosi ad altri grandi marchi già presenti in città.
Il sindaco riconosce che nel centro urbano si registrano chiusure di negozi tradizionali, ma le interpreta come parte di una trasformazione del tessuto commerciale. «Chiudono attività storiche che purtroppo non riescono più a competere con logiche di mercato ormai mondiali – spiega – ma allo stesso tempo aprono nuove attività innovative, soprattutto legate ai consumi fuori casa o al food e beverage». Secondo Ciarapica questa capacità di rinnovamento rappresenta uno dei punti di forza della città. «Civitanova ha questa forza di sapersi rigenerare e trasformare per affrontare i cambiamenti del mercato. Nonostante le difficoltà, continua ad essere una delle città più vive di un territorio interregionale».
Per sostenere la propria analisi, il sindaco cita alcuni indicatori che, a suo avviso, dimostrerebbero la vitalità economica della città. Tra questi, la presenza commerciale complessiva: il rapporto tra metri quadrati di superficie commerciale e numero di abitanti risulterebbe infatti tra i più alti del Centro Italia. Un ruolo centrale è svolto anche dal grande polo commerciale Il Cuore Adriatico, che secondo il sindaco supera i 6 milioni di visitatori l’anno, posizionandosi tra i centri più frequentati a livello nazionale.
A questi dati si aggiungono quelli sulla presenza quotidiana in città. «Le verifiche effettuate tramite le nostre telecamere e i sistemi OCR parlano di 80-90 mila persone presenti ogni giorno a Civitanova, con picchi che superano i 100 mila nelle giornate di festa e nel periodo estivo».
Indicatori che, secondo l’amministrazione, si riflettono anche su altri settori dell’economia urbana: dalla crescita dei B&B – oltre 2.000 posti letto – fino all’aumento del valore degli immobili. «Abbiamo una grandissima presenza di B&B, con oltre 2.000 posti letto, che sono per la maggior parte pieni. Questo sta a significare che la città è frequentata così come l’innalzamento del valore immobiliare testimonia un territorio che sta in salute, che è sano, dove la gente vuole venire e vuole investire. Altrimenti, in altre zone depresse dove il commercio va male e dove tutto va male, abbiamo quotazioni molto più basse e prezzi di affitto molto contenuti. Qui viviamo la situazione opposta: è segno di vitalità, di vivacità e di dinamicità di questa città».
Nel suo intervento il sindaco ha infine sottolineato l’importanza degli eventi come motore per sostenere le attività economiche. «Veniamo da manifestazioni come il Carnevale e San Valentino che hanno richiamato tantissime persone. Continueremo con altre iniziative che servono a portare gente in città e a dare opportunità alle attività». Tra gli appuntamenti imminenti, Ciarapica ha ricordato anche l’arrivo della corsa ciclistica Tirreno–Adriatico, che farà tappa in città questa domenica con la partenza dell’ultima frazione.
Il sindaco ha quindi ribadito la necessità di un lavoro condiviso tra istituzioni e operatori economici. «Crediamo molto nella collaborazione tra pubblico e privato, tra amministrazione e commercianti, perché siamo tutti dalla stessa parte. Le critiche sono utili se costruttive, ma denigrare la città non porta vantaggi al commercio».
La Lega maceratese si presenta compatta a sostegno del sindaco uscente Sandro Parcaroli, pronta a lavorare per la sua riconferma alla guida della città in vista delle prossime elezioni amministrative.
Il sostegno è stato ribadito nel corso di una riunione del partito alla quale hanno partecipato lo stesso Parcaroli insieme ai dirigenti della Lega cittadina, ai consiglieri comunali e agli assessori. Presenti anche il consigliere regionale Renzo Marinelli, gli ex consiglieri regionali Anna Menghi e Filippo Saltamartini, oltre ai vertici regionali del partito con la segretaria Giorgia Latini e il vicesegretario regionale e commissario provinciale Mauro Lucentini.
Alla riunione ha preso parte, in videocollegamento, anche il segretario federale della Lega Matteo Salvini, che ha voluto seguire direttamente il confronto dedicato alla partita elettorale di Macerata e al percorso verso la riconferma dell’attuale primo cittadino.
«Sandro Parcaroli merita la riconferma per l’eccellente lavoro portato avanti in questi anni – hanno dichiarato Latini e Lucentini –. Ringraziamo il nostro leader Matteo Salvini per il sostegno costante. È importante che questa sinergia politica e istituzionale prosegua, consolidando i risultati raggiunti».
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il segretario cittadino della Lega Aldo Alessandrini, che ha confermato il sostegno del partito al sindaco uscente e annunciato la propria candidatura al Consiglio comunale.
«Il partito è unito a sostegno di Sandro Parcaroli – ha dichiarato Alessandrini –. Siamo convinti che il lavoro iniziato in questi cinque anni debba essere portato avanti e completato». Lo stesso Alessandrini ha inoltre comunicato la decisione di sospendersi temporaneamente dal ruolo di segretario comunale della Lega fino al termine della campagna elettorale, per evitare posizioni di vantaggio rispetto agli altri candidati e dedicarsi pienamente alla competizione elettorale.
Durante la riunione è stata inoltre definita l’organizzazione della campagna elettorale del partito: il ruolo di responsabile pro tempore è stato affidato al consigliere regionale Renzo Marinelli, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, che seguirà la preparazione della lista dei candidati e il coordinamento delle attività sul territorio in vista delle elezioni amministrative.
In vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, il Comune di Petriolo promuove un momento di informazione e confronto sui temi della riforma della giustizia. Martedì 17 marzo, alle 21.30, il teatro comunale “G. Ginobili” ospiterà “Visioni a confronto”, un incontro pubblico pensato per aiutare cittadini e cittadine a comprendere meglio una materia complessa come quella giudiziaria.
L’evento prenderà il via con i saluti del sindaco Matteo Santinelli e dell’avvocato Vando Scheggia, past president della Camera penale di Macerata. Subito dopo, il dibattito entrerà nel vivo con un faccia a faccia tecnico e divulgativo tra due esperti: l’avvocato Federico Valori della Camera penale di Macerata, sostenitore delle ragioni del “sì”, e il procuratore capo di Macerata, Giovanni Fabrizio Narbone, per il comitato “Giusto dire no”.
L’incontro, che non sarà un dibattito politico, ma un confronto informativo, consentirà anche ai non addetti ai lavori di capire le implicazioni della riforma sul funzionamento dei tribunali e sulla vita dei cittadini. Non mancherà, inoltre, il momento dedicato al dibattito con il pubblico, moderato dal professor Flavio Corradini. L’ingresso sarà libero e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
«Al di là dell’esito del referendum – sottolinea il sindaco Matteo Santinelli – la fiducia nella magistratura deve rimanere sempre totale. Non bisogna esacerbare i toni del confronto né strumentalizzare i fatti di cronaca attuale. Mi auguro che la cittadinanza partecipi numerosa, considerando l’importanza del tema e l’intervento di personalità di spicco».
Il futuro del mattatoio di Macerata torna al centro del confronto tra le amministrazioni locali. Durante un incontro tra i sindaci del territorio, tenutosi oggi pomeriggio nella sala consigliare del comune di Macerata, è stata affrontata la situazione della struttura che serve numerosi comuni della provincia e rappresenta un punto di riferimento per molti allevatori. Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli ha ricordato l’importanza dell’impianto per l’economia locale, spiegando che «il mattatoio di Macerata copre un’ampia zona dei comuni intorno alla città», territori in cui sono presenti diversi allevamenti con un numero significativo di capi di bestiame.
Il primo cittadino ha inoltre annunciato che il 14 maggio si terrà una nuova asta per la struttura, alla quale il Comune intende partecipare. «Vi do la notizia che ho saputo oggi: il 14 maggio ci sarà un’altra asta dove il Comune parteciperà», ha spiegato Parcaroli, sottolineando però che l’eventuale acquisizione dell’immobile rappresenta solo una parte del problema. «Il problema importante sarà la gestione», ha detto, evidenziando come l’attuale gestore, la società Cozoma, abbia manifestato l’intenzione di interrompere l’attività, a partire dal 31 marzo, con conseguente ansia degli allevatori.
Secondo quanto illustrato dal sindaco, la decisione sarebbe legata soprattutto ai costi sempre più pesanti dovuti all’obsolescenza della struttura. Gli impianti di refrigerazione, insieme alle spese per energia, gas ed elettricità, incidono fortemente sul bilancio. «Parliamo di un bilancio che ha una perdita di 50, 60, 70 mila euro l’anno», ha spiegato Parcaroli, indicando come gran parte delle spese sia legata proprio ai frigoriferi e ai consumi energetici.
Una possibile soluzione, secondo il sindaco, potrebbe essere una ristrutturazione dell’impianto con tecnologie più moderne. «Una ristrutturazione dell’edificio più congrua al mercato di oggi, con pannelli fotovoltaici e frigoriferi diversi, con una nuova gestione, farebbe calare molto queste spese», ha affermato. Tuttavia il problema riguarda anche la diminuzione del numero di capi macellati rispetto al passato. Il mattatoio era stato progettato per gestire un afflusso molto più consistente di bovini, ma negli anni la situazione è cambiata anche a seguito del fallimento di Bovin Marche che portava numerosi capi nella struttura.
Oggi, secondo i dati illustrati dal sindaco, si macellano circa quaranta bovini a settimana, mentre per raggiungere il punto di pareggio economico ne servirebbero di più. «Per arrivare a un punto di pareggio, per me potrebbe essere intorno ai sessanta capi», ha spiegato Parcaroli, aggiungendo che per questo motivo sarà fondamentale il coinvolgimento degli altri comuni del territorio. «Chiederò ai sindaci: voi avete queste unità di capi nei vostri comuni, con questi imprenditori agricoli, che facciamo? Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvarlo», ha detto.
Sulla questione è intervenuta anche la sindaca di Corridonia Giuliana Giampaoli, che ha ricordato come il suo comune abbia già vissuto una vicenda simile in passato, quando il mattatoio locale venne chiuso dopo una serie di difficoltà. «È un tema molto complesso, è una infrastruttura sicuramente strategica e fondamentale per i nostri territori», ha dichiarato Giampaoli, sottolineando come nelle aree interne siano presenti molti allevatori e produzioni di qualità. «La qualità è elevata e quindi anche dal punto di vista dei consumatori va tutelata», ha aggiunto, spiegando che l’obiettivo dell’incontro è proprio quello di chiarire quali prospettive possano aprirsi per il futuro della struttura.
Anche il sindaco di Treia Franco Capponi ha evidenziato il valore di un mattatoio pubblico, definendolo «un presidio di qualità e di benessere per la popolazione», perché consente controlli più puntuali sugli alimenti e sulla filiera produttiva. Allo stesso tempo ha invitato a guardare anche a possibili soluzioni per il futuro, suggerendo di valutare la realizzazione di un impianto più moderno e proporzionato alle esigenze attuali. «Bisognerebbe probabilmente pensare di realizzare una struttura più adeguata, di minor dimensione e più efficiente», ha spiegato, in modo da ridurre i costi di gestione che oggi risultano molto elevati.
Il confronto tra i sindaci del territorio proseguirà nelle prossime settimane con l’obiettivo di arrivare preparati alla scadenza dell’asta del 14 maggio e individuare una strategia condivisa per garantire la continuità di un servizio ritenuto fondamentale per gli allevatori e per l’intera filiera agroalimentare locale.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio sarà ad Ancona venerdì 13 marzo per partecipare a un incontro pubblico dedicato al referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo.
L’appuntamento è fissato alle 17.15 alla Loggia dei Mercanti, in via della Loggia, dove Fratelli d'Italia organizza l’iniziativa dal titolo “Referendum Giustizia – Le ragioni del Sì”.
All’evento prenderanno parte anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, la senatrice e coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia Elena Leonardi e la sottosegretaria al ministero dell’Economia Lucia Albano.
Tra gli ospiti annunciati figurano inoltre l’europarlamentare Carlo Ciccioli, il costituzionalista Tommaso Edoardo Frosini, l’ex pubblico ministero della Procura di Ancona Irene Bilotta e l’avvocata Francesca Petruzzo, presidente della Camera penale di Ancona.
L’incontro sarà l’occasione per illustrare e discutere le ragioni del sostegno al “Sì” in vista della consultazione referendaria di marzo, con un confronto tra esponenti istituzionali, giuristi e rappresentanti del mondo forense.
SARNANO – Il consigliere comunale Alessandro Bruschi lancia un appello ai cittadini e ai visitatori a rispettare le regole della raccolta dei rifiuti e a mantenere pulito il territorio. La decisione arriva dopo numerosi episodi registrati nelle ultime settimane, legati sia all’abbandono indiscriminato di rifiuti sia al conferimento nei giorni non previsti dal nuovo calendario della raccolta differenziata.
«La situazione che stiamo riscontrando non è più accettabile – afferma Bruschi –. Gli abbandoni di rifiuti e il mancato rispetto dei giorni di conferimento non saranno più tollerati. Sarnano è un paese che vive anche di turismo e di qualità ambientale e tutti devono fare la propria parte per mantenerlo decoroso».
Le segnalazioni riguardano soprattutto alcune zone del centro urbano, come via Aldo Moro, ma episodi analoghi sono stati registrati anche in contrada Romani e in altre aree del territorio comunale. Non si tratta solo di sacchi lasciati fuori orario, ma anche di rifiuti abbandonati lungo le strade o nei fossi.
Il fenomeno interessa purtroppo anche le campagne, dove sono stati rinvenuti materiali di ogni tipo, dai vasi in ceramica ai piatti doccia, fino a sacchi pieni di calcinacci. «Situazioni che non solo deturpano il paesaggio – spiega Bruschi – ma rappresentano anche un comportamento gravemente scorretto nei confronti della comunità».
Il consigliere ricorda inoltre che il calendario dei conferimenti è stato recentemente modificato. «Comprendiamo che ci voglia qualche giorno per abituarsi alle nuove modalità – aggiunge – ma questo non giustifica conferimenti nei giorni sbagliati o, peggio, l’abbandono dei rifiuti nei fossi o nelle campagne».
Per far fronte alla situazione, l’Amministrazione comunale ha deciso di intensificare i controlli e la vigilanza sul territorio. «Aumenteremo le verifiche – conclude Bruschi – perché così non si può più andare avanti. Il rispetto delle regole è fondamentale per garantire il decoro del paese e la tutela dell’ambiente».
Un richiamo particolare è rivolto anche ai turisti che soggiornano a Sarnano per pochi giorni. Per chi lascia il paese prima del giorno previsto per la raccolta, è a disposizione il capannone comunale di contrada Morelli, uno spazio appositamente pensato per permettere il conferimento corretto dei rifiuti.
«Invitiamo tutti, residenti e turisti, a utilizzare questo servizio – conclude Bruschi –. Solo con la collaborazione di tutti possiamo mantenere Sarnano pulita, accogliente e rispettosa dell’ambiente».
Una mattinata simbolica quella di oggi a Macerata, con la conferenza stampa di presentazione di Gianluca Tittarelli e della coalizione di centrosinistra che lo sosterrà alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Di fronte a una numerosa rappresentanza di pubblico, tra cui diversi cittadini, l’evento ha segnato anche l’apertura della nuova sede in via Garibaldi 24, destinata a diventare un punto di riferimento per cittadini, associazioni e realtà locali, "dove condividere idee e progettare insieme il futuro della città".
La cerimonia si è aperta con un gesto simbolico, l’“unione del nastro” al posto del tradizionale taglio. «Unire il nastro vorrà dire tante cose di cui la città avrà bisogno», ha spiegato Tittarelli, sottolineando il significato di un gesto che vuole rappresentare unità, partecipazione e attenzione alla comunità.
All’interno della nuova sede, circondato dai rappresentanti delle liste della coalizione, Tittarelli ha preso la parola ricordando come l’apertura dello spazio non sia solo un atto simbolico, ma l’inizio di un percorso concreto di ascolto e dialogo. «Oggi presentiamo la candidatura e la coalizione», ha detto, «e apriamo la sede elettorale, che sarà aperta tutti i giorni per incontrare chiunque voglia parlarci e conoscerci. È un’operazione di grande osmosi con la città. Sono contento di essere qui con una coalizione ampia e unita. Ci presentiamo con determinazione, con persone che rappresentano le varie liste, per ragionare sul futuro della città nei prossimi cinque anni e oltre. Vogliamo una città diversa, più partecipata, dove cittadini, associazioni e realtà culturali e sportive possano avere voce. Ci sono grandi potenzialità sotto la cenere, spesso poco coinvolte nelle decisioni che riguardano la città».
Subito dopo, i rappresentanti delle liste hanno condiviso le priorità dei rispettivi programmi. Ninfa Contigiani del Partito Democratico ha definito l’inaugurazione «emozionante» e ha sottolineato come l’obiettivo principale sia unire una città «che ha avuto lacerazioni negli ultimi anni». Sulla centralità del sociale, ha aggiunto: «Non più un investimento ma considerato un costo dall'attuale amministrazione. Per noi la parola chiave è la prossimità: siamo una città di media grandezza, assurdo non capire che dobbiamo conoscerci e agevolare vivacità e integrazione». Contigiani ha poi spiegato le proposte concrete: «Vogliamo sportelli informativi e formativi unici, operatori sociali nei quartieri, collaborare con il terzo settore per fragilità psicologiche ed esistenziali. Non politiche una tantum, ma un’idea di ciò di cui c’è realmente bisogno».
Roberto Cherubini del Movimento 5 Stelle ha ricordato come il movimento punti a trasformare i cittadini da spettatori in protagonisti: «L’amministrazione ha ignorato associazioni come Alfa, atto di lontananza. Noi vogliamo lavorare insieme. La cultura deve essere accessibile a tutti, non chiusa in quattro mura, e l’individualismo deve scomparire per far tornare la socialità».
Leonardo Piergentili di AVS, definita "la novità di queste elezioni", essendo alla prima esperienza a Macerata con una lista propria, ha evidenziato il contributo dei giovani: «La lista è composta per metà da under 30. Se la destra è stata quella dello smog e del cemento, noi saremo la sinistra del verde urbano, del decoro e della qualità dell’ambiente. Saremo radicali nelle nostre scelte: coglieremo i problemi alla radice».
Andrea Tonnarelli di Strada Comune ha sottolineato la necessità di coinvolgere i cittadini anche fuori dal periodo elettorale: «La vera sfida è far partecipare le persone non solo al momento elettorale. Dobbiamo partire da temi come lavoro e sicurezza sociale. Una grande opera pubblica nasce dall’ascolto e dalla risposta ai bisogni concreti».
Michele Lattanzi de L’Altra Macerata ha ribadito l’attenzione alla persona e alla cultura: «La nostra lista è nata per unire. Tittarelli è la persona giusta al momento giusto. Il messaggio per la città è di pace contro politiche di guerra e militarizzazione. Dobbiamo tutelare le classi sociali più in difficoltà, mettere al centro la persona e rilanciare la cultura».
Eleonora Sarti di Macerata Riformista (tra cui Italia Viva e Partito Socialista), ha puntato sulla vocazione culturale della città: «È importante riportare la città a vivere la sua identità e la sua cultura durante tutto l’anno, non solo in periodi ristretti. Questa è la linfa vitale per il futuro della comunità». A lei ha fatto eco Antonio Zaccagnini del PSI, sottolineando l’importanza di dare continuità a questo percorso.
Infine, Francesca Sampaolesi di Uniamo Macerata ha commentato: «Chi ama la città non resta a guardare. Investire in cultura e conoscenza distingue una comunità viva da una che si sta spegnendo. Il civismo significa portare le persone dentro la politica e ricordare che le istituzioni esistono per i cittadini».
A chiudere, Tittarelli ha richiamato i temi centrali della coalizione: «Partecipazione e ascolto devono includere anche le frazioni, spesso ai margini. Dobbiamo rilanciare l'orgoglio di essere maceratesi e lavorare sull’attrattività di Macerata come capoluogo di provincia, valorizzando le ricchezze del territorio e la vita associativa. Ci impegniamo a curare le cicatrici della città, dagli edifici abbandonati ai problemi di mobilità e parcheggi. La sicurezza va intesa come prevenzione, non repressione. Il trasporto pubblico va ripensato e le soluzioni energetiche devono essere sostenibili e pratiche per i cittadini».
«Il nostro approccio di governo», ha concluso, «sarà appassionato, radicato nel territorio e costruito da chi ci vive. L’obiettivo non è solo battere la destra, ma farlo con credibilità». Tra le criticità dell'attuale amministrazione evidenziate in particolare il problema degli ascensori fuori uso del parcheggio Giardini Diaz, definito "imbarazzante per quello che è il nostro modo di presentarci a chi arriva a Macerata" e lo stato di "Vicolo Consalvi", inaugurato e poi lasciato all'abbandono. Riflessioni in corso sull'apertura o meno al traffico del centro storico.
La nuova sede di via Garibaldi 24 diventerà così non solo il quartier generale della campagna elettorale, ma un luogo permanente di dialogo con la città, con tavoli aperti su sicurezza, verde, mobilità, accoglienza, giovani e sport, per costruire insieme un progetto condiviso e partecipato.
Il sindaco Sandro Parcaroli ha accolto a Palazzo Conventati il nuovo segretario generale del Comune di Macerata, Benedetto Perroni, che entrerà ufficialmente in servizio dal 16 marzo prossimo.
“Desidero rivolgere, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città, un caloroso benvenuto al nuovo segretario comunale, Benedetto Perroni – ha dichiarato il sindaco Parcaroli –. Siamo lieti di accogliere un professionista che metterà la propria esperienza e competenza al servizio del nostro Comune, contribuendo al buon funzionamento dell’Ente e al rafforzamento dell’azione amministrativa. Al segretario Perroni rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, con la certezza che la collaborazione con gli uffici e con l’Amministrazione sarà improntata a spirito istituzionale, responsabilità e attenzione verso la comunità”.
Nato a Macerata nel 1971, Perroni è dottore commercialista, segretario comunale dal 2010 e Segretario di Fascia A dal 2020. Dal 2017 è componente dell’Elenco nazionale degli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV). Di formazione classica, ha conseguito la maturità al Liceo “Giacomo Leopardi” di Macerata e la laurea in Economia Aziendale con specializzazione in Economia delle Amministrazioni Pubbliche all’Università Bocconi di Milano. Successivamente si è iscritto all’Elenco dei revisori dei conti degli enti locali e ha completato un master in Innovazione della Pubblica Amministrazione presso l’Università di Macerata nel 2004 e un master in Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione alla “24Ore Business School” nel 2021.
Perroni ha maturato una lunga esperienza come Segretario in diversi Comuni del territorio, tra cui Ussita, Valfornace, Tolentino, Corridonia e Treia, e, dal 1° febbraio 2024, ha ricoperto lo stesso ruolo nei Comuni di Civitanova Marche e Morrovalle. La sua nomina a Macerata rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento amministrativo dell’Ente, con l’obiettivo di garantire efficienza e continuità nella gestione dei servizi comunali.
"Non è una questione di schieramenti o di divergenze personali, ma di tutela della cosa pubblica. La gestione della Pro Loco deve essere aperta e documentata, soprattutto quando si parla di fondi pubblici e della biglietteria dei nostri monumenti e del Parco Archeologico”. Lo dice senza giri di parole il sindaco di Urbisaglia, Riccardo Natalini, intervenendo sulla vicenda della Pro Loco locale, costretta ad abbandonare e svuotare il magazzino dell'associazione.
“Nonostante la convenzione ereditata dalla precedente amministrazione, la Pro Loco non ha fornito i dati contabili richiesti, invitandoci a cercare risposte altrove. Questo atteggiamento dimostra una gestione autoreferenziale, che confonde le dinamiche politiche con le finalità associative”, prosegue il primo cittadino.
Natalini chiarisce: “Il deterioramento del rapporto di fiducia non è solo legato alla mancanza di trasparenza, ma anche ai toni e alle modalità relazionali. Per questo abbiamo affidato le verifiche a organi terzi e alle autorità competenti, per garantire che ogni euro della collettività sia utilizzato correttamente”.
Il sindaco sottolinea poi come l’Amministrazione non intenda attaccare il mondo del volontariato: “Sosteniamo quotidianamente più di dieci associazioni locali, con risultati concreti. Basti pensare all’operazione ‘Sport e Scuola’, che ha portato 15mila euro in attrezzature per danza, judo e attività motorie direttamente ai giovani tramite scuole e club sportivi. Il Comune è una casa aperta per chi opera con spirito di servizio”.
Infine, Natalini traccia la linea per il futuro: “La nuova Urbisaglia deve superare le logiche del passato e valorizzare il patrimonio in maniera trasparente. È tempo di distinguere chi lavora davvero per la comunità da chi ha smarrito lo scopo statutario trasformando l’associazione in uno spazio politico chiuso. La posizione dell’Amministrazione è chiara: ora concentriamo le energie sui progetti per i cittadini, con serenità e determinazione”.
Ultimo Consiglio provinciale per il presidente Sandro Parcaroli, in attesa delle elezioni che si terranno domenica 15 marzo e porteranno alla nomina del suo successore alla guida dell’Ente.
Prima di entrare nel dettaglio degli argomenti all’ordine del giorno, Parcaroli ha ringraziato tutti i consiglieri che lo hanno accompagnato nei quattro anni di mandato, i segretari, i dirigenti e i dipendenti che “lavorano quotidianamente, spesso anche in condizioni di urgenza e dovendo fare i conti con le carenze di personale, perché ognuno contribuisce con il proprio impegno alla crescita di questo Ente che continua a essere solido e con i bilanci in ordine. Sono stati quattro anni complessi, intensi, ma molto stimolanti in cui sono potuto entrare in contatto con un Ente che non conoscevo così da vicino – ha concluso Parcaroli –, ma di cui, ora più che mai, posso confermare la necessità, anzi ribadire la necessità che torni a essere pienamente operativo nelle sue funzioni, eliminando le storture introdotte dalla legge Delrio del 2014. Le Province sono un Ente intermedio fondamentale sul territorio”. E, rivolgendosi al nuovo presidente, Parcaroli ha auspicato che possa continuare a far crescere la Provincia in uno spirito di dialogo e collaborazione con tutti.
Il Consiglio ha poi ratificato una variazione di bilancio di previsione 2026/2028. La proposta, che ha positivamente superato il vaglio del Collegio dei Revisori dei conti, prevede l’iscrizione di entrate e spese in conto capitale necessarie ad aggiornare i cronoprogrammi delle opere pubbliche. Ottenuti ulteriori contributi Pnrr per 1.400.000 euro destinati alla messa in sicurezza e all’adeguamento antincendio degli edifici scolastici, con obbligo di appalto entro il 30 aprile 2026 e conclusione dei lavori entro il 31 dicembre 2026 e sono stati assegnati dalla Struttura Commissariale contributi di 350.000 euro per interventi conseguenti all’alluvione che si è verificata a settembre 2022.
Ratificato anche il provvedimento di somma urgenza che ha previsto lo stanziamento di circa 87mila euro per fronteggiare i danni che sono derivati dalla mareggiata che, il 4 e 5 febbraio scorsi, a Porto Recanati, così come sono stati approvati la variazione al Bilancio di previsione 2026/2028 con applicazione dell’avanzo di amministrazione presunto 2025 e lo schema di convenzione integrativa e modificativa tra la Provincia e il Comune di Macerata relativamente al passaggio del Convitto Nazionale “Leopardi” e delle scuole annesse.
Il Consiglio regionale delle Marche ha bocciato una risoluzione proposta dall'opposizione di centrosinistra dedicata ai Comuni marchigiani esclusi dalla nuova classificazione prevista dalla legge sulla Montagna.
In Aula, sugli spalti, erano presenti i sindaci dei 29 Comuni esclusi, che al termine della seduta si sono riuniti con i consiglieri di opposizione e che nel pomeriggio vedranno anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.
Bocciato anche l'emendamento proposto dall'opposizione che chiedeva di sostenere l'appello dei 29 primi cittadini in protesta. "Ora occorre parlare in Anci e in Conferenza delle Regioni, perché va trovato un accordo per creare una maggioranza utile a rivedere i criteri. Dobbiamo ricominciare a trattare nelle sedi istituzionali competenti per creare una nuova sintesi e, se ci sarà, proporla al governo. - ha detto in Aula il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli -. Al criterio di definizione montana il governo aggiungerà un criterio che secondo me è oggettivo, ossia il dato socioeconomico".
Durante la discussione - che si è limitata alle dichiarazioni di voto poiché nella precedente seduta il tema era già stato affrontato prima della decisione della maggioranza di rinviare a oggi la votazione - si sono alternati gli esponenti dei consiglieri di centrosinistra, che hanno fatto pressione affinché il testo venisse approvato e quelli della maggioranza di centrodestra, che hanno invece sottolineato come l'impegno sul tema da parte della giunta ci sia già, soprattutto dopo l'incontro della scorsa settimana a Roma tra il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, il presidente Acquaroli e due portavoce dei sindaci.
Nei giorni avevamo ascoltato alcuni sindaci della nostra provincia riguardo questa problematica. Al centro della contestazione, come abbiamo riportato, ci sono i criteri altimetrici fissati dal Dpcm attuativo, che ridefiniscono la mappa sulla base dell’altitudine media e della pendenza del territorio. Una scelta che, secondo i sindaci, rischia di avere conseguenze concrete su scuole, servizi sanitari, agricoltura e agevolazioni fiscali.
Con l’arrivo della primavera, il Comune di Civitanova Marche accelera sulla cura del patrimonio naturale cittadino. Si è appena conclusa una massiccia operazione di potatura straordinaria che ha interessato circa 5 mila piante su tutto il territorio comunale, per un investimento complessivo di 160 mila euro.
L'amministrazione comunale ha ora dato il via alla seconda fase del cronoprogramma, che prevede lo sfalcio dell’erba e il piano per le nuove piantumazioni tra i quartieri della costa e la Città Alta.
L’assessore all’Ambiente e Decoro Urbano, Giuseppe Cognigni, ha illustrato il dettaglio dei lavori già ultimati. Gli interventi hanno toccato punti nevralgici della città: dalla zona Cecchetti a via Saragat, passando per via Fontanella, via D’Annunzio e Santa Maria Apparente. Particolare attenzione è stata riservata ai plessi scolastici e agli asili nido.
A Civitanova Alta il piano ha coinvolto viale della Rimembranza, viale della Repubblica e via Del Pincio, mentre nel cuore del centro sono state curate le alberature di Piazza XX Settembre, viale Vittorio Veneto e Corso Umberto I. Un’operazione capillare che ha incluso anche le zone commerciali (area Coop) e i parcheggi di via Vai e via Lazio.
"Abbiamo concluso una manutenzione fondamentale che si effettua ogni 5 anni per garantire la salute degli alberi - ha spiegato l’assessore Cognigni -. Ora le ditte sono già al lavoro nelle 37 aree verdi comunali per lo sfalcio dell’erba, seguendo un calendario rigoroso".
Il futuro del verde cittadino, però, passa anche per scelte difficili legate alle malattie fitosanitarie. "Purtroppo dovremo abbattere alcune piante malate o attaccate da insetti - ha ammesso Cognigni -. Insieme all’Ufficio Verde stiamo studiando soluzioni alternative per le palme del Lungomare Sud e per i lecci di viale Vittorio Veneto che andranno sostituiti". La manutenzione del verde resta un capitolo centrale per l'amministrazione, che deve gestire un patrimonio di oltre 8 mila piante.
Nuove tensioni a Urbisaglia nel rapporto tra l’amministrazione comunale e la Pro Loco locale. Al centro della vicenda c’è un atto ufficiale, inviato sabato 7 marzo, con cui l'Ente intima all'associazione il rilascio immediato dell’immobile di via Enrico Mattei, attualmente utilizzato come magazzino per le attrezzature del gruppo di volontariato.
Nella nota inviata agli uffici della Pro Loco, il Comune, pur dichiarando di "riconoscere il valore sociale dell’attività svolta dall’associazione", fissa un termine perentorio: "si intima e diffida la Pro Loco di Urbisaglia a sgomberare il magazzino da tutti i beni non ricompresi nell’inventario e a procedere alla restituzione formale delle chiavi presso gli uffici tecnici comunali entro e non oltre il termine perentorio di cinque giorni lavorativi dalla ricezione della presente. Decorso inutilmente il predetto termine, in difetto della volontaria riconsegna dell’immobile detenuto sine titulo, l’amministrazione si vedrà costretta ad agire nelle sedi competenti, con addebito di eventuali spese e indennità di occupazione a carico della Pro Loco".
Sulla questione è intervenuto il gruppo consiliare di opposizione "Insieme per Urbisaglia", sollevando dubbi sulla legittimità dello sfratto e richiamando documenti esistenti. "Il comune sostiene che la Pro Loco non abbia titoli validi per l’uso del magazzino, ma emerge un dettaglio che potrebbe rimettere tutto in discussione - scrivono i consiglieri in una nota -. Carte alla mano, tra l’ente e l’associazione esiste una convenzione firmata il 28 marzo 2024, con scadenza naturale al 31 marzo 2027. Con questo accordo il comune garantiva alla Pro Loco la 'messa a disposizione a titolo gratuito di spazi in aree coperte e scoperte di proprietà comunale per il ricovero di materiali e attrezzature di proprietà della Pro Loco'. La presenza di questo documento, valido per un altro anno, solleva forti dubbi sulla contestazione mossa da Natalini (sindaco di Urbisaglia, ndr)".
L'associazione, fondata nel 1981, ha risposto attraverso i propri canali ufficiali l'8 marzo, annunciando l'intenzione di non procedere allo sgombero: "Comunichiamo che, a tutt’oggi, non abbiamo la minima intenzione di procedere allo sgombero del magazzino. Abbiamo provveduto a rispondere al sindaco e, all’occorrenza, stiamo provvedendo alla tutela legale di questa associazione, dei componenti del direttivo e di tutti i beni mobili in possesso, al fine di salvaguardare e portare avanti un’associazione radicata nel territorio di Urbisaglia dal 1981, data della fondazione, nel rispetto di tutti coloro che hanno preso parte e si sono resi participi e continuano a farlo".
Nella missiva inviata al primo cittadino, la Pro Loco aggiunge inoltre che "l’amministrazione non ha mai riconosciuto il valore sociale delle nostre attività svolte, negandosi ad inviti/incontri di chiarimenti /organizzazione di eventi", sottolineando come l'associazione abbia comunque proseguito le attività, inclusa la recente partecipazione alla Bit di Milano e al Carnevale di Ferrara.
Il gruppo di minoranza ha espresso dura critica sulle modalità del provvedimento, evidenziando il contrasto tra i successi promozionali dell'associazione e l'atto di diffida: "È questo il modo di ringraziare chi lavora per il territorio? Proprio di recente i volontari della Pro Loco hanno portato il nome di Urbisaglia fino alla Bit di Milano, la borsa internazionale del turismo. Lo hanno fatto con le proprie forze, con il proprio lavoro e a spese proprie, garantendo al nostro paese una visibilità che l’ente pubblico da solo non avrebbe mai ottenuto. Mentre a parole si riconosce il 'valore sociale' dell’associazione, nei fatti si agisce con una fretta burocratica che sa di pretesto. Questa scelta ci lascia profondamente contrariati. Chiedere lo sgombero in cinque giorni è un atto di forza che ignora totalmente la realtà di un’associazione fatta di volontari".
L'opposizione conclude sottolineando il rischio per il tessuto sociale del borgo: "Prima di procedere con gli sfratti, un’amministrazione avrebbe dovuto trovare una via alternativa e tentare di ricucire un dialogo con un’associazione radicata ed operante nel paese da decenni. Scegliere poi di colpire un’associazione storica con queste modalità è un precedente pericoloso che potrebbe minare la serenità di tutto il tessuto associativo di Urbisaglia. Come minoranza consiliare, esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza alla Pro Loco ed a tutte le associazioni operanti nel comune. Sostenere il volontariato è un dovere civile e culturale, prima ancora che amministrativo".
"Realtà come la Pro Loco sono l’anima stessa dell’aggregazione - conclude la nota -: quel capitale sociale che trasforma un territorio in una comunità viva. Specialmente in borghi come Urbisaglia, l’associazionismo resta il motore che genera occasioni di incontro e di scambio tra generazioni. Spesso, nel più totale disinteresse personale, i volontari si caricano sulle spalle il compito di tramandare saperi e proteggere tradizioni, garantendo che non vadano perdute e mantenendo saldo quel senso d’appartenenza che è il vero collante di un paese. Non permetteremo che il patrimonio di esperienze costruito in anni di sacrifici venga smantellato da una scelta politica priva di sensibilità. Urbisaglia merita collaborazione, non ultimatum. Il volontariato non si sfratta".