Politica

Montecosaro, Referendum Giustizia: Pizzirusso e Nobili a confronto tra "garanzie di imparzialità" e "rischi per l'autonomia"

Montecosaro, Referendum Giustizia: Pizzirusso e Nobili a confronto tra "garanzie di imparzialità" e "rischi per l'autonomia"

"Le istituzioni libere sono tanto più solide quanto più i cittadini vi partecipano attivamente". È con questo spirito, citando Alexis de Tocqueville, che si è aperta la serata organizzata dall’associazione Laboratorio di Idee Odv di Montecosaro, dedicata all’approfondimento della riforma costituzionale e al referendum in programma il 22 e 23 marzo 2026. La partecipazione attiva dei cittadini è stata posta al centro dell’incontro come elemento fondamentale per comprendere e discutere scelte decisive per la democrazia. Ad aprire l'incontro è stata Paola Pantanetti, consigliera di minoranza di Montecosaro, che ha evidenziato l’importanza di un coinvolgimento consapevole dei cittadini nei processi decisionali e nei dibattiti istituzionali, dichiarando inoltre la sua vicinanza alle posizioni del Sì alla riforma. L’appuntamento, tenutosi giovedì al Centro Civico G. Cavalieri, ha visto l’intervento dell’avvocato Francesco Brilloni, che ha illustrato il testo costituzionale vigente e le modifiche introdotte dalla riforma, che interessa ben sette articoli, mentre la serata è stata moderata da Reano Malaisi, ex sindaco di Montecosaro e membro dell’associazione promotrice. Sul fronte del Sì, l’avvocato Gerardo Pizzirusso ha evidenziato come la riforma sia necessaria per garantire giudici realmente terzi e imparziali rispetto al pubblico ministero. Ha sottolineato che la proposta, discussa in chiave bipartisan sin dal 1997, "allinea l’Italia agli standard europei, dove in 22 paesi su 27 le carriere sono separate, pur con diversi gradi di indipendenza dal potere esecutivo". Secondo Pizzirusso, la riforma, "senza pregiudizi ideologici, è indispensabile per rafforzare l’imparzialità del giudice e correggere distorsioni del sistema attuale". Sul fronte del No, l’avvocato Andrea Nobili ha contestato l’efficacia della riforma. "Solo lo 0,5% dei magistrati beneficia oggi della separazione delle funzioni e, nei paesi dove essa è presente, i pubblici ministeri restano comunque sotto l’influenza dell’esecutivo", ha ricordato. Nobili ha aggiunto che, se si fosse voluto intervenire sulla separazione delle carriere, questo si sarebbe potuto fare tramite una legge ordinaria, senza modificare la Costituzione. "La riforma, invece, non affronta i veri problemi della magistratura: non accelera i processi, non assume l’organico mancante, non stabilizza i precari", ha precisato. Quando Pizzirusso ha citato i dati sugli errori giudiziari - stimando oltre 32.000 persone finite ingiustamente in carcere dal 1991 a oggi, dal caso Tortora al pastore sardo Zuncheddu - Nobili ha replicato sottolineando che la riforma non elimina i rischi: "I giudici già rispondono in termini civili e disciplinari, e l’assoluzione di un imputato al terzo grado di giudizio non implica necessariamente un errore giudiziario. Va inoltre ricordato che la separazione delle carriere era già stata sottoposta a referendum nel 2000 e respinta dagli italiani, dimostrando come questa proposta sia stata contestata più volte e non abbia trovato consenso elettorale". Un nodo centrale discusso dai presenti ha riguardato la nomina dei magistrati nei due nuovi Consigli superiori della magistratura (CSM). La riforma prevede lo sdoppiamento dell’attuale organo di autogoverno: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Oggi i membri sono eletti per due terzi dai magistrati ("togati") e per un terzo dal Parlamento tra avvocati e professori di diritto ("laici"). Con la riforma, i membri continuerebbero a essere scelti nelle stesse proporzioni, ma tramite sorteggio. Rimangono però numerose incognite: non è chiaro il metodo di estrazione, le caratteristiche dei candidati e le dimensioni dei gruppi da cui sorteggiare. Il cosiddetto "sorteggio temperato" è stato pensato per ridurre il rischio di composizioni sbilanciate per genere, orientamento politico o territorio, ma il dibattito pubblico ha sottolineato come ogni variante possa modificare sensibilmente il grado di autonomia dei nuovi CSM rispetto al governo. Particolare attenzione è stata rivolta alla nomina dei membri laici e al tipo di maggioranza parlamentare necessaria per determinare l’elenco dei candidati. Tra gli altri temi emersi vi sono stati il funzionamento delle impugnazioni delle sanzioni disciplinari dei magistrati alla luce dell’articolo 105 novellato e le criticità legate alla corruzione nel sistema giudiziario. Infine, è stato evidenziato come la riforma sia stata approvata dal Parlamento senza alcuna modifica (Atto Camera n.1917, presentato il 13 giugno 2024), mantenendo integralmente il testo governativo, senza contributi aggiuntivi delle Camere, pur incidendo profondamente sulla disciplina della magistratura ordinaria. Non c'è memoria di un’altra riforma costituzionale che il parlamento non ha toccato.  La serata ha ribadito un principio chiave: una democrazia forte si fonda sulla partecipazione consapevole dei cittadini, che devono informarsi, discutere e confrontarsi su temi istituzionali fondamentali.

20/03/2026 19:00
Tittarelli: "Partecipazione oltre le attese, questo è il centrosinistra che vogliamo essere"

Tittarelli: "Partecipazione oltre le attese, questo è il centrosinistra che vogliamo essere"

Si sono svolti ieri pomeriggio, presso la sede elettorale della coalizione di centrosinistra a sostegno del candidato sindaco Gianluca Tittarelli, i primi due appuntamenti di "Parliamo di Macerata", il percorso di ascolto e confronto diretto con i cittadini che la coalizione ha scelto come metodo concreto per costruire il programma elettorale. Due i tavoli tematici al lavoro: "Città sicura", dedicato ai temi della salute, della sicurezza e dell'assistenza sociale, e "Città verde", incentrato su ambiente, rifiuti, verde urbano e acqua pubblica. Un pomeriggio intenso, animato da una partecipazione che ha superato le aspettative, con cittadine e cittadini che hanno portato proposte, suggerimenti e osservazioni frutto di esperienza diretta e conoscenza del territorio. «Quello che abbiamo vissuto oggi è esattamente ciò in cui crediamo», ha dichiarato Gianluca Tittarelli. «Non slogan, non promesse astratte: ascolto reale, idee concrete, persone che si mettono in gioco per la propria città. Questo è il centrosinistra che vogliamo essere». Le proposte emerse dai tavoli saranno analizzate e valutate, e le più significative confluiranno direttamente nella stesura definitiva del programma elettorale, arricchendolo con la voce autentica della comunità maceratese. Il percorso continua. La coalizione invita l'intera cittadinanza a partecipare ai prossimi due appuntamenti di "Parliamo di Macerata": Lunedì 23 marzo, ore 21: "Città in movimento", "Città accogliente".  Mercoledì 25 marzo, ore 21: "Città che partecipa", "Città per i giovani".  Tutti gli appuntamenti si terranno nella sede elettorale di via Garibaldi, 24, una casa aperta a chi vuole portare il proprio contributo, le proprie idee, la propria visione per Macerata. "Non promesse lontane dal reale, ma ascolto, partecipazione e coinvolgimento concreto. La vostra voce conta. Vi aspettiamo".

20/03/2026 16:00
Sanità, vertice all'ospedale di San Severino: focus su macchinari, eccellenze e nuova Casa di Comunità

Sanità, vertice all'ospedale di San Severino: focus su macchinari, eccellenze e nuova Casa di Comunità

Il presidio ospedaliero "Bartolomeo Eustachio" è stato al centro di una importante visita conoscitiva che ha visto protagonisti i vertici della sanità regionale e locale. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Silvia Luconi, il vice sindaco settempedano Jacopo Orlandani e la consigliera Tiziana Gazzellini. La delegazione tecnica dell’Ast Macerata era guidata dal direttore generale Alessandro Marini, accompagnato dai direttori Sgattoni e Cannas, dai dirigenti medici Sicolo e Faloppi e dal responsabile dell’ufficio tecnico Sabbatini. Nel corso del sopralluogo ai vari reparti della struttura, il vice sindaco Jacopo Orlandani ha colto l’occasione per ribadire il ruolo strategico del nosocomio cittadino. L'ospedale di San Severino si conferma infatti un punto di riferimento baricentrico per un vasto bacino d’utenza che comprende comuni come Tolentino, Treia e Pollenza. Orlandani ha ricordato le numerose eccellenze specialistiche che rendono la struttura un fiore all'occhiello a livello nazionale, citando i percorsi premiati della chirurgia delle ernie, oltre all’alta qualità dei servizi di Oculistica, Oncologia e Medicina Generale. L’attenzione si è poi spostata sulle necessità più stringenti per il futuro del presidio. L'Amministrazione comunale ha esposto con chiarezza l’urgenza di nuovi investimenti in diagnostica, sottolineando come l’acquisto di macchinari moderni sia fondamentale non solo per il funzionamento di tutti i reparti, ma in particolare per il Punto di Primo Intervento. Quest'ultimo continua infatti a registrare un elevato numero di accessi, confermando la necessità di strumenti tecnologici all'avanguardia per gestire le emergenze e le necessità della popolazione locale. La visita si è conclusa con un sopralluogo al cantiere della nuova Casa di Comunità, un'opera che segna un passo avanti decisivo nella riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali. L'integrazione tra l'ospedale per acuti e le strutture di prossimità rappresenta la sfida principale per la sanità regionale, con l'obiettivo di garantire cure sempre più vicine al cittadino. I rappresentanti della Regione e dell'Ast hanno preso atto delle istanze presentate, confermando l'importanza di sostenere una struttura che da sempre dimostra grande capacità di risposta ai bisogni dell'entroterra maceratese.

20/03/2026 15:00
“Il Sì al referendum non mette a rischio la Costituzione”, replica della Camera Penale ai docenti Unimc

“Il Sì al referendum non mette a rischio la Costituzione”, replica della Camera Penale ai docenti Unimc

La Camera Penale di Macerata interviene in risposta al documento firmato da 42 docenti dell’Università di Macerata (leggi qui) che contestano il referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. L’associazione forense precisa la propria posizione e chiarisce alcuni punti della riforma. Secondo la Camera Penale, “Il dissenso è legittimo; meno legittimo è trasformarlo in una rappresentazione deformata della riforma, evocando un inesistente pericolo per la Costituzione e per la democrazia”. Sostenere che la riforma sia contraria alla Costituzione è, per l’associazione, “inaccettabile”. La Corte costituzionale ha già chiarito che la separazione delle carriere è pienamente praticabile nell’attuale quadro costituzionale. “Si può contestarla sul piano politico o culturale; non la si può spacciare come una deriva eversiva”. La riforma, spiegano i penalisti, non limita l’indipendenza della magistratura, ma punta a chiarire due funzioni diverse all’interno del processo accusatorio: “Il giudice deve essere terzo; il pubblico ministero è parte processuale. Confondere questi piani significa indebolire, non rafforzare, la credibilità del sistema”. La Camera Penale contesta anche l’argomento secondo cui la riforma sarebbe inutile: “Il punto non è quanti siano i passaggi tra giudice e PM, ma il modello ordinamentale che si vuole costruire. E se quei passaggi sono marginali, tanto meno si comprende l’allarme sollevato contro la riforma”. Riguardo alla presunta subordinazione della magistratura alla politica, precisano: “Il testo prevede due distinti Consigli Superiori della Magistratura, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica, con equilibrio tra togati e laici e un’Alta Corte a maggioranza assoluta di togati. Parlare di assoggettamento alla politica significa accreditare uno scenario che il testo non contiene”. Anche il sorteggio, spiegano, rappresenta una risposta alla crisi del sistema correntizio e non è un’offesa alla democrazia: “Del resto, il ricorso al sorteggio come correttivo non è affatto estraneo neppure al mondo universitario. Non si comprende allora per quale ragione ciò che è stato ritenuto compatibile nell’università debba essere presentato come attentato all’ordine costituzionale”. Infine, l’associazione respinge l’idea che la separazione delle carriere possa essere introdotta con una legge ordinaria: “Proprio perché si tratta di una scelta di assetto costituzionale, è necessario un intervento sul testo della Costituzione. Dire il contrario significa alterare i termini reali della questione”.   In chiusura, la Camera Penale ribadisce: “Il confronto pubblico richiede rigore, non enfasi apocalittica. Le riforme costituzionali possono essere contrastate; non dovrebbero essere deformate. Sul tema della giustizia, oggi più che mai, serve chiarezza, non allarmismo”.

19/03/2026 19:40
Referendum Giustizia: l'appello di 42 professori dell'Università di Macerata per il "No"

Referendum Giustizia: l'appello di 42 professori dell'Università di Macerata per il "No"

A pochi giorni dall'appuntamento con le urne del 22 e 23 marzo, il dibattito sulla riforma costituzionale della magistratura si accende nel mondo accademico maceratese. Un gruppo di 42 docenti dell’Università di Macerata, appartenenti a diversi ambiti disciplinari, ha sottoscritto un documento congiunto per invitare la cittadinanza a votare "No". Secondo i firmatari, la revisione di sette articoli della Carta metterebbe a rischio l'autonomia del potere giudiziario e l'equilibrio tra i poteri dello Stato. Riceviamo e pubblichiamo integralmente l'appello dei professori: "In vista del voto per il referendum costituzionale del prossimo 22-23 marzo 2026, in quanto docenti dell’Università degli studi di Macerata, riteniamo necessario rivolgere pubblicamente, a tutta la comunità locale, il nostro più vigoroso invito a opporsi all’approvazione definitiva del testo della legge di revisione di ben sette articoli della nostra Costituzione, proposto dal Governo e approvato dalla maggioranza parlamentare senza consentire alcun dibattito in aula. Chiediamo infatti di votare No al referendum costituzionale del 22-23 marzo. Si tratta di una riforma costituzionale che mira a indebolire l’organo di autogoverno della magistratura ordinaria, il Consiglio superiore della magistratura (CSM), organo di rilievo costituzionale voluto dai Costituenti a tutela dell’indipendenza dei magistrati nei confronti del potere politico. Tale organo, infatti, non solo dalla riforma è suddiviso in due ed è privato della funzione più delicata, la funzione disciplinare, ma è anche modificato nella sua composizione. Mentre è lasciata al caso, tramite sorteggio, l’individuazione dei due terzi dei componenti “togati” (i magistrati), è invece rimessa alla scelta dei politici – tramite elezione da parte del Parlamento in seduta comune – l’individuazione dei professori e avvocati che andranno a comporre la lista all’interno della quale saranno estratti a sorte i componenti “laici”. Lista che potrà essere espressione della volontà della sola maggioranza parlamentare e quindi di governo non essendo prevista alcuna maggioranza qualificata. L’istituzione innovativa di un secondo Consiglio superiore della magistratura, quello requirente, composto soltanto da pubblici ministeri è, per giunta, destinata a produrre un effetto opposto a quello che si dichiara di voler perseguire: l’aumento del potere di tale categoria di magistrati, piuttosto che il suo contenimento, e la trasformazione del suo “status” (quasi un “superpoliziotto”). Le progressioni in carriera di questi ultimi potranno essere deliberate, secondo criteri “autonomi”, estranei alla logica della imparzialità, premiando il maggior impiego proprio di quei poteri specifici della categoria, che si risolvono in limitazioni dei diritti di libertà (come il fermo, la custodia cautelare, le perquisizioni, le intercettazioni) e che sono finalizzati a sostenere l’accusa e a ottenere il maggior numero di condanne, in aperto contrasto con il principio del giusto processo, proclamato dall’art. 111 Cost. e volto a garantire i diritti fondamentali dei cittadini. C’è di più. L’attribuzione della funzione disciplinare a un nuovo organo, appositamente istituito, e cioè l’Alta Corte disciplinare, conferma l’alterazione dell’equilibrio dei rapporti fra magistratura e politica, a favore della politica. Anzitutto, la composizione dell’organo a cui è affidato il delicato compito di accertare e sanzionare le condotte dei magistrati illecite sul piano disciplinare segna un aumento, in proporzione, del numero dei laici a detrimento di quello dei magistrati (l’attuale proporzione, prescritta dalla Costituzione, secondo cui solo un terzo dei componenti è di estrazione politica, laddove i residui due terzi sono eletti fra i magistrati di tutte le categorie, dal primo grado alla Cassazione, è sostituita dalla riforma che prevede che facciano parte dell’Alta Corte nove magistrati – peraltro scelti solo fra quelli della Cassazione – e sei laici). È inoltre lasciata a una qualsiasi futura maggioranza parlamentare (che approvi una legge ordinaria) sia la determinazione della composizione dei singoli collegi giudicanti (a cui, quindi, potrà essere assegnato un numero di laici superiore a quello dei magistrati), sia la definizione della procedura che questi dovranno seguire per decidere. Si tratta della stessa maggioranza chiamata a individuare gli illeciti disciplinari da sanzionare. Il nuovo giudice disciplinare si presenta, in sostanza, come una “scatola vuota”, che sarà riempita secondo contenuti del tutto lasciati al legislatore ordinario futuro. Ciò che è certo è solo la limitata garanzia prevista per i magistrati sanzionati dal nuovo giudice disciplinare, che potranno proporre appello contro le condanne disciplinari soltanto davanti alla stessa Alta Corte, in evidente spregio del principio di terzietà del giudice della impugnazione. Questa riforma costituzionale nel suo complesso non è quindi necessaria né idonea a realizzare nessuno degli scopi per cui si dice sia stata adottata. Non è necessaria a realizzare la “separazione delle carriere” fra giudici e PM Il passaggio dalla carriera requirente a quella giudicante o viceversa, già oggi, ha un ben limitato impatto, dato che è consentito solo una volta nella carriera di un magistrato, nell’arco dei primi 10 anni di servizio, con l'obbligo di cambiare distretto territoriale (nell’anno 2024, per esempio, 24 sono stati i passaggi da giudice a P.M. e 18 quelli in direzione opposta, in totale 42 su circa 9000 magistrati). In ogni caso, per realizzare questo obiettivo, è sufficiente una legge ordinaria, come ha più volte riconosciuto espressamente la Corte costituzionale (sentenze n. 37 del 2000 e n. 58 del 2022). Non è necessaria né idonea a realizzare il “giusto processo” e i principi che ne garantiscono l’attuazione, fra cui quello della “parità delle parti” Il principio della parità delle parti riguarda il processo e non l’ordinamento giudiziario, così come l’imparzialità e la terzietà del giudice attengono al processo. Per l’imparzialità, come per la parità tra le parti, se esistono situazioni che incidono negativamente sulla garanzia costituzionale non è sull’ordinamento della magistratura che si deve operare ma sul processo, introducendo le incompatibilità o altre ipotesi che giustificano l’astensione e la ricusazione del giudice, con legge o come è avvenuto con le tante pronunce della Corte costituzionale che hanno annullato disposizioni che erano in contrasto con l’art. 111 Cost. Non è, infine, una riforma della giustizia, dal momento che nessuna delle innovazioni introdotte riguarda l’efficienza e la durata dei processi ed anzi, l’ingente aggravio di spesa che potrà derivare dall’istituzione di due nuovi organi di rilievo costituzionale non potrà che condurre a una corrispondente contrazione delle risorse da destinare alla giustizia nel bilancio dello Stato. Non è neppure idonea a eliminare le degenerazioni delle “correnti” della magistratura presenti nel CSM tramite il sorteggio “puro”, previsto per i soli membri “togati”. Questa modalità di scelta (“l’uno vale l’altro”, indifferentemente) mentre dequalifica certamente l’istituzione, non si vede come, essendo le correnti presenti nella realtà sociale della magistratura, possa riuscire a eliminarne l’incidenza sull’attività del CSM (ben potendo gli estratti a sorte essere riconducibili alle correnti, anche magari tutti a una sola di esse). Risulta, pertanto, evidente che la riforma riguarda solo gli organi di governo della magistratura ordinaria e le garanzie che la Costituzione attualmente pone a tutela dell’autonomia e indipendenza della stessa, riducendole. Riduzione che non può non interessare ogni elettrice ed elettore che creda nello stato di diritto, di cui la stessa autonomia e indipendenza della magistratura è una caratteristica essenziale. Se l’autonomia della magistratura viene indebolita, anche i diritti dei cittadini diventano più fragili: dalle cause di lavoro alle decisioni sui diritti civili, serve un giudice indipendente per garantire tutela effettiva. La preoccupazione che se ne trae in quanto cittadine e cittadini è tanto maggiore, in quanto si consideri il contesto culturale e politico in cui la riforma si innesta, contraddistinto, da un lato, dalla progressiva eliminazione di controlli e limiti all’azione della maggioranza parlamentare e dell’esecutivo, come anche, più in generale, della pubblica amministrazione (come dimostrato, ad esempio, dall’abrogazione dei reati di abuso di ufficio e di traffico di influenze, così come dalla recente riforma della Corte dei conti, che ha ridotto i poteri di controllo contabile sulla spesa pubblica e ha azzerato l’indipendenza interna dei P.M. contabili, assoggettandoli al potere assoluto del Procuratore generale, la cui nomina è sostanzialmente riconducibile alla volontà del Governo). Dall’altro lato c’è poi la moltiplicazione di misure limitative dei diritti di libertà fondamentali, fondate sulla mera presunzione di pericolosità delle persone, in molti casi sottratte alla stessa valutazione e convalida di un giudice imparziale e terzo (come nel caso delle misure preventive introdotte dal recentissimo decreto sicurezza, quali il fermo preventivo, il daspo urbano, le zone rosse). In tale contesto si colloca, d’altro canto, anche l’altra riforma costituzionale che – secondo il programma del Governo – seguirà quella della magistratura, una volta che questa dovesse essere approvata con il referendum: quella del premier eletto dal popolo, che accentrerà il potere in una sola persona. È, pertanto, necessario bloccare sin da ora – votando NO al referendum costituzionale del prossimo 22-23 marzo – un percorso che rischia di mettere a repentaglio l’architettura democratica disegnata dalla Costituzione del 1948, fondata sui principi di libertà ed eguaglianza e sui principi dello Stato di diritto, di cui la separazione dei poteri – e quindi l’autonomia della magistratura dal potere politico – costituisce un asse portante proprio nell’ottica dell’eguale tutela dei diritti di tutte e tutti". I nomi dei 42 docenti firmatari: Luca Lanzalaco, Raffaella Niro, Gianni Di Cosimo, Paola Persano, Luigi Cozzolino, Selena Grimaldi, Andrea Prontera, Luigi Lacché, Enzo Valentini, Gianmarco Mancosu, Angela Cossiri, Roberto Mancini, Carla Danani, Alessia Bertolazzi, Giacomo Gistri, Monica Stronati, Andrea Cegolon, Mariaelena Paniconi, Maria Ciotti, Francesco Bartolini, Ronald Car, Sergio Labate, Silvia Pierosara, Chiara Bergonzini, Silvia Fiaschi, Paolo Ramazzotti, Margherita Scoppola, Mara Cerquetti, Annalisa Cegna, Fabio Clementi, Mariangela Masullo, Irene Zanot, Eleonora Cutrini, Cristiana Lauri, Tatiana Petrovich Njegosh, Lina Caraceni, Ninfa Contigiani, Alberto Zanutto, Maela Carletti, Antongiulio Mancino, Riccardo Rosati, Livia Di Co

18/03/2026 18:50
Recanati, l'ex Filanda rinasce come "Casa delle Associazioni": gestione affidata agli Alpini

Recanati, l'ex Filanda rinasce come "Casa delle Associazioni": gestione affidata agli Alpini

La storica palazzina di via Campo Boario, nota come ex Filanda Mattutini, si appresta a riaprire le porte ai cittadini di Recanati con una veste del tutto nuova. È stato siglato ieri il patto di collaborazione tra la Giunta e il Gruppo Alpini Recanati-Castelfidardo, che per i prossimi tre anni curerà la gestione della struttura e dell'area verde circostante, situata all'interno della zona camper. L’accordo, firmato dal sindaco Emanuele Pepa e dal capogruppo delle penne nere Samuele Galassi, dà ufficialmente il via al progetto "Casa alpina delle Associazioni". L’obiettivo è trasformare l’immobile, riqualificato grazie ai fondi del Pnrr, in un centro polifunzionale capace di promuovere la socializzazione, il benessere della popolazione anziana e l’integrazione tra le diverse realtà associative del territorio. La nuova gestione non si limiterà alla cura degli spazi, ma offrirà servizi concreti alla comunità e ai visitatori. All'interno della palazzina troverà infatti spazio il Camping Club, con un front office gestito direttamente dagli Alpini per l’accoglienza e l’assistenza ai turisti che usufruiscono dell’area camper. Secondo le linee guida stabilite dall'amministrazione, i locali saranno gestiti in forma di autogestione: le associazioni coinvolte si faranno carico delle utenze e della manutenzione ordinaria, garantendo in cambio la libera fruizione degli spazi per progetti sociali e culturali di breve e lungo periodo. L'amministrazione comunale ha espresso grande soddisfazione per l'intesa, sottolineando come l’ex Filanda rappresenti un esempio virtuoso di recupero del decoro urbano finalizzato al miglioramento del tessuto sociale. Questo accordo segna, inoltre, il debutto delle nuove linee guida comunali per l’utilizzo degli immobili pubblici. Nei prossimi giorni verrà annunciata ufficialmente la data del taglio del nastro, che restituirà definitivamente lo spazio alla città dopo i lunghi lavori di ristrutturazione.

18/03/2026 17:20
Il candidato sindaco Gianluca Tittarelli apre i tavoli programmatici: al via “Parliamo di Macerata”

Il candidato sindaco Gianluca Tittarelli apre i tavoli programmatici: al via “Parliamo di Macerata”

Macerata – Parte il percorso partecipativo promosso dal candidato sindaco Gianluca Tittarelli e dalla coalizione di centrosinistra. Domani, giovedì 19 marzo alle ore 18, prenderanno il via gli incontri dei tavoli programmatici dal titolo “Parliamo di Macerata”, un’iniziativa pensata per coinvolgere direttamente la cittadinanza nella costruzione del programma elettorale. Il primo appuntamento si terrà nella sede elettorale di via Garibaldi 24, dove verranno attivati due tavoli di confronto: “Città sicura”, dedicato ai temi della salute, della sicurezza e dell’assistenza sociale, e “Città verde”, incentrato su ambiente, gestione dei rifiuti, verde urbano e acqua pubblica. All’incontro interverranno Piergiorgio Ciarlantini, esponente di Strada Comune, e Katia Soldini del Partito Democratico. L’iniziativa punta a raccogliere contributi concreti da parte di cittadini e realtà del territorio, con l’obiettivo di trasformare idee, suggerimenti e proposte in elementi centrali del programma della coalizione. L’ascolto e la partecipazione rappresentano infatti, fin dall’inizio della candidatura, uno dei tratti distintivi dell’approccio politico di Tittarelli. “L’occasione dei tavoli di partecipazione – afferma Tittarelli – è una apertura concreta alla città, in una fase di incontro e ascolto. Faremo tesoro delle indicazioni che arriveranno e ne elaboreremo una sintesi da inserire nel nostro programma. Anche questa è partecipazione”.   Quello di domani sarà solo il primo di una serie di appuntamenti che proseguiranno nei prossimi giorni sempre nella sede di via Garibaldi. Il calendario prevede nuovi incontri dedicati ai temi della mobilità e dell’accoglienza lunedì 23 marzo alle ore 21, mentre mercoledì 25 marzo, sempre alle 21, si parlerà di partecipazione e politiche giovanili, proseguendo così il confronto diretto tra candidato, coalizione e cittadinanza.

18/03/2026 17:00
Fuorisede esclusi dal voto del Referendum, Sinistra Italiana Marche attacca: "Si nega un diritto"

Fuorisede esclusi dal voto del Referendum, Sinistra Italiana Marche attacca: "Si nega un diritto"

Torna al centro del dibattito politico il tema del diritto di voto per i fuorisede. A intervenire è Sinistra Italiana Marche attraverso la segretaria regionale Gioia Santarelli, che denuncia l’assenza di misure per consentire la partecipazione al voto di chi vive lontano dalla propria residenza per studio o lavoro. “Alla vigilia di ogni tornata elettorale – afferma Santarelli – emerge il problema del diritto di voto delle tante persone che non risiedono nella propria città. In occasione dei referendum dello scorso giugno era stata prevista la possibilità di votare nel luogo di studio o lavoro, ma oggi, in assenza di una legge stabile, non è stato adottato alcun provvedimento analogo”. Secondo la segretaria regionale, sarebbe stato logico replicare quella soluzione anche per il voto previsto domenica e lunedì, magari semplificando le procedure burocratiche. “Tutto questo però non è accaduto”, sottolinea, puntando il dito contro “l’indifferenza e la superficialità della maggioranza e del governo”. Per far fronte alla situazione, Alleanza Verdi Sinistra ha promosso una soluzione alternativa, individuando nella nomina dei rappresentanti di lista l’unico strumento per consentire ai fuorisede di votare senza affrontare spese elevate per gli spostamenti. Il fenomeno riguarda numeri significativi: oltre 10mila persone a livello nazionale e quasi un centinaio nelle Marche, dove incidono in modo rilevante le presenze universitarie di città come Ancona, Camerino, Macerata e Urbino. Santarelli evidenzia inoltre come il tema non riguardi solo gli studenti, ma anche lavoratori e lavoratrici che vivono fuori sede.   Nel suo intervento, la segretaria collega la questione anche al merito del referendum, definendo “pericolosa” la riforma oggetto del voto. “La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato – conclude – e richiede il massimo livello di condivisione. Escludere migliaia di persone da una scelta così importante rappresenta un ulteriore motivo per votare no”.

18/03/2026 16:29
Intervalliva di Macerata e allaccio SS77-SS16 a Civitanova: firmati i protocolli anti-mafia

Intervalliva di Macerata e allaccio SS77-SS16 a Civitanova: firmati i protocolli anti-mafia

Un passo decisivo per la sicurezza e la trasparenza nei grandi cantieri del territorio. Sono stati siglati stamane, presso la Prefettura di Macerata, i protocolli di legalità relativi a due opere strategiche del progetto Quadrilatero Marche Umbria: l'Intervalliva di Macerata e l'allaccio SS77-SS16 a Civitanova Marche. L'accordo, finalizzato alla prevenzione e alla repressione di tentativi di infiltrazione mafiosa, è stato sottoscritto dal prefetto Giovanni Signer, dal responsabile Anas per la Quadrilatero Claudio Bucci e dai rappresentanti delle imprese affidatarie. Presenti alla firma anche il consigliere di amministrazione della società Quadrilatero, Antonio Pettinari, i sindacati e l’Ispettorato del Lavoro, che vigileranno sulla trasparenza dei flussi di manodopera. L'opera più imponente riguarda il nuovo collegamento tra il centro abitato di Macerata (zona Palasport di via Mattei) e lo svincolo della SS77 nella frazione di Sforzacosta. L'intervento, affidato alla Toto Costruzioni Generali S.p.A., mira a snellire drasticamente il traffico verso il capoluogo. Con un investimento complessivo di 87,6 milioni di euro, il tratto Pieve-Mattei rappresenterà l'allaccio funzionale vitale per la mobilità cittadina. Sul fronte costiero, il progetto riguarda la riorganizzazione dell'intersezione tra la SS77 e la SS16 nell'abitato di Civitanova Marche. L'intervento, affidato alla Monaco S.p.A. per un valore di 26,5 milioni di euro, prevede la realizzazione di una nuova rotatoria e, soprattutto, di un sottopasso ferroviario. Quest'ultimo permetterà di eliminare il passaggio a livello attualmente presente nel tratto urbano della Statale 16, aumentando la fluidità e la sicurezza della circolazione verso sud. I protocolli firmati oggi non si limitano alla vigilanza sui contratti, ma estendono il monitoraggio a tutta la filiera degli esecutori e dei fornitori, garantendo che i flussi finanziari e di lavoro siano costantemente tracciati.

18/03/2026 16:09
Sefro, "pace" fatta tra Comune e Arcidiocesi: la "Piazzetta" torna ai cittadini

Sefro, "pace" fatta tra Comune e Arcidiocesi: la "Piazzetta" torna ai cittadini

Si chiude ufficialmente una delle vicende più sentite nel cuore di Sefro. Il Comune e l'Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche hanno siglato un accordo di collaborazione che mette fine alle divergenze legali riguardanti l'immobile e la storica piazzetta del borgo. La priorità, condivisa da entrambe le istituzioni, è ora la rivitalizzazione del centro sociale e aggregativo del paese. La trattativa, seguita per l'amministrazione dal sindaco Pietro Tapanelli e dal presidente del Consiglio Alessandro Midei, ha portato a una soluzione di comune accordo. Il Comune ha scelto di rinunciare all'azione di usucapione a fronte di un impegno preciso della Curia: destinare l’immobile a scopi comunitari. L'elemento centrale dell'intesa riguarda il primo piano della struttura, che sarà destinato alla riapertura di un bar. Un servizio individuato come essenziale per contrastare l’isolamento e restituire un punto di ritrovo vitale ai residenti di Sefro. Fondamentale, per la formalizzazione dell'atto, è stato il lavoro dei legali Marco Bottacchiari (per il Comune) e Simone Longhi (per l'Arcidiocesi). Un ruolo chiave nello sblocco della vertenza è stato giocato da Lino Rossi. Noto imprenditore, già sindaco di Sefro e figura storica del territorio, Rossi ha agito come mediatore tra le parti. La sua autorevolezza ha permesso di superare le criticità legali, facilitando il dialogo con l'Arcidiocesi e con l'arcivescovo Francesco Massara. "Siamo grati a Lino Rossi per l’impegno personale che ha permesso di sbloccare la situazione - ha dichiarato il sindaco Tapanelli -. L'impegno garantito dalla Curia per la riapertura del bar risponde a una necessità assoluta del nostro paese. Sapere che la comunità potrà tornare a disporre di questo spazio di socialità è il risultato che più ci premeva ottenere". L'amministrazione auspica ora che l'iter per l'avvio dell'attività possa procedere in tempi brevi.

18/03/2026 15:20
Macerata, Orioli: "Strade disastrose, occorre piano pluriennale e priorità definite"

Macerata, Orioli: "Strade disastrose, occorre piano pluriennale e priorità definite"

Macerata – Il candidato sindaco del Terzo Polo Macerata, Mattia Orioli, interviene sulla questione della manutenzione del manto stradale, tema che la città continua a segnalare come urgente e trascurato. “Ogni giorno assistiamo a tagli del nastro, selfie e autocelebrazioni – afferma Orioli – ma nessuno affronta le questioni concrete e quotidiane dei cittadini. La sicurezza e la manutenzione delle strade restano problemi seri, evidenti in zone come via Roma, via Trento, viale Don Bosco, viale Beniamino Gigli, via Verga e via Elena Fioretti, solo per citare alcuni esempi. Molte altre aree della città versano in condizioni simili, vere e proprie piste da cross, indegne per un capoluogo come Macerata”. Secondo il Terzo Polo, la manutenzione stradale e la realizzazione di nuove opere viarie non rappresentano solo un intervento funzionale, ma anche un segno di civiltà e sviluppo, in linea con le tasse pagate dai cittadini. Se al governo della città, Orioli annuncia la creazione di una cabina di regia ad hoc, con l’obiettivo di programmare interventi pluriennali basati su priorità e criticità, così da riportare gradualmente le strade di Macerata a condizioni dignitose e sicure.   “Vogliamo restituire ai cittadini strade decenti, sicure e funzionali – conclude Orioli – un vero segno di rispetto per chi vive e lavora in città”.

18/03/2026 12:30
Azione, il treiese Leonardo Piermattei alla guida degli Under 30 marchigiani

Azione, il treiese Leonardo Piermattei alla guida degli Under 30 marchigiani

Il partito di Carlo Calenda riorganizza le proprie fila nelle Marche partendo dalle nuove generazioni e punta su un profilo della provincia di Macerata. Il treiese Leonardo Piermattei è stato nominato ufficialmente responsabile regionale Under 30 di Azione. La nomina, siglata dal commissario regionale Massimo Seri, punta a strutturare una rete giovanile in rapida espansione su tutto il territorio marchigiano. La scelta di Piermattei si inserisce nel solco delle direttive fissate dal commissariamento dello scorso 6 marzo, che mira a riattivare i presidi territoriali del partito. L'obiettivo dichiarato è quello di superare una politica fatta di slogan, cercando di riavvicinare i ragazzi alle istituzioni attraverso contenuti concreti e competenze. "Dobbiamo restituire una voce ai giovani marchigiani, una categoria che in questo territorio non è stata ascoltata e che troppo spesso è stata considerata un mero bacino elettorale e non una risorsa di competenze", ha dichiarato il neo-responsabile Leonardo Piermattei. Il giovane di Treia sottolinea come il progetto stia attirando nuove adesioni proprio grazie alla ricerca di serietà in contrapposizione al populismo: "Stiamo ricostruendo un tessuto sociale partendo da chi ha deciso di non restare a guardare. La nostra non è un'accademia, ma una palestra di buongoverno". Nel commentare la nuova struttura operativa, Piermattei ha citato esempi di impegno diretto sul territorio, dai candidati già pronti a Macerata fino alla sfida di Alessandro Bollettini, candidato sindaco a San Benedetto del Tronto. Il coordinamento regionale ha inoltre annunciato una stagione ricca di appuntamenti. Sono in fase di definizione diversi grandi eventi nelle Marche che vedranno la partecipazione dei principali esponenti nazionali di Azione provenienti da Roma. Non si tratterà di semplici comizi, ma di momenti di confronto diretto per definire la rotta del "Fronte Repubblicano e Democratico" a livello locale. "L'Italia, e le Marche con essa, non sono condannate al declino - conclude la nota - è tempo di passare all'Azione". 

17/03/2026 10:45
Verso il Referendum costituzionale: a Montecosaro il confronto tra le ragioni del Sì e del No

Verso il Referendum costituzionale: a Montecosaro il confronto tra le ragioni del Sì e del No

Un momento di approfondimento e confronto sul tema della riforma costituzionale e sul referendum in programma il prossimo 22 e 23 marzo 2026. È questo l’obiettivo dell’incontro organizzato dall’associazione Laboratorio di Idee Odv, in programma giovedì 19 marzo alle ore 21.15 al Centro Civico G. Cavalieri di via Tiziano a Montecosaro. L’iniziativa intende offrire ai cittadini un’occasione di informazione e dibattito sui contenuti della riforma, mettendo a confronto le posizioni del “Sì” e del “No” in vista della consultazione referendaria. Ad aprire la serata sarà l’avvocato Francesco Brilloni, rappresentante dell’associazione promotrice, che proporrà una lettura del testo costituzionale attualmente in vigore e delle modifiche introdotte dalla legge di riforma. Il cuore della serata sarà il confronto tra le due posizioni contrapposte. A illustrare le ragioni del “Sì” sarà l’avvocato Gerardo Pizzirusso, mentre a rappresentare il fronte del “No” interverrà l’avvocato Andrea Nobili. L’incontro sarà moderato dall’ex sindaco di Montecosaro, Reano Malaisi, membro dell’associazione Laboratorio di Idee Odv. La discussione si concluderà con uno spazio dedicato al dibattito con il pubblico, offrendo ai cittadini l’occasione di porre domande e confrontarsi direttamente con i relatori sui contenuti della riforma e sulle implicazioni del voto.

16/03/2026 19:50
Macerata, l'affondo di Alleanza Verdi e Sinistra: "Città invivibile e ascensori del Park Diaz pericolosi"

Macerata, l'affondo di Alleanza Verdi e Sinistra: "Città invivibile e ascensori del Park Diaz pericolosi"

Sferzante attacco alla Giunta Parcaroli da parte di Andrea Maurilli, membro della segreteria provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra. Al centro della polemica non c'è solo la gestione della viabilità e dei parcheggi, ma anche lo stato di manutenzione delle infrastrutture cittadine, con un riferimento specifico ai continui disservizi dell'impianto di risalita del parcheggio di via Diaz. Maurilli apre l'intervento mettendo nel mirino quello che definisce un contrasto tra l'immagine comunicata dall'amministrazione e la realtà quotidiana dei cittadini: "L'attuale giunta maceratese, ormai in scadenza, è tanto solerte a fare foto e tagli di nastro, quanto inerte di fronte a problemi e disservizi che penalizzano cittadini, studenti, lavoratori e visitatori con risvolti peraltro spiacevoli e pericolosi". Il punto più critico riguarda l'ascetnsore del parcheggio Diaz, descritto come un impianto ormai obsoleto: "Parliamo di un impianto da tempo malfunzionante, e già oggetto di interventi di manutenzione che non hanno risolto e oggetto di frequenti interventi dei vigili del fuoco per blocco con utenti all'interno". Secondo l'esponente di Avs, si tratterebbe di una situazione che va oltre il semplice disagio, diventando un rischio per l'incolumità in una città definita "invivibile da ben 6 anni per via di lavori pubblici e privati interminabili". L'amministrazione ha annunciato la sostituzione degli elevatori entro il 2026, ma per Maurilli i tempi restano troppo vaghi: "Manca un riferimento concreto per sapere quando questo terno al lotto tra il rimanere incastrati in un ascensore e il riuscire nell’intento di andare a lavorare, a scuola o in centro finirà". Oltre alla tempistica, l'attacco si sposta sulla gestione del trasporto: "Manca la messa in essere di alternative a questo disagio ormai annoso per raggiungere il centro. Noi proporremmo delle umili navette e corse speciali integrative del trasporto pubblico urbano, ma amministratori ben più illuminati hanno preferito rispondere trasformando piazza Mazzini in parcheggio Mazzini". L'analisi di Maurilli si conclude con una riflessione più ampia sulle grandi opere realizzate con i fondi europei, definite "faraoniche" ma prive di una visione d'insieme: "Macerata cade sempre più a pezzi e a nulla servono le opere realizzate a debito col Pnrr, che peraltro già presentano macroscopici difetti di realizzazione se non si ha un'idea chiara di città di lungo periodo". Il giudizio finale sull'operato della coalizione di centrodestra è netto: "Sei anni di amministrazione di questa destra ce lo hanno dimostrato. Altri cinque anni di questo tipo di amministrazione e Macerata sarà abbandonata all'oblio".

16/03/2026 17:50
Nuovo ospedale di Civitanova, Borroni: "Sopralluogo al cantiere, fine lavori prevista per giugno"

Nuovo ospedale di Civitanova, Borroni: "Sopralluogo al cantiere, fine lavori prevista per giugno"

Lo stato di avanzamento dei lavori presso il nuovo ospedale di Civitanova Marche è stato oggetto di un sopralluogo tecnico effettuato nei giorni scorsi. Il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, accompagnato dall'assessore regionale alle infrastrutture Francesco Baldelli, ha visitato l'area del cantiere per verificare il rispetto del cronoprogramma e l'assetto della futura struttura sanitaria. A margine della visita, Borroni ha confermato che l'opera sta procedendo secondo le tempistiche stabilite: "Ho potuto constatare personalmente che la ricostruzione e la modernizzazione della struttura stanno procedendo con ritmo spedito e nel rispetto della tabella di marcia. La previsione di conclusione dei lavori è fissata per giugno prossimo", ha dichiarato il consigliere, definendo il termine di giugno come un traguardo fondamentale per dotare il comprensorio di una struttura moderna ed efficiente. Il progetto prevede una struttura articolata su tre piani fuori terra e un livello seminterrato, con una superficie di circa 1.500 metri quadrati per piano. Borroni ha illustrato nel dettaglio la futura distribuzione dei servizi: al piano interrato troveranno spazio uffici e locali tecnici, mentre il piano terra sarà interamente dedicato al nuovo pronto soccorso. Salendo di livello, il secondo piano ospiterà il reparto di rianimazione, mentre al terzo piano si insedierà la chirurgia insieme alle diagnostiche pesanti come la Tac. Per quest'ultimo piano, Borroni ha specificato che "il solaio è stato progettato con rinforzi strutturali specifici" proprio per sostenere il peso dei macchinari sanitari. Un punto centrale del sopralluogo ha riguardato anche il recupero delle volumetrie ferme dal 2008. Secondo quanto riferito dal consigliere, la Regione "ha avviato il completamento dei due piani rimasti finora incompiuti: il primo è già in fase di finitura e ospiterà il servizio trasfusionale, mentre per il secondo è stato programmato un finanziamento nel 2027 per l'avvio delle fasi progettuali". Concludendo la sua analisi, Borroni ha ribadito il valore strategico dell'investimento: "Si tratta di un intervento fondamentale per tutta la sanità del territorio. La nuova struttura rappresenta un segnale concreto dell’attenzione della Regione verso Civitanova e la qualità della sanità pubblica".

16/03/2026 17:00
Marche, vittorie e conferme nelle Province: i nuovi presidenti di Macerata, Ancona, Ascoli e Fermo

Marche, vittorie e conferme nelle Province: i nuovi presidenti di Macerata, Ancona, Ascoli e Fermo

Dopo le recenti elezioni provinciali che hanno confermato Daniele Carnevali alla guida della Provincia di Ancona e sancito la vittoria di Alessandro Gentilucci a Macerata, arrivano ora i risultati anche per le altre Province marchigiane. A conclusione delle consultazioni di secondo livello, riservate ai sindaci e ai consiglieri comunali in carica, Fabio Salvi, sindaco di Venarotta, è il nuovo presidente della Provincia di Ascoli Piceno, con 57.248 voti ponderati contro i 29.514 di Sergio Loggi, sindaco di Monteprandone. Michele Ortenzi, unico candidato, è stato riconfermato presidente della Provincia di Fermo con 55.499 voti ponderati. I presidenti di Upi Marche, Giuseppe Paolini, e la direttrice Valeria Ciattaglia hanno sottolineato l’importanza di un rapporto costante di collaborazione con i territori: “Si auspica un rapporto proficuo e costante di collaborazione per il rilancio delle Province nei territori e per rafforzare insieme il ruolo e l'identità di questi Enti fondamentali per le funzioni che svolgono a favore della collettività. Auguriamo buon lavoro ai nuovi presidenti”.

16/03/2026 14:09
Cinque milioni per la sicurezza idrogeologica a Macerata: lavori a Collevario, via Mattei e Madonna del Monte

Cinque milioni per la sicurezza idrogeologica a Macerata: lavori a Collevario, via Mattei e Madonna del Monte

Il Comune di Macerata ha ottenuto l’importo massimo finanziabile nell’ambito del bando del Ministero dell’Interno destinato agli interventi contro il dissesto idrogeologico. L’Amministrazione guidata dal sindaco Sandro Parcaroli si è aggiudicata l’intero plafond di 5 milioni di euro, il tetto massimo previsto per i Comuni con popolazione superiore ai 25.000 abitanti.  Il piano di intervento si concentra su tre nodi strategici della viabilità e della stabilità idrogeologica cittadina. La fetta più rilevante, pari a circa 2,63 milioni di euro, sarà destinata al quartiere di Collevario, in via Verga all’intersezione con via Pavese. Qui verrà realizzata una paratia di contenimento a ridosso del campo sportivo, capace di risolvere definitivamente il problema degli avvallamenti dovuti a terreni di riporto instabili, con spessori fino a sei metri e alternanza di ghiaia. L’intervento prevede pali di grandi dimensioni collegati da un cordolo sommitale, la ricostruzione della livelletta stradale con materiali granulari e misto cementato, la posa di conglomerato bituminoso e il rifacimento della linea di smaltimento delle acque meteoriche nel tratto interessato. Altri 1,4 milioni di euro saranno utilizzati per la messa in sicurezza di via Mattei, con interventi geotecnici approfonditi, riattivazione e realizzazione di nuovi sistemi di drenaggio, tiranti per il consolidamento del muro e la ricostituzione del rilevato stradale. Parallelamente, verrà ammodernata l’infrastruttura nel tratto tra via Roma e via Tucci con nuovo pavimento in conglomerato bituminoso, impianto di illuminazione pubblica, adeguamento delle barriere di sicurezza e segnaletica. Infine, con 960 mila euro sarà consolidata l’area di Madonna del Monte. Il sindaco Parcaroli e l’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Marchiori, hanno commentato con soddisfazione il risultato:“Siamo orgogliosi di poter annunciare che Macerata ha ottenuto dal Ministero dell’Interno il massimo del contributo erogabile. È il frutto di un lavoro dei nostri uffici anche nei mesi estivi per progetti solidi e cantierabili. Con questi 5 milioni di euro diamo risposta concreta e definitiva a criticità che il territorio attendeva da anni, mantenendo fede agli impegni del nostro programma di governo. Non si tratta di semplici manutenzioni, ma di una visione di città che guarda al futuro proteggendo cittadini e patrimonio dai rischi del tempo.”   L’Amministrazione evidenzia come questi interventi si inseriscano in una strategia di prevenzione più ampia, che comprende lavori già realizzati in via Verga sul versante della pista di pattinaggio, in via Pancalducci, nel primo tratto di Madonna del Monte e in via dei Velini. Collevario, in particolare, beneficerà di una stabilizzazione della sede stradale storicamente problematica, garantendo una viabilità sicura e duratura.

16/03/2026 13:42
Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci eletto presidente: "Dedico la vittoria a mio padre Luigi" (FOTO e VIDEO)

Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci eletto presidente: "Dedico la vittoria a mio padre Luigi" (FOTO e VIDEO)

Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, è il nuovo presidente della Provincia di Macerata. Il candidato sostenuto dal centrodestra ha prevalso nella sfida con Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno, al termine di un confronto molto combattuto tra gli amministratori locali. Il voto, espresso dai 696 aventi diritto tra sindaci e consiglieri comunali del Maceratese tramite il sistema ponderato – che assegna un peso diverso alle schede in base alla popolazione del Comune di appartenenza – ha registrato una partecipazione alta fin dalle prime ore della giornata elettorale, a testimonianza di una sfida molto sentita. Il conteggio definitivo assegna a Gentilucci 48.371 voti ponderati, contro i 42.565 raccolti da Paoloni. Analizzando nel dettaglio le fasce elettorali, Gentilucci ha ottenuto 136 voti nella fascia azzurra, equivalenti a 4.216 voti ponderati, contro gli 88 voti di Paoloni, pari a 2.728 ponderati. Nella fascia arancione i voti sono stati 47 (4.371 ponderati) per Gentilucci e 36 (3.348 ponderati) per Paoloni. Nella fascia grigia Gentilucci ha raccolto 55 voti (10.890 ponderati) contro i 54 (10.692 ponderati) del suo sfidante. Nella fascia rossa, invece, Gentilucci ha ottenuto 48 voti (14.448 ponderati) contro i 47 (14.147 ponderati) di Paoloni. Infine, nella fascia verde dei Comuni più grandi, Macerata e Civitanova, Gentilucci ha raccolto 31 voti (14.446 ponderati) contro i 25 voti (11.650 ponderati) di Paoloni. Complessivamente, Gentilucci ottiene circa il 48% dei voti ponderati, contro il 42% del suo sfidante. All’arrivo in Provincia, Gentilucci è stato accolto dal predecessore Sandro Parcaroli, che gli ha consegnato simbolicamente le chiavi dell’Ente e la fascia blu istituzionale. Queste le prime parole del neo presidente: “È una grande emozione, è una grande assunzione di responsabilità soprattutto nei confronti dei cittadini, un metodo elettorale complesso che non rispecchia poi appieno a volte anche i percorsi che si vivono nelle competizioni dove il suffragio è pienamente diretto.  In questo percorso ce l'abbiamo messa tutta, abbiamo fatto un grande lavoro di squadra, ci attendono delle sfide importantissime e cercheremo di portarle avanti con l'aiuto di tutti. Il ringraziamento non può che andare a Gianluca Pasqui, al presidente Francesco Acquaroli, al presidente uscente Sandro Parcaroli, Elena Leonardi, Massimo Belvederesi, Giorgio, Luca, il mio amico Marco Moscatelli, gente che veramente ha fatto squadra tutti quanti insieme, il comitato elettorale che è partito da Pieve Torina; ragazzi che mi hanno seguito costantemente. È stata una attività intensa quella dell'ultimo mese con l’obiettivo di un’operazione veramente difficile: ricompattare tutto il centrodestra. Ci siamo riusciti e non abbiamo dato spazio a nessuna frattura per poter essere tacciati di incapacità nella gestione dei percorsi politici e programmatici”. Prosegue Gentilucci mettendo l'accento alle varie questioni su cui mettersi a lavoro da subito: “Adesso al lavoro insieme al presidente Sandro Parcaroli che mi lascia- e soprattutto mi accompagna- in una ricostruzione di questo tessuto, ripartendo appunto dalle elezioni amministrative maceratesi, passando per la discarica, attraversando i temi dell'idrico che sono più o meno risolti. Abbiamo le idee chiare sul percorso di sviluppo che vogliamo portare avanti. La dedica va a mio padre Luigi Gentilucci, questo è stato forse l'unico desiderio e soprattutto quello che mi ha spinto a fare lo scatto di reni come dicono i ciclisti e a mettere questa vittoria in salvo”. Con questa vittoria, Alessandro Gentilucci guiderà la Provincia di Macerata per i prossimi quattro anni.    

16/03/2026 12:10
Provincia di Ancona, Carnevali riconfermato presidente: battuto Paolorossi

Provincia di Ancona, Carnevali riconfermato presidente: battuto Paolorossi

Il sindaco di Polverigi, Daniele Carnevali, candidato del centrosinistra, è stato riconfermato presidente della Provincia di Ancona al termine delle elezioni di secondo livello che hanno coinvolto sindaci e consiglieri comunali del territorio. Alle urne, chiuse alle 20, Carnevali ha ottenuto 316 voti, pari a 49.043 voti ponderati, superando lo sfidante del centrodestra Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano, che ha raccolto 218 voti, pari a 35.266 voti ponderati. Nel conteggio finale si registrano anche otto schede bianche e quattro nulle. "Il voto ha premiato il metodo Carnevali – ha commentato il presidente riconfermato –. Ho vinto con circa cento consiglieri in più rispetto allo sfidante e raddoppiando la quota rispetto alla precedente tornata elettorale". Carnevali ha sottolineato come il risultato sia arrivato "in tutte le fasce demografich" grazie a una politica «concentrata sul fare, con serietà e continuità". "Si tratta di un voto molto importante – ha aggiunto – perché indica chi guiderà la Provincia di Ancona nei prossimi quattro anni. Nonostante i limiti della Legge Delrio, la Provincia continua a occuparsi di temi molto vicini ai cittadini, dalle scuole alla manutenzione delle strade fino alle questioni ambientali". Secondo il presidente riconfermato, la sua vittoria rappresenta la conferma di "un percorso basato su ascolto, dialogo e collaborazione con i territori e con i sindaci", portato avanti con "toni bassi ma con risultati concreti". "Sono stati premiati quattro anni di lavoro attento alle esigenze del territorio – ha concluso –. Ringrazio sindaci e consiglieri che mi hanno sostenuto affidandomi ancora questa responsabilità". Diversa la lettura dello sfidante del centrodestra, Luca Paolorossi, che ha rivendicato comunque il senso della propria candidatura. "I numeri mi davano sfavorito e lo sapevano tutti – ha dichiarato – ma ho deciso comunque di candidarmi perché credo che la politica non sia il luogo dove si entra solo quando la vittoria è sicura, ma dove si combattono battaglie quando si ritengono giuste". Paolorossi ha parlato di una sfida affrontata "contro un sistema politico compatto nel difendere equilibri consolidati". "Non ho perso contro Daniele Carnevali – ha affermato – ma contro un sistema politico intero che si è richiamato alle armi per non perdere". Il sindaco di Filottrano ha comunque rivendicato il risultato ottenuto: "Una percentuale molto significativa di amministratori della provincia ha scelto di sostenermi. Questo dimostra che esiste un modo diverso di fare politica". Nel suo intervento Paolorossi ha inoltre ringraziato i sindaci e gli amministratori che lo hanno sostenuto, sottolineando anche la necessità di un confronto interno al centrodestra. "Ad alcune forze politiche – ha aggiunto – chiederemo un confronto serio sulle responsabilità di chi ha preferito non partecipare al voto". Infine gli auguri di buon lavoro al presidente rieletto: "Il dispiacere più grande non è personale, ma riguarda i cittadini della provincia di Ancona. Quando la politica si chiude nella difesa dei propri equilibri, a perdere sono sempre i cittadini". Paolorossi ha concluso assicurando che continuerà la propria attività amministrativa: "Una battaglia politica può anche perdere un voto, ma un’idea che nasce nei territori non si ferma".

16/03/2026 10:51
Rifiuti, 20 milioni di extracosti nel Maceratese. Bisonni (Avs): "Il conto lo pagano i cittadini"

Rifiuti, 20 milioni di extracosti nel Maceratese. Bisonni (Avs): "Il conto lo pagano i cittadini"

Venti milioni di euro di extracosti per lo smaltimento dei rifiuti. È la cifra comunicata dal Cosmari ai Comuni della provincia di Macerata e che rischia di tradursi in un aumento della Tari per cittadini e famiglie. Una situazione che, secondo Sandro Bisonni, coportavoce provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra, non rappresenta un episodio isolato ma il risultato di anni di scelte politiche rinviate. "I 20 milioni di euro di extracosti – afferma Bisonni – sono la fotografia plastica di anni di incapacità politica e amministrativa della destra che governa questo territorio. Un conto salatissimo che inevitabilmente finirà per ricadere sulle tasche dei cittadini". Uno dei nodi principali riguarda l’assenza di una discarica provinciale operativa. La provincia di Macerata continua infatti a smaltire parte dei propri rifiuti fuori territorio, con costi aggiuntivi legati al trasporto e allo smaltimento. "Non siamo di fronte a un incidente – prosegue Bisonni – ma al risultato diretto di anni di non decisioni. Non avere una discarica provinciale significa pagare di più per portare i rifiuti altrove". Il tema assume anche una chiara dimensione politica. Il centrodestra governa infatti la maggioranza delle istituzioni: lo Stato, la Regione Marche, la Provincia di Macerata e gran parte dei Comuni del territorio. "Eppure – sottolinea il coportavoce di Avs – nonostante questo controllo quasi totale delle istituzioni, non è stata costruita una strategia seria per la gestione del ciclo dei rifiuti. Anzi, è stata peggiorata una situazione che negli anni precedenti era più equilibrata". Secondo Bisonni, per anni si è preferito evitare scelte difficili, come l’individuazione del sito per una discarica provinciale, per timore di perdere consenso. Allo stesso tempo non sarebbero stati sviluppati investimenti sufficienti nelle filiere del riciclo e del riuso. Nel confronto politico torna spesso anche il tema dell’inceneritore. "La destra continua a vendere l’inceneritore come soluzione – afferma Bisonni – ma si tratta di una risposta propagandistica che non risolve il problema nell’immediato". Secondo le stime citate nel dibattito pubblico, un impianto di incenerimento potrebbe costare tra i 360 e i 500 milioni di euro e richiedere almeno dieci anni tra progettazione, autorizzazioni e realizzazione."Nel frattempo – aggiunge – il territorio resta senza soluzioni concrete, mentre i costi continuano a crescere". Per Alleanza Verdi e Sinistra la provincia di Macerata dovrebbe puntare su una strategia diversa: pianificazione trasparente degli impianti necessari al ciclo dei rifiuti, investimenti nelle filiere del riciclo e del riuso, riduzione dei rifiuti residui e sviluppo dell’economia circolare.   "Continuare con propaganda e rinvii – conclude Bisonni – significa solo una cosa: altri milioni di euro di extracosti e bollette sempre più care per i cittadini". 

16/03/2026 10:00
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