Forza Italia Macerata annuncia con soddisfazione l’ingresso nel partito di Carlo Scheggia, giornalista professionista, Innovation Manager e imprenditore, di Paola Cassese, figura molto conosciuta e stimata nel territorio anche per il suo impegno nella valorizzazione della tradizione presepiale legata al Museo tipologico Cassese, e di Giuseppe (Pino) Tesei, ex dirigente di Confartigianato ed ex assessore della giunta Menghi.
Ad accoglierli è la segretaria comunale Barbara Antolini, che esprime grande apprezzamento per queste nuove adesioni.
Sono molto contenta dell’ingresso di Carlo Scheggia, Paola Cassese e Giuseppe Tesei in Forza Italia. Parliamo di tre figure diverse ma tutte profondamente radicate nel territorio. Carlo rappresenta una professionalità poliedrica capace di coniugare informazione, impresa e innovazione; Paola porta con sé una grande esperienza nella valorizzazione culturale e nella promozione di una tradizione importante come quella dei Presepi Cassese; Giuseppe Tesei rappresenta invece una figura di grande esperienza amministrativa e associativa maturata negli anni sia nel mondo imprenditoriale che nelle istituzioni.
Le adesioni di Carlo, Paola e Giuseppe dimostrano come Forza Italia continui ad attrarre persone competenti, radicate nel territorio e desiderose di dare un contributo concreto alla crescita della nostra comunità. Sono certa che il loro apporto sarà prezioso per rafforzare la nostra azione politica e amministrativa.
Paola Cassese, inoltre, è stata candidata alle elezioni comunali del 2020 nella lista civica Parcaroli Sindaco, esperienza che testimonia il suo impegno civico e la sua attenzione verso la vita amministrativa della città.
Con questi ingressi, Forza Italia Macerata prosegue il proprio percorso di rafforzamento, puntando su professionalità, competenze e nuove energie al servizio della città e del territorio.
Ingressi molto apprezzati dal partito e celebrati anche alla presenza del segretario regionale Francesco Battistoni, del segretario provinciale Gianluca Pasqui e dell’assessore Riccardo Sacchi.
Primo momento di confronto tra la lista civica Strada Comune e il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Gianluca Tittarelli. L’incontro si è svolto nei giorni scorsi nella sede della Casa del Popolo 10F di via Ferrucci a Macerata, alla presenza di membri e simpatizzanti della lista.
La riunione, organizzata in forma di assemblea aperta e partecipata, ha rappresentato un primo momento di dialogo sui principali temi legati al futuro della città. Nel corso della serata sono emerse riflessioni e proposte riguardanti la qualità della vita urbana, la partecipazione civica e le priorità amministrative dei prossimi anni.
Nel suo intervento Tittarelli ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto negli anni da Strada Comune e dalla Casa del Popolo, sottolineandone il ruolo nel dibattito cittadino sia durante la fase di opposizione sia nel percorso di costruzione della coalizione di centrosinistra.
Il candidato ha inoltre ripercorso il proprio percorso personale e professionale, soffermandosi sulle motivazioni che lo hanno portato a intraprendere l’impegno politico. Al centro dell’intervento il tema della partecipazione dei cittadini, indicata come elemento chiave per rafforzare il rapporto tra istituzioni e comunità.
Tra gli argomenti affrontati durante l’incontro anche il rafforzamento degli strumenti di partecipazione civica. In particolare si è discusso della creazione di spazi pubblici accessibili nei quartieri e nelle frazioni, dell’introduzione del bilancio partecipato e della possibilità di coinvolgere i cittadini nella cura e nella manutenzione di piccoli interventi sul territorio.
Un modello che, secondo quanto emerso nel confronto, "potrebbe consentire interventi più rapidi sulla manutenzione urbana, spesso rallentata dalle difficoltà organizzative e dalle limitate risorse a disposizione dei Comuni".
Nel corso della serata è stato affrontato anche il tema del welfare locale, con proposte legate allo sviluppo di esperienze di cohousing per gli anziani e alla creazione di nuovi spazi di aggregazione per i giovani, universitari e non, pensati come luoghi pubblici dedicati ad attività culturali, sociali e ricreative.
L’incontro rappresenta un primo passaggio del percorso di confronto tra Strada Comune e il candidato sindaco Tittarelli in vista delle prossime elezioni amministrative.
Sulla vicenda relativa alla modifica sostanziale del progetto del centro commerciale Simonetti di Piediripa, la consigliera di maggioranza del Comune di Macerata, Sabrina De Padova, interviene per chiarire le ragioni del proprio voto contrario e per respingere le dichiarazioni che, a suo avviso, "rischiano di mettere in discussione la libertà di azione e di giudizio dei consiglieri comunali nell’esercizio del loro mandato".
Nel suo intervento, De Padova richiama il contesto in cui è maturata la sua presa di posizione: “Come consigliere comunale che ha votato contro la modifica sostanziale del progetto del centro commerciale Simonetti di Piediripa, sento il dovere di intervenire dopo le dichiarazioni secondo cui alcuni consiglieri che si sono opposti alla variante sostanziale “saranno indagati e dovranno pagare”.
A questo punto, la consigliera esprime una netta valutazione sulla gravità di queste affermazioni e sul clima che potrebbero generare: “Sono parole gravi, che rischiano di creare un clima di pressione nei confronti di chi ha semplicemente svolto il proprio ruolo istituzionale. Voglio dirlo con chiarezza: non ho paura e non mi lascio spaventare da queste affermazioni”.
De Padova richiama quindi il significato del mandato ricevuto dagli elettori e il ruolo proprio del Consiglio comunale: “I consiglieri comunali sono stati eletti dai cittadini per valutare gli atti amministrativi e votare secondo coscienza e nell’interesse della città. Quando una proposta urbanistica arriva in Consiglio comunale, il nostro compito è analizzarla e decidere se approvarla oppure respingerla. Votare contro una modifica sostanziale di un progetto non è un abuso, ma l’esercizio pieno e legittimo del mandato che abbiamo ricevuto”.
Nel passaggio successivo, l’attenzione si concentra sul merito della vicenda e sulla dinamica che ha portato al voto contrario di una parte della maggioranza: “Nel caso specifico, il Consiglio comunale è stato chiamato a esprimersi su una variante significativa rispetto al progetto originario. Dopo il confronto in aula, una piccola parte dei consiglieri di maggioranza ha ritenuto che quella modifica non fosse condivisibile e ha votato contro. Questo è il normale funzionamento di un’istituzione democratica”.
La consigliera sottolinea poi le implicazioni che, a suo giudizio, deriverebbero dal mettere in discussione la libertà di voto dei consiglieri: “Sostenere che chi ha espresso un voto contrario, come la sottoscritta, possa essere oggetto di indagini o addirittura “dover pagare” significa mettere in discussione la libertà stessa del mandato dei consiglieri comunali.Se ogni decisione presa in aula dovesse trasformarsi in un rischio personale, verrebbe meno il principio fondamentale della rappresentanza democratica”.
Un ulteriore chiarimento riguarda la natura della questione, che viene ricondotta al piano amministrativo e non personale: “La realtà dei fatti dimostra inoltre che la questione è amministrativa e non personale. Oggi si torna infatti al progetto originario, già approvato anni fa durante la precedente amministrazione.Questo dimostra che il voto del Consiglio ha riguardato esclusivamente una modifica sostanziale, non il progetto nella sua impostazione iniziale”.
Infine, De Padova ribadisce il valore del Consiglio comunale come sede del confronto democratico e conferma la volontà di proseguire il proprio impegno senza condizionamenti:“Il Consiglio comunale non è un passaggio formale, ma il luogo del confronto e delle decisioni sulla città. Ogni consigliere risponde politicamente ai cittadini delle proprie scelte.Per quanto mi riguarda, continuerò a svolgere il mio ruolo con responsabilità e libertà. Le minacce o le pressioni non mi spaventano e non cambieranno il mio modo di esercitare il mandato ricevuto dai cittadini”.
Macerata torna al voto il 24 e 25 maggio - con eventuale turno di ballottaggio previsto il 7 e 8 giugno - e la campagna elettorale entra nel vivo dopo la scelta del candidato sindaco del centrosinistra. La coalizione ha indicato nei giorni scorsi Gianluca Tittarelli come sfidante per la guida di Macerata, al termine di un confronto interno che ha portato alla sintesi politica sul suo nome.
Direttore del Centro Commerciale Val di Chienti e presidente della Pallavolo Macerata, Tittarelli prova ora a costruire il proprio percorso verso le amministrative puntando su esperienza professionale, ascolto del territorio e un progetto di città che, nelle sue intenzioni, dovrà recuperare «vivacità e orgoglio». L'abbiamo incontrato in pieno centro storico per un’intervista, in cui ha raccontato le motivazioni della sua candidatura, la composizione della coalizione e le prime linee della sua visione per la città.
Tittarelli ha spiegato come la sua candidatura sia arrivata al termine di un percorso di confronto tra le forze politiche della coalizione. «Dopo un bel lavoro di confronto che le forze politiche hanno avuto, c’è stata questa sintesi sul mio nome – ha detto –. Io mi sono messo a disposizione, una volta chiamato, e affronto questo impegno con grande entusiasmo, come una nuova sfida».
Il candidato ha sottolineato il forte legame personale con la città: «Sono una persona nata, vissuta e che lavora a Macerata. Ho tutto l’interesse che questa città torni a svolgere il ruolo che le spetta». Quanto alle ragioni della scelta da parte della coalizione, Tittarelli ha preferito lasciare la risposta agli alleati politici, ma ha indicato ciò che può mettere in campo: «Quello che posso apportare è la mia esperienza e la mia persona. Continuo a essere me stesso, quello che in tanti anni ha lavorato in città».
Tittarelli ha ricordato il proprio percorso professionale e sportivo, che considera parte importante del suo profilo. «Sono 28 anni che sono impegnato nella direzione di una struttura commerciale molto importante della città», ha spiegato. Accanto al lavoro, la grande passione per lo sport: «Abbiamo portato avanti un progetto sportivo bellissimo che oggi porta una società della città a fare la Serie A2 nazionale. È un onore rappresentare Macerata in tutta Italia». Un percorso iniziato da lontano: «Siamo partiti da un campetto di quartiere, a Montalbano, dove negli anni ’80 c’era una squadretta di ragazzini di cui facevo parte. Con entusiasmo e con tante persone abbiamo continuato e siamo arrivati a questi livelli».
Il candidato ha poi anticipato la composizione della coalizione che lo sosterrà alle elezioni. «Per la prima volta il centrosinistra si presenta unito e questo è già un bel risultato». Tra le forze che fanno parte del progetto ha citato il Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, oltre a diverse liste civiche. «Ci saranno la mia lista civica, la civica “L’altra Macerata”, “Strada Comune”, che è già presente in questa consigliatura, e Casa Riformista con il Partito Socialista», ha spiegato.
Tra i temi centrali della sua visione per la città c’è il recupero del ruolo di Macerata nel territorio. «La mia visione è che la città recuperi quella vivacità e quell’orgoglio che le spettano – ha detto –. Noi diciamo spesso “siamo un capoluogo di provincia”, ma dobbiamo esercitare davvero questo ruolo anche nei confronti del territorio che ci sta intorno». L’obiettivo è quindi «tornare a essere un riferimento per il territorio».
Un passaggio importante dell’intervista è stato dedicato al centro storico, spesso al centro del dibattito cittadino per le difficoltà delle attività e la diminuzione della frequentazione. «Macerata è una città bellissima e dobbiamo recuperare la consapevolezza del luogo dove viviamo», ha affermato Tittarelli. Secondo il candidato, la chiave per il rilancio è la presenza delle persone: «Il centro storico va rivitalizzato attraverso la frequentazione. La cosa che rende vivo un posto è la gente che ci passa e la gente che ci vive». Per questo «tornare a parlare di residenzialità sarà un tema molto importante e strategico».
Tittarelli ha poi individuato alcune criticità dell’attuale amministrazione. Tra queste la questione del nuovo ospedale. «Cinque anni e mezzo fa c’era un progetto e c’erano i finanziamenti per realizzare un nuovo ospedale – ha dichiarato –. Oggi, dopo tutto questo tempo, nonistante gli appelli del sindaco che aveva minacciato di incatenarsi e la grande filiera di governo rivendicata, non abbiamo mosso nemmeno una zolla di terra».
Un’altra critica riguarda l’utilizzo delle risorse arrivate negli ultimi anni, in particolare quelle legate al PNRR. «In questo periodo sono arrivati tanti soldi che non torneranno più. Io chiedo ai cittadini: state meglio o state peggio? Io, per essere generoso, dico che stiamo uguale. E non si può stare nello stesso modo dopo aver speso circa 60 milioni di euro», ha detto, parlando di «mancanza di una strategia e di una visione d’insieme per poter dare a questa mole di denaro una conformazione utile per la città».
Per le prossime settimane Tittarelli ha annunciato una campagna elettorale basata sull’ascolto della città. «Stiamo attivando una fase di ascolto importantissima con persone, associazioni e realtà del territorio», ha spiegato. È già stata aperta una sede elettorale in centro: «In Corso Garibaldi, dove ospiteremo chi vorrà venirci a trovare per dare suggerimenti, idee o anche solo per conoscerci». Sono previsti anche incontri tematici aperti alla cittadinanza: «Organizzeremo tavoli e serate dedicate ai vari temi della città. Invitiamo tutti a partecipare, perché anche questo è ascolto».
Il programma, ha concluso il candidato, è già impostato ma resterà aperto ancora per alcune settimane: «Durante il mese di marzo raccoglieremo suggerimenti e osservazioni per inserirli concretamente nel programma».
Questa mattina il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, ha effettuato un sopralluogo al cantiere di via Roma, dove l’impresa Francucci Srl sta realizzando il nuovo sottopasso che permetterà di bypassare il passaggio a livello. Durante la visita, il primo cittadino è stato accompagnato dal titolare dell’azienda, Luigi Francucci, e ha potuto verificare lo stato di avanzamento dei lavori, che procedono secondo il cronoprogramma previsto.
“Si tratta di un’opera molto importante per la nostra città, perché consentirà di separare il flusso dei veicoli dal traffico ferroviario, garantendo maggiore continuità alla circolazione e contribuendo a ridurre code e rallentamenti, soprattutto nelle ore di punta – ha dichiarato il sindaco Parcaroli. – Questo intervento rappresenta un passo significativo per migliorare la mobilità e la sicurezza stradale in una delle zone più trafficate di Macerata”.
Il primo cittadino ha voluto anche ringraziare l’impresa per l’impegno e il dispiegamento di mezzi e operai messi in campo per rispettare le quattro settimane previste per i lavori. Un sentito ringraziamento è stato rivolto inoltre ai cittadini per la pazienza durante le modifiche alla viabilità, alla Polizia locale, ai volontari, alle associazioni che supportano il Comune nella gestione del traffico e all’ufficio tecnico comunale che segue quotidianamente l’andamento del cantiere.
La nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla riforma nazionale accende il dibattito nelle Marche e mette in allarme diversi territori del Maceratese esclusi dall’elenco. Al centro della contestazione ci sono i criteri altimetrici fissati dal Dpcm attuativo, che ridefiniscono la mappa sulla base dell’altitudine media e della pendenza del territorio. Una scelta che, secondo i sindaci, rischia di avere conseguenze concrete su scuole, servizi sanitari, agricoltura e agevolazioni fiscali.
A spiegare i punti critici è il sindaco di Colmurano, Mirco Mari. “C’è una legge del 2025 che rimanda ai decreti attuativi per la definizione dei criteri”, sottolinea, chiarendo che il primo decreto firmato il 18 febbraio fa riferimento ai caratteri fisici del territorio. Il nodo principale riguarda la soglia dei 350 metri di altitudine media, parametro che avrebbe determinato l’esclusione di diversi Comuni maceratesi.
Secondo Mari, il problema non è solo formale. “Il danno economico diretto può anche essere contenuto”, spiega, perché la ripartizione dei fondi montani potrebbe essere rivista. Ma l’aspetto più delicato riguarda le deroghe e gli incentivi collegati allo status di Comune montano, che incidono sulla vita quotidiana di cittadini e imprese.
Il riferimento è soprattutto alla scuola e alla sanità territoriale. “Con la qualifica di Comune montano si possono ottenere deroghe sul numero minimo di alunni per classe”, evidenzia il sindaco. Senza queste deroghe diventa più difficile mantenere i plessi nei piccoli centri, con il rischio concreto di chiusura delle scuole e ulteriore spopolamento. Anche sul fronte sanitario potrebbero esserci ripercussioni, perché i medici di base che operano nei Comuni montani hanno benefici specifici che favoriscono il ricambio.
Sulla stessa linea il sindaco di Loro Piceno, Robertino Paoloni, che invita a leggere la riforma dal punto di vista dei cittadini. “La legge sui Comuni montani nasce negli anni ’50 per sostenere i territori dell’entroterra”, ricorda, evidenziando come oggi si sia passati a criteri prevalentemente matematici. Una scelta che, secondo lui, non tiene conto delle difficoltà reali legate a viabilità e servizi.
Paoloni entra poi nel merito della questione scolastica. “Avevamo una deroga che ci permetteva di mantenere le classi anche con 12 o 13 bambini”, spiega. Senza quella possibilità, molte scuole ricostruite dopo il terremoto rischiano di restare vuote, con un danno per le comunità e per le casse dello Stato. A questo si aggiunge la perdita di agevolazioni fiscali, tra cui l’eventuale esenzione Imu sui terreni agricoli.
I sindaci esclusi si sono riuniti a Urbino per definire una linea comune. Sul tavolo c’è l’ipotesi di un ricorso al Tar del Lazio, oltre a possibili iniziative di protesta. L’obiettivo è ottenere una revisione dei criteri e il reintegro dei Comuni esclusi nella classificazione montana.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dopo l’incontro a Roma con il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e con i sindaci, tra cui Maurizio Gambini e Daniele Grossi.
“È stato un percorso difficile e controverso”, ha dichiarato Acquaroli, spiegando che il ministro avrebbe manifestato disponibilità a una revisione dei criteri qualora Regioni e Comuni lo chiedessero in modo unanime. Tuttavia, ha precisato che la decisione non dipende esclusivamente dal ministro.
Il presidente ha quindi ringraziato Calderoli per l’apertura dimostrata. “Non ci saranno penalizzazioni per i Comuni esclusi né sull’ambito scolastico né su quello agricolo”, ha riferito. Inoltre, ha annunciato che accanto ai criteri fisici verranno introdotti parametri socioeconomici per la distribuzione delle risorse, con fondi destinati ai territori che sapranno dimostrare in modo più marcato la loro identità montana.
Torna all’esame del Comune di Macerata il piano di lottizzazione per l’area Simonetti a Piediripa. Dopo la bocciatura da parte del Consiglio comunale avvenuta nel maggio dello scorso anno, la Simonetti SpA ha infatti ripresentato la richiesta di approvazione del progetto urbanistico.
Il nuovo deposito ripropone sostanzialmente l’assetto già previsto in origine, che contempla la realizzazione di cinque strutture di vendita autonome e separate, in linea con quanto stabilito dal Piano regolatore generale approvato con delibera n. 42 del 2010.
A seguito dell’istruttoria tecnica condotta dagli uffici comunali competenti, il piano è risultato conforme alla normativa vigente. La Giunta comunale ha quindi adottato l’atto che recepisce il progetto, introducendo tuttavia alcune modifiche rispetto alla proposta iniziale. Tra le principali novità figurano una significativa riduzione delle volumetrie complessive e la rinuncia alla realizzazione della grande struttura di vendita inizialmente prevista.
La decisione è stata presa anche alla luce delle osservazioni e delle critiche emerse durante il precedente dibattito in Consiglio comunale.
Il piano adottato sarà ora pubblicato sul sito istituzionale del Comune per 30 giorni consecutivi. Durante questo periodo cittadini, associazioni e portatori di interesse potranno presentare eventuali osservazioni.
Secondo quanto previsto dall’attuale schema di lottizzazione, l’intervento risulta coerente con le previsioni urbanistiche vigenti, adottate dalle precedenti amministrazioni. Il progetto prevede inoltre un miglioramento della connessione dell’area con le urbanizzazioni retrostanti e interventi sulla viabilità provinciale esistente, tra cui l’allargamento della sede stradale e la realizzazione di una fascia di mitigazione ambientale.
A pochi giorni dalle elezioni provinciali del 15 marzo prossimo, abbiamo ascoltato Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno e candidato alla presidenza della Provincia di Macerata, per approfondire visione, priorità e metodo di lavoro con cui intende guidare l’Ente nei prossimi quattro anni.
Presidente Paoloni, nel suo comunicato ha parlato di una Provincia come 'Casa dei Comuni'. Cosa significa concretamente?
"Significa ribaltare l’impostazione: la Provincia non deve essere un organismo sopra i Comuni, ma uno strumento al loro servizio. Quando sono diventato sindaco mi sono trovato, dal giorno dello spoglio, a dover amministrare una macchina complessa. Da consigliere si vede una parte del lavoro, ma quando entri nei meccanismi interni capisci quanto sia fondamentale conoscere a fondo struttura, uffici, procedure. La prima azione concreta sarà proprio questa: ascoltare chi lavora dentro l’Ente e confrontarmi con tutti i sindaci, senza distinzione. Solo così la Provincia può diventare davvero la casa dei Comuni".
Paoloni insiste su un concetto chiave: solidarietà tra i Comuni: "Dobbiamo rimettere al centro l’idea che i Comuni non sono isole lontane. Le competenze provinciali - pianificazione territoriale, viabilità, manutenzione stradale, edilizia scolastica, ambiente - hanno ricadute su tutti. Se i Comuni parlano insieme e fanno sintesi, la Provincia può trasformare quelle istanze in decisioni operative".
Tra le priorità cita spesso ambiente e rifiuti. Da dove si riparte?
"Ci sono questioni rimaste sospese. Penso alla gestione dei rifiuti e alla discarica, un tema fermo da mesi. L’ultimo incontro in sede di Aato risale a novembre dello scorso anno: si era stabilito di rivedersi prima di Natale con il Presidente della Regione, ma non è successo. Questo non è un metodo accettabile. Se i sindaci hanno votato un percorso, quel percorso va ripreso, aggiornato e portato a termine. Si riconvoca il tavolo, si verifica se le condizioni sono cambiate e si riapre il confronto anche con la Regione. Non si possono lasciare opere e decisioni sospese per anni".
Accanto all’ambiente, Paoloni richiama la necessità di accelerare sulle infrastrutture viarie, dalla manutenzione ordinaria alle opere strategiche, molte delle quali finanziate anche con fondi Pnrr: "Non basta sedersi a un tavolo. Bisogna farlo con l'obiettivo di decidere in tempi certi. Le promesse che restano tali generano sfiducia e, alla lunga, fanno perdere opportunità al territorio".
Il suo approccio è riassunto in un motto personale: "Semplificare è progredire. Spesso partiamo da problemi complessi e li complichiamo ulteriormente. Invece bisogna scomporli, ascoltare, verificare cosa è possibile fare secondo la legge, decidere insieme. Dove non c’è unanimità, si vota: è la democrazia. Ma poi si parte".
Il voto provinciale è di secondo livello e pesa di più nei Comuni più popolosi. Come pensa di essere un presidente trasversale?
Paoloni rivendica il suo percorso civico: "Ognuno ha una storia. Io nasco civico e resto civico. Il mio competitor, che stimo e rispetto, ha un percorso diverso. Ma non è questo il punto. Qui non si elegge un governo nazionale, si elegge il presidente della Provincia. Io sono convinto che i sindaci e i consiglieri comunali, indipendentemente dall'appartenenza politica, valuteranno le persone e il merito delle proposte".
E aggiunge: "Se sarà scelto l'altro candidato, lavorerò con lui nell’interesse del territorio. Se sarò io il presidente, mi aspetto la stessa collaborazione. La Provincia deve rappresentare in modo equilibrato centri urbani, aree interne, zone montane e realtà costiere. Le difficoltà che viviamo - dalla carenza di medici alla chiusura di servizi - non hanno colore politico. Sono problemi concreti che richiedono risposte condivise".
A dieci giorni dal voto del 15 marzo 2026, il messaggio di Robertino Paoloni agli amministratori chiamati alle urne è chiaro: "Ogni decisione deve rispondere a una domanda semplice: porterà un beneficio reale ai cittadini? Se la risposta è sì, allora dobbiamo avere il coraggio e la determinazione di farla partire. L’obiettivo è consegnare una Provincia di Macerata più forte, più funzionale e davvero aggregante".
Civici Marche e I Marchigiani per Acquaroli avviano una collaborazione in Consiglio regionale delle Marche, con l'obiettivo di coordinarsi su alcuni temi programmatici e di presentarsi uniti alle prossime elezioni amministrative di primavera. L'intesa tra i due gruppi civici è stata annunciata a palazzo Leopardi dal vicepresidente dell'Assemblea legislativa Giacomo Rossi, dall'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro e dalla consigliera Milena Sebastiani insieme ai coordinatori Matteo Pompei (Civici Marche) e Arnaldo Giorgi (Marchigiani per Acquaroli).
I due movimenti, che sottolineano come alle ultime regionali abbiano "raccolto complessivamente quasi il 7% dei voti", puntano a rafforzare il fronte civico a sostegno della giunta Acquaroli. "Vogliamo portare avanti iniziative comuni all'interno del Consiglio regionale per poter poi sviluppare delle intese anche nei territori. - ha affermato Rossi - Cerchiamo di unire il mondo civico".
"A volte il rischio è che il civismo diventi individualismo. - ha aggiunto Calcinaro - Invece qui si è evoluto un po' spontaneamente in un processo aggregativo perché ci siamo trovati bene nelle dinamiche consiliari".
Il tema del nuovo campus scolastico di Tolentino torna ad accendere il dibattito politico in Consiglio Regionale. Nella seduta odierna, la consigliera regionale Silvia Luconi (Fratelli d’Italia) ha risposto con fermezza a un’interrogazione presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico Leonardo Catena, criticando quella che ha definito una strumentalizzazione politica che durerebbe ormai da un decennio.
Luconi ha esordito chiarendo la natura del suo intervento, sottolineando la volontà di fare chiarezza definitiva sulla vicenda: "Non sono di certo impazzita da fare un'interrogazione alla mia maggioranza, ma questa iniziativa l'ho reputata utile per mettere un punto definitivo al continuo utilizzo da parte delle minoranze di oggi (ma anche quelle di ieri che cambiano pelle e narrazione a seconda del ruolo) sulla tematica del Campus scolastico di Tolentino". L'esponente di Fratelli d'Italia ha poi precisato come la questione non sia di diretta pertinenza regionale, bensì dell'amministrazione provinciale di Macerata e dell'Ufficio Speciale Ricostruzione (USR).
Durante il suo intervento, la consigliera ha duramente stigmatizzato l'atteggiamento delle opposizioni, parlando di una gestione mediatica dannosa per l'immagine degli istituti scolastici locali: "Il Consigliere Catena, e con lui chi ha firmato l’interrogazione, continua quella che non posso che definire una vera e propria saga che non ha fatto altro che mettere in ridicolo un territorio intero con effetti anche sugli istituti scolastici stessi; chi interroga ha detto in altre occasioni di aver amministrato tanti anni e di conoscere le problematiche della burocrazia e invece oggi sembra ignorare che si tratta di un’opera complessa, di straordinaria rilevanza, con un finanziamento di trentadue milioni di euro, che richiede tempi oggettivi sia in termini di reperimento risorse che di avvio del cantiere. Chi dice di aver amministrato per tanti anni dovrebbe saperlo, invece di lasciarsi andare alla fantasia", ha incalzato Luconi.
La critica si è poi estesa alla condotta politica complessiva tenuta negli ultimi anni sul progetto. "Condanno con fermezza coloro che negli anni hanno demonizzato il Campus in tutte le maniere possibili. Rimango fermamente convinta - ha aggiunto Luconi - che su tematiche di questo tipo non si debba fare politica, perché il danno non viene fatto alla maggioranza che governa, ma agli istituti scolastici stessi, portati in pasto ai giornali o alle pagine dei social con narrazioni di crisi che non li aiutano di certo. Le scuole si difendono nelle scuole: l’ingerenza politica produce solo danni al territorio, agli alunni, agli insegnanti".
In chiusura, Luconi ha replicato alle contestazioni relative allo stato dei lavori, offrendosi di mostrare personalmente l'avanzamento delle opere al collega di minoranza. "Me lo consenta, consigliere Catena: il mio territorio lo conosco, e lo conosco bene. Se lo desidera, sono disponibile ad accompagnarla personalmente al cantiere - un cantiere che è già avviato, che lavora alacremente, e che certamente non si riduce al solo recinto, come lei dice, come ha dimostrato la foto che ho portato in aula e che risale ad almeno un mese fa. Se me l'avesse chiesta gliel'avrei data e le avrei anche risparmiato di fare l'interrogazione così da evitare di mandare ancora una volta in pasto all'opinione pubblica alunni, insegnanti e genitori. Il territorio che vivo e che abito e che rappresento questo non lo chiede e non lo ha mai chiesto".
Questa volta, più che mai, è veramente il momento di cambiare: abbiamo bisogno di una turnazione, di un'alternanza, perché sennò comandano sempre gli stessi: dopo tanti anni, che cosa hanno da mettere sul piatto?". Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano e imprenditore nel settore della sartoria, si presenta come candidato presidente della Provincia di Ancona con al fianco tutto il centrodestra, dopo le polemiche seguite ad un suo video-sfogo per le lungaggini che hanno preceduto l'avallo di coalizione alla sua discesa in campo.
Alla Mole Vanvitelliana, in conferenza stampa, lo hanno affiancato rappresentanti di tutti i partiti della coalizione nella sfida al presidente uscente Daniele Carnevali, ricandidato per il centrosinistra: tra loro l'europarlamentare e coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Carlo Ciccioli, Monica Bordoni (Udc - Liste Civiche, Sergio Solari (Civici Marche), la deputata e segretaria Marche della Lega Giorgia Latini, il sindaco di Numana e coordinatore provinciale di Forza Italia Gianluigi Tombolini. Paolorossi, ha sottolineato di aver raccolto in pochissimo tempo, 30-40 ore, circa 150 sottoscrizioni a fronte di un un numero minimo di 100 per la candidatura.
I numeri alle urne tra centrodestra e centrosinistra? "Confido nei consiglieri, anche quelli di opposizione, quelli comunque che non sono anche dalla nostra parte politica, - ha osservato Paolorossi - credo che questa volta più che mai sia il momento di cambiare: siamo un gruppo di persone che vogliono portare la provincia al centrodestra dopo 33 anni di centrosinistra".
Il candidato ha parlato di immobilismo riferendosi all'attuale presidenza a cui ha riservato una stoccata: "L'attuale presidente è al terzo mandato da sindaco (Polverigi, ndr) e a due mandati per la Provincia - ha detto Paolorossi -. A me non interessa la poltrona: se non riesco ad essere incisivo e decisivo, mi dimetto me ne vado. Hanno visto tutti cosa stiamo facendo a Filottrano, quotidianamente comunichiamo lavori, perciò a me interessa lavorare mi interessa lavorare per gli altri, dimostrare che ci può essere un modo di affrontare gli argomenti che riguardano la Provincia".
"Da quando ho visto che la Provincia nel mio territorio era assente - ha attaccato - ho deciso di metterci la faccia. Le priorità? Dalle scuole alle strade, ai rifiuti, ambiente, l'acqua: tanti argomenti. Ridare valore a chi lavora in Provincia: se si tengono aperte chi ci lavora deve avere il giusto valore, non essere svilito, considerato di serie B come avviene dopo la riforma del 2015 Del Rio-Renzi. Se vinco porto tutti i dipendenti a cena: voglio conoscerli ad uno ad uno. Vorrei organizzare un evento - ha annunciato Paolorossi - in cui poter far riappropriare il dipendente provinciale di quell'orgoglio di far parte di un ente di livello".
All'incontro di oggi alla Mole erano presenti, tra gli altri, anche la vice sindaca di Filottrano Ivana Ballante, l'assessora comunale di Ancona Antonella Andreoli (Lega), i consiglieri regionali della Lega Nicolò Pierini, Andrea Maria Antonini Renzo Marinelli, l'ex consigliere regionale leghista Luca Santarelli, il consigliere comunale di FdI Riccardo Strano, l'assessora comunale di Senigallia Elena Campagnolo, segretaria provinciale della Lega.
La corsa al Palazzo Comunale di Macerata entra nel vivo e il quadro politico maceratese appare ormai definito. Tutti i principali schieramenti hanno ufficializzato i propri candidati e la campagna elettorale è ufficialmente partita, con poli distinti pronti a contendersi la guida della città.
Nel centrodestra maceratese è arrivata la conferma della ricandidatura di Sandro Parcaroli, che dopo settimane di riflessione e confronti a Roma con Matteo Salvini e con il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha sciolto le riserve annunciando la volontà di correre per un secondo mandato da sindaco. Parcaroli rivendica il lavoro svolto dall’amministrazione comunale in cinque anni e mezzo, sottolineando le difficoltà affrontate, i progetti riavviati e le opere portate avanti. Parla di una scelta “d’amore” verso Macerata e della necessità di garantire continuità ai cantieri aperti e alle visioni avviate. A sostenerlo con forza è la Lega, che rivendica risultati su conti pubblici, sicurezza, decoro urbano e capacità di intercettare risorse grazie al rapporto con Regione Marche e Governo nazionale. Il centrodestra riparte dunque dal sindaco uscente con l’obiettivo dichiarato di proseguire nel segno del cosiddetto buon governo.
Sul fronte del centrosinistra la coalizione si è compattata attorno al nome di Gianluca Tittarelli, scelto al termine di un percorso che ha portato a un’alleanza ampia composta da dieci liste. Tittarelli, dirigente sportivo e direttore del centro commerciale Valdichienti, si presenta come candidato civico sostenuto dai partiti progressisti, mettendo al centro partecipazione, ascolto e rilancio della città. Ha annunciato che, in caso di elezione, lascerà i propri incarichi professionali per dedicarsi completamente all’amministrazione comunale. Nel suo intervento ha parlato di una città da “ridare dignità” e di un progetto fondato su associazionismo, sport, giovani e coinvolgimento diretto dei cittadini. Dal Partito Democratico arrivano critiche dure all’operato dell’amministrazione uscente su ospedale, opere pubbliche e gestione dei fondi Pnrr, con l’obiettivo dichiarato di riportare il centrosinistra al governo cittadino.
Accanto ai due schieramenti principali si colloca il Terzo Polo, che candida Mattia Orioli a sindaco, sostenuto da una coalizione che comprende Azione, Base Popolare, Partito Liberaldemocratico, Movimento dei Repubblicani Europei, Radicali Italiani, ORA! e Movimento Socialista Liberale. Orioli propone un’alternativa liberale e pragmatica al bipolarismo, puntando su sviluppo economico, innovazione, partecipazione civica e rafforzamento del rapporto con Università di Macerata e Accademia di Belle Arti. Tra le proposte figurano il rilancio delle assemblee cittadine consultive, il ritorno dei consigli di quartiere eletti direttamente, interventi sulla viabilità e una pianificazione culturale più coordinata, con l’idea di una gestione unitaria di musei, teatri e Sferisterio. La coalizione si presenta come forza riformista e moderata, orientata a risultati concreti e sostenibilità.
In ambito civico si inserisce la candidatura di Giordano Ripa, consigliere comunale e medico in pensione, che guida il progetto “Futuro per Macerata”. Uscito dalla maggioranza durante il mandato Parcaroli, Ripa si propone come alternativa civica radicata nel territorio e punta su ascolto diretto, trasparenza amministrativa e maggiore attenzione alle frazioni cittadine. Critica la gestione delle opere pubbliche e dei servizi, chiede monitoraggi online dei lavori e rilancia su sicurezza, prevenzione nelle scuole e sostegno alle associazioni locali. Tra i temi centrali anche il rapporto con l’università, la sanità e la valorizzazione degli eventi culturali come il Macerata Opera Festival e Musicultura. Il suo progetto si fonda su innovazione, partecipazione e networking, con una lista che punta a coinvolgere volti nuovi e indipendenti.
Infine, l’area civica di Officina delle Idee sostiene la candidatura del dermatologo Marco Sigona, che ha scelto di correre fuori dalla coalizione di centrosinistra dopo un percorso interno non condiviso fino in fondo. Sigona, già protagonista dell’esperienza di Macerata Rinnova nel 2020, propone un metodo basato sull’ascolto e sulla costruzione partecipata del programma elettorale. Parla di una città da rigenerare e rilanciare, non di una realtà in declino, e punta su una governance più coordinata, inclusiva e trasparente. L’obiettivo è intercettare anche quell’elettorato moderato e riformista che non si riconosce pienamente nei tradizionali schieramenti politici.
Il quadro elettorale maceratese si presenta dunque articolato, con un centrodestra che punta sulla continuità amministrativa, un centrosinistra unito che promette discontinuità e rilancio, e tre proposte civiche che cercano spazio tra moderazione, partecipazione e radicamento territoriale.
La partita è aperta e saranno i prossimi mesi di campagna elettorale a Macerata a delineare equilibri e possibili scenari per il futuro della città, con la presentazione dei programmi nelle prossime settimane.
"Nel percorso di definizione dell’alleanza di centrosinistra, che ci ha portato anche alla stesura della bozza di programma della coalizione, Officina delle Idee è stata una componente importante". Così Gianluca Tittarelli, candidato sindaco del centrosinistra a Macerata, che torna sull'uscita del gruppo guidato da Falvio Corradini e Marco Sigona dalla coalizione.
"Negli ultimi giorni abbiamo assistito alla decisione di alcuni rappresentanti del movimento di uscire dal campo del centrosinistra. Voglio sottolineare che da parte mia c’è sempre stato un atteggiamento volto all’unità più che alla divisione. Chiunque condivida i valori del centrosinistra e, soprattutto, l’obiettivo di dare alla città un’amministrazione più vicina ai cittadini, sarà sempre il benvenuto", aggiunge Tittarelli.
Il candidato sindaco sottolinea l’importanza di un approccio inclusivo: «L’inclusività rispetto a movimenti e persone è attiva, purché basata sui nostri principi politici e sulle idee della coalizione».
Prosegue il percorso di ascolto e confronto con le diverse realtà della città, con l’obiettivo di raccogliere proposte e suggerimenti utili alla definizione del documento programmatico: «Torniamo a occuparci della nostra città, la casa dei maceratesi, con l’impegno di costruire un progetto condiviso e partecipato».
Si è svolto domenica 1° marzo il secondo congresso dell’associazione politico-culturale Civico22, a tre anni dal primo appuntamento congressuale. Un passaggio che il gruppo ha definito «fondamentale» per fare il punto sul lavoro svolto e per tracciare la rotta in vista delle elezioni amministrative di Tolentino del 2027.
Ad aprire i lavori è stata Catia Fianchini, componente del direttivo, che ha portato il saluto dell’associazione e ringraziato le rappresentanze delle altre forze politiche presenti. «La partecipazione al congresso è un segnale di rispetto istituzionale e di attenzione verso un percorso democratico che riguarda l’intera città – ha sottolineato –. Il confronto, quando è serio e costruttivo, è sempre un valore».
Nel suo intervento introduttivo Fianchini ha chiarito come il congresso non rappresenti soltanto un momento formale di rinnovo delle cariche, ma soprattutto un’occasione di riflessione politica e di definizione della linea programmatica. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla costruzione di un nuovo progetto di centrosinistra capace di proporre un’alternativa «credibile e concreta» all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Mauro Sclavi e alle destre cittadine. «Vogliamo farlo con spirito unitario e senso di responsabilità, mettendo al centro i bisogni reali dei cittadini».
Numerosi gli interventi delle forze politiche invitate. Narciso Ricotta del Partito Democratico ha parlato di collaborazione proficua e valori condivisi nel centrosinistra, indicando la necessità di un’analisi critica dell’attuale gestione amministrativa. Tra i temi evidenziati: il calo demografico, la gestione post-sisma, la sicurezza – da affrontare con prevenzione e non solo repressione – il ruolo del polo scolastico, le criticità finanziarie del Cosmari, la situazione della municipalizzata e il futuro del servizio idrico.
Fulvio Riccio ha definito Civico22 una realtà progressista capace di produrre contenuti e iniziative negli ultimi anni, sottolineando la necessità di invertire quella che ha definito una fase di immobilismo amministrativo, lavorando fin da ora a un programma serio e all’individuazione di un candidato sindaco «forte e autorevole».
Sandro Ruggeri del Partito Comunista Italiano ha richiamato la crisi di militanza che attraversa la sinistra, manifestando disponibilità a collaborare per una coalizione in vista del 2027. Dennis Pioli, per ORA, ha posto l’accento sulla centralità del programma, apprezzando gli incontri tematici promossi dall’associazione e dichiarando apertura a un progetto alternativo strutturato.
Stefano Servili, per Tolentino Visione Futura, ha presentato l’attività dell’associazione e confermato la disponibilità a contribuire alla costruzione di un percorso condiviso per il bene della città.
Nel corso dei lavori è stato approvato il bilancio, illustrato da Nicola Serrani. A seguire la relazione del coordinatore Paolo Dignani, che ha ripercorso gli incontri avviati negli ultimi mesi con le forze politiche del territorio, parlando di un progetto già in cammino e caratterizzato da un perimetro ampio e inclusivo. Tra le priorità indicate: sanità, scuola e rilancio complessivo della città con una visione di lungo periodo. Dignani ha inoltre sottolineato la necessità di individuare figure di alto profilo per il ruolo di candidato sindaco e per la futura squadra amministrativa.
Prima del dibattito interno, ricco di interventi e spunti programmatici, Nicola Serrani ha espresso a nome del gruppo un ringraziamento a Massimo D’Este per il lavoro svolto come consigliere comunale nella coalizione di centrosinistra, ricordandone l’impegno, lo stile istituzionale e il ruolo di riferimento per l’associazione.
Al termine dei lavori si è proceduto alle votazioni: Paolo Dignani è stato confermato coordinatore fino al 2029 con un consenso plebiscitario. Eletto anche il nuovo direttivo, composto da Paolo Dignani, Ilaria Cardarelli e Alessandro Luciani.
Il congresso si è chiuso con l’impegno a proseguire il percorso di costruzione di un centrosinistra rinnovato e competitivo per Tolentino. Civico22 ha inoltre annunciato l’apertura del tesseramento per il 2026, ribadendo la volontà di restare in ascolto della città e di costruire un progetto partecipato per il futuro della comunità.
Il più soddisfatto è probabilmente Gianluca Tittarelli, il maggiore candidato del Centrosinistra, che ora sa di potercela fare. Ci sono già degli sconfitti dopo il pronunciamento che finalmente ha sciolto la riserva sulla ri-candidatura di Sandro Parcaroli. Il Sindaco uscente ha affidato alla città una lettera politicamente inconcludente, piena di buoni sentimenti, vuota di qualsiasi contenuto. Siamo tornati ai tempi della lacrima sul viso della prima campagna elettorale con un ulteriore balzo in avanti: a scrivere le lettere ora ci pensa l’intelligenza artificiale. Che ha un difetto: non ha sentimenti e dunque quando cerca suscitare emozioni è facile smascherarla. A dare l’esempio su un disinvolto ricorso a ChatGPT è uno dei componenti del quartetto eccetera. Ma l’IA applicata al Parcaroli pensiero (l’ossimoro è sempre in agguato) lascia sul campo dei caduti.
Gli sconfitti sono Macerata impedita a esprimere una candidatura all’altezza della sfida culturale, sociale ed economica dei prossimi cinque anni e i partiti locali del Centrodestra che si fanno imporre il candidato dall’alto e non avranno alcuna autonomia nel condurre la campagna elettorale e tanto meno nell’elaborazione del programma che peraltro per questo Centrodestra è pleonastico. Ma c’è anche un altro sconfitto ed è lo stesso Sandro Parcaroli che finisce sotto tutela. Ha provato a pretendere un posto garantito per il quartetto eccetera: Festino, Valigetta, Lego e Imballo anche se su questo ultimo nome il Sindaco è disposto a cedere: c’è stato un inatteso “divorzio”. Gli è stato risposto: accontentati che non ti rimandiamo a casa, la giunta si sceglie in base al peso elettorale.
Ed eccolo pronto camaleonticamente a trasformarsi da candidato della Lega in uomo di Fratelli d’Italia che però non vuole ufficialmente saperne. Parcaroli può perdere e l’ordine di scuderia partito da Giovanni Donzelli è “ce lo dobbiamo sorbire perché Matteo Salvini si è impuntato, ma sia chiaro: se perde deve essere una sconfitta della Lega”. Preso atto che il Sindaco non è in grado di pronunciare un discorso pubblico di spessore, la campagna elettorale viene affidata a una specie di commissario ad acta imposto alla Lega locale da Matteo Salvini, l’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, a un esperto di comunicazione e poi viene resuscitato come pretoriano di ferro quel Fabio Pistarelli ora recuperato come cane da guardia di questo Sindaco per conto di Fratelli d’Italia con il compito di sorvegliare strettamente sulla composizione della futura giunta.
Il Sindaco uscente così viene formalmente candidato da una Lega sfaldata, che sta perdendo i pezzi e che è in preda a una faida interna. L’escamotage è presentare Parcaroli come candidato di coalizione il che consente a Forza Italia di dettare pesanti condizioni. Lo scenario è comunque da tutti contro tutti. I sintomi? Laura Laviano assessore all’ambiente e alle attività produttive è uscita dalla Lega. E’ stata crocifissa dall’onorevole Giorgia Latini, che però è stata a sua volta costretta a digerire il commissariamento di Parcaroli da parte di Marchetti per evitare che Renzo Marinelli diventasse il plenipotenziario del maceratese, e da Mauro Lucentini. I modi sono stati maldestri, il contenuto politico inaccettabile. Si è detto alla Laviano: fatti da parte da assessore se non stai più nella Lega. Facile la risposta: io sto qui perché eletta. E non si può dire lo stesso di Andrea Marchiori o di Katiuscia Cassetta.
E già questo la dice lunga su come la Lega locale considera l’elettore. Ma che in quel partito ci sia una serie di “ricatti” incrociati è testimoniato dal fatto che mentre si crocifigge Laura Laviano nulla si è detto di Francesco Luciani, presidente del Consiglio comunale in quota Lega, che correrà nella lista civica “I Marchigiani” animata dall’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro. C’è poi l’incognita Claudio Carbonari anche lui ex Lega e ora pronto a fare una sua lista magari in raccordo con i Marchigiani, ma assai poco disponibile ad appoggiare Parcaroli, come del resto Maurizio Del Gobbo uscito dal Pd. Calcinaro è un civico che Guido Castelli ha convinto ad appoggiare Acquaroli, ma pare che tra i due non corra affatto buon sangue.
Questo è il clima in un Centrodestra che è stato logorato nel consenso dallo stesso Parcaroli. Ci sono i risultati delle regionali a dirlo. Macerata è la città dove il Centrodestra è andato peggio. Acquaroli ha prevalso con appena il 50,4% e tutti i partiti che lo appoggiavano hanno avuto qui risultati deludenti: Fratelli d’Italia non è arrivata oltre il 28,3%, la Lega ha perso due voti su tre con un misero 7,8%, ancora peggio Forza Italia inchiodata al 6. Sommati fanno il 41% largamente insufficiente per vincere al primo turno. Parcaroli può contare solo su queste tre liste perché i civici al momento del formarsi della giunta presenteranno un conto salato. Al punto che si comincia a ragionare di un listone maceratese di personaggi della società civile “equivicino” a Parcaroli ma non di sostegno.
Il non brillante risultato del settembre scorso potrebbe diventare un incubo tra tre settimane. Il referendum sulla riforma Nordio se a Macerata va male rischia di far implodere il Centrodestra. Il Sindaco non ha detto una parola, nessuno dei partiti di Centrodestra ha fatto campagna per il sì. Anche in questo l’ordine è partito da Roma; Giorgia Meloni non vuole che una eventuale sconfitta al referendum si riverberi su di lei. Dunque tutti allineati e coperti. A livello nazionale le forze minori del Centrodestra dicono di votare sì al referendum, ma in realtà voteranno no proprio per ridimensionare il potere e il peso di Giorgia Meloni. In fin dei conti la Riforma Nordio è cosa che sta a cuore solo a Forza Italia.
In queste condizioni a Macerata il Centrodestra si trova a fare campagna elettorale con tre handicap.
Il primo è dato dal fatto che a sostenere Parcaroli saranno solo i colonnelli dei partiti peraltro spaccati al loro interno. Non ha intorno a sé una parte viva della città fatta di professioni, imprenditori e intellettuali.
Il secondo handicap è l’indagine sul mattatoio che peraltro tra meno di un mese chiude definitivamente.
Il terzo handicap è che non può neppure indicare la squadra di governo perché ha un’autonomia assai limitata e non ha un esercito che va a caccia di voti per lui, tenendo conto che ci sono almeno altre due o tre liste nel centrodestra che comunque gli sottrarranno consenso.
Parcaroli però va già promettendo posti raccontando che lui ha i pieni poteri. Stando ai sondaggi Fratelli d’Italia andrà attorno al 29, Forza Italia al 7, la Lega non può sperare di andare oltre il 4% perché erosa dalla lista Vannacci. Comunque il pallottoliere della giunta non torna. Fratelli d’Italia ha già prenotato i posti: Paolo Renna Vicesindaco, assessori Simone Livi, Pierfrancesco Castiglioni e Romina Leombruni. Nessuna possibilità per Francesca D’Alessandro la vicesindaco uscente sulla quale c’è un doppio veto. La Lega se prende il 4% deve accontentarsi di un solo assessore. Ci sarà una lotta al coltello tra Andrea Marchiori, Luca Buldorini e Giuseppe Romano, ma c’è una variabile: Anna Menghi, indispensabile per rispettare la quota di almeno tre assessori donna.
E poi c’è Forza Italia che cercherà di avere due posti, ma probabilmente ne avrà uno solo. Altra lotta intestina tra Riccardo Sacchi e Barbara Antolini. C’è infine l’incognita dei civici: Francesco Luciani pretenderà un incarico. Nel Centrosinistra c’è una situazione analoga e tuttavia Gianluca Tittarelli si presenta come civico e ha dalla sua l’opportunità di raccogliere i delusi da sei anni di Centrodestra. Certo la lista di Marco Sigona e quella del Terzo polo possono essere elementi di attrazione dell’elettorato di centro. In proiezione ballottaggio è più probabile che il Centrosinistra ritrovi unità di quanto possa accadere nel Centrodestra dove se Paracroli non passa al primo turno potrebbe scontare una disaffezione dell’elettorato nella seconda e decisiva tornata. Questo è il quadro. Verrebbe da dire al Centrodestra: errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
Alla fine ogni nodo è stato sciolto, ogni dubbio fugato: Sandro Parcaroli ha annunciato la sua ricandidatura a sindaco di Macerata nelle file del centrodestra. Una decisione maturata dopo giorni di riflessione e preceduta da incontri politici significativi a Roma, prima con il leader della Lega Matteo Salvini, poi con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
“Cari amici e concittadini, come avevo promesso entro la fine del mese, vi comunico che ho deciso di ricandidarmi a sindaco di Macerata”, ha scritto Parcaroli in un lungo messaggio rivolto alla città. Parole che raccontano un percorso non immediato né semplice. “Ci sono momenti in cui la vita ti chiede di fermarti, di fare silenzio, di guardarti dentro. Prima di essere un sindaco, sei una persona con le sue fragilità. Ho voluto rispettare quel tempo”.
Poi la scelta, definita con chiarezza: “Oggi, con serenità e con una profonda consapevolezza, posso dirlo: la mia scelta è sempre Macerata”. Una dichiarazione che mette al centro la città, descritta come "comunità viva fatta di piazze, cultura, scuole, imprese, famiglie, giovani in cerca di opportunità e anziani che meritano attenzione".
Parcaroli rivendica il lavoro svolto in questi cinque anni e mezzo, segnati – sottolinea – da decisioni difficili e responsabilità assunte pensando “non al consenso di oggi, ma al bene di domani”. Ricorda i problemi ereditati, i progetti rimessi in moto, gli spazi restituiti alla città. “Non tutto è stato facile, non tutto è stato compreso subito. Ma ogni scelta è stata fatta con un solo obiettivo: far crescere Macerata e migliorare la vita di ciascuno di noi”.
Il sindaco uscente parla di un percorso che non può interrompersi ora. “Ci sono cantieri aperti che devono diventare opere concluse, visioni che devono trasformarsi in opportunità concrete. Una città più moderna, più inclusiva, più attrattiva si costruisce con costanza e continuità”. E ricorda la scelta personale compiuta cinque anni fa: lasciare la propria azienda e mettere da parte gli interessi privati per dedicarsi all’amministrazione. “La mia candidatura è una scelta d’amore per questa città”.
A sostegno della ricandidatura arriva la presa di posizione della Lega. L’onorevole Giorgia Latini, segretario regionale del partito nelle Marche, insieme a Mauro Lucentini, commissario provinciale della Lega Macerata e vicecoordinatore regionale, parla di “una scelta di responsabilità maturata nell’interesse esclusivo della comunità”. Parcaroli, sottolineano, può contare sulla stima della classe dirigente nazionale della Lega, a partire da Salvini, e sul sostegno compatto del partito a livello regionale.
La Lega rivendica i risultati del mandato: conti in ordine, opere avviate e concluse, attenzione al decoro urbano, sicurezza rafforzata e sostegno al tessuto produttivo e sociale. Determinante, secondo il partito, il rapporto costruito con la Regione Marche e con il Governo nazionale, che avrebbe permesso di intercettare risorse strategiche per il territorio.
Ora la partita elettorale entra nel vivo. Il centrodestra riparte dal sindaco uscente, con l’obiettivo dichiarato di proseguire nel segno della continuità amministrativa e di una visione orientata al “buon governo”. La campagna elettorale è ufficialmente cominciata.
Il Terzo Polo ha ufficialmente annunciato la candidatura di Mattia Orioli a sindaco di Macerata, rafforzando la propria coalizione con l’ingresso di nuove realtà politiche. Accanto ai partiti fondatori – Azione, Base Popolare, il Partito Liberaldemocratico e il Movimento dei Repubblicani Europei – entrano a far parte della compagine i Radicali Italiani, ORA! e il Movimento Socialista Liberale. La mossa conferma l’intento della coalizione di aprirsi a un progetto di ampio respiro, basato sulla partecipazione attiva dei cittadini e sul dialogo costante con la comunità maceratese.
“La nostra logica politica va dall’io al noi, spiega Orioli, perché ogni individuo è parte integrante della città e ogni voce deve poter essere ascoltata. La mia candidatura nasce con l’obiettivo di costruire una piattaforma di confronto, proposta e partecipazione, capace di affrontare le sfide reali della città e di restituire centralità a Macerata”. Il progetto del Terzo Polo si propone come alternativa liberale e pragmatica all’attuale bipolarismo, con un programma orientato ai risultati concreti e allo sviluppo sostenibile, economico e sociale.
La coalizione intende affrontare nodi storici della città, dal miglioramento della partecipazione civica alla viabilità, dal sostegno allo sviluppo economico al rapporto con l’Università, fino alla gestione dei rifiuti e all’organizzazione culturale. Macerata, secondo Orioli, "ha bisogno di una politica capace di combinare innovazione e tradizione, creando opportunità per imprese, giovani e famiglie. La coalizione propone, in questo senso, un rafforzamento delle assemblee cittadine consultive, supportate da strumenti digitali, e la reintroduzione dei consigli di quartiere con elezione diretta, per dare voce ai residenti in maniera più immediata e concreta".
Sul fronte della mobilità, il Terzo Polo punta a interventi mirati per facilitare gli spostamenti dei cittadini e degli operatori economici, intervenendo su punti strategici della città e sulle infrastrutture più critiche. Sul piano economico, l’obiettivo è una maggiore diversificazione produttiva, con particolare attenzione alla valorizzazione di zone come Valleverde per nuovi insediamenti industriali, startup innovative e spin-off universitari. L’attenzione all’innovazione si accompagna a una visione lungimirante per l’APM, con progetti di adeguamento agli standard europei e la promozione delle comunità energetiche fotovoltaiche come leva per uno sviluppo sostenibile.
La convivenza con il mondo accademico è un altro punto chiave del programma, con l’intento di rafforzare il legame tra Università e Accademia di Belle Arti con la città, tutelando al contempo la qualità della vita dei residenti e promuovendo spazi dedicati alla vita sociale degli studenti. Sul fronte ambientale, il Terzo Polo propone un aumento significativo della raccolta differenziata, la chiusura delle discariche e il conferimento del restante materiale a termovalorizzatori tecnologicamente avanzati, con benefici diretti per la comunità in termini di costi e sostenibilità.
Anche la cultura gioca un ruolo centrale nel progetto di Orioli: la coalizione punta a un coordinamento più efficace delle iniziative culturali, con una pianificazione annuale delle manifestazioni e una gestione unitaria di musei, teatri e Sferisterio, eventualmente attraverso una fondazione dedicata, capace di attrarre turismo culturale di lungo periodo e valorizzare l’offerta artistica locale.
Con questa candidatura, il Terzo Polo completa il quadro dei contendenti per le prossime elezioni: il centrosinistra punterà su Gianluca Tittarelli, i civici su Marco Sigona, Giordano Ripa corre con la propria lista, mentre il centrodestra sembra orientarsi verso la ricandidatura di Sandro Parcaroli.
La sanità del futuro tra prossimità, innovazione e riorganizzazione territoriale. Se ne è discusso ieri a Macerata, nella cornice del resort Le Case, durante un incontro organizzato dall’associazione culturale "Le Marche in Movimento", presieduta dall’ex senatore Salvatore Piscitelli. L'appuntamento ha visto la partecipazione di numerosi operatori sanitari della provincia, imprenditori e rappresentanti istituzionali, riuniti per un confronto diretto con l’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro.
Al centro del dibattito il tema "La Sanità che Cambia: prossimità, equità e innovazione territoriale". Durante il suo intervento, l’assessore Calcinaro ha delineato le priorità del suo mandato, soffermandosi sulla necessità di ridurre le distanze tra le strutture pubbliche e le esigenze dei cittadini. Tra i punti cardine illustrati: il potenziamento delle Case di Comunità, la gestione sistemica delle liste d'attesa, l'efficientamento dei pronto soccorso e l'implementazione di nuovi sistemi informatici per la riorganizzazione dei servizi.
"Un’esperienza ed una sfida – ha ribadito Calcinaro – difficili ma dall’alto valore umano e professionale che ho accettato con spirito di servizio, consapevole dell’importanza che riveste il mondo della sanità per i cittadini e per i tanti operatori del settore che quotidianamente portano avanti la loro missione".
L’introduzione ai lavori è stata affidata a Salvatore Piscitelli, che ha voluto sottolineare la pragmaticità dell'assessore: "Va evidenziata la sua disponibilità all’interlocuzione e all’ascolto, oltre all'impegno costante già dimostrato in questi primi mesi di mandato in un settore così delicato".
L'incontro ha avuto anche una rilevante appendice politica in vista delle prossime elezioni comunali a Macerata. Alla serata erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani, i consiglieri Maurizio Del Gobbo e Claudio Carbonari, e il medico Gianni Giuli.
Proprio sul fronte elettorale, Calcinaro – che rappresenta a livello regionale il movimento "I Marchigiani" – ha ufficializzato un impegno concreto insieme a Piscitelli. I due hanno annunciato la preparazione di una lista civica de "I Marchigiani" per la sfida elettorale nel capoluogo, in attesa delle decisioni ufficiali sulla possibile riconferma del sindaco uscente Sandro Parcaroli. Calcinaro ha inoltre incaricato ufficialmente Piscitelli di strutturare l'organizzazione del movimento su tutto il territorio della provincia di Macerata.
I dati emersi durante l'ultimo Consiglio comunale di Ussita, relativi all’approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP) e del Bilancio, hanno riacceso il dibattito politico sul futuro del borgo a quasi dieci anni dal sisma. Il consigliere di opposizione Guido Rossi ha diffuso una nota critica in cui analizza lo stato della ricostruzione e l’andamento demografico del territorio, evidenziando un quadro che definisce "distante dagli annunci della Giunta Bernardini".
Secondo i dati riportati dalla minoranza, la popolazione residente sarebbe ormai ridotta a circa 350 abitanti, includendo la fascia in età scolare e gli over 65, con un saldo migratorio che resta negativo. Per l'opposizione, il simbolo di questa situazione sono le Soluzioni Abitative di Emergenza.
"Le Sae – spiega Rossi – fanno bella mostra di sé all'ingresso di Ussita e del Parco Nazionale dei Sibillini. Sono state consegnate tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 come risposta temporanea. Dovevano durare circa sei anni: oggi, a distanza di quasi un decennio dal Sisma e ormai vetuste, ospitano ancora la grande maggioranza delle famiglie ussitane. Casette nate per l'emergenza sono diventate, di fatto, abitazioni di lungo periodo. Un fallimento temporale che pesa sulla qualità e sul morale dei residenti e sulla credibilità complessiva del processo di ricostruzione".
L'affondo del consigliere tocca anche lo stato degli edifici strategici, sottolineando come molte strutture pubbliche, tra cui il Palazzo del ghiaccio, la piscina, il camping e le scuole, restino in una condizione di precarietà. Rossi contesta una visione amministrativa troppo sbilanciata sulla stazione di Frontignano a discapito dei settori agricoli e artigianali.
"Famiglie, allevatori, imprenditori agricoli, artigiani e piccole attività locali continuano a lamentare la mancanza e la carenza di spazi, stalle e zona artigianale. In particolare, dal mondo agricolo e zootecnico si chiede con forza la ricostruzione delle stalle, come promesso dalla Sindaca già nel 2021, la realizzazione di aree attrezzate e la creazione di strutture dedicate alla lavorazione e valorizzazione dei prodotti - puntualizza Rossi -. Senza un progetto, la ricostruzione rischia di rimanere solo un'operazione edilizia che interessa imprenditori e agenzie immobiliari, ma non un ritorno demografico".
La nota si chiude con un appello per evitare quella che viene definita una "desertificazione sociale" del territorio, denunciando un distacco tra l'ente e i cittadini che starebbe spingendo molte famiglie a cercare casa nei comuni limitrofi.
"Il segnale più allarmante arriva proprio dai cittadini: sempre più famiglie hanno abbandonato i luoghi delle loro origini, altri si stanno preparando o acquistando case nei comuni limitrofi. Tutto questo non per scelta ma per necessità e per sfiducia verso questa amministrazione. Serve un cambio di passo vero: accelerazione sulla ricostruzione privata e pubblica, trasparenza sugli atti, programmazione economica credibile e politiche concrete per bloccare l'esodo. Il rischio è ormai evidente: è la progressiva desertificazione sociale del paese", conclude Rossi.
"Rispettiamo la scelta, ma restano questioni aperte". In seguito all’annuncio dell'assessore del Comune di Macerata, Laura Laviano, di lasciare la Lega, il partito ha diffuso una nota ufficiale per chiarire la propria posizione.
"Dispiace sinceramente per quanto accaduto e per il clima che traspare dalle sue parole – si legge nel comunicato a firma della segretaria regionale Giorgia Latini e del vicesegretario Mauro Lucentini -. Prendiamo atto della scelta, che rispettiamo sul piano personale prima ancora che politico, pur ritenendo doveroso precisare che non vi è mai stata, da parte nostra, la volontà di metterla in disparte o di isolarla".
La nota sottolinea inoltre come alcune delle accuse mosse dall’assessore appaiano infondate, e ribadisce che la Lega ha sempre agito in modo trasparente e collegiale, nell’interesse dell’azione amministrativa e della città.
Durante il mandato, l’assessore ha potuto svolgere il proprio incarico con autonomia e responsabilità all’interno della squadra guidata dal sindaco Sandro Parcaroli. "Anche nei passaggi più complessi, la Lega ha sempre tutelato il suo nome, trovando soluzioni che le consentissero di proseguire nel ruolo", prosegue il comunicato.
Tuttavia, il partito evidenzia un tema di correttezza istituzionale: "A pochi mesi dalla conclusione del mandato amministrativo, sarebbe più coerente accompagnare l’uscita dal partito con una scelta chiara anche rispetto all’incarico assessoriale. Restare in giunta dopo aver preso le distanze dalla forza politica con cui si è stati eletti solleva un tema di correttezza". La Lega Marche conclude la nota ringraziando Laura Laviano per il contributo dato in questi anni e augurandole di proseguire il proprio impegno con serenità.
"Le deleghe restano in capo al sindaco; la mia coerenza resta invece in capo a me, sarà quindi il sindaco a prendere una decisione - puntualizza l'assessore Laviano -. Rivesto questo ruolo, perché sono stata scelta dai cittadini a differenza di altri che sono stati inseriti in giunta dalla Lega senza alcuna legittimazione popolare, come ho ricordato al commissario Lucentini con un messaggio dell'11 ottobre 2025, dopo esser venuta a conoscenza di una riunione in cui proprio lui stava cercando una motivazione per farmi togliere le deleghe".