La proposta di legge approvata dalla giunta regionale delle Marche per la riqualificazione dei centri storici e la regolazione delle attività commerciali urbane ha innescato una folta scia di reazioni politiche, tra cui una lettera aperta che Roberto Cherubini, esponente del Movimento 5 Stelle di Macerata, ha indirizzato direttamente al governatore Francesco Acquaroli.
Il testo della delibera regionale prevede la possibilità di introdurre limitazioni all'apertura di determinate attività economiche nei borghi con l'intento di tutelare l'identità locale e valorizzare le specialità enogastronomiche del territorio - come le olive all'ascolana, i vincisgrassi e il ciauscolo - arginando la crescente diffusione di insegne internazionali come kebab, sushi e ristorazione asiatica.
Una strategia sollecitata dalle associazioni di categoria per salvaguardare il tessuto tradizionale, ma che Cherubini contesta radicalmente fin dalle prime righe della sua missiva, definendola senza mezzi termini "profondamente sbagliata" poiché "trasuda chiusura, paura e un’idea arretrata di società, che sa più di esclusione che di tutela", arrivando a configurarsi come un atteggiamento "intriso di una componente discriminatoria, se non apertamente razzista".
L'esponente pentastellato esprime forte sconcerto per il fatto che nel 2026 si debba "ancora assistere a provvedimenti che colpiscono - direttamente o indirettamente - le espressioni culturali di altri popoli", ricordando al presidente che "chi viaggia lo sa: le tradizioni degli altri non impoveriscono, arricchiscono" e che il confronto con la diversità rappresenta un'opportunità di crescita collettiva che "solo chi non ha mai davvero guardato oltre il proprio confine può pensare il contrario".
Per smontare la logica protezionistica della Regione, Cherubini solleva un paradosso internazionale, domandando ad Acquaroli cosa accadrebbe se tutti ragionassero allo stesso modo: "Che fine farebbe la cucina italiana nel mondo? Dovremmo aspettarci che i ristoranti italiani vengano ostacolati all’estero in nome di una presunta 'difesa delle identità locali'? Sarebbe ridicolo".
Nella sua visione, i centri storici non si proteggono affatto "svuotandoli o rendendoli monoculturali", bensì valorizzando la contaminazione e l'incontro, dato che le attività commerciali nate da altre culture creano occupazione e offrono scelta. L'analisi si sposta poi su una forte riflessione sociale e generazionale che tocca da vicino la quotidianità dei cittadini: "La realtà è già molto più avanti. Sempre più famiglie, anche quelle che si dichiaravano 'tradizionaliste', si trovano a confrontarsi con figli e figlie che amano persone di culture diverse o dello stesso sesso. Ed è proprio lì che molte certezze crollano. Perché quando la diversità entra in casa, smette improvvisamente di essere un problema astratto e diventa vita reale. Diventa amore. E l’amore, semplicemente, non si può normare né escludere".
Pur richiamando la proposta della giunta il rispetto dei dettami costituzionali e della direttiva Bolkestein sulla concorrenza, Cherubini conclude il suo affondo liquidando l'atto come una decisione miope e fuori dal tempo, esclamando che "le Marche meritano molto di più di questo. Meritano una visione aperta, intelligente, capace di stare nel mondo senza paura", poiché "la cultura non si difende escludendo gli altri, ma aprendosi ad essi".
Lo spettro del fallimento sulla società partecipata Sarnano Terzo Millennio accende lo scontro politico, spingendo i consiglieri comunali di minoranza Battaglioni, Tartabini e Merli a presentare una mozione formale per chiedere l’immediata convocazione di un Consiglio comunale straordinario.
I tre esponenti dell'opposizione denunciano da oltre un anno una gestione opaca dell'ente: "Da sempre seguiamo con la massima attenzione e partecipazione le vicende della società - dichiarano i consiglieri - ma purtroppo il nostro lavoro di controllo è stato costantemente ostacolato. Documenti richiesti e mai consegnati nei tempi previsti, scarsa trasparenza e, oggi, un sovrapporsi di notizie contrastanti che non fanno altro che aumentare la nostra forte preoccupazione".
L'affondo politico di Battaglioni, Tartabini e Merli non risparmia la maggioranza e parte dell'ex minoranza, accusate di aver sempre avallato ogni scelta amministrativa: "Una questione vitale finora trascurata e oscurata dal sindaco, dai suoi consiglieri e persino da tre consiglieri di ex minoranza che hanno sempre avallato ogni scelta, anche la più scellerata".
I consiglieri chiedono quindi che l'assise civica si riunisca a brevissimo termine per fare piena luce sui bilanci, sottolineando come l'ipotetico crac rappresenterebbe un danno economico e d’immagine incalcolabile. "Auspichiamo che il Consiglio venga convocato a brevissimo termine. È il momento di fare piena luce. La Società Sarnano Terzo Millennio non deve assolutamente fallire: deve ripartire e dare un nuovo input al nostro territorio. I veri proprietari di questo bene comune sono i cittadini, ed è a loro che dobbiamo risposte chiare", concludono i firmatari della mozione.
Il Comune di Recanati ha approvato l’adesione alla cosiddetta Rottamazione Quinquies, la misura che consente a cittadini e imprese di definire i debiti fiscali arretrati verso l’ente.
La decisione è arrivata ieri sera in Consiglio comunale, con una sola astensione, e riguarda i crediti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2012.
Nel dettaglio, la misura permetterà di regolarizzare posizioni debitorie legate a Imu, Tari, Tosap e multe stradali, prevedendo l’azzeramento di sanzioni, interessi (compresi quelli di mora) e aggio di riscossione. Per le sanzioni del Codice della strada, lo sconto riguarderà invece i soli interessi.
Secondo i dati riportati, il Comune di Recanati conta un bacino di crediti residui pari a 1.418.693,47 euro.
La misura è arrivata in aula su impulso della Lega. Il capogruppo consiliare Benito Mariani ha definito l’approvazione «un risultato straordinario», sottolineando come si tratti di «una misura di equità e buon senso» che consente ai contribuenti di mettersi in regola a condizioni più sostenibili, favorendo al tempo stesso il recupero di risorse altrimenti considerate difficilmente esigibili per l’ente.
Per quanto riguarda le modalità operative, la gestione della procedura sarà affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Dal 15 settembre 2026 sarà possibile consultare nell’area riservata i debiti definibili, mentre dal 16 settembre al 31 ottobre 2026 sarà possibile presentare la domanda di adesione in modalità telematica.
Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure in forma rateizzata, fino a un massimo di 54 rate bimestrali.
A margine del voto, Mariani ha inoltre indicato la volontà di estendere in futuro una misura analoga ai crediti affidati dal Comune alla società Abaco S.p.A., che dal 2012 gestisce la riscossione per l’ente.
«Questo è solo il primo passo – ha dichiarato –. Chiediamo all’amministrazione di lavorare per una definizione agevolata anche sui carichi gestiti da Abaco, per garantire pari opportunità a tutti i contribuenti recanatesi».
La giunta regionale delle Marche ha approvato una proposta di legge che interviene sulla riqualificazione dei centri storici e sulla regolazione delle attività commerciali nelle aree urbane.
Il provvedimento punta a definire strumenti di programmazione urbana che, nell’ambito dei processi di valorizzazione dei centri cittadini, possano includere anche eventuali limitazioni all’apertura di determinate attività economiche.
Nel dibattito attorno al testo vengono richiamate, anche in chiave simbolica, le diverse tipologie di offerta gastronomica presenti sul territorio: da un lato i prodotti della tradizione locale come olive all’ascolana, vincisgrassi, brodetto e ciauscolo, dall’altro la crescente presenza di attività legate alla ristorazione internazionale come kebab, falafel, sushi e cucina asiatica.
Secondo quanto trapela, la proposta prevedrebbe la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali considerate legate all’identità dei luoghi, anche attraverso possibili agevolazioni fiscali e strumenti di sostegno economico.
Il testo richiama inoltre il rispetto dei principi costituzionali e della normativa europea in materia di concorrenza, non discriminazione e proporzionalità, con l’obiettivo dichiarato di evitare contrasti con l’articolo 41 della Costituzione e con la direttiva Bolkestein.
Le associazioni di categoria "avevano da tempo sollecitato interventi per contrastare la trasformazione dei centri storici e favorire la permanenza delle attività tradizionali, considerate parte del tessuto economico e identitario delle città".
Nel confronto politico viene infine ricordato come strumenti analoghi siano stati adottati anche in passato da diverse amministrazioni locali, con finalità simili di regolazione e riqualificazione urbana.
Con l’arrivo dell’estate tornano a Civitanova Marche i tradizionali mercatini serali, ma con una nuova organizzazione degli spazi pensata, afferma il Comune, "per migliorare la fruibilità delle aree pubbliche e valorizzare il centro cittadino". L’Amministrazione comunale, attraverso l’assessorato al Commercio guidato da Roberto Pantella, ha infatti avviato un piano di riorganizzazione che interesserà sia piazza XX Settembre sia il lungomare sud, oltre alla zona di largo Melvin Jones.
Dal 26 giugno al 29 agosto 2026 le bancarelle non saranno più collocate sul lungomare sud ma lungo il vialetto nord di piazza XX Settembre e nell’area dell’ingresso est dei giardini pubblici. Una scelta che nasce dalla volontà di alleggerire la pressione sul lungomare durante i mesi estivi, quando la passeggiata sul mare registra già una forte presenza di residenti e turisti.
«Quest’anno ho voluto proporre una visione diversa per i tradizionali mercatini serali estivi – spiega l’assessore Roberto Pantella –. Negli anni precedenti il posizionamento delle bancarelle sul lungomare Piermanni, un’area naturalmente molto frequentata durante la bella stagione, finiva per ridurre sensibilmente gli spazi destinati ai pedoni. In molte occasioni famiglie con passeggini, anziani e visitatori erano costretti a spostarsi sulla pista ciclabile, creando situazioni potenzialmente rischiose per la sicurezza di tutti».
Secondo l’assessore, il lungomare rappresenta già uno dei principali poli di attrazione della città e non necessita di ulteriori elementi per richiamare pubblico. Diversa, invece, la situazione del centro urbano che nei mesi più caldi tende fisiologicamente a svuotarsi a favore delle zone costiere. Da qui la decisione di trasferire i mercatini in piazza XX Settembre, con l’obiettivo di animare il cuore della città e creare una maggiore integrazione con il programma degli eventi estivi.
Il piano di razionalizzazione ha riguardato anche Largo Melvin Jones, dove sono state spostate e riposizionate le due bancarelle che storicamente occupavano la semicurva del marciapiede. La precedente collocazione, infatti, creava una strettoia che rendeva più difficoltoso il passaggio dei pedoni. Con il nuovo assetto le strutture sono state accorpate all’interno dello slargo insieme alle altre attività presenti, liberando completamente il marciapiede e rendendo l’area più ordinata e funzionale sia per gli operatori sia per i visitatori.
«Si tratta di una riorganizzazione basata sul buon senso – conclude Pantella –. L’obiettivo è garantire meno congestione sul lungomare, maggiore sicurezza per le famiglie e una migliore distribuzione delle attività commerciali sul territorio. Auspico che cittadini, turisti e operatori sappiano apprezzare lo spirito positivo di questa scelta».
La programmazione dei mercatini serali accompagnerà l’intera stagione estiva. Il martedì e il venerdì l’organizzazione sarà curata dalla Gjn Project Srls, il mercoledì da Moroncini Maria Dolores, il giovedì da My Love Eventi di Carmen Carella e il sabato da Civitanova Eventi Sas di Vitali David.
Tra gli appuntamenti più attesi dell’estate è stato inoltre confermato il Civitanova Vintage Market 2026, in programma il 18 e 19 luglio nell’area basket retrostante il Teatro Cecchetti, all’interno dell’Area Verde Coltorti, in prossimità della Biblioteca Zavatti. L’evento, organizzato dalla Brandozzi Antonio Snc, vedrà la partecipazione di 27 espositori che, dalle 17 alle 24, proporranno oggetti di antiquariato e modernariato, capi di alta moda vintage, produzioni artigianali e creazioni artistiche, offrendo al pubblico un percorso tra storia, cultura e tradizioni del Made in Italy.
URBISAGLIA – A pochi giorni dalla scadenza fissata al 30 giugno, torna al centro del dibattito politico cittadino il futuro della casa di riposo "A. Buccolini" e dell'asilo nido "Il Piccolo Principe", due tra i servizi sociali più importanti e storici del territorio.
A sollevare la questione è il gruppo consiliare di minoranza "Insieme per Urbisaglia", che ha presentato un'interrogazione formale chiedendo chiarimenti all'amministrazione comunale sui tempi della nuova gara per l'affidamento della gestione delle due strutture.
Secondo quanto evidenziato dall'opposizione, il contratto di gestione sarebbe scaduto il 31 marzo 2025 e da allora il servizio sarebbe stato prorogato attraverso rinnovi temporanei per garantire la continuità delle attività. Una soluzione che, secondo la minoranza, dovrebbe avere carattere eccezionale e limitato al tempo strettamente necessario per completare una nuova procedura di affidamento.
Nel mirino di "Insieme per Urbisaglia" finiscono soprattutto le tempistiche annunciate dall'amministrazione. Il gruppo ricorda infatti che, nel corso del Consiglio comunale del 15 maggio scorso, il sindaco avrebbe indicato il 21 maggio come termine per la pubblicazione del nuovo bando. Ad oggi, sostiene la minoranza, non risulterebbero però atti pubblici relativi all'avvio della procedura.
Per il gruppo consiliare, il protrarsi dell'incertezza rischia di generare preoccupazioni tra famiglie, utenti e lavoratori delle strutture. L'opposizione sottolinea inoltre come la gestione di servizi delicati quali una casa di riposo e un asilo nido richieda una programmazione puntuale e una chiara definizione dei tempi.
Tra le questioni sollevate figurano anche le possibili ripercussioni sulla qualità dei servizi e sul mantenimento del controllo pubblico delle strutture. Secondo la minoranza, infatti, i continui rinvii potrebbero alimentare il timore di una progressiva privatizzazione di realtà considerate fondamentali per il tessuto sociale cittadino.
"Insieme per Urbisaglia" ribadisce il valore storico e sociale della casa di riposo "A. Buccolini" e del nido "Il Piccolo Principe", realtà che da decenni rappresentano punti di riferimento rispettivamente per gli anziani e per le famiglie del territorio. Da qui la richiesta di garantire continuità, qualità dei servizi e tutela del personale e degli utenti.
Attraverso l'interrogazione depositata in Comune, la minoranza chiede quindi all'amministrazione di chiarire se sia in grado di concludere la procedura di affidamento e garantire l'insediamento del nuovo gestore entro il 30 giugno, evitando eventuali interruzioni o criticità burocratiche.
Ora si attende la risposta della Giunta, chiamata a fare chiarezza su una vicenda che interessa direttamente alcune delle fasce più fragili della comunità locale.
MACERATA – Nel dibattito che da settimane accompagna il cosiddetto “toto assessori” e le prospettive future del centrodestra locale, intervengono i vertici cittadini di Noi Moderati, il segretario Luigi Carelli e il vicesegretario Guido Garufi, con una riflessione che richiama la coalizione all’unità e alla valorizzazione di tutte le forze che hanno contribuito ai recenti successi elettorali.
Secondo i due esponenti del partito, le indiscrezioni e le ricostruzioni giornalistiche che si susseguono in queste settimane rappresentano una normale dinamica politica. Tuttavia, desta sorpresa la presenza di alcuni “punti fermi” che sembrerebbero dare per scontata l’esclusione di Noi Moderati da futuri assetti amministrativi.
Carelli e Garufi ricordano come, fino a oggi, si siano riunite ufficialmente soltanto le direzioni provinciali delle forze che compongono l’attuale maggioranza e sottolineano il contributo fornito dal loro partito alla vittoria del sindaco Sandro Parcaroli. Un apporto che, evidenziano, "è stato determinante anche nei momenti più delicati della competizione elettorale".
"I rappresentanti di Noi Moderati richiamano inoltre le indicazioni del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che in più occasioni ha posto l’accento sul valore delle competenze oltre che sul peso numerico delle singole forze politiche, indicando come obiettivo la compattezza della coalizione in vista delle prossime sfide elettorali".
Da qui l’invito a guardare oltre le logiche di parte e a evitare fratture che potrebbero indebolire il centrodestra nei prossimi appuntamenti territoriali, regionali e nazionali. “Sarebbe miope e non conveniente escludere le forze che hanno contribuito alla vittoria”, sostengono i dirigenti del partito, auspicando una politica capace di superare egoismi e autoreferenzialità.
"Nel loro intervento, Carelli e Garufi ricordano anche il risultato ottenuto da Noi Moderati alle elezioni regionali, con 9.860 voti raccolti a sostegno della coalizione di centrodestra e la mancata elezione di un consigliere regionale per appena lo 0,3 per cento. Un dato che, a loro giudizio, certifica la consistenza del progetto politico portato avanti dal partito".
"Proprio per questo, aggiungono, appare sorprendente che a poche settimane da importanti scadenze elettorali non siano ancora stati chiariti gli assetti e le candidature future, né nel centrodestra né nel centrosinistra. Una situazione che ha portato Noi Moderati a ribadire la propria autonomia politica, definita come una scelta di chiarezza e tutela, non come una mossa dettata da convenienze contingenti".
"I dirigenti cittadini evidenziano inoltre di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale o interlocuzione politica da parte dell’attuale amministrazione, un elemento che, a loro avviso, alimenta interrogativi sulle dinamiche interne alla maggioranza".
"Nel documento viene infine rilanciata una visione politica che punta a un rinnovamento dell’azione amministrativa, con maggiore apertura verso le nuove generazioni e verso sensibilità emergenti nella società. Una prospettiva che, spiegano, non mira alla ricerca di incarichi o posizioni di potere, ma alla costruzione di un confronto programmatico trasparente".
"Il riferimento ideale richiamato da Carelli e Garufi è quello della tradizione popolare e cristiana espressa nel celebre appello “Ai liberi e ai forti” di don Luigi Sturzo. Un richiamo al coraggio delle scelte politiche e alla necessità di riportare al centro la partecipazione dei cittadini, contrastando una politica percepita come sempre più distante dalla società e affidata prevalentemente alla comunicazione e agli accordi di vertice".
Si continua a parlare della futura giunta del sindaco Sandro Parcaroli, pronto al secondo mandato come primo cittadino nel comune di Macerata. Quello della composizione dell'esecutivo resta infatti uno degli ultimi nodi da sciogliere dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni comunali.
Come redazione abbiamo deciso di dare poco spazio alle voci di corridoio che si rincorrono in queste settimane, preferendo invece coinvolgere direttamente i nostri lettori attraverso un sondaggio online.
Abbiamo inserito tutti gli eletti della coalizione di centrodestra, insieme ad alcuni nomi che, secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, potrebbero ricoprire ruoli di rilievo nella nuova amministrazione, come quelli di assessore, presidente del Consiglio comunale, presidente dell'Atm o capo di gabinetto.
Va ricordato che il ruolo di assessore può essere affidato anche a persone non candidate alle elezioni oppure a candidati che non sono riusciti a ottenere un seggio in Consiglio comunale. All'indomani della vittoria, tuttavia, il sindaco Parcaroli aveva sottolineato come le preferenze ottenute e il peso dei partiti all'interno della coalizione avrebbero avuto un'importanza significativa nelle scelte finali, insieme alle competenze specifiche richieste per i diversi assessorati.
Ecco quindi come si sono espressi i lettori nel nostro sondaggio, che ha raccolto complessivamente 520 voti.
Candidato
Voti
Pierfrancesco Tasso
124
Deborah Pantana
87
Laura Laviano
84
Andrea Blarasin
62
Tommaso Lorenzini
18
Francesca D'Alessandro
17
Anna Menghi
16
Paolo Renna
16
Fabio Pistarelli
14
Marco Caldarelli
13
Andrea Marchiori
10
Simone Livi
9
Giuseppe Romano
7
Riccardo Sacchi
7
Sandro Montaguti
7
Francesco Luciani
6
Lorella Benedetti
6
Luca Buldorini
5
Pierpaolo Patrizietti
4
Sandro Di Tuccio
3
Laura Fortuna
2
Maria Oriana Piccioni
2
Francesco Castiglioni
1
A conquistare il maggior numero di preferenze è stato Pierfrancesco Tasso, che ha raccolto 124 voti, pari a quasi un quarto delle preferenze complessive espresse dai lettori. Alle sue spalle si piazza Deborah Pantana con 87 voti, seguita da Laura Laviano con 84 preferenze.
Più staccato Andrea Blarasin, che ottiene 62 voti, mentre dietro il quartetto di testa si apre un netto divario con Tommaso Lorenzini (18), Francesca D'Alessandro (17), Anna Menghi e Paolo Renna (16 ciascuno).
Se andassimo a confermare il numero di 9 assessori, prendendo i primi del nostro sondaggio si andrebbe a rispettare anche la regola del 40% della giunta di genere femminile. Così facendo la giunta sarebbe composta, oltre che dal sindaco Sandro Parcaroli, da Pierfrancesco Tasso (Fratelli D'Italia), Deborah Pantana (Noi Moderati-Civici Marche), Laura Laviano (Forza Italia), Andrea Blarasin (Fratelli D'Italia), Tommaso Lorenzini (Parcaroli Sindaco - Lega), Francesca D'Alessandro (Fratelli D'Italia), Anna Menghi (ex consigliere regionale Lega), Paolo Renna (Fratelli D'Italia), Fabio Pistarelli (ex candidato sindaco per la città di Macerata).
Si tratta naturalmente di un sondaggio senza alcun valore ufficiale, ma che offre comunque un'interessante fotografia delle preferenze dei lettori e delle aspettative rispetto alla composizione della futura squadra di governo cittadina.
Ora la parola passa al sindaco Parcaroli, chiamato nelle prossime ore a sciogliere definitivamente il rebus giunta e a definire la squadra che lo accompagnerà nel suo secondo mandato alla guida della città.
Le donne della coalizione di centro-sinistra di Macerata hanno inviato alla nostra redazione un comunicato stampa a commento dell'articolo firmato da Carlo Cambi lo scorso 17 giugno, in cui si denunciavano i presunti stupri ai danni di tre ragazze di 14, 17 e 23 anni, chiedendo un'immediata azione delle istituzioni sulla prevenzione, l'attivazione dei protocolli di sicurezza e l'apertura di un dibattito pubblico in città contro la cultura della violenza di genere.
"Di fronte a tali terribili fatti, nessuno, proprio nessuno, può rimanere indifferente - si legge nella nota -. Quanto accaduto interroga brutalmente le istituzioni, i servizi e l'intera cittadinanza. È essenziale rompere il silenzio su questi episodi, inseriti in un contesto di emergenza nazionale e regionale, per garantire il diritto alla libertà e alla sicurezza delle donne che non può essere piegata a narrazioni discriminatorie. Servono prevenzione, giustizia e responsabilità". Secondo i dati nazionali e i rilievi Istat citati dalla coalizione, questi episodi non rappresenterebbero affatto dei casi isolati, bensì il sintomo di una vera e propria tragedia strutturale da cui il territorio marchigiano non è escluso.
Le esponenti del centro-sinistra citando dati nazionali (3.000 - 4.000 denunce per violenza sessuale ogni anno in Italia) e rilievi Istat (92% delle violenze subite dalle donne non viene denunciato) parlano di "tragedia strutturale". E incalzano: "Le Marche non sono un’isola felice. La nostra regione registra tassi di violenza superiori alla media nazionale, con un aumento preoccupante dei reati commessi da giovanissimi. I numeri dell'emergenza non sono 'incidenti'. Davanti a questi terribili episodi, il resto della città tace. Nessuna conferma ufficiale. Nessun'altra testata giornalistica che approfondisca. Perché questo silenzio? Il Codice Rosso è stato attivato? Le indagini stanno procedendo?".
"La nostra libertà non è negoziabile. Noi donne vogliamo essere libere. Libere di muoverci a qualsiasi ora e con qualunque abbigliamento - prosegue la nota -. Libere di andare in discoteca, di passeggiare da sole, di vivere la nostra giovinezza senza la paura di essere molestate. Vogliamo una sicurezza reale, certamente non vogliamo creare scompiglio ma creare consapevolezza. È urgente agire sulla prevenzione, sul contrasto della cultura di violenza di genere, sulla necessità di una sicurezza strutturale nel territorio".
Per queste ragioni, il centro-sinistra ha rivolto tre precise e urgenti domande all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sandro Parcaroli e al Prefetto, chiedendo formalmente se sia stato convocato d'urgenza il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza in Prefettura dopo questi tre episodi, se esista in città la reale consapevolezza dell'esistenza di zone e ambienti a rischio e quante ore di formazione sul consenso e sull'educazione sessuo-affettiva siano state finanziate nelle scuole per contrastare gli stereotipi di genere e la cultura dello stupro. "Aprire un dibattito pubblico a Macerata non è più rimandabile - conclude l'appello -. Pretendiamo prevenzione, risposte e una sicurezza vera. Ora".
La firma sul provvedimento anti-afa introduce importanti tutele per la sicurezza dei lavoratori marchigiani durante le ore più critiche della giornata. L'ordinanza vieta l'attività lavorativa all'aperto e in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria 12:30-16:00, ma con un meccanismo flessibile: lo stop scatterà infatti nei giorni e nelle aree della regione in cui la piattaforma Worklimate, in relazione alla mappa per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa rilevata alle ore 12:00, segnali un livello di rischio "alto".
Questo blocco pomeridiano punta a salvaguardare le mansioni svolte prevalentemente all'esterno che comportano un'esposizione rischiosa alla radiazione solare. Tra i settori maggiormente interessati figurano l'agricoltura e il florovivaismo, i cantieri edili e navali all’aperto, le attività portuali, le attività estrattive in cava e l'ambito della logistica, con particolare riferimento alle operazioni di movimentazione, deposito, carico e scarico merci in aree scoperte.
Una specifica attenzione viene dedicata anche ai lavoratori addetti alla consegna delle merci mediante velocipedi o biciclette a pedalata assistita: i soggetti organizzatori del servizio di delivery saranno infatti tenuti ad adottare misure adeguate per prevenire lo stress termico, assicurando dotazioni di protezione idonee.
"Si tratta di una risposta concreta a una situazione che ormai si ripete ogni anno e che sta diventando una condizione strutturale destinata a ripresentarsi con sempre maggiore frequenza e intensità durante la stagione estiva - ha evidenziato il governatore Francesco Acquaroli -. L’atto adotta una strategia precisa per ridurre i rischi legati all’esposizione prolungata al caldo estremo, soprattutto nei cantieri e nelle attività all’aperto, dove le alte temperature possono incidere significativamente sulla salute e sulla sicurezza delle persone".
Il testo ricalca sostanzialmente la misura già adottata lo scorso anno. "Il provvedimento è il risultato di un percorso di concertazione con le associazioni sindacali, di categoria e datoriali", ha confermato l’assessore al lavoro Tiziano Consoli, spiegando che la necessità dell'atto è supportata dai rigorosi elementi tecnici ed epidemiologici forniti dall'Agenzia regionale sanitaria e dai modelli previsionali del Dipartimento Protezione civile e Sicurezza del territorio.
Nell'ordinanza viene inoltre specificato che restano salvi gli eventuali provvedimenti sindacali dei primi cittadini nei singoli territori comunali, così come gli accordi aziendali che offrano condizioni migliorative. Anche per quanto riguarda le opere strategiche, come gli interventi finanziati dal Pnrr e i cantieri della ricostruzione post-sisma, le esigenze di tutela della salute vengono contemperate con il rispetto dei cronoprogrammi attraverso soluzioni organizzative flessibili, come la rimodulazione degli orari mediante l'anticipazione delle attività nelle ore mattutine o la prosecuzione in quelle serali.
Il divieto non si applicherà alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori qualora siano impegnati in interventi urgenti di pubblica utilità o protezione civile.
Contestualmente, la Regione raccomanda ai Comuni marchigiani di valutare tempestivamente deroghe temporanee ai regolamenti locali sui limiti di rumore, in modo da agevolare lo spostamento dei lavori edili nelle fasce orarie più fresche. Al fine di garantirne la massima applicazione, il testo dell'ordinanza sarà ampiamente diffuso a tutte le istituzioni, alle Prefetture, alle AST, all'INAIL, all'INPS e agli Ispettorati del Lavoro.
Si chiude senza esito il ricorso presentato davanti al Tribunale amministrativo regionale da Sandro Parcaroli in merito alla richiesta di riconteggio delle schede del primo turno delle elezioni comunali. I giudici hanno infatti dichiarato il ricorso improcedibile e disposto la condanna alle spese.
Il provvedimento stabilisce il pagamento complessivo di 2.000 euro, suddivisi in 1.000 euro a favore dell’ex candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli e 1.000 euro alla Prefettura di Macerata.
La vicenda era nata a seguito del risultato del primo turno elettorale del 24 e 25 maggio, quando Parcaroli era rimasto sotto la soglia necessaria per l’elezione diretta per appena dieci voti. In quell’occasione aveva ottenuto 10.044 preferenze, contro le 10.054 richieste per evitare il ballottaggio, chiedendo successivamente la verifica delle schede dichiarate nulle.
Nel frattempo la consultazione si è conclusa con il ballottaggio e la proclamazione del sindaco, elemento che ha inciso sulla valutazione dei giudici amministrativi. Il Tar ha infatti ritenuto venuto meno l’interesse alla decisione nel merito della richiesta di riconteggio.
Non essendo stato contestato il provvedimento finale di proclamazione, il tribunale ha quindi dichiarato improcedibile il ricorso.
Parcaroli era assistito dall’avvocato Massimo Spinozzi, mentre la difesa di Gianluca Tittarelli era affidata all’avvocatoMichele Luca.
In attesa di conoscere la composizione ufficiale della giunta proviamo a far votare ancora voi lettori. Chi vorreste all'interno della giunta che accompagnera Sandro Parcaroli per i prossimi 5 anni?
Potete votare tra tutti gli eletti in cosiglio con la coalizione di centrodestra più qualche nome uscito sulle testate giornalistiche. I nomi sono stati messi in ordine di voti presi. Alla fine ci sono i nomi in più.
A voi la scelta:
Caricamento…
All’indomani del recente ballottaggio relativo alle consultazioni amministrative, la macchina istituzionale del Comune di Macerata si rimette ufficialmente in moto. Il sindaco Sandro Parcaroli ha infatti firmato il decreto di convocazione per la prima seduta del nuovo Consiglio comunale, un appuntamento che segna l’avvio ufficiale della consiliatura.
L’assise cittadina si riunirà lunedì 29 e martedì 30 giugno alle ore 15:00. I lavori si apriranno con l’esame della condizione degli eletti e con la contestuale convalida alla carica di sindaco e di consigliere comunale, una verifica preliminare indispensabile per l’insediamento dell’organo assembleare. Subito dopo, l’aula sarà chiamata a esprimersi su un passaggio centrale del nuovo assetto istituzionale, ovvero l’elezione del presidente e del vice presidente del Consiglio comunale.
Una volta definito l’ufficio di presidenza, si entrerà nel vivo della cerimonia istituzionale con il solenne giuramento del sindaco riconfermato Sandro Parcaroli. A seguire, il primo cittadino prenderà la parola per la comunicazione ufficiale relativa alla composizione della nuova Giunta comunale, con la presentazione della squadra di assessori che lo affiancherà nella guida dell’ente.
I lavori del Consiglio si chiuderanno infine con due adempimenti di natura tecnica e istituzionale, legati alla nomina dei componenti di alcune commissioni strategiche. Si procederà prima alla votazione per la composizione della Commissione elettorale comunale e successivamente alla nomina dei membri della commissione preposta all’aggiornamento degli elenchi comunali dei giudici popolari, in conformità con quanto previsto dall’articolo 13 della legge numero 287 del 1951.
Nel caso in cui la seduta del 30 giugno dovesse andare deserta, la seconda convocazione è stata fissata per il 2 luglio alle ore 15:30.
Semplificazione delle procedure di ristrutturazione per i singoli immobili, tutela della storica identità architettonica del quartiere e sblocco di una situazione amministrativa ferma da anni: la prossima settimana il Consiglio Comunale di Civitanova Marche sarà chiamato ad esprimersi sull’adozione del nuovo Piano Particolareggiato del Borgo Marinaro.
Si tratta del secondo passaggio ufficiale di un percorso che, in linea con quanto previsto dalla nuova legge urbanistica regionale, aprirà successivamente la strada alla fase delle osservazioni prima di giungere all’approvazione definitiva dello strumento.
"Con questo piano abbiamo cercato di dare una risposta concreta ad una situazione che si trascina da anni. L’obiettivo è quello di consentire il recupero e la valorizzazione degli immobili, mantenendo al tempo stesso le caratteristiche che rendono il Borgo Marinaro uno dei luoghi più riconoscibili della nostra città", ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica, Roberta Belletti.
Dal punto di vista tecnico e architettonico, la nuova programmazione rifiuta l'appiattimento standardizzato dei prospetti e punta a valorizzare la pluralità e la stratificazione delle soluzioni edilizie che hanno modellato il volto del quartiere nel corso dei decenni. Tra le novità più rilevanti per i residenti vi è la significativa riduzione delle Umi (Unità Minime di Intervento), una scelta strategica mirata a superare le rigidità del passato: questa modifica consentirà infatti ai proprietari di programmare e avviare interventi edilizi anche su singoli immobili, senza essere vincolati all'obbligo di procedure complesse o alla necessaria e simultanea concertazione tra numerosi soggetti privati.
"Sono numerosi i cittadini e i proprietari che aspettano di poter intervenire sui propri immobili attraverso regole chiare e strumenti adeguati", ha sottolineato Belletti, evidenziando come l'adozione consenta di archiviare definitivamente la lunga stagione del piano scaduto per restituire certezze al patrimonio immobiliare del borgo.
MACERATA – Il Terzopolo di Macerata si è riunito ieri sera presso il resort “Le Case” per avviare un confronto sull’organizzazione della propria attività politica futura in città, con l’obiettivo dichiarato di garantire una presenza attiva e vicina alle esigenze della cittadinanza.
L’incontro ha coinvolto candidati, attivisti e simpatizzanti, che hanno condiviso un momento definito di soddisfazione non solo politica ma anche umana, ritenuto dalla lista elemento essenziale per dare concretezza all’idea di una “buona politica”. Il gruppo ha ribadito la volontà di proseguire il proprio impegno anche in assenza di rappresentanza consiliare.
Nel corso della riunione è emersa la volontà di valorizzare il contributo individuale dei partecipanti, attraverso un confronto libero e consapevole tra diverse ispirazioni ideali, unite dall’obiettivo di riaffermare il ruolo dei principi fondamentali della comunità politica, richiamati nella Costituzione Repubblicana e nei Trattati Europei.
Secondo il Terzopolo, la propria esperienza politica si colloca in una visione che unisce civismo e partecipazione, con una particolare attenzione al processo di integrazione europea, ritenuto elemento imprescindibile per la tutela degli interessi dei cittadini.
La lista sottolinea inoltre come la propria impostazione sia oggi oggetto di dibattito anche in ambiti politici più ampi, citando incontri recenti avvenuti a Milano e Pesaro con forze centriste ed europeiste.
L’obiettivo dichiarato è quello di proseguire un percorso politico definito “paziente ma costante”, orientato alla costruzione di una realtà moderata e pragmatica da sviluppare insieme alla cittadinanza.
Richiamando il proprio motto, “Dall’Io al Noi”, il Terzopolo ribadisce infine la volontà di continuare a contribuire attivamente al dibattito politico cittadino e nazionale.
Il gruppo consiliare della Lega di Civitanova Marche annuncia il proprio voto favorevole alla mozione della minoranza per la revisione del Regolamento Antenne, approvato nel 2024. Una scelta che il partito rivendica n"on come un cambio di rotta, ma come la coerente prosecuzione di una battaglia politica e tecnica iniziata ormai da un anno".
"Quanto scritto nella mozione fotografa esattamente la realtà: il regolamento si è dimostrato incompleto e, nei fatti, in questi due anni non è riuscito a fermare la proliferazione selvaggia di nuove installazioni da parte delle compagnie telefoniche", spiegano i rappresentanti della Lega
I consiglieri del Carroccio ricordano come la questione fosse già stata sollevata con forza la scorsa estate: "Tra agosto e settembre dello scorso anno avevamo chiesto pubblicamente conto all’ingegnere Galieni, il professionista che ha redatto il piano ricevendo un compenso importante di circa 30.000 euro. Avevamo preteso un incontro istituzionale urgente tra tecnici e politici per capire come fosse possibile che, nonostante un regolamento fresco di approvazione, il Comune si trovasse con le armi spuntate di fronte ai colossi delle telecomunicazioni. La mozione di oggi ricalca esattamente i nostri dubbi di allora, ed è per questo che la sosterremo".
Oltre al voto favorevole, la Lega incalza l'amministrazione Ciarapica chiedendo un cambio di passo immediato sul fronte della sicurezza ambientale e della salute pubblica, proponendo un piano di monitoraggio straordinario: "L'Amministrazione - viene richiesto - attivi non solo l'Arpa, ma anche società esterne e certificate per effettuare rilevazioni indipendenti".
"Ci sono momenti dell'anno e della settimana in cui l'uso dei cellulari schizza alle stelle, generando picchi impressionanti. Pensiamo al sabato mattina durante il mercato cittadino o al sabato sera sul lungomare nord. È in quei precisi momenti che vanno effettuati i rilievi, così da calcolare una reale media dell'impatto elettromagnetico a cui sono sottoposti i cittadini. Il nostro voto favorevole - conclude il gruppo Lega - vuole essere uno stimolo per blindare un regolamento che non sta funzionando. La tutela del territorio e della salute dei civitanovesi deve venire prima di qualsiasi logica di schieramento".
MONTECASSIANO – Il consigliere comunale di maggioranza Paolo Carnevali ha rassegnato le proprie dimissioni dal Consiglio comunale. Una scelta legata ai nuovi incarichi affidatigli dall’amministrazione, che ha deciso di valorizzare l’esperienza maturata negli anni di attività amministrativa.
Nel prossimo triennio, infatti, al Comune di Montecassiano spetterà la nomina di un componente del Consiglio di amministrazione di Astea e di un membro dell’Organismo di vigilanza di CMA (Centro Marche Acque). La sindaca Barbara Vecchi ha individuato nei profili degli amministratori uscenti Katia Acciarresi, già vicesindaca, e dello stesso Carnevali le figure più idonee a ricoprire tali ruoli.
Acciarresi è stata quindi nominata componente del Consiglio di amministrazione di Astea, mentre Carnevali entrerà a far parte dell’Organismo di vigilanza di CMA. Una scelta motivata anche dalla conoscenza approfondita delle tematiche legate al servizio idrico e alle dinamiche territoriali maturata dai due amministratori durante il loro mandato.
A seguito delle dimissioni di Carnevali, in Consiglio comunale subentrerà Luisella Latini, la cui nomina garantirà anche una rappresentanza alla frazione di Sant’Egidio all’interno della maggioranza consiliare.
La sindaca Barbara Vecchi ha espresso ringraziamento e auguri ai protagonisti di questo passaggio amministrativo, sottolineando il contributo dato nel corso degli anni e la fiducia nei nuovi incarichi e nel nuovo ingresso in Consiglio comunale.
La risposta integrale del sindaco di Civitanova Ciarapica a Giulio Silenzi: "Silenzi grida al lupo. Lo capisco bene: il Generale Roberto Vannacci fa paura a chi ha costruito la propria carriera politica vivendo nella bolla protetta del politicamente corretto. Silenzi, ancora ancorato a una visione del mondo che definire superata è un complimento, freme perché Vannacci pone le domande scomode che la sinistra vorrebbe seppellire sotto strati di ipocrisia.
Parla di 'tradimento', ma il vero tradimento lo ha perpetrato lui, negli anni in cui ha governato Civitanova. Tutti ricordiamo l’eredità dell’era Silenzi-Corvatta: una città sporca, insicura, ostaggio di venditori abusivi e di zingari e di chiunque non avesse rispetto delle regole. Noi abbiamo invertito la rotta, ridando ordine e dignità a questa comunità, seppur sussistono ancora criticità tipiche delle grandi città, ma che stiamo affrontando insieme alle forze dell’ordine, alla Polizia Locale e con ordinanze. Ecco la differenza abissale tra noi e loro: mentre loro passano le giornate a caccia di nemici politici o a distribuire patenti di moralità, noi ci rimbocchiamo le maniche per risolvere i problemi reali, quelli che la sinistra ha ignorato per decenni preferendo l’ideologia alla concretezza.
Aderire a un movimento che mette al centro identità, merito e realtà dei fatti, senza filtri ipocriti, significa dare voce a un Paese che chiede di essere ascoltato e che rifiuta di essere omologato. Sono stato eletto con un mandato chiaro e un programma di centrodestra che stiamo attuando in sinergia e punto per punto insieme a tutta la maggioranza: sicurezza, decoro, sviluppo, attenzione alle famiglie e alle imprese. Questa è la mia missione, e la porterò avanti fino all’ultimo giorno del mio mandato. Silenzi può continuare a giocare al 'commissario politico' di ciò che è consentito pensare; io preferisco fare il sindaco. Ma vorrei dargli un consiglio sincero: si rassegni, perché la sua è la voce di un’epoca finita, fatta di tatticismi e vecchi schemi che non convincono più nessuno. La dignità di Civitanova non si difende con le prediche da salotto, ma con scelte nette e schiena dritta.
E soprattutto, non si difende con chi, non avendo più alcuna visione per il futuro, si riduce a fare il censore del pensiero altrui. Il tempo delle sue accuse sterili è finito; quello delle scelte coraggiose è appena iniziato".
Civitanova Marche — L’Associazione ViviAmo Civitanova APS interviene pubblicamente sul progetto delle aperture serali estive dei negozi per il 2026, ricostruendo le varie fasi dell’iniziativa e lamentando la mancanza di risposte definitive da parte dell’amministrazione nei tempi utili alla programmazione.
Secondo quanto riferito dall’associazione, il progetto era stato avviato diversi mesi fa con l’obiettivo di promuovere le aperture serali delle attività commerciali dal 1° luglio al 22 agosto 2026, nei giorni di mercoledì, giovedì, venerdì e sabato, con chiusura prevista intorno alle ore 23.
L’iniziativa puntava a rafforzare l’attrattività della città durante il periodo estivo, incentivando presenze turistiche e movimento serale attraverso una campagna di comunicazione strutturata.
ViviAmo Civitanova riferisce che la proposta economica, pari a 25.000 euro, era destinata esclusivamente alla promozione dell’iniziativa attraverso strumenti pubblicitari e comunicativi, tra cui campagne radiofoniche e contenuti video.
L’associazione ricorda inoltre che il percorso era stato avviato già nel 2025 con una PEC inviata al Comune e successivamente ripresentato nel 2026 in forma protocollata, anche in collaborazione con altre realtà del territorio, su richiesta di un confronto congiunto.
Nel corso dei mesi, sostiene l’associazione, si sono susseguiti incontri e interlocuzioni con l’assessorato competente e con l’amministrazione comunale, durante i quali il progetto sarebbe stato illustrato e condiviso nelle sue linee generali. Nel frattempo, sarebbero stati predisposti materiali grafici, locandine e bozze promozionali anche grazie all’autofinanziamento del direttivo.
Tuttavia, secondo ViviAmo Civitanova, i tempi di approvazione si sarebbero progressivamente allungati, impedendo l’avvio della campagna nei mesi programmati e rendendo difficile il coinvolgimento degli operatori commerciali nei tempi previsti.
L’associazione sottolinea come il punto centrale non sia soltanto economico, ma organizzativo e di metodo, evidenziando la necessità di certezze e programmazione per iniziative che coinvolgono attività economiche e operatori del territorio.
ViviAmo Civitanova evidenzia inoltre che il progetto avrebbe ricevuto valutazioni favorevoli in sede di commissioni comunali competenti, tra cui la Commissione Bilancio e la Commissione Commercio, e che sarebbe stato oggetto di confronto tra le diverse forze politiche.
Da qui, l’associazione pone interrogativi sul percorso successivo del progetto e sulle motivazioni che ne avrebbero rallentato o impedito la definitiva attuazione nei tempi utili.
“Non si tratta di una polemica — afferma l’associazione nella propria ricostruzione — ma della necessità di comprendere perché un progetto costruito e condiviso nei mesi non sia arrivato alla sua concreta realizzazione”.
ViviAmo Civitanova APS ribadisce infine la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per future iniziative a sostegno del commercio cittadino e della promozione turistica della città.
Oggi pomeriggio a Roma si sta tenendo la Costituente nazionale di Futuro Nazionale, il nuovo partito di Vannacci. Tra i partecipanti anche Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova Marche, unitosi al partito dopo essere uscito da Forza Italia, che lancia un messaggio chiaro: «Costruiamo il futuro nazionale con nuove opportunità per le persone».
«Il futuro del nostro Paese passa dalla capacità di trasformare le idee in scelte concrete, capaci di migliorare la vita delle persone e delle comunità. In quest'ottica, voglio suggerire alcuni spunti di riflessione e di azione che possano rafforzare il nostro impegno politico e amministrativo.
Dobbiamo essere credibili a livello locale, dimostrando con i fatti la nostra vicinanza ai cittadini e la capacità di dare risposte ai bisogni reali del territorio. La credibilità si costruisce attraverso l'ascolto, la presenza costante e la realizzazione di progetti che generino opportunità, sviluppo e coesione sociale.
Per questo è fondamentale continuare a lavorare come una squadra unita, valorizzando il contributo di tutti. Un partito organizzato, radicato sul territorio e vicino ai cittadini rappresenta la base indispensabile per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro migliore.
Solo attraverso una presenza concreta e una proposta politica chiara possiamo rafforzare il rapporto di fiducia con le comunità locali. L'obiettivo è offrire nuove opportunità alle persone, sostenere le famiglie, favorire la crescita economica e garantire servizi sempre più efficienti, mettendo al centro il bene comune e lo sviluppo del territorio».