Una "Dermatologia senza confini" per mettere la rete territoriale al centro dell’assistenza cutanea integrata. È questo il cuore del convegno che si terrà sabato 11 aprile a Macerata, presso la Gran Sala Piero Cesanelli. L'obiettivo dell'evento è promuovere una reale integrazione tra l'ospedale e il territorio, superando le frammentazioni che spesso ostacolano le cure.
L’evento formativo, accreditato ECM, vede come presidente il dottor Marco Sigona, Direttore dell’U.O.C. di Dermatologia dell’Ast di Macerata, mentre la responsabilità scientifica è affidata al dottor Daniele Dusi. Il congresso si rivolge a una vasta platea di professionisti: dermatologi, venereologi, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale.
L'assistenza dermatologica si trova oggi ad affrontare sfide significative, tra cui l'aumento esponenziale dell'incidenza dei tumori cutanei, la gestione delle patologie infiammatorie croniche, la diffusione di parassitosi di interesse cutaneo e la necessità di integrare le nuove frontiere terapeutiche con un sistema sanitario territoriale efficiente e sostenibile.
"La frammentazione tra cure ospedaliere e ambulatoriali rappresenta spesso un ostacolo alla continuità assistenziale del paziente, generando ritardi diagnostici e terapeutici - dichiara il dottor Marco Sigona, Primario della Dermatologia dell’Ast di Macerata -. Questo congresso nasce dall'esigenza di rafforzare il ruolo cruciale del dermatologo, promuovendo un modello di dermatologia di prossimità, capace di rispondere, in modo efficace e tempestivo, ai bisogni della popolazione".
L'evento si propone di condividere linee guida diagnostico-terapeutiche che favoriscano una collaborazione sinergica tra specialisti ospedalieri, ambulatoriali, medici di medicina generale (MMG) e pediatri. Verranno forniti strumenti concreti per la gestione delle patologie cutanee più frequenti e complesse nella pratica ambulatoriale quotidiana e saranno affrontati i temi legati all'appropriatezza prescrittiva delle terapie topiche e sistemiche, discutendo l'impatto delle nuove terapie biologiche e smart-molecules nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale.
"Il 24 e 25 maggio non sarà solo un voto, ma una scelta di fiducia e continuità per ricostruire il nostro futuro". Così, attraverso una lettera aperta rivolta ai suoi concittadini, la sindaca uscente di Ussita, Silvia Bernardini, ha ufficializzato la sua ricandidatura alla guida del comune. Una decisione che, come sottolinea la stessa prima cittadina, affonda le radici nel percorso di rinascita intrapreso dalla comunità dopo le ferite del sisma.
"Oggi sento il bisogno profondo di condividere con voi una decisione che nasce dal cuore, dalla responsabilità e dall’amore che provo per la nostra comunità: mi candido nuovamente a sindaca di Ussita", esordisce Bernardini nella lettera.
La sindaca non nasconde le complessità che hanno caratterizzato il suo mandato: "Non è una scelta semplice, né scontata. È una scelta che porta con sé il peso degli anni difficili che abbiamo attraversato insieme, delle ferite ancora aperte, ma anche della forza straordinaria che ho visto negli occhi di ciascuno di voi. In questi anni abbiamo imparato cosa significa resistere, rialzarsi, ricostruire non solo case, ma legami, speranze, identità".
Nel suo appello ai cittadini, Bernardini rivendica la presenza costante sul campo: "Ho camminato accanto a voi nei momenti più duri. Ho ascoltato le vostre paure, le vostre richieste, i vostri silenzi. E ho visto, giorno dopo giorno, nascere una comunità ancora più unita, più consapevole, più determinata a non arrendersi. È proprio da qui che nasce la mia candidatura: dalla volontà di continuare questo cammino insieme".
La sfida per il futuro è chiara e improntata alla concretezza: "Non vi prometto che sarà facile. Non lo è mai stato. Ma vi prometto che ci sarò, con la stessa dedizione, la stessa trasparenza e lo stesso impegno che ho cercato di mettere in ogni scelta. Credo profondamente in Ussita, nella sua rinascita e nelle persone che la rendono viva ogni giorno. Il futuro si costruisce insieme, passo dopo passo, senza lasciare indietro nessuno".
In vista della tornata elettorale del 24 e 25 maggio, Silvia Bernardini chiama a raccolta la cittadinanza: "Io sono pronta a mettermi ancora una volta al servizio della nostra comunità. Con umiltà, con determinazione, con tutto l’amore che ho per questa terra. Insieme, possiamo continuare a scrivere il futuro di Ussita".
"Chiunque abbia avuto bisogno di una visita o si sia recato al pronto soccorso negli ultimi mesi conosce bene la situazione: attese lunghe, difficoltà a prenotare, percorsi spesso poco chiari". Esordisce con questa analisi schietta, in una nota, il dottor Emiliano Giumetti, medico di base con esperienza nel 118 e candidato al Consiglio Comunale, portando al centro del dibattito elettorale il tema della sanità maceratese insieme al candidato sindaco del Terzo Polo, Mattia Orioli.
Secondo Giumetti, il disagio che emerge quotidianamente tra le famiglie del territorio non è un problema isolato: "È una realtà che emerge nelle conversazioni quotidiane, tra amici e nei racconti di chi prova ad accedere a una prestazione sanitaria. Oggi il punto non è solo avere più risorse, ma riuscire a dare risposte concrete e nei tempi giusti ai cittadini".
L'analisi del medico punta il dito sulla gestione dei flussi: "Dire che servono più medici è corretto, ma non basta. Il problema è anche organizzativo: troppi accessi, difficoltà nei ricoveri, pazienti che restano a lungo in attesa. Spesso il pronto soccorso diventa l’unico punto di riferimento anche per situazioni che potrebbero trovare risposta altrove. Serve un coordinamento stabile tra tutti i livelli del sistema per ridurre le criticità".
Sulla funzione dell'amministrazione comunale, Giumetti invoca un cambio di passo: "Serve che il Comune abbia un ruolo più attivo: non nella gestione diretta della sanità, che resta competenza regionale, ma come portavoce concreto dei bisogni dei cittadini nei confronti dell’AST e della Regione, portando dati, criticità reali e richieste chiare".
Un passaggio critico riguarda la trasparenza delle agende: "Oggi capita spesso che una prestazione venga 'presa in carico' senza una data precisa. Questo crea incertezza e sfiducia. La presa in carico deve significare sapere quando si farà l’esame, non entrare in un’attesa indefinita".
Sostegno pieno alle proposte tecniche arriva dal candidato sindaco Mattia Orioli: "Ringrazio il dottor Giumetti per dare il suo contributo alla lista non solo in termini d’impegno elettorale ma anche in termini di esperienza e capacità sostanziali. La sua professionalità è messa in campo per aiutare ad arginare alcune problematiche insite nel tema della sanità. Occorre una forte spinta riorganizzativa che possa razionalizzare le risorse senza far venir meno i servizi".
In chiusura, il Terzo Polo propone soluzioni immediate per facilitare l'accesso alle cure, soprattutto per la fascia anziana: "Molti cittadini fanno fatica a orientarsi tra numeri, Cup e procedure. È proprio qui che il Comune può intervenire con strumenti semplici: un servizio di supporto alle prenotazioni, un aiuto pratico per le persone più fragili e forme di facilitazione nei trasporti. Anche interventi di questo tipo, a basso costo, possono avere un impatto reale e immediato sulla vita delle persone".
CIVITANOVA MARCHE – Il panorama politico cittadino si scuote per una decisione destinata a far discutere. Il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, annuncia ufficialmente il suo ingresso in Futuro Nazionale, il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci. Una mossa che raddoppia la presenza della nuova forza politica in città, portando a due i circoli attivi dopo quello già avviato da Enzo Pizzicara, e che segna il divorzio del primo cittadino dagli azzurri.
"Ho scelto di aderire a Futuro Nazionale al termine di una riflessione seria e approfondita – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica –. Desidero ringraziare Forza Italia e la sua classe dirigente per gli anni di lavoro leale, responsabile e costruttivo. È stato un percorso significativo, che ha contribuito alla mia formazione politica e amministrativa. Proprio da quell’esperienza nasce oggi la consapevolezza che sia necessario compiere un passo in avanti, rafforzando e rendendo più chiari alcuni principi fondamentali per il futuro dell’Italia e delle nostre comunità: la sicurezza, la tutela dell’identità nazionale, il rispetto delle istituzioni, il merito come motore di crescita e una presenza concreta dello Stato accanto ai cittadini, alle famiglie e ai territori".
Per Ciarapica, la figura del generale rappresenta il fulcro di questa nuova fase: "Si tratta di temi che non possono più restare sullo sfondo, ma che devono tornare con forza al centro dell’azione politica e amministrativa, con maggiore coerenza, chiarezza e capacità di decisione. È proprio nel generale Roberto Vannacci, riconosco una leadership capace di interpretare queste priorità in modo netto, dando voce a una domanda reale che emerge dai territori. Il suo approccio diretto, concreto e orientato ai risultati rappresenta oggi un punto di riferimento per chi, come me, ritiene che sia arrivato il momento di trasformare le istanze dei cittadini in azione politica efficace".
Il legame con il fondatore di Futuro Nazionale ha radici che risalgono a qualche anno fa: "Con il Generale ho avuto modo di confrontarmi direttamente: ci siamo conosciuti nel 2023, in occasione della presentazione del suo libro a Civitanova Marche, e da allora è proseguito un dialogo, fondato su una visione condivisa e su obiettivi chiari». Nonostante il passaggio di partito, il sindaco tiene a precisare la tenuta del suo mandato: «Il mio impegno da sindaco non cambia: continuerò a lavorare con serietà, equilibrio e senso delle istituzioni, nell’interesse della nostra comunità. Civitanova Marche resta il punto di riferimento della mia azione amministrativa e della mia responsabilità quotidiana".
Federcontribuenti Marche interviene nel dibattito sul progetto di parco eolico previsto nell’Appennino maceratese, tra i comuni di Gagliole e San Severino, al centro di un acceso confronto tra istituzioni, associazioni ambientaliste e comunità locali. Il progetto prevedeva la realizzazione di nove aerogeneratori alti circa 180 metri, per una potenza complessiva di quasi 30 megawatt, con impatti che avrebbero interessato diversi comuni dell’area montana.
La Regione Marche ha recentemente espresso un parere negativo di compatibilità ambientale, fermando per il momento l’iniziativa. La vicenda ha suscitato nuove polemiche dopo le dichiarazioni di esponenti di Legambiente, che hanno criticato il diniego della Regione sostenendo la necessità di accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili in un territorio che, secondo l’associazione, sconta un forte ritardo nella produzione energetica da fonti pulite.
"In questo contesto - scrive la segretaria regionale Maria Teresa Nori - Federcontribuenti ritiene necessario, così come rimarcato anche dal sindaco di Caldarola Fabbroni, riportare il confronto su un terreno di equilibrio e responsabilità. La transizione energetica è un obiettivo condivisibile e necessario ma – osserva Nori - non può trasformarsi in una scorciatoia che sacrifica territori fragili e paesaggi unici". Secondo Federcontribuenti, il nodo non riguarda la contrapposizione ideologica tra rinnovabili e tutela del paesaggio, "ma il modello di sviluppo che si intende perseguire. Perché - tiene a precisare la segretaria regionale dell'associazione dei consumatori - quando si parla di impianti alti quasi duecento metri in aree di grande valore paesaggistico e naturalistico, è legittimo che cittadini e amministrazioni chiedano trasparenza, studi indipendenti e una pianificazione seria.
La transizione energetica deve essere sostenibile anche dal punto di vista sociale e territoriale, non solo ambientale". Federcontribuenti sottolinea inoltre come il tema delle rinnovabili richieda una strategia nazionale chiara, capace di evitare conflitti tra territori e progetti percepiti come invasivi. "Senza una pianificazione seria – conclude Federcontribuenti Marche – il rischio è quello di creare nuovi squilibri e nuove tensioni tra comunità locali e grandi operatori energetici. L’energia pulita è una necessità, ma non può diventare il pretesto per modelli di sviluppo che finiscono per compromettere proprio quei territori che dovrebbero invece essere tutelati e valorizzati".
PORTO RECANATI – "La difesa della costa non si fa smantellando il bilancio comunale". L’Amministrazione Michelini alza il muro contro la proposta di un comitato cittadino che chiedeva di utilizzare gli introiti Imu per finanziare le scogliere. La risposta di Palazzo Volpini è un mix di pragmatismo e rigore contabile: spostare quei fondi significherebbe, di fatto, tagliare i servizi essenziali.
"La difesa della nostra costa è una priorità assoluta per questa Amministrazione, perché significa tutelare il lavoro, l’economia e l’identità stessa della nostra città», mette subito in chiaro il sindaco Andrea Michelini. Tuttavia, il primo cittadino avverte che non si può cedere a ricette facili: «Stiamo agendo con serietà e concretezza, senza cedere a soluzioni semplicistiche che rischierebbero di creare più problemi di quanti ne risolvano". Il concetto è semplice: l'Imu non è un tesoretto inutilizzato, ma la linfa che tiene in vita scuole, sicurezza e sociale.
A scendere nei dettagli tecnici è l’assessore ai Lavori pubblici, Lorenzo Ricetti, che non usa mezzi termini per descrivere lo scenario di un eventuale dirottamento delle risorse: "Le entrate Imu sostengono ogni giorno servizi fondamentali per la comunità. Pensare di destinarle integralmente a interventi straordinari significherebbe compromettere l’equilibrio del bilancio e ridurre servizi essenziali per i cittadini". Insomma, il rischio è quello di un corto circuito finanziario che porterebbe a blocchi della spesa e, paradossalmente, a nuove tasse.
C'è poi una questione di "metratura". Il Comune fa i conti in tasca alla proposta: anche sacrificando 5 milioni di euro, si riuscirebbero a proteggere appena 500 metri di litorale. Una goccia nel mare. "Gli interventi di difesa della costa richiedono programmazione, risorse dedicate e competenze specifiche. Non si tratta di opere improvvisabili", incalza ancora Ricetti, ricordando che la strada maestra resta quella dei fondi sovra-comunali.
I fatti, secondo la Giunta, danno ragione alla linea della fermezza. "A Scossicci sono già attivi interventi per oltre 10 milioni di euro, tra scogliere e rafforzamento dei pennelli esistenti», rivendica con orgoglio la maggioranza. La chiusura di Michelini è un guanto di sfida alla piazza: «La tutela della nostra costa richiede visione, responsabilità e investimenti adeguati, non soluzioni estemporanee. Continueremo a lavorare senza scorciatoie e senza mettere a rischio i servizi dei cittadini". Per il Comune, il resto è solo rumore di fondo.
Alessandro Gentilucci traccia la rotta del suo mandato alla guida della Provincia di Macerata. In un incontro pubblico a Pieve Torina, il neopresidente ha formalizzato il passaggio di consegne ideale con il territorio, sottolineando la natura inedita di un’elezione che, per la prima volta, porta un rappresentante delle aree interne al vertice dell’ente provinciale.
Lontano dai toni della campagna elettorale, Gentilucci ha impostato il suo intervento su un approccio pragmatico, richiamando l’eredità politica del padre Luigi. Il mandato sarà improntato alla presenza costante sul territorio e a un rapporto diretto con le amministrazioni locali. «La politica che intendo portare avanti — ha spiegato — è fatta di ascolto e risoluzione dei problemi. Porto in corso della Repubblica l’esperienza maturata come sindaco in contesti complessi».
Il neopresidente ha impostato il suo discorso sulla cultura del fare, citando l'esempio del padre Luigi come bussola del proprio percorso amministrativo. Per Gentilucci, la politica provinciale deve tornare a essere uno strumento operativo per affrontare le criticità quotidiane, un approccio maturato in oltre dieci anni di amministrazione locale, a partire da quel 2014 che segnò l'inizio della sua attività a Pieve Torina.
Sul tavolo della nuova giunta provinciale i dossier sono già aperti e le priorità appaiono definite. Al centro dell'agenda politica si stagliano la gestione del ciclo dei rifiuti, la manutenzione della viabilità e il potenziamento dell'edilizia scolastica. Proprio quest'ultimo punto è stato l'oggetto della prima visita ufficiale di Gentilucci, convinto che il futuro del territorio passi necessariamente attraverso i servizi garantiti alle nuove generazioni.
Il riferimento agli anni difficili del post-sisma è servito a ribadire la tempra che il presidente intende portare negli uffici di Macerata. Ricordando il lavoro svolto nei container durante l'emergenza, Gentilucci ha sottolineato come "la dignità e la determinazione delle comunità montane debbano diventare i valori portanti per la gestione dell'intero ente provinciale. Un mandato che nasce sotto il segno della resilienza e che punta a rispondere alle istanze di un territorio che chiede, prima di tutto, risposte certe e tempi rapidi".
Alle prossime elezioni amministrative del Comune di Macerata, il rischio per molti cittadini è quello di trovarsi davanti a una scheda elettorale tutt’altro che intuitiva, quasi un rompicapo tra simboli, liste e candidati sindaci.
In campo ci sono infatti cinque aspiranti primi cittadini, sostenuti da una galassia ampia e articolata di forze politiche e civiche che potrebbero generare confusione e disorientamento nell’elettore.
L’uscente Sandro Parcaroli si ripresenta con una coalizione di centrodestra composta da un folto numero di liste. Accanto ai partiti tradizionali come Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e Noi Moderati, figurano anche liste civiche come Maceratesi per Parcaroli, ispirata al modello delle regionali con Marchigiani per Acquaroli, alla lista Civici Marche e ad una ulteriore lista Civici per Parcaroli legata al presidente dei commercianti del centro storico Giuseppe Romano.
Sul fronte opposto, il direttore di Val di Chienti Gianluca Tittarelli guida una coalizione di centrosinistra altrettanto ampia, anch’essa sostenuta da sette liste. Tra queste troviamo il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Avs, Macerata Riformista – che unisce Italia Viva e Partito Socialista – oltre a realtà civiche come Strada Comune, L’altra Macerata e Uniamo Macerata.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono candidati che si presentano al di fuori dei due principali schieramenti. Giordano Ripa, già uscito dalla coalizione nella passata legislatura, corre con la lista Futuro per Macerata, mentre Orioli, in passato candidato in una lista a sostegno di Parcaroli, si propone ora con il Terzo Polo, sostenuto da una costellazione di sigle tra cui Azione, Base Popolare, Partito Liberal Democratico, Repubblicani Europei, Radicali Italiani, il nuovo Cdu, Cristiani Democratici Uniti, Ora e Movimento Socialista Liberale, tutte racchiuse in un’unica lista.
Infine, Sigona si presenta con Officina delle Idee, la lista creata dall’ex rettore di Camerino Flavio Corradini, affiancata da una seconda lista, Urbana Futura, promossa da Marcello Marcelli.
Il risultato è una scheda elettorale che potrebbe apparire affollata, variopinta e complessa, con una presenza significativa di liste civiche o “semiciviche” accanto ai partiti tradizionali. Un mix che, se da un lato amplia la rappresentanza, dall’altro rischia di rendere più difficile per l’elettore orientarsi al momento del voto.
Emblematici saranno anche i simboli, spesso colorati e numerosi, che riempiranno la scheda, contribuendo a un effetto visivo potenzialmente dispersivo. Va comunque ricordato che il quadro è ancora in evoluzione: le liste devono essere ufficialmente chiuse e presentate agli uffici comunali, passaggio che chiarirà in modo definitivo la composizione degli schieramenti e l’aspetto finale della scheda elettorale.
Il comune di Caldarola e la coalizione ambientale Tess intervengono dopo la presa di posizione di Legambiente successiva alla bocciatura del progetto eolico Wind Energy Gagliole, esprimendo stupore per l’atteggiamento dell’associazione ambientalista sul tema dei grandi impianti in montagna.
Il territorio di Caldarola è infatti interessato da un progetto eolico che prevede l’installazione di sette pale da 5 MW (inizialmente dodici), un intervento che l’amministrazione comunale ha sempre guardato con forte contrarietà per l’impatto potenziale sul paesaggio e sull’equilibrio ambientale dell’Appennino.
A ribadirlo è il sindaco Giuseppe Fabbroni: "Sono rimasto molto colpito in negativo dalla posizione di Legambiente - ammette -: non si capisce il motivo per cui un'associazione ambientalista possa sostenere un modello di sviluppo che rischia di distruggere l’Appennino".
Secondo Fabbroni, il punto non è essere contrari alle energie rinnovabili, ma chiedere una pianificazione seria e sostenibile: "Il rapporto costi-benefici dei grandi impianti in montagna è nettamente negativo. Noi non siamo contro le rinnovabili, ma contro questo modo di realizzarle".
In merito alla bocciatura del progetto eolico di Gagliole, Fabbroni evidenzia "l’importanza di far valere le norme sulla tutela del paesaggio a livello costituzionale. Il nostro plauso va alla Regione Marche per aver bloccato il mega impianto eolico di Gagliole e San Severino. Ora auspichiamo un forte intervento della stessa Regione nei confronti del Governo per fermare anche gli altri mega progetti, tra cui quello che interessa il territorio di Caldarola".
Anche la coalizione ambientale Tess sottolinea la necessità di un approccio più equilibrato alla transizione energetica, che tenga conto non solo degli obiettivi climatici, ma anche della tutela del paesaggio e della biodiversità.
Tess richiama l’attenzione su una transizione che rischia di essere guidata prevalentemente dalle logiche di mercato, senza un adeguato piano nazionale e regionale capace di indicare aree idonee e limiti chiari. Nel mirino, inoltre, il rischio che l’installazione di impianti industriali in zone interne e montane possa generare conseguenze permanenti sul territorio, senza portare benefici concreti alle comunità locali, soprattutto in termini di sviluppo e ricadute economiche dirette.
Comune e Tess ribadiscono infine la necessità di "investire su soluzioni alternative e meno impattanti, come il fotovoltaico in aree già urbanizzate o produttive, l’efficientamento energetico e l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, per raggiungere gli obiettivi ambientali senza compromettere l’identità dei territori appenninici".
L’Amministrazione di Civitanova Marche interviene per chiarire le dinamiche legate alla gestione dei rifiuti e agli eventuali rincari della Tari. L’assessore al Bilancio, Claudio Morresi, ha convocato la Commissione Bilancio con la partecipazione dei vertici di Ata e Cosmari, per fornire informazioni dettagliate e rassicurare i cittadini.
“Abbiamo scelto la via della responsabilità e della trasparenza per difendere i cittadini dall’impatto dei crescenti oneri straordinari nella gestione dei rifiuti – ha dichiarato Morresi –. Non ci sarà nessun immediato shock tariffario: i 3,4 milioni di euro (quota Civitanova) saranno assorbiti gradualmente nei prossimi anni”.
L’incremento massimo della tariffa, stabilito dall’Autorità di Regolazione Arera, sarà del 8,9% per il 2026, ma l’Amministrazione interverrà per ridurre alcuni costi non monetari, assorbendo la differenza con il bilancio comunale e tutelando così i bilanci domestici.
Gli aumenti della Tari riflettono i costi crescenti di gestione dei rifiuti, legati a smaltimento fuori provincia, aumento del costo dell’energia e delle materie prime, e necessità di ammodernare alcuni impianti. Morresi ha inoltre annunciato un’azione concreta a favore delle famiglie più fragili: lo slittamento dell’invio delle bollette TARI da marzo ad aprile, così da garantire l’applicazione automatica e immediata del Bonus Sociale ai nuclei a basso reddito, basato sull’ISee dichiarato.
Il neo presidente della Commissione Bilancio, Giorgio Pollastrelli, ha sottolineato l’importanza della convocazione: “Un segnale di grande attenzione alla problematica rifiuti e Tari e di rispetto da parte di Ata e Cosmari. Stiamo cercando di mantenere le tariffe a livelli non gravosi, pur di fronte a problemi per lo più esogeni”.
Pollastrelli ha inoltre precisato che, nonostante alcune voci politiche sollevino questioni sull’uso dei termovalorizzatori, la Tari nelle Marche resta sotto la media nazionale, con alti livelli di raccolta differenziata. L’ampliamento della discarica di Cingoli, ha concluso, permetterà ulteriori riduzioni delle tariffe in futuro.
Anche la consigliera comunale Paola Fontana, membro della Commissione, ha lodato l’iniziativa dell’assessore Morresi: “Si tratta di un atto di trasparenza e responsabilità verso i cittadini, affrontando le difficoltà a viso aperto e garantendo la massima chiarezza su un tema così delicato”.
A Montefano si accende il dibattito sulla viabilità all’incrocio tra via Don Minzoni e la S.R. 361 (via IV Novembre), uno dei punti più trafficati del territorio comunale. L’Amministrazione, con la delibera di Giunta n. 99 del 5 dicembre 2025, ha previsto la modifica della circolazione con l’attivazione di un nuovo impianto semaforico.
A seguito di questo provvedimento, il responsabile della nuova Area di Vigilanza, istituita da gennaio 2026, ha avviato la gara per il noleggio di un sistema di rilevamento del passaggio con il rosso, che sarà installato in corrispondenza del semaforo.
L’operazione avrà un costo complessivo di circa 80mila euro per tre anni, una cifra che ha sollevato osservazioni e critiche da parte del gruppo consiliare Montefano Domani. Secondo l’opposizione, "il rischio è che la spesa si traduca in un aggravio per i cittadini, anche in relazione alle eventuali sanzioni".
Il gruppo sottolinea come la sicurezza stradale "rappresenti una priorità condivisa, ma evidenzia la necessità di interventi strutturali più ampi, in particolare per la tutela dei pedoni. Tra le proposte avanzate, il prolungamento del marciapiede dalla zona della caserma dei Carabinieri fino al vicino supermercato, per un tratto di circa 100 metri, considerato strategico per migliorare la sicurezza dell’area".
Altro punto sollevato riguarda la mancata partecipazione efficace ai bandi regionali dedicati alla sicurezza stradale. In particolare, viene citato il bando per la realizzazione di interventi infrastrutturali finalizzati al miglioramento della viabilità, che prevede contributi fino a 300mila euro annui a fondo perduto. Secondo l’opposizione, tali risorse avrebbero potuto essere utilizzate proprio per la riqualificazione dell’incrocio.
Nel mirino anche le scelte progettuali degli ultimi anni: "Il Comune ha infatti partecipato ai bandi con interventi relativi a via Fratte, senza però ottenere finanziamenti nelle annualità 2023, 2024 e 2025".
Il gruppo consiliare ritiene che "una diversa pianificazione avrebbe potuto portare a una soluzione più completa e duratura per l’intersezione, ferma da tempo in una situazione ritenuta critica".
Nel frattempo, l’Amministrazione prosegue nell’iter per l’attivazione del nuovo sistema, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza stradale in uno dei punti più sensibili della viabilità cittadina.
È stata inaugurata nel tardo pomeriggio di oggi, nel cuore del centro storico, la nuova sede elettorale del sindaco uscente Sandro Parcaroli, situata in corso Matteotti 23. Un appuntamento che ha segnato ufficialmente l’avvio della nuova fase della campagna elettorale e che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti della maggioranza, delle liste civiche e del centrodestra cittadino.
La sede, come sottolineato nel comunicato stampa diffuso alla vigilia, nasce non solo come quartier generale operativo ma come spazio di incontro e confronto con la cittadinanza, un vero e proprio laboratorio di idee aperto ai maceratesi. Al centro della visione politica della coalizione il claim “Macerata continua a crescere”, uno slogan che richiama il percorso amministrativo degli ultimi cinque anni e la volontà di proseguire nel solco tracciato.
Durante l’inaugurazione, il sindaco ha ribadito il valore simbolico del luogo, lo stesso da cui era partita la precedente campagna elettorale, sottolineando il senso di continuità e fiducia nel percorso intrapreso. Nel suo intervento ha evidenziato i risultati raggiunti, con particolare riferimento agli investimenti legati al PNRR e ai segnali di crescita della città.
“Questa è la nuova sede elettorale della mia coalizione e guarda caso è la stessa sede elettorale di cinque anni e mezzi fa. Abbiamo realizzato tantissimi punti del nostro programma, altri sono in corso e molti ancora li porteremo avanti insieme a nuovi progetti. Saranno altri cinque anni favolosi. Macerata continua a crescere: è uno slogan che oggi trova conferma nei dati. Io ho bisogno di voi, perché insieme possiamo rendere questa città ancora più bella”, ha dichiarato Parcaroli rivolgendosi ai presenti.
Il primo cittadino ha poi sottolineato l’importanza dell’unità del centrodestra, definendola un elemento fondamentale per affrontare le sfide future e proseguire nel lavoro avviato. Ha inoltre rimarcato il valore umano e politico dell’esperienza amministrativa, definendo il ruolo di sindaco come uno dei più impegnativi ma anche tra i più gratificanti.
L’evento si è così trasformato in un momento di rilancio politico, con l’obiettivo dichiarato di costruire una nuova fase di sviluppo per Macerata, e lanciando la sfida elettorale agli altri candidati sindaci.
"Una lista civica autonoma, indipendente dai partiti e fondata sulla partecipazione dei cittadini”. Questo è il cuore del progetto ‘Urbana Futura’, presentato da Marcello Marcelli, promotore della lista vicina al candidato sindaco di Macerata, Marco Sigona, ma la cui adesione al progetto non è ancora stata formalmente ufficializzata.
“Urbana Futura nasce dall’esigenza di unire persone libere, competenti e motivate, che abbiano a cuore la città e tutti i maceratesi – ha dichiarato Marcelli –. Vogliamo offrire uno strumento di rappresentanza fondato esclusivamente sulla partecipazione civica e sull’interesse collettivo, senza vincoli o diktat politici”.
La lista si propone infatti come realtà completamente svincolata da partiti e schieramenti ideologici, pur rimanendo aperta al contributo di cittadini provenienti da ogni esperienza politica. “Un progetto libero – ha aggiunto – costruito sulle idee, sul merito e sulla partecipazione attiva”.
Nel suo intervento, Marcelli ha voluto sottolineare anche il valore identitario della città, rilanciando il tema del ruolo di Macerata come capoluogo di provincia. “Non siamo una città qualunque – ha affermato –. Macerata è il cuore di un territorio, un punto di riferimento istituzionale, culturale ed economico con oltre 800 anni di storia”.
Dal patrimonio storico, come lo Sferisterio di Macerata, fino alla tradizione accademica dell’Università degli Studi di Macerata, la città viene descritta come un centro di eccellenza che ha saputo distinguersi nel tempo.
“Essere capoluogo – ha proseguito Marcelli – significa assumersi una responsabilità verso il presente e il futuro: garantire servizi, attrarre investimenti, offrire opportunità e mantenere viva l’identità del territorio”.
Non manca però l’analisi delle criticità attuali: spopolamento, invecchiamento demografico, fuga dei giovani e difficoltà del centro storico. “Sono segnali che non possiamo ignorare – ha sottolineato – e che richiedono risposte concrete”.
Da qui l’obiettivo della lista: “Restituire a Macerata il ruolo che la storia le ha assegnato, trasformando l’orgoglio del passato in slancio per il futuro. Vogliamo una città viva, attrattiva, capace di offrire qualità della vita e opportunità a tutte le generazioni”.
Infine, l’appello alla partecipazione: “La lista è appena nata ed è ancora in costruzione. Invitiamo tutti i cittadini a contribuire, candidandosi o sostenendoci. L’unica condizione è non avere tessere di partito. Vogliamo essere davvero una lista civica, libera e indipendente”.
Un progetto che si inserisce nel percorso elettorale, con l’ambizione dichiarata di riportare Macerata a essere “una città-faro per le Marche centrali”.
Il Comune di Mcerata ha disposto un contributo straordinario di 25mila euro a favore del Cozoma, attuale gestore del mattatoio di Villa Potenza, con l’obiettivo di sostenere l’attività di macellazione e scongiurare l’interruzione del servizio.
La decisione arriva al termine di un confronto approfondito con il Consorzio, durante il quale sono stati analizzati nel dettaglio i costi necessari per mantenere operativa la struttura. Il sostegno economico rappresenta una misura ponte, in attesa di chiarire il futuro del centro e definire soluzioni strutturali di lungo periodo.
Determinante anche la collaborazione con la Regione Marche, che ha lavorato in sinergia con il Comune per garantire la continuità del servizio, evitando ricadute negative sull’intera filiera zootecnica locale.
L’intervento consente infatti di mantenere attivo il mattatoio e di assicurare il rispetto degli standard igienico-sanitari, tutelando al tempo stesso allevatori e operatori del settore.
Il sostegno si inserisce in un progetto più ampio di rilancio della struttura, che punta alla riqualificazione e all’efficientamento dell’impianto. L’obiettivo condiviso è quello di arrivare a una gestione moderna, sostenibile ed efficiente, capace di rispondere alle esigenze del territorio.
“Ringraziamo la Regione Marche per la collaborazione e l’attenzione dimostrata – sottolinea il Comune –. Il lavoro congiunto ha permesso di salvaguardare una struttura fondamentale per i piccoli allevatori e per l’intera filiera”.
Dall’assessorato regionale all’Agricoltura viene ribadita l’importanza strategica del settore zootecnico, soprattutto nelle aree interne, dove rappresenta un presidio essenziale. La presenza di infrastrutture come i mattatoi, sottolinea la Regione, è decisiva non solo per sostenere l’economia locale, ma anche per garantire il benessere animale e la qualità delle produzioni, in linea con le direttive europee.
Il percorso avviato mira dunque a consolidare e rafforzare un servizio pubblico di rilevanza economica e sociale, ritenuto fondamentale per il futuro del comparto zootecnico marchigiano.
"Strada chiusa senza autorizzazione". L’Amministrazione comunale di Tolentino interviene per chiarire quanto accaduto nella giornata di ieri in viale Vittorio Veneto, dopo le polemiche sollevate da esponenti della minoranza (leggi qui).
Secondo quanto spiegato dal Comune, "la chiusura della strada sarebbe stata effettuata autonomamente da una ditta incaricata di eseguire lavori per lo spostamento di una gru, senza il necessario preavviso agli uffici competenti e in assenza di una regolare ordinanza".
"Una volta venuta a conoscenza della situazione, la Polizia Locale è intervenuta tempestivamente, procedendo a sanzionare i responsabili e disponendo l’immediata riapertura della viabilità, spiega il Comune. La circolazione è stata così ripristinata in tempi rapidi, limitando i disagi per cittadini e attività della zona".
L’Amministrazione ha inoltre risposto alle critiche mosse dalle consigliere comunali di Fratelli d’Italia, parlando di una ricostruzione “parziale” dei fatti e accusando l’opposizione di "strumentalizzare l’episodio a fini politici".
Dal Comune arriva anche una rassicurazione sull’operato degli amministratori, che – viene sottolineato – "si sono attivati subito, in collaborazione con la Polizia Locale, per risolvere la situazione irregolare".
“Comprendiamo le difficoltà quotidiane del territorio e del quartiere – evidenzia l’Amministrazione – ma alimentare polemiche su episodi non prevedibili, causati da violazioni e mancanza di comunicazione, non è utile né ai cittadini né agli operatori economici”.
Infine, un ringraziamento è stato rivolto alla Polizia Locale "per l’attività di controllo svolta nei cantieri e per l’intervento che ha consentito di riportare rapidamente alla normalità la situazione in viale Vittorio Veneto".
"L'ennesima mareggiata, la terza in meno di due mesi, conferma in modo inequivocabile una realtà che denunciamo da tempo: il tratto sud del litorale di Scossicci, nel comune di Porto Recanati, è oggi esposto a un rischio grave, crescente e senza adeguate difese".
Così il Comitato Viva Scossicci che rappresenta "oltre 200 tra residenti, proprietari e operatori economici" e chiede "a tutti i soggetti coinvolti, Ministero delle Infrastrutture, Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Porto Recanati di prendere provvedimenti non più rinviabili".
"I fatti sono evidenti: le scogliere esistenti nel tratto sud sono deteriorate e ormai inefficaci. - sottolinea il Comitato - A ogni mareggiata, il mare arriva a lambire la strada provinciale, mettendo anche a rischio la sicurezza pubblica. Non si tratta di episodi isolati, ma di una condizione strutturale di emergenza. La spiaggia libera è praticamente scomparsa, cancellata dall'erosione costiera, con un impatto diretto e pesantissimo sulla fruibilità del territorio e sull'economia turistica. È grave e incomprensibile che, mentre sono in corso lavori sulle scogliere nelle aree limitrofe, il tratto sud di Scossicci continui a essere escluso da qualsiasi intervento, nonostante la sua evidente vulnerabilità e centralità".
"Non è più tollerabile assistere a questa distruzione nell'inerzia generale - prosegue la nota -. Il rischio concreto è quello di compromettere infrastrutture e attività economiche, con danni che potrebbero diventare irreversibili. Per questo chiediamo a tutte le amministrazioni competenti di assumersi immediatamente le proprie responsabilità e di attivare, senza ulteriori ritardi, un intervento urgente per la messa in sicurezza del tratto sud del litorale".
"Ogni ulteriore rinvio equivale a un'aggravante della situazione. - ribadisce il Comitato Viva Scossicci - È indispensabile che gli interventi vengano programmati e realizzati entro i prossimi mesi, prima dell'avvio della stagione balneare 2026". Il Comitato Viva Scossicci "non accetterà ulteriori ritardi né risposte generiche: la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio devono diventare una priorità immediata e non più rinviabile. Ognuno prenda le proprie responsabilità".
(Foto di Stefano Alpini)
Nel vivo del confronto politico che precede il voto amministrativo per il capoluogo, riceviamo e pubblichiamo l'analisi di Augusto Pellegrini. Consigliere comunale di maggioranza a Treia, con una solida formazione internazionale (Bocconi e Berkeley) e un profilo manageriale nel settore del lusso marchigiano, Pellegrini lancia una sfida ambiziosa ai futuri candidati e alla classe dirigente: superare i confini amministrativi attuali per dare vita a una realtà capace di attrarre investimenti e fermare l'esodo giovanile. Una visione che mette al centro la fusione tra Comuni come motore di sviluppo per il territorio.
La natura ‘Policentrica’ della struttura urbana dei nostri territori ci assicura una buona qualità della vita, ma non è in grado di assicurarci la massa critica tipica di una città di medio-grandi dimensioni necessaria per attrarre risorse sufficienti ad assicurare un futuro prospero per i nostri figli.
Serve una Città Policentrica, un’unica entità amministrativa che, facendo perno su Macerata ed i comuni limitrofi, sia in grado di pianificare il futuro e di invertire il declino demografico: solo così potremo evitare che i nostri giovani vadano a cercare opportunità altrove e potremo far sì che giovani promettenti da fuori si uniscano alle nostre comunità.
Serve una "Macerata Granne", che ritrovi le energie intellettuali necessarie a guidare il processo, una Macerata non rinchiusa in sé stessa ma che guarda all’esterno per coinvolgere, ascoltare, coordinare e pianificare insieme.
Serve una Città policentrica di almeno 100.000 abitanti, che ci permetta di parlare con un’unica voce direttamente a Stato ed Europa, al fine di acquisire i fondi strutturali necessari riservati alle grandi città per migliorare la mobilità sostenibile tra i nostri centri abitati, digitalizzare i servizi, investire su Università e Poli di ricerca e in generale sullo sviluppo della nostra cultura e della nostra economia.
Dal punto di vista prettamente amministrativo, lo strumento messo a disposizione dallo Stato è la Fusione tra comuni: un comune fuso di 100.000 abitanti con perno su Macerata, avrebbe a disposizione circa 10M l'anno di contributi aggiuntivi dallo Stato per 17 anni, per un totale di 170 milioni di euro!
Con altri potenziali 170M di risparmi a parità di servizi, stimabili dal mettere insieme competenze e funzioni comunali ora disperse sul territorio in maniera non efficiente (basato sullo studio di R.Pacella - Ministero dell’interno – 2021).
La Legge prevede anche uno strumento per superare le eventuali pulsioni campanilistiche contro l’opportunità della fusione: i Municipi. All’interno del super-Comune fuso, i vecchi Comuni diventerebbero Municipi assicurando la necessaria rappresentatività e vicinanza territoriale che tanto sta a cuore alle nostre comunità.
In altre parole, il campanilismo è un importante fattore che caratterizza i nostri territori ma, nel caso di un comune fuso, potrebbe essere ‘istituzionalizzato’, e le sue energie convogliate in senso positivo per il bene della comunità allargata.
Certo, mettere d’accordo così tanti poteri locali e diversità di opinioni è un’impresa che fa tremare i polsi a qualsiasi politico, ma i benefici per le nostre comunità sono immensi.
Da qui il mio appello appassionato alla politica lungimirante, a coloro che pensano prima a cosa è giusto e poi a come vincere le prossime elezioni, ai veri leaders che hanno visione e coraggio: credo che ce ne siano molti a Macerata, speriamo che qualcuno sia intrigato dall’idea di una Macerata Granne!
“La coincidenza col primo aprile può far pensare a uno scherzo, ma i temi sono molto seri”. Con questa battuta Marco Sigona ha aperto la conferenza stampa di presentazione ufficiale della lista civica Officina delle Idee per Macerata, che sosterrà la sua candidatura a sindaco alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. L’incontro si è svolto al locale DiGusto e ha visto la partecipazione, oltre allo stesso Sigona, dei principali promotori del progetto: Paolo Micozzi, ex segretario cittadino del Pd, Giorgio Liliani, già presidente della CNA Macerata, e Flavio Corradini, informatico, docente universitario ed ex rettore dell’Università di Camerino, oggi coordinatore del movimento e al fianco di Sigona non come candidato ma come referente per il programma.
Sigona ha rivendicato fin da subito il senso della sua candidatura, legandolo a un forte spirito civico e personale: “Macerata è la città in cui sono cresciuto e che mi ha dato tanto: sento il dovere di restituire”. Una scelta, ha spiegato, guidata dallo spirito di servizio: “Candidarsi per me significa diventare responsabile di un cambiamento volto al bene collettivo”. E, con una battuta legata alla sua professione di dermatologo, ha aggiunto: “Sento la necessità di contribuire a far cambiare pelle a questa città”.
Nel suo intervento ha sottolineato il profilo civico del progetto: “Provengo dalla società civile, non ho mai avuto tessere di partito. Ho condiviso fin dall’inizio il percorso di Officina delle Idee, che ha voluto invertire il paradigma tradizionale: il metodo è l’ascolto che si trasforma in progetto”. Un percorso costruito attraverso mesi di incontri e confronti con le realtà cittadine: “Abbiamo percepito una grande voglia di partecipare e costruire”.
Al centro del progetto, ha ribadito, c’è il principio “prima il programma, poi il candidato”. Tra i temi principali: la valorizzazione della vocazione culturale e cattolica della città, lo sviluppo economico, l’attenzione ai giovani “non solo come futuro ma come presente”, il ruolo dello sport come valore sociale, oltre a residenzialità, turismo, infrastrutture e mobilità.
Non è mancato un richiamo alla sua esperienza professionale e umana: “La vocazione medica mi accompagna in tutto quello che faccio”. Sigona ha ricordato il suo legame con lo Sferisterio, vissuto anche come medico di sala, e il suo impegno come direttore sanitario e socio onorario della Croce Verde: “Ho toccato con mano i bisogni reali delle persone”.
La lista, ha spiegato, nasce come espressione della società civile: “Aggrega persone di diverse professionalità, tutte di alto valore, capaci di dare risposte concrete ai temi del programma”. L’obiettivo è chiaro: “Vogliamo distinguerci per la capacità di affrontare e risolvere le problematiche quotidianamente”.
A rafforzare il progetto sono intervenuti anche i promotori. Paolo Micozzi ha parlato di “freschezza e capacità di ascolto”, sottolineando come la scelta di un percorso autonomo non fosse la più semplice: “Forse sarebbe stato più facile restare in un ambito più ampio, ma avrebbe messo in dubbio la volontà di costruire qualcosa di diverso”. E ha aggiunto: “Abbiamo la sensazione che la contrapposizione politica abbia stancato la città. Noi portiamo idee che camminano sulle gambe dei nostri candidati”. Poi una metafora calcistica: “È vero che gli scudetti li hanno vinti Inter, Juve e Milan, ma li hanno vinti anche Cagliari, Verona e Fiorentina. Ci mettiamo in gioco senza timore”.
Giorgio Liliani, alla luce della sua passata esperienza come presidente del CNA Macerata, ha posto l’attenzione sul tessuto economico: “La micro e piccola impresa è il motore del nostro territorio. Dobbiamo darci un’identità che valorizzi la bravura dei nostri artigiani e imprenditori”. E ha ribadito: “Non siamo legati a logiche di partito, siamo qualcosa di nuovo. Non siamo interessati alla poltrona ma a far funzionare meglio una Macerata che oggi appare svilita, in decadimento”.
Flavio Corradini ha invece evidenziato il lavoro sul programma: “Abbiamo costruito gruppi di lavoro, condiviso idee, valorizzando le professionalità della città. Ne è emersa un’esperienza importante, fatta di entusiasmo e innovazione”. Ha poi sottolineato la scelta unanime del candidato: “Siamo convinti che Sigona saprà interpretare questo progetto grazie alla sua professionalità e alla sua passione per la città. Ha le competenze per garantire una gestione amministrativa senza improvvisazioni”.
Ha inoltre sottolineato che, sebbene l’attuale amministrazione abbia fatto molto, lo ha fatto “con fondi accessibili”. L’obiettivo della lista sarà invece “trovare nuove risorse anche attraverso il rapporto con gli atenei della città: l’Università di Macerata e l’Accademia di Belle Arti, che possono diventare partner strategici per progetti culturali, educativi e di sviluppo territoriale”.
Nel corso della conferenza sono stati presentati anche alcuni componenti della lista. Oltre a Paolo Micozzi e Giorgio Liliani saranno al fianco di Sigona anche Fabio Tartuferi, Alberto Scuffia, Cristiana Principi, Giuseppe Vitali, Brunella Carloni, Alessandro Tedeschi, Anna Maria Marcucci, Romina Amici, Pierpaolo Persichini e Simonetta Porzi.
Infine, annunciata anche l’apertura della sede elettorale, che sorgerà in centro, di fronte all’ex Upim, nei locali attualmente sfitti accanto alla libreria Giunti. Un progetto civico che ora entra nel vivo della campagna elettorale con l’obiettivo dichiarato di riportare Macerata al centro, puntando su partecipazione, competenze e una nuova idea di città.
Negli ultimi Consigli comunali di Tolentino è stata affrontata più volte la questione delle difficoltà che commercianti e residenti stanno vivendo nel periodo della ricostruzione: parcheggi ridotti, vivibilità compromessa e attività in affanno. Tuttavia, secondo le consigliere comunali di Fratelli d'Italia, Monia Prioretti e Silvia Tatò, "la realtà sul territorio sembra spesso discostarsi dalle dichiarazioni istituzionali".
"Nei giorni scorsi, il tratto di viale Vittorio Veneto antistante le attività commerciali è stato chiuso da un addetto di un’impresa edile, senza alcuna ordinanza ufficiale o comunicazione preventiva, affermano le consigliere. Il traffico è stato deviato su una traversa, riducendo il passaggio davanti ai negozi e provocando cali negli incassi, soprattutto durante la settimana santa, uno dei periodi più rilevanti per il commercio locale. La situazione si sarebbe ripetuta anche il giorno successivo, con la strada riaperta solo a metà giornata e sempre senza comunicazioni ufficiali".
“Episodi come questo non sono isolati — spiegano Prioretti e Tatò — e segnalano una mancanza strutturale di attenzione verso chi lavora e produce nella nostra città. Un’ordinanza non è una semplice formalità: è uno strumento essenziale per consentire programmazione, organizzazione e tutela economica”.
Le consigliere criticano inoltre la gestione dell’amministrazione comunale, sottolineando che "mentre i commercianti cercavano risposte immediate, il sindaco era impegnato in attività comunicative di scarso rilievo rispetto ai problemi quotidiani della città".
Secondo Prioretti e Tatò, "discutere di commercio in Consiglio comunale non basta se non si costruisce una rete di attenzione quotidiana, basata su regole rispettate, comunicazione puntuale e presenza costante sul territorio. “Il problema è strutturale — concludono — e la tutela del commercio resta lontana dall’essere una priorità concreta”.
Il gruppo di minoranza “Insieme si può” interviene sulla vicenda della Casa di Riposo di Mogliano, esprimendo forte contrarietà alla scelta dell’amministrazione comunale di interrompere il percorso di delocalizzazione della struttura.
Secondo i consiglieri di minoranza, "il progetto originario — avviato durante l’amministrazione guidata da Cecilia Cesetti e già impostato sotto la precedente giunta Zura — era il risultato di un iter condiviso con tutti gli enti competenti, tra cui Regione Marche, Provincia di Macerata e la struttura commissariale, oltre a essere sostenuto da un’ordinanza speciale della Presidenza del Consiglio dei Ministri".
"Il piano prevedeva la realizzazione di una nuova struttura, con un finanziamento complessivo di 6,5 milioni di euro, già affidato alla ditta Crucianelli S.p.A., senza costi per i cittadini".
"Al centro della contestazione c’è la decisione dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Luchetti di revocare l’appalto e optare per la ristrutturazione dell’edificio esistente, un ex convento vincolato e già danneggiato dal sisma".
"Secondo “Insieme si può”, si tratta di una scelta “miope e pericolosa”, in quanto la struttura attuale — per caratteristiche storiche e vincoli architettonici — non potrebbe garantire pienamente gli standard moderni di sicurezza sismica e sanitaria richiesti per una residenza destinata ad anziani".
L’opposizione evidenzia inoltre come, "a fronte di uno stanziamento iniziale di 6,5 milioni per la nuova costruzione, la ristrutturazione della sede esistente comporterebbe comunque un investimento stimato in circa 6,1 milioni di euro, con un risparmio limitato ma, a loro avviso, con risultati inferiori in termini di sicurezza ed efficienza".
Tra i punti sollevati anche la coerenza delle scelte amministrative: la minoranza ricorda come in passato "fosse stata sostenuta la necessità di realizzare edifici sicuri, moderni e sostenibili nel processo di ricostruzione post-sisma".
"Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di riconsiderare la decisione e di valutare attentamente non solo i costi economici, ma anche le implicazioni sociali e sanitarie dell’intervento".
“La ricostruzione — sottolineano — non è solo un fatto edilizio, ma una visione per il futuro, soprattutto quando riguarda servizi essenziali per le fasce più fragili della popolazione”.