La Corte dei conti ha infatti dato il via libera al decreto di riparto triennale del Fondo ricostruzioni per il periodo 2027-2029, destinato ai territori colpiti dal sisma del 2016.
A commentare il provvedimento è il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che sottolinea come si tratti "di un risultato straordinario e di un segnale concreto dell’attenzione del Governo guidato da Giorgia Meloni, con un riferimento particolare al ministro Nello Musumeci".
Secondo Castelli, lo stanziamento "contribuirà a rafforzare il cambio di passo impresso negli ultimi anni alla ricostruzione nell’Appennino centrale, sostenendo la ripresa dei territori colpiti dal terremoto".
"Il provvedimento assume anche un valore simbolico, arrivando in prossimità del decennale del sisma del 2016, oltre che un peso concreto sul piano operativo. La programmazione pubblica attualmente comprende 3.542 interventi, per un valore complessivo superiore a 4,6 miliardi di euro".
"Sul territorio, intanto, i lavori procedono: sono quasi 1.200 i cantieri aperti, pari a circa il 34% del totale previsto per la ricostruzione pubblica. Un risultato, evidenzia il Commissario, reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, Regioni e Comuni".
"L’obiettivo resta quello di consolidare la ripresa e rilanciare le comunità dell’Appennino centrale, duramente colpite dal terremoto e ancora impegnate nel percorso di ricostruzione".
Il disallineamento tecnico che venerdì 10 aprile aveva determinato la sospensione temporanea dei pagamenti della ricostruzione privata "è stato risolto". Il prossimo 27 aprile verranno regolarmente erogate le spettanze alle imprese, lo annuncia il il commissario straordinario senatore Guido Castelli. La temporanea criticità era stata determinata da "un disguido non dipendente dalla Struttura commissariale".
“La ricostruzione privata nel centro Italia procede speditamente come dimostra il fatto che le liquidazioni in favore delle imprese sono passate da 996 milioni del 2022 a 1,89 miliardi del 2025. Ciò significa, dati alla mano, che con l’attuale Governo è stato erogato più del 68% di quanto complessivamente liquidato dal 24 agosto 2016 ad oggi", afferma Castelli.
Un ulteriore risultato riguarda aggiuntive risorse per la ricostruzione pubblica: è stato infatti appena bollinato dalla Corte dei conti il decreto di riparto del Fondo ricostruzioni a decorrere dal 2027 al 2029, che assegna al Centro Italia quasi 1,2 miliardi di euro.
"Esprimo un sentito ringraziamento al Governo, e segnatamente al Ministro Musumeci, che ancora una volta confermano il proprio impegno nel sostenere la ripresa e il rilancio del centro Italia devastato dal terremoto del 2016", sottlinea Castelli.
A Civitanova Marche si accende il dibattito politico interno al centrodestra, dopo il passaggio del sindaco Fabrizio Ciarapica da Forza Italia a Futuro Nazionale. A intervenire è Maika Gabellieri, coordinatrice provinciale di Noi Moderati ed ex assessore nella prima amministrazione guidata dallo stesso Ciarapica, che invita a una riflessione sul significato di coerenza e credibilità nell’azione amministrativa.
«Il centrodestra non è un contenitore personale: servono coerenza e rispetto», afferma Gabellieri, sottolineando come quanto sta accadendo in città non possa essere ridotto a dinamiche individuali o a semplici cambi di appartenenza politica.
L’ex assessore riconosce la legittimità di cambiare partito, ma evidenzia come «la credibilità di chi amministra si misuri sulla coerenza e sul rispetto del patto con elettori e alleati». Un principio che, secondo Gabellieri, non sarebbe stato applicato in modo uniforme.
Nel suo intervento richiama anche la propria esperienza personale: una scelta politica che, all’epoca, fu ritenuta incompatibile con il rapporto fiduciario e portò alla sua estromissione dalla giunta. «Una decisione che ho rispettato proprio perché fondata su un principio chiaro», precisa.
Oggi, invece, di fronte a cambiamenti ritenuti più significativi, Gabellieri sostiene che venga richiesto «sostegno e silenzio», sollevando una questione che va oltre gli schieramenti: «Non è un problema di appartenenza, ma di serietà politica».
Da qui la riflessione sul ruolo del centrodestra, che «non può diventare un contenitore da utilizzare a seconda delle convenienze del momento», ma deve restare una comunità fondata su valori, identità e rispetto reciproco.
Gabellieri ribadisce anche la posizione di Noi Moderati, che pur collocandosi nell’area di centrodestra non fa parte dell’attuale amministrazione: «Una scelta che oggi dimostra tutta la sua coerenza».
Infine, l’appello alla chiarezza: «Il tema non è dove ci si colloca oggi, ma come e perché lo si fa. Se le scelte sono guidate da una visione politica meritano rispetto, altrimenti aprono inevitabilmente una questione che non può essere ignorata».
«Civitanova Marche merita una guida credibile, coerente e riconoscibile – conclude –. La credibilità non si chiede, si dimostra».
L’inchiesta sugli affidamenti del Comune di Pesaro tra il 2019 e il 2024, che coinvolge anche l’ex sindaco di Pesaro e oggi europarlamentare del Partito Democratico Matteo Ricci, si arricchisce di nuovi sviluppi investigativi.
Secondo quanto riportato da alcune testate giornalistiche, il numero degli indagati nell’ambito del procedimento della Procura di Pesaro sale da 25 a 27, con l’iscrizione nel registro anche di un ex addetto all’ufficio stampa del Comune e dell’ex vicesegretaria generale dell’amministrazione comunale.
All’ex sindaco Ricci, già indagato per corruzione, viene ora contestata anche l’ipotesi di peculato per circa 10mila euro. L’accusa si riferirebbe alle spese sostenute nel 2024 per una serie di iniziative promozionali legate al tour “Pane e politica”, incontri organizzati nelle abitazioni di famiglie italiane in vista della corsa verso il Parlamento europeo. Secondo l’impianto accusatorio, parte dei costi sarebbe stata coperta con fondi pubblici del Comune, con il coinvolgimento di dirigenti dell’epoca.
L’inchiesta, denominata “Affidopoli”, riguarda presunte irregolarità nell’assegnazione di affidamenti diretti e incarichi ad alcune associazioni culturali no profit per un valore complessivo di circa 600mila euro, tra il 2019 e il 2024. Nel procedimento risultano coinvolti funzionari comunali, imprenditori e collaboratori dell’ex sindaco, tra cui anche Stefano Esposto e Massimiliano Santini.
Ricci era già stato ascoltato dai magistrati nell’estate 2025 e aveva respinto ogni addebito.
Sulla vicenda è intervenuto lo stesso europarlamentare con una nota in cui ribadisce la propria estraneità ai fatti contestati: "Mi dichiaro completamente estraneo ai fatti, esattamente come per i fatti contestati nel luglio scorso".
E ancora: "In 15 anni di amministrazione locale non mi sono mai occupato di appalti, affidamenti e fornitori, tanto meno di videomaker. Per legge infatti non è un compito del sindaco ma della struttura amministrativa".
Ricci ha inoltre spiegato la natura delle iniziative contestate: "Nel caso specifico indicato stiamo parlando di dirette Facebook, di cene in famiglia, delle quali si occupava Massimiliano Santini, incaricato in Comune come responsabile della gestione dei miei canali social".
L’ex sindaco ha sottolineato anche il rigore amministrativo del proprio operato: "Tutti coloro che hanno lavorato con me sanno quanto fossi intransigente e chiedessi il massimo rigore a tutta la struttura nella gestione di ogni singolo euro speso. Per quello che è di mia conoscenza, mai il Comune ha fatto spese improprie, e tutta la macchina comunale che ho conosciuto è composta da persone serie e rigorose".
Sul format delle iniziative pubbliche, Ricci ha aggiunto: "'Un sindaco in famiglia' è un format che ha avuto un grande successo a Pesaro, in quanto sono state occasioni per rinnovare la partecipazione reale e digitale... Il format si chiamava “Pane e politica, un sindaco a cena dalle famiglie italiane”".
E ancora: "In tutte le date delle cene in famiglia svolte, mi trovavo già in quelle città e regioni per iniziative istituzionali... Di conseguenza le cene non hanno mai avuto nessun costo aggiuntivo per l’amministrazione comunale. Ero ospite delle famiglie e il vino lo pagavo io".
Infine, sulla contestazione relativa al peculato, Ricci precisa:"Le cene in famiglia non c’entrano nulla con la campagna elettorale delle europee del giugno 2024, in quanto si sono svolte nell’autunno del 2022 e nella primavera estate del 2023".E conclude: "Infine ribadisco la massima collaborazione e la massima fiducia rispetto alle autorità giudiziarie che stanno svolgendo l’indagine".
MACERATA - Si terrà giovedì 16 aprile alle ore 21 presso la sala riunioni di Piediripa, in via Volturno 67, l’incontro pubblico promosso dalla Federazione provinciale del Partito Democratico e dai Giovani Democratici sul tema “La casa è un diritto”.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito politico la questione del diritto all’abitare, attraverso la proposta di un nuovo Piano casa e un rafforzamento delle politiche pubbliche dedicate all’edilizia residenziale.
Nel corso dell’incontro verrà sottolineata la necessità di un intervento strutturale a livello nazionale, volto a garantire l’accesso alla casa come diritto universale, ridurre le disuguaglianze abitative e rilanciare gli investimenti nell’edilizia pubblica e sociale. Tra le proposte anche l’ipotesi di inserire il diritto alla casa in Costituzione.
Dopo i saluti introduttivi della segretaria regionale del Pd, Chantal Bomprezzi, e della segretaria comunale Ninfa Contigiani, l’incontro sarà introdotto da Tommaso Domizi, segretario dei Giovani Democratici di Macerata.
Seguiranno gli interventi di Mattia Santarelli, responsabile nazionale G.D. per le politiche abitative, Daniele Staffolani, già direttore Erap, e Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale della Lombardia e responsabile nazionale PD per le politiche abitative.
Sarà inoltre presente il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli.
L’iniziativa sarà un momento di confronto aperto sulle sfide legate all’abitare e sulle possibili risposte istituzionali al crescente disagio abitativo.
Il futuro del Made in Italy, in particolare nel distretto Fermano-Maceratese, passa da un cambio di rotta deciso e immediato. È questo il messaggio che emerge dall’intervento di Orietta Baldelli, già senatrice e oggi coordinatrice provinciale di Democrazia Sovrana e Popolare per Ascoli e Fermo, che richiama l’attenzione sulla necessità di un piano strategico a tutela del sistema produttivo italiano.
«Da anni si cerca di salvaguardare questo marchio distintivo del saper fare italiano, richiesto e spesso copiato in tutto il mondo – afferma Baldelli –. Genio, stile, creatività e capacità artigianale hanno reso unico il nostro Paese, ma hanno subito un duro colpo a causa della globalizzazione e di politiche europee non adeguate alla nostra realtà produttiva».
Secondo l’ex senatrice, è necessario rimettere al centro l’economia reale, dopo anni in cui la stabilità finanziaria avrebbe prevalso sulle esigenze produttive. «Servono scelte industriali chiare e continuative – sottolinea – e strumenti pubblici per sostenere investimenti, credito e innovazione delle micro e piccole imprese».
Baldelli richiama inoltre alcuni dati sul sistema economico nazionale: 429 grandi marchi del Made in Italy oggi sarebbero controllati da società estere, mentre negli ultimi anni ingenti risorse avrebbero lasciato il Paese.
Il focus si sposta poi sulle Marche, dove il comparto manifatturiero rappresenta ancora un pilastro dell’economia regionale, ma in forte contrazione. «Le imprese del Made in Italy nella regione sono circa 130 mila, ma dal 2022 al 2024 ne sarebbero scomparse circa 10 mila. Il settore calzaturiero, in particolare, negli ultimi dieci anni avrebbe perso oltre 1.200 imprese, con pesanti ricadute occupazionali».
Sulla stessa linea anche Doriana Marini, presidente di Federmoda CNA, che evidenzia come la crisi colpisca soprattutto moda, mobile e meccanica, nonostante un lieve rallentamento delle perdite nel 2025 grazie ai servizi alle imprese.
Tra le criticità segnalate anche il costo dell’energia, più alto rispetto ad altri Paesi europei, e la burocrazia che grava soprattutto sulle micro e piccole imprese. A questo si aggiunge il tema della concorrenza sleale e della legalità della filiera, richiamato da Arianna Trillini, presidente provinciale CNA Ascoli-Fermo.
«Il Made in Italy rischia di diventare solo un’etichetta senza valore se non si garantisce trasparenza e regole uguali per tutti – viene sottolineato –. Serve un cambio di paradigma che valorizzi le imprese artigiane, l’intelligenza delle mani e la tradizione dei distretti produttivi».
Per gli esponenti del settore, il futuro passa quindi da una strategia condivisa tra istituzioni, imprese e associazioni, capace di difendere il tessuto produttivo locale e rilanciare il ruolo dell’artigianato italiano nel mondo.
La sfida elettorale di Urbana Futura a sostegno di Marco Sigona compie un passo ulteriore, con l'inaugurazione della sede di Corso Matteotti 8, nel cuore del capoluogo. Il messaggio lanciato dal movimento guidato da Marcello Marcelli è chiaro: per cambiare il volto di Macerata non basta più osservare o lamentarsi, è necessario mettersi in gioco in prima persona.
In questi giorni, la lista civica ha intensificato le attività per permettere ai maceratesi di contribuire direttamente alla costruzione della proposta politica attraverso due canali principali: la firma per la presentazione della lista, atto fondamentale per garantire il pluralismo democratico, e la disponibilità alla candidatura come consigliere comunale.
L’obiettivo di Urbana Futura è quello di scardinare l’idea che la gestione della cosa pubblica debba essere riservata esclusivamente ai "politici di professione". Al contrario, il movimento punta a coinvolgere "chi Macerata la vive ogni giorno", portando all'interno del Consiglio Comunale "idee e competenze nate dalla quotidianità dei quartieri e del centro storico".
"C’è un momento in cui non basta più commentare: quel momento è adesso - spiegano i promotori del progetto -. Partecipare significa voler incidere davvero sulle scelte che riguardano i servizi, il lavoro e la qualità della vita. In un contesto in cui le decisioni sembrano lontane dai bisogni reali, è necessario riportare la politica tra la gente".
L'invito rivolto alla cittadinanza è netto e senza giri di parole: "Non restate spettatori. Partecipate. Firmate. Candidatevi. Il futuro di Macerata non può essere deciso da pochi, deve essere costruito da tutti".
Il passaggio del sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica nelle fila del movimento di Roberto Vannacci (leggi qui) continua a scuotere i palazzi della politica civitanovese. Dopo il silenzio iniziale, arriva la replica ufficiale di Forza Italia, affidata al segretario cittadino Paolo Giannoni e al dirigente regionale Corrado Perugini.
"Nessuna imposizione da parte di Forza Italia Civitanova, solo un sereno confronto democratico necessario per il rispetto degli elettori", esordiscono i due esponenti azzurri in una nota, intenzionati a fare chiarezza sulla fuoriuscita del primo cittadino.
È soprattutto Paolo Giannoni a dare voce all'amarezza del gruppo locale: "Constatare che Fabrizio Ciarapica ha deciso di cambiare bandiera ci dispiace molto poiché avevamo investito forze e risorse sulla sua figura come nostro rappresentante sul territorio e ora ne siamo fortemente amareggiati".
Tuttavia, Giannoni ostenta sicurezza sulla tenuta del partito: "Il nostro partito però è solido, con oltre 30 anni di responsabile storia amministrativa improntata su un'attitudine liberale e democratica; sappiamo che possono capitare improvvise mareggiate, l'importante è tenere ben saldo il timone".
Pur ribadendo la natura liberale di Forza Italia, il segretario cittadino lancia una stoccata non troppo velata alle motivazioni del Sindaco: "Non è nel nostro stile contrastare con le scelte individuali della singola persona, noi siamo la casa delle libertà e non entriamo nel merito alle scelte personali dei singoli, anche quando a dettarle è il tornaconto personale e non lo spirito di buona amministrazione che dovrebbe mantenere chi ha incarichi politici assegnati dai cittadini". Giannoni avverte però che chi rappresenta il partito non può agire come una "scheggia impazzita", poiché esistono norme di comportamento e una rispettabilità da tutelare.
Sul fronte del futuro amministrativo di Civitanova, la situazione resta in divenire. Corrado Perugini spiega che i vertici sono al lavoro per valutare i prossimi passi: "Non è ancora stata presa alcuna decisione e soprattutto questa emergerà da una direttiva di partito, non solamente a livello locale. Ad oggi sono state esposte alcune ipotesi e scenari futuri, come è normale che accada quando si va incontro a dei cambiamenti".
L'obiettivo prioritario degli azzurri resta la stabilità della città. "La nostra attenzione principale in questo momento è rivolta ai cittadini che non devono essere lesi dalle decisioni del singolo -, conclude Perugini, ribadendo che per Forza Italia l'unico faro resta il patto siglato con l'elettorato -. Ciò che conta è la buona amministrazione; siamo perfettamente consapevoli che le persone passano, ma queste non possono e non devono scalfire i principi liberali e democratici che ci contraddistinguono».
Il centrodestra maceratese compatta le fila in vista delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. È stato infatti formalizzato l’accordo politico-organizzativo tra la Lega - Salvini Premier e i Civici per Parcaroli per la costituzione di una lista unitaria a sostegno del sindaco uscente, Sandro Parcaroli.
Un'intesa che nasce dalla volontà di offrire alla città una proposta solida, capace di garantire stabilità e continuità attraverso una squadra di 32 candidati, equamente suddivisi tra le due anime della coalizione.
Soddisfazione per il progetto è stata espressa da Mauro Lucentini, commissario provinciale della Lega, secondo il quale "l’intesa raggiunta dimostra che, quando si condividono obiettivi e responsabilità, si possono costruire progetti forti e credibili. Questa lista nasce dall’equilibrio tra due componenti che si rispettano e si completano".
Lucentini si è detto fiducioso per il voto, sottolineando che "la qualità della squadra e la chiarezza del progetto ci rendono realmente competitivi. Abbiamo tutte le carte in regola per convincere i cittadini e costruire un futuro concreto per Macerata".
Sulla stessa linea si è espresso Renzo Marinelli, commissario cittadino della Lega, che ha definito l’accordo come un passaggio fondamentale frutto di un confronto serio tra realtà diverse ma unite da una visione comune: "Abbiamo costruito una lista credibile, fatta di persone competenti e radicate sul territorio. Sono convinto che questa squadra possa raggiungere un risultato molto significativo, anche in termini percentuali".
Marinelli ha poi ribadito la sua ferma determinazione nel progetto: "Personalmente credo molto in questo progetto: abbiamo le idee, le persone e la determinazione per dare a Macerata una guida solida".
Un segnale di forte unità arriva anche dalla componente civica attraverso le parole di Giuseppe Romano, responsabile del gruppo dei Civici per Parcaroli, il quale ha spiegato che "questo accordo rappresenta un passaggio importante per tutta la componente civica. Abbiamo lavorato con spirito costruttivo per arrivare a una sintesi che valorizzasse le persone e le competenze del territorio".
Per Romano, la lista unitaria è "un segnale di maturità politica e di attenzione concreta ai bisogni della città. Siamo convinti che questa scelta possa rafforzare ulteriormente il consenso attorno al nostro sindaco Sandro Parcaroli per dare a Macerata una prospettiva di continuità e buon governo".
Nel pomeriggio di oggi, 11 aprile, è avvenuto il taglio del nastro della sede elettorale di Marco Sigona, candidato sindaco di Macerata con la lista Officina delle Idee, in corso Matteotti 8. L’apertura dello spazio segna un nuovo passaggio della campagna elettorale e si inserisce nel percorso di avvicinamento al voto come luogo dedicato all’incontro con i cittadini, al confronto pubblico e alla presentazione delle proposte. A supportare Sigona anche Marcello Marcelli con la lista Urbana Futura, in un’alleanza che punta a rafforzare la presenza nel dibattito cittadino e a costruire un dialogo diretto con il territorio. Presenti all’inaugurazione anche il capogruppo di Officina delle Idee Paolo Micozzi, Flavio Corradini, esponente della stessa lista ed ex rettore dell’Università di Camerino e Giuseppe Vitali. A far visita alla nuova sede è arrivato anche il candidato sindaco Gianluca Tittarelli.
Sigona ha sottolineato la volontà di rendere questi spazi un punto stabile di incontro e confronto con i cittadini, con l’obiettivo di riportare partecipazione, ascolto e vitalità nel centro cittadino: “Coloro che vorranno parlare con noi ci troveranno qui: siamo aperti tutti i pomeriggi e, qualche volta, anche la mattina. Vogliamo che questo luogo diventi uno spazio capace di far vivere il centro cittadino, portando cultura e ascolto: è questo l’obiettivo che ci siamo dati con le liste a supporto. È un invito ai cittadini a tornare in centro, a conoscerci e, soprattutto, a vivere il cuore di Macerata come luogo di scambio e di incontro, rendendo di nuovo protagonisti i nostri spazi storici”.
Marcello Marcelli ha spiegato che alla base del sostegno a Marco Sigona c’è una forte convergenza programmatica, evidenziando anche l’identità pienamente civica della propria lista e la volontà di promuovere un coinvolgimento più diretto e attivo dei cittadini nella vita pubblica: “Conosco Marco da quando eravamo ragazzini e i nostri programmi, sostanzialmente, collimano al 100%, con qualche piccola sfumatura da sistemare, ma lo faremo al più presto. La scelta di appoggiare Marco, per quanto mi riguarda, nasce anche da questo. La mia lista è una lista davvero civica, non una lista civetta creata ad hoc. È una lista che si sgancia completamente da tutti i partiti; quindi, il mio intento è coinvolgere attivamente il cittadino. Nel programma che ho scritto c’è un capitolo dedicato proprio a questo, con formule attuali e uno sguardo rivolto al futuro: cose mai fatte prima”.
Seduta intensa e ricca di contenuti quella andata in scena ieri sera a Palazzo Lazzarini, con il Consiglio comunale di Morrovalle chiamato ad affrontare ben undici punti all’ordine del giorno. Al centro dei lavori, l’approvazione del consuntivo 2025, passata con i voti della maggioranza.
Tra i provvedimenti più rilevanti, l’ok unanime al nuovo Piano comunale di protezione civile, illustrato dal geologo Vincenzo Otera dopo un lungo lavoro di analisi del territorio. Il documento aggiorna la mappatura dei rischi – sismici, idrogeologici, incendi, neve, industriali e trasporti – includendo anche scenari meno probabili. Individuate 17 aree di attesa, 11 aree di ricovero (di cui due al coperto) per una capacità complessiva di circa 1.200 persone, e tre aree di ammassamento dei soccorsi, oltre alla definizione puntuale delle procedure di intervento e dei ruoli operativi.
Via libera all’unanimità anche all’adozione definitiva del piano di classificazione acustica in località Crocette, atto collegato al rinnovo dell’autorizzazione per un’azienda di recupero rifiuti speciali non pericolosi.
È stata invece approvata con i voti della maggioranza, e l’astensione dell’opposizione, l’istituzione della Commissione locale per il paesaggio. L’assessore all’urbanistica Stefano Montemarani ha spiegato che si tratta di un organismo tecnico chiamato a esprimere pareri vincolanti sugli interventi edilizi soggetti ad autorizzazione paesaggistica. La commissione, composta da tre professionisti indicati dagli ordini di categoria, resterà in carica cinque anni e opererà a titolo gratuito.
Tra gli atti economici, ratificata una variazione di bilancio che prevede, tra le principali voci, 130mila euro per i danni dell’alluvione in via Grisei, 79mila euro per interventi alla scuola dell’infanzia Giovanni XXIII e 50mila euro per la manutenzione del verde pubblico.
Il Consiglio ha quindi approvato il consuntivo 2025. L’assessore al bilancio Alfredo Benedetti ha evidenziato la solidità delle finanze comunali, con un fondo cassa di 3,2 milioni di euro e un avanzo libero di 1,5 milioni, il più alto dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Andrea Staffolani. Gran parte dell’avanzo (circa 1,3 milioni) è già stata destinata a interventi come il bosco urbano, il restyling del palasport e la messa in sicurezza di strada Fontanelle.
Nella parte finale della seduta è stata approvata all’unanimità una mozione di condanna del conflitto a Gaza e di tutte le violenze nel mondo, con l’impegno a istituire una Commissione per la pace, una giornata dedicata e iniziative di sensibilizzazione.
Respinta invece la proposta del gruppo di opposizione “Cura e Partecipazione” di modifica del regolamento del Consiglio comunale. Il sindaco ha motivato il no sottolineando la vicinanza della fine della legislatura e l’opportunità di affrontare una revisione complessiva nella prossima amministrazione.
In chiusura, il Consiglio ha deliberato il recesso dalla convenzione con il Comune di Civitanova Marche per il servizio di segreteria, salutando dopo nove anni il segretario generale Benedetto Perroni, destinato a ricoprire lo stesso incarico a Macerata. Un momento segnato da un applauso unanime dell’assise e dalle parole di ringraziamento del sindaco, che ha voluto sottolinearne il contributo umano e professionale.
TOLENTINO – Favorire la collaborazione tra amministrazione e cittadini per la cura, la manutenzione e la rigenerazione degli spazi pubblici. È questo l’obiettivo del nuovo progetto “Cittadinanza attiva”, illustrato nel corso di una conferenza stampa dal Comune di Tolentino.
A presentare il regolamento sono stati il sindaco Mauro Sclavi e il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj, alla presenza del consigliere comunale Fabio Montemarani e del funzionario comunale Maria Cristina Ascolani.
Il regolamento istituisce e disciplina il servizio di cittadinanza attiva, inteso come forma di collaborazione volontaria tra cittadini e amministrazione comunale per la cura dei beni e degli spazi comuni, nel rispetto dei principi costituzionali di solidarietà e sussidiarietà e in attuazione delle previsioni dello Statuto comunale. L’attività prevista dal progetto ha natura esclusivamente volontaria e non costituisce in alcun modo rapporto di lavoro con il Comune, né dà diritto a compensi o trattamenti previdenziali.
Il progetto si rivolge ai cittadini residenti a Tolentino, ma anche a coloro che vi lavorano, studiano o operano stabilmente sul territorio, con un’età minima di sedici anni. Per i minorenni è prevista la partecipazione solo con autorizzazione dei genitori e sotto la supervisione di un tutor maggiorenne. Tra i requisiti richiesti figurano l’idoneità psico-fisica, l’assenza di procedimenti penali o condanne, la non sussistenza di contenziosi o debiti nei confronti del Comune e il possesso dei requisiti di affidabilità previsti dal regolamento.
I cittadini potranno partecipare ad attività che riguardano diversi ambiti, tra cui la cura delle aree verdi e dei parchi, la manutenzione del territorio e degli arredi urbani, la collaborazione nella gestione di edifici pubblici come scuole e strutture comunali, oltre ad attività di carattere socio-culturale finalizzate al benessere della comunità, all’inclusione sociale e al supporto alle fasce più fragili della popolazione. Il Comune potrà inoltre individuare ulteriori ambiti di intervento e favorire la collaborazione con i comitati di quartiere e di contrada già esistenti sul territorio.
Il progetto prevede anche specifiche misure di sicurezza, con la formazione dei partecipanti sui rischi connessi alle attività svolte e la fornitura dei dispositivi di protezione individuale necessari. Il Comune garantirà inoltre la copertura assicurativa per responsabilità civile verso terzi e per eventuali infortuni durante lo svolgimento delle attività, nei limiti e secondo le condizioni previste dalla polizza comunale. Tutte le attività saranno svolte esclusivamente nell’ambito dei progetti autorizzati e sotto il coordinamento dell’ente.
Per aderire al servizio sarà possibile presentare domanda compilando la modulistica disponibile sul sito del Comune di Tolentino, con il modello A per la richiesta di partecipazione e il modello B per la proposta di intervento.
“Sul tema della gestione dei rifiuti in provincia di Macerata assistiamo a un silenzio assordante da parte della destra, a fronte dei numerosi interventi di amministratori ed esponenti del centrosinistra”.
L’ex senatore Mario Morgoni interviene con parole dure su una situazione che definisce “ormai a un punto di non ritorno”, indicando responsabilità precise: “Sono totalmente in capo alla destra, sia a quella che governa organismi e istituzioni del territorio sia a quella che guida con un monocolore il Cosmari”.
“Al netto degli aumenti della Tari, che nel triennio sfioreranno il 30%, dell’assenza di politiche ambientali e di progetti per la riduzione dei rifiuti, di una raccolta differenziata stagnante e in calo, e dell’abbandono di progetti strategici come quelli per il trattamento dei pannolini e della frazione organica – prosegue Morgoni – la destra aveva due compiti chiari”.
“Il primo: individuare un nuovo sito di discarica, potendo contare da tempo su una graduatoria fornita dall’Università Politecnica delle Marche. Il secondo: definire un accordo con il Comune di Cingoli per una nuova vasca che consentisse di gestire la fase transitoria”.
“Entrambi questi obiettivi sono stati clamorosamente falliti. Non è stato individuato il nuovo sito e questo ha impedito anche l’avvio di una trattativa con Cingoli, che giustamente pone come condizione la scelta preventiva del sito definitivo”.
Lo scenario, secondo l’ex parlamentare, resta critico anche nelle ipotesi più ottimistiche: “Se anche entro l’estate si individuasse il sito, si aprisse una trattativa e si completasse l’iter autorizzativo, la nuova vasca non sarebbe disponibile prima della fine del 2028. E già così il conto sarebbe pesantissimo”.
“I maggiori costi per il conferimento dei rifiuti fuori provincia – nel 2026 a Corinaldo e dal 2027 a Pesaro – rappresenteranno un salasso per i cittadini e porteranno i crediti del Cosmari verso i Comuni fino a 30 milioni di euro. Una vera mina vagante per i bilanci”.
Morgoni non esclude scenari ancora più gravi: “Se dovesse proseguire questo immobilismo, ci si dovrebbe chiedere se dipenda da inettitudine o da una volontà precisa di indebolire e svendere la più importante azienda pubblica della provincia”.
“Il risultato, in ogni caso, sarebbe catastrofico: la fine del Cosmari, un futuro incerto per centinaia di lavoratori e un danno gravissimo per i cittadini”.
Infine, l’affondo politico: “Gli esponenti della destra, a partire dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, non possono pensare di cavarsela individuando un capro espiatorio nel presidente del Cosmari”.
Da qui l’appello conclusivo: “È una situazione inaccettabile. Serve una mobilitazione delle comunità locali, dei sindacati e degli ambientalisti per difendere un patrimonio pubblico e pretendere serietà, trasparenza e responsabilità da chi ha il dovere di decidere”.
Dalle parole ai fatti. Dopo la presentazione ufficiale del progetto, la lista civica "Urbana Futura" entra nel vivo della sfida elettorale a sostegno del candidato sindaco Marco Sigona. Sabato 11 aprile, a partire dalle ore 9:30, si aprirà ufficialmente la raccolta delle firme e delle adesioni per le candidature al Consiglio Comunale di Macerata presso la sede di Corso Matteotti, 8.
Non si tratta di un semplice adempimento burocratico, ma del primo vero test di piazza per il movimento guidato da Marcello Marcelli. La lista, che ha fatto dell'indipendenza dai partiti il proprio vessillo, chiama a raccolta i maceratesi per costruire una compagine basata sul merito e sulla libertà da ogni tessera.
"Urbana Futura nasce e cresce con uno spirito autenticamente civico e democratico - sottolinea il promotore della lista -. Crediamo fermamente che ogni cittadino debba avere la possibilità di contribuire concretamente alle scelte che riguardano la propria città. Per questo l’invito è rivolto a tutti: venite a firmare, venite a partecipare, venite a metterci la faccia".
L'obiettivo dichiarato è quello di invertire la rotta rispetto alle criticità che affliggono il capoluogo, dallo spopolamento alla crisi del centro storico, ridando a Macerata il ruolo di "città-faro" delle Marche centrali.
"Macerata ha bisogno di idee nuove e di persone che vogliano esserci davvero - conclude Marcelli -. È il momento di fare la differenza insieme per riprenderci Macerata. La nostra sfida è quella di andare oltre le vecchie logiche, e la nostra unica forza è farlo insieme ai cittadini liberi". I banchetti per la sottoscrizione della lista e per presentare la propria disponibilità alla candidatura saranno operativi per tutta la mattinata di sabato.
La sede elettorale di Gianluca Tittarelli, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra per il comune di Macerata, apre le porte alla cultura e alla partecipazione sociale. Da oggi, giovedì 9 aprile, i locali di via Garibaldi 24 ospitano la mostra "La Ripartenza" di Mauro Bubbico, un’esposizione di manifesti che vuole essere un'occasione di riflessione collettiva sul futuro della città.
Secondo Tittarelli, la scelta del titolo non è affatto casuale, poiché "richiama direttamente lo slogan della campagna elettorale, ponendo l'accento su una rinascita urbana che metta al centro l'accoglienza, la responsabilità ambientale e il coinvolgimento attivo di ogni singolo cittadino".
L'iniziativa trasforma il quartier generale del candidato in un luogo di ascolto e condivisione. Gianluca Tittarelli ha infatti annunciato la sua presenza fissa in sede tutti i giovedì, dalle ore 18:00 alle 19:30, per accogliere i maceratesi che desiderano proporre idee, fare segnalazioni o semplicemente confrontarsi sui temi della coalizione.
Per il candidato, le opere di Bubbico rappresentano "un invito visivo a prendersi cura di Macerata intesa come casa comune, dove le questioni sociali non vengono ignorate ma affrontate insieme, in un'ottica di inclusione che non lascia indietro nessuno".
L’esposizione vanta la firma di un autore di assoluto prestigio nel panorama della comunicazione visiva. Mauro Bubbico, originario della provincia di Matera e diplomato in Scenografia a Firenze, è infatti considerato una delle voci più autorevoli della grafica italiana contemporanea. Docente dal 2007 presso il prestigioso ISIA di Urbino, Bubbico ha dedicato oltre trent'anni di carriera al design inteso come strumento di educazione sociale e sostenibilità ambientale.
Il suo linguaggio, immediato e fortemente simbolico, è celebre per la capacità di raccontare le identità dei territori e i processi collettivi, rendendo i suoi manifesti dei veri e propri strumenti di narrazione della comunità.
"Con questa mostra, la sede di via Garibaldi smette di essere un semplice ufficio elettorale per diventare un laboratorio di visione politica, dove l'arte di un maestro come Bubbico funge da catalizzatore per il dialogo sul futuro di Macerata", sottolinea Tittarelli.
Il comitato di Futuro Nazionale, il nuovo partito lanciato dal generale Roberto Vannacci, accelera la propria attività sul territorio maceratese annunciando ufficialmente l'inizio de "La Gazebata", un tour itinerante di primavera progettato per consolidare la presenza del movimento e aprire un canale di dialogo diretto con le comunità locali. Sotto la guida del referente del comitato di Macerata, Marco Alfei, l'iniziativa punta a raccogliere le istanze dei cittadini e a presentare le proposte del gruppo attraverso una serie di banchetti informativi.
Il "fischio d'inizio" del tour è fissato per domenica 26 aprile a Porto Potenza, dove il gazebo del movimento sarà allestito in Piazza della Stazione dalle ore 00:90 alle 18:00. Come sottolineato dallo stesso Alfei, l'obiettivo primario è quello di "radicare il partito in ogni singolo comune della provincia, trasformando il confronto quotidiano nella base per costruire il futuro del territorio". Per il referente locale di Futuro Nazionale, "essere tra la gente rappresenta l'unico modo concreto per dare voce alle necessità delle diverse realtà locali".
Il calendario degli appuntamenti proseguirà per tutto il mese di maggio, toccando diverse aree della provincia. Dopo la tappa costiera, il tour si sposterà il 3 maggio a Porto Recanati, per poi fare tappa il 10 maggio a Recanati. L'ultima data annunciata per questa prima fase del tour è quella del 17 maggio a San Severino Marche..
"L'estensione del credito d'imposta della Zes alle imprese agricole, della pesca e dell’itticoltura delle Marche è una notizia molto positiva per il nostro territorio e per tutto il sistema produttivo regionale. Le aziende marchigiane potranno così accedere a uno strumento concreto di sostegno agli investimenti e alla competitività". Lo dichiara l'assessore regionale alla Zes, Giacomo Bugaro, commentando l’annuncio relativo all'inclusione delle Marche e dell'Umbria nella misura.
"Ringrazio il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, per il lavoro istituzionale svolto e per l'attenzione dimostrata verso le Marche - aggiunge Bugaro -. Un ringraziamento va anche all’onorevole Mirco Carloni, che nei mesi scorsi si era attivato con iniziative ed emendamenti per raggiungere questo risultato".
L’inclusione delle Marche è stata resa possibile grazie all’aggiornamento dei modelli predisposti dall’Agenzia delle Entrate, realizzato in raccordo con i Ministeri competenti, che consente ora anche alle imprese agricole, dell’itticoltura e della pesca marchigiane di presentare la comunicazione preventiva necessaria per accedere al credito d’imposta Zes, risolvendo la questione in via amministrativa senza ulteriori interventi normativi.
"Si tratta di un passo importante per sostenere il comparto primario in una fase complessa e per rafforzare sviluppo, occupazione e crescita delle filiere produttive regionali", conclude Bugaro.
(Foto di Lucia Montecchiari)
Negli ultimi mesi il tema dell’installazione di impianti di telefonia mobile 5G nel territorio comunale ha suscitato attenzione e sensibilità all’interno della comunità di Petriolo. Si tratta di interventi rilevanti, che incidono sul territorio e che, proprio per questo, devono essere realizzati nel pieno rispetto delle norme vigenti.
In data odierna, alcuni cittadini residenti nei pressi dell’area interessata hanno segnalato l’avvio dei lavori per l’installazione dell’antenna in Via delle Grazie. A seguito di tali segnalazioni, il consigliere comunale Ingegner Domenico Luciani si è recato direttamente sul posto per effettuare un sopralluogo e verificare personalmente lo stato delle lavorazioni.
“Nel corso del sopralluogo ho rilevato alcune criticità che mi hanno portato alla trasmissione di una formale segnalazione agli enti competenti, in merito a presunte violazioni delle norme sulla sicurezza nel cantiere”. riferisce Luciani. La segnalazione, inviata al Comune di Petriolo, al Comando dei Carabinieri di Mogliano e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Macerata, evidenzia in particolare alcune criticità legate alla sicurezza del cantiere, tra cui assenza o inadeguatezza delle recinzioni, mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e lavorazioni in condizioni potenzialmente pericolose per lavoratori e terzi.
Tali situazioni, se confermate, potrebbero configurare violazioni della normativa vigente in materia di salute e sicurezza. A supporto della segnalazione è stata allegata documentazione fotografica che mostra le condizioni operative del cantiere, inclusa la presenza di mezzi d’opera in aree non adeguatamente delimitate e potenzialmente accessibili a terzi. Con la segnalazione si chiede alle autorità competenti di effettuare le opportune verifiche e accertamenti, al fine di garantire il rispetto delle disposizioni di legge e delle misure di prevenzione e protezione previste. “La sicurezza nei cantieri non è un aspetto secondario – prosegue Luciani – ma un principio fondamentale che deve essere rispettato sempre, senza eccezioni”.
“Ho provveduto a informare tempestivamente il sindaco Santinelli della segnalazione, anche per le vie brevi, auspicando che vengano avviati con urgenza gli opportuni accertamenti. Nei prossimi giorni promuoveremo ulteriori iniziative volte a garantire la tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute delle persone. Non possiamo rassegnarci all’idea che tali impianti, pur riconoscendone l’utilità e l’importanza, possano prevalere indiscriminatamente su ogni altro interesse. Esistono strumenti normativi posti a tutela degli interessi costituzionalmente rilevanti: è necessario applicarli con rigore e assicurarne il pieno rispetto al fine di giungere a soluzioni rispettose del territorio e delle comunità che ci abitano. Il Comune, in qualità di ente preposto al governo del territorio, dovrebbe esercitare un ruolo attivo nella pianificazione dell’ubicazione di tali impianti, evitando di limitarsi a subire le iniziative dei soggetti privati e mettere i cittadini gli uni contro gli altri”.
Recanati - Dopo il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, un altro esponente politico marchigiano "sale sul carro" Vannacci. La città leopardiana si prepara ad avviare il proprio comitato costituente di Futuro Nazionale, segnando il primo passo verso la strutturazione del movimento sul territorio. L’iniziativa prende impulso dalla decisione di Paolo Diop, politico di origini senegalesi con un passato anche a Fratelli d'Italia, di lasciare la Lega per aderire al progetto promosso dal generale Roberto Vannacci e da Gianni Alemanno.
La scelta è stata comunicata dallo stesso Diop con un lungo post sui social, nel quale ha voluto spiegare le motivazioni della sua decisione: “Oggi non cambio strada. Oggi continuo un percorso… non ho mai cambiato per convenienza. Non ho mai cambiato per opportunismo. Ho cambiato quando ho capito che certi valori rischiavano di restare parole vuote, quando ho visto che certe battaglie non venivano più combattute con la forza necessaria”.
Diop ha sottolineato come per lui la politica sia soprattutto identità e appartenenza: “La politica non è una sigla. È identità. È visione. È appartenenza. Ed è proprio questa appartenenza che oggi mi porta a fare una scelta chiara, netta, senza ambiguità: aderire al progetto di Roberto Vannacci e Gianni Alemanno. Troppo spesso abbiamo visto una politica che arretra, che si piega, che cerca di piacere a tutti e finisce per non rappresentare più nessuno. Io non ci sto”.
Il post ha suscitato molte reazioni, sia per i repentini cambi di casacca di Diop – meno di un mese fa aveva scritto: “Il mio percorso continua nella Lega… Andiamo avanti. Insieme” – sia per le posizioni di Vannacci sulle tematiche legate ai tratti somatici. A tal proposito, Diop, indirettamente, ha voluto chiarire: “Non ho tratti italiani, ed è un dato di fatto. Ma questo non mi mette fuori da nulla, né mi fa fare un passo indietro rispetto alle idee in cui credo. Significa avere ancora più chiaro cosa vuol dire rispetto: rispetto per l’Italia, per la sua cultura, per la sua identità. La vera ricchezza sta nelle nostre differenze, nelle nostre identità, nelle radici che ciascuno porta con sé. Difendere l’identità non è odio. È consapevolezza. E io so bene chi sono”.
Secondo Diop, la decisione di aderire a Futuro Nazionale non è un cambio di bandiera, ma un passo avanti: “Non prometto scorciatoie. Non prometto facilità. Prometto impegno. Prometto determinazione. Prometto che continuerò a dire quello che penso, anche quando è scomodo. Perché la politica non deve rassicurare… deve rappresentare”.
Ora resta da osservare le ripercussioni sul territorio e se altri rappresentanti politici decideranno di aderire, rafforzando la presenza di Futuro Nazionale nella regione.
A pochi giorni dall'inaugurazione della sede elettorale di corso Matteotti (LEGGI QUI), uno dei manifesti elettorali affissi in città del sindaco uscente Sandro Parcaroli, ricandidato alle prossime elezioni comunali di Macerata del 24 e 25 maggio, è stato imbrattato con alcune scritte offensive, tra cui “cretino” e “scemo”.
A denunciare l’episodio è stato il vicepresidente provinciale Luca Buldorini, da sempre vicino a Parcaroli, che postando una foto sui propri canali social non ha usato mezzi termini: “Questa non è politica. È feccia”.
"Imbrattare il volto di Sandro Parcaroli, insultarlo, sfregiarlo così non è dissenso: è odio vigliacco - continua Buldorini - Qui non colpiscono un sindaco. Colpiscono un uomo. Un padre. Un nonno. E chi parla di democrazia ma agisce così, la democrazia la calpesta. Solidarietà totale a Sandro Parcaroli. Condanna senza se e senza ma. L’odio non è un’opinione. È fallimento”.
Su un altro manifesto, invece, qualcuno ha pensato di “personalizzare” il volto del candidato disegnandogli un vistoso dente nero. Di certo, per la campagna elettorale non è proprio l’inizio ideale: manifesti appena affissi e già da sostituire. Più che una corsa alle elezioni, per ora sembra una corsa… alla tipografia.