Politica

Augusto Pellegrini lascia Treia e si candida a Macerata: "Corro con il Terzo Polo per costruire la Città Granne"

Augusto Pellegrini lascia Treia e si candida a Macerata: "Corro con il Terzo Polo per costruire la Città Granne"

Cambio di rotta per Augusto Pellegrini, che ieri, 22 aprile, ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio Comunale di Treia e dalla carica di presidente della Commissione Politiche Sociali. Un addio ai banchi della città del bracciale che non è un ritiro dalla politica, ma un "atto dovuto" per scendere in campo nella vicina Macerata alle prossime elezioni comunali tra le fila del Terzo Polo. Pellegrini lascia l'incarico con gratitudine, dopo aver consultato il sindaco treiese Franco Capponi: "Porto con me un’esperienza intensa e proficua, della quale mi sento di ringraziare con affetto i cittadini treiesi, i miei colleghi consiglieri tutti ed il sindaco Capponi, che guida con visione e successo ormai da anni la Città". Il fulcro della nuova sfida elettorale di Pellegrini è il progetto di una "Città Granne" (qui avevamo anticipato il suo progetto), un'idea di federazione tra i comuni del territorio per fermare il calo demografico e dare nuovo slancio all'area maceratese. "A Macerata tira un buon vento di rinnovamento. In molti sembrano percepire la necessità di superare gli attuali confini amministrativi e di puntare ad una Città Policentrica - afferma Pellegrini in una nota -. Costruire il consenso attorno a questo progetto da Macerata è il passo necessario per farlo progredire, per il ruolo di capoluogo che la città storicamente ricopre". Pellegrini ha scelto di correre come indipendente del Terzo Polo, definendolo come una piattaforma "focalizzata sul fare per il bene comune, che predilige il noi rispetto all'io" e non coinvolta negli ultimi 30 anni di governo maceratese. La visione di Pellegrini non dimentica le sue origini, ma punta a un'integrazione strutturale tra i borghi e il centro principale della provincia: "Lo farò anche per Treia, perché spero che l’amata Città che mi ha dato i natali si unisca al progetto di Città policentrica. Siamo un’unica grande comunità, dobbiamo solo trovare in noi la forza di superare particolarismi ingiustificati per assicurare insieme un futuro migliore per i nostri figli. La storia ci insegna che per fare grandi cose bisogna puntare in alto, senza paura di cadere".

23/04/2026 09:50
Liceo Scientifico diviso in tre sedi? Tittarelli all’attacco: "Parcaroli ha fallito, gestione inaccettabile"

Liceo Scientifico diviso in tre sedi? Tittarelli all’attacco: "Parcaroli ha fallito, gestione inaccettabile"

Il futuro del Liceo Scientifico "G. Galilei" accende la campagna elettorale a Macerata. Dopo la notizia del possibile smembramento dell'istituto su tre diverse sedi per l'anno scolastico 2026/2027 - reso necessario dai lavori di adeguamento sismico in via Manzoni - interviene duramente Gianluca Tittarelli, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra. Tittarelli punta il dito contro la gestione del sindaco uscente Sandro Parcaroli, definendo la situazione un "fallimento della programmazione". Al centro della polemica c’è l’incertezza che regna sul destino di 433 alunni e 20 classi che dovranno essere dislocate. "Il Liceo Scientifico è la scuola più frequentata di Macerata. Che in questo momento non si abbiano ancora certezze su dove andranno questi ragazzi a settembre è inaccettabile - dichiara Tittarelli -. Non stiamo parlando di un’emergenza improvvisa: i lavori erano programmati e i fondi stanziati. Non c’è nessuna scusante". La critica di Tittarelli si fa ancora più serrata analizzando il ruolo di Parcaroli, che ha guidato contemporaneamente il Comune e la Provincia (ente responsabile dell'edilizia scolastica). Secondo il candidato del centrosinistra, quella che doveva essere una "cabina di regia" privilegiata si è rivelata un boomerang. "Quella concentrazione di ruoli e competenze avrebbe dovuto garantire una regia unica e una capacità di intervento straordinaria - sottolinea Tittarelli -. Invece, il risultato è uno spezzatino: la scuola più importante della città costretta a dividersi tra Palazzo degli Studi, l’ex Mestica e i locali dei Salesiani, con studenti e docenti che ogni giorno dovranno fare i conti con questa frammentazione". In chiusura, Tittarelli sollecita risposte immediate per evitare disagi logistici a centinaia di maceratesi, riportando la questione al centro delle priorità elettorali: "Questo è un tema che tocca direttamente centinaia di famiglie maceratesi e che merita risposte concrete, non rinvii".

23/04/2026 09:30
Macerata, Sigona apre la campagna: "Lo sport al centro del progetto di città"

Macerata, Sigona apre la campagna: "Lo sport al centro del progetto di città"

MACERATA – Il countdown verso le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio entra nel vivo e si apre ufficialmente il ciclo di incontri pubblici della lista Officina delle Idee per Macerata, con candidato sindaco Marco Sigona. Il primo appuntamento è stato dedicato allo sport, tema centrale del programma amministrativo e inserito nel cosiddetto “Capitolo 3”, dedicato a giovani, sviluppo e lavoro. Sigona ha ribadito come lo sport rappresenti un asse strategico della sua proposta per la città, sottolineando che "lo sport è il più potente strumento di democratizzazione sociale e un acceleratore di cittadinanza che mira al benessere collettivo". Nel suo intervento ha evidenziato come l’attività sportiva "contribuisca a contrastare l’isolamento giovanile e a promuovere una cultura dell’inclusione, definendo la diversità e la disabilità non come limiti ma come valori". L’incontro, moderato dal candidato consigliere Alberto Scuffia, ha visto anche la partecipazione del ginnasta maceratese Paolo Principi, atleta di livello nazionale, che ha offerto il punto di vista di chi vive quotidianamente il mondo dello sport agonistico. Principi ha ricordato il ruolo centrale delle associazioni dilettantistiche, definite “il tessuto connettivo della nostra società”, e ha sottolineato l’importanza di una pianificazione degli impianti sportivi più vicina ai luoghi della formazione scolastica, così da agevolare famiglie e giovani. Dal confronto è emersa con forza l’idea di una scuola più integrata con lo sport, con l’introduzione delle scienze motorie già dalla scuola primaria attraverso personale qualificato, e una maggiore capacità del Comune di intercettare finanziamenti e progettualità. Sigona ha insistito anche sulla necessità di un ente locale più attivo, non spettatore ma protagonista nella costruzione di reti e opportunità per il mondo sportivo. Un altro punto centrale riguarda la riqualificazione e la pianificazione degli impianti, con l’obiettivo di creare una connessione stabile tra spazi sportivi e istituzioni scolastiche, in un’ottica di maggiore accessibilità e funzionalità. L’incontro si è concluso con l’impegno della lista Officina delle Idee a proseguire il dialogo con cittadini e realtà sportive del territorio, con l’obiettivo dichiarato di trasformare lo sport in una risorsa non solo educativa, ma anche culturale e sociale per l’intera comunità maceratese.

22/04/2026 16:09
Alessandrini sbatte la porta, la Lega in affanno: non riesce a fare la lista

Alessandrini sbatte la porta, la Lega in affanno: non riesce a fare la lista

Pensando a quanto deve essere costata ad Aldo Alessandrini, anche umanamente, la scelta che ha compiuto, mi sovviene un verso di Dante che amo particolarmente e che dedico a questo avvocato e politico di specchiata onestà anche intellettuale: “E come quei che con lena affannata, uscito fuor del pelago a la riva, si volge a l’acqua perigliosa e guata,così l’animo mio, ch’ancor fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva”. Ci vuole coraggio a lasciare un partito di cui si è stati fedeli sostenitori per buona parte della propria vita, essendone divenuto segretario cittadino e avendo portato avanti con “onestà e onore” – come recita la massima che dovrebbe guidare tutti coloro che operano nella, o si interessano della, cosa pubblica – l’incarico per questi quasi sei anni di capogruppo della Lega in consiglio comunale. Ma l’avvocato ha detto: basta. Ha restituito la tessera della Lega e, alla vigilia della composizione di una lista a questo punto fantasma e di certo problematica, ha sbattuto la porta. Si candida in altra compagine? Non si sa. Forse Alessandrini in queste ore sta meditando sul da farsi: di certo sono molte le liste pronte ad accoglierlo per lo spessore del suo operato come consigliere. Negli ultimi mesi la sua azione nella Lega era diventata difficile. Prima ha sostenuto un braccio di ferro con l’allora segretario provinciale Luca Buldorini, poi è stato guardato male quando ha posto, giustamente, la questione del museo per Dante Ferretti; infine, quando – com’è dovere di ogni consigliere – ha fatto un accesso agli atti sulla faccenda spinosa del mattatoio, è stato accusato di voler boicottare il Sindaco. Lui è rimasto basito: “Ma come?” si è chiesto e ha chiesto: devo giustificare perché mi documento per meglio sostenere la maggioranza e il Sindaco? A fare traboccare il vaso sarebbe stata l’incertezza sulla composizione della lista per le amministrative di Macerata e, soprattutto, il caldeggiato apparentamento con la sedicente compagine dei commercianti capeggiata dall’“uomo con la camicia”. Nell’ultima riunione – assente il consigliere regionale Renzo Marinelli, nominato dalla Lega commissario ad acta per le comunali di Macerata – Alessandrini ha chiesto chiarezza sulle candidature. Per tutta risposta, il commissario provinciale Mauro Lucentini avrebbe detto: “Decido io”. Al punto che si sussurra sia stato escluso dall’elenco un militante del partito perché non corrispondente all’ideale di prestanza fisica che i nuovi dirigenti (si fa molto per dire) hanno come riferimento. Forse questo, in parte, spiega la riluttanza di Anna Menghi – la sola che abbia esperienza d’amministrazione e sappia far politica – ad accettare di entrare in lizza. Ma è stata solo la presa d’atto di una convivenza divenuta impossibile. Si sa che Aldo Alessandrini era contrarissimo all’alleanza con la lista dei negozianti e, soprattutto, alla presenza dell’uomo con la camicia che, a quanto si dice, si sarebbe già messo d’accordo con l’assessore Lego per ottenere un incarico in giunta. E qui si apre un problema gravissimo per il Centrodestra. Se volete un consiglio, carissime elettrici e cari elettori, fate scorta di pop corn, perché da oggi nella compagine parcaroliana può succedere di tutto. Cerchiamo di orientarci in questo labirinto di appetiti personali, di giochi di palazzetto, di pressioni degli uni contro gli altri. Ad alcuni che si agitano in questo teatrino consiglierei la lettura di un profondo romanzo di Alberto Moravia, “Le ambizioni sbagliate”, così magari avranno un salutare ripensamento. A tre giorni dall’ultima scadenza per la presentazione, la Lega – che deve candidare Sandro Parcaroli come Sindaco – non riesce a fare la lista. I leghisti disposti a candidarsi sono otto: tra questi l’assessore Lego e l’assessore al bilancio Oriana Piccioni. Dei consiglieri eletti nel 2020 non si ripresenta nessuno. Però la lista dei negozianti, annunciata come un esercito al seguito del camiciaio, non riesce a mettere insieme più di dodici nomi. Otto più dodici fa venti, ma il minimo di candidati che una lista deve presentare per essere ammessa alla competizione è 21: due terzi degli eligendi. Al momento, la lista bottegaio-leghista non ha i numeri. In queste ore febbrili è cominciata la caccia al candidato. E, se nei casi criminali si usa il luminol, in Lega ora usano il “Lucentil”, con il padre nobile Marinelli che si è chiamato fuori dalla rissa. Sandro Parcaroli è dirigente regionale della Lega e rischia di non avere una lista della Lega. C’è poi un altro fattore di cui gli altri partiti di Centrodestra dovrebbero tener conto. I manovratori della lista bottegaio-leghista starebbero pensando di non presentare comunque il simbolo della Lega, che resterebbe esclusa dalla competizione (ripeto: Sandro Parcaroli è nella segreteria regionale della Lega, che peraltro sinora – con l’onorevole Giorgia Latini – si è segnalata per totale assenza), allo scopo di conquistare nelle trattative per la giunta quanti più posti di assessore possibili. Secondo il manuale Cencelli – il famoso codice attraverso cui si spartivano gli incarichi nelle coalizioni della Prima Repubblica – la casella di Sindaco vale tre assessori. Essendo Sandro Parcaroli della Lega, ai salviniani difficilmente spetterà un’altra poltrona, se i risultati del voto saranno quelli che i sondaggi prefigurano. La lista che dovrebbe avere maggiori consensi, e dunque più incarichi, dovrebbe essere quella di Fratelli d’Italia, seguita da Forza Italia. I posti sono nove, a cui si aggiunge l’incarico di Presidente del consiglio comunale, ma bisogna tener conto anche delle quote rosa: almeno quattro assessorati devono essere ricoperti da donne. Si possono nominare assessori non eletti (la prima giunta Parcaroli era ben fornita di non votati), ma stavolta è stato firmato un documento in cui Sandro Parcaroli si impegna a nominare assessori solo eletti. Nella lista ancora incerta bottegaio-leghista ci sono due aspiranti assessori: l’uscente assessore Lego e l’uomo con la camicia. Sperano di poter partecipare alla trattativa dicendo: “Non siamo della Lega, dunque la poltrona di Sindaco non azzera le nostre possibilità”. C’è però la variante Oriana Piccioni che, essendo donna, ha una posizione di favore per diventare assessore se alla Lega, oltre al Sindaco, dovesse spettare un altro posto. Si preparano notti da lunghi coltelli. Non so con quale animo gli altri partiti di Centrodestra assistano a tutto ciò; forse cominciano a preoccuparsi per la credibilità dell’alleanza. E, a parer mio, fanno bene. Ah, dimenticavo: per eleggere un Sindaco e, dunque, fare l’assessore, ci vogliono i voti. Alla prossima.

22/04/2026 10:20
Verso le elezioni, Macerata in cerca di un orizzonte: confronto pubblico su sanità, economia e cultura

Verso le elezioni, Macerata in cerca di un orizzonte: confronto pubblico su sanità, economia e cultura

“Libertà è partecipazione”, cantava Giorgio Gaber. Ma si potrebbe aggiungere: democrazia è consapevolezza. Nell’approssimarsi delle elezioni comunali, due dei maggiori circoli culturali di Macerata – il Circolo di cultura politica Aldo Moro e il Circolo della Rosa – hanno unito le forze per organizzare un confronto pubblico su tre temi fondamentali per la cittadinanza: sanità, economia e cultura. L’appuntamento è per giovedì 23 aprile alla Sala Castiglioni della Biblioteca Comunale Mozzi-Borgetti (piazza Vittorio Veneto, Macerata). A partire dalle ore 17, dopo l’introduzione di Angelo Sciapichetti (Circolo Aldo Moro), interverranno il professor Claudio Socci (Università di Macerata, ordinario di Politica economica), Gianni Genga (già direttore dell’azienda sanitaria) e Bruno Mandrelli (avvocato e animatore del Circolo della Rosa). Il tema dell’incontro sarà: “Macerata e il suo territorio: economia, sanità e cultura. Problemi attuali e prospettive future”. A coordinare il dibattito sarà il giornalista Carlo Cambi. Sono previsti, con tutta probabilità, gli interventi di molti candidati sindaco, così come di rappresentanti delle associazioni e delle categorie economiche della città. Non si tratta di un momento di campagna elettorale, ma di una giornata di studio volta a mettere a fuoco i temi del possibile confronto tra le diverse liste.   È intenzione degli organizzatori, inoltre, dare ampio spazio al dibattito con il pubblico, per rafforzare il significato più alto della partecipazione alla vita della città.

21/04/2026 19:12
Meloni visita gli stand marchigiani al Salone del Mobile, Acquaroli: "Clima di fiducia e dinamismo"

Meloni visita gli stand marchigiani al Salone del Mobile, Acquaroli: "Clima di fiducia e dinamismo"

Clima di fiducia e segnali incoraggianti per il sistema produttivo marchigiano al Salone del Mobile, in corso fino al 26 aprile presso Fiera Milano Rho. A sottolinearlo è il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, presente all’inaugurazione della manifestazione. «Ho incontrato numerose imprese marchigiane e ho riscontrato un clima di fiducia e dinamismo – ha dichiarato Acquaroli –. Gli imprenditori raccontano di un avvio positivo, un segnale importante in un contesto internazionale complesso». Il governatore ha evidenziato come le aziende del territorio continuino a dimostrare capacità di adattamento ai mercati globali, investendo in innovazione e rafforzando la propria presenza all’estero, senza rinunciare ai valori di qualità e identità che caratterizzano il Made in Marche. Nel corso della giornata, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dallo stesso Acquaroli, ha visitato gli stand di alcune aziende regionali, incontrando imprenditori, designer e operatori della filiera del legno-arredo, uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy. Una presenza, quella della premier, che – come sottolineato dal governatore – "conferma l’attenzione verso le eccellenze produttive italiane, già manifestata in occasione del Vinitaly". Sono 29 le imprese marchigiane presenti all’edizione 2026, distribuite tra il Salone Internazionale del Mobile, EuroCucina, il Salone Internazionale del Bagno e FTK – Technology For the Kitchen, spazio dedicato alle innovazioni tecnologiche e agli elettrodomestici da incasso. Il comparto legno-arredo delle Marche si conferma un pilastro dell’economia regionale: conta circa 1.800 imprese e oltre 18.700 addetti, rappresentando il 7,7% dell’occupazione industriale. L’export supera i 765 milioni di euro, pari al 5,7% delle esportazioni complessive, mentre il valore della produzione ha raggiunto circa 3,7 miliardi di euro nel 2025. Numeri che consolidano la regione tra i principali poli italiani del settore, con una forte capacità competitiva sui mercati internazionali.  

21/04/2026 18:00
Antenna al Castellaro, la replica dell'assessore Belletti: "Basta slogan, i margini del Comune sono limitati"

Antenna al Castellaro, la replica dell'assessore Belletti: "Basta slogan, i margini del Comune sono limitati"

Sulla questione dell’installazione della nuova antenna in zona Castellaro, l'assessore all'urbanistica del comune di Civitanova Marche, Roberta Belletti, interviene con decisione per riportare chiarezza tecnica in un dibattito diventato ormai terreno di scontro politico. L’assessore invita a riportare il confronto «su un piano di serietà e responsabilità, evitando semplificazioni, ma soprattutto polemiche sterili costruite con paraocchi, più orientate alla visibilità personale che al reale interesse della collettività». Belletti rivendica il lavoro svolto dagli uffici e la correttezza dell'iter seguito, sottolineando come la normativa nazionale e regionale lasci poco spazio di manovra agli enti locali in questo ambito. «Per quanto di mia competenza, ho fatto tutto ciò che era possibile fare. Mi sono attivata per verificare la correttezza degli atti e delle procedure, garantendo la massima disponibilità al confronto». L'assessore entra poi nel merito tecnico della vicenda: «È importante chiarire che l’intervento ricade in un’area priva di vincoli paesaggistici e ha una valenza di pubblica utilità per cui gode dell'esenzione dal rispetto della disciplina vigente del PPAR (Piano Paesistico Ambientale Regionale)». Di conseguenza, spiega Belletti, «i margini di intervento dell'amministrazione sono oggettivamente limitati: questo è il quadro reale, al di là delle narrazioni semplificate che qualcuno continua ad alimentare». Un altro punto cruciale riguarda l'efficacia degli strumenti comunali di pianificazione, spesso invocati dai comitati. «Va ribadito con chiarezza che il Piano Antenne ha natura indicativa e non prescrittiva: rappresenta uno strumento di indirizzo, ma non consente di impedire automaticamente l’installazione degli impianti nel rispetto della normativa vigente, per quanto qualcuno voglia far credere il contrario». L'assessore cita come esempio positivo l'antenna prevista a Civitanova Alta, vicino al cimitero, dove il Piano è stato applicato con successo. Nonostante i paletti normativi, l'amministrazione non chiude la porta al dialogo: è stato infatti già organizzato un incontro tecnico con il Comitato e i tecnici dell'Arpam per approfondire gli aspetti legati alle emissioni e alla tutela ambientale, con l'obiettivo di «valutare ogni possibile azione concreta nell’interesse dei cittadini, non slogan». In chiusura, l'assessore Belletti non risparmia una stoccata alle opposizioni e ai critici: «Colpisce che su temi complessi si scelga di intervenire con toni allarmistici solo quando conviene, mentre su situazioni analoghe si sia registrato in passato ben altro atteggiamento. La tutela del territorio dovrebbe essere un principio costante, non un argomento da utilizzare a intermittenza». La linea dell'Assessorato resta dunque quella della fermezza istituzionale: «Continueremo a lavorare con serietà, senza inseguire polemiche pretestuose, ma mettendo in campo ogni azione possibile nel rispetto delle regole e a difesa della comunità».

21/04/2026 11:10
La "metamorfosi" di Parcaroli: da imprenditore a politico di professione in cerca di consenso (e stipendio)

La "metamorfosi" di Parcaroli: da imprenditore a politico di professione in cerca di consenso (e stipendio)

In attesa che Godo ci faccia sapere se ha una lista con cui si candida, probabilmente con gesto teatrale lo farà il 25 aprile, termine ultimo, come a dire: “Cari maceratesi ecco la vostra liberazione”, si possono tuttavia fare delle prime considerazioni. Intanto dobbiamo salutare con soddisfazione la trasformazione di Sandro Parcaroli, riuscito in una metamorfosi che di certo Ovidio non poteva immaginare. Va già meglio con Franz Kafka ed in effetti il nostro amato sindaco, in cerca di continuità, qualche tratto di somiglianza con Gregor Samsa ce l’ha, anche se a Parcaroli auguriamo una fine migliore. Risvegliarsi insetto non dev’essere piacevole, ma quel che è peggio è che il povero Gregor finisce rifiutato dai suoi. C’è molto di kafkiano nella vicenda politica del Centrodestra maceratese e quindi le "Metamorfosi di Parcaroli" sono in totale sintonia. Che capita? Che il nostro è il solo politico di professione a candidarsi nella tornata elettorale di fine maggio. Ai maceratesi ancora nessuno lo ha detto, ma devono essere informati del fatto che con le loro imposte contribuiranno – come avveniva nel Medioevo – a mantenere il signor Sindaco che non ha nessuna altra occupazione se non quella che gli deriverà, sempre che venga rieletto, dalla carica di primo cittadino con appannaggio pari a 115.920 euro. Si è detto nel primo mandato che egli avrebbe devoluto l’assegno mensile (circa 6 mila euro netti al mese) in beneficenza, ma non si ha traccia di queste elargizioni. A maggior ragione è legittimo ritenere che se verrà rieletto s’intascherà, com’è giusto che sia, il suo emolumento. Perché Sandro Parcaroli, alla testa del Centrodestra, ma ancora orfano della lista che deve candidarlo, oggi è un politico di professione. Lui continua a definirsi imprenditore, ma da quel che risulta il suo ingrosso di computer lo ha venduto e anzi, in occasione della inchiesta che riguarda la R-Store di Napoli che ha assorbito la Med-Store di Parcaroli con sede a Piediripa, il Sindaco ci ha tenuto a specificare che lui con la Med non c’entra più nulla e che anche i figli suoi, pur mantenendo incarichi in alcune società satellite con il core business di R-Store, che è la distribuzione di prodotti Apple “ereditata” dal padre, non c’entrano nulla, come da nota dell’avvocato Gabriele Cofanelli. Non risulta che il perito informatico Sandro Parcaroli abbia sin qui intrapreso altre attività imprenditoriali, dunque il nostro sindaco è, si presume data l’età, o pensionato o sindaco a tempo pieno; dunque un politico di professione. È qui che si sostanzia la metamorfosi che forse sta diventando per lui un po’ imbarazzante. Mentre Marco Sigona, medico e dermatologo, ben rappresenta il suo impegno diuturno in ospedale, mentre Mattia Orioli svolge la professione forense, Giordano Ripa continua nella “missione” di medico, Giancarlo Tittarelli è il direttore del centro commerciale Val di Chienti, di Sandro Parcaroli non si conosce un’altra occupazione oltre a quella di sindaco. È singolare che l’imprenditore prestato alla politica, che si è fatto eleggere a capo di una lista civica che poi ha dissolto come neve al sole, oggi divenuto dirigente regionale della Lega, si debba ripresentare all’elettorato dicendo: votatemi perché faccio il sindaco. Ecco la metamorfosi: da civico, da rappresentante della società civile in sei anni si è fatto integrale interprete della carriera politica, dei codici della politica. Questo suo percorso personale spiega però molte altre cose: la scarsissima attenzione che ha prestato all’incremento di strutture produttive in città. Aveva promesso – da imprenditore dell’informatica – al suo esordio come sindaco di creare una sorta di Silicon Valley a Valleverde, aveva promesso sostegno alle attività artigianali da riportare addirittura in centro storico, aveva promesso la Raci per sostenere gli allevatori (com’è andata col mattatoio lo sanno tutti e la storia è solo all’inizio), aveva promesso il nuovo polo ortofrutticolo forse sapendo che il grosso delle imprese di Macerata è ancora nel settore dell’agricoltura (sono 482 e sono le più numerose), aveva promesso che il Centro Fiere che per ora non è stato restituito alla città, ma ospita qualche evento privato a pagamento, sarebbe diventato un nuovo volano d’impresa. Di tutto ciò nulla è accaduto. I risultati dopo sei anni sono che a Macerata ci sono, rispetto al 2022, 303 imprese in meno e che solo nell’ultimo anno (2025 su 2024) sono chiuse 215 aziende manifatturiere (per intenderci quelle che creano davvero ricchezza). Il segretario provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi ha fatto sapere che la filiera positiva Comune-Regione-Governo in mano al Centrodestra ha portato a Macerata mezzo miliardo di euro. Giusto per quelli che hanno la mia età è un fiume di soldi pari a mille miliardi delle vecchie lire. Giusto per divertirci diciamo che sono più di dodicimila euro per ogni maceratese, poppanti e ultracentenari inclusi. Tutto questo si sarebbe dovuto tradurre, se amministrato con il criterio dell’imprenditore di cui Parcaroli si autodefinisce interprete, in una spinta formidabile alla industrializzazione di Macerata, alla creazione di strutture capaci di incrementare la produttività e il valore aggiunto della città. Non pare sia accaduto; in dettaglio me ne occuperò nei prossimi giorni. Immagino che non sia accaduto perché appunto c’è stata la metamorfosi che ora impone a Sandro Parcaroli di aspettare che si acquetino le doglie della sua Lega, lui è un dirigente regionale del partito che fa capo a Matteo Salvini che peraltro lo ha imposto come candidato al Centrodestra, e venga partorita la lista dove lui sarà candidato. Ormai Parcaroli è un esponente di partito e si trova nella imbarazzante condizione di non poter chiedere ospitalità ad altra lista se non quella che ha, anche se in condominio con qualche esercente il commercio, il simbolo leghista. Ma se non gli fanno la lista rischia di restare disoccupato. Perché, da politico di professione, deve farsi eleggere per guadagnare anche uno stipendiuccio da seimila euro o giù di lì al mese pagato dai contribuenti maceratesi.

20/04/2026 17:30
Cingoli, ampliamento discarica Fosso Mabiglia, il Pd avverte: "Politica dei rinvii: la Tari salirà del 10% l'anno"

Cingoli, ampliamento discarica Fosso Mabiglia, il Pd avverte: "Politica dei rinvii: la Tari salirà del 10% l'anno"

Il dibattito sul futuro della discarica di Fosso Mabiglia a Cingoli entra in una fase cruciale. Il calendario burocratico è ormai definito: il 24 aprile si concluderanno le procedure relative alla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) e all'Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), mentre per il 7 maggio è stata fissata la conferenza dei servizi. In questo scenario, il Partito Democratico locale ha espresso una posizione netta, facendo proprie le preoccupazioni sollevate dal Comitato Campagna Pulita e dai residenti della zona. Il primo punto critico riguarda la conformazione del territorio e i vincoli legali che gravano sull'area destinata ai nuovi volumi: "Le osservazioni sono puntuali e precise, come quella in cui si afferma che una parte consistente dell’ampliamento ricade in zona soggetta a vincolo paesaggistico, così come il torrente Pavanella. Elementi a nostro avviso dirimenti, affinché si possa dire concluso il procedimento", sottolinea Raffaele Consalvi, segretario cittadino del Pd. "L’elemento centrale resta il nodo politico. Di fronte ad una classe politica - attacca Consalvi - che negli anni non ha avuto il coraggio di scegliere un sito alternativo a Cingoli, anche in presenza di una graduatoria di siti idonei dell’Università di Ancona, il cittadino come fa a fidarsi? Dopo tanti anni di governo non si può continuare a dire che la colpa è sempre di quelli di prima!". "Con quale credibilità si va ad ampliare una discarica con altri 250.000 metri cubi, quando già ce ne sono stati messi 547.000? E si andrà a spendere per il terzo ampliamento sui dieci milioni di euro! Con quale attendibilità ti presenti di fronte ai cittadini dicendo che bisogna continuare altri quattro anni e mezzo, quando l’attuale discarica doveva essere chiusa cinque anni fa, ma nel frattempo hai già fatto due ampliamenti?", si domanda Consalvi. E prosegue: "Con quale autorevolezza si può convincere, quando si afferma (Regione) che l’obiettivo finale è quello di dire no alle discariche e sì all’inceneritore, omettendo però di dire dove andrà realizzato, che ci vorranno dieci anni e avrà un costo variabile tra i 300/400 milioni di euro?". "La politica del rinvio ha portato il settore alla paralisi e si sta trasferendo sulle bollette Tari, che aumenteranno anche nei prossimi anni di un 10% l’anno. In questo quadro, sarà importante capire il ruolo dell’Amministrazione Comunale, in quanto il Sindaco in due riunioni pubbliche ha affermato che avrebbe dato un riscontro favorevole all’ampliamento solo quando l’ATA di Macerata avrebbe scelto il sito alternativo del dopo Cingoli", conclude Consalvi.

20/04/2026 17:00
Macerata, la proposta ai candidati sindaci: "Un 'Bonus Teatro' da 300 euro per gli under 21"

Macerata, la proposta ai candidati sindaci: "Un 'Bonus Teatro' da 300 euro per gli under 21"

MACERATA - Un voucher concreto per contrastare l'isolamento sociale e promuovere il benessere psicologico attraverso l'arte. È questa la proposta che la storica Compagnia Calabresi Tema (attiva in città dal 1945) e il progetto di attivismo MalaMente lanciano ufficialmente a tutti i candidati sindaci in vista delle prossime elezioni amministrative. L'iniziativa, denominata "Bonus Teatro", prevede l'erogazione di un voucher da almeno 300 euro destinato ai giovani under 21. Il contributo verrebbe consegnato direttamente al ragazzo, che potrebbe poi spenderlo liberamente scegliendo tra i corsi di recitazione e i laboratori espressivi offerti dalle numerose compagnie teatrali attive nel comune di Macerata. Il presidente della Calabresi Tema, Gabriele Censi, ha sottolineato come fare teatro sia diventato sempre più oneroso per le famiglie: "Nonostante il nostro impegno costante con scuole, Università e realtà sociali, stiamo toccando solo la punta dell'iceberg. Molti giovani che ne avrebbero bisogno non hanno la possibilità economica di accedere a questi percorsi". Solo nell'ultimo anno, la compagnia ha coinvolto centinaia di ragazzi tra gli 11 e i 29 anni, ma l'obiettivo è rendere questa opportunità accessibile a tutti, non solo a chi può permetterselo. La proposta non ha solo una valenza culturale, ma risponde a un'urgenza sociale legata alla salute mentale delle nuove generazioni. Una missione condivisa con il progetto MalaMente, diretto da Ylenia Gazzella, che collabora con la compagnia da tre anni: "L'espressione artistica dona voce e ascolto, elementi imprescindibili per superare ansie e difficoltà. In un mondo che spinge all'isolamento e alle ossessioni digitali, il teatro è un esercizio di empatia senza giudizio". Il "Bonus Teatro" viene dunque presentato come un investimento sul futuro della città: uno strumento validato per il contrasto al disagio psicosociale e un sostegno diretto al fermento culturale maceratese. 

20/04/2026 15:10
Potenza Picena, Ilenia Principi è la nuova segretaria del Pd locale

Potenza Picena, Ilenia Principi è la nuova segretaria del Pd locale

Si è svolto domenica 19 aprile il congresso del Partito Democratico di Potenza Picena, un appuntamento partecipato che ha segnato il rinnovo della guida del partito locale. A essere eletta segretaria è Ilenia Principi, 31 anni, che succede a Stefano Dall’Aglio. All’ex segretario è stato rivolto un ringraziamento per l’impegno e il lavoro svolto durante il suo mandato. Il congresso ha rappresentato un momento di confronto e verifica dell’attività politica degli ultimi anni, oltre che un’occasione per delineare le prospettive future del partito sul territorio. Nel suo intervento, la neo segretaria Ilenia Principi ha espresso gratitudine per la fiducia ricevuta, sottolineando la volontà di proseguire nel solco tracciato, ma anche di imprimere nuovo slancio all’azione politica, con particolare attenzione al coinvolgimento delle nuove generazioni. «Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e con l’obiettivo di fare del partito uno spazio vivo, aperto e inclusivo», ha dichiarato. «Dobbiamo essere una forza politica capace di leggere i bisogni, interpretarli e trasformarli in proposte concrete e credibili. Dobbiamo essere utili».    

20/04/2026 10:08
Parcaroli non ha la lista. E aspettando "Godo" sta diventando una comica

Parcaroli non ha la lista. E aspettando "Godo" sta diventando una comica

In una di quelle serate profumate di buona borghesia al Lauro Rossi vi sarà capitato di incontrare Estragone e Vladimiro. Oggi magari è meno probabile perché la programmazione del settecentesco palcoscenico voluto dai nobili della città è più una passerella di modeste ambizioni ideologiche che non un invito a ospitare musica e prosa di alto significato e quindi Samuel Beckett non è all’orizzonte. Così come non sono all’orizzonte i lavori di consolidamento di questo capolavoro del Bibbiena che pure Estragone, al secolo l’assessore Lego, aveva sbandierato proclamando l’ennesimo iperbolico finanziamento da 3,9 milioni di euro per il post sisma. Deve essere nella stessa pratica del restauro del Convitto Nazionale che il Centrodestra aveva messo al primo punto del suo programma sei anni fa, ma evidentemente hanno avuto altro da fare. Per compitare le promesse mancate occorrerebbe non un articoletto, ma un censimento. Estragone e Vladimiro, l’uomo con la camicia, stanno lì e a quattro giorni dal termine ultimo per la presentazione delle liste non hanno ancora notizie di Godo (ho tolto la t perché al personaggio di cui dico s’addice più il godereccio che il filosofico). Fuor di metafora la cosa curiosa – al netto di chi di Sandro Parcaroli ha detto peste e corna e poi si ripresenta glorificandolo nella speranza di uno strapuntino – è che a quattro giorni dalla scadenza perentoria per la presentazione delle liste quella che dovrebbe indicare Sandro Parcaroli come candidato sindaco non c’è. Estragone e Vladimiro stanno aspettando Godo, ma c’è il rischio concreto che debbano affannarsi a presentare un listino che non raggiunge neppure i 32 nomi previsti, ma soprattutto che alla fine vengano frustrati dal materializzarsi di Anna Menghi che ha tre vantaggi: è donna e per le quote rosa ha la preferenza, ha i voti e soprattutto sa di amministrazione. Davvero sembra una piece teatrale. Fratelli d’Italia ha già schierato i suoi candidati e ha ingoiato il rospo del Parcaroli-bis per disciplina di partito. Francesco Acquaroli – il presidente della Regione – sapeva benissimo che tolto Godo si sarebbe scatenata nel suo partito una guerra intestina. Su consiglio di Arianna Meloni ha posto il tema a Matteo Salvini che ha incoronato Godo per il secondo mandato. Ora va ricordato a tutti gli elettori che per le Comunali esiste il voto disgiunto. Si può votare per il consiglio comunale per un candidato di una lista di centro destra e votare per un candidato Sindaco non collegato a quella lista. E però sono tutti convinti che l’effetto Parcaroli funzioni. Peccato che per ora Godo non abbia una lista dove compare come candidato. Così c’è un certo affanno dalle parti di Estragone, convinto di godere di una infinita popolarità, e di Vladimiro che doveva mobilitare un esercito di esercenti e pare si sia dovuto incontrare con quattro complici al bar. L’affanno è derivante dal fatto che non trovano né firme né candidati. Ci sono su questa lista bottegaio-leghista due incognite enormi: Anna Menghi e Aldo Alessandrini che della Lega è segretario cittadino e ora siede nella commissione d’inchiesta sul mattatoio di cui nessuno parla. In questa situazione si ha uno schieramento per Parcaroli Sindaco con il non trascurabile particolare che sin qui Sandro Parcaroli non ha una lista dove presentarsi. E se la lista ci sarà, sarà una lista-Parca, non dal nome del capolista, ma dalla inconsistenza dei candidati. Dato che le cose stanno così sembrano sgonfiarsi anche i bluff di una popolarità senza confini di Vladimiro e di una solidissima presa elettorale di Estragone-Lego che ha aperto tanti cantieri, ma non si è costruito un consenso. Per il Centrodestra l’avvio di questa competizione elettorale non è né dei più sereni né dei più decisi. Evidentemente contano sulla presunta debolezza dei competitori. Ma tra l’operare per vincere e il tentare di non perdere c’è una bella differenza. Staremo a vedere, per ora aspettando: Godo.

19/04/2026 11:00
Macerata, Fratelli d’Italia lancia la sfida elettorale con Parcaroli: "Non ci accontentiamo, avanti con i progetti” (VIDEO e FOTO)

Macerata, Fratelli d’Italia lancia la sfida elettorale con Parcaroli: "Non ci accontentiamo, avanti con i progetti” (VIDEO e FOTO)

Nella Sala Rossa della Domus San Giuliano, il partito di Fratelli d’Italia ha ufficialmente presentato la propria compagine per le prossime elezioni amministrative di Macerata. L'evento, svoltosi nel pomeriggio di sabato 18 aprile, ha confermato la compattezza del movimento a sostegno del primo cittadino uscente. Ad aprire i lavori è stato il coordinatore comunale e consigliere Pierfrancesco Castiglioni, che ha rivendicato la qualità della squadra schierata: "Presentiamo una lista forte e adeguata alle elezioni. I candidati sono molto motivati e rappresentano un mix ideale tra nuovi volti e vecchie conoscenze del nostro partito". La solidità della proposta politica è stata rimarcata dal segretario provinciale Massimo Belvedere, il quale ha inserito la competizione elettorale in un quadro di ampio respiro: "Ringrazio i dirigenti di partito che sono qui oggi. Questa è una sfida epocale. Sandro Parcaroli e tutti i consiglieri uscenti hanno fatto molto per questa città. Macerata ha cambiato volto, anche grazie alla costante collaborazione con Regione e Provincia. Il nostro impegno è continuare quanto abbiamo iniziato". Il candidato sindaco Sandro Parcaroli ha espresso grande entusiasmo per il gruppo di aspiranti consiglieri, sottolineandone la trasversalità delle competenze: "È una lista variegata, utile e di supporto in tutti i settori. Nonostante sia stato fatto molto, non ci accontentiamo. Non sono affatto stanco, l'età sta solo sulla carta d'identità. Dobbiamo fare ancora molto: finire i lavori che abbiamo iniziato e imbastirne di nuovi, per portare questa città a essere una delle più belle d’Italia". All'evento hanno anche partecipazione della senatrice Elena Leonardi, del sottosegretario alla presidenza Silvia Luconi e del consigliere regionale Pierpaolo Borroni. La giornata politica è poi proseguita con un momento di ascolto attivo dedicato alla cittadinanza tramite l'incontro "La tua voce per il futuro di Macerata", un'occasione di confronto diretto per raccogliere le istanze del territorio e integrarle nella visione amministrativa dei prossimi anni. La lista si compone quindi dei seguenti nomi: Francesca D’Alessandro, docente di italiano liceo classico; Paolo Renna, operaio; Lorella Benedetti, funzionario ufficio legale Agenzia Entrate; Andrea Blarasin, commercialista; Marco Bravi, agente di commercio settore informatico; Pierfrancesco Castiglioni, dirigente scolastico in pensione; Romina Leombruni, funzionario Agenzia Entrate; Paolo Virgili, dipendente ente provincia; Michele Angelini, assicuratore; Claudio Caproli, docente tecniche gestione aziendale in pensione; Giada Cavallaro, consulente del lavoro; Simona Epasto, docente universitario di geografia economico-politica; Francesco Formentini, dipendente Università Macerata; Cecilia Franceschetti, commerciante e insegnante di danza; Maria Giampieri, assistente amministrativa presso istituto scolastico; Mauro Grelloni, medico pediatra; Andrea Guidarelli, cassiere e studente pilota di linea; Marco Isidori, allenatore sportivo; Simone Livi, dipendente Agenzia Dogane e Monopoli; Alfredo Lo Presti, consulente assicurativo; Martina Moroni, studentessa universitaria; Francesco Pallotto, laureato in scienze della politica e volontario servizio civile presso Polizia Locale; Francesco Pastori, operaio; Luciana Pavoni, docente di francese in pensione; Giuseppe Renzi, medico ginecologo; Irene Russo, consulente del lavoro; Serenella Pigliapoco, pensionata; Pierfrancesco Tasso, avvocato; Alberto Tombesi, funzionario CCIAA; Roberto Torresi, pensionato; Ilenia Vitali, impiegata amministrativa contabile.

18/04/2026 17:39
Macerata, dopo le polemiche Renna e Marcolini uniti per la pulizia del parco di Villa Lauri

Macerata, dopo le polemiche Renna e Marcolini uniti per la pulizia del parco di Villa Lauri

Intervento di cittadinanza attiva questa mattina al parco di Villa Lauri a Macerata, dopo le segnalazioni sullo stato di degrado dell’area verde. A seguito del botta e risposta sul tema, l’assessore alla Sicurezza e al Decoro, Paolo Renna, il consigliere comunale di minoranza Alessandro Marcolini e il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli si sono recati sul posto insieme ad alcuni cittadini per un’iniziativa simbolica di pulizia del parco. “Villa Lauri è un luogo molto amato, un polmone verde in un quartiere popoloso e ricco di identità. I cittadini dimostrano di tenerci in modo concreto”, ha dichiarato Tittarelli. L’iniziativa è nata dopo la segnalazione del consigliere Marcolini e ha visto una partecipazione spontanea di residenti e simpatizzanti, trasformandosi in un momento di coinvolgimento diretto della comunità. “Si è attivato un meccanismo di cittadinanza attiva e di reazione concreta da parte dei cittadini”, ha aggiunto Tittarelli, sottolineando come la presenza sul posto rappresenti anche una richiesta di maggiore attenzione alla gestione degli spazi pubblici. Nel corso dell’intervento è stato evidenziato il tema della manutenzione del verde urbano e delle infrastrutture di quartiere, con un richiamo alla necessità di una programmazione più costante. “Le persone hanno voluto vedere da vicino e dare una mano – ha spiegato Tittarelli – ma questo conferma anche la necessità di rafforzare i presidi di prossimità e la cura quotidiana della città”. Tra le proposte rilanciate, anche la riattivazione dei centri civici come luoghi di partecipazione e presidio territoriale, insieme a un potenziamento delle risorse destinate alla manutenzione del verde e delle strade. “L’impegno deve essere chiaro: più programmazione, più manutenzione e meno dispersione di risorse”, è il messaggio condiviso, con l’obiettivo di riportare la cura della città al centro delle priorità amministrative.

18/04/2026 14:49
Macerata, emergenza casa. Il Pd: “Affitti insostenibili e pochi alloggi popolari”

Macerata, emergenza casa. Il Pd: “Affitti insostenibili e pochi alloggi popolari”

“La casa è un diritto, non un privilegio”. È da questo principio che il Partito Democratico di Macerata ha aperto un confronto pubblico dedicato al tema dell’abitare, riportando al centro dell’agenda politica una delle principali emergenze sociali del territorio. Secondo il Pd, "abitare non significa soltanto avere un tetto sopra la testa, ma garantire dignità, sicurezza e condizioni adeguate per costruire il proprio futuro. Una necessità che oggi si scontra con affitti insostenibili, carenza di alloggi popolari e l’emergenza del caro-affitti, che colpisce soprattutto giovani studenti fuori sede e nuove famiglie". Nel corso dell’iniziativa è stata sottolineata la necessità "di un ripensamento complessivo delle politiche pubbliche sulla casa, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle difficoltà legate al mercato degli affitti". Tra le proposte avanzate dal Pd figurano il rilancio dell’Edilizia Residenziale Pubblica, il recupero e la manutenzione degli alloggi popolari sfitti e una maggiore attenzione alla reale assegnabilità degli stessi attraverso regolamenti e bandi efficaci. Nel dibattito è stato evidenziato come, secondo il partito, in ambito regionale e locale si siano verificate criticità nelle politiche abitative che avrebbero contribuito a rallentare le risposte al bisogno di casa. Ulteriori proposte riguardano il sostegno all’affitto, dopo i tagli ai fondi nazionali per la morosità incolpevole, il contrasto alla speculazione sui canoni destinati agli studenti e politiche di rigenerazione urbana senza consumo di suolo. A livello nazionale, il Pd propone inoltre l’introduzione del diritto alla casa in Costituzione e la creazione di un Ministero dedicato all’abitare, a testimonianza della crescente centralità del tema. All’incontro hanno partecipato Pierfrancesco Majorino, responsabile della segreteria nazionale del Pd, e Mattia Santarelli, segretario nazionale dei Giovani Democratici, che hanno rilanciato la campagna nazionale sul tema. Il segretario dei Gd maceratesi, Tommaso Domizi, ha raccontato le iniziative e gli incontri svolti con i giovani del territorio. Il confronto è stato introdotto dalla segretaria comunale Ninfa Contigiani e ha visto il saluto della segretaria regionale Chantal Bonprezzi. Presente anche il candidato sindaco Gianluca Tittarelli, intervenuto nel dibattito.

17/04/2026 17:31
Lega, Tullio Patassini nominato responsabile nazionale del Dipartimento Energia

Lega, Tullio Patassini nominato responsabile nazionale del Dipartimento Energia

Nell’ambito dei 36 dipartimenti nazionali voluti dal segretario Matteo Salvini e coordinati da Armando Siri, la Lega ha ufficializzato il conferimento di un nuovo incarico a Tullio Patassini, nominato responsabile del Dipartimento nazionale Energia. Patassini subentra a Paolo Arrigoni, al quale i vertici del partito hanno rivolto un ringraziamento per il lavoro svolto negli anni precedenti. Figura già impegnata sui temi energetici, Patassini è stato deputato nella scorsa legislatura e attualmente ricopre il ruolo di consigliere del presidente della Commissione Attività Produttive alla Camera. Nel nuovo incarico si occuperà delle politiche energetiche e delle tematiche legate alla tutela dei consumatori, in una fase caratterizzata da forti criticità legate agli equilibri geopolitici internazionali.   «Ringrazio Matteo Salvini e Armando Siri per la fiducia accordatami – ha dichiarato Patassini – in un momento così delicato negli equilibri geopolitici mondiali, la questione energetica rappresenta un tema che abbiamo la responsabilità di presidiare con attenzione, cercando di trovare soluzioni concrete a favore dei cittadini e delle imprese».

17/04/2026 16:19
Macerata, presentata la civica I Maceratesi per Parcaroli: "Meno assemblee, più contatto con i cittadini” (VIDEO)

Macerata, presentata la civica I Maceratesi per Parcaroli: "Meno assemblee, più contatto con i cittadini” (VIDEO)

È stata presentata questa mattina la lista civica I Maceratesi per Parcaroli, una squadra che punta a rafforzare la coalizione del sindaco uscente con un’identità indipendente dai partiti e radicata nel territorio. Durante l’incontro sono intervenuti i protagonisti del progetto, mettendo in evidenza il valore dell’impegno civico e la "necessità di costruire il futuro della città con competenza e visione". Salvatore Piscitelli ha evidenziato la qualità del gruppo, spiegando che “abbiamo messo insieme in poco tempo una lista professionale e competente” e sottolineando che si tratta di una realtà “senza simboli di partito e quindi indipendente”. Ha poi aggiunto che “in questa lista abbiamo a cuore la sanità e vogliamo portarla avanti come tema nei progetti e nel programma”. Ha inoltre ricordato come la lista de I marchigiani a livello regionale abbia fatto la differenza e può rappresentare uno stimolo anche per Macerata. “Sono certo che questa lista civica potrà dare una forza in più alla coalizione di Parcaroli”, ha concluso. A seguire è intervenuto Gianni Giuli, che ha richiamato il percorso che ha portato alla nascita della lista, spiegando che deriva dall’esperienza regionale e che, insieme a Piscitelli e Francesco Luciani, è stata costruita una proposta civica per la città. “Abbiamo inserito l’espressione competente di Macerata, iniziamo questa avventura tutti insieme. Siamo forti e uniti”, ha dichiarato. In collegamento da remoto, Paolo Calcinaro ha definito l’adesione alla lista come “una forma di impegno, non delegare e non lasciare ad altri la gestione della città”, rimarcando come si tratti di una scelta lontana dalle logiche di partito. Ha espresso stima per il sindaco, affermando che “Sandro Parcaroli è una persona eccezionale” e ribadendo una visione della politica come servizio. Sul fronte sanitario ha spiegato che “stiamo lavorando al bando” per l’ospedale, senza trascurare “le case e gli ospedali di comunità”, definendo la lista “molto competitiva” e invitando a un approccio diretto: “Facciamo meno assemblee e i voti andiamoli a cercare, andiamo noi dai cittadini”. Sandro Parcaroli ha sottolineato il ruolo strategico della lista, spiegando che “la lista civica attira voti fuori dai partiti. È una lista importante”. Il sindaco si è detto sicuro del risultato elettorale, aggiungendo che “abbiamo fatto tanto e tanto ancora dobbiamo fare” e che nei prossimi cinque anni saranno necessarie “altre scelte importanti per la città”. Rispondendo alle critiche sulla gestione dei fondi, ha precisato: “Quando mi dicono che sono arrivati tanti soldi ed è stato facile amministrare, rispondo che i fondi bisogna attrarli e metterli a terra, rendicontarli e far partire i lavori”. Parcaroli ha poi evidenziato i cambiamenti in corso, sottolineando che “stiamo vivendo molti cambiamenti strutturali e dobbiamo intercettarli e adattarci. Macerata deve essere programmata verso il futuro”. Il capolista Francesco Luciani, presidente del Consiglio comunale, ha sottolineato il valore del progetto civico, evidenziando che “non è semplice credere in un progetto civico” ma che è stata costruita “una squadra meravigliosa”. Ha inoltre messo in luce la varietà interna alla lista, composta da “ragazzi e ragazze giovani e esponenti della società civile”, segno di un’iniziativa inclusiva e aperta. La lista è composta da Francesco Luciani, Gianni Giuli, Gianluca Micucci Cecchi, Cristina Cingolani, Alessandro Bini, Michele Bacchi, Alessandra Bellini, Mara Cacchiarelli, Martina Cupaiolo, Claudia Del Bianco, Maurizio Del Gobbo, Sandro Di Tuccio, Francesco Fermani, Valentina Fidanza, Eleonora Lamberti, Antonietta Mancuso, Marco Megaroni, Fabrizio Paolella, Gabriele Micarelli, Nicoletta Pavoni, Riccardo Salvucci e Monia Zamponi. Il gruppo è ancora in fase di completamento e saranno inseriti ulteriori candidati entro il 24 aprile.

17/04/2026 14:00
Comunali, Mattia Orioli: “Basta bipolarismo sterile, occorre una visione per rilanciare Macerata” (VIDEO e FOTO)

Comunali, Mattia Orioli: “Basta bipolarismo sterile, occorre una visione per rilanciare Macerata” (VIDEO e FOTO)

Prosegue il viaggio tra le vie del centro storico di Macerata alla scoperta dei candidati alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Tra Corso Garibaldi e le principali arterie cittadine, questa volta è il turno di Mattia Orioli, candidato sindaco del Terzo Polo, progetto politico che punta a inserirsi come alternativa al tradizionale schema destra-sinistra. Orioli rivendica con forza l’identità della sua proposta: «Ci troviamo di fronte a un bipolarismo forzato che negli anni è diventato una politica da tifoseria. Questo non ci appartiene. Noi non siamo contro qualcuno, ma per qualcosa». Un’impostazione che richiama esplicitamente una tradizione politica più pragmatica e meno ideologica, con l’obiettivo di riportare al centro contenuti e soluzioni. Il Terzo Polo maceratese riunisce diverse realtà politiche – da Azione ai liberaldemocratici, fino ai repubblicani e ad altre componenti civiche – con l’ambizione di costruire «un’alternativa nella sostanza, fatta di proposte concrete». Il punto di partenza, secondo Orioli, è una diagnosi netta: «In questi trent’anni Macerata ha perso il suo ruolo di città capoluogo». Un ruolo che, sottolinea, non è solo istituzionale ma anche di guida per l’intero territorio provinciale. Da qui l’idea di una città che torni a coordinare sviluppo turistico, culturale ed economico, recuperando opportunità mancate e rilanciando i propri punti di forza. Tra le proposte più discusse, quella della federazione dei comuni dell’area maceratese: «Abbiamo bisogno di strutture e risorse per affrontare il futuro, anche pensando a quando finirà il PNRR». Orioli rivendica la volontà di affrontare anche temi spesso evitati nel dibattito politico. Tra questi, la gestione dei rifiuti: «No alla discarica a Macerata, ma serve un’alternativa concreta. Per noi è il termovalorizzatore, come avviene da anni in molte realtà europee». Altro nodo centrale è quello delle infrastrutture e dello sviluppo urbano: dai collegamenti con la superstrada alla riqualificazione delle aree produttive come Piediripa. Senza dimenticare il tema, ancora aperto, dell’ospedale: «Bisogna riaprire il confronto anche con i privati, perché la situazione è bloccata». Centro storico e commercio: “Serve residenzialità” Passeggiando tra le vie del centro, Orioli individua una delle criticità principali: lo spopolamento. «Il centro storico ha bisogno di residenzialità. Senza persone che lo vivono, non può esserci commercio». Secondo il candidato, le scelte degli ultimi anni – come la riduzione dei servizi – hanno contribuito a svuotare il cuore della città. Da qui la necessità di invertire la rotta con incentivi, riduzione delle tasse locali e interventi concreti su mobilità e parcheggi. «Non è accettabile impiegare mezz’ora per trovare parcheggio nel proprio centro cittadino». Uno degli elementi su cui il Terzo Polo punta con decisione è il coinvolgimento delle nuove generazioni. «Non giovani di facciata, ma persone che vogliono impegnarsi davvero e rappresentano la futura classe dirigente», sottolinea Orioli, lanciando un appello diretto alla città: sostenere la lista significa «dare una speranza ai giovani e al futuro di Macerata». Sulla sua candidatura, Orioli insiste su un concetto chiave: il progetto prima delle persone. «Non abbiamo cercato un “totem” da esibire, ma abbiamo lavorato sul programma. Il nostro principio è il passaggio dall’io al noi». Un approccio che si traduce anche nella visione amministrativa: «Voglio essere il sindaco di tutti i maceratesi, anche di chi non la pensa come me». Un netto distacco, nelle sue parole, dalla logica dello scontro permanente tra schieramenti. Tra i punti centrali anche il rapporto con l’Università di Macerata e con l’Accademia di Belle Arti, considerate risorse strategiche per il rilancio. «Non possiamo lasciarle a se stesse, serve una sinergia vera con l’amministrazione». Orioli richiama anche il valore delle eccellenze locali, citando figure come Dante Ferretti come esempio di un potenziale spesso non valorizzato: «Dobbiamo puntare sui nostri punti di forza, non accettare una visione mediocre della città». Nel confronto con gli altri schieramenti, Orioli mantiene una linea critica ma non personale: «Destra e sinistra sono le stesse che governano la città da trent’anni». Da qui la convinzione che il Terzo Polo rappresenti oggi l’unica vera area moderata e alternativa. Quanto agli obiettivi elettorali, il candidato non si nasconde: «Può essere difficile vincere, ma non è impossibile». E chiude con un appello diretto agli elettori: «È un treno che passa una volta sola. Possiamo davvero cambiare Macerata, ma dipende dai cittadini».

17/04/2026 12:00
Elezioni con il filtro bellezza: che fine ha fatto il coraggio di metterci la faccia vera?

Elezioni con il filtro bellezza: che fine ha fatto il coraggio di metterci la faccia vera?

A Macerata si avvicina l’appuntamento con le elezioni comunali del 24 e 25 maggio, ma oltre ai programmi e alle alleanze, a catturare l’attenzione è un altro aspetto della campagna: l’immagine. Nelle ultime settimane, infatti, i tradizionali santini elettorali sembrano aver cambiato volto, avvicinandosi sempre più all’estetica dei social network. C’è la ventenne che appare appena uscita dal liceo, la sessantenne trasformata in una disinvolta quarantenne. Santini che ricordano più profili Tinder che candidature alla guida di una città. Fotografie ritoccate, filtri leviganti, immagini che attenuano o cancellano i segni del tempo restituiscono ritratti spesso lontani dalla realtà. A onor del vero, non si tratta di una novità assoluta di questa tornata elettorale, ma di una tendenza che si inserisce in un’epoca dominata dall’immagine, dove l’ossessione dell’eterna giovinezza finisce per coinvolgere un po’ tutti, classe politica compresa. La questione, tuttavia, non si limita a un fatto estetico. Al centro del dibattito emerge un tema più profondo: quello dell’autenticità. In un contesto in cui la politica è chiamata a costruire fiducia, la scelta di presentarsi con un’immagine percepita come artificiale solleva interrogativi sul rapporto tra apparenza e credibilità. La comunicazione politica contemporanea è sempre più influenzata dai linguaggi digitali, dove l’immagine riveste un ruolo centrale. Tuttavia, proprio per questo, diventa cruciale interrogarsi su quale equilibrio mantenere tra cura della propria rappresentazione e aderenza alla realtà. L’uso di filtri e ritocchi, infatti, può essere interpretato come un tentativo di rendersi più “presentabili”, ma rischia anche di trasmettere un messaggio opposto: quello di una distanza tra persona e immagine pubblica. Una distanza che, nel contesto politico, può incidere sulla percezione di affidabilità. La riflessione si inserisce in un dibattito più ampio sul modo in cui i candidati scelgono di raccontarsi agli elettori, tra esigenze comunicative e richiesta crescente di trasparenza. In vista del voto, resta quindi una domanda aperta: quanto conta oggi l’autenticità nella costruzione del consenso? Un interrogativo che riguarda non solo i candidati, ma anche gli elettori, chiamati a orientarsi tra immagine e sostanza.    

16/04/2026 19:00
Andrea Dipré arriva a Fermo: "Io Maradona della politica". In lista la pornostar Freya Ferrari

Andrea Dipré arriva a Fermo: "Io Maradona della politica". In lista la pornostar Freya Ferrari

Tutto vero. Quello che inizialmente sembrava uno scherzo - magari qualcuno se lo augurava davvero - si è realizzato questa mattina a Fermo, quando Andrea Dipré, youtuber e personaggio noto per le sue posizioni controverse, ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco per le prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. La presentazione è avvenuta questa mattina al Gran Caffè Belli, nel corso di una conferenza stampa in cui sono stati illustrati il programma e la nascita della lista elettorale, che vede come capolista Gaia Marziali, in arte Freya Ferrari. Figura tra le più discusse del progetto politico, ne avevamo parlato in un articolo (LEGGI QUI) per il suo passaggio da operatrice socio-sanitaria all’ospedale di Civitanova Marche al ruolo di pornostar. La conferenza stampa, anche sorprendentemente, non è stata così tanto fuori dalle righe. A creare scalpore però è stato l’arrivo nella serata di martedì di Dipré e Gaia Marziali a Fermo. Ma andiamo per ordine. Qualche giorno fa Dipré aveva postato un video a bordo di una ruspa nel quale annunciava di arrivare a Fermo con la ruspa “per scardinare il sistema corrotto”. In realtà non ci è arrivato con la ruspa, ma col treno, alla stazione di Porto San Giorgio (lanciando anche un messaggio di una fusione tra la città costiera e il capoluogo). Da lì si è spostato a Lido di Fermo e Lido Tre Archi, che ha detto di voler valorizzare. In serata l’ingresso un piazza del Popolo a Fermo dove ad attenderlo c’erano tanti giovani pronti a immortalare con i cellulari le sue “dipreate”, che non sono mancate, così come le polemiche. Tra chi lo ha osannato c’era anche chi lo ha insultato, in un clima rovente, che in più di un’occasione è stato sul punto di degenerare, con Dipré che si è recato anche in ospedale per farsi visitare. La versione dei dipreisti, ribadita anche durante la conferenza stampa, parla di un’aggressione subita dal loro leader. “La magistratura farà il suo corso, Fermo è al centro di un patto diabolico. Occorre cacciare i mercanti dal tempio. Io sarò il sindaco dei dipreisti, non di tutti”. Tra le dichiarazioni più paradossali, si è anche definito “il Maradona della politica”.  Durante la conferenza è intervenuto anche Francesco Dimiccioli, mandatario della lista dipreista, che ha annunciato: “Valuteremo assieme se ci saranno azioni di carattere legale. Non siamo gente violenta, ma la nostra era un’azione per un voto di protesta”. Qualche tensione anache a fine conferenza stampa, in strada, dove è intervenuta anche una volante della Polizia di Stato.  Ma torniamo alla capolista Gaia Marziali, che in un’intervista a Quinto Potere ha dichiarato gli scopi della sua candidatura, ribaditi anche martedì sera in piazza.  “Io veramente, essendo fermana, credo in questo progetto e ci lavoro da bel po' con Andrea. Per quanto riguarda il porno, che è la mia vocazione, essendo una donna libera ho deciso di abbracciare questa mia passione, questa mia voglia anche di mettermi in gioco”. Sul proprio lavoro ha aggiunto: “Io sono molto attiva sul mio profilo OnlyFans, faccio produzioni e faccio spettacoli in tutta Italia. Non sono una prostituta, sono un’imprenditrice di me stessa". Nel corso dell’intervista, Freya Ferrari ha motivato così la scelta di candidarsi: “Mi candido perché sono fermana, ci vivo da 35 anni, e voglio portare delle novità a Fermo”. Sui contenuti del programma ha indicato: “La prima cosa è la sicurezza. Sulla sanità, essendo stata operatrice sociosanitaria, ho persone vicino che mi aiutano in questo progetto. Vogliamo la valorizzazione della città”. Il momento più controverso dell’intervista arriva quando, in uno scenario ipotetico legato a un eventuale successo elettorale, Freya Ferrari dichiara: "Se vinciamo le elezioni con Andrea Dipé sindaco, io farò una gang bang con tutti i fermani che vogliono partecipare". Tra dichiarazioni forti e un linguaggio volutamente provocatorio, la campagna elettorale di Dipré parte in un clima già rovente. (Credit Foto Daniele Simoni | Officina Fotografica)

15/04/2026 16:50
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