Politica

Marche - Allarme giovani, persi 28 mila under 35 in sei anni. Cisl: "La sfida è rendere la regione attrattiva"

Marche - Allarme giovani, persi 28 mila under 35 in sei anni. Cisl: "La sfida è rendere la regione attrattiva"

  ANCONA – Una regione che perde giovani, cresce meno delle aree più dinamiche del Paese e fatica a garantire salari competitivi, ma che continua a possedere un tessuto produttivo solido, una buona qualità della vita e un capitale umano di valore. È questa la fotografia delle Marche scattata dalla seconda edizione del Report dell'Ufficio Studi della CISL Marche, presentata al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona nel corso dell'incontro dedicato al tema "Per lo sviluppo delle Marche. Il ruolo delle giovani generazioni". Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, che ha posto al centro del dibattito la questione giovanile. Il dato più preoccupante riguarda proprio la demografia. Negli ultimi sei anni le Marche hanno perso oltre 28 mila residenti tra gli 0 e i 34 anni e, secondo le proiezioni, entro il 2050 potrebbero venir meno oltre 100 mila giovani, con inevitabili ripercussioni sul mercato del lavoro, sulla sostenibilità del welfare e sulla competitività dell'intero sistema economico regionale. A illustrare il rapporto è stato il coordinatore dell'Ufficio Studi della CISL Marche, Matteo Moretti, che ha evidenziato una serie di criticità strutturali. Tra queste emergono una crescita del PIL inferiore rispetto alle regioni più dinamiche del Nord-Est, investimenti fermi da oltre vent'anni, livelli di produttività inferiori ai principali territori concorrenti, salari medi sotto la media nazionale, aumento della povertà relativa, crescita dei giovani Neet e del disagio psicologico, oltre a un utilizzo ancora limitato del trasporto pubblico locale e a un ricorso eccessivo alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Il report, tuttavia, mette in luce anche gli elementi positivi su cui costruire il rilancio della regione. Le Marche possono infatti contare su un diffuso sistema di piccole e medie imprese, una buona qualità della vita e un capitale umano qualificato, con una significativa presenza di laureati e punte di eccellenza nella formazione tecnica. Ad arricchire il confronto, moderato dalla giornalista Chiara Cuccinella, sono state le testimonianze di Raffaello Cesoni, Maria Laura Berti, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula, giovani che hanno deciso di restare o tornare nelle Marche. Esperienze differenti, ma accomunate dagli stessi valori: il forte legame con il territorio, l'importanza della formazione, la qualità della vita e la convinzione che la regione possa ancora rappresentare un luogo capace di attrarre competenze e opportunità. Nel suo intervento, Marco Ferracuti ha ribadito come il vero nodo non sia trattenere i giovani, ma creare le condizioni affinché scelgano di vivere e lavorare nelle Marche. "Abbiamo incontrato ragazze e ragazzi preparati, consapevoli e competenti. La domanda non è se siano all'altezza delle sfide del futuro, ma se le Marche saranno all'altezza dei loro giovani", ha affermato. Secondo il segretario della CISL Marche, senza lavoro di qualità diventa difficile costruire qualsiasi progetto di vita. I salari, ha spiegato, dipendono dalla competitività del sistema produttivo, ma il lavoro significa anche benessere e qualità della vita. Ferracuti ha inoltre ricordato il Protocollo sul benessere lavorativo, annunciato dall'assessore regionale Giacomo Bugaro e in programma per la firma il prossimo 31 luglio con la Regione Marche, definendolo un passo importante verso un nuovo modello di sviluppo. Fondamentale, infine, il tema della formazione: "La vera tutela non è soltanto conservare un posto di lavoro, ma possedere le competenze per trovarne sempre uno nuovo. Il futuro non si aspetta: si costruisce", ha concluso. Il presidente del Comitato Scientifico del Report, Gian Luca Gregori, già rettore dell'Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato la necessità di una strategia di lungo periodo. "Serve un modello di sviluppo coerente. Il fattore decisivo resta il capitale umano: senza capitale umano non c'è competitività", ha evidenziato. L'assessore regionale Giacomo Bugaro ha ricordato le difficoltà affrontate negli ultimi anni dalla regione, dal fallimento di Banca Marche e della Antonio Merloni fino alle conseguenze del terremoto. Oggi, ha osservato, in uno scenario internazionale complesso e altamente competitivo, le Marche hanno bisogno di un autentico piano industriale capace di rilanciare il sistema economico regionale. Il presidente dell'ISTAT, Francesco Maria Chelli, ha richiamato l'importanza delle analisi statistiche come base delle politiche pubbliche. "Senza dati non si governa", ha affermato, ricordando anche come le Marche presentino un saldo migratorio positivo, segnale che la regione continua ad attrarre nuovi residenti, compresi giovani provenienti da altri territori. A chiudere l'incontro è stata la segretaria generale della CISL nazionale, Daniela Fumarola, che ha indicato le priorità per rendere le Marche una regione capace di trattenere e attrarre nuove generazioni. "Un giovane resta, o torna, se trova lavoro di qualità, formazione, servizi efficienti, trasporti, sanità, casa e opportunità per costruire il proprio progetto di vita", ha dichiarato. Fumarola ha riconosciuto il valore del sistema produttivo marchigiano, fondato su manifattura, artigianato, agricoltura, turismo e università, ma ha anche ricordato le difficoltà ancora aperte: la crisi dell'industria, il rallentamento dell'export delle piccole imprese e il recupero ancora incompleto del potere d'acquisto dei salari. Particolare attenzione è stata dedicata alle aree interne, per le quali la leader della CISL ha invocato una strategia integrata che metta insieme sanità, scuola, formazione, trasporti, infrastrutture, sostegno alle imprese e incentivi fiscali. Infine, il riferimento all'estensione della Zona Economica Speciale (ZES) a Marche e Umbria, considerata un'opportunità importante, ma solo se accompagnata da investimenti, infrastrutture, risorse europee, sviluppo delle filiere produttive e occupazione di qualità. Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: le Marche possiedono ancora le risorse per costruire il proprio futuro, ma sarà necessario un progetto condiviso che metta al centro giovani, lavoro, formazione e innovazione, trasformando le criticità evidenziate dal Report in occasioni di crescita e sviluppo sostenibile.    

18/07/2026 10:05
Caso Paolorossi, Iezzi (Pd): "Le mani devono stare al loro posto, grave comportamento del sindaco di Filottrano"

Caso Paolorossi, Iezzi (Pd): "Le mani devono stare al loro posto, grave comportamento del sindaco di Filottrano"

Continua la polemica dopo i fatti avvenuti a margine dell’iniziativa con il generale Roberto Vannacci allo Shada di Civitanova Marche. A intervenire è la segretaria del Partito Democratico cittadino Lidia Iezzi, che critica duramente le dichiarazioni del sindaco di Filottrano Luca Paolorossi relative allo strattonamento del blogger e streamer Ivan Grieco. Secondo Iezzi, la vicenda solleva una questione più ampia sul linguaggio e sui comportamenti nella politica. «La forza delle idee – afferma – non si misura con l’esibizione della muscolarità, con la ricerca dello scontro o con atteggiamenti che sembrano voler incutere timore». La rappresentante del Pd sostiene che le parole pronunciate dal primo cittadino di Filottrano, sia nell’intervista rilasciata dopo l’episodio sia nel successivo video pubblicato sui social, non contribuiscano a rasserenare il clima. «Il tono utilizzato – spiega Iezzi – trasmette un’immagine di aggressività e intimidazione che mal si concilia con il ruolo di un amministratore pubblico. Chi ricopre un incarico istituzionale dovrebbe contribuire ad abbassare i toni del confronto politico, non alimentare un clima di contrapposizione permanente». Nel suo intervento la dirigente dem pone l’accento anche sul ruolo delle istituzioni e delle forze dell’ordine: «Le mani devono stare al loro posto. Il comportamento del sindaco di Filottrano è grave perché non compete a un amministratore intervenire fisicamente. In caso di necessità c’erano le forze dell’ordine che sarebbero intervenute». Sul piano politico, secondo Iezzi, il rischio è quello di una progressiva normalizzazione di atteggiamenti aggressivi. «Non ci si può non preoccupare – afferma – perché sembra emergere un giustificazionismo rispetto ad azioni violente, in un contesto dove aumentano l’odio nella rete e l’intolleranza tra le persone». La rappresentante del Pd parla di una crescente competizione a chi utilizza toni più duri e provocatori: «Assistiamo ormai a una sorta di gara a chi alza di più la voce, a chi si mostra più aggressivo, quasi per conquistare attenzione e consenso». Un meccanismo che, secondo Iezzi, non riguarderebbe soltanto il caso civitanovese, ma anche altri episodi che hanno coinvolto esponenti o sostenitori vicini al movimento Futuro Nazionale. «La sensazione – conclude – è che qualcuno pensi di costruire il proprio consenso attraverso la provocazione, l’intimidazione e l’ostentazione della forza. È una deriva che non fa bene né alla politica né alla convivenza civile. Se viene sdoganato il fai da te, si rischia il trionfo dell’inciviltà».    

17/07/2026 18:17
Caro Livi errare è umano ma perseverare diabolico

Caro Livi errare è umano ma perseverare diabolico

Salvate il soldato Simone Livi, anche da sé medesimo. E con lui tutto il Centrodestra. Se il consigliere trombato prima dall’assise regionale e poi dalla presidenza della Commissione urbanistica seguita con le sue intemerate, fa un danno irreparabile alla credibilità dell’alleanza che dovrebbe reggere il Comune e fa risaltare in modo plastico che la Giunta è sorretta da un comitato d’affari, esterno certo, ma contiguo. Viene da dire che errare è umano, ma perseverare è diabolico. Se ne occuperà, credo, la Procura della Repubblica, indotta a osservare la correttezza dell’amministrazione nello specifico dell’asta chiesta, revocata, richiesta sul CeMaCo. L’attenzione della magistratura inquirente è sollecitata da un esposto di Ilario Marcolini. Come dice giustamente il consigliere del Pd Andrea Perticarari, che ha presieduto la specifica commissione consiliare a cui è stato di fatto reso impossibile operare – credo che anche su questo la Procura cercherà lumi – “ora sul mattatoio va fatta chiarezza fino in fondo” e l’inchiesta, se sarà avviata dai pm maceratesi, punta dritto a Sandro Parcaroli. Ma una volta aperto il vaso di Pandora comunale col grimaldello del mattatoio potrebbero esservi altre sorprese. Ecco che urlare alla luna, come si sta facendo in queste ore per la mancata nomina a presidente della Commissione urbanistica di Livi, che parla di sé in terza persona – già questo dice molto: non siamo al voi d’antica memoria, ma poco ci manca – non è cosa buona e tanto meno giusta. Sostiene il trombato: “La candidatura di Simone Livi a presidente della Commissione urbanistica era stata comunicata a Iommi dal suo capogruppo… è fuorviante trasformare questa vicenda in una discussione sulle competenze personali. Nessuno ha mai messo in dubbio l’esperienza o le capacità dei componenti della Commissione… la scelta del presidente risponde a una valutazione politica, non tecnica”. Verrebbe da osservare che forse è proprio per questo motivo che le liste di attesa nella sanità sono come gli esami: non finiscono mai. Ma Livi rincara accusando di fatto Forza Italia: “È inevitabile che si apra una riflessione sulla tenuta e sulla futura stabilità dell’azione di governo”. Premesso che, trattandosi di un Comune, non c’è governo alcuno ma semmai amministrazione, ciò che sfugge a Livi è che è proprio questo insistere a minarne la tenuta. La sproporzione tra ciò che è avvenuto – e cioè che un architetto di stimata fama professionale, già assessore all’Urbanistica del Centrodestra, diventa presidente della Commissione urbanistica – e le intemerate di Livi rende evidentissimo che proprio sull’urbanistica c’è un nervo scoperto. Forse il comitato d’affari che pare intravedersi dietro questa Giunta, sia chiaro che nulla c’entra con la Giunta medesima, non ha bisogno di un controllo tecnico degli atti, ma di un lasciapassare dei propri atti senza colpo ferire? È quel comitato d’affari, più che l’alleanza di Centrodestra, a non digerire la presenza di Silvano Iommi in Commissione? Diversamente non si spiega perché Sandro Parcaroli abbia tenuto per sé la delega all’Urbanistica. Ce lo diranno i pm se spulciano le carte dell’amministrazione? Ah, saperlo. Come sarebbe interessante capire come fa Livi, con Fratelli d’Italia e pure Forza Italia che sta facendo di tutto perché Iommi si dimetta, dando prova di una miopia politica davvero desolante, a spiegare ai cittadini che un architetto di Centrodestra che diventa presidente della Commissione urbanistica è inadeguato al compito, anzi ostile al Centrodestra medesimo. E qui c’è un paragone che fa risaltare come la questione della Commissione urbanistica abbia un suo specifico, perché dall’urbanistica passano – ormai scemata l’ubriacatura da Pnrr, anche se ci sono ancora decine di cantieri aperti che non si sa perché non vengono chiusi – fiumi di quattrini. Non c’è stata nessuna levata di scudi – così correggo anche ciò che ho scritto ieri errando – per la trombatura che ha subito Romina Leombruni, anche lei come Livi di Fratelli d’Italia, anche lei come Livi onusta di promesse del partito per avere un posto di rilievo, come mancata presidente della Seconda Commissione, dove approda la consigliera Alessandra Procaccioli della Lega, che così continua a intestarsi posti ben oltre il suo reale peso elettorale. Forse perché la Seconda Commissione si occupa delle materie che ricadono nelle competenze dell’assessore con la camicia? E dunque ciò che c’è da amministrare viene fatto in presa diretta dall’interessato, senza passare dal via, come è accaduto per i famosi 20.000 euro erogati dalla Regione per la festa dei commercianti all’insaputa di Sandro Parcaroli, detto da quel momento “che ne sapevo io”? A proposito di competenze, non si è ancora sentito l’assessore con la camicia dare una spiegazione convincente di due fenomeni: la moria di esercizi commerciali in centro e il fatto che Macerata sia la seconda città più cara d’Italia, con il 3,9% d’inflazione. Il delegato alle botteghe, ammesso che ne abbia le competenze, forse dovrebbe spiegare che accade. Perché la nomina della Procaccioli, che pure negli equilibri di coalizione sottrae spazio a Fratelli d’Italia e sicuramente mortifica Romina Leombruni, non dà luogo ad alcun dissenso? Forse è il peso della posta in gioco? Forse agli amici della Giunta interessano più i cantieri delle botteghe? Ci sta. Ma c’è un altro portato che dimostra la scarsa dimestichezza della cosiddetta coalizione con la politica. La segretaria cittadina di Forza Italia, nonché assessora al Bilancio, Barbara Antolini, minaccia fuoco e fiamme contro il suo consigliere Silvano Iommi. Così facendo non fa né il bene del suo partito né quello della coalizione. Mettiamo che Iommi sia spinto a confluire nel gruppo misto perché espulso da Forza Italia: c’è qualcuno che può farlo dimettere da consigliere? No. Se Iommi viene indotto a lasciare Forza Italia, il gruppo si riduce a due consiglieri: sono giustificabili due assessori per una forza politica così esigua? Non crede che proprio lei, Barbara Antolini, sarebbe sottoposta a una pressione continua per indurla a lasciare l’assessorato, così magari per accontentare Simone Livi? L’assessora Antolini deve apprendere in fretta a fare i conti, perché si troverà di fronte a questa immediata obiezione da parte delle minoranze: come pensate di mantenere le piscine, il Centro fiere, il mercato ortofrutticolo non avendo trovato gestioni esterne? E tutti gli impianti sportivi – la domanda potrebbe essere rivolta non a caso all’assessora al Bilancio di Forza Italia che ha anche l’assessore allo Sport nella persona di Riccardo Sacchi – come vengono gestiti? Chi ricopre i costi? Deve essere avvertita l’assessora Antolini che quelli sono costi incomprimibili e che quegli impianti non generano utili, ma lei ha una certa penuria di cassa a cui far fronte. A dirle, facendo leva sul tema della competenza, che forse è bene che passi la mano, la coalizione a cui lei tiene tanto non ci mette molto. E del pari è bene che tutto il Centrodestra consideri che alla prima prova non aveva i voti per essere maggioranza in Consiglio. Indurre Iommi verso il gruppo misto per rispondere ai suggerimenti del comitato d’affari potrebbe essere esiziale, anche perché una volta che comincia la diaspora si sa quando inizia ma non dove finisce. Per mandare a casa sindaco e Giunta bastano cinque consiglieri che si staccano dalla maggioranza. Se su Iommi continua il bombardamento, diciamo che ne mancano quattro. Forse il comitato d’affari sa dare le carte del poker degli incarichi, ma gestire il consenso è altra cosa. E continuare la polemica sull’urbanistica potrebbe rivelarsi un pessimo affare!

17/07/2026 15:00
Commissione Urbanistica, Livi replica a Iommi: “Le indicazioni erano chiare, nessun dissenso prima del voto

Commissione Urbanistica, Livi replica a Iommi: “Le indicazioni erano chiare, nessun dissenso prima del voto

Dopo la vicenda emersa nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, relativa all’elezione del presidente della Commissione Urbanistica, e alle successive dichiarazioni del consigliere comunale Silvano Iommi, arriva la replica di Simone Livi, indicato dalla coalizione di maggioranza per la presidenza della Commissione. Di seguito pubblichiamo integralmente la nota inviata alla nostra redazione. "Iommi non riscriva i fatti: le indicazioni le conosceva e non espresse alcun dissenso. Le dichiarazioni di Silvano Iommi non corrispondono a quanto realmente accaduto. Il suo tentativo di difesa dimostra, semmai, la piena consapevolezza delle conseguenze politiche delle proprie scelte. Non si è trattato, come sostiene, di generiche "indicazioni via etere" o di messaggi che avrebbe potuto non leggere. La candidatura di Simone Livi alla presidenza della Commissione Urbanistica era stata comunicata dal capogruppo, come confermato anche dai comunicati di Gianluca Pasqui e Barbara Antolini. Inoltre, durante un incontro dedicato proprio a questo tema con lo stesso Livi, Iommi non manifestò alcun dissenso, non avanzò obiezioni e non dichiarò l'intenzione di seguire una linea diversa. Se non condivideva la decisione della coalizione, avrebbe dovuto dirlo apertamente in quella sede. Anche la sospensione della seduta, concessa proprio per consentire un confronto interno, non ha prodotto alcun chiarimento. Per questo non è possibile ridurre quanto accaduto a un equivoco o a un problema di comunicazione. Si è trattato di una scelta politica consapevole, che ciascuno è libero di compiere, ma della quale è altrettanto doveroso assumersi la responsabilità davanti alla coalizione e ai cittadini. È inoltre fuorviante trasformare questa vicenda in una discussione sulle competenze personali. Nessuno ha mai messo in dubbio l'esperienza o le capacità dei componenti della Commissione Urbanistica. In una commissione ogni consigliere contribuisce con il proprio bagaglio di conoscenze, ma la scelta del presidente risponde innanzitutto a una valutazione politica. Chi presiede una commissione rappresenta l'indirizzo della maggioranza ed è chiamato a garantire coesione, affidabilità e stabilità nell'azione amministrativa. Per questo motivo le coalizioni concordano preventivamente l'assegnazione dei diversi ruoli, evitando incomprensioni e tensioni interne. Non a caso, nelle altre commissioni insediate nello stesso giorno, presidenti e vicepresidenti sono stati eletti all'unanimità, nel rispetto di quel principio di buon senso richiamato dallo stesso Simone Livi durante la seduta. Va inoltre ricordato che Simone Livi non era stato indicato soltanto per ragioni di equilibrio politico, ma anche per le competenze maturate nel settore urbanistico grazie all'esperienza nella III Commissione del Consiglio regionale delle Marche, competente in materia. Un percorso istituzionale che rappresenta un valore aggiunto per l'attività della Commissione comunale. Questo episodio, purtroppo, non appare isolato. Si inserisce in una serie di prese di posizione pubbliche dello stesso Iommi che, fin dall'inizio del mandato, lo hanno progressivamente allontanato dalla linea condivisa della maggioranza, alimentando polemiche anziché favorire il lavoro comune. È inevitabile che tutto ciò apra una riflessione sull'affidabilità politica e sulla tenuta dell'azione amministrativa. Che l'opposizione abbia colto l'occasione per mettere in difficoltà la maggioranza rientra pienamente nel suo ruolo. Proprio per questo, però, chi fa parte della coalizione dovrebbe evitare comportamenti che offrano il fianco a divisioni interne e finiscano per indebolire il mandato ricevuto dagli elettori. Il punto non è limitare la libertà di un consigliere, che resta pienamente garantita, ma richiamare ciascuno alla responsabilità politica che deriva dall'appartenenza a una coalizione di governo. La coerenza con gli impegni assunti davanti agli elettori non è un dettaglio formale, ma il presupposto per garantire stabilità amministrativa, credibilità istituzionale e fiducia dei cittadini."    

16/07/2026 20:00
Macerata, più che una giunta è un contratto: il “caso” Iommi scopre il gioco

Macerata, più che una giunta è un contratto: il “caso” Iommi scopre il gioco

È comprensibile che dopo la non esaltante performance con la faticosa elezione di Francesco Luciani a presidente del Consiglio comunale la fazione dei parcaroliani "per amore o per forza" abbia subito un altro duro colpo con l’elezione di Silvano Iommi a presidente della commissione urbanistica, così come Romina Leombruni – che aspirava a un assessorato più volte promessole dai vertici di FdI – di certo non è entusiasta di essere stata fatta fuori da presidente della seconda commissione dove è stato insediato a forza Sandro Montaguti, che Riccardo Sacchi ha voluto lì per blindare l’alleanza dei forzisti con il partito dei parcaroliani. Ciò che tutto questo appalesa è che non esiste un Centrodestra a Macerata, ma uno stato di necessità che si è coagulato attorno alla rielezione del sindaco nella speranza di tenere la guida della città da parte di chi ancora ha una sorta di militanza ideologica, nella certezza di ottenere vantaggi da parte di chi ha usato questa rielezione come un contratto. A rendere palese che esiste questo "partito del vantaggio" all’ombra di Sandro Parcaroli è il caso urbanistica. La Settimana Enigmistica pubblica da 94 anni la rubrica "unisci i puntini". È un esercizio agevole da fare a Macerata. Il sindaco tiene per sé, senza darne motivazione alcuna, la delega all’urbanistica e chiede a Fratelli d’Italia di avere a presiedere la commissione consiliare che della materia si occupa un uomo di fiducia, ma non già esperto quanto ubbidiente alle necessità di coalizione. Si dà però il caso che in Consiglio comunale sia rientrato come primo dei non eletti l’architetto Silvano Iommi, uno degli urbanisti più stimati nel Centro Italia che è stato assessore proprio con quella delega nella precedente giunta Parcaroli. A riportarlo in consiglio è stato Riccardo Sacchi che ha spuntato per Forza Italia, nonostante l’esiguità dei consensi appena sopra il 7 per cento, ben due assessorati. Succede che Silvano Iommi viene eletto presidente della Commissione urbanistica e Forza Italia, che dovrebbe essere il partito delle professioni e dei ceti produttivi, s’inalbera più di tutti. Al netto delle considerazioni diciamo un po’ affrettate del designato ufficiale Simone Livi che nel perorare la propria candidatura ha esternato un’idea singolare della democrazia che non si esprime, a parer suo, nel deliberato dei consiglieri eletti, ma nelle intese di partito. Il che rafforza l’idea che l’alleanza dei parcaroliani sia non un’opzione politica, ma un contratto. Uniamo i puntini: Parcaroli tiene per sé l’urbanistica, il direttore dell’ufficio tecnico ingegner Tristano Luchetti sovrastima l’area del nuovo ospedale mantenendo la cosiddetta "variante Carancini" anche se la Regione ha già detto che il progetto dell’area sanitaria si riduce da 24 a 10 ettari, Silvano Iommi eccepisce su questa “concessione” e la sua nomina a presidente della Commissione urbanistica per espressa volontà del Consiglio diventa un “atto antidemocratico”. Perché la casella Iommi, come s’usa sulla Settimana Enigmistica, doveva essere occupata da Livi non in una logica di competenza, ma in una di convenienza di coalizione. C’è un puntino, quello di Iommi, che evidentemente ha deviato dalla traiettoria attesa. La cornice del gioco “unisci i puntini” è assai più ampia dei 14 ettari concessi in più e sottratti alla campagna: a Macerata, contraddicendo la legge regionale voluta da Francesco Acquaroli, il consumo di suolo non è un valore da preservare. Balza agli occhi che l’area ospedaliera – dieci ettari che dovrebbero ospitare l’ospedale – è molto futura e altrettanto incerta per quel che riguarda la realizzazione del nosocomio, ma attualissima per quel che riguarda l’urbanizzazione accessoria. Non sfugge a chi disegna lo schema dei puntini che la legge regionale 19/2023 obbliga a rivedere i piani urbanistici evitando il consumo di suolo. A Macerata sarà il festival della variante in deroga. Ecco che l’arrivo di Iommi, uno che se ne intende, complica un po’ la traiettoria per unire i puntini. Nel frattempo succedono anche altre cose che evidentemente il contratto che sostiene Sandro Parcaroli non aveva previsto e che però sempre vanno unite con gli altri puntini. Stamane Ilario Marcolini ha presentato alla Procura della Repubblica di Macerata un esposto per turbativa d’asta relativa all’aggiudicazione del mattatoio. Che la faccenda avesse tratti se non di opacità almeno di sciatteria e protervia amministrativa, caratteristiche che ben si attagliano ai partecipanti al contratto Parcaroli anche se non sono comuni a tutto il Centrodestra, si era capito da subito tant’è che si è insediata una commissione consiliare d’indagine che non ha fatto molti passi avanti ed è stata sempre boicottata. Ora spetterà alla Procura accertare se c’è materia penalmente rilevante come prescritto dall’articolo 353 del codice penale (la pena edittale arriva fino a 5 anni), ma anche questa iniziativa di Marcolini, con il quale Sandro Parcaroli ha sempre ostentato fraterna colleganza, è un puntino che si disallinea. Per due motivi. Il primo è che l’area del CeMaCo sono tre ettari di possibile espansione in zona di sviluppo come quella di Villa Potenza (ecco che torna l’interesse urbanistico); il secondo è che il sindaco ha esposto il Comune a un esborso finanziario oneroso sia per tentare di tenere in vita il Mattatoio sia per fare annullare e bandire di nuovo l’asta. La faccenda non deve lasciare affatto tranquilli i contraenti del "lodo Parcaroli" – intendendosi con questa espressione gli attori che hanno disegnato l’attuale profilo di questa giunta e hanno gestito le trattative per la sua formazione – e a dire la verità anche i partiti del Centrodestra, intesi come espressione di linee politiche, non devono averla presa benissimo, anche perché a suo tempo Parcaroli lasciò intendere: "per Marcolini garantisco io". Il Centrodestra batte molto in testa: forse per salvarsi bisognerebbe che facesse un rimpastone. A imporlo è proprio il caso Iommi perché di fronte alla competenza talvolta è necessario che la convenienza passi in secondo piano. Ma il rimpastone significherebbe mandare a casa i tenutari del contratto Parcaroli! C’è poi un aspetto politico molto rilevante. È singolare che a Macerata arrivino distorti gli echi di quanto sta accadendo a Roma nel Centrodestra. Simone Livi, una volta trombato nella commissione urbanistica (gli era già capitato alle elezioni regionali: che sia una coazione, o coalizione, a ripetere?), ha scagliato l’anatema: "Forza Italia – si è chiesto – sostiene ancora il sindaco? Quello di Iommi è un comportamento inqualificabile". A questa intemerata del "fratello d’Italia" ci si sarebbe aspettato che da Forza Italia arrivasse – com’è successo alla Camera con qualche franco tiratore – una tutela di Iommi. E invece la segretaria comunale nonché assessore in quota Sacchi al bilancio, l’avvocatessa Barbara Antolini, ha addirittura chiesto scusa addossando all’architetto ogni responsabilità. È comprensibile che l’assessore Antolini non accetti consigli di strategia politica, ma ha commesso un doppio grosso errore: politico e d’immagine. È difficilmente contestabile che Silvano Iommi abbia le competenze per presiedere la commissione urbanistica e Forza Italia per la sua storia avrebbe dovuto difendere quelle competenze. Non farlo significa rendere palese che esiste non un’alleanza di Centrodestra dove i partiti hanno messo insieme una capacità progettuale per immaginare lo sviluppo della città ognuno con le proprie convinzioni e competenze, ma che la giunta Parcaroli nasce come un contratto. L’assessore Antolini ha commesso anche un altro errore di prospettiva. Spetterà a lei illustrare in novembre il bilancio del Comune di Macerata e lei avrebbe dovuto preservare una propria autonomia di giudizio. Anche perché dopo il caso Iommi sarà molto misurata sulle competenze. E a far quadrare sia in termini ragionieristici che politici il bilancio del Comune di Macerata ce ne vogliono di solide. Da quel che si sa il Comune, per tenere buone le ditte che su impulso del capo dell’ufficio tecnico – i puntini tornano sempre – stanno tenendo in piedi un consistente numero di cantieri, ricorre sempre più di frequente alle anticipazioni di cassa. Così facendo la cassa che era di circa 7 milioni lo scorso anno si sarebbe ridotta a meno di 1,5 milioni al punto che per fare fronte alle esigenze più urgenti si è attinto anche al fondo di riserva. È molto rischioso. La faccenda è tecnicamente complicata e ne tratteremo a tempo debito, ma una cosa è sicura: a Barbara Antolini converrebbe avere più prudenza nell’esprimersi e mantenere maggiore autonomia rispetto al contratto Parcaroli. Perché la via della disubbidienza dei consiglieri che preferiscono la competenza alla convenienza è tracciata, ma anche quella degli esposti in Procura ormai è stata aperta. Non vorremmo dover unire altri puntini.

16/07/2026 15:00
Tolentino, Sclavi rompe gli indugi: “Mi ricandido”. Sfida in famiglia con Pezzanesi

Tolentino, Sclavi rompe gli indugi: “Mi ricandido”. Sfida in famiglia con Pezzanesi

La corsa verso le elezioni comunali del 2027 entra nel vivo. Mauro Sclavi sarà nuovamente candidato alla carica di sindaco di Tolentino. L’annuncio è arrivato ieri, a margine dell’incontro sulla ricostruzione organizzato nel cortile della Biblioteca Filelfica, dove il primo cittadino ha confermato la volontà di proseguire il percorso amministrativo iniziato nel 2022. Sclavi ha spiegato di voler continuare a lavorare con le tre liste civiche che lo hanno sostenuto nella precedente tornata elettorale, ma ha anche lasciato aperta la porta a nuove adesioni e possibili allargamenti della coalizione in vista della prossima sfida elettorale. La partita, al momento, vede già un primo sfidante ufficiale: Giuseppe Pezzanesi, cugino di Sclavi ed ex sindaco di Tolentino per due mandati, che nelle scorse settimane aveva annunciato la propria disponibilità a tornare in campo. Una sfida dai contorni particolari, considerando il rapporto familiare tra i due protagonisti e il peso politico che entrambi hanno avuto negli ultimi anni nella città. Nel frattempo arriva anche un primo endorsement per lo Sclavi bis da parte del Partito Comunista Italiano di Tolentino, che ha ricordato il sostegno dato alla coalizione vincente nel 2022, poi interrotto dopo pochi mesi per scelta dello stesso partito. «Come Partito Comunista Italiano – afferma il segretario cittadino Sandro Ruggeri – vogliamo ricordare la nostra adesione e il nostro appoggio alla coalizione di maggioranza attuale nel 2022, anche per aver proposto l’apertura in città di un “Museo Storico della Resistenza” dedicato alla memoria degli eroi caduti contro il nazifascismo nei territori della provincia e dell’Alto Maceratese». Proprio sul progetto del museo, però, il PCI solleva alcune perplessità. Il partito lamenta che l’iniziativa non sarebbe stata inserita tra i punti principali del programma del possibile Sclavi bis, nonostante fosse stata prevista nel precedente accordo elettorale e accompagnata anche dalla nascita dell’associazione “Memoria della Resistenza”. «Dispiace leggere dalla stampa che questo progetto non sia stato citato nei punti chiave del programma – sottolinea Ruggeri –. Qualche anno fa era stata presentata una conferenza stampa alla presenza dello stesso sindaco, che si era impegnato a individuare un immobile comunale dove ospitare il museo, naturalmente dopo la fase della ricostruzione post sisma». Da qui la richiesta ufficiale rivolta al primo cittadino: reinserire il progetto nel nuovo programma elettorale oppure spiegare le ragioni della sua eventuale esclusione. «Il PCI di Tolentino – conclude Ruggeri – continuerà a ricordare al futuro sindaco e alla maggioranza che si formerà nel 2027 l’importanza di portare avanti questo progetto, che rappresenterebbe un riconoscimento per una città insignita della medaglia d’argento al valor militare per il contributo dato alla Resistenza».

16/07/2026 13:00
Dopo il comizio di Vannacci scoppia la polemica: lo streamer Grieco denuncia un'aggressione, Paolorossi nega

Dopo il comizio di Vannacci scoppia la polemica: lo streamer Grieco denuncia un'aggressione, Paolorossi nega

Scontro verbale, e non solo, al termine dell'incontro pubblico di Roberto Vannacci allo Shada Beach di Civitanova. A far discutere è stato il confronto tra il sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, e lo streamer romano Ivan Grieco, collaboratore di Pulp Podcast e conduttore de La Miniera. I due protagonisti hanno fornito versioni opposte di quanto accaduto, affidando la ricostruzione ai rispettivi profili social. A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso Grieco attraverso i propri canali social. "Al termine del comizio del leader di Futuro Nazionale ho provato a chiedere spiegazioni in merito al divieto di partecipazione ai suoi eventi che mi ha imposto". Secondo il suo racconto, Vannacci avrebbe replicato definendolo «maleducato» per una contestazione rivolta in passato all'ambasciatore russo. "Il generale ha replicato dicendo che sono "maleducato" perché ho contestato l'ambasciatore russo qualche tempo fa e lui con i disturbatori non vuole avere a che fare". Grieco aggiunge quindi: "Da quando contestare pacificamente l'ambasciatore di un Paese invasore è una cosa negativa? Ma pure se avessi davvero sbagliato, perché, a differenza dei suoi amici Alemanno e Pozzolo, non merito una seconda possibilità?". Successivamente lo streamer sostiene di essere stato aggredito dal sindaco di Filottrano."Come se non bastasse, il sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, mi ha aggredito fisicamente e strappato dalle mani la videocamera mentre parlavo col generale". A corredo del post è stato pubblicato un video nel quale si vede nascere una discussione tra i presenti e Paolorossi che entra in contatto con Grieco mentre quest'ultimo tiene in mano il microfono, prima di essere trattenuto da alcune persone intervenute per riportare la calma. La risposta del sindaco "strano" di Filottrano (come lui stesso si definisce) è arrivata poco dopo, anch'essa affidata ai social. "Incredibile ma vero: anche oggi è andata in scena l'ennesima strumentalizzazione. È già stato diffuso un video in cui un giornalista sostiene che io lo abbia aggredito alle spalle e gli abbia distrutto la telecamera. Una ricostruzione che respingo e che considero profondamente fuorviante". Paolorossi annuncia inoltre la pubblicazione del video integrale della vicenda. "Prima di emettere sentenze invito tutti a guardare i fatti. Mostrerò il video completo, così ognuno potrà farsi un'idea sulla base delle immagini e non delle ricostruzioni di parte". Il sindaco ha poi ringraziato le forze dell'ordine, il personale della sicurezza e gli addetti del locale per il loro intervento. "Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alle forze dell'ordine e al personale della sicurezza del locale, intervenuti con tempestività e professionalità per allontanare il disturbatore che, con atteggiamento aggressivo, ha insultato e aggredito verbalmente il generale, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente". Infine ha ricostruito così la propria versione dei fatti: "Io sono venuto ad ascoltare un amico, Roberto Vannacci. Ero in quest'area privata e questo giornalista, petulante e insistente, fomentava odio. Quando la sicurezza è intervenuta io ho soltanto allontanato la telecamera. Ringrazio le forze dell'ordine: mi hanno chiesto il nome e ho risposto che sono Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano. Non aggredisco nessuno». L'episodio ha rapidamente alimentato il dibattito sui social, dove sono state diffuse le immagini del confronto. Le ricostruzioni dei protagonisti restano tuttavia differenti e ciascuno rivendica la propria versione di quanto accaduto al termine dell'incontro pubblico.  

15/07/2026 20:00
Allo Shada la sorpresa della platea: tanti giovani per Vannacci, l’analisi del fenomeno

Allo Shada la sorpresa della platea: tanti giovani per Vannacci, l’analisi del fenomeno

CIVITANOVA MARCHE – Chi si aspettava la solita platea nostalgica, composta da militanti di mezza età, è rimasto spiazzato. Allo Shada Beach di Civitanova Marche, sotto il sole di metà luglio, la scena si è presentata radicalmente diversa. Davanti a Roberto Vannacci, leader indiscusso e fondatore di Futuro Nazionale, si è accalcata una folla per il 70% composta da giovani. Ventenni lo hanno accolto e acclamato con il trasporto emotivo e la foga che solitamente si riserva a una rockstar. Cosa sta succedendo in questa fascia d’età? Perché un discorso apparentemente rigido, identitario e d’ordine fa breccia proprio tra i nativi digitali, la generazione teoricamente più fluida della storia? Si avverte una richiesta di protezione: i giovani cercano un’ancora in un mare in tempesta e, se lo Stato non la fornisce, la cercano in chi offre una guida con una direzione chiara. Per decenni, la sociologia ha descritto la gioventù come un soggetto in perenne ribellione contro l’autorità. Oggi, la tendenza sembra essersi invertita. Cresciuti in un mondo privo di punti di riferimento stabili, costantemente esposti alla precarietà economica e sociale, i ventenni odierni sperimentano l’assenza di limiti non come una libertà, ma come un’angoscia. Forse hanno bisogno di nuovi confini? In questo contesto, sembrerebbe che il manifesto politico di Vannacci e di Futuro Nazionale agisca come un catalizzatore di bisogni insoddisfatti. Gli ideali del movimento offrono risposte a specifiche esigenze della gioventù contemporanea che sente, in questo modo, la politica più vicina alla propria vita. La certezza e la regola come bussola: in una società liquida dove tutto è negoziabile, i giovani cercano linee guida chiare per orientarsi. La domanda di sicurezza urbana: i ragazzi, che vivono la notte e la socialità all’aperto, avvertono la mancanza di protezione e vedono nell’ordine non una minaccia alla libertà, ma la condizione per esercitarla. La meritocrazia contro il caos: il pensiero del generale, basato sul rigore, l’impegno e lo sforzo individuale come strumento valido per un’ascesa sociale ed economica, risuona con forza in una generazione che si sente tradita da un sistema scolastico e lavorativo che percepisce come privo di garanzie per il futuro. La ricerca di una leadership verticale: di fronte alla percezione di una classe politica debole, una figura carismatica, militare nell’approccio e diretta nel linguaggio, offre l’illusione di una guida solida, capace di assumersi responsabilità e “indicare la rotta”. Altra forza di attrazione di Vannacci sui ragazzi risiede nel metodo comunicativo. Il Generale parla senza i filtri del politicamente corretto. Agli occhi di un adolescente, questo stile viene percepito come l’estrema forma di ribellione disponibile oggi. L’anticonformismo di destra di Futuro Nazionale diventa la nuova controcultura. I ventenni che lo applaudono a Civitanova sembrano chiedere garanzie per poter costruire qualcosa di nuovo. Vogliono la certezza che il loro sforzo domani varrà qualcosa, che le regole del gioco sociale siano chiare e uguali per tutti, e che lo spazio pubblico in cui si muovono sia sicuro. Forse Vannacci ha intuito questo ed è riuscito a intercettare la solitudine di una generazione. Ora resta da capire se Futuro Nazionale saprà strutturare questa spinta emotiva in un progetto politico di lungo respiro.

15/07/2026 19:30
Vannacci a Civitanova: "Meloni tiri fuori gli attributi, io ci sono" (VIDEO e FOTO)

Vannacci a Civitanova: "Meloni tiri fuori gli attributi, io ci sono" (VIDEO e FOTO)

Lo Shada ha accolto nella mattinata di oggi, alle 11.30, Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, protagonista di un incontro pubblico a Civitanova Marche davanti a sostenitori, amministratori locali e simpatizzanti del movimento. L'appuntamento ha rappresentato il primo evento pubblico nelle Marche dopo l'adesione del sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, a Futuro Nazionale, sancendo di fatto l'avvio di una nuova fase di radicamento del partito sul territorio marchigiano. L'incontro è stato anche l'occasione per mostrare la crescita del movimento, con l'ingresso di amministratori ed esponenti provenienti da altre forze del centrodestra. Accanto a Vannacci sedeva infatti il sindaco Fabrizio Ciarapica, passato recentemente a Futuro Nazionale dopo l'uscita da Forza Italia. Presenti anche Paolo Diop, esponente recanatese entrato nel movimento, e Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano, candidato con la Lega alle ultime elezioni regionali e che negli ultimi mesi ha più volte manifestato pubblicamente vicinanza ai temi e alle posizioni sostenute dal generale. Nel corso dell'incontro Vannacci ha affrontato numerosi temi di attualità politica, dalla riforma elettorale alle prospettive del centrodestra, passando per economia, sicurezza, immigrazione e politica internazionale. In apertura ha commentato il voto parlamentare sulla riforma elettorale, criticando il ricorso al voto segreto e tornando a chiedere l'introduzione delle preferenze senza capilista bloccati. «Un Parlamento dove siedono i nominati e gli unti delle segreterie di partito non ha dignità», ha affermato, rivolgendosi anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni con l'invito a «tirare fuori gli attributi» e sostenere la riforma. Parlando delle Marche, Vannacci ha definito Futuro Nazionale «un partito di destra autentica», spiegando che il movimento intende sostenere il tessuto produttivo regionale, l'artigianato e le piccole e medie imprese. Nel suo intervento ha ribadito la contrarietà al Green Deal europeo e alle sanzioni contro la Russia, sostenendo che abbiano avuto ricadute negative sulle aziende italiane e marchigiane. Sul piano delle alleanze politiche il leader di Futuro Nazionale ha ribadito la disponibilità al dialogo con il centrodestra, ma solo a determinate condizioni. «Siamo disponibili a lavorare con chiunque, purché vengano rispettati i nostri principi, i nostri valori e le nostre linee rosse», ha dichiarato, aggiungendo che, in assenza di accordi, il partito è pronto a proseguire autonomamente il proprio percorso. Diversi i passaggi dedicati al sindaco di Civitanova. Vannacci ha definito Fabrizio Ciarapica «un grande sindaco», attribuendogli il merito di aver trasformato la città, soprattutto sul fronte della sicurezza urbana. Alla domanda su una possibile candidatura del primo cittadino alle future elezioni politiche, ha precisato che «i galloni si guadagnano sul campo», aggiungendo che Ciarapica «ha già dimostrato il suo valore» alla guida dell'amministrazione comunale. Nel corso della conferenza stampa è stato affrontato anche il caso di Giuseppe Barboni, esponente di Fn che tre giorni fa a si è reso protagonista di un atto violento. Vannacci ha ribadito di non voler entrare nel merito della vicenda giudiziaria, spiegando di condannare «qualsiasi atto di violenza, se non per difesa» e sottolineando che saranno magistratura e inquirenti ad accertare eventuali responsabilità. Ampio spazio anche ai temi internazionali. L'europarlamentare ha sostenuto la necessità di perseguire una soluzione diplomatica ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente, criticando le scelte dell'Unione Europea in materia di sostegno militare, politica energetica e rapporti con gli Stati Uniti. Ha inoltre ribadito la propria opposizione all'attuale Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. Nel suo intervento Vannacci ha quindi illustrato alcuni dei punti programmatici di Futuro Nazionale, soffermandosi sulla difesa dell'identità nazionale, sul sostegno alle imprese, sulla riduzione della pressione fiscale, sulla sicurezza e sulle politiche migratorie. Tra i temi affrontati anche la proposta della cosiddetta "remigrazione", illustrando la linea del movimento in materia di immigrazione irregolare e permanenza degli stranieri che, secondo quanto dichiarato, non rispettino le leggi italiane. Il leader di Futuro Nazionale ha inoltre rivendicato una destra «orgogliosa», fedele ai propri valori e distante, a suo dire, dalla politica delle segreterie di partito. «Noi non vogliamo ridistribuire la ricchezza, noi la vogliamo creare», ha affermato, indicando in impresa, artigianato e lavoro gli strumenti per rilanciare l'economia nazionale. Alla domanda su una possibile collaborazione futura con Giorgia Meloni, Vannacci ha risposto di non aver «mai posto vincoli» a un'intesa con il centrodestra, ribadendo tuttavia che qualsiasi accordo dovrà avvenire nel rispetto dei principi e dei valori di Futuro Nazionale. Prima dell'inizio dell'incontro, ai microfoni dei giornalisti, è intervenuto anche il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, che ha sottolineato come, a suo giudizio, i temi portati avanti da Vannacci trovino consenso tra i cittadini, in particolare sul fronte della sicurezza urbana. «Tutti i giorni mi confronto con i cittadini e tutti esprimono apprezzamento nei confronti dei temi che il generale Vannacci porta avanti, uno su tutti la sicurezza urbana», ha dichiarato. Ciarapica ha inoltre evidenziato la presenza di numerosi giovani all'iniziativa, definendola un segnale significativo per il movimento: «Abbiamo tantissimi giovani che in autonomia scelgono di seguire il generale Vannacci e Futuro Nazionale. Questo ci dà la dimostrazione che questa è la politica che appassiona la gente ed è in grado di appassionare anche le nuove generazioni». Il sindaco ha infine sostenuto che, a suo avviso, Futuro Nazionale potrà assumere «un ruolo sempre più determinante sulla scena politica nazionale, regionale e comunale».

15/07/2026 18:40
"Forza Italia è ancora in maggioranza?". Livi sbotta dopo il ko sulla Commissione Urbanistica: "Accordi calpestati"

"Forza Italia è ancora in maggioranza?". Livi sbotta dopo il ko sulla Commissione Urbanistica: "Accordi calpestati"

MACERATA – «I fatti sono ormai sotto gli occhi di tutti. La candidatura indicata dalla maggioranza è stata impedita da una parte della stessa maggioranza e la Presidenza della Commissione Urbanistica è stata conquistata grazie ai voti determinanti dell'opposizione». Inizia con questa pesantissima accusa lo sfogo di Simone Livi, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, dopo il clamoroso dietrofront andato in scena durante il Consilglio. La sua corsa alla presidenza della Commissione Urbanistica è saltata, superata dall'elezione di Silvano Iommi (Forza Italia), spinto sullo scranno più alto proprio grazie ai voti determinanti dei consiglieri di minoranza. Uno strappo che rischia di aprire una crisi profonda all'interno della coalizione che sostiene il sindaco Sandro Parcaroli. «La domanda che oggi ogni cittadino dovrebbe porsi è molto semplice: qual era il vero obiettivo di questa operazione? – si domanda Livi –. Se si voleva soltanto eleggere il Presidente della Commissione, sarebbe stato sufficiente sostenere la candidatura condivisa dalla coalizione. Se invece si è scelto consapevolmente di costruire un asse con l'opposizione per imporre un candidato diverso, allora siamo di fronte a un fatto politico che merita una spiegazione pubblica». Il consigliere di FdI non usa giri di parole e chiama direttamente in causa gli alleati azzurri, chiedendo un chiarimento politico immediato: «Forza Italia intende ancora far parte della maggioranza che sostiene il Sindaco Parcaroli oppure sta costruendo un percorso politico autonomo? Perché è difficile interpretare diversamente una presidenza ottenuta grazie ai voti delle opposizioni contro il candidato ufficiale della coalizione». Livi ne ha anche per il neoeletto presidente: «Silvano Iommi dovrebbe chiarire se ritiene normale ricoprire un incarico così importante grazie ai voti decisivi di chi, ogni giorno, si oppone all'azione amministrativa del centrodestra». Non si tratta di una questione personale o di una "guerra di poltrone", ci tiene a precisare l'esponente meloniano, ma di una questione di tenuta politica dell'intera coalizione: «Non è Simone Livi ad essere stato danneggiato. Il danno riguarda la credibilità della maggioranza e il rispetto degli accordi politici, principi sui quali si fonda qualsiasi coalizione che voglia governare con autorevolezza. Io continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere comunale con lo stesso spirito di servizio, senza rancore e senza personalismi». La ferita però resta aperta ed è profonda. «Ritengo che gli elettori abbiano il diritto di sapere se quanto accaduto rappresenti un episodio isolato oppure l'inizio di una strategia politica diversa, nella quale Forza Italia preferisce trovare i propri numeri nell'opposizione anziché all'interno della maggioranza. Questa è la domanda alla quale oggi attendiamo una risposta chiara, non per interesse personale, ma per rispetto dei cittadini che hanno votato una coalizione di centrodestra perché governasse unita». La stoccata finale a Iommi sancisce la rottura formale tra i due partiti: «Personalmente ritengo che il comportamento politico tenuto da Silvano Iommi sia stato inqualificabile. Non perché abbia legittimamente ambito alla presidenza della Commissione, ma perché avrebbe accettato di ottenerla grazie ai voti determinanti dell'opposizione, in aperto contrasto con la decisione assunta dalla maggioranza di cui fa parte. Un incarico conquistato contro il proprio schieramento non rappresenta una vittoria politica, ma una profonda ferita alla credibilità della coalizione».

14/07/2026 22:00
Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Si è insediato il nuovo Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro (Crel) delle Marche che, nella prima seduta ospitata nell'Aula del Consiglio regionale, ha provveduto all'elezione del presidente e del vicepresidente dell'organismo. A guidare il Crel sarà Andrea Passacantando, che succede a Luca Talevi, mentre la vicepresidenza è stata affidata a Giorgio Andreani, chiamato a raccogliere il testimone di Gilberto Gasparoni. Andrea Passacantando, nato a Tolentino nel 1968, è laureato in Giurisprudenza con una specializzazione in diritto comunitario. Titolare di un'azienda agricola nel Maceratese, vanta una consolidata esperienza nel settore agricolo e nell'associazionismo di categoria. «Intendo mettere la mia esperienza al servizio del Crel – ha dichiarato il neo presidente – affinché questo organismo diventi sempre più centrale e dinamico, capace di contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale della nostra regione». Il nuovo vicepresidente Giorgio Andreani, segretario organizzativo della Uil Marche, da anni impegnato nei settori delle infrastrutture e dei trasporti, ha sottolineato la volontà di rafforzare ulteriormente il ruolo dell'organismo. «L'obiettivo è offrire il mio contributo perché il Crel possa diventare un organismo sempre più autorevole e punto di riferimento per il territorio», ha affermato. Alla seduta inaugurale ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, che ha evidenziato il valore del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro quale organismo consultivo a supporto dell'attività istituzionale della Regione. «Il Crel rappresenta un luogo di confronto capace di mettere a disposizione competenze, analisi e proposte qualificate a sostegno dell'attività legislativa e della programmazione regionale», ha sottolineato Pasqui. Il Crel, istituito dalla legge regionale n. 15 del 2008, è composto da 35 rappresentanti delle categorie economiche, sociali e degli ordini professionali marchigiani. L'organismo resterà in carica per l'intera durata della legislatura regionale, mentre per il presidente e il vicepresidente è prevista una verifica di metà mandato, trascorsi 30 mesi dall'elezione.

14/07/2026 18:00
Ricostruzione post-sisma, contributi bloccati: "L'ordinanza c'è, ma mancano le risorse"

Ricostruzione post-sisma, contributi bloccati: "L'ordinanza c'è, ma mancano le risorse"

MACERATA – Pratiche presentate regolarmente, ma contributi integrativi al momento non finanziabili per mancanza di risorse. È la situazione denunciata da Federcontribuenti Marche in merito all'applicazione dell'Ordinanza commissariale n. 273, che disciplina i contributi destinati ai proprietari di immobili coinvolti nella ricostruzione post-sisma che non sono riusciti a completare nei tempi previsti le procedure legate al Superbonus 110%. L'ordinanza prevede che i soggetti che hanno presentato il progetto entro il 31 dicembre 2024 e che non siano riusciti a perfezionare entro il 31 dicembre 2025 la procedura relativa al Superbonus possano richiedere un contributo integrativo per coprire le opere rimaste escluse dalla rendicontazione. La domanda deve essere presentata tramite una variante sul portale GE.DI.SI. e può essere accolta solo se il Sal (Stato avanzamento lavori) finale non è ancora stato liquidato. A sollevare il caso è la segretaria di Federcontribuenti Marche, Maria Teresa Nori, che riferisce di aver seguito una pratica rientrante pienamente nei requisiti previsti dall'ordinanza. Dopo la presentazione dell'istanza e circa tre settimane di attesa senza riscontri, l'associazione ha chiesto un incontro con l'Ufficio speciale per la ricostruzione. «Nel corso della riunione – spiega Nori – ci è stato comunicato che, allo stato attuale, non sono disponibili le risorse necessarie per finanziare le domande presentate ai sensi dell'Ordinanza n. 273 e che eventuali fondi potrebbero essere reperiti soltanto nel corso del 2027». Secondo Federcontribuenti Marche, la situazione crea un evidente stallo. Da una parte, la liquidazione del Sal finale farebbe decadere il diritto ad accedere al contributo integrativo; dall'altra, mantenere aperta la pratica significa ritardare i pagamenti dovuti a imprese e professionisti che hanno eseguito i lavori. L'associazione parla di un «paradosso amministrativo», evidenziando come una norma formalmente in vigore riconosca un diritto che, nei fatti, non può essere esercitato per l'assenza della necessaria copertura finanziaria. Per questo Federcontribuenti Marche chiede alle istituzioni competenti di chiarire in tempi rapidi modalità e tempistiche di finanziamento delle istanze già presentate, evitando che cittadini, imprese e tecnici restino bloccati in una situazione di incertezza che rischia di rallentare ulteriormente il completamento degli interventi di ricostruzione post-sisma.  

10/07/2026 12:30
Vannacci fa tappa a Civitanova: incontro pubblico allo Shada Beach

Vannacci fa tappa a Civitanova: incontro pubblico allo Shada Beach

Il generale Roberto Vannacci sarà a Civitanova Marche martedì 15 luglio per una tappa del suo tour nelle Marche. L'appuntamento è fissato alle 11.30 allo Shada Beach, sul lungomare sud della città, con ingresso gratuito. Ad annunciare l'iniziativa è stato il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, che ricopre anche il ruolo di referente regionale di Futuro Nazionale. L'incontro, aperto al pubblico, sarà dedicato al confronto sui temi politici e di attualità e rientra nel calendario degli appuntamenti organizzati sul territorio marchigiano. L'evento offrirà ai partecipanti l'occasione di ascoltare l'intervento del generale e di prendere parte al dibattito previsto nel corso della mattinata. “L’arrivo del generale Roberto Vannacci nelle Marche rappresenta un appuntamento importante per dare voce a tutti coloro che chiedono maggiore attenzione ai territori e risposte concrete alle esigenze delle nostre comunità, a partire dalla sicurezza - dichiara il coordinatore regionale delle Marche di Futuro Nazionale" Fabrizio Ciarapica - . "Le Marche sono una terra operosa, orgogliosa delle proprie radici e pronta a dare il proprio contributo al dibattito sul futuro del Paese. La politica deve tornare ad avere il coraggio di stare tra la gente, raccogliere le istanze che arrivano dai territori e trasformarle in impegno concreto. Questa tappa regionale sarà quindi un momento di confronto aperto e partecipato, nel segno dell’ascolto e della volontà di costruire un percorso vicino ai cittadini”. L'iniziativa si svolgerà allo Shada Beach, sul lungomare sud di Civitanova Marche, con accesso libero fino a esaurimento della capienza disponibile.  

10/07/2026 11:00
Cingoli esclusa dai Comuni montani, Consalvi (PD): "Scelta pesante, la destra svende il territorio"

Cingoli esclusa dai Comuni montani, Consalvi (PD): "Scelta pesante, la destra svende il territorio"

Dal prossimo 22 luglio l’esclusione di Cingoli dal nuovo elenco dei Comuni montani diventerà pienamente efficace con la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale. Una decisione che ha sollevato dure reazioni politiche, prima fra tutte quella di Raffaele Consalvi, consigliere comunale e componente della Direzione e Segreteria provinciale del Partito Democratico, che definisce il provvedimento tutt'altro che una "sterile disputa amministrativa". «Essere esclusi dall'elenco significa rischiare di perdere, nel tempo, opportunità, risorse e strumenti fondamentali per contrastare lo spopolamento delle aree interne», spiega Consalvi, mettendo subito in chiaro che la mobilitazione del PD non vuole essere una "guerra tra poveri" contro i Comuni rimasti in elenco. «Chiediamo semplicemente che i criteri siano equi e che a Cingoli venga riconosciuta una condizione che, per caratteristiche territoriali, sociali ed economiche, appartiene alla sua storia e alla sua realtà». Le ripercussioni sul territorio, secondo l'esponente dem, rischiano di essere pesantissime e tangibili per i cittadini. Sotto la lente finiscono i servizi essenziali e il futuro occupazionale: «Se in futuro dovessimo perdere l'autonomia dell'Istituto Alberghiero, se il nostro ospedale non potesse più beneficiare delle tutele previste per le strutture montane, o se i giovani pronti a investire fossero esclusi dagli incentivi e dai crediti d'imposta per le aree montane, sapremo individuare con chiarezza le responsabilità politiche di chi ha sostenuto questa scelta». L'affondo di Consalvi si sposta poi direttamente sulla gestione politica regionale: «La destra marchigiana ha assecondato le decisioni del Governo senza difendere adeguatamente gli interessi del nostro territorio. Nello stesso tempo continua a raccontare la retorica dei borghi e della valorizzazione dell'entroterra. Ma i borghi non si salvano con gli slogan». Senza scuola, sanità forte e lavoro qualificato, per il consigliere il destino delle aree interne è segnato dal progressivo spopolamento, una vera emergenza che la politica dovrebbe rimettere al centro dell'agenda. Quali sono le contromisure? Per il PD le strade da percorrere ora sono due: da un lato confidare nell'esito del ricorso già presentato al TAR; dall'altro, sostenere la proposta di legge del Partito Democratico che chiede di azzerare l'attuale elenco per ridefinire criteri più giusti e coerenti. «Per Cingoli non chiediamo privilegi – conclude Consalvi –. Chiediamo semplicemente giustizia e pari dignità».

09/07/2026 17:48
Porto Recanati e Loreto, firmato il protocollo per la mitigazione del rischio idraulico

Porto Recanati e Loreto, firmato il protocollo per la mitigazione del rischio idraulico

PORTO RECANATI – Un passo avanti verso la messa in sicurezza del territorio. È stato firmato questa mattina il Protocollo d'Intesa promosso dalla Regione Marche per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idraulico nei bacini del rio Bellaluce, della Fiumarella, del fosso dell'Acquabona e nell'area di viale dei Pini. L'accordo è stato sottoscritto dal sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, insieme al sindaco di Loreto, Moreno Pieroni, e ai rappresentanti della Regione Marche, della Delegazione Pontificia e della Fondazione Opere Laiche Lauretane. Il protocollo definisce una strategia condivisa tra gli enti coinvolti per affrontare una delle principali criticità idrauliche del territorio e creare le condizioni necessarie alla progettazione e alla successiva realizzazione delle opere. "La firma di oggi è il risultato di un importante lavoro di collaborazione istituzionale – ha dichiarato il sindaco Andrea Michelini –. Quando si parla di sicurezza del territorio è fondamentale che tutti gli enti coinvolti lavorino nella stessa direzione. Questo Protocollo ci consente di affrontare una criticità che interessa Porto Recanati e Loreto con una visione condivisa e di porre le basi per interventi concreti, attesi da tempo". Il primo cittadino ha quindi ringraziato l'ingegner Stefano Stefoni, direttore del Dipartimento Protezione Civile e Sicurezza del Territorio della Regione Marche, e l'assessore regionale Tiziano Consoli, «che hanno creduto fin dall'inizio in questo percorso», oltre al sindaco di Loreto Moreno Pieroni, «con il quale abbiamo lavorato in piena sintonia per raggiungere questo importante risultato». Un ringraziamento è stato rivolto anche al nuovo presidente della Fondazione Opere Laiche Lauretane, Ferdinando Manzotti, «per la sensibilità e l'attenzione dimostrate nei confronti di questa problematica». "Oggi compiamo un passo importante verso una maggiore sicurezza del nostro territorio", ha concluso Michelini. L'intesa rappresenta il punto di partenza per la pianificazione degli interventi destinati a ridurre il rischio idraulico in un'area che interessa i comuni di Porto Recanati e Loreto, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza del territorio e la gestione delle criticità legate agli eventi meteorologici.

09/07/2026 13:00
Forza Italia Macerata, Flagiello attacca Dichiara dopo l’addio: "Cerca il caso politico, ma rappresenta solo se stessa"

Forza Italia Macerata, Flagiello attacca Dichiara dopo l’addio: "Cerca il caso politico, ma rappresenta solo se stessa"

Terremoto politico all'interno del coordinamento provinciale di Forza Italia, dove l'annuncio della fuoriuscita di Loretta Dichiara ha innescato un'immediata presa di posizione da parte dei vertici del movimento azzurro. A  intervenire è il vice segretario provinciale Antimo Flagiello, il quale ha sottolineato come la dirigenza prenda atto delle dichiarazioni dell'esponente politica, accusandola di «tentare di trasformare una decisione personale in un caso politico». Secondo la ricostruzione del direttivo di Forza Italia della provincia di Macerata, la Dichiara si muoverebbe ormai fuori dai binari della linea condivisa, parlando «esclusivamente a titolo personale» senza rappresentare in alcun modo «gruppi, correnti, territori o sensibilità diffuse all’interno del partito».  «Dispiace che si provi a riscrivere la realtà dei fatti – attacca il vice segretario – dimenticando quanto il partito le abbia consentito in questi anni, anche ben oltre il peso politico effettivamente dimostrato sul territorio». Nelle trattative locali a Montecosaro, infatti, il ruolo della Dichiara sarebbe sempre stato «sostenuto e accompagnato dal partito provinciale, proprio perché da sola non aveva mai mostrato una reale capacità di incidere nei rapporti politici e nei tavoli di coalizione». «È opportuno ricordare che nel 2025 Loretta Dichiara non ha neppure rinnovato la tessera di Forza Italia e, malgrado ciò, ha continuato per lungo tempo a ricoprire incarichi che le erano stati precedentemente affidati. Una circostanza che da sola basterebbe a dimostrare quanto il partito abbia scelto, fino all’ultimo, una linea di disponibilità e correttezza nei suoi confronti», rimarca Flagiello. La spaccatura si fa ancora più netta sul piano del consenso e dei numeri elettorali portati alla causa azzurra, definiti da Flagiello come fallimentari e «sotto gli occhi di tutti». «La candidatura alle ultime elezioni comunali di Macerata ha prodotto un consenso personale del tutto marginale limitato a sole tre preferenze. Anche sul piano del tesseramento, il contributo portato al partito è stato estremamente limitato: nel 2025 ha portato a Montecosaro zero tessere, numeri che non giustificano certo il tono da protagonista con cui oggi si pretende di impartire lezioni a chi, invece, lavora quotidianamente per radicare il movimento nei territori». Flagiello accusa la Dichiara anche di passività negli organi interni, parlando di «molto silenzio quando c’era da discutere nelle sedi opportune» e di «molte parole oggi che si sceglie la via più semplice: quella dell’uscita polemica a mezzo stampa». «Appare piuttosto difficile accettare lezioni di appartenenza, coerenza e dignità politica da chi ha dimostrato nel tempo una militanza evidentemente fragile e intermittente – conclude Flagiello – Il nostro movimento provinciale è impegnato in una fase di riorganizzazione, crescita e rafforzamento. È questa la Forza Italia che ci interessa: quella che costruisce, non quella che commenta; quella che porta proposte, non quella che si limita a recriminare; quella che misura il proprio peso nei fatti, non nelle dichiarazioni. Il resto appartiene alle ambizioni personali, non alla politica».

08/07/2026 18:20
Ex Cecchetti, Dipende da Noi Civitanova boccia il nuovo parcheggio: "Basta altro cemento"

Ex Cecchetti, Dipende da Noi Civitanova boccia il nuovo parcheggio: "Basta altro cemento"

CIVITANOVA MARCHE – Le modifiche al pacchetto delle opere compensative previste per l'area Ex Cecchetti accendono il confronto politico. Il movimento regionale Dipende da Noi critica la ridefinizione degli interventi decisa dall'Amministrazione comunale, soffermandosi in particolare sulla prevista realizzazione di nuovi parcheggi nell'area del liceo "Leonardo da Vinci". Secondo il movimento, gli accordi originari con la società Civitanova 2000 prevedevano, oltre al Parco Ex Cecchetti e al Museo, anche la realizzazione di un sottopasso in via Venezia per collegare l'area con la stessa via, attraversando la linea ferroviaria Civitanova-Albacina. Un'opera che, ricordano gli esponenti di Dipende da Noi, era già stata bocciata dalla Soprintendenza. Il nuovo assetto illustrato dall'Amministrazione comprende invece uno spazio polifunzionale all'interno del parco, una palestra a servizio della scuola "Annibal Caro", il collegamento tra via della Vela e via Nelson Mandela e, inoltre, un ulteriore parcheggio che dovrebbe essere realizzato dalla Provincia. È proprio quest'ultimo intervento a suscitare le maggiori perplessità. Secondo Dipende da Noi, dal rendering presentato dal Comune emergerebbe un'ulteriore impermeabilizzazione di parte dell'area scolastica del liceo "Leonardo da Vinci", in contrasto con le richieste avanzate negli anni dalla comunità scolastica. Studenti, docenti e istituto, infatti, avrebbero più volte promosso progetti finalizzati alla depavimentazione degli spazi esterni per renderli più verdi, vivibili e favorevoli alla socialità. Il movimento richiama inoltre il principio della depavimentazione, ormai adottato da numerose amministrazioni come strumento per ridurre il consumo di suolo, migliorare il drenaggio delle acque piovane, contrastare le isole di calore e incrementare la qualità ambientale urbana. Obiettivi che, sottolinea, sono richiamati anche dal Piano Nazionale di Ripristino della Natura e dagli impegni previsti dal Regolamento europeo sul ripristino degli ecosistemi. Per questo Dipende da Noi ha annunciato di aver presentato un accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa alle modifiche delle opere compensative e per comprendere le motivazioni che hanno portato alla previsione del nuovo parcheggio. Contestualmente il movimento presenterà anche un'interrogazione per conoscere quali iniziative l'Amministrazione intenda adottare per attuare gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripristino della Natura. "Riteniamo profondamente sbagliata la scelta di continuare a cementificare un'area già fortemente urbanizzata", afferma il movimento, secondo cui mentre molte città europee investono nella riduzione delle superfici asfaltate e nell'incremento del verde pubblico, a Civitanova si continuerebbe a privilegiare nuove opere in cemento. Per Dipende da Noi, le future trasformazioni urbane dovrebbero invece orientarsi verso interventi capaci di migliorare la qualità ambientale, aumentare gli spazi verdi e rispondere alle esigenze delle nuove generazioni.

07/07/2026 17:29
Malamovida a Civitanova, la ricetta di Borroni (FdI): "Stazione mobile dei carabinieri e stop ai superalcolici nei distributori"

Malamovida a Civitanova, la ricetta di Borroni (FdI): "Stazione mobile dei carabinieri e stop ai superalcolici nei distributori"

Gli episodi di cronaca che hanno contrassegnato l'ultimo fine settimana a Civitanova Marche (leggi qui), hanno riacceso il dibattito politico attorno alla gestione della sicurezza urbana. Sulla delicata questione è intervenuto direttamente il consigliere regionale civitanovese di Fratelli d'Italia, Pierpaolo Borroni, che - commentando il bilancio dei controlli ad alto impatto disposti dal questore - ha chiesto il varo immediato di un piano integrato straordinario per tutelare residenti, giovani e attività commerciali all'avvio della stagione estiva. "Garantire una movida sicura significa tutelare contemporaneamente i cittadini, i giovani, le famiglie e gli operatori economici che ogni sera contribuiscono alla vitalità della città - ha dichiarato Borroni -. Per questo è necessario rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e controllo del territorio per evitare quei fenomeni che minano queste legittime aspirazioni. Esprimo un profondo ringraziamento per l’operato delle nostre forze dell’ordine e per le azioni messe in campo dalla Prefettura che hanno, certamente, contribuito a limitare episodi di violenza dovuto sempre ad abusi di alcol e droga. Ma serve un ulteriore sforzo con un piano integrato che ottimizzi risorse, uomini e mezzi". "Occorre consolidare il presidio del territorio attraverso un accordo tra comune e  Compagnia dei carabinieri per l'installazione di una stazione mobile nei punti più sensibili del lungomare nelle serate di martedì, venerdì e sabato, giorni di massima movida non solo estiva a Civitanova - propone Borroni -. Allo stesso tempo è necessario istituire un tavolo permanente per la sicurezza tra Prefettura, forze dell'ordine e Comune, affiancato da un tavolo tecnico dedicato al disagio giovanile che coinvolga Ast, servizi sociali, Ufficio Scolastico Provinciale ed enti del terzo settore e da un terzo tavolo comunale permanente tra amministrazione, attività commerciali e polizia locale per definire un piano integrato di controllo del territorio". "Occorrono anche azioni concrete immediate, penso al vietare nei distributori automatici, in particolare quelli del centro cittadino, la vendita di superalcolici ed energy drink, quest’ultimi utilizzati come base per potenziare droghe sintetiche - prosegue il consigliere regionale di FdI -. Si deve investire nell'ulteriore potenziamento della videosorveglianza. Civitanova è già tra le città più videosorvegliate delle Marche, ed oggi serve aumentare i sistemi di ultima generazione, dotati di software intelligenti, in grado di supportare concretamente le forze dell'ordine nell'attività di prevenzione e repressione dei reati". "Infine, rilancio la proposta, già avanzata nel 2025 ma incredibilmente senza essere stata avviata dal sindaco Ciarapica, di destinare risorse per l'impiego di guardie giurate private a supporto della polizia locale nei momenti di maggiore afflusso che abbiano il compito di controllare e segnalare. Erano stati stanziati 30mila euro con un apposito capitolo di bilancio, purtroppo mai utilizzati. Credo fermamente che solo attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, forze dell'ordine e imprese potremo garantire una movida sicura e consentire ai nostri commercianti di lavorare nelle migliori condizioni possibili", conclude Borroni.

06/07/2026 20:10
Recanati - Pestaggio tra giovanissimi, il sindaco convoca tavolo urgente: "Massima fermezza"

Recanati - Pestaggio tra giovanissimi, il sindaco convoca tavolo urgente: "Massima fermezza"

Linea della fermezza e tolleranza zero contro i fenomeni di violenza giovanile a Recanati. Il sindaco Emanuele Pepa ha convocato d'urgenza nella mattinata di oggi, lunedì 6 luglio, un tavolo tecnico straordinario sulla sicurezza urbana per fare il punto della situazione e programmare un giro di vite nei punti nevralgici della città. Il vertice istituzionale è stato programmato per analizzare nel dettaglio gli ultimi preoccupanti episodi di cronaca che hanno visto tristemente protagonisti alcuni gruppi di minori sul territorio comunale e per coordinare un piano d'azione congiunto volto al contrasto, al monitoraggio e alla prevenzione del disagio sociale. Al summit urgente di questa mattina hanno preso parte, accanto al primo cittadino, il vicesindaco Roberto Bartomeoli, l'assessore ai servizi sociali Emanuela Pergolesi, il comandante della polizia locale Nicolas Fulvi, i vertici del locale Comando dei carabinieri e i responsabili dei servizi sociali del comune. "L'amministrazione comunale esprime la massima attenzione e fermezza di fronte a questi episodi, che non intendiamo in alcun modo sottovalutare – ha dichiarato perentorio il sindaco Pepa al termine del vertice – la nostra priorità assoluta è garantire la tranquillità e la sicurezza di tutti i cittadini". Durante la riunione è emersa la chiara intenzione di avviare un doppio binario operativo: "Continueremo a lavorare in stretta sinergia, ciascuno per il proprio ambito di attività e competenza – ha sottolineato il primo cittadino – da un lato, la polizia locale e i carabinieri intensificheranno i controlli e le attività di vigilanza nei punti più sensibili della città; dall'altro, l'assessorato e i servizi sociali proseguiranno il fondamentale lavoro di prevenzione, monitoraggio e supporto educativo nei contesti di disagio giovanile". La convocazione straordinaria della Giunta si è resa indispensabile anche alla luce degli sviluppi investigativi odierni legati proprio a una delle più gravi aggressioni registrate in città, quella avvenuta la sera dello scorso 14 giugno nei pressi del Parco Torrioni ai danni di un diciassettenne recanatese, preso a calci e pugni per futili motivi da un gruppo di coetanei. Proprio nelle ultime ore, i carabinieri della stazione di Recanati hanno chiuso il cerchio sulle indagini di quel violento pestaggio, identificando e denunciando alla competente autorità giudiziaria quattro ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni (di cui tre minorenni) con l'accusa di lesioni personali aggravate in concorso, incastrati grazie alle riprese delle telecamere di videosorveglianza. Un episodio emblematico che l'amministrazione intende isolare fermamente, evitando però pericolose stigmatizzazioni di massa: "Non dobbiamo però generalizzare – ha rimarcato il sindaco Pepa – la stragrande maggioranza dei nostri giovani è sana, ha sogni importanti e ha una grande voglia di costruire e vivere serenamente la propria città. È a loro che dobbiamo dare spazio e risposte, rendendo i quartieri luoghi vivi di aggregazione positiva, dove l'energia dei ragazzi possa esprimersi in progetti utili per tutta la comunità". In conclusione, il capo della Giunta ha voluto rivolgere un appello diretto alla collaborazione attiva della cittadinanza: "Per rendere queste azioni davvero efficaci, il contributo dei residenti resta indispensabile. Invitiamo tutti i cittadini a continuare a vivere i luoghi della nostra città in totale tranquillità e a segnalare o denunciare tempestivamente alle forze dell'ordine qualsiasi episodio o situazione di pericolo. Solo attraverso un patto di collaborazione tra istituzioni, famiglie e forze dell'ordine possiamo isolare l'illegalità, riappropriarci dei nostri spazi e far crescere la parte migliore della nostra comunità".

06/07/2026 17:20
Macerata, Udc alla guida di APM: intesa nella maggioranza Parcaroli

Macerata, Udc alla guida di APM: intesa nella maggioranza Parcaroli

Nel quadro delle trattative per la formazione della nuova Giunta comunale, la coalizione di centrodestra che sostiene il sindaco Sandro Parcaroli ha definito un accordo sul ruolo dell’Unione di Centro (UDC) nella governance delle società partecipate. I segretari provinciali di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, I Maceratesi per Parcaroli e UDC comunicano infatti che al partito centrista è stato riconosciuto un ruolo di primo piano nella gestione delle partecipate, con particolare riferimento alla guida di APM, la multiutility del Comune di Macerata. Secondo quanto riportato nella nota congiunta, "si tratta di un riconoscimento che valorizza il contributo dell’UDC alla vittoria del centrodestra alle ultime elezioni amministrative e conferma la volontà del sindaco Parcaroli di coinvolgere tutte le forze della coalizione anche al di fuori della composizione diretta della Giunta". “Questo è un segnale di attenzione importante verso il nostro partito e verso gli elettori che ci hanno dato fiducia”, ha dichiarato il segretario provinciale Udc Tarcisio Antognozzi, sottolineando come APM rappresenti un “asset strategico per la città” e auspicando un contributo concreto alla sua gestione. La coalizione ha infine ribadito la propria coesione e l’impegno a proseguire l’azione amministrativa nei prossimi cinque anni in un clima di collaborazione tra tutte le forze politiche che compongono la maggioranza.

06/07/2026 13:52
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