Covid-19: l'epidemia in provincia di Macerata nei grafici di Petro

Covid-19, contagi in discesa nelle Marche: l'andamento del virus nei grafici dell'ingegner Petro

Covid-19, contagi in discesa nelle Marche: l'andamento del virus nei grafici dell'ingegner Petro

Bentornati cari lettori, quella appena passata è stata una settimana abbastanza tranquilla in merito all'andamento del contagio da Covid-19. Si è avuto, infatti, un generalizzato calo dei casi positivi. Fatti salvi i soliti ritardi dovremo iniziare ad osservare eventuali effetti delle riaperture dopo la metà della settimana appena cominciata. I contagi sono in calo anche se - d'altro canto - non sembrano voler scendere i sintomatici: questo è fondamentalmente l'unico parametro che non convince nella situazione attuale.  Vediamo che il calo dei contagi si è generalmente attestato al 10% settimanale e su questa grandezza si sono stabilizzati anche i cali dei dati ospedalieri e dei decessi. L'Italia è quasi tutta gialla ad eccezione del Sud che è in gran parte arancione e della valle d'Aosta che è passata in zona rossa, ma generalmente si nota un miglioramento abbastanza omogeneo in tutta la Penisola.  Sul fronte delle vaccinazioni siamo a buon punto anche con le prime dosi agli over 70: si potrebbe ipotizzare che per le prime settimane di giugno i casi gravi saranno davvero pochissimi, parallelamente a quanto avviene nel Regno Unito. 

04/05/2021 10:41
Covid-19, le Marche tornano 'gialle' per un soffio: l'analisi del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid-19, le Marche tornano 'gialle' per un soffio: l'analisi del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Bentornati cari lettori a questo primo giorno di riapertura. I dati della scorsa settimana sono stati generalmente positivi e quasi tutte le regioni sono tornate in zona gialla, incluse le Marche che erano rimaste in bilico fino all'ultimo giorno.Nella nostra regione si sono abbassati i sintomatici giusto in tempo per poter tornare 'gialli'. A livello nazionale i contagi scendono di un 10% circa ed i dati ospedalieri sono in generale miglioramento.   Il miglioramento generale trapela anche dalla tabella delle regioni dove solo alcune territori del sud rimangono in ‘arancione’ assieme alla Valle d’aAosta.Veniamo al punto più interessante: questa settimana con il gestore della pagina facebook ‘L’Argano Porto Recanati’ abbiamo in maniera certosina raccolto i dati dei decessi marchigiani dal primo gennaio, suddividendoli per fasce d'età per renderci conto dell’effetto che stanno avendo i vaccini. Si nota come, seppur i decessi siano rimasti abbastanza stabili, come sia nelle scorse settimane scesa costantemente la componente delle vittime tra gli over 80, contando che le vaccinazioni per gli stesso hanno avuto inizio il 20 Febbraio. Il risultato è evidente:siamo passati dal fatto che il 75% dei decessi riguardanti persone ultra ottantenni ad un 50%,quindi la mortalità del virus in questa fascia è scesa del 25% e certamente continuerà a scendere via via che si concludono le seconde dosi dello Pfizer/Moderna. Probabilmente per fine maggio avremo ridotto la letalità negli over 80 di circa il 90% e a metà mese maggio inizieremo a vedere anche un calo nella percentuale della fascia 70-79. Considerazione finale sui sintomatici: esaminando i dati di varie regioni abbiamo Marche circa 20% , Campania 30% Emilia Romagna circa il 50% , sono valori completamente sballati fra una regione e l'altra. Significa una totale arbitrarietà nel computo dei sintomatici da parte delle regioni e ciò è gravissimo poiché il famoso Rt che decide se si apre o si chiude è deciso proprio in base al numero di sintomatici rilevate.

27/04/2021 13:42
L'apertura del 26 aprile a serio rischio nelle Marche: l'analisi del virus nei grafici dell'ingegner Petro

L'apertura del 26 aprile a serio rischio nelle Marche: l'analisi del virus nei grafici dell'ingegner Petro

Bentornati cari lettori a questa ennesima puntata della rubrica. Purtroppo non mi sento ancora di essere ottimista, i dati ospedalieri della regione Marche sono evidentemente migliorati, ma questa settimana si è accentuato un trend che ho segnalato anche nelle precedenti.  Possiamo notare come sia accaduta una strana e preoccupante divergenza ovvero un calo dei positivi, ma un contestuale aumento dei sintomatici. Ricordiamo che il famoso Rt si calcola sui sintomatici: attualmente nelle Marche siamo a un +15% su base settimanale, se questo valore non scende entro giovedì, il 26 aprile non si potrà riaprire. Notiamo anche che il rapporto sintomatici/positivi è ancora notevolmente aumentato. Oramai siamo quasi al doppio di prima dell'inizio della terza ondata, il che potrebbe significare che stiamo perdendo il doppio degli asintomatici rispetto a prima. Dai dati degli ingressi in terapia intensiva si nota come vi sia un ritardo di 14-16 giorni rispetto alla variazione dei positivi, abbiamo il serio rischio - fra 2 settimane - di ritrovarci con i dati dei ricoveri in stallo, o addirittura in risalita.  A livello nazionale i positivi hanno praticamente smesso di crescere, continua la discesa dei dati ospedalieri e decessi. Possiamo dedurre che la zona arancione non sia efficace: vi è ancora la logica perversa dello "state a casa", quando le abitazioni private sono il primo luogo di contagio, ed è impossibile controllare gli assembramenti nelle abitazioni, non mi sorprenderebbe che una zona gialla con bar e ristoranti all'aperto aperti possa essere più efficace della attuale zona arancione, Nelle regioni notiamo un andamento abbastanza singolare, ovvero un calo dei contagi al centronord mentre aumentano i casi al sud. Forse le festività pasquali sono state vissute differentemente tra le 2 aree del paese. Le vaccinazioni sono ancora troppo poche affinché possano avere effetto concreto sulla diffusione dei contagi, ed ancora non sembrano aver avuto un concreto effetto sui decessi. Questo potrebbe avvenire fra circa 2 settimane   

20/04/2021 13:45
Covid-19, nelle Marche contagi in veloce calo ma i ricoveri vanno a rilento: l'analisi dell'Ingegner Petro

Covid-19, nelle Marche contagi in veloce calo ma i ricoveri vanno a rilento: l'analisi dell'Ingegner Petro

Bentrovati cari lettori a questa nuova puntata, i contagi sono generalmente in calo e quasi tutta l’Italia ritorna in zona arancione. Continuiamo a notare che in generale sta accelerando il calo dei contagi sia a livello regionale che a livello nazionale. Notiamo però che ricoveri e decessi stanno invece scendendo più lentamente del previsto, quindi la situazione attuale in molte regioni è ancora di ospedali e soprattutto reparti di terapia intensiva pieni.   Anche dalla tabella si nota che i casi sono in discesa un po’ ' in tutta Italia anche se la scorsa settimana abbiamo avuto un lunedì festivo dove si sono fatti pochi tamponi.Le Marche rimangono la regione con più terapie intensive occupate se escludiamo la val d'Aosta che è di piccole dimensioni. Nella nostra regione rimane molto alto il rapporto T.I./Positivi 1.6% contro una media nazionale di 0.68%, mi sembra che sia poco probabile che la nostra regione abbia un virus 3 volte più aggressivo che nel resto del paese, è molto probabile invece che lo screening e le indagini epidemiologiche nelle nostra regioni stiano funzionando molto peggio che nel resto d'Italia. Notiamo anche nel grafico che rapporta i sintomatici ai positivi identificati, notiamo come nelle ultime settimane sia salito notevolmente passando dall'11.5% al 15% rapporto che in realtà dovrebbe a logica scendere via via che sono vaccinate sempre più persone soprattutto gli anziani che sono i più a rischio di sviluppare sintomi.Facendo un semplice conto proporzionale avevamo il 22 marzo una media di 454 positivi registrati (per milione di abitanti) con l'11.5% di sintomatici (e probabilmente stavamo perdendo oltre il 50% dei positivi veri , forse anche un 66%) ora ne abbiamo 208 ma con il 15% di sintomatici, se lo rapportiamo a 3 settimane fa ovvero 11.5% ora avremo  348 positivi quindi saremo ancora in ballo sul limite della zona rossa. Non si può sperare unicamente nelle vaccinazioni per frenare l'epidemia , possiamo prendere l'esempio del Regno Unito che, oltre a chiusure meno severe che da noi, hanno un importante sistema di tracciamento dei casi con migliaia di persone dedicate a quel compito assieme ai vaccini i casi sono crollati . Se prendiamo il Cile che a dosi somministrate è leggermente superiore addirittura al Regno Unito, hanno ancora casi e decessi in crescita, contiamo che il Cile ha somministrato il triplo delle dosi rispetto all'Italia.  Vediamo poi nazioni come la Korea , Giappone , Taiwan che riescono a gestire molto bene l'epidemia senza chiusure stringenti ne vaccini, dopo oltre un anno a mio avviso è inconcepibile che non si sia riusciti ad apprendere come gestire una situazione simile che non sia il metodo medioevale del "tutti a casa" puntando tutto sulla soluzione settecentesca del vaccino , per quanto sia migliorata e perfezionata vi è sempre il rischio di nuove varianti, purtroppo vi è stato specie in Italia un totale rifiuto di applicare soluzioni tecnologiche moderne di prevenzione e tracciamento.

13/04/2021 20:40
Covid-19, nelle Marche 'sfuggono' i positivi asintomatici: l'analisi del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid-19, nelle Marche 'sfuggono' i positivi asintomatici: l'analisi del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Cari lettori bentrovati in questa versione pasquale della rubrica. Ad oggi i contagi si registrano ancora in discesa ma qualcosa non sta tornando nella nostra regione. Notiamo che l'andamento dei contagi rilevati e quello dei positivi sta divergendo troppo; ovvero i sintomatici stanno scendendo molto più lentamente rispetto ai positivi rilevati. Dubitiamo sinceramente che in così poco tempo sia cambiata la gravità dei sintomi del virus ma potrebbe anche essere un indice che stanno sfuggendo molti più positivi asintomatici di prima.   Fino a  3 settimane fa eravamo a circa 11 sintomatici per 100 positivi ora siamo oltre 14. Questo dato potrebbe significare che il numero di asintomatici persi è aumentato di quasi il 30%. Questo segnale da un lato spinge più facilmente la regione in zona arancione perché vi sono meno positivi rilevati, ma può evidenziare che il tracciamento è in peggioramento. Oppure viene mostrata un'efficacia delle misure restrittive maggiore di quella che è in realtà.   A livello nazionale abbiamo raggiunto il picco di ricoveri e decessi, presumibilmente questa settimana, oltre i contagi, inizieranno a scendere anche i ricoveri e decessi a livello nazionale. La maglia nera delle terapie intensive questa settimana passa dalla nostra regione alla Valle d'Aosta che ha avuto un rapido peggioramento della situazione risultando la regione peggiore anche a livello di contagi.Per concludere voglio fare un focus sulla regione Piemonte. Il 6 marzo la regione cambia il protocollo di cura casalingo introducendo l'uso della idrossiclorochina con tanto di sfuriata di Burioni dicendo che erano da radiare tutti i medici che la prescrivevano. Questo farmaco era stato molto discusso poiché sul campo vi erano molte testimonianze che una assunzione precoce ai primi sintomi prevenisse l'aggravarsi dei casi ma studi non provavano questa tesi, anche se da come sono riuscito a documentarmi gli studi erano su pazienti con sintomi conclamati ed in fase avanzata quindi diciamo non troppo pertinenti. Premettiamo che è obiettivamente difficile dai dati da noi accessibili riuscire a valutare gli effetti, la cosa che possiamo fare più sensata è rapportare gli ingressi in terapia intensiva ai contagi di 7 giorni prima (prima di andare in terapie intensive da come si riesce a capire dal sito dell'Iss sembrano passare un 6-7 giorni di media). Poi confrontiamo il valore della regione Piemonte con la media nazionale , ovviamente i dati di una singola regione sono più volatili di quelli di tutta la nazione ma possiamo vedere che da 2 settimane dopo l'introduzione del nuovo protocollo si è creata una differenza non trascurabile dalla media nazionale.Nel Piemonte lo 0.95% dei positivi finisce in terapie intensive mentre in Italia l'1.2% una differenza di circa il 20% continuerò ad esaminare questa grandezza anche nelle prossime settimane. Sicuramente deve esserci un trend di discesa per via dei vaccini che prevengono i casi gravi , quindi cercheremo di vedere quanto divergerà questa discesa.      

06/04/2021 14:57
Covid, nelle Marche contagi sotto la linea rossa: l'evoluzione del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid, nelle Marche contagi sotto la linea rossa: l'evoluzione del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Cari lettori bentornati a questa nuova puntata, dopo 5 giorni di "inerzia" iniziamo a vedere un apprezzabile discesa. Il 16 marzo avevo indicato che per andare sotto la soglia della zona rossa ci sarebbero volute 2 settimane, puntuali come un orologio svizzero eccoci qua negli ultimi 7 giorni ci sono stati 248.5 casi per 100.000 abitanti.   Notiamo il -22% dei contagi regionali ed il -10% nazionale, dovremo anche aver superato il picco delle terapie intensive che comunque anche questa settimana la nostra regione mantiene la maglia nera e si hanno il 63% dei posti di terapia intensiva occupati, se non è accaduto il disastro totale possiamo solo ringraziare il Covid Hospital.     A livello nazionale probabilmente avremo in questa settimana il picco delle terapia intensive ricoveri e decessi. Come contagi le peggiori questa settimana sono Friuli e Valle d'Aosta mentre la nostra regione risale lentamente la classifica, ma come detto rimane l'ultima per terapie intensive occupate. Per le festività pasquali si conferma quella che potremmo definire "schizofrenia" dei regolamenti, in teoria non si può uscire di case , se non per le solite necessità a cui si aggiunge l'andare a far visita ad un congiunto una volta al giorno, ma i viaggi all'estero sono consentiti, di può andare a prendere un drink in qualche luogo esotico ma non un caffè al bar vicino casa. Inoltre non si possono organizzare i classici pic nic di pasquetta all'aperto ma ci si può rinchiudere in casa con tavolate, ricordiamo che la casa è il luogo dove si sono registrati il numero maggiore di contagi sinceramente mi sentirei di raccomandare di incontrare amici e parenti all'aperto e se possibile pranzare sui balconi o con le finestre aperte approfittando del rialzo delle temperature e le belle giornate di sole. Rimangono parecchi dubbi che il "tutti a casa" sia la strategia migliore se vediamo gli Stati Uniti con molte meno chiusure dell'Italia hanno una situazione molto più sotto controllo , cosa che ha anche la Svezia , certamente non è una situazione rosea con 27.7 terapie intensive per milione di abitanti , ma con chiusure minime hanno comunque la metà dei nostri ricoverati in terapie intesive , hanno un'età media di 40 anni contro i 45 anni Italiani ma da sola non può giustificare una così grande differenza di risultati. Il piano vaccinazione procede abbastanza lentamente in Europa con 15.5 dosi somministrate per 10 abitanti. Numeri che impallidiscono davanti le 114 di israele e le oltre 40 di USA e circa 50 di UK e Cile , si fra i paesi più avanti nelle vaccinazioni vediamo che c'è il Cile, direi che basti questo per capire quanto l'Europa si sia mossa male sul piano delle vaccinazioni. Molto interessante il caso cileno notiamo che contagi e decessi si sono totalmente decorrelati ovvero casi in crescita esponenziale ma decessi in discesa. La piccola Gibilterra invece è il primo stato a togliere la raccomandazione delle mascherine ed anche il primo stato ad aver terminato la vaccinazione in pratica con 174 dosi somministrate per 100 abitanti.   Nella nostra regione sono ora attive le prenotazione per le persone con 70-79 anni, obiettivamente per questa classe di età i rischi connessi al vaccino sono nettamente inferiori a quelli di contrarre la malattia.  

30/03/2021 20:26
Covid-19, 'maglia nera' delle terapie intensive per le Marche: l'analisi dell'ingegner Petro

Covid-19, 'maglia nera' delle terapie intensive per le Marche: l'analisi dell'ingegner Petro

Bentornati cari lettori, con questa puntata la mia rubrica compie un anno da quando ho iniziato a scriverla nel mio profilo Facebook e successivamente per Picchio News, che ringrazio per avermi dato la possibilità di diffonderla su un pubblico più ampio. Sinceramente non avrei creduto dop di dover stare ancora oggi a raccontare dell'evoluzione della pandemia e soprattutto mi rammarica che fondamentalmente siamo nella stessa situazione di marzo 2020, nonostante le restriziono attuate, in particolare nelle Marche dove sono state in vigore ordinanze anche più restrittive di quelle nazionali. A Settembre/Ottobre si sono lasciati correre i casi per settimane, in estate si è preferito riaprire tutto nonostante ci fossero i primi segnali di ripresa pandemica in quanto qualcuno  credeva che il virus fosse morto. Tornando ai giorni nostri, possiamo notare come i contagi in Italia siano ancora lievemente in salita mentre nella nostra regione sono in leggera discesa.A livello nazionale decessi e ricoveri/terapie intensive hanno rallentato la loro corsaVeniamo però al punto dove mi vorrei soffermare ovvero quella che potremo definire 'la Caporetto della gestione marchigiana dell'epidemia', ovvero attualmente la Regione Marche è la regione con più pazienti in terapia intensiva. Non manca molto a raggiungere il picco dello scorso anno, dove siamo stati uno dei territori più colpiti, sopratutto in provincia di Pesaro- Urbino.Quello che stiamo vivendo in realtà è un film già visto: in Umbria le terapie intensive salgono esponenzialmente in proporzione anche più dei contagi registrati, e notiamo un rapporto TI/Positivi 2.5 volte più alto della media nazionale. Questo si può spiegare in DUE modi o che ci sia una variante particolarmente aggressivA oppure che i contagi reali siano oltre il triplo di quelli registrati.  Sinceramente penso, anche da dei piccoli riscontri che ho potuto raccogliere, che i positivi siano in numero nettamente superiore a quelli registrati, quindi quando si leggono 1000 casi al giorno probabilmente sono circa 3000, questo spiegherebbe la grossa inerzia che si ha nel far scendere i casi. Inizialmente si pensava che l'Umbria fosse più colpita perchè nella prima ondata si erano registrati pochissimi casi e sarebbe stata plausibile come cosa. Nelle Marche, l'anconetano e il pesarese sono ancora le zone maggiormente colpite mentre Fermano ed Ascolano, guardando i dati,se la cavano apparentemente meglio. L'errore più grave ovviamente è stato quello di intervenire tardivamente nella provincia di Ancona specie nella zona Castelfidardo-Osimo-Loreto dove l'incidenza dei casi aveva da settimane raggiunto livelli estremamente preoccupanti, anzi si parlava di riaprire i ristoranti la sera. Non si sono prese misure tempestive per un territorio circoscritto? Si è dovuto prenderle poi più severe e per tutta la regione, questo è il paradigma della non tempestività. Come detto le Marche hanno la maglia nera dei ricoveri in terapia intensiva, Bolzano registra un numero monstre di nuovi casi , ma è frutto di un riconteggio, ma lascia pensare come finora non fossero nelle statistiche ufficiali 10.000 casi sui 50.000 registrati. La Sardegna prima regione in zona bianca la abbandona prematuramente entrando in zona arancione. Per la nostra regione per uscire dalla zona rossa devono ancora scendere i contagi del 21% al tasso attuale ci vorrà ancora un mese, speriamo che nelle prossime settimane possa accelerare la decrescita dei casi.      

23/03/2021 20:41
Covid-19, nelle Marche la crescita dei contagi si è fermata: l'analisi nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid-19, nelle Marche la crescita dei contagi si è fermata: l'analisi nei grafici dell'Ingegner Petro

Bentornati cari lettori, le Marche e l'Italia si tingono di rosso, e siamo bombardati da allarmismo. Se ricordate, la scorsa settimana, avevo detto che i contagi nelle Marche si sarebbero probabilmente stabilizzati (rileggi qui), invece le cose sono andate anche meglio del previsto: i contagi, come preventivato, sono rimasti esattamente uguali, mentre sono scesi del 6% i sintomatici.  Probabilmente durante questa settimana dovremo avere il picco dei posti occupati in terapia intensiva e potremo sperare anche in un calo dei contagi tra il 10 e 20%.  Possiamo notare nel grafico della variazione degli indici che anche le terapie intensive, i ricoveri e i decessi hanno frenato la forza del loro rialzo e la loro crescita sembra essere stata meno ripida di quella dei contagi, Burioni parlava di come la variante Inglese sia più letale di quella precedentemente diffusa, ma sinceramente i dati che possiamo estrapolare da nostri grafici dicono il contrario. La crescita dei contagi è seguita da una crescita meno ripida dei casi gravi, a conferma di ciò il rapporto sintomatici/positivi nelle Marche è ancora in lieve diminuzione. Nella tabella uso i casi giornalieri medi per 1 milione di abitanti e traducendo le specifiche di zona rossa e bianca nella mia metrica, sopra quota 357 si è in zona rossa e sotto 71 si può aspirare alla zona bianca. Per uscire dalla zona rossa dovremo registrare un calo del 22%: è possibile che lo si ottenga in circa 2 settimane. Emilia e Friuli si contendono la maglia nera dei contagi mentre per le terapia intensive - dopo Trento - le Marche sono la regione peggiore d'Italia ma probabilmente, come detto, si stabilizzeranno questa settimana e dovrebbero iniziare a ridursi la prossima. Con lo stop momentaneo al vaccino AstraZeneca certamente la campagna di vaccinazione subirà un brusco rallentamento, comunque si sono registrati circa 149 casi di gravi reazioni su oltre 16 milioni di dosi: significa una probabilità dello 0.00093% ovvero meno di 1 su 100,000, per gli amanti del Lotto è come indovinare una quaterna giocando 5 numeri.  Attualmente lo sviluppo di sintomi gravi dipende molto dall'età. Sopra i 60 anni siamo quasi al 10% dei casi, e nel 2% questi sintomi sono critici: stando a vedere lo stato di diffusione del virus è stimabile ad almeno un 10% la probabilità di contrarre il virus. Questo è per dare semplicemente un'informazione statistica. Allo stato attuale, prendendo un soggetto sessantenne con il vaccino ha lo 0.00093% di probabilità di avere una reazione grave, senza il vaccino ha una probabilità dell'1% di finire in ospedale, dello 0.2% di finire in terapia intensiva (circa la stessa che ha di non sopravvivere).

16/03/2021 19:56
Covid-19, rallenta la corsa dei contagi: l'evoluzione del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid-19, rallenta la corsa dei contagi: l'evoluzione del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Oramai cari lettori siamo in questa situazione da quasi un anno, ed è un continuo apri - aumentano i contagi - richiudi. Il clima più mite di fine inverno ha dato il via a questa terza ondata con tempistiche simili allo scorso anno. Notiamo che i contagi hanno rallentato la presa, dimezzando anche la velocità di salita e potremo ottimisticamente prevedere una stabilizzazione per la prossima settimana anche se sta iniziando la corsa a misure sempre più restrittive (spesso inutilmente). Nuove restrizioni che non danno neanche tempo a quelle attuali di poter essere efficaci; sorprende che chi ha il compito di decidere dopo un anno ancora non abbia compreso le dinamiche ed i ritardi fra azione ed effetto.In conseguenza al grosso rialzo dei casi, i decessi sono tornati a crescere. Sarà interessante vedere a quanto sarà il picco di crescita dei decessi a fronte del picco del +35% settimanale di contagi registrato la scorsa settimana, così da poter verificare se la letalità dell'epidemia sia ancora in discesa.Tranne poche eccezioni, i casi sono in crescita un po’ ovunque ma meno che la scorsa settimana. Da notare un 22% in Sardegna che rischia di uscire molto presto dalla zona bianca. L'Emilia prende questa settimana la maglia nera dei contagi, mentre le Marche registrano un brusco rialzo delle terapie intensive.La vaccinazione va avanti ancora troppo lentamente per poter essere incisiva, ora il vaccino AstraZeneca è stato autorizzato anche per gli over 65 quindi speriamo che entro maggio si possa essere vaccinata una importante fetta di anziani, fattore che risolverebbe in buona parte il problema. 

09/03/2021 19:47
Covid-19, la Regione Marche vede 'rosso': l'evoluzione del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid-19, la Regione Marche vede 'rosso': l'evoluzione del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Bentornati cari lettori ad una nuova puntata di questa rubrica che sto curando da quasi un anno. Avevo anticipato la scorsa settimana che le previsioni erano di zona arancione e così purtroppo è stato; la provincia di Ancona è la quarta in Italia con più contagi rapportati alla popolazione e questa settimana abbiamo avuto il peggior rialzo di casi su base nazionale: ovvero +52% di casi. La situazione sta andando fuori controllo e il calcolo per il cambio di colore è effettuato il Venerdì; se lo avessero fatto ieri probabilmente saremmo finiti in zona rossa. Uno scenario non assurdo che accada la prossima settimana; al momento il minimo sarebbe inserire i comuni anconetani più colpiti dal virus nella zona rossa.Poco da commentare su questo grafico. L'unico dato rilevante certifica che lo screening ancora sta tenendo e quindi si registra una lievissima diminuzione della proporzione di sintomatici rispetto ai casi totali.Il rialzo dei casi di positività è comunque generalizzato a livello nazionale anche se la nostra regione è stata la peggiore ma notiamo una cosa interessante: i decessi sembrano ancora scollegati dall'andamento dei contagi. Certo che con l'aumento dei casi registrato in questi giorni anche il numero delle vittime sarà destinato a rialzarsi, ma sarà molto interessante esaminare di quanto. Se si conferma la tendenza di diminuzione di letalità certamente sarà un buon segnale e non credo dovuto alle vaccinazioni che ancora per la popolazione over 80 siamo ben lontani da avere una copertura minimamente sufficiente. La notizia positiva è che la Sardegna è la prima regione ad entrare nella zona bianca in quanto essendo un'isola, gode certamente di un maggiore isolamento e può facilmente tracciare gli ingressi nel suo territorio. Come detto questa volta abbiamo la maglia nera per incremento dei contagi che ci pone fra le peggiori regioni d'Italia anche se per ora le terapie intensive non sono troppo sotto pressione considerando che anche in Umbria,dopo alcune settimane, sembra che la situazione sia in miglioramento.Oltre le considerazioni fatte, ancora qualcosa sta sfuggendo di come regioni con scarsa densità abitativa come Marche ed Umbria possano essere messe peggio di regioni che hanno grandi città come Lazio, Lombardia e Campania è evidente che qualcosa nella gestione dell'emergenza non stia funzionando.La campagna di vaccinazione a livello nazionale procede al ritmo di circa 100.000 dosi giornaliere, non si capisce perchè non si segua l'esempio inglese dove anche agli over 65 stanno somministrando il vaccino Oxford e non solo il Pfizer/Moderna, dove è uscito uno studio scozzese dove mostra che il vaccino Oxford sia addirittura più efficace dei 2 vaccini mRNA nel prevenire i casi gravi.Nel frattempo negli USA è stato approvato il vaccino Johnson & Johnson che è il primo monodose che potrà certamente dare una grossa spinta ai piani di vaccinazione.Il paese che è più avanti nelle vaccinazioni è Gibilterra, notiamo che se ad inizio gennaio ha avuto un gigantesco picco di 120 contagi in un giorno (contando 33mila abitanti) ora il virus sembra quasi completamente sparito con un numero di casi giornalieri che si conta sulla dita di una mano.

02/03/2021 13:15
Covid-19, Marche in bilico sulla zona arancione: l'analisi nei grafici dell'ingegner Petro

Covid-19, Marche in bilico sulla zona arancione: l'analisi nei grafici dell'ingegner Petro

Cari lettori bentornati al nostro appuntamento consueto. Lunedi scorso avevo scritto della necessità anche nella nostra regione di effettuare chiusure localizzate (leggi l'articolo). Il giorno seguente è stata introdotta una zona gialla rafforzata ed ora apprendiamo che si iniziano ad usare micro zone arancioni ma forse sarebbe stato meglio adottare questa misura direttamente la scorsa settimana in quanto ora il rischio è che tutta la regione diventi 'Arancione'. Come già abbiamo visto, ci sono delle grosse differenze all'interno della regione Marche nell'incidenza dei casi di positività al virus, dove la provincia di Ancona fa da sola tanti contagi quanto il resto della regione. Nel comune di Castelfidardo, che è il punto dove la situazione sembra essere più critica, si nota invece un rallentamento dei numeri epidemiologici.Notiamo che in questi giorni nel territorio marchigiano, come anche in tutta Italia, gli indicatori del contagio tornano purtroppo in positivo; se entro venerdì non migliorano condanneranno la nostra regione nuovamente alla zona arancione.Dopo una incoraggiante discesa delle vittime con un numero di casi Covid stabile notiamo che ora stanno risalendo i contagi come anche i decessi che hanno mostrando segni di inversione di tendenza, ma la letalità comunque rimane ancora in un trend di discesa almeno per ora.Oramai la nostra Regione è circondata. Tutti territori confinanti i si tingono di arancione e anche questa settimana si corre un alto rischio di cambiare colore. La maglia nera rimane a Bolzano dove però la situazione sembra mostrare qualche cenno di miglioramento come anche in Umbria dove però rimane elevatissima l'occupazione di letti di terapia intensiva. La Toscana è quella che mostra il maggior rialzo dei contagi. Nel gruppo dei buoni invece - per poco - la Valle d'Aosta manca la zona bianca, ora la maggiore candidata è la Sardegna.Portiamo l'andamento di contagi e decessi in Israele che è il paese più avanti con le vaccinazioni, l'effetto dei vaccini potremo definirlo lampante. Da noi è ancora troppo presto per vedere risultati concreti, potremo forse iniziare a vedere dei segnali concreti ad Aprile. Ricordiamo che questa settimana sono iniziate le vaccinazioni per gli Over 80 nella nostra regione e per capire se sia utile potete vedere il caso di Israele e tener conto che nella popolazione anziana il Covid ha una letalità di oltre il 20% quindi qualsiasi improbabile rischio della vaccinazione è insignificante rispetto al rischio di contrarre il virus.

23/02/2021 13:30
Covid-19, situazione preoccupante in zona Castelfidardo: l'analisi nei grafici dell'ingegner Petro

Covid-19, situazione preoccupante in zona Castelfidardo: l'analisi nei grafici dell'ingegner Petro

Bentornati cari lettori al nostro appuntamento settimanale. Oggi ci sono diversi punti interessanti da esaminare. La situazione dei contagi è pressochè stabile in italia e nella nostra regione.  Ripropongo il grafico della letalità, notiamo come da circa 3 settimane stia cambiando qualcosa ovvero l'epidemia sta perdendo letalità e per questo il trend è visivamente in discesa: Anche guardando la consueta variazione degli indici notiamo che, a fronte di contagi stabili, i decessi denotino un trend di discesa. Possiamo spiegarlo in due modi: in primo luogo che la variante inglese sia meno grave dell'originaria, in secondo luogo che la vaccinazione del personale sanitario e degli ospiti delle RSA stia iniziando ad avere effetto preservando i luoghi più critici. Veniamo invece alla analisi delle regioni. La provincia autonoma di Bolzano e l'Umbria rimangono zone critiche, a Bolzano abbiamo l'1.5% della popolazione contagiata. In queste due regioni le terapie intensive sono in aumento significativo e la regione Umbria si avvicina al collasso: siamo a 95 terapie intensive occupate per milione di abitanti.  La nostra regione non se la passa benissimo. Se vediamo il rapporto terapie intensive/contagiati abbiamo lo stesso rapporto dell'Umbria. Inoltre è evidente che sia attivo un importante cluster con centro la città di Castelfidardo. In regione abbiamo mediamente lo 0,54% della popolazione contagiata, a Castelfidardo abbiamo l'1.62% della popolazione contagiata ed un 3.95% della popolazione in isolamento domiciliare: in pratica una persona su 18 non può uscire di casa, una incidenza maggiore che nella provincia di Bolzano. Nei dintorni abbiamo Osimo con l'1.02% della popolazione positiva, Loreto con l'1.23% di positivi, Porto Recanati 0.87%. Un altro punto che potrebbe presentare criticità è Tolentino con lo 0.95% di persone infette. Come paragone riportiamo Macerata con lo 0.32%, Civitanova 0.56%, Ancona 0.62%, Pesaro 0.36%, Fermo 0.47%, Ascoli 0.35%. In queste aree più critiche non sarebbe sbagliato adottare delle restrizioni altrimenti si finirebbe per avere nuovamente tutta la regione in zona arancione.

16/02/2021 19:56
Covid-19, per le Marche i 'pericoli' arrivano dall'Umbria: l'analisi nei grafici dell'ingegner Petro

Covid-19, per le Marche i 'pericoli' arrivano dall'Umbria: l'analisi nei grafici dell'ingegner Petro

Cari lettori benvenuti a questa nuova puntata, dove non ci sono particolarità rispetto all’ultima volta (leggi l’articolo) in quanto l’indice di contagio continua a rimanere stabile. Nella regione Marche si registra, a fronte di un lieve incremento del numero dei positivi al covid-19, una riduzione dei sintomatici che sono stati circa l'11.5% dei casi rilevati. I dati che abbiamo visto erano derivanti ancora dagli effetti della zona arancione a conferma che fondamentalmente che questo tipo di fascia non sortisce  un particolare effetto sui contagi rispetto alla gialla. Oltre ai contagi si stanno stabilizzando anche ricoveri e decessi  ma rimaniamo comunque su numeri non certo bassi. Questa settimana è più interessanti concentrarsi sulle regioni che sono quasi tutte gialle e penso che anche Sicilia e Puglia presto lo diventeranno. Ci sono però 2 anomalie: la prima ,più grave, è Bolzano. Non sappiamo se abbiano effettivamente abusato del loro status di regione autonoma ma oggi si registra oltre l'1 per mille di popolazione contagiata al giorno e l'1% della popolazione totale che tutt’ora risulta positiva. Possiamo anche dedurre che quella realmente positiva sia almeno il doppio visto che lo screening è saltato, molto probabilmente una persone su 50 o 30 è positiva al covid: sorprende come questi numeri mostruosi non si riflettano troppo sui ricoveri anche se bisogna aspettare almeno una settimana per vedere gli effetti.  robabilmente si è diffusa una variante estremamente contagiosa ma forse meno aggressiva. La situazione non è rosea nemmeno per i nostri vicini umbri dove la provincia di Perugia insieme ad altri comuni sono stati posti in zona rossa. Sembra vi siano focolai di variante Inglese e Brasiliana, ovvero le più contagiose del ceppo originale e probabilmente riescono a sfuggire più facilmente alla protezione del vaccino. Un grosso problema invece della situazione Umbra sono gli 87 ricoverati in terapia intensiva per milione di abitanti, significa che il sistema ospedaliero è in grave difficoltà- Lato positivo abbiamo le prime due regioni che vanno sotto i 100 casi per milioni di abitanti al giorno Valle d'Aosta e Sardegna.

09/02/2021 19:15
Covid-19, gli effetti nelle Marche della 'zona arancione' analizzati nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid-19, gli effetti nelle Marche della 'zona arancione' analizzati nei grafici dell'Ingegner Petro

Nel precedente articolo, avevamo evidenziato come con la nostra regione 'arancione', i contagi avessero rallentato la discesa rispetto all'ultima settimana passata in  zona gialla. Ed è necessario notare che anche questa volta è accaduto un qualcosa di simile.Vediamo come il numero dei sintomatici sia stato stabile la scorsa settimana dove si sarebbe dovuto registrare l'effetto della zona arancione rispetto alla discesa della precedente che rispecchiava i giorni in zona gialla. Anche nei prossimi sette giorni vedremo gli effetti della zona arancione e prossimamente ritorneranno gli effetti di quella gialla. I contagi sono invece in calo del 10% circa , ma vedendo i sintomatici stabili non è un buon segno: significa che lo screening è meno efficace e si stanno perdendo più casi positivi. Il tasso dei sintomatici risale verso un valore del 13%.A livello nazionale i contagi sono stati stabili congiuntamente ad una discesa di ricoveri , terapie intensive e decessi. Tornando alla classifica regionale, le Marche rimangono nella parte bassa della classifica mentre Basilicata e Valle D'Aosta si avvicinano ad andare sotto i 100 casi per milione di abitanti. La maglia nera va a Bolzano che continua ad avere un altissimo numero di contagi. La Lombardia che è stata a lungo una regione critica, forse anche grazie al famoso errore di calcolo che l'ha piazzata in zona rossa si ritrova ad essere una delle migliori.

02/02/2021 14:00
Covid-19, contagi in lieve discesa nelle Marche: l'andamento del virus nei grafici dell'ingegner Petro

Covid-19, contagi in lieve discesa nelle Marche: l'andamento del virus nei grafici dell'ingegner Petro

Bentornati cari lettori al nostro riassunto settimanale, i contagi continuano ed essere leggermente in discesa anche se il numero rimane sempre alto. Questa settimana dovremo iniziare a vedere nella nostra regione gli effetti della zona arancione quindi speriamo di notare una discesa più marcata dell'attuale 10% settimanale. Ricoveri e terapie intensive, a livello nazionale, sono stabili ma è auspicabile una loro diminuzione durante questa settimana.  Guardando invece la nostra classifica regionale vediamo come le Marche rimangano nella parte bassa. Purtroppo, sono lontani i tempi in cui eravamo fra le regioni migliori. In pratica il gruppo che comprende la nostra regione, l'Emilia Romagna e l'Umbria si sta comportando decisamente male. Questo sorprende visto che in teoria i luoghi più urbanizzati dovrebbero essere quelli dove più facilmente si diffonde il contagio. La maglia nera va a Bolzano dove addirittura risulta positivo il 2.5% della popolazione. Nella nostra regione, invece, è infetto lo 0.5% della popolazione e dallo screening di massa in corso si evince che ci sia un altro 0.5% della popolazione infetto che non sa di esserlo. Nessuna regione ancora riesce ad andare sotto i 100 contagi giornalieri medi per milione di abitante. Sul fronte vaccini, la situazione non è affatto incoraggiante come dicevamo le precedenti puntate. La fine del tunnel sarebbe la vaccinazione della popolazione over 60 che porterebbe ad un calo del 95% dei decessi, ma con i rallentamenti delle consegne non si riesce più a tenere un ritmo accettabile, attualmente non si vaccinano più nuove persone ma le dosi sono tutte usate per i richiami. Vaccinazioni a rilento rischiano di rendere i vaccini inutili visto che l'immunità è a tempo.

26/01/2021 20:00
Covid-19, nelle Marche i contagi danno tregua: l'andamento del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid-19, nelle Marche i contagi danno tregua: l'andamento del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Bentornati cari lettori, dopo le fiammate di contagi delle feste i nuovi casi positivi subiscono una generale frenata tanto che sembra che la zona gialla rafforzata sia stata sufficiente a fermare l'avanzata del virus. Ricordiamo che questa settimana vedremo ancora effetti della zona gialla e le prima zone arancioni della settimana scorsa  i provvedimenti entrati in vigore domenica scorsa si vedranno solo da metà della prossima settimana. Notiamo che le Marche si allineano alla media nazionale, finalmente, dopo che per parecchio tempo siamo stati peggiori. Anche l'andamento dei sintomatici nella nostra Regione è in discesa. Il rapporto sintomatici/positivi rimane stabile attorno al 10/11% confermando un certo calo di aggressività del virus. Anche le terapie intensive, i decessi e i ricoveri iniziano a scendere lievemente e dovrebbero accelerare la loro discesa durante questa settimana. Vediamo anche, nella classifica delle Regioni, un generalizzato calo con poche eccezioni, in particolare da notare un crollo del 44% dei casi in Veneto tanto che, alcune volte, sembra che il cambio di colore della zona sia abbastanza tardivo ovvero arrivi quando i problemi si stanno risolvendo. Il Veneto passa la maglia nera a Bolzano che vede un significativo aggravio della situazione, la Toscana invece la settimana prossima potrebbe scendere sotto i 100 casi per milione medi giornalieri. Per la parentesi finale voglio riprendere quanto sostenuto la settimana scorsa (leggi qui la precedente analisi).  Riporto la tabella dei decessi per classi di età. Vediamo che dei 78597 decessi, 48342 (61.5%) sono di persone da 80 anni in su e ben il 95.5% da 60 anni in su. Praticamente, una volta immunizzati gli anziani over 80 - fatto che potrebbe avvenire in due mesi - potremo più che dimezzare i decessi e ridurli di quasi 20 volte una volta vaccinati gli over 60. Forse si può vedere una luce alla fine del tunnel. 

19/01/2021 13:18
Covid-19, i contagi in salita muteranno il colore delle Marche: l'analisi dell'Ingegner Petro

Covid-19, i contagi in salita muteranno il colore delle Marche: l'analisi dell'Ingegner Petro

Bentornati al nostro appuntamento di inizio settimana e la nostra Regione è rimasta in zona gialla per pochissimo e molti si chiedono come mai. La risposta è che l'indice Rt porta se >1 ad andare in zona arancione e >1.25 in zona rossa è abbastanza variabile in base al giorno in cui si calcola e lo si può vedere anche nella linea rossa del nostro grafico dei contagi dove alcuni giorni era maggiore di 1 altri inferiore. Il trend registrato è comunque al rialzo ovvero: più il tempo passa più il numero di contagiati giornalieri sintomatici tende ad innalzarsi. Notiamo inoltre che i casi totali (sintomatici + asintomatici) stanno aumentando ancora più velocemente. La percentuale di sintomatici sui nuovi contagi si è abbassata dal 15% dell'autunno ad un 10-11% dall'inizio dell'anno a conferma come qualcosa sia cambiato in questo virus. Come vi dicevo sembra una contagiosità più elevata ma di inferiore gravità, purtroppo il guadagno in contagiosità è più grande della perdita di aggressività. Come vediamo sono tornate mediamente in crescita anche terapie intensive e ricoveri oltre che decessi. Ci aspetta forse il periodo peggiore da qui ad aprile e vedendo i casi in risalita in paesi come l'Argentina, inizia a far temere che potrebbe non esserci una tregua estiva come lo scorso anno. Unica speranza vera in questa situazione sono le vaccinazioni: ad oggi ci sono 718.000 vaccinati a cui andrebbero sommati approssimativamente un 6-7 milioni di persone che hanno contratto il virus ma nonostante ciò siamo ben lontani dall'immunità di gregge. La vera tregua sarebbe riuscire a vaccinare tutte le persone anziane e sarebbero richiesti 14 milioni di vaccinati dunque 28 milioni di dosi con consegne di 500mila settimanali. Richiederebbe alla velocità attuale circa un anno ma si spera che a breve anche l'EMA autorizzi i vaccini Oxford e Moderna per avere più dosi disponibili in modo da passare un'estate più tranquilla Purtroppo le Marche rimangono nella zona bassa della classifica e sembra che i problemi maggiori siano nella parte dell'alto adriatico come in Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna. Nella nostra regione inoltre aumentano sensibilmente terapie intensive e ricoveri ma di questo passo andare in zona 'arancione' o 'rossa' sarà inevitabile.    

12/01/2021 14:00
Covid-19, le Marche con un piede in 'zona rossa': l'andamento del virus nei grafici dell'ingegner Petro

Covid-19, le Marche con un piede in 'zona rossa': l'andamento del virus nei grafici dell'ingegner Petro

Cari lettori rieccoci al nostro primo appuntamento del 2021, purtroppo non comincia certo nel migliore dei modi. Proprio ieri le Marche hanno riportato il record di decessi nella seconda ondata; nella puntata del 14 Dicembre avevo sottolineato che nella nostra regione qualcosa non tornasse, poi recentemente abbiamo saputo dell'esistenza della cosiddetta variante inglese e di un caso isolato di contagio proprio a Loreto e che non ha avuto contatti diretti con l'Inghilterra. Questo significa che la cosiddetta variante stia già circolando nel nostro territorio e ciò potrebbe spiegare il perchè i contagi, dai primi giorni di dicembre, hanno iniziato ad andare evidentemente peggio della media nazionale.Notiamo un generale rialzo dei casi di positività nella scorsa settimana: in parte dovuto ai pochi tamponi fatti durante le festività natalizie e quello che vediamo per ora è l'effetto dello shopping e riaperture. Analizzando il dato dei sintomatici, in una settimana, abbiamo avuto un rialzo del 30% con le nuove regole e sembra profilarsi un incremento simile sui sintomatici che rischiano  di collocare la Regione Marche non in zona arancione ma in quella rossa.Una cosa che notiamo inoltre è che i sintomatici rispetto ai positivi stanno scendendo. Le spiegazioni sono 2: o lo screening sta migliorando costantemente oppure alla maggiore contagiosità del virus si è associata una minore aggressività. Il problema è che aumentando allo stesso tempo di molto la platea di infetti si ha comunque un aumento di casi gravi e come sembra anche decessi.Se le Marche piangono il resto d'Italia certamente non ride. Abbiamo un evidente ed insolito rialzo dei decessi che si slega dall'andamento dei contagi , probabilmente significa che durante le feste sono sfuggiti molti contagi allo screening di concerto terapie intensive e ricoveri hanno smesso di scendere.Nella classifica delle regioni scendiamo ancora superando i 300 contagi giornalieri di media per milione di abitanti con rialzo di ricoveri e terapie intensive. La Valle d'Aosta da maglia nera che era si sta avvicinando al primo posto. Il Veneto rimane fanalino di coda anche se ha una situazione stabile mentre nelle altre regioni il peggioramento è diffuso.Parentesi sul vaccino ad oggi risultano 158.000 persone vaccinate , ma dobbiamo ricordare che la copertura arriva dopo oltre un mese quindi ci vorranno varie settimane per iniziare a vedere qualcosa sui contagi . Per ora il virus sta correndo molto più velocemente del vaccino.

05/01/2021 14:12
Covid-19, i contagi calano ma non nelle Marche: l'andamento del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid-19, i contagi calano ma non nelle Marche: l'andamento del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Cari lettori benvenuti a questa puntata natalizia della nostra rubrica. Questa settimana notiamo un calo dei contagi in Italia mentre nelle Marche rimangono stabili; ciò potrebbe non essere dovuto neanche troppo allo screening di massa poiché risultano stabili anche i sintomatici che ovviamente sono più semplici da individuare. C’è la possibilità inoltre che i dati possano essere viziati dai pochi tamponi durante i giorni di festa ovvero in realtà la situazione potrebbe essere peggiore di come sembra. Alcune puntate fa dicevo che qualcosa non sta tornando nelle Marche. Abbiamo una densità abitativa inferiore a molte altre regioni eppure i nostri contagi sono rimasti più alti e anche la zona arancione non ha inciso molto. Dall'altro lato nella seconda ondata siamo una delle regioni con meno decessi. è stato identificato a Loreto un caso della variante inglese senza che abbia avuto contatti diretti con la UK. Questo significa che la variante sia già diffusa sul territorio, se ciò fosse vero spiegherebbe il numero di casi maggiori da un lato e sembrerebbe meno letale dall'altro. Notiamo che questa settimana il calo dei decessi è stato abbastanza marcato mentre sono stabili le terapie intensive e ricoveri.Come detto le Marche perdono posizioni; addirittura stiamo andando peggio della media nazionale come contagi. Altri regioni registrano cali sensibili dei casi ma ancora nessuna riesce ad andare sotto i 100 giornalieri per milione di abitanti mentre la maglia nera rimane al Veneto che vede ancora in aumento le terapie intensive.I prossimi mesi saranno cruciali nella speranza che operatori sanitari ed anziani si vaccinino in massa, in quel caso vedremo probabilmente un drastica riduzione dei casi gravi e critici.

29/12/2020 16:00
Covid-19, si stabilizzano i casi sintomatici: l'evoluzione del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Covid-19, si stabilizzano i casi sintomatici: l'evoluzione del virus nei grafici dell'Ingegner Petro

Bentornati cari lettori questa settimana nella nostra regione abbiamo avuto un lieve incremento dei casi ma al contempo una diminuzione dei casi sintomatici. Tutto ciò può essere legato al fatto che è molto aumentato il numero di tamponi effettuati, quasi raddoppiati quelli giornalieri di diagnostica. Questo porta sicuramente ad un momentaneo innalzamento dei contagiati, ma semplicemente può essere visto come migliore screening in quanto i casi sintomatici rimangono leggermente in discesa, infatti la scorsa settimana abbiamo avuto l'8 Dicembre, una giornata festiva, in cui si sono processati meno tamponi. Probabilmente avremo un fenomeno simile anche questa settimana a causa delle festività natalizie, inoltre si concluderà a tutti gli effetti la ‘zona arancione’, pertanto ora osserveremo esclusivamente contagi derivanti da quella ‘gialla’. A livello nazionale i contagi hanno rallentato e si sono posizionati attorno alla parità. Decessi e terapie intensive proseguono invece la loro lenta discesa anche se, probabilmente presto, stazioneranno anche loro seguendo il ritmo dei contagi.  Nella nostra classifica regionale abbiamo alcuni dati incongruenti a causa dei riallineamenti che sono stati fatti nei dati della Protezione Civile come per Piemonte e Basilicata. Nella nostra regione, che notiamo essere allineata per contagi alla media nazionale, si evince  un miglioramento del rapporto positivi su tamponi, attestatosi al 12.33%, il che significa che la capacità di tracciamento è stata in buona parte recuperata. Lo screening di massa operato dalla Regione Marche sta obiettivamente avendo una scarsa partecipazione, però ci sta indicando che gira intorno allo 0.5%, la percentuale della popolazione come contagiata, il che ci fa ipotizzare che fino alla scorsa settimana  si stia perdendo circa un 50% dei contagi effettivi e che la provincia di Pesaro sia nuovamente la più colpita con circa l'1% di popolazione contagiata. La maglia nera questa settimana rimane al nord-est in particolare al Veneto dove i contagi sono ancora in lieve rialzo e le terapie intensive non scendono.Visto che nei capoluoghi è ancora attivo lo screening di massa posso consigliare a voi che mi leggete di effettuare il tampone specie se vorrete fare un pranzo in famiglia per evitare di mettere a repentaglio la salute dei vostri cari. Ricordiamo che per risultare positivi al tampone deve passare qualche giorno dall'infezione quindi un risultato negativo non da il 100% di possibilità di non essere infetti e contagiosi ma certamente da un certo margine di garanzia. Come conclusione mi sembra davvero assurdo introdurre un divieto di uscire di casa e di incontrare persone all'aperto dove tipicamente si corrono meno rischi rispetto all'incontrare le persona a casa. Vediamo ad esempio contagi in sensibile calo in Campania nonostante le varie manifestazioni pubbliche in onore del defunto Maradona oppure come negli U.S.A. le manifestazione della "Black lives matter" abbiano avuto una scarsa incidenza nei contagi.

22/12/2020 13:23
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