A pochi giorni dalla consegna dei lavori per la realizzazione della rotatoria in località Fontenoce, il Presidente della Provincia Pettinari, con i suoi tecnici ed il Sindaco di Recanati Fiordomo, si è recato sul cantiere. L'opera riguarda l’intersezione tra la ex. S.S. 571 e la ex. S.S. 77 ed i lavori in fase di esecuzione sono finalizzati a garantire una maggiore sicurezza ed un più efficace snellimento dell'elevato flusso di traffico nella zona.I lavori, che contrattualmente dovrebbero essere ultimati entro agosto, sono stati affidati alla ditta F.lli Pazzaglia S & C snc di Pievebovigliana (MC) per un importo di € 520.000. Nella circostanza il Presidente Pettinari ha auspicato la fine dei lavori prima dell'inizio dell'estate chiedendo all'impresa di stringere i tempi per evitare i frequenti intasamenti che si verificano nella zona durante la stagione estiva.
Nella giornata di sabato 2 Aprile si è tenuta la 3° assemblea dell'Anci Giovani. Sulla base di un accordo unitario tra i vari partiti sia di centrosinistra che di centrodestra che ha portato all'elezione del nuovo coordinatore Francesco Ameli, è stato rinnovato anche il direttivo regionale nel quale è stato confermato il consigliere con delega alla Cultura Alessandro Massi ed ha visto eletto anche il consigliere delegato allo sport ed alle politiche giovanili Francesco Colosi. Ciò rappresenta una grande opportunità per la città di Tolentino visto il ruolo decisivo svolto dell'Anci in termini di rapporto con il Governo che permette un contatto istituzionale diretto che il più delle volte fa si che molte richieste vengano accolte. Massi e Colosi esprimono la loro soddisfazione nel rappresentare le istanze della propria città nell'Anci regionale ed auspicano la collaborazione con i colleghi del consiglio comunale di Tolentino oltre che dei paesi del comprensorio e dell'Unione Montana.
Dal gruppo consiliare Comunità e territorio di Camerino riceviamo:Non solo scintille durante l’ultimo consiglio comunale del Comune di Camerino, tenutosi giovedì 31 marzo, ma anche un palese imbarazzo (a nostro avviso) e mancate risposte ai nostri legittimi dubbi, su punti fondamentali della vita amministrativa e politica, posti all’ordine della discussione.Più che una seduta di consiglio è sembrata una udienza dibattimentale: il Sindaco, infatti, ha risposto ad ambedue le interrogazioni leggendo documenti scritti, richiamando comunicazioni, numeri di protocollo e articoli di legge, in modo inespressivo (brillantezza e padronanza retorica, che caratterizzano il nostro sindaco, in questa vicenda sono venute meno).In particolare, per quanto riguardo l’interrogazione avente ad oggetto l’attività dell’Anticorruzione, abbiamo sottolineato tre punti dolenti:- la contraddittorietà delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal sindaco;- il mancato riscontro alla nostra richiesta di accesso alle comunicazioni inviate dall’ANAC al sindaco e al segretario;- il palese corto circuito che si è venuto a creare nella vicenda: il Segretario comunale, in qualità di responsabile anticorruzione, è anche stato il responsabile dell’istruttoria del provvedimento, che l’ANAC (presieduta dal dr. Cantone) ha dichiarato discriminatorio.Sul primo punto, il Sindaco, all’indomani della nostra segnalazione alla stampa sulle preoccupazioni destate dall’attenzione dell’ANAC, ad un giornale aveva dichiarato di non conoscere la vicenda e che nessuna lettera era pervenuta al suo indirizzo (minacciando denunce contro chi avesse violato segreti); di contro, in altra intervista aveva detto che la vicenda si riferiva ad una delibera di Giunta e alla doglianza di un dipendente, che non avrebbe gradito il provvedimento adottato. Abbiamo chiesto spiegazione di queste palesi contraddizioni, senza ricevere alcuna risposta al riguardo.Ciò che si è cercato di minimizzare, riguarda ed ha ad oggetto invece una condotta illegittima e palesemente lesiva delle prerogative di un dipendente: il sindaco non è stato in grado di fornire risposte adeguate, motivo per cui siamo profondamente delusi e stiamo pensando ad ulteriori azioni al riguardo. Inoltre, dell’intera vicenda, come abbiamo avuto modo di conoscere in risposta alla nostra interrogazione, non è stata fornita alcuna comunicazione all’organismo indipendente di valutazione (o nucleo di valutazione).Sull’altra interrogazione, avente ad oggetto la condotta tenuta dall’assessore Lucarelli, quest’ultimo, ancorché presente alla seduta consiliare, si è avvalso della “facoltà di non rispondere”, affidando la propria difesa al sindaco, che si è limitato a dare lettura di un parere scritto redatto dall’avv. Fabio Pierdominici.Si è avvertita la assoluta incapacità di dare spiegazioni sotto il profilo politico a quanto comunicato dalla Procura e su quanto richiesto dalle minoranze in sede di interrogazione. Ci siamo rivolti a tutti i consiglieri presenti, chiedendo se queste condotte siano tollerabili.Il sindaco, in forza del parere legale, ha escluso la violazione della disposizione del testo unico degli enti locali, oggetto della comunicazione trasmessa dal Procuratore della Repubblica al Segretario, sulla base della quale abbiamo presentato l’interrogazione e chiesto la convocazione di un apposito consiglio comunale.Noi crediamo fermamente che la situazione sia molto seria e grave. Il Procuratore della Repubblica dr. Giorgio ha trasmesso una serie di documenti “nella parte - penalmente irrilevante allo stato” invitando il Segretario comunale a “segnalare ai competenti organi elettivi la sussistenza di fatti, che potrebbero portare alla decadenza del Lucarelli dalle funzioni pubbliche onorarie da lui esercitate”. Sempre nella missiva, il Procuratore ha chiesto al Segretario di comunicare le iniziative adottate. Purtroppo, abbiamo potuto constatare che nessuna iniziativa è stata adottata, poiché la maggioranza ha escluso la violazione delle disposizioni, richiamate nella comunicazione. Le risposte e le argomentazioni fornite non ci convincono affatto.In conclusione, non si può giustificare qualunque comportamento come se niente fosse successo: una condotta discriminatoria viene liquidata come se nulla fosse; la violazione di un obbligo di astensione come inesistente. Sul punto intendiamo andare fino in fondo e chiedere un parere sul punto al Prefetto di Macerata, al fine di verificare se le condotte perpetrate siano lecite.
Tre fino ad ora le passeggiate notturne di un gruppo di Forza Nuova di San Severino Marche. Nel fine settimana scorso un gruppetto di ragazzi forzanovisti hanno passeggiato in alcuni quartieri della città, presi di mira settimane addietro da ignoti autori di furti e danneggiamenti. Alcuni volantini infilati nelle cassette postali di abitazioni ed esercizi commerciali hanno testimoniato il passaggio dei militanti.“Pattugliamo le strade – è la nota di Fn - da cittadini settempedani che non accettano più questa situazione di insicurezza, che costringe le persone e le famiglie a barricarsi in casa la sera. Teniamo, infine, a precisare che non stiamo parlando di ronde, ma di semplici passeggiate che ci auguriamo possano essere un occhio vigile e un deterrente contro la criminalità”.
Tra un paio di mesi, con molta probabilità il 5 giugno i cittadini di San Severino Marche, insieme ad altri 29 comuni marchigiani (7 solo in provincia di Macerata), saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo organico amministrativo. La presentazione delle liste, qualora la data venisse confermata, scadrà il 6 maggio. Sul variegato scenario settempedano è apparsa una nuova lista civica di sinistra. In una nota la consigliera Alessandra Aronne ha reso noto il progetto.Questa nuova lista civica sarà una lista partecipata da uomini e donne provenienti da esperienze diverse ma con un unico obiettivo: fare bene per San Severino. Una lista, senza dubbio, orientata a centro sinistra, nata nel corso di questi ultimi anni che ha visto la consigliera Alessandra Aronne all'opposizione, portavoce di persone che hanno contribuito ad una attenta e puntuale osservazione delle proposte amministrative alle quali hanno cercato di portare contributi di miglioramento e di buon senso, quasi sempre puntualmente disattesi."Si è combattuto l’atavico sistema clientelare e occasionale di concepire la politica, e si vuole ora tentare con il rinnovamento delle persone e delle idee di riportare l’attenzione sui problemi che accomunano i cittadini e sul vero ascolto dei bisogni e delle istanze" - conferma Aronne - "con l’attuale amministrazione si è chiuso un ciclo ed ora bisogna mettere in campo nuove energie al di là delle ideologie e degli steccati, con nuovi progetti per il futuro di San Severino, in un contesto economico e sociale particolarmente difficile per la nostra città e per l’Italia. Abbiamo ascoltato cittadini, associazioni e amici che con fattivo spirito di collaborazione ci hanno spinto a prendere in seria considerazione la formazione di una lista che possa rappresentare una valida alternativa e un cambiamento rispetto al panorama delineatosi. Il cammino della lista civica è appena iniziato, gli incontri ci portano ad essere ottimisti sulla sua fattibilità, è un percorso aperto a chiunque voglia condividere il progetto mettendo le proprie competenze e il proprio tempo, sia esso tanto o poco, al servizio della comunità, impegnandosi a gestire il bene comune. Tutti siamo consapevoli che è un compito improbo, faticoso e reso ancora più difficile da una politica che negli ultimi anni sta dando il peggio di sé. Chi si assume il compito di amministrare sa che è un dovere denso di difficoltà decisionali ed economiche, soprattutto in questo momento che ci deve vedere impegnati a difenderci dalle offese portate al nostro territorio, ma ognuno di noi, con esperienze e formazione diverse può portare un contributo per migliorare la nostra città nell’ interesse di tutti e per il futuro dei nostri figli."L’articolo 114 della nostra Costituzione dà un valore preminente ai Comuni, quando afferma che “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.” e è da essi che dobbiamo difendere la nostra democrazia, compito che oggi lo stato centrale rende sempre più difficile, riappropriamoci di quel coraggio ed impegno che ha reso la nostra cittadina, nel corso della storia, virtuosa in arte, cultura, artigianato, piccola impresa, eccellenze agroalimentari.Infine Alessandra Aronne ringrazia Francesco Borioni, ex presidente dell’Assem per aver dato la sua disponibilità come capofila per un progetto che, ci si auspica, di vero cambiamento.
Donne tenaci, forti, paladine dei diritti. È riconoscendo il valore delle figure femminili marchigiane che hanno tracciato nel passato la strada dell’emancipazione delle donne e guardando agli obiettivi ancora da raggiungere che il PD Marche ha voluto aprire un dibattito sui percorsi democratici, storici e futuri, dall’impronta femminile. E lo ha fatto ieri, con l’incontro pubblico dal titolo “Quando la politica è donna”, alla presenza della vice presidente del Senato, Valeria Fedeli.Una platea nutrita e partecipe quella delle oltre centocinquanta persone che hanno voluto essere presenti al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona, sede dell’iniziativa, che ha visto anche l’intervento del segretario regionale del PD, Francesco Comi, della senatrice Silvana Amati, dell’assessore regionale Manuela Bora, del sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, della presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Meri Marziali e della Coordinatrice della Conferenza delle Donne Democratiche del PD Marche, Letizia Bellabarba. A moderare il dibattito è stata Antonella Ciccarelli, responsabile Pari Opportunità del PD Marche, che, nel tenere le fila dei lavori, ha messo in luce come le donne hanno contribuito alla costruzione di una riflessione politica nuova, preparato la strada per lotte che hanno portato al riconoscimento dei diritti civili, giuridici e politici.“Bisogna distinguere tra rappresentanza e rappresentatività – ha subito sottolineato Valeria Fedeli –. Le donne devono avere rappresentatività, perché una società rappresentata a prevalenza da uomini non funziona: le donne, infatti, non sono una categoria da proteggere, ma sono una metà della società. Il loro punto di vista, il loro polso della situazione aiuta la società a funzionare meglio”. La vice presidente delSenato, poi, ricordando come solo con questo governo si è messa fine alla procedura delle dimissioni in bianco, ha sottolineato come “le lotte delle donne del PD non sono lotte per le donne, ma per l’intera società” e come “sono ancora tante le cose da fare e va tenuta alta l’attenzione su queste necessità”.“Dopo la legge 215/2012 su Consigli e Giunte degli enti locali, la legge 65/2014 per le elezioni europee e l’Italicum che entrerà in vigore dal 1° luglio prossimo – ha esordito il segretario Francesco Comi in apertura del dibattito –, la Camera dei Deputati ha approvato lo scorso febbraio in via definitiva la legge sull’equilibrio della rappresentanza di genere nei Consigli regionali. Quindi anche nelle Marche il prossimo Consiglio regionale dovrà essere eletto rispettando la giusta rappresentatività di uomini e donne. Adottando lo strumento della doppia preferenza di genere – ha evidenziato Comi –, avremo modo di recuperare il gap di rappresentatività tutt’ora esistente: perché se è vero che la Giunta regionale è composta da tre assessori uomini e da tre donne, le consigliere regionali elette rimangono ancora troppo poche”. L’incontro è stato anche occasione per consegnare un attestato di riconoscimento a dieci donne marchigiane, di nascita o di adozione, che si sono distinte per il loro impegno, la loro partecipazione, la loro tenacia, lasciandoci un’eredità di cui andare fieri: Egidia Coccia, 92 anni, partigiana della Resistenza, denominata “la postina” perché recapitava materiali scritti e documenti, ma soprattutto perché svolgeva un ruolo importante nelle trasmissioni via radio, essendo in grado di decodificare l’alfabeto Morse; Ada Natali, eletta sindaco di Massa Fermana nel 1946, è stata la prima donna Sindaco d’Italia, rimasta tale fino al 1959 ed eletta Deputata nel 1948; Malgari Amadei Ferretti, protagonista nelle rivendicazioni dei diritti delle donne, nel 1970 è stata la prima ed unica donna ad essere eletta nella prima legislatura del Consiglio regionale delle Marche, riconfermata per due mandati per poi essere eletta alla Camera dei Deputati; Rina Polverini, impegnata per la riforma e democratizzazione della scuola, durante la guerra ha nascosto gli ebrei dai nazifascisti, prima donna di Ancona a prendere la patente automobilistica, donatrice di sangue, fondatrice dell'AIDO, eletta prima presidente donna della Circoscrizione Grazie-Tavernelle di Ancona del PCI; Maria Cavatassi, staffetta nella resistenza partigiana, portando viveri, armi, notizie e “pizzini” ai partigiani nascosti sui monti, un ruolo non appariscente, ma determinante; Simonetta Romagna, è stata assessore alla cultura nel Comune di Pesaro e segretaria dell’unione comunale del PD, presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, assessore alla cultura e alle pari opportunità della Provincia di Pesaro-Urbino, fa parte della Casa dell’unione delle donne di Pesaro; Liliana Segre, di famiglia ebraica, a 13 anni, nel 1944, è stata arrestata e deportata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, liberata il primo maggio 1945 al campo di Malchow, è fra le ultime testimoni della Shoah; Adele Bei, partigiana, il 2 giugno 1946 fu tra le 21 donne elette all'Assemblea costituente italiana, nel corso della prima legislatura (1948-1953) sedette al Senato della Repubblica, unica donna fra i 106 senatori; Sara Giannini, è stata la sindaca più giovane d’Italia, alla guida del Comune di Morrovalle dal 1992 al 2001, eletta nel 2005 al Consiglio regionale delle Marche, è stata Presidente del gruppo regionale dei DS e segretaria regionale dei DS prima e del PD poi, alle elezioni regionali del 2010 è stata la più votata del centrosinistra nella regione; Maria Pucci, deputata del Parlamento italiano nel corso della prima Legislatura repubblicana, ha affrontato con dignità il periodo dello sfollamento a Madonna del Piano, nel Maceratese, durante il tragico passaggio del fronte.Nomi, questi dieci, individuati tramite le segnalazioni chieste e arrivate dal territorio, per mezzo delle federazioni provinciali del partito. In realtà sono molti di più i nominativi segnalati, per cui si è deciso di organizzare altri eventi dedicati proprio alle molte figure femminili che si sono distinte nella nostra regione, per riservare loro il giusto tributo. Presenti in sala, inoltre, gli onorevoli Emanuele Lodolini e Irene Manzi, l’assessore del Comune di Ancona, Emma Capogrossi, oltre a diversi esponenti del PD Marche, dal presidente, Stefano Stracci al portavoce, Alessandro Spena dall’organizzatore, Michele Crocetti alla responsabile Europa, Internazionalizzazione e Imprenditorialità, Frida Paolella. E proprio alle imprenditrici marchigiane, presenti in sala con una folta rappresentanza, è stato dedicato un focus, per sottolineare l’importanza del contributo che danno ogni giorno per l’affermazione delle donne anche in campo economico.
E’ stato presentato in Regione il progetto con le linee strategiche di intervento per realizzare la “Macerata che sarà”, candidato ai finanziamenti ITI destinati a tre strategie integrate di sviluppo urbano, da realizzare nel territorio marchigiano. In ballo ci sono 19 milioni di euro complessivi, oltre 6 milioni di euro per ciascuna delle tre città che si aggiudicherà il bando tra Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Fano. Soddisfazione del sindaco Romano Carancini “Con la consegna del progetto la città respira un futuro di bellezza, ma soprattutto si propone alla Regione come pioniera nel passaggio da Smart City a Senseable City”.Un mese di ascolto della città e delle sue molteplici componenti per raccogliere le “visioni” della Macerata del futuro voluto dall’Amministrazione comunale, 7 incontri, 407 soggetti (Associazioni, PMI, Enti Pubblici, cittadini, rappresentanza economico-sociale, media, quartieri e frazioni, istituzioni, rappresentanti degli studenti), 50 schede con proposte di lavoro, 30 video interviste in 21 ore di ascolto, sono stati la piattaforma di base per l’individuazione della sostenibilità e della efficacia delle azioni proposte nel progetto ITI, realizzato dalla ditta Innothink di Fermo insieme all’Ufficio Europa del Comune. Il progetto, che sarà presentato alla città il 15 aprile con un evento pubblico, è un piano di più azioni coordinate in grado di far compiere alla città un vero e proprio salto nel futuro, con l’obiettivo di costruire una nuova dimensione del vivere, lavorare, studiare e fare turismo. Due le macro azioni previste “L’innovazione per la produzione e la fruizione dei contenuti creativi nel settore culturale” e “Macerata come laboratorio di Micro Senseable City: accessibilità ambientale a servizio del cittadino” Macerata si candida, dunque, ad essere la prima micro-senseable city, cioè un laboratorio a cielo aperto per sperimentare in una piccola città i processi di infrastrutturazione innovativa messi in campo dal “Senseable City Lab” del MIT di Boston, coordinato da Carlo Ratti, e supera così la logica delle smart cities. Macerata si candida a far evolvere il proprio paesaggio urbano notturno e il proprio sky-line a fattore di identità e di attrattività attraverso lo sviluppo del “Land Light Park”. Due le direttrici: da un lato la dimensione visionaria e creativa del Maestro Dante Ferretti – più volte premio Oscar per la scenografia – saprà offrire alla città attraverso la “luce” una nuova visione, valorizzando lo stesso patrimonio culturale e relazionale, e dall’altra l’innovazione tecnologica, con il passaggio ai Led, avrà un impatto straordinario in termini di risparmio energetico (30%) e quindi a sostegno della vocazione ambientale della città.La nuova dimensione della città si svilupperà su un piano di mobilità dolce e alternativo per il decongestionamento del traffico e la tutela del paesaggio acustico. Sviluppo delle infrastrutture necessarie all'utilizzo del mezzo a basso impatto ambientale anche attraverso iniziative di charging hub e realizzazione di infrastrutture di interscambio finalizzate all'incremento delle mobilità collettiva e alla distribuzione ecocompatibile delle merci e relativi sistemi di trasporto.Macerata vuole diventare un “luogo dinamico” di produzione dell’innovazione di processo, di prodotto, di modelli di sviluppo e crescita. La Macerata della Creatività prevede soluzioni all'avanguardia per il restauro, la diagnostica, la fruizione e la promozione del patrimonio culturale con particolare riferimento a realtà aumentata e tecnologie innovative che si avvarranno della nuova connettività a banda ultralarga nonché progetti di sostegno alla creazione, aggregazione e rafforzamento alle Piccole Medie Imprese culturali creative, della manifattura e del turismo. I progetti di filiera avranno ricadute dirette nei settori dell’artigianato artistico per le scenografie, lo spettacolo e le filiere Made in Italy.
Il M5S maceratese ha aderito con entusiasmo alla campagna nazionale "No Triv" promuovendo una serie di incontri e banchetti informativi in giro per il capoluogo per far chiarezza sul referendum del 17 aprile e sui delicati temi che si andranno ad affrontare.I cittadini avranno la possibilità di informarsi tutti i sabati e domeniche tramite i banchetti, mentre, per sabato 9 aprile è prevista una conferenza alle ore 18 all'Hotel Claudiani con la partecipazione di Francesco Montanari che è uno dei massimi esperti ed esponenti regionali ed è stoicamente impegnato in un tour di conferenze che non gli concede riposo. Francesco spiegherà ai cittadini ogni particolare sulle trivelle e sul referendum, facendo di fatto cadere le varie contestazioni senza senso contro il referendum stesso. La cittadinanza è invitata a partecipare.Come azione politica il Movimento 5 stelle di Macerata ha depositato in segreteria una mozione in cui si chiede l’adesione del Comune di Macerata al Coordinamento marchigiano “vota SI per fermare le trivelle”.Votando SI’ al referendum non si dismetterà immediatamente la trivellazione dei nostri mari, ma si eviterà che alla scadenza delle concessioni queste vengano rinnovate. Qualora dovesse vincere il NO o il quorum non si raggiungesse (50% degli aventi diritto al voto più 1) le concessioni verranno rinnovate e le trivellazioni continuerebbero fino ad esaurimento dei giacimenti. Quindi, molto probabilmente per molti anni ancora.
"L’Apm ha inviato a numerosi condomini del territorio comunale di Macerata missive aventi ad oggetto lo spostamento dei contatori dell’acqua che si trovano all’interno di proprietà private. Nelle predette comunicazioni l’Apm afferma testualmente che <<esiste la possibilità di spostare i contatori in un diverso alloggiamento>> e che i costi saranno a carico dell’utente/consumatore. L’impressione comune di coloro che hanno ricevuto gli avvisi, in ordine alle richieste avanzate da Apm, è la sussistenza di un obbligo di legge e di un termine perentorio entro cui provvedere."E' questo in sintesi il contenuto di una interpellanza presentata dal capogruppo di Forza Italia, Riccardo Sacchi."Alle famiglie maceratesi, migliaia a quanto pare, su sollecitazione di APM sono già stati richiesti preventivi di spesa che comporterebbero l’esborso di migliaia di euro per ogni nucleo familiare. Questo per compiere i lavori murari ed idrici, nonché per tutte le altre opere connesse allo spostamento dei contatori.Il regolamento del Servizio Idrico Integrato dell’Aato 2-Ancona prevede, così come molte altre simili autorità, che il gestore possa imporre lo spostamento dei contatori “nei soli casi di intervento di ristrutturazione edilizia dell’intero edificio”, in ossequio al principio di economicità, data l’onerosità dell’intervento.Il regolamento del Servizio Idrico Integrato dell’Aato 3-Macerata, invece, stabilisce all’articolo 80 bis - inserito tra le norme transitorie - che “i contatori posti all’interno di locali abitati o in posizioni non agevolmente accessibili dovranno essere posizionati in area condominiale accessibile o al limite della proprietà privata con accesso dall’area pubblica, entro 3 anni dall’entrata in vigore del presente Regolamento”.Già in passato, davanti ad analoga iniziativa di Apm, associazioni di consumatori hanno sollevato pesanti dubbi sulla liceità e, in particolare, sulla sussistenza di “obbligo”, soprattutto, nei casi in cui i contatori fossero stati installati precedentemente ai regolamenti in materia. In materia edilizio/urbanistica vige il principio secondo cui gli adeguamenti normativi (dall’antisismica alla materia energetica, ecc.) vengono applicati alle costruzioni realizzate successivamente all’entrata in vigore, demandando, per l’esistente, ai soli casi di interventi rilevanti sulla struttura, onde consentire un miglior “assorbimento” degli ingenti costi. Tra l’altro, risulta vi siano aziende private che, al prezzo di un canone di pochi Euro al mese, forniscono l’installazione per ogni singolo appartamento (o per ogni condominio) di apparecchiature di telerilevamento del consumo idrico, rendendo così possibile evitare interventi per decine di migliaia di euro su ogni edificio.Forza Italia chiede all'Amministrazione Comunale:-Se l’iniziativa di Apm in ordine al cambio di posizione dei contatori dell’acqua derivi da obblighi di legge e, in caso affermativo, quali sono le norme di legge di riferimento (nazionali, regionali, disposizioni dell’Authority, ecc.), e se sussistano o meno, al riguardo, termini perentori.-Se è a conoscenza con precisione di quanti condomini e di quante famiglie maceratesi siano interessate dalla questione.-Se ha consapevolezza della spesa complessiva a cui sarebbero costrette le famiglie maceratesi, in considerazione del fatto che una stima di spesa per la sola Macerata supererebbe abbondantemente il milione di euro.-Se sa riferire in quanti e quali altri comuni del territorio nazionale si sta richiedendo agli utenti tale esborso.-Se sa riferire se altri gestori del servizio idrico, all’interno dell’ATO 3-Macerata, stiano procedendo nella stessa direzione di Apm.Nel caso Apm facesse riferimento all’applicabilità dell’articolo 80 bis del Regolamento del Servizio idrico Integrato dell’Aato 3-Macerata, si domanda:-La data di approvazione della predetta disposizione;-Se l’Amministrazione medesima, in qualità di partecipante all’Aato 3, è consapevole dell’impatto di tale norma sulle famiglie;-Se l’Amministrazione ha verificato l’obbligatorietà di tale disposizione, alla luce non solo della normativa nazionale e regionale, ma anche delle disposizioni dell’Authority competente, fornendo - in caso affermativo - i riferimenti di legge, e se il predetto art. 80 bis sia in linea con i principi sopra enunciati in materia di adeguamento normativo;-Se non ritenga urgente modificare la predetta disposizione nell’ambito dell’Aato 3 di cui l’Amministrazione comunale di Macerata è partecipe, onde evitare ai maceratesi un inutile spreco di risorse in un momento di grande difficoltà economica.
Da Marco Romagnoli, consigliere comunale del Partito Democratico di Tolentino, riceviamo:Come solito fare, il Sindaco Pezzanesi ha ritenuto di dover imporre la nuova organizzazione dei parcheggi cittadini senza coinvolgere il Consiglio comunale. Anche in considerazione del fatto che taluni fortunati invitati agli incontri illustrativi ci hanno richiesto chiarimenti appare utile evidenziare taluni aspetti che destano perplessità.Tutti i posti auto che si trovano all’interno delle mura cittadine e nei parcheggi limitrofi diverranno a pagamento. Cesseranno, pertanto, di essere gratuiti anche i parcheggi “Filzi”, “Matteotti” e “Foro Boario”. Gli stalli a pagamento passeranno dagli attuali 400/500 a 1300/1400. Si stima in 15/20 milioni di euro il ricavo che il futuro gestore dei parcheggi introiterà in 25 anni.I parcheggi verranno difatti appaltati a soggetto esterno per 25 anni ed il bando prevederà dei lavori a carico del concessionario per complessivi 2 milioni di euro circa. Il Sindaco afferma che saranno investimenti a favore della città, in realtà si tratta (almeno in gran parte) di un investimento che il concessionario metterà in essere al fine di poter disporre di più spazi a pagamento. I 2 milioni verranno infatti spesi per: raddoppio del parcheggio Filzi (all’interno del quale la sosta sarà tutta a pagamento); realizzazione di un nuovo parcheggio (tutto a pagamento) nel cortile di San Catervo; sistemazione del parcheggio chiuso Matteotti (tutto a pagamento); sistemazione di viale Matteotti con doppio senso e corsia parcheggio (tutta a pagamento); sistemazione di via Filelfo e piazza Mauruzi con la sistemazione dei parcheggi di Via Roma e Corso Garibaldi (entrambi tutti a pagamento).Visti i numeri che ballano e gli utili che deriveranno al fortunato gestore sorge spontanea una domanda: perché non far gestire all’ASSM i parcheggi cittadini anche per il futuro?Perché considerare l’ASSM solo quando i suoi utili sociali servono a ripianare i debiti del comune o per affibbiargli immobili “ingombranti” (quali la piscina e la palazzina di Via Roma) ancorché per nulla attinenti alla mission dell’Azienda?Se per la Giunta è giusto ampliare il numero dei parcheggi a pagamento, cosa su cui siamo fortemente contrari, quanto meno la gestione degli stessi dovrebbe restare a Tolentino. Così come in favore dei tolentinati dovrebbero essere spesi gli utili provenienti dalla gestione del nuovo piano parcheggi. Per tale motivo riteniamo che debba essere l’ASSM e non qualcuno chiamato da lontano a gestire il tutto.Si è forse incrinato qualcosa tra sindaco e vertici ASSM? Pesa su questa scelta il prossimo ricambio dei vertici stessi? Oppure si ragiona ancor più al ribasso e si chiama qualche soggetto da fuori regione per restare in compagnia di qualche amico locale, visto che per elezioni servono anche opere di bene?
Consensi unanimi sta riscuotendo la candidatura di Vittorio Sgarbi a Sindaco di San Severino Marche.Appoggiato sia dalla Destra che dalla Sinistra la candidatura ha messo finalmente tutti d'accordo, tanto che si è già deciso di presentare una lista unitaria, il "Partito della Capra".Presentato anche il simbolo di colore rosso, azzurro e giallo, chiaro segnale iconografico della scelta di riunire all'interno tutte le forze politiche.Uno dei motti sarà: "Ad Uggiano niente mega allevamenti, solo Capre!"All'interno della lista infatti convergeranno le personalità politiche settempedane più rilevanti: il sindaco uscente Martini, il consigliere regionale Zura, il consigliere uscente Chiodi, l'ex sindaco Eusebi, il medico Cruciani, lo scioperante Pioli solo per citarne alcuni. Contatti sono in corso anche con l'ex consigliere comunale Gianluca Gelsomino, mentre il M5S non appoggerranno ufficialmente la lista di Sgarbi, per motivi "grillotici", ma rinunceranno a presentarne una propria.Vista la disponibilità magnanima e lungimirante di Vittorio Sgarbi, anche Castelraimondo rinuncerà alle elezioni comunali fondendosi già da oggi con San Severino.Il noto critico d'arte ha dichiarato:"Tornerò a fare il sindaco di San Severino Marche! Lo faccio per il vostro bene! Ma solo perché siete voi! Vi voglio bene perché mi ricordate un periodo felice della mia vita! Mi candido per valorizzare questa città bellissima perché sennò con quei quattro soldi che mi darete non mi ci pago 'manco le spese".Il legale di Sgarbi, l'avvocato Giampaolo Cicconi, contattato al telefono non ha saputo nascondere la sua sorpresa: "Vittorio mi ha abituato a tutto! Ma di questo non sapevo niente! Sgarbi con l'avvocato Cicconi C'avevate creduto eh? Buon 1° aprile!
Deborah Pantana di Forza Italia invita l’Amministrazione comunale di Macerata a farsi parte attiva presso la Regione Marche per la realizzazione della Raci 2016 "in quanto appare sempre più necessaria la promozione del nostro territorio e delle sue eccellenze"."La Rassegna Agricola del Centro Italia (Raci) svoltasi presso il Centro Fiere di Villa Potenza di Macerata" dice la Pantana "è stata contraddistinta, in questi ultimi anni, da un numero di visitatori senza eguali.La Raci ha saputo mantenere e rinforzare, grazie ai tanti sostegni pervenuti, il suo ruolo guida nella produzione agroalimentare e nella mostra della razza bovina marchigiana. Al fianco degli ormai affermati settori della zootecnia e meccanizzazione, di fatto Raci è stata, lo scorso anno, una vera è propria anteprima di Milano Expo 2015, rappresentata dall'ampio padiglione dei "Gusti e sapori della terra delle armonie", dove oltre ai tanti laboratori culinari, nell'area apposita, si sono potuti apprezzare e degustare gli eccellenti prodotti della nostra terra; una manifestazione che rappresenta tutti i maceratesi e la tradizione agricola del territorio".
L'Associazione culturale "Treia in Movimento", nata nel 2013 e attualmente presieduta dalla giovane Elisa Carbonari, promuove un doppio appuntamento informativo sul referendum sulle trivellazioni del prossimo 17 aprile.Data l'assenza di informazioni in ambito nazionale, infatti, i componenti dell'Associazione hanno trovato in Legambiente Marche, tra i promotori del comitato regionale per il "Sì", un partner disponibile a fornire una comunicazione completa sull'importanza di recarsi alle urne.Il primo incontro si svolgerà a Colmurano, venerdì 1° aprile, alle ore 21.15, presso il museo "C. Ventura", mentre il giorno seguente, sabato 2 aprile, alle ore 17, si replicherà proprio a Treia, all'interno della Sala Congressi dell'Hotel Grimaldi.L'Associazione rinnova poi il suo invito a partecipare ai sindaci Capponi e Formica, oltre che ai rappresentanti dell'intero Consiglio comunale e delle Amministrazioni limitrofe, non trovando incongruenze politiche o partitiche nell'attuale battaglia referendaria. A questi, si aggiungono anche le richieste di partecipazione inoltrate ai soci e ai responsabili delle Associazioni locali delle due città, in modo da essere insieme un volano informativo realmente efficace per il raggiungimento del quorum. Infine, l'invito è anche rivolto a quanti in queste settimane si sono spesi a favore del referendum all'interno di altre organizzazioni facenti riferimento al Comitato regionale. Un'occasione, dunque, per partecipare, informarsi e far sentire anche dall'entroterra la voce del "Sì".
Ieri sera il consiglio comunale di Tolentino si è riunito per aggiornare lo statuto comunale accogliendo le novità introdotte dalle leggi nazionali e regionali in materia di referendum e i suggerimenti proposti dai consiglieri. Sono stati infatti votati gli emendamenti a firma congiunta Pd (Prugni) e Cinque Stelle (Mercorelli).Questo aggiornamento della carta costituzionale municipale apre alla possibilità di promuovere la consultazione dei cittadini su una scelta strategica come la fusione “per incorporazione” tra il comune di Tolentino e quello di Camporotondo. Le minoranze, e di queste tutti i consiglieri Pd, hanno votato le proposte di modifica.Il nuovo statuto entrerà in vigore dopo un mese della sua pubblicazione e pertanto, verosimilmente, da maggio 2016. Solo da allora il sindaco di Tolentino potrà portare in consiglio la proposta di indizione del referendum."Il mese di aprile, tanto dura questa fase di transizione" ha detto in consiglio Francesco Comi (Pd) "sarà utile per confrontarci nella città sui contenuti della proposta referendaria, ovvero sui vantaggi e le opportunità dell’eventuale incorporazione tra i due comuni. Il giudizio del Pd nel merito della vicenda, fin da principio, è sempre stato lo stesso.Credo pertanto utile formalizzarlo in modo chiaro e trasparente: il processo di aggregazione tra i Comuni è oramai ineludibile per qualificare e conservare un’offerta di servizi adeguata a bisogni crescenti e a risorse decrescenti. Ne parliamo, invano, con buoni propositi e studi di fattibilità, da troppo tempo. La prima legge risale al 1990.L’aggregazione ideale per i comuni del territorio: il processo di aggregazione più naturale e giusto dovrebbe essere quello tra piccoli comuni contigui, con omogeneità di territorio, di servizi e bisogni. Nel nostro caso, il processo di aggregazione più opportuno e utile dovrebbe pertanto essere quello tra Caldarola, Belforte, Serrapetrona, Cessapalombo, Camporotondo.Questa proposta però" ha affermato Comi "non è matura. Dai comuni limitrofi arrivano segnali di disponibilità ma siamo ancora lontani da un reale processo di aggregazione. Prevalgono diffidenze e conservatorismi. Certamente nei prossimi giorni approfondiremo questo tema confrontandoci con tutti loro.Il sindaco del comune di Camporotondo ha avuto il merito di passare dalle buone intenzioni ai fatti ed avanzare una proposta concreta di aggregazione lamentando che gli altri comuni sono fermi e per nulla intenzionati ad aggregarsi. Se i comuni limitrofi (Caldarola, Belforte, Cessapalombo, Serrapetrona) volessero presentare in questo mese una proposta seria di fusione noi sosterremo la loro iniziativa. Se al contrario questa volontà non emergerà non potremo non valutare seriamente la proposta di incorporazione del comune di Camporotondo in quello di Tolentino considerato che il governo premia con risorse concrete e limitate nel tempo i comuni che hanno il coraggio di promuovere processi di fusione".Comi ha poi puntato l'attenzione sull’interesse dei cittadini di Tolentino. "A tutt’oggi la proposta di incorporazione del comune di Camporotondo con il nostro comune ci viene offerta e motivata solo ed esclusivamente con argomentazioni di natura economico finanziaria, ovvero con la prospettiva di poter attingere a circa 2 milioni di euro annui (il condizionale è d’obbligo visto che le incognite sono numerosissime). Mancano ancora all’appello alcuni elementi essenziali: un progetto di riorganizzazione comune di alcuni servizi essenziali (sociali, scolastici, demografici, trasporto, tributari, ecc) che dovremo estendere agli eventuali futuri nuovi cittadini; i costi reali di tale riorganizzazione; i progetti cui finalizzare le risorse che potrebbero arrivare a Tolentino dal prossimo anno.La soluzione che il Sindaco vorrà proporre per risolvere questi problemi non è indifferente. Siamo pronti a raccogliere l’appello del sindaco a votare la proposta ma a condizione che vengano affrontati questi temi con il consiglio comunale. Abbiamo un mese di tempo per parlarne e trovare le soluzioni.Il nostro unico timore" ha concluso Comi "è che il sindaco, dopo aver incassato la nostra fiducia attraverso la solita e facile retorica di perseguire l’interesse generale, poi possa invece distrarsi e perseguire solo un interesse particolare: il suo. Le risorse che ricaveremo non vanno sprecate per fare campagna elettorale da gennaio a giugno ma vincolate a progetti strategici per la città".
Già alla fine di gennaio, avevo già affrontato l’argomento aeroporto (leggi qui), ma in questi ultimi giorni debbo aggiornarvi sugli ultimi, interessanti sviluppi.Il primo è che i sindacati sono in stato di agitazione in quanto - a detta loro - i lavoratori di Aerdorica non hanno ricevuto nemmeno lo stipendio di febbraio. La seconda è che la società che gestisce l’aeroporto di Rimini, una volta assicuratasi la gestione trentennale dello scalo aereo romagnolo, ha dato mandato ai suoi legali di denunciare presso il commissario europeo alla concorrenza, i finanziamenti erogati dalla Regione Marche ad Aerdorica SpA (1.1 milioni di euro nel 2014 e 3 milioni nel 2015). Secondo loro questi soldi sarebbero un aiuto di Stato, quindi violerebbero le regole della concorrenza. A titolo di cronaca aggiungo che nel febbraio scorso la giunta regionale ha stanziato altri tre milioni di euro perché secondo il parere dell’assessora competente (si fa per dire…), Anna Casini, il piano industriale di Aerdorica "si sta costruendo e il cda sta lavorando bene". Pare però che questi tre milioni servano tutti per onorare gli stipendi arretrati ed i relativi contributi previdenziali. Questi soldi, sottratti al piano rurale, sono stati congelati in attesa del definitivo pronunciamento di Bruxelles.Pesa però come un macigno la sentenza 179/2015 della Corte Costituzionale in cui la Consulta aveva dichiarato illegittima la norma con cui la Regione Marche aveva inserito nel bilancio 2014 un contributo straordinario, appunto, di 1,1 milioni. Come se ciò non bastasse, va aggiunto il parere del ministro del Rio che rispondendo in commissione ad una interrogazione dell’onorevole riminese Arlotti (PD) ha dichiarato che “gli interventi di natura economico-finanziaria previsti dalla legge della Regione Marche si potrebbero configurare, alla luce delle norme europee, come un illegittimo aiuto di stato.” Manca ancora, in questo quadro più che preoccupante, la ciliegina sulla torta: il bilancio del 2016 deve necessariamente chiudere almeno in pareggio, altrimenti l’ENAC, l’autorità di controllo dell’aviazione civile, ritirerà ogni concessione ad Aerdordica. Cosicché, la regione Marche sarà verosimilmente costretta a trasformare le piste del Raffaello Sanzio in circuiti per i go-kart. Della partnership con i russi di Novaport non si sente più parlare. Anzi sembra che questa ipotesi, per la quale era stato espressamente cooptato in cda l’attuale amministratore delegato Andrea Del Vecchio, sia definitivamente sfumata.Trapela qualche indiscrezione, nonostante le bocche cucite dei ben informati sull’interessamento da parte di un tour operator di Pesaro, ma sono, appunto, voci non verificate. Le indicazioni sullo stato dello scalo anconetano ciascuno le può tranquillamente reperire sulla pagina facebook dell’aeroporto delle Marche. Le recensioni sono tutt’altro che incoraggianti: si va dai servizi igienici sporchi, al bar molto spesso chiuso, all’assenza di una rete wi fi, fino ai pochi voli fruibili. Una volta fissato questo quadro, resta da incorniciare la risposta del presidente di Aerdorica, Catraro. Interrogato dai giornalisti a proposito della denuncia dei riminesi, egli ha così risposto: “La denuncia di Aeriminum? Significa che sono preoccupati perché stiamo lavorando bene.” In estrema sintesi: ci sono circa ottanta milioni di debito, devono ancora pagare gli arretrati degli stipendi ai lavoratori, non c’è ancora un piano industriale, c’è una denuncia per infrazione alle norme sulla concorrenza, non si trova un privato che tiri fuori dei gran soldoni, ed entro il 2016 il bilancio deve chiudere in pareggio. Tuttavia loro stanno tranquilli perché affermano che stanno lavorando bene. Nel frattempo che arrivino straordinari risultati che in un colpo solo rovescino questo andazzo, per parte mia invito i consiglieri regionali ad approfondire meglio la situazione e studiare attentamente questo dossier.
Tolentino non è a norma sulle barriere architettoniche: va commissariato. Parole e musica sono di Renato Biondini, segretario della cellula di Ancona dell'associazione Luca Coscioni."Dopo che il 30 gennaio scorso abbiamo inviato al sindaco di Tolentino una richiesta di accesso agli atti" afferma Biondini "il sindaco Giuseppe Pezzanesi nella sua risposta del 9 marzo 2016, ammette e dichiara che il comune di Tolentino non ha adottato il PEBA, (piano eliminazione barriere architettoniche), previsto dall’art. 32 commi 21 e 22 della legge 41 del 1986, obbligatorio per legge da quasi 30 anni!Il comune di Tolentino (come del resto molte pubbliche amministrazioni) purtroppo non rispetta la normativa sui PEBA, che è uno strumento urbanistico di programmazione a medio lungo termine atto a individuare tutta una serie di barriere architettoniche e sensoriali presenti nel territorio e la programmazione del loro superamento attraverso una serie di lavori e attività da svolgere nel corso degli anni. Chiediamo pertanto, come prevede la normativa, che la Regione nomini un commissario ad acta per l’adozione del PEBA nel comune di Tolentino.Il rispetto di questa normativa sui PEBA è importante intanto per una motivazione di ordine generale e di rispetto della legge, siccome noi riteniamo che in uno stato moderno e civile, deve esserci uno stato di diritto, dove lo Stato in primis inteso in senso lato comprendendo anche gli enti locali, deve rispettare la legge e le regole che egli stesso ha emanato. Noi diciamo che il rispetto di questa regola è fondamentale per uno Stato democratico. Se non c’è, uno stato di diritto non ci sono diritti ma sopraffazioni, favori e privilegi e questo non può essere accettato.C’è da considerare inoltre che si devono tutelare i diritti delle persone con disabilità, come prescritto innanzitutto dalla nostra Carta Costituzionale e da molte leggi emanate per tutelare concretamente le loro prerogative.Per molte persone in condizioni di disabilità infatti, ciò che pregiudica la loro autonomia indipendenza e inclusione sociale, è rappresentato prevalentemente dagli ostacoli di natura architettonica, le cosiddette barriere architettoniche e sensoriali che impediscono la loro mobilità e quindi la loro libertà di movimento in modo autonomo. Noi crediamo che in un paese civile, come l’Italia si ritiene di essere, i diritti dei disabili oltre che essere difesi e sanciti dalle norme legislative devono essere tradotti in pratica e materialmente applicati attraverso politiche che attuino i dettami previsti dalla legge. Noi crediamo che tanto più uno stato si occupa dei diritti dei più “deboli” tanto più sarà un paese civile, democratico, liberale e rispettoso dei diritti di tutti.La mancata applicazione dei diritti dei disabili lede la loro dignità, offende la loro persona e li fa sentire realmente diversi, emarginati e cittadini di serie B, e questo non può essere tollerato".
E' necessario fare definitivamente chiarezza sulla possibilità che venga costruito un forno crematorio a Civitanova Alta. E la nuova convocazione della commissione consiliare dei lavori pubblici alimenta la preoccupazione. Alberto Mobili, presidente dei No Crem, torna sulla questione facendo prima di tutto alcune considerazioni:"Nonostante che le cremazioni dei residenti non si avvicinino neanche alle 50 unità annue. Nonostante che il cimitero di Civitanova Alta sia sotto utilizzato nelle potenzialità, visto che potrebbe ospitare migliaia di posti, senza allargare di un centimetro l'area cimiteriale, come da relazione redatta dall'Ufficio Tecnico il settembre scorso. Nonostante il forno di Ascoli sia stato riaperto l'estate scorsa. Nonostante San Benedetto aprirà la seconda camera di combustione e quindi raddoppierà a breve la sua portata. Nonostante alla fine dell'estate Fano e Pesaro attiveranno un impianto a carattere extra regionale per circa 3 milioni di utenti. Nonostante il project financing, sia una procedura che universalmente viene ormai riconosciuta come economicamente rischiosa per le pubbliche amministrazioni, esponendole ad un rischio economico elevato. Nonostante l'estrema contrarietà e avversione dei cittadini residenti, ad un'opera che innalzerà l'inquinamento di tutta la città, con la ricaduta di polveri sottili e metalli pesanti e che quindi svilirà il valore culturale, ambientale e turistico di Civitanova tutta e Civitanova Alta in primis. Il Sindaco e la Giunta hanno avviato la convocazione della Commissione consiliare dei lavori pubblici e le procedure per l'approvazione del progetto del forno crematorio, riproposto per la seconda volta con un project financing analogo al precedente, sia nella formula economica che in quella tecnica, cambiando solo l'ubicazione di poche decine di metri. Qualcuno potrebbe obiettare, che non sia stata la Giunta ma una richiesta del consigliere Carassai. Noi che eravamo presenti a quella riunione" dice ancora Mobili "avevamo capito che il consigliere, avesse chiesto lumi sulla destinazione d'uso dell'area ex Beruschi, dove dovrebbe sorgere l'impianto, perché sembrerebbe che sia ancora accatastata come area agricola a nome della famiglia Beruschi. Se questo fosse vero, aprirebbe una serie di interrogativi nell'uso fatto anche recentemente di quell'area, come sito di stoccaggio di materiale speciale proveniente da estumulazioni e sul quale si attende anche un eventuale pronunciamento della procura di Macerata. Speriamo che ora si faccia un po' di chiarezza su una situazione che ormai di chiaro ha ben poco. Nonostante il presidente del Consiglio Comunale, Ivo Costamagna, abbia definito carta straccia la delibera 66 di marzo 2015, questa invece formalmente è ancora in essere, non essendo stata ancora ritirata o sospesa in autotutela o in altra forma decaduta". Il presidente dei No Crem aggiunge altre considerazioni: "D'altra parte invece, se non è stato ancora formalmente respinto o abbandonato il "vecchio progetto", l'ATI ha presentato un nuovo progetto, analogo al primo, con il semplice cambio di destinazione; e che ora essendo stato preso in considerazione dalla Commissione potrebbe generare quindi confusione sulla situazione in essere. In tutto questo, vanno inseriti anche i dubbi emersi da alcune ricerche sulla destinazione d'uso dell'area stessa, cosa sulla quale aveva chiesto chiarimenti il consigliere Carassai e quindi non si capisce come si sia arrivati a proporre il punto 1 "progetto alternativo proposto da Altair srl per un impianto di cremazione". Visto il comportamento tenuto in precedenza da questa amministrazione, che ha presentato il vecchio progetto alla cittadinanza praticamente a cose fatte, abbiamo l'impressione che sia solo un tentativo di incardinare un nuovo iter per il forno crematorio. Per questo invitiamo i componenti della commissione ad esprimersi contro la nuova proposta di forno crematorio, in modo da fare chiarezza definitivamente ed eventualmente assumersi ognuno le proprie responsabilità politiche in merito alla questione. Comunque come promesso, questa mattina abbiamo consegnato le prime 116 adesioni alla diffida al Sindaco e alla Giunta comunale alla costruzione di tale impianto. Saremo presenti ai lavori della commissione, attenti e vigili sulle conclusioni e sulle decisioni prese per verificare se veramente si tratta solo di una richiesta del consigliere Carassai, o se invece si sta cogliendo solo l'occasione per riprendere il discorso lasciato in sospeso e riaprire una procedura per costruire l'impianto. Nel frattempo continuiamo a raccogliere adesioni alla diffida che è stata redatta dal Comitato insieme all'avvocato Paola Rosettani che ci sta fornendo il supporto legale necessario".
Riceviamo da Comunità e territorio, gruppo consiliare di minoranza di Camerino un comunicato sulla condizioni delle strade nella città ducale:"Le immagini correlate si riferiscono a come la nostra città di Camerino si è presentata per le festività pasquali. Cosa ha potuto mai pensare un turista, un parente ritornato, o semplicemente chi ha voluto fare una passeggiata in centro, di fronte a questo stato di degrado? Camerino è una città dalle enormi potenzialità, l’abbiamo più volte ribadito, ma, di fronte alla realtà dei fatti, sembra più che mai abbandonata. E questo non è giusto, soprattutto per tutti quei cittadini che la vivono quotidianamente e si impegnano, a titolo gratuito nelle tante associazioni presenti, a renderla più bella e più attrattiva ogni giorno. E il pensiero va anche a chi si adopera affinchè la nostra città possa sempre più divenire punto di riferimento per tante manifestazioni. Tale stato di incuria, inoltre, non riguarda solo le zone periferiche, ma anche le principali vie di accesso alla città. A questo punto, quale potrebbe essere la replica dell’Amministrazione Comunale? Ci auguriamo che non sia quella della mancanza dei fondi, visto che si stanno attuando i più fantasiosi modi per “fare cassa”: aliquote al massimo, aumenti della Tarsu, accertamenti tributari e, dulcis in fundo, la “tassa per i defunti”. Possibile che, allora, non ci siano risorse per sistemare il verde pubblico e le buche delle strade? Purtroppo, quando si parla di decoro urbano, non si dovrebbe elemosinare qualche spicciolo, ma dovrebbe essere un imperativo di qualsiasi amministrazione. Va aggiunto che, proprio per sistemare il verde cittadino, avevamo proposto la pratica del baratto amministrativo: in questo modo, il cittadino in debito con l’amministrazione, avrebbe prestato servizio per migliorare la propria città, facendo aumentare anche la consapevolezza del bene comune. Tale proposta era stata bocciata dall’amministrazione attuale, con la conseguenza, che lo stato della nostra città versa nelle condizioni che tutti possiamo vedere. Evidentemente tutti a parte la giunta, che sembra aver dimenticato l’obiettivo di salvaguardare e migliorare l’ambiente cittadino. Salviamo il decoro."
In merito alla questione "albo dei farmacisti" a Camerino, il presidente della FOFI, il Senatore Andrea Mandelli ha dichiarato:“Prendiamo atto con soddisfazione e apprezziamo la decisione del Comune di Camerino di riconsiderare l’istituzione di un albo dei farmacisti trovando così una soluzione che tenga conto delle considerazioni formulate dalla Federazione degli Ordini, in merito all’impossibilità di selezionare sulla base del solo criterio del ribasso sul compenso orario”.La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha apprezzato la decisione di sottoporre nuovamente la questione alle determinazioni della Giunta comunale, parlando di spirito propositivo dell’Amministrazione e, in prima persona, del Sindaco che ringraziano per aver tenuto un comportamento improntato alla leale collaborazione, che sempre deve ispirare i rapporti tra le pubbliche amministrazioni. “E’ importante che si sia giunti alla conclusione di questa vicenda nel segno della collaborazione e del confronto - aggiunge il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Macerata, Luciano Diomedi - modalità che sono certo permette il rispetto delle prerogative professionali e le necessità della pubblica amministrazione, a tutto vantaggio del servizio offerto ai cittadini”.
La Giunta regionale ha assunto due delibere per l’assegnazione di risorse ai servizi sociali: 1.080.000 euro per il sostegno alle famiglie delle persone con problemi psichiatrici e 600.000 euro per prorogare, a tutto il 2016, i progetti personalizzati di vita indipendente rivolti a persone affette da gravi disabilità motorie.Il primo atto permette, di fatto, la suddivisione della somma disponibile, la cui gestione era affidata alle province fino al 2015. Con questa delibera, che tiene conto del riordino delle funzioni, la progettazione e l’attuazione passano gli Ambiti territoriali sociali. I fondi saranno ripartiti, come in passato, in base alla popolazione e all’ampiezza del territorio ed è previsto un cofinanziamento di analogo importo da parte degli altri soggetti coinvolti insieme con la Regione (Ambiti, Comuni e Unioni montane, Dipartimenti di salute mentale, gruppi di famiglie e associazioni dei familiari). La delibera per i progetti di vita indipendente conferma lo stanziamento di 600.000 euro già previsto negli anni passati, per sostenere, anche nel 2016, i piani personalizzati che agevolano l’indipendenza nella vita quotidiana di 75 persone con gravi disabilità fisiche. I beneficiari del progetto ricevono risorse per poter scegliere e assumere autonomamente un assistente personale, per potersi gestire in prima persona nell’agire quotidiano.