Interrogazione del consigliere Sandro Bisonni sul pagamento relativo al noleggio dei container presso il Comune di Tolentino. Nell’atto si fa riferimento ad una copiosa corrispondenza tra l’ente locale e la Regione Marche, iniziata a partire dal periodo interessato dal sisma del 2016.
In una lettera, datata 31 gennaio 2018, la stessa Regione riportava una tabella in cui la ditta interessata quantificava l’importo d’affitto annuale in 961.965,60 euro. Di contro, il riscatto per i 200 moduli sarebbe ammontato a 200.000 euro, una formula ritenuta economicamente più vantaggiosa rispetto al noleggio.
Rilevando la preoccupazione esternata dal Comune in ordine ai costi di manutenzione, sempre la Regione nella missiva del 31 gennaio non escludeva la possibilità che la cifra necessaria potesse essere rimborsata con le medesime procedure di rendicontazione utilizzate in passato.
Nell’interrogazione, rivolta al Presidente della Giunta ed all’assessore competente, Bisonni chiede di sapere se la Regione intenda o meno proseguire a pagare al Comune le rate per la locazione del container o se, a fronte di considerazioni economiche e giuridiche, preferisca interrompere il medesimo pagamento. “Tutto questo alla luce del fatto – spiega Bisonni - che il riscatto di container risulta essere la formula più vantaggiosa e che la differenza tra il noleggio annuale ed il riscatto ammonta a molte centinaia di migliaia di euro”.
Sibillini alla riscossa – Wow in tutte le lingue del mondo! è un concorso destinato alle scuole secondarie organizzato dalla startup marchigiana Expirit, che opera nel mondo del turismo sostenibile ed esperienziale, patrocinato dall’assessorato al Turismo del Comune di Macerata e ideato in collaborazione con esperti del mondo della scuola e condiviso dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dall’Unione dei Monti Azzurri, dalla Camera di Commercio e dal Goethe Institut.
L’iniziativa - presentata questa mattina alla stampa da Giacomo Andreani co – founder Expirit Srl, Cinzia Galassi ex docente di tedesco e referente del progetto per le scuole e Alessandro Rossetti biologo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e da esponenti del Comune, completamente gratuita, è rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e ha l’obiettivo di sensibilizzare i giovani alla scoperta del patrimonio culturale, naturalistico e agroalimentare marchigiano, prestando particolare attenzione all'area dei Monti Sibillini colpita dal terremoto per favorirne la conoscenza e la ripresa economica .
Attraverso le attività proposte, ha sottolineato Giacomo Andreani, il concorso intende non solo stimolare una piena e consapevole fruizione del territorio, ma anche avvicinare gli studenti al mondo del lavoro, sviluppando competenze digitali e linguistiche basate sulla metodologia CLIL e finalizzate al raggiungimento di obiettivi di importante valenza culturale e sociale.
Attraverso lo sviluppo del turismo scolastico e del turismo internazionale, favorito dalla pubblicazione nei social media di video, foto e testi in lingua straniera, si vuole contribuire alla promozione del turismo sostenibile nelle Marche, in particolare nel territorio colpito dal sisma.
Al momento sono 7 le scuole che hanno aderito al progetto tra cui l’IIS Matteo Ricci di Macerata, il Liceo Scientifico Calzecchi Onesti di Fermo, il tecnico commerciale Capriotti di San Benedetto del Tronto e altre 2 istituti di Senigallia per un totale di 200 studenti.
I vincitori del concorso verranno premiati da parte di una giuria di esperti in un evento pubblico conferendo grande visibilità alle scuole e alle imprese: Quest’ultime possono ancora avanzare agli organizzatori la loro candidatura a partecipare.
La scadenza per l’iscrizione da parte delle scuole è fissata al prossimo 20 novembre. La scheda per partecipare è scaricabile dal sito http://www.expirit.academy/ dove si possono trovare anche tutte le informazioni relative al concorso
Non appena il decreto Genova diventera' legge, la Regione Marche lo impugnera' per incostituzionalita'. La legge infatti non rispetta la Costituzione perche' non prevede l'intesa con le Regioni su materie concorrenti, come previsto dagli articoli 117 e 118. Non appena verra' pubblicato in Gazzetta ufficiale lo impugneremo". Cosi' alla Dire il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, commenta le misure riguardanti la ricostruzione nel centro Italia colpito dal sisma del 2016 inserite nel decreto Genova approvato ieri al Senato
Nuovo scontro tra il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini e i presidenti delle Regioni Marche, Lazio, Umbria, Abruzzo, colpite dal terremoto del 2016, dopo l'approvazione del dl Genova con gli emendamenti contestati dai governatori, a cui viene riconosciuta solo una funzione consultiva. E' lo stesso Farabollini a renderlo noto: durante una pausa della cabina di regia gli è stato consegnato un documento sottoposto all'attenzione del sottosegretario Crimi: "si legge testualmente non solo che non è giustificata 'la pretesa accelerazione dei provvedimenti emessi dal commissario', ma che le Regioni ritengono, con l'approvazione del dl Genova, di non dover 'dare corso all'attuazione di provvedimenti che non le vedono direttamente coinvolte nella fase decisionale e pertanto valuteranno se restituire la gestione della contabilità speciale e degli uffici speciali al commissario, valutando anche di ritirare tutto il personale regionale attualmente messo a disposizione". (Ansa)
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma del senatore FI, Cangini
Si parla molto della tragedia di Genova, ed è un bene. Non si parla affatto dell’assai più vasta tragedia del terremoto del centro Italia. E questo, ovviamente, è un male. È un male soprattutto perché al governo ci sono due partiti profondamente mediatici: quel che non passa in televisione per loro non esiste. Si spiega così la vergognosa inerzia rispetto ai bisogni dei terremotati in generale e di quelli marchigiani in modo particolare. Ben vengano, dunque, servizi come quello fatto da “Le Iene” nei giorni scorsi. Tema: lo scandalo delle casette Sae montate a Vasto e non solo con i tetti già marci. Uno scandalo inaccettabile che, a due anni e mezzo di distanza dalla prima scossa, ha costretto molte famiglie terremotate a lasciare nuovamente la propria terra per tornare negli alberghi lungo la costa. Ieri, per tener desta l’attenzione e mettere il governo di fronte alle proprie responsabilità, ho presentato un’interrogazione parlamentare a riguardo.
Al premier Giuseppe Conte ho chiesto:
-se corrisponda al vero che le SAE sono costate anche 5.000 euro a metro quadro e se si ritiene questo costo compatibile con la qualità delle stesse;
-se siano ipotizzabili sanzioni nei confronti dei consorzi che hanno fornito le SAE “difettose”;
-se la Regione Marche, alla quale, in quanto stazione appaltante, spetta la direzione dei lavori e pertanto la verifica e il collaudo dei materiali, abbia, con riferimento alle SAE, responsabilità dirette;
-con quale tempistica, considerando che sono trascorsi ormai due anni e mezzo dalla prima scossa tellurica, si ritenga di poter garantire a quei cittadini marchigiani colpiti dagli eventi calamitosi quelle certezze che spettano loro e che attendono oramai da troppo tempo;
-alla luce di quanto riportano gli organi di informazione, se non intenda opportuno riferire alle Camere sulla situazione riguardante le SAE, nonché con quali risorse finanziarie e con quale tempistica, tenuto conto l'avvicinarsi della stagione invernale, si intendano sostituire le SAE irrimediabilmente danneggiate.
Dal presidente del Consiglio mi aspetto, quantomeno, un segno di attenzione: che si presenti nell’aula del Senato e risponda alle domande che gli ho posto.
“Con l’approvazione in aula al Senato del Decreto Genova, avvenuta questa mattina, diventano finalmente efficaci le nuove misure per le aree terremotate del Centro Italia. Innanzi tutto, per i cittadini dei 138 comuni del cratere è stata introdotta la possibilità di regolarizzare i volumi non conformi contenuti entro il 20% dell’abitazione danneggiata, una norma in linea con il piano casa nazionale e che, soprattutto, è fondamentale per sbloccare e accelerare la ricostruzione ferma per responsabilità e incapacità dei governi del Partito Democratico”.
A comunicarlo è il Senatore Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e Responsabile della Lega nelle Marche, che sottolinea come grazie ai provvedimenti del Decreto Genova saranno uniformate per tutti i territori del cratere le procedure di sanatoria già previste dalle leggi regionali delle Marche e dell’Umbria.
“Mentre sino ad oggi - continua Arrigoni - il proprietario di un edificio danneggiato con difformità doveva prima rivolgersi al proprio Comune per ottenere il permesso in sanatoria, attendere diverso tempo, e poi presentarsi all’Ufficio per la Ricostruzione per il progetto di ricostruzione, ora potrà fare tutto in un unico procedimento. In questo modo consentiamo ai proprietari e ai professionisti di velocizzare il loro lavoro”.
“Il Decreto Genova rende inoltre esecutive tante altre misure fondamentali a favore dei terremotati: viene riconosciuto il ruolo dei Comuni in cabina di regia del Commissario per la ricostruzione, le Università diventano soggetti attuatori per i propri immobili danneggiati, viene prevista l’anticipazione dei compensi per i 35.000 mila professionisti che lavorano nel cratere e che potranno essere pagati al deposito del progetto, diventa definitiva la delocalizzazione delle stalle collocate nelle strutture temporanee e vengono ampliate le misure per intervenire sulle 3mila chiese danneggiate, la cui fruibilità è importantissima per le comunità colpite”.
“A tutte queste misure che sono state precedute dalle diverse già introdotte con il decreto 55 – conclude il Senatore leghista – seguiranno nella Legge di Bilancio le proroghe dello stato di emergenza e della struttura commissariale, oltre a quella dei contratti a termine per più di 700 tecnici che lavorano con gli enti pubblici dei luoghi colpiti. Nel frattempo a Lega vuole augurare buon lavoro al neo commissario Piero Farabollini, un tecnico, non un politico, figlio di quei territori che tanto hanno sofferto”.
La Cna di Macerata ha incontrato l’on. Tullio Patassini, deputato della Lega e componente della commissione “Attività Produttive, Commercio e Turismo ” alla Camera dei deputati per il collegio di Macerata.
L’on. Patassini ha illustrato al Presidente Ligliani , al direttore Ramadori ed componenti della presidenza associativa le principali tematiche di interesse degli imprenditori.
La Cna ha chiesto la proroga della Zona Franca Urbana per almeno un biennio anche mediante l’utilizzo delle risorse non prenotate dalle imprese dei comuni del cratere.
Inoltre nell’ottica della pace fiscale prevista dal D.L. 119/2018, la CNA ha rimarcato la necessità di sanare gli eventuali mancati versamenti delle imprese che area sisma del dicembre scorso a seguito anche delle difficoltà di accederere all’apposito finanziamento bancario.
Inoltre la CNA ha chiesto che tutti i comuni del cratere vengano ricompresi nell’elenco della cedolare secca per favorire gli affitti ed il rientro delle famiglie.Bene la cedolare secca per i locali da adibire a nuove attività commerciali ma va estesa per l’associazione anche ai nuovio laboratori e botteghe artigiane.
La CNA ha sostenuto la proposta di emendamento al “decreto Genova”presentata dall’On.Patassini ossia minisnatoria per le piccole difformità e per togliere un collo di bottiglia al flusso di domande per la ricostruzione leggera .
Il Direttore Luciano Ramadori si è detto preoccupato per il possibile sblocco della tassazione locale che porterebbe un carico fiscale a livelli troppo elevati nella nostra provincia.
Sull’argomento della ricostruzione l’on. Patassini ha condiviso molte delle osservazioni della CNA e ha rimarcato anche il risultato di mantenere l’impignorabilità del contributo pubblico per la ricostruzione al fime di tutelare gli esecutori dei lavori sull’edilizia privata.
“E’ importante che un’associazione di categoria come la nostra abbia relazioni costanti con i deputati del proprio territorio – ha concluso il Presidente CNA Giorgio Ligliani- al fine di monitorare il processo dei lavori parlamentari sulle principali tematiche che riguardano la nostra provincia e la nostra categoria”.
Da Sandro Zaffiri, capogruppo Lega Nord Marche, e Milco Mariani, commissario Lega Provincia di Ancona, riceviamo e pubblichiamo
La Lega e il Gruppo Consiliare delle Marche da anni sostengono che gli Ospedali nella Regione Marche non andavano chiusi.
Vista la politica miope dell'attuale maggioranza che ha creato e sta creando molte difficoltà alla comunità marchigiana, numerose sono state le battaglie della Lega a difesa degli Ospedali marchigiani e dei servizi sanitari, pensiamo a Osimo, Senigallia, Fabriano, San Severino Marche, San Benedetto e il Salesi di Ancona solo per citarne alcuni.
La Sanità marchigiana ha perso attrattività a causa di una riorganizzazione della rete ospedaliera basata su logiche legate ad interessi politici di parte piuttosto che all'effettivo fabbisogno e, di fatto, avendo operato tagli e chiusure sulle strutture pubbliche, si è lavorato secondo una logica di sostituzione delle strutture private a discapito di quelle pubbliche.
La riorganizzazione della sanità marchigiana deve partire dalla riduzione delle liste d'attesa e non dalla chiusura degli ospedali, è intollerabile che un cittadino per una visita o un esame debba aspettare mesi e mesi e percorrere chilometri e chilometri – sostengono Sandro Zaffiri e Milco Mariani.
La Lega sosterrà delle proposte di legge e delle iniziative popolari affinchè, ad Osimo e in tutti quei territori dove gli Ospedali sono stati chiusi o depotenziati, vengano ripristinati quei servizi tolti da una giunta regionale irresponsabile e lontana dai cittadini.
La posizione della Lega è chiara e come sostenuto di recente a Fano dal Vice Premier Matteo Salvini “Nelle Marche se vinciamo, riapriremo gli ospedali che qualcuno ha chiuso”.
Questa continuerà ad essere la nostra proposta bandiera anche per le elezioni amministrative del prossimo anno, partendo proprio da Osimo fino ad arrivare alle regionali del 2020, affinchè nei territori si ripristini una “vera” assistenza ospedaliera – concludono gli esponenti del Carroccio.
Dai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Tolentino, GianMario Mercorelli e MartinaCicconetti, iriceviamo e pubblichiamo
Ieri pomeriggio, a Tolentino, si è svolta la riunione dei capigruppo in Consiglio Comunale.
È opportuno specificare come la decisione sul quando convocare il Consiglio è prerogativa del Presidente del Consiglio Comunale stesso d’intesa con il Sindaco. Nonostante la disponibilità della maggioranza dei capigruppo è stato impossibile spostare ora e data, quindi Il Consiglio Comunale aperto rimane convocato per il giorno 15 novembre ore 15:30 in prima convocazione, alle ore 16:00 in seconda convocazione. Nei giorni scorsi ci era stato assicurato dal presidente del Consiglio Comunale, Fausto Pezzanesi, che se ne sarebbe parlato appunto ieri, ma a nulla è valso il fatto che la maggioranza dei firmatari fossero favorevoli a una variazione di orario; normalmente i consigli comunali vengono convocati alle 17:00, ma tant’è, anche questa volta forse si è scelto di ostacolare un civile e utile confronto con la popolazione.
Comprendiamo come l’orario e il giorno scelti non siano favorevoli, nonostante ciò esortiamo la popolazione a partecipare numerosa. Anche se convocato di primo pomeriggio, il consiglio comunale aperto potrà durare fino a sera, quindi ci sarà modo e possibilità di porre le vostre domande all’amministrazione.
Ricordiamo a tutti i cittadini che volessero intervenire, che è necessario prenotare il proprio intervento entro le ore 12:00 del 13 novembre ai numeri 0733901234/0733901236; inoltre è possibile fare richiesta anche attraverso i consiglieri comunali che hanno la facoltà di stilare liste. Contattateci tramite i nostri canali se siete interessati a partecipare alla discussione.
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del comitato per la salvaguardia e la ricostruzione del centro storico di Camerino al sindaco di Camerino dott. Gianluca Pasqui:
“Signor sindaco, ci associamo alla preoccupazione per la complessità della macchina burocratica che rischia di stritolare amministrazioni, uffici e tecnici che si accingano a pianificare e a mettere in opera i necessari interventi di ricostruzione, e rinnoviamo la nostra solidarietà e disponibilità a collaborare per trovare soluzioni condivise. In questo contesto di incertezza generale, ci auspichiamo che almeno da parte dell’amministrazione comunale che Lei guida giungano delle rassicurazioni ufficiali ai cittadini, mediante la messa a disposizione degli atti e la convocazione di una assemblea pubblica, circa lo stato dell’arte e le prospettive future delle fasi dell’emergenza e della ricostruzione. In un’ottica di fattiva collaborazione, la stessa con la quale ad esempio abbiamo più volte espresso, e rinnoviamo qui, la nostra condivisione della scelta dell’utilizzo di strumenti di pianificazione, quali le perimetrazioni e i piani attuativi di recupero, siamo quindi a chiedere di fornire risposte e rassicurazioni ai cittadini sulle seguenti problematiche: 1) Quante inagibilità accertate da scheda AEDES (e di che tipo) sono presenti nella zona rossa del centro storico e a quale percentuale del totale delle abitazioni corrispondono? Sono state effettuate indagini sullo stato delle infrastrutture e quali sono i risultati? 2) È possibile rappresentare la situazione delle agibilità e delle inagibilità degli edifici in una planimetria chiara e intelligibile alla popolazione, consultabile sul sito del comune di Camerino? 3) Come si articola il cronoprogramma per il completamento del piano delle messe in sicurezza del centro storico? 4) Come si intende risolvere il problema del più volte da Lei denunciato sottodimensionamento del personale dedito alle problematiche del sisma, a fronte 2 di assunzioni molto più numerose che sono state possibili da parte di comuni limitrofi, anche di pari dimensioni? 5) Le perimetrazioni definitive inviate in Regione saranno rese pubbliche sul sito internet del comune e consultabili dalla popolazione? 6) A fronte di un irrisolto problema di coordinamento delle plurime perimetrazioni, per il quale non si trova la soluzione tecnica né finanziaria, non sarebbe più semplice adottare una perimetrazione unica del centro storico rispetto a proseguire con sei perimetrazioni distinte? Qual è la differenza di spesa per oneri professionali tra le due soluzioni? 7) Il comune di Camerino intende avvalersi di un documento direttore per la ricostruzione che fornisca un inquadramento di carattere strategico per le politiche legate alla ricostruzione e alla pianificazione della città nel suo complesso? 8) Si intende dare una qualche autonomia attuativa agli interventi in alcune aree nevralgiche del centro, quali ad esempio Piazza del Duomo, accelerandone così gli interventi di ripristino e la conseguente ripartenza? 9) Qual è il piano di sviluppo urbanistico, economico e sociale per la città di Camerino? Questi sono i temi che Le sottoponiamo e sui quali siamo certi che la popolazione tutta ha bisogno di essere informata in maniera certa e ufficiale, e sui quali Le chiediamo quindi di convocare un’assemblea pubblica. Confidando nella accoglienza delle richieste esposte, Le rinnoviamo la nostra collaborazione e le formuliamo auguri di buon lavoro”.
Dai gruppi consiliari di minoranza di Corridonia riceviamo e pubblichiamo:
Amareggiati e delusi dalla risposta ricevuta dal Sindaco nel consiglio comunale di martedì scorso in merito alla patrimoniale di 200 euro che l’amministrazione ha deciso di applicare, a scuola iniziata, alle famiglie dei bambini che usufruiscono del servizio di mensa pur senza frequentare il rientro pomeridiano abbiamo deciso di richiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario, con l’obbiettivo di far fare retromarcia all’amministrazione. E’ inconcepibile che il Sindaco risponda al problema dichiarando che il Comune non ha l’obbligo di occuparsene, lasciando di fatto le famiglie davanti ad un bivio; confidare in un ripensamento oppure ritirare i bambini dal servizio di mensa scolastico. Si, perché la raccomandata arrivata alle famiglie è stata un ultimatum, o decidete di pagare oppure ritirate i bambini entro fine mese. Questo modo di fare arrogante e prepotente non ci piace proprio lo abbiamo denunciato più volte. Non affrontare i problemi e scaricare il conto sulle tasche delle famiglie interessate è un atto irresponsabile, soprattutto se ci si vanta di avere un bilancio in attivo e di non aver modificato le tariffe per i servizi individuali rispetto al precedente anno. La conferenza dei capigruppo è stata fissata per mercoledì 7 novembre ed in quella sede si deciderà la data per il consiglio straordinario. Aspettiamo di vedere i consiglieri che avranno il coraggio di votare contro alla nostra proposta rispettando il richiamo del partito. Quando un atto è sbagliato, bisogna avere l’umiltà per riconoscerlo.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del sindaco di Camerino Gianluca Pasqui
A Camerino si terrà questa mattina la prima riunione ufficiale per la costituzione del "Tavolo permanente della Ricostruzione". Nei giorni scorsi, il prorettore di Unicam, Andrea Spaterna, e il nuovo arcivescovo, Francesco Massara, hanno accolto la mia richiesta di dare vita ad un tavolo che indirizzasse tutte le decisioni relative alla Ricostruzione. Insieme abbiamo poi deciso di chiedere la partecipazione anche dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, e della Soprintendenza, così da rappresentare tutti i soggetti coinvolti nel percorso di ricostruzione. L'iniziativa é stata particolarmente gradita anche al nuovo commissario, prof. Farabollini, che ha voluto prendere parte alla riunione (prevista per questa mattina) in cui formalizzerò ai soggetti citati la richiesta.
L'obiettivo é quello di "provare a saltare passaggi" attraverso la condivisione. Chiaramente non si tratta di scavalcare le normative e la legge, ma sono convinto che le decisioni già concordate al Tavolo della Ricostruzione, essendo già note a tutti i soggetti, potranno seguire percorsi più snelli o comunque con meno intoppi di natura burocratica.
Dalla neo consigliere provinciale Deborah Pantana riceviamo e pubblichiamo:
“Ripartiamo dal territorio” questo è stato lo slogan di Forza Italia della provincia di Macerata, con il quale abbiamo aperto una serie di incontri che alla fine ci hanno portato all’individuazione della mia candidatura nella lista del centro destra alle Provinciali. Ancora una volta il gioco di squadra ha premiato l’elezione di un rappresentante in seno al consiglio provinciale di Forza Italia, con un vasto consenso tanto da ritornare a essere un punto di riferimento del nostro territorio.
Dopo l’ultima riunione con il neo commissario regionale di Forza Italia Marcello Fiori a Civitanova Marche, si è deciso di aprire a tutti quelli che si riconoscono in Forza Italia e nell’area moderata del centro destra, delle tante liste civiche sparse sul nostro territorio che hanno dato anche loro un contributo alla riuscita di questo straordinario risultato delle Provinciali: ben 6209 voti ma che ne sono tanti di più, primi come numero di votanti in assoluto, ben 35 grandi elettori, sono una riconferma del lavoro fatto in questi anni sul territorio. Un ringraziamento è doveroso innanzitutto ai tanti amministratori dei comuni martoriati dal Terremoto cui continueremo a essere vicini e presenti, non vogliamo che nessuno si dimentichi di noi e dei nostri territori, crediamo nella ricostruzione e faremo di tutto affinché in questi Comuni si veda finalmente l’insediamento di numerosi cantieri, non è un bene né per Macerate né per Civitanova che non ci sia più questa parte di economia. Poi un ringraziamento speciale ai rappresentanti delle diverse liste civiche del territorio, con le quali confidiamo di fare un percorso di unità da qui alle prossime amministrative, tra cui il Comitato Anna Menghi e Idea Macerata di Francesco Luciani. Grazie agli amici di Macerata e Civitanova Marche Piero Croia, Sergio Marzetti, Massimo Mobili e Corrado Perugini, all’amico Cristian Battistelli, Alessia Pupo e Antonio Trombetta. Molti cambiamenti sono stati fatti in corsa e altri avverranno in questi giorni, come la ricomposizione di alcuni gruppi consiliari, nuovi capigruppo, volti nuovi e ricomposizione degli apparati di partito. Chi ha dichiarato di volersene andare l’ha fatto previa decisione del partito vista l’incompatibilità loro, nei riguardi delle scelte assunte da Forza Italia, questo vale sia per l’ex coordinatrice provinciale di Forza Italia Lorena Polidori, che per i consiglieri comunali di Tolentino e Andrea Marchiori, i quali, non dimentichiamo, sono stati eletti grazie ai voti di lista di Forza Italia, per questo siedono in consiglio comunale.
Quindi qualcuno se n’è dovuto andare, ma altri stanno ritornando, tutto questo perché i nostri elettori ci stanno chiedendo da qualche tempo di essere presenti e vicini alle loro difficoltà.
Noi di Forza Italia siamo nel centro destra convintamente da sempre, ed insieme a Fratelli D’Italia e la Lega Nord, che ringrazio nelle persone di Massimo Belvederesi e Maria Letizia Marino, sicuramente faremo tutti insieme un ottimo lavoro di squadra, anche da supporto ai nostri Sindaci eletti con noi e ai tanti amministratori che vedono nell’unione dei nostri partiti un vero punto di riferimento.
Questo risultato della lista di centro destra pone in risalto la centralità della Provincia di Macerata rispetto al dato delle altre Province, unico in tutte le Marche ed è un punto di svolta e di speranza di cambiamento per le prossime elezioni Regionali. Quindi è il momento che tutti i coordinatori regionali e parlamentari del centro destra delle Marche si riuniscano in un primo tavolo politico per commentare tale risultato ed unitariamente creare quelle premesse di cambiamento del governo regionale già con le Europee.
Il tavolo di coordinamento delle Aree Omogenee, composto dai sindaci a capo delle rispettive Aree Omogenee che rappresentano i 56 Comuni abruzzesi del cratere sismico del terremoto dell'Aquila 2009, ha deciso di convocare l'Assemblea dei sindaci dei Comuni del Cratere allargata a tutti i sindaci dei 75 Comuni fuori cratere nelle province di Pescara, Chieti, Teramo e L'Aquila. La decisione scaturisce, si legge in una nota, "dall'eccezionalità delle questioni da affrontare e risolvere che non possono essere ulteriormente procrastinate". Lo stesso tavolo era stato convocato d'urgenza oggi a Barisciano "a causa della grave e profonda immobilità che sta caratterizzando il processo di ricostruzione, bloccato in quanto non è stato individuato né il titolare dell'Ufficio per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere di Fossa (Usrc) né il sottosegretario delegato alla Ricostruzione. In sede di assemblea dei sindaci verranno decise le azioni da intraprendere a titolo di protesta". (fonte e foto Ansa)
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a nome di tutta l’Amministrazione settempedana ha espresso viva soddisfazione per la rielezione dell’assessore comunale al Bilancio, Tarcisio Antognozzi, nel nuovo Consiglio provinciale di Macerata, unico settempedano tra i dodici componenti l’assise.
Antognozzi è risultato tra i più votati con ben 29 preferenze, segno di un consenso trasversale, dal mare alla montagna, dai piccoli ai più grandi Comuni del Maceratese ma anche il primo eletto della lista di centro “Per la nostra terra delle armonie”.Per altri due anni l’attuale presidente della Provincia, Antonio Pettinari, continuerà a rivestire il suo incarico. Com’è noto, a votare per il rinnovo del Consiglio provinciale non sono più direttamente i cittadini, bensì i consiglieri comunali in carica nei 56 Comuni dell’intero territorio maceratese.
Martedì 30 ottobre si è svolto, presso l’attuale sede dell’ASSM, un incontro tra l’Amministrazione cittadina e il nuovo Commissario Straordinario per la Ricostruzione Prof. Piero Farabollini. All’incontro erano invitati, come dimostra la lettera che alleghiamo, anche i Consiglieri Comunali. Peccato che questa lettera, a noi, non sia mai arrivata. Saputo in via ufficiosa della riunione e chieste spiegazioni, ci è stato detto che in realtà si intendeva invitare solo i Consiglieri appartenenti alla maggioranza. Perché, allora, nella lettera di invito si citano tutti i Consiglieri? L’ennesima dimostrazione della tracotanza del nostro Sindaco che, mentre in pubblico si lamenta della mancata collaborazione delle minoranze, quando si arriva al dunque le stesse minoranze cerca di tenerle fuori da ogni tavolo di confronto. In compenso non manca di invitarci ad ogni taglio di nastro (l’ultimo quello per l’installazione delle panchine di fronte al teatro Vaccaj) per farci assistere alle sue autocelebrazioni. Questa volta, però, gli è andata male perché, saputo dell’incontro, i Consiglieri del MoVimento 5 Stelle si sono presentati ugualmente e hanno potuto assistere al solito “teatrino”: alla presenza di numerosi professionisti, ben poco si è parlato della situazione di coloro che sono senza casa mentre a gran voce si è richiesto l’aumento della soglia per l’affidamento diretto da parte del Comune di progettazioni e lavori, attualmente fissato a 40.000€, ad almeno 250.000€. Lasciamo a chi legge intuire il perché, ma siamo certi che il Commissario Farabollini saprà ben distinguere tra quanto veramente urgente e le urgenze “di comodo”. Nel frattempo, immaginiamo con grande disappunto del Sindaco, ormai palesemente allergico al confronto tanto da disertare ogni incontro con i cittadini che non sia promosso dalla sua Amministrazione, il MoVimento 5 Stelle è riuscito a raccogliere tra i Consiglieri Comunali le firme necessarie per la convocazione di un Consiglio Comunale aperto agli interventi della cittadinanza sul tema del terremoto. Hanno evitato di firmare la richiesta, forse per non incorrere nelle ire del “capo supremo”, i Consiglieri di Tolentino nel Cuore (Trombetta, Prioretti, Serraggiotto e Mancini) e di Tolentino Popolare (Crocenzi e Tatò). Ricordiamo che, da regolamento, anche il Sindaco può convocare il Consiglio Aperto, ma evidentemente ritiene superfluo consentire ai cittadini di esporre in sede consiliare i propri punti di vista.
Gian Mario Mercorelli e Martina Cicconetti
MoVimento 5 Stelle Tolentino
Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli, commenta così, a caldo, l'esito delle elezioni provinciali:
"1 novembre 2018. Quando 2 anni fa, che nell’epoca politica del tempo era l’era Renziana del 40% delle Europee 2014, insieme all’ora sindaco di Potenza Picena On.Acquaroli decidemmo di presentare un Lista di centro destra coinvolgendo anche la Lega, anch’essa con percentuali ad una sola cifra, furono in molti ad ostacolarci, anche taluni che oggi si sono uniti a questa cordata.
Si sa gli italiani soccorrono sempre il carro dei vincitori.
Un anno dopo, coltivando le medesime idee di coesione e di unità del centro destra, abbiamo portato Fabrizio Ciarapica ad essere eletto Sindaco a Civitanova Marche il più grande Comune della Provincia di Macerata.
E due anni dopo ci siamo ritrovati con 3 parlamentari della nostra Provincia: on.Francesco Acquaroli, on.Tullio Patassini, il sen. Pazzaglini.
Di fronte alle elezioni provinciali, abbiamo seguito la stessa strada: i sindaci di Civitanova, Potenza Picena, Cingoli, Mogliano ed Easanatoglia hanno presentato una propria Lista intitolata Centro destra Macerata ed abbiamo vinto.Non è cambiata solo una nomenclatura politica, ma anche l’essenza dell’agire amministrativo sui temi della sicurezza, dell’immigrazione, del sostegno alle medie e piccole imprese, al sostegno alla cultura, all’istruzione, alla ricerca.
In mezzo a tutto questo c’è anche la capacità per la ricostruzione post sismica.
Scrivo questa righe per spiegare che non sono alla ricerca di uno sgabellino provinciale (non ho fatto campagna elettorale e non ho chiamato nessuno per essere votato alle Provinciali) ma ho solo cercato nella disperata ricerca di sostegno alle nostre idee liberali e sicuritarie, di dare un’alternativa di governo, al monopolio del 95% dei Sindaci del PD.
Per essermi opposto agli Spaar nel nostro Comune (che è uno dei pochi a non ospitare cittadini extracomunitari) o per aver rivendicato un’accellerazione nei lavori di ricostruzione dal terremoto, sono stato sempre tenuto alla larga dai potenti dirigenti del PD.
Io non mi sono piegato alle loro idee, e se questa vittoria alle provinciali di Macerata è l’inizio per cambiare verso, allora possiamo dire che il futuro di noi marchigiani potrebbe essere meno grigio di quello attuale.
Ringrazio tutti colo i quali mi hanno votato ed anche chi ha scelto altri candidati. Adesso tocca a noi rimboccarci le maniche per essere fieri servitori delle nostre comunità".
Scrutini terminati nell'aula consiliare della Provincia di Macerata e conteggio in corso dopo che, nella giornata di ieri, gli amministratori dei comuni maceratesi sono stati chiamati al voto per il rinnovo del consiglio provinciale.
Stando ai primi conteggi, la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti é quella di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e delle sigle del centrodestra che dovrebbe portare a casa cinque consiglieri (ne aveva due) in virtù delle 30144 preferenze ottenute.
Gli eletti sono Ciarapica, Renna, Pantana, Saltamartini e Brugnola.
28893 sono invece le preferenze riscosse dala lista "Terre Maceratesi" del Partito Democratico e delle sigle della sinistra, che eleggono così quattro consiglieri: Micozzi, Marcolini, Acquaroli e Settimi. Tre consiglieri, infine, per la lista centrista "Per la nostra terra delle armonie", che ottiene solo 17898 voti: Antognozzi, Ubaldi e Ruani.
Non ha partecipato alla tornata elettorale il Movimento 5 Stelle poiché, stando a quanto si apprende, nei comuni della Provincia di Macerata non poteva contare su un numero sufficiente di amministratori.
Quelli appena elencati, lo ribadiamo, sono risultati non ancora ufficiali, con i conteggi che sono ancora in corso sia per quanto riguarda i voti di lista, sia per quanto riguarda le singole preferenze che porteranno all'individuazione dei consiglieri eletti.
(servizio in aggiornamento)
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma di Andrea Marchiori
Con la presente nota comunico che ho formalmente annunciato al Presidente del Consiglio l’uscita dal gruppo Forza Italia. La decisione, già resa nota al Capogruppo Riccardo Sacchi e Deborah Pantana, è legata essenzialmente alla posizione politica assunta da tempo dal partito a livello nazionale, linea politica da un lato e rappresentanti dall’altro con i quali mi trovo spesso a non condividere gli intenti. Tali ragioni mi hanno indotto a prendere una decisione coerente con me stesso ma anche rispettosa del partito con il quale sono stato eletto, senza sollevare conflittualità interna di cui alcuno avrebbe trovato giovamento.
Per altro verso, tale decisione non muta la mia posizione all’interno del Consiglio e, in particolare, il percorso intrapreso con i colleghi di centro-destra assieme ai quali continuerò a svolgere la funzione di opposizione in modo condiviso nonché a programmare le prossime elezioni amministrative del 2020 affinché il centro-destra si presenti unito sia nella forma che, soprattutto, nel programma.
Anche se potrà sembrare una frase di stile, ci tengo sinceramente a ringraziare il Capogruppo Riccardo Sacchi per aver sempre riservato apprezzamento nei miei confronti e concesso libertà di azione.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma "Uniti per Treia""Ci risiamo: Franco Capponi ha fatto cadere un’altra maggioranza senza ragione se non quelle legate al suo ego. In una città ora commissariata, il gruppo Uniti per Treia porge perciò auguri di buon lavoro al commissario prefettizio Salvatore Angieri. Più volte in questi anni abbiamo descritto i “fuorigioco” del suo metodo padronale finalmente giunto all’epilogo. Se di allenatore si tratta, come si è definito Capponi, certamente è un allenatore “nel pallone”. Leggiamo sulla stampa di questi giorni come per tutti ora la priorità sia magicamente tornata la scuola: a parte rare eccezioni a titolo personale, dov’erano quando Uniti per Treia raccoglieva le firme per il rispetto delle norme e chiedevamo la completezza delle informazioni? E ancora, quando mostravamo contrarietà all’acquisto di un’area improponibile e sotto tutela fallimentare per 1 milione di euro e smentivamo l'acquisto del terreno con i fondi dell’assicurazione, come più volte ripetuto in pubblico da Capponi? Dov’erano quando gli incontri della nostra campagna d’ascolto venivano boicottati? Semplice, non c’erano. Ora si ravvedono, meglio tardi che mai. Con le dimissioni della maggioranza (ma non le sue), Capponi ha deciso di scrivere l’ennesima pagina nera per la storia di Treia. Avrebbe potuto evitarla ascoltandoci e dimettendosi mesi fa prima della notifica della sua sospensione per concentrarsi sulla sua difesa. Invece ha preferito logorare politicamente i suoi e continuare con le ingerenze, arrivando a protocollare solo poche settimane fa, una lista della spesa per il Comune, atto che porteremo al vaglio della Prefettura al fine di verificarne la legittimità data la sua sospensione in corso. Anche su Villa Spada abbiamo lamentato l’assenza di una strategia dopo l’acquisto voluto da Capponi per ben 1,2 milioni di euro di soldi pubblici. La verità è finalmente emersa: nessuna visione e oggi l’intento di realizzare 4 appartamenti per le famiglie colpite dal sisma, comunque già in cas, all’interno della “casa del custode”, che rientra nell’alveo dello sperpero di denaro pubblico già conosciuto con le 8 casette di legno ostinatamente realizzate a Passo di Treia e delle quali conosciamo soltanto i costi di urbanizzazione pari a oltre 500mila euro. Quanto sono costate le sae e quanto ci costerà l’area? Per gli appartenenti invece si voleva sforare il milione (1,3 per la precisione), andando a snaturare il bene e la vocazione stessa del complesso storico del Valadier. Come si può arrivare soltanto a pensare qualcosa del genere e come lo si possa permettere quando un semplice cittadino del Centro storico deve perdersi nella burocrazia per cambiare il colore degli infissi? È irrispettoso poi suddividere i costi in denaro finanziato o meno: sono sempre soldi pubblici, non si può da un lato solidarizzare con chi ha perso tutto, dall’altro sperperare denaro pubblico solo per dimostrare di essere i più furbi. Che ne pensano i Sindaci dell’epicentro che faticano a trovare denaro per la ricostruzione? Sul tema fa bene la Castellani a fare mea culpa: perché ha votato le direttive della Giunta agli uffici dettate per interposta persona dall’assessore Buschittari? Cosa le ha fatto cambiare idea nel giro di un mese? Se invece questi soldi fossero dovuti, perché invece di realizzare uno scempio a Villa Spada non li si è destinati a un progetto di riqualificazione su proprietà pubbliche del Centro storico non finanziate, come ad esempio la scuola di via Lanzi? Che fine farà quell’edificio? È la sintesi della proposta di Capponi: un continuo rattoppare, come per il Piano regolatore, a macchia di leopardo. Tra le motivazioni che avrebbero spinto la maggioranza a dimettersi ci sarebbe il mancato rispetto del programma 2014. Fatichiamo a trovare il terremoto tra quelle pagine: Capponi è forse anche veggente? Poi la preoccupazione di perdere altri finanziamenti: allora perché dimettersi nel giro di una notte quando è risaputo che, di norma, l’arrivo del commissario prefettizio non corrisponde a scelte di portata strategica? Capponi ha preferito chiudere la baracca ma, purtroppo per lui, Treia non è proprietà privata e il vento è già cambiato".