Dai consiglieri dei gruppi di minoranza del consiglio comunale di Corridonia riceviamo e pubblichiamo
Martedì tramite l’avvocato Filippetti di Civitanova Marche, abbiamo presentato ricorso al Tar delle Marche per chiedere l’annullamento della delibera con cui l’amministrazione ha approvato il conto di bilancio dell’esercizio finanziario 2017 e dei relativi allegati, in quanto riteniamo che la giunta non ci abbia trasmesso la relazione dell’organo di revisione nei termini previsti dal TUEL. La normativa prevede che tutta la documentazione inerente al bilancio, compresa quindi la relazione dei revisori, sia messa a disposizione dell’organo consiliare entro un termine, non inferiore a venti giorni dalla data fissata per la discussione. Aver avuto la relazione pochi giorni prima del consiglio comunale non ci ha permesso di svolgere gli opportuni controlli. Mai come in questo contesto, risultava fondamentale avere la relazione del nuovo organo di revisione, visto che la giunta aveva deciso di revocare i precedenti revisori, per avere un’idea cosciente sul bilancio che si andava ad approvare e per avere dei chiarimenti sui vari rilievi fatti dai precedenti revisori. Nella relazione infatti anche i nuovi revisori chiedevano all’ente una relazione aggiornata sullo stato dei contenziosi e nelle more intimavano l’Ente a non utilizzare una parte dell’avanzo in via prudenziale.
Abbiamo deciso di ricorrere al TAR perché Cartechini deve imparare a rispettare i diritti delle minoranze, non può gestire il comune come una società privata, oppure va dal notaio e ne costituisce una. Anche dalla lettura della bozza del nuovo regolamento, l’amministrazione ha inserito piccoli accorgimenti tecnici per reprimere e circoscrivere i diritti della minoranza. Insomma per il PD corridoniano la parola democrazia ha un significato diverso.
Mercoledì 28 novembre la maggioranza in Parlamento ha votato a favore del Decreto Salvini che diventa legge.
"La nuova Legge prevede una serie di misure di sicurezza che verranno attuate per fronteggiare il fenomeno dell'immigrazione clandestina, tra cui: espulsioni più efficaci, stop ai centri per clandestini imposti ai sindaci, nessun onere a carico dei comuni per l'accoglienza dei minori, maggiore rigore nella concessione di permessi, revoca della protezione verso coloro che commettono reati come violenza sessuale, spaccio,violenza e minaccia a pubblico ufficiale, furto aggravato, rapine. Anche questa volta la Lega sarà presente nelle piazze italiane a disposizione dei cittadini per fornire spiegazioni sulla Legge Salvini e raccogliere le adesioni per l'incontro con il segretario Matteo Salvini a Roma previsto per il giorno 8 dicembre".
I militanti delle sezioni della provincia di Macerata si sono attivati e saranno presenti nelle seguenti città:
Civitanova Marche- sabato 1 Dicembre Corso Umberto 1° altezza civico 67 dalle 09:00 alle 13:00
Cingoli- sabato 1 Dicembre Borgo P. Danti dalle 09:00 alle 13:00
Treia– sabato 1 Dicembre piazza della Repubblica dalle 16:00 alle 20:00
Tolentino– piazza Mauruzi (San Francesco) dalle 16:00 alle 20:00
Loro Piceno– domenica 2 Dicembre piazzale Leopardi dalle 09:30 alle 12:00
Prosegue il confronto di Confartigianato con Deputati e Senatori per rappresentare le esigenze degli artigiani e delle piccole imprese e sollecitare le misure necessarie a rilanciare lo sviluppo. Dopo gli incontri organizzati a luglio e a ottobre a Roma nella Sede Confederale con i Parlamentari eletti in Liguria, Sardegna e Piemonte, il 21 novembreè stata la volta del confrontocon i Parlamentari delle Marche
All’incontro, al quale hanno partecipato i vertici di Confartigianato nazionale, il Presidente e il Segretario Regionale di Confartigianato Marche, Giuseppe Mazzarella e Giorgio Cippitelli, e i rappresentanti delle Associazioni territoriali della regione, tra cui Renzo Leonori e Giorgio Menichelli, Presidente e Segretario Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata ed Emanuele Pepa Presidente di Confartigianato Trasporti Macerata, sono intervenuti esponenti delle forze politiche presenti in Parlamento che hanno ribadito l’impegno a sostenere il ruolo trainante delle piccole imprese nell’economia italiana.
“Poterci confrontare direttamente con esponenti del Parlamento e far conoscere le esigenze e le problematiche del nostro territorio è per noi molto importante– ha dichiarato il Presidente Leonori. Contiamo che le misure previste dalla nuova Legge di Bilancio vengano effettivamente attuate, una su tutte la riduzione del peso fiscale sulle imprese che, ad esempio per le Marche, terza regione manifatturiera d’Italia con un tessuto produttivo operoso ed artigiano, è devastante”.
IlSen. Paolo Arrigoni, esponente della Lega, ha ricordato le misure della manovra sul fronte fiscale. “Stiamo introducendo, con la flat tax con aliquota del 15 per cento, un regime di imposta sostitutiva per le imprese individuali e professionisti con ricavi inferiori a 65mila euro. Dal 2020, poi, anche se cerchiamo di anticiparla al 2019, introdurremo un’imposta sostituiva per ricavi tra 65mila e 100mila euro. E ancora una cedolare secca per affitto di immobili commerciali e l’abbassamento dell’Ires dal 24 al 15% purché gli utili vengano reinvestiti in macchinari o assunzioni di manodopera”.
Nel corso dell’incontro è emerso inoltre l’impegno ad affrontare problemi più volte denunciati da Confartigianato come l’abolizionedel Sistrie la modificadel Codice degli appalti.
“C’è la volontà – ha sottolineato il Sen. Arrigoni – di rottamare il codice degli appalti che sta creando molti problemi, impedisce di spendere le risorse che ci sono per le nuove infrastrutture ma anche per semplici interventi di manutenzione straordinaria. Ci piacerebbe introdurre gli appalti a chilometro zero e alzare le soglie sotto le quali fare gli affidamenti in forma indiretta. E abbiamo anche l’impegno, annunciato dal Sottosegretario all’Ambiente Gava, di rottamare anche il Sistri, un sistema diabolico di tracciabilità dei rifiuti che non ha portato altro che fatica, impegno, spese per gli imprenditori. L’obiettivo è quello di introdurre un sistema innovativo, semplice, soprattutto meno oneroso di quello che confidiamo possa essere quanto prima rottamato”.
Agli impegni della politica, il Presidente di Confartigianato Marche Giuseppe Mazzarellaha risposto ricordando le iniziative della Confederazione per sostenere e accompagnare lo sviluppo delle piccole imprese: “Stiamo abbracciando nuove politiche per l’internazionalizzazione, stiamo supportando le nostre imprese, le stiamo spingendo a cercare nove frontiere, nuove attività che le possano aiutare ad uscire da questo momento difficile”.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Stefano Di Pietro, segretario per il Partito Democratico di Macerata
Davanti al Tribunale di Macerata, in occasione dell’apertura del processo di Innocent Oseghale, il nigeriano accusato di avere ucciso Pamela Mastropietro e di averne martoriato il cadavere, si è avuto uno spettacolo indegno e allucinante. Un gruppo di oltranzisti venuti da varie parti d’Italia ha oltraggiato gli avvocati difensori del nigeriano arrivando a sputargli addosso e ha offeso il sindaco di Macerata Carancini con toni violenti e inneggianti al fascismo. Nella ferma convinzione che la giustizia debba arrivare ad una severa condanna per chi si è macchiato di un orribile crimine, non possiamo far altro che esprimere solidarietà agli avvocati difensori e al Sindaco di Macerata per gli insulti ricevuti e condannare senza mezzi termini chi, ancora una volta strumentalizzando cinicamente la morte della povera Pamela Mastropietro, inneggia a metodi antidemocratici e manifesta la propria assoluta mancanza di senso civico, peraltro nuocendo gravemente all’immagine della città di Macerata e dei suoi cittadini, che hanno antiche e ferme tradizioni democratiche e di coesione sociale.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma della Segreteria Lega Tolentino
Torna a Tolentino a distanza di qualche mese, il Filosofo - Professore Diego Fusaro. Alla serata promossa dalla Lega Tolentino, parteciperà insieme a Fusaro anche il Professor Matteo Simonetti, anche lui ospite anni fa della Lega Tolentino, storico, saggista, marchigiano, autore del libro “Kalergi, prossima scomparsa degli europei”. Una serata che si prospetta veramente interessante visti i temi che si andranno ad affrontare, con la regia del Dottor Roberto Scorcella. Non si tratta di una competizione o di un confronto tra i due professori ma di una staffetta su temi di grande attualità come Europa e piano Kalergi fino ad arrivare a parlare di famiglia moderna e della sua mercificazione, tema trattato nell'ultimo libro di Fusaro “il nuovo ordine erotico”. L'appuntamento è fissato per venerdì 30 Novembre con il seguente programma: ritrovo ore 20:00 per tutti coloro che intendono cenare in compagnia di Fusaro e Simonetti presso il ristorante Chiaroscuro di Belforte del Chienti, appena fuori Tolentino, prenotando presso lo stesso ristorante al numero 0733905499. Alle 21:30 Giampiero Feliciotti, ed il coordinatore Lega Tolentino, introdurranno i due professori per poi lasciare la conduzione della serata al Dottor Roberto Scorcella. Saranno presenti alla serata anche i due parlamentari Lega, il Sen. Giuliano Pazzaglini, e l'On Tullio Patassini.
Non usa giri di parole il sindaco Carancini, nell'intervista pubblicata ieri dal quotidiano Repubblica, per esprimere la sua contrarietà al nuovo decreto sicurezza, bollato come "una tragedia".
"Abdicheremo ai principi della nostra Costituzione - continua il primo cittadino - e butteremo a mare la storia di un Paese che, con tutte le difficoltà e in solitudine, ha sempre dimostrato di essere capace di accogliere e integrare".
Macerata è finita sotto l'occhio dei riflettori per le tragiche vicende che sono accadute ma, come afferma il sindaco, è una delle prime città italiane che ha investito sul Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) e ora, a causa di questo decreto, con la perdita di un tetto e della possibilità di un percorso di integrazione da parte dei migranti, l'effetto sarò un aumento del senso di insicurezza nella gente.
La giornalista gli fa notare che detto dal sindaco di una città dove pusher e criminali hanno fatto a pezzi una ragazza, fa una certa impressione e Carancini ribatte di non fermarsi alle apparenze affermando che "questa legge scardina i pilastri di un sistema che promuoveva l'integrazione" e conclude che quasi sicuramente "queste persone saranno facile preda della malavita e comunque qualcuno dovrà farsene carico".
"Esprimo soddisfazione per aver contribuito a mettere un altro tassello per favorire la ricostruzione nel mio territorio e nelle altre aree dell'Appennino colpite dal sisma del 2016" commenta così Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera, la delega del Governo a Vito Crimi per seguire la ricostruzione. Vito Crimi, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, da oggi avrà la delega per seguire tutte le emergenze colpite dagli eventi sismici.
"Vito Crimi conosce nei dettagli le problematiche di queste aree e ha la giusta esperienza e l'equilibrio per dare un grande contributo alla risoluzione delle criticità che permangono nelle zone terremotate. Ho avuto il piacere di lavorare al suo fianco sia nella passata legislatura ma soprattutto nell'attuale. Abbiamo seguito insieme tutti i procedimenti legislativi sul sisma del centro Italia dal decreto sisma di luglio al decreto Emergenze di novembre. Ora stiamo seguendo in stretto contatto la legge di bilancio. Sono sicura che la nostra collaborazione continuerà proficuamente anche in questo nuovo ruolo e anche più efficacemente, insieme al Commissario Piero Farabollini e a tutte le comunità dell’Italia centrale. Il Governo e il M5S continueranno, come promesso, a tenere costantemente acceso il faro sulle aree così duramente colpite" conclude la Terzoni.
Si terranno il 2 dicembre le primarie del Partito democratico regionale per eleggere il nuovo segretario delle Marche, nel comune di Camerino si potrà votare muniti di un documento alla Contram Camerino dalle ore 8 alle ore 21.
I candidati alla Segreteria sono Giovanni Gostoli attuale segretario della sezione di Pesaro e Paolo Petrini ex Onorevole della Repubblica.
Le donne del partito della Meloni, della Provincia di Macerata, si sono ritrovate sul luogo dove è stato rinvenuto il corpo della povera Pamela Mastropietro. Deponendo simbolicamente un mazzo di fiori – esordisce Elena Leonardi capogruppo regionale di Fratelli d'Italia – vogliamo tenere altissima l'attenzione su questo gravissimo problema che quotidianamente si presenta in Italia e che ha avuto proprio in questa vicenda uno degli episodi più terribili e violenti.
La nostra purtoppo non è una Regione esente da tali violenze - ricorda il consigliere provinciale Paolo Renna - e anche i recenti fatti di Civitanova Marche inducono a tenere alta la soglia di attenzione su questi fenomeni.
La Leonardi, componente del Dipartimento Nazionale di Fratelli d'Italia sulla Tutela delle Vittime di Violenza, ricorda la proposta di legge nazionale che vede come prima firmataria Giorgia Meloni, sulla modifica del codice di procedura penale, che prevede l'obbligo di fornire adeguata informazione alla vittima sulla cessazione della carcerazione o della misura di sicurezza disposta nei confronti dell'autore di un crimine violento. Le donne di Fratelli d'Italia, ricordano l'impegno del partito a favore della certezza della pena e della sua effettività per chi commette reati violenti e delitti atroci. E' fondamentale un monitoraggio costante del territorio favorendo la costruzione di reti di collaborazione tra associazioni ed enti pubblici, per il contrasto della violenza in tutte le sue forme.
In questa occasione si intende ricordare anche la necessità, in tutte le sedi istituzionali, di una mirata e specifica opera di prevenzione attraverso attività di educazione al rispetto della persona.
Il gruppo delle donne di Fratelli d'Italia intende ribadire che quanto subito da Pamela non risulti vano e che quanto a lei accaduto debba far invertire questa spirale di violenza. Occorre, concludono, difendere il nucleo familiare, restituire dignità e valori alla famiglia perché in essa l'individuo si forma e deve essere qui primariamente tutelato.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Stefano Di Pietro, segretario Circolo del PD di Macerata
Questa mattina, presieduta dal Segretario del Circolo del PD di Macerata, Stefano Di Pietro, si è tenuta la riunione dell’Assemblea degli iscritti del Partito Democratico di Macerata dedicata soprattutto al Congresso regionale del Partito. Due sono i candidati alla segreteria regionale: Giovanni Gostoli, attuale segretario della Federazione del PD di Pesaro e Paolo Petrini già assessore regionale e deputato della precedente legislatura. Sono stati Romano Carancini per Paolo Petrini e Renato Pasqualetti per Giovanni Gostoli ad illustrare le mozioni che sostengono le due candidature ai circa 50 iscritti al PD che hanno partecipato alla riunione. Comune alle due presentazioni la volontà di costruire una reale unità del Partito, con la capacità di dar vita ad un confronto vivace, ma alla fine del quale ci sia sempre una sintesi unitaria. Oltre a ciò, hanno caratterizzato le due illustrazione delle mozioni e il dibattito che ne è seguito la volontà di far sì che il Circolo di Macerata sia anche un punto di riferimento per capacità di ascolto e di presenza sul territorio. Più critica verso il Governo Regionale la mozione di Petrini, più tesa alla valorizzazione di quanto realizzato quella di Gostoli.A Macerata si voterà per la scelta del segretario regionale domenica 2 dicembre dalle 9 del mattino alle 21 e per questo sarà organizzato un seggio elettorale in via Spalato n.6 presso la sede del Circolo del PD. Potranno votare tutte le cittadine e i cittadini iscritti alle liste elettorali del Comune di Macerata; gli iscritti al PD senza contributo, mentre i non iscritti dovranno versare un contributo di €.2 per le spese elettorali. Potranno votare anche coloro che hanno compiuto 16 anni ma non ancora i 18 e i cittadini che non risiedono a Macerata, ma sia i minorenni che i non residenti dovranno registrarsi precedentemente utilizzando l’email del partito (info@partitodemocraticomacerata.it).
Dai capogruppo di maggioranza del Comune di Civitanova riceviamo e pubblichiamo
Premettiamo che il vice sindaco ha ammesso pubblicamente l'errore, o meglio la leggerezza, di estrapolare e mettere insieme delle frasi apparse sui social e postare le stesse insieme ad una domanda con lo scopo di aprire una discussione sul proprio profilo personale di Facebook.
Ovviamente invitiamo a moderare i termini ma, tale fatto, non puo' diventare certo un illecito così come invece si sta cercando di far passare da parte dell'opposizione per colpire duramente un avversario politico.
Quelle frasi, riviste e circoscritte, sono più simili a una goliardata che ad altro.
Le parole vanno contestualizzate e riportate integralmente, altrimenti si assiste ad una strumentalizzazione politica che va oltre l'agone stesso arrivando a colpire l'individuo nel privato e non il personaggio politico, mettendo in atto un vero e proprio accanimento tale da mettere perfino in dubbio la correttezza e l'impegno nello svolgere il ruolo fiduciario che il sindaco gli ha assegnato.
Troviamo ancor più grave coinvolgere nella ricerca morbosa, quasi maniacale, foto anche di altre persone estranee alla vicenda e ricercare commenti dello stesso Troiani su pagine altrui nonché, all'apice di questo tentativo di demolire l'uomo, ci si è spinti a chiedere tramite la politica, con una interrogazione in Regione, se si sia intervenuti anche a livello professionale.
Abbiamo assistito ad un vero e proprio sciacallaggio mediatico che fa leva sullo spauracchio della deriva fascista tale da portare un post di una profilo fb personale, fatto con l'intento di aprire una discussione, alla ribalta nazionale.
Noi consiglieri rinnoviamo la nostra fiducia alle scelte del sindaco e a Fausto Troiani nel suo ruolo di assessore e vice sindaco, il quale dovrà essere giudicato secondo il suo operato al servizio dell'amministrazione sia dalla sua maggioranza che dall'opposizione, su questo piano si deve spostare lo scontro.
Chiediamo pertanto che l'attenzione e gli sforzi dei gruppi consiliari si orientino verso altre tematiche ben piu' importanti per la città.
Ci auspichiamo che dopo questo episodio tutti coloro che rappresentano l'amministrazione abbassino i toni e moderino i termini, ma l'impegno deve essere in ugual misura diviso tra maggioranza ed opposizione.
"Le Marche non sono nell'agenda del governo". E' la critica mossa dai vertici regionali di Forza Italia al governo gialloverde durante un incontro con la stampa ad Ancona. C'erano il vice capogruppo alla Camera, Simone Baldelli, il sen. Andrea Cangini, il commissario regionale Marcello Fiori e la capogruppo in Consiglio regionale Jessica Marcozzi.
"Le Marche - ha detto Fiori - non sono nell'agenda del Governo e non c'è nemmeno il dramma del terremoto. Nelle decine e decine di articoli della manovra il sisma figura solo in due commi (3 e 4 dell'art.79) e contengono due proroghe: quella allo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2019 e quella sulla struttura commissariale al 31 dicembre 2020. La Protezione civile ha stimato danno per 20 miliardi. - ha proseguito - Questo governo ne stanzia 360 milioni. Nulla rispetto a un'emergenza che di certo non cesserà entro il 2019. Di questo passo servono 50 anni".
(Ansa)
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma del gruppo consiliare di minoranza di Camerino
Gli eventi sismici del 2016 stanno mettendo in ginocchio l’economia e il popolamento della zona montana. Visti i problemi che il Paese, anche causa le condizioni climatiche, sta vivendo non crediamo che la soluzione sia l’abbandono e il depauperamento della zona montana.
Siamo convinti che solo attraverso un completo ripensamento dell’economia montana si possa tornare ad una stagione di sviluppo e prosperità, per Camerino e per tutta la zona montana.
Finora le amministrazioni locali si sono mosse con scelte, in qualche caso anche disastrose per il futuro, condizionate dall’emergenza: manca un piano organico sia a livello di Città, sia a livello di unione montana, sia a livello di area; Le diverse appartenenze politiche delle amministrazioni hanno condizionato le scelte in maniera peggiorativa in quanto, più che cercare soluzioni, si è pensato di addossare colpe, in una sorta di novello gioco dell’uomo nero.
La linea del Piave della zona montana sono stati tre istituzioni che, probabilmente, ci hanno salvato da guai peggiori: trasporti, sanità, cultura. CONTRAM, Ospedale di Camerino e Scuole hanno permesso che, anche nei giorni immediatamente successivi il terremoto, ci fosse un minimo di vita normale. Non a caso in questi tre settori furono fatte, nel passato, scelte lungimiranti.
Ma il vero cuore pulsante del ritorno alla normalità è stato ed è UNICAM, che ha gli strumenti e le capacità per essere una delle leve più importanti per una ripresa economica; Il futuro di Camerino in particolare, ma di tutta la zona montana è intrinsecamente legato ad UNICAM. Gli importanti investimenti in corso per sostenere il settore del commercio, investimenti dovuti, rischiano di essere un palliativo e di non portare gli effetti sperati limitandosi a ragionare con i meccanismi tradizionali delle economie locali.
Pensiamo che occorra muoversi lungo tre direttrici:
Agroalimentare
Cultura e beni culturali
Start-up, che si ricollega anche ai punti precedenti.
Innanzitutto un progetto chiaro per il centro storico. Molte attività ed istituzioni non ritorneranno sicuramente, in quanto hanno trovato allocazioni dignitose, se non migliori. Molti edifici, per ragioni statiche e di sicurezza andranno abbattuti anche per far posto a vie di fuga; alcuni sono recuperabili ma avranno giocoforza destinazioni diverse, vedi ex ospedale che era stato destinato, in parte a casa di riposo. Senza un piano strategico preciso non si va da nessuna parte: di idee ne sono state proposte molte: chi amministra, o ci amministrerà nei prossimi anni avrà l’onore e l’onere di prendere decisioni fondamentali per il futuro.
Agroalimentare
La dieta mediterranea è uno stile di vita riconosciuto a livello mondiale: nella zona montana ci sono molti produttori di qualità che stentano ad essere sul mercato in quanto non opportunamente supportati. UNICAM può dare un valido supporto scientifico per migliorare e indirizzare le produzioni e tramite i suoi spin-off creare siti web per inserirsi nel mercato globale; per essere però competitivi sul mercato globale occorre essere riconoscibili, come si dice oggi occorre un “Brand”. Se non erro l’Unione montana di Camerino ne dispone già di uno: Marca di Camerino. Credo sia doveroso creare un tavolo di lavoro a cui partecipino tutti gli attori per cogliere queste opportunità
Cultura e Beni culturali
Se ne è sempre parlato molto, ma si è sempre fatto molto poco. Credo che l’esempio da seguire sia quello dell’Amministrazione Gianella che, con lungimiranza aveva portata alla ribalta nazionale il periodo del ‘400 nell’alta marca. Il terremoto del 2016 ci costringe a ripensare l’assetto del Centro storico. Il palazzo del tribunale andrà sicuramente abbattuto, anzi ci chiediamo perché non ancora è stato fatto; caserma dei carabinieri e carcere non rientreranno sicuramente nel centro. Si può creare, attorno alla chiesa di San Francesco un polo museale interattivo, ricordiamo il festival dell’arte elettronica, all’avanguardia in Italia.
Start – up
Abbiamo la fortuna di avere in UNICAM un eccellente Università, riconosciuta a livello internazionale. Non credo che le baruffe su inviti o meno a presenziare all’inaugurazione siano utili a costruire un futuro. Occorre definire un piano organico e sinergico di sviluppo tra Amministrazioni locali, Camerino-Castelraimondo-Matelica-San Severino, e UNICAM per individuare risorse luoghi e progetti. Quanto ai luoghi le ex-casermette, baricentriche a Camerino, Castelraimondo, Pioraco, Matelica, San Severino, possono essere sicuramente finalizzate a questo scopo.
Riteniamo queste aree prioritarie e su ciascuno dei tre argomenti apriremo dibattiti e presenteremo proposte sempre più incisive.
Blarasin, 46 anni, sposato, con un figlio, è stato in passato anche assessore provinciale.L'annuncio dell'arrivo alla Lega di Blarasin è stato dato da Giuseppe Cognigni, Commissario della Lega di Macerata: “È con infinito piacere che comunico, in qualità di Commissario della Lega di Macerata, l'arrivo di un nuovo tesserato nel nostro partito. Andrea Blarasin è un uomo di centro destra che si è distinto in città per il suo impegno politico e per aver speso costantemente energie per il proprio territorio. È stata Maria Letizia Marino, segretaria provinciale della Lega a presentarci a metà ottobre. Ritengo un valore aggiunto la sua presenza nel nostro gruppo politico. Blarasin conosce bene il tessuto sociale di Macerata e proprio per questo possiamo collaborare sin da subito sul piano della legalità e della sicurezza, del decoro urbano, dell'ambiente e di tutte quelle che sono le problematiche che la Lega ha a cuore”.
“Sono molto felice di poter entrare a far parte della Lega - ha detto Blarasin - perchè qui ritrovo buona parte di quelli che sono i miei principi politici. Ho riflettuto a lungo sull'opportunità di mettermi nuovamente a disposizione della politica, ma la decisione è stata alla fine piuttosto semplice. Il degrado in cui versa Macerata ormai da anni e che diventa giorno dopo giorno sempre più desolante, impongono alla società civile di impegnarsi in prima persona per dare una svolta decisiva che riporti il capoluogo ai fasti di un tempo. Oggi girare per Macerata è diventata un'impresa, un pericolo che in pochi se la sentono più di affrontare. Basta uscire dopo il tramonto e affacciarsi in centro per trovarsi di fronte a uno scenario deprimente. Macerata non merita questo. Il rilancio deve partire obbligatoriamente dalla questione sicurezza, diventata ormai imprescindibile da qualsiasi altra visione politica. La gente deve poter tornare a passeggiare tranquilla, ad andare a riprendere le auto nei parcheggi senza l'incubo che qualcuno sbuchi all'improvviso con intenzioni tutt'altro che pacifiche. La gente deve poter tornare a frequentare il centro, un centro blindato quasi come una trincea dove le attività commerciali arrancano e in tante si sono trovate costrette ad abbassare le serrande per sempre. Con la Lega vogliamo costruire un progetto per una Macerata nuova. Un progetto di cui devono essere parte attiva i cittadini con i loro consigli e con le loro proposte. Io mi metto a disposizione per ascoltare tutti e per farmi promotore di iniziative che, da qui alle elezioni comunali, consentano di stilare un programma fatto dalla gente per la gente. Partiamo oggi, non intendiamo fermarci”.
Come previsto ieri l’Unione Europea ha sentenziato, bocciando definitivamente la legge sul bilancio del 2019. Inoltre si ritiene giustificata l’apertura di una procedura per deficit eccessivo. Il documento programmatico del governo giallo – verde – che, fra l’altro, prevede la famosa manovra legata al reddito cittadinanza, la proposta pensioni quota 100, pasce fiscale e flat tax – è stato considerato “irrispettoso per quanto concerne le regole del bilancio”.
Alla luce di ciò ci siamo chiesti quali sono gli umori dei maceratesi e quali sono state le reazioni di fronte a questa stroncaturaeuropea.
Tra una maggioranza di animi schivi e ritrosi e qualche risposta spiazzante – “A noi non ci riguarda”, sono comunque emersi pareri contrastanti e divergenti. Da una parte qualcuno sostiene che “sta bene a chi gli ha votato, una maggioranza di persone che vorrebbero avere un reddito senza occupazione e lavoro. Oltretutto è una manovra economicamente impossibile”.
Dall’altra spuntano opinioni più antieuropeiste : “Penso che ci vorrebbe più flessibilità dell’Europa nel venire incontro alle esigenze dei singoli stati. Le questioni economiche, pur nella loro decisività, non possono intralciare le scelte politiche”.
A questi pareri si aggiunge una buona schiera di persone che ammettono di non aver seguito la vicenda né di sapere il contenuto della manovra del neo-governo. Gli universitari - comunque confusi sulla vicenda – ci tengono a precisare di come la questione sia più complessa di quanto sembri : “ secondo noi è più una vicenda politica che economica”.
Durante la conferenza presso la Camera dei Deputati, Giorgia Meloni ha presentato il patto federativo tra Fratelli d’Italia e La Destra di Francesco Storace.
La leader di FdI ha annunciato anche la nomina di Paolo Diop a responsabile nazionale immigrazione.
Il politico maceratese, di origini senegalesi, sarà una potente arma per la lotta contro l’immigrazione irregolare e l’illegalità diventata legale “per motivi umanitari”. Abbiamo già avuto modo di vedere, in diversi programmi televisivi, la retorica buonista sui “poveri migranti” degli avversari politici spazzata via dalla parole chiare e puntuali di Diop, perché “le prime vittime dell’immigrazione clandestina sono gli stessi stranieri regolari giunti da anni in Italia e rispettosi del Paese che li ha accolti, come la mia famiglia”.
"La Lega da sempre ha fatto della responsabilità e dell'autonomia dei territori il valore principe della sua azione politica, e proprio per questo si è battuta strenuamente contro lo Sblocca Italia di Renzi che prevede la costruzione di nuovi inceneritori e che ha liberalizzato la circolazione dei rifiuti sul territorio nazionale. Se l'assessore Sciapichetti del PD vuole prendersela con qualcuno protesti quindi con il proprio partito”.
A dichiararlo è il Responsabile della Lega nelle Marche Paolo Arrigoni, Questore del Senato e Componente della Commissione Ambiente, che interviene sull'argomento “inceneritori” dopo le polemiche da parte dell'assessore Angelo Sciapichetti sulle preoccupazioni espresse dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini riguardanti la gestione dei rifiuti nel mezzogiorno.
“Matteo Salvini nelle sue dichiarazioni ha constatato l'altissima pericolosità per la salute pubblica dei roghi tossici che, purtroppo, avvengono in maniera sistematica in alcune aree del nostro Paese ed è chiaro che lì si debba intervenire con soluzioni mirate e non emergenziali, che possano prevedere anche la costruzione di termovalorizzatori di ultima generazione e quindi sicuri per quanto riguarda le emissioni”, continua Arrigoni. “Gli sforzi fatti negli ultimi anni, ad esempio, dai cittadini campani che hanno raggiunto una media regionale del 50% di raccolta differenziata sono indubbiamente apprezzabili, ma è preferibile che il quantitativo di rifiuti che non è possibile riutilizzare venga trattato in loco dai termovalorizzatori producendo energia rispetto invece ad uno smaltimento in discarica o al trasferimento in altre regioni o persino all'estero con ingenti costi: soluzioni critiche sia per la difficoltà dei controlli dovuti a una filiera dei rifiuti a lunga distanza e che porta il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione, sia per il forte impatto ambientale dei trasporti”.
““D'altra parte – continua Arrigoni – la termovalorizzazione non è di per sé un male ma, anzi, se le si attribuisce il giusto peso, al contrario di quanto fatto dal Governo Renzi con l'art. 35 dello Sblocca Italia bocciato dal TAR, è uno strumento funzionalein quel ciclo virtuoso della gestione del rifiuto nell'ottica di un'economia circolare che vede il recupero, in questo caso di energia, come uno dei suoi principi fondamentali dopo la riduzione della produzione di rifiuti, il loro riutilizzo e il recupero”.
“Le Marche, grazie agli sforzi dei cittadini, sono un territorio virtuoso che supera il 70% di raccolta differenziata. Per contrastareperòprevaricazioni come quella degli ultimi governi a guida PD rispetto alla tutela ambientale e all’autonomia regionale in tema di gestione dei rifiutiè essenziale che anche altri territori facciano la propria parte senza dire dei no ideologici, a beneficio soprattutto della salute dei cittadini”, conclude il Senatore.
"Suscitano sgomento le parole del governatore delle Marche Luca Ceriscioli, che si è detto pronto a impugnare il Decreto Emergenze se non verrà ripristinata l'intesa con le Regioni su materie concorrenti per la ricostruzione post terremoto. Una presa di posizione da asilo Mariuccia, in primis perché lo stesso presidente si era espresso positivamente sul decreto e in secondo luogo perché a parlare è la stessa persona che si è rifiutata di sedersi al tavolo col nuovo commissario per la ricostruzione. Basta strumentalizzazioni: i cittadini che vivono nei comuni interessati dal sisma esigono serietà".
Così Mauro Coltorti, presidente della commissione Lavori Pubblici del Senato.
"Se coi governi Renzi e Gentiloni - prosegue - si è creato un corto circuito totale tra stato centrale e regioni è anche per l'atteggiamento "ponziopilatesco" assunto da Ceriscioli e dai governatori di Umbria, Lazio e Abruzzo. Sperpero evitabile di denaro pubblico e ricostruzione al palo: il bilancio di questi due anni è sotto gli occhi di tutti, e le giunte regionali hanno giocato un ruolo decisivo nel protrarre l'impasse. Se il presidente marchigiano invece di essere collaborativo vuole insistere col volersi portare via il pallone con continui infantili capricci, faccia pure. Noi però andremo avanti, perché di tempo ne è stato perso tanto e chi vive nel cratere sismico vuole vedere cantieri che si aprono, non ascoltare polemiche politiche trite e ritrite".
"Ceriscioli chieda scusa invece di cercare di condannare inesorabilmente i suoi concittadini ad una gestione fallimentare della ricostruzione, la sua!" reagisce così Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera alla notizia che il presidente della Regione Marche vuole impugnare davanti alla Corte Costituzionale il Decreto Emergenze (o Genova) (leggi qui)
"Quella della mancanza dell'intesa con le regioni sulle scelte sulla ricostruzione in Centro Italia è una scusa puerile e capziosa. I presidenti delle regioni continueranno a poter partecipare ai tavoli di lavoro dove ogni giorno si prendono le decisioni in maniera pragmatica. Se vogliono dare una mano concreta la smettano di pensare solo a conservare il loro potere. Hanno avuto ben due anni per dimostrare efficienza ed efficacia ma i fatti purtroppo ci dicono che il potere lo hanno usato molto male. Dopo lo scandalo delle SAE marce e dell'invenduto uno si aspetterebbe le scuse, altro che ricorsi e carte bollate. Chiedo a tutti i cittadini, dai tecnici impegnati alla ricostruzione ai sindaci, dalle persone che hanno perso casa ai comitati, di dire chiaramente a Ceriscioli di evitare di asserragliarsi dietro una trincea di retroguardia facendo del male al territorio. Se vuole dare una mano, lavori e collabori con umiltà con il Commissario di Governo. Con questa ennesima uscita dubito però che oltre alla volontà abbia le capacità per farlo".
Si è insediato oggi il nuovo Consiglio provinciale che rimarrà in carica per un biennio.
Dopo l’elezione del 31 ottobre, insieme al presidente della Provincia Antonio Pettinari, ci sono i consiglieri eletti: Francesco Acquaroli, Tarcisio Antognozzi, Debora Brugnola, Fabrizio Ciarapica, Enrico Marcolini, Paolo Micozzi, Deborah Pantana, Paolo Renna, Rosella Ruani, Filippo Saltamartini, Stefania Settimi e Rosalba Ubaldi.
All’ordine del giorno, l’esame delle condizioni degli eletti, la relativa convalida della carica, una variazione al bilancio di previsione dell’ente relativa ad una rotatoria che dal Demanio Pubblico passa in carico alla Provincia e la programmazione della rete scolastica della provincia di Macerata per il 2019/2020.
“Questo terzo punto è di particolare importanza - afferma Pettinari - perché si pone l’obiettivo di mantenere la situazione allo stato attuale, difendendo e tutelando soprattutto i Comuni terremotati, con particolare attenzione all’entroterra caratterizzato da piccoli centri, i più colpiti dal sisma e già in difficoltà prima di questi eventi. A questo proposito, dopo aver consultato i sindacati, i presidi, martedì 13 novembre si è svolto il CAL e in quella sede i sindaci, al
l’unanimità, hanno approvato un ordine del giorno che oggi viene riproposto al Consiglio Provinciale, a difesa di questi territori”.
Un impegno proteso al ripristino e al mantenimento del sistema d’istruzione negli stessi termini dello stato antecedente al terremoto. Per il raggiungimento di questo obiettivo è fondamentale mantenere i servizi scolastici e contare su una rete adeguata ai fabbisogni delle comunità e alle concrete potenzialità di sviluppo socio economico. Un passaggio che costituisce la primaria condizione di ricostruzione delle comunità locali.