Un intervento politico, quello fatto ieri dal sindaco di Macerata, Romano Carancini, nel corso dell'incontro che si é svolto a Camerino con i sindaci del cratere ed il nuovo commissario alla ricostruzione, Piero Farabollini. Il primo cittadino di Macerata non ha lesinato critiche al nuovo governo, rimarcando l'assenza di esponenti di Lega e Movimento 5 Stelle all'incontro e ammonendo il commissario sul fatto che i comuni del craere devono essere trattati tutti alla stessa maniera.
Un atteggiamento, quello di Carancini, che ha generato ben più di un mugugno in sala e disappunto anche da parte di alcuni che sedevano al tavolo dei relatori, tanto che lo stesso commissario Farabollini ha voluto fare un appello affinchè la politica, e nello specifico le appartenenze partitiche, restino fuori dai temi della ricostruzione.
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui
Carissimo presidente Ceriscioli, leggo un lancio di agenzia secondo cui lei avrebbe dichiarato che le Marche sono “verso la fine della fase emergenziale”. E' da parecchio tempo che non ci incontriamo a Camerino e non facciamo una passeggiata in centro e, a questo punto, credo sia opportuno provvedere quanto prima. Perchè, senza polemica e nella convinzione che certe affermazioni siano figlie di una sintesi giornalistica, ritengo che l'emergenza finisca quando finiscono le opere emergenziali, come ad esempio le messe in sicurezza.
Avrà modo di vedere che a Camerino - che a quanto mi risulta e salvo colpi di scena sta nelle Marche - siamo ancora in piena emergenza. So benissimo che le colpe non sono sue, che nessuno di noi (chiamati ad amministrare a vari livelli) ha un indirizzo verso il quale muoversi e ognuno deve fare i conti con una burocrazia paralizzante. Ma quando mancano i fatti, purtroppo, diventano importanti le parole. E, quindi, frasi del tipo "è stata una emergenza" sono per me e per la mia gente un pugno nello stomaco a cui sento di dover educatamente reagire. E’ una emergenza.
La aspetto in centro a Camerino, sarà mia premura preparare i permessi per l'accesso, visto che l'intera città é presidiata dai militari proprio come quelle città che stanno in emergenza …o in guerra.
Oltre 1.500 cantieri aperti nelle Marche, sia nel pubblico che nel privato, per la ricostruzione degli edifici, delle attività produttive e delle infrastrutture, per restituire alle popolazioni gli spazi e le condizioni che stanno consentendo di tornare nei territori di appartenenza. "A due anni dal sisma - spiega il presidente della Regione Luca Ceriscioli - si sta concludendo lo stato di emergenza, previsto fino a dicembre e che probabilmente verrà prorogato. La Regione ha ora lo sguardo rivolto alla ricostruzione". Su un totale di 348 milioni di contributi assegnati alle quattro Regioni terremotate, le Marche hanno assunto impegni finanziari per 240 milioni di euro". "Quella delle Marche è stata una emergenza di carattere eccezionale, perché - ricorda Ceriscioli - ha coinvolto un terzo del territorio"; Delocalizzazione delle attività produttive (322 cantieri aperti) e edilizia scolastica i fattori che favoriscono il ritorno delle popolazioni. Ma "servono strumenti per semplificate la ricostruzione". (Ansa)
I nomi circolati erano stati tanti, compresi i maceratesi Flavio Corradini e Irene Manzi, grandi esclusi delle scorse politiche, ma alla fine la scelta di una candidatura unitaria al ruolo di Segretario regionale del partito Democratico sembra essere stata quella di convergere su un pesarese.
Preoccupati per il dibattito che si è aperto in vista del congresso regionale e convinti della "assoluta necessità di unità per il rilancio del Pd delle Marche", infatti, i segretari provinciali del Pd di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata hanno chiesto la disponibilità a candidarsi a segretario regionale del partito a Giovanni Gostoli, che oggi guida la Federazione provinciale di Pesaro Urbino. Gostoli, tuttavia, ha chiesto qualche ora per sciogliere la riserva e capire se può esserci all'orizzonte un nome maggiormente condiviso.
Ma, ad oggi, l'unica "candidatura" concreta sembra la sua, dopo l'incontro tra i 5 segretari provinciali e il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. Tra gli obiettivi, informa una nota, c'è quello cogliere una grande opportunità di ricostruzione del Pd, "al fine di rilanciare l'azione del partito e governo regionale, ma soprattutto preparare al meglio la sfida delle prossime elezioni europee e amministrative del 2019". Nelle Marche il rilancio del Pd può avvenire attraverso "una profonda comprensione e ricucitura delle fratture nella società marchigiana aperte dalla crisi economica e da quelle provocate dal sisma nel Centro Italia". (Ansa)
Da David Buschittari riceviamo e pubblichiamo:
Ma quale “metodo della condivisione” se ci era anche precluso di entrare negli uffici e chiedere informazioni! Sembra oramai ridicola e stucchevole la polemica che la Vicesindaco Castellani continua a palesare dopo che tutta la maggioranza ha deciso di non subire piu’ le sue imposizioni, le esclusioni addirittura degli amministratori dalle decisioni, il suo modo di fare del tutto autoreferenziale in totale divaricazione rispetto al programma di mandato e ai programmi approvati con i bilanci 2017 e 2018 che, al contrario di quanto la stessa afferma, contenevano le linee di intervento per tutti gli immobili.
Non so se Lei sapesse come procedere data la enorme confusione che aveva ma sicuramente noi tutti siamo stati tenuti all’oscuro della sua presa di posizione in merito al progetto della Casa del Custode di Villa Spada; a differenza di quanto scritto nella sua lettera all’USR, la Giunta aveva deliberato di aderire al cofinanziamento attraverso l’utilizzo delle somme riversate dalle Assicurazioni sugli immobili terremotati e tra cui era ricompreso il suddetto immobile (un atto legittimo in quanto la delibera è stata verbalizzata dal segretario e pubblicata all'albo pretorio ma soprattutto votata anche dalla Castellani!).
La scusa inserita nella lettera (prot. n. 017827 del 19.10.2018) e ribadita a mezzo stampa che sul progetto mancavano i pareri dei nostri funzionari e’ una responsabilità della Vicesindaco. La verità vera e’ che la Castellani non ha portato il progetto in Giunta (era questo l’atto ancora mancante) altrimenti sarebbe stato approvato e Lei non avrebbe potuto manifestare il suo potere di volerlo, arbitrariamente ed unilateralmente, cambiare (non sappiamo a quale fine ed in quale modo).
Tale affermazione fa’ cadere qualsiasi opzione prioritaria di utilizzo dei due milioni di Euro dei ristori assicurativi per altre realizzazioni in quanto la realizzazione degli alloggi sulla Casa del Custode (Ordinanza 27/2017) era già considerata prioritaria dalle norme della ricostruzione. Ma la Castellani rammenta di aver assegnato Lei le abitazioni della Casa del Custode con una nota del 29 giugno?
La critica alla squadra è del tutto ingenerosa. Lei deve ricordare di essere stata eletta per merito di questa compagine, ha potuto far parte di un team vincente rispetto alle sfide e alle difficoltà della P.A, e per quattro anni, ha contribuito, Lei stessa, alla nostra operatività e alla mole di realizzazioni fatte. Ma soprattutto il fatto che abbia solo ora manifestato questa sua posizione contro la squadra di governo e contro il programma portato avanti in questi anni sa tanto di vecchia politica, di “salto della quaglia” e soprattutto di invidia verso chi ha dimostrato tale capacità. Lei ha votato tutte le delibere di Giunta e di Consiglio e anche di recente (quindici giorni fa sulla stampa) ha affermato che avrebbe portato avanti tutte le opere approvate dall’amministrazione nei suoi programmi. Appaiono così palesi le sue contraddizioni che fanno rimanere esterrefatti.
In merito al CAS cioe’ al Contributo all’Autonoma sistemazione delle famiglie terremotate ricordo alla Castellani che in precedenza l’amministrazione aveva anticipato piu’ volte il CAS quando la Regione aveva tardato a liquidare il contributo e questa operazione era possibile farla, sollevando le famiglie da ulteriori difficoltà, anche oggi, dato che i ritardi delle liquidazioni regionali superano tre mesi e data la enorme liquidità disponibile nelle casse del comune e che quindi sarebbe stata assolutamente a costo “O” per l’amministrazione e rimborsata a breve dalla Regione.
Cosi molte altre cose fatte contro la squadra e gli assessori: la volontà di non aderire alle misure del PSR per le strade Consorziali, la interdizione degli assessori di fare proposte di Giunta, la non approvazione del DUP per paura del Consiglio Comunale ed ancora la non approvazione del Bilancio Consolidato perché la maggioranza avrebbe presentato ODG in merito alla necessità di accelerare l’iter per la Casa del Custode, per il Palazzo Comunale, per il Santuario del Santissimo Crocifisso.
L'operazione di sfiducia nei suoi confronti unanime e’ stata fatta per non far cadere Treia dalle stelle dove si posizionava sino a giugno, alle stalle dove ci stava portando il cortocircuito che Lei ha procurato. Il Commissario per i pochi mesi di legislatura rimasta saprà portare avanti l’ordinario e le realizzazioni già avviate e non avrà nessun onere programmatorio in quanto siamo a fine mandato.
Quanto alle accuse rivolte al sottoscritto, di esser stato “colpevole” del recesso unilaterale del contratto di segreteria, da parte del Comune di Morrovalle, ente capofila della convezione, del Dott. Benedetto Perroni, al quale va la mia grande stima per la sua professionalità dimostrata in questi anni, e di aver messo in difficoltà gli uffici, respingo, le critiche alla Castellani, che ha causato ansia, paura e insicurezza, bloccando totalmente il funzionamento della macchina amministrativa! Ai responsabili di settore e dipendenti, per questi 10 anni di “convivenza” (5 da consigliere di maggioranza e altrettanti da assessore), manifesto la mia gratitudine e il mio ringraziamento per la loro fattiva collaborazione di questi anni!
Un buon amministratore si vede dal coraggio, anche nelle scelte più difficili e sofferte, dalla passione con cui porta avanti la sua “missione” e dai risultati! Sono orgoglioso di aver lavorato con una squadra unita e collaborativa e di essere stato coerente con il contratto con gli elettori di quattro anni fa!
Infine un appello a tutti: basta con questa lite continua, abbassiamo i toni per rispetto della Città e dei treiesi!
I sindaci dei Comuni facenti parte del territorio della ex Comunità Montana di Camerino, di comune accordo, hanno deciso di non candidare nessun rappresentante per le imminenti elezioni del rinnovo del consiglio provinciale, in programma per il prossimo 31 ottobre. Una decisione ponderata e condivisa, certi però che il terremoto, la ricostruzione e la ripartenza delle comunità colpite restino l'argomento principale dal quale non sarà distolta l'attenzione del Presidente della Provincia e di tutti i Consiglieri che saranno eletti a tutela del territorio maceratese.
Il Consiglio Nazionale Arci ha eletto i membri che faranno parte della Presidenza Nazionale, il massimo organo di rappresentanza della storica associazione. Sport Bianchini è l'unico marchigiano ad essere stato eletto, e rappresenterà dunque la nostra Regione ai massimi livelli.
Bianchini è Presidente di Arci Marche e di Arci Macerata, ed oltre alla nomina in Presidenza Nazionale, ha anche accettato la delega propostagli dalla Presidente Francesca Chiavacci nell'ambito culturale, nello specifico come coordinatore delle imprese culturali. Va sottolineato che mai, in passato, un rappresentante marchigiano era stato delegato nazionale nell'ambito culturale.
Quello delle imprese culturali è un settore che è ormai diventato di riferimento, e all'attenzione delle istituzioni e dell'associazionismo soprattutto dopo la riforma del Terzo Settore. Per il nostro territorio, poi, la materia riveste un'importanza particolare in quanto Arci Marche negli ultimi anni ha già avuto modo di approfondire e di lavorare nell'ambito delle imprese culturali con la Regione Marche, con le Università e con l'Istao.
"Sono davvero felice per il nuovo ruolo che mi è stato offerto e che svolgerò con entusiasmo - ha dichiarato Bianchini - La nomina è frutto del lavoro che abbiamo portato avanti in questi ambiti a livello regionale. Molto abbiamo fatto in Arci Marche affinché ci si orientasse sempre di più verso la sfera progettuale. Questo impegno ci darà la possibilità di lavorare in sinergia con le Istituzioni, gli enti e le Università non solo regionali, ma di tutto il territorio nazionale, su ciò che riguarda le politiche italiane ed europee".
Quest’anno non c’è nessuna iniziativa per la festa di Halloween e in generale non si vedono all’orizzonte proposte di aggregazione sociale che permettano alla nostra piazza di vivere e ai nostri giovani di divertirsi. L’amministrazione comunale sta facendo terra bruciata intorno a sé. Sembra che sia riuscita nell’intento di scoraggiare anche i volenterosi ragazzi della pro loco che quest’anno hanno evitato di replicare la festa delle zucche vuote riuscita bene lo scorso anno. Qualsiasi iniziativa che renda viva la città, il nostro centro storico, che permetta ai nostri concittadini di ritrovarsi per le vie del paese è abbandonata a se stessa. Il tutto mentre nei paesi limitrofi si susseguono feste, sagre, iniziative culturali di vario genere sponsorizzate e supportate dalle altre amministrazioni. Corridonia invece è ferma, statica, ingessata. Forse il sindaco è impegnato a tenere insieme i cocci della maggioranza che sembra scricchiolare sempre di più ogni giorno che passa. Forse più che al sociale la nostra amministrazione si concentra su altre voci del bilancio. Noi gruppi di minoranza avevamo proposto ad inizio anno di prevedere una calendarizzazione di eventi, magari successivamente ad un confronto con le associazioni, per mettere in condizioni la città di offrire un ventaglio di eventi in grado di soddisfare la maggioranza della popolazione. Ovviamente la nostra proposta non è stata recepita. Quest’amministrazione, autoritaria, arrogante sembra sempre più distanti dai bisogni della gente. Corridonia non merita un futuro da paese dormitorio.
Dal sindaco di Appignano, Osvaldo Messi, riceviamo e pubblichiamo:
Una gestione attenta e parsimoniosa del bilancio comunale ha determinato la formazione, in questi ultimi anni, di avanzi di amministrazione per un totale di euro 438.245,06, che stringenti vincoli finanziari, imposti da leggi dello Stato, ne impedivano la spesa.
Finalmente con un provvedimento del 03/10/2018 la Ragioneria generale dello Stato ha liberalizzato l'utilizzo di queste risorse che impegheremo già dal corrente anno per finanziare le seguenti spese di investimento: Riqualificazione Borgo XX Settembre: 1° stralcio (realizzazione marciapiede e sistemazione sottostrada) – In fase di progetto esecutivo – spesa complessiva euro 95.000,00; Realizzazione percorso pedonale: lottizzazione S. Lucia / zona Impianti Sportivi – In fase di progetto esecutivo – spesa complessiva euro 64.000,00; Sistemazione esterna nuovo Teatro comunale – In fase di progetto esecutivo – spesa complessiva euro 60.000,00; Interventi di efficientamento energetico della pubblica illuminazione – In fase di avvio della progettazione – spesa complessiva euro 400.000,00 di cui euro 100.000,00 con fondi comunali mentre euro 300.000,00 con contributo a fondo perduto della Regione Marche già assegnato (POR FESR Marche anni 2014/2020 – Asse 4, Azione 13.2); Riqualificazione Borgo XX Settembre: 2° stralcio (continuazione marciapiede ambo i lati fino ad ex bagni pubblici) – In fase di avvio della progettazione – spesa complessiva euro 100.000,00.
Si tratta di tutte opere importanti, utili per la nostra collettività e che verranno realizzate a breve termine grazie ad un razionale utilizzo delle risorse di bilancio.
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma di Edi Castellani
"Nessun cambiamento di linea politica, ma solo la volontà di cambiare metodo. Per questo risulta inconsistente l’alibi con il quale Capponi cerca di giustificare l’aver provocato le dimissioni dei consiglieri di maggioranza e l’arrivo del commissario prefettizio. Condivisione è la parola che ha mandato in corto circuito il “metodo capponiano”, ovvero la volontà attendere l’appuntamento con il nuovo commissario straordinario alla ricostruzione (il 30 ottobre a Camerino) e programmare il prossimo incontro a Treia per approfondire nel dettaglio le varie questioni in essere. In collaborazione con la maggioranza e nel rispetto del ruolo delle due opposizioni in Consiglio comunale, l’obiettivo era quello di organizzare riunioni pubbliche con la cittadinanza al fine di illustrare le fasi di un cronoprogramma sulla ricostruzione finora assente. Nessuna variazione nel programma votato dai cittadini, inutile cercare ancora giustificazioni per un’azione decisa da Capponi a mio avviso anche a discapito degli stessi consiglieri di maggioranza. Soprattutto, però, un’azione contro i cittadini che, da quanto ho potuto rilevare, sono stati colti da rabbia e rammarico per una scelta effettuata a pochi mesi dalle prossime elezioni. Dico e ricordo a Capponi che quando i cittadini ci hanno votato nel 2014, anche per il nostro programma elettorale, non sapevano, come del resto tutti noi, che avremo avuto nel 2016 il risveglio del problema sismico nei nostri territori, e quindi sia la realizzazione dei nuovi Poli scolastici, sia la realizzazione delle soluzioni abitative a Villa Spada non erano nei nostri programmi. Fanno sorridere la accuse di egocentrismo verso la mia persona quando Capponi, benché sospeso, ha continuato in questi mesi a partecipare alle riunioni convocate per i Sindaci del territorio. Per non parlare dei pulpiti che non ha mai abbandonato nonostante tutte le sue cariche siano state “congelate”: chi rappresentava se non se stesso? Anche in questo caso, sfido gli altri Amministratori della regione a sconfessarmi, peccato che ci siano le foto della stampa a confermare quanto dico. Un metodo arrogante il suo, fatto della smania di apparire al fianco di autorità ben più importanti, per dimostrare come lui, nonostante tutto, sia ancora il capo. Il corto circuito nel suo sistema è che purtroppo per lui sono troppe le volte in cui ha affermato e smentito più volte sullo stesso argomento, rovesciato a proprio piacimento versioni che non gli aggradavano, mentre sulle domande che gli ponevo si dimostrava colto da improvvisa perdita di memoria. Nessuna questione di multitasking o di estetica, dunque, ma semplicemente una politica vecchio stampo che è necessario archiviare. Avendo avuto modo di conoscere il suo stile, mi aspettavo gli attacchi personali ricevuti in assenza di contenuti da poter dimostrare. Mi viene addirittura rimproverata la “troppa presenza” in Comune e capisco bene il perché. Giunte unidirezionali e Consigli Comunali gestiti completamente dallo stesso, dove in quattro anni, per quanto riguarda la maggioranza, si è sentita solo la sua voce e raramente quelle dei consiglieri: questa l’essenza del metodo capponiano. Probabilmente crede che sia addirittura una religione e averla rinnegata ora mi pone di fronte a una serie di ingiurie personali. Il tuttologo sputa considerazioni personali che vengono smentite dai fatti e pretende di far passare la sua condotta come prevista dalla legge: pensa davvero di convertire ancora una volta tutti al suo pensiero? Non ha capito che i tempi sono cambiati e che Treia non ha bisogno di un Guru per essere amministrata? Ma veramente nonostante la sospensione pensa di poter incidere sul futuro della città? Sento quotidianamente la vicinanza della gente per essere rimasta fedele alla mia coerenza, mentre al fianco di Capponi sono rimasti sette consiglieri e il presidente dell’Ente Disfida. Ai fornitori che ancora devono ricevere il denaro stabilito dico di spedire le loro lamentele a questi indirizzi: ci penseranno gli esperti a saldare i vostri conti. Nella loro ottica è sicuramente chiedere troppo avere spiegazioni sulle questioni economiche dell’Ente quando il Comune risulta tra i principali finanziatori. Altra caratteristica del “metodo capponiano” sono le pressioni verso gli uffici, condotte direttamente nell’ultimo periodo dall’assessore Buschittari, tanto da incrinare progressivamente i rapporti sia con gli uffici, sia tra gli Assessori, oltre che essere causa dell’interruzione del rapporto del segretario comunale con il Comune. Grazie a Capponi un Comune già penalizzato dal sisma ora si trova commissariato soltanto per aver voluto conoscere i fatti e non accettare a testa bassa le decisioni di Capponi: altro che cambio di linea politica! Prova ne è l’aver richiesto un rinvio alla Conferenza dei servizi per il progetto della “Casa del Custode” di Villa Spada perché all’atto sarebbero mancati i pareri sia del segretario che dei funzionari. Sono stata persino incolpata anche del blocco del cas, quando il ritardo nell’erogazione, lo sanno tutti, è da attribuire alla regione. La mancanza di potere è inaccettabile per Capponi, ma ora si respira aria nuova e la primavera non tarderà ad arrivare. Questa è l’ultima volta che risponderò a tali provocazioni, la mia azione sarà soltanto tra la gente e, come dimostrato, per la gente".
"Nel decreto Genova sono stati usati tre pesi e tre misure". E' lo sfogo del sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci, a due anni dalle scosse di terremoto di fine ottobre 2016, che hanno messo in ginocchio il piccolo Comune del Maceratese e ampliato l'area del cratere sismico. "A Genova - dice all'ANSA - hanno dato il sindaco commissario e poteri speciali al governatore, a Ischia un condono tombale. Noi abbiamo dovuto faticare per avere un ampliamento delle sanatorie per piccoli abusi, che ci sono state rifiutate nettamente l'estate scorsa, per poi passare con l'emendamento di Lega e M5s pochi giorni fa.Abbiamo dovuto aspettare mesi...Perché?". Ma non è l'unico motivo di rabbia per Falcucci, che si è visto recapitare, insieme ai colleghi di Arquata del Tronto, Montegallo, Visso e Muccia una convocazione il 13 novembre dal commissario alla ricostruzione Piero Farabollini per riesaminare i criteri di perimetrazione. "Vuol dire tornare indietro di vari mesi". (Ansa)
Da Daniela Cammertoni, capogruppo de Il Futuro nel Cuore al Comune di Treia, riceviamo e pubblichiamo
Da venerdi 26 ottobre il consiglio comunale di Treia è sospeso in attesa del decreto di scioglimento del presidente della Repubblica per effetto delle dimissioni di sette consiglieri della maggioranza. Per Treia non è una novità. A 5 anni di distanza si propone lo stesso scenario per il governo della città fino alle prossime elezioni: il commissario prefettizio. Diversi i soggetti , invertite le parti , ma la fine è la stessa … tutti a casa! Le ragioni dell’implosione della maggioranza sono da ricercare nell’eccessivo personalismo con cui sono stati condotti i rapporti istituzionali. Da un lato Capponi al quale la sospensione dalla carica di Sindaco ha provocato una sindrome ansiosa “per mancanza di potere”, dall’altra Castellani che, pur non avendo la necessaria esperienza, ha preteso unilateralmente di reinterpretare le linee politiche di mandato assumendo il ruolo verginale di novella “Alice nel paese delle meraviglie”. A mettere paglia sul fuoco hanno poi contribuito personaggi di nomina capponiana che rivestono ruoli importanti nella compagine amministrativa.
Gli interventi a Villa Spada e la realizzazione del polo scolastico sono stati temi votati in consiglio comunale ; per alcuni aspetti l’opposizione è stata contraria per altri favorevole, per altri ancora si è confrontata con la maggioranza . Eventuali modifiche a quanto già deliberato avrebbero dovuto essere portate in discussione nella commissione consiliare competente anziché apprenderle dalla stampa. Si auspica che l’arrivo del commissario ponga fine a questa bagarre indecorosa e che le parti abbassino i toni per il rispetto che si deve alle istituzioni che hanno rappresentato. Ma ora la politica di Treia si prepari per la prossima campagna elettorale ; coloro che scenderanno in campo non potranno limitarsi ad evidenziare il fallimento della maggioranza dimissionaria perché questo non basta , dovranno avere progetti concreti da presentare agli elettori e formare una squadra di governo coesa che li sappia realizzare. I problemi sono molti , tra questi la gestione del post terremoto e l’organizzazione degli uffici comunali dove si stanno perdendo progressivamente figure professionali poste in ruoli chiave. Il compito è arduo ma non impossibile se l’interesse primario è il bene della comunità. L’esperienza della lista civica Il Futuro nel Cuore ermina con lo scioglimento del consiglio comunale ma potrebbe continuare qualora si ravvisino le necessarie condizioni.
"Strano, che alla Castellani sia andato bene tutto sino ad oggi e a 4 mesi dalla fine dell’amministrazione abbia scoperto un mare di difetti sui suoi collaboratori e sulla squadra che l’ha portata ad assurgere al ruolo importante di Vicesindaco senza averne comunque meriti per esperienze precedenti.
Strano che una sfiducia così netta (tutta la maggioranza) non abbia prima di tutto stimolato in Lei un minimo di autocritica.
Con chi doveva condividere eventuali variazioni al programma votato dai cittadini e affidato alla squadra di Capponi dagli elettori se non con la maggioranza".
Sulle accuse al metodo “capponiano” risponde direttamente l'ex sindaco Franco Capponi.
"Il metodo che la Castellani descrive e’ l’attribuzione che la Legge da’ al Sindaco di organizzare i lavori degli assessori e degli Uffici; Il metodo e’ stato quello di mandare alla struttura messaggi precisi per migliorarne l’efficienza - spiega - Proprio la presenza in Giunta della Castellani ha generato i primi black out in quanto avendo essa molto tempo a disposizione spesso ingolfava il funzionari preposti. L’indicazione quindi e’ stata quella che ogni assessore seguisse le sue deleghe senza ingenerare confusione e distorsioni nelle competenze di altri.
In merito alla brevità delle giunte debbo dire che se non avessimo nessun metodo, con la loquacità, l’indecisionismo e la forma discorsiva “Multitasking della Castellani” (Multitasking per dire che Lei dopo aver aperto un argomento apre altri 100 file – anche scollegati tra loro – per cui alla fine uno non ricorda mai da dove si era iniziato il discorso) non saremmo andati molto lontano. La mia raccomandazione agli assessori ~ stata sempre quella di leggere gli atti disponibili in Giunta in modo anche da immagazzinare la conseguenzialità degli atti che si prendevano".
Quanto al discorso “estetica”, "è meglio ora soprassedere. Il mio motto è: un bravo amministratore, non si giudica dalle foto che fa e che pubblica ma dai fatti e cioè dalle realizzazioni, dalle opere pubbliche necessarie, dai servizi e dal coinvolgimento della comunità in queste scelte.
Questi metodi di “buona organizzazione” ci hanno permesso di raggiungere risultati eccellenti in termini di efficacia di realizzazioni e di risposta ai bisogni della popolazione e moltissime opere pubbliche, più di quelle previste nel programma elettorale:
- realizzazione di decine di opere di messa in sicurezza post sisma 2016 (riapertura strade, messa in sicurezza vie di accesso e palazzi, trasferimento dell’organizzazione comunale e scolastica in luoghi sicuri, con tempistiche rapidissime) non bloccando i servizi alla popolazione ne’ l’economia della città;
- riqualificazione di tutta la viabilità del centro storico, completamento ed apertura dell’attracco meccanizzato (ora anche con l’avvio prossimo dei lavori di riqualificazione del parcheggio delle “Coste” a servizio dello stesso);
- asfaltatura di 14 strade in area rurale ed avviamento della progettazione per almeno altre 10 garantendo servizi essenziali alla popolazione rurale impegnata anche a difendere la bellezza del nostro paesaggio e delle produzioni agroalimentari di qualità;
- riqualificazione di 2 aree produttive (Santa Maria in Selva e Camporota);
- soluzione abitativa a circa 300 famiglie sfollate dal terremoto con la realizzazione di 8 SAE, l’acquisto di 26 immobili che rimarranno poi a disposizione del Comune e deciso di soddisfare le 40 richieste di alloggi sostitutivi anche con la realizzazione dei 4 alloggi presso la casa del Custode di Villa Spada;
- approvato circa 90 varianti urbanistiche di fatto sbloccando di fatto decine di iniziative imprenditoriali e quasi un centinaio di iniziative edilizie;
- organizzato in modo tempestivo, puntuale e trasparente la gestione delle iniziative post sisma come la gestione efficiente del CAS (almeno fino a giugno in quanto poi è stato bloccato dalla Castellani), la ricerca di alloggi sostitutivi e tutto quanto e’ stato necessario alla popolazione anche con il grande sostegno della nostra Protezione Civile".
In merito al fatto che "gli assessori, nel periodo in cui il Vice Sindaco Castellani, siano stati congelati nelle loro funzioni di proposta e che gli stessi erano costretti a fare accesso agli atti per avere la documentazione necessaria per lo svolgimento del loro mandato può bastare già da solo a condannare il suo modello e non il mio. La Castellani, anche se poi come dimostrato dai fatti non leggeva le delibere adottate (come quella della scelta di utilizzare le risorse dell’indennizzo assicurativo per coprire l’accollo del comune sulla parte di finanziamento mancante per la casa di Villa Spada), non ha mai dovuto chiedere nulla a nessuno per accedere agli atti del Comune, sempre disponibili per assessori e consiglieri.
In merito alla questione casa del Custode di Villa Spada il suo atteggiamento è stato assolutamente inadeguato sia per aver tenuto all’oscuro la maggioranza della sua decisone in modo del tutto illegittimo (si valuteranno nelle sedi competenti le eventuali responsabilità di natura contabile e penale della Castellani) che per aver disatteso atti (Delibere di indirizzo di Giunta e programma di mandato) ed affidamenti (progetto già realizzato con costi superiori a 40.000€.). Non è vero infine che il progetto è sospeso sino al 31 dicembre per cui può essere recuperato. L’USR ha comunicato che entro il 31 dicembre bisogna fare l'appalto progetto e questo sarebbe assolutamente impossibile se non si decidesse subito.
Sicuramente la maggioranza non ha mai deliberato di perdere 800000 euro,negare l’alloggio a 4 famiglie terremotate già assegnatarie degli alloggi (asseganti con una comunicazione di giugno dalla stessa Castellani!). Senza dire che tale scelta compromette anche il programma di riqualificazione di Villa Spada in avanzata fase d’attuazione (sono in esecuzione lavori per oltre 750.000 €.), la quale non è la seconda casa di Capponi ma il Parco della Città, il fulcro dei Cammini lauretani, il caposaldo del progetto del PIL del GAL di 5 Comuni e di tutta la vallata del Potenza finanziato con risorse di oltre un milione di Euro e la seconda casa di tutti i treiesj
In merito all’Ente Disfida "la critica della Castellani è ingenerosa e sospetta. Infatti mai come in questi anni il Direttivo ha conseguito successi di pubblico, attrazioni di giovani a questo sport e rievocazione, attrazione di migliaia di turisti e realizzato tanti eventi come non mai. La Castellani non capisce la parola autonomia dell’Ente. Infatti l’Ente è retto da un direttivo formato da un Presidente, dai Presidenti dei 4 quartieri, dal Presidente della Pro Loco e da un rappresentante nominato dall’amministrazione ma per la mania di apparire che l’assillava ha voluto andare in contrasto anche con questo Ente. Il Comune da’ un contributo all’Ente (neanche il 15% delle spese sostenute da quest’ultimo) e non ci siamo mai entrati nella gestione ma ho messo a disposizione tutte le capacità del comune per la buona riuscita dei numerosi eventi svolti".
Riceviamo e pubblichiamo dal vice sindaco facente funzioni di Treia
Smentisco e naturalmente motivo, tutte le affermazioni di Franco Capponi, dell’ex assessore David Buschittari e dell’ex capogruppo di Treia 2020 Fernando Palmieri rilasciate mezzo stampa. Le rassegnate dimissioni non si possono ritenere né tese alla collettività, né tantomeno sagge! Ancora una volta Capponi prova a modificare la realtà dei fatti! Ciò è frutto di un metodo preciso che ancora una volta ha messo in campo e che voglio rendere pubblico, confidando che sia l’ultima volta! Spero che i cittadini descritti da Capponi e dall’ex maggioranza come “umiliati” reagiscano a questa pesante provocazione e sappiano riconoscere la vera realtà dei fatti! Ne sono certa! Oramai conosco numerosi dei miei concittadini! Non credo di aver dimostrato di essere indecisa e incoerente. I fatti sono chiari, sono andata avanti con molte difficoltà create soprattutto da Capponi e da alcuni soggetti della maggioranza, ma ho tenuto duro, come hanno visto molti funzionari, per la scelta fatta quatto anni fa, per il rispetto dei cittadini tutti, per chi mi ha votato ed anche per chi non l’ha fatto, per la mia responsabilità, per la mia dignità!
Smentisco il cambiamento della linea politica, lo faccio con un chiarimento, ripetuto spesso anche alla Giunta (devo dire che sull’argomento sono tutti duri a capire!), sul ruolo amministrativo che dal 26 giugno scorso ricopro, derivato tra l’altro da una scelta di Capponi, fatta quattro anni fa dopo le elezioni, essendo stata tra l’altro la più votata. Mi riferisco naturalmente alla nomina di Vicesindaco assegnata da Capponi e riconosciutami oggi dalla legge come facente funzioni del sindaco, aggiungo anche, grazie al fatto (e voglio utilizzare i termini dell’articolo apparso un giornale, che rendono bene l’idea) cheCapponi sia stato messo “fuori gioco”da una sentenza di condanna, che certo non ho deciso io. Non comprendo quindi la sua affermazione dove sottolinea il fatto che io abbia insistito ad avere questo ruolo che mi è spettato per legge: sembra quasi che, da come è stato scritto, vi sia stata una possibilità aperta di farlo avere a qualcun altro, non rispettando la legge; questa non è altro che una delle tante bugie, classiche di Capponi, utilizzata per modificare la realtà.
È difficile anche credere che Capponi sia un buon allenatore di una squadra! Quando si allena una squadra l’obiettivo è quasi sempre far crescere i componenti, dandogli la possibilità di crescere: non mi risulta che questi siano gli obiettivi di Capponi; piuttosto nel metodo “Capponiano” vedo un egocentrico alla massima potenza che limita chi gli sta accanto anzi, direi, che non cerca persone vicino a lui che potrebbero crescere se allenate ma cerca solo persone che riesca in qualche modo ad “influenzare”, così da non aver il timore che esse possano “sganciarsi” completamente qualora non condividano il suo pensiero.
Tranquillizzo Capponi sul fatto che i miei timori non erano legati al funzionamento della macchina comunale di cui, con il tempo, tutti possono imparare a conoscere bene il meccanismo e anche riuscire a mandarla avanti e farla funzionare: con soli quattro mesi, posso dire di essermela cavata, con la disponibilità naturalmente dei funzionari, che ringrazio tutti. Confermo, come risaputo da molti, che la macchina comunale di Treia funziona bene grazie anche alla competenza degli uffici, quindi nessun Amministratore, neppure Capponi, è insostituibile!
Mi viene da sorridere poi sul rispetto chiesto da Capponi: non vedo come si possa parlare di rispetto quandouna persona deve sempre subire le scelte di un singolo senza avere neanche il diritto di fare domande o avere spiegazioni. Forse Capponi si è preoccupato perché dopo quattro anni che faccio domande senza ricevere risposte, ora sono stata messa in grado, grazie soprattutto alla sua condanna, di averle tutte chiedendole di diritto agli uffici. Forse è questo il vero motivo per cui Capponi ha deciso di mandarci tutti a casa! Se devo fare mea culpaè proprio sul fatto di averlo rispettato troppo, di avere seguito il consiglio, durante il Suo mandato, di “non disturbare i funzionari”e di credergli quando diceva “Non preoccupatevi, va bene così, fidatevi, ho 30 anni di esperienza!”. Inoltre, ora apprendo, in realtà senza stupore, che lui non si è dimesso, ma è riuscito a raggiungere lo scopo, come sempre, utilizzando gli altri!!
Vi riporto alcuni esempi sui casi citati da Capponi. Lui afferma come l’elemento scatenante sia stata la vicenda di Villa Spada: come poteva essere diverso, dal momento che per lui è sempre al primo posto! Non ha stilato primaun crono programma economico sulla ricostruzione ed ha deciso sempre da solo senza condividere con la Giunta; questo è un altro aspetto del “metodo Capponiano”.
Decidere di proporre la Casa del Custode per realizzare quattro alloggi di edilizia popolare per ospitare famiglie colpite dal sisma è, certo, un nobile pensiero ma poco adatto è, forse, l’edificio. Il progetto per la ristrutturazione ammonta a 1300 mila euro, a fronte di un finanziamento iniziale di 530 mila euro e un definitivo di circa 800 mila. Dopo diversi incontri con l’ufficio ricostruzione, questo suggeriva la possibilità/opportunità di ridimensionare il progetto, dal momento che quella di 800 mila euro è la cifra definitiva destinata a quattro appartamenti; rispetto all’ulteriore costo di 500 mila euro a a carico del Comune, nella delibera relativa al progetto, mancavano i pareri sia del segretario comunale sia degli uffici preposti oltre che la copertura finanziaria. Per questa ragione ho pensato di rinviare la questione per avere il tempo per ulteriori approfondimenti e valutare ipotesi ed eventuali recuperi di risorse derivanti da diversi finanziamenti con fondi europei, per progetti diretti, tra l’altro anche alla luce delle future scelte del Governo sull’area del Cratere e dell’ipotesi di una proroga dell’ordinanza 27 a cui si lega il finanziamento dell’USR Marche, relativo alla Casa del Custode.
Quindi per concludere, è stata redatta una semplice richiesta di rinvio, utile a verificare tali possibilità! Nessuna lettera di revocadel finanziamento, nessuna perdita volontaria di fondi,nessun atto illegittimo!
Unico atto illegittimo in Comune una delibera dettata dall’assessore Buschittari, a nome anche degli assessori Moretti e Savi in Giunta, relativa anche questa alla Casa del Custode!
Dal momento che l’atto finale sarebbe stato firmato da me e non dalla Giunta, ho pensato bene, dopo aver compreso, tra l’altro, che nessuno si preoccupava dei pareri mancanti e di tante altre considerazioni, di non dover proseguire “ad occhi chiusi”, come consigliava il “metodo Capponiano” a cui facevo riferimento poco fa, e di attuare questa semplice azione strategica, che non pregiudica nulla fino a fine anno (termine solo per ora definitivo dall’USR Marche).
Inoltre, L’USR Marche mi permetteva anche di prevedere scelte, naturalmente poi condivise con la Giunta, in vista dell’incontro chiarificatore con il nuovo Commissario straordinario alla ricostruzione, che sarebbe avvenuto il 30 ottobre prossimo, data in cui avrei posto tutte le domande necessarie sia relative ai Poli Scolastici da realizzare, sia alla probabili delocalizzazione degli uffici comunali strategici inerenti alla ristrutturazione del Palazzo Comunale, ma soprattutto dirette all’area individuata per il nuovo polo scolastico del capoluogo e all’utilizzo delle risorse relative all’assicurazione , ancora non completamente chiaro.
Ciò in quanto nelle mie priorità, come ho anche scritto prima che la maggioranza si dimettesse, vi è la scuola, poi il palazzo comunale, il centro storico e l’accademia georgica, le chiese e Villa Spada.
Smentisco categoricamente anche il rischio, tanto decantato da Capponi, di perdere i finanziamenti relativi ai Poli Scolastici, dal momento che ancora non vi è nessuna ordinanza che prevede un termine di decadenza dai contributi; tutto ciò non fa altro che dimostrare, ancora una volta, come Capponi vuol far credere cose che non esistono! Anche in questo caso non è stata affatto cambiata dalla sottoscritta la linea politica intrapresa dal gruppo quattro anni fa, dal momento che l’unica azione svolta diversa da quella prospettata da Capponi, è il tentativo di far scendere il costo dell’area prescelta con la ripresa delle aste, dato che l’area da acquistare non è proprio economica, oltre a non essere pianeggiante; ciò al solo scopo di razionalizzare le spese vista la necessità di realizzare nell’area anche le opere di urbanizzazione. Visto che sia l’acquisto dell’area sia le opere di urbanizzazione sono a carico del Comune, credo sia necessario pensare di gestire bene fin dall’inizio le risorse, dandosi appunto delle priorità. Anche in questo caso attendevo un parere da parte del nuovo commissario, come detto precedentemente, insieme agli ultimi pareri richiesti dall’Arpam, per poi procedere alle riunioni informative dirette alla cittadinanza. Colgo l’occasione per segnalare un'altra indicazione errata fornita da Franco Capponi ai cittadini, riguardo alla utilizzabililità per l’acquisto di tale area dei fondi dell’assicurazione, smentita più volte dai responsabili dell’USR Marche durante gli incontri.
Sempre con l’occasione e rimanendo sul tema Poli scolastici, vorrei sottolineare ancora una volta quanto sia utile abolire quanto prima il “metodo Capponiano” che ci ha portato anche all’incontro con i cittadini relativo al polo di Passo di Treia senza neanche avere a disposizione ancora tutti i pareri necessari: questa voi la chiamereste esperienza?
Mancava ad esempio l’importante e determinante parere dell’Arpam riguardo all’inquinamento acustico che, a dir poco, ha completamente cambiato tutto il progetto descritto ed anticipato da Capponi, sia sulla possibilità di costruire la nuova scuola fronte strada, ma soprattutto annullando la possibilità di realizzarla tutta su di un piano, quindi smentendo ancora una volta la visione di un solo uomo che pensa che sia l’unico ad avere sempre l’idea migliore. Cosi, anche se sono stata messa nelle condizioni di non poter più organizzare degli incontri informativi rivolti alla cittadinanza dove, una volta raccolte tutte le informazioni e tutti i pareri, sarei andata ad illustrare la/le possibilità, tra l’altro oramai ridotte ad una, per il Polo di Passo di Treia; questo comunicato risolve il problema dei mancati incontri, rimando i dettagli al futuro se ce ne sarà l’occasione!
Il curriculum di Capponi è ricco di velleità personali e sicuramente la stessa Villa Spada, come dimostrato pubblicamente, è al primo posto…la vede in questo modo….un po’ …come la sua seconda casa. Per fare un'equazione: il presidente dell’Ente Disfida che vede e vive il Gioco del Pallone col Bracciale e il nuovo Museo, come proprie velleità personali; ecco allora il Comune di Treia sta a Capponi come l’Ente Disfida sta a Bartolacci, del resto non a caso è il braccio destro di Capponi, colui che ad una cena, rettifico, ultima cena con Capponi, mi consigliò di dimettermi! Io ora invece lo consiglio a lui, come Vice Sindaco facente funzioni di Sindaco, dato che di motivi ce ne sono molti; peccato che anche per questa azione della maggioranza ho perso l’occasione di una convocazione di una riunione.
Mi vien da pensare che le questioni che hanno deciso queste dimissioni, che rendono veramente umiliante la sorte della città di Treia, non siano state scatenata solo dal progetto congelato di Villa Spada, bensì anche del mio arrivo all’interno del CDA dell’Ente Disfida, come rappresentante dell’Amministrazione al posto del Sindaco sospeso: anche questo è un argomento che avrò sicuramente modo di approfondire, magari alla prossima riunione a cui parteciperò come associata, dal momento che pago una tessera da molti anni all’Ente Disfida come socio.
Vorrei rispondere brevemente a Fernando Palmieri, il Capogruppo, per poi lasciarmi il finale per Buschittari: le due figure rappresentano certamente una grande delusione, soprattutto per quanto riguarda l’amico Palmieri, proprio perché scrivendo come la situazione fosse insostenibile non sia credibile per il semplice fatto del numero delle sue presenze in Comune. In quattro anni sono state veramente poche e tra l’altro le poche, anche recentemente, molto contraddittorie riguardo alla questione attuale.
Il caro Buschittari afferma invece di essere stanco di vedere la città umiliata: dovrebbe guardare un po’ meglio i cittadini e i funzionari compreso il Segretario, dato che la vera ragione per cui se è andato via è soprattutto grazie ai suoi comportamenti scorretti e a quelli di Capponi, gli stessi che hanno messo in difficoltà anche gli uffici: sfido il segretario e gli uffici a smentirmi pubblicamente in questo senso se le mie osservazioni risultassero sbagliate!
Informo anche il Sindaco sospeso, la maggioranza, tutti i cittadini e tutti coloro che leggono, che il segretario non ha dato le dimissioni (non sanno neanche scrivere!) (Ma neanche tra l’altro dimettersi, mi risulta!).
Se Buschittari vede la città umiliata è grazie soprattutto al “metodo Capponiano” a cui spesso ho fatto riferimento; aggiungo invece che la città è umiliata proprio dal fatto che volete far credere che la decisione sia stata necessaria: ma chi ci crede?
Ma veramente pensate che i cittadini sono così poco attenti?
Offendete l’intera città! Da due settimane c’è chi paventa pubblicamente, sui social, che è partito il conto alla rovescia per poter dare fine ad un percorso e festeggiare!
Il mio messaggio infine è per i cittadini: che ne pensate? Non è l’ora di smetterla con questa vecchia politica che oltre ad umiliarci fa disinnamorare i giovani e li porta al totale disinteressamento? La politica ha bisogno di giovani interessati ed impegnati! Coraggio! Diamo loro il buono esempio, altrimenti scapperanno tutti!
La provincia di Macerata è il territorio marchigiano che ha riportato maggiori danni in seguito al sisma del 2016. Un evento che nei suoi risvolti inevitabili ha messo in ginocchio l’economia dell’intero comparto provinciale. Una situazione che ha spinto i senatori Leu Laforgia, Grasso, De Petris e Errani a presentare un’interrogazione al Senato per chiedere al Ministro del Lavoro se intenda attuare politiche industriali e di sviluppo, volte al rilancio delle aree colpite dal terremoto. Oggetto dell’interrogazione anche il job act, dopo che ne è stata più volte ventilata l’ipotesi di cancellazione da parte del Governo.
Una iniziativa supportata anche da alcune notizie apparse sulla stampa in questi giorni che non fanno altro che confermare ed evidenziare questo quadro di preoccupante crisi economica. Il 22 ottobre è uscito sul quotidiano “Il Resto del Carlino”, nelle pagine di Macerata, un articolo che sottolinea come in provincia di Macerata su 1200 assunzioni previste, l’86% di esse risultino essere a tempo determinato e solo il 14% a tempo indeterminato. Assunzioni che nel 56% dei casi riguardano il settore dei servizi e le imprese con meno di 50 dipendenti che si confermano comel’ossatura dell’apparato produttivo del territorio.
In un altro articolo uscito sulla stessa testata, a firma di un’altra giornalista, viene denunciata la cancellazione di diecimila posti di lavoro e la chiusura di oltre duemila imprese, con un tasso di disoccupazione stimato all’8%, che arriva a toccare punte del 15,4% nel caso dei giovani.
Un quadro critico che ha spinto i senatori Leu a sollecitare il Governo sul rilancio industriale e occupazionale della zona.
Dall'ufficio stampa della Lega (Marche) riceviamo e pubblichiamo:
“Quella di oggi è davvero una giornata importante perché grazie alla Lega, che ne ha sempre fatto una sua battaglia di civiltà, il Senato ha finalmente approvato la legge sulla legittima difesa”.
A comunicarlo sono i Senatori Paolo Arrigoni e Giuliano Pazzaglini, rispettivamente Responsabile della Lega nelle Marche e Sindaco di Visso, che commentano con entusiasmo la votazione di questo pomeriggio in Senato.
“Siamo davvero felici per il grande risultato ottenuto e per la condivisione della proposta, che con 194 voti a favore e 52 contrari ha visto l’opposizione in aula del solo PD”, continuano Arrigoni e Pazzaglini. “Ora la palla va alla camera e presto il testo diventerà legge, introducendo accertamenti più rapidi, spese legali a carico dello Stato se l’accusato viene assolto, pene più alte per ladri e rapinatori, stop alle richieste di rimborso da parte dei malviventi”.
“Di fatto è stato finalmente approvato il principio che la legittima difesa è sempre proporzionata all’offesa e quindi se ne esclude la punibilità: non è necessario che il ladro o l’aggressore che si introduce in una proprietà privata o nei luoghi di lavoro abbia l’arma in mano, ma è sufficiente la sola presunta minaccia che possa utilizzarla”.
“Gli italiani potranno dormire sonni tranquilli – concludono i due senatori leghisti – la loro incolumità domestica è finalmente garantita. Un'altra vittoria e un’altra promessa mantenuta da Matteo Salvini e dalla Lega!”
È stato depositato oggi, presso la procura della Repubblica del Tribunale di Macerata, l’esposto firmato dai Consiglieri di opposizione Tommaso Corvatta, Mirella Franco, Stefano Ghio, Stefano Mei, Marco Poeta, Yuri Rosati, Pier Paolo Rossi, Giulio Silenzi, "avente ad oggetto il mancato inserimento, da parte del presidente del consiglio Morresi, all’ordine del giorno del consiglio comunale tenutosi il 12 ottobre scorso, della mozione su Villa Eugenia, prot. N. 55813", richiesta dai consiglieri di opposizione unanimemente.
Nell’esposto si evidenziano le presunte responsabilità in capo a Morresi che, sostengono i consiglieri di opposizione, avrebbe compito "un abuso di potere non applicando la normativa vigente e neppure il regolamento del Consiglio comunale che all’art. 55 prescrive l’obbligatorietà da parte del presidente del consiglio di iscrivere le proposte di deliberazioni, mozioni ed interrogazioni presentate dai consiglieri comunali. Una responsabilità derivante da un abuso di potere ancor più grave se si pensa che, in sede di conferenza dei capigruppo, svoltasi in data 9 ottobre scorso, tre giorni prima del consiglio, lo stesso Morresi ha depennato dall’ordine del giorno da presentare in consiglio, dinanzi ai presenti, la mozione su Villa Eugenia, senza dare spiegazione, se non un parere negativo del segretario non contemplato dalla legge su tale questione. Morresi è solito trasgredire il regolamento pur di penalizzare l’opposizione, ma stavolta l’abuso commesso è più grave del solito in quanto ha vietato l’espressione di un diritto democratico da parte della minoranza".
Lunedì prossimo, 29 ottobre, torna a riunirsi il Consiglio comunale di San Severino Marche. Tra gli argomenti all’ordine del giorno della seduta, fissata per le ore 20,30 nell’ex aula udienze del giudice di Pace a palazzo dei Governatori, figurano la ratifica della delibera di Giunta comunale avente ad oggetto le variazioni al bilancio di previsione 2018-2020 per parziale destinazione delle donazioni sisma alla sistemazione dell’area adiacente la nuova scuola provvisoria di via Lorenzo d’Alessandro, la nomina per sostituzione di un componente della Commissione locale per il paesaggio, la regolarizzazione dello stato di fatto dei confini tra la corte della scuola media “P. Tacchi Venturi” e quella di un fabbricato privato adiacente. L’Assise settempedana sarà infine chiamata a votare una mozione presentata dal consigliere Mauro Bompadre relativa ad azioni da intraprendere per l’adesione all’operazione “Plastic free” proposta dal ministero dell’Ambiente.
"Balconi colmi di pietra, materassi incastrati tra le rovine e tubature che continuano a perdere acqua", inizia così l'articolo pubblicato ieri sul sito de Il Sole 24 Ore, contenente una video intervista al sindaco Mauro Falcucci. Il tempo si è fermato nel paesino al giorno del terremoto, con gli edifici danneggiati che non sono stati ancora messi in sicurezza, dove il primo cittadino continua a svolgere le sue funzioni in un container adibito a Municipio e si respira un certo senso di abbandono da parte delle istituzioni.
"Questo è un terremoto dove l'emergenza forse è finita - afferma Falcucci - ma la ricostruzione non è partita", lamentando il fatto della gestione del post terremoto con la normativa ordinaria, evidentemente non idonea, dati i risultati sotto gli occhi di tutti.
Come se non bastasse, a creare forte malumore ci pensano anche le notizie che arrivano dai giornali riguardanti il terremoto di Ischia, dove il governo sembra intenzionato a condonare le case abusive affinché possano essere ricostruite a spese dello stato. "Non capiamo perché li si possa fare un condono tombale - conclude il sindaco -, questo sta a testimoniare di una disattenzione, e questo non è più accettabile".
L'intervista al sindaco Mauro Falcucci nel link: https://goo.gl/aK31s2
L'incontro di domani con Graziano Del Rio, capogruppo alla Camera del Pd, promosso dal circolo Aldo Moro, è stato rinviato.
L'ex ministro sarà a Macerata il 20 novembre nell'ambito di Incontri d'Autunno.