Spettacolo che torna alle radici della sua terra: Vinicio Capossela riscalda l'Arena del Mare di Civitanova nel concerto di ieri, di fronte ai tanti accorsi per il cantautore irpino.Il pubblico è stato catapultato nel mondo fantastico e fantasioso creato da Capossela nel suo palco di grano protagonista indiscusso del tour "Polvere", si susseguono una dopo l'altra le bestie della Cupa che danzano attraverso le canzoni. Lo stesso cantautore diventa la "bestia del grano", quando canta l'omonima canzone tratta dal suo ultimo album.L’ultima opera dell’ecclettico artista prende spunto dal folk, dal mondo rurale, mitico e mitologico, facendo riferimento all’opera preesistente di un cantore come Matteo Salvatore, e poi al patrimonio delle canzoni di paese, e soprattutto a quel grande bacino che racchiude la saga epica della comunità, quello dei sonetti, i versi in rima, mai scritti, che si cantano uniti, affastellando le voci.Non un semplice concerto, in riva al mar Adriatico, ma va in scena un vero spettacolo che riscalda il pubblico quasi fosse un sogno onirico. Questa l'unica evoluzione possibile dopo 13 anni di lungo lavoro e ricerca che nasce dalla "polvere che genera ombra" e che regala l'appartenenza a un mondo più vecchio di noi, a cui la Storia cambia volto e superficie, ma che resiste, e ricorda a tutti di essere solo uomini sulla terra nuda.
Dopo l’avvio spumeggiante di ieri che ha visto il popolo amante della musica elettronica raggiungere Grancia di Sarrocciano, Corridonia, persino con prenotazioni dall’estero, oggi (domenica 7 agosto) la programmazione del FAT FAT FAT festival, la rassegna di arte contemporanea e musica elettronica nel cuore verde della Val di Chienti, prosegue con altri importanti appuntamenti.A calcare il palco dalle ore 16 alle 19 sarà l’Harmonized Soundsystem, il collettivo costituito dai resident deejay dell’omonimo club santelpidiese ideatore del progetto FAT FAT FAT. Da un lato Curl Menghi, elemento particolarmente sensibile della scena musicale italiana dal 1992 con un’inclinazione per l’underground anni ’90. Dall’altro il duo noto come Low.e, che comprende i giovanissimi Andrea Tirabasso e Alessio Procaccini. Guadagnatisi prima la stima di numerosi club di Bologna, finiscono in seguito per creare la loro etichetta indipendente Sorryforthis Records, in cui raccolgono esperimenti techno dub e house funky.Dalle ore 19 alle 20 l’atmosfera si scalda con l’attesissimo deejay e producer Soichi Terada, da Tokyo per la prima volta live in Italia. Autore della colonna sonora del celebre videogioco Ape Escape e responsabile di avveniristiche performance musicali che prevedono il solo uso di una console Nintendo, i suoi esperimenti sonori tra synth pop e chip-tune o tra drum’n’bass e downtempo gli valgono il titolo di pioniere della scena house nipponica. Dopo oltre tre decenni la sua opera torna finalmente alla ribalta grazie alla compilation retrospettiva edita dall’etichetta olandese Rush Hour Records.A partire dalle 20 fino alle 22.30 la consolle si tinge di orgoglio tricolore con il veronese Enrico Crivellaro. Più noto con lo pseudonimo di Volcov, è un deejay eclettico e produttore assai prolifico con due label discografiche all’attivo, Archive Records e Neroli Productions. Una volta svelati elementi soul e disco nell’house di Chicago e New York, i suoi orizzonti musicali smettono di avere confini e si estendono a jazz e fusion dalle sonorità brasiliane, fino alle malinconie techno. Vero alfiere del deejaying italiano nel mondo, ogni volta è capace di tessere insieme sonorità differenti secondo una trama fluida e sensuale.Alle ore 22.30 fino alle 02.00 a suggellare la rassegna FAT FAT FAT è colui che per i cultori del genere è oggetto di sincera venerazione, Theo Parrish. Dalla sua torre di Babele, ha parlato ogni lingua della black music: jazz, funk, soul, hip hop. Nato a Washington, a Chicago apprende la ritmica pulsante d’ispirazione house a cui fonde nostalgie disco. Da Detroit invece assorbe futurismi e slanci d’avanguardia techno. Il suo genio imprevedibile è capace di sanare ogni dicotomia e conciliare con istintiva nonchalance concetti musicali apparentemente assai distanti tra loro.
Ieri pomeriggio, all'ombra del teatro Lauro Rossi, Walter Lazzarin si è fermato a scrivere a terra, con una macchina da scrivere, che i più giovani non ne hanno ricordo, con una valigia a fare da scrivania e il suo ultimo libro appoggiato vicino a sè.Non è un senzatetto o un pazzo fuggito da una casa di cura, Lazzarin è uno scrittore che ha deciso di promuovere la sua opera in maniera differente, attirando l'attenzione dei passanti. Da ottobre 2015 a settembre 2016, Walter Lazzarin viaggia per le strade d'Italia per promuovere il suo terzo libro: "Il drago non si droga".Scrittore per strada è una nuova forma di proposta culturale: si sviluppa attraverso il contatto diretto tra autore e lettore, per le strade e le piazze d’Italia. L’obiettivo è promuovere il romanzo in giro per il Paese, facendolo arrivare a più persone possibili; il sogno, però, è di contribuire a riavvicinare le persone alla narrativa.Trama "Il drago non si droga": Estate 1990. Giacomo ha quasi otto anni, è arrabbiato con la mamma e decide di scappare di casa insieme al drago di peluche. Non ha paura di scoprire cosa succede di notte nei giardini pubblici, non ha paura dei drogati che incontra, non lo spaventa neppure che uno di loro conosca il suo nome e la data di nascita. La mamma di Giacomo, invece, si spaventa parecchio quando si sveglia e si accorge che il figlio a casa non c’è. Tra pianti e risate, fughe e inseguimenti, i protagonisti di questa storia (compreso il drago) capiranno qual è il sapore della libertà.Walter Lazzarin è nato a Padova nel 1982. È laureato in Economia e in Filosofia. Nel 2011 ha esordito col romanzo "A volte un bacio", edito dal Foglio letterario. Con lo stesso editore, nel 2012 ha pubblicato "21 Lettere d’amore". Lo stesso anno ha vinto il secondo premio nel concorso internazionale Lettera d’amore. Nel 2013 è stato finalista del concorso Storie fantastiche, e nel 2014 ha vinto il contest Intervista con il padre, indetto da Leconte Editore. Dal 2015 gioca nella Nazionale Scrittori.Per chi volesse incontrarlo, lo scrittore sarà a Macerata anche nella giornata di oggi.
Una porta incantata su un mondo altro, una sospensione dal tempo, un ingresso nel regno di fate, elfi e mazzamurelli. Ancora una volta Montelago. E i Monti Sibillini si tingono magicamente d’Irlanda e di visioni.Non basta la pioggia a fermare la festa: nella splendida cornice di Taverne di Serravalle di Chienti, nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, i Celti cavalcano la tempesta, e l’evento fantasy dell’anno chiude i battenti della 14ª edizione in grande stile, confermando di essere molto più che un Festival.Così in migliaia, si stimano circa quindicimila persone, hanno salutato l’alba, questa mattina, stretti nell’abbraccio degli ultimi fuochi, dopo un lungo weekend vissuto all’aria aperta, tra sole e pioggia, vento, lampi, arcobaleni e di nuovo sole, all’insegna della libertà e della riscoperta dei maestri - i Druidi - che percepiscono le forze della Natura, al di là di certificati d’eccellenza, stelle di riconoscimento e recensioni da tavolino, in direzione ostinata e celtica.Sogno anti-burocratico di una società che ritorna alle origini, riappropriandosi dei suoi spazi e della sua umanità, questo è il Popolo di Montelago, fantasy per vocazione, differente per scelta, protagonista di un viaggio eccezionale, tra le sponde di antichi saperi e nuovi orizzonti da esplorare.A cominciare dal programma della Tenda Tolkien, a cura del “Frodo” prof. Cesare Catà, in cui sono stati proposti alcuni dei Magical Afternoon dedicati ai grandi scrittori, si è ascoltato parlare di San Patrizio, si sono letti i libri de Il Cerchio, si è discusso di Jedi e Druidi, si sono celebrati i matrimoni celtici.Mai così forte il cartellone dei concerti, che ha riunito sui palchi le stelle più luminose della musica celtica internazionale: da Davy Spillane, numero uno al mondo della uilleann pipes - la cornamusa irlandese - special guest della superband The Storm, alla world music dei Kíla, artisti-maestri che hanno rivoluzionato la storia della musica celtica, passando per The Real McKenzies, Matching Ties, Plantec, The Moorings, Broken Bow, Albaluna, senza dimenticare jam session e live a stretto contatto con il pubblico.E ancora sport, col torneo di Rugby vinto da Perugia, giochi celtici, attività outdoor, rievocazione storica, battaglie e combattimenti, stage musicali, artigianali, danze, giochi, fuochi sacri sulle note dell’inno composto da Màlleus, in un tripudio di emozioni, tra magia e realtà, destinato a lasciare il segno.Anche questa edizione, come le precedenti, si è svolta in sicurezza e tranquillità, senza incidenti, grazie alla collaborazione con il Comune di Serravalle di Chienti, la Protezione Civile della Regione Marche, le Forze dell’Ordine che hanno effettuato capillari controlli, all’insostituibile contributo delle organizzazioni di Pronto Soccorso coinvolte e all’impegno di centinaia di volontari.(Foto Si.Sa.)
Anche quest'anno trascorriamo la Notte di San Lorenzo a guardar le stelle, sperando che i nostri desideri per un mondo migliore vengano esauditi. La Banda Musicale sarà a Treia, in contrada San Lorenzo e sotto la volta stellata ci sarà musica e poesia, l'associazione ha organizzato una fantastica manifestazione culturale.Il programma della serata è stato illustrato da Paolo Damiani, il presidente dell'ente bandistico treiese: “La prova d'orchestra si terrà nel tardo pomeriggio in loco ma lo spettacolo vero e proprio inizia alle ore 22 con l'esibizione degli studenti suonatori Juniores che vengono da vari paesi del circondario e si uniscono ai nostri ragazzi in un concerto corale. La Banda di Treia inizierà a suonare verso le ore 23, quando le stelle saranno ormai alte nel cielo e speriamo che ve ne siano tante di cadenti. Dopo il concerto bandistico saliranno sul palco i poeti marchigiani della Compagnia Teatrale La bottega delle Ombre che esprimeranno a turno i loro versi appositamente creati per l'occasione...”
Prende il via lunedì 8 agosto il secondo appuntamento de “I concerti del chiostro” organizzati dall'associazione Pier Alberto Conti presieduta da Luciano Baiocco.Il maestro Bruno Bizzarri, direttore artistico della manifestazione che si svolge nel chiostro di Sant'Agostino a Civitanova Alta, dopo l'Orchestra da camera di fiati “Colonne d'harmonie ensemble” in “Fiati all'opera”, ha invitato per la seconda data “Origines trio” con Valentina Oriani (voce), Marco Squicciarini (chitarra) e Stefano dall'Ora (contrabbasso), che proporranno il concerto dal titolo “Alfonsina ed altri racconti”, musiche popolari del vecchio e nuovo continente.“Il chiostro di sant'Agostino è un luogo di storia e rara bellezza – ha detto Bizzarri – e possiede un'acustica stupenda. Il nostro pubblico che ci segue numeroso ed attento potrà anche quest'anno assistere a tre concerti di alta qualità con musicisti di calibro internazionale”.Venerdì 12 agosto, ore 12,45, Evgeny Starodubtsev (pianoforte), musiche di Liszt, Grieg, Szymanowski, Ravel.L'iniziativa è organizzata dall'Associazione musicale Conti con il sostegno dell'Assessorato alla Cultura del Comune e l'azienda Teatri di Civitanova.Info: 0733 822213
Paola Giorgi, accompagnata dal maestro Cristina Riganelli alla fisarmonica, con lo spettacolo “La Marca dei Canti”, imperniato su Leopardi, chiude al Chiostro sant’Agostino (ore 21.15) l’Infinito Festival Visso.Il Poeta marchigiano per eccellenza, Giacomo Leopardi e la fisarmonica, strumento poliedrico capace di esaltare la natura della nostra terra, si incontrano e nasce “La Marca dei Canti”. La voce dell’attrice Paola Giorgi e la fisarmonica del M° Christian Riganelli, che da anni collaborano in un percorso di ricerca sulla interazione tra poesia e musica, posizionano la moderna poesia di Leopardi in un contesto quasi tradizionale e ne esaltano le origini e la matrice conflittuale nei confronti della propria terra. Svelata e accolta l’anima ribelle di Leopardi, lo spettacolo sfugge alla retorica grave con cui molto si è targata la sua poesia e ne coglie il tendere verso la libertà. Leopardi e la fisarmonica, un accostamento inedito, da non perdere. Paola Giorgi - voce recitante Christian Riganelli – fisarmonicaInfinito Festival quest’anno, insieme ad eventi culturali, ha ospitato anche un importante convegno sullo sviluppo delle potenzialità turistiche della valle.Palazzo dei Governatori è stata infatti sede di un interessante appuntamento dedicato alle prospettive del turismo nella valle, creando un sistema tra i comuni attraversati dal Nera che facendo rete tra loro e tra gli operatori dei vari settori coinvolti, proponga le eccellenze storiche, culturali, ambientali, enogastronomiche del territorio. L'incontro per la realizzazione di un progetto per la promozione del territorio e delle sue eccellenze era rivolto ad istituzioni ed associazioni, a produttori di eccellenze, albergatori, ristoratori commercianti. L'introduzione è stata a cura di Cinzia Scaffifi, scrittrie e vice presidente di Slow Food Italia. Hanno preso parte al dibattio, seguito da molti opreatori in sala, Massimo Testa, ad della Nerea, il presidente dell'Ente Parco dei Monti Sibillini, Oliviero Olivieri, Giocondo Anzidei di Slow Food Italia, Arianna Vignini dell'Università Politecnica delle Marche, Hakam Buti di Foodie Bevagna.Tutta la serie di eventi culturali in programma ha registrato il tutto esaurito nelle suggestive location del Chiostro di Sant’Agostino.Visso nel suo museo conserva alcuni autografi leopardiani, tra cui una delle due copie originali dell’Infinito. In 100 hanno fatto la fila per la visita guidata curata dalla prof.ssa Donatella Rosi.La violinista svizzera Maristella Patuzzi con il suo Stradivari del 1687 messo a disposizione da un collezionista privato ha incantato il pubblico presente non solo con i suoi virtuosismi con il prezioso strumento, ma anche interagendo simpaticamente con il giornalista della tv svizzera, Mattia Sacchi, alternando poesie e riflessioni alle esecuzioni. Lo spettacolo è stato ideato da Moreno Strappato. Subito dopo il convegno, secondo appuntamento musicale (Chiostro Sant'Agostino, ore 21.30) con l'Ensemble Accendo che ci porta a scoprire la musica impegnata latino americana con esecuzioni da Villa Lobos, Ginastera, Bragato in apertura e nella seconda parte l'esecuzione delle quattro stagioni, ma non quelle notoriamente vivaldiane, bensì quelle composte da Astor Piazzolla decicate a Buenos Aires, Sul palco Ginevra petrucci (flauto), Dorotea Racz (violoncellista), Dmitry Samogray (pianoforte).Nel solco del rapporto Leopardi e la musica, Infinito Festival ha ospitato l'Ensemble Accendo in una chiesa della Collegiata gremita di un attento pubblico che ha tributato alla fine agli esecutori tre richieste di bis e la standing ovation finale. Dmitry Samogray al piano, Dorotea Racz al violoncello, Ginevra Petrucci al flauto si sono cimentati in un programma di autori latino americani con parte finale dedicata a "le 4 stagioni di Buenos Aires" di Astor Piazzolla. Alla serata hanno assistito il presidente dell'Ente Parco Monti Sibillini, Oliviero Olivieri e l'ad di Nerea, Massimo Testa concordi nell'affermare che anche queste manifestazioni promuovono il territorio.Pubblico ammaliato dal racconto dello scrittore argentino Adrian Bravi (“L’inondazione”) sulla convivenza tra alcuni personaggi che rifiutano di abbandonare le loro terre (anche per impedire la speculazione) dopo una grande inondazione ed un coccodrillo che le acque straripanti portano a scorrazzare per casa.
Grande attesa a Treia per la XXXVIII Disfida del Bracciale che si disputa domenica 7 agosto e vede le quattro contrade treiesi, Cassero, Borgo, Vallesacco e Onglavina, sfidarsi al Gioco del Pallone al Bracciale nell'Arena "Carlo Didimi", completamente restaurata.Prima di questo ultimo atto, stasera (6 agosto) dalle 21 torna la Notte Bianco Rossa animata da musica latino americana con re della “bachata” Romy Splinter e La Band De Cuba e con ospite direttamente da Zelig il più divertente comico-cantante della televisione italiana: Dado. A seguire le Village Girls con le migliori hit dance anni ‘70/’80/’90 e Mass Flow fino all’alba.Poi l'attenzione si sposterà tutta su domenica 7 agosto. Il programma prevede alle 15:30 il corteo storico, uno dei momenti più suggestivi della settimana, durante il quale sfilano per le vie della città 400 figuranti in costume ottocentesco, rappresentativi dei personaggi che abitavano i rispettivi quartieri: i nobili del Cassero, gli artigiani di Vallesacco, i contadini del Borgo e gli zingari di Onglavina. Seguirà una dimostrazione di pallapugno a cura dell'ASD Pallonistica Neivese di Cuneo e, quindi, la finalissima dalla Disfida, la gara vera e propria che si disputa in Arena a partire dalle 16:30 fino alla finalissima delle 18 al termine della quale viene proclamata la squadra vincitrice.Le iniziative, dopo la gara, proseguirà alle 21:30 con la country band Don’t Drink The Water in uno show coinvolgente con 6 musicisti e 9 ballerini. Dopo, tutti a guardare il cielo per il consueto spettacolo dei fuochi artificiali offerto da Cucine Lube.Eventi collaterali, oltre alle taverne dei quattro quartieri che propongono i piatti tipici della tradizione, sono allestiti per le vie del centro storico, a partire da numerosi percorsi espositivi tra cui la personale di pittura dell'artista Patrizia Poloni, la mostra fotografica a cura del Foto Club "Il Mulino", la mostra di pittura curata da Roberto Di Dionisio, la collettiva e personale di pittura dell’Artista Gabriella Zagaglia e l’esposizione di costumi d’epoca nel foyer del Teatro Comunale. La Disfida è anche l'occasione per scoprire il patrimonio artistico-culturale della città di Treia: il Museo Archeologico, custode di rare testimonianze del culto di Iside e della Trea romana, la prestigiosa Pinacoteca, il Teatro Comunale, l'Accademia Georgica e Villa La Quiete, meglio conosciuta come Villa Spada, un monumento tra i più rilevanti dell'Ottocento italiano ed una delle più belle ville neoclassiche delle Marche, immersa in un parco di circa 2 ettari.Terminata la manifestazione l’Ente Disfida sarà già a lavoro per la partecipazione al Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi di Strada, che si terrà a Verona dal 15 al 18 settembre 2016.
A Recanati torna dopo due anni a Recanati l’Aida di Giuseppe Verdi nell’elegante Villa Colloredo Mels, sede dei Musei della città. Dopo il grande successo di Madama Butterfly si va in scena con uno dei più famosi melodrammi verdiani, domenica 7 agosto alle ore 21:00.L’opera parla della tragica storia d’amore di Aida, schiava del re d’Egitto e figlia del re etiope Amonasro, e Radamès un valoroso guerriero al servizio del re egiziano. Tra i due si interpone Amneris, figlia del re egiziano, che ama Radamès ed ottiene il permesso di sposarlo. Ma tra gli etiopi condotti schiavi in Egitto c’è anche il vecchio re che con l’aiuto di Aida riesce a scoprire le mosse dell’esercito nemico proprio dalle parole di Radamès. Quest’ultimo viene condannato a morte e Aida, per amore, lo seguirà nel tragico gesto.Il M° Riccardo Serenelli, mente ed esecutore del format di Villa InCanto ha apportato alcune sostanziali novità alla rappresentazione tra cui una scenografia multimediale che farà immergere gli spettatori in un’atmosfera tipicamente egiziana, curata nei minimi particolari dalla designer Diana Eugeni e da Riccardo Trubbiani.E per poter gustare l’opera davvero con tutti i sensi molte sono le collaborazioni attivate nel corso di questa stagione lirica. Lo spettacolo è preceduto da uno stuzzicante apericena che permetterà di conoscere ed apprezzare prodotti tipici e produttori del territorio come la Cantina Conti Degli Azzoni, La Campofilone e l’Olio dell’oleificio Vitali, Kor Caffè e Varnelli.Uno spettacolo davvero avvolgente … e se pensate che l’olfatto resti escluso vi sbagliate: DAHNERA, un giovane marchio locale di profumazioni e prodotti per il corpo, contribuirà ad arricchire la raffinata atmosfera grazie al profumo “Incanto Infinito”.Infine se vorrete deliziare anche la vista potrete farlo scoprendo le ricchezze dei Musei di Recanati grazie al Direttore Antonio Perticarini che guiderà i visitatori attraverso le vicende delle opered’arte del pittore veneto Lorenzo Lotto.Appuntamento previsto per domenica 06 agosto a partire dalle ore 20:00 a Villa Colloredo Mels a Recanati.Per informazioni e prenotazioni 349 2976471 oppure inviare una mail ad info@villaincanto.eu
Tanti sono i talent che negli ultimi anni spopolano in televisioni alla ricerca della nuova stella del pop. C’è invece chi gareggia per un’altra musica, quella che in questi giorni risuona per le vie di Macerata: la lirica, quell’arte che ha fatto grande l’Italia nel mondo.Questa è la storia di Mariangela Marini, insegnante di canto all'Associazione Musicale Cerquetelli di Cingoli, che pochi mesi fa è arrivata seconda al prestigioso Concorso per giovani cantanti lirici "Comunità Europea" 2016, organizzato dal Teatro lirico sperimentale di Spoleto "Belli" - Teatro Lirico dell'Umbria. A decretarne i vincitori (primo premio Alessandro Abis) una giuria internazionale, presieduta dal soprano Edda Moser, che dopo quattro giorni di selezioni e dopo aver ascoltato quasi cento concorrenti provenienti da tutta Europa, ha regalato a Mariangela uno dei giorni più belli della sua vita. Questo riconoscimento non le vale solo un’onorificenza ma soprattutto l’opportunità per 10 mesi suddivisi in 2 anni di usufruire di una borsa di studio per studiare e per poi arrivare al debutto in un primo ruolo. Debutterà a settembre con Ulrica in Un Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi, un ruolo che si affronta solitamente in maturità ma, essendo un palcoscenico di giovani, la prova è alla sua portata e quindi ha accettatoLa sua dedizione per la lirica è nata dall'amore per la musica leggera e per la passione per il canto e il teatro di prosa che l’ha portato a frequentare il corso di Laurea in Mestieri della Musica e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Macerata, facoltà di Lettere. Lì ha conosciuto una ragazza che cantava e che le ha presentato l'insegnante Doriana Giuliodoro, che poi l’ha seguita negli anni a venire. Nel giro di pochissimi giorni ha deciso che voleva fare la cantante lirica.“Dopo un anno e mezzo sono entrata nel Coro Lirico Marchigiano che diretto da David Crescenzi” racconta il mezzosoprano Marini “dove ho mosso i primi passi sul palcoscenico. Da solista le prime esperienze invece sono venute col Progetto Sipario della Fondazione Pergolesi-Spontini ma la svolta è stata quando mi hanno ammesso al corso di alto perfezionamento Santa Cecilia Opera Studio dove, oltre all'aver avuto l'opportunità di studiare con la grandissima cantante Renata Scotto, ho incontrato degli insegnanti di grande competenza che tutt'ora seguo, prima fra tutti Anna Vandi e poi i pianisti Stefano Giannini e Fabio Centanni e il regista Cesare Scarton. Ho lavorato sodo perché all'inizio avevo alcuni problemi tecnici e, avendo iniziato tardi a studiare musica, leggevo lo spartito ancora un pò sommariamente, ma lì ho capito cos'era la disciplina e ho imparato anche a fare i conti con l'emotività. Un anno dopo è arrivata la vincita al primo concorso e poi tutto il resto.”Tutto il resto si chiama Riccardo Muti. Mariangela è stata selezionata con altri quattro cantanti su 250 per frequentare la Riccardo Muti Italian Opera Academy. Hanno lavorato per 10 giorni sotto la direzione di Muti per fare la Traviata e il 3 agosto hanno cantato diretti dal maestro. “È stata un'esperienza unica veramente. Lui è un genio assoluto dei nostri tempi. Un uomo di un carisma raro che sa comunicare la musica e attraverso la musica, anche ai non addetti ai lavori. Lavorare con lui è un insegnamento di vita e di musica insieme poiché riesce a dare carica emotiva a tutto ciò che interpreta, che poi è il motivo per cui i musicisti fanno musica, forse, cercare di trasmettere il loro carico emozionale nell'esecuzione”.Dopo la Traviata diretta da Muti, Mariangela farà ritorno a Spoleto e dovrà partecipare ad altre audizioni per portare avanti la sua carriera e continuare a studiare per migliorarsi sempre più.Non solo lirica nella sua vita. Da insegnante impartisce anche lezioni di canto moderno e musica leggera, così da poter coltivare anche l'altro aspetto della musica che altrimenti le mancherebbe. Ama molto stare con i suoi allievi e due di loro hanno anche vinto un premio ad Apiro (Eleonora Amantini e Clara Ultimi) e ne è fiera. La passione infondo è questo, un’energia che non si può contenere e che coinvolge chi ti è vicino.“Non so che cos'è la lirica,” conclude Mariangela “è tante cose. Posso dirti cos'è il canto per me: ha a che fare col bisogno incombente di comunicare qualcosa di misterioso di se stessi, nel caso del canto lirico ti porta al limite delle tue possibilità e quindi devi fare i conti con i tuoi limiti e spostarli anche, quando è necessario. Invece c'è una cosa che mi affascina molto della lirica e della musica classica, che oggi è definita musica di repertorio, e cioè che passano i secoli ma le emozioni e dell'uomo, per cose a lui care, sono le stesse di cui anni più tardi hanno parlato i Beatles, i Pink Floyd, David Bowie piuttosto che Bob Dylan o Springsteen.”
Si chiude domani sera – domenica 7 agosto – a Serrapetrona il quarto “Festival d'estate a Palazzo Claudi”, promosso dalla Fondazione Claudi con il patrocinio del Comune. L'ultimo appuntamento della rassegna è dedicato a Shostakovich e Mendelsshon, protagonista il Quartetto Fauves. Inizio ore 21.15, ingresso gratuito.Il quartetto d’archi – composto da Leonardo Cella (violino), Pietro Fabris (violino), Elisa Floridia (violoncello) e Giacomo Gaudenzi (violoncello) – ha un nome francese: “Fauves” che, letteralmente, significa “Belve”. Richiama il gruppo di pittori francesi che, all’inizio del XX secolo, vollero superare i precedenti stili pittorici attraverso un innovativo uso dei colori. L’esponente più celebre dei “Fauves”, Henri Matisse, spinse fino alle estreme conseguenze l’uso del colore puro, vibrante, cercando di ottenere una nuova tecnica di pittura. Ispirato da tutto questo il Quartetto Fauves vuole condividere con gli ascoltatori, grazie ai colori musicali, un’intensa esperienza emotiva.Il Quartetto Fauves vanta partecipazioni a Festival musicali internazionali e rassegne concertistiche importanti; si è esibito anche per il ciclo “I Concerti del Quirinale” di Rai Radio3, offrendo – davanti al Presidente della Repubblica e in diretta radiofonica – la prima esecuzione italiana di JagdQuartett di Jörg Widmann. Inoltre, per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi (1813-2013) ha suonato nell'Aula magna dell'università “La Sapienza” di Roma in un concerto promosso dall’Ambasciata d’Egitto in Italia.In caso di maltempo la serata di domani si svolgerà nella chiesa di San Francesco, dove lunedì 1 agosto si è tenuto pure il concerto inaugurale del Festival. Giovedì scorso, invece, la seconda serata è stata regolarmente ospitata dal bel cortile di Palazzo Claudi. Erano presenti più di 150 spettatori.
Drinking with L.A.: un aperitivo con Alessandra LumachelliIl più famoso riff della storia dell'hard rock, chi non conosce “Smoke on the Water”?? I Deep Purple in concerto in Italia!! Impossibile perdere un evento così importante… vederli, sentirli suonare dal vivo sarà un'esperienza indimenticabile.Il brano nasce nel 1971 sul lago di Ginevra, casualmente, sembra, ma segnerà non solo la vita professionale del gruppo, bensì la storia mondiale della musica. Durante il concerto di Frank Zappa & the Mothers, esplode un petardo lanciato da un folle nella sala, tutto prende fuoco e il fumo esce e sembra invadere il lago. Credevano di scomparire dopo pochi anni, e invece quel brano, quel “Fumo sull'acqua” è diventato il simbolo di un certo tipo di grande musica.All'epoca il loro drink preferito era lo Scotch con la Coca Cola.Arrivo al concerto, il palco è grandioso ed è situato (come da buona tradizione Woodstock-iana) sul prato.Oggi la formazione non è uguale ad allora, ma dal vivo sono leoni, con la padronanza assoluta di strumenti e voce, con una tenuta che “personaggi” più giovani si sognano soltanto. Grandi, grandi, eccellenti, sorridenti pilastri della nostra cultura musicale, grazie anche alla perfetta organizzazione e gestione del pre e post concerto.Ma io ringrazio voi, Deep Purple, perché un mio amico, che si dilettava ai tempi dell'università nel fare lo speaker radiofonico nel suonare il basso in una band di tutti amici miei, da tempo vi segue dalle nuvole, e orgogliosamente mi ha vista seguirvi con attenzione gioiosa … grazie, Deep Purple, e chapeau!!In alto i tumbler, Amici! Alla prossima!!Who's WhoPer chi non lo sapesse …I Deep Purple, gruppo hard rock inglese, nascono nel 1968. Fra i principali pionieri del genere heavy metal, insieme ai Led Zeppelin e ai Black Sabbath, hanno venduto più di 100 milioni di copie di dischi, sono stati inseriti nel Guinness dei primati come la band più rumorosa al mondo. L'ultimo album registrato è “Now What?!” del 2013. Nel 2016 la band è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame.
"Stiamo procedendo col programma del Festival e i concerti di questa sera si terranno senza cambiamento alcuno. Noi siamo uno staff responsabile e invitiamo tutti a non tenere conto di notizie infondate e lesive dei nostri sforzi. Vi aspettiamo per continuare a godere degli spettacoli che andranno in scena. Viva Montelago!!": così lo staff del Montelago Celtic Festival ha smentito categoricamente notizie false diffuse sull'annullamento per maltempo della serata odierna del festival. Peraltro, a partire da metà pomeriggio è previsto anche il ritorno del tempo buono.Quindi, tutto procede nella norma con un programma intenso che si protrarrà fino all'alba.Questi gli eventi in programma oggi: ore 16:00 TENDA ANTICHI MESTIERI corso di lavorazione del cuoio per bambini ore 16:30 TENDA TOLKIEN matrimoni celtici (tre cerimonie) ore 17:00 ACCAMPAMENTO STORICO corso di avvicinamento alla falconeria 17:00 corso di danze scozzesi ore 17:00 TENDA ANTICHI MESTIERI corso di lavorazione del cuoio per adulti ore 17:00 MORTIMER PUB concerto: Emian Emian PaganFolk (PAGANFOLK) ore 18:00 TENDA TOLKIEN lezione/spettacolo su Dylan Thomas: Il maestro delle visioni ore 19:00 matrimoni celtici (due cerimonie) ore 19:00 TENDA TOLKIEN matrimoni celtici (due cerimonie) ore 19:00 MORTIMER PUB concerto: Storm in a Teapot (IRISH MUSIC) ore 19:30 ARENA AVALON rievocazione storica: La battaglia degli eserciti ore 21:00 accensione fuochi sacri sulle note del’Inno di Malleus ore 21:05 ITINERANTE concerto: Siegel Senones (CELTIC PARTY… E NON TORNY) ore 21:10 MAIN STAGE concerto: The Storm feat. Davy Spillane (CELTIC HIGH POWER) ore 22:00 TENDA TOLKIEN concerto: HandHarp (CELTIC WORLD MUSIC) ore 22:45 MAIN STAGE concerto: Plantec (ELECTRO CELTIC ROCK) ore 23:00 TENDA TOLKIEN jam session a cura dei maestri di MCF ore 00:00 MAIN STAGE concerto: Kíla (CONTEMPORARY IRISH MUSIC) ore 01:45 concerto: The Moorings (IRISH FOLK PUNK) ore 03:15 concerto: Broken Bow (CELTICO STRUMENTALE) ore 04:30 concerto: Albaluna (FOLK – ROCK – WORLD MUSIC)
Visita privata a Macerata per l’ambasciatore italiano a Zagabria, Adriano Chiodi Cianfrani che è stato ricevuto il 5 agosto in municipio dal sindaco Romano Carancini e dall’assessore alla Cultura Stefania Monteverde, prima di assistere in serata alla penultima rappresentazione di Otello all’arena Sferisterio.L’ambasciatore, insieme al sovrintendente dello Sferisterio Luciano Messi, si è fermato in conversazione con gli amministratori e ha voluto assistere, allo scoccare delle 18, al carillon dei Magi dell’antico orologio della torre civica.Tra gli argomenti su cui ci si è confrontati c’è la collaborazione tra il Macerata Opera Festival ed il Teatro Nazionale Croato di Zagabria che stanno chiudendo un accordo per portare una produzione del Mof nella capitale croata. Un progetto su cui si sta lavorando da alcuni mesi e che sarà definito dopo la pausa estiva.
Lunedì 8 agosto inizia la seconda settimana di programmazione di Coventati cinema in cortile, la rassegna di film all’aperto inserita nel calendario di Macerata d’estate. Sboccia la città organizzata dal Comune di Macerata in collaborazione con il gruppo Multimovie.In programma Lo chiamavano Jeeg Robot, un film di Gabriele Mainetti, un superhero movie classico con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli e Stefano Ambrogi.Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo però si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane. Mentre Enzo scopre cosa gli è successo e cerca di usare i poteri per fare soldi, a Roma c'è una vera lotta per il comando, alcuni clan provenienti da fuori stanno terrorizzando la città con attentati bombaroli e un piccolo pesce intenzionato a farsi strada minaccia la vicina di casa di Enzo, figlia di un suo amico morto da poco. La ragazza ora si è aggrappata a lui ed è così fissata con la serie animata Jeeg Robot da pensare che esista davvero. Tutto sta per esplodere, tutti hanno bisogno di un eroe.Martedì 9 agosto sarà la volta di Angry birds – Il film di Clay Kaytis e Fergal Reilly ispirato al celebre videogioco. Nell’isola degli ucellini sono tutti felici e contenti, distribuiscono abbracci e adorano stare in gruppo e fare festa, convinti che non esista altro mondo al di là dei confini della loro terra. Tutti tutti? Non proprio. Le eccezioni alla norma rispondono al nome di Terence, un gigante apparentemente muto, Bomb, dal piumaggio nero ed esplosivo, Chuck, giallo e velocissimo, e soprattutto Red, l'uccellino rosso di rabbia. Soprannominato “Sopracciglia”, Red è l'emarginato tra gli emarginati, tanto che la sua casa è persino fisicamente lontana dalle altre. Ma Red è anche una voce fuori dal coro, non certo un timido o un succube, e l'invasione dei maiali verdi offre l'occasione agli altri uccelli di capire che la sua voce andrebbe ascoltata più spesso, perché potrebbe andarne della loro sopravvivenza.Il 10 agosto per la sezione Mercoledì d’autore (ingresso a 4 euro), verrà proiettato Veloce come il vento di Masssimo Rovere liberamente ispirato alla vita del pilota di rally Carlo Capone con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis. Giulia De Martino vive in una cascina nella campagna dell'Emilia Romagna con il fratellino Nico. Sua madre se ne è andata (più volte) di casa, e suo fratello maggiore Loris, una leggenda dell'automobilismo da rally, è diventato un "tossico di merda" parcheggiato in una roulotte. Quando anche il padre di Giulia, che aveva scommesso su di lei come futura campionessa di Gran Turismo usando come collaterale la cascina, la lascia sola, Giulia si trova a gestire lo sfratto incipiente, il fratellino spaesato e il fratellone avido dell'eredità paterna. Ma la vera eredità dei De Martino è quella benzina che scorre loro nelle vene insieme al sangue e quel talento di famiglia, ostinato e rabbioso, per le quattro ruote.Giovedì 11 agosto anteprima di New York Academy di Michael Damian con Keenan Kampa, Nichgolas Galitzine e Jane Seymour. Ruby è una ballerina classica, al suo primo giorno nella Grande Mela per frequentare il conservatorio di Manhattan. Johnny è un violinista di strada, che suona nella metropolitana. Uno scontro tra crew di hip hop, nei sotterranei della metro, crea scompiglio e offre ai due la possibilità di incontrarsi ma anche a un paio di ladri quella di sottrarre a Johnny il suo unico tesoro, il violino del nonno. Superando le differenze di carattere e di approccio, Ruby e Johnny partecipano ad un concorso della scuola per ballo e violino, con la speranza di ottenere l'iscrizione al conservatorio anche per il talentuoso ragazzo e il superamento dei suoi problemi col visto.Venerdì 12 agosto toccherà a Alice attraverso lo specchio di James Bobin, il sequel di Alice in wonderland di Tim Burton in questo caso in veste di produttore, con Johnny Depp. Dopo molto tempo passato a bordo della nave Wonderland, il capitano Alice Kingsleigh torna sulla terra ferma londinese, rigida e ottusa Alice, una sempre splendida Mia Wasikowska, lascerà presto la noia del mondo aristocratico per una nuova avventura. Attraverso uno specchio magico, con l'aiuto del Brucaliffo, tornerà dai suoi amici del Sottomondo, questa volta per salvare il Cappellaio Matto (Johnny Depp) e viaggiare nel tempo.In chiusura di settimana, sabato 13 agosto, verrà proiettato il film Il piano di Maggie. A cosa servono gli uomini di Rebecca Miller con Greta Gerwing, Julianne More ed Ethan Hawke.Maggie, insegnante di arte e management, ha un piano: avere un figlio da sola ma poi incontra John e il bambino lo fanno in due. Tre anni dopo però le cose non sembrano girare nel verso giusto. Antropologo che sogna di scrivere un romanzo di fiction, John ha lasciato per Maggie la moglie, accademica egocentrica da cui ha avuto due figli e con cui mantiene un legame morboso. Disamorata e convinta dell'amore ancora vivo tra i coniugi, Maggie ordisce un secondo piano: rimettere insieme la coppia. Tra ritiri in montagna e appartamenti in città, muove i fili di una vita che vorrebbe senza menzogna ma a cui finisce per mentire.L’inizio degli spettacoli nel cortile di Palazzo Conventati è fissato per le ore 21.30. Il prezzo del biglietto di ingresso è di 6 euro, ridotto 5 euro, per le prime e anteprime sarà invece di 7 euro. Per quanto riguarda le promozioni il biglietto sarà di 4 euro per le famiglie numerose con quattro o più componenti, 5 euro per i ragazzi fino a 18 anni e 4 euro il mercoledì.Info: www.comune.macerata.it
Entra nel vivo la XXXVIII Disfida del Bracciale di Treia, con i tanti appuntamenti e gli immancabili stand dei quartieri che animano le serate con le loro iniziative.Quattro sono gli storici sfidanti: Onglavina, Cassero, Borgo e Vallesacco, ciascuno dei quali rappresenta una zona del paese con i suoi leggendari abitanti. L'Onglavina è la zona degli zingari, di coloro che vivono di espedienti a cui è abbinato il colore giallo; il Borgo ha le sue radici nel mondo agricolo ed è dio colore azzurro; Vallesacco, color viola, rappresenta gli artigiani e i commercianti, mentre il Cassero, verde, è notoriamente ad appannaggio dei nobili. I quattro quartieri sono poi gli sfidanti nelle celebre gare della domenica e tutti i compaesani che lavorano nelle taverne saranno poi i figuranti della sfilata in costume d'epoca che si terrà, sempre domenica, alle ore 14.45L'Onglavina ha vinto la scorsa edizione, arrivando a quota dieci trofei in bacheca. A seguire, nell'albo d'oro, con 9 vittorie il Borgo (ultima nel 2006), Vallesacco con 8 (ultima nel 2008) e Cassero con 7 (ultima vittoria nel 2010).È quindi il Borgo, che fa leva sulla sete di vittoria che manca ormai da 10 anni, a cercare di centrare l'obiettivo. Sabato prossimo, 6 agosto, a partire dalle ore 16 presso nell'arena di Treia le semifinali seniores: Onglavina-Borgo e a seguire Cassero-Vallesacco; domenica 7 agosto dopo la sfilata in costumi ottocenteschi la finale per il 3° e 4° posto, una dimostrazione di pallapugno a cura dell'ASD Pallonistica Neivese e la finalissima della XXXVIII Disfida del Bracciale.
Continuano nei fine settimana del Festival le conferenze degli Aperitivi Culturali nei locali degli Antichi Forni insieme a filosofi, giornalisti, musicologi e storici che si interrogano sui temi delle opere in cartellone per la stagione lirica maceratese. La manifestazione, che quest’anno ha compiuto i primi dieci anni, è organizzata dall’associazione Sferisterio Cultura ed è curata da Cinzia Maroni.Oggi, alle ore 12, l’ospite dell’appuntamento è stato il filosofo-musicologo Andrea Panzavolta, allievo dell’ospite della settimana scorsa, Umberto Curi, intervenuto già all’anniversario del decennale, celebrato ad aprile, con una originale interpretazione del tema Mediterraneo legato alle tre opere in cartellone. Oggi, Panzavolta ha affrontato il personaggio di Jago, legando le riflessioni su questo personaggio al pensiero di un altro grande scrittore che ha scandagliato, come Shakespeare, il lato oscuro dell’animo umano, Fiodor Dostoevskij. Titolo dell’aperitivo è infatti “Di Jago, di Dostoevskij e di altri demoni”, in cui il filosofo ha proposto un’indagine filosofico-letteraria che ha attraversato l’opera di diversi autori europei concentrandosi sulle forze che spingono l’uomo a commettere il male.«Ogni nostro più basico istinto di giustizia rimane frustrato, nell’assistere ad Otello, perché nessuna vendetta o punizione si posa sul malvagio Jago. Tutto ciò che viene toccato dalle sue parole viene infettato e trasformato in altro: Otello diventa un uomo paranoico ed un assassino; il fazzoletto, da pegno d’amore, diventa l’arma che uccide entrambi gli amanti» ha spiegato il filosofo «La malvagità di Jago è una presa di posizione metafisica contro Dio, è costituita da un nucleo di ira contro un concetto di divinità che gioca con noi, che si diverte a stritolarci nelle sue mani».Domani, sabato 6 agosto, l’appuntamento dal titolo “Madri e figli” è con la filosofa Monia Andreani e il giornalista Lucio Turchetta, che discutono sul rapporto madre-figlio nella cultura gitana e in quella druida, concentrandosi sul perverso rapporto di Azucena con il figlio Manrico e sul richiamo di Bellini a Medea, che uccide i suoi figli come atto di vendetta contro il proprio uomo.Domenica 7 agosto, alle ore 12, gli Aperitivi Culturali ospitano il professore di Diritto romano dell’Università di Brescia Antonello Calore, che in “Civitas Romana” spiega al pubblico i rapporti tra popoli stranieri all’interno dell’impero romano, partendo proprio dalla relazione tra Norma e Pollione nel libretto di Romani.Al termine degli incontri, come sempre, il vino offerto da IMT e le tipicità culinarie servite da Di Gusto italiano, Doppio Zero, Antica Gastronomia e Cartechini.
Sale sul palco lentamente, sembra quasi trasportare i suoi 40 anni di musica, Francesco Guccini che ormai non canta più ma che con il suono delle sue parole coinvolge una piazza Leopardi gremita per l’ultima serata di Lunaria. Tra aneddoti e la solita ironia che da sempre lo contraddistinguono il maestrone di Pavana si confessa alle domande di Massimo Cirri.Non è un percorso storico, sembra più una chiacchierata tra vecchi amici che per caso si incontrano in piazza e spesso Cirri non osa neanche interrompere. Guccini narra, come solo lui sa fare, quando prese in mano la prima chitarra e decise che la strada da percorrere sarebbe passata per la musica. Dagli inizi con il suo complesso “I Gatti” tra le balere modenesi fino ad oggi divenuto mito, forse ancor più ora che ha smesso di cantare, dice sorridendo il cantastorie: “Prima ero libero di camminare e nessuno mi fermava, ora mi riconoscono e ci sono persone che fanno una sorta di pellegrinaggio per venirmi a trovare nella mia casa in montagna”Non beve più vino rosso quando è sul palco, racconta che la sera alle 11.30 va a dormire mentre un tempo non usciva se non era notte fonda, non riesce più a leggere per un problema agli occhi e ha smesso di scrivere canzoni “perché non mi veniva più facile come un tempo”, eppure sul palco ha ancora la sua presenza scenica, lui che ha abbracciato molte generazioni, lui che ha raccontato in metro le storie di tanti, la sua storia, la storia dell’Italia, senza chitarra è ancora un incantatore, il menestrello che fa tacere il pubblico.D’obbligo la domanda su Leopardi: “Sono un affezionato lettore del sommo poeta, non solo per motivi scolastici, sarà che entrambi veniamo dalla provincia, entrambi siamo pessimisti. Una curiosità? Ricordo bene la sua data di morte il 14 giugno anche perché in quel giorno è nato Che Guevara e… sono nato anche io! Da grande volevo fare lo scrittore. Ho pubblicato il mio primo libro nel ’89, ma sono certo che se non fossi già stato famoso nessuno lo avrebbe comprato”. Guccini, infatti, soprattutto negli ultimi tempi, dopo aver lasciato la musica si è dedicato completamente ai gialli che scrive insieme a Loriano Macchiavelli. Non ha più la penna in mano con la quale scriveva canzoni ma l’arte del raccontare è ancora intatta.Tanti i particolari evocati: i 20 minuti impiegati per scrivere La Locomotiva, la prima canzone Ancora che parlava di un amore finito, le cene con Gaber, le radici musicali e il suo gatto Stradino. Non parla di politica, nonostante le provocazioni di Cirri e se ne va dal palco senza intonare neanche una nota, lasciando che siano i suoi Musici, che sempre l’hanno accompagnato, ad essere protagonisti.Ad aprire il concerto, insieme ai Musici, Lo Stato Sociale. La band bolognese interpreta Quattro Stracci, uno dei simboli del reperto gucciniano; poi è la volta di Paola Turci che interpreta con emozione l’Avvelenata , e infine solo loro: i compagni di una vita, che eseguono i brani più famosi tra cui: Autogrill, Incontro, Statale 17, La Locomotiva… chiudendo, come ogni concerto con Dio è morto.“Anche il percorso artistico di un grande cantautore come Guccini – ha dichiarato in chiusura di Lunaria il Direttore Artistico di Musicultura Piero Cesanelli - può interessare un pubblico talmente vasto ed eterogeneo come quello di questa sera, Guccini l’ha fatto con le parole, I Musici, Paola Turci e Lo Stato Sociale con la musica annullando qualsiasi gap generazionale in un pubblico vastissimo pieno di tanti giovani oltreché della generazione che lo ama da sempre.”
Dal 25 al 28 agosto torna a Tolentino la quarta edizione di BIUMOR, il primo festival italiano dedicato alla Filosofia dell’Umorismo, organizzato da Popsophia in collaborazione con la Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte di Tolentino. Negli splendidi spazi del Castello della Rancia, intellettuali e artisti di fama internazionale porteranno avanti il dibattito culturale sulla capacità tutta umana del riso attraverso l’analisi dei prodotti culturali di massa, dalla sit-com ai film, dai social network alle canzonette.“Con questa edizione osiamo ulteriori sperimentazioni. Tre nuovi spettacoli filosofico-musicali in cui le canzoni del nostro gruppo si mescoleranno alle riflessioni dei filosofi. Biumor è una sovversione del normale modo di fare filosofia, è un laboratorio di creatività dove gli ospiti non fanno la solita conferenza, ma si tolgono la maschera dell’accademico e diventano filosofi performer. La filosofia contemporanea, insomma, deve unire eroismo e follia per intraprendere nuove strade: per questo dedichiamo il festival al folle eroe del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, nel quattrocentesimo anno della sua morte” ha dichiarato Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia.Si parte giovedì 25 agosto con l’inaugurazione della mostra TOULOUSE-LAUTREC A LE RIRE: le illustrazioni del geniale artista della Belle époque sul grande giornale satirico francese. Saranno esposti negli spazi del Castello – in collaborazione con il Museo della Satira e della Caricatura di Forte dei Marmi – i numeri del giornale “Le Rire” con le litografie dell’artista, nonché ingrandimenti delle illustrazioni per permettere di godere appieno la grande arte di Henri de Toulouse- Lautrec, uno degli artisti post-impressionisti più amati dal pubblico, geniale innovatore della pittura e della grafica di fine Ottocento.Da venerdì 26 a domenica 28 agosto, a partire dalle 17.00 fino a notte inoltrata, rassegne, dibattiti e spettacoli, con il contributo di affermati intellettuali e giovani filosofi e artisti come Monia Andreani, Francesca Boccuni, Umberto Curi, Giulio Giorello, Massimo Donà, Roberto Mordacci, Salvatore Patriarca, Alessandro Valori, Luca Vecchi, Marcello Veneziani. L’ospite d’onore di quest’anno sarà lo scrittore Stefano Benni, che farà divertire e riflettere il pubblico con un “Dialogo sull’umorismo” insieme a Umberto Curi sabato 27 agosto alle 18.00.Poi sarà il turno dei tanti incontri e laboratori che animeranno le stanze del Castello fino ai PHILOSHOW delle 21.30: dal romanticismo di Lucio Battisti al rock di Mick Jagger, dalle ballate malinconiche di Fabrizio de André ai ritmi zigani di Vinicio Capossela, gli spettacoli filosofico-musicali ideati da Lucrezia Ercoli, con la regia di Marco Bragaglia e Riccardo Minnucci, le letture di Pamela Olivieri e le straordinarie performance della nuova band di Popsophia FACTORY saranno la vera sorpresa di questa edizione.Tra le novità anche la rassegna COMICS&GAMES delle 17.00, dedicata a cartoni animati, fumetti, manga e anime: dalla nostalgica passione per Lady Oscar alla mania del momento per Pokemon Go. Mentre da venerdì a domenica, alle 23.30, Luca Vecchi dei The Pills coordinerà una vera e propria Master Class aperta a tutti dedicata alla “Comicità 2.0”.Entusiasti anche il sindaco Giuseppe Pezzanesi e Alessandro Massi, Delegato alla Cultura del Comune di Tolentino: “Con molta soddisfazione presentiamo questa quarta edizione di BIUMOR, uno dei più grandi risultati di questa amministrazione. Popsophia è il più importante festival delle Marche, ed è una fortuna averlo a Tolentino. La location apre all’Italia e all’Europa lo scenario culturale del nostro territorio. Far divertire così tante persone attraverso la filosofia non è da tutti.” L’evento vedrà anche la preziosa collaborazione dei ragazzi del Liceo Filelfo di Tolentino, protagonisti di uno spettacolo dedicato alla satira classica il 28 agosto alle 18, il Miles Gloriosus di Plauto.Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito.
Una mostra che ha avuto già ospiti illustri, tra cui la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, il filologo e antropologo Maurizio Bettini e l’attrice Francesca Benedetti. All’insegna della cultura che non va in vacanza, rimane aperta tutti i giorni, ad eccezione del lunedì, Sotto il segno di Caro, allestita nell’Auditorium Sant’Agostino e nella Pinacoteca Civica, a Civitanova Alta. L’apertura è dalle 18.30 alle 22.30 fino al 31 agosto.In uno spazio speciale, immagini evocative proiettano i visitatori dentro la storia da protagonisti, facendoli vivere sensazioni, situazioni lontane, e partecipando a una trama che in pochi minuti, grazie alla multimedialità, li trasporta in quel Rinascimento italiano che è stato il mondo di Annibal Caro, dove sono nate e si sono affermate le sue idee modernissime, le sue creazioni senza tempo.Raccontare Annibal Caro selezionando e ricomponendo tutto il materiale possibile, integrandolo con quello recentemente prodotto e offrire così la possibilità e gli strumenti per un approccio agile e coinvolgente, preludio d’indagini e di analisi future, è stata l’idea che ha guidato le scelte del curatore della mostra Sotto il segno di Caro, la dott.ssa Enrica Bruni, del progettista dell’allestimento, l’arch. Marco Pipponzi, e del regista, il prof. Massimo Angelucci Cominazzini.Un intreccio di suoni, di proiezioni dinamiche, di documentari, di profumi creati da Mauro Malatini per questa occasione (Alma), di antichi testi, di testimonianze originali, come il gesso dello scultore Romeo Pazzini o le medaglie di Giulio Cantalamessa, sollecitano un flusso di emozioni che avvolgono il fruitore, lo fanno tuffare nell’universo cariano e danno voce, senza rinunciare al rigore storico, alla qualità artistica e didascalica, a un passato attualissimo. Il visitatore vive il racconto di una storia godibile, che avvicina in maniera immersiva alle opere e agli studi che testimoniano la poliedrica e straordinaria personalità di questo intellettuale, protagonista di spicco del cinquecento italiano, capace di spaziare con grande disinvoltura e vivacità tra ambiti e competenze diverse usando sapientemente registri e tonalità sempre brillanti ed eleganti.I proventi ricavati dalla mostra saranno destinati all'acquisto dell'opera Annibal Caro e la Speranza del Maestro Arnoldo Ciarrocchi. Il dipinto andrà ad accrescere il patrimonio pittorico della Pinacoteca civica Marco Moretti di Civitanova Marche.L’ingresso, gratuito fino a 14 anni e per i diversamente abili con accompagnatore, costa 3 euro. All’interno è anche possibile acquistare libri sul famoso concittadino: Ritratto di Annibal Caro di Riccardo Scrivano, A far le lettere col compasso in mano di Marcello Verdenelli e il catalogo della mostra.