Ha accusato un malore mentre era intento a fare dei lavori in campagna e purtroppo non ce l'ha fatta. E' morto così, nel primo pomeriggio di oggi, Antonio Facchino, classe 1948, ormai in pensione dopo aver lavorato per anni come giardiniere al Comune di Civitanova.
Tony, come era chiamato dagli amici, era un grande appassionato di sport e ne aveva praticati molti a livello amatoriale: aveva giocato e fatto l'allenatore di calcio e calcio a cinque, aveva praticato il podismo e negli ultimi anni era solito girare con la bici da corsa.
Sempre in giro con la sua inseparabile Ape Piaggio, frequentava spesso il circolo Acli accanto alla chiesa dell'Annunziata, dove lo ricordano come persone mite e socievole. Antonio lascia la moglie Luigina e i figli Lucia e Marco.
L'allarme arriva dal parroco di San Lorenzo Martire, don Andrea Bezzini, che dal proprio profilo social mette in guardia la comunità dai truffatori in giro per il paese, di cui è venuto a conoscenza, che chiederebbero dei contributi per una festa, senza che siano stati autorizzati da nessuno."È giunta voce - scrive infatti il sacerdote - che qualcuno sta approfittando della situazione e della buona fede delle persone per passare di casa in casa a chiedere un contributo per la festa del 17 giugno in memoria di Andrea Capozucca. Una raccolta è stata fatta in alcune aziende e negozi ma è ormai terminata"."Ci tengo a precisare - conclude Don Andrea - che per il resto, nessuno è autorizzato a raccogliere offerte per questo scopo e pertanto si tratta di truffatori dai quali diffidare".
Quando mancano ancora due mesi all'inizio della manifestazione, il Mind Festival scalda i motori ed iniziano a comparire i primi nomi dei cantanti che si esibiranno nel campo sportivo di Montecosaro, dal 25 al 29 luglio prossimi. Da quanto riportato nel sito ufficiale del festival, apprendiamo infatti che sono già stati decisi gli artisti che suoneranno nella serata iniziale di mercoledì 25, del giorno seguente della serata conclusiva, domenica 29 luglio mentre mancano ancora i nomi delle serate più importanti sulla carta, quelle del venerdì e del sabato.
Ma vediamo quali sono questi musicisti che saliranno sul palco del festival dai grandi numeri, che sta crescendo di anno in anno e che ha valicato ormai i confini regionali, confermandosi come uno degli appuntamenti musicali ad ingresso gratuito più importante del centro Italia. Mercoledì 25 luglio sarà la volta di Willie Peyote, rapper torinese trascinante e dalla vena ironica, esibitosi al concertone del Primo Maggio a Roma e reduce da 26 sold out nei suoi 45 concerti stagionali, con un accoglienza del pubblico sempre crescente.
Giovedì 26 ci saranno Viito, Galeffi e Pop X. Viito è un duo composto da Giuseppe e Vito, romani d'adozione, che presentano dei brani in perfetto equilibrio tra canzone d’autore e nuovo pop italiano. Galeffi è un cantautore romano, classe 1991, uscito a fine 2017 con il suo primo album intitolato "Scudetto", dentro al quale troviamo "canzoni sfacciate e pop, elegantemente intrise di vita quotidiana, di amori totali e rimandi letterari". Pop X è un gruppo musicale e collettivo artistico italiano formatosi a Trento nel 2004 avente come unico membro fisso e fondatore Davide Panizza. "A farla da padrone - riporta la descrizione dal sito del Mind - sarà come sempre l’approccio performativo e la capacità di sorprendere come nessun altro con effetti speciali".
La serata conclusiva, quella di domenica 29 luglio, sarà all'insegna della musica reggae di Alborosie, classe 1977, al secolo Alberto D'Ascola, cantante, beatmaker e musicista italiano naturalizzato giamaicano, ex leader e fondatore della band Reggae National Tickets, da anni trasferitosi in Giamaica per confrontarsi con la cultura reggae e rastafari.
Ricordiamo che tutti i concerti saranno come tradizione ad ingresso gratuito e che potete trovare tutte le info nei canali social e nel sito del Mind, ai seguenti indirizzi: www.facebook.com/MindFestival e www.mindfestival.it.
Dopo varie riunioni nell'ultimo periodo, per cercare di definire con precisione la questione, a seguito della richiesta di concordato liquidatorio presentata dall'azienda al Tirbunale di Macerata, in settimana le rappresentanze sindacali hanno comunicato ufficialmente ai dipendenti che i licenziamenti che erano nell'aria, scatteranno per tutti in data 30 giugno 2018.Giunge quindi al capolinea, dopo 62 anni di storia, una realtà aziendale iniziata nel lontano 1956, che riepiloghiamo di seguito, quando a Montecosaro Giuseppe Sagripanti avviò un piccolo laboratorio artigianale ed iniziò a produrre le prime pantofole "Conchita"."L'ingresso di nuove tecnologie - si legge sul sito aziendale - e un generale perfezionamento qualitativo, fecero da volano per la crescita e lo sviluppo dell'attività negli anni 60, quando iniziò l'internazionalizzazione, con i primi ordini dal nord Europa ed entrarono a far parte dell'attività i figli di Giuseppe. E' negli anni 70 che nasce ufficialmente Manas, dall'acronimo delle iniziali dei nomi dei tre figli del fondatore: Marino, Nazzareno e Angelo Sagripanti, con lo stabilimento tutt'ora presente in via Tangenziale, che diventa Società per Azioni nel decennio successivo, quando entrano a far parte della grande famiglia Sagripanti cinque nuovi soci-collaboratori con una piccola quota pro-capite. Proprio in quegli anni, viene avviato un forte processo di managerializzazione che consentì all'azienda di crescere e affermarsi ulteriormente. Negli anni Manas 90 sposa una linea vincente, quella della diversificazione dei marchi è nascono prodotti di stili diversi, capaci di attrarre una platea sempre più vasta di clienti. E' in quegli anni che la terza generazione dei Sagripanti si inserisce nell'attività di famiglia e che nasce la seconda società del gruppo, la ditta Alfiere.Negli anni che segnano l'inizio del nuovo secolo, Manas raggiunge il prestigioso traguardo del mezzo secolo di età e gli affari vanno a gonfie vele, in particolare per la nuova nata, la ditta Alfiere, che ha incrementi di fatturato a due cifre anno su anno. Gli anni 2010, per concludere, sono quelli purtroppo segnati dall'inizio della crisi, che portano alla fusione di Manas e Alfiere, con la creazione della Alma spa, per cercare di ottimizzare le risorse e contenere i costi ed il resto è storia recente".
Assalto al distributore di benzina nel cuore della notte. Il colpo è stato messo a punto a Montecosaro, al distributore di via della Maggiola. Per sradicare la colonnina del self service i ladri hanno utilizzato una ruspa rubata poco prima da una ditta della zona, che si trova poco lontana dal distributore.
I malviventi sono arrivati sul luogo del blitz intorno alle 4, dopo aver bloccato la strada ai carabinieri con bacali e sterpaglie a cui hanno dato fuoco. L'azione è durata circa una decina di minuti e dopo aver sventrato la colonnina i ladri sono fuggiti con il contante. Non si sa ancora quanti soldi contenesse la colonnina.
I carabinieri arrivati sul luogo del furto non appena è scattato l'allarme si sono trovati davanti le fiamme provenienti dalle sterpaglie bruciate: per spegnerle è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco.
In corso le indagini per risalire all'identità dei malfattori.
Torna a Montecosaro il festival "Anime di Strada", pensato dall'omonima associazione che dal 2015 crede fortemente nella sinergia tra street art, territorio e popolazione e ha come intento quello di riqualificare le periferie urbane, obiettivo utopistico che i ragazzi hanno perseguito nel modo più folle possibile: collaborare con alcuni tra i più quotati e influenti street artists del mondo.
Dal lavoro degli ultimi anni è emerso un museo a cielo aperto in alcuni quartieri “popolari” di Civitanova Marche, prima dominati dal colore grigio della cementificazione. Ora è possibile trovare riunite insieme alcune opere di artisti che, abitualmente, possiamo ammirare solo al Moma o in altri rarissimi tempi dell’Arte Contemporanea Mondiale o comunque in periferie di metropoli in città come New York o Berlino. Quest’anno, a Montecosaro, è il turno dei Pichiavo. PichiAvo è un duo spagnolo, riconosciuto per la capacità di creare un'interazione tra arte, architettura, scultura, spazi e contesti sociali, adottando un approccio altamente performativo e innovativo. Lo stile degli artisti è caratterizzato dalla fusione di elementi classici e l'arte urbana più attuale. Le loro prime opere compaiono nel 2007. Possiamo trovare i loro graffiti a Lisbona, Londra, Stoccolma, New York, Atene. Sarà quindi uno dei primissimi lavori in Italia. Gli artisti spagnoli soggiorneranno a Montecosaro per quasi 10 giorni prima dell’evento, tempo necessario per la realizzazione dell’opera.In occasione della realizzazione di questa opera si è scelto di presentarla pubblicamente attraverso due giorni di eventi ai piedi del murales stesso e a tema con lo stile artistico dei PichiAvo.Per il primo giorno, quella dell'8 giugno, è stata commissionata la scrittura di un’opera musicale in stile Vaporwave (genere musicale underground che ricicla materiale della cultura di massa degli anni ’80 e ’90 per criticare la società dell’eterno presente e consumistica di quegli anni): l’opera sarà scritta da Ludovico Peroni verrà presentata dal sestetto romano QROrchestra con l’aggiunta del compositore calabrese Remo De Vico.Sarà uno dei primi eventi live a tema Vaporwave interamente performato dal vivo.Il secondo giorno, 9 giugno, si ospiterà il sestetto Alessandro Bolsieri-Dicotomia di Rimini che presenterà in anteprima un nuovo lavoro che ricerca la fusione della musica elettronica con la musica e l’improvvisazione jazz.Durante le serate ci sarà la possibilità di cenare con servizi curati da Anime di Strada. A termine degli spettacoli ci sarà sempre musica d’atmosfera curata da alcuni Dj della zona."Anche quest’anno - commenta Stefano Ferretti, Presidente di Anime di Strada - per il quarto anno consecutivo, abbiamo deciso di intervenire attraverso opere di street art su edifici periferici e popolari. Abbiamo scelto Montecosaro, ben supportati dall’amministrazione del luogo, sempre con l’intento di veicolare messaggi e valori comunitari. A conclusione dell’opera, i giorni 8 e 9 giugno è stato organizzato un evento in collaborazione con la Proloco e ad associazioni del posto. Ludovico Peroni ha curato la parte artistica dell’evento stesso".
Finestre e persiane spalancate nella struttura di proprietà della Casa di Riposo, vicino all'incrocio dell'Annunziata, sono il segno inequivocabile che sia arrivato qualcuno ad abitarla. Come conferma il sindaco Malaisi, infatti, a inizio settimana sono arrivati i primi 14 migranti della quota Sprar, che il comune stava attendendo, dopo gli accordi dello scorso anno con la Prefettura.
L'immobile in questione ne può accogliere 15 in totale e a breve arriverà anche l'ultimo dei ragazzi, tutti molto giovani, con età che arrivano massimo a 30 anni per il più grande. "La loro provenienza - riferisce Malaisi - è quasi esclusivamente dall'Africa subsahariana e cito a memoria solamente qualche Paese, tra quelli che ricordo, come il Togo, la Costa d'Avorio e la Nigeria".
"Dopo una faticosa ricerca - continua il sindaco - è stata trovata anche una seconda sistemazione per i restanti perché ci venivano proposte solamente strutture, per lo più case coloniche, i cui requisiti non erano idonei all'accoglienza secondo le regole del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati e nel giro di pochi giorni arriveranno anche gli altri migranti".
Il sistema di protezione, definito con l'acronimo Sprar, prevede l'impegno da parte del comune di ospitare un certo numero di profughi secondo un coefficiente stabilito dal Ministero di 3,27 per mille abitanti ed è per questo motivo che il numero di quelli di Montecosaro è proprio 23. Ricordiamo inoltre che aderendo a questo sistema di accoglienza, il numero di migranti nell'area comunale non può superare quello stabilito, al contrario, se non fosse stato fatto, se qualche cooperativa avesse individuato dei locali idonei, ne avrebbero potuti ospitare anche qualche centinaio e comunque tutti quelli che poteva inserire nelle strutture trovate.
Questo in effetti è proprio quello che è successo a Macerata, dove solo nell'ultimo periodo il sindaco Carancini ha deciso di aderire allo Sprar, potendo quindi ridurre il numero degli accolti che era molto superiore alla quota del 3,27 per mille e in effetti, i migranti arrivati a Montecosaro, sono proprio quelli redistribuiti, provenienti dal capoluogo.
"A breve - conclude il sindaco - convocheremo un consiglio comunale aperto, al quale vorrei far intervenire anche la cooperativa La Gemma, che si occupa della gestione dei ragazzi, per informare i cittadini sulle modalità di accoglienza e poterci confrontare sul modo migliore per gestire queste persone".
In merito alla questione dell'ospedale unico, il sindaco Fabrizio Ciarapica precisa quanto segue:"Apprendo dalla stampa che il presidente Ceriscioli ha definito un “inutile viaggio della speranza” la richiesta fatta dal sottoscritto, congiuntamente ad altri sei sindaci del territorio, di programmare un confronto sulla sede dell'ospedale unico; una frase che ci è sembrata poco galante, rilasciata mezzo stampa e non direttamente e rivolta ad un territorio vasto che aspetta risposte sulle sanità e informazioni chiare e trasparenti su quanto sta succedendo alla Pieve. Il bisogno di confrontarci con il Governatore della nostra Regione ci era apparso doveroso dopo quanto dichiarato da lui stesso nel corso della seduta del Consiglio comunale aperto convocato dal presidente del Consiglio comunale Morresi su richiesta del sottoscritto e della maggioranza per allargare un dibattito sulla sanità che i cittadini ci chiedono di riaprire. Per cortesia istituzionale abbiamo atteso alcuni giorni con la fiducia di essere ricevuti, ma a questo punto non ci resta che muoverci diversamente e in autonomia. Non ho mai abbassato la guardia sull'ospedale unico, e non lo farò ora che, oltre ai problemi legati a viabilità e ai costi ingenti per far sorgere la struttura alla Pieve, si aggiunge la grave questione dell'inquinamento che non può essere liquidata con sole parole rassicuranti di Carancini. C'è un problema ancora più grande che riguarda la salute dei cittadini e che richiede attenzione e non ulteriori perdite di tempo e perdite di denaro pubblico, soldi aggiuntivi che si richiedono per l'eventuale bonifica.
Non ci sono altre alternative alla Pieve che non siano il polo di Montecosaro, locazione che ha una sua logica e i suoi vantaggi dovuti alla proprietà dell'area che è già dell'Asur, alla vicinanza con una superstrada già esistente e il casello dell'autostrada, e rappresenta la risposta giusta che va data alla costa la cui popolazione residente sta diventando sempre più numerosa e che ha bisogno di un presidio all'avanguardia e non certo di un solo ospedale depotenziato.Il motivo dell'ostinazione sulla Pieve, Ceriscioli lo deve spiegare non solo al sottoscritto ma ai tanti altri sindaci che non temono di riaprire una discussione alla luce dei recenti carotaggi. Occorre smetterla di nascondere dietro ad algoritmi e tecnicismi le decisioni su un argomento così importante. Gli organi preposti ci agevolino nella realizzazione di un ospedale dove i cittadini possano curarsi senza fare viaggi della speranza verso le regioni limitrofe, come sta accadendo da tempo.Caro Ceriscioli, i veri “viaggi della speranza” sono quelli che purtroppo sono costretti a fare le persone in ricerca delle giuste cure, se la Regione non saprà dare risposte concrete ed adeguate e se la politica continuerà a tenersi lontana dalle logiche del buon senso.Tanti Comuni rivendicano una sede idonea per il nuovo ospedale e ritengono prioritaria la salvaguardia della salute dei cittadini, rispetto ad una conferenza dei sindaci nella quale non si conoscevano aspetti gravi sulla Pieve emersi solo di recente".
E' bastato un piccolo tamponamento per mandare in tilt il traffico in superstrada e paralizzare, di fatto, anche l'accesso in Autostrada a Cvitanova Marche. ne sanno qualcosa gli automobilisti che questa mattina si sono trovati imbottigliati all'ingresso della Valdichienti interessato, in questi giorni, da alcuni lavori di manutenzione.
Stando a quanto é dato sapere, intorno alle nove di questa mattina due auto ed un mezzo pesante si sono tamponati proprio all'altezza dell'area di cantiere, dove la carreggiata si restringe. inevitabilmente si é creata una coda che ha raggiunto dimensioni significative. Attualmente il traffico risulta ancora fortemente rallentato.
Omaz, gruppo leader mondiale nel settore avicolo, diventa partner del talentuoso pilota di Moto 2 Lorenzo Baldassarri. La volontà è quella di spingere insieme l'acceleratore sulla promozione del territorio, veicolando il valore delle sue eccellenze. Così nei giorni scorsi il centauro montecosarese ha fatto visita alla sede centrale dell'azienda civitanovese, con quest'ultima che ha deciso di accostarsi alla giovane promessa del Pons Racing Team.
La Omaz per due stagioni unirà allora il suo nome a quello di Baldassarri, fresco della stupenda partenza nel Motomondiale 2018 e del primo posto a Jerez. “Lorenzo Baldassarri è un ragazzo del territorio – hanno detto Stefano Cardinali e Giuseppe Quadrini, rispettivamente direttore operativo e presidente Omaz – molto legato alle sue origini. Un pilota che si sta esprimendo a livello mondiale, diventando un campione e rappresentando un po' tutto il bello di questa nostra terra. Ci sembrava importante quindi come realtà imprenditoriale nata a Civitanova poterlo sostenere, dal momento che le nostre storie si assomigliano un po'. La Omaz, pur avendo sessant'anni di esperienza, è un'azienda giovane (la compagine societaria è entrata 4 anni fa), che vuole crescere e che combatte ogni giorno grandi sfide a livello globale, confrontandosi con mercati di tutti i continenti. E' giusto quindi essere accanto a questo nostro talento, perché descrive bene pure l'immagine di Omaz nel mondo”.
Lorenzo “Balda” ha visitato la produzione, salutando e ricevendo abbracci da tutto il personale, suo grande fan. “Un'accoglienza davvero calorosa – ha detto il centauro - sono appena tornato a Montecosaro dopo la vittoria in Spagna e fa piacere sentire tutto questo affetto”. La Omaz conferma quindi la sua grande attenzione per il territorio e per i suoi talenti. Anche nello sport il gruppo difatti, con sede a Civitanova, per consolidare questo suo legame con le origini ha da due stagioni deciso di sponsorizzare la Lube Volley. A questa si va ad aggiungere la partnership recentemente siglata con Baldassarri.
E' in dirittura d'arrivo il nuovo extended play dei Project Czar, la band capitanata dal montecosarese Ivan Perugini, presentato dal vivo lo scorso 5 maggio al Teatro delle Logge di Montecosaro.La nuova creazione musicale si intitola "In my heart", dal titolo del brano contenuto, da cui è stato estratto anche un video, girato per gli interni a Morrovalle, con l'aiuto di Ermanno "Dottor Voltage", per gli esterni nei pressi del Lido Cluana, a Civitanova Marche e vede la musa impersonata da Elena Violini, cantante anche lei, nel gruppo A-Teen."L’idea era di contestualizzare un brano - dice Perugini, il leader della formazione - il cui testo è più una consecutio di immagini e stati d’animo che non una descrizione compiuta, una storia: da qui si è pensato di basarsi sui fondamentali. Chi suona cosa, ambiente caldo, rilassante, adatto all’incedere intimistico del brano. Fotografia essenziale di come l’ispirazione, alla maniera classica, ci prende e ci suggerisce gli strumenti per esternare le nostre emozioni".A questo link il brano "In my heart" http://bit.ly/2IfAq4W
La riforma del credito cooperativo è uno dei temi di maggiore attualità per quello che riguarda il futuro degli istituti di credito. Ne abbiamo parlato con il dottor Marco Bindelli, Vice Presidente della BCC di Civitanova Marche e Montecosaro, solida banca del territorio che da tempo segue assiduamente il processo di riforma.
Dottor Bindelli, allora siete di nuovo in trincea…? Be, si, non possiamo esimerci. Ci sono delle componenti politiche che intendono sospendere la riforma del credito cooperativo. Dopo anni che ci si sta lavorando e dopo che ci sono Banche che stanno pianificando progetti di sviluppo proprio in prospettiva della riforma. Un eventuale stop significherebbe congelare una parte importante del mondo del credito italiano: tutte le Bcc. Con riflessi ovviamente assai negativi per il credito cooperativo marchigiano dove opera un tessuto di Bcc che, se passasse la linea della sospensione della riforma, vedrebbero stoppati, o per lo meno messi così “a bagnomaria”, i loro progetti futuri sui quali continuerebbe a gravare la grande incognita “riforma si o riforma no”? .
A che punto è lo stato della riforma del credito cooperativo? Prima Cassa Centrale delle Raiffeisen, poi Cassa Centrale Banca e, da ultimo, Iccrea Banca hanno presentato all’Organo di vigilanza nel mese di aprile le proprie istanze di candidatura a capogruppo e di costituzione dei gruppi bancari cooperativi (uno provinciale e 2 nazionali). Dalla data di ciascun invio sono decorsi i 120 giorni entro i quali l’Organo di vigilanza dovrà rilasciare o negare l’autorizzazione per la costituzione del gruppo. Nei 90 giorni successivi al ricevimento dell’autorizzazione di Banca d’Italia ci dovrebbe essere la sottoscrizione, insieme ad altri documenti, del contratto di coesione da parte delle Bcc (strumento indispensabile per l’avvio del gruppo e per l’inizio dell’esercizio dell’attività di direzione e coordinamento da parte della capogruppo), pena la perdita della licenza bancaria da parte della Bcc che non aderisce.
Perché ha usato il condizionale? È forse legato alla recente iniziativa parlamentare della Lega che intende chiedere al Governo una sospensione di 18 mesi per l’avvio dei gruppi Intanto ciascuna capogruppo deve ricevere l’autorizzazione dall’organo di vigilanza per poter rendere operativo il termine dei 90 giorni che potrebbe far perdere la licenza bancaria, poi è vero che, se l’iniziativa parlamentare della Lega, peraltro sostenuta anche da alcuni esponenti del M5S in alcuni interventi pubblici, andasse in porto verrebbe bloccato l’intero processo di riforma proprio nel momento in cui sembrava superata la fase più complessa e difficile, con effetti devastanti per l’intero sistema del credito cooperativo.
Mi scusi, ma lei e la sua banca non eravate contrari inizialmente alla riforma delle Bcc? Non eravate stati voi ad osteggiare la federazione marchigiana delle Bcc e la federazione nazionale per quella che venne definita “autoriforma”? E’ vero noi iniziammo una battaglia in ambito regionale già alcuni anni prima del 2015, anno in cui si iniziò a parlare della riforma, per scongiurare il pericolo che in federazione le Bcc in difficoltà decidessero per quelle sane. Poi combattemmo pubblicamente il governo Renzi prima ancora della pubblicazione del decreto legge di riforma perché lo stesso Renzi ventilava l’ipotesi Crédit Agricole, ossia la perdita della licenza bancaria da parte di tutte le Bcc che sarebbero divenute semplici filiali di un’unica grande banca, ipotesi fortunatamente scongiurata nel decreto legge di riforma. Di quest’ultimo contestammo, invece, il vizio di legittimità costituzionale perché consentiva la way out, ossia la trasformazione diretta in SpA con arricchimento a favore dei soci dietro pagamento di un’imposta da parte della banca, solo a 14 delle oltre 300 Bcc dell’epoca e fissava una soglia minima di patrimonio netto di un miliardo di euro per la costituzione di una capogruppo che solo Iccrea sembrava in grado di garantire. In sede di conversione in legge, il DL venne profondamente modificato per recepire le istanze di Federcasse che puntava alla creazione di un gruppo unico e alla fuoriuscita della sola banca per la quale la way out era stata prevista (la Banca di Cambiano che poi è risultata l’unica Bcc italiana ad aver esercitato la nuova way out prevista dalla legge di conversione). Nonostante il Parlamento non recepì le nostre proposte, il nostro impegno proseguì per impedire la formazione di un gruppo unico, verosimilmente con una governance non all’altezza del delicato e fondamentale compito affidatogli e comunque non basata su concetti di meritocrazia. A distanza di due anni possiamo dire che siamo riusciti ad ottenere: a) la candidatura di 2 banche (Iccrea e Cassa Centrale) per la costituzione di 2 gruppi nazionali e b) l’emanazione di disposizioni attuative da parte dall’Organo di vigilanza che disciplinano compiutamente gli aspetti di meritocrazia della governance del gruppo e gli obblighi da parte della capogruppo di mantenere e garantire gli aspetti cooperativi, mutualistici e solidaristici tipici delle Bcc. Su quest’ultimo aspetto, in particolare sulla qualità del governance, stiamo ancora lottando e continueremo a batterci nella assoluta convinzione che il successo di ciascun gruppo bancario cooperativo, e quindi la sopravvivenza e lo sviluppo del credito cooperativo, dipenderà essenzialmente dalla governance della capogruppo e delle Bcc.
Lei crede che la riforma potrà essere proficua per il sistema cooperativo e che una sua sospensione in questo momento possa creare danni? Se ben interpretata e, soprattutto, se tutti gli operatori riusciranno a comprendere l’importanza della governance del gruppo, cioè della capogruppo in primis e, a seguire, di ciascuna Bcc, la riforma, specie dopo l’emanazione delle disposizioni attuative di Bankitalia che hanno disciplinato compiutamente gli aspetti di meritocrazia della governance, potrà contribuire al successo del credito cooperativo e al miglioramento dell’intero sistema bancario nazionale, senza esclusione, vista l’originalità della formula, di quello europeo. Una sua sospensione in questo momento produrrebbe, invece, i seguenti effetti nefasti. Innanzitutto, proprio a causa della riforma, le Bcc sono “ferme” da oltre 2 anni. In un contesto globalizzato in cui la velocità e la capacità di adattamento diventano elementi competitivi e in un mondo bancario in cui si parla sempre più di fintech, digitalizzazione, Bitcoin, ecc., immobilizzare le Bcc per ulteriori 2 anni equivarrebbe a dire relegarle al paleolitico del sistema bancario e, conseguentemente, avvantaggiare ulteriormente le banche appartenenti al resto del sistema. I danni per i nostri territori, imprese e famiglie sarebbero ovvi ed ingenti. In secondo luogo, poiché nella stessa Mozione parlamentare si dice che un terzo delle attuali Bcc sarebbero considerate ad alto rischio ed un altro quarto sarebbero mediamente a rischio (in totale le Bcc a rischio rappresenterebbero dunque il 58% del totale), se le cifre fossero corrette, tutti i gruppi parlamentari dovrebbero accordarsi celermente per approvare una norma che acceleri e agevoli la partenza dei gruppi e delle capogruppo gestite in base a criteri di meritocrazia; gruppi all’interno dei quali, e bene ricordare, sono previste e disciplinate stringenti garanzie reciproche finalizzate proprio a prevenire e risolvere eventuali stati di crisi delle Bcc. Per contro, la soluzione (peraltro l’unica) prospettata nell’iniziativa parlamentare e riconducibile agli IPS (institutional protection scheme), oltre ad essere stata sempre osteggiata da tutte le Bcc italiane, rischierebbe di affidare proprio alle Bcc in difficoltà la gestione della soluzione delle crisi a discapito di quelle sane e virtuose. In terzo luogo, una sospensione darebbe luogo ad un enorme spreco di risorse dal momento che, da circa 2 anni, sia le candidate capogruppo che le singole Bcc, stanno spendendo ed investendo tempo e milioni di euro per l’attuazione di una riforma complessa ed unica nel suo genere, che mira a salvaguardare la mutualità prevalente delle Bcc e per la quale l’Organo di vigilanza non perde occasione di ricordare che occorre, invece, fare presto. Infine, una moratoria rischierebbe di far “resuscitare” il tentativo di costituzione di un gruppo unico dopo aver sostenuto innumerevoli costi per la partenza di due gruppi.
Quindi, tanto rumore per nulla? Mi auguro proprio di si, anche se appare evidente, da un lato, che è in atto il tentativo di alcune Bcc (qualcuna a me ben nota) di ricostituire un potere associativo conforme e contrapposto a quello federativo che la riforma ha inteso espressamente ridimensionare e, dall’altro, l’incapacità di taluni di accettare il necessario cambiamento imposto dal mercato e, soprattutto, da talune carenze/criticità intrinseche del movimento cooperativo. Non a caso i nuovi parlamentari, che probabilmente non hanno ancora avuto modo di comprendere la complessità di un sistema e di una riforma che è tuttora “indigesta” a molti operatori e a tecnici del settore, in vari passaggi della Mozione presentata il 2 maggio scorso, sono stati indotti in errore proprio dall’AGCI (Associazione Generale Cooperative Italiane). In ogni caso, la Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro sarà nuovamente in trincea per evitare questo rallentamento che porterebbe solo spreco di risorse e di energie per il Paese e per la nostra regione che, invece, hanno bisogno di Bcc autonome e dirette da capogruppo competitive, efficienti e lungimiranti
Aspettando la decisione del tribunale in merito alla richiesta di concordato liquidatorio, presentata dal consiglio di amministrazione ed attesa nei prossimi giorni, a parlare sono alcuni dipendenti ed ex lavoratori di Alma che hanno subito lo stop dei pagamenti di stipendi, buonuscite e tfr.
"Lavoro in azienda da 13 anni - dice uno dei dipendenti - e sono molto preoccupato per questa situazione. Dopo la separazione da mia moglie vivo solo e purtroppo ho il mutuo da pagare. Se la situazione non si sblocca velocemente, dovrò andare in banca per cercare di sospenderlo". "Senza stipendio - continua l'uomo - avrò difficoltà persino a pagare le bollette ma la cosa che mi dispiace di più è di non poter partecipare alle spese fatte per i figli. Al momento non posso nemmeno andare a cercare un nuovo lavoro perché formalmente sono ancora assunto e finché non veniamo licenziati, siamo in una sorta di limbo".
Leggermente migliore è la situazione di coloro che sono usciti nell'ultima tornata di licenziamenti, lo scorso dicembre, come questo impiegato della modelleria: "Avevamo concordato con l'azienda la rateizzazione delle mie spettanze - racconta -, sommando buonuscita e quasi 16 anni di tfr, che dovevano essere pagate in quattro rate. Le prime due sono state regolarmente saldate, della terza ho ricevuto metà della somma ed ora sono in attesa degli eventi". "Al momento sto ricevendo l'indennità di disoccupazione - conclude il modellista - mia moglie fortunatamente lavora e sto aspettando una risposta importante proprio in questi giorni per un possibile nuovo lavoro".
L'ultima testimonianza che abbiamo raccolto, riguarda un altro ex dipendente, questa volta dell'ufficio acquisti, anche lui uscito con i licenziamenti dello scorso dicembre.
"Sono entrato in azienda nel 2004 - ci racconta l'uomo - anni in cui la crisi non sapevamo nemmeno cosa fosse e bastò quel primo contratto semestrale, poi diventato a tempo indeterminato, per farmi decidere di fare il grande passo e sposarmi. Ora ho una famiglia bellissima, con tre splendide bambine e quando ho saputo del mio licenziamento, il primo pensiero è andato a loro e al muto da pagare". "Sono stato liquidato completamente dall'azienda - conclude l'ex dipendente - avendo dovuto riscuotere solo la buonuscita, mentre il tfr l'avevo accantonato in un fondo, ed ho avuto anche la grande fortuna di trovare subito un nuovo lavoro. Quello che più dispiace è veder scomparire l'ennesima grande azienda di Montecosaro, una ditta con quasi settant'anni di storia che ha dato lavoro a generazioni di montecosaresi, sia direttamente, che indirettamente, con tutte le piccole aziende che faceva lavorare".
Il pensiero è stato per la nonna. È a lei, la sua prima tifosa, che Lorenzo Baldassarri ha dedicato la vittoria conquistata oggi sul circuito di Jerez, nella quarta tappa del Mondiale di Moto2. Adesso, il pilota di Montecosaro (che da alcuni anni fa parte della VR46Accademy, la scuola di talenti di Valentino Rossi) è a soli nove punti da Francesco Bagnaia, suo grande amico e portacolori dello Sky Racing Team, che conduce la classifica iridata. Per Baldassarri questa vittoria segna il passo di una stagione cominciata sotto i migliori auspici, dopo l'annata scorsa caratterizzata da cadute e infortuni che avevano compromesso fin dalle prime battute la possibilitá di competere per il titolo mondiale.
C'è forte apprensione in queste ore fra i lavoratori della Alma di Montecosaro, per gli sviluppi odierni, della crisi aziendale che stanno vivendo ormai da diverso tempo. Al ritorno al lavoro, dopo il ponte di lunedì scorso, questa mattina sono stati invitati a non accendere computer e macchinari e a radunarsi in assemblea ed è stata comunicata loro l'impossibilità di riprendere l'attività produttiva, a causa della richiesta inoltrata dall'azienda, di un concordato preventivo, strumento che la legge mette a disposizione dell'imprenditore, in crisi o in stato di insolvenza, per evitare la dichiarazione di fallimento attraverso un accordo con i fornitori.
Un breve discorso, quello del titolare Claudio Sagripanti, in cui ha messo a conoscenza i lavoratori dell'invio di questa richiesta al giudice e che fino ad approvazione della stessa, la ditta è impossibilitata ad operare e quindi, nonostante i cancelli aperti, Alma è chiusa a tutti gli effetti. E' stato comunicato inoltre che nel pomeriggio ci sarà un incontro tra la società e le sigle sindacali e che domani, queste riferiranno alle maestranze, nel corso di un'assemblea.
Nel frattempo, quando si è appena concluso il mese di aprile, i dipendenti devono ancora ricevere il saldo dello stipendio di marzo, di cui era stato dato solamente un acconto ed è inutile dire quanto questo possa creare difficoltà nel bilancio di molte famiglie alle prese con mutui e bollette da pagare, dove magari lavora solamente un componente.
A metà aprile nella preziosa chiesa delle Anime si è tenuto il primo “Festival di Musica da Camera”, tre serate (13,14 e 15 aprile) in cui si sono state protagoniste formazioni eterogenee tra loro.Un evento organizzato e voluto fortemente dal Direttore Artistico, il M° Lorenzo Perugini, che è stato possibile grazie al Comune di Montecosaro, alla Proloco e alle molteplici persone che hanno collaborato con passione per la realizzazione dell’iniziativa e di quello che si spera sia il primo di tanti festival di musica da camera.
La prima serata ha visto ospite il duo pianistico composto dai maestri Lamberto Lugli, docente di Composizione al conservatorio di Pesaro, e Roberto Murra, docente di Pratica e Lettura pianistica al conservatorio di Frosinone. Hanno sviluppato un repertorio incentrato sulla musica del’900 seguendo il filo conduttore dell’ironia con brani di autori come Poulenc e altri scritti appositamente per il duo. Tra le composizioni eseguite anche quella del Maestro Filippo Maria Caramazza presente in sala.La seconda serata ha visto in scena il trio cameristico formato da Corno, Violino e Pianoforte.
La formazione creata per l’occasione ha eseguito il monumentale e meraviglioso trio di Brahms, ma ha avuto anche la fortuna e l’onore di suonare due brani inediti: “Blue” del M° Stefano Chiurchiù e “Otello e la notte…” del M° Lamberto Lugli. l I tre esecutori sono stati il M° Lorenzo Perugini al corno, il M° Luca Mengoni al violino e il M° Stefano Chiurchiù al pianoforte.In occasione dell’ultimo appuntamento, che si è svolto di pomeriggio, la Chiesa delle Anime ha accolto le voci di tre bravissimi interpreti: il soprano Emanuela Torresi, il mezzosoprano Roberta Salvoni e il bass-baritono Massimiliano Mandozzi. I cantanti hanno eseguito arie e duetti di vari autori di diverse epoche interpretando magistralmente i vari stili proposti e regalando al pubblico grandi emozioni. Ad accompagnare le voci il pianoforte del M° Stefano Chiurchiù.Il festival ha visto nelle tre serate una sempre crescente affluenza di pubblico tra amanti della buona musica e musicisti di grande livello.
Durante il periodo di potatura delle piante, molte persone, legate a vecchie tradizioni contadine, preferiscono bruciare foglie e rami anziché gestirle come un rifiuto.
Purtroppo per alcuni abitanti di via Roma, è quello che è successo questa sera, quando, dalle 18 e per circa un paio d'ore, dalle loro finestre, lasciate aperte per far circolare un po' d'aria, ha iniziato ad entrare un odore forte, acre, di bruciato.
Sembra che la pratica di bruciare sterpaglie sia abbastanza frequente per qualche abitante di Via Manzoni e Contrada Selve e già negli anni scorsi ci sono stati problemi con i vicini, che in qualche occasione, si sono rivolti alla polizia municipale per cercare di porre rimedio ad una situazione insostenibile.
In base alla direzione del vento, a soffrire maggiormente sono di solito gli abitanti di via Pavese e zone limitrofe, oppure quelli, come questa sera, di via Roma che da quanto ci hanno riferito, erano veramente imbestialiti e stavano addirittura pensando di far intervenire i vigili del fuoco. Alla fine hanno preferito soprassedere e non dare seguito alle minacce ma nelle prossime occasioni, sicuramente, qualcuno chiederà aiuto alle autorità per tutelare il proprio sacrosanto diritto a respirare.
Non siamo per fortuna ai livelli di qualche anno fa, quando all'interno del fosso che scorre parallelo a Via Fermana furono rinvenuti addirittura dei frigoriferi, ma resta il fatto che dopo gli interventi straordinari di allargamento, taglio degli alberi e la costante opera di pulizia effettuata dall'amministrazione, c'è ancora chi lo utilizza per scaricare i rifiuti.
Basta infatti affacciarsi in qualche punto della via, per scorgere barattoli, vasi, sacchetti di plastica e calcinacci, che fanno bella mostra di se, sia nella scarpata che alla base del fosso. Non sono certamente in quantità tale da creare problemi allo scorrimento dell'acqua ma denotano comunque menefreghismo e assoluta mancanza di civiltà.
Sempre in tema di abbandono di rifiuti, segnaliamo inoltre, vicino al passaggio a livello di via Marche, un cuscino e alcune scatole di cartone, abbandonate qualche giorno fa tra i bidoni dell'umido e del vetro. Qualcuno probabilmente ha cambiato il corredo della propria camera e per disfarsi del vecchio cuscino e delle scatole di lenzuola, non ha trovato posto migliore buttarle a terra sopra il marciapiede.
La lotta all'abbandono dei rifiuti, quando non può contare sul senso civico delle persone, diventa una battaglia dura, se non impossibile, da vincere.
Lunedì, nel ristorante "Signore te ne ringrazi" di Montecosaro, oltre venti cuochi e altrettanti produttori si sono incontrati grazie all’ospitalità dello Chef Michele Biagiola e al supporto di Raffaele Geminiani, presidente dell’associazione Chic, Charming Italian Chef, per conoscersi e fare squadra. Come in una jam sassion, i cuochi hanno improvvisato un piatto sfruttando le materie prime messe a disposizione dalle aziende espositrici, in un clima goliardico e festivo, che ha contagiato tutti i partecipanti.
Biagiola, ancora una volta, si è dimostrato coinvolgente e visionario. "Grazie alla sua generosità – dice Raffaele Geminiani – a distanza di tre anni, CHIC ha riportato nella Regione il format che ha visto tra i protagonisti alcuni tra i più noti e apprezzati professionisti della ristorazione del centro Italia, che si sono uniti in un’unica grande brigata per sperimentare i prodotti di eccellenza del territorio”.
Alle 20:30, invece, è scattata la festa, animata dalla musica di Marco Cecchetti del Terminal di Macerata. Biagiola ha voluto chiamarla la Sagra dei sogni, per mescolare insieme, come in un piatto creativo, cucina alta e piatti più veraci. Grande protagonista, insieme al padrone di casa, che ha preparato i suoi celeberrimi spaghetti, i fusilli alla pecora ed eucalipto dello chef romagnolo Pier Giorgio Parini, insieme alle pizze alla pala di Leonardo Grillo, della pizzeria Suardò di Civitanova Marche.
Giovanni Bartolini, invece, ha sedotto i presenti con una impeccabile versione dei vincisgrassi e una splendida trippa. Oltre ai super cuochi, molti altri espositori, tra cui i formaggi dell’azienda agricola Fontegranne, la porchetta dell’azienda agricola Mei, i carciofi di Montelupone, le marmellate di Sigi, i cargiù di Montappone, il gelato maceratese di Mastrogelato e le Patatas Nana di Senigallia. Tra gli ospiti della serata diversi blogger marchigiani e il vincitore di Masterchef, Simone Scipioni.
Il 16 aprile, presso il ristorante "Signore te ne ringrazi" di Montecosaro, lo chef Michele Biagiola insieme "all’Associazione Chic, Charming Italian Chef", organizzano una giornata tutta dedicata alla gastronomia. La mattina sarà occupata da un incontro a cui parteciperanno i principali chef del territorio marchigiano insieme a produttori nazionali e locali. Sarà l’occasione per creare un network di qualità virtuoso, mettendo insieme conoscenze, passioni e competenze. Una jam session culinaria che prende il nome di "Chic In the kitchen tour", il format ideato e organizzato dall’Associazione CHIC, dove alcuni tra i più grandi rappresentanti della cucina di eccellenza si incontrano per improvvisare un piatto sfruttando le materie prime messe a disposizione dalle aziende, nel 2018 riparte dalle Marche. Saranno oltre 20 gli chef impegnati a scoprire, inventare e cucinare la loro ricetta guidati dall’ispirazione del momento.
Tra i soci di CHIC saranno presenti Armando Beneduce del Ristorante Nascostoposto di Terni, Daniele D’Alberto del Ristorante Borgo Fonte Scura di Silvi (TE), Edi Dottori de La Locanda della Comitissa di Baschi (TR), Pier Giorgio Parini di Rimini.
Ad affiancare gli chef di CHIC saranno alcuni tra i più grandi protagonisti della cucina del centro Italia tra cui Mattia Spadone del Ristorante La Bandiera di Civitella Casanova (PE), Cinzia Mancini della Bottega Culinaria Biologica di San Vito Chietino (CH), Giampiero Giammarini de la Locanda I Piceni di Ortezzano (FM), Emanuele Senzacqua dell’Officina del Sole di Montegiorgio (FM), Aurelio Damiani di Damiani e Rossi di Porto San Giorgio (FM), Matteo Tassotti e lo Chef di Didacus di Lapedona (FM), Iolanda Marchegiani dell’Agriturismo Ponterosa di Morrovalle (MC), Melania Moschini de Agriturismo La Coroncina di Belforte del Chienti (MC), Paolo Mazzieri del Ristorante Mangia di Civitanova Marche (MC), Sabrina Tuzi della Degusteria del Gigante di San Benedetto del Tronto (AP), Daniele Maurizi Citeroni di Ophis ad Offida (AP), Federico Capocasa del Ristorante Itaj di Porto San Elpidio (FM), Nicolò Piccioni dell’ Hostaria dietro le quinte di Jesi (AN), Alessandro Gnocchini e Tiberio Sgalippa de La Limonaia di Civitanova Marche (MC), Carlo Candria de La Casa Azzurra di Civitanova Marche (MC), Lara Mancini di Agra Mater di Colmurano (MC), Andrea Tantucci e Gessica Mastri della Trattoria Gallo Rosso di Filottrano (AN), Rosaria Morganti del Ristorante Due Cigni di Montacosaro (MC), Michele Gilebbi di Nana Piccolo Bistrò di Senigallia (AN) e Andrea Mosca del Ristorante Marili di Grottammare (AP).
Oltre alle aziende partners a livello nazionale quali Az. Agricola Agostinetto Bruno, Nespresso, Pastificio Agricolo Mancini, Riso Buono, Borgo del Balsamico, Agugiaro & Figna, Moretti Forni, Selecta, Fsg Italia, Trabo Italia, Royale, Spirito Contadino, Gico, e Acqua Valverde, saranno presenti piccole aziende che producono prodotti di eccellenza in tutta la regione tra cui Fattorie Biologiche Scibè, Herbartem, Az. Agraria F.lli Magagnini, Fontegranne, Delizie dei Fratelli Angeli, Forno Matteo, Pietro Quercia, Pier Dolce Al Cuore, Gregori Olio, Az. Agricola Sigi, Az. Agr. Anibaldi, Az. Il Seguito, Panificio Totò, Coop. Sociale San Michele Arcangelo, Panificio Borgo Miriam, Az. Nonna Maria e Chips Nanas.
La sera, invece, a partire dalle 20.30, Biagiola ha organizzato "La Sagra dei sogni”, un evento unico nel suo genere, perché trasformerà il ristorante in una piazza in cui consumare in modo informale pietanze preparate al momento dagli chef invitati. Tra gli ospiti ci sarà uno dei più autorevoli e stimati chef italiani del momento, Pier Giorgio Parini, anche lui appartenete all’associazione Chic.
“Un cuoco - ci dice Biagiola - dalla grande sensibilità, a cui mi unisce un forte radicamento territoriale e una passione sfrenata per i vegetali. Pier Giorgio è un talento sorprendente, che stregherà i nostri ospiti”. Sarà presente anche Giovanni Bartolini, lo storico chef della Luma, ristorante che sorgeva proprio nei locali che ospiteranno l’evento. Bartolini farà ritorno per la prima volta nella sua cucina storica, realizzando due grandi piatti del passato, che aumenteranno la sensazione di amarcord. Ad allietare il palato dei partecipanti ci sarà anche Leonardo Grillo, che farà assaggiare le sue pizze alla pala in anteprima assoluta, dato che la sua pizzeria, Sauardò, aprirà i battenti a Civitanova Marche solamente a maggio.
“Insieme a CHIC - spiega Biagiola - abbiamo coinvolto tanti amici e abbiamo chiesto loro di aiutarci a far sognare i nostri clienti. Sarà una sagra vera e propria all'interno di Signore te ne ringrazi, con tanti piatti live da mangiare in assoluta libertà, e ci sarà anche la possibilità di ballare, grazie alla musica di Marco Cecchetti, del Terminal di Macerata. Mentre l’evento BtoB del mattino sarà a porte chiuse, la cena sarà una festa aperta a tutti, al costo di €40.