Custodire la memoria storica, dare continuità alla ricerca scientifica e rafforzare il legame tra università, territorio e cittadinanza. Con questo spirito l’Università di Macerata presenta “Una mente sociale: omaggio alla memoria di Barbara Pojaghi”, iniziativa dedicata alla docente scomparsa dieci anni fa e finalizzata al lancio del futuro Premio Barbara Pojaghi, rivolto alle tesi di laurea magistrale e a ciclo unico.
L’evento, promosso dal Comitato Unico di Garanzia di Ateneo, si inserisce all’interno del Convegno Nazionale della Società Italiana di Psicologia dell’Invecchiamento, in programma a Macerata venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026.
L’appuntamento è fissato per venerdì 29 maggio alle ore 18 nell’Aula Rossa 2 del Polo Pantaleoni, in via Pescheria Vecchia. L’incontro sarà introdotto e coordinato da Natascia Mattucci, prorettrice al Welfare e presidente del Cug.
“Barbara Pojaghi non è stata solo una stimata accademica, ma una figura di riferimento per l’intera comunità locale”, spiegano i promotori dell’iniziativa. Il suo percorso scientifico, infatti, si è intrecciato costantemente con l’impegno civile, politico e amministrativo per la città di Macerata, con particolare attenzione ai temi dei diritti, dell’inclusione e della crescita democratica e sociale del territorio.
Nel corso dell’incontro interverranno Alessandra Fermani e Paola Nicolini, che ripercorreranno il profilo scientifico della docente soffermandosi sui principali filoni di ricerca e sul valore della cosiddetta “Terza Missione” dell’università, ovvero il rapporto diretto tra sapere accademico e società.
Tra i temi affrontati figurano la formazione continua degli adulti, il ruolo sociale del volontariato, l’adolescenza, il team building, la psicologia politica e le rappresentazioni sociali, sempre osservati con uno sguardo attento alle pari opportunità e alle questioni di genere.
L’intervento di Patrizia Patrizi offrirà inoltre una riflessione sull’invecchiamento in situazione di detenzione, approfondendo il contesto italiano e le differenze legate al genere delle persone ristrette.
Il futuro Premio “Barbara Pojaghi”, sostenuto dal Cug, nasce proprio con l’obiettivo di incentivare la ricerca e valorizzare giovani laureati e laureate che sceglieranno di approfondire i temi cari alla docente, mantenendo vivo il connubio tra rigore scientifico e impegno civile che ha caratterizzato la sua attività.
“Si tratta di un omaggio alla memoria di una cara amica e di una preziosa collega — spiegano le organizzatrici — con l’intento di continuare a svilupparne il pensiero e il contributo, anche attraverso una ricerca scientifica condivisa e capace di incidere concretamente sulle dinamiche sociali, soprattutto nei contesti di maggiore vulnerabilità”.
Un Teatro Olimpico gremito, oltre 1400 spettatori in festa e un’atmosfera che ha trasformato una serata a teatro in una vera esperienza collettiva. “90 Mania – The Musical”, prodotto da Isolani Spettacoli del produttore Giacomo Isolani, continua a macinare successi in tutta Italia e la tappa romana del 21 maggio ha confermato la forza di uno spettacolo capace di far cantare, ballare e divertire intere generazioni.
Prima dello show abbiamo incontrato nel backstage Lele Mari e Daniela Gorbini, volti e anime di un progetto che porta con orgoglio anche il marchio del Maceratese. «È una data molto speciale – racconta Lele Mari – perché il Teatro Olimpico è uno dei palchi più importanti d’Italia. Arrivarci con un sold out, per di più infrasettimanale, è qualcosa che ci rende davvero felici».
Dietro le quinte l’atmosfera è frenetica: ballerini che provano gli ultimi movimenti, tecnici impegnati tra effetti scenici e giochi di luce, cambi d’abito rapidissimi e una macchina organizzativa enorme pronta a mettersi in moto. «Non ci siamo solo noi sul palco – spiegano – ma tantissime persone che lavorano dietro le quinte tra tecnici, macchinisti, responsabili luci ed effetti. È uno spettacolo molto complesso».
Il musical propone anche una parte recitata, “Un viaggio inatteso”, pensata per accompagnare il pubblico dentro l’universo musicale degli anni Novanta. «L’idea – spiega Daniela Gorbini – nasce da un gruppo di ballerini che cerca la musica giusta per creare uno spettacolo e intraprende un viaggio alla scoperta della musica che fa davvero divertire».
Non solo tournée nazionale: “90 Mania” è anche e soprattutto un progetto profondamente legato al territorio. «Siamo tutti del Maceratese – raccontano i protagonisti – tra Tolentino, Corridonia e San Severino. È un lavoro nato tra noi, cresciuto passo dopo passo e che oggi ci porta su palchi importanti in tutta Italia».
Un orgoglio che diventa anche identità artistica, con una squadra che ha costruito nel tempo uno spettacolo sempre più strutturato, fino a trasformarlo in un vero e proprio musical. E tra una battuta e l’altra, nello spirito leggero che accompagna tutto il progetto, non manca anche un sogno a occhi aperti. Quando si parla del futuro, qualcuno scherza: Broadway, il Madison Square Garden… o comunque palchi sempre più grandi. «Mai dire mai – sorridono – per ora pensiamo a far divertire il pubblico, poi si vedrà». E intanto il viaggio continua, con una certezza: l’energia di “90 Mania” non sembra avere intenzione di fermarsi.
Poi si spengono le luci, parte la musica e il Teatro Olimpico esplode. Sul palco Lele Mari è un concentrato di energia: trascina il pubblico dall’inizio alla fine con ritmo, presenza scenica e continui richiami agli anni Novanta. Accanto a lui la spinta di Igor Dj in console dà allo show un’impronta ancora più coinvolgente, trasformando il teatro in una gigantesca festa dance.
A impressionare è anche la qualità del corpo di ballo, protagonista di coreografie curate nei minimi dettagli. I ballerini cambiano costume in pochi secondi e riportano in scena le icone che hanno segnato un’epoca, da Michael Jackson a Raffaella Carrà, passando per le hit dance e le sigle dei cartoni animati che hanno accompagnato un’intera generazione.
Grande attenzione anche all’impatto visivo: coriandoli, laser, giochi di luci, effetti speciali e scenografie contribuiscono a creare uno spettacolo immersivo dove nulla è lasciato al caso. L’abbigliamento richiama perfettamente l’estetica anni Novanta e ogni dettaglio è studiato per far sentire il pubblico dentro un viaggio nel tempo.
Il risultato è uno show che va oltre il semplice concerto o musical. “90 Mania” è un’esperienza da vivere insieme agli amici, da condividere cantando e ballando senza pensieri, lasciandosi travolgere dall’energia del palco e dalla nostalgia di una delle epoche musicali più amate. E il pubblico romano, per tutta la serata, lo ha dimostrato senza mai smettere di cantare e divertirsi.
Un appuntamento dedicato a raccontare il futuro prossimo dell’Università di Macerata: idee, percorsi, opportunità e le voci di chi vive ogni giorno l’Ateneo.
Giovedì 28 maggio, dalle 18 alle 20, l’Università di Macerata Università di Macerata invita studenti e studentesse delle scuole superiori e tutti gli interessati all’Orto dei Pensatori in via Illuminati 5, per l’evento di lancio delle iscrizioni all’anno accademico 2026/2027, con la presentazione della nuova campagna dedicata alle future matricole.
L’iniziativa sarà l’occasione per conoscere da vicino l’offerta formativa dell’Ateneo e i diversi corsi di laurea, con un focus sulle principali novità: “Scienze motorie e sportive per l’inclusione”, “Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali” e “Forced migration: Europe in a global context”, percorso congiunto dell’alleanza ERUA.
Al centro della serata ci saranno anche le testimonianze degli studenti e delle studentesse UniMC, che racconteranno esperienze, percorsi e opportunità legate alla vita universitaria e alla crescita personale e professionale.
L’evento sarà arricchito dall’esibizione del Coro UniMC, diretto dal Maestro Lorenzo Chiacchiera, e sarà condotto dalla giornalista Francesca Travaglini. A seguire, DJ set e aperitivo per concludere la serata in un clima informale e di condivisione.
L’ingresso è gratuito, con registrazione consigliata online all’indirizzo indicato dall’Ateneo.
L’offerta formativa UniMC per il 2026/2027 comprende 35 corsi di studio tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, con percorsi in ambito umanistico, sociale, economico, giuridico, linguistico, educativo, turistico, comunicativo e dei beni culturali. Particolare attenzione è rivolta a sostenibilità, innovazione digitale, inclusione e dimensione internazionale, elementi sempre più centrali nella progettazione dei percorsi universitari.
Si è tenuto presso la sede di Confindustria Macerata il “Welcome Day”, l’evento dedicato all’accoglienza delle nuove aziende associate.
Un appuntamento pensato per favorire la conoscenza reciproca tra imprenditori e rafforzare il legame con l’Associazione, nel segno della condivisione di valori, visione e progettualità comune.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti del presidente Marco Ragni, seguiti dall’introduzione del direttore Gianni Niccolò. Sono poi intervenuti Federico Maccari, presidente della Piccola Industria, e il vicepresidente Bruno Tanoni.
Momento centrale dell’iniziativa è stata la presentazione dei nuovi associati, a testimonianza della vitalità imprenditoriale del territorio e della continua crescita del sistema produttivo locale.
Nel corso dell’evento, i responsabili delle aree Finanza Agevolata, Ambiente e Sostenibilità, Persone e Lavoro, Internazionalizzazione, Appalti e Governo del Territorio di Confindustria Macerata hanno illustrato i servizi e le opportunità messi a disposizione delle imprese, evidenziando l’importanza di un approccio integrato e collaborativo.
Il Welcome Day ha rappresentato un’occasione significativa per ribadire il valore dell’adesione all’Associazione, intesa come una comunità di imprese unita da principi condivisi e orientata allo sviluppo, all’innovazione e alla crescita del territorio.
A conclusione dell’incontro, un aperitivo di benvenuto ha favorito ulteriori momenti di networking e confronto tra i partecipanti, rafforzando le relazioni tra le aziende associate.
MACERATA — Si accende il confronto politico in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno, con il Popolo della Famiglia che interviene rivendicando un ruolo centrale nell’esito elettorale e ponendo al centro del dibattito il tema della rappresentanza delle persone con disabilità.
Secondo Adinolfi, il Popolo della Famiglia sarebbe “decisivo” in questa tornata elettorale e avrebbe potuto incidere già al primo turno. Nel suo intervento ricostruisce anche le dinamiche legate alla lista civica “Macerata Unica – Noi Moderati – Civici Marche”, parlando di tensioni interne e di una presunta sottovalutazione del ruolo della candidata Cristiana Di Stefano.
“Chi prova a dire che non ci fossimo accordati sul simbolo mente sapendo di mentire”, afferma Adinolfi, sostenendo l’esistenza di un’intesa politica poi non concretizzatasi.
Il leader del Popolo della Famiglia sottolinea inoltre come il tema centrale debba essere quello delle politiche sociali e in particolare della disabilità. “A Macerata ci sono circa duemila disabili che vivono quotidianamente il grave disagio legato alla loro condizione”, afferma, chiedendo che il confronto elettorale si concentri su proposte concrete.
In questo quadro, Adinolfi lancia una proposta politica precisa: il sostegno al candidato sindaco vincente del ballottaggio sarà legato all’individuazione di una figura con disabilità per l’incarico di assessore ai servizi sociali. Tra i nomi indicati anche quello di Cristiana Di Stefano, dirigente nazionale del partito e coordinatrice regionale nelle Marche.
“Vogliamo una disabile protagonista della prossima giunta di Macerata”, ribadisce Adinolfi, sottolineando che la proposta non sarebbe una richiesta di rappresentanza partitica ma una scelta politica di valore simbolico e amministrativo.
Il Popolo della Famiglia dichiara inoltre disponibilità a sostenere anche altre eventuali candidature su questo tema, purché venga rispettato il principio della rappresentanza delle persone con disabilità negli organismi di governo.
Nel frattempo, viene richiamata anche la vicenda interna alla lista civica “Macerata Unica – Noi Moderati – Civici Marche”, dove erano circolate ipotesi di possibili esclusioni successivamente smentite dalla capolista Deborah Pantana, che aveva chiarito la regolarità della composizione della lista.
MACERATA — In vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno per l’elezione del nuovo sindaco di Macerata, interviene il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli, che rassicura i cittadini sulla futura governabilità del Comune e sulla solidità della possibile maggioranza consiliare.
“Vogliamo rassicurare tutti i cittadini maceratesi che si recheranno al voto per il ballottaggio — afferma Tittarelli —. La loro scelta permetterà comunque di eleggere un sindaco e un’amministrazione in grado di governare, potendo contare su una solida maggioranza del Consiglio comunale”.
Secondo il candidato del centrosinistra, le valutazioni circolate nelle ultime ore su possibili squilibri istituzionali non sarebbero corrette alla luce dell’attuale interpretazione giuridica del sistema elettorale. In caso di vittoria al ballottaggio, sostiene Tittarelli, la coalizione di centrosinistra avrebbe pieno titolo a ottenere il premio di maggioranza necessario per garantire stabilità amministrativa.
Il riferimento è anche al risultato del primo turno, dove la coalizione di centrodestra guidata dal sindaco uscente Sandro Parcaroli si è fermata al 48,5% dei consensi complessivi. Per Tittarelli, il sistema di calcolo non si baserebbe sulla semplice somma delle liste, ma su un computo ponderato che tiene conto anche dei voti ottenuti dai candidati sindaco.
“Non si tratta di anatra zoppa — prosegue il candidato — ma di un quadro amministrativo che garantisce comunque governabilità. I cittadini meritano una campagna elettorale centrata su programmi e progetti, non su interpretazioni giuridiche complesse o strumentali”.
Tittarelli conclude ribadendo la volontà di proporre “la migliore alternativa per il governo della città e del territorio”, in vista del confronto decisivo con il candidato del centrodestra Parcaroli nel ballottaggio imminente.
Si è svolta il 20 maggio scorso, presso l’Biblioteca Mozzi Borgetti – Auditorium Dante Cecchi – l’assemblea dei soci dell’Unitre Macerata, Università delle Tre Età.
Nel corso dell’incontro, dopo un’ampia e dettagliata relazione del presidente uscente Renzo Serrani, che ha illustrato la ricca attività svolta dall’associazione nel suo primo anno di operatività, si sono svolte le votazioni per il rinnovo del consiglio direttivo.
Al termine delle operazioni elettive è stato definito il nuovo assetto dell’organo direttivo, composto da nove membri. La presidenza è stata affidata a Gloria Pierucci, mentre Mauro Gentili ricoprirà il ruolo di vicepresidente.
Completano la nuova squadra Francesca Caldarelli (direttore dei corsi), Fabrizio Lanciani (segretario), Nadia Falcioni (tesoriere), insieme ai consiglieri Rita Pieristè, Francesco Compagnoni, Paola Azzacconi e Maria Grazia Paoletti.
Il rinnovo del direttivo segna un nuovo capitolo per Unitre Macerata, realtà che continua a rappresentare un importante punto di riferimento culturale e formativo per il territorio.
Entra ufficialmente nel vivo il conto alla rovescia per le serate finali della XXXVII edizione di Musicultura. Il festival, da sempre osservatorio privilegiato sulla canzone popolare e d’autore italiana, ha svelato oggi i nuovi prestigiosi ospiti che saliranno sul palco dello Sferisterio di Macerata il 19 e 20 giugno.
I nuovi nomi annunciati - Planet Funk, Giampaolo Morelli, Santamarea e Riccardo Rossi - vanno a completare un cast stellare che vedeva già in cartellone big del calibro di Brunori Sas, Ron, Tosca e il duo Maria Antonietta & Colombre, pronti ad alternarsi alle esibizioni degli otto vincitori del concorso.
La prima serata allo Sferisterio si preannuncia ricca di contaminazioni. Accanto a Brunori Sas e al progetto condiviso di Maria Antonietta & Colombre, la scena sarà tutta per i Planet Funk. Il collettivo, nato dall'unione tra Souled Out! e Kamasutra, è uno dei nomi più influenti della musica elettronica e dance internazionale e porterà a Macerata il suo sound inconfondibile.
Spazio anche al mondo del cinema e della televisione con l'arrivo di Giampaolo Morelli. Attore, sceneggiatore, regista e scrittore, Morelli è amatissimo dal grande pubblico in particolare per il ruolo cult dell’Ispettore Coliandro, e offrirà sul palco la sua cifra ironica e intelligente.
La finalissima del 20 giugno vedrà schierati due pilastri storici del Comitato Artistico di Garanzia del festival, Ron e Tosca. Insieme a loro, si registrerà il gradito ritorno dei Santamarea, la band palermitana che ha spiccato il volo proprio dopo la vittoria a Musicultura 2023. Reduci dal palco del Primo Maggio di Roma e da prestigiose collaborazioni con la moda (tra cui Etro alla Milano Fashion Week), il gruppo presenterà i brani dell'album d'esordio Anime storte.
A completare la scuderia degli ospiti ci sarà la travolgente comicità di Riccardo Rossi, maestro della narrazione ironica e brillante della quotidianità.
Superare l’ormai obsoleta visione dell’invecchiamento come mero declino biologico e promuovere una solida cultura della longevità attiva, inclusiva e relazionale. Questo è il cuore scientifico e sociale del XIX Convegno Nazionale della Società Italiana di Psicologia dell’Invecchiamento, che si terrà venerdì e sabato, 29 e 30 maggio 2026, all’Università di Macerata. L’evento rappresenta il principale osservatorio e tavolo di confronto nazionale per ridisegnare i modelli di cura, assistenza e sviluppo legati alla terza e quarta età. Le sessioni saranno presiedute da autorevoli studiosi della psicologia e della gerontologia italiane. Il convegno riunirà oltre cinquanta rappresentanti di oltre dieci università e centri di ricerca, associazioni del terzo settore e del volontariato, istituzioni pubbliche e territoriali e imprese locali.
Il dibattito sarà inaugurato da tre letture magistrali di altissimo profilo: Fiorenzo Conti dell’Università Politecnica delle Marche, introdotto da Alberto Di Domenico, spiegherà capacità del nostro cervello di modificarsi e reagire anche in età avanzata. Federica Gottardi, psicologa-psicoterapeuta e Consigliera dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, introdotta da Erika Borella, interverrà con un focus sulla comunicazione consapevole in ambito sanitario. Luisa Cassetti, ordinaria di istituzioni di diritto pubblico, introdotta dal Nicola Mammarella, analizzerà i pilastri legislativi italiani a partire dalla Costituzione, legati al diritto alla salute e alla solidarietà generazionale.
Sono previsti quattro simposi, sei tavole rotonde e tre workshop esperienziali dedicati alle principali sfide dell’invecchiamento attivo. Al centro del confronto ci saranno la neuroplasticità e i nuovi training cognitivi per preservare memoria e funzioni esecutive, anche attraverso stimolazione non invasiva e giochi strutturati; le comunità amiche della demenza, con il caso di Macerata, e il turismo inclusivo come strumento di benessere per caregiver e persone fragili; il dialogo tra generazioni e la valorizzazione degli anziani come custodi della memoria del territorio, anche attraverso l’esperienza dell’Ecomuseo di Villa Ficana. Spazio anche alle tecnologie, dall’intelligenza artificiale alla robotica fino ai sistemi di assistenza domestica, con attenzione al superamento del divario digitale che penalizza le persone anziane. Chiuderà il quadro il tema dell’age management, con strategie per valorizzare nei luoghi di lavoro il personale maturo e favorire il passaggio di competenze tra generazioni.
Per l’occasione, Unimc lancerà la proposta di istituire un premio di laurea, sostenuto dal Comitato unico di garanzia, in memoria di Barbara Pojaghi, docente dell’Ateneo e figura impegnata anche nella vita civile della città, nel decimo anniversario della scomparsa.
Il convegno è patrocinato dall’Associazione Italiana di Psicologia, dall’Università di Urbino, dal Comune di Macerata e dall’Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi. L’iniziativa si svolge con il contributo di Auser Marche, Tre Valli, Fior di grano, Clementoni, Girolomoni, L’oro della terra ed Eli.
A ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, l’Università di Macerata dedica un momento di confronto pubblico al cammino delle donne nelle istituzioni e al loro contributo alla vita democratica del Paese. Giovedì 28 maggio alle ore 11, nella Sala Conferenze del Dipartimento di Economia e Diritto, si terrà la tavola rotonda “A 80 anni dalla nascita della Repubblica italiana: l’ingresso delle donne nelle istituzioni”, promossa dalla Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”.
L’incontro conclude il percorso della mostra storica “Deputate e Senatrici della Repubblica. Ruoli, tempi e azione delle donne in Parlamento (1948-1992)”, ideata da Michela Minesso, dell’Università Statale di Milano, inaugurata nell’ambito del LeoLiveFest e visitabile al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata fino al pomeriggio di giovedì.
Alla tavola rotonda interverranno John McCourt, rettore dell’Università di Macerata, Carla Danani, direttrice della Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”, Luigi Lacchè dell’Università di Macerata, Loredana Garlati dell’Università di Milano-Bicocca, Michela Minesso dell’Università di Milano e Natascia Mattucci, prorettrice dell’Università di Macerata con delega a Benessere e Welfare.
Attraverso fotografie e documenti inediti provenienti da archivi pubblici e privati, tra cui Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Presidenza della Repubblica, la mostra accompagna visitatrici e visitatori in un itinerario che attraversa oltre quarant’anni di storia italiana: dalla ricostruzione postbellica al cosiddetto “miracolo economico”, dalle stagioni della contestazione agli anni Ottanta, fino alla conclusione della X legislatura nei primi anni Novanta. Al centro del percorso espositivo c’è il ruolo delle donne parlamentari nel trasformare la rappresentanza femminile: da una presenza inizialmente spesso confinata a settori considerati “tipicamente femminili” a un impegno progressivamente esteso all’intera attività legislativa.
L’iniziativa è organizzata nell’ambito del progetto “Educating Future Citizens”, finanziato dal D.M. 291/2024 – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 4 “Istruzione e ricerca”, Componente 1, Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”.
Il 24 e il 25 maggio si è votato a Macerata per rinnovare l’amministrazione comunale. Chiusi i seggi, sono iniziati gli scrutini. Ed è lì che è iniziato il vero spettacolo.
I dati ufficiali non arrivavano. Così tutti i giornalisti - compresi noi - si sono riversati nelle sedi di partiti e i candidati alla disperata ricerca di numeri, indiscrezioni e mezze verità spacciate per certezze. Il quadro che, da lì a poche ore, sembrava delinearsi mostrava una coalizione di centrodestra vincente già al primo turno, con percentuali che oscillavano attorno al 53%.
Un dato confermato sia dalla sede del centrosinistra in via Garibaldi sia dalla sede elettorale di Sandro Parcaroli in corso Matteotti. Erano circa le 17:15. Mezz’ora dopo, nella sede del centrosinistra, si iniziava già a mugugnare di una sconfitta ormai inevitabile. Non solo: si dava ormai per consolidata anche la soglia necessaria al centrodestra per evitare il ballottaggio. Il dato che circolava era un eloquente 55 a 41. La segretaria comunale Ninfa Contigiani avrebbe commentato con un laconico: “È persa, non di molto, ma è persa”.
Intorno alle 18:30 inizia a circolare anche un video, poi pubblicato da un’altra testata giornalistica, in cui Gianluca Tittarelli sembrava di fatto annunciare la sconfitta, concentrandosi soprattutto su un risultato della propria coalizione considerato inferiore alle aspettative.
Nel frattempo, spostandosi nella sede di corso Matteotti, si entrava in una dimensione parallela. Vista la calura, il centrodestra aveva trasformato i tavolini esterni del McFast in una sorta di quartier generale improvvisato. Renzo Marinelli, Mauro Lucentini, Filippo Saltamartini, Pierpaolo Borroni e altri esponenti della coalizione contavano voti e proiezioni confermando un trend favorevole a Parcaroli, anche se i fantomatici "55 punti" non venivano mai realmente sfiorati.
La scena, bisogna dirlo, era surreale. Giornalisti, sostenitori, curiosi e passanti assiepati attorno a un tavolo mentre coordinatori e organizzatori cercavano di assemblare numeri provenienti dai rappresentanti di lista sparsi nei seggi. Più che una sede elettorale sembrava una bisca clandestina in piena attività, con il banco che cambiava quota ogni tre minuti e l’aria tesa di chi sa che basta una scheda per passare dall’euforia al tracollo.
Poco prima delle 20 sembrava ormai questione di minuti la conferma di Parcaroli a sindaco. Nel frattempo Tittarelli aveva lasciato la sua sede senza nemmeno passare dalla sala stampa, mentre i "compagni di merende" di corso Matteotti festeggiavano ogni seggio favorevole al sindaco uscente come se fosse già arrivata la proclamazione ufficiale. Tanto che hanno iniziato perfino a circolare dichiarazioni attribuite a Parcaroli con tanto di dedica della vittoria alla famiglia. Dichiarazioni poi cancellate e smentite con la stessa rapidità con cui erano apparse.
Ed è qui che la commedia si trasforma in thriller matematico. Tra i tavolini del McFast inizia infatti a serpeggiare un dubbio atroce: e se nel calcolo del quorum non andassero conteggiate le schede bianche e nulle? Discussioni accese, interpretazioni degne di un convegno di diritto costituzionale improvvisato davanti a birre, sigari e mezze bottigliette di acqua calda. E dati che, improvvisamente, diventano carta straccia.
A sollevare la questione soprattutto l’onorevole Giorgia Latini e il commissario Guido Castelli: "Ho fatto quattro ballottaggi, le schede nulle e bianche vanno tolte". Assurdo pensare che un ex deputato come Lucentini non sapesse come conteggiare il quorum. Tolte le schede bianche e nulle, la situazione sembrava addirittura ancora più favorevole a Parcaroli. Peccato che i dati ufficiali, nel frattempo arrivati a 30 seggi scrutinati su 44, dessero il sindaco uscente fermo al 48%.
Anche i conteggi del centrosinistra, però, erano tutt’altro che impeccabili. Probabilmente troppo concentrati sui due candidati principali e poco sui voti degli altri candidati, finivano per produrre percentuali completamente sballate.
A quel punto la situazione smette di essere divertente e diventa semplicemente interminabile. Il tavolo del centrodestra continua a ricontrollare dati in mezzo a un caos crescente dovuto all’accumulo di persone attorno ai conteggiatori improvvisati. Finché Marinelli, commissario cittadino della Lega, si alza e, con lucidità, invita tutti a non fidarsi più dei numeri ufficiosi e ad attendere quelli ufficiali.
Ogni minuto, però, qualcuno continuava a sparare una percentuale diversa: 51%, 50,50%, 50,37%, 49,92%. “Vinciamo di 50 voti”, “andiamo al ballottaggio per 20 voti”. Un delirio collettivo da bingo che avrebbe fatto impallidire anche le televendite notturne.
Nel frattempo Tittarelli ricompare nella sala stampa del Comune sostenendo che le sue dichiarazioni del pomeriggio erano state travisate, che stava semplicemente commentando una situazione che allora sembrava definitiva e che ora attendeva il risultato finale. “Una stretta di mano ci sarà comunque, o per congratularmi o per salutarci in vista del ballottaggio”.
Al photofinish, ormai alle 00:40, dopo che fino a 42 seggi scrutinati Parcaroli non aveva mai superato il 49,87%, ecco il colpo di scena: con 43 seggi su 44 il sindaco uscente sale al 50,03% e torna virtualmente sindaco per una manciata di voti. Mancava soltanto il seggio 21, dove però — secondo alcune voci — Tittarelli era avanti. Forse il candidato del centrosinistra non ne era al corrente, perché proprio in quel momento lascia la sala stampa, probabilmente stremato da uno scrutinio infinito o forse convinto di aver mancato il ballottaggio per pochissimi voti.
Poi arriva il ribaltone finale.
Con l’ultimo seggio scrutinato, Parcaroli scende al 49,96%, mentre Tittarelli si attesta al 41,95%. Tradotto: si va al ballottaggio. E Parcaroli compare in sala stampa rivendicando i 1600 voti di distacco.
Uno degli scrutini più lunghi e confusionari mai visti a Macerata, tanto che la città marchigiana era l’unica in tutta Italia a non avere ancora un risultato certo ben oltre le 22:30. Un pomeriggio di tensioni, errori di conteggio da entrambe le parti e una gestione comunicativa oggettivamente tragicomica. Da una parte c’era chi sembrava non vedere l’ora di perdere; dall’altra chi aveva già stappato lo spumante con tre ore d’anticipo. Da una parte un candidato sindaco che prima annuncia la sconfitta, poi corregge il tiro, poi abbandona la scena a un seggio dal colpo di teatro finale. Dall’altra una sala operativa improvvisata tra tavolini e confusione generale, con rapporti con la stampa gestiti più o meno come una partita di poker clandestina.
Ora si attendono i riconteggi annunciati, preludio a quelle che saranno altre due settimane di campagna elettorale. Perché a Macerata, evidentemente, nemmeno la matematica riesce più a dare certezze.
Se la sfida principale tra Sandro Parcaroli e Gianluca Tittarelli si è spostata sul terreno del riconteggio e delle schede contese per una manciata di voti, l'attenzione politica si concentra anche sul destino del Terzo Polo. Il candidato sindaco Mattia Orioli, forte di un bottino personale che supera i 600 voti (613, ndr), analizza l'esito delle urne sospeso tra la soddisfazione per il riconoscimento del proprio nome e l'amarezza per un quadro cittadino congelato sulle proprie posizioni.
I dati definitivi mettono in evidenza una performance asimmetrica: se la lista collegata si è arenata al 2,97%, mancando di un soffio lo sbarramento, il voto espresso direttamente sulla figura di Orioli come candidato sindaco è andato oltre, attestandosi al 3,05%.
"Stiamo verificando tecnicamente, siamo sul filo del rasoio - esordisce Orioli in merito all'approdo in Consiglio comunale -. Bisogna attendere l'applicazione formale dei coefficienti del metodo D'Hondt per capire se il seggio scatterà o meno. Siamo comunque speranzosi: quel 3,05% personale resta un risultato importante e una base di partenza minima sufficiente su cui lavorare per il futuro, considerando che il progetto si è palesato con forza solo negli ultimi mesi".
Dal punto di vista del consenso nominale, Orioli incassa l'ottimo riscontro ottenuto grazie al meccanismo del voto disgiunto: "Il fatto che così tanti elettori abbiano espresso fiducia sulla mia persona mi gratifica profondamente e premia la serietà della proposta. Dimostra che il tentativo amministrativo e politico è stato compreso".
Sollecitato sul posizionamento e su un eventuale apparentamento in vista del ballottaggio, Orioli frena e sceglie la via della prudenza istituzionale, congelando ogni mossa prima che lo scenario generale sia definitivo: "Al momento ci siamo fermati un attimo. Capire se avremo o meno una voce in Consiglio comunale è un fattore totalmente dirimente per noi. Sarebbe paradossale e ingiustificato restare fuori con il nostro risultato quando ci sono liste con meno preferenze complessive che avranno diritto di parola".
La linea d'azione del Terzo Polo emergerà solo a dati cristallizzati: "I risultati emersi sono stati per certi versi eccezionali, con una forbice marcata tra i due principali candidati. Quando la situazione sarà definita a bocce ferme faremo un'analisi approfondita. Quello che possiamo costatare sin da ora è che la città ha scelto una forte conservazione del voto e una netta polarizzazione, rifiutando di fatto un progetto alternativo di crescita e di cambiamento. Ne prendiamo atto con la coscienza a posto, perché la democrazia si sostanzia nei numeri". Nessun rimpianto, in ogni caso, sulla campagna elettorale: "Rifarei tutto assolutamente, abbiamo proposto una visione per far tornare Macerata una città capoluogo".
Il leader analizza poi il trend emerso nei seggi maceratesi, caratterizzato da un calo di votanti complessivo a cui è corrisposto, di contro, un boom di preferenze personali per i singoli candidati consiglieri. "La lettura politica è purtroppo lampante – dichiara Orioli –: il voto d’opinione puro è quasi svanito, mentre si impone il voto movimentato dal singolo candidato, capace di trasformare le coalizioni in vere e proprie macchine elettorali. Rispetto alla Prima Repubblica, dove la preferenza si inseriva in un grande progetto politico, oggi assistiamo a un bipolarismo meccanico legato al numero di liste in campo. Chi ne schiera di più viene inevitabilmente avvantaggiato".
A Macerata all’indomani di una delle notti elettorali più tese e imprevedibili degli ultimi anni, il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli analizza il risultato che ha portato la città al ballottaggio contro il sindaco uscente Sandro Parcaroli (LEGGI QUI), in un quadro politico completamente polarizzato.
“Siamo stati in grado di recuperare un gap importante – ha spiegato Tittarelli – abbiamo parlato alla città e mostrato il suo lato più partecipativo. Abbiamo ridato modo a tanti di rivedersi nel nostro progetto”. Un risultato che, secondo il candidato, fotografa una città spaccata esattamente a metà: “La città è divisa in due, con gli altri tre candidati che non hanno aggregato molte forze intorno a loro. Il voto si è polarizzato e ha deciso una spaccatura netta”.
Tittarelli entra poi nel merito di un dato che considera politicamente significativo: il rapporto tra voti alle liste e preferenze personali. “Rilevo che il sindaco ha preso meno voti rispetto alle liste, mentre io ne ho presi di più. Anche quello potrebbe essere un segnale”. Nel dettaglio, Parcaroli si è fermato a 10.044 voti complessivi, di cui 9.762 alle liste e appena 282 al candidato sindaco, che in termini di preferenze ne fanno solo il sesto più votato della coalzione. Tittarelli invece ha ottenuto 8.435 voti totali, con 8.055 alle liste e 380 al candidato sindaco: circa 100 preferenze in più rispetto al suo avversario, nonostante lo svantaggio complessivo di 1.609 voti. Un dato che lo colloca come il più votato all’interno della sua coalizione, davanti anche ai dem Ricotta (308) e Perticarari (220).
“Ora dobbiamo fare un grande lavoro – prosegue – che è quello che la metà della città ci chiede: aggregare intorno a questa alternativa una risposta forte da dare al ballottaggio, che si giocherà sui nomi. Siamo comunque contenti perché alle 19 sembrava una forbice impossibile da ricucire, invece ci siamo riusciti”.
Il candidato del centrosinistra rivendica anche la coerenza della sua campagna: “Al ballottaggio ci puntavo sin dall’inizio, non mi nascondo. Ero rimasto male quando i dati iniziali erano ben altri. La mia presunta dichiarazione sull’ammissione della sconfitta è stata travisata: io non ho ammesso la sconfitta, in italiano le parole hanno un senso: ho semplicemente detto che alle 19:00 i dati mostravano un netto vantaggio del centrodestra, che di fatti era così. Ma non ho fatto i complimenti a Parcaroli per la vittoria o quant’altro. Abbiamo aspettato il risultato finale, che è rimasto incerto fino all’ultimo e ha portato al ballottaggio”.
Tittarelli rivendica quindi il percorso fatto e il risultato ottenuto: "Abbiamo raggiunto il ballottaggio grazie agli elettori che ci hanno votato e a loro dico di continuare a credere in un’alternativa e una città diversa rispetto a quella vista negli ultimi 5 anni, così come nel fatto che si può fare qualcosa di importante anche senza risorse esorbitanti. Noi abbiamo lottato contro una macchina organizzativa spaventosa con risorse importanti. Noi ci abbiamo messo tanta volontà, tanta passione, ma senza avere i mezzi che avevano dall’altra parte: dalle risorse finanziare per la campagna elettorale alla pioggia di milioni con cui hanno governato. A volte però i milioni non bastano”.
Infine uno sguardo al secondo turno e agli scenari politici. Su possibili apparentamenti dichiara: "Adesso è importante aprire una fase nuova e far capire che quello che vogliamo è molto chiaro. Tutti coloro i quali credono in questo progetto, in questi valori e in queste idee sono i benvenuti. Noi parliamo con tutti e se c’è un’aggregazione possibile la facciamo, sempre sulla base di contenuti ovviamente.
Con il candidato di centrodestra Sandro Parcaroli congelato al 49,96% e Gianluca Tittarelli al 41,95%, la corsa alla poltrona di sindaco a Macerata si deciderà inevitabilmente al ballottaggio. In questo scenario sul filo del rasoio, il ruolo di vero e proprio ago della bilancia spetta a Marco Sigona. Forte dei suoi 700 voti personali e del superamento dello sbarramento con la lista Officina delle Idee (3,28%), il candidato civico traccia una rotta che guarda con decisione verso il polo progressista e, dunque, "ammicca" al candidato sindaco Gianluca Tittarelli.
"Il risultato me lo aspettavo - esordisce Sigona analizzando il voto -. Avendo come antagonisti due coalizioni forti e composte da tante liste, il mio obiettivo è sempre stato quello di arrivare ad essere la terza forza per poter incidere in un eventuale ballottaggio. Obiettivo pienamente raggiunto". Sigona commenta anche il divario tra i propri voti personali e quelli della lista: "Credo che qualche voto disgiunto sia andato a mio favore, determinando questo gap, ma la percentuale ci permetterà comunque di sedere in Consiglio comunale".
Il punto cruciale riguarda l'orientamento per le prossime due settimane di campagna elettorale. Sigona non usa giri di parole e delinea un chiaro avvicinamento alla coalizione di Tittarelli: "Ho sempre detto che, provenendo da un tavolo di centro-sinistra, ho portato avanti la mia candidatura con l'obiettivo di un cambiamento rispetto all'attuale amministrazione".
Un'apertura che poggia anche sui primi segnali distensivi arrivati dallo stato maggiore progressista subito dopo la chiusura delle urne: "Ho sicuramente apprezzato che Tittarelli, già intorno alle 23 di ieri, abbia fatto subito il mio nome per instaurare un dialogo. Mi dicono che anche Sciapichetti abbia espresso parole di stima nei miei confronti. Questo mi fa molto piacere - ammette il leader civico - perché evidenzia che hanno riconosciuto l'importanza della mia figura e del progetto che abbiamo proposto. Un dialogo non è assolutamente precluso".
Tuttavia, il definitivo apparentamento formale passerà prima per un confronto interno: "Prima di prendere qualsiasi decisione voglio sentire il mio gruppo e la lista che mi ha supportato e ha creduto in me. Siamo aperti al dialogo con chiunque, ma ogni valutazione sarà condivisa". Nessun pentimento, infine, sulla scelta di correre in solitaria: "No, lo rifarei assolutamente. È stata un'esperienza bellissima che non mi fa pentire della strada intrapresa".
Accanto alle manovre politiche, Sigona esprime forte preoccupazione per il calo dell'affluenza, scesa di ben 9 punti percentuali: "È un dato generale che fa riflettere, mi aspettavo qualcosina in più in termini di voti assoluti".
Interpellato sul blocco dei dati nella notte elettorale, Sigona parla di inesperienza: "A mezzanotte e mezza eravamo ancora in attesa dei risultati ufficiali, una situazione che ha lasciato tutti perplessi. Credo sia dipeso dall'introduzione di presidenti di seggio molto giovani e poco esperti. Ma a colpire è stato anche il dilettantismo nella gestione comunicativa di entrambi i blocchi: il centrodestra che distribuiva dati errati e il centrosinistra che si dichiarava sconfitto prima del tempo. Sarebbe bastato attendere l'ufficialità per evitare figure del genere, soprattutto considerando che il ballottaggio è dipeso da appena 10 voti di scarto".
Sigona ha poi voluto fare chiarezza sul suo passato in Azione: "Non sono mai stato tesserato. La mia vicinanza derivava solo da un'amicizia con l'avvocato Massimiliano Fraticelli, all'epoca responsabile cittadino del partito (leggi qui), che mi chiese un contributo tecnico sulla sanità, ma la cosa finì lì". Sul risultato della coalizione di Mattia Orioli (quarta forza al 2,97%), l'esponente civico conclude: "Nonostante la presenza di partiti nazionali alle spalle, forse anche loro potevano sperare in qualcosa di più. Ma è stata una tornata fortemente polarizzata: il nostro era un progetto strettamente civico per Macerata, il loro un percorso prettamente politico volto a pesarsi a livello locale per poi spendersi in chiave nazionale".
Con lo spoglio definitivo delle 44 sezioni cittadine, i tabulati delle preferenze nominali per i candidati consiglieri delineano l'esatta geografia del consenso a Macerata. In attesa del secondo turno che deciderà chi tra Sandro Parcaroli (49,96%) e Gianluca Tittarelli (41,95%) conquisterà la faccia tricolore, la caccia al voto personale ha eletto i suoi vincitori assoluti, tracciando gerarchie chiarissime all'interno dei singoli schieramenti.
La regina indiscussa delle preferenze a Macerata è Francesca D'Alessandro (Fratelli d’Italia), capace di raccogliere ben 630 voti personali. La vicesindaca uscente mette a segno una performance di rilievo, staccando nettamente tutta la concorrenza cittadina. Nel medesimo partito si conferma un catalizzatore di voti l'assessore uscente Paolo Renna con 505 preferenze complessive; per lui si registra un peso territoriale decisivo: nel suo feudo di Villa Potenza ha incassato ben 159 voti, che da soli valgono quasi un terzo (31%) del suo bottino totale. Terza piazza in FdI per Pierfrancesco Tasso a quota 363. Quarto posto nella lista FdI per Andrea Blarasin (222 voti) e quinto Simone Livi (176 voti).
Nel campo opposto, il re delle preferenze del centrosinistra è Narciso Ricotta (Partito Democratico), primo della coalizione con 308 voti. Il capogruppo uscente dem traina la lista del PD, dove si mettono in luce l'avvocato Andrea Perticarari con 220 preferenze e Ninfa Contigiani a quota 191, seguiti da Tommaso Domizi (182) e Giorgia Berardinelli (131).
Alle spalle del duo D'Alessandro-Renna, gli assessori uscenti delle forze alleate si confermano macchine da voti. Riccardo Sacchi è il dominatore indiscusso di Forza Italia con 369 preferenze (staccando Laura Laviano a 159 e Sandro Montaguti a 139), inserendosi al terzo posto assoluto in città.
I riflettori sono puntati sulla lista Parcaroli Sindaco - Lega, dove l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori fa il vuoto con ben 345 voti nominali, staccando nettamente il capolista Giuseppe Romano (186). La vera sorpresa della formazione del Carroccio riguarda però le retrovie e i rapporti di forza interni: si registra infatti un netto scossone con Tommaso Lorenzini che balza in avanti raccogliendo 131 voti, un bottino che gli permette di scavalcare l'ex assessora uscente Maria-Oriana Piccioni, scivolata al quarto posto della lista a quota 114 preferenze (a pari merito con Laura Fortuna).
Nelle altre civiche e formazioni minori di centrodestra spiccano Marco Caldarelli nell'Udc con 211 preferenze personali, Francesco Luciani nei Marchigiani-Maceratesi con 191 voti e Deborah Pantana in Macerata Unica-Noi Moderati con 139 preferenze davanti a Claudio Carbonari (120).
Nella coalizione a sostegno di Tittarelli, dietro al PD si registrano le ottime performance della lista civica Uniamo Macerata, guidata da Luciano Pantanetti con 145 voti e Laura Copparoni a quota 103. Molto consistenti anche le preferenze nei movimenti strutturati: Roberto Cherubini guida il Movimento 5 Stelle con 200 preferenze tonde (davanti ad Alice Verdicchio con 104), mentre per L'Altra Macerata il più votato è Michele Lattanzi con 186 voti davanti ad Alessandro Savi (121). In Strada Comune svetta Alberto Cicarè con 125 preferenze, seguito da Letizia Carducci a 111, mentre nei Riformisti si impone Stefano Di Pietro (122).
Nota dolente per lo schieramento progressista è il risultato di Alleanza Verdi e Sinistra, che fa registrare un dato percentuale decisamente basso, fermandosi ad appena il 2,69% di lista. Un freno evidente nel panorama della coalizione, in cui il candidato consigliere più votato della formazione rossoverde risulta essere Andrea Maurilli, che si attesta a quota 107 preferenze personali.
Un capitolo a parte meritano le liste autonome, dove spicca il risultato di Marco Sigona. Il candidato sindaco ha strappato ben 700 voti personali (pari al 3,48%), un bottino pesante che ha permesso alla sua lista, Officina delle Idee, di toccare il 3,28% (634 voti) e di superare lo sbarramento del 3%, garantendosi l'accesso nell'assise cittadina. All'interno di Officina delle Idee, la candidata consigliera più votata in assoluto è Brunella Carloni con 68 preferenze personali.
Niente da fare per il Terzo Polo guidato da Mattia Orioli (613 voti totali, 3,05%), la cui lista collegata si è fermata al 2,97%, mancando di un soffio lo sbarramento utile ad agguantare un seggio autonomo. Tra le fila dei candidati consiglieri del movimento svetta la prestazione di Riccardo Cogliandro con 70 preferenze personali. In coda si posiziona la lista Futuro per Macerata a sostegno del medico Giordano Ripa (314 voti, 1,56%), dove a raccogliere il maggior numero di consensi personali è Giulia Pirillo con 29 voti.
🏆 TOP 5 ASSOLUTA DELLE PREFERENZE A MACERATA
👑 Francesca D'Alessandro (Fratelli d'Italia): 630 voti
🥈 Paolo Renna (Fratelli d'Italia): 505 voti (di cui 159 a Villa Potenza)
🥉 Riccardo Sacchi (Forza Italia): 369 voti
🏅 Pierfrancesco Tasso (Fratelli d'Italia): 363 voti
🏅 Andrea Marchiori (Lega): 345 voti
A Macerata la lunga notte elettorale si è chiusa con l’amarezza e la sorpresa dipinte sul volto di Sandro Parcaroli. Poco dopo il verdetto definitivo che ha sancito il ballottaggio, il sindaco uscente è arrivato in Comune “scortato” dai dirigenti locali della Lega, accolto da sostenitori e militanti ancora increduli per una vittoria sfumata a pochi passi dal traguardo.
“La delusione c’è e non la nego – ha dichiarato a caldo Parcaroli – ma dico anche che abbiamo fatto un buon risultato, perché tutti mi dicevano che non potevo vincere al primo turno e invece ci sono andato vicinissimo”. Il candidato del centrodestra ha provato subito a guardare avanti, rivendicando il vantaggio accumulato sullo sfidante Gianluca Tittarelli: “Per una manciata di voti non ho vinto al primo turno, vinceremo al secondo turno perché ci sono più di 1600 voti di differenza”.
Parcaroli ha poi ribadito il suo approccio alla campagna elettorale che porterà la città nuovamente alle urne tra due settimane: “Continuerò a fare quello che ho fatto e ad essere me stesso, credendo nel mio programma di crescita per Macerata, senza mai disprezzare quello che hanno fatto gli altri”.
Alla domanda sugli eventuali apparentamenti, il sindaco uscente ha preferito rinviare ogni riflessione: “Dopo tutte queste ore voglio andare a dormire. Mi dispiace perché i voti che mancavano si contavano sulle punte delle mani. Questa è la vita di un sindaco: tutti mi davano per spacciato al primo turno ma ho dimostrato di esserci andato vicino”.
Non è mancato infine il ringraziamento agli elettori e alle liste della coalizione: “Ringrazio tutti i cittadini che mi hanno votato e tutte le liste che mi hanno aiutato: continueremo per altre due settimane poi ci rincontreremo qui”.
Con il sorriso, nonostante l’amarezza del momento, Parcaroli ha anche scherzato sulla campagna elettorale appena conclusa: “Mi dispiaceva quasi dover terminare la campagna elettorale. Sono stato quattro ore ad aspettare i risultati. Fino a poco tempo prima del verdetto finale eravamo al 50,3%, ma la vita è questa e bisogna essere sempre positivi”.
Nella sala consiliare del comune è intervenuto anche il commissario cittadino della Lega Renzo Marinelli, che ha aperto alla possibilità di una verifica sui verbali: “Possiamo provare a fare un riconteggio. Penso che una verifica vada fatta, giusto per tranquillità. A fare la differenza è stata una manciata di voti. Questa volta è andata male per noi”.
Marinelli ha poi spiegato come all’interno della coalizione ci fosse consapevolezza del rischio di un finale sul filo: “Eravamo sempre sul filo di lana. Io avevo chiamato tutti alla prudenza perché poteva succedere, ed è successo. Abbiamo comunque il secondo turno”.
L'incredibile notte elettorale del capoluogo si chiude con il più clamoroso e inatteso dei colpi di scena, quando l'orologio segna quasi l'una. Macerata non ha ancora un sindaco e per l'assegnazione si dovrà ricorrere al secondo turno. Lo scrutinio dell'ultima attesissima sezione – la numero 21 della scuola "De Amicis" – ha gelato le speranze del centrodestra sul più bello: Sandro Parcaroli si ferma incredibilmente al 49,96% delle preferenze, mancando la riconferma immediata al primo turno per una manciata di schede.
Stando ai calcoli matematici sui dati reali e definitivi del Viminale, al sindaco uscente sono bastati appena 10 voti in meno rispetto alla soglia della maggioranza assoluta (fissata a quota 10.054) per far saltare il banco e riaprire ufficialmente i giochi.
Lo sfidante del centro-sinistra Gianluca Tittarelli raggiunge nello spoglio ufficiale il 41,95% dei voti. A pesare in maniera determinante sul mancato colpo della coalizione di centrodestra è stato anche l'altissimo numero di schede contestate e non assegnate: le urne maceratesi hanno infatti registrato un totale di 72 schede bianche e ben 350 schede nulle.
Con il ritorno alle urne fissato tra due settimane, la partita politica si azzera completamente e i fari si spostano inevitabilmente sui potenziali apparentamenti e sul ruolo dei candidati indipendenti. Come preannunciato dallo stesso Tittarelli nel corso della notte, il centrosinistra cercherà immediatamente un'interlocuzione con le liste civiche.
In questo contesto, l'ago della bilancia diventa Marco Sigona, che con la sua Officina delle Idee ha strappato un prezioso 3,48%, confermandosi la terza forza cittadina. Subito dietro si posiziona Mattia Orioli, capace di portare il Terzo Polo al 3,05% dei consensi personali a dispetto della forte polarizzazione.
Soltanto Sigona, però, riesce a superare la soglia di sbarramento al 3% con la sua lista (leggi qui i dati dei partiti). Chiude la classifica il medico Giordano Ripa, che si ferma all'1,56% con la civica Futuro per Macerata.
📊 IL VERDETTO DEFINITIVO A MACERATA (44 sezioni su 44)
🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 49,96% (10.044 voti) 🟥 AL BALLOTTAGGIO
🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 41,95% (8.435 voti) 🟥 AL BALLOTTAGGIO
🟪 Marco Sigona (Officina delle Idee): 3,48% (700 voti)
🟧 Mattia Orioli (Terzo Polo): 3,05% (613 voti)
🟨 Giordano Ripa (Futuro per Macerata): 1,56% (314 voti)
◽ Schede Bianche: 72 | ⬛ Schede Nulle: 350
Con lo spoglio delle schede si definiscono i pesi delle diverse forze politiche nel capoluogo, che permettono di tracciare la mappa definitiva del consenso e la classifica dei partiti più votati a Macerata. Il dato fa riferimento alle 44 sezioni scrutinate sulle 44 totali.
Al vertice della classifica si posiziona Fratelli d’Italia, che si afferma come il primo partito in assoluto a Macerata con il 18,16% delle preferenze. Il primato del partito di Giorgia Meloni è insidiato dal Partito Democratico, che si attesta al 16,60%, confermandosi il perno della coalizione progressista.
Dietro i due partiti leader, il vero e proprio exploit della tornata elettorale porta la firma della lista della Lega unita alla civica di Giuseppe Romano, capace di incassare ben il 12,87% dei consensi. Questa alleanza strategica mette a segno un risultato di rilievo, affermandosi con forza come la terza lista più votata in assoluto nell'intero panorama politico maceratese.
Subito dietro si posiziona Forza Italia, che ottiene il 7,50% dei consensi. Nel campo opposto si registra l'ottimo risultato della lista civica Uniamo Macerata, che raccoglie il 6,56%, superando la lista territoriale del centrodestra I Marchigiani - I Maceratesi, stabile al 6,35%.
Scorrendo i dati, si posizionano nella fascia intermedia due movimenti della coalizione progressista: Strada Comune al 4,96% e L’Altra Macerata al 4,14%. In mezzo si colloca il Movimento 5 Stelle, che sigla il 4,33% delle preferenze.
Nel campo delle terze forze e dei candidati indipendenti, a ottenere il maggior numero di consenso è Officina delle Idee, lista che sosteneva il candidato sindaco Marco Sigona, attestata al 3,28%, seguita dalla lista del Terzo Polo di Mattia Orioli che registra il 2,97%. Soltanto Sigona, dunque, riesce a superare la soglia di sbarramento al 3% e conquistarsi un posto nel prossimo Consiglio comunale.
📊 LA CLASSIFICA DEI PARTITI A MACERATA (44 sezioni su 44)
LE LISTE E I PARTITI
🟦 Fratelli d’Italia: 18,16%
🟩 Partito Democratico: 16,60%
🟦 Lega - Civica Giuseppe Romano: 12,87%
🟦 Forza Italia: 7,50%
🟩 Uniamo Macerata: 6,56%
🟦 I Marchigiani - I Maceratesi: 6,35%
🟩 Strada Comune: 4,96%
🟩 Movimento 5 Stelle: 4,33%
🟩 L’Altra Macerata: 4,14%
🟪 Officina delle Idee: 3,28%
🟧 Terzo Polo: 2,97%
🟦 Unione di Centro Macerata: 2,96%
🟩 Alleanza Verdi e Sinistra: 2,70%
🟦 Macerata Unica - Noi Moderati: 2,62%
🟩 Riformisti Macerata: 2,36%
🟨 Futuro per Macerata: 1,66%
CLAMOROSO A MACERATA: SALTA IL PRIMO TURNO PER SOLI 10 VOTI, SI VA AL BALLOTTAGGIO! | Il verdetto definitivo dell'ultima sezione fa saltare la festa del centrodestra. Il sindaco uscente Sandro Parcaroli si ferma al 49,96%, mancando la maggioranza assoluta per un soffio (appena dieci schede valide). Lo sfidante del centrosinistra, Gianluca Tittarelli si ferma al 41,95%. Decisivi i voti delle terze forze di Sigona (3,48%) e Orioli (3,05%) e il peso di ben 350 schede nulle. La città tornerà al voto tra due settimane.
🔴 AGGIORNAMENTO ORE 00:40 – RESTA SOLTANTO UN SEGGIO DA SCRUTINARE
MACERATA – Clamoroso finale sul filo del rasoio nel capoluogo. Resta soltanto un seggio da scrutinare per mettere la parola fine a questa infinita maratona elettorale. Al momento, in base ai dati quasi definitivi, Sandro Parcaroli sarebbe eletto sindaco al primo turno con il 50,03% delle preferenze, superando la soglia della maggioranza assoluta per pochissimi decimi di punto.
Intanto, il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli ha appena abbandonato il Consiglio comunale. All'appello manca ora esclusivamente il seggio numero 21, situato alla scuola "De Amicis", che deciderà se sarà vittoria immediata per il centrodestra o se la città sarà costretta al ballottaggio.
📊 I DATI IN TEMPO REALE DEL COMUNE (43 sezioni su 44)
🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 50,03% 🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 41,87%
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++ AGGIORNAMENTO ORE 23:00 - Il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli è appena arrivato in Comune per rilasciare nuove dichiarazioni in vista del rush finale dello scrutinio. Quando mancano 5 sezioni all'appello (vedi dati sotto, ndr), la situazione attuale prevedrebbe il ricorso al ballottaggio. Queste le sue parole: "Questo pomeriggio non ho dichiarato la sconfitta, ma evidenziato che in base ai dati disponibili sembrava che la nostra coalizione avesse perso. Il vento del centrodestra su Macerata ancora spira forte. Per una manciata di voti si potrebbe arrivare al ballottaggio e qui si ripartirebbe da zero. In vista di questa possibile evoluzione, mi dichiaro già da ora disponibile a dialogare con Marco Sigona".
📊 I DATI IN TEMPO REALE DEL COMUNE (43 sezioni su 44)
🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 50,03%
🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 41,87%
++ AGGIORNAMENTO ORE 21:45 - Clamoroso colpo di scena. Il centrodestra festeggia la vittoria al primo turno, ma il candidato sindaco Sandro Parcaroli non si vede. Il commissario cittadino ad interim della Lega, Renzo Marinelli, infatti ha annunciato che i dati in possesso del centrodestra e provenienti dai rappresentati di lista nei seggi potrebbero essere erronei, a causa di un conteggio da rivalutare delle schede nulle e bianche.
"Attendiamo i dati ufficiali del Comune" ha affermato Marinelli smorzando gli entusiasmi del capanello di alleati che sta seguendo lo spoglio nei pressi della Galleria Scipioni. Presenti l'onorevole Giorgia Latini (Lega), il senatore Guido Castelli (Fratelli d'Italia) e la senatrice Elena Leonardi.
Per l'ufficialità della vittoria, quindi, si attendono i dati ufficiali rilasciati del Comune, il cui sito è andato offline per diversi minuti. Stando ai dati comunicati alla stampa dalla coalizione di centrodestra la vittoria al primo turno sarebbe questione di una cinquantina di voti. Sandro Parcaroli resta in attesa, a distanza.
📊 I DATI IN TEMPO REALE DEL COMUNE (39 sezioni su 44)
🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 49,45%
🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 42,33%
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++ AGGIORNAMENTO ORE 20:55 - Sandro Parcaroli va verso la conferma come sindaco di Macerata. Quando sono stati diffusi dal centrodestra i dati di 43 sezioni sulle 44 complessive, il primo cittadino uscente si attesta al 50,50% delle preferenze. Un margine che, se confermato anche dall'ultimo seggio, gli garantirebbe la rielezione al primo turno, permettendogli di superare la soglia della maggioranza assoluta ed evitare il ballottaggio. Sul fronte opposto, lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli si ferma per il momento al 42,14%.
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Lo spoglio delle schede entra nel vivo a Macerata e i primi dati reali e consolidati dai seggi iniziano a dare corpo alle proiezioni della vigilia. In base a un primo significativo campione di seggi monitorato nelle ultime ore, la forte tendenza alla polarizzazione del voto si sta traducendo in un vantaggio concreto per il sindaco uscente Sandro Parcaroli, che vede avvicinarsi la possibilità di una riconferma diretta senza passare per il secondo turno.
Le cifre complessive calcolate sui dati finora pervenuti in maniera ufficiosa (lo scrutinio finale procede a forte rilento) assegnano a Sandro Parcaroli una forchetta tra il 52 e il 55% delle preferenze nel testa a testa principale (dati riferiti a 18 sezioni su 44). La coalizione di centrodestra riesce così a mantenersi, seppur in questa fase ancora provvisoria, sopra la soglia psicologica e politica del cinquanta per cento più uno delle schede valide.
Sul fronte opposto, lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli si attesta al momento attorno al 41-45% del computo parziale.
L'elemento politico più clamoroso che emerge da questo primo blocco di voti scrutinati riguarda però il destino dei candidati indipendenti e delle coalizioni alternative ai due blocchi principali. Stando ai trend attuali, infatti, nessuna delle tre liste guidate da Mattia Orioli (Terzo Polo), Marco Sigona (Officina delle Idee) e Giordano Ripa (Lista Civica Futuro per Macerata) rischia di raggiungere la soglia di sbarramento del 3%. Le maggiori speranze le nutrono Sigona (Officina delle Idee) e Orioli (Terzo Polo).
Forte la delusione nelle parole di Mattia Orioli, intercettato all'esterno della propria sede elettorale: "C'è ancora una forte polarizzazione a destra e a sinistra, non positiva dal nostro punto di vista. In ogni caso, dobbiamo constatare che è la città che decide e ne prendiamo atto. Mi sento comunque tranquillo, il lavoro che abbiamo posto in essere è di sostanza, con un programma chiaro improntato al rilancio della città. Il dato elettorale non è soddisfacente allo stato dell'arte".
In occasione della Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, che si celebra in tutto il mondo ogni 25 maggio, la Prefettura di Macerata ha voluto rinnovare pubblicamente il proprio impegno sul fronte della tutela dei minori. La ricorrenza si inserisce in un percorso di costante prevenzione contro i fenomeni di sfruttamento, scomparsa e vulnerabilità che colpiscono l'infanzia e l'adolescenza, configurandosi come un momento cruciale di sensibilizzazione per istituzioni, famiglie, scuole e per l'intera comunità locale.
L'obiettivo primario resta quello di consolidare la sinergia e lo scambio informativo tra tutti gli attori sul campo, garantendo la massima tempestività operativa grazie a un collaudato coordinamento che vede collaborare la Prefettura con le Forze di Polizia, l'Autorità Giudiziaria e gli Enti locali.
Per tracciare un quadro nitido della situazione a livello locale, la Questura di Macerata ha elaborato una dettagliata ricognizione statistica relativa al triennio compreso tra il 2023 e il 2026. Dall'analisi dei dati è emerso che la stragrande maggioranza delle denunce presentate sul territorio provinciale si concentra nella fascia adolescenziale compresa tra i 14 e i 17 anni. Nella quasi totalità dei casi, le sparizioni sono riconducibili ad allontanamenti volontari da istituti educativi, contesti familiari complessi o comunità di accoglienza.
Nello specifico del periodo d'osservazione esaminato dagli uffici della Questura, in provincia di Macerata sono state registrate le scomparse di 107 minori stranieri e di 13 minori di nazionalità italiana. Per quanto riguarda il fenomeno legato ai ragazzi stranieri, si tratta per lo più di minori non accompagnati la cui fuga è motivata dal desiderio profondo di ricongiungersi con parenti o familiari già stanziati in altre aree del territorio nazionale o all'estero, all'interno del circuito europeo.
Sul fronte dei 13 ragazzi italiani, le operazioni di ricerca si sono concluse positivamente per tutti i soggetti coinvolti, i quali sono stati rintracciati e riaffidati alle rispettive famiglie o alle strutture di competenza. La lettura statistica applicata alla componente italiana ha evidenziato come la maggioranza dei casi abbia riguardato delle ragazze. Tra questi episodi si è registrato anche il caso di una giovane che, nel giro di pochissimi mesi dal primo rintraccio, ha reiterato l'allontanamento volontario dalla comunità che la ospitava. In entrambe le circostanze, tuttavia, il tempestivo intervento delle Forze di Polizia ha permesso di ritrovare la minore e di riaccompagnarla in sicurezza presso la struttura residenziale.
Nonostante i numeri descrivano un fenomeno che nell'ambito della provincia maceratese manifesta una portata complessivamente modesta, l'attenzione delle istituzioni resta altissima e la situazione continua a essere monitorata giorno per giorno.
Nel richiamare l'attenzione pubblica sul valore imprescindibile della responsabilità collettiva nella tutela delle fasce più giovani e indifese della popolazione, il Prefetto di Macerata ha voluto lanciare un messaggio chiaro: «La protezione dei bambini rappresenta una priorità assoluta delle istituzioni e dell'intera società. Nessun minore deve sentirsi solo o invisibile». Da qui l'invito formale rivolto dalla Prefettura a ogni singolo cittadino, affinché i riflettori e l'attenzione sociale su un tema così delicato non si accendano soltanto in concomitanza con la ricorrenza odierna, ma restino costantemente vigili per tutto il resto dell'anno.