In occasione della Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, che si celebra in tutto il mondo ogni 25 maggio, la Prefettura di Macerata ha voluto rinnovare pubblicamente il proprio impegno sul fronte della tutela dei minori. La ricorrenza si inserisce in un percorso di costante prevenzione contro i fenomeni di sfruttamento, scomparsa e vulnerabilità che colpiscono l'infanzia e l'adolescenza, configurandosi come un momento cruciale di sensibilizzazione per istituzioni, famiglie, scuole e per l'intera comunità locale.
L'obiettivo primario resta quello di consolidare la sinergia e lo scambio informativo tra tutti gli attori sul campo, garantendo la massima tempestività operativa grazie a un collaudato coordinamento che vede collaborare la Prefettura con le Forze di Polizia, l'Autorità Giudiziaria e gli Enti locali.
Per tracciare un quadro nitido della situazione a livello locale, la Questura di Macerata ha elaborato una dettagliata ricognizione statistica relativa al triennio compreso tra il 2023 e il 2026. Dall'analisi dei dati è emerso che la stragrande maggioranza delle denunce presentate sul territorio provinciale si concentra nella fascia adolescenziale compresa tra i 14 e i 17 anni. Nella quasi totalità dei casi, le sparizioni sono riconducibili ad allontanamenti volontari da istituti educativi, contesti familiari complessi o comunità di accoglienza.
Nello specifico del periodo d'osservazione esaminato dagli uffici della Questura, in provincia di Macerata sono state registrate le scomparse di 107 minori stranieri e di 13 minori di nazionalità italiana. Per quanto riguarda il fenomeno legato ai ragazzi stranieri, si tratta per lo più di minori non accompagnati la cui fuga è motivata dal desiderio profondo di ricongiungersi con parenti o familiari già stanziati in altre aree del territorio nazionale o all'estero, all'interno del circuito europeo.
Sul fronte dei 13 ragazzi italiani, le operazioni di ricerca si sono concluse positivamente per tutti i soggetti coinvolti, i quali sono stati rintracciati e riaffidati alle rispettive famiglie o alle strutture di competenza. La lettura statistica applicata alla componente italiana ha evidenziato come la maggioranza dei casi abbia riguardato delle ragazze. Tra questi episodi si è registrato anche il caso di una giovane che, nel giro di pochissimi mesi dal primo rintraccio, ha reiterato l'allontanamento volontario dalla comunità che la ospitava. In entrambe le circostanze, tuttavia, il tempestivo intervento delle Forze di Polizia ha permesso di ritrovare la minore e di riaccompagnarla in sicurezza presso la struttura residenziale.
Nonostante i numeri descrivano un fenomeno che nell'ambito della provincia maceratese manifesta una portata complessivamente modesta, l'attenzione delle istituzioni resta altissima e la situazione continua a essere monitorata giorno per giorno.
Nel richiamare l'attenzione pubblica sul valore imprescindibile della responsabilità collettiva nella tutela delle fasce più giovani e indifese della popolazione, il Prefetto di Macerata ha voluto lanciare un messaggio chiaro: «La protezione dei bambini rappresenta una priorità assoluta delle istituzioni e dell'intera società. Nessun minore deve sentirsi solo o invisibile». Da qui l'invito formale rivolto dalla Prefettura a ogni singolo cittadino, affinché i riflettori e l'attenzione sociale su un tema così delicato non si accendano soltanto in concomitanza con la ricorrenza odierna, ma restino costantemente vigili per tutto il resto dell'anno.
Le immagini e il pesante sfogo affidati ai social avevano sollevato un'ondata di indignazione, riaccendendo con forza il dibattito sulla sicurezza urbana nel capoluogo. La vicenda ha trovato una svolta decisiva sul piano giudiziario con l'individuazione del presunto responsabile, ma a far discutere sono anche i dettagli emersi sul video-denuncia che ha fatto il giro del web.
I carabinieri della locale Stazione di Macerata hanno infatti identificato e deferito in stato di libertà un cittadino nigeriano di 36 anni, residente in città, ritenuto l'autore di un episodio di molestie e pedinamento avvenuto lo scorso 20 maggio.
La vicenda era diventata di dominio pubblico dopo lo sfogo di Tania Roscani, 28 anni, che aveva filmato la sua reazione in un video su Instagram diventato rapidamente virale. Registrato sotto i portici della Galleria Scipioni, nel cuore di Macerata, il filmato mostra la giovane visibilmente scossa mentre mostra un coltello e una bomboletta di spray al peperoncino, pronunciando parole destinate a far discutere: "Visto che lo Stato non ci protegge dobbiamo farlo da sole".
Stando alla ricostruzione ufficiale emersa dalle indagini lampo dei militari, la giovane è stata agganciata da un uomo che ha tentato un approccio insistente attraverso versi e fischi. Nel tentativo di sottrarsi alle molestie, la vittima ha cercato inizialmente riparo all'interno di una gelateria del centro e, successivamente, ha provato a rincasare a passo spedito.
L'uomo, tuttavia, l'ha seguita fino al portone del proprio condominio, prima di dileguarsi. Le immediate verifiche avviate dall'Arma a seguito della denuncia formale hanno permesso di dare un volto al molestatore, portando alla sua immediata segnalazione all'autorità giudiziaria.
L'operazione si inserisce nel quadro di un'ampia e costante attività di prevenzione e controllo del territorio disposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Macerata per contrastare la criminalità e incrementare la sicurezza percepita dai cittadini.
Nelle stesse ore, sul fronte del monitoraggio delle principali arterie stradali, i militari della sezione radiomobile hanno effettuato un mirato posto di blocco lungo Corso Cavour. Durante le operazioni è stato fermato un uomo di 29 anni residente a Corridonia.
L'accertamento approfondito tramite la banca dati interforze ha fatto emergere come il ventinovenne fosse gravato da un divieto di ritorno nel Comune di Macerata della durata di un anno, un provvedimento di prevenzione emesso dal Questore lo scorso 16 maggio e notificatogli appena tre giorni prima del controllo. Fermato in palese violazione della misura restrittiva a suo carico, l'uomo è stato conseguentemente deferito a piede libero per l'inosservanza delle prescrizioni di legge.
La CBF Balducci HR mette a segno un altro prezioso colpo di mercato di livello internazionale per il roster che affronterà la Serie A1 2026/27. Il Club maceratese comunica di aver raggiunto l’accordo per la prossima stagione con l’opposta bulgara Mikaela Stoyanova, classe 2005 per 194 centimetri di altezza.
La neo giocatrice arancionera, protagonista in Nazionale con la maglia della Bulgaria, già conosce il massimo campionato italiano per aver difeso nell’ultima annata i colori della Megabox Vallefoglia, conquistando anche la vittoria in Europa in Challenge Cup con il team pesarese. Ora è pronta a proseguire la sua avventura in A1 nella stessa regione, le Marche, ma stavolta con la maglia della CBF Balducci HR, portando potenza ed entusiasmo alla formazione di coach Valerio Lionetti.
Mikaela Stoyanova può vantare già un’ottima esperienza a livello internazionale, con la sua Bulgaria ha infatti preso parte con la Nazionale Seniores al Mondiale 2025 e alle edizioni della VNL dal 2023 in poi, oltre alle precedenti avventure con le Nazionali Giovanili. A livello di Club, prima dell’arrivo in Italia, ha mosso i primi passi della sua carriera con la maglia del Levski Sofia, a partire dal settore giovanile e per poi arrivare in prima squadra, partecipando con la formazione bulgara anche alla Challenge Cup (2023/24 e 2024/25) e raggiungendo il secondo posto in campionato nel 2024/25.
«Ho scelto la CBF Balducci HR Macerata perché credo sia il posto perfetto per crescere - dice la giocatrice bulgara dopo la firma dell'accordo in arancionero - Fin dal primo momento il club mi ha trasmesso sensazioni davvero positive. Sono entusiasta di conoscere la squadra, vivere l’atmosfera di Macerata e iniziare questo nuovo capitolo della mia carriera».
«Dalla prossima stagione mi aspetto tanto lavoro, nuove esperienze e momenti importanti da condividere con il gruppo - prosegue le neo arrivata in casa CBF Balducci HR - Voglio migliorare il più possibile, aiutare la società a raggiungere i propri obiettivi e godermi ogni passo di questo percorso».
Che cosa significa vedere un’opera d'arte andata perduta per sempre? E in che modo lo spazio espositivo riesce a orientare lo sguardo di chi osserva? Intorno a questi affascinanti interrogativi si sviluppa "Vedere, Mostrare, Guardare", la prestigiosa Scuola di Alta Formazione promossa dalla Scuola di Studi Superiori "G. Leopardi" dell’Università di Macerata, in stretta collaborazione con i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi. Nelle giornate di martedì 26 e giovedì 28 maggio, l'iniziativa aprirà gratuitamente le sue porte alla cittadinanza con due grandi eventi pubblici che uniranno la storia dell'arte locale alle più moderne tecnologie digitali.
Il primo imperdibile appuntamento è fissato per domani, martedì 26 maggio, dalle 17:00 alle 19:00, proprio nella suggestiva cornice di Palazzo Buonaccorsi. Al centro dell'incontro ci sarà l'eccezionale presentazione della ricostruzione digitale di una pala d'altare perduta di Federico Barocci, l’Immacolata Concezione. L'opera, commissionata nel 1605 per la chiesa dei Cappuccini di Macerata, andò distrutta nel 1799 a causa dell'arrivo delle truppe napoleoniche. Di quel capolavoro oggi resta solo una piccola tela di bottega conservata nei Musei Civici; partendo proprio da questa traccia, il professor Ian Verstegen dell'Università della Pennsylvania e Gregory Vershbow di Penn Art & Sciences sono riusciti a ricreare l'immagine della pala originaria grazie all'intelligenza artificiale e a tecniche avanzate di elaborazione digitale. La ricostruzione sarà svelata per la prima volta al pubblico proprio nelle sale che custodiscono il dipinto superstite.
Il programma della Scuola di Alta Formazione – inserita nel più ampio progetto “Educating Future Citizens” finanziato dal PNRR – riprenderà poi nella mattinata di giovedì 28 maggio, dalle 9:00 alle 13:00, presso l’Aula Verde del Polo Pantaleoni. In questa sede verrà presentata in anteprima assoluta "Expositio Mundi. Lo spazio come medium", l'attesa mostra internazionale che animerà l'estate maceratese a partire dal prossimo 10 luglio tra Palazzo Buonaccorsi, lo Sferisterio e la Biblioteca Mozzi Borgetti. Il curatore Lorenzo Benedetti guiderà i presenti dentro i dettagli del progetto, illustrando l'inedito dialogo tra le opere storiche legate a Giuseppe Ghezzi e i contributi di importanti artisti contemporanei.
Il pomeriggio di giovedì si sposterà nuovamente sul fronte della creatività dal vivo. A partire dalle ore 15:00, Vincent Lecoq, artista in residenza alla Scuola Leopardi, dialogherà con Benedetti sul tema della sensibilità urbana filtrata attraverso i cinque sensi. L'intensa due giorni culturale si concluderà ufficialmente nella sala di Palazzo Rotelli-Lazzarini, in via Matteotti 43, con l'inaugurazione della mostra "Cartografia fotografica maceratese. Il vissuto di una città attraverso i suoi giovani". L'esposizione raccoglie gli scatti nati da un laboratorio fotografico partecipativo, capace di restituire un racconto inedito e sensoriale di Macerata fatto di luci, suoni, odori e atmosfere quotidiane vissute dalle nuove generazioni.
Importante riconferma per il panorama culturale marchigiano: Lucia Chiatti, sovrintendente del Macerata Opera Festival, è stata confermata per il secondo triennio consecutivo nel Consiglio direttivo di Italiafestival.
La nomina è arrivata nel corso dei meeting di Italiafestival, svoltisi il 23 e 24 maggio al Teatro Piccolo di Milano. L’incontro ha incluso anche il convegno “Interesse Pubblico – Connecting International Audiences” e la presentazione del magazine digitale “IF – il racconto dei festival”, dedicato alla narrazione e alla promozione dei festival italiani.
La riconferma di Chiatti rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto e del ruolo ricoperto nel panorama culturale nazionale, confermando la continuità del suo impegno all’interno della rete dei principali festival italiani.
“Sono onorata e profondamente grata per il rinnovo del mio incarico nel Direttivo di Italiafestival”, ha dichiarato Lucia Chiatti. “Una realtà che sento come una famiglia, capace al tempo stesso di guardare al mondo, al dialogo e alle sfide internazionali”.
La sovrintendente ha poi sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni culturali: “Ringrazio per la fiducia accordatami, che desidero ricambiare con rinnovato impegno. Metterò questo incarico al servizio dei due festival che ho l’onore di rappresentare – il Macerata Opera Festival e il Festival Pergolesi Spontini – e dell’intera rete dei soci, nella convinzione che collaborazione e condivisione di visioni siano il vero valore di Italiafestival”.
La riconferma rafforza il ruolo delle Marche all’interno del sistema dei grandi festival italiani, in un contesto di crescente dialogo e apertura internazionale.
Bilancio positivo per la Macerata Scherma ai Campionati Regionali, appuntamento che ha rappresentato non solo una competizione sportiva, ma anche un importante momento di verifica del percorso di crescita intrapreso dal club maceratese negli ultimi anni.
La società si è presentata in pedana nelle categorie Maschietti/Bambine e Giovanissimi/e, ottenendo risultati incoraggianti sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo della crescita del gruppo e dell’inserimento dei nuovi atleti nel circuito agonistico.
Tra le protagoniste della giornata il trio formato da Pieroni, Bracalente e Torresi, capace di distinguersi in due diverse specialità. Le tre schermitrici hanno infatti conquistato il terzo posto nella prova di fioretto femminile Bambine/Ragazze, per poi imporsi nella spada, centrando la vittoria finale e salendo sul gradino più alto del podio.
Buoni segnali anche dal settore maschile, dove la squadra mista Maschietti/Giovanissimi ha conquistato il terzo posto regionale. Determinante il contributo del capitano La Porta, che ha guidato il gruppo in una situazione particolare: Bono e Odunze erano infatti al debutto assoluto con le armi in ferro e proprio Odunze si è presentato alla gara dopo appena tre allenamenti specifici.
Uno degli aspetti più significativi emersi dalla competizione riguarda però la crescita complessiva del vivaio della Macerata Scherma. Nella categoria Giovanissime è stata infatti schierata una seconda formazione composta interamente da atlete più piccole della categoria Bambine. Pur chiudendo al quinto posto, la partecipazione ha rappresentato un’importante occasione di esperienza per Mastrocola e Prestigiacomo, provenienti dal circuito promozionale delle prime lame con armi in plastica. In pedana anche Censi, tornata alle gare dopo un periodo di stop.
La conquista dei primi tre trofei a squadre della storia recente del club rappresenta un risultato significativo per archiviare con soddisfazione la stagione sportiva. Oltre ai piazzamenti, la società sottolinea soprattutto la capacità del gruppo di integrare rapidamente i nuovi arrivati e il forte spirito di collaborazione mostrato dai giovani atleti.
La Macerata Scherma guarda ora al futuro con fiducia, anche in vista della tanto attesa concessione della nuova palestra di Piediripa, struttura che potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti per lo sviluppo del movimento schermistico cittadino.
Arrivano i primi dati ufficiali sull'affluenza alle urne per la tornata delle elezioni amministrative 2026, che vede cinque comuni della provincia di Macerata chiamati al voto per scegliere il nuovo sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale.
I seggi, aperti dalle ore 7:00 di questa mattina, rimarranno aperti per tutta la giornata di oggi (fino alle 23:00) e fino alle ore 15:00 di domani, lunedì 25 maggio, momento in cui si chiuderanno definitivamente le urne e prenderà il via lo spoglio delle schede.
A differenza della precedente tornata, in cui si votava in contemporanea anche per le elezioni regionali e per il referendum sul taglio dei parlamentari, in questa occasione i cittadini sono chiamati alle urne esclusivamente per il rinnovo delle amministrazioni locali.
Nella provincia di Macerata, la percentuale complessiva degli aventi diritto che si sono recati alle urne alle ore 12:00 si attesta al 13,39%. Si tratta di un dato leggermente inferiore rispetto alla media regionale delle Marche, che fa registrare un'affluenza del 13,59%.
Nel comune capoluogo, Macerata, l'affluenza rilevata a mezzogiorno è stata del 13,45%. Il dato evidenzia una flessione rispetto alla precedente tornata elettorale, quando alla stessa ora si era recato a votare il 15,27% degli elettori maceratesi. Discorso opposto, invece, per Petriolo, dove si registra una crescita della partecipazione: l'affluenza si attesta al 13,02%, superando l'11,41% registrato nello storico precedente.
Tra le comunità montane spicca il forte incremento di Ussita, dove l'affluenza alle ore 12:00 è volata al 25,61%, segnando un netto balzo in avanti rispetto al 21,05% della scorsa tornata e confermandosi come il dato locale più alto. In netta crescita anche il comune di Muccia, dove si vota in anticipo a causa della fine prematura del mandato della precedente Giunta: qui l'affluenza ha raggiunto il 22,24%, contro il 18,88% registrato in passato.
Situazione opposta, infine, per il comune di Montecassiano, anch'esso al voto anticipato per l'elezioni del sindaco Leonardo Catena a consigliere regionale. Nel centro alle porte di Macerata l'affluenza si è fermata all'11,82%, evidenziando un calo drastico rispetto al dato delle ore 12:00 registrato nelle elezioni del 2024, quando la percentuale di votanti era stata del 18,49%.
Nuovi disagi e lunghe code lungo la superstrada SS77 della Val di Chienti. Intorno alle ore 10:30 di questa mattina, si è verificato un tamponamento a catena in direzione mare, nel tratto compreso tra gli svincoli di Corridonia e Morrovalle. L'incidente è avvenuto in prossimità del restringimento di carreggiata dovuto alla presenza di un cantiere stradale per lavori in corso.
Si tratta dello stesso identico punto in cui già lo scorso giovedì si era registrato un analogo sinistro stradale. Questa mattina l'impatto ha visto coinvolte tre autovetture che viaggiavano verso la costa. Fortunatamente, a differenza dell'incidente di giovedì - nel quale erano rimasti coinvolti quattro veicoli con un bilancio di due feriti trasferiti in ospedale (leggi qui) -, lo scontro odierno non ha fatto registrare feriti tra i conducenti e i passeggeri dei mezzi coinvolti.
Le ripercussioni sulla circolazione stradale sono state immediate e pesanti. Nel tratto interessato dal sinistro si sono rapidamente formate lunghe code e rallentamenti chilometrici, costringendo gli automobilisti in transito a lunghe attese sotto il sole della mattinata.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli agenti della polizia stradale per effettuare i rilievi di rito, gestire i flussi di traffico e coordinare le operazioni di rimozione dei mezzi incidentati al fine di ripristinare la regolare viabilità nel più breve tempo possibile.
Non proseguirà il rapporto professionale tra la Maceratese e Maurizio Lauro, allenatore subentrato nel corso dell’ultima stagione e protagonista della fase finale del campionato biancorosso.
La decisione è stata comunicata in mattinata dal club biancorosso con un comunicato ufficiale, nel quale si legge: "La S.S. Maceratese comunica che, alla naturale scadenza del contratto fissata al 30 maggio 2026, non proseguirà il rapporto professionale con l’allenatore Maurizio Lauro. La società desidera ringraziare Mister Lauro per il contributo dato ai colori biancorossi, conducendo la squadra al raggiungimento dell’obiettivo salvezza diretta nel campionato di Serie D. La S.S. Maceratese rivolge a Maurizio Lauro i più sinceri auguri per il prosieguo della propria carriera professionale e per le migliori soddisfazioni personali e sportive".
Lauro era arrivato sulla panchina della Rata lo scorso mese di marzo, subentrando a stagione in corso a Mister Possanzini in una fase delicata del campionato. Nonostante le difficoltà tipiche di un cambio tecnico a stagione inoltrata e la necessità di lavorare su un impianto di gioco costruito su idee precedenti, il tecnico è riuscito a traghettare la squadra verso la permanenza in categoria. Nelle sette partite disputate alla guida dei biancorossi, la Maceratese ha raccolto 2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, per un totale di 8 punti, risultati sufficienti per centrare l’obiettivo salvezza diretta.
Con il cambio dirigenziale in atto all’interno del club - con il direttore generale Stefano Serangeli che ha salutato la società (leggi qui) nuove figure pronte a entrare nell’organigramma - è destinato a cambiare anche il volto della guida tecnica per la prossima stagione.
Per la successione di Lauro iniziano già a circolare i primi nomi: tra questi quello di Michele Fucili, seguito anche da Urbania e Fano, e quello di Sante Alfonsi, che al momento appare in pole position. L’ex Sambenedettese e Civitanovese ha infatti ben figurato nell’ultima stagione alla guida dell’Azzurra Colli, sfiorando la promozione diretta in Eccellenza per un solo punto alle spalle dell’Aurora Treia e arrivando fino alla finale playoff, persa solo ai calci di rigore contro il Fano.
La VR Macerata non vuole smettere di stupire e firma il colpaccio più importante della stagione. Con una prestazione d'autorità, la formazione arancio-blù espugna il campo "Ex Enaoli", vero e proprio fortino del CSKA Corridonia che custodiva un'imbattibilità casalinga interna da ben diciotto mesi.
Grazie a questo successo esterno, i ragazzi guidati da mister Moretti coronano un'annata straordinaria e strappano il pass per la finalissima dei playoff, dove si giocheranno il salto di categoria nel prossimo match contro la Stese. Al triplice fischio esce comunque tra gli applausi scroscianti del proprio pubblico il Cska Corridonia, autore di un campionato di assoluto rilievo.
La sfida si è rivelata vibrante e ben giocata da entrambe le compagini sin dai primi minuti. A partire meglio sono stati i padroni di casa, abili a far valere la maggiore esperienza sul rettangolo verde e a mettere subito alle corde la retroguardia maceratese. La pressione locale si è concretizzata già al 4' minuto di gioco: su un calcio d'angolo perfetto battuto da Taglioni, Allushaj è saltato più in alto di tutti e ha trafitto l'estremo difensore ospite per il momentaneo 1-0.
La rete subita a freddo ha avuto il merito di scuotere la VR Macerata, che ha iniziato a macinare gioco e a prendere progressivamente in mano le redini del match. Al 15' Romagnoli si è reso pericoloso con un'azione personale fulminea, graziando però Telloni calciando alto sopra la traversa. Poco dopo è stato Canesin a colpire in pieno il montante alto con un colpo di testa sugli sviluppi di un traversone di Giampaoletti.
Il CSKA ha avuto la clamorosa chance per il raddoppio con Okere, abile ad approfittare di un disimpegno errato di Nicolai ma impreciso a tu per tu con Fusca. Al 30' si è materializzato il meritato pareggio della VR: un fallo in area ai danni di Romagnoli è stato punito dal direttore di gara con il calcio di rigore, trasformato con freddezza da Canesin per l'1-1 con cui si è chiuso il primo tempo.
Nella ripresa lo spartito non è cambiato, con la formazione maceratese costantemente in proiezione offensiva. La VR è andata vicina al vantaggio prima con Canesin, murato dalla difesa al momento del tiro, e poi ancora con Romagnoli, che dopo aver saltato il portiere Telloni non è riuscito a trovare lo specchio della porta da posizione defilata. Il gol del sorpasso definitivo è arrivato al 78' minuto: su azione d'angolo, Tartari ha servito un assist perfetto per l'accorrente Ciurlanti, che di potenza ha firmato il decisivo 1-2.
I minuti finali sono stati di pura sofferenza per la squadra di Moretti, complice l'assedio totale del CSKA Corridonia alla ricerca del pari. In pieno recupero sono saliti in cattedra Ricciotti e Carpano, autori di due salvataggi miracolosi sulla linea di porta che hanno blindato il risultato. Dopo sei interminabili minuti di recupero è esploso il tripudio della VR Macerata, che ora si prepara a sfidare la Stese nell'ultimo e decisivo atto dei playoff.
CSKA CORRIDONIA- VR MACERATA 1-2
CSKA CORRIDONIA: Telloni, Zuffati, Romagnoli, Filacaro, Martinelli, Taglioni, Marcelletti, Monachesi (70' Pandolfi), Okere (65' Messi), Carletta (78' Camacci) Allushaj (75' Pettinari). A disposizione: Camminoni,Eleonori, Giacche, Moriconi, Offidani. Allenatore: Marco Bonfigli.
VR MACERATA: Fuscá, Giampaoletti (65' Calabrese), Ricciotti, Nicolai (85' Giovannelli), Tartari, Benfatto, Doga (82 Carpano), Ciurlanti, Canesin (75' D'Amico), Ruslan (58' Ricotta), Romagnoli. A disposizione: Alfei , Giustozzi, Prenna, Bertola. Allenatore: Marco Moretti.
Marcatori: 4' Allushaj, 30' Canesin (rigore), 78' Ciurlanti.
Arbitro: Andrea Bindella - Sezione di Pesaro. Note: presenti circa 300 spettatori allo Stadio Enaoli di Corridonia.
In un periodo storico segnato da conflitti e tensioni internazionali, in cui l’altro viene sempre più spesso percepito come un nemico e la paura rischia di alimentare divisioni e odio, l’ANMIG di Macerata, coerente con la propria storia e con i valori che da sempre la contraddistinguono — il rifiuto della guerra e della violenza e la difesa della pace — ha voluto lanciare un messaggio forte e chiaro: la pace si costruisce partendo dai più giovani.
Nasce così il primo concorso “Un racconto per la Pace”, rivolto agli studenti delle scuole medie, affiancato dall’iniziativa “Una ricerca per la Pace”, dedicata agli studenti delle scuole superiori. L’obiettivo è stato quello di stimolare riflessione, senso critico e creatività attraverso la scrittura, offrendo ai ragazzi l’opportunità di esprimere il proprio sguardo sul presente e di immaginare il futuro che desiderano.
Una vera e propria sfida creativa: raccontare, interpretare e costruire, attraverso le parole, scenari nuovi fondati sul dialogo, sulla solidarietà e sulla comprensione reciproca. Perché ogni storia può diventare un ponte tra esperienze diverse e ogni parola può rappresentare un seme capace di generare consapevolezza e cambiamento.
Il concorso ha visto la partecipazione di numerose scuole del territorio, segno di una sensibilità diffusa e di un forte desiderio di confronto su temi di grande attualità.
Oggi si è svolta la cerimonia di premiazione nell’Aula Sbriccoli del Palazzo del Mutilato. La commissione giudicatrice era composta dallo scrittore Jhonatan Arpetti, presidente della giuria, dalla professoressa Daniela Meschini della Direzione Nazionale ANMIG, dal professor Francesco Rocchetti, presidente provinciale dell’ANPI, e dalla professoressa Marina Filipponi, membro del direttivo ANMIG della sezione maceratese.
In una sala gremita di giovani, la presidente della sezione ANMIG di Macerata, Gulda Coacci, ha dato il benvenuto ai numerosi presenti. Il presidente della giuria ha sottolineato il valore degli elaborati e la difficoltà della scelta finale, tanto che per il primo premio si è giunti a un ex aequo.
Per il concorso “Un racconto per la Pace”, il primo premio è stato assegnato a: Chiara D’Ercoli con “Il giorno in cui capii cos’era la pace”, del Convitto Nazionale “Giacomo Leopardi” di Macerata; Greta Piatanesi con “La mia casa è dove c’è pace – Biografia di Edith Bruck”, della scuola Patrizi di Recanati.
Secondo premio a Davide Pettinari con “Il piccolo ponte di luce”, del Convitto Nazionale “G. Leopardi”. Terzo premio a “La ricerca del senno perduto” di Angelo Quattrini e Tommaso Ciavattini della scuola “Falcone e Borsellino” di Montefano.
Premio speciale ANMIG a Giovanni Mogetta per “Blast Mine”; il riconoscimento è stato consegnato dalla presidente regionale ANMIG, professoressa Silvana Giaccaglia.
Il concorso “Una ricerca per la Pace”, caratterizzato dall’utilizzo di strumenti multimediali e innovative modalità comunicative, compreso l’impiego dell’intelligenza artificiale, ha premiato al primo posto il Liceo Classico “Giacomo Leopardi” di Macerata con Ludovica Pettorossi, Sofia Crepaccioli, Lucia Menchi e Daria Contigiani.
Secondo premio a “Dialogo aperto” di Gioia Brizi, Matilde Cingolani, Vittoria Pirchio e Bianca Moriconi del Liceo delle Scienze Umane “Giacomo Leopardi” di Recanati.
Terzo premio a “Messaggi di pace nell’arte” di Giorgia Illuminato, Sofia D’Amico, Chiara Sturba e Nicole Papa del Liceo delle Scienze Umane di Recanati.
Al termine della cerimonia è stata offerta una pizza ai partecipanti, per concludere una giornata di festa nel segno della pace.
C’è una forza silenziosa che si attiva ogni volta che la comunità ne ha bisogno. È quella del Gruppo CB Tigrotto ETS-ODV, associazione di volontariato iscritta alla Protezione Civile della Regione Marche che dal 1995 rappresenta un punto di riferimento per Villa Potenza e per l’intera provincia di Macerata. Oggi il gruppo, che conta quasi 100 soci attivi, lancia un appello ai cittadini affinché sostengano le proprie attività attraverso la destinazione del 5x1000.
Il valore dell’associazione emerge con particolare forza nei momenti di emergenza. Durante la pandemia da Covid-19, il Gruppo CB Tigrotto è stato operativo sin dai primi giorni, garantendo un servizio continuo e gratuito alla popolazione. I volontari hanno assistito le fasce più fragili della cittadinanza occupandosi della consegna di farmaci e spesa a domicilio, oltre alla distribuzione dei pacchi alimentari. L’impegno è proseguito anche all’interno del centro vaccinale comunale, dove il gruppo ha supportato e presidiato le attività per l’intera durata della campagna vaccinale.
Una presenza costante che si è confermata anche sul fronte delle emergenze idrogeologiche. Il territorio marchigiano, per sua natura fragile, ha più volte richiesto l’intervento dei volontari del CB Tigrotto, impegnati con mezzi e idrovore non solo a Villa Potenza e Macerata, ma anche in alcune delle principali emergenze regionali, come le alluvioni che hanno colpito Senigallia, Genga e Porto Recanati, portando supporto concreto nelle aree più colpite.
Accanto all’attività di emergenza, il gruppo porta avanti un impegno costante anche in ambito sociale, preventivo e istituzionale. Nel 2024 è stato finanziato e installato a Villa Potenza il primo totem defibrillatore (DAE) pubblico, un intervento che ha contribuito a rendere la frazione più sicura per cittadini e visitatori. Sul fronte della solidarietà, l’associazione si è mobilitata anche fuori regione, promuovendo una raccolta alimentare destinata alle popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dal maltempo, con la consegna diretta dei beni a Forlimpopoli.
Il CB Tigrotto è stato inoltre impegnato in numerosi servizi di ordine pubblico e supporto alla viabilità in occasione di eventi religiosi e istituzionali sul territorio provinciale, ricevendo anche un encomio per l’attività svolta durante l’emergenza Covid e partecipando a contesti di rilievo come il G7 Salute di Ancona.
Per continuare a garantire questo livello di intervento, il gruppo sottolinea la necessità di investire in attrezzature moderne – dai pickup attrezzati alle torri faro – e nella formazione continua dei volontari. In questo senso diventa fondamentale il sostegno dei cittadini attraverso il 5x1000. Destinare il proprio contributo al Gruppo CB Tigrotto significa infatti trasformare una semplice firma in un aiuto concreto per la sicurezza della comunità. Nella dichiarazione dei redditi è sufficiente firmare nel riquadro dedicato agli Enti del Terzo Settore e inserire il codice fiscale 01229890437.
“Persone normali che fanno cose eccezionali”: è lo spirito che guida l’associazione da quasi trent’anni e che oggi può continuare a crescere grazie al sostegno di tutti. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale https://www.cbtigrotto.it/dona-il-tuo-5x1000
Un gesto simbolico per non dimenticare la solidarietà, l’accoglienza e un’amicizia capace di superare migliaia di chilometri. L’Istituto di Istruzione Superiore “Garibaldi Bramante Pannaggi”, diretto dalla dirigente Antonella Canova, ha organizzato per martedì 26 maggio alle ore 11:00 la cerimonia di apposizione di una targa commemorativa in ricordo di Nonna Lu di Taicang.
La figura di Nonna Lu è rimasta profondamente impressa nella comunità maceratese per un gesto di grande generosità compiuto nel 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica da COVID-19, quando riuscì a raccogliere e inviare a Macerata circa 10.800 mascherine a sostegno della popolazione in un momento di forte difficoltà.
Il legame tra la donna e l’istituto scolastico affonda però le sue radici in anni precedenti, durante i viaggi di studio in Cina degli studenti, accolti più volte nella sua abitazione di campagna a Taicang. In quelle occasioni, Nonna Lu si distingueva per la sua straordinaria ospitalità, attendendo spesso per ore l’arrivo dei ragazzi lungo la strada e accogliendoli come membri della propria famiglia.
Come ricordato dalla scuola, la sua casa diventava un punto di incontro autentico tra culture, dove i giovani studenti italiani venivano accolti con calore, tradizioni culinarie locali e momenti di condivisione che hanno lasciato un segno indelebile.
Insieme alla famiglia, Nonna Lu aveva inoltre avviato una tradizione simbolica: la piantumazione degli “alberi dell’amicizia” nel villaggio di Taicang, a testimonianza viva del legame tra le due culture e delle esperienze condivise.
La cerimonia si svolgerà presso l’Istituto Agrario, luogo simbolico legato alla cura della terra e della crescita, dove verrà ufficialmente collocata la targa commemorativa come riconoscimento permanente alla sua umanità, al suo calore e alla sua straordinaria ospitalità.
(In foto la dirigente scolastica Antonella Canova)
Si chiude dopo due stagioni il rapporto tra la S.S. Maceratese e il direttore generale Stefano Serangeli. La società biancorossa ha ufficializzato la separazione consensuale attraverso un comunicato diffuso nella giornata odierna, nel quale ha voluto ringraziare il dirigente per il contributo dato al percorso di rilancio del club.
Nel comunicato la Maceratese sottolinea il ruolo centrale avuto da Serangeli negli ultimi due anni, definiti fondamentali per la crescita della società, culminati con la vittoria del campionato di Eccellenza, la promozione in Serie D e il successivo mantenimento della categoria attraverso la salvezza diretta conquistata nell’ultima stagione. “Ha saputo dare una direzione chiara e accompagnare la società nel proprio percorso di rilancio, con competenza, equilibrio e professionalità”, si legge nella nota del club, che ha inoltre evidenziato come Serangeli si sia dimostrato “un punto di riferimento costante in ogni situazione, sia nei momenti più belli che in quelli più duri”.
Contestualmente il direttore generale uscente ha affidato ai propri canali personali un lungo e sentito messaggio di saluto rivolto all’ambiente biancorosso, ripercorrendo le emozioni vissute durante il biennio trascorso a Macerata.
Di seguito il messaggio integrale di Stefano Serangeli.
“Cara Rata,
è arrivato il tempo di salutarci. È giunto il momento di chiudere un capitolo intenso e pieno di emozioni; emozioni incancellabili, culminate con la splendida cavalcata dello scorso anno e con la vittoria nello spareggio di Ancona. “Chi vince scrive la storia, gli altri la leggono”: noi la storia l’abbiamo scritta, confermandoci poi con la salvezza raggiunta quest’anno.
Sento il dovere di ringraziare tutte le persone che, in questo biennio, mi hanno permesso di raggiungere sempre gli obiettivi prefissati.
In primis, vorrei ringraziare il Presidente Crocioni per avermi dato la possibilità di intraprendere questo percorso. Con Alberto abbiamo imparato a conoscerci strada facendo e posso dire, con estrema sincerità, che è nata una vera amicizia che continuerà al di là del calcio. Ringrazio anche la sua splendida famiglia, in particolare Giuliano, Leonardo ed Evelina, per il continuo supporto.
Un ringraziamento speciale va a Ivano Mattioni: sei stato per me una luce nei momenti più bui. Grazie a Giampaolo Prugni, colui che ha fatto il mio nome fin dal principio, e un grazie di cuore a Giovanni Idone, anima di questa società e persona dall’umanità sorprendente. Ringrazio Daniel per il prezioso supporto tra segreteria e organizzazione generale.
Grazie a Mister Possanzini, a Matteo Siroti e Nicolò De Cesare. Mi avete supportato e sopportato fin dall’inizio: siete stati l’anima di questo progetto. Siete tre “fenomeni” che faranno grandi cose nel calcio; la parola che più mi viene in mente pensando a voi è: VALORE AGGIUNTO.
Grazie ai ragazzi dello staff tecnico che si sono succeduti in questi anni per la grande disponibilità e professionalità: Emanuele, Cristian, Nicholas, Andrea, Oscar, Stefano, Riccardo e Matteo.
Un grazie speciale, con annessi complimenti per lo straordinario lavoro svolto in questi due anni, ad Alessandro Vallese e Francesco Tartari. Siete stati magici: avete stravolto l’immagine della società con un lavoro carico di passione e professionalità.
Grazie a tutti i dirigenti che, settimanalmente e con grande passione, ci hanno permesso di far funzionare ogni cosa; mi dispiace non poterli nominare tutti. Ai custodi e ai magazzinieri — Lamberto, Luigi, Rossano e Maurizio — grazie: siete l’esempio di cosa significhi davvero l’attaccamento alla maglia.
Grazie ai responsabili e agli allenatori del Settore Giovanile per la serietà e la passione che avete trasmesso ai ragazzi, credendo fortemente in questo progetto.
Infine, grazie a tutti i giocatori che hanno creduto in noi dopo anni difficili. Due anni fa non era semplice sposare questo progetto, ma voi lo avete fatto. Ne nomino quattro come simbolo per tutti, perché per me sono stati la chiave di ciò che siamo riusciti a realizzare: Luca Cognigni, Edoardo Ruani, Mirco Cirulli e Denny Ciattaglia.
Un ringraziamento speciale ai tifosi della Rata e alla Curva Just per il supporto e la condivisione continua nel perseguire un obiettivo che spesso va oltre la semplice vittoria sul campo. Siete stati la vera Benzina del progetto, avete creato un entusiasmo contagioso che ci ha portato a superare ogni limite. È stato un vero Onore per Me.
Infine, il ringraziamento più importante va alla mia famiglia: alla mia compagna Giorgia e ai miei figli Brando e Cecilia. Grazie per avermi permesso di vivere questi due anni in maniera così intensa, senza mai farmi pesare le continue assenze.
Lascio con la consapevolezza di aver dato tutto e di aver tracciato una strada che, nel tempo, porterà a qualcosa di straordinario.
Grazie di tutto, Rata”.
Una richiesta formale, urgente e condivisa all’unanimità da Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto e personale ATA del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata. È il contenuto della lettera inviata alle principali istituzioni locali e regionali per chiedere una soluzione definitiva alla storica frammentazione delle sedi scolastiche.
Il documento, la cui referente è la docente Giuseppina Capodaglio, è stato indirizzato al presidente della Provincia di Macerata, al dirigente del settore Ricostruzione Patrimonio ed Edilizia scolastica, al sindaco di Macerata, al presidente della Regione Marche, al commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, all’Ufficio scolastico regionale e all’Ambito territoriale di Macerata.
Nel testo si sottolinea come il prestigioso istituto, fondato nel 1923 con Regio Decreto e tra i più antichi delle Marche e d’Italia, operi da oltre venticinque anni su sedi distinte, una condizione definita ormai “strutturale” e non più temporanea.
“La divisione tra sedi comporta conseguenze concrete”, si legge nella lettera, con difficoltà nella programmazione didattica, problemi nell’utilizzo condiviso dei laboratori scientifici, continui spostamenti per docenti e studenti e un aggravio organizzativo anche per il personale ATA. Una situazione che, secondo i firmatari, finisce per incidere direttamente sulla qualità dell’offerta formativa e sulla possibilità di garantire agli studenti un’esperienza scolastica pienamente unitaria.
Ad aggravare ulteriormente il quadro sono i prossimi lavori di ristrutturazione che, secondo quanto evidenziato dal documento, porteranno il liceo ad essere distribuito addirittura su tre sedi differenti, con ulteriori traslochi di aule, laboratori e attrezzature scientifiche e informatiche.
Il timore espresso dal personale scolastico è che, anche al termine degli interventi, la situazione possa rimanere invariata. Uno scenario giudicato “inaccettabile” per una scuola che rappresenta un punto di riferimento culturale e formativo per il territorio maceratese.
Nella lettera viene inoltre sollevata una riflessione sull’utilizzo delle risorse pubbliche disponibili per l’edilizia scolastica, chiedendo se siano state realmente esplorate le opportunità offerte dai fondi per la ricostruzione post-sisma 2016, dal PNRR e dal Piano Nazionale Complementare.
Il mondo scolastico del Galilei chiede quindi alle istituzioni un impegno pubblico e concreto per avviare rapidamente il percorso verso una sede unica, attraverso un’istruttoria tecnica e amministrativa trasparente e condivisa con il dirigente scolastico e gli organi collegiali.
“Chiediamo una sede unica che garantisca il pieno diritto allo studio e migliori condizioni di lavoro per tutto il personale”, scrivono i firmatari, ribadendo che la situazione attuale è ormai “al limite della sostenibilità”.
La lettera si chiude con la disponibilità al confronto e alla collaborazione con le istituzioni, nella convinzione che una soluzione condivisa sia “non solo possibile ma doverosa”.
La cultura e la ricerca dell'Università di Macerata conquistano la platea nazionale. Le Eum (Edizioni Università di Macerata) sono state grandi protagoniste all'ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, una kermesse da record che si è chiusa con ben 254 mila visitatori. La casa editrice dell’Ateneo maceratese ha partecipato all'evento all'interno dello stand condiviso con le realtà aderenti al Coordinamento dell’Associazione Upi (University Press Italiane), mettendo in mostra il proprio catalogo e presentando importanti novità che spaziano dalla saggistica d'avanguardia ai progetti ludico-didattici.
Il filo conduttore della spedizione torinese è stato la traduzione intesa come esercizio di ascolto, incontro e cura delle parole. Le Eum hanno promosso il partecipato incontro intitolato “La traduzione, lezioni di accoglienza”, organizzato in stretta sinergia con l'AutoreInvisibile e con la casa editrice Quodlibet. L'appuntamento, moderato da Franca Cavagnoli, ha visto dialogare gli esperti Franco Nasi e Stella Sacchini a partire da due volumi specifici: “Ritmi americani. Saggi su stile e traduzione” di Nasi e, in particolare, “Tornare a ridere al giorno” della stessa Sacchini.
Il libro di Stella Sacchini non rappresenta solo una novità editoriale, ma segna un vero e proprio punto di svolta per l'Ateneo marchigiano. Con questo volume si inaugura infatti "Erga", la nuovissima collana delle Eum nata con l'obiettivo specifico di aprire la conoscenza tecnica e scientifica a un pubblico di non addetti ai lavori, rendendo accessibili temi specialistici senza mai rinunciare alla qualità della ricerca.
«Tornare a ridere al giorno è un’espressione che ho letto per la prima volta in “Specchi deformanti” di Franco Nasi», ha raccontato con emozione l'autrice Stella Sacchini ripercorrendo le origini della sua opera. «È l’espressione con cui Franco Fortini traduce il Carpe diem di Orazio ed è quello che in principio mi ha avvicinato alla traduzione». La scrittrice ha inoltre ricordato il ruolo decisivo di una lettura d’infanzia legata al mito di Proserpina e Plutone, che le fece intuire la traduzione come un movimento contrario alla perdita: «Questo movimento contro la morte, che in fondo la traduzione è, e quel mito mi hanno spinto a intraprendere gli studi che ho fatto».
Nella medesima giornata, la scena si è spostata presso lo stand della Regione Marche, dove le Eum hanno svelato gli ultimi sviluppi di “Operattivamente: ascolta, disegna e gioca con l’opera lirica”. Si tratta del fortunato progetto ludico-didattico ideato quindici anni fa da Paola Nicolini e Carlo Scheggia per avvicinare i bambini al mondo del melodramma.
«Uno sviluppo importante del progetto è venuto da un accordo fra l’Università e l’Accademia di Belle Arti», ha spiegato con soddisfazione Simona Antolini, presidente delle Eum. L'iniziativa è infatti entrata ufficialmente nei programmi di insegnamento della docente di Illustrazione Claudia Palmarucci, arrivando a coinvolgere quasi cento studenti dell'Accademia. «L’obiettivo è restituire albi illustrati che possano trasmettere l’opera ai più piccoli senza banalizzarla, senza edulcorarne i contenuti e rendendo l’illustrazione una parte del linguaggio con una sua forza narrativa», ha tenuto a sottolineare la stessa Palmarucci.
I laboratori di quest'anno sono stati dedicati a tre pilastri della lirica come “Il barbiere di Siviglia”, “Il trovatore” e “Nabucco”. Grazie alla collaborazione dei docenti dell'Accademia Marino Neri, Michele Rocchetti e Simona Castellani, l'Ateneo pubblicherà presto i progetti grafici selezionati, che porteranno la firma di Davide Rapagnetta, Gabry Priori, Ruihan Bai, Irene Bellagamba, Irene Longo e Rebecca Salladini.
Un cittadino straniero di 29 anni, regolare sul territorio nazionale ma senza fissa dimora in Italia, è stato denunciato a piede libero dagli agenti della Polizia di Stato. Il giovane è stato sorpreso e fermato nel pomeriggio di ieri mentre si trovava nel capoluogo in evidente stato di alterazione psicofisica, violando la misura di allontanamento che pendeva sul suo conto.
L'operazione è stata condotta dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata. Durante il consueto e quotidiano servizio di pattugliamento e controllo delle vie cittadine, la Volante della Polizia ha notato il soggetto in via Trento, seduto direttamente sul marciapiede e intento a consumare una birra, circondato da diverse altre lattine già vuote lasciate a terra accanto a lui.
I poliziotti hanno immediatamente proceduto a fermare l'uomo per l'identificazione. Preso atto dei sintomi lampanti e inequivocabili dovuti all’eccessivo consumo di sostanze alcoliche, gli operatori hanno dapprima sanzionato amministrativamente il giovane per il reato di manifesta ubriachezza.
Successivamente, l’equipaggio della Volante ha voluto approfondire gli accertamenti tramite la consultazione delle banche dati in dotazione alle forze dell'ordine. Gli accertamenti più approfonditi hanno così permesso di appurare che il 29enne, di origini tunisine, era in realtà gravato da un provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Macerata.
La misura di prevenzione era stata emessa formalmente dal questore di Macerata lo scorso 16 maggio, con una validità stabilita per il periodo di un anno, ed era stata regolarmente notificata al giovane soltanto due giorni addietro a Civitanova Marche.
Nonostante il divieto tassativo di rimettere piede nel territorio comunale maceratese fosse freschissimo di notifica, il 29enne ha deciso comunque di fare ritorno in città. Di fronte alla palese violazione, il giovane tunisino è stato condotto dagli agenti presso gli uffici della locale Questura per l'espletamento delle procedure di rito, dove è stato sottoposto ai rilievi dattiloscopici e fotosegnaletici.
Al termine degli accertamenti d'ufficio, l'uomo è stato deferito a piede libero all'autorità giudiziaria per aver infranto il provvedimento dell'autorità ed essere tornato abusivamente nel comune dal quale era stato allontanato.
I Carabinieri della Stazione di Montecassiano hanno denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria un 20enne di origine egiziana, ritenuto responsabile di violazioni alla normativa sul soggiorno e risultato privo di validi documenti di identificazione.
L’intervento è avvenuto nella tarda mattinata di ieri, 21 maggio 2026, a Macerata, presso la fermata dell’autobus situata nei pressi dei Giardini Diaz. I militari sono intervenuti su richiesta del personale addetto ai controlli dell’azienda di trasporto urbano, che aveva individuato a bordo di un mezzo pubblico un passeggero senza regolare titolo di viaggio e sprovvisto di documenti d’identità.
Il giovane, risultato senza fissa dimora, disoccupato e incensurato, è stato accompagnato in caserma per gli accertamenti di rito. Attraverso le procedure di fotosegnalamento i Carabinieri sono riusciti a risalire alla sua esatta identità.
Successivamente il 20enne è stato accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, dove nei prossimi giorni verrà esaminata l’istanza di protezione internazionale presentata dal giovane cittadino egiziano.
Sala partecipata, domande dirette dei cittadini e un confronto acceso su uno dei temi più delicati per il futuro del territorio: la gestione dei rifiuti. È questo il clima che ha caratterizzato l’incontro pubblico organizzato dal Terzo Polo Macerata a Sforzacosta sul tema del termovalorizzatore.
Protagonisti della serata l’esperta ambientale Katia Cavalli di ORA, il candidato sindaco Mattia Orioli e il candidato consigliere Giorgio Menchi, che hanno illustrato la proposta del movimento e risposto alle domande del pubblico.
Ad aprire l’incontro è stato Mattia Orioli, che ha rivendicato la posizione del Terzo Polo sul tema dei rifiuti, sostenendo come la proposta di un termovalorizzatore regionale venga portata avanti “da prima di tutti gli altri”. Secondo il candidato sindaco, affrontare il problema senza pregiudizi significa individuare soluzioni moderne capaci di garantire benefici sia ambientali sia economici.
“Un impianto regionale – ha spiegato Orioli – permetterebbe di ridurre i costi legati al trasporto dei rifiuti, abbassare la Tari per i cittadini e liberare risorse da investire sul territorio”.
A seguire è intervenuta Katia Cavalli, che attraverso dati e slide ha illustrato il funzionamento dei moderni termovalorizzatori, soffermandosi sulla situazione della gestione dei rifiuti nelle Marche e nella provincia di Macerata. Un intervento tecnico ma accessibile, che ha aperto il dibattito con il pubblico presente in sala.
Tra le questioni più discusse, l’opportunità di realizzare un impianto proprio nel Maceratese. Secondo Cavalli, Orioli e Menchi, "oggi il territorio sostiene costi elevati per trasferire i rifiuti altrove, mentre un impianto regionale collocato a Macerata potrebbe trasformare il conferimento dei rifiuti in una risorsa economica per la città. Entrate che, secondo il Terzo Polo, potrebbero tradursi in una riduzione della Tari e in investimenti per servizi e infrastrutture".
Durante l’incontro si è parlato anche della produzione energetica derivante dall’impianto, con la possibilità di generare energia elettrica e acqua calda.
Particolarmente sentito il tema dell’inquinamento. Alla domanda sul paragone con il vecchio inceneritore del Cosmari, chiuso nel 2012, Katia Cavalli ha sottolineato le differenze tra gli impianti del passato e i moderni termovalorizzatori.
“Le emissioni – ha spiegato – vengono monitorate continuamente, 24 ore su 24, nel rispetto di limiti europei e nazionali molto rigidi. L’impatto ambientale esiste, ma è estremamente contenuto”.
Secondo Cavalli, gran parte delle resistenze verso il progetto deriverebbe da una percezione ancora legata ai vecchi inceneritori e da una conoscenza limitata delle tecnologie attualmente disponibili.
Nel corso della serata si è affrontato anche il tema della localizzazione dell’impianto. Orioli e Menchi hanno assicurato che il Terzo Polo lavorerà affinché l’eventuale struttura venga collocata lontano da Sforzacosta, “una frazione che ha già dato molto sul fronte dei rifiuti”, privilegiando un’area facilmente raggiungibile dai mezzi pesanti senza aggravare il traffico locale.
Spazio infine alle possibili ricadute occupazionali. Secondo Katia Cavalli, un termovalorizzatore moderno potrebbe generare nuovi posti di lavoro qualificati, coinvolgendo tecnici, ingegneri e operatori specializzati, oltre a favorire collaborazioni con università e centri di ricerca.
A chiudere l’incontro è stato Giorgio Menchi, che ha richiamato l’attenzione sulle criticità storiche di Sforzacosta, dal tema rifiuti alla viabilità fino alla situazione del fosso Narducci, assicurando che tali questioni saranno una priorità in caso di elezione.
Una visita intensa, capace di lasciare un segno profondo sia dal punto di vista storico che umano. È quella vissuta all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Santa Croce di Macerata, guidata da Romano Ruffini, per anni operatore della struttura e testimone diretto della quotidianità vissuta tra quei padiglioni.
Con passione e sensibilità, Ruffini ha accompagnato i partecipanti in un percorso che ha intrecciato storia, sofferenza e umanità, raccontando non solo l’evoluzione della struttura, ma soprattutto le vite dei pazienti che vi furono ricoverati.
Il Santa Croce venne inaugurato nel 1871, subito dopo l’Unità d’Italia, diventando una delle prime strutture italiane dedicate alla cura delle malattie mentali. Tuttavia, già dal 1774 Macerata aveva mostrato attenzione verso i malati psichiatrici, inizialmente ospitati nella Torre di Porta San Giuliano e successivamente trasferiti alle “Monachette” e poi all’Asilo Ricci durante il periodo dello Stato Pontificio.
Nel corso dei decenni il complesso si ampliò notevolmente, trasformandosi tra il 1871 e il 1939 in una vera e propria città nella città. Furono anni di profonde trasformazioni culturali e sociali, durante i quali si iniziò finalmente a distinguere i malati mentali dai delinquenti, fino ad allora trattati allo stesso modo e gestiti direttamente dal Ministero dell’Interno.
Nel 1876 arrivò alla direzione il giovane medico emiliano Enrico Morselli, che introdusse l’ergoterapia, la cosiddetta terapia del lavoro. I ricoverati venivano coinvolti nella coltivazione dei 14 ettari di terreno appartenenti alla struttura, nella convinzione che disciplina e attività manuale potessero aiutare il recupero mentale.
Il racconto di Ruffini ha ripercorso anche gli anni che precedettero la legge Basaglia, quando medici e infermieri iniziarono a sperimentare forme di assistenza più umane e inclusive. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta alcuni operatori accompagnavano i pazienti all’esterno della struttura e organizzarono spazi di aggregazione per i casi meno gravi, assumendosi importanti responsabilità personali.
Durante la visita i partecipanti hanno attraversato il padiglione uomini, quello femminile, il reparto agitati, la Sezione Cronici, la cooperativa di consumo, la neviera e la struttura a pagamento. Luoghi che, grazie ai racconti di Ruffini, sono sembrati improvvisamente ripopolarsi delle storie e delle emozioni di chi vi aveva vissuto.
Particolarmente toccanti le vicende ricordate durante il percorso, come quella dell’avvocato maceratese Raffaele Foglietti, ricoverato alla fine dell’Ottocento dopo aver ingiuriato il procuratore, oppure quella di Beatrice, madre della scrittrice Sibilla Aleramo, internata per depressione e autrice di una struggente lettera al marito in cui chiedeva di poter tornare libera.
Un viaggio nella memoria che ha riportato al centro il valore dell’umanità nella cura e il ruolo fondamentale degli operatori sanitari, chiamati ogni giorno a cercare percorsi capaci di alleviare la sofferenza mentale.
Al termine della visita, l’associazione della Polizia di Macerata ha consegnato a Romano Ruffini un foulard dell’associazione, ringraziandolo per aver offerto ai presenti una preziosa lezione di storia, memoria e vita vissuta.