Da una parte i cambiamenti climatici, che spingono i vignaioli verso vendemmie sempre più anticipate e vicine al periodo di Ferragosto, dall’altra il calo dei consumi, determinato anche dalla propensione delle nuove generazioni verso altre bevande. Per il settore vitivinicolo marchigiano "sono necessari interventi strutturali nell’ambito di una strategia unitaria in grado di affrontare l’oggi ma di proiettarsi verso il medio lungo termine".
È quanto sostiene Coldiretti Marche, che sollecita la Regione ad avviare un’operazione di mappatura aggiornata del territorio per rendere puntuale lo schedario viticolo regionale.
"È la base di partenza per valutare oggettivamente andamento produttivo, giacenze, strumenti attivati, fabbisogni delle aziende, punti di forza e criticità, misure OCM attivate, da attivare o rimodulare sulle esigenze delle imprese nell'ambito di un piano strategico regionale che possa abbracciare il settore a tutto tondo e strategie commerciali per arrivare a un Piano Strategico Vitivinicolo Regionale 2026-2030", sottolinea Coldiretti Marche.
A preoccupare maggiormente sono soprattutto giacenze e surplus produttivo. Al netto dell’afa e degli eventi meteo violenti, con grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo compromettendo la produzione anche fino al 90% in alcune aziende, si stima una produzione in linea con quella dello scorso anno, pari a circa 870mila ettolitri secondo i dati Ismea.
Ma il nodo principale riguarda la quantità di vino già presente in cantina. Secondo Coldiretti Marche le giacenze sarebbero altrettanto elevate e questo potrebbe determinare un crollo dei prezzi. Nei giorni scorsi l’Imt è intervenuto con una serie di provvedimenti per tutelare il valore del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
In particolare, le eccedenze produttive della campagna vendemmiale 2026 superiori ai 100 quintali per ettaro non potranno essere certificate Doc fino a giugno 2027. In alternativa potranno essere commercializzate, previa richiesta all’organo di controllo, come Esino Doc, Marche Igt o vino senza denominazione.
L’obiettivo è evitare un eccesso di offerta sul mercato e preservare valore economico e immagine della denominazione.
«Un mercato che ha bisogno di qualità - spiegano da Coldiretti Marche - e per questo chiediamo alla Regione di valutare un abbassamento delle rese produttive e interventi di distillazione per ridurre le giacenze e riequilibrare il mercato».
«Avere una mappatura reale del settore consentirà anche di valutare sospensioni per le autorizzazioni a nuovi impianti, prevedendo però specifiche deroghe per quelle imprese che per caratteristiche produttive e commerciali non contribuiscono all’aumento delle giacenze e agli squilibri di mercato».
Nelle Marche si contano circa 18mila ettari di vigne, di cui 12mila destinati alle produzioni di qualità Doc, Docg e Igt. Nonostante i consumi interni siano leggermente aumentati, passando dal 55% al 56% della popolazione marchigiana, si registra una trasformazione nelle abitudini, con un consumo più sporadico per oltre un terzo dei consumatori. Restano invece in calo i consumi nazionali ed esteri, soprattutto tra i giovani.

cielo sereno (MC)
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