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Economia

Micam 2026, la sfida del Made in Marche: "Ora fare rete e conquistare nuovi mercati” (VIDEO)

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Anche quest’anno il Micam, arrivato alla sua 102ª edizione, ha riunito a Fiera Milano Rho 758 marchi provenienti da tutto il mondo. La manifestazione si conferma l’appuntamento internazionale di riferimento per il settore calzaturiero e anche quest’anno il Made in Marche è protagonista, con una forte presenza di imprese, tra cui diverse realtà della provincia di Macerata.

Una fiera che per le aziende rappresenta soprattutto un’occasione per incontrare buyer internazionali, consolidare i rapporti con i mercati già acquisiti e cercare nuove opportunità. Le sensazioni raccolte tra gli espositori sono di un cauto ottimismo, con una buona presenza di operatori stranieri, soprattutto dal Nord Europa. Per la prossima stagione emergono il ritorno dell’heritage e del vintage, insieme a linee più semplici e femminili, senza rinunciare a colore e sperimentazione. Segnali positivi arrivano anche da Mipel, dove la pelletteria guarda soprattutto a Europa, Nord Africa e Stati Uniti.

Ed è proprio l’internazionalizzazione a essere al centro della sfida per il comparto marchigiano. Un tema sul quale interviene anche la Regione: l’assessore Bugaro ha annunciato un nuovo sportello per il credito da 11,2 milioni di euro, oltre 500 le domande già arrivate, e il prossimo avvio del mini basket bond. Sul fronte dell’estero, invece, è previsto un nuovo strumento destinato a sostenere la creazione di reti commerciali nei mercati internazionali.

A Milano il punto di vista di Confindustria Macerata, con il presidente Marco Ragni e il direttore Gianni Niccoò, che sottolineano il valore del Micam non soltanto come vetrina, ma come vera e propria piattaforma commerciale per le imprese.

«Questa non è solo un’esposizione di prodotti, ma il Micam costituisce proprio una struttura commerciale per le nostre aziende», spiega Marco Ragni, che evidenzia alcuni segnali di ripresa nonostante un contesto ancora complesso. La direzione, secondo il presidente, è quella di organizzarsi per affrontare nuovi mercati e fare sistema.

Una necessità condivisa anche da Niccolò Ragni, che richiama l’importanza di rafforzare la collaborazione tra i territori: «Bisogna fare rete, bisogna fare squadra». In questo senso, la sinergia tra Macerata e Ancona viene indicata come fondamentale, insieme alla necessità di ampliare l’attività di incoming, coinvolgendo sempre più buyer professionali e grandi catene con maggiore capacità di acquisto.

Ma il segnale più incoraggiante, secondo il direttore di Confindustria Macerata, arriva direttamente dagli imprenditori: «Nonostante le difficoltà, vedi negli occhi dell’imprenditore un coraggio, una voglia di investire ancora importante».

Perché questa voglia possa tradursi in crescita, però, serve il sostegno delle istituzioni. Regione ed enti pubblici, sottolinea Ragni, devono facilitare i processi di innovazione di prodotto e di processo, la ricerca e la qualificazione delle maestranze, sostenendo soprattutto le imprese che continuano a investire.

Dal Micam 2026 arriva così un segnale di fiducia prudente. La sfida per il Made in Marche, e in particolare per il distretto maceratese, è ora trasformare i contatti della fiera in nuove occasioni commerciali e continuare a conquistare spazio sui mercati internazionali.

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