di Silvia Ardini

Future Campus Tolentino, si chiude l'edizione 2026: undici giorni tra imprese e formazione (VIDEO)

Future Campus Tolentino, si chiude l'edizione 2026: undici giorni tra imprese e formazione (VIDEO)

Si è concluso oggi il Future Campus Tolentino 2026, il progetto estivo di orientamento e formazione promosso da Confindustria Macerata insieme all’Associazione Paesaggio dell’Eccellenza, che ha coinvolto studenti delle scuole secondarie di secondo grado in un percorso di undici giornate tra aziende, università, laboratori ed esperienze sul campo. L’incontro finale è stato l’occasione per fare il punto sul lavoro svolto, sulle esperienze vissute e sulle competenze sviluppate dai ragazzi, che hanno potuto conoscere da vicino realtà produttive e professionali del territorio, lavorando su comunicazione, collaborazione, autonomia e problem solving. Il campus si è sviluppato attraverso un modello itinerante che ha portato i partecipanti in aziende, enti e luoghi simbolo della provincia di Macerata. Tra le tappe: Simonelli Group, Pasta di Camerino, Lube Academy, Poltrona Frau, l’Università di Camerino, la Distilleria Varnelli, il Teatro Politeama di Tolentino e le attività legate all’agricoltura sociale con SI.GI e ANFFAS. Un percorso fatto di visite aziendali, laboratori pratici e attività di gruppo, con l’obiettivo di aiutare i giovani a conoscere meglio il mondo del lavoro e a sviluppare maggiore consapevolezza sulle proprie capacità e sulle scelte future. A portare i saluti dell’amministrazione comunale di Belforte del Chienti è stato il consigliere Carlo Santini, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra scuola e imprese: “La sinergia tra scuola e mondo del lavoro è fondamentale, così come la conoscenza del territorio e delle aziende”. Soddisfazione anche da parte di Maurizio Giuli di Simonelli Group, che ha ricordato il valore dell’esperienza vissuta con gli studenti: “Spero che sia stata un’esperienza utile e piacevole”. Sul fronte della formazione personale, Mirko Giardetti di Lube Academy ha rimarcato l’importanza di confrontarsi con realtà diverse: “Un’esperienza così vi permette di conoscere ciò che avete attorno e di capire anche cosa non vi piace, iniziando a fare scelte più consapevoli”. A chiudere gli interventi è stato il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, che ha invitato i ragazzi a mantenere uno spirito critico: “Prendete informazioni ovunque, ma poi pensate con la vostra testa”. Il Future Campus Tolentino 2026 si chiude così con un bilancio positivo, lasciando ai giovani partecipanti strumenti concreti per orientarsi nel proprio percorso futuro e una conoscenza più diretta delle opportunità offerte dal territorio.

10/07/2026 11:20
C'era una volta l'Italia che vinceva i Mondiali: 20 anni fa, l'indimenticabile estate 2006 (FOTOGALLERY)

C'era una volta l'Italia che vinceva i Mondiali: 20 anni fa, l'indimenticabile estate 2006 (FOTOGALLERY)

Ci sono notti che non appartengono soltanto allo sport, ma alla memoria di un Paese. Il 9 luglio 2006 è una di quelle. Vent'anni fa l'Italia conquistava il suo quarto titolo mondiale, battendo la Francia ai calci di rigore al termine di una finale entrata nella storia. Una vittoria che trasformò strade e piazze in un'unica, immensa festa. Riguardare oggi quelle immagini significa fare un viaggio in un'epoca che sembra lontanissima, vista anche la tripla esclusione consecutiva dai Mondiali della nostra Nazionale di calcio, tristemente spettatrice della rassegna in corso negli Usa, in Canada e in Messico. Nelle fotografie che vi proponiamo ci sono i volti sorridenti di chi si abbraccia senza conoscersi, bambini avvolti nel tricolore, cani "vestiti" a festa, famiglie intere scese in strada e automobili che oggi sembrano quasi reperti di un'altra epoca, sommerse da bandiere e cortei festanti. Scatti che raccontano non solo un trionfo sportivo, ma anche un modo diverso di vivere la città, condividere la gioia e sentirsi parte di una comunità. Il direttore Guido Picchio, allora come oggi, era tra la gente con la macchina fotografica. I suoi scatti immortalano i luoghi simbolo di Macerata invasi da migliaia di persone, tra cori, fumogeni, clacson e un entusiasmo che sembra uscire dalle fotografie anche a distanza di vent'anni. La galleria che proponiamo raccoglie le immagini di quei giorni indimenticabili: non solo la notte della finale del 9 luglio, ma anche l'esplosione di felicità dopo la semifinale vinta contro la Germania, quando la città aveva già iniziato a sognare. Un patrimonio di immagini che restituisce l'atmosfera di un'estate destinata a rimanere nella storia e nel cuore di un'intera generazione. Per la galleria fotografica completa scorri in fondo all'articolo, sotto la sezione pubblicitaria!  

09/07/2026 17:30
Cinema all'aperto, un'estate di film sotto le stelle: da Ussita a Civitanova, ecco tutte le rassegne in provincia

Cinema all'aperto, un'estate di film sotto le stelle: da Ussita a Civitanova, ecco tutte le rassegne in provincia

L'estate maceratese si guarda sul grande schermo, ma senza soffitto. Piazze, giardini, aree verdi e luoghi simbolo del territorio tornano a trasformarsi in sale cinematografiche all'aperto, offrendo un cartellone che attraversa generi, pubblici e paesaggi. Dai film d'autore alle grandi produzioni per famiglie, passando per il cinema horror, le rassegne estive confermano una formula capace ogni anno di richiamare residenti e turisti. Ad aprire la stagione è CROC – Una specie di cinema, in programma all'Area Caraceni di Ussita fino al 28 agosto. La rassegna propone undici appuntamenti con proiezioni alle 21.15, precedute da momenti di incontro e convivialità. Un progetto che negli anni è diventato uno dei punti di riferimento dell'estate nei Sibillini. A Civitanova Marche il grande schermo raddoppia. Allo Spazio Aperto Cecchetti torna Cinema sotto le stelle, con film per famiglie e grandi classici, mentre piazza Ramovecchi ospita Cinema in Piazzetta, quattro serate in programma ogni mercoledì di luglio alle 21.15. Tutte le proiezioni sono gratuite e accompagnano il calendario degli eventi estivi del centro cittadino. Dal 9 al 12 luglio Tolentino accende invece i riflettori sul Distesi Fear Fest, festival dedicato al cinema horror e fantastico organizzato dal Distesi Film Project. Quattro serate tra proiezioni e ospiti che richiamano appassionati del genere da tutta la regione. Lo stesso Distesi Film Project è promotore anche di Sasso d'Autore, in programma dal 30 luglio al 2 agosto al Sasso d'Italia di Macerata. Una rassegna dedicata al cinema d'autore che unisce la visione dei film alla suggestione di una delle location più caratteristiche della città. A chiudere il calendario è I Giovedì del Cinema in Piazza di San Severino Marche. Fino ai primi di agosto Piazza del Popolo si trasforma ogni settimana in una sala cinematografica all'aperto, con proiezioni gratuite alle 21.30 organizzate dal Comune e dal Cinema Teatro San Paolo. Cinque rassegne, cinque modi diversi di vivere il cinema, accomunati dalla voglia di trasformare le sere d'estate in un'esperienza condivisa. Perché, quando il sole tramonta e si accendono le luci del proiettore, basta una sedia e uno schermo per fare di una piazza o di un prato la sala cinematografica più bella.  

09/07/2026 16:30
Marche, guida ai saldi 2026 : cinque regole per risparmiare davvero (Video)

Marche, guida ai saldi 2026 : cinque regole per risparmiare davvero (Video)

I saldi estivi sono tornati puntuali anche quest'anno. Nelle Marche la stagione degli sconti ha preso ufficialmente il via il 4 luglio e, come da tradizione, le vetrine si sono riempite di cartelli colorati che promettono ribassi dal 20 al 70 per cento. Entrare in un negozio, però, può trasformarsi rapidamente in una vera e propria caccia al tesoro: centinaia di articoli, offerte apparentemente imperdibili e percentuali diverse che rischiano di confondere anche i consumatori più attenti. Per il commercio marchigiano i saldi restano comunque un momento importante. Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio Marche, la spesa media prevista per questa stagione si aggira intorno ai 200 euro a famiglia, circa 90 euro a persona. Un appuntamento che coinvolge sia i consumatori, alla ricerca di prezzi più convenienti, sia i negozianti, che vedono nei saldi un'occasione per sostenere le vendite e rinnovare il magazzino. Ma cosa conviene davvero acquistare durante i saldi? Per aiutare i lettori a orientarsi nel mare delle promozioni estive, abbiamo raccolto alcuni consigli utili per fare acquisti consapevoli e sfruttare al meglio la stagione degli sconti. Ecco cinque regole per evitare spese inutili e trasformare lo shopping in un vero risparmio La prima regola è non farsi conquistare solo dallo sconto. Un -50% o un -70% fa sempre effetto, ma la percentuale da sola non basta. Prima di acquistare è importante guardare il prezzo finale e chiedersi se il prodotto valga davvero quella cifra. La seconda è scegliere la qualità, non soltanto la quantità. I saldi sono il momento ideale per comprare quei capi destinati a durare nel tempo: una buona giacca, un paio di scarpe resistenti o un capo passe-partout possono rivelarsi investimenti più intelligenti rispetto a tanti acquisti dettati solo dall'entusiasmo del momento. La terza regola è comprare solo ciò che verrà realmente utilizzato. La domanda da porsi è semplice: "Lo avrei comprato anche senza lo sconto?". Se la risposta è no, probabilmente non si tratta di un vero affare, ma solo di una spesa in più. La quarta riguarda l'attenzione al prodotto, oltre che al cartellino. Prima di pagare è sempre bene controllare tessuti, cuciture e condizioni del capo. Un prezzo basso non deve mai significare rinunciare alla qualità. Infine, è importante entrare in negozio con un piano. Una lista di ciò che serve e un budget stabilito sono i migliori alleati contro gli acquisti impulsivi. I saldi premiano chi cerca occasioni, non chi si lascia trascinare dalle offerte. I saldi restano un'occasione interessante per risparmiare, soprattutto su prodotti di qualità che avremmo acquistato comunque. Con qualche controllo in più e un po' di pianificazione, anche il giro tra le vetrine può trasformarsi in un affare davvero vantaggioso.  

07/07/2026 19:53
L’estate ha la sua playlist: tutti i festival musicali in provincia di Macerata

L’estate ha la sua playlist: tutti i festival musicali in provincia di Macerata

Da luglio ad agosto la provincia di Macerata si riempie di concerti, festival e appuntamenti musicali: dai palchi nei borghi alle location immerse nella natura, dalle grandi produzioni agli eventi più indipendenti. Una mappa di serate da segnare in agenda per chi cerca musica dal vivo, nuovi artisti e occasioni per vivere il territorio in modo diverso. A luglio, in diversi luoghi dell’entroterra marchigiano, torna IncantoMarche, il festival nato dall’esperienza di RisorgiMarche. La rassegna mantiene la sua formula originale: portare la musica fuori dai circuiti tradizionali, tra paesaggi naturali, borghi e luoghi simbolo del territorio. Il programma 2026 prevede appuntamenti a San Severino Marche, con l’apertura affidata a Neri Marcorè e Ditonellapiaga a Castel San Pietro, la tappa di Sefro il 26 luglio con I Patagarri e il concerto del 30 luglio al Convento di San Salvatore in Colpersito con Mario Tozzi ed Enzo Favata. A Recanati il 9, il 17 e il 24 luglio torna Lunaria, la rassegna firmata Musicultura dedicata alla musica d’autore. Tre appuntamenti con tre protagonisti della scena italiana: sul palco arrivano Morgan, Giorgio Poi e Dimartino, per tre serate tra cantautorato, ricerca musicale e nuove contaminazioni. A Morrovalle dal 9 all’11 luglio torna il Fool Festival, uno degli appuntamenti più legati alla scena indipendente marchigiana. Il festival porta sul palco musica alternativa e nuove tendenze: tra gli ospiti annunciati ci sono I Ministri, protagonisti della serata del 10 luglio. A Macerata, all’Arena Sferisterio, dal 17 luglio al 9 agosto torna il Macerata Opera Festival, uno degli appuntamenti più importanti del calendario culturale cittadino. Il cartellone 2026 propone Nabucco, Il barbiere di Siviglia, Il trovatore e lo spettacolo speciale dedicato ai Carmina Burana. A Montecassiano dal 21 al 30 luglio spazio al MACSI Festival, rassegna che intreccia musica, cultura e spettacolo nel centro storico del borgo. Tra gli appuntamenti annunciati ci sono il concerto di Chiara il 21 luglio, lo spettacolo di Giobbe Covatta il 23 luglio e l’incontro con Lucrezia Ercoli il 30 luglio. Nei borghi della provincia di Macerata durante tutta l’estate torna anche Borghi in Jazz Festival, il progetto che porta il jazz nelle piazze e nei centri storici dell’entroterra. Il programma 2026 è ancora in aggiornamento: date e artisti verranno comunicati nelle prossime settimane. A San Severino Marche e negli altri comuni coinvolti tra luglio e agosto torna il San Severino Blues Festival, una delle rassegne storiche dedicate al blues e alle sue contaminazioni. Un appuntamento per gli appassionati di soul, rhythm’n’blues e musica afroamericana, con concerti diffusi sul territorio. A Montecosaro dal 29 luglio al 2 agosto arriva il MIND Festival, uno degli appuntamenti più vicini alla scena musicale contemporanea. Cinque giornate tra indie, pop, elettronica e nuove sonorità con un cartellone che comprende Pippo Sowlo, Ruggero De I Timidi, I Cani, Ditonellapiaga, Camoufly, Benny Benassi, Parisi, Mauro Repetto, Sayf e Mind Enterprises. A San Ginesio dal 31 luglio al 2 agosto torna il Soul & Blues Festival, tre giorni dedicati alle radici della musica afroamericana. Nel cuore del borgo si incontrano blues, soul e rhythm’n’blues, con concerti pensati per chi ama le grandi voci e le sonorità nate dall’incontro tra culture diverse. Dai piccoli borghi ai grandi palchi, l’estate musicale maceratese offre una playlist fatta di generi diversi e atmosfere diverse. Una stagione da vivere tra concerti, piazze e luoghi del territorio, scegliendo ogni sera la propria colonna sonora.    

07/07/2026 19:39
Dalle ferite del sisma alla rinascita: riapre la Pinacoteca di Serrapetrona (FOTO e VIDEO)

Dalle ferite del sisma alla rinascita: riapre la Pinacoteca di Serrapetrona (FOTO e VIDEO)

Dopo i lavori di ricostruzione e recupero seguiti agli eventi sismici del 2016, la Pinacoteca di Serrapetrona torna ad aprire le sue porte, restituendo alla comunità e ai visitatori un luogo che si propone come vero e proprio scrigno di arte, memoria e identità locale. Un ritorno atteso, che segna non solo la riapertura di uno spazio espositivo, ma anche un passaggio simbolico di rinascita per il territorio. All’interno della Pinacoteca trovano posto opere d’arte sacra e contemporanea, il Museo dell’Uomo – custode di strumenti e testimonianze legate alle arti e ai mestieri dell’età preindustriale – oltre a una suggestiva sezione dedicata alla mostra ornitologica. Un percorso museale articolato che restituisce la complessità della vita rurale e culturale del territorio. A sottolineare il valore simbolico e comunitario dell’iniziativa è intervenuta per prima il sindaco di Serrapetrona Silvia Pinzi, che ha richiamato il significato profondo del legame tra comunità e territorio: «Pavese in La luna e i falò disse che un paese vuole dire non sentirsi soli, nel paese ci sono le nostre radici. Questo è quello che rappresenta questo luogo». Come ben si sa, il sisma segna un prima e un dopo, ed è proprio il “dopo” quello che la Pinacoteca significa per Serrapetrona: la restituzione alla comunità di un luogo così identitario rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di rinascita che le popolazioni del cratere stanno costruendo giorno dopo giorno. «Oggi parliamo di rinascita, non di resilienza. Resilienti lo siamo per natura», ha affermato il primo cittadino. «Siamo come la vernaccia, vitigno prepotente coltivato in un piccolo pezzo di terra: il chicco è duro, ma diventa amabile da chi sa come trattarlo». Un’immagine efficace per raccontare la capacità di trasformazione della natura e delle persone. Tra gli interventi tecnici, Luca Vallesi ha evidenziato la funzione del museo come spazio di trasmissione della memoria: «Un museo ha il compito di tramandare, fare in modo che le radici non si perdano». Il percorso espositivo, ha spiegato, restituisce pienamente questo intento, esprimendo la ruralità del territorio attraverso tre sezioni capaci di raccontare l’eterogeneità dell’entroterra marchigiano. Sul versante venatorio è intervenuto il presidente provinciale di Federcaccia, Nazzareno Galassi, che ha sottolineato quanto la caccia e la salvaguardia della fauna selvatica siano radicate nella cultura locale. Ne è testimonianza proprio la sezione museale di ornitologia, che conserva tracce e documenti di questa tradizione. Il direttore artistico dell’Appennino Foto Festival, Stefano Ciocchetti, ha invece rimarcato il valore simbolico del tema scelto per l’edizione: «Il tema è rinascita e questo luogo lo incarna in pieno. Anche noi proviamo a portare rinascita attraverso piccoli eventi». La giornata inaugurale è stata arricchita anche dall’apertura della mostra temporanea “Quello che resta”, del poeta e fotografo Emiliano Cribari, inserita nel programma dell’Appennino Foto Festival. Lo stesso Cribari ha offerto una riflessione sul senso del suo lavoro: «Attraverso la fotografia cerco di ascoltare ciò che i luoghi comunicano. L’arte serve a far passare il sangue della ferita, ma anche la luce della rigenerazione». Momenti di forte partecipazione hanno accompagnato anche l’intervento dell’ex sindaco e presidente dell’Unione Montana, Giampiero Feliciotti, che ha espresso soddisfazione per il percorso di recupero e per il ruolo svolto dalle associazioni e dal volontariato nella gestione degli spazi pubblici. La chiusura istituzionale è stata affidata al senatore e commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli, che ha richiamato il valore trasformativo degli eventi sismici: «La catastrofe lascia cicatrici ma anche segni di vitalità». E ancora: «Da questi piccoli borghi, grazie alla concretezza che vi contraddistingue, si schiude una capacità operativa che diventa anche sorriso». Un invito a non cedere alla rassegnazione: «Il nostro solo nemico è la rassegnazione». La giornata si è conclusa con la benedizione di don Osman e il ringraziamento a don Aronne, in un clima di partecipazione corale che ha suggellato il ritorno della Pinacoteca alla vita pubblica. A chiudere simbolicamente la cerimonia, un brindisi ideale alla comunità e alla sua identità: «Viva Serrapetrona, viva la vernaccia».

05/07/2026 10:00
Macerata, Alemanno racconta il carcere: "Se a un detenuto uccidi la speranza, si sdraia in branda e non ne esce più" (FOTO e VIDEO)

Macerata, Alemanno racconta il carcere: "Se a un detenuto uccidi la speranza, si sdraia in branda e non ne esce più" (FOTO e VIDEO)

Nel quadro di Macerata Racconta, festival promosso dall’Associazione culturale ConTesto, si è svolto un dialogo pubblico dedicato al libro di Gianni Alemanno "L’emergenza negata, il collasso delle carceri italiane". Un confronto che ha riportato al centro del dibattito la condizione del sistema penitenziario italiano. In apertura, l'assessore Riccardo Sacchi ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, sottolineando il valore del festival come spazio di confronto culturale e l’urgenza di “accendere un faro sul durante e sul dopo”, cioè sulla detenzione e sul reinserimento sociale, troppo spesso ai margini del dibattito pubblico. Il dialogo tra Lina Caraceni, Giancarlo Giulianelli e Gianni Alemanno ha offerto tre sguardi diversi ma convergenti sulla crisi del sistema penitenziario. Lina Caraceni, professoressa di diritto processuale penale, ha richiamato il valore civile dell’iniziativa, parlando apertamente di condizioni che restano “incivili” e di una situazione che non può più essere rimossa dal dibattito pubblico. Ha insistito sul fatto che il carcere "è un pezzo di tutte le nostre vite" e che la trasformazione culturale e politica passa dalla capacità collettiva di ascoltare chi quella realtà l’ha vissuta direttamente: "La politica cambia soltanto se noi siamo disposti a cambiarla". Giancarlo Giulianelli, garante regionale dei diritti della persona, ha invece posto l’accento sulle criticità strutturali del sistema, richiamando la situazione di alcuni istituti marchigiani in condizioni definite "disastrate". Ha utilizzato una metafora efficace per descrivere il limite dell’approccio attuale: "Il carcere è come un ospedale, ma a differenza di un sistema sanitario non distingue tra i pazienti e finisce per applicare a tutti la stessa cura, la restrizione, senza una reale personalizzazione del trattamento". Al centro del confronto, l’intervento di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma ed ex detenuto del carcere di Rebibbia, ha offerto una lettura critica e fortemente esperienziale del sistema penitenziario. L’ex sindaco ha ricordato di essere intervenuto per presentare il volume scritto insieme a Fabio Falbo, con la collaborazione di un terzo autore che ha scelto di non comparire pubblicamente, un lavoro nato proprio dall’esperienza diretta della detenzione. Alemanno ha descritto il carcere come una realtà segnata da una crescente "deriva securitaria" e da condizioni materiali spesso critiche, legate al sovraffollamento e alla difficoltà di garantire percorsi trattamentali efficaci. Richiamando la propria esperienza nel carcere di Rebibbia, ha parlato di situazioni “disastrose” e di un contesto in cui la perdita di speranza rischia di bloccare ogni processo di recupero: "Se a un detenuto uccidi la speranza, si sdraia in branda e non ne esce più". Nel suo intervento ha insistito anche sul fatto che il carcere non debba essere un tema confinato a chi lo ha vissuto direttamente o a chi ha familiari detenuti, ma una questione che riguarda l’intera società. Non si tratta, ha sottolineato, di una realtà lontana o eccezionale: "La gente finisce in carcere erroneamente e non tutti i giorni", richiamando così la possibilità concreta che errori giudiziari e fragilità del sistema coinvolgano persone comuni. Alemanno ha inoltre criticato l’idea di una corrispondenza automatica tra sicurezza e durezza della pena, sostenendo che "certezza della pena non vuol dire certezza del carcere", e indicando nelle misure alternative - come semilibertà, lavoro esterno e messa alla prova - strumenti fondamentali per rendere il sistema più efficace e meno disfunzionale. Il confronto si è chiuso su una riflessione condivisa: il carcere non può essere affrontato come un’emergenza permanente, ma come un nodo strutturale della società italiana che richiede interventi organici su detenzione, giustizia e reinserimento sociale.

03/07/2026 19:50
Marko Podrascanin parla da nuovo ds: "La Lube è casa mia, qui si viene per vincere" (FOTO e VIDEO)

Marko Podrascanin parla da nuovo ds: "La Lube è casa mia, qui si viene per vincere" (FOTO e VIDEO)

La A.S. Volley LUBE ha ufficializzato la nomina di Marco Podrascanin come nuovo direttore sportivo nel corso di una conferenza stampa che ha rappresentato anche l’occasione per ribadire identità, filosofia e obiettivi della società in vista della prossima stagione. Ad aprire l’incontro è stato l’amministratore delegato del Gruppo LUBE, Fabio Giulianelli, che ha richiamato il progetto Academy come asse centrale dello sviluppo societario. L’obiettivo è quello di unificare sempre di più il mondo Lube, puntando sulla crescita del settore giovanile e sull’investimento nei ragazzi, all’interno di una visione che da 36 anni guida il club e lo spinge a essere protagonista e non semplice partecipante. La presidente Simona Sileoni ha sottolineato come la scelta di Podrascanin sia stata unanime, ricordando il suo arrivo in Italia nel 2007 e il rapporto costruito negli anni con la società. Una figura ritenuta pienamente in linea con i valori del club - moralità, correttezza e responsabilità - e capace di incidere anche sul piano umano e relazionale all’interno dell’ambiente squadra. Il vicepresidente dell’A.S. Volley Lube, Albino Massaccesi, ha richiamato la continuità del progetto societario, evidenziando come il club sia cresciuto nel tempo grazie a una struttura solida e al lavoro condiviso, in un sistema profondamente legato anche alla realtà aziendale e al territorio. Massimo Giulianelli, già direttore commerciale Italia, è stato presentato ufficialmente da oggi anche come vicepresidente dell'A.S. Volley Lube. Nel suo intervento ha ribadito la filosofia societaria basata sull’integrazione tra azienda e sport e sulla volontà di puntare costantemente al massimo risultato. Il momento centrale della conferenza è stato l’intervento del nuovo direttore sportivo Marco Podrascanin, che ha espresso forte emozione per il ritorno in biancorosso in una nuova veste: “Per me è un effetto bellissimo, è il naturale proseguimento del mio percorso. Questa è casa mia”. Podrascanin ha poi sottolineato con decisione la mentalità che caratterizza l’ambiente Lube: “Qui si viene per vincere. Non si accetta di partecipare. O si vince o si vince”. Un concetto che, ha spiegato, rappresenta la cultura del club basata su impegno, responsabilità e ambizione condivisa. Ha aggiunto anche: “Vincere è bello, ma vincere con la Lube è sicuramente la cosa più bella che esiste”. Sul piano tecnico, il nuovo ds ha descritto una squadra già competitiva, formata da un mix di giovani e giocatori con esperienza internazionale, pronta a competere su tutti gli obiettivi stagionali. Nel complesso, dalle dichiarazioni emerse in conferenza è emersa una linea comune: una società strutturata su identità, organizzazione e ambizione, in cui il risultato non è mai inteso come semplice partecipazione ma come obiettivo costante da perseguire.

02/07/2026 14:00
Caldo record e corrente a singhiozzo: serata di blackout a Macerata

Caldo record e corrente a singhiozzo: serata di blackout a Macerata

Nella serata di oggi a Macerata si stanno registrando ripetuti sbalzi nell'erogazione dell'energia elettrica. La corrente va e viene a intervalli irregolari, con brevi interruzioni che si stanno ripetendo nel corso della serata. Al momento non sono state diffuse comunicazioni ufficiali sulle cause del fenomeno. Tra le ipotesi c'è il forte carico sulla rete elettrica dovuto alle alte temperature di questi giorni e al conseguente maggiore utilizzo di ventilatori e impianti di climatizzazione. Un'altra possibile spiegazione potrebbe essere legata ai temporali che stanno interessando alcune zone limitrofe alla città, anche se al momento non vi sono conferme che i due fenomeni siano collegati. Per il momento non resta che attendere eventuali comunicazioni del gestore della rete elettrica, che potrebbero chiarire l'origine delle interruzioni e fornire aggiornamenti sulla situazione. (Foto di repertorio) 

01/07/2026 21:10
"Da Ancona si vola nel mondo": l'accordo DAT-ITA Airways apre a 73 destinazioni (VIDEO)

"Da Ancona si vola nel mondo": l'accordo DAT-ITA Airways apre a 73 destinazioni (VIDEO)

L’aeroporto delle Marche si collega al mondo. È stato presentato questa mattina al "Raffaello Sanzio" il nuovo accordo di interlinea tra ITA Airways e DAT A/S, la compagnia danese che opera i collegamenti in continuità territoriale tra Ancona, Roma Fiumicino e Milano Linate con il marchio Volidellemarche. L'intesa consentirà ai passeggeri in partenza da Ancona di acquistare un unico biglietto per viaggi che combinano i voli DAT con quelli di ITA Airways, usufruendo anche del trasferimento diretto del bagaglio fino alla destinazione finale. Attraverso gli hub di Roma Fiumicino e Milano Linate, lo scalo marchigiano potrà così contare su una rete di 73 destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali. «DAT ha fatto un lavoro straordinario in questi mesi – ha dichiarato l'amministratore delegato di Ancona International Airport, Giorgio Buffa –. È un partner strategico e un abilitatore della nostra strategia di sviluppo. La nostra visione non è basata soltanto sulla quantità, ma soprattutto sulla qualità del traffico. Grazie a questo accordo Ancona è come se fosse collegata direttamente a 73 destinazioni internazionali». Buffa ha sottolineato come il settore dell'aviazione stia ancora recuperando gli effetti della pandemia e delle tensioni geopolitiche internazionali. «La connettività globale è ancora inferiore del 9% rispetto ai livelli pre-Covid, nonostante il numero dei passeggeri sia aumentato del 2%. In questo contesto il nostro aeroporto continua a crescere: a maggio abbiamo registrato un incremento del 5,9%, mentre da inizio anno la crescita è del 2,9%, in linea con i principali hub europei». L'amministratore ha inoltre illustrato la strategia di sviluppo al 2030, fondata su tre pilastri: connettività, qualità del servizio e attenzione alle persone. Tra gli interventi annunciati figurano l'apertura di un nuovo duty free internazionale, la sostituzione di cento sedute nelle aree gate – il 30% delle quali dotate di prese di corrente –, nuovi chioschi automatici per i controlli di immigrazione, il rafforzamento delle attività dedicate alla customer experience, la formazione del personale e nuove assunzioni. Sul fronte della sostenibilità, l'aeroporto punta anche sull'impianto fotovoltaico e sull'adesione ai principi dello United Nations Global Compact. Particolarmente rilevante anche il tema dell'intermodalità. «Ancona è uno dei pochi aeroporti italiani a poter contare su una stazione ferroviaria dedicata – ha ricordato Buffa – e stiamo lavorando per garantire collegamenti ferroviari in tutte le fasce orarie, un aspetto importante anche per la decarbonizzazione dei trasporti». Soddisfatto anche Luigi Vallero, general manager Italia di DAT. «Quando veniamo ad Ancona ci sentiamo in famiglia. Avevamo promesso al territorio di garantire la connettività e oggi manteniamo quell'impegno. Con questa seconda fase apriamo le porte alle destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali attraverso l'hub di Roma». Secondo Vallero, i dati di traffico mostrano segnali incoraggianti. «I numeri crescono gradualmente. La rotta per Roma vive soprattutto di coincidenze e proprio per questo dal mese di luglio verranno modificati gli orari per migliorare le connessioni: il volo Roma-Ancona del mattino sarà posticipato, mentre quello Ancona-Roma del pomeriggio sarà anticipato». L'accordo di interlinea, ha spiegato il manager, permetterà ai passeggeri di beneficiare di tariffe combinate e di un'esperienza di viaggio più semplice. «Significa poter acquistare un'unica tariffa, spedire il bagaglio fino alla destinazione finale e contare su una collaborazione strutturata con ITA Airways. Abbiamo ripristinato la connettività dello scalo di Ancona e nei prossimi mesi ci aspettiamo una crescita ulteriore del numero di passeggeri». Per l'assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Francesco Baldelli, l'intesa rappresenta un passaggio fondamentale per l'accessibilità del territorio. «Finalmente da Ancona si vola davvero. Avere a disposizione altre 72 destinazioni significa consentire ai marchigiani di raggiungere il mondo e, allo stesso tempo, permettere al mondo di raggiungere le Marche». Baldelli ha ribadito l'impegno della Regione sul fronte dei collegamenti: «Stiamo lavorando per rendere sempre più efficiente il sistema dei trasporti verso l'aeroporto e per potenziare il collegamento ferroviario. Abbiamo previsto un investimento di 6 milioni di euro per realizzare un percorso protetto tra la stazione di Castelferretti e il terminal, rendendo lo scalo ancora più accessibile». Anche l'assessore allo Sviluppo economico, Giacomo Bugaro, ha evidenziato il ruolo strategico dell'aeroporto per il sistema produttivo regionale. «L'aeroporto è uno strumento al servizio della strategia economica delle Marche. Sempre più imprenditori utilizzano i collegamenti aerei e cresce il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Lo scalo sta diventando un luogo di riferimento per il mondo economico e produttivo della regione». L'accordo tra DAT e ITA Airways rappresenta così un nuovo tassello nel percorso di rilancio dello scalo marchigiano, che punta a rafforzare la propria posizione come porta d'accesso alle Marche e nodo strategico per i collegamenti nazionali e internazionali.    

24/06/2026 17:00
Casa Leopardi, cinque secoli di storia tornano alla luce: svelata la Sala degli Antichi (FOTO e VIDEO)

Casa Leopardi, cinque secoli di storia tornano alla luce: svelata la Sala degli Antichi (FOTO e VIDEO)

È stata presentata oggi, 11 giugno, la nuova Sala degli Antichi, il cui allestimento nasce da una scoperta emersa nel 2024 durante i lavori di consolidamento della Biblioteca di Palazzo Leopardi. Sotto gli strati di intonaco che rivestivano le pareti sono affiorati due antichi cicli decorativi, il più antico dei primi del Cinquecento e il secondo, databile tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, restituendo alla dimora leopardiana un inedito patrimonio storico e artistico. «Le case antiche riservano sempre sorprese», ha ricordato la contessa Olimpia Leopardi, spiegando come l'intervento fosse nato con l'intenzione di recuperare una semplice decorazione ottocentesca della storica Sala dei Manoscritti, senza immaginare il tesoro che si celava al di sotto. Una scoperta che la famiglia ha voluto dedicare al conte Vanni Leopardi, ricordato dalla nipote Diana Rufini Leopardi come «un uomo curioso e appassionato di viaggi, storia e storie». Il professor Stefano Papetti, curatore delle collezioni comunali di Ascoli Piceno e presidente della Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative, ha sottolineato il valore storico della scoperta. Il ciclo decorativo, caratterizzato da un raffinato illusionismo prospettico, presenta cariatidi in bronzo dorato, figure allegoriche e scene sacre e profane che testimoniano un linguaggio artistico di alto livello. Tra le immagini meglio conservate spicca la Cacciata di Adamo dal Paradiso Terrestre, affiancata da scene di caccia, pellegrinaggio e da una veduta marina con il motto biblico In te confido. Più che le possibili attribuzioni, Papetti ha voluto evidenziare il significato storico del ritrovamento. Questi affreschi dimostrano infatti che il territorio marchigiano di fine Cinquecento non era una periferia culturale, ma una realtà pienamente inserita nello Stato Pontificio e aggiornata sui gusti artistici dei grandi centri dell'epoca. «Era una provincia che provincia non era», ha osservato, sottolineando come questa scoperta apra nuove prospettive di studio sul patrimonio pittorico e iconografico del territorio. La scoperta assume un fascino particolare anche per il possibile legame con Giacomo Leopardi. Gli affreschi furono infatti coperti soltanto nel 1841, come annotò Monaldo Leopardi nel suo diario, rendendo plausibile che il poeta abbia potuto ammirarli prima che scomparissero sotto le successive trasformazioni dell'ambiente. Fondamentale il lavoro di restauro, illustrato dalla restauratrice Federica Camilletti che ha raccontato il complesso lavoro di recupero, durante il quale sono state riportate alla luce anche le numerose picconature praticate nei secoli, tracce che, nel rispetto dei principi del restauro conservativo, sono state volutamente mantenute perché parte della storia dell'opera. Da quei colpi si sarebbe salvato soltanto il volto di Dio, un particolare che Camilletti interpreta come un segno di rispetto da parte di chi, pur coprendo gli affreschi, avrebbe scelto di non intaccare l'immagine sacra. La nuova Sala degli Antichi rappresenta oggi un ulteriore tassello del percorso di visita di Casa Leopardi. Come ha spiegato Gregorio Rufini Leopardi, discendente della famiglia, la stanza esisteva già «ma ha sempre avuto un aspetto un po' cupo, una nota un po' stonante» rispetto agli altri ambienti della biblioteca. Il ritrovamento e il restauro le hanno restituito un'anima e una funzione, trasformandola in uno spazio capace di raccontare cinque secoli di storia della dimora leopardiana e di offrire ai visitatori una nuova prospettiva sul patrimonio artistico e culturale di Casa Leopardi.

11/06/2026 15:40
West Side Story allo Sferisterio: un musical che emoziona e conquista

West Side Story allo Sferisterio: un musical che emoziona e conquista

Lo Sferisterio di Macerata torna ad ospitare un musical, e la scommessa è stata pienamente vinta: West Side Story ha registrato il sold out nelle due serate del 12 e 13 settembre, confermandosi un successo partecipato e travolgente. Amore e odio, leggerezza e dramma, speranza e dolore si sono intrecciati in una produzione capace di emozionare e sorprendere. Sul palco oltre 30 artisti hanno dato vita a uno spettacolo di respiro internazionale; Luca Gaudiano, nei panni di Tony, ha incantato con una voce vellutata e intensa, culminando nel brano Maria, emozionante e da brividi, accolto da applausi scroscianti e da un bis. Natalia Scarpolini ha dato freschezza e sensibilità a Maria, mentre Anita (Rosita Denti) ha illuminato il palco con energia, ironia e forza dirompente. Antonio Catalano, nei panni di Bernardo, ha restituito un personaggio carismatico, sospeso tra rabbia e vulnerabilità, incarnando la lotta per difendere la propria identità e il gruppo. La musica di Leonard Bernstein è stata protagonista assoluta, eseguita dal vivo da una grande orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello. Particolarmente suggestiva la sezione fiati, collocata in alto sul palco, che è diventata parte integrante della scenografia, creando un effetto visivo spettacolare e un suono avvolgente, capace di amplificare la potenza emotiva della storia. L’edizione maceratese porta la firma di Massimo Romeo Piparo, che cura regia e adattamento: un lavoro che rende il testo più vicino e accessibile al pubblico italiano, senza tradire l’essenza e la forza universale dell’opera originale. Le coreografie di Billy Mitchell hanno valorizzato l’energia dei corpi in movimento, mentre le scenografie di Ricardo Sanchez Cuerda hanno incorniciato la vicenda con eleganza e grande impatto visivo. Pur essendo ambientata negli anni ’50, la storia mantiene una sorprendente attualità. I conflitti di comunità, il desiderio di appartenenza e la fragilità dell’amore si scontrano con la durezza della realtà, parlando direttamente al pubblico contemporaneo. A ricordarlo è anche Doc (Giulio Farnese), la coscienza morale della vicenda, che tenta invano di riportare equilibrio in una spirale di violenza. Con questo debutto, lo Sferisterio ha dimostrato che il musical può convivere con l’opera lirica e i grandi concerti, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e indimenticabile. West Side Story non è stato solo un evento teatrale, ma un’esperienza corale che ha lasciato un segno indelebile nella storia della programmazione maceratese.  

14/09/2025 09:40
"Una carezza lunga una sera": New Trolls, magia in Piazza della Libertà

"Una carezza lunga una sera": New Trolls, magia in Piazza della Libertà

L’aria fresca di una notte estiva e il suono senza tempo dei New Trolls: si incontrano in Piazza della Libertà in occasione del secondo appuntamento del Marchestorie Show – Aspettando il Festival, rassegna itinerante che anticipa la quinta edizione del festival MarcheStorie – Poesia di Teatri. Ad aprire la serata la cantautrice originaria di Senigallia, ma figlia adottiva di Bologna, Roberta Giallo. Scrittrice, visual artist, attrice, e performer teatrale, tra originali e funamboliche performance, eseguite in solo pianoforte e voce, ha omaggiato e reinterpretato alcune tra le più iconiche canzoni di Lucio Dalla. Il Mito New Trolls, formazione guidata da Ricky Belloni e Giorgio Usai, affiancati da Andrea Cervetto e Alex Polifrone, ha regalato al pubblico un vero e proprio viaggio sonoro tra grandi classici, aneddoti di vita artistica e momenti di intensa partecipazione. Un concerto che, fin dalle prime note, si è trasformato in una festa condivisa, sospesa tra nostalgia e vitalità. “Siamo noi ad applaudire voi” Fin dall’apertura, i New Trolls hanno dato prova del loro spirito: a rompere il silenzio non è stato il pubblico con un applauso, ma la band stessa, che ha voluto omaggiare chi li segue da sempre.  Con la consueta ironia che li contraddistingue, non sono mancati i riferimenti all’“onorevole” ultimo posto a Sanremo, accompagnati da battute e ricordi legati a Fabrizio De André. È stato rievocato anche il singolo America OK, scritto con Mogol, nato come satira sui miti americani, ma spesso frainteso come un inno patriottico. Avvolta da un’atmosfera quasi lunare o spaziale, la musica dei New Trolls ha creato un paesaggio sonoro psichedelico, sostenuto da armonizzazioni a tre voci, tastiere e sintetizzatori. La scaletta ha incluso grandi successi come Una miniera e Quella carezza della sera, intervallati da racconti, battute e curiosità sulla genesi dei brani, regalando al pubblico una narrazione musicale vivace. Il momento più intimo e toccante è arrivato con Signore io sono Irish, una preghiera musicata e dedicata all’amico recentemente scomparso Livio Macchia dei Camaleonti. Una parentesi di silenzio e commozione che ha coinvolto l’intera piazza. A chiudere la serata, il “Fuoco d’artificio e di voci che si chiama proprio Le Roi Soleil” un canone rock psichedelico, pezzo potente e dissacrante, in cui le voci si rincorrevano come in un gioco teatrale. Il pubblico si è alzato in piedi, ha invaso le prime file e si è stretto attorno ai musicisti, applaudendo a lungo, in un abbraccio corale che ha suggellato una serata memorabile. (Foto di Francesco Silla)

31/07/2025 11:38
Macerata applaude Carmen: l'opera diventa un rituale tra flamenco, specchi e rivoluzione (FOTO)

Macerata applaude Carmen: l'opera diventa un rituale tra flamenco, specchi e rivoluzione (FOTO)

È andata in scena il 29 luglio, nell'ambito del Macerata Opera Festival, la Carmen in versione flamenco, celebre balletto nato dalla collaborazione tra Antonio Gades e Carlos Saura. Un adattamento coreografico che reinterpreta l’opéra comique di Georges Bizet, ispirata alla novella omonima di Prosper Mérimée e rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1875. Un’opera rivoluzionaria per l’epoca, che segnò una svolta nel teatro musicale e che ancora oggi è considerata una delle pietre miliari del repertorio lirico mondiale. Nella lettura flamenca firmata da Gades, la passione e la sensualità di Carmen diventano il centro pulsante della scena. Le celebri arie - dalla Seguedilla alla Habanera, fino al coro del Toreador - sono conservate e valorizzate, intrecciate con sapienza a brani popolari del repertorio flamenco. Questa fusione tra la tradizione lirica e la musica popolare andalusa esalta ulteriormente la carica emotiva e simbolica dell’opera, mettendo in luce le sfumature più erotiche e innovative del personaggio di Carmen. Proprio lei, Carmen, appare sul palco dello Sferisterio come incarnazione di libertà e autodeterminazione. Sensuale, indomabile, profondamente umana. Una figura che non si limita più al cliché della femme fatale, ma che danza — letteralmente — la propria identità contro ogni convenzione. Ad interpretarla, una magnetica Esmeralda Manzanas, la cui presenza scenica e forza espressiva hanno dominato la serata, sostenute dal duende e dall’energia tipici del flamenco più autentico. Accanto a lei, Álvaro Madrid nel ruolo di Don José, tragico simbolo di una mascolinità incapace di accettare l’autonomia femminile, e Jairo Rodríguez nei panni di un Escamillo vigoroso e affascinante. Particolarmente efficace, dal punto di vista simbolico e visivo, è la scena dell’imprigionamento di Don José. In questo adattamento, la prigione non è più un luogo fisico fatto di cemento e sbarre, ma uno spazio chiuso delimitato da specchi. Un'idea scenica potente, che trasforma la detenzione in una condizione interiore: José è imprigionato non tanto da altri, quanto da sé stesso, dalla sua incapacità di accettare la libertà dell’amata, dai suoi conflitti irrisolti e dal suo desiderio possessivo. La compagnia Antonio Gades, sotto la guida artistica di Stella Arauzo, propone una coreografia essenziale ma potentissima. I passi battuti con forza, le mani che raccontano, la tensione fisica dei corpi: ogni elemento contribuisce a costruire un linguaggio scenico che supera il racconto e diventa esperienza. Il dialogo musicale tra la partitura originale di Bizet e le composizioni dei collaboratori di Gades, amplifica la tensione drammatica e rende lo spettacolo un incontro vivo tra culture, epoche e linguaggi. Il pubblico ha risposto con entusiasmo: applausi scroscianti e un’attenzione costante hanno scandito tutta la performance. Il finale, fedele nella sua essenza alla drammaturgia originale, è stato accolto da un silenzio sospeso, quasi catartico, prima di esplodere nell’ovazione finale. Quella portata in scena allo Sferisterio non è una semplice Carmen: è un rituale. Un’esperienza immersiva dove danza, musica e passione si fondono in un grido potente di libertà. (foto di Francesco Silla)

30/07/2025 11:30
Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.