di Silvia Ardini

Confisca del profitto, la Cassazione cambia le regole: a Macerata il confronto tra magistrati e avvocati

Confisca del profitto, la Cassazione cambia le regole: a Macerata il confronto tra magistrati e avvocati

La confisca del profitto cambia volto dopo la pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. E cambia, di conseguenza, anche il lavoro di magistrati, investigatori e avvocati. È la questione al centro del convegno organizzato dalla Camera Penale di Macerata "O. Olivelli - D. Valori" all'Auditorium Dante Cecchi della Biblioteca Mozzi Borgetti. «Abbiamo chiamato fra i maggiori esperti nazionali in materia di confische», ha spiegato l'avvocato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola di formazione della Camera Penale, introducendo il confronto dedicato alla sentenza n. 13783, depositata l'8 aprile 2025. La pronuncia interviene sulla confisca nei casi di concorso nel reato e stabilisce che, esclusa ogni forma di solidarietà passiva, ciascun concorrente possa essere sottoposto a confisca limitatamente a quanto concretamente conseguito. La quota deve essere provata nel contraddittorio tra le parti e, quando non sia possibile individuarla, può essere applicato il criterio della ripartizione in parti uguali. Gli stessi principi valgono per il sequestro finalizzato alla confisca. A spiegare la portata della decisione è stato Raffaello Magi, consigliere della Corte di Cassazione, Prima sezione penale. Il punto centrale riguarda la posizione dei singoli concorrenti: «Mentre prima si poteva aggredire ciascun concorrente nel reato per l'intera somma che si era realizzata, adesso si può aggredire ciascun concorrente solo per la parte del profitto che è stata effettivamente incamerata». «Non è una riforma di tipo legislativo, è una riforma di tipo interpretativo», ha precisato Magi. La pronuncia è quindi già applicabile e incide direttamente sulle modalità con cui vengono affrontati sequestri e confische nei procedimenti penali. Una novità che interessa anche il lavoro di magistrati e investigatori. Giovanni Fabrizio Narbone, procuratore della Repubblica di Macerata, ha sottolineato come la sentenza «cambia il modo di lavorare di tutti noi», aprendo nuovi problemi soprattutto nella fase delle indagini. Il nodo è riuscire a ricostruire quanto abbia effettivamente ottenuto ciascun concorrente, mantenendo insieme «l'interesse della collettività a recuperare i profitti illeciti derivanti dai reati» e la tutela dei diritti delle persone sottoposte a procedimento. Il confronto ha riunito magistratura, avvocatura e università. Oltre a Magi e Narbone, sono intervenuti Lorena Puccetti, avvocata del Foro di Vicenza e componente dell'Osservatorio misure patrimoniali e di prevenzione dell'Unione delle Camere Penali, Vincenzo Gramuglia, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, e il professor Roberto Acquaroli, ricercatore di diritto penale all'Università di Macerata, avvocato e membro della Camera Penale. L'iniziativa è stata organizzata con il patrocinio del Comune di Macerata e la partecipazione di Banca Macerata. A portare i saluti istituzionali sono stati, tra gli altri, l'assessore alla Cultura Lorella Benedetti, il presidente del Tribunale Paolo Vadala, la presidente della Sezione penale Francesca Grassi e il presidente dell'Ordine degli Avvocati Paolo Parisella.            

02/10/2026 17:50
Palazzo Cortesi, taglio del nastro per il boutique hotel nel cuore di Macerata (FOTO e VIDEO)

Palazzo Cortesi, taglio del nastro per il boutique hotel nel cuore di Macerata (FOTO e VIDEO)

C'era praticamente tutta la giunta comunale ieri sera al taglio del nastro di Palazzo Cortesi. Un segnale dell'importanza attribuita dall'amministrazione all'apertura completa dello storico edificio nel cuore di Macerata, che da ieri può finalmente essere vissuto in tutti i suoi ambienti: dalle camere alla spa di 300 metri quadrati, passando per il ristorante, il bar e il “salotto”. A tagliare il nastro sono stati il sindaco Sandro Parcaroli e il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, insieme a Sara Longarini di Palazzo Cortesi, alla presenza di numerose autorità del territorio e, appunto, di una giunta comunale quasi al completo. «Quello che c'è dentro ci dà lustro», ha commentato Sandro Parcaroli, sottolineando il valore dell'investimento per l'accoglienza. «Tante volte è stato detto che la ricettività poteva essere uno dei problemi, invece iniziano ad arrivare le risposte». Per il sindaco, Palazzo Cortesi rappresenta inoltre un investimento di qualità, con «una struttura in centro, non grandissima, ma con la qualità dei quattro stelle». Con il completamento dei lavori, Palazzo Cortesi apre ora anche gli ultimi spazi rimasti da inaugurare. La spa privata e la palestra sono accessibili al pubblico, così come il “salotto”, la zona bar che da oggi sarà aperta tutti i giorni dalla mattina alla sera. «Finalmente abbiamo tagliato il nastro e aperto le porte della spa, della palestra e del salotto», ha spiegato Sara Longarini, annunciando anche nuove iniziative per i prossimi mesi. Il “salotto” propone la colazione continentale e l'aperitivo, mentre Cucina e Vino è operativo sia a pranzo sia a cena, dopo una stagione estiva giudicata positiva dalla struttura. La spa, inoltre, non è riservata esclusivamente agli ospiti dell'hotel. «È possibile prenotarla anche se non si è ospiti dell'hotel», ha spiegato Longarini. Sono disponibili percorsi benessere, trattamenti e massaggi, anche di coppia, grazie alle due sale dedicate. Un'apertura alla città sottolineata anche dalla vicesindaca Francesca D'Alessandro, che ha definito Palazzo Cortesi «un regalo per la città» da parte della famiglia Margione. «È un palazzo storico completamente ristrutturato, una struttura ricettiva per i turisti ma non solo». Per D'Alessandro, infatti, la possibilità di accedere al centro benessere rappresenta un'opportunità anche per i maceratesi: «Un luogo per la cittadinanza, dove poter godere di qualche momento di relax e dedicarsi qualche ora di benessere». La serata di inaugurazione sancisce così il completamento di un progetto che mette insieme ospitalità, ristorazione e benessere, riportando nel pieno della sua funzionalità uno degli edifici storici del centro di Macerata. Un luogo pensato per chi arriva in città, ma anche per chi a Macerata ci vive e ora può entrarvi per concedersi qualche ora di relax, una cena o un aperitivo.

01/10/2026 11:00
Nel cuore di Macerata, la spa di Palazzo Cortesi per ritagliarsi un momento di benessere (FOTO e VIDEO)

Nel cuore di Macerata, la spa di Palazzo Cortesi per ritagliarsi un momento di benessere (FOTO e VIDEO)

Sotto le stanze di un antico palazzo, dove un tempo si custodivano altre storie, oggi scorrono acqua e vapore. È nei sotterranei di Palazzo Cortesi, la dimora storica nel cuore di Macerata trasformata in hotel quattro stelle, che nasce una spa capace di mettere in dialogo la storia degli ambienti con un'idea contemporanea di benessere. Il cuore del progetto è proprio nel recupero di questi spazi: una delle vasche idromassaggio è stata inserita all'interno di un'antica cantina, trasformando un ambiente che apparteneva alla vita quotidiana del palazzo in un luogo dedicato al relax. Non una ricostruzione del passato, ma un modo diverso di farlo vivere. A rendere particolare l'atmosfera è anche l'uso della luce. Illuminazioni calde e studiate accompagnano il percorso senza imporsi, disegnando angoli, mettendo in risalto la materia degli ambienti e creando zone più raccolte. La luce cambia la percezione degli spazi: la pietra, l'acqua e il vapore diventano elementi di un ambiente quasi sospeso, intimo e silenzioso. Un'atmosfera pensata per lasciare fuori, almeno per qualche ora, il ritmo della città. Il percorso comprende idromassaggio, vasca fredda, bagno di vapore, sauna, doccia emozionale e area relax, con la possibilità di alternare caldo e freddo e poi fermarsi nelle sedute della sala relax. A completare l'esperienza ci sono due sale per i trattamenti, dove è possibile prenotare massaggi singoli o di coppia. «Abbiamo cercato di creare un'esperienza che fosse davvero dedicata alla persona – spiega Sara Longarini di Palazzo Cortesi – con la possibilità di costruire il proprio momento di benessere, dalla spa al massaggio, fino alla palestra». Perché la struttura non è pensata soltanto per chi soggiorna nell'hotel. La spa e la palestra sono aperte anche agli utenti esterni, con la possibilità di organizzare allenamenti programmati con personal trainer. Un modo per vivere Palazzo Cortesi anche senza pernottare, entrando in questi spazi semplicemente per qualche ora di benessere. E per chi cerca un'esperienza ancora più raccolta, il 30 settembre sarà inaugurata “Segreta”, la private spa riservata a due persone, fino a un massimo di quattro. Un ambiente completamente privato con vasca massaggiante, bagno di vapore, sauna, doccia emozionale e zona relax. «L'idea è quella di offrire uno spazio in cui potersi dedicare del tempo di qualità – aggiunge Longarini – anche in coppia, per un momento romantico, oppure semplicemente per staccare dalla quotidianità». Nel cuore di Macerata, dunque, antichi ambienti cambiano ancora una volta destinazione. Questa volta non per custodire qualcosa, ma per far vivere un'esperienza: tra il calore della luce, la materia delle vecchie cantine e il silenzio di una pausa tutta per sé.  

26/09/2026 10:10
EVO 2026, il gioco invade Macerata: oltre 60 eventi tra Nintendo, Winx, tornei e degustazioni (VIDEO)

EVO 2026, il gioco invade Macerata: oltre 60 eventi tra Nintendo, Winx, tornei e degustazioni (VIDEO)

Il centro storico di Macerata si mette in gioco. Ha preso il via la quinta edizione di EVO – I linguaggi del gioco, il festival che fino a domenica 27 settembre trasforma la città in un grande spazio dedicato al gioco nelle sue diverse forme: dal videogame ai giochi da tavolo, dal gusto alla formazione, fino alla cultura e alla socialità. Un'edizione diffusa che coinvolge diversi luoghi del centro e propone oltre 60 appuntamenti in quattro giorni, con cinque luoghi principali, 12 proposte gastronomiche e il coinvolgimento di decine di associazioni e realtà del territorio. Il cuore della manifestazione è l'EVO Village, in piazza della Libertà, dove il gioco incontra il gusto con food & drink, degustazioni e attività per famiglie. Nel percorso cittadino ci sono poi la Sala Giochi all'Asilo Ricci, dedicata a giochi da tavolo, giochi di ruolo, carte, wargames, tornei e laboratori, e Casa Nintendo agli Antichi Forni, dove tornano le esperienze dedicate al mondo della casa giapponese. Proprio la presenza di Nintendo è una delle conferme dell'edizione 2026, insieme a due importanti realtà proprio della provincia di Macerata: Clementoni e Rainbow. All'Asilo Ricci il pubblico può incontrare il mondo dei giochi educativi di Clementoni e quello dell'intrattenimento firmato Rainbow, con un'area dedicata anche alle Winx. «Le novità ce ne sono tante perché il programma cresce, trova il gradimento del pubblico, soprattutto il gioco, non inteso solo come divertimento puro, ma il gioco nelle sue varie sfaccettature che significa socializzare, fare nuove amicizie e significa anche didattica», spiega Angelo Serri, fondatore e direttore di Tipicità. Un concetto che guarda soprattutto alle nuove generazioni e ai loro nuovi modi di avvicinarsi all'apprendimento. Per Serri, la conferma di Nintendo rappresenta «un grande risultato», mentre l'ingresso di Clementoni e Rainbow amplia ulteriormente la rete di realtà coinvolte. EVO, però, non si ferma alle aree dedicate al gioco: il festival attraversa il centro storico e porta con sé anche una dimensione legata al territorio e alle sue eccellenze. Il Circuito EVO, infatti, coinvolge bar, ristoranti e locali cittadini, chiamati a reinterpretare il tema del gioco attraverso piatti, cocktail e iniziative speciali. Un modo per costruire un vero e proprio itinerario nel centro di Macerata, mettendo insieme gioco, gusto e scoperta della città. Accanto alle esperienze più ludiche trovano spazio anche gli appuntamenti dedicati alla cultura e all'approfondimento, con incontri e attività pensate per diverse generazioni. La collaborazione con l'Università di Macerata, partner scientifico della manifestazione, sottolinea proprio la dimensione culturale e formativa del gioco. Un aspetto sottolineato anche dalla vicesindaca di Macerata Francesca D'Alessandro, che parla di una progettualità capace di accompagnare l'evoluzione della città senza dimenticarne le radici. Al centro, ancora una volta, il gioco come strumento per creare comunità. «Oggi più che mai abbiamo bisogno di ricostruire le maglie di una comunità che sembra sfilacciarsi», osserva D'Alessandro, richiamando il paradosso di una società sempre più connessa attraverso il web ma, allo stesso tempo, spesso più sola. Da qui l'importanza di uno spazio fisico e condiviso nel quale tornare a incontrarsi, giocare e creare relazioni. EVO diventa così non soltanto un festival dedicato agli appassionati, ma un'occasione per leggere il gioco come un linguaggio capace di attraversare età e generazioni: divertimento, apprendimento, creatività, socialità e scoperta. Quattro giorni nei quali il centro storico di Macerata diventa una città da vivere attraverso esperienze diverse, con il gioco come filo conduttore.

24/09/2026 14:30
Sanità, come vanno le Marche nei Livelli essenziali di assistenza

Sanità, come vanno le Marche nei Livelli essenziali di assistenza

Le Marche restano adempienti nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), ma nel 2024 registrano un peggioramento dei punteggi rispetto all'anno precedente. A pesare maggiormente è la prevenzione, che perde 9 punti, mentre cresce l'assistenza distrettuale e diminuisce quella ospedaliera. Nel dettaglio, secondo il monitoraggio 2024 del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) del Ministero della Salute, il punteggio delle Marche per la prevenzione collettiva e sanità pubblica passa da 74 a 65 punti. È il calo più marcato tra le tre aree considerate e porta la regione a collocarsi al 18° posto per questo indicatore nel confronto nazionale. Diverso il dato dell'assistenza distrettuale, che sale da 83 a 85 punti, mentre l'assistenza ospedaliera scende da 91 a 87. Tutti e tre i valori restano comunque sopra la soglia di 60 punti, fissata dal sistema come livello di sufficienza. Il Nuovo Sistema di Garanzia monitora infatti i LEA attraverso una serie di indicatori distribuiti in tre macro-aree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Ogni area riceve un punteggio da 0 a 100 e, per essere considerata adempiente, una Regione deve raggiungere almeno 60 punti in tutte e tre: i risultati non possono compensarsi tra loro. Nel 2024 le Marche superano la soglia in tutte le aree. A livello nazionale, le uniche realtà che non raggiungono il livello richiesto in almeno una macro-area sono Calabria, Provincia autonoma di Bolzano e Sicilia. Guardando invece al confronto complessivo, le Marche totalizzano 237 punti, contro i 248 del 2023. Si tratta della somma dei tre punteggi di macro-area, elaborata dalla Fondazione GIMBE sui dati del Ministero della Salute: il Ministero, infatti, non attribuisce un unico punteggio complessivo alle Regioni. Con 237 punti, le Marche si trovano all'11° posto, a pari merito con il Lazio. In testa al confronto elaborato da GIMBE ci sono Veneto (288), Emilia-Romagna (282) e Toscana (280). Il dato marchigiano restituisce quindi un quadro a due velocità: l'assistenza distrettuale migliora di 2 punti, mentre la prevenzione perde 9 punti e l'assistenza ospedaliera 4. Il risultato complessivo elaborato da GIMBE scende così di 11 punti in un anno, pur mantenendo le Marche sopra la soglia di garanzia in tutte e tre le aree.

23/09/2026 18:00
Energia cara, Macerata seconda nelle Marche: extracosto da 22 milioni per le piccole imprese

Energia cara, Macerata seconda nelle Marche: extracosto da 22 milioni per le piccole imprese

Il Pil si discute, le bollette si pagano. E il giorno dopo la polemica di Giorgia Meloni con l'Istat sulle stime della crescita, arriva dalle Marche un numero che porta la discussione sui problemi strutturali dell'economia italiana molto più vicino alla realtà quotidiana delle imprese: 103 milioni di euro. Ieri sera, ospite di Porta a Porta, la presidente del Consiglio ha contestato le revisioni delle stime Istat sulla crescita, chiedendosi se «Istat sottostima gli italiani o il governo». Ma nel corso dell'intervista ha parlato anche di altro: secondo Meloni, l'Italia non cresce come dovrebbe per ragioni «prevalentemente di carattere strutturale». Tra queste ha indicato la bassa produttività, legata anche alla particolare composizione del tessuto produttivo italiano, fatto di moltissime micro e piccole imprese, oltre alla necessità di maggiori investimenti in innovazione e capitale umano. E quanto pesa questa struttura nell'economia italiana? Tantissimo. Secondo i dati raccolti da Confartigianato, le micro e piccole imprese, quelle fino a 49 addetti, sono 4,68 milioni e rappresentano il 99,3% delle imprese attive. Gli occupati sono oltre 11,59 milioni, pari al 62,2% degli occupati nelle imprese attive. Insomma, non si tratta di una componente marginale del sistema produttivo: è praticamente l'intero tessuto imprenditoriale italiano. Ed è proprio qui che il discorso sulla crescita si incrocia con quello sui costi. Secondo l'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato, le micro e piccole imprese marchigiane sostengono un extracosto energetico di 103 milioni di euro rispetto alla media europea. Per la provincia di Macerata, il conto è di 22 milioni di euro, pari allo 0,22% del Pil provinciale. Una cifra che colloca Macerata, a pari merito con Pesaro-Urbino, subito dietro Ancona, che raggiunge i 33 milioni. Ascoli Piceno è a 15 milioni, Fermo a 11. E qui il collegamento con la discussione sulla crescita diventa meno astratto. Se le micro e piccole imprese rappresentano il 99,3% delle imprese attive e oltre il 60% dell'occupazione nelle imprese, i costi che gravano su questo sistema non sono un dettaglio. L'energia è uno di questi. In Italia le piccole imprese pagano mediamente 25,99 centesimi di euro per kWh, contro i 22,04 centesimi della media europea: il divario è del 17,9%. A pesare è anche la componente fiscale e parafiscale della bolletta, che secondo Confartigianato è superiore del 47,4% rispetto alla media Ue. E il momento non sembra particolarmente favorevole per chi sperava in un alleggerimento. A settembre, fino al 22 del mese, il prezzo del gas sul mercato italiano è aumentato del 24,1% rispetto alla media di agosto, mentre il prezzo all'ingrosso dell'elettricità, il PUN, è salito del 17,3%. C'è poi l'altro lato della questione, quello della produttività. L'OCSE, nel suo rapporto sull'Italia 2026, sottolinea che le imprese più piccole sono mediamente meno produttive di quelle più grandi e che il divario italiano è più ampio rispetto ad altre grandi economie europee. Tra i fattori indicati ci sono le minori economie di scala, livelli più bassi di investimento e innovazione e maggiori difficoltà nell'attrarre personale qualificato. Così la discussione sul Pil e sulle stime di crescita si può anche fare sui decimali. Ma per le imprese che compongono quasi tutto il tessuto produttivo italiano, la crescita passa anche da questioni molto meno teoriche: quanto costa produrre, quanto costa l'energia e quanto rimane da investire. A Macerata, secondo la stima di Confartigianato, solo il primo di questi conti vale già 22 milioni di euro.

23/09/2026 16:00
Sicurezza sul lavoro: nelle Marche calano le morti, ma gli infortuni aumentano del 5,5%

Sicurezza sul lavoro: nelle Marche calano le morti, ma gli infortuni aumentano del 5,5%

Nelle Marche l'incidenza degli infortuni mortali sul lavoro si mantiene sotto la media nazionale, ma il fenomeno continua a mostrare numeri significativi. È quanto emerge dall'elaborazione dell'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering sui dati Inail relativi al primo semestre 2026, aggiornati al 30 giugno e confrontati con lo stesso periodo degli ultimi quattro anni. Tra gennaio e giugno 2026, nelle Marche l'indice di incidenza degli infortuni mortali, esclusi quelli avvenuti in itinere, si è attestato a 13,8 morti ogni milione di occupati, a fronte di una media nazionale di 14,5. La regione rientra quindi nella cosiddetta zona gialla, quella con un'incidenza inferiore alla media italiana. Fonte: Mappa creata da Vega osservatorio sicurezza e ambiente Il dato marchigiano segna un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando l'incidenza era arrivata a 17,6, mentre nel 2024 era pari a 12,4 e nel 2023 a 14,0. Il valore del 2026 è dunque inferiore a quello dello scorso anno, ma superiore a quello registrato due anni fa. A livello nazionale, nei primi sei mesi del 2026 sono stati registrati 482 infortuni mortali, contro i 502 dello stesso periodo del 2025. Si tratta di 20 decessi in meno. Di questi, 350 sono avvenuti in occasione di lavoro e 132 durante il tragitto casa-lavoro o lavoro-casa. Nel 2025 erano stati rispettivamente 362 e 140. Il quadro cambia però se si guardano gli infortuni complessivi. Le denunce presentate all'INAIL nei primi sei mesi del 2026 sono state 315.452, contro le 299.130 dello stesso periodo del 2025: 16.322 in più, pari a un incremento di circa il 5,5%. A crescere sono sia gli infortuni avvenuti durante l'attività lavorativa, passati da 252.839 a 264.890, sia quelli in itinere, saliti da 46.291 a 50.562. Il report evidenzia inoltre quali siano i settori maggiormente coinvolti negli infortuni mortali. Nel primo semestre 2026 è il comparto delle costruzioni a registrare il maggior numero di vittime, seguito da trasporto, commercio e attività manifatturiere. Un altro elemento riguarda l'età dei lavoratori. L'incidenza degli infortuni mortali cresce sensibilmente con l'aumentare dell'età: nel primo semestre 2026 raggiunge 45 vittime ogni milione di occupati tra gli over 65, contro 22,8 nella fascia 55-64 anni. Il dato va letto come indice di incidenza e non come numero assoluto di decessi. Anche la modalità dell'infortunio presenta differenze significative. Nel quadriennio analizzato gli uomini registrano un'incidenza maggiore di infortuni mortali rispetto alle donne sia durante l'attività lavorativa sia in itinere. Per le denunce complessive, invece, l'incidenza degli infortuni in itinere risulta più elevata tra le donne. Sul fronte della prevenzione, il Governo ha introdotto nuove misure con il decreto sicurezza sul lavoro, convertito nella legge 198 del 29 dicembre 2025. Il provvedimento interviene su più fronti: dalla formazione e dai controlli al rafforzamento degli organici impegnati nella vigilanza, fino al badge di cantiere e ai sistemi di premialità per le imprese legati all'andamento degli infortuni. A queste misure si aggiunge, dal 2026, un Fondo da 500mila euro l'anno destinato a sostenere programmi aziendali di screening e prevenzione delle malattie cardiovascolari e oncologiche, oltre all'acquisto di defibrillatori da parte delle imprese. Per il 2026 il Ministero ha previsto rimborsi fino a 2mila euro per gli screening e fino a mille euro per l'acquisto dei DAE. Il quadro restituito dall'Osservatorio, dunque, è quello di un fenomeno che presenta luci e ombre: le morti sul lavoro diminuiscono rispetto al primo semestre 2025, mentre le denunce complessive di infortunio tornano a crescere in maniera significativa. Le nuove misure sulla prevenzione si inseriscono quindi in un contesto nel quale, accanto alla riduzione degli incidenti mortali, resta alta l'attenzione sul numero complessivo degli infortuni.

23/09/2026 11:30
Palazzo Cortesi – Dal Cinquecento a oggi, la storia di Macerata dentro un hotel: "Abbiamo ridato vita a una perla nascosta" (VIDEO e FOTO)

Palazzo Cortesi – Dal Cinquecento a oggi, la storia di Macerata dentro un hotel: "Abbiamo ridato vita a una perla nascosta" (VIDEO e FOTO)

Ci sono edifici che raccontano una città anche quando sembrano aver smesso di farlo. È il caso di Palazzo Cortesi, nel cuore del centro storico di Macerata, una dimora le cui prime testimonianze documentarie risalgono al 1580 e che oggi, dopo un importante intervento di recupero, è tornata a vivere con una nuova funzione. Il palazzo ospita oggi Palazzo Cortesi Boutique Hotel, una struttura quattro stelle che ha trasformato gli spazi della dimora in un luogo di accoglienza, mantenendo però il più possibile leggibili le tracce della sua storia. Non una semplice struttura ricettiva, dunque, ma un intervento che restituisce alla città ambienti rimasti per anni nascosti e oggi nuovamente fruibili. «Questa era una perla incastonata nel centro di Macerata ma nascosta da tanti anni – racconta Sara Longarini di Palazzo Cortesi – e abbiamo deciso di ridargli una vita rendendolo interamente fruibile sia dagli ospiti sia dagli utenti della città o da chi vuole venire soltanto per una giornata senza pernottare». Il recupero ha interessato l'intero edificio, dall'ultimo piano fino agli spazi al piano terra. Le camere occupano gli ultimi livelli, mentre il piano nobile ospita in parte altre camere e in parte uffici. Al piano terra, affacciato su piazza Cesare Battisti, trovano spazio la reception, il ristorante e la lounge. Al livello inferiore si estende invece un'area benessere di oltre 300 metri quadrati, con spa, sale trattamenti e sala fitness. È però la storia dell'edificio a rappresentare uno degli elementi più caratterizzanti dell'esperienza. I primi documenti rinvenuti nel palazzo risalgano al 1580 e attestano come l'edificio sia stato legato a famiglie nobili e a una delle tipografie più importanti di Macerata nel periodo dei moti risorgimentali e della Carboneria. Durante i lavori sono emerse ulteriori tracce di questo passato, che la proprietà ha scelto di conservare anziché cancellare. «In tantissimi ambienti non siamo mai intervenuti sulle pareti – spiega Longarini – abbiamo lasciato i decori, gli affreschi e qualsiasi traccia del passato potesse essere raccontata ancora». Così gli elementi storici convivono con un progetto contemporaneo fatto di pietra, marmo, legno e arredi su misura, con l'obiettivo dichiarato di unire architettura, design, eleganza e comfort. È la filosofia sintetizzata dallo stesso Palazzo Cortesi: «recuperare il passato per valorizzare il presente, in un continuo divenire». Ma il rapporto con la città non passa soltanto dalla storia custodita nelle sue stanze. I diversi affacci del palazzo aprono scorci sul centro storico e permettono di osservare Macerata da una prospettiva diversa, più intima e raccolta. Un modo per vivere gli spazi della città e, allo stesso tempo, per riscoprirne angoli e atmosfere. E la struttura non si esaurisce nell'ospitalità alberghiera. Il ristorante e l'enoteca Cucina & Vino, ospitati nella dimora, puntano sulla tradizione enogastronomica e sugli ingredienti locali, mentre gli spazi dedicati al benessere ampliano l'offerta anche a chi vuole trascorrere qualche ora nel palazzo senza soggiornarvi. «Dalla mattina fino alla sera abbiamo tantissime opportunità – conclude Longarini – per chi vuole dedicarsi una coccola al ristorante o al bar e per chi vuole rilassarsi o concedersi del fitness qui in centro storico a Macerata». Il risultato è un palazzo che non è stato semplicemente riportato a nuova vita, ma restituito a una funzione contemporanea senza rinunciare alla propria identità. Gli affreschi, le volte, i mattoni, gli ambienti che si susseguono e gli affacci sul centro diventano così parte di una nuova storia: quella di una dimora cinquecentesca che torna a essere vissuta, non soltanto conservata.  

22/09/2026 13:10
La Sagra della Polenta compie 50 anni: a Santa Maria in Selva una festa lunga mezzo secolo (FOTO e VIDEO)

La Sagra della Polenta compie 50 anni: a Santa Maria in Selva una festa lunga mezzo secolo (FOTO e VIDEO)

La Sagra della Polenta di Santa Maria in Selva ha raggiunto quest'anno un traguardo importante e lo ha festeggiato nel fine settimana appena trascorso, con la manifestazione pronta a proseguire anche il prossimo weekend. Un anniversario che porta con sé una storia fatta di persone. Tra i protagonisti dei primi anni c'è don Peppe, ricordato durante la festa come una delle figure che più hanno creduto nella sagra e nella sua capacità di diventare un momento di incontro. Attorno a quel piatto semplice, la polenta, negli anni si è costruita una vera occasione di convivialità, capace di coinvolgere non soltanto la comunità parrocchiale, ma anche le tante persone che gravitano attorno a Santa Maria in Selva e Treia. «Cinquant'anni di fatiche, di soddisfazioni, di grande lavoro», ha raccontato Antonio Pettinari, sottolineando come nel tempo sia cresciuta non solo la comunità parrocchiale, ma anche quelle che vivono il territorio. E proprio la polenta, nella visione di don Peppe, rappresentava uno strumento per avvicinare le persone: un piatto attorno al quale la famiglia si riuniva e affrontava insieme anche le difficoltà più grandi. Un'idea di comunità che negli anni ha superato anche i confini della festa. Santa Maria in Selva fa infatti parte dell'Associazione nazionale polentari d'Italia, nata proprio dalla volontà di mettere in rete realtà accomunate dalla tradizione della polenta. E oggi quella stessa filosofia continua grazie al lavoro dei volontari. «Grazie all'aiuto di tutto il comitato e alla collaborazione di tutti i ragazzi», ha spiegato Gabriele Soldini, ricordando il ruolo dei tanti impegnati durante le serateche, con le loro magliette gialle sono pronti ad occuparsi delle diverse necessità della manifestazione, con l'obiettivo di far sentire gli ospiti «come a casa loro». Poi c'è lei, naturalmente: la polenta. Il menù propone diverse interpretazioni della pietanza simbolo della sagra: dal classico condimento con sugo di papera a quello con salsiccia, passando per il baccalà e per la possibilità di abbinare papera e salsiccia. La novità di quest'anno è la versione dolce con la sapa. A completare il menù ci sono carne alla brace e alla griglia, patatine fritte, insalata e frittelle. A tavola, però, non si esaurisce la festa. Ogni sera è accompagnata dall'animazione e dalla musica, con diversi gruppi coinvolti nel programma. E il colpo d'occhio restituisce l'immagine di una manifestazione che continua ad attirare persone: le lunghe file davanti agli stand sono diventate una delle fotografie più evidenti di queste serate. Tra gli ospiti e degustatori non sono mancati anche Luciano e Simona Sileoni della Lube, arrivati a Santa Maria in Selva per assaggiare le specialità della sagra. Ma per i 50 anni c'è anche un altro modo per raccontare questa storia. È la mostra fotografica “Dove le anime s'incontrano” di Mirko Pizzichini, dedicata ai volti di chi la sagra la rende possibile. Ritratti che spostano l'attenzione dal piatto alle persone: perché una sagra non è soltanto ciò che arriva sulla tavola, ma è soprattutto l'intreccio di storie, relazioni e umanità che si crea attorno a quella tavola. E la festa non è ancora finita. Il prossimo weekend la Sagra della Polenta di Santa Maria in Selva tornerà con un appuntamento in più rispetto agli anni passati: il venerdì sera. Una serata pensata anche per coinvolgere maggiormente i giovani, con il gruppo Sugar Club e, a seguire, il dj set di Luca Moretti. Cinquant'anni dopo, dunque, la polenta resta il simbolo. Ma il vero ingrediente della sagra sembra essere rimasto quello di sempre: stare insieme.

21/09/2026 13:20
Sanità, dal 21 settembre cambiano le tariffe delle visite e degli esami: aumenti medi del 5,8%

Sanità, dal 21 settembre cambiano le tariffe delle visite e degli esami: aumenti medi del 5,8%

Dopo l'accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni a luglio, da lunedì 21 settembre entreranno in vigore le nuove tariffe nazionali per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e per l'assistenza protesica. Il nuovo tariffario riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici della protesica, dagli ausili per le persone con disabilità alle visite specialistiche e agli esami diagnostici. La revisione comporta un aumento medio del 5,8%, ma circa otto prestazioni su dieci non cambiano tariffa. Tra le prestazioni interessate dagli aumenti ci sono diverse prime visite specialistiche. La prima visita oculistica passa da 25,80 a 26,80 euro, quella dermatologica o allergologica da 25,40 a 26,40 euro, mentre la prima visita otorinolaringoiatrica sale da 26,20 a 27,20 euro. La prima visita cardiologica con elettrocardiogramma passa invece da 33,60 a 38 euro. Aumenti più contenuti riguardano alcune prestazioni molto comuni: l'elettrocardiogramma passa da 11,60 a 12,05 euro, la spirometria semplice da 24 a 24,90 euro e il prelievo di sangue venoso da 3,80 a 4,30 euro. Restano invece invariate, tra le altre, la visita specialistica di controllo, la radiografia del torace, l'ecografia ginecologica e la densitometria ossea. Attenzione però a un punto: la nuova tariffa non coincide automaticamente con il ticket pagato dal cittadino. Il decreto stabilisce infatti le tariffe riconosciute dal Servizio sanitario nazionale alle strutture, mentre la compartecipazione dell'assistito dipende dalle regole sul ticket, dalle eventuali esenzioni e dal tetto previsto per la ricetta. Il limite ordinario è di 36,15 euro per ricetta, salvo le diverse condizioni previste dalla normativa. Per questo, ad esempio, il passaggio della prima visita cardiologica con ECG a 38 euro non significa necessariamente che un cittadino non esente pagherà 38 euro: laddove si applichi il tetto di 36,15 euro, quello resta il limite massimo della compartecipazione. L'aumento effettivo può quindi essere inferiore a quello della tariffa. Il nuovo sistema arriva dopo il contenzioso sul precedente tariffario del novembre 2024, annullato dal Tar del Lazio in seguito ai ricorsi delle strutture private accreditate. Il nuovo aggiornamento vale complessivamente 210,7 milioni di euro l'anno e punta ad adeguare le remunerazioni delle prestazioni erogate dalle strutture del Servizio sanitario nazionale. Nelle Marche la novità si inserisce inoltre nel quadro delle misure regionali sulle liste d'attesa. Proprio l'8 settembre la Regione ha approvato nuovi indirizzi operativi per il governo dei tempi di attesa delle prestazioni specialistiche ambulatoriali.

18/09/2026 16:30
Violenza sulle donne, il 15,3% delle italiane l'ha subita prima dei 16 anni

Violenza sulle donne, il 15,3% delle italiane l'ha subita prima dei 16 anni

La violenza contro le donne può iniziare molto prima dell'età adulta e lasciare conseguenze che attraversano gli anni. È quanto emerge dal nuovo report Istat “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta”, realizzato nell’ambito della terza Indagine sulla Sicurezza delle donne, condotta tra marzo 2025 e gennaio 2026. Tra le donne italiane tra i 16 e i 75 anni, il 15,3% dichiara di aver subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni, circa 3 milioni di donne. Tra le cittadine straniere la quota è dell’11,4%, pari a oltre 244mila donne. Considerando entrambe le popolazioni, il dato complessivo è del 14,9%. Il 9,2% delle italiane riferisce di aver subìto violenza fisica prima dei 16 anni, mentre l'8,2% ha subìto almeno una forma di violenza sessuale. Per le straniere le percentuali sono rispettivamente del 9,6% e del 3,4%. Le violenze avvengono soprattutto per mano di persone conosciute. Tra le italiane, il 13,5% dichiara di aver subìto violenza fisica e/o sessuale da parte di almeno una persona conosciuta, compresi familiari e parenti, mentre il dato riferito agli sconosciuti è del 2,1%. Nel caso della violenza fisica, padre o patrigno sono indicati come autori nel 27,3% dei casi, seguiti da amici, amici di famiglia o compagni di scuola con il 25,4%. Particolarmente significativo il dato sul silenzio: il 58,4% delle italiane che hanno subìto una violenza sessuale prima dei 16 anni non ne ha parlato con nessuno al momento dell'episodio. Tra le straniere la percentuale è del 58,3%. Quando le vittime hanno raccontato quanto accaduto, le italiane si sono rivolte soprattutto a un familiare o parente, nel 29,9% dei casi. Solo il 2,6% ne ha parlato a scuola con professori o insegnanti e l'1,1% alla polizia. L'indagine prende in considerazione anche la violenza assistita, ovvero l'esposizione durante l'infanzia a violenze o umiliazioni all'interno della famiglia. Il 10,3% delle donne italiane dichiara di aver assistito a violenze verbali o fisiche tra i genitori, oppure a umiliazioni rivolte ai fratelli. E il legame con la violenza subita direttamente appare particolarmente evidente: tra le italiane che non hanno assistito a violenza fisica tra i genitori, il 2,8% ha subìto violenza fisica o sessuale da parte dei genitori prima dei 16 anni; la quota sale al 34,8% tra quelle che vi hanno assistito. Il rapporto tra le esperienze dell'infanzia e quelle dell'età adulta emerge anche dai dati successivi. Tra le italiane che hanno subìto violenza sessuale prima dei 16 anni, il 57,2% ha subìto violenza fisica o sessuale anche dopo i 16 anni, contro il 31,9% rilevato complessivamente. Tra le straniere il dato passa dal 27,4% complessivo al 56,8% tra quelle che hanno subìto violenza sessuale da bambine. L'Istat parla di un carattere intergenerazionale della violenza, già rilevato nelle precedenti indagini del 2006 e del 2014. I dati mostrano dunque una forte associazione tra l'esposizione alla violenza durante l'infanzia e quella subita successivamente, senza indicare però un rapporto deterministico tra i due fenomeni. Nel confronto con il 2014 emerge infine una diminuzione della violenza sessuale subita prima dei 16 anni: considerando le donne tra i 16 e i 70 anni, la quota passa dal 10,6% del 2014 al 7,8% del 2025.

18/09/2026 12:30
Stop Bollo auto nel 2027: tra risparmio e dubbi sulla misura, la voce degli automobilisti (VIDEO)

Stop Bollo auto nel 2027: tra risparmio e dubbi sulla misura, la voce degli automobilisti (VIDEO)

Il bollo auto si ferma, almeno per il 2027. Il Consiglio dei ministri ha previsto l'esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per le auto con potenza fino a 80 kW e per i motocicli. La misura, secondo le stime diffuse dal Governo, potrebbe interessare circa 14,5 milioni di veicoli e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione. L'esenzione non sarà però generalizzata: ogni contribuente potrà beneficiarne per un solo veicolo. Nel caso di più auto che rientrano nei requisiti, lo stop riguarderà quella con la potenza più bassa; in caso di pari potenza, quella per cui il bollo sarebbe stato meno oneroso. La misura vale per i versamenti con scadenza tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. Il provvedimento arriva nel quadro degli interventi messi in campo dal Governo per contenere gli effetti dell'aumento del costo dei carburanti. Per le Regioni, che incassano il bollo auto, è previsto un fondo statale da circa 2,3 miliardi di euro per compensare il mancato gettito del 2027. Una misura che, anche tra gli automobilisti, viene letta in modi diversi. C'è chi guarda con scetticismo alla decisione e teme che lo stop possa essere soprattutto una misura legata al consenso e alla prossima stagione elettorale. Il dubbio riguarda anche la durata: al momento l'esenzione è prevista per un solo anno, mentre il Governo ha parlato della volontà di renderla strutturale. Dall'altra parte c'è chi, senza entrare nel merito delle motivazioni politiche, guarda al dato più immediato: una tassa in meno da pagare. Per chi possiede un'auto o una moto che rientra nei requisiti, il 2027 significherà infatti un risparmio rispetto alla situazione attuale. Il video con i commenti degli automobilisti:  Sul fronte politico, le reazioni sono state differenti. Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico, ha definito la misura una «mossa che sa di spot elettorale del Governo», sollevando dubbi anche sulle coperture finanziarie. Ricci ha contestato in particolare l'ipotesi di utilizzare residui del PNRR per finanziare la misura, sostenendo che si tratterebbe di risorse destinate agli investimenti, mentre il bollo rappresenta una spesa corrente regionale. Ha inoltre richiamato il tema della sanità pubblica e chiesto come verranno garantite le coperture dal 2028. Di segno opposto la posizione di Lucia Albano, sottosegretaria al Ministero dell'Economia e delle Finanze e deputata marchigiana di Fratelli d'Italia. Albano ha definito l'intervento «una scelta politica chiara» e una «boccata d'ossigeno per milioni di famiglie», sostenendo che il taglio del bollo permetterà di lasciare risorse nelle tasche dei cittadini. Anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli figura tra i governatori di centrodestra che hanno espresso apprezzamento per il provvedimento. In una dichiarazione congiunta, Acquaroli e gli altri presidenti hanno sottolineato come l'esenzione possa alleggerire un onere fiscale per una parte significativa dei cittadini e, allo stesso tempo, come lo Stato abbia previsto il ristoro delle risorse alle Regioni. Il confronto, quindi, non riguarda soltanto quanto si risparmierà nel 2027. La questione aperta è anche quella del dopo: se e come l'esenzione verrà confermata negli anni successivi e quali saranno le modalità con cui verrà garantita la copertura finanziaria. Per ora, il dato certo è che lo stop al bollo riguarda il solo 2027.

17/09/2026 16:52
Eolico e fotovoltaico, dove installare gli impianti? La regione Marche alla ricerca di "aree idonee"

Eolico e fotovoltaico, dove installare gli impianti? La regione Marche alla ricerca di "aree idonee"

Dove potranno essere installati i nuovi impianti da fonti rinnovabili nelle Marche? È questa la domanda al centro del confronto avviato dalla Regione sulla proposta di legge per l'individuazione delle cosiddette "aree idonee", cioè le zone nelle quali potranno essere localizzati gli impianti per la produzione di energia rinnovabile. Il punto di partenza è l'obiettivo fissato per il 2030: le Marche dovranno aggiungere 2,3 gigawatt di nuova potenza rinnovabile rispetto al 2020. Il Piano Regionale Energia e Clima quantifica il traguardo in 2.347 megawatt. A pesare maggiormente sarà il fotovoltaico, con 1.747 MW, circa il 74% della nuova potenza prevista. I pannelli trasformano la luce del sole in energia elettrica e potranno trovare spazio soprattutto su tetti, aree industriali e zone già urbanizzate. Una parte dell'obiettivo riguarda anche l'agrivoltaico, dove produzione di energia e attività agricola possono convivere sullo stesso terreno. L'altra grande voce è l'eolico, con 600 MW previsti. Si tratta degli impianti che sfruttano il vento per produrre elettricità. Il piano regionale attribuisce un ruolo importante all'eolico offshore, quindi realizzato in mare, mentre considera più limitato il potenziale dell'eolico terrestre. Il tema delle aree idonee nasce proprio dalla necessità di capire dove collocare questi nuovi impianti. La Regione punta a privilegiare superfici già trasformate, come le aree industriali, cercando di limitare il consumo di nuovo suolo. Secondo le stime regionali, per raggiungere l'obiettivo del 2030 saranno necessari circa 25 chilometri quadrati, pari allo 0,25% della superficie delle Marche. Ed è proprio sul rapporto tra transizione energetica e tutela del territorio che interviene Giacomo Bugaro, assessore regionale all'Energia. «Lo sviluppo energetico non può però avvenire a discapito del territorio: vogliamo salvaguardare le colline, i terreni agricoli e il paesaggio delle Marche, coniugando la crescita delle rinnovabili con la tutela dell'agricoltura e dell'identità dei nostri territori», ha dichiarato Bugaro, come riportato dall'ANSA. L'assessore ha inoltre spiegato che il confronto appena avviato con categorie economiche e portatori di interesse rappresenta un «percorso di ascolto» utile a migliorare il testo della proposta di legge, prima del passaggio in Giunta e poi in Consiglio regionale. “Area idonea”, però, non significa automaticamente che lì verrà costruito un impianto. L'individuazione indica che quella zona può essere considerata compatibile con la localizzazione di determinati impianti, mentre ogni singolo progetto dovrà comunque rispettare vincoli e procedure autorizzative. La partita, quindi, non riguarda soltanto quanta energia rinnovabile produrre, ma anche dove produrla, cercando di conciliare gli obiettivi energetici con la tutela del paesaggio, dell'agricoltura e del territorio marchigiano.

17/09/2026 11:30
Come si combatte (davvero) lo spopolamento? Nasce Caleidos, nuovo progetto di Unicam e Provincia (VIDEO)

Come si combatte (davvero) lo spopolamento? Nasce Caleidos, nuovo progetto di Unicam e Provincia (VIDEO)

Capire cosa rende vivo un territorio, quali sono le sue risorse e dove invece intervenire. È l'obiettivo di CALEIDOS – Indice di Vitalità Territoriale, il progetto presentato oggi dall'Università di Camerino insieme alla Provincia di Macerata, pensato per leggere i Comuni andando oltre i tradizionali dati demografici ed economici. Il punto di partenza è semplice: non tutti gli elementi che rendono attrattivo un territorio finiscono nelle statistiche. Relazioni sociali, identità, ambiente, servizi, cultura e opportunità contribuiscono a determinare la qualità della vita e la capacità di un luogo di trattenere o attirare nuovi abitanti. A spiegare il progetto è Emanuele Tondi, prorettore di Unicam e responsabile scientifico di CALEIDOS, che parla di una vera e propria "firma territoriale". Non una classifica tra Comuni, quindi, ma uno strumento per individuare punti di forza e criticità di ciascun territorio. La lettura avverrà attraverso otto dimensioni: Comunità, Ambiente, Luoghi, Esperienze, Innovazione, Diversità, Opportunità e Storia. A queste saranno affiancati dati, sopralluoghi, interviste, questionari e confronti con amministratori, cittadini, associazioni e imprese. Per il rettore Graziano Leoni, CALEIDOS può diventare una sorta di carta d'identità dei territori, utile a far emergere le loro peculiarità e a trasformarle in strumenti di promozione e sviluppo. Il progetto guarda in particolare alle aree interne e al problema dello spopolamento. Un tema sottolineato anche da Guido Egidi, fondatore e presidente di Friends for the Marche Italy: conoscere un territorio non basta, occorre approfondirne le caratteristiche e intervenire. In questo senso, CALEIDOS può diventare uno strumento per gli amministratori, attraverso tre parole chiave: conoscere, confrontare e agire. Per il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, il progetto può invece aiutare a orientare in modo più consapevole le scelte sul territorio, con l'obiettivo di creare condizioni più favorevoli per abitare, investire e tornare a vivere nei Comuni dell'entroterra. La prima sperimentazione partirà ora da un gruppo di Comuni pilota. I risultati confluiranno in una banca dati aperta, nell'Atlante della Vitalità Territoriale e in una piattaforma digitale multilingue. Un lavoro che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà trasformare la conoscenza dei territori in uno strumento concreto per affrontare il loro futuro.

16/09/2026 15:50
Micam 2026, la sfida del Made in Marche: "Ora fare rete e conquistare nuovi mercati” (VIDEO)

Micam 2026, la sfida del Made in Marche: "Ora fare rete e conquistare nuovi mercati” (VIDEO)

Anche quest’anno il Micam, arrivato alla sua 102ª edizione, ha riunito a Fiera Milano Rho 758 marchi di cui 378 italiani e 380 internazionali. La manifestazione si conferma l’appuntamento internazionale di riferimento per il settore calzaturiero e anche quest’anno il Made in Marche è protagonista, con una forte presenza di imprese, tra cui diverse realtà della provincia di Macerata. Una fiera che per le aziende rappresenta soprattutto un’occasione per incontrare buyer internazionali, consolidare i rapporti con i mercati già acquisiti e cercare nuove opportunità. Le sensazioni raccolte tra gli espositori sono di un cauto ottimismo, con una buona presenza di operatori stranieri, soprattutto dal Nord Europa. Per la prossima stagione emergono il ritorno dell’heritage e del vintage, insieme a linee più semplici e femminili, senza rinunciare a colore e sperimentazione. Segnali positivi arrivano anche da Mipel, dove la pelletteria guarda soprattutto a Europa, Nord Africa e Stati Uniti. Ed è proprio l’internazionalizzazione a essere al centro della sfida per il comparto marchigiano. Un tema sul quale interviene anche la Regione: l’assessore Bugaro ha annunciato un nuovo sportello per il credito da 11,2 milioni di euro, oltre 500 le domande già arrivate, e il prossimo avvio del mini basket bond. Sul fronte dell’estero, invece, è previsto un nuovo strumento destinato a sostenere la creazione di reti commerciali nei mercati internazionali. A Milano il punto di vista di Confindustria Macerata, con il presidente Marco Ragni e il direttore Gianni Niccolò, che sottolineano il valore del Micam non soltanto come vetrina, ma come vera e propria piattaforma commerciale per le imprese. «Questa non è solo un’esposizione di prodotti, ma il Micam costituisce proprio una struttura commerciale per le nostre aziende», spiega Marco Ragni, che evidenzia alcuni segnali di ripresa nonostante un contesto ancora complesso. La direzione, secondo il presidente, è quella di organizzarsi per affrontare nuovi mercati e fare sistema. Una necessità condivisa anche da Gianni Niccolò, che richiama l’importanza di rafforzare la collaborazione tra i territori: «Bisogna fare rete, bisogna fare squadra». In questo senso, la sinergia tra Macerata, Ancona e Fermo viene indicata come fondamentale, insieme alla necessità di ampliare l’attività di incoming, coinvolgendo sempre più buyer professionali e grandi catene con maggiore capacità di acquisto. Ma il segnale più incoraggiante, secondo il direttore di Confindustria Macerata, arriva direttamente dagli imprenditori: «Nonostante le difficoltà, vedi negli occhi dell’imprenditore un coraggio, una voglia di investire ancora importante». Perché questa voglia possa tradursi in crescita, però, serve il sostegno delle istituzioni. Regione ed enti pubblici, sottolinea Ragni, devono facilitare i processi di innovazione di prodotto e di processo, la ricerca e la qualificazione delle maestranze, sostenendo soprattutto le imprese che continuano a investire. Dal Micam 2026 arriva così un segnale di fiducia prudente. La sfida per il Made in Marche, e in particolare per il distretto maceratese, è ora trasformare i contatti della fiera in nuove occasioni commerciali e continuare a conquistare spazio sui mercati internazionali.  

16/09/2026 10:16
Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.