ViviAmo Civitanova: "Il commercio tiene, ma manca una politica capace di sostenerlo"
"A Civitanova Marche le imprese attive sono aumentate di 30 unità in un anno, passando dalle 4.466 di agosto 2025 alle 4.496 di agosto 2026". Un dato che, secondo ViviAmo Civitanova, racconta di una città che continua a fare impresa nonostante le difficoltà del commercio urbano. L'associazione presieduta da Manola Gironacci accende però i riflettori sulle dinamiche interne al settore e chiede all'amministrazione comunale maggiore attenzione alle attività commerciali.
"I dati mostrano una città che continua a fare impresa", sottolinea ViviAmo Civitanova, invitando però a leggere più nel dettaglio i numeri relativi al commercio. Il settore G, che comprende commercio all'ingrosso e al dettaglio, tra agosto 2025 e agosto 2026 è infatti passato da 1.164 a 1.131 imprese, con una diminuzione di 33 unità.
L'associazione ha quindi approfondito il dato prendendo in considerazione la situazione al 30 giugno 2026 e confrontandola con quella dello stesso periodo dell'anno precedente.
Il commercio complessivo è passato da 1.165 a 1.133 imprese, con un calo di 32 unità. La flessione, però, riguarda soprattutto il commercio all'ingrosso, sceso da 559 a 522 imprese, mentre il commercio al dettaglio è cresciuto da 606 a 611 attività, con un saldo positivo di cinque imprese.
Anche nei singoli comparti del dettaglio emergono andamenti differenti. L'abbigliamento resta stabile a quota 116 imprese, mentre calzature e articoli in pelle passano da 30 a 31, orologi e gioielleria da 5 a 6 e gli articoli sportivi da 5 a 8. In diminuzione, invece, il comparto del pesce, da 30 a 28 imprese, e quello delle farmacie, da 12 a 10. Le altre categorie risultano nel complesso sostanzialmente stabili.
Numeri che, precisa ViviAmo Civitanova, devono essere letti con attenzione. Si tratta infatti di imprese registrate e classificate in base all'attività economica e non necessariamente di singoli negozi o vetrine fisiche presenti nelle strade della città.
"Proprio per questo", evidenzia l'associazione, "l'approfondimento consente di comprendere meglio ciò che sta accadendo all'interno del settore". E il dato che viene considerato più significativo è quello relativo alla capacità del commercio al dettaglio di mantenere una sostanziale tenuta in un contesto nazionale caratterizzato da difficoltà per i centri urbani.
"Nonostante un contesto nazionale difficile per il commercio urbano, Civitanova conserva una struttura commerciale e imprenditoriale capace di resistere e trasformarsi", sostiene ViviAmo Civitanova.
Da qui la richiesta di una strategia più strutturata da parte dell'amministrazione. L'associazione indica tra le priorità "una programmazione costante, un confronto con le categorie, interventi sull'accessibilità e sui parcheggi, la promozione commerciale e iniziative in grado di portare persone in città durante tutto l'anno".
"Civitanova possiede tutte le potenzialità per andare ben oltre il ruolo di città commerciale di riferimento delle Marche e per diventare uno dei punti di riferimento del commercio urbano del Centro Italia", afferma ViviAmo Civitanova. "La forza imprenditoriale c'è. Quello che manca è una politica capace di riconoscerla, sostenerla e accompagnarla".
L'associazione presieduta da Manola Gironacci torna quindi a chiedere che il commercio urbano venga riportato tra le priorità della programmazione cittadina. "Le strategie - conclude ViviAmo Civitanova - devono essere costruite insieme a chi ogni giorno investe, lavora e alza una serranda a Civitanova".
I dati citati nel comunicato provengono dalla Camera di Commercio delle Marche – InfoCamere, Registro delle Imprese, con elaborazione di ViviAmo Civitanova APS.

poche nuvole (MC)
Stampa
PDF
