La scomparsa di Andrea Angeli continua a suscitare cordoglio e ricordi a Macerata. Tra i messaggi arrivati in queste ore c'è anche quello del Comitato del Pellegrinaggio Macerata-Loreto, che ha voluto stringersi alla famiglia e agli amici del 69enne, ex funzionario delle Nazioni Unite e protagonista per oltre trent'anni di missioni internazionali in alcuni degli scenari più difficili del mondo.
Andrea Angeli, impegnato come funzionario Onu e peacekeeper, ha portato il proprio lavoro nei luoghi segnati dalle guerre e dalle crisi internazionali, mettendo a disposizione professionalità, esperienza e soprattutto una profonda attenzione alla costruzione della pace.
Un percorso umano e professionale nel quale, come lui stesso aveva raccontato in più occasioni, aveva avuto un'importanza particolare l'incontro con don Giancarlo Vecerrica e con il Pellegrinaggio Macerata-Loreto.
Un legame che, nel tempo, era diventato parte della sua storia e della sua riflessione personale sulla pace, proprio a partire dalle esperienze vissute nei teatri di guerra.
"Lo ricorderemo al prossimo Pellegrinaggio Macerata-Loreto come una testimonianza vivente che ci ha portato ad aprire il cuore alla pace nel mondo", sono le parole con cui don Giancarlo Vecerrica ha voluto accompagnare il ricordo di Andrea.
Un messaggio che racchiude il senso di un rapporto costruito negli anni e di una testimonianza che il Comitato intende custodire anche nel prossimo appuntamento del Pellegrinaggio.
"Pregheremo per lui, affidando al Signore la sua vita e il suo desiderio di pace", conclude il Comitato del Pellegrinaggio Macerata-Loreto, unendosi al dolore della famiglia e delle tante persone che hanno conosciuto e accompagnato Andrea Angeli nel corso della sua vita.
Saranno celebrati sabato 5 settembre, alle ore 11, nella chiesa di Santa Croce a Macerata, i funerali di Andrea Angeli, scomparso ieri sera all'età di 69 anni. La cerimonia rappresenterà l'occasione per familiari, amici, conoscenti e per l'intera comunità maceratese di dare l'ultimo saluto all'ex funzionario delle Nazioni Unite, peacekeeper e scrittore, protagonista di una lunga carriera trascorsa in alcune delle aree di crisi più difficili del mondo.
Per quanti desiderassero rendergli omaggio prima delle esequie, la camera ardente è stata allestita presso il Centro Funerario Città di Macerata, in via Velini 235, dove è possibile recarsi per l'ultimo saluto.
La notizia della morte di Angeli ha suscitato profondo cordoglio in città e in particolare nella redazione di Picchio News, alla quale era legato da una profonda amicizia e, soprattutto, da un rapporto decennale con il direttore responsabile Guido Picchio.
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Andrea Angeli ha lasciato un segno profondo nella storia della diplomazia internazionale e nella memoria di quanti hanno avuto modo di conoscerlo. Dal Cile all'Iraq, dalla Namibia alla Cambogia, fino alla Sarajevo assediata, ha trascorso decenni al servizio delle Nazioni Unite, scegliendo spesso di operare nei luoghi dove il rischio era maggiore e dove la presenza di un uomo di pace poteva fare la differenza.
Proprio la sua straordinaria esperienza era stata raccontata dallo stesso Angeli ai microfoni del Picchio Podcast, in un'intervista nella quale aveva ripercorso le missioni, gli incontri, i momenti di paura e le storie umane che avevano accompagnato la sua vita (guarda qui).
Negli ultimi mesi stava inoltre lavorando alla sua ultima fatica editoriale, che era ormai prossima alla stampa. Sabato, nella chiesa di Santa Croce, Macerata si raccoglierà dunque per salutare per l'ultima volta uno dei suoi figli più illustri, ricordandone l'impegno professionale, l'umanità e quell'eleganza innata che chi lo ha conosciuto ricorda come uno dei suoi tratti distintivi.
Sgomento a Macerata per la scomparsa di Andrea Angeli - 69 anni, ex funzionario Onu in molte aree di crisi, peacekeeper, scrittore di grande sensibilità - trovato senza vita all'interno della sua abitazione di via Antonio Gramsci. Il corpo è stato scoperto nella serata di oggi, intorno alle 21. Resta ancora da chiarire il momento esatto del decesso, avvenuto per cause naturali.
A dare l'allarme sono stati familiari e conoscenti, preoccupati dopo alcuni giorni trascorsi senza riuscire a mettersi in contatto telefonicamente con lui. Raggiunta l'abitazione, lo hanno trovato privo di vita sul letto.
Sul posto sono intervenuti i sanitari della Croce Verde di Macerata, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, e gli agenti della Polizia di Stato, impegnati negli accertamenti del caso per ricostruire quanto accaduto.
La notizia ha colpito profondamente anche la redazione di Picchio News. Andrea Angeli era infatti un caro amico della testata e, in particolare, del direttore responsabile Guido Picchio, con il quale aveva instaurato un rapporto decennale di profonda amicizia e stima.
La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella redazione, che si stringe attorno alla famiglia e alle persone a lui più vicine in questo momento di dolore.
Tutta la redazione di Picchio News esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Andrea Angeli, ricordandone l'umanità, la disponibilità e l'eleganza innata.
Andrea, proprio in questi ultimi mesi, stava completando la sua ultima fatica editoriale, pronta per essere mandata in stampa. Macerata perde uno dei suoi figli più illustri.
Fu proprio Andrea a raccontarci la sua straordinaria vita in un episodio del Picchio Podcast (qui la puntata integrale). Un'intervista che oggi assume un significato ancora più importante e che riproponiamo per ricordare il grande spessore umano e professionale di Angeli e fare in modo che la sua storia non venga dimenticata.
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Una vita attraverso le guerre del mondo
Dal Cile di Pinochet all'Iraq, dalla Namibia alla Cambogia, fino alla Sarajevo assediata, Angeli ha vissuto la guerra con il compito più difficile: servire la pace. Una vita trascorsa tra diplomazia e umanità, coraggio e paura, silenzi e scelte impossibili.
"Ho sempre ricordato che la strada l'ha aperta Giorgio Pagnanelli, il primo funzionario italiano dell'ONU nel 1957", raccontava Angeli nel nostro podcast. "Quando entrai io, nel 1987, non feci nulla di nuovo: la via era già stata tracciata".
Un ragazzo curioso, attratto dal mondo e dalle persone, che aveva scelto di non cercare le sedi più comode della diplomazia internazionale. "Molti cercavano sedi comode come New York o Ginevra", spiegava, "io invece accettai missioni difficili: Cile, Iraq, Namibia, Sarajevo. Luoghi dove si rischiava, ma dove serviva davvero esserci".
Dal Cile sotto dittatura alle sabbie dell'Iraq, Angeli ha attraversato decenni di crisi internazionali. E in ogni luogo ha incontrato soprattutto la sofferenza delle persone comuni.
"C'è un filo che lega tutte queste esperienze: la sofferenza delle persone comuni", raccontava. "In Cile si respirava ancora paura, in Iraq la gente cercava solo di sopravvivere. Ogni guerra è diversa, ma la disperazione ha sempre lo stesso volto".
Sarajevo e quella donna salvata dall'assedio
Tra le pagine più intense della sua esperienza c'era quella vissuta a Sarajevo, nell'inverno del 1993, quando la città era ormai da due anni sotto assedio.
"Le istruzioni da New York furono chiare: non abbiamo nulla da offrire ai sarajevesi, tenete le posizioni e buona fortuna. Era una missione quasi impossibile", ricordava.
In mezzo a quella tragedia si inserisce una delle storie a cui Angeli era più legato: quella del salvataggio di Rosaria Bartoletti, 69 anni, l'ultima italiana rimasta a Sarajevo.
Un giorno Angeli si trovò tra le mani una busta contenente mille marchi tedeschi, un contributo di emergenza destinato alla donna. Decise di rintracciarla. Con l'aiuto del gruppo cattolico Beati Costruttori di Pace, che garantiva anche un servizio postale umanitario, dopo giorni di ricerche riuscì a scoprire dove si trovava.
Rosaria viveva in uno scantinato sulla linea del fronte.
Quando finalmente riuscì a raggiungerla, lei lo abbracciò e gli disse: "Sei mio figlio".
Grazie all'aiuto dell'Alto Commissariato ONU e di una famiglia siciliana pronta ad accoglierla, Rosaria riuscì a tornare in Italia nel febbraio del 1994.
"È tornata a casa, e per me quella fu la vittoria più bella", raccontava Angeli.
"La paura c'è sempre, ma diventa abitudine"
In una vita trascorsa nei teatri di guerra, la paura era una presenza costante. Angeli non la negava, ma la raccontava con la semplicità che lo contraddistingueva.
"La paura c'è sempre, ma diventa abitudine", confessava. "Io non avevo moglie né figli, quindi spesso mi esponevo più degli altri. Ma ogni parola sbagliata, in quei contesti, può costare vite".
Nel corso della sua carriera subì anche un rapimento, un episodio che raccontava con estrema discrezione: "Fa parte del mestiere. Noi non siamo lì per fare le star, ma per aiutare. Il silenzio, a volte, è l'unica protezione".
Nel libro J'accuse l'Onu, di Zlatko Dizdarević e Gigi Riva, Angeli viene ricordato come "uno dei pochi che hanno fatto la differenza". Una definizione che lui stesso riconduceva al rapporto costruito sul campo con le popolazioni: "L'ONU nei palazzi di New York era paralizzata. Ma sul campo c'erano pochi di noi, rimasti anni in mezzo alle bombe. E la gente del posto lo capiva. Ci rispettavano perché rischiavamo con loro".
Tra i ricordi più forti, quello di una messa di Natale a Sarajevo: cinque posti riservati in prima fila, due civili e tre militari. "La gente ci guardava come a dire: questi o sono pazzi, o sono venuti a rischiare con noi. Forse avevano ragione".
I riconoscimenti e l'ultima opera
Per il suo impegno, Angeli aveva ricevuto numerosi riconoscimenti, dal Premio San Tommaso Apostolo al Premio Antonio Russo, fino alla nomina a Commendatore dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana.
Nel 2019 era stato inoltre onorato nel Giardino Virtuale del Monte Stella di Milano per le sue azioni di coraggio a Sarajevo.
La sua esperienza internazionale era confluita anche nei suoi libri. Tra le opere più recenti, "Fede, ultima speranza", con la prefazione del cardinale Camillo Ruini, nel quale Angeli raccontava gli incontri con religiosi di ogni credo conosciuti nei luoghi di guerra.
Missionari, suore, cappellani militari, vescovi, monsignori, archimandriti sotto assedio e rabbini erranti: figure incontrate dal Cile all'Iraq, dalla Cambogia a Timor Est, dai Balcani all'Afghanistan, accomunate dalla scelta di rimanere accanto ai più deboli anche sotto le bombe.
Proprio per quest'opera Angeli si era aggiudicato la sesta edizione del Premio Letterario degli Ambasciatori presso la Santa Sede, riconoscimento consegnatogli dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, che aveva definito il volume un "caleidoscopio di storie di presenza di religiosi in aree di conflitto".
Una testimonianza che resta
Anche davanti ai conflitti contemporanei Angeli non aveva rinunciato alla speranza. "Dobbiamo restare con i piedi per terra, ma credere che la pace, prima o poi, vincerà. Perché ogni guerra, prima o poi, finisce".
E alla domanda su un possibile rimpianto per il proprio operato aveva risposto con la consueta lucidità: "Forse, a Sarajevo, avrei potuto fare di più".
Dalla Macerata dei suoi studi al fango di Sarajevo, dalla quiete dei palazzi dell'ONU al fragore delle bombe, Andrea Angeli ha costruito una testimonianza che non appartiene soltanto al passato.
Oggi quella voce torna ancora più preziosa. Perché raccontare la sua storia significa ricordare un uomo che ha scelto di esserci quando sarebbe stato più semplice andare via, e che ha fatto della presenza accanto agli altri la propria forma di servizio alla pace.
Il podcast in cui Andrea ci raccontava la sua vita diventa così anche un modo per salutarlo, riascoltarne la voce e custodire il ricordo di un maceratese illustre, un professionista delle Nazioni Unite, uno scrittore e soprattutto un uomo di straordinaria sensibilità. Qui sotto potete trovare il video integrale.
Sarà Juan Luca Sacchi ad arbitrare Cagliari-Lecce, gara valida per la terza giornata della Serie A 2026/27, in programma lunedì 7 settembre alle 18:30. Per il fischietto maceratese si tratterà dell'esordio stagionale nella massima serie, dopo la direzione in Serie B della sfida Cesena-Sampdoria, terminata 1-1.
Sacchi sarà coadiuvato dagli assistenti Alessandro Costanzo della sezione di Orvieto e Francesco Luciani della sezione di Milano. Il quarto ufficiale sarà Francesco Fourneau di Roma 1, mentre al Var è stato designato Marco Piccinini della sezione di Forlì, con Paolo Mazzoleni di Bergamo nel ruolo di Avar.
Sono nove i precedenti di Sacchi con il Cagliari, con un bilancio favorevole ai rossoblù: cinque vittorie, due pareggi e due sconfitte. Il primo incrocio risale alla stagione 2015/16, quando il Cagliari si impose per 4-0 sul Crotone nella prima giornata del campionato di Serie B poi vinto dalla formazione allenata da Massimo Rastelli.
Nella stessa stagione arrivò anche una delle due sconfitte, lo 0-2 interno contro il Perugia, mentre l'altro successo fu il 3-0 contro la Salernitana. Nel 2018/19 Sacchi arbitrò poi due sfide del Cagliari contro il Bologna: 3-2 in Sardegna e 1-1 al Dall'Ara.
Più recenti gli incroci nella scorsa stagione, quando il direttore di gara marchigiano ha arbitrato Lazio-Cagliari 2-0, la sfida di Coppa Italia Napoli-Cagliari, terminata 1-1 nei tempi regolamentari e poi decisa ai rigori, e il successo interno dei rossoblù per 3-2 contro l'Atalanta del 27 aprile.
Particolarmente interessante anche il precedente più diretto con la gara di lunedì: Cagliari-Lecce 4-1 della stagione 2024/25, quando la formazione allora allenata da Davide Nicola riuscì a imporsi in rimonta.
Il bilancio complessivo di Sacchi con il Lecce è invece molto più ampio. Sono 19 le partite dirette dal fischietto della sezione di Macerata, con sette vittorie salentine, sei pareggi e sei sconfitte. Il primo precedente risale addirittura al 2013, in Coppa Italia di Serie C, con il Lecce sconfitto 2-1 a Latina.
Nel corso degli anni Sacchi ha incrociato i salentini soprattutto tra Serie B e Serie A. Tra i risultati più significativi figurano il 2-3 di Cosenza, il 2-1 contro il Verona e il successo per 2-0 sul Pisa nella stagione 2018/19.
In Serie A, invece, il fischietto marchigiano ha diretto diverse gare del Lecce: dall'esordio interno contro il Verona nel 2019/20, terminato 0-1, fino a Lecce-Sassuolo 1-1 del 6 ottobre 2023, con le reti di Berardi e Krstovic. Nel 2024/25 Sacchi ha arbitrato anche Lecce-Empoli 1-1, ultima partita di Luca Gotti sulla panchina salentina.
Nella stagione 2025/26, infine, il marchigiano ha diretto Lecce-Pisa 1-0, decisa da Stulic, oltre a due sfide contro la Roma: Lecce-Roma 0-2 e Roma-Lecce 1-0. Ora il ritorno in Serie A passa dunque da Cagliari-Lecce, con Juan Luca Sacchi pronto a inaugurare la sua stagione nella massima serie proprio in una sfida che, numeri alla mano, conosce già molto bene.
Un viaggio nella ricerca artistica di Ugo Caggiano, attraverso le opere realizzate negli anni Settanta, decennio segnato da sperimentazioni, materiali, colori e nuove forme espressive. È il percorso proposto dalla nuova mostra ospitata nelle stanze di Nino Caffè, in via Roma a Macerata, curata da Daniele Taddei e dedicata a uno dei periodi più significativi della produzione dell’artista, scomparso nel 2020.
Il taglio del nastro è in programma domenica alle 18. L’esposizione sarà poi visitabile gratuitamente fino al 3 gennaio 2027.
La mostra nasce dal lungo rapporto di Taddei con Caggiano e dal desiderio di riportare al centro quelle opere che, secondo il curatore, rappresentano in modo particolare la sua continua ricerca. Un artista che amava sperimentare con materiali e linguaggi diversi, trasformando elementi di uso comune in nuove possibilità espressive.
«La stanza a cui miro sempre era quella dove vengono gelosamente custoditi i lavori degli anni ’70», racconta Taddei, ricordando le visite nello studio di Caggiano a Serrapetrona. Opere nelle quali, spiega, accanto alla pittura compaiono «assemblaggi, applicazioni di materiali poveri» capaci di creare «un equilibrio di forme e di cromatismi di rara bellezza».
Il percorso espositivo restituisce proprio questa dimensione sperimentale: dalle plastiche alle stoffe, dalle grandi tele dai colori accesi alle opere realizzate con materiali poveri, fino alle sculture semoventi. Un universo nel quale ricorrono il gioco, il movimento, l’ironia e una particolare attenzione alla musicalità delle forme e dei colori.
Elementi che, secondo Taddei, raccontano anche l’uomo oltre che l’artista. Caggiano era infatti appassionato di lettura, natura, storia e musica, in particolare di jazz, e suonava il sax. «In quei lavori degli anni ’70 si incontrano tutte queste componenti», sottolinea il curatore.
Il decennio diventa così anche lo specchio di un’epoca attraversata da profonde trasformazioni sociali e culturali e da nuove correnti artistiche, dalla Pop Art all’Arte Povera.
Al centro della mostra resta però il linguaggio personale di Caggiano, fatto di ricerca e sperimentazione, ma anche di quel legame con l’infanzia e con il gioco che ha accompagnato tutta la sua produzione.
Un filo che oggi, attraverso queste opere, «viene ripreso e proseguito con questo straordinario evento che magicamente ci riporterà nuovamente a Lui».
È prorogato sino al 5 settembre il taglio sulle accise che riguarda la diminuzione di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio, istituito lo scorso 4 agosto e rinnovato nella riunione del Consiglio dei ministri tenutasi lo scorso 26 agosto.
Il decreto legge n. 153 sulle “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali”, proposto dalla Presidente del Consiglio e dai Ministri dell’economia e delle finanze, dell’ambiente e della sicurezza energetica, delle infrastrutture e dei trasporti, segue le decisioni già adottate con i decreti precedenti (n.33/2026, n.133/2026 e n.139/2026).
Il Consiglio dei Ministri, nel comunicato stampa diffuso, ha precisato che la riduzione di 17 centesimi prevede “una riduzione dell’aliquota di accisa di 14 centesimi e dell’IVA di ulteriori 3 centesimi. Per lo stesso periodo, la stessa aliquota si applica ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti”. La proroga ha validità anche per le imprese di autotrasporto.
Come è prevista la copertura del taglio delle accise lo spiega l’articolo 2 del decreto: i grandi gruppi energetici dovranno anticipare allo Stato una somma, relativa alle ritenute sui dividendi, con cui lo Stato potrà finanziare le misure sul gasolio. La cifra che le aziende energetiche verseranno verrà “scalata” dalle tasse che queste ultime dovrebbero pagare i prossimi anni, sulla medesima distribuzione di utili.
Nonostante il tentativo del Governo di calmierare le spese del carburante, i prezzi continuano ad essere elevati e questo impatta fortemente sullo stile di vita dei cittadini che vedono un notevole cambiamento del loro budget mensile, a cui si aggiungono le conseguenze che l’aumento del gasolio ha anche sugli altri beni.
Su quest'ultimo punto, ai rifornimenti di benzina, tutti sono d’accordo, ma non mancano opinioni contrastanti sulle modalità adottate dal Governo per gestire la situazione e sulle possibili decisioni future.
“Io faccio molta strada e molti chilometri e questo aumento del carburante ha impattato in maniera notevole sul mio bilancio mensile. Però dovremmo concentrarci sulle soluzioni più che sul problema. Questa situazione nello stretto di Hormuz va avanti da mesi e mi sembra che il Governo in Italia abbia tamponato con delle misure temporanee, ma il problema si ripropone puntualmente alla scadenza di questo taglio delle accise - spiega un lavoratore autonomo -. Dovremmo redistribuire il reddito perché tutti i giorni sentiamo che le compagnie energetiche si sono arricchite e hanno fatto extraprofitti. Quei soldi potrebbero essere utili per distribuirli ai privati che hanno sostenuto gran parte del costo di questo aumento”.
Sono numerose le persone che, per questioni di lavoro, sono costrette a fare molti chilometri con i propri mezzi: “Io vengo dalla Puglia, dalla provincia di Bari, quindi incide molto l'aumento carburante: nell'ordine di una cinquantina di euro a pieno praticamente. Sono costretto a farne 3 a settimana, quindi sono 150 euro” dichiara un lavoratore nel campo dell’approvvigionamento di fiori freschi.
"Al di là del caro carburante in sé, è su tutto il resto che incide perché le differenze si notano sui prezzi a 360°. Ma anche se vai ad erodere quello che è il tuo guadagno, vai avanti, certamente non possiamo stare fermi - continua - Non mi sento di puntare il dito contro la corrente politica al Governo, perché io credo che in questo caso il capo del Governo non possa fare niente per accontentare tutti. Mi rendo conto delle difficoltà. Sarebbe facile e comodo, a livello politico, abbassare le tariffe e fare contenti tutti”.
Anche dal punto di vista di chi lavora tutti i giorni ai distributori, la sensazione è quella di non poter fare molto nei confronti dell’aumento dei prezzi.
“Il gestore del distributore è l’ultima ruota del carro. Il privato che apre un suo impianto si può rifornire dove vuole e prendere il carburante al prezzo migliore ma i distributori gestiti dalle grandi compagnie energetiche sono costretti ad applicare i prezzi che loro forniscono – afferma il gestore di una pompa di benzina -. Erano diversi giorni che il prezzo non aumentava, ma questa mattina è salito di due centesimi, e noi abbiamo dovuto applicare l’aumento”.
Nonostante questo, alcuni gestori non notano un particolare cambiamento nelle abitudini di chi fa rifornimento: "Chi è fidelizzato al distributore continua a fare il pieno perché magari ritiene che il prodotto sia migliore rispetto ad un altro e gli consente di fare più chilometri. Chi faceva il pieno prima continua a farlo, magari l’anziano che prima si riforniva di più ora decide di spendere dieci euro in meno, ma non ci sono stati grandi cambiamenti”.
Altri adetti ai lavori invece, hanno evidenziato una diminuzione nella spesa per il rifornimento: “Chi prima decideva di spendere 50 euro, ora ne spende 10. Aspettano che i prezzi diminuiscano”.
Dal dolore per la perdita di una persona cara a un gesto capace di offrire una nuova possibilità di vita ad altre persone. È quanto accaduto nella notte all’ospedale di Macerata, dove è stata effettuata una donazione di organi grazie alla scelta della famiglia di un uomo di 75 anni.
In un momento particolarmente difficile, i familiari hanno deciso di trasformare il dolore della perdita in un atto di solidarietà e di amore verso gli altri, consentendo a persone in lista d’attesa di poter accedere alla terapia trapiantologica.
Un gesto di grande generosità che ha permesso di procedere al prelievo di reni, fegato e cornee. L’intervento è stato realizzato da un’équipe multidisciplinare coordinata dal Centro Regionale Trapianti e dal NITp (Circuito Nord Italia Transplant).
Dietro ogni donazione c’è una scelta che può avere conseguenze concrete sulla vita di altre persone. Gli organi prelevati potranno infatti essere destinati a pazienti in attesa di trapianto, offrendo loro una nuova prospettiva e la possibilità di tornare a una vita più normale.
L’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata ha espresso gratitudine alla famiglia del donatore e a tutti i professionisti che hanno contribuito alle procedure di prelievo.
«Si ringrazia la famiglia del donatore per la solidarietà dimostrata e tutti i professionisti dell’ospedale di Macerata, coordinati dalla dottoressa Valeria Zompanti, che hanno contribuito al successo dell’intervento di prelievo», ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini.
Il direttore generale ha inoltre sottolineato il valore della cultura della donazione, definendola una scelta capace di «restituire futuro e speranza a chi attende» e di rafforzare l’idea di una comunità attenta e solidale.
La donazione rappresenta un esempio concreto di come, anche nel momento più doloroso, una scelta possa trasformarsi in un’opportunità per altre persone. La generosità della famiglia ha infatti permesso di attivare un percorso che potrà offrire nuove possibilità ai pazienti in attesa di un trapianto.
Grande entusiasmo ieri sera per l’evento di San Giuliano, patrono della città, dedicato alle novità sportive della prossima stagione nel territorio maceratese. Protagonista assoluta della serata la Pallavolo Macerata, ormai presenza consolidata del panorama sportivo cittadino, con la sua prima squadra, la Gruppo Fisiomed Macerata, pronta ad affrontare il campionato di Serie A per l’ottavo anno consecutivo e il terzo in A2.
Ad aprire gli interventi è stato il dirigente Gianluca Tittarelli, seguito dall’assessore allo Sport Riccardo Sacchi, che ha ripercorso la storia della società biancorossa, partita nel 1984 da un piccolo campetto nel quartiere di Montalbano: «Ritengo che questo tipo di esperienza sia un patrimonio della città. È una squadra che realmente le appartiene».
Parola poi al direttore generale Italo Vullo: «Siamo convinti di aver allestito un ottimo roster che potrà regalarci soddisfazioni e divertire il pubblico, che speriamo accorra numeroso. Il livello della Serie A2 si alza anno dopo anno, ma abbiamo tanti giovani di grande prospettiva e giocatori più esperti pronti a fare da chioccia nel loro percorso di crescita».
Per Gruppo Fisiomed ha preso la parola l’amministratore delegato Enrico Falistocco: «Ci conosciamo da diversi anni e in questo percorso siamo cresciuti insieme. Per noi è uno stimolo continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto, cercando ogni giorno di farlo al meglio».
Per Banca Macerata, altro storico partner biancorosso, è intervenuta Irene Croceri, responsabile marketing: «Facciamo tantissimo per lo sport, non solo per la pallavolo. Sosteniamo numerose realtà sportive, non soltanto in città, ma in tutta la provincia di Macerata».
Accolto da un grande applauso, ha poi fatto la propria apparizione il gruppo squadra. Il tecnico Romano Giannini ha presentato una rosa giovane e rinnovata, arricchita anche da elementi che vantano esperienze in SuperLega e di assoluto livello internazionale: «Questa è una bella squadra, molto giovane e con tanta voglia di emozionarci. Non sono mai stato un grande ottimista, neppure quando allenavo squadre molto forti; però, nella mia carriera, qualche bella sorpresa è sempre arrivata».
Due parole il tecnico biancorosso le ha dedicate anche al Banca Macerata Forum, giardino di casa dei biancorossi: «Macerata è una città che ha fame di pallavolo e io sono felice di esserne parte».
A chiudere gli interventi sono stati il capitano Luigi Randazzo e il regista Alessandro Becchio, che ha raccontato la quotidianità di uno studente-atleta e le difficoltà, ma anche le soddisfazioni, di riuscire a conciliare sport e studio: «È sempre un impegno conciliare tutto, ma è quello che amiamo fare e quindi lo facciamo con piacere».
Becchio ha poi rivolto un appello diretto alla città in vista della campagna abbonamenti, pronta a partire nei prossimi giorni: «A voi, come a noi, non interessa restare a casa la domenica. La risposta della città è importantissima. Abbonatevi, venite a vedere le partite!».
MACERATA - Le porte si chiudono, l’ascensore si ferma e nell’abitacolo cala il silenzio. Sono stati momenti di paura quelli vissuti ieri sera, durante i festeggiamenti di San Giuliano, da quattro persone rimaste bloccate all’interno di uno degli ascensori che collegano il centro storico con il parcheggio dei Giardini Diaz.
A rimanere intrappolati, poco dopo le 21, sarebbero state due ragazze e una coppia di anziani. Una delle giovani avrebbe immediatamente premuto il pulsante di allarme dell’ascensore, ma il dispositivo, secondo quanto riferito, non avrebbe funzionato.
A quel punto è stato fondamentale lo smartphone di una delle ragazze. Grazie alla funzione satellitare dell’iPhone, infatti, è stato possibile riuscire a contattare il 112 e chiedere aiuto, nonostante l’assenza di un normale collegamento utile per lanciare l’allarme.
La richiesta di soccorso ha fatto scattare l’intervento dei vigili del fuoco, arrivati sul posto per liberare le quattro persone rimaste chiuse nell’ascensore. Dopo l’intervento dei pompieri, la situazione si è fortunatamente risolta senza conseguenze per gli occupanti.
Quello accaduto durante la serata di San Giuliano non è però un episodio isolato. Gli ascensori che collegano i Giardini Diaz e il parcheggio multipiano al centro storico hanno già registrato in passato diversi problemi, con episodi che hanno richiesto anche l’intervento dei vigili del fuoco per liberare persone rimaste bloccate. E, al momento, non sembrano esserci all’orizzonte nuovi impianti, nonostante gli annunci e gli impegni più volte prospettati dall’Amministrazione.
"La partecipazione dell’Università di Macerata conferma il nostro impegno nel rafforzare la dimensione europea dell’Ateneo e il supporto alla ricerca". Con queste parole il rettore Jhon McCourt si riferisce al progetto europeo Cardea, conclusosi lo scorso luglio alla University College Cork, in Irlanda, e di cui Macerata rappresenta l'unico ateneo italiano. L'Università ha partecipando al progetto attraverso l'Ufficio Ricerca Internazionale, Progettazione e Open Science.
"Cardea ha permesso di valorizzare professionalità indispensabili per il futuro della ricerca europea. I Research Manager sono figure capaci di aprire opportunità, costruire reti e accompagnare la ricerca in un contesto internazionale sempre più complesso", continua il rettore.
Il lavoro del Research Manager è quello di cercare opportunità di finanziamento, costruire partenariati internazionali, inteprtare regole complesse e accompagnare ricercatori e ricercatrici nella gestione dei progetti: un impegno costante e decisivo ma poco visibile.
Il progetto europeo "CARDEA – Career Acknowledgement for Research Managers Delivering for the European Area" si è impegnato proprio nel riconoscimento professionale del Research Manager e sulla definizione di strumenti comuni a livello europeo.
All'interno della CARDEA Academy, il percorso formativo online gratuito e articolato in 17 moduli, l'Università di Macerata ha avuto un ruolo diretto nella creazione di contenuti che spaziano dalle comeptenze di base per il supporto alla ricerca fino ai temi più recenti, come l'impiego dell'intelligenza artificiale. Al termine del percorso è possibile ottenere gratuitamente un open badge e una micro-credenziale.
Tra i principali risultati figurano RM Comp, il quadro europeo delle competenze per chi opera nella gestione della ricerca, la CARDEA Academy e la proposta di una Charter for Research Managers.
RM Comp, sviluppato insieme al progetto europeo RM Roadmap e lanciato ufficialmente dalla Commissione europea nel gennaio 2025. Il quadro individua le competenze richieste ai Research Manager e può essere utilizzato sia dai professionisti sia dalle organizzazioni per orientare formazione e sviluppo professionale.
Per Francesca Spigarelli, responsabile del progetto per UniMC, la sfida è trovare "un equilibrio tra apertura alla collaborazione internazionale e sicurezza della ricerca e dei dati", costruendo forme di cooperazione dalle quali tutti gli attori possano trarre beneficio.
Il nome del progetto richiama Cardea, la dea romana dei cardini, scelta come immagine simbolica di professionisti che facilitano l’accesso a nuove opportunità. A Cork il rettore ha ringraziato il team UniMC coinvolto nel progetto, composto da Barbara Chiucconi, Erica Feliziani e Federica De Romanis, insieme alle colleghe e ai colleghi che hanno contribuito alle attività, e Mary Kate O’Regan della University College Cork, coordinatrice di Cardea.
Un bilancio positivo, all’insegna della prevenzione e del coordinamento. È quello tracciato dalla Polizia Locale di Macerata al termine delle celebrazioni di San Giuliano, che hanno portato in città migliaia di persone tra festeggiamenti patronali, Fiera di San Giuliano e il concerto di Fiorella Mannoia allo Sferisterio nell’ambito di Sferisterio Live.
Una concentrazione di eventi che ha raggiunto il momento di massima intensità nella serata del 30 agosto e che ha richiesto un importante dispositivo di controllo e gestione della viabilità. Secondo il Comando, nonostante l’afflusso particolarmente consistente, non si sono registrate particolari criticità.
Oltre cento controlli alla Fiera
L’attività della Polizia Locale è stata preceduta da un intenso lavoro di programmazione e coordinamento con gli uffici comunali, le altre forze dell’ordine, gli operatori dell’emergenza e le associazioni impegnate nella gestione della manifestazione.
Nell’area della Fiera erano presenti complessivamente 205 operatori commerciali, ai quali si sono aggiunti gli espositori di Coldiretti, CNA e del “Barattolo”. Particolarmente intensa anche l’attività di spunta, che ha coinvolto 75 ambulanti, molti dei quali già presenti a partire dalle 17 del 30 agosto.
Nei due giorni della manifestazione sono stati effettuati 107 controlli commerciali: 63 il 30 agosto e 44 il giorno successivo. L’attività è stata concentrata soprattutto sulla prevenzione e sulla verifica del rispetto delle disposizioni previste.
Sono emerse alcune irregolarità. In un caso è stata contestata la mancanza di regolarità del titolo autorizzativo, mentre due ambulanti sono stati sanzionati per violazioni delle norme sull’etichettatura. In quest’ultimo caso è scattato anche il sequestro di diversi scatoloni contenenti oggettistica varia.
Per quanto riguarda gli alimenti, il Comando evidenzia inoltre la collaborazione con l’ufficio SIAOA dell’AST, impegnato nelle attività a tutela dei consumatori e della sicurezza alimentare.
Viabilità, meno rimozioni rispetto al 2025
Positivo anche il bilancio sul fronte della circolazione stradale. Le rimozioni dei veicoli nelle aree interessate dai divieti, in particolare tra corso Cavour e viale Trieste, sono state sensibilmente inferiori rispetto all’edizione del 2025.
Per la Polizia Locale, il dato rappresenta una conferma dell’efficacia dell’attività di informazione preventiva e della cartellonistica installata in vista della manifestazione.
Due gli incidenti stradali rilevati durante le giornate di festa. Il primo si è verificato il 30 agosto nella zona del cimitero, interessata dal consistente afflusso alla manifestazione; il secondo il 31 agosto in via dei Velini. In quest’ultimo caso sono rimaste coinvolte persone che hanno riportato ferite, senza però conseguenze gravi.
Nell’ambito dei controlli di polizia stradale è stata inoltre accertata la circolazione con una patente falsa, con conseguente sequestro del documento.
Circa 200 contatti al gazebo
La festa è stata anche un’occasione per avvicinare la Polizia Locale ai cittadini. Il gazebo allestito durante la manifestazione ha registrato circa 200 contatti, coinvolgendo anche numerosi bambini e ragazzi attraverso iniziative dedicate alla sicurezza stradale.
I più piccoli hanno potuto cimentarsi in una simulazione di guida, un’attività pensata per sensibilizzarli sui comportamenti corretti da adottare sulla strada. Al termine dell’esperienza hanno ricevuto un attestato e alcuni gadget.
A rendere possibile l’iniziativa anche la disponibilità di alcuni ragazzi che avevano svolto il proprio percorso di tirocinio presso gli uffici della Polizia Locale attraverso stage universitari, percorsi di alternanza scuola-lavoro e servizio civile. Pur avendo già concluso la loro esperienza, hanno scelto di tornare a dare il proprio contributo durante le giornate della festa.
Un momento di incontro e sensibilizzazione che ha affiancato all’attività di controllo quella, altrettanto importante, di educazione alla sicurezza e di dialogo diretto con la cittadinanza.
Numeri record per i festeggiamenti del patrono di Macerata. Secondo la stima del Comune, sono state circa 50mila le persone che hanno partecipato agli appuntamenti di San Giuliano 2026, con il maggior afflusso concentrato nelle giornate del 29, 30 e 31 agosto.
Una settimana di iniziative che ha intrecciato tradizione, musica, sport, celebrazioni religiose e intrattenimento, trasformando il centro della città in un punto di riferimento per cittadini e visitatori.
A fare da cuore della manifestazione è stata piazza della Libertà, dove le quattro serate organizzate dal Comune di Macerata in collaborazione con la Pro Loco hanno fatto registrare il tutto esaurito. Un successo accompagnato anche dalla proposta gastronomica: sono stati infatti oltre 3.000 i pasti serviti nello stand della Pro Loco, dedicato alla valorizzazione della tradizione culinaria maceratese.
Sul palco si sono alternati diversi appuntamenti musicali e di spettacolo, dalla Time Generation Band alla scuola di danza Oltakademi, passando per ZChalet on tour, Riccardo Foresi e Spaghetti a Detroit. Un programma pensato per coinvolgere fasce di pubblico differenti e mantenere alta la partecipazione durante tutti i giorni della festa.
Spazio anche allo sport cittadino, con la presentazione delle principali realtà che rappresentano Macerata nei rispettivi campionati. Sul palco di piazza della Libertà sono salite Macerata Softball, impegnata in Serie A1, la Maceratese Calcio femminile, che milita nel campionato di Eccellenza, e la Cbf Balducci, protagonista in A1 femminile. Nella serata conclusiva è stata quindi presentata anche la Gruppo Fisiomed, formazione di volley maschile che affronterà il campionato di A2.
Il programma non ha però messo da parte l'aspetto più tradizionale della festa patronale. I festeggiamenti sono culminati lunedì 31 agosto con la Santa Messa celebrata dal vescovo Nazzareno Marconi sul sagrato del Duomo di San Giuliano. Al termine della celebrazione, la reliquia del santo è stata portata in processione attraverso le vie del centro storico, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.
"Cinquantamila presenze rappresentano un risultato straordinario e testimoniano quanto San Giuliano sia sentito dalla nostra comunità e quanto sia capace di richiamare persone anche da fuori città", ha commentato il sindaco Sandro Parcaroli, ringraziando gli uffici comunali, le forze dell'ordine, la Pro Loco, le associazioni, gli operatori commerciali e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
Soddisfatto anche l'assessore al Turismo Riccardo Sacchi, che ha sottolineato come la risposta del pubblico confermi la scelta di affiancare alla tradizione "una proposta di intrattenimento ampia e qualificata". Per l'amministrazione, San Giuliano si conferma così non soltanto un appuntamento religioso e identitario, ma anche un'occasione per promuovere Macerata e valorizzarne gli spazi attraverso una grande festa popolare.
Si torna a lavorare in casa Maceratese in vista del debutto in campionato. La formazione biancorossa vede sempre più vicina la prima giornata in casa col Teramo domenica. Obiettivo sarà dimenticare il ko ai rigori di coppa con la Recanatese. Dopo la presentazione in pompa magna della scorsa settimana, con il turno di "stop" data l'eliminazione dall'altro torneo stagionale, il gruppo ha ripreso a lavorare a pieno regime, con alcuni elementi che devono ancora riaggregarsi.
Uno di loro è Federico Perini, ancora ai box dopo uno stop forzato causa infortunio nel finale dello scorso anno, che sta facendo il possibile per recuperare al meglio e farlo velocemente. Il biancorosso, in riabilitazione dopo un intervento al legamento crociato, come comunica la società, sta lavorando con impegno e determinazione per completare il recupero e tornare progressivamente a disposizione del tecnico Alfonsi.
Perini spiega così il suo percorso e la sua voglia di ritornare in campo: "Dopo l’operazione al crociato è iniziato un percorso sicuramente difficile, pieno di sacrifici, tanta pazienza e tanto lavoro. La riabilitazione sta andando avanti e sto facendo di tutto per tornare al meglio. Non vedo l’ora di tornare in campo, a disposizione del mister, per lottare con la squadra e per questi colori". Dall'altra parte lo si aspetta con gioia, mentre il via stagione al campionato di Serie D è sempre più all'orizzonte.
(Credit foto: Francesco Tartari)
Compie vent'anni l'Homeless Fest, contest organizzato dall'associazione Homeless di Macerata che dal 2006 porta sui palchi delle Marche gli artisti emergenti e la musica originale. L’Associazione Homeless nasce dall’iniziativa di alcuni musicisti maceratesi con l’obiettivo di creare spazi e opportunità per valorizzare il fermento musicale del territorio. Nato come Homeless Rock Fest, nel 2020 diventa semplicemente Homeless Fest: il rock come attitudine, non come confine di genere.
Negli anni il contest ha ospitato in giuria produttori, artisti, rappresentanti di etichette indipendenti e professionisti della musica, tra cui Giacomo Fiorenza, Andrea Marmorini, Gianluca Polverari, Colombre, Adriano Viterbini, Cesare Petulicchio, Fabio Rondanini, Alberto Cazzola, Gionata Mirai, Stefano Pilia, Max Collini, Federico Dragogna, Enrico Molteni e Gabriele Lazzarotti.
Da martedì primo settembre riaprono le iscrizioni, che chiuderanno il 13 ottobre 2026, salvo eventuali proroghe. Il concorso è rivolto ad artisti e formazioni di qualsiasi genere musicali che presentino dal vivo brani inediti di propria composizione, sono quindi escluse cover.
Il lavoro di promozione della musica emergente dell'organizzazione Homless rappresenta oggi un punto di riferimento per la musica Italiana. Nelle diciannove edizioni passate ha dato spazio a centinaia di progetti e ha visto la partecipazione di artisti come Little Pieces of Marmelade, And the Bear e The Rootworkers.
Non da meno rispetto alle precedenti, la ventesima edizione si articolerà nelle consuete fasi di selezione e finali, con le esibizioni ospitate nei teatri delle Marche e la valutazione affidata a una giuria di qualità composta da professionisti e protagonisti del panorama musicale nazionale.
Nuove le opportunità, in occasione del ventennale, per i vincitori del contest, con l'obbiettivo di sostenere concretamente la produzione e lo sviluppo professionale degli artisti.
Il primo classificato avrà l'occasione di registrare un demo un CD di 6 brani, un video realizzato dal vivo all'Homeless Factory e supporto booking Homeless per un anno.
Il secondo classificato potrà registrare un demo CD di 4 brani e avrà il supporto booking Homeless per un anno.
Infine, al terzo classificato sarà permesso regitrare un demo CD di due brani e otterrà un video montato di un brano ripreso durante le serate finali del concorso.
Il traguardo dei vent’anni sarà celebrato anche con una serata speciale. Il 27 settembre 2026, al Circolo ARCI RibHaus di Macerata, è in programma la “festa di compleanno” di Homeless Fest.
Sul palco si alterneranno diversi gruppi tra quelli che hanno partecipato alle precedenti edizioni del contest, per una serata che vuole riunire musicisti, pubblico e amici che hanno contribuito a costruire la storia della manifestazione.
Tra i banchi e il passeggio della Fiera di San Giuliano c'è una storia speciale che attende di trovare il suo lieto fine. L'Associazione di volontariato Argo è presente con il proprio stand tra Piazza Garibaldi e i Giardini Diaz per sensibilizzare contro il randagismo e favorire le adozioni dei cani ospitati nei canili del territorio. Tra i cuccioli portati in piazza in collaborazione con la Meridiana Cooperativa Sociale, che gestisce il Canile comunale di Civitanova Marche, c'è anche Machamp.
La storia del piccolo inizia nel maggio 2026, quando una cagna con nove cuccioli è stata recuperata nei pressi di un'azienda agricola. Accolti in canile, i piccoli sono cresciuti protetti insieme alla madre. Mentre cinque dei suoi fratellini hanno già trovato un'adozione, Machamp è uno dei quattro maschietti ancora in attesa di una famiglia.
A renderlo unico è una particolarità fisica: fin dai primi mesi una delle sue zampe è apparsa più piccola e con una crescita diversa, una condizione derivata da una causa congenita o da un trauma subito subito dopo la nascita. Sottoposto ad accertamenti ortopedici e seguito dal Servizio Veterinario dell'Ast, le radiografie hanno mostrato che la tibia sta comunque crescendo, portando i medici a scegliere per ora un approccio prudente senza interventi.
Machamp dovrà essere seguito con attenzione durante la crescita nei suoi primi 24 mesi di vita. Per lui si cerca quindi un'adozione consapevole: una famiglia disposta a donargli affetto, ma anche a garantirgli la pazienza e le attenzioni veterinarie di cui potrebbe aver bisogno.
"Un motivo per ricordare che dietro ogni cane in canile esiste una storia diversa e che l'adozione consapevole può cambiare un destino", spiegano i volontari dell'Associazione Argo, pronti ad accogliere nello stand chiunque voglia conoscere da vicino il cucciolo. "Magari, tra le migliaia di persone che attraverseranno Macerata per San Giuliano, c’è proprio qualcuno che incrocerà lo sguardo di Machamp e deciderà di non lasciarlo più".
MOGLIANO — Mogliano piange la scomparsa di Luigi Giuli, figura conosciuta e stimata in paese, che nel corso della sua vita ha ricoperto il ruolo di sindaco e quello di insegnante.
Giuli aveva 85 anni e fu alla guida del Comune di Mogliano dal 1970 al 1975, anni nei quali si dedicò all’amministrazione della comunità e al servizio del territorio.
Accanto all’impegno politico e amministrativo, ha avuto una lunga esperienza nel mondo della scuola. È stato infatti professore di Estimo all’Istituto per Geometri di Macerata, oggi Istituto tecnico tecnologico statale “Bramante”, dove ha accompagnato generazioni di studenti nel loro percorso di formazione.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio a Mogliano, dove era conosciuto anche per il suo impegno nella vita della comunità.
Luigi Giuli lascia la moglie Anna, i figli Giovanna e Gabriele, la sorella Maria Palmira, oltre ai nipoti e pronipoti.
I funerali saranno celebrati martedì 1° settembre alle 15.30, nell’Arciperetura di Santa Maria a Mogliano.
Grande movimento per la tradizionale festa di San Giuliano che ogni anno anima la città di Macerata. Da domenica 30 agosto fino alla tarda serata di lunedì 31 agosto, il centro è pronto ad accogliere cittadini, e non solo, in un evento all’insegna del divertimento, della tradizione e delle specialità locali.
Quella di quest’anno è un’edizione caratterizzata dalle novità e dal ritorno delle bancarelle anche in corso Cavour, che da alcuni anni a questa parte non aveva più ospitato la fiera per motivi legati ai lavori in corso in via dei Velini.
Insieme al grande ritorno, anche l’implemento di alcuni nuovi stand tra le vie del centro, che ne hanno ampliato anche il percorso fino ad aree che prima d’ora non erano state coinvolte.
Lungo via Garibaldi, via Tommaso Lauri e corso Matteotti si sono disposti i mercati del vintage de “Il Barattolo”, tradizionale mercatino che da 31 anni propone vintage, second-hand, oggetti fatti a mano e artigianato.
“Abbiamo voluto coinvolgere 'Il Barattolo' perché riteniamo che possa rappresentare un valore aggiunto per la Fiera di San Giuliano e contribuire ad ampliare e diversificare l’offerta rivolta a cittadini e visitatori – sottolinea l’assessore al Commercio e al Centro Città Giuseppe Romano – La festa patronale è un momento particolarmente importante per la città e abbiamo lavorato affinché il programma e le iniziative collaterali potessero offrire occasioni diverse per vivere il centro storico. La presenza de “Il Barattolo”, con la sua proposta originale e ormai consolidata, si inserisce proprio in questa direzione e rappresenta anche un’opportunità per valorizzare ulteriormente gli spazi del centro e favorire la presenza di visitatori durante le giornate della Fiera”.
Tra le novità anche gli stand dedicati alle produzioni locali e ai prodotti tipici, curati dalla Coldiretti e CNA.
“L’ampliamento sperimentale della Fiera di San Giuliano – aggiunge Romano – nasce dalla volontà di sostenere la rivitalizzazione del centro storico e di recuperare, per quanto possibile, lo spirito della fiera di una volta, quando nei due giorni della festa il centro era animato da numerose bancarelle che richiamavano cittadini e visitatori. Negli ultimi anni alcune di queste presenze sono venute meno e con esse si è ridotta la capacità della fiera di animare alcune zone della città. Estendere il percorso a corso della Repubblica e piazza Vittorio Veneto, con i mercatini di prodotti tipici e locali, significa creare un collegamento più ampio con piazza della Libertà e con il cuore dei festeggiamenti, offrendo nuove occasioni di frequentazione e valorizzando le produzioni e le attività del territorio”.
“L’obbiettivo era quello di riuscire a comunicare la nostra presenza sul territorio e ci siamo riusciti – affermano i venditori degli stand della Coldiretti – Le persone hanno apprezzato questa nuova fila di stand in corso della Repubblica e il contatto diretto con i produttori. C’è stata una buonissima visibilità e siamo contenti che l’iniziativa sia stata accolta bene”.
Rispetto allo scorso anno, quando la festa è caduta di sabato e di domenica, le giornate di quest'anno hanno danneggiato leggermente i commercianti: se nella giornata di domenica hanno giovato del riposo dal lavoro dei cittadini, nella mattinata di lunedì si sono dovuti scontrare con un minore afflusso di gente, ma con la convinzione che la situazione si rianimi nel pomeriggio, quando la celebrazione entrerà nel vivo dei festeggiamenti.
“Molti vengono a trovarci anche da fuori Macerata perché sanno che ci trovano qua durante la festa di San Giuliano e noi siamo contenti di accoglierli” raccontano gli esercenti dei prodotti alimentari e dell’artigianato locale.
Presente come ogni anno poi, il tradizionale fischietto di San Giuliano che da trentacinque anni viene realizzato dal Centro Italiano Femminile San Giuliano di Macerata e che quest’anno omaggia gli antichi mestieri con la figura del ciabattino.
"Siamo qui oggi come tutti gli anni per vendere il nostro fischietto di San Giuliano, tanto amato dalla città” spiega Paola Cecchi, presidente del CIF San Giuliano di Macerata – “È una tradizione antica che risale a molto tempo fa. Il fischietto è fatto di creta – ci tiene a sottolineare – che anticamente rappresentava gli avanzi delle suppellettili che si facevano nei nostri forni, vale a dire oggetti come piatti e brocche. Questi avanzi venivano riusati per fare i fischietti, giocattoli per tutti i bambini, sia ricchi che poveri".
Dopo la serie di fischietti dedicata alla banda dei carabinieri, da qualche anno a questa parte la volontà è quella di far riscoprire il valore degli antichi mestieri del territorio tramite la caratteristica scultura in creta.
Tempo di presentazioni per la pallavolo di Macerata. Ieri si è presentata in piazza della Libertà la CBF Balducci Macerata. Le arancionere, impegnate nel campionato di Serie A1 Femminile hanno ricevuto l’abbraccio da parte di numero folto di tifosi. Le ragazze di coach Lionetti hanno già cominciato a lavorare nel frattempo, come spiega nelle sue parole il nuovo capitano, il libero Giorgia Caforio: "Abbiamo già iniziato la preparazione, stiamo lavorando molto in palestra per trovare la sintonia. Nel frattempo attendiamo le nuove arrivate che si aggiungeranno. Siamo felici di essere ancora qui e di poter disputare questo bellissimo campionato".
Sarà la prima volta da capitano per il libero Caforio, un ruolo con diritti e doveri: "È una responsabilità ma anche un orgoglio. So che potrò contare sulle mie compagne. Mi metterò a disposizione del gruppo per affrontare ottima stagione". Ora è tempo di ripartire: "Ciò che mi auguro è di divertirci tanto e di esprimere al massimo le nostre capacità".
Coach Lionetti nelle sue parole invece si attende un’annata interessante: "Come abbiamo già detto, l’obiettivo sarà alzare l’asticella e il nostro roster ci permette di provare a farlo, come di lavorare diversamente. Ci stiamo muovendo bene, ora si punterà alla condizione fisica".
Lionetti avrà a disposizione una rosa con caratura di livello internazionale: "Abbiamo delle giocatrici che hanno vinto competizioni internazionali. Questo gruppo dovrà lavorare e dimostrare, ma ha molta maturità. Dovremo sfruttare questa onda per fare bene". Per concludere, si aprirà un altro anno per il coach sulla panchina arancionera: "Si lavora bene qui, mi viene permesso di fare tutto al meglio, con uno staff importante. Ci viene dato modo di crescere in maniera esponenziale".
Quindici involucri di cocaina nascosti sotto il paraurti posteriore dell’auto. È quanto hanno trovato gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Macerata durante un controllo effettuato nel pomeriggio di sabato 29 agosto nella periferia della città.
L’operazione rientra nei servizi di prevenzione e contrasto dei reati predatori e dello spaccio di sostanze stupefacenti disposti e intensificati dal questore di Macerata Luigi Mangino, in particolare durante i fine settimana estivi.
A finire in manette è stato un cittadino albanese di 46 anni, regolare sul territorio italiano, disoccupato e con precedenti per reati in materia di immigrazione e stupefacenti.
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno notato un’utilitaria con un uomo a bordo e hanno intimato l’alt per procedere al controllo. Il conducente, risultato non residente in provincia di Macerata, non avrebbe fornito una motivazione ritenuta giustificata per la sua presenza in quella zona.
Gli agenti hanno quindi proceduto alla perquisizione personale e del veicolo, inizialmente finalizzata anche alla ricerca di eventuali strumenti d’effrazione.
Durante i controlli, all’interno dell’auto, nascosta sotto il paraurti posteriore, è stata individuata una scatola metallica di mentine avvolta con nastro adesivo e dotata di due calamite. All’interno c’erano 15 involucri bianchi in cellophane, termosaldati, contenenti una sostanza che appariva essere cocaina.
L’uomo è stato quindi accompagnato negli uffici della Questura per gli ulteriori accertamenti. Le analisi hanno confermato la presenza di cocaina, per un peso lordo complessivo di 9,67 grammi. La sostanza era suddivisa in 15 involucri, ciascuno del peso di circa 0,6 grammi.
Alla luce degli elementi raccolti, il 46enne è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Dell’arresto è stato informato il pubblico ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
L’uomo è stato quindi trattenuto nelle camere di sicurezza del Commissariato di pubblica sicurezza di Civitanova Marche, in attesa del giudizio direttissimo.
Questa mattina si è svolta l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Macerata. Al termine, l’uomo è stato rimesso in libertà senza l’applicazione di ulteriori misure restrittive.
Nel vivo dei festeggiamenti per la festa patronale di San Giuliano, questa sera lunedì 31 agosto, alle ore 21:00 la squadra di pallavvolo Gruppo Fisiomed Macerata si presenterà ufficialmente ai maceratesi - e non solo - in piazza della Libertà.
Un appuntamento da non perdere per tutti i tifosi, curiosi e appassionati. La presentazione sarà l'occasione giusta per rivedere i volti noti della scorsa stagione, ma anche per rinfrescarsi la memoria su nomi e facce dei nuovi arrivati.
I biancorossi, al Banca Macerata Forum ormai da una settimana continuano il loro percorso nella preseason tra il calore della città nell’appuntamento annuale e tradizionale per Macerata. Tra gli altri, sarà la prima volta anche per Karil Dadash Adeh, opposto persiano biancorosso, arrivato negli ultimi giorni in città e subito aggregato al gruppo di coach Giannini.
Oltre ai main sponsor Gruppo Fisiomed eBanca Macerata con i loro rappresentanti, presente all’appuntamento di domani sarà anche il DG Italo Vullo che ha anticipato le sue impressioni su cosa si aspetterà domani e su cosa significa la partecipazione all’evento per I biancorossi: “È un appuntamento a cui teniamo particolarmente, ormai una tradizione per la nostra società. Cade in un momento molto particolare della stagione e segna un po’ l’inizio ufficiale delle nostre attività, quindi il tempismo è perfetto: presentare squadra e staff proprio nella città, e con la città, è un bellissimo momento di aggregazione".