Macerata

Esordio amaro per la Maceratese: il Teramo domina la scena all’Helvia Recina

Esordio amaro per la Maceratese: il Teramo domina la scena all’Helvia Recina

Comincia con una sconfitta il campionato della Maceratese. Il Teramo è troppo forte e vince 3-0 all’Helvia Recina Pino Brizi. I biancorossi in realtà fanno una buona partita nonostante il risultato sembri dire l’opposto, ma alcuni dettagli e dall’altra parte una formazione da altre categorie fanno il resto. Il Teramo si conferma una delle favorite della stagione e si impone con una grande prova di maturità: lezione assimilata dai biancorossi, che dovranno farne tesoro per la prossima trasferta di Ascoli contro l’Atletico Ascoli. Grande cornice di pubblico all’Helvia Recina Pino Brizi, 1800 presenti di cui 350 da Teramo. In avvio ci prova subito Pampano per la Rata, che servito a destra da Ruani da fuori chiama alla parata in presa Cingolani. All’8’ replica Njambe su punizione dal limite sfiorando la traversa. All’11’ viene annullato il gol a Carpani, pescato da un cross di Njambe in area piccola ma al di là della linea. Un minuto dopo i locali sfiorano il gol: Pampano crossa per Didio che anticipa tutti di testa in area e sfiora il palo a Cingolani battuto. Al 19’ il Teramo applica la legge del calcio però: su un cross di Njambe da sinistra Pavone aggancia in area e batte da posizione ravvicinata Grillo. La Maceratese tenta la replica e si vede annullare il pareggio immediato di Pampano per fuorigioco dopo una giocata di Ciattaglia. Poi gli abruzzesi prendono il pallino del gioco: Njambe tiene in scacco la linea difensiva biancorossa provandoci prima dal limite costringendo alla parata Grillo, poi sfiorando il palo. La Rata però non dorme mai e al 41’ va a centimetri dal pareggio: Simonelli va via sulla destra e crossa, Didio arriva di testa costringendo alla parata Cingolani ma Ruani in tap-in manda fuori a porta vuota. L’ultima emozione la regala una bandierina di calcio d’angolo che non si riesce a sistemare e che causa 9 minuti di recupero. Si riprende e la ripresa si indirizza subito col raddoppio del Teramo: minuto 52, Njambe verticalizza per Carpani che passa per vie centrali e buca col destro imparabilmente Grillo. Poco dopo Simonelli potrebbe riaprire tutto ma Cingolani lo mura, poi nella ripartenza Pavone viene liberato davanti Grillo che però imita il collega e ferma l’avversario. Al 66’De Santis scherma la conclusione di Pampano da posizione ravvicinata. Al 72’ Grillo chiude sul primo palo sul tentativo di Diakite ma al 77’ commette un’incertezza in coabitazione con Conson che costa lo 0-3: i due non si capiscono, Toure irrompe e ringrazia per fare tris. Didio e Ciattaglia cercano di diminuire il passivo ma Cingolani prima e la sfortuna poi lo impediscono. L'ultima emozione la regala il palo colpito dal neo entrato di De Negri. MACERATESE: Grillo, Ciattaglia, Batassa, D’Aloia, Conson, Ruggeri (86' Baraboglia), Simonelli (73' Pesaresi), Baumwallspinner, Didio, Ruani (56' Brunet), Pampano. All. Alfonsi. TERAMO: Cingolani, Njambe (59' Toure), Vitali (90' De Nigro), Pavone, Carpani, De Santis, Salustri, Mariani, Pierfederici (73' Cipolletti), Bruni, Marconato (63' Diakite). All. Pomante. Arbitro: Velocci di Frosinone. Assistenti: Foglietta e Innocenzi di Foligno. Reti:  19' Pavone, 52' Carpani, 77' Toure. Note: ammoniti Marconato, Ciattaglia, Brunet, Re, Batassa. Corner: 4 a 5. Recupero: 9, 6 Foto: Tartari

06/09/2026 17:40
Da Camerino a Montréal, Giulio Pellizzari in azzurro per il Mondiale di ciclismo su strada

Da Camerino a Montréal, Giulio Pellizzari in azzurro per il Mondiale di ciclismo su strada

C’è anche un pezzo di Maceratese nella Nazionale italiana che volerà a Montréal per i Mondiali di ciclismo su strada. Tra gli azzurri convocati dal commissario tecnico Roberto Amadio per la prova in linea maschile élite figura infatti Giulio Pellizzari, 22enne di Camerino, uno dei giovani più interessanti del ciclismo italiano. La gara più attesa del programma maschile è fissata per domenica 27 settembre. La corsa partirà da Brossard, alle porte di Montréal, per poi entrare nel circuito cittadino attorno al Mont-Royal, con arrivo al Parc Jeanne-Mance. L'Italia ha indicato dieci corridori, con otto posti effettivamente disponibili per la prova: insieme a Pellizzari figurano Alberto Bettiol, Mattia Cattaneo, Giulio Ciccone, Lorenzo Mark Finn, Davide Piganzoli, Cristian Scaroni, Matteo Sobrero, Matteo Trentin e Diego Ulissi.   Per Pellizzari la chiamata rappresenta un altro passaggio importante di una stagione che lo ha visto consolidarsi ai massimi livelli. Il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe ha conquistato ad aprile il Tour of the Alps, imponendosi anche in due tappe e riportando un italiano sul gradino più alto della corsa tredici anni dopo Vincenzo Nibali

06/09/2026 15:35
Addio a Umberto Medini, per oltre 50 anni anima del Luna Park di Villa Potenza

Addio a Umberto Medini, per oltre 50 anni anima del Luna Park di Villa Potenza

Si è spento il 4 settembre all’età di 90 anni Umberto Medini, decano dello spettacolo viaggiante. Nato il 19 aprile 1936 a Orbetello (dove al tempo i genitori furono di passaggio) ma marchigiano doc, Medini ha lasciato un segno indelebile in più generazioni, in particolare ad Ancona, dove era residente, e nel Maceratese. Grazie a giostre e attrazioni di vario genere, per oltre 50 anni è stato sempre presente nel tradizionale Luna Park a Villa Potenza per la festa patronale di San Giuliano. Famoso il suo autoscontro King Kong, che ha portato gioia e divertimento a ragazzi e famiglie di ogni età, avvalendosi della collaborazione dei figli Stefano Luana e Gemma. Un tradizione tramandata da Umberto oggi anche ai nipoti, specialmente Terence. "Umberto è stato sempre un grande lavoratore con intuito geniale. Un ottimo  marito e un grande padre – è il commiato della famiglia –, tantissime sono le persone che sono venute a porgere l'ultimo saluto e tantissimi i messaggi di stima e affetto. Si è sempre impegnato collaborando con le amministrazioni che si sono succedute per la riuscita del Luna Park, rendendolo il più importante delle Marche. Un uomo meritatamente amato dalla sua famiglia". Umberto è mancato venerdì all'ospedale di Macerata: insieme ai figli lo piangono anche i suoi 5 nipoti e 10 pronipoti: «Continueranno a portare nelle piazze il divertimento così come lui amava fare». Le esequie si svolgeranno lunedì 7 settembre alle ore 14.30 ad Ancona presso la chiesa dei Salesiani.

06/09/2026 15:15
Associati Fisiomed: a Casette d'Ete visite specialistiche per la prevenzione

Associati Fisiomed: a Casette d'Ete visite specialistiche per la prevenzione

Associati Fisiomed è un gruppo medico con 2 sedi a Sforzacosta di Macerata, quella originaria e quella nuova ora principale, con altre 8 sedi in provincia di Macerata e Fermo ed una anche a Milano. Fin dalla sua nascita, 30 anni fa, ha considerato la cultura della salute e la prevenzione inerenti al suo lavoro, perfettamente sovrapponibili alla diagnosi e cura della malattia. Nel tempo, soprattutto dopo il cambio di gestione nel 2011, questo modello, che possiamo definire inedito nell’ambito della sanità, sia pubblica che privata, ha avuto un costante sviluppo con manifestazioni spontanee di attenzione soprattutto nel periodo pandemico. Nella fase post-pandemica, quando nel 2023 è stata inaugurata la nuova sede, il modello prevenzione-diagnosi-cura ha avuto una sua strutturazione. Nella nuova sede Associati Fisiomed, accanto alle migliori professionalità, alla migliore tecnologia per la diagnosi e cura della malattia, è stato adibito uno spazio dedicato all’informazione medico-scientifica sicura con responsabili della comunicazione che utilizzano la cultura e l’esperienza di specialisti disponibili al progetto oltre al loro lavoro ambulatoriale. Tanti congressi per l’aggiornamento professionale-sanitario, tante le conferenze dedicate alla popolazione, importanti le collaborazioni con istituzioni come Unitre Macerata e CNA che, usufruendo del servizio, hanno contribuito alla diffusione del modello. Nell’ambito dello sport è stato poi fatto un lavoro certosino: decine di associazioni e club di tante specialità sportive, dagli amatori ai professionisti, hanno un punto di riferimento in Associati Fisiomed non solo per il controllo sanitario dovuto, ma anche per un’adeguata educazione alla conoscenza del proprio corpo di atleta. Nello sviluppo di un modello virtuoso non può mancare però la ricerca dell’innovazione, l’analisi in questo caso delle esigenze sociali, dei cambiamenti, delle aspettative dei cittadini. Proprio interpretando attentamente questi fattori, Associati Fisiomed ha elaborato un progetto da attuarsi nella sua sede di Casette d’Ete: una settimana di visite specialistiche gratuite a favore dei cittadini. Nel manifesto di presentazione sono ben evidenziate le modalità e le disponibilità per poterne usufruire. È un progetto che merita la massima attenzione mediatica, perché sottintende la manifesta difficoltà del nostro servizio sanitario per quanto esso lodevole per la sua universalità, manifesta le difficoltà economiche di parte della popolazione ed individua uno spazio ed un impegno per sottolineare ed in parte alleviare le difficoltà descritte. La novità, a confronto con le giornate dedicate ad una patologia o ad una specialità già in essere, in questa occasione le specialità cliniche sono molteplici ed il tempo dedicato è di una settimana. È un esempio dell’assoluta volontà di Associati Fisiomed di evidenziare il suo ruolo sociale, un esempio che con forme organizzative variegate può procurare un’emulazione sia pubblica che privata, un esempio forte ed un’occasione che stimoli le persone a mettere sempre di più al centro la cultura della salute e la prevenzione della malattia. Sarebbe un grande aiuto al sistema sanitario. A Casette d’Ete dal 14 al 19 settembre la speranza di una sanità globale migliore e più vicina. (Foto di repertorio)

06/09/2026 12:20
"Parliamo un po'": così una vigile del fuoco conquista la fiducia di un 17enne e lo riporta a casa

"Parliamo un po'": così una vigile del fuoco conquista la fiducia di un 17enne e lo riporta a casa

È stato il dialogo paziente e delicato di una vigile del fuoco a permettere di riportare a casa un ragazzo di 17 anni con disturbi dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione nelle prime ore della mattinata di oggi. Una storia di soccorso che, accanto all'aspetto operativo, racconta soprattutto l'importanza dell'umanità e della sensibilità di chi si trova a intervenire in situazioni particolarmente delicate. Il giovane, residente nei pressi del Teatro Romano di Villa Potenza, si era allontanato da casa dopo un momento di particolare difficoltà all'interno dell'abitazione. La madre, non riuscendo più a rintracciarlo, ha iniziato a cercarlo e ha successivamente richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Nelle ricerche sono stati coinvolti anche i vigili del fuoco, che hanno perlustrato la zona fino a individuare il 17enne mentre camminava lungo una strada. A quel punto è entrato in gioco l'elemento più delicato dell'intervento. Avvicinare una persona con disturbi dello spettro autistico in una situazione di questo tipo richiede particolare attenzione, evitando gesti improvvisi e rispettando i suoi tempi. Tra i componenti della squadra c'era una giovane vigile del fuoco che ha quindi iniziato ad avvicinarsi con estrema cautela. La donna ha cominciato a parlargli tranquillamente, senza forzare il contatto. Per quasi mezz'ora, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, è rimasta a dialogare con lui, costruendo progressivamente un rapporto di fiducia. Un approccio paziente che, passo dopo passo, ha permesso di convincere il ragazzo a incamminarsi verso casa. Una fase tutt'altro che semplice, considerata la particolare situazione. In questi casi, infatti, un approccio troppo diretto può rischiare di aumentare la difficoltà della persona coinvolta, mentre la calma e il rispetto delle sue modalità di relazione possono fare la differenza. Alla fine il ragazzo è stato riaccompagnato dalla madre, in buone condizioni. Sul posto è poi intervenuta la Polizia per gli accertamenti di competenza. Un intervento concluso positivamente, dunque, grazie alla collaborazione tra i soccorritori e, soprattutto, alla capacità della vigile del fuoco di trasformare un'operazione di ricerca in un momento di ascolto e relazione, dimostrando come, in determinate situazioni, la sensibilità umana possa essere importante quanto la prontezza operativa.

06/09/2026 11:00
Cluentina-VR Macerata a reti inviolate, Bonfigli: "È  mancato un po' di coraggio"

Cluentina-VR Macerata a reti inviolate, Bonfigli: "È mancato un po' di coraggio"

È stata un’autentica prova di resistenza per il centinaio di coraggiosi spettatori presenti sugli spalti del primo scontro tra la Cluentina e la VR Macerata. L'assenza di una tribuna coperta e le condizioni dei ventidue atleti scesi sul rettangolo di gioco, costretti a scontrarsi sotto un sole rovente, ha reso difficile seguire il match con attenzione.  Il risultato ad occhiali trova la sua spiegazione principale proprio in questi fattori: si tratta di puro calcio d’agosto sotto ogni punto di vista, con le compagini che affrontano questi primi impegni di Coppa Marche alla stregua di poco più che amichevoli estive, preziose perlopiù per valutare lo stato d’avanzamento dei meccanismi tattici e degli schemi di gioco. La sfida si è rivelata piuttosto sonnolenta, avara di sussulti e priva di fiammate memorabili da ambo le parti. Nella frazione iniziale è stata la VR Macerata a farsi preferire sul piano del gioco, ma la verve e i ritmi elevati imposti inizialmente dai ragazzi di mister Moretti sono andati via via affievolendosi con il passare dei minuti. Ne ha approfittato la Cluentina, protagonista di una crescita netta e costante nel corso della ripresa. A fine gara, mister Bonfigli si dice abbastanza soddisfatto dei progressi dei biancorossi: “Ho visto passi in avanti importanti rispetto alle ultime gare, evidentemente i ragazzi si stanno iniziando a conoscere e, pian piano, certe geometrie vengono assimilate. È mancato un po’ di coraggio in alcune fasi della gara quando potevamo affondare il colpo e non lo abbiamo fatto, ma questo si spiega facilmente se pensiamo al clima torrido e, soprattutto, al fatto che stiamo insieme da sole tre settimane e ci vorrà ancora del tempo prima di avere quell’amalgama necessaria ad osare di più”. Il taccuino della cronaca, comprensibilmente, risulta piuttosto essenziale. Meritano una citazione soltanto alcuni episodi che, in contesti differenti, si farebbe persino fatica ad annotare: al 5’ e al 28’ si registrano due tentativi del vigorino Ricotta (uno dei numerosi ex della sfida), il primo scagliato tra le braccia dell’estremo difensore Paci e il secondo terminato alto sopra la traversa con una conclusione al volo. Lo stesso Ricotta si rende poi protagonista di un’opportunità nitida al 34’: dopo essersi liberato brillantemente nel cuore dell’area di rigore, si defila eccessivamente sulla corsia mancina finendo per scuotere soltanto l’esterno della rete. Allo scadere del primo tempo (45’), sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Catinari, la zuccata di Sinigallia sfiora la base del palo. In avvio di ripresa, dopo appena tre giri di lancette, Monteverde scodella un traversone rasoterra di rara bellezza che attraversa tutta l’area di rigore vigorina; sul secondo palo si fa trovare Di Marino che tuttavia, con un istante di ritardo, manca l’impatto decisivo per il tap-in vincente. La risposta della VR Macerata è affidata a una conclusione dell’altro ex di turno, Camilloni, disinnescata in angolo da un reattivo Paci al 51’. L’emozione più grande dell’intero incontro si materializza al 75’: altro piazzato dalla bandierina di Catinari e stacco aereo perfetto di Acquaviva, la cui incornata va ad infrangersi contro la traversa a portiere battuto. Da quel momento in poi il match non offre più alcun spunto, scivolando stancamente verso la febbrile attesa del triplice fischio finale e della tanto agognata doccia rinfrescante. Un sollievo indispensabile per i calciatori, ma indubbiamente meritato anche per gli stoici tifosi presenti. Il tabellino CLUENTINA: Paci, Gesuelli, Monteverde (74’ Torresi), Catinari (85’ Ruggeri), Menghini, Pagliarini (67’ Mogetta), Sinigallia, Montecchiari, Acquaviva, Di Marino (58’ Appignanesi), Allushaj (83’ Giannini). Allenatore: Marco Bonfigli. V.R. MACERATA: Fusca’, Giampaoletti (80’ Intermesoli), Ricciotti (58’ Doga), Nicolai (80’ Elisei), Kheder, Prenna, Carpano (67’ Girotti), Ciurlanti, Ricotta, Camilloni (67’ Canesin), Romagnoli. Allenatore: Marco Moretti. ARBITRO: Manuel Paoltroni (Ancona) SPETTATORI: circa 100

05/09/2026 19:36
Maceratese, Alfonsi alla vigilia del debutto:  "Contro il Teramo dovremo vendere cara la pelle

Maceratese, Alfonsi alla vigilia del debutto: "Contro il Teramo dovremo vendere cara la pelle

Domani tornerà in campo la Maceratese. Comincerà la Serie D dei biancorossi, che ospiteranno una corazzata come il Teramo all’Helvia Recina Pino Brizi. Sarà una partita complicata, contro una compagine come quella abruzzese che punta da tempo al salto di categoria, ma Alfonsi sa che i suoi hanno lavorato bene. «Arriviamo bene alla partita. Nella preparazione abbiamo lavorato tanto: è dal 22 luglio che ci stiamo preparando a questa stagione molto complicata. Abbiamo tanta voglia, sia noi che lo staff». Il Teramo sarà un cliente non semplice da affrontare, ma il mister spiega come bisognerà sfidarlo. «Sarà un match da giocare col massimo impegno. Noi saremo il primo ostacolo di una squadra che cerca da stagioni il salto di categoria e forse lo meriterebbe anche: vorranno fare bene, come vogliamo fare bene noi. Siamo fiduciosi, daremo il massimo e faremo il possibile per rendere i nostri tifosi felici». Stamattina è stato tempo di rifinitura e di preparazioni finali, ma la squadra è rilassata e conscia dei propri mezzi. «Ho visto facce distese, dobbiamo stare tranquilli. Affrontiamo un grande avversario, ma noi dobbiamo pensare a noi stessi. Se saranno più bravi, gli stringeremo la mano, ma noi dovremo vendere cara la pelle». Intanto è stata diramata la lista dei convocati: Grillo, Perri, Prugni, Conson, Ruggeri, Baraboglia, Pesaresi, Batassa, Ciattaglia, Branco, Ruani, Manini, Baumwollspinner, D’Aloia, Pierluigi, Pampano, Re, Brunet, Simonelli, Didio, Ciattaglia, Fratini.

05/09/2026 18:28
Macerata, la 5ª A del “Gentili” si ritrova dopo 50 anni: 21 compagni di nuovo insieme

Macerata, la 5ª A del “Gentili” si ritrova dopo 50 anni: 21 compagni di nuovo insieme

Si erano diplomati all’Istituto Tecnico Commerciale “A. Gentili” di Macerata nel 1976. Cinquant’anni dopo, 21 ex compagni di classe hanno voluto ritrovarsi proprio lì, nello storico Palazzo degli Studi che allora ospitava la loro classe: la 5ª A. Un appuntamento nato dal desiderio di rivedersi, ricordare gli anni della scuola e celebrare insieme un traguardo importante. La foto di gruppo davanti a quello che per loro è stato un luogo significativo della giovinezza ha immortalato il momento, riportando per qualche istante tutti indietro nel tempo. Dopo lo scatto celebrativo, la comitiva si è trasferita all’Agriturismo Moretti di Macerata per un pranzo definito scherzosamente “frugale”. Una tavola imbandita che è diventata il pretesto per trascorrere alcune ore in allegria, tra ricordi, nostalgie, aneddoti e qualche immancabile pettegolezzo rimasto per anni nel cassetto della memoria. Oggi hanno 69 anni e, nonostante mezzo secolo di vita trascorso dal diploma, hanno ancora la stessa voglia di incontrarsi e condividere il piacere della compagnia. Molte cose sono cambiate, naturalmente, ma lo spirito sembra essere rimasto quello di allora: la curiosità, l’ironia e soprattutto il piacere di stare insieme. Nel frattempo, le loro vite hanno preso direzioni diverse. Impiegati, professionisti, bancari, imprenditori e lavoratori impegnati in tanti settori hanno costruito nel corso degli anni le proprie esperienze personali e professionali. Per la maggior parte, oggi, sono pensionati, alle prese con una quotidianità scandita dagli affetti familiari, dai figli, dai consorti e dai nipoti. Cinquant’anni sono tanti e hanno inevitabilmente lasciato il segno. Le differenze tra i percorsi individuali sono numerose, ma quando la classe si ritrova emerge ciò che ancora li accomuna: il ricordo di una stagione importante della vita e il piacere di condividere nuovamente tempo, emozioni e sorrisi. Chi avrebbe potuto immaginare, allora, quanto sarebbe stata intensa la vita nei cinquant’anni successivi? Oggi, guardandosi indietro, ciascuno porta con sé una storia diversa, fatta di scelte, soddisfazioni, difficoltà e cambiamenti. Eppure, davanti a una fotografia o seduti intorno a una tavola, la distanza del tempo sembra improvvisamente accorciarsi. È questo, forse, il valore più autentico di una rimpatriata: scoprire che alcuni legami resistono agli anni e che il piacere di ritrovarsi può essere ancora forte, nonostante le strade della vita si siano inevitabilmente allontanate. La 5ª A si considera, non senza una buona dose di ironia, una vera “classe di ferro”. E il proposito per gli anni a venire è chiaro: continuare a mordere la vita, costruendo un futuro piacevole e dignitoso e, soprattutto, senza perdere l’occasione di ritrovarsi. Il prossimo appuntamento, dunque, è già idealmente fissato: nei prossimi anni, ancora insieme e, possibilmente, ancora tutti presenti. Perché mezzo secolo dopo il diploma, la voglia di fare l’appello non è ancora passata. I 21 partecipanti, rigorosamente in ordine alfabetico, proprio come in classe, sono: Alessandra Ardu, Cristina Bentivoglio, Flavia Buschittari, Maria Cristina Cervigni, Patrizia D’Addio, Maurizio Del Savio, Walter Galassi, Lanfranco Giuliani, Stefano Marcolini, Mauro Mari, Marcella Maroni, Rosaria Monachesi, Giuliana Moretti, Tiziana Morettini, Mauro Palazzini, Angelo Piermarini, Anita Ricci, Filippo Scarponi, Simonetta Sperandini, Loredana Tacconi, Flavia Tartaglini.

05/09/2026 16:34
Macerata, in tanti da tutta Italia per l’ultimo saluto ad Andrea Angeli: “Non è un addio, ma un arrivederci” (VIDEO e FOTO)

Macerata, in tanti da tutta Italia per l’ultimo saluto ad Andrea Angeli: “Non è un addio, ma un arrivederci” (VIDEO e FOTO)

Centinaia di persone, una folla silenziosa e profondamente commossa, hanno accompagnato l’ultimo viaggio di Andrea Angeli, il peacekeeper e funzionario delle Nazioni Unite scomparso lo scorso 2 settembre nella sua abitazione di Macerata. Nella chiesa di Santa Croce, una comunità composta e partecipe si è stretta attorno al feretro: ambasciatori, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e delle forze armate, religiosi e tante persone comuni, unite nel ricordo di un uomo che, nella sua vita e nelle sue missioni in giro per il mondo, aveva la rara capacità di mettere insieme persone e mondi apparentemente lontani. Tra i presenti anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, il rettore dell’Università di Macerata John Mc Court, il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, l’ex sindaco Romano Carancini e, naturalmente, la sorella Teresa, insieme al cognato e ai nipoti di Andrea Angeli. Una comunità trasversale, proprio come era stata la sua vita: diplomazia e quotidianità, grandi scenari internazionali e legami personali, incontri con i potenti della Terra e rapporti con le persone più semplici. Tutti riuniti nel giorno dell’addio a quell’uomo che sapeva costruire ponti ovunque si trovasse. A celebrare le esequie è stato padre Mariano Asunis, cappellano dell’Esercito e amico di vecchia data di Andrea Angeli. Un’omelia intensa, ma senza retorica, affidata a poche immagini capaci di restituire il senso di una vita trascorsa al servizio degli altri. «Grazie per quello che hai seminato. Non è un addio, è un arrivederci». È stato questo uno dei passaggi più intensi. Padre Mariano ha ricordato le parole delle Scritture, «le anime dei giusti sono tra le braccia del Signore», prima di ripercorrere alcune delle tante missioni che avevano portato Angeli in alcuni dei luoghi più difficili del mondo. Dal Cile al Kenya, dal Kosovo a Sarajevo fino a Nassiriya, attraversando alcuni dei luoghi più tormentati del mondo e incontrando popolazioni colpite dalla guerra e comunità costrette a ricominciare, il racconto è stato quello di un uomo che aveva fatto del dialogo una forma concreta di impegno. Per Andrea Angeli la pace non era soltanto una parola, ma la capacità di incontrare l’altro, comprenderne le ragioni e costruire relazioni anche là dove sembrava più difficile, trasformando il confronto in uno strumento per avvicinare persone e mondi lontani. E proprio il verbo seminare è diventato la chiave dell’omelia. «Semina, semina, semina. Perché ciò che semini, prima o poi, diventa frutto». Un’immagine semplice, ma perfetta per descrivere il modo in cui Angeli aveva attraversato il mondo: lasciando relazioni, amicizie, gesti e piccoli segni destinati a rimanere. «Per Andrea la pace non era soltanto una parola», è stato ricordato. Era incontro, dialogo, capacità di riconoscere la diversità e di costruire ponti tra realtà apparentemente inconciliabili. Nel finale, anche un sorriso, con il ricordo della bicicletta rubata e una battuta rivolta idealmente ad Andrea: «Se incontri coloro che mi hanno rubato la bicicletta, sia ancora tua la missione di andare in giro per il mio Paradiso». Poi il grazie conclusivo: «Grazie per il tuo esempio, per la tua vicinanza e per la tua amabilità». E ancora: «Non è un addio. È un arrivederci». Tra gli intervenuti anche il generale di divisione Michele Risi, già comandante delle Truppe Alpine, che ha ricordato la vicinanza di Angeli nel corso delle diverse missioni e un rapporto consolidato nel tempo, nato dall’intreccio tra impegno professionale, stima e amicizia. Molto commosso anche il direttore della nostra testata, amico fraterno di Andrea Angeli, Guido Picchio, che ha ricordato come, negli ultimi tempi, stesse ultimando il suo ultimo libro proprio all’interno della nostra redazione. Un luogo nel quale Andrea era ormai diventato una presenza familiare, un riferimento, «un buon amico che torna sempre a trovarti». Particolarmente sentiti, infine, i ricordi dei giornalisti Lao Petrilli e Toni Capuozzo. Lao Petrilli ha ricordato la capacità di Andrea di sorridere anche nelle circostanze più difficili, quella leggerezza che non era superficialità ma una delle forme con cui riusciva ad affrontare le situazioni più dure. Tra gli insegnamenti lasciati da Angeli, Petrilli ha indicato anche «l’importanza della cerimonia e non della cerimonialità»: il valore autentico dei gesti, degli incontri e delle persone, oltre le formalità e le apparenze. Toni Capuozzo, storico inviato di guerra, ha ricordato l’eleganza innata di Angeli, mantenuta anche nei momenti più complicati, la sua generosità e soprattutto la capacità di esserci sempre quando serviva, senza clamori o troppe parole. «Una delle lezioni che ho imparato da Andrea è che le parole servono fino a un certo punto», ha detto Capuozzo, ricordando un uomo che «non aveva bisogno di simboli o clamori». Un’aura innata, quella di Angeli, insieme a quel suo inseparabile pilot bag, sempre pronta a ogni evenienza, come se una nuova partenza potesse arrivare da un momento all’altro. E poi un ricordo ancora più personale: «Mai visto piangere, sempre visto consolare chi piangeva». A chiudere gli interventi, il colonnello della riserva dei Carabinieri Bruno Tammaro Iannelli ha affidato alle parole del Cantico delle Creature l’ultimo omaggio ad Andrea, richiamando gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Nel Cantico, ha ricordato Tammaro, la morte corporale è quella dalla quale «nullu homo vivente pò scappare»: una presenza inevitabile, ma che non può cancellare ciò che una persona ha lasciato nel mondo e, soprattutto, negli altri. E resta allora il ricordo di quella sua «ineffabilità», di quel modo unico di attraversare il mondo, partire e poi ricomparire all’improvviso, quasi senza preavviso, a casa degli amici. Un’assenza che proprio per questo appare ancora più difficile da accettare come definitiva. Forse è qui che trova posto quella speranza, quasi impossibile, evocata da Toni Capuozzo: che la scomparsa di Andrea sia soltanto un inganno. Che sia partito ancora una volta per un viaggio e che, prima o poi, possa tornare a bussare a una porta, con la naturalezza con cui lo aveva fatto tante volte nella sua vita. (Interviste video di Federica Ciminari) 

05/09/2026 15:00
Fotografiamo tutto. Ma cosa ricordiamo davvero?

Fotografiamo tutto. Ma cosa ricordiamo davvero?

Mare, tramonti, aperitivi, monumenti, figli, amici, cene, piatti, piedi nella sabbia, cieli bellissimi e almeno dieci versioni quasi identiche dello stesso panorama. Durante le vacanze fotografiamo tutto, a volte ancora prima di guardarlo davvero. Poi torniamo a casa, e quelle immagini restano lì. Nella galleria del telefono, insieme agli screenshot, alle foto dei parcheggi, alle ricette salvate al volo e a quella bolletta che avevamo fotografato per ricordarci di pagarla. Ed è curioso, se ci pensi. Organizziamo per mesi una vacanza, scegliamo il posto, prenotiamo, prepariamo le valigie, aspettiamo quel viaggio come una piccola ricompensa. Quando finalmente siamo lì scattiamo centinaia di foto per fermare ogni momento. E poi, una volta tornati, molte di quelle immagini non le riguarderemo quasi più. Una volta era diverso. Si tornava dalle vacanze con i rullini da sviluppare. Si aspettava qualche giorno, poi arrivava quella bustina piena di fotografie. Alcune erano bellissime, altre mosse, altre ancora con qualcuno tagliato a metà. Non potevi cancellarle, migliorarle, fare altri venti tentativi. Erano quelle, e finivano in un album. Ogni tanto quell’album tornava fuori da un cassetto. Magari anni dopo, lo aprivi e improvvisamente ricordavi una spiaggia, una persona, una risata, persino un vestito che avevi completamente dimenticato. Oggi abbiamo molte più fotografie e, paradossalmente, rischiamo di avere meno ricordi. Perché il problema non è fotografare tanto, anche io lo faccio. Il problema è che accumuliamo immagini come accumuliamo qualsiasi altra cosa digitale: convinti che, siccome sono lì, resteranno per sempre disponibili. Solo che essere conservato non significa essere ricordato. Ci sono fotografie bellissime che vivono 24 ore nelle storie di Instagram e poi spariscono. Altre finiscono in cartelle con nomi affascinanti come “IMG_6513” e non le vedremo mai più. E intanto continuiamo a scattarne di nuove. Forse dovremmo tornare a fare una cosa molto semplice: scegliere. Non stampare trecento fotografie. Magari dieci, quelle che raccontano davvero qualcosa. Una foto che, tra 10 anni, ti farà ricordare non soltanto dove eri, ma come stavi. Chi avevi accanto. Che estate era, che persona eri in quel momento. Perché una fotografia stampata ha ancora un piccolo potere che quella dentro uno smartphone ha perso: ogni tanto ti capita davanti anche quando non la stai cercando. È su un mobile, dentro un libro, in un album, in una cornice. Entra nella tua vita quotidiana e ti restituisce un pezzo di tempo. Forse il vero lusso digitale, oggi, sarà proprio questo: smettere di conservare tutto e tornare a scegliere cosa vale la pena ricordare. Perché duemila fotografie nella memoria del telefono occupano spazio. Dieci fotografie scelte bene possono occupare un posto nella nostra memoria. CHIC / NON CHIC CHIC: scegliere alcune fotografie dell’estate e stamparle davvero. NON CHIC: avere 2.813 foto delle vacanze e non ricordarsi più nemmeno dove sono.

05/09/2026 12:50
Fisiomed ancora al fianco del Bayer Cappuccini: una collaborazione da doppia cifra

Fisiomed ancora al fianco del Bayer Cappuccini: una collaborazione da doppia cifra

Dieci stagioni insieme, sperando che questa sia quella buona per lo sbarco sulla scena nazionale dopo due finali regionali consecutive amare. Il Gruppo Medico Fisiomed ha ospitato nella sua sede principale, in via Giovanni XXIII a Sforzacosta, la squadra di calcio a 5 maschile del Bayer Cappuccini. L’incontro è stato occasione per rimarcare l’amicizia tra le parti e soprattutto rinnovare una collaborazione che vede Fisiomed ricoprire l’importante ruolo di medical partner del club futsal di Macerata. Un supporto vero. “Il legame che unisce Fisiomed e Bayer Cappuccini inizia ad essere longevo – ha esordito Enrico Falistocco, amministratore di Fisiomed-  è nato nel 2017 e pertanto quest’anno arriviamo alla decima stagione assieme. Chissà che la doppia cifra non sia preludio ad una festa finale, alla promozione nella serie B nazionale. Mi piace sottolineare che questa partnership ha proprio rafforzato la nostra presenza nella città di Macerata". "Per il Gruppo Medico Fisiomed - ha continuato - la prevenzione è fondamentale, la cura della salute dei nostri pazienti imprescindibile ma di pari passo portiamo avanti l’attenzione al sociale. E così dal 14 al 19 settembre, nella nostra sede a Casette d’Ete, sarà possibile effettuare controlli o esami completamente gratuiti. Non il classico open day, ma una settimana gratuita! Noi vi garantiremo - ha concluso-  il massimo della vicinanza e del supporto già a partire dalle visite per l’idoneità medica, quindi rapidità ed efficienza nelle diagnosi e nelle terapie riabilitative”. Rapidità subito messa in pratica perché il bomber Serantoni (capocannoniere dell’ultima C1), prima della conferenza, ha effettuato una ecografia che ha scongiurato complicazioni. Per il Bayer Cappuccini ha parlato il presidente Fabrizio Fattori: “Anche oggi con questo esame prenotato appena ieri sera, Fisiomed ha confermato la sua efficienza e velocità. Non possiamo che ringraziarvi. Un anno fa siamo arrivati a 76 secondi dai playoff nazionali e dopo un terzo posto, quindi un secondo, vogliamo sognare la promozione. Ce la faremo solo se saremo squadra. Come dice Mancini, il singolo ti fa vincere la partita ma solo col gruppo vinci i campionati”. Infine il mister, confermato, Emanuele Salvi: “Molti ci danno per favoriti e allora dico che lo slogan di Fisiomed è utilizzabile anche da noi. Cura, fiducia, futuro. Ringrazio Fisiomed è che è presenza importante, è innegabile che la collaborazione ci ha fatto migliorare tanto”.

04/09/2026 16:40
I teatri Unesco delle Marche aprono le porte: otto gioielli da scoprire in un weekend

I teatri Unesco delle Marche aprono le porte: otto gioielli da scoprire in un weekend

Un intero fine settimana dedicato alla scoperta di uno dei patrimoni culturali più preziosi delle Marche. Sabato 12 e domenica 13 settembre il FAI Marche propone “Lo splendore dei Teatri Unesco nelle Marche”, iniziativa che per la prima volta riunirà in un unico appuntamento gli otto teatri marchigiani inseriti nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. Sei saranno le strutture visitabili nella giornata di sabato 12 settembre, mentre le altre due apriranno le porte al pubblico domenica 13. Un’occasione per conoscere da vicino i teatri condominiali all’italiana, modello architettonico e culturale unico, riconosciuto dall’UNESCO lo scorso 26 luglio con la proclamazione del “Sistema dei teatri condominiali all’italiana dell’Italia Centrale tra XVIII e XIX secolo” a Patrimonio Mondiale dell’Umanità. L’iniziativa nasce dalla volontà del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano di contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione di questo patrimonio, sottolineandone il valore storico, artistico e identitario. Il progetto è realizzato in sinergia con la Regione Marche, insieme alle amministrazioni comunali e alle fondazioni che gestiscono e valorizzano i diversi teatri. «Lo splendore dei Teatri Unesco nelle Marche» coinvolgerà le delegazioni territoriali FAI, che accompagneranno i visitatori attraverso programmi di visita differenziati. Sabato 12 settembre La prima giornata sarà particolarmente ricca, con sei teatri aperti. A Jesi, il Teatro G.B. Pergolesi sarà visitabile con un turno unico alle 18, su prenotazione. Ad Ascoli Piceno, il Teatro Ventidio Basso aprirà dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17. A Offida, sarà possibile visitare il Teatro Serpente Aureo dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17. A Macerata, il Teatro Lauro Rossi proporrà turni di visita dalle 17 alle 19. A San Severino Marche, il Teatro Feronia sarà protagonista di un turno unico alle 21.30. A Fermo, infine, il Teatro dell’Aquila sarà visitabile alle 11, con partecipazione su prenotazione. Domenica 13 settembre La seconda giornata sarà dedicata agli altri due teatri marchigiani inseriti nel riconoscimento UNESCO. A Fabriano, il Teatro Gentile da Fabriano accoglierà i visitatori alle 17.30, con turno unico su prenotazione. A Urbania, il Teatro Bramante proporrà due appuntamenti, alle 10.30 e alle 16. L’iniziativa rappresenta un’occasione particolare per scoprire non soltanto la storia dei singoli edifici, ma anche il sistema culturale e sociale che ha dato origine ai teatri condominiali all’italiana, una delle espressioni più originali della tradizione teatrale dell’Italia centrale tra Settecento e Ottocento. Il riconoscimento Unesco ha infatti riunito sotto un’unica denominazione otto realtà profondamente legate ai rispettivi territori e alla storia delle comunità che le hanno costruite e mantenute nel tempo. Il FAI Marche punta così a trasformare il riconoscimento internazionale in un’opportunità concreta di conoscenza e partecipazione, portando il pubblico dentro luoghi che rappresentano una parte fondamentale dell’identità culturale regionale. Per due giorni, dunque, le Marche metteranno in mostra i propri teatri storici, con un itinerario che attraverserà Jesi, Ascoli Piceno, Offida, Macerata, San Severino Marche, Fermo, Fabriano e Urbania, celebrando un patrimonio che dal palcoscenico locale è arrivato sul più prestigioso palcoscenico internazionale: quello dell’Unesco.

04/09/2026 13:00
Annullato il concerto di Serena Brancale allo Sferisterio di Macerata: "Motivi organizzativi"

Annullato il concerto di Serena Brancale allo Sferisterio di Macerata: "Motivi organizzativi"

MACERATA – Il concerto di Serena Brancale in programma questa sera allo Sferisterio di Macerata è stato annullato. La comunicazione è arrivata dagli organizzatori di Sferisterio Live+, che hanno spiegato la cancellazione con «motivi organizzativi indipendenti dalla volontà dell’artista e di Sferisterio Live+». Un annuncio che arriva a poche ore dall’appuntamento e che lascia quindi senza concerto il pubblico che aveva acquistato il biglietto per la serata. Gli organizzatori hanno fatto sapere che chi ha acquistato i biglietti online o nei punti vendita autorizzati potrà richiedere il rimborso. La richiesta dovrà essere effettuata entro 20 giorni a partire da oggi, secondo le modalità previste per il canale attraverso il quale è stato effettuato l’acquisto. Resta invece la speranza di poter recuperare in futuro l’appuntamento con l’artista. «Speriamo di vedere presto Serena sul palco dello Sferisterio», è il messaggio affidato agli organizzatori dopo l’annullamento. Per il momento, dunque, il concerto di questa sera non si terrà e il pubblico è invitato a procedere con le richieste di rimborso entro i termini indicati.   (Foto tratta dalla pagina ufficiale facebook di Serena Brancale) 

04/09/2026 11:36
Unimc torna in Libia: cinque anni di ricerche archeologiche a Cirene

Unimc torna in Libia: cinque anni di ricerche archeologiche a Cirene

Dopo oltre dieci anni, l’Università di Macerata torna a lavorare in Cirenaica, in Libia, con un nuovo importante progetto di ricerca dedicato al patrimonio archeologico dell’antica Cirene. Il 28 luglio, a Tripoli, è stato sottoscritto un nuovo permesso di lavoro nei siti archeologici tra l’Ateneo maceratese e il Department of Antiquities (DoA) della Libia. A firmare l’accordo sono stati Emanuela Stortoni, docente di Archeologia pubblica e Metodologie della ricerca archeologica dell’Università di Macerata, e il presidente del Dipartimento, Mohamed Faraj Mohamed al-Faloos. L’intesa avrà una durata di cinque anni e consentirà all’Università di Macerata di sviluppare un programma di studi e ricognizioni nel territorio di Cirene, la prima colonia greca in Africa, nell’area dell’attuale Shahhat. Il progetto, già avviato con le prime ricognizioni nel 2025, punta in particolare allo studio dell’antico paesaggio e interesserà alcune aree ancora scarsamente documentate. Tra queste figurano Gasr Battah, Siret el-Bab, la necropoli di Snibat el-Awila, la necropoli di Balagrae e il complesso di Siret el-Giamel. La ricerca, condotta con il supporto del DoA di Cirene, diretto da Adel Bufejra, si avvarrà di un approccio multidisciplinare e di tecnologie avanzate. Le attività comprenderanno ricognizioni sul terreno, rilievi Gps, immagini satellitari, riprese con drone, fotogrammetria e sistemi Gis. L’obiettivo è quello di censire le principali testimonianze archeologiche della chora cirenaica, nei settori meridionale, orientale e occidentale, ricostruendo i rapporti tra insediamenti, necropoli e antichi percorsi viari e monitorando al tempo stesso lo stato di conservazione di un patrimonio diffuso e particolarmente fragile. Una prima mappatura delle evidenze archeologiche ha già permesso di delineare un quadro particolarmente ricco. Dall’età greca a quella romana e bizantina, il territorio conserva fortificazioni, abitati, impianti produttivi e necropoli monumentali, inseriti in una fitta rete viaria che in passato collegava città, villaggi, porti e aree desertiche. Non solo ricerca sul campo. L’accordo prevede infatti anche il coinvolgimento degli operatori locali e lo sviluppo di iniziative di formazione e valorizzazione del patrimonio. Una particolare attenzione sarà riservata alle attività didattiche rivolte alle scuole locali e agli studenti universitari italiani e libici, con l’obiettivo di favorire occasioni di confronto, formazione e scambio culturale. La nuova missione, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si inserisce nella lunga tradizione di studi e attività archeologiche condotte dall’Università di Macerata in Libia, anche nella regione della Tripolitania. Con la firma della nuova licenza quinquennale, l’Ateneo consolida dunque la propria presenza scientifica nel Paese e torna a confrontarsi direttamente con un patrimonio ancora in larga parte inesplorato e oggi particolarmente esposto a rischi, in una regione che da millenni rappresenta un crocevia di popoli, culture e scambi, al centro delle dinamiche del Mediterraneo.

04/09/2026 10:13
Macerata - Scontro frontale  lungo la Provinciale, furgone si ribalta: due feriti al Pronto Soccorso

Macerata - Scontro frontale lungo la Provinciale, furgone si ribalta: due feriti al Pronto Soccorso

Violento incidente questa mattina, poco dopo le 7, lungo la strada provinciale 78 Picena, nel tratto che dal capoluogo scende verso la frazione di Sforzacosta. Per cause ancora in corso di accertamento, una Fiat Punto e un furgone si sono scontrati frontalmente. L’impatto è stato particolarmente violento, tanto che, dopo lo schianto, il furgone si è ribaltato sulla carreggiata. Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di soccorso e nella messa in sicurezza dei mezzi. Il bilancio dell’incidente è di due feriti, entrambi trasportati all’ospedale di Macerata per le cure e gli accertamenti del caso. Sul posto anche gli agenti della polizia locale, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello schianto. Per consentire i soccorsi e i rilievi, la strada era stata chiusa in entrambe le direzioni, con il traffico deviato attraverso la Carrareccia. Il tratto è stato successivamente riaperto e la situazione della viabilità è tornata regolare

04/09/2026 09:32
L’Associazione Tennis Macerata compie 80 anni: grande festa per celebrare la storia dell’Atm

L’Associazione Tennis Macerata compie 80 anni: grande festa per celebrare la storia dell’Atm

Una giornata speciale per celebrare 80 anni di storia, sport e vita associativa. Sabato 5 settembre, l’Associazione Tennis Macerata festeggerà un importante traguardo con una grande festa aperta a tutta la comunità maceratese. L’appuntamento, in programma dalle 16 alle 24, sarà l’occasione per raccontare e valorizzare una realtà che nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per lo sport e la socialità cittadina. Un pomeriggio e una serata dedicati non soltanto al tennis, ma alle numerose attività che durante l’anno trovano spazio all’interno della struttura: padel, pickleball, danza, ginnastica dolce, pilates e tonificazione e balli latino-americani. Nel corso della festa sono previsti anche diversi momenti di approfondimento, con la presenza di numerosi ospiti. Si parlerà di sport e istituzioni, inclusione, medicina e prevenzione ed enogastronomia, attraverso incontri pensati per affrontare temi di interesse per la comunità e per raccontare le tante sfaccettature che ruotano attorno al mondo dello sport. Uno dei momenti più significativi della giornata sarà dedicato alla storia dell’Associazione Tennis Macerata, con l’inaugurazione e l’intitolazione del nuovo Campo Centrale a Massimo Capodaglio. Un omaggio alla storia e alle persone che hanno contribuito a rendere grande l’ATM nel corso dei suoi 80 anni di attività. Non mancherà, naturalmente, il tennis giocato. Sono infatti in programma due appuntamenti da non perdere, con le esibizioni di Tommaso Compagnucci, Alessandro Tombolini e Roberto Palpacelli. Proprio Palpacelli sarà protagonista anche di un altro momento della giornata, con la presentazione del libro dedicato alla sua autobiografia, scritto da Federico Ferrero. A completare il programma saranno musica e Food&Beverage, che accompagneranno il pubblico per tutta la durata della manifestazione.

03/09/2026 19:11
Andrea Angeli, il cordoglio del sindaco e dell'Unimc: “Un grande concittadino, una vita al servizio della pace”

Andrea Angeli, il cordoglio del sindaco e dell'Unimc: “Un grande concittadino, una vita al servizio della pace”

MACERATA – È un cordoglio unanime quello espresso da Macerata per Andrea Angeli. A ricordare la figura del peacekeeper, scrittore ed ex funzionario delle Nazioni Unite sono il sindaco Sandro Parcaroli, la Giunta e l’amministrazione comunale, insieme all’Università di Macerata, con cui Angeli aveva mantenuto negli anni un legame profondo. «Macerata piange la scomparsa di un grande concittadino capace di percorrere le strade del mondo e di tessere trame di pace», sottolinea il sindaco Sandro Parcaroli, ricordando una figura che per diversi decenni è stata protagonista delle missioni internazionali di pace. Dal Cile del dopo Pinochet ai Balcani, passando per il Kosovo e l’Iraq. Angeli era stato per tre anni a Sarajevo durante la guerra in Bosnia-Erzegovina e aveva poi operato in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein, dove fu anche testimone dell’attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003. «Una vita trascorsa al servizio della pace e delle istituzioni in giro per il mondo ma sempre con le radici nella nostra città», prosegue Parcaroli. Angeli era infatti tornato a vivere a Macerata, alternando periodi a New York e Roma. Le sue esperienze nei teatri di crisi internazionali erano diventate anche il tema di diversi libri. Il sindaco ne ricorda soprattutto la capacità di creare rapporti umani al di là delle differenze: «Ovunque nel mondo è riuscito a costruire e mantenere rapporti basati sulla disponibilità, sulla lealtà e sulla collaborazione a prescindere dalle barriere culturali, sociali, etniche, religiose». Un ricordo condiviso anche dall’Università di Macerata, dove Angeli si era laureato in Giurisprudenza nel 1980 e in Scienze politiche nel 1982. Nel 2013 l’Ateneo lo aveva scelto tra i primi insigniti del riconoscimento di “Laureato dell’Anno”, assegnato insieme all’Alam, l’Associazione Laureati dell’Ateneo Maceratese. «La scomparsa di Andrea Angeli ci addolora profondamente e rappresenta una perdita molto significativa per tutta la nostra comunità», afferma il rettore John McCourt. «Andrea è stato una figura davvero unica, capace di unire in modo esemplare il profondo attaccamento alle proprie radici e una straordinaria apertura al mondo». McCourt ricorda anche «la grande generosità umana, la disponibilità e la semplicità con cui condivideva le sue esperienze, soprattutto con i giovani». Per l’Università, Angeli è stato non soltanto un laureato illustre, ma una figura capace di trasformare il proprio percorso professionale in una testimonianza concreta di impegno, dialogo e apertura verso il mondo. Un legame con l’Ateneo che avrebbe dovuto rinnovarsi il prossimo 16 ottobre, nell’ambito del Macerata Humanities Festival, con la presentazione del suo ultimo libro, Fede, ultima speranza. Storie di religiosi in aree di conflitto. L’incontro, organizzato dall’Alam, si terrà comunque e sarà dedicato al suo ricordo. «Avevamo fortemente voluto questo incontro e Andrea aveva accolto con entusiasmo il nostro invito», ricorda la presidente dell’Alam Daniela Gasparrini. «Per noi non era soltanto un laureato di successo, ma una persona capace di incarnare i valori più autentici che l’Università cerca di trasmettere: apertura, curiosità, coraggio, responsabilità verso gli altri». Un appuntamento che ora assumerà un significato diverso, ma ancora più profondo: sarà l’occasione per raccontare ai giovani la straordinaria esperienza umana e professionale di Andrea Angeli e mantenere vivo quel filo che, nonostante i tanti anni trascorsi lontano, lo aveva sempre legato a Macerata.

03/09/2026 15:48
Macerata, allarme ai Giardini Diaz: due giovani segnalati con pistole, erano giocattolo. Denunciati

Macerata, allarme ai Giardini Diaz: due giovani segnalati con pistole, erano giocattolo. Denunciati

Momenti di apprensione nel pomeriggio del 1° settembre ai Giardini Diaz di Macerata, dove alcune telefonate giunte al numero di emergenza 112 hanno segnalato la presenza di due persone che, secondo le segnalazioni, sarebbero state in possesso di armi da fuoco. L’allarme è scattato intorno alle 16.20. Sul posto sono intervenuti con urgenza i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata, supportati anche da una volante della Polizia di Stato. I militari hanno rintracciato e sottoposto a controllo due giovani, entrambi classe 2007, residenti a Macerata, di origine egiziana e già conosciuti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Gli accertamenti hanno permesso di chiarire che i due erano in possesso di due pistole giocattolo, riproduzioni di armi reali. Una delle due, tuttavia, sarebbe risultata priva del prescritto tappo rosso di sicurezza, elemento che può rendere particolarmente difficile distinguere una riproduzione da un’arma vera, soprattutto a distanza. Le due pistole sono state immediatamente sottoposte a sequestro penale. Al termine degli accertamenti, i due giovani sono stati deferiti in stato di libertà all’autorità giudiziaria, con contestazione delle ipotesi di reato di procurato allarme e porto di oggetti atti ad offendere/riproduzioni di armi prive del previsto segnale identificativo. L’intervento delle forze dell’ordine è scattato a seguito delle segnalazioni dei cittadini al 112, consentendo di verificare rapidamente la situazione e mettere in sicurezza l’area.

03/09/2026 15:00
Guido Picchio e Andrea Angeli, un legame speciale: "Portavi pace là dove c'erano le bombe. Fa' buon viaggio"

Guido Picchio e Andrea Angeli, un legame speciale: "Portavi pace là dove c'erano le bombe. Fa' buon viaggio"

"Guiducciiiii". Così, in maniera inconfondibile, così come lo era il suo sferragliare con le chiavi sulla porta prima di centrare il verso giusto con cui far scattare la serratura, si annunciava e si presentava, ogni volta, nella redazione di Picchio News, Andrea Angeli. Basterebbe soltanto questo particolare a fotografare il rapporto fraterno, a tratti quasi simbiotico, che ha legato Andrea a Guido Picchio, il direttore responsabile di questa testata. È uno di quei casi in cui si scrive con gli occhi umidi. Chiedo a Guido, chi altri meglio di lui, un ricordo del suo amico Andrea. Facendolo so di chiedergli di fare uno sforzo, di scavalcare il dolore per una perdita incolmabile, che ha profondamente toccato tutta la nostra redazione.  Gli chiedo la prima volta che si sono conosciuti: "Il nostro rapporto era già iniziato da tempo, ma è nel 1994 che è diventato qualcosa di molto più profondo. Andrea era a Sarajevo, durante la guerra, e mi propose di andare con lui. Mi lasciò un giubbotto antiproiettile e organizzò tutto perché potessi raggiungerlo. Per me era la prima esperienza in uno scenario di guerra." Guido racconta di essere partito insieme ad altri giornalisti di testate nazionali (Toni Capuozzo, Paolo Liguori, Federico Bugno, Gigi Riva), su un volo che trasportava aiuti umanitari verso Sarajevo. Una volta atterrati, però, non c'era tempo da perdere: bisognava scendere rapidamente dall'aereo e raggiungere il mezzo blindato che attendeva a poche decine di metri, mentre dalle colline arrivavano i colpi: "Andrea aveva già pensato a tutto. Dove dormire, con chi muovermi, dove mangiare, come organizzare il rientro. Io ero un giornalista freelance che non conosceva nessuno. Lui mi aveva preparato il terreno. È stato il mio angelo custode." Da quella prima esperienza sarebbe, per l'appunto, nata un'amicizia fraterna, destinata a durare per oltre trent'anni e a passare attraverso alcuni dei luoghi più difficili del mondo. Sarajevo, il Kosovo, l'Afghanistan e altri scenari di crisi nei quali Andrea continuava a esserci, sempre con quel suo modo discreto di muoversi e di mettere gli altri nelle condizioni di lavorare: "Con Andrea si aprivano porte che altrimenti sarebbero rimaste chiuse. Aveva una rete di rapporti incredibile: giornalisti, funzionari, generali, ambasciatori. Mi ha permesso di fare servizi e di incontrare persone che, da solo, probabilmente non avrei mai potuto avvicinare." Erano anni in cui fare il giornalista in quei luoghi significava anche affrontare difficoltà che oggi sembrano quasi impensabili. Non c'erano i cellulari e da Sarajevo bisognava spesso dettare gli articoli per telefono, sostenendo costi enormi. Per vendere fotografie e servizi Guido doveva poi rientrare in Italia, spostarsi in treno fino a Milano e cercare di trasformare quelle immagini e quei racconti in lavoro. Eppure, anche in quelle condizioni, riuscì a realizzare reportage importanti, collaborando con testate come Corriere della Sera, Oggi, Gente, L'Espresso e Panorama. Nel frattempo, anche Andrea conosceva direttamente il pericolo. Fu sequestrato dai serbi e trattenuto per tre giorni. Un'esperienza che non lo avrebbe però allontanato dagli scenari di crisi. Guido stesso, qualche mese dopo, avrebbe vissuto un'esperienza di sequestro insieme ai giornalisti Lucia Annunziata e Federico Bugno: "Erano situazioni in cui potevi davvero rischiare la vita. Eppure Andrea aveva una capacità incredibile di rimanere lucido. Anche quando intorno c'era il caos, lui riusciva a trasmetterti tranquillità. Mi diceva: 'Stai con me'. E tu sapevi che potevi fidarti." È forse proprio qui che emerge uno dei tratti più caratteristici di Andrea Angeli. La sua autorevolezza non aveva bisogno di essere esibita. Aveva rapporti ai massimi livelli, ma riusciva a parlare con tutti nello stesso modo: "Per Andrea erano tutti uguali. Non faceva differenza tra un generale, un ambasciatore, un giornalista di qualsiasi testata o una persona che incontrava per strada. Se qualcuno aveva bisogno di una mano, lui cercava di fare quello che poteva. Ed era per questo che era così amato." Guido ricorda con particolare affetto le tante occasioni in cui quella sua straordinaria rete di conoscenze diventava quasi surreale. Andrea poteva arrivare alla Farnesina su una Renault 4 sgangherata e muoversi con la stessa naturalezza con cui avrebbe attraversato una strada di Macerata. Conosceva volti, nomi, persone e ambienti di ogni genere. Poteva trovarsi davanti a un ambasciatore, a un generale o a un esponente delle istituzioni e comportarsi esattamente come avrebbe fatto con un vecchio amico: "Questa era la cosa che mi colpiva di più. Aveva le porte aperte ovunque, ma non aveva perso nulla della sua semplicità".  È un tratto che Guido ritrova anche nei tanti viaggi fatti insieme negli anni successivi. Andrea non era soltanto quello che permetteva di arrivare in un luogo: era quello che faceva sentire al sicuro chi arrivava con lui. Una presenza capace di orientarsi in contesti sconosciuti e di trasformare la propria esperienza in una forma di protezione per gli altri: "Abbiamo vissuto tante cose insieme. E ogni volta Andrea c'era. Anche quando sembrava impossibile organizzare qualcosa, lui trovava il modo. È grazie a lui se ho potuto raccontare tante realtà e realizzare servizi che altrimenti non avrei mai potuto fare." Parliamo di un uomo che per professione ha portato pace negli scenari di guerra e questo traspariva nel suo tono placido, nel suo modo di vivere lento, da acuto osservatore, in anacronismo con la realtà attuale, in cui si tende a piegare il tempo, senza rispettarlo. Abbiamo avuto il piacere di conoscere l’uomo nella sua quotidianità, svestito l’impeccabile completo con cui si presentava in ogni occasione pubblica. Di Andrea ci resterà quel suo fisico slanciato che si accompagnava a un portamento elegante per natura e per cultura e che te ne faceva avvertire, soltanto standogli accanto, lo spessore umano. È una sensazione che non capita spesso. Anzi, quasi mai. Ci resteranno i suoi occhi azzurri che spuntavano come fessure gentili dal volto e dietro i quali potevi leggere il suo animo curioso, la sua apertura verso il mondo. Di lui ci resterà il suo amore per la carta stampata. E indubbiamente ci resterà il suo amore per il viaggio. Il modo di vivere itinerante che lo ha sempre accompagnato, senza però mai tradire il legame viscerale per la città natale, Macerata: "Andrea aveva girato il mondo, aveva vissuto in posti diversi, aveva rapporti a Roma, a New York e in tantissimi altri luoghi. Ma Macerata era sempre il punto in cui tornava - ricorda Guido -. Era un maceratese che portava il nome della nostra città in giro per il mondo. E forse Macerata non si è mai resa fino in fondo conto della grandezza di questo suo figlio." "Non è un caso che sia finita così. Negli ultimi giorni Macerata se l'è tenuto con sé". Una frase che Guido pronuncia con la voce spezzata, perché dentro ci sono una vita intera e migliaia di ricordi. Ricordi che non possono essere racchiusi in una sola fotografia, in un solo viaggio, in una sola storia. Non possiamo che concludere queste righe con: "Fa' buon viaggio, anche questa volta, A.A.".

03/09/2026 14:10
NGD Cup, la Juniores Maceratese vince nel ricordo di Nicolas, Giorgio e Daniele: battuta ai rigori la VR Macerata

NGD Cup, la Juniores Maceratese vince nel ricordo di Nicolas, Giorgio e Daniele: battuta ai rigori la VR Macerata

Si è conclusa la prima edizione della NGD Cup. A sfidarsi Juniores Maceratese e VR Macerata, insieme nel ricordo. È stato questo il mantra della manifestazione, nata per ricordare Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia, i tre ragazzi rimasti uccisi in un incidente la mattina dello scorso 15 Giugno sulla SS 77. Il fatto sconvolse, oltre alle tre famiglie delle vittime, l'intera comunità di Macerata. Dalla tragedia sono nate però varie manifestazioni di solidarietà e beneficenza, tra cui tale torneo, organizzato dall'associazione Tristar, e dalle società sportive Cluentina e VR Macerata, in cui militava uno dei tre ragazzi coinvolti nell'incidente mortale, Nicolas. Molta la commozione nel corso della serata. Presente allo stadio San Giuliano un grande pubblico, i congiunti dei tre giovani che hanno premiato i vincitori e la squadra seconda classificata e varie presenze istituzionali, come la vicesindaca Francesca D'Alessandro, oltre all'arbitro Juan Liuca Sacchi. La finale, in un giorno in cui il risultato contava relativamente, se l'è aggiudicata dopo una partita combattuta la Juniores Maceratese, 7-6 ai calci di rigore contro la VR Macerata dopo il 4-4 mozzafiato dei tempi regolamentari, col pareggio raggiunto all'ultimo secondo di gioco. Dopo il match infine tutti si sono riuniti a tavola in un gioioso terzo tempo, come dovrebbe sempre essere nelle manifestazioni sportive.

03/09/2026 13:00
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