Macerata

Macerata, Boxe The Saturday: 11 match e spettacoli ai Giardini Diaz il 6 giugno

Macerata, Boxe The Saturday: 11 match e spettacoli ai Giardini Diaz il 6 giugno

Il Macerata Boxing Club presenta “Boxe The Saturday”, una serata interamente dedicata al pugilato che unirà sport, spettacolo e intrattenimento. L’appuntamento è fissato per sabato 6 giugno alle ore 21 alla Terrazza dei Popoli, accanto ai Giardini Diaz di Macerata, dove andrà in scena un evento che vedrà protagonisti 22 pugili provenienti da Marche, Abruzzo e Umbria. Sotto l’egida della Federazione Pugilistica Italiana, si disputeranno 11 match ufficiali di boxe olimpica, con la partecipazione di sei atleti del Macerata Boxing Club, preparati dai tecnici Luca Pucci e Luca Crucianelli. Saliranno sul ring i maceratesi Ernis Abazi, forte di 40 incontri disputati, Leonardo Ciccalè con 24 match all’attivo, Leone Messicon 22 incontri, oltre a Sebastiano Emili e Filippo Ciattaglia, entrambi impegnati nel percorso agonistico da meno di un anno ma già protagonisti di risultati incoraggianti. Grande attesa anche per l’esordio di Celeste Monachesi, giovane atleta che non ha ancora compiuto 16 anni e che farà il suo debutto ufficiale contro una pugile di San Benedetto del Tronto. Assente invece Fabrizio Giorgini, atleta del team maceratese con 20 match disputati e reduce dalla vittoria di un torneo nazionale, costretto a fermarsi per un infortunio. All’angolo, insieme a Crucianelli e Pucci, sarà presente anche Riccardo Cirilli, allenatore e collaboratore della società. La manifestazione non sarà soltanto sportiva. Il programma prevede infatti anche momenti di spettacolo con la danza del ventre della Wendy Motion Academy e le esibizioni di tessuti aerei delle ragazze di Aerial Art & Love. Ad accompagnare la serata ci sarà inoltre la musica di Dj Silvio, mentre l’area ristoro sarà curata dal Basquiat Bistrot, con stand dedicati a panini, birra, gin tonic e altre bevande. Un evento pensato per coinvolgere appassionati di pugilato, famiglie e curiosi, trasformando la Terrazza dei Popoli in una grande arena all’aperto all’insegna dello sport e dello spettacolo.

03/06/2026 11:30
Weekend d'oro per l'Avis Macerata: record per Stagnaro e titolo italiano per Vitali

Weekend d'oro per l'Avis Macerata: record per Stagnaro e titolo italiano per Vitali

Continua il brillante momento dell’Avis Macerata, protagonista di un fine settimana ricco di soddisfazioni grazie ai risultati ottenuti da Beatrice Stagnaro e Federico Vitali, entrambi autori di prestazioni di altissimo livello. A Bressanone, in occasione del Brixia Next Gen, incontro internazionale riservato alle rappresentative regionali under 18, la discobola Beatrice Stagnaro ha conquistato la vittoria nel lancio del disco con la misura di 48,24 metri, stabilendo il nuovo record regionale Allieve. La giovane atleta marchigiana ha preceduto la slovena Jasmine Majcen Clarke e la tedesca Emmy Pfouga, confermando la propria crescita in una stagione particolarmente importante. Grazie a questo risultato, Stagnaro sale al nono posto delle graduatorie europee under 18, in vista dei Campionati Europei di categoria in programma a Rieti dal 16 al 19 luglio. Ottime notizie anche da Novara, dove Federico Vitali ha conquistato il titolo italiano universitario negli 800 metri, gareggiando con i colori del CUS Urbino. Dopo il bronzo ottenuto nel 2024 e l’argento del 2025, l’atleta cingolano è riuscito finalmente a salire sul gradino più alto del podio grazie a una gara condotta sempre al comando e chiusa in 1'48"30, a pochi centesimi dal proprio record personale. Alle sue spalle si sono classificati Mattia De Rocchi del CUS Insubria e Alessandro Pasquinucci del CUS Modena e Reggio Emilia. Per Vitali si tratta di un successo che conferma l’ottimo stato di forma già dimostrato nelle ultime uscite e che arriva dopo aver già ottenuto il minimo di qualificazione per i Campionati Italiani Assoluti, in programma il 25 e 26 luglio a Firenze.

03/06/2026 10:58
Maltempo Marche, oltre 75 interventi dei Vigili del Fuoco tra Fermo e Macerata per rami e alberi caduti

Maltempo Marche, oltre 75 interventi dei Vigili del Fuoco tra Fermo e Macerata per rami e alberi caduti

Prosegue l'ondata di maltempo che nelle ultime ore sta interessando il territorio marchigiano, impegnando intensamente i Vigili del Fuoco in numerosi interventi di soccorso e messa in sicurezza. Le situazioni più significative si registrano nelle province di Fermo e Macerata, le aree maggiormente colpite dalla perturbazione. Nel Fermano sono stati effettuati circa 50 interventi, mentre nel Maceratese se ne contano circa 25. Le richieste di soccorso hanno riguardato principalmente la rimozione di rami e alberi caduti sulla carreggiata, con conseguenti rischi per la circolazione stradale, oltre ad alcuni allagamenti di locali interrati causati dalle intense precipitazioni. Le squadre dei Vigili del Fuoco stanno operando senza sosta per garantire la sicurezza dei cittadini e ripristinare le normali condizioni di viabilità nelle zone interessate. Al momento, tuttavia, non vengono segnalate situazioni di particolare criticità né emergenze di rilievo, nonostante il numero elevato di interventi effettuati sul territorio.

03/06/2026 09:48
I 'Maceratesi per Parcaroli' controcorrente: "Tittarelli perderà voti, accordi solo per le poltrone"

I 'Maceratesi per Parcaroli' controcorrente: "Tittarelli perderà voti, accordi solo per le poltrone"

Si accende il dibattito politico a Macerata in vista del turno di ballottaggio del 7 e 8 giugno. A intervenire - con una nota stampa - è la lista civica "I Maceratesi per Parcaroli", che ha sostenuto il sindaco uscente fin dal primo turno, rivendicando il proprio risultato elettorale del 6,35% e definendosi come la "vera forza civica della coalizione di centrodestra". "Seppur per una manciata di voti - appena 10 - non si è potuta celebrare la vittoria al primo turno, il dato politico resta comunque incontrovertibile", sostiene la civica.  "È sotto gli occhi di tutti, infatti, come Macerata nell’era Parcaroli abbia cambiato passo, la città ha visto la realizzazione di opere pubbliche di fondamentale importanza, attese da tempo", si aggiunge.  "In vista dell’imminente ballottaggio, non dimenticarsi della pochezza della sinistra nei decenni in cui ha governato male e bloccato lo sviluppo del nostro capoluogo - si legge -. Non possiamo permetterci di consegnare la città a chi ha dimostrato ampiamente in passato di non essere all’altezza, a chi oggi si ripresenta come sempre con idee una diversa dall’altra, una coalizione eterogenea dove convivono realtà contrastanti tra loro, il tutto all’insegna del potere fine a se stesso senza una visione per la città".  I membri della lista si dicono "certi che i cittadini sapranno scegliere per la trasparenza dei risultati ottenuti da Parcaroli. Esprimeranno, allo stesso tempo, la loro netta contrarietà all'opportunismo di chi, come Tittarelli con il suo sinistra-centro, raccoglie e riesuma - con la promessa di una poltrona - chi era stato lasciato a piedi al primo turno". "Tutto ciò nella sola speranza di raccattare qualche voto in più, grazie al reclutamento di soggetti appartenenti alla nomenclatura della vecchia politica. A nostro avviso, in questo modo Tittarelli più che guadagnare voti, finirà per perderne", conclude la nota.

02/06/2026 19:30
Patti culinari e raccapriccio elettorale: la dura prova dell'elettore pigro

Patti culinari e raccapriccio elettorale: la dura prova dell'elettore pigro

Ci siamo, habemus secunda suffragia. Per una sorte bizzarra, bizzarra come solo le sorti sanno essere, dieci voti e 350 schede nulle hanno valso più di 1600 di differenza tra il primo (Parcaroli) e il secondo (Tittarelli). La colpa? A sentire i quasi-primi, tutta del terzo (Sigona), del quarto (Orioli) e del quinto (Ripa) messi insieme. Se non si fossero presentati ora ci sarebbe già un Sindaco. Ma queste sono le regole, bellezza! (ci scuserà Humphrey Bogart ed il suo “È la stampa, bellezza! E tu non ci puoi fare niente”). E dire che c’è chi sostiene, soprattutto a sinistra, come il cosiddetto Terzo Polo conti nulla o quasi zero, e che gli elettori, in definitiva, al centro-centro preferiscono il centrosinistra o il centrodestra. Eppure, in questa fase, uno dei vincitori (Sigona) è chi sta in mezzo ai due poli. Al punto tale che, incapace di raggiungere un accordo (elettorale) prima, lo ha ottenuto (politico) dopo. Galeotta fu la frittatina al tartufo (una volta era un piatto di lenticchie, ma forse sembrava davvero troppo poco). A proposito: c’è chi sospetta che la frittata per Sigona era pronta da un bel pezzo e che la discesa della sua lista autonoma avrebbe determinato (per lui) poche chance di vittoria ma (per Tittarelli) buone chance per il ballottaggio, obiettivo minimo (a questo punto massimo) del centrosinistra. Tant’è: in fanta-politica tutto vale (“po' esse”, in salsa maceratese). Si diceva che il Terzo Polo (ndr: non sappiamo ancora cosa farà Orioli) è “uno” dei vincitori. E neanche il più importante. Perché il vero vincitore è sempre lui: chi si chiama fuori dai poli, colui che ha la maggioranza da qualche decennio e che aderisce, più o meno consapevolmente, al grande partito del non voto. A Macerata sono in 16mila (su 36mila) ad aver disertato le urne, a cui aggiungo i 72 che sono andati per depositare una scheda bianca e dare simbolicamente un messaggio chiaro: che la volontà di partecipare al voto (il meglio) è superiore a ciò che il voto offre (il meno peggio). Scriveva già negli anni ‘80 Norberto Bobbio: “l’unica vera opinione è quella di coloro che non votano, perché hanno capito o credono di aver capito che le elezioni sono un rito cui ci si può sottrarre senza grave danno, e come tutti i riti, ad esempio la messa alla domenica, sono in fin dei conti una seccatura. Figuriamoci se i cittadini, già con infradito, boxer e telo al seguito, devono votare due volte in quindici giorni. La vedo dura. L’elettore, pigro e disincantato, ha potuto assistere però ad un mini festival del raccapriccio elettorale, che non ha risparmiamento nessuno. Partendo dalla fine. L’appello audio a sostenere sui social un Parcaroli definito “arrabbiato e deluso”, disposto - a detta dell’incauto whatsappatore - a mollare, qualora (ex) assessori, candidati e seguaci non si dessero da fare con almeno 50 commenti a suo sostegno sui magazine on line”. Raccapriccio da cartellino rosso diretto per aver sbandierato il timore del centrodestra di perdere il “voto cattolico” a seguito della mossa Tittarelli-Mari. Parliamoci chiaro: non è che i due candidati siano del tutto incolpevoli. Anzi, un po' hanno stimolato, involontariamente s’intende, questo raccapriccio social. Tittarelli, dopo il “patto della frittata” con Sigona tira dentro Mari con una sorta di “patto del chierichetto”, mossa anche questa che suona tardiva e che fa domandare all’elettore pigro: perché adesso e non prima? Cosa c’è sul piatto dopo la frittata-assessorato? “Nulla” s’affretta a smentire Tittarelli, cadendo nella doppia trappola classica: la prima della “excusatio non petita, accusatio manifesta”, ossia “scusa non richiesta, accusa manifesta”; la seconda trappola della “smentita è una notizia data due volte”. Parcaroli, dal canto suo, ha puntato il dito sulla “blasfemia”, in senso metaforico ovvio, del suo avversario, disposto ad aggraziarsi il voto cattolico stringendo un patto con un politico di “area”, quasi che un partito o una coalizione fossero azionisti di riferimento di una fede religiosa. C’è voluto il tempestivo e opportuno intervento del Vescovo, che, dopo aver sottolineato di non aver dato mai indicazioni di voto, ha invitato gli elettori a valutare “cosa dicono e soprattutto cosa fanno ed hanno fatto le persone che si presentano per essere votate”, auspicando una “politica ragionevole, pacata e educata”. Anche nella comunicazione. Ricordo “un centro sociale per ogni quartiere”, quasi ad anticipare scenari da guerriglia urbana, murales ritraenti Ilaria Salis e occupazioni di case sfitte. Meglio sarebbe stato dire “un presidio pubblico per giovani e anziani”, trovando magari un brand adatto, magari meglio di quel “city” di cui si sono (fortunatamente) perse le tracce. Anche le bici di cartone, quelle vere, poi sparite e ricomparse in una commedia degli equivoci che ha sviato per qualche giorno il dibattito dalle questioni più urgenti. Mirabile la battaglia sui cantieri. Tra quelli mai aperti da “chi c’era prima” e realizzati da “chi c’è ora”. Tra quelli che “però i soldi ce li ha messi lui” e quelli che “i soldi non bastano e si sta realizzando un’incompiuta”. Tra quelli che “se non c’era il PNRR” e quelli “se non c’era il 110”. Insomma, tanti “casi clinici” degni di una letteratura politica sempre ricca di sorprese e (purtroppo) molto povera di contenuti e anche di chi dovrebbe comunicarli. Un ballottaggio incerto s’avvicina, vincerà chi avrà il merito di scuotere l’elettore pigro dal divanismo estremo o dallo spiaggiamento seriale. Alla fine, nonostante tutti i raccapricci e nonostante tutto, vincerà come sempre la democrazia.

02/06/2026 09:30
Ballottaggio, il Terzo Polo resta al centro: "Nessun sostegno ai candidati sindaco"

Ballottaggio, il Terzo Polo resta al centro: "Nessun sostegno ai candidati sindaco"

Alla vigilia della Festa della Repubblica, il Terzo Polo torna nel dibattito politico attraverso una nota ufficiale emessa nel pomeriggio di oggi in vista del prossimo turno di ballottaggio per le elezioni amministrative a Macerata.  In un clima elettorale fortemente polarizzato, il Terzo Polo sceglie di smarcarsi dalle logiche di schieramento. "In coerenza con un approccio basato esclusivamente sui contenuti", si ribadisce la scelta di "non sostenere alcun candidato sindaco specifico. Non si intende promuovere alcuna indicazione di voto precostituita, ritenendo che la sovranità appartenga interamente ai cittadini". "Si invitano, pertanto, tutti gli elettori a esercitare il proprio diritto costituzionale in piena libertà e coscienza, valutando autonomamente quali profili presentino le migliori competenze e la maggiore capacità per tradurre in interventi reali i nostri punti programmatici ", viene aggiunto ricordando i tre storici punti cardine: il progetto legato alla fusione dei Comuni, la realizzazione del termovalorizzatore e la riattivazione dei Consigli di Quartiere con elezione diretta. "Rimarremo coerenti con l’impostazione data alla nostra attività politica al principio della campagna elettorale appena conclusa: rimarremo al centro, mantenendo la promessa formulata ai nostri elettori. Promessa che rinnoviamo ed estendiamo a tutta la cittadinanza assicurando la nostra funzione di ponte per superare artificiose fratture che danneggiano l’interesse comune. L'auspicio è che la tornata elettorale si svolga nel segno del massimo rispetto delle istituzioni e del futuro della nostra comunità", conclude la nota. 

01/06/2026 20:13
Al Tar per dieci voti: il giudice dice no, il ballottaggio si farà. Ma la vera partita è altrove

Al Tar per dieci voti: il giudice dice no, il ballottaggio si farà. Ma la vera partita è altrove

Dieci voti. È tutto qui il margine che ha trasformato una vittoria annunciata in un ballottaggio, e che il sindaco uscente di Macerata Sandro Parcaroli ha provato a recuperare non alle urne, ma in tribunale. Con un ricorso depositato il 29 maggio ha chiesto al Tar delle Marche di ricontare le schede e di proclamarlo eletto già al primo turno, sospendendo nel frattempo il ballottaggio del 7 e 8 giugno. Il presidente del tribunale ha risposto il giorno dopo con una parola sola: la domanda cautelare è inammissibile. Il secondo turno si farà regolarmente. I numeri spiegano la posta in gioco. Per vincere al primo turno servivano 10.054 voti, la metà più uno dei 20.106 validi. Parcaroli si è fermato a 10.044: dieci in meno. Da qui la tesi del ricorso: tra le 350 schede annullate ce ne sarebbero diverse - secondo le dichiarazioni raccolte dal suo staff, venti o venticinque in un solo seggio - in cui l’elettore aveva di fatto scelto il sindaco, ma che gli scrutatori avrebbero scartato per un vizio di forma. Bastava ricontarle, secondo la difesa, per evitare del tutto il ballottaggio. Il giudice non è entrato nel merito di quei dieci voti - lo farà il 18 giugno, a urne ormai chiuse - ma ha respinto la richiesta di decidere tutto in fretta e furia prima del voto, con un argomento tanto semplice quanto tagliente: non c’è alcuna urgenza da tutelare, perché Parcaroli può comunque vincere il ballottaggio. Il tribunale, in sostanza, gli ha ricordato che la strada per diventare sindaco era già lì, aperta: le urne. Chiedere a un giudice di cancellarle, mentre quella strada resta percorribile, non aveva fondamento per essere deciso d'urgenza e senza nemmeno sentire la controparte. Qui sta il punto. Ricorrere è un diritto: nessuno può rimproverare a un candidato di rivolgersi alla giustizia quando si ritiene danneggiato, e dieci voti su ventimila sono un margine che, in teoria, un riconteggio potrebbe colmare. Ma una cosa è la legittimità, un’altra l'opportunità. E sul piano dell'opportunità l’iniziativa è difficile da difendere, tanto più ora che è stata dichiarata improcedibile nella sua parte urgente. Perché in un ballottaggio la merce più rara è il tempo: tredici giorni in tutto. E i due contendenti li hanno spesi in modi opposti, che dicono molto del loro modo di intendere la politica. Lo sfidante Gianluca Tittarelli ha fatto ciò che la fase richiede: si è confrontato con i candidati usciti di scena, ha discusso, ha cercato sintesi e convergenze sui temi, e ha individuato nel dottor Romano Mari - figura stimata, di lunga esperienza amministrativa - un punto di equilibrio da affiancare alla propria candidatura in una ottica di confronto intergenerazionale. Lo si giudichi convincente o tardivo, è comunque il lavoro di chi costruisce consenso parlando alle persone. Il sindaco uscente, negli stessi giorni, ha consegnato ai giornali la cronaca di un ricorso e poi quella della sua bocciatura. Ogni titolo sul Tar è un titolo che non parla di programmi, di ospedale, di città: ossigeno sottratto alla propria campagna. E il paradosso è che quel tempo è stato speso per provare a evitare la prova - il voto - che resta l’unica via per vincere. A completare il quadro, la scelta del terreno. Il sindaco uscente ha declinato il confronto pubblico proposto dalla stampa - il faccia a faccia che Tittarelli aveva invece accettato - privilegiando la presenza sui social, dove la mobilitazione di commenti favorevoli è più facile da orchestrare. Come se la piazza digitale, fatta di like e di post, contasse più di quella reale, fatta di cittadini cui guardare negli occhi. È il rovesciamento che racconta un’epoca: si evita il dibattito vero e si presidia quello virtuale, scambiando il rumore della rete per consenso. C’è, in tutto questo, un’amarezza che va oltre la contesa fra due nomi. Prima del voto avevamo chiesto alla politica di guardare ai numeri che contano davvero per Macerata: quelli della sua demografia. Quanti abitanti perde ogni anno la città, quanti giovani se ne vanno, quanti anziani restano soli, quante culle in meno si contano. Erano quelli i numeri attorno a cui costruire il futuro di un capoluogo che si svuota e invecchia. E invece eccoci qui, a contare un altro genere di numeri: dieci schede, una soglia, un riconteggio. Le cifre di un cavillo al posto delle cifre di un destino. È il segno di una politica che ha smarrito le proporzioni. Il tempo passato a litigare su dieci voti è tempo sottratto al confronto sulle cose - sull’ospedale che non parte, sul commercio che chiude, sui giovani che emigrano. In un confronto elettorale ogni giorno speso in tribunale è un giorno tolto alle idee, alle proposte, alla visione di cui questa città ha fame. Macerata avrebbe bisogno di chi conta i suoi figli che nascono e i suoi cittadini che restano; si ritrova a guardare chi conta le schede. E forse è proprio questa la distanza più grande tra la politica che serve e quella che abbiamo: l'una misura il futuro, l'altra misura sé stessa.

01/06/2026 18:20
Macerata, caso audio e polemiche. Parcaroli: “Uno sfogo non cancella cinque anni di lavoro"

Macerata, caso audio e polemiche. Parcaroli: “Uno sfogo non cancella cinque anni di lavoro"

“Sapete una cosa? Non mi vergogno di aver provato delusione”. Il sindaco uscente di Macerata, Sandro Parcaroli, interviene in merito all’audio “dal sen fuggito”, in cui minacciava di lasciare la campagna elettorale se non ci fossero state reazioni social da parte della sua coalizione, in seguito all’accordo tra il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli e Romano Mari. “Non mi vergogno di essere rimasto ferito da certi attacchi personali, da certi commenti cattivi, da certe falsità costruite per colpire non il sindaco, ma la persona”, scrive Parcaroli via social. "Per oltre 5 anni ho servito Macerata e la Provincia con tutto me stesso. Ho sacrificato tempo, energie, affetti e serenità personale per questa comunità. Ho affrontato problemi, emergenze, decisioni difficili. L’ho fatto con passione ed entusiasmo. Poi arriva un momento di sfogo. Una parola. Un attimo". "E c’è chi prova a cancellare anni di lavoro, di opere realizzate, di risultati concreti e di presenza costante sul territorio. Io non ci sto.Perché dietro una fascia da Sindaco, dietro un ruolo istituzionale, c’è una persona.C’è un padre.C’è un marito. C’è un uomo che prova emozioni come tutti." "Sfido chiunque a dire di non aver mai avuto un momento di sfogo e delusione. Ma non sarà questo a fermarmi: non mi sono fermato durante la pandemia e davanti a tutte le altre difficoltà, sia nell’ambito privato che in quello pubblico". "Continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare, ascoltare, costruire. E a chi pensa che uno sfogo sia una fragilità, voglio dire che non è così. Credo che sia un segno di autenticità. E se c’è una cosa di cui vado fiero, è proprio questa: non aver mai indossato una maschera. Sono autentico. E continuerò ad esserlo.Con i miei pregi e i miei difetti".

01/06/2026 18:00
Pappagallo vuole "godersi il panorama": era finito in cima a un albero, i vigili del fuoco lo recuperano

Pappagallo vuole "godersi il panorama": era finito in cima a un albero, i vigili del fuoco lo recuperano

Un insolito intervento di soccorso ha visto protagonisti nella mattinata di oggi i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata. Sono stati, infatti, allertati per il recupero di un animale decisamente fuori dal comune nella frazione di Villa Potenza, dove un colorato volatile era diventato irraggiungibile per il suo detentore. L'allarme è scattato poco dopo le 11. Un bellissimo esemplare di Ara, un genere di volatili di grandi dimensioni appartenente alla famiglia dei pappagalli, era riuscito a sfuggire improvvisamente al controllo del suo proprietario durante un momento di distrazione. Il volatile, spaventato o semplicemente incuriosito dalla ritrovata libertà, ha spiccato il volo andando a posarsi sulla sommità di un albero ad alto fusto della zona, rendendo del tutto vani i tentativi di richiamo e di recupero da terra. Considerata l'altezza della pianta e l'impossibilità di raggiungere il traguardo in sicurezza, si è reso necessario l'intervento dei soccorritori specializzati. Sul posto è così giunta tempestivamente una squadra dei vigili del fuoco che, per operare ad alta quota, ha dovuto dispiegare l'ausilio dell'autoscala. Grazie alla prontezza e alla delicatezza degli operatori, che hanno agito con cautela per evitare che l'animale si spaventasse ulteriormente volando via, il pappagallo è stato provvidenzialmente recuperato e messo in sicurezza nel cestello del mezzo di soccorso. Una volta riportato a terra sano e salvo, l'esemplare di Ara è stato riconsegnato al legittimo proprietario, che ha potuto riabbracciare il proprio animale domestico ringraziando la squadra per il lieto fine della vicenda.

01/06/2026 17:30
Sigona e Tittarelli, c'è la stretta di mano: "Accordo sul programma. Assessorato? Non siamo al mercato"

Sigona e Tittarelli, c'è la stretta di mano: "Accordo sul programma. Assessorato? Non siamo al mercato"

Vai di stretta di mano. Così viene sancito, in via ufficiale, quello che è stato definito come "l'accordo programmatico" tra il candidato di centrosinistra Gianluca Tittarelli e Marco Sigona, l'alfiere che 'Officina delle Idee' aveva scelto come proprio candidato sindaco e che rappresenterà la lista in Consiglio comunale.  La scenografia al patto fatto in vista del ballottaggio corrisponde alla sede elettorale di Tittarelli definita "bellissima" dal fresco alleato Sigona. Parte Tittarelli, non senza riservare frecciate - nemmeno troppo velate - alla controparte di centrodestra: "È stato naturale ritrovarsi attorno a temi e contenuti con Marco (Sigona, ndr). Abbiamo portato a compimento qualcosa che è previsto dalla legge. Ho sentito parlare di mercimonio e compravendita, ma noi non compriamo nulla. Stiamo solamente applicando quello che la legge prevede".  "Vogliamo lavorare insieme per un ipotetico e sperato governo della città, con grande convinzione e determinazione - aggiunge Tittarelli -. Questo accordo ci dà ancora più spinta e slancio". Sigona - nel suo discorso - mostra sin da subito apprezzamento per la figura di Tittarelli e appare combattivo: "La stima che ho nei tuoi confronti mi ha portato a pensare che prima o poi ci saremmo ritrovati - afferma -. Gianluca, ci sono e con me tutta la mia squadra a cui ho già dato indicazione di darsi da fare. Forza, andiamo a vincere".  Sigona annuncia anche le sue priorità: "Riportare il cittadino al centro, in questi anni si è cercato di distrarlo con la pioggia di milioni di euro delle infrastrutture. La città ci viene data in prestito attraverso la matita nel seggio elettorale, non è possibile acquistarla". I principi programmatici su cui fa perno l'accordo vengono fissati da Sigona stesso in welfare ("in quanto medico ho un'attenzione particolare alle problematiche sociali"), ri-valorizzazione della cultura ("volano che apre al turismo"), centro storico ("riportare la residenzialità"). Infine, quartieri e frazioni. Sigona le definisce "importantissime" e Tittarelli rilancia: "Abbiamo già previsto, in caso di vittoria, di dare una specifica delega per qualche assessorato che si occupi proprio di frazioni e quartieri, visto che alcune di queste sono state sono un po' tralasciate. E io lo so bene abitando a Piediripa. Noi vogliamo fare l’inverso e ripartire proprio dalle periferie". Quindi, flash dei fotografi e stretta di mano.  Ma, resta l'elefante nella stanza. A Sigona è stato garantito un posto in Giunta? Tittarelli glissa: "La professionalità di Marco e di molti dei suoi candidati è risaputa e non deve essere valutata sulla base di un peso nella futura squadra di Governo. Non abbiamo messo sul piatto nessun assessorato, non dobbiamo approcciarci a questa cosa come se fosse un mercato. Condividiamo valori progettuali e programmatici, come emerso da tutti i dibattiti pubblici a cinque fatti sinora". Sul tema interviene anche Paolo Micozzi, secondo più votato tra i candidati consiglieri della lista 'Officina delle Idee': "Abbiamo vissuto il primo turno come se fosse stato il responso delle primarie, quelle primarie che avevamo richiesto ma non sono state fatte. Il risultato delle urne è stato chiaro e ci permette di essere del tutto leali e al fianco di Tittarelli per andare a vincere". La parola finale, quindi, al leader in pectore: "Ogni voto conta, ora inizia una partita diversa, nessuno deve pensare che la propria preferenza non possa fare la differenza".   

01/06/2026 16:45
Baglioni rinvia il tour al 2027: salteranno anche le due date allo Sferisterio di Macerata

Baglioni rinvia il tour al 2027: salteranno anche le due date allo Sferisterio di Macerata

Slitta al 2027 il "GrandTour La vita è adesso", il nuovo tour di Claudio Baglioni che avrebbe dovuto prendere il via il prossimo 29 giugno da piazza San Marco a Venezia. L'annuncio è arrivato attraverso una nota ufficiale che spiega come il rinvio sia stato reso necessario da una polmonite interstiziale acuta che ha colpito il cantautore. Secondo quanto comunicato, la prognosi prevede circa 90 giorni di riposo e cure, incompatibili con gli impegni di una tournée che avrebbe dovuto attraversare l'Italia per tutta l'estate. A spiegare personalmente le proprie condizioni è stato lo stesso Baglioni attraverso un videomessaggio pubblicato sui social. L'artista ha raccontato di aver iniziato ad accusare i sintomi poco dopo il suo 75° compleanno, celebrato il 16 maggio. «Ho preso un'influenza abbastanza tradizionale, una sindrome influenzale fuori stagione. Siccome però non passava ho deciso di fare degli accertamenti e alla fine è emerso che non si trattava di una semplice influenza, ma di una polmonite acuta interstiziale», ha spiegato. Il cantante ha rassicurato i fan sulle sue condizioni, sottolineando di aver superato la fase più critica grazie alle cure e a una terapia farmacologica intensiva. «Sono uscito dalla fase più delicata e intensa. Ora bisogna recuperare completamente la funzionalità dell'apparato respiratorio», ha aggiunto. Una scelta sofferta, quella di rinviare il tour, ma ritenuta necessaria. «Per cantare quasi tre ore ogni sera affrontando un repertorio impegnativo bisogna essere nelle migliori condizioni possibili. Per questo abbiamo deciso di spostare l'intero calendario del Grand Tour di un anno». La tournée, inizialmente prevista tra giugno e settembre 2026 con partenza da Venezia e conclusione a Torino, sarà dunque riprogrammata nel 2027. Con tutta probabilità salteranno quindi anche le due attesissime date previste all'Arena Sferisterio di Macerata il 9 e 10 settembre, che dovrebbero essere ripianificate nel nuovo calendario del tour. Gli organizzatori comunicheranno nelle prossime settimane le modalità relative ai biglietti già acquistati e le nuove date degli spettacoli. Intanto migliaia di fan hanno espresso sui social vicinanza e affetto all'artista, augurandogli una pronta e completa guarigione.

01/06/2026 16:29
Elezioni, il vescovo Marconi rompe il silenzio: "I cristiani votino secondo coscienza, basta strumentalizzazioni"

Elezioni, il vescovo Marconi rompe il silenzio: "I cristiani votino secondo coscienza, basta strumentalizzazioni"

"Combattere l'astensionismo e votare secondo coscienza". Si inserisce nel dibattito politico che sta accompagnando la campagna elettorale a Macerata il messaggio del vescovo, Nazzareno Marconi, diffuso dopo le polemiche seguite all'accordo politico tra Gianluca Tittarelli e Romano Mari e alle successive prese di posizione del candidato sindaco del centrodestra, Sandro Parcaroli. Quest'ultimo aveva definito l'intesa tra Mari e il candidato sindaco del centrosinistra come un «uso strumentale del voto dei cattolici», riaccendendo il confronto sul rapporto tra fede, coscienza personale e scelte elettorali. A fronte delle numerose sollecitazioni ricevute, il vescovo ha scelto di intervenire con una riflessione pubblica, ribadendo alcuni principi che afferma di aver sempre sostenuto. "Rispetto alla concitazione elettorale di queste ore sono molte le sollecitazioni giunte in buona fede per avere un mio commento. Altre di diverso tenore, che respingo, provano a spiegare quanto siano giuste le posizioni di una parte o di un’altra. Vorrei rassicurare, il Vescovo non ha molte idee, ma quelle poche le ha chiare e sono quelle che ripete da sempre. Se possono essere utili a far riemergere il buon senso, le ripropongo". "La prima è di sostenere le persone ad esprimere la loro opinione sempre con rispetto reciproco e con il voto. Un'indagine mi ha fatto pensare: sarebbero più le persone che commentano e criticano sui social i vari politici, spesso semplicemente con un pollice in giù o un epiteto, di quelle che poi vanno effettivamente a votare. Ho sempre detto e continuo a dire che: per la buona salute della democrazia bisogna combattere in ogni modo l’astensionismo. Chi non va a votare è colpevole, almeno in parte, delle scelte sbagliate che altri fanno al posto suo". La seconda cosa che ho sempre ribadito, continua il vescovo Marconi è che: i cristiani hanno una coscienza che va rispettata e io per primo la rispetto. Non ho mai detto, né mai dirò: Vota per questo, vota per quest’altro' . Ma dirò sempre: 'Guarda cosa dicono e soprattutto cosa fanno ed hanno fatto le persone che si presentano per essere votate e chiediti se le loro idee e le loro azioni corrispondono a quei valori che ci ha insegnato il Vangelo ed ha ribadito il Papa anche nella sua ultima Enciclica". "Il rispetto della vita, dell’onestà, del lavoro, della comunicazione veritiera, la cura dei più deboli, della famiglia, dei piccoli e degli anziani, insieme al rifiuto della violenza in ogni sua forma, da quella più leggera che è l’insulto, a quella più grave che è la guerra. Apprezzate, poi, soprattutto, le persone che si dimostrano disinteressate nei fatti e desiderose di fare il bene, piuttosto che quelle che mirano ad avere potere o ricchezza, ad apparire ed ottenere l’applauso delle folle". "Infine, personalmente, venendo ormai dalla generazione di chi ha più di sessant’anni, rimpiango tanto un mondo della politica in cui non si agiva attaccando e criticando di continuo, ma ragionando, proponendo e cercando di spiegare le situazioni, facendo promesse concrete ed economicamente possibili. Era una politica ragionevole, pacata e educata, di cui abbiamo ancora tanto bisogno". Parole che, pur senza riferimenti diretti a candidati o schieramenti, arrivano in un momento particolarmente delicato della campagna elettorale e sembrano richiamare tutti gli attori politici a un confronto più rispettoso, fondato sui contenuti, sulla partecipazione democratica e sulla libertà di coscienza degli elettori.

01/06/2026 15:36
"Servono almeno 50 commenti social o Sandro se ne va e molla": quell'audio che manda in tilt la comunicazione di Parcaroli

"Servono almeno 50 commenti social o Sandro se ne va e molla": quell'audio che manda in tilt la comunicazione di Parcaroli

Ore, anzi giorni di fibrillazione nel centrodestra maceratese in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno. Una campagna elettorale che, più che sui programmi, sembra ormai misurarsi sul livello di tensione interna, alimentato nelle ultime ore dall’effetto politico dell’accordo tra Gianluca Tittarelli e Romano Mari, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Macerata ed ex presidente del Consiglio comunale. Un’intesa che, nelle letture del centrodestra, avrebbe “spostato” più il clima che i numeri, contribuendo a rendere più nervosa la fase finale della sfida contro il sindaco uscente Sandro Parcaroli. Proprio Parcaroli nei giorni scorsi ha diffuso una nota in cui ha criticato quello che definisce "un uso strumentale del voto dei cattolici da parte di Tittarelli e del centrosinistra". Una polemica che si inserisce in un contesto più ampio, dove il richiamo all’elettorato cattolico resta terreno politicamente conteso, non solo a Macerata ma anche a livello nazionale, dove il confine tra sensibilità religiosa e comunicazione politica appare spesso piuttosto labile. Del resto, non è una novità che simboli e richiami alla tradizione cattolica vengano utilizzati in modo disinvolto da più schieramenti; basti pensare al leader della Lega Matteo Salvini, più volte protagonista di uscite pubbliche con rosari e simbologie religiose esibite nei contesti di campagna elettorale. E proprio su questo punto si innesta la riflessione – inevitabile e forse un po’ scolastica, ma politicamente significativa – sul rapporto tra religione e spazio pubblico. In teoria, come ricordato dal costituzionalismo contemporaneo, la democrazia liberale si fonda su un principio di separazione tra Stato e religione, il cosiddetto “institutional secularism” descritto da Rosenfeld: una cornice in cui le diverse visioni del mondo convivono senza che lo Stato si identifichi con una di esse. Un equilibrio che, nella pratica politica, resta però sempre piuttosto elastico. Macerata, più che il dibattito teorico, pesa il clima da campagna elettorale. A contribuire a questo clima sarebbe anche un audio circolato nelle ultime ore, diventato virale su WhatsApp e attribuito al responsabile comunicazione dello staff del sindaco uscente per la campagna elettorale. Nel messaggio si inviterebbero sostenitori della coalizione e assessori uscenti a “reagire” e intervenire sui social, in particolare nei commenti alle notizie pubblicate dai giornali online, per contrastare la narrazione avversaria. Il tutto accompagnato da un passaggio che, secondo quanto riportato nell’audio, sarebbe particolarmente esplicito: "Sandro è molto inc... perché non vede alcuna difesa da parte nostra agli attacchi che sta ricevendo sulla questione Mari. Se non abbiamo almeno una cinquantina di nostri commenti entro domattina, lui se ne va, molla". Un invito alla mobilitazione digitale che, di per sé, non avrebbe nulla di particolarmente sorprendente nell’epoca della politica permanente sui social. Ma che, nel contesto già teso del ballottaggio, viene letto come ulteriore segnale di nervosismo nella coalizione. Il tutto mentre si consolida l’effetto politico dell’intesa tra Mari e Tittarelli, che il centrosinistra presenta come un rafforzamento del profilo moderato della coalizione, con l’obiettivo di allargare il consenso in vista della sfida decisiva. Un’operazione che guarda anche alle frazioni, dove il centrodestra ha ottenuto risultati significativi al primo turno e dove si gioca una parte importante del recupero possibile. Di qui, secondo le letture politiche, anche la crescente tensione nel campo del sindaco uscente, che si trova ora a dover difendere posizioni acquisite e contemporaneamente gestire un quadro di alleanze in rapido movimento. Nel mezzo, tra accuse sul voto cattolico, audio virali e strategie social, si consuma una campagna elettorale che rischia di ripiegarsi su se stessa, sempre più autoreferenziale e sempre meno capace di misurarsi con la domanda di fondo, la più semplice e insieme la più esigente: quale progetto di governo sarà davvero in grado di convincere gli elettori di Macerata?

01/06/2026 15:30
Musicultura 2026, prende forma “La Controra”: Paola Turci, Brunori Sas e Fabio Concato tra gli ospiti

Musicultura 2026, prende forma “La Controra”: Paola Turci, Brunori Sas e Fabio Concato tra gli ospiti

MACERATA – In attesa di conoscere i nomi degli otto vincitori di Musicultura 2026, ancora al vaglio del prestigioso Comitato Artistico di Garanzia, prende forma anche il programma de La Controra, il “festival nel festival” che dal 16 al 20 giugno animerà le piazze e i cortili del centro storico di Macerata con concerti, recital, incontri e dibattiti a ingresso libero. Un vero e proprio laboratorio culturale diffuso, in cui musica, letteratura, cinema e società si intrecciano costruendo un dialogo continuo tra parole, storie e linguaggi artistici. Tra gli ospiti già confermati figurano nomi di primo piano della scena culturale e musicale italiana: Paola Turci, Francesco Sarcina, Stefano Dal Bianco, Ermanno Cavazzoni, Fabio Concato, Giampaolo Morelli, Gloria Bellicchi, Susanna Nicchiarelli, Brunori Sas, Tosca, oltre ai vincitori di Musicultura 2025 Ibisco e Abat-Jour. Tra le novità dell’edizione 2026 spicca il doppio concerto dei giovani artisti vincitori del concorso: quattro si esibiranno martedì 16 giugno e altri quattro mercoledì 17, con inizio alle 21.15 in piazza Vittorio Veneto, trasformata per l’occasione nella Banca Macerata Arena. Le serate saranno condotte da John Vignola (Rai Radio1) e vedranno la partecipazione speciale di Paola Turci (16 giugno) e Francesco Sarcina (17 giugno). La poesia sarà protagonista martedì 16 giugno con Stefano Dal Bianco, vincitore del Premio Strega per la Poesia 2024, mentre il giorno successivo sarà la volta di Ermanno Cavazzoni, scrittore e sceneggiatore, autore de Il poema dei lunatici, da cui Federico Fellini trasse il film La voce della luna. A Macerata presenterà Storia di un’amicizia (Quodlibet), candidato al Premio Strega 2026. Sempre mercoledì 17 giugno spazio anche a Fabio Concato, che dialogherà con John Vignola e si esibirà al piano con la collaborazione di Ornella D’Urbano, ripercorrendo alcuni dei suoi brani più noti. Giovedì 18 giugno il format Refresh ospiterà il concerto dei vincitori di Musicultura 2025: Ibisco, premiato anche con il Premio Grotte di Frasassi per Languore, e la band reatina Abat-Jour, vincitrice del Premio Nuovo IMAIE. Nel pomeriggio dello stesso giorno è previsto l’incontro con Donato Caporalini e Carlo Latini, autori del volume I giorni che hanno cambiato l’Italia – 2 giugno 1946 e 12 maggio 1974, con il giornalista Edoardo Danieli e interventi musicali di Alessandra Rogante e Andrea Casta. Venerdì 19 giugno sarà protagonista la regista e scrittrice Susanna Nicchiarelli, membro del Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, che presenterà il libro Paradise City (Mondadori). A seguire, l’attore e regista Giampaolo Morelli, insieme alla moglie Gloria Bellicchi, proporrà Dislessico famigliare, un racconto tra memoir e riflessione sulla dislessia e sulla vita familiare. Nella stessa giornata spazio anche a Brunori Sas, tra i principali interpreti del cantautorato contemporaneo, con il suo stile intimo e ironico capace di raccontare la società e la quotidianità. Sabato 20 giugno sarà la volta di Tosca, che incontrerà il pubblico de La Controra condividendo storie e riflessioni sulla sua carriera artistica. Nella stessa giornata sarà celebrato anche il centenario della nascita di Miles Davis, con un omaggio affidato a John Vignola, autore del volume Esercizi di metamorfosi – Le molte vite musicali di Miles Davis (RaiLibri), che ne racconterà il genio e le trasformazioni artistiche. Tra gli ospiti che si esibiranno allo Sferisterio nelle serate finali del 19 e 20 giugno figurano inoltre Planet Funk, Brunori Sas, Maria Antonietta e Colombre, Giampaolo Morelli, Tosca, Ron, Santamarea e Riccardo Rossi. Il pubblico, come da tradizione, sarà chiamato a votare il vincitore assoluto, che riceverà il Premio Banca Macerata da 20.000 euro. I biglietti per le serate finali sono disponibili presso la biglietteria dei Teatri di Macerata e sul circuito Vivaticket.

01/06/2026 13:28
Pollenza, brandiva un coltello nei pressi di un bar: rimpatriato 30enne

Pollenza, brandiva un coltello nei pressi di un bar: rimpatriato 30enne

MACERATA – È stato accompagnato alla frontiera aerea per il successivo rimpatrio un cittadino senegalese di 30 anni, già destinatario di un decreto di espulsione dall’Italia, nell’ambito delle attività di contrasto alla presenza di stranieri irregolari sul territorio nazionale e ai reati a essi collegati. L’operazione è stata eseguita dalla Polizia di Stato di Macerata, su disposizione del questore Luigi Mangino, in conformità alle direttive emerse in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il provvedimento ha previsto l’accompagnamento coattivo alla frontiera aerea di Bologna, da cui l’uomo è stato imbarcato su un volo diretto a Dakar. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 30enne risultava irregolare sul territorio nazionale dal mese di ottobre 2025 ed era gravato da diversi precedenti di polizia per violenza, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e violazioni delle norme sull’ingresso dei cittadini extracomunitari in Italia. L’uomo era stato inoltre identificato dai Carabinieri lo scorso 20 maggio nei pressi di un bar di Casette Verdini, dove si trovava in evidente stato di agitazione e avrebbe brandito un’arma da taglio, creando una situazione di potenziale pericolo per i presenti. In relazione ai procedimenti pendenti, è stato concesso il nulla osta all’espulsione. Il decreto firmato dal questore e successivamente convalidato dal giudice di Pace ha quindi reso possibile l’esecuzione del rimpatrio. Nel pomeriggio del 29 maggio, personale specializzato della Polizia di Stato ha proceduto all’accompagnamento dell’uomo presso l’aeroporto di Bologna per le operazioni di imbarco.      

01/06/2026 12:13
Caso Mari, Livi replica al Pd: "Sinistra disperata al ballottaggio, bypassa il voto dei cittadini"

Caso Mari, Livi replica al Pd: "Sinistra disperata al ballottaggio, bypassa il voto dei cittadini"

Non si placa la bufera politica a Macerata sul voto dei cattolici e sulla designazione di Romano Mari nella squadra di giunta del centrosinistra in caso di vittoria elettorale al ballottaggio. Simone Livi, candidato consigliere di Fratelli d'Italia in questa tornata e quinto più votato della lista, prende le difese del sindaco uscente Sandro Parcaroli in una nota.  L'esponente di FdI critica aspramente le modalità comunicative utilizzate dal centrosinistra, spostando il focus sul tipo di linguaggio adottato nella polemica: "Colpisce anzitutto il tono utilizzato: attacchi personali, allusioni offensive, giudizi sprezzanti e una sequenza di insinuazioni che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico e molto con la delegittimazione dell'avversario". Secondo Livi, l'atteggiamento dei dem risulterebbe contraddittorio rispetto ai valori che dichiarano di voler difendere: "È curioso notare che chi si erge a difensore dei valori cattolici scelga di utilizzare proprio il linguaggio dell'insulto e della denigrazione personale. Se davvero si vuole richiamare il magistero della Chiesa, sarebbe opportuno partire dal rispetto della persona e dalla carità nel confronto, anziché distribuire patenti morali e scomuniche politiche a giorni alterni". Nel respingere le tesi del Pd sul presunto nervosismo del centrodestra per il mancato successo immediato, Livi rimette al centro i dati emersi dalle urne. "Parcaroli, in questa campagna elettorale, non si è mai sottratto al confronto pubblico", evidenziando che "il primo turno ha consegnato un vantaggio netto al sindaco uscente, certificando una preferenza popolare inequivocabile. I numeri, a differenza delle polemiche, hanno il pregio di essere oggettivi". L'esponente della coalizione a sostegno di Parcaroli ha poi ironizzato sul ritrovato entusiasmo delle forze di centrosinistra: "Fa sorridere, poi, sentire parlare di presunte paure del ballottaggio da parte di chi, fino a pochi giorni fa, sembrava crederci così poco da annunciare la propria sconfitta ancora prima che il responso delle urne fosse definitivo. Evidentemente qualcuno ha riscoperto l'ottimismo soltanto dopo aver iniziato a fare i conti con possibili accordi e nuove alleanze". Poi, riferendosi a Romano Mari: "Se le personalità oggi presentate come risorse indispensabili per la città sono davvero così autorevoli, competenti e decisive, come mai non sono state coinvolte prima?". "Certe operazioni - incalza Livi - hanno molto più il sapore della spartizione preventiva delle poltrone che quello di una virtuosa scelta democratica". Per il centrodestra si tratterebbe, in sostanza, del "prodotto di una disperata strategia elettorale costruita per recuperare consenso dove il voto popolare non è bastato". "L'effetto concreto sarebbe quello di affidare incarichi decisivi a persone non sottoposte direttamente al parere degli elettori che viene totalmente bypassato - conclude Livi -. La democrazia vive del consenso espresso nelle urne, non delle nomine concordate nei retroscena delle trattative con esponenti che inizialmente non ne avevano condiviso il progetto".

31/05/2026 20:30
Sciapichetti 'scrive' a Parcaroli: "Non mi aspettavo un colpo così basso, siete nervosetti"

Sciapichetti 'scrive' a Parcaroli: "Non mi aspettavo un colpo così basso, siete nervosetti"

La campagna elettorale in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno si accende sul tema del voto della comunità cattolica maceratese. Dopo gli attacchi frontali del centrodestra legati alla figura di Romano Mari, è arrivata la dura replica del candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli (leggi qui) a cui è seguita la presa di posizione del segretario provinciale del Partito Democratico, Angelo Sciapichetti, che ha affidato ai canali social una lettera aperta indirizzata direttamente al sindaco uscente Sandro Parcaroli. Il segretario dem ha espresso forte contrarietà per i toni utilizzati dagli avversari politici, definendo la mossa del centrodestra come un tentativo di sfruttare a fini elettorali il sentimento religioso dei cittadini. Il rappresentante del Pd ha criticato apertamente la nota siglata dal sindaco uscente: "Non mi sarei mai aspettato un colpo così basso e volgare", ha scritto l'esponente dem, "perchè strumentalizzare come è stato fatto ieri il voto dei cattolici è quanto di più deplorevole ci possa essere". "I cattolici non hanno bisogno né degli appelli di Parcaroli e dei suoi solerti amici, né di quelli di Mari - scrive Sciapichetti -. Ragionano come tutti con la loro testa e sanno come bene comportarsi; assegnare patentini, tirarli per la giacchetta significa solo offenderli". Nel post viene inoltre contestata la divisione netta operata dal centrodestra, definita come "un'operazione maldestra e profondamente sbagliata", richiamando il celebre monito di Papa Francesco: "chi sono io per giudicare?". Il fulcro della replica si è poi spostato sulla figura di Romano Mari, difeso con forza dal segretario del Pd che ne ha ricordato lo spessore personale e l'ispirazione politica. "Vorrei ricordare a te e ai tuoi solerti sostenitori - si legge nella lettera rivolta da Sciapichetti a Parcaroli - che Romano Mari è un cattolico democratico che come diceva Benigno Zaccagnini è in politica 'non in nome, ma a causa della fede'". L'esponente dem ha ribadito che l'ingresso di Mari nella squadra di giunta è legato esclusivamente alle sue competenze professionali e alla sua vicinanza ai più deboli, aggiungendo che "per lui parla la sua storia umana, professionale e politica che tutti i maceratesi conoscono" e che la comunità dei credenti non cambierà idea per via di quelli che definisce "attacchi scomposti". "Capisco che siete 'nervosetti' per il ballottaggio che non vi aspettavate", ha punzecchiato Sciapichetti, lanciando infine un affondo politico finale sul piano nazionale e locale: "La Chiesa è madre e accoglie tutti, non sarai quindi certo tu e tanto meno il segretario del partito a cui sei iscritto [...] a dare giudizi o a dare patentini che non ti appartengono e non esistono".

31/05/2026 17:40
Ares Safety Macerata, doppio ko a Forlì: ora due scontri diretti decisivi per la salvezza

Ares Safety Macerata, doppio ko a Forlì: ora due scontri diretti decisivi per la salvezza

Fine settimana amaro in trasferta per l'Ares Safety Macerata, che esce sconfitta dal diamante dell'Italposa Forlì nei due match validi per la decima giornata della Serie A1 di Softball. Contro la seconda forza del campionato, le ragazze maceratesi hanno incassato due ko con i risultati di 3-2 e 9-1, al termine di due sfide dal volto agonistico completamente differente. In Gara 1, l'Ares Safety ha accarezzato a lungo il colpaccio, disputando una prova impeccabile e portandosi in vantaggio di due punti fino al quinto inning, grazie a un'ispirata Luconi in pedana di lancio e all'ottimo rendimento in attacco del trio composto da Fagioli, Tittarelli e Farley, a segno nella terza e quinta ripresa. Al sesto inning è arrivata però la reazione delle romagnole: una valida di Vigna, quattro ball a Gasparotto e il doppio di Giacometti hanno accorciato le distanze sul 2-1. Sulla stessa azione, un errore di tiro della difesa maceratese a casa base ha regalato il 2-2 a Forlì, prima che una volata di sacrificio di Mambelli firmasse il definitivo 3-2. La seconda sfida ha visto Macerata partire nuovamente forte, con Fagioli capace di aprire il match con una valida per poi correre a casa sul doppio di Farley per lo 0-1. Al cambio campo Forlì ha subito ribaltato il punteggio con Giacometti e Mambelli. L'incontro è rimasto in perfetto equilibrio fino al quarto inning, momento in cui l'Italposa ha preso il largo piazzando ben 7 segnature sfruttando il calo in pedana di Carter, chiudendo anzitempo la contesa sul 9-1 in cinque riprese. Il turno di campionato ha visto anche lo sweep di Rovigo su Collecchio e la prima storica sconfitta della capolista Quick Mill Bollate in Gara 1 nel derby. Per l'Ares Safety Macerata si apre ora una settimana cruciale in ottica salvezza con due scontri diretti determinanti nel giro di pochi giorni: martedì 2 giugno alle ore 15 sul diamante di casa contro l'Itas Mutua Rovigo, e sabato 6 giugno nella delicatissima sfida di fondo classifica sul campo del Collecchio.

31/05/2026 17:00
Tittarelli, risposta (e bordate) a Parcaroli: "I cattolici sanno cosa fare. Lui vorrebbe vincere a tavolino"

Tittarelli, risposta (e bordate) a Parcaroli: "I cattolici sanno cosa fare. Lui vorrebbe vincere a tavolino"

Il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, Gianluca Tittarelli, respinge con fermezza - attraverso una nota - la polemica sollevata con un post social dal sindaco uscente di Macerata Sandro Parcaroli, che ha definito senza mezze misure l'accordo presentato in via ufficiale ieri con Romano Mari come un modo per "accaparrarsi i voti dei cattolici". "I cattolici sanno benissimo cosa fare e come votare - dichiara Tittarelli -, non stiamo a tirare per la giacchetta nessuno. Loro non si preoccupano sicuramente di queste cose. È Parcaroli che dovrebbe preoccuparsi, e di qualcosa di ben più concreto". Il riferimento di Tittarelli è al rifiuto del sindaco uscente di partecipare ai confronti diretti tra i candidati. Parcaroli, infatti, ha annunciato che non si presenterà ai dibattiti a due, una scelta che Tittarelli definisce "un fatto grave: un sindaco che ha governato la città e teme il confronto con il suo avversario non ha credibilità. Il confronto diretto lo sfugge e lo teme: questa è la vera notizia". "La trasparenza e il coraggio di misurarsi sono la vera credibilità di chi chiede di guidare una città - prosegue Tittarelli -. Il sindaco deve tutelare i cittadini e mi chiedo come possa farlo uno che si sottrae al confronto. Parcaroli vorrebbe vincere a tavolino, invece noi vogliamo valorizzare le persone competenti, per metterci al servizio della città". "La coalizione che sostiene Parcaroli è composta dalla destra-destra-destra - attacca ancora Tittarelli -. Se c'è un problema politico è solo loro, perché la vicinanza della coalizione avversaria a Vannacci e l'uso politico e strumentale del crocifisso che fa Salvini, leader del medesimo partito del sindaco Parcaroli, la Lega, è qualcosa che dovrebbe far riflettere. Noi siamo aperti alle migliori competenze, senza alcun uso strumentale della religione".

31/05/2026 14:40
Clementoni Cup 2026, a Macerata arrivano Inter e Milan giovani

Clementoni Cup 2026, a Macerata arrivano Inter e Milan giovani

  È scoccata l'ora, come ogni anno, per l'appuntamento con la quinta edizione della Clementoni Cup che si terrà martedì 2 giugno nella suggestiva cornice dello Stadio Helvia Recina-Pino Brizi. La kermesse organizzata dall'Atletico Macerata in collaborazione con la Robur e con l'azienda Clementoni, quest'anno sarà dedicata a due categorie: Pulcini e Primi Calci. Ma non solo calcio e sport, perché l'appuntamento nasce con lo scopo di trasmettere dei valori fondamentali al giorno d'oggi, come il divertimento, l'inclusione e l'amicizia. Verranno inoltre organizzati dei laboratori tematici ed educativi con i giochi forniti dall'azienda Clementoni e praticati tantissimi altri sport come il basket, baseball, atletica leggera, pallavolo e softball. Non sarà solo una giornata di sport, ma una grande festa. Oltre alla Clementoni ringraziamo anche gli altri sponsor che hanno deciso di supportare questa manifestazione: Comet Rema Tarlazzi, Coal di Via Pace, Eredi Paci, Pizzeria Lievitaria, La Bolla Crescita Marchigiana, Carrozzeria Auto In e Papa Nicola. Oltre loro ringraziamo anche le diciannove società che hanno aderito con grande entusiasmo a questa quinta edizione, in cui avremo il grandissimo onore di poter ospitare due colossi del calcio italiano ed europeo come Inter e Milan. Ma non solo, perché con piacere, per il secondo anno di fila, avremo anche due squadre dall'Umbria: la Ternana Women e il Ducato Spoleto. Questo il quadro delle società iscritte: Inter, Milan, Montefano, Vigor Salesiana, Moglianese, Maceratese, Treiese, Sangiustese VP, Ternana Women, Academy Ponte San Giusto, Montecosaro Junior, Junior Jesina, Ducato Spoleto, Tolentino, Corridonia, Montemilone Pollenza e San Ginesio. Vi aspettiamo numerosi per trascorrere con noi una bellissima giornata di divertimento, inclusione e sport.    

31/05/2026 12:00
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