Doppio titolo italiano per Sante Pacioni ai campionati italiani di pattinaggio a rotelle su strada di Vado Ligure. L'atleta maceratese della Skyroller ha chiuso la stagione agonistica con due medaglie d'oro nelle specialità dello sprint, portando la società sul gradino più alto del podio.
Nella prima giornata di gare, Pacioni ha fatto registrare il miglior tempo in qualifica, per poi conquistare in serata il primo titolo italiano nei 100 metri sprint in corsia. L'ultimo appuntamento del campionato ha completato la doppietta, con la vittoria nel giro sprint.
Un risultato che arriva al termine di una stagione particolarmente intensa, segnata anche dalla prima convocazione in Nazionale. Nel mese di luglio, infatti, il pattinatore maceratese ha rappresentato l'Italia ai Campionati Europei disputati a Cardano al Campo, in Lombardia, dove ha conquistato la medaglia di bronzo nei 500 metri sprint su pista, oltre a piazzamenti nelle prime posizioni nelle altre quattro gare di velocità disputate.
Per la Skyroller, il finale di stagione rappresenta anche un bilancio positivo del percorso sportivo portato avanti con i propri associati. L'attività della società coinvolge bambini, adolescenti e adulti, attraverso la scuola pattinaggio, le discipline Freesyle inline e Corsa, il settore amatori e la roller therapy, con l'obiettivo di promuovere gli sport rotellistici in un ambiente inclusivo.
Nel corso dell'anno non sono mancati i risultati anche nelle categorie giovanili, con diversi titoli regionali e numerosi podi conquistati dagli atleti della società. Un percorso di crescita che ha coinvolto i gruppi di lavoro nelle attività federali e nei diversi appuntamenti agonistici.
Dal 1° settembre sono inoltre ripartiti i corsi Skyroller, insieme al periodo promozionale dedicato a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al pattinaggio. La società ha già registrato un forte interesse da parte delle persone che hanno chiesto informazioni sulle attività.
La Skyroller ha infine rivolto un ringraziamento alla Federazione Skate Italia, al commissario tecnico e ai tecnici della Nazionale per il supporto offerto a Pacioni nel suo percorso di crescita sportiva, oltre che alle società rotellistiche italiane che hanno contribuito alla preparazione agonistica durante i mesi estivi.
Nuovo colpo di mercato per la Maceratese. O meglio, è arrivata l’autorizzazione per sbloccare e usare un giocatore che in realtà era stato acquistato nei primi di agosto. È a disposizione della squadra il centrocampista originario del Burkina Faso Soura Dougou Nidala Saidou, dopo che dall’Ufficio Tesseramento Stranieri della Figc è arrivato nella giornata odierna il via libera all’impiego del giocatore per le competizioni agonistiche, come comunicato dal club.
Dopo i controlli di rito effettuati dalla Fifa e dalla federazione calcistica di provenienza del calciatore è ufficiale il nullaosta per il centrocampista burkinabé, ora aggregato alla rosa e regolarmente a disposizione dello staff tecnico biancorosso. Unitosi per la preparazione estiva al gruppo squadra e in campo nel torneo di Viareggio di quest’anno con la formazione del proprio paese dell’As Police, il classe 2008 sarà una carta in più da pescare per il tecnico Sante Alfonsi nel proprio mazzo.
L’under sarà disponibile già per la prossima trasferta contro l’Atletico Ascoli, da disputarsi domenica prossima allo stadio “Di Ridolfi” di Venarotta alle ore 15:00. Contro gli ascolani sarà un match importante tra deluse della prima giornata (i locali hanno perso 2-1 sul campo dell’Angelana) e sarà necessario fare risultato per classifica e morale.
(Credit foto: Francesco Tartari)
È tempo di fare le valigie per Angelica Picciola e Matilde Maria Mercuri, due giovani atlete del Cus Macerata che nel weekend del 20 settembre saranno protagoniste in Ungheria ai Campionati Europei Giovanili di Sumo.
Per entrambe non sarà soltanto una prestigiosa esperienza internazionale: Picciola e Mercuri vestiranno infatti la maglia della Nazionale Italiana, rappresentando la FIJLKAM, la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali. Una convocazione che conferma anche la bontà del percorso federale dedicato al ricambio generazionale.
Angelica Picciola, classe 2010, gareggerà nella categoria +65 kg ed è considerata tra le atlete più accreditate per conquistare una medaglia. Già lo scorso anno, agli Europei Under 15 di Tallinn, ha ottenuto un importante terzo posto. La giovane maceratese unisce prestanza fisica e maturità tattica, caratteristiche che la collocano tra le atlete da seguire con maggiore attenzione nella categoria dei pesi massimi.
Classe 2012, Matilde Maria Mercuri sarà invece impegnata nella categoria -50 kg. Una lottatrice che ha già mostrato qualità importanti grazie a tecnica, rapidità d’esecuzione e determinazione, mettendo in difficoltà anche le migliori atlete della propria fascia di peso. Anche per lei l’obiettivo è provare a conquistare un posto sul podio continentale.
Entrambe sono seguite anche da Maria Bertola, tecnico dell’Asd Porto San Giorgio, all’interno di un movimento, quello del sumo, che sta vivendo una fase di particolare crescita. Lo testimoniano le 15 medaglie conquistate nell’ultimo circuito della Sumo European Cup, a conferma del momento positivo attraversato dalla disciplina.
A pochi giorni dalla partenza, non è mancato l’incoraggiamento del vicepresidente del Cus Macerata Enzo Valentini, che ha rivolto alle due giovani azzurre un messaggio di sostegno: "Un grandissimo in bocca al lupo ad Angelica e Matilde. Sarete la voce e l'orgoglio del Cus. Godetevi al massimo questa esperienza fantastica e davvero unica nel suo genere: combattete con il cuore, divertitevi e fate valere tutto il vostro talento sulla materassina".
Continua la preparazione stagionale in casa Gruppo Fisiomed Macerata. La formazione di coach Giannini è a poco più dall’inizio di un percorso di quaranta giorni e più di lavoro, diretto verso il debutto contro la Virtus Volley Napoli.
Il calendario, uscito ufficialmente nei giorni scorsi con anticipi e posticipi, ha fissato la partita d’esordio per sabato 17 ottobre alle ore 20, al Palavesuvio della città partenopea, come anticipo della prima giornata.
Tornando in casa biancorossa, il dirigente Gianluca Tittarelli fa il punto sulla preparazione in corso: «La preparazione sta andando bene, i ragazzi stanno lavorando al meglio sotto la direzione dello staff e sta procedendo tutto come da dovere in questa fase cruciale. Poi cominceranno tra poco le varie amichevoli di inizio stagione».
Prima dell’inizio ufficiale del campionato ci saranno dunque diverse partite interessanti nel preseason: «Al via della stagione manca poco più di un mese: è uscito il calendario ufficiale e tra poco lanceremo la campagna abbonamenti. Ci diamo questo mese per prepararci al meglio: ci saranno amichevoli al Banca Macerata Forum e in trasferta. Ci sarà la Lube, che tornerà dopo tanto tempo nella città di Macerata, e si giocherà il Memorial Furiassi-Valenti, un appuntamento abituale di questi anni. Insomma, ci saranno occasioni per gli appassionati e i tifosi per vedere squadre interessanti».
Gli allenamenti della Fisiomed al Banca Macerata Forum stanno inoltre avendo, in questi giorni, un ospite d’eccezione: il campionissimo Osmany Juantorena, presenza importante per permettere alla squadra di crescere e prepararsi al meglio.
«Noi siamo molto contenti di avere in questa fase iniziale un giocatore come Osmany Juantorena. Per i ragazzi, giovani e meno giovani, è una bella opportunità avere con loro, in ogni singolo allenamento, nella preparazione o negli scambi, un campione come lui. È uno stimolo in più».
Sarà dunque una stagione interessante per la formazione maceratese, con la campagna abbonamenti che, come anticipato, sta per essere lanciata.
La provincia di Macerata si conferma una delle realtà sportive più vivaci delle Marche e lo fa anche attraverso una squadra decisamente particolare. Si chiamano Timeless e sono un gruppo di ex atleti di hockey su prato, oggi tra i 50 e i 75 anni, provenienti da diverse società della provincia che in passato si sono affrontate da avversarie e che oggi si ritrovano insieme sul campo.
La squadra riunisce infatti ex giocatori di Macerata, Potenza Picena, Mogliano e Loro Piceno, un tempo acerrimi rivali durante le partite e oggi accomunati dalla passione per lo sport e dall'amicizia fuori dal terreno di gioco.
La storia dei Timeless è iniziata nel 2010, quando è stato avviato il progetto per costruire una squadra completa. Un percorso poi interrotto dalla pandemia e ripreso gradualmente nel 2022. Oggi il gruppo conta più di 25 atleti, che negli ultimi anni hanno partecipato con risultati soddisfacenti ai diversi raduni organizzati in Italia da altre società master.
Adesso toccherà proprio ai Timeless vestire i panni degli organizzatori. A Macerata, il 12 e 13 settembre, presso Casa Filarmonica, si svolgerà infatti il primo Raduno Master di Hockey a 7, appuntamento che porterà in città atleti master della stessa fascia d’età provenienti da altre realtà italiane.
Un’iniziativa che rappresenta un'esperienza ancora poco diffusa nel panorama sportivo nazionale e che nasce dalla volontà di continuare a tenere vivo il rapporto con l’hockey anche dopo la carriera agonistica, trasformando la competizione in occasione di incontro, amicizia e condivisione.
I Timeless, del resto, si inseriscono in un territorio che vanta una forte tradizione sportiva. La provincia di Macerata è indicata come prima nelle Marche per numero di discipline sportive e può contare su numerose realtà maschili e femminili impegnate anche ai massimi livelli nazionali.
Nel volley, ad esempio, sono tre le squadre protagoniste tra A1 e A2, mentre nel baseball e softball sono due le formazioni in Serie A. Nell’hockey su prato sono invece tre le squadre impegnate tra Élite, A1 e A2, accanto alle numerose realtà del calcio, dell’atletica, del nuoto e di altre discipline.
In questo panorama, l'esperienza dei Timeless rappresenta una realtà certamente singolare: ex avversari tornati a giocare insieme molti anni dopo, con l'obiettivo di mantenere vivo il piacere dello sport.
Il raduno di settembre potrebbe inoltre diventare il primo appuntamento di una tradizione destinata a ripetersi. Gli organizzatori, infatti, stanno già valutando la possibilità di proseguire l’iniziativa anche negli anni successivi, migliorandone di volta in volta formula e organizzazione.
(Foto di repertorio)
Manoscritti, immagini e documenti dedicati a Giacomo Leopardi raccolti e resi più facilmente accessibili a studiosi e cittadini. È la Biblioteca Digitale Leopardiana, la nuova piattaforma promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL), che sarà presentata ufficialmente al pubblico venerdì 25 settembre prossimo, alle 17, nella sala Franco Foschi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati.
Un appuntamento che assume un rilievo particolare anche grazie al patrocinio del Ministero della Cultura, riconoscimento che conferma il valore scientifico e culturale dell'iniziativa e ne sottolinea la dimensione nazionale.
Il progetto nasce con l'obiettivo di riunire e valorizzare un patrimonio leopardiano oggi distribuito tra diverse istituzioni e raccolte, mettendo a disposizione attraverso gli strumenti digitali materiali preziosi per la conoscenza e lo studio dell'opera e della figura di Leopardi.
Il patrocinio del Ministero della Cultura si aggiunge a quelli già concessi da Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Recanati, Università di Macerata e FAI – Orto sul Colle dell'Infinito. Al progetto collaborano inoltre la Biblioteca Nazionale di Napoli e la Cattedra Giacomo Leopardi dell'Università di Macerata.
«È per noi un onore ricevere il patrocinio del Ministero della Cultura», sottolinea il presidente del Cnsl Fabio Corvatta. «La Biblioteca Digitale Leopardiana nasce per rendere accessibile a studiosi e cittadini un patrimonio prezioso e ancora troppo disperso ed è il frutto della collaborazione tra istituzioni che hanno creduto in questo percorso fin dall'inizio».
Corvatta ha quindi rivolto un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione del progetto, guardando già alle prossime fasi: «Continueremo a portare avanti questo percorso con la stessa determinazione».
La presentazione del 25 settembre rappresenterà dunque un momento importante per illustrare al pubblico la piattaforma e le sue potenzialità, con l'obiettivo di rendere sempre più fruibile e condiviso il patrimonio legato a uno dei protagonisti della cultura e della letteratura italiana.
Tamponamento a catena questa mattina in via Pancalducci, nei pressi del cimitero di Macerata. L’incidente è avvenuto intorno alle 10 e ha coinvolto tre autovetture.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118. Per consentire le operazioni di soccorso e permettere alla Polizia Locale di effettuare i rilievi, la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico.
La chiusura ha provocato rallentamenti e disagi alla circolazione, con la situazione che sta progressivamente tornando alla normalità.
Alcune persone coinvolte nel tamponamento sono rimaste ferite e sono state assistite sul posto dai sanitari del 118.
Macerata perde Giordano De Angelis, poeta, uomo delle istituzioni, sportivo e soprattutto custode della memoria della città. Scomparso il 5 settembre, De Angelis lascia un ricordo profondo in quanti lo hanno conosciuto e frequentato nel corso di una vita ricca di esperienze, impegno civile e passione per la cultura popolare.
Tra coloro che oggi lo ricordano con particolare affetto c’è Roberto Cherubini, esponente locale del Movimento 5 Stelle, che con De Angelis ha condiviso una lunga amicizia e numerose collaborazioni legate a Macerata, alle sue tradizioni e alla sua memoria.
“Scrivere di lui oggi non è facile – racconta Cherubini – quando viene a mancare un amico vero, le parole sembrano sempre poche. Eppure proprio le parole sono ciò che Giordano ci ha lasciato in eredità”.
Nato a Macerata il 25 aprile 1937, Giordano De Angelis proveniva da una famiglia profondamente legata alla città e alla storia del Novecento. Il padre Lauro, marmista e scultore, fu un esponente dell’antifascismo maceratese e partecipò alla Resistenza nei GAP. La madre Emma era infermiera, mentre il nonno Giuseppe De Angelis era uno scultore di scuola verista.
Prima della poesia, nella vita di De Angelis ci fu lo sport. Fu portiere della Recanatese e della Maceratese, conquistando il campionato con entrambe le squadre. Un’esperienza che racconta già molto della sua personalità e del suo legame con il territorio.
Successivamente il suo impegno si spostò anche nella vita politica e sociale della città. Fu più volte consigliere comunale, prima nel PSIUP e poi nel PCI, e ricoprì incarichi nell’amministrazione dell’ospedale provinciale, dell’Arena Sferisterio e, in seguito, come presidente dell’IRCR.
La poesia arrivò relativamente tardi, ma finì per occupare un posto centrale nella sua esistenza. De Angelis scelse il dialetto maceratese, la lingua dell’infanzia e della quotidianità, quella parlata dalle persone e dalla comunità con cui era cresciuto. Per lui non si trattava di una forma minore dell’italiano, ma di una vera lingua, capace di raccontare sentimenti, ricordi, ironia e identità.
Le prime raccolte, Da le fosse a le casette, del 1978, e Fregnacce, del 1979, furono caratterizzate soprattutto dall’arguzia e dall’ironia. Con il passare degli anni, anche grazie all’incoraggiamento dell’amico professor Piero Temperini, la sua produzione acquistò maggiore profondità, fino alle opere della maturità, tra cui Nó’ ccennéte la luce e Li scherzi de l’età.
Numerosi furono i riconoscimenti ottenuti nei concorsi di poesia dialettale marchigiani, fino al premio CreativaMente della Provincia di Macerata e all’encomio solenne ricevuto nel 2014 per il racconto Bombolo.
La sua produzione, tuttavia, riuscì a oltrepassare i confini della provincia. Le sue opere furono acquisite da biblioteche e università in Canada, Germania e Stati Uniti, mentre alcune liriche vennero studiate e tradotte in ambito universitario. Nel 2013 l’Università di Manchester gli affidò inoltre la traduzione in dialetto maceratese de Il soldatino di stagno, destinata a un audiolibro dedicato ai dialetti italiani.
Per Cherubini, però, De Angelis non è soltanto il poeta che ha dato dignità letteraria al dialetto maceratese. È soprattutto l’amico con il quale ha condiviso anni di progetti e iniziative.
“Ho avuto la fortuna di condividere con Giordano diverse iniziative legate a Macerata e alle sue tradizioni – ricorda –. Abbiamo lavorato insieme a calendari, pubblicazioni e progetti fotografici nei quali i suoi versi accompagnavano immagini e ricordi della città. Ho anche realizzato alcuni video in cui Giordano recitava le sue poesie”.
Esperienze che oggi assumono un valore ancora maggiore. “Erano occasioni semplici, ma per me oggi rappresentano ricordi preziosi di un’amicizia che andava ben oltre la collaborazione”, sottolinea Cherubini.
Tra le opere che meglio rappresentano il rapporto di De Angelis con la città c’è Arti e mestieri, nata nel 1985 e ripubblicata nel 2015. Un omaggio al lavoro, alle antiche botteghe e a quel mondo popolare che costituiva una parte fondamentale della memoria collettiva di Macerata.
Ed è proprio nella capacità di conservare quella memoria che Cherubini individua il lascito più importante del poeta.
“Ha raccontato Macerata attraverso la sua lingua più autentica. Nelle sue poesie ci sono le persone, i mestieri, i luoghi, gli affetti e i ricordi di una comunità. Giordano non si è limitato a scrivere in dialetto: ha contribuito a conservarne la memoria e la dignità culturale”.
Ma nel momento dell’addio, oltre alla figura pubblica e all’artista, rimane soprattutto il ricordo personale.
“Io, però, oltre al poeta ricorderò soprattutto l’amico. Ricorderò gli anni trascorsi insieme, le conversazioni, i progetti, le idee e la sua capacità di affrontare la vita con intelligenza, ironia e sensibilità”.
Un pensiero va quindi alla famiglia: “Alla moglie e ai suoi tre figli va il mio più affettuoso abbraccio”.
E infine quelle poche parole che, forse, riassumono meglio di ogni biografia il sentimento di chi lo ha conosciuto: “A Giordano voglio dire semplicemente grazie: per l’amicizia, per la collaborazione e per tutto quello che ci ha regalato”.
Un grazie destinato a rimanere nel tempo, insieme ai suoi versi. “Sono certo che, ogni volta che a Macerata qualcuno pronuncerà una delle sue poesie, la sua voce continuerà a vivere”.
Il cantiere del nuovo ponte lungo la provinciale 34 Corridoniana entra nella fase conclusiva. Da domani, mercoledì 9 settembre, cambierà temporaneamente la viabilità sul ponte di Piediripa: il traffico diretto da Macerata verso Corridonia verrà deviato su una delle due corsie del nuovo ponte.
Una soluzione studiata dalla Provincia di Macerata per consentire alla ditta di portare a termine le ultime lavorazioni senza interrompere il collegamento stradale e senza ricorrere all’installazione di semafori.
Il provvedimento riguarda in particolare le opere strutturali ancora da completare in prossimità della rotatoria del Corridomnia. L’apertura di una corsia del nuovo ponte permetterà di mantenere attivo il flusso dei veicoli, garantendo allo stesso tempo agli operai condizioni di maggiore sicurezza durante le ultime fasi del cantiere.
«I lavori sul nuovo ponte lungo la provinciale 34 Corridoniana sono ormai in dirittura d’arrivo», spiega il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci. La scelta di aprire una corsia del nuovo ponte, sottolinea, nasce dalla necessità di garantire la sicurezza durante le lavorazioni e, contemporaneamente, consentire il completamento dell’opera senza interrompere la viabilità.
L’obiettivo è quindi ridurre al minimo i disagi per automobilisti e cittadini, mantenendo il collegamento tra Macerata e Corridonia mentre vengono portati a termine gli ultimi interventi.
La modifica alla circolazione rappresenta uno degli ultimi passaggi prima della conclusione del cantiere. Terminati gli interventi ancora necessari e definite le condizioni per la piena apertura dell’infrastruttura, è prevista l’inaugurazione ufficiale del nuovo ponte.
La struttura è destinata a rappresentare un intervento strategico per la mobilità lungo una delle arterie maggiormente trafficate del territorio e a migliorare il collegamento viario nella zona di Piediripa.
Per gli automobilisti, dunque, si apre una fase transitoria in vista del completamento definitivo dell’opera. La viabilità resterà garantita, mentre gli interventi proseguiranno nell’area della rotatoria del Corridomnia.
Il conto alla rovescia per la conclusione dei lavori è ormai iniziato: dopo le ultime opere strutturali e le verifiche necessarie, il nuovo ponte potrà essere aperto integralmente al traffico e presentato ufficialmente alla comunità.
Le mura bianche di Paros si accendono dei colori di Stefano Calisti. L'artista maceratese torna a esporre in Grecia con una nuova mostra ospitata a Paroikia, capoluogo e principale porto dell'isola delle Cicladi, dove le sue opere saranno visitabili fino alla fine di ottobre presso la T.K. Place Art Gallery.
Per Calisti si tratta della seconda esperienza espositiva in Grecia, dopo la mostra allestita nella suggestiva Santorini nel 2018. Un ritorno in un Paese che l'artista apprezza particolarmente e che, ancora una volta, diventa lo scenario per il suo percorso creativo.
Paros è una delle destinazioni più amate delle Cicladi, conosciuta per il suo equilibrio tra vivacità e autenticità, tra il carattere delle sue località e la bellezza del paesaggio mediterraneo. È proprio questa atmosfera ad accompagnare l'esposizione di Calisti, che porta sull'isola una selezione di opere capaci di intrecciare suggestioni greche e radici profondamente legate alla sua terra.
Tra i dipinti esposti trovano infatti spazio alcuni scorci della Grecia, Paese particolarmente apprezzato dall'artista, ma anche e soprattutto paesaggi marchigiani e vedute di Macerata, città alla quale Calisti è particolarmente legato.
Il contrasto tra il bianco dell'architettura cicladica e i colori vivaci delle sue opere diventa così il filo conduttore di una mostra che mette in dialogo due territori lontani ma accomunati dalla luce, dal paesaggio e dalla forte identità culturale.
Dopo l'esperienza di Santorini di otto anni fa, Stefano Calisti torna dunque a confrontarsi con il pubblico greco, portando a Paros non soltanto la propria ricerca artistica, ma anche un pezzo della Macerata che continua a essere una delle principali fonti di ispirazione del suo lavoro.
La mostra alla T.K. Place Art Gallery di Parikia resterà aperta fino alla fine di ottobre, offrendo ai visitatori dell'isola l'opportunità di conoscere da vicino le opere dell'artista maceratese.
Macerata perde Amedeo Caggiano, musicista e bassista molto conosciuto in città e nel panorama musicale locale. Aveva 77 anni. Per decenni ha accompagnato con il suo basso generazioni di musicisti e appassionati, arrivando a suonare anche con il gruppo della cantante Rosanna Fratello.
Una carriera vissuta tra palchi, locali e serate che hanno segnato la storia musicale della città, ma anche tanti momenti rimasti nella memoria di chi lo ha conosciuto e ascoltato. Tra questi, le serate alla storica discoteca "Tartaruga", uno dei luoghi simbolo della vita musicale e notturna maceratese, dove Caggiano è stato tra i protagonisti delle serate nella seconda sala del locale.
Il suo nome è legato anche a una formazione particolarmente cara agli appassionati di musica della città: il trio composto da Amedeo Caggiano, Leo Angeletti e Franco Ubaldini. Un sodalizio artistico che negli anni ha portato sul palco un repertorio fatto di grandi canzoni e atmosfere della musica italiana e internazionale.
Per molti la scomparsa di Amedeo Caggiano significa la perdita di un pezzo della storia musicale di Macerata, di quella generazione di musicisti che ha attraversato decenni di concerti, locali e collaborazioni, costruendo una vera comunità attorno alla musica.
Caggiano lascia il figlio Jacopo e i familiari. I funerali saranno celebrati mercoledì 9 settembre alle ore 10 nella chiesa Santa Madre di Dio.
Saranno 35 borse di studio da 2.500 euro ciascuna quelle erogate dal Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza per l'anno accademico 2026/2027 rivolte a studenti e studentesse che si immatricoleranno o iscriveranno al primo anno dei corsi del Dipartimento. L' importo complessivo di 87.500 euro deriva dal lascito testamentario di 500 mila euro disposto a favore del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata dal professor Franco Bolognini, scomparso lo scorso 11 gennaio.
Docente dell’Università di Macerata dal 1965 fino al pensionamento nel 2010, Franco Bolognini ha legato gran parte della propria vita accademica alla Facoltà di Giurisprudenza, dove è stato professore ordinario di Diritto canonico e punto di riferimento per generazioni di studenti e studiosi.
"Quello del professor Bolognini – sottolinea il rettore John McCourt - è un gesto di straordinaria generosità e, insieme, di autentica lungimiranza. Ha scelto di trasformare il frutto di una vita e di oltre quarant’anni dedicati all’Università di Macerata in un investimento nel futuro delle nuove generazioni. Il suo lascito non rappresenta soltanto un sostegno economico di eccezionale rilievo: è un grande atto di fiducia nell’Università, nel valore della conoscenza e nelle capacità dei nostri giovani. Grazie a questa scelta, il merito potrà tradursi in opportunità concrete e molti studenti e studentesse potranno affrontare con maggiore serenità il proprio percorso universitario. Il professor Bolognini continuerà così a vivere nella nostra comunità e nel cammino di coloro che beneficeranno della sua generosità. È nostra responsabilità onorarne pienamente la volontà, amministrando queste risorse con rigore e facendone un sostegno duraturo al talento e al diritto allo studio".
A restituire anche il profilo più personale del docente è il professor Giuseppe Rivetti, che a Bolognini era legato da un lungo rapporto professionale e di amicizia: "Il prof. Bolognini è stato un giurista colto e raffinato. La tradizione era il suo punto fermo e ispirava le sue riflessioni. Ci accumunava l’interesse per la dimensione tributaria che declinavamo in entrambi gli ordinamenti. L’Università era la sua casa, la sua famiglia, tutto. Ogni volta che passo davanti a quello che era il suo ufficio mi sembra di vederlo tra i suoi libri con una fila interminabile di studenti in attesa di chiedere la tesi o parlare dell’esame. E proprio agli studenti, tanto amati, il suo ultimo gesto di generosità".
L’iniziativa rafforza gli interventi del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc per il diritto allo studio e il welfare per la sostenibilità sociale. “Il lascito del prof. Bolognini – commenta la direttrice Claudia Cesari - ci commuove e ci onora: è un gesto di grande generosità, che attesta il duraturo legame del collega con il nostro Dipartimento, ma anche il suo costante apprezzamento per noi e la sua fiducia nella nostra capacità di formare e offrire opportunità alle giovani generazioni. Di questo gli siamo grati e terremo fede alla sua volontà anche per i prossimi anni, continuando a supportare gli studenti e le studentesse capaci e meritevoli lungo il loro percorso di studio presso di noi”.
Le modalità e i termini per la presentazione delle domande saranno definiti nei bandi predisposti dall’Ateneo che saranno pubblicati sul sito unimc.it e giurisprudenza.unimc.it.
Via Mattei, a Macerata, sarà temporaneamente chiusa al traffico giovedì 10 settembre, per consentire un intervento di manutenzione ordinaria delle alberature che prevede l'abbattimento di un olmo secco, ritenuto potenzialmente pericoloso per la sicurezza stradale e l'incolumità dei cittadini.
A regolamentare la circolazione sarà un'apposita ordinanza della polizia locale, che dispone il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli nel tratto compreso tra la rotatoria di via Cincinelli e la rotatoria di via Pesaro.
La chiusura sarà in vigore dalle ore 9 alle ore 13 di giovedì 10 settembre 2026 e comunque fino al termine delle operazioni necessarie per l'intervento. Durante i lavori, la circolazione all'interno dell'area interessata sarà consentita esclusivamente ai mezzi della ditta incaricata dell'esecuzione dell'intervento.
L'abbattimento dell'olmo si è reso necessario in quanto la pianta, ormai secca, potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza degli automobilisti e dei cittadini. L'intervento rientra nelle attività di manutenzione ordinaria del patrimonio arboreo.
"Deponiamo ora ogni cura terrena". Per onorare la memoria di Andrea Angeli, i monaci del monastero di Visoki Dečani hanno recitato l’Inno dei cherubini, uno dei canti più solenni della liturgia ortodossa, nel quale i fedeli rappresentano misticamente gli angeli che intonano l'Inno alla Trinità, lasciando da parte ogni preoccupazione mondana.
Queste parole antiche, che risalgono almeno al sesto secolo, riassumono il senso di una vita trascorsa al servizio delle vittime delle guerre, dal Kosovo all’Irak, dall’Afghanistan alla Cambogia. La scelta dell’inno non è casuale: i cherubini cantano per il funzionario delle Nazioni Unite appena scomparso che, per nome e per vocazione, è sempre stato al servizio degli altri.
Andrea Angeli era molto legato al monastero serbo-kosovaro, a cui aveva dedicato uno dei suoi libri: L’assedio invisibile, Rubbettino editore. Un legame così intenso che Padre Mariano Asunis, il cappellano della Brigata Sassari, lo ha ricordato durante l'omelia funebre sabato 5 settembre nella chiesa di Santa Croce a Macerata, citando l'abate padre Sava Janjic.
"Il suo lavoro si è contraddistinto per coraggio, discrezione e un profondo rispetto per la dignità umana" si legge nel ricordo scritto dalla fratellanza del monastero il 3 settembre su X. "Per noi di Dečani, tuttavia, Andrea è stato soprattutto un amico fidato e sincero. Durante gli anni trascorsi in Kosovo, ha dimostrato particolare attenzione per la Chiesa serbo-ortodossa, le sue comunità monastiche e la tutela del suo patrimonio spirituale e culturale".
Per difendere il monastero, Andrea si dava da fare in silenzio, com'era sua abitudine. Con un sms del 25 luglio 2021, nel suo stile telegrafico mi segnalava: "Se può servire sappi che i deputati Sgarbi e Emiliozzi M5S hanno presentato interrogazione parl. chiedendo al Governo di sostenere l'accordo nelle sedi int.li". Si riferiva all’atto con cui i due deputati chiedevano al Ministro degli Affari esteri come intendesse dare continuità al modello diplomatico e militare dello "storico accordo per la salvaguardia del Monastero di Dečani".
"Dečani gli era proprio entrato nel cuore - ricorda oggi Guido Picchio, la sua memoria storica maceratese - Me ne parlava sempre". I monaci hanno ben presente le "cure terrene" che Andrea prodigava per il loro monastero. "Ricordiamo con gratitudine il suo discreto sostegno al lungo impegno per ottenere il riconoscimento e la registrazione dei 24 ettari di terreno del nostro Monastero" hanno scritto i monaci nel testo In Memoriam: Andrea Angeli, a Dear Friend of Dečani Monastery, "nonché il suo importante contributo al dialogo sulla contesa strada che attraversa la Zona di Protezione Speciale".
Adesso Andrea è diventato a tutti gli effetti un angelo, forse un cherubino. E ha deposto ogni cura terrena. Ma non credo che abbia smesso di vegliare su Dečani.
"Il ricambio generazionale non è un traguardo. È una scelta di futuro". Massimiliano Balducci, Ceo di CBF Balducci Group e presidente di Confindustria Giovani Macerata, interviene sul tema del passaggio generazionale nelle imprese, tornato al centro del dibattito alla luce dei dati sull'invecchiamento della classe imprenditoriale.
Un fenomeno particolarmente rilevante anche nelle Marche e in provincia di Macerata, dove una quota significativa degli imprenditori ha più di 70 anni, mentre nel territorio si è progressivamente ridotta la platea di giovani potenziali successori.
In questo scenario, Balducci porta l'esperienza della propria azienda come esempio concreto di un percorso già affrontato. In CBF Balducci Group il ricambio generazionale è stato infatti completato e la continuità dell'impresa è oggi affidata a una nuova generazione.
"Abbiamo scelto di affrontare questa sfida per tempo - spiega Balducci -. Il ricambio generazionale è già stato completato e oggi la continuità dell'azienda passa attraverso una nuova generazione, chiamata non semplicemente a raccogliere un'eredità, ma a costruire il futuro dell'impresa con nuove competenze, nuove responsabilità e una visione aperta al cambiamento".
Un passaggio che, sottolinea il presidente di Confindustria Giovani Macerata, non si esaurisce nel semplice trasferimento della proprietà o della guida aziendale. "È stata una scelta impegnativa, che ha richiesto tempo, confronto e soprattutto la consapevolezza che un'azienda non si trasferisce semplicemente da una generazione all'altra: si trasferiscono valori, cultura, competenze e responsabilità".
È proprio nella capacità di mettere insieme esperienza e innovazione che, secondo Balducci, si trova una delle chiavi per affrontare il futuro del tessuto produttivo. "Il ricambio generazionale non dovrebbe essere vissuto come la fine di un percorso, ma come l'inizio di una nuova fase, capace di mettere insieme l'esperienza di chi ha costruito l'azienda e l'energia di chi dovrà farla crescere domani", osserva.
L'esperienza maturata all'interno di CBF Balducci Group diventa così, nelle parole di Balducci, non soltanto un risultato della storia aziendale, ma un investimento sul futuro. Da qui la proposta rivolta al mondo imprenditoriale del territorio. In qualità di presidente di Confindustria Giovani Macerata, Balducci intende proporre ai consiglieri la costituzione di un tavolo permanente dedicato al ricambio generazionale.
L'idea si inserisce nel solco del progetto nazionale "GenerAZIONI 2026", dedicato proprio al passaggio generazionale. L'obiettivo, spiega Balducci, è andare oltre la formula del convegno occasionale e creare uno spazio in grado di accompagnare concretamente le imprese che devono affrontare il passaggio di testimone.
"Non un convegno una tantum, ma un luogo dove accompagnare realmente le aziende", sottolinea. La proposta comprende anche la possibile costituzione di un "Osservatorio sul ricambio generazionale", con l'obiettivo di raccogliere informazioni più approfondite e avere una fotografia costantemente aggiornata di un fenomeno destinato ad avere un peso sempre maggiore sul futuro economico del territorio.
Il tema, del resto, non riguarda soltanto la continuità delle singole aziende, ma la capacità del sistema produttivo di conservare competenze, occupazione e know-how, favorendo al tempo stesso l'ingresso di nuove energie e nuove competenze.
Nel post-gara di Maceratese-Teramo, il mister della Rata Sante Alfonsi legge il risultato comunque notando i diversi lati positivi evidenziati dai suoi ragazzi: «È stata una partita comunque combattuta, non voglio dire alla pari perché loro hanno forse un tasso tecnico maggiore del nostro e in ripartenza davano sempre la sensazione di far male. È stata una sconfitta troppo pesante nel complesso: la squadra ha lottato, ha combattuto e ha creato occasioni, dove forse siamo stati pari, ma loro hanno fatto gol e noi no. Fino allo 0-2 la squadra è rimasta comunque in partita. Dobbiamo essere un po' più cinici e cattivi sotto porta ed eliminare qualche ingenuità di troppo commessa dietro».
Alcune polemiche per la rete annullata a Didio sullo 0-1, ventilate nel post-match, ma che Alfonsi liquida così: «Rivedremo le immagini nel post-partita, ma sinceramente ormai non contano nulla, dato che è andata così. Dobbiamo solo pensare a noi stessi e alla prossima sfida adesso».
Un primo approccio con la Serie D non semplice quello di ieri, ma che non cambia ciò che in casa biancorossa si dovrà fare: «Oggi abbiamo visto che sarà un campionato difficile e che bisogna salvarsi il prima possibile. Restiamo fiduciosi, non dobbiamo buttarci giù, perché sapevamo che l'inizio con il Teramo sarebbe stato difficile».
Dall'altra parte, il tecnico teramano Marco Pomante si presenta ai microfoni soddisfatto della prestazione dei suoi, ma conscio che la stagione è solo all'inizio: «Nulla è scontato. Contro la Maceratese non è stato semplice, anche se il risultato può trarre in inganno, ma non è così: è stata una partita tosta e abbiamo sofferto quando c'era da soffrire».
All'Helvia Recina Pino Brizi è stato Teramo che ha saputo stringere i denti nel momento più difficile e che ha dovuto e saputo sopperire anche a mancanze importanti "Ho dovuto ridisegnare la squadra vista l'assenza di Pietrantonio che mi avrebbe permesso di giocare in un altro modo, ma i ragazzi sono stati comunque bravi ad assorbire il nuovo modulo quest'oggi".
Si è partiti bene, ma vi sono alcune cose da sistemare come si è visto nei novanta di gioco "Ho fatto i complimenti ai ragazzi a fine partita, però non abbiamo fatto ancora nulla. Sicuramente dobbiamo ancora crescere ad esempio sul possesso palla: sia sul 2-0 che sul 3-0, si deve evitare di subire dei contropiedi".
Massimi firma la Stramacerata di settembre
Era una grande scommessa, la Stramacerata di quest’anno. Costretta a spostarsi dalla sua abituale collocazione primaverile, la corsa più importante della città marchigiana ha trovato nuovi spazi ma anche un nuovo mercato, nuovo clima. Alla fin fine la scommessa si può considerare vinta e testimonia il grande amore che la creatura della Polisportiva Acli è riuscita a ritagliarsi nel corso degli anni.
Con 230 atleti al via solo per la prova competitiva il risultato è anche oltre le aspettative, ma anche la qualità ha avuto il suo peso con la doppietta dell’Atletica Vomano. Successo finale per Stefano Massimi che ha coperto i 10 km previsti in 33’52” staccando Lorenzo Dell’Orefice di 10”. Terza posizione per Marco Cecchetti (Atl.Avis Sarnano) a 27” davanti a Matteo Collini (Pod.Moretti Corva) a 34” e Leonardo Storani (Atl.Avis Macerata, la società organizzatrice) a 49”.
A Francesca Bravi la prova femminile. La portacolori del Grottini Team Recanati ha chiuso in 40’10” precedendo di 15” Beatrice Costantini (Cus Macerata), terza a 1’39” Caterina Cavarischia (Bike Team Monti Azzurri), più staccate Serena Scuppa (SEF Stamura Ancona) a 5’04” e Beatrice Scrilatti (Space Running) a 6’36”.
Alla fine la scelta è stata indovinata, grazie anche al supporto del Comune di Macerata che non ha fatto mai mancare il suo sostegno e invito ma insistere pur in una stagione difficile come anche Unimc, Università di Macerata. Grazie anche all’ACLI Nazionale e delle Marche, come anche ai tantissimi sponsor che hanno contribuito a onorare il quarantennale di un evento che è un caposaldo irrinunciabile del podismo marchigiano.
Questa mattina Macerata saluta due importati figure dell’arma dei Carabinieri: il tenente Colonnello Giorgio Picchiotti, comandante della Compagnia di Macerata e il maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia di Tolentino.
“Così come c'è particolare attenzione alla novità quando arrivano dei nuovi comandanti, per me bisogna dare altrettanta attenzione anche a un saluto perché è ciò che permette di verificare quanto ci si è attenuti a quella che era l'idea del primo giorno”.
Così il colonnello Raffaele Ruocco li ha ringraziati per il lavoro svolto nel territorio maceratese, ricordando che la collaborazione tra le due compagnie, assieme a quelle del territorio limitrofo, ha rappresentato l’elemento centrale per la buona riuscita dell’operato di questi anni.
Giorgio Picchiotti ha guidato la Compagnia di Macerata dal 2022 ed ora andrà al comando del reparto operativo provinciale dei Carabinieri di Arezzo. In questi quattro anni la necessità di interventi eclatanti non è stata particolarmente necessaria “però questo non vuol dire che non c’è stato impegno costante, anzi, tutt’altro” – afferma il tenente colonnello – “Abbiamo cercato di puntare molto e soprattutto sull’aspetto preventivo, di aumentare la proiezione esterna dei servizi del controllo sul territorio con l’apertura delle caserme al cittadino, con l’ascolto e mettendoci a disposizione della comunità”.
Facendo riferimento a questo tipo di intervento si ritiene particolarmente soddisfatto, perché è proprio da questa presenza sul territorio che le problematiche riscontrate si sono poi potute risolvere.
Il maggiore Giulia Maggi è stata la prima donna ufficiale nella provincia di Macerata, ruolo che ha ricoperto per cinque anni e che lascia per l’ufficio logistico del comando regionale Carabinieri Umbria, dove sarà capo sezione antinfortunistica e ambiente.
Le parole che spende per descrivere i suoi anni al servizio della città di Tolentino sono ricche di gratitudine verso una comunità che, con il sisma del 2016 prima, e con l’avvento della pandemia poi, non ha smesso di essere presente e collaborare.
Il maggiore ripercorre l'impegno della Compagnia sugli aspetti più critici del territorio: “Sul fronte stupefacenti abbiamo cercato di affrontare il fenomeno con metodo. Siamo un terminale variegato, perché lo stupefacente riguarda tutte le classi sociali e le età – afferma il maggiore – “È un problema che va affrontato con impegno e spero che i risultati degli ultimi mesi, dello scorso anno e quello recente che ha portato al carcere per lo spaccio di cocaina, siano dei segnali che dimostrino come abbiamo lavorato tanto su questo fronte”.
Le parole sono anche di ringraziamento per il lavoro corale, per la sinergia interna e con le altre forze di polizia che hanno caratterizzato gli interventi sul territorio di questi anni.
A sostituire il colonnello Picchiotti sarà il capitano Francesco Grasso, proveniente dal Comando di compagnia di Schio, mentre a prendere il posto del maggiore Maggi sarà il capitano Paolo Petruccelli del nucleo investigativo di Palermo.
Comincia con una sconfitta il campionato della Maceratese. Il Teramo è troppo forte e vince 3-0 all’Helvia Recina Pino Brizi. I biancorossi in realtà fanno una buona partita nonostante il risultato sembri dire l’opposto, ma alcuni dettagli e dall’altra parte una formazione da altre categorie fanno il resto. Il Teramo si conferma una delle favorite della stagione e si impone con una grande prova di maturità: lezione assimilata dai biancorossi, che dovranno farne tesoro per la prossima trasferta di Ascoli contro l’Atletico Ascoli. Grande cornice di pubblico all’Helvia Recina Pino Brizi, 1800 presenti di cui 350 da Teramo.
In avvio ci prova subito Pampano per la Rata, che servito a destra da Ruani da fuori chiama alla parata in presa Cingolani. All’8’ replica Njambe su punizione dal limite sfiorando la traversa. All’11’ viene annullato il gol a Carpani, pescato da un cross di Njambe in area piccola ma al di là della linea. Un minuto dopo i locali sfiorano il gol: Pampano crossa per Didio che anticipa tutti di testa in area e sfiora il palo a Cingolani battuto. Al 19’ il Teramo applica la legge del calcio però: su un cross di Njambe da sinistra Pavone aggancia in area e batte da posizione ravvicinata Grillo.
La Maceratese tenta la replica e si vede annullare il pareggio immediato di Pampano per fuorigioco dopo una giocata di Ciattaglia. Poi gli abruzzesi prendono il pallino del gioco: Njambe tiene in scacco la linea difensiva biancorossa provandoci prima dal limite costringendo alla parata Grillo, poi sfiorando il palo. La Rata però non dorme mai e al 41’ va a centimetri dal pareggio: Simonelli va via sulla destra e crossa, Didio arriva di testa costringendo alla parata Cingolani ma Ruani in tap-in manda fuori a porta vuota. L’ultima emozione la regala una bandierina di calcio d’angolo che non si riesce a sistemare e che causa 9 minuti di recupero. Si riprende e la ripresa si indirizza subito col raddoppio del Teramo: minuto 52, Njambe verticalizza per Carpani che passa per vie centrali e buca col destro imparabilmente Grillo.
Poco dopo Simonelli potrebbe riaprire tutto ma Cingolani lo mura, poi nella ripartenza Pavone viene liberato davanti Grillo che però imita il collega e ferma l’avversario. Al 66’De Santis scherma la conclusione di Pampano da posizione ravvicinata. Al 72’ Grillo chiude sul primo palo sul tentativo di Diakite ma al 77’ commette un’incertezza in coabitazione con Conson che costa lo 0-3: i due non si capiscono, Toure irrompe e ringrazia per fare tris. Didio e Ciattaglia cercano di diminuire il passivo ma Cingolani prima e la sfortuna poi lo impediscono. L'ultima emozione la regala il palo colpito dal neo entrato di De Negri.
MACERATESE: Grillo, Ciattaglia, Batassa, D’Aloia, Conson, Ruggeri (86' Baraboglia), Simonelli (73' Pesaresi), Baumwallspinner, Didio, Ruani (56' Brunet), Pampano. All. Alfonsi.
TERAMO: Cingolani, Njambe (59' Toure), Vitali (90' De Nigro), Pavone, Carpani, De Santis, Salustri, Mariani, Pierfederici (73' Cipolletti), Bruni, Marconato (63' Diakite). All. Pomante.
Arbitro: Velocci di Frosinone.
Assistenti: Foglietta e Innocenzi di Foligno.
Reti: 19' Pavone, 52' Carpani, 77' Toure.
Note: ammoniti Marconato, Ciattaglia, Brunet, Re, Batassa. Corner: 4 a 5. Recupero: 9, 6
Foto: Tartari
C’è anche un pezzo di Maceratese nella Nazionale italiana che volerà a Montréal per i Mondiali di ciclismo su strada. Tra gli azzurri convocati dal commissario tecnico Roberto Amadio per la prova in linea maschile élite figura infatti Giulio Pellizzari, 22enne di Camerino, uno dei giovani più interessanti del ciclismo italiano.
La gara più attesa del programma maschile è fissata per domenica 27 settembre. La corsa partirà da Brossard, alle porte di Montréal, per poi entrare nel circuito cittadino attorno al Mont-Royal, con arrivo al Parc Jeanne-Mance. L'Italia ha indicato dieci corridori, con otto posti effettivamente disponibili per la prova: insieme a Pellizzari figurano Alberto Bettiol, Mattia Cattaneo, Giulio Ciccone, Lorenzo Mark Finn, Davide Piganzoli, Cristian Scaroni, Matteo Sobrero, Matteo Trentin e Diego Ulissi.
Per Pellizzari la chiamata rappresenta un altro passaggio importante di una stagione che lo ha visto consolidarsi ai massimi livelli. Il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe ha conquistato ad aprile il Tour of the Alps, imponendosi anche in due tappe e riportando un italiano sul gradino più alto della corsa tredici anni dopo Vincenzo Nibali