Un’importante soddisfazione per il settore giovanile della C.F. Maceratese. La giovane calciatrice Chiara Canori, classe 2012, è stata ufficialmente trasferita alla corte della Fiorentina Women, aprendo così le porte del calcio professionistico
A partire dalla stagione 2026-2027, il talento biancorosso entrerà a far parte della realtà viola, coronando un percorso di crescita costruito con impegno, passione e tanto lavoro quotidiano.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla società maceratese, che vede nel passaggio di Canori alla Fiorentina un importante riconoscimento per il lavoro svolto nel settore giovanile.
«Il nostro lavoro è costantemente rivolto alla crescita delle nostre ragazze – ha dichiarato il responsabile tecnico del settore giovanile Alessandro Leita –. Canori rappresenta il segno evidente che la strada intrapresa è quella giusta: per tutti noi questo risultato vale più di un campionato vinto. Ogni giorno lavoriamo per creare nuove opportunità per le nostre atlete».
Leita ha inoltre sottolineato il contributo dello staff tecnico che ha accompagnato la crescita della giovane calciatrice, citando in particolare il lavoro svolto insieme a mister Luca Turtú e quello dell’allenatore Clyde Torresi, che ha seguito Canori nell’ultima stagione.
A Chiara il responsabile tecnico ha rivolto un messaggio semplice e significativo: «Gioca con il sorriso».
Anche il responsabile della Scuola Calcio Paolo Piccirillo ha evidenziato il valore del percorso societario: «Il lavoro della nostra società nasce dalla sinergia con tutto lo staff tecnico. Dalle più piccole che muovono i primi passi in campo fino alla prima squadra, il nostro obiettivo è alimentare e realizzare il sogno di ogni ragazza: diventare una calciatrice professionista».
Il trasferimento alla Fiorentina rappresenta dunque un traguardo importante per la giovane atleta, ma anche un motivo di orgoglio per tutta la C.F. Maceratese, dal presidente Massimiliano Avallone allo staff tecnico, fino alle compagne di squadra.
La società biancorossa ha rivolto a Chiara un grande in bocca al lupo per questa nuova avventura, augurandole di vivere al meglio il percorso con la maglia viola e di continuare a coltivare il proprio talento nel mondo del calcio.
Chicchi di grandine grandi anche quanto albicocche, vigneti e uliveti colpiti, impianti fotovoltaici distrutti e strutture agricole danneggiate. È pesantissimo il primo bilancio dell’ondata di maltempo che nella notte ha investito gran parte delle Marche, interessando in particolare le province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.
La conta dei danni è iniziata già dalle prime ore del mattino con gli uffici territoriali di Coldiretti impegnati nel contattare le aziende agricole e raccogliere le prime segnalazioni. Un quadro definitivo sarà possibile soltanto nei prossimi giorni, ma le prime stime delineano una situazione critica, soprattutto per le colture di pregio.
A pagare il prezzo più alto sono stati infatti vigneti e oliveti, già provati dalle precedenti ondate di maltempo. Nel Maceratese la situazione appare particolarmente difficile: la violenta perturbazione ha interessato le aree agricole di Matelica e Serrapetrona, colpendo i vigneti, ma anche i territori di Tolentino, Belforte del Chienti, Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio.
Il fronte temporalesco ha poi proseguito verso il Fermano e l’Ascolano, coinvolgendo numerosi comuni tra cui Servigliano, Falerone, Belmonte Piceno, Monsampietro Morico, Montottone, Ortezzano, Montalto delle Marche e Ripatransone, prima di tornare verso la costa interessando anche le coltivazioni di Petritoli e i vivai della zona di Grottammare e San Benedetto del Tronto.
Secondo le prime valutazioni, i danni alle colture potrebbero oscillare tra il 60% e il 90% per frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi. Per i seminativi, invece, le perdite stimate si attestano tra il 50% e il 70%.
Una situazione che ha spinto Coldiretti Marche a chiedere alla Regione Marche il riconoscimento dello stato di calamità naturale, alla luce della gravità dei danni subiti dalle imprese agricole.
Non solo coltivazioni: la grandine ha provocato problemi anche alle strutture aziendali. Sono stati segnalati danni agli impianti fotovoltaici installati sui tetti, alle coperture agricole e alle tensostrutture utilizzate per il ricovero degli animali, in particolare nelle aree terremotate. In alcuni casi i crolli hanno provocato il ferimento degli animali, colpiti anche direttamente durante il pascolo.
Per gli agricoltori marchigiani si tratta dell’ennesimo duro colpo in una stagione segnata da eventi climatici estremi, con aziende chiamate ora a fare la conta delle perdite e a valutare gli interventi necessari per ripartire.
MACERATA - Non è mai troppo tardi”. La celebre frase attribuita al maestro Alberto Manzi negli anni Sessanta sembra racchiudere perfettamente la storia dei 22 studenti che hanno concluso il corso serale di Sistemi Informativi Aziendali (S.I.A.), ottenendo il diploma e raggiungendo un traguardo costruito con sacrificio, determinazione e tanta voglia di rimettersi in gioco.
Studentesse e studenti, provenienti da diverse località della provincia e anche da fuori territorio, hanno affrontato un percorso triennale impegnativo, conciliando studio, lavoro e vita personale. Ogni settimana, dal lunedì al venerdì, hanno seguito le lezioni in orario pomeridiano e serale, dimostrando costanza e grande motivazione.
Tra loro anche una studentessa arrivata da Fermo, a testimonianza dell’importanza di un’offerta formativa capace di rispondere alle esigenze di chi desidera completare il proprio percorso di studi anche in età adulta.
A distinguersi per il risultato finale è stata Maila Grassetti, di Montelupone, che alternando studio e lavoro ha conseguito il diploma con una votazione di 93/100.
«Ho iniziato questo percorso tre anni fa per chiudere un capitolo della mia vita rimasto sospeso tanti anni fa – racconta la neodiplomata – ma con il passare del tempo ho capito che non stavo arrivando alla fine di un percorso, bensì iniziandone uno più grande».
Un’esperienza che, secondo Grassetti, non ha rappresentato soltanto una crescita dal punto di vista scolastico, ma soprattutto personale: «Ho acquisito nuove competenze, ma è nell’ambito personale che sento di essere cresciuta. Oggi ho maggiore consapevolezza delle mie capacità e ho capito che spesso i limiti che incontriamo sono solo nella nostra testa. Mettersi in discussione, soprattutto da adulti, significa crescere e confrontarsi con una realtà in continua evoluzione».
Il gruppo classe si è distinto per la varietà delle esperienze, per il carattere multietnico e per un forte spirito di collaborazione, sostenuto dal lavoro dei docenti, attenti alle esigenze e alle peculiarità di ciascuno studente.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla rettrice e dirigente scolastica Alessandra Gattari e dalla referente del corso Maria Carla Ialenti, che hanno sempre creduto nel valore del percorso S.I.A. come opportunità concreta di formazione e crescita.
Il progetto proseguirà anche il prossimo anno scolastico: da settembre sarà infatti attiva la classe quarta del corso serale, pronta a condurre nuovi studenti verso il traguardo finale del diploma.
Una storia di impegno e perseveranza che dimostra come la voglia di imparare non abbia età e come la scuola possa rappresentare, in ogni momento della vita, una possibilità di ripartenza.
MACERATA – Due cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione sono stati accompagnati alla frontiera dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata. Le operazioni, una con destinazione aerea e una marittima, rientrano nei controlli finalizzati alla verifica della regolarità della presenza sul territorio provinciale.
I provvedimenti hanno riguardato una donna colombiana di 36 anni e un uomo di origine albanese di 27 anni, entrambi rintracciati nel corso delle attività di controllo svolte dalle forze dell’ordine.
Per quanto riguarda la cittadina colombiana, gli accertamenti sono scattati dopo un controllo effettuato dai Carabinieri delle Stazioni di Fiuminata e Pioraco. La donna, risultata irregolare sul territorio nazionale, è stata accompagnata presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata per gli approfondimenti del caso.
Dalla consultazione delle banche dati è emerso che la 36enne era destinataria di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Roma, con una contestuale nota di rintraccio predisposta dalla Questura capitolina per consentire l’esecuzione del provvedimento.
Il questore di Macerata Luigi Mangino ha disposto l’accompagnamento coattivo presso l’aeroporto di Roma Fiumicino. Dopo la convalida del giudice di pace di Macerata, la donna è stata affidata agli agenti della Polizia di Stato specializzati nelle scorte internazionali e accompagnata su un volo diretto a Bogotà.
Un secondo provvedimento ha riguardato un cittadino albanese di 27 anni, rintracciato dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche durante i controlli nelle strutture ricettive della zona.
L’uomo era destinatario di un precedente provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Perugia nel novembre 2025, al quale non aveva ottemperato rendendosi irreperibile. Dopo il decreto di espulsione emesso dal questore di Macerata e la convalida da parte del Giudice di Pace, il 27enne è stato accompagnato al porto di Ancona e imbarcato su una nave diretta in Albania.
L’attività si inserisce nel lavoro svolto dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, diretto dal commissario Massimo Santecchia. Dall’inizio dell’anno sono stati notificati 27 provvedimenti di espulsione, mentre sono state eseguite 8 espulsioni con accompagnamento coattivo alla frontiera, oltre a 7 trattenimenti presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, 12 ordini del questore a lasciare il territorio nazionale e 7 misure alternative al trattenimento.
Montecosaro - Un appuntamento dedicato alla storia politica italiana contemporanea è in programma a Montecosaro Scalo con la presentazione del nuovo libro di Loredana Guerrieri, dal titolo “Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà” (Futura editrice).
L’incontro si terrà giovedì 23 luglio alle ore 21.15 presso la casetta di legno “Cavalieri”, in via Tiziano, ed è organizzato dal Laboratorio di Idee di Montecosaro. A dialogare sui contenuti del volume saranno l’autrice e Reano Malaisi, vicepresidente dell’associazione.
Il libro propone una ricostruzione storico-politica del movimento Ordine Nuovo, formazione neofascista nata nei primi anni Cinquanta come centro studi interno al Movimento Sociale Italiano e successivamente separatasi dal partito.
Attraverso l’analisi di documenti di polizia, riviste e materiali prodotti dal gruppo, il volume approfondisce gli aspetti ideologici, culturali e politici che hanno caratterizzato l’evoluzione del movimento, inserendolo nel contesto del secondo dopoguerra italiano.
L’opera ripercorre le diverse fasi attraversate da Ordine Nuovo: dal tentativo di collocazione all’interno del sistema politico istituzionale fino alle posizioni più radicali che portarono una parte dei suoi esponenti verso la clandestinità dopo lo scioglimento del gruppo, avvenuto nel 1973.
Un lavoro di ricerca che punta a ricostruire, attraverso fonti e documentazione storica, uno dei fenomeni più discussi della politica italiana del Novecento, analizzandone il percorso e il rapporto con il contesto democratico nel quale si sviluppò.
Loredana Guerrieri, laureata in Scienze politiche e con un dottorato di ricerca in Storia politica contemporanea all’Università di Macerata, si occupa principalmente di neofascismo. “Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà” rappresenta la sua prima monografia, ma arriva dopo una produzione scientifica composta da circa venti saggi, tra cui uno in lingua tedesca, e quattro curatele.
L’incontro di Montecosaro sarà quindi un’occasione per approfondire un capitolo complesso della storia politica italiana attraverso una prospettiva basata su fonti e ricerca storica.
Il Bayer Cappuccini riparte dalla continuità e da un progetto costruito passo dopo passo. La squadra di calcio a 5 maceratese, anche in questa stagione, ha scelto di non snaturarsi, confermando quasi in blocco il gruppo della scorsa annata e intervenendo sul mercato con pochi innesti mirati per migliorare la rosa.
“Stiamo cercando di intraprendere un percorso di crescita sostenibile in base alle nostre possibilità, senza fare il passo più lungo della gamba”, spiega la società, che punta a consolidare quanto costruito finora mantenendo un’identità precisa.
Un percorso che deve fare i conti anche con la disponibilità degli impianti sportivi. A Macerata sono numerose le realtà sportive che necessitano di spazi e le strutture a disposizione non sempre permettono di ampliare i progetti. Il Bayer ringrazia l’istituto Salesiano, che ospita la squadra e consente di portare avanti l’attività, ma la disponibilità limitata rende difficile programmare ulteriori sviluppi, come la creazione di un settore giovanile.
La società guarda comunque con soddisfazione alla passata stagione, caratterizzata dal raggiungimento di due finali. Un risultato che, secondo il club, va letto nel suo complesso e non soltanto attraverso il risultato degli ultimi atti.
“Abbiamo sì perso due finali, ma abbiamo raggiunto due finali. Conoscendo le nostre risorse economiche ridotte, quello che ha fatto la nostra squadra ha qualcosa di straordinario”, sottolinea il Bayer, evidenziando come diverse società abbiano investito cifre maggiori senza riuscire a raggiungere gli stessi obiettivi.
Per la nuova stagione il gruppo è pronto a ripartire con ancora più determinazione. Gli sforzi fatti per migliorare la rosa rappresentano un passo avanti, ma da soli non possono garantire risultati: serviranno lavoro quotidiano, sacrificio e massimo impegno fin dalla preparazione.
L’obiettivo principale resta quello di creare un ambiente positivo e valorizzare il gruppo. “Il nostro primo obiettivo è far stare bene i ragazzi che giocano con noi e chiediamo loro di mettere tutto in campo. Poi sarà il campo, a fine anno, a dirci quali risultati avremo ottenuto”.
Il Comune di Macerata ha disposto una serie di misure di sicurezza in seguito all'allerta meteo arancione diramata per la giornata di martedì 21 luglio.
A partire dalle ore 12 sarà attivato il Centro Operativo Comunale (C.O.C.), che avrà il compito di monitorare l'evoluzione delle condizioni meteorologiche e coordinare l'eventuale gestione delle criticità sul territorio.
Dalle ore 14, invece, entrerà in vigore la chiusura del cimitero comunale e dei Giardini Diaz e del Parco di Villa Lauri, provvedimento adottato in via precauzionale per tutelare la sicurezza dei cittadini durante la fase di maltempo.
L'amministrazione comunale invita la popolazione a prestare la massima attenzione, limitando gli spostamenti non indispensabili e seguendo gli aggiornamenti e le indicazioni delle autorità competenti.
Per eventuali segnalazioni di emergenza o richieste di assistenza saranno attivi il Centro Operativo Comunale, contattabile al numero 348 1556674, e la Centrale Operativa della Polizia Locale, raggiungibile al numero 0733 256346.
Università, sport e territorio stringono un’alleanza per formare nuove professionalità nell’ambito del benessere e dell’inclusione. È stato presentato oggi a Villa Lauri l’accordo tra l’Università di Macerata e Lube Academy, sostenuto da Gruppo LUBE, che accompagnerà l’avvio del nuovo corso di laurea triennale in “Scienze motorie e sportive per l’inclusione”, attivo dal nuovo anno accademico nel Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo.
L’accordo prevede un contributo di 43 mila euro per il primo anno e un valore complessivo indicativo minimo di 129 mila euro nel triennio. Le risorse saranno destinate alla didattica e ai laboratori, a seminari ed eventi scientifici e a borse di studio e premi per studenti meritevoli o in difficoltà economica, fino a sei contributi da tremila euro. Tecnici, professionisti, atleti e testimonial potranno inoltre partecipare alle attività formative. Sono previsti tirocini, visite, lavori di progetto ed esperienze nelle strutture del Gruppo LUBE e nelle realtà sportive collegate a Lube Academy.
«Con questo corso apriamo l’Università di Macerata a un nuovo ambito di studi, mettendo in dialogo le scienze del movimento con le competenze pedagogiche, psicologiche, giuridiche, economiche e sociali che caratterizzano il nostro Ateneo», ha dichiarato il rettore John McCourt. «La parola decisiva è inclusione: lo sport non è soltanto competizione e risultato, ma educazione, relazione, salute e partecipazione. Vogliamo offrire ai giovani un percorso nel quale studio, sport, tutoraggio e incontro con il lavoro si rafforzino reciprocamente».
«Aspettavamo un percorso come questo», ha affermato l’amministratore delegato del Gruppo LUBE Fabio Giulianelli. «Troppi giovani atleti sono spinti a considerare lo studio secondario rispetto al sogno del professionismo e rischiano poi di trovarsi senza alternative. Borse di studio, tutor e occasioni concrete di formazione possono dare loro la certezza di non essere abbandonati. Non è una scommessa, ma la risposta a una necessità enorme del territorio».
Il direttore del Dipartimento Simone Betti ha sottolineato il radicamento territoriale del progetto: «Nel ventesimo anniversario del Dipartimento non aggiungiamo semplicemente un nuovo corso di laurea, ma sviluppiamo un percorso coerente con le nostre competenze e con la vocazione sportiva delle Marche. Colmiamo un vuoto con una proposta fortemente legata al territorio, della quale l’accordo con Lube Academy rappresenta un segno concreto».
«La carriera professionale degli studenti comincerà fin dall’immatricolazione», ha aggiunto la presidente del corso Alessandra Fermani. «La nostra aspirazione è che scuole, associazioni, imprese e servizi possano riconoscere in questi laureati una formazione di serie A».
Per Fabio Luna, presidente del Comitato olimpico nazionale italiano delle Marche, «il mondo sportivo ha bisogno di competenze sempre più solide e professionali. Questo corso formerà persone capaci di assumere responsabilità nelle organizzazioni sportive pubbliche e private, accompagnando i giovani non soltanto verso i risultati, ma anche nella loro crescita e formazione».
Alla presentazione sono intervenuti anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, rappresentanti di Unimc, di associazioni e federazioni sportive, di Lube Academy, Gruppo LUBE e Lube Volle.
Il corso sarà erogato in modalità mista, con lezioni in presenza e attività online, per agevolare studenti lavoratori, fuori sede e atleti impegnati nell’attività agonistica, anche attraverso il programma Dual Career. Anatomia, fisiologia, pedagogia, psicologia dello sport e metodologia dell’attività motoria saranno affiancate da laboratori, attività sul campo e tirocini. I laureati potranno lavorare come chinesiologi di base, educatori motori, operatori sportivi ed esperti di attività motorie adattate nei settori sportivo, educativo, sociale e della promozione della salute.
A distanza di mesi dall'avvio della vicenda, la Cassa Edile di Macerata continua a non rilasciare il DURC di congruità richiesto per consentire lo sblocco dei pagamenti spettanti a due imprese specializzate nel restauro dei beni culturali Milko Moriche di Mogliano (MC) e Mariano Angele di Pollenza.
La conseguenza è grave: lavori regolarmente eseguiti, collaudati e contabilizzati restano ancora senza pagamento, con pesanti ripercussioni economiche su imprese artigiane che operano nella tutela del patrimonio storico e artistico italiano.
Le Casse Edili sono organismi paritetici di natura privatistica e sono tenute ad applicare la normativa vigente. Non possono introdurre, attraverso proprie interpretazioni, obblighi non previsti dalla legge né sostituirsi al legislatore, ai Ministeri competenti o all'autorità giudiziaria.
Nel corso di questo mese sono state trasmesse alla Cassa Edile di Macerata dettagliate osservazioni giuridiche e amministrative, corredate da riferimenti normativi e atti ufficiali dello Stato, che contestano la legittimità delle richieste avanzate nei confronti delle imprese del restauro e richiamano la disciplina speciale prevista per il settore dei beni culturali.
Ad oggi, tali osservazioni non hanno ricevuto alcuna risposta nel merito, mentre il mancato rilascio del DURC continua a impedire il pagamento di lavori già conclusi.
Le imprese chiedono semplicemente il rispetto della legge, della certezza del diritto e delle competenze attribuite dall'ordinamento. Non è accettabile che interpretazioni prive di un chiaro fondamento normativo mettano a rischio un settore altamente specializzato e di interesse pubblico.
Per questo si rinnova l'invito alla Cassa Edile di Macerata a motivare le proprie determinazioni sulla base della normativa vigente e si chiede alle istituzioni competenti, a partire dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, di intervenire con urgenza per fare chiarezza e consentire lo sblocco dei pagamenti.
Per favorire un confronto fondato sulle norme, è stato inoltre reso pubblico uno studio giuridico-amministrativo dedicato alla disciplina del restauro dei beni culturali (categoria OS2-A), che analizza il quadro normativo di riferimento e conclude come le richieste contestate alle imprese non trovino adeguato fondamento nella disciplina speciale del settore.
L'obiettivo non è alimentare uno scontro, ma riportare il confronto sul terreno del diritto, della corretta applicazione delle norme e della tutela di un comparto che rappresenta un'eccellenza italiana.
I Vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 17.30 con due autobotti per domare un incendio che ha coinvolto un container contenente rifiuti speciali.
La squadra dei Vigili del fuoco ha provveduto a spegnere le fiamme, evitando che il rogo potesse estendersi, e successivamente ha effettuato le operazioni di bonifica dell'area interessata per mettere in sicurezza il sito.
Fortunatamente non si registrano persone coinvolte nell'incendio.
Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri di Macerata, che hanno svolto gli accertamenti di competenza.
C'è anche un po' di Macerata sul tetto d'Europa. Nicole Piomboni, schiacciatrice della CBF Balducci HR Macerata, ha conquistato il titolo europeo Under 22 con la Nazionale italiana, che ha chiuso nel migliore dei modi il proprio percorso ai Campionati Europei disputati nei Paesi Bassi.
Per la giovane atleta biancorossa si tratta di un importante riconoscimento, arrivato al termine di una manifestazione nella quale ha dato un contributo significativo al cammino delle azzurre. Già nella fase a gironi Piomboni si era messa in evidenza, risultando tra le protagoniste delle vittorie ottenute dall'Italia contro Polonia, Serbia e Portogallo, prestazioni che hanno permesso alla squadra guidata dal commissario tecnico Nino Gagliardi di chiudere il raggruppamento a punteggio pieno e conquistare l'accesso alla fase finale.
Il percorso si è concluso con la conquista della medaglia d'oro, coronando una competizione di altissimo livello e regalando all'Italia il titolo continentale Under 22. Un successo che premia anche la CBF Balducci HR Macerata, rappresentata in azzurro proprio da Piomboni, una delle giocatrici su cui il club marchigiano punta per il presente e il futuro.
Per la società maceratese si tratta di un motivo di grande orgoglio: il trionfo europeo della sua schiacciatrice conferma il valore del lavoro svolto dal club e porta ancora una volta il nome di Macerata sul palcoscenico internazionale della pallavolo.
Si è conclusa con grandissimo successo la prima settimana degli Aperitivi Culturali, che ha visto la presentazione delle tre opere in cartellone con la partecipazione dei rispettivi registi e direttori d’orchestra.
Con i prossimi appuntamenti il programma entrerà nel vivo di una serie di approfondimenti dedicati ai temi che si intrecciano con l'opera lirica, mettendo in dialogo musica, diritto, filosofia e attualità.
Si comincia venerdì 24 luglio con il tradizionale aperitivo giuridico, accreditato per la formazione forense. Prendendo spunto dalla celebre aria del Barbiere di Siviglia "La calunnia è un venticello", cantata da Don Basilio, l'incontro analizzerà le conseguenze della diffusione delle fake news e delle informazioni diffamatorie, capaci di compromettere in modo irreversibile la reputazione delle persone.
Interverranno Giulia Boccassi, vicepresidente dell'Unione Camere Penali Italiane, Guido Vitiello, giornalista e scrittore, e Francesca Scopelliti, giornalista e compagna di Enzo Tortora. Proprio dalla vicenda Tortora prenderà avvio una riflessione sulla gogna mediatica e sui processi sommari che sempre più spesso si consumano fuori dalle aule di giustizia. Porteranno i saluti il presidente dell'Ordine degli Avvocati e il presidente della Camera Penale di Macerata.
Sabato 25 luglio si tornerà a parlare de Il Trovatore con la filosofa Ilaria Gaspari, che proporrà una lettura psicoanalitica dei tre protagonisti dell'opera: Azucena, Manrico e Leonora. L'incontro, dal titolo "Azucena, Leonora, Manrico e la pulsione di morte", analizzerà il destino dei personaggi, segnato non solo da un fato ineluttabile, ma anche dalle loro stesse scelte: l'amore impossibile tra Leonora e Manrico, la sete di vendetta di Azucena e il conflitto tra due fratelli ignari del proprio legame li condurranno alla morte o alla disperazione.
Domenica 26 luglio tornerà uno dei protagonisti più apprezzati degli Aperitivi Culturali, il musicologo Alberto Batisti, che guiderà il pubblico alla scoperta della storia musicale del Nabucco. L'incontro approfondirà il modo in cui la musica di Giuseppe Verdi abbia saputo raccontare il dramma della lotta per il potere e dello scontro tra popoli e religioni, temi ancora oggi di grande attualità.
L'appuntamento porta il titolo "Lo sgabello insanguinato. C'è del marcio in Babilonia", ispirato da un verso cantato da Abigaille, "Salgo già del trono aurato", con un evidente richiamo all'Amleto di Shakespeare.
Tutti gli incontri si svolgeranno, come di consueto, alle ore 12 agli Antichi Forni. Le letture saranno curate da Gabriela Lampa, mentre video e regia saranno affidati a Riccardo Minnucci. I partner gastronomici dei tre appuntamenti saranno, nell'ordine, Because the Night, La Ravioleria e Nino Caffè.
Proseguono inoltre i festeggiamenti per il ventennale degli Aperitivi Culturali. È visitabile una mostra che ripercorre tutti i programmi realizzati dal 2006 al 2026, affiancata da una mostra multimediale con i contributi video trasmessi nel corso di questi vent'anni, curata da Simone Pianesi di Limone Blu Studio. È infine disponibile il volume celebrativo realizzato per il ventennale dell'iniziativa.
Novità importanti in casa Associati Fisiomed Macerata in vista della nuova stagione di Serie A2. Nei giorni scorsi è stato ufficializzato il calendario del prossimo campionato, ma a tenere banco è soprattutto il cambio ai vertici societari: Gianluca Tittarelli ha lasciato la presidenza del club.
La decisione è arrivata per una questione di incompatibilità tra il ruolo di presidente della società e quello di consigliere comunale ricoperto dallo stesso Tittarelli. L’ex numero uno biancorosso aveva formalizzato le dimissioni lo scorso 26 giugno, ma resterà comunque all’interno della Fisiomed con il ruolo di dirigente.
«La mia storia in questa società nasce dal 1984. Inizialmente come giocatore, poi grazie alla dirigenza di allora sono rimasto all’interno per poi diventare dirigente ed infine presidente. Questa squadra l’ho vissuta, la vivo e continuerò a viverla, soltanto con un cambio di ruolo – racconta Tittarelli –. Sono in ogni caso dell’idea che dopo tanto tempo bisogna favorire un cambiamento: un’alternanza male sicuramente non è un bene».
Nel suo percorso alla guida della società sono tanti i ricordi che Tittarelli porta con sé, a partire dai successi ottenuti sul campo e dalle esperienze vissute negli anni.
«Tra i miei ricordi più cari vi sono la vittoria della Coppa Marche intitolata alla memoria di Adrio Giacomini, un successo che ha significato tanto per me quanto per la squadra. Mi ritorna in mente poi ovviamente la conquista nella stagione 2023/24 del campionato di Serie A3, con annesso ritorno in A2».
Un cammino ricco di soddisfazioni sportive, ma anche di rapporti umani costruiti nel tempo.
«Questi sono i momenti più alti, ma lo sport ci regala sempre grandi emozioni, non solo agonistiche ma di vita: incontri giornalieri con nuovi allenatori, giocatori, staff e persone da conoscere. La pallavolo è un bellissimo mondo, sano, portatore di temi importanti e sono molto contento di farne parte».
Ora lo sguardo è rivolto al prossimo campionato di Serie A2, una stagione che si preannuncia impegnativa per la formazione maceratese.
«Sarà un campionato tosto dove ci sono tanti roster di valore che si sono ben rinforzati. Noi, d’altro canto, abbiamo costruito una squadra giovane e interessante. Quest’anno ci saranno formazioni attrezzate da sfidare, ma sono convinto che diremo la nostra».
Nei prossimi giorni i soci della Fisiomed Macerata si riuniranno per individuare il nuovo presidente che guiderà la società nella prossima stagione agonistica.
È nato ufficialmente il Gruppo Giovani Imprenditori CNA Macerata. Venerdì scorso, allo Chalet Mosquito di Potenza Picena, si è svolta l'assemblea costitutiva del nuovo raggruppamento di interesse dell'associazione territoriale, al termine di un pomeriggio di confronto, ascolto e lavoro dedicato alle nuove generazioni di imprenditori.
L'iniziativa, dal titolo "Giovani Talenti. Strumenti pratici per crescere insieme", ha riunito imprenditrici e imprenditori provenienti da settori diversi e con esperienze differenti: imprese già strutturate, attività familiari, ditte individuali e giovani che si stanno affacciando al mondo dell'impresa. Una platea eterogenea che rappresenta la composizione del nuovo gruppo e il valore di un percorso pensato per dare spazio a idee, bisogni e proposte concrete.
Al pomeriggio di lavoro hanno preso parte anche la presidente nazionale dei Giovani Imprenditori CNA Selene Re, la direttrice di CNA Macerata Lucia Pistelli e il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti. Nel suo intervento, Selene Re ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa, evidenziando la volontà di creare anche nel territorio maceratese uno spazio stabile di confronto e collaborazione, capace di favorire il ricambio generazionale, stimolare l'innovazione e rafforzare la rete tra chi ogni giorno fa impresa.
La giornata si è aperta con gli interventi degli esperti di Uni.Co. e Unipol, che hanno affrontato rispettivamente i temi del credito, dei bandi e dei contributi, e quelli del welfare aziendale, della valorizzazione delle persone e della tutela dell'impresa. Successivamente, il confronto facilitato dai professionisti di Atteggiamento Digitale ha consentito ai partecipanti di lavorare direttamente sulle principali criticità che gli imprenditori affrontano nella gestione quotidiana delle proprie attività.
Dai lavori sono emersi temi molto concreti, tra cui la difficoltà di conciliare lavoro e vita privata, la gestione del tempo e dell'organizzazione interna, il rapporto con i clienti, la ricerca di collaboratori e manodopera qualificata, il peso della burocrazia, l'incertezza economica e le difficoltà di accesso alla liquidità necessaria per sostenere investimenti e crescita.
Accanto alle criticità, i partecipanti hanno individuato anche gli elementi sui quali costruire il percorso del nuovo gruppo: formazione mirata, capacità di fare rete, pianificazione, creatività, leadership, ascolto, empatia e una maggiore consapevolezza nella gestione dell'impresa. Un lavoro che consentirà a CNA Macerata di sviluppare nei prossimi mesi iniziative, servizi e momenti di confronto partendo dalle reali esigenze espresse dai giovani imprenditori.
Al termine dell'assemblea è stato eletto Filippo Salerno, imprenditore del settore costruzioni, come presidente dei Giovani Imprenditori CNA Macerata. A lui il compito di coordinare il percorso appena avviato e rappresentare le istanze delle nuove generazioni all'interno dell'associazione.
«È stata un'ottima iniziativa e sono convinto che riusciremo a creare un bel team – ha dichiarato il neo presidente Filippo Salerno –. Abbiamo trovato una CNA disponibile ad ascoltarci e per noi questo è molto stimolante, perché significa poter portare idee, esigenze e proposte dentro un'associazione che vuole costruire insieme a noi un percorso vero».
Il neo presidente ha poi indicato le priorità sulle quali il gruppo inizierà a lavorare.
«Nel corso del pomeriggio – ha aggiunto Salerno – sono stati affrontati molti temi sentiti dai giovani imprenditori e abbiamo ragionato su ciò di cui abbiamo bisogno per crescere. Accesso al credito, manodopera e formazione sono alcuni dei punti più delicati emersi dal confronto: saranno anche i primi fronti sui quali lavoreremo come gruppo».
Un gesto di grande generosità che offrirà una nuova speranza ad altre persone. Nei giorni scorsi all’ospedale di Macerata è stata effettuata una donazione di organi grazie alla volontà espressa in vita da una donna residente in provincia di Macerata, che aveva manifestato il proprio consenso alla donazione attraverso la dichiarazione riportata sulla carta d’identità.
L’intervento ha consentito il prelievo del fegato e delle cornee, nell’ambito di una procedura che ha coinvolto un’équipe multidisciplinare coordinata dal Centro Regionale Trapianti e dal NITp (Nord Italia Transplant Program), in collaborazione con i professionisti dell’ospedale maceratese.
L’Azienda sanitaria ha rivolto un sentito ringraziamento alla famiglia della donatrice, che ha affrontato questo momento con grande sensibilità e disponibilità, permettendo che il desiderio espresso dalla propria congiunta potesse tradursi in un concreto gesto di solidarietà.
«Donare gli organi è un atto d’amore capace di salvare altre vite e di offrire una seconda possibilità – ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini –. Per questa dimostrazione di solidarietà pura e gratuita ringrazio la famiglia della donatrice e tutti i professionisti della struttura ospedaliera maceratese, coinvolti nel prelievo e coordinati dalla dottoressa Valeria Zompanti, per il successo dell’intervento».
La donazione rappresenta un esempio concreto di come una scelta compiuta in vita possa trasformarsi in un'opportunità di cura e speranza per chi è in attesa di un trapianto, confermando il valore della cultura della donazione e della solidarietà.
Dopo diversi giorni caratterizzati dal caldo intenso, le Marche si preparano ad affrontare un peggioramento delle condizioni meteo. La Protezione Civile regionale ha infatti diramato due allerte consecutive che interesseranno il territorio tra lunedì 20 e martedì 21 luglio, con un deciso aumento del rischio di temporali anche di forte intensità, accompagnati da raffiche di vento e grandinate.
Per la giornata di lunedì 20 luglio, con validità fino alla mezzanotte del 21 luglio, è prevista nella seconda parte della giornata la possibilità di rovesci o temporali occasionali, più probabili sui settori settentrionali della regione, dove localmente potranno risultare intensi.
La situazione è destinata però a peggiorare ulteriormente martedì 21 luglio. L'allerta meteo, valida fino alla mezzanotte del 22 luglio, prevede infatti condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali forti o molto forti, in particolare sulle zone di allerta 2, 4 e 6, che comprendono anche parte del territorio maceratese.
Secondo la Protezione Civile regionale, i fenomeni temporaleschi potranno organizzarsi in strutture multicellulari e supercellulari, con la possibilità di provocare grandinate di medie e grosse dimensioni e raffiche di vento molto forti, aumentando il rischio di danni.
Proprio in vista del peggioramento previsto, il Comune di Macerata ha comunicato l'attivazione del Centro Operativo Comunale (COC) a partire dalla mattinata di martedì 21 luglio. La decisione è stata assunta dopo l'emissione dell'allerta meteo arancione da parte della Protezione Civile delle Marche per la seconda parte della giornata.
L'amministrazione comunale invita la cittadinanza alla massima prudenza, ricordando che il livello di allerta arancione indica un pericolo diffuso per persone e beni, con il rischio di danni anche significativi.
Tra le principali raccomandazioni rivolte ai cittadini c'è quella di mettere in sicurezza vasi, tende, gazebo e altri oggetti presenti all'esterno, evitare di parcheggiare o sostare in prossimità di corsi d'acqua, ponti, alberi e strutture pericolanti e limitare gli spostamenti ai soli casi di effettiva necessità.
Durante il passaggio dei temporali viene inoltre raccomandato di non attraversare sottopassi, guidare con particolare prudenza e non cercare riparo sotto alberi isolati. Chi dispone di cantine, garage o seminterrati è invitato a proteggere i locali, chiudendo porte e accessi solo se le condizioni lo consentono in piena sicurezza.
Le autorità continueranno a monitorare l'evoluzione della situazione meteorologica nelle prossime ore e invitano la popolazione a seguire gli aggiornamenti ufficiali della Protezione Civile e del Comune di Macerata.
È un Trovatore intenso ed emotivamente coinvolgente quello che torna allo Sferisterio di Macerata. Complesso, stratificato e tormentato come solo l'opera di Verdi sa essere, l'allestimento firmato da Francisco Negrin riesce a restituire tutta la forza di una vicenda in cui amore, vendetta e senso di colpa si intrecciano fino alla tragedia.
A colpire è soprattutto la forza evocativa della messinscena: un allestimento quasi metafisico e minimalista, che rinuncia all'accumulo per affidarsi ai simboli. In uno spazio austero e scuro, apparentemente spoglio, sono proprio la semplicità delle forme e la profondità delle immagini a trasportare lo spettatore dentro la vicenda. Le scene di Louis Désiré e i costumi di Diego Méndez costruiscono un universo sospeso, dove il passato continua a pesare sul presente.
Il palcoscenico diventa il vero protagonista: le due immense tavole che attraversano la scena vengono percorse e ripercorse dai personaggi, come un confine tra ciò che è stato e ciò che non può più essere. La torre di Saragozza domina lo spazio come simbolo di memoria e prigionia, mentre il fuoco accompagna tutta la rappresentazione diventando il filo conduttore dell'opera: è il fuoco dell'amore, della rabbia e della vendetta, ma soprattutto quello di un passato che continua ad ardere.
Tra le immagini più potenti della regia ci sono la presenza del bambino che tormenta Azucena e la corda rossa che lega simbolicamente passato e presente. Il bambino diventa la materializzazione del senso di colpa e del peso che la donna porta con sé, mentre la corda finisce per imprigionarla proprio come la vendetta che guida ogni sua scelta.
Anche il finale trova una forte coerenza visiva: le due grandi tavole che hanno attraversato tutta la rappresentazione vengono infine arse, completando il percorso simbolico di uno spettacolo in cui tutto sembra consumarsi sotto il peso delle passioni e delle ferite del passato.
A conquistare la scena sono soprattutto le protagoniste femminili. Marta Torbidoni regala una Leonora intensa e convincente, capace di unire agilità vocale e profondità drammatica. La cantante è pienamente calata nel personaggio, restituendo una donna combattuta tra amore, sacrificio e dolore, con una prova di grande partecipazione emotiva.
Accanto a lei, Sofija Petrovich costruisce un'Azucena magnetica e tormentata, figura centrale del dramma verdiano. La sua interpretazione restituisce tutta la complessità di una donna divorata dal ricordo e dalla vendetta, sospesa tra sofferenza e ossessione. Sono loro, Leonora e Azucena, a sostenere il cuore emotivo dell'opera.
La serata è stata segnata dalla sostituzione di Piero Pretti con Haiyang Guo nel ruolo di Manrico. Il tenore affronta una parte tra le più impegnative del repertorio verdiano con una prova corretta, ma che fatica a trovare la necessaria intensità: il fraseggio appare prudente e manca quella forza interpretativa capace di restituire pienamente il tormento del personaggio, pur crescendo nel corso della rappresentazione.
Il Trovatore di Negrin trova così la propria forza nella sottrazione: uno spazio austero e oscuro che, invece di creare distanza, accompagna lo spettatore dentro una tragedia fatta di fuoco, memoria e destino. Uno spettacolo in cui ogni elemento ricorda che, nel mondo di Verdi, il passato non smette mai davvero di bruciare.
La musica come strumento di promozione del territorio e il patrimonio culturale delle Marche come protagonista. È questa la filosofia che accompagna il percorso artistico del Maestro Valentino Alessandrini, violinista marchigiano che negli ultimi anni ha trasformato i luoghi simbolo della regione nel palcoscenico dei suoi videoclip musicali.
Un progetto che unisce arte, valorizzazione del territorio e comunicazione digitale, con l'obiettivo di raccontare le bellezze delle Marche attraverso un linguaggio moderno e coinvolgente, capace di avvicinare soprattutto le giovani generazioni al patrimonio storico, artistico e paesaggistico regionale.
L'ultimo lavoro rappresenta una tappa importante del suo percorso. Alessandrini ha infatti realizzato il videoclip della sua personale reinterpretazione di "Con te partirò", il celebre brano portato al successo da Andrea Bocelli, scegliendo come scenografia l'Arena Sferisterio di Macerata, uno dei monumenti più rappresentativi della cultura marchigiana.
Per il violinista si è trattato di un riconoscimento significativo, che testimonia l'apprezzamento per un progetto artistico capace di coniugare qualità musicale e promozione del territorio.
Pubblicato sui social il 16 giugno scorso, il videoclip ha riscosso un notevole successo. Al 20 luglio ha superato le 204mila visualizzazioni su Facebook, raccogliendo centinaia di commenti positivi. Molti utenti hanno espresso apprezzamento per l'iniziativa e il desiderio di assistere a un'esibizione dal vivo del violinista proprio nella suggestiva cornice dello Sferisterio.
Il progetto conferma come la musica possa diventare un efficace strumento di promozione culturale e turistica, capace di valorizzare il patrimonio marchigiano attraverso immagini evocative e interpretazioni musicali in grado di raggiungere un pubblico ampio, soprattutto grazie ai canali digitali.
L'attività del Maestro Alessandrini prosegue anche sul fronte discografico. È infatti in uscita il nuovo album "Violin Covers Vol. 5", che sarà presto disponibile sulle principali piattaforme digitali. Un nuovo capitolo della carriera di un artista che continua a distinguersi per la capacità di raccontare la propria terra attraverso il linguaggio universale della musica.
Quando arte, paesaggio e cultura si incontrano, il risultato diventa qualcosa di più di un semplice videoclip: un invito a riscoprire le Marche attraverso emozioni, immagini e note, contribuendo a far conoscere le eccellenze del territorio anche oltre i confini regionali.
Una spesa da oltre 10mila euro per la sistemazione delle aiuole davanti allo Sferisterio finisce al centro della polemica politica. A sollevare la questione è Roberto Cherubini, esponente del Movimento 5 Stelle di Macerata, che chiede maggiore trasparenza sull'intervento disposto dal Comune in vista del Macerata Opera Festival.
Nel mirino c'è una determina con cui l'amministrazione ha affidato i lavori di "sistemazione e rinnovo del verde urbano" in piazza Nazario Sauro, per un importo di oltre 10.800 euro.
Cherubini precisa di non mettere in discussione la necessità di curare il decoro della città, soprattutto in occasione di una manifestazione di rilievo come il Macerata Opera Festival. Le perplessità riguardano invece le modalità con cui è stato affidato l'intervento.
«L'affidamento è diretto, senza gara e senza confronto tra più operatori», osserva l'esponente del M5S. Una procedura consentita dalla normativa per importi inferiori alle soglie previste dal Codice degli appalti, ma che, secondo Cherubini, «apre una questione di opportunità politica».
Per il rappresentante pentastellato, infatti, resta da chiarire se l'amministrazione abbia realmente ricercato la soluzione economicamente più vantaggiosa. «Oltre 10.800 euro per aiuole e verde urbano non sono pochi. Sarebbe opportuno conoscere nel dettaglio come è composta questa spesa: materiali utilizzati, ore di lavoro, piante installate e manutenzione prevista».
Cherubini evidenzia inoltre che nella determina si fa riferimento a una ditta «in possesso di idonea esperienza», ma si domanda quali siano stati i criteri adottati per la scelta dell'operatore economico. «È stato effettuato un confronto, anche informale, con altri preventivi oppure si è proceduto direttamente all'affidamento?», chiede.
Secondo il M5S, la questione non riguarda tanto la regolarità amministrativa dell'atto quanto il principio della trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche. «Quando si spendono soldi dei cittadini – sostiene Cherubini – il criterio dovrebbe essere sempre quello del massimo controllo, del massimo risparmio e della massima trasparenza».
L'esponente pentastellato sottolinea inoltre come, a suo giudizio, la documentazione disponibile non consenta di comprendere in maniera puntuale le lavorazioni eseguite e ricorda che, in passato, lo stesso assessore Iommi aveva definito "funerea" la realizzazione di quell'aiuola.
«La domanda è semplice – conclude Cherubini –: i cittadini stanno pagando il giusto oppure stanno pagando troppo? Anche i piccoli affidamenti meritano attenzione, perché è proprio dalla gestione delle spese ordinarie che passa la credibilità di un'amministrazione».
Dietro ogni allestimento d'opera c'è un universo fatto di simboli, intuizioni e scelte che il pubblico scopre solo quando il sipario si alza. Per il Trovatore di Giuseppe Verdi, in scena allo Sferisterio per il Macerata Opera Festival, questo universo prende forma grazie alle scenografie di Louis Désiré e ai costumi di Diego Méndez, protagonisti di un allestimento nato nel 2013 proprio per lo spazio monumentale dell'arena maceratese e oggi riproposto con la regia di Francisco Negrin.
Seduti sul palcoscenico dello Sferisterio, proprio su alcuni degli elementi scenici che di lì a poche ore sarebbero diventati parte dello spettacolo, Louis Désiré e Diego Méndez raccontano come sia nata l'idea di dare una forma visiva a una delle opere più amate – e spesso considerate più complesse – del repertorio verdiano.
Per Louis Désiré il punto di partenza non è stata tanto la vicenda del Trovatore, quanto il rapporto tra la musica di Verdi e la narrazione. «Qualche volta, ascoltando il Trovatore, ci si dimentica quasi della storia perché la musica è troppo bella», racconta. Da qui nasce il desiderio di costruire uno spettacolo che aiutasse il pubblico a seguire il dramma, mettendone in evidenza il vero cuore: personaggi incapaci di vivere il presente, prigionieri di un passato che continua a determinarne ogni scelta.
È proprio questa idea a diventare scenografia. Due enormi tavole attraversano il palcoscenico: una intatta, quasi a rappresentare un futuro ancora possibile; l'altra devastata, bruciata, segno di un passato che continua a pesare sui protagonisti. Al centro, la torre di Saragozza, elemento simbolico dell'opera, mentre una parete di lampade sembra restringere progressivamente lo spazio, come se il tempo stesso si chiudesse attorno ai personaggi, conducendoli verso un destino inevitabile.
L'allestimento, spiega lo scenografo francese, nasce anche da un'esigenza di semplicità. L'idea iniziale era molto più ambiziosa, ma venne ripensata per adattarsi alle possibilità produttive del festival. Una scelta che, a distanza di oltre dieci anni, si è rivelata vincente: dopo il debutto del 2013, la realizzazione di un DVD e una ripresa cancellata dalla pandemia, il Trovatore torna oggi sul palcoscenico dello Sferisterio con la stessa forza evocativa.
Accanto alle scenografie, i costumi di Diego Méndez contribuiscono a costruire un mondo sospeso, volutamente privo di riferimenti storici precisi. Non c'è un Medioevo da ricostruire fedelmente, ma un universo dominato dai sentimenti e dalle ossessioni dei personaggi.
«I costumi parlano più dei sentimenti che di un'epoca», spiega Méndez. Per questo la tavolozza cromatica è ridotta all'essenziale: grigi, neri e blu dominano la scena, mentre il rosso, riservato al Conte di Luna, diventa l'unico colore capace di emergere con forza. Anche questa scelta risponde alla volontà di alleggerire la dimensione storica dell'opera, evitando un realismo medievale che rischierebbe di appesantire una vicenda già ricca di tensione.
Il fuoco, elemento centrale dello spettacolo e della storia stessa del Trovatore, influenza inevitabilmente anche il lavoro sui costumi. Ma più che un effetto scenico, diventa un simbolo che attraversa tutto l'allestimento. Lo stesso vale per il coro maschile, immaginato come un "regno dei morti", presenza costante che manipola lo spazio e accompagna i protagonisti all'interno di un universo dal quale sembra impossibile fuggire.
Al centro di questo mondo c'è la vendetta, il sentimento che muove Azucena e che, secondo Désiré, rappresenta il vero motore dell'opera. Una forza che si oppone alla vita e al futuro, rinchiudendo tutti i personaggi in un tempo immobile, incapace di lasciarsi alle spalle il dolore.
Così il Trovatore immaginato da Louis Désiré e Diego Méndez rinuncia a raccontare un'epoca per raccontare una condizione umana. Le scenografie monumentali e i costumi essenziali dialogano con lo spazio dello Sferisterio trasformando il dramma verdiano in un racconto fatto di memoria, fuoco e destino. Un allestimento che non cerca di spiegare tutto, ma accompagna lo spettatore dentro la tragedia, lasciando che siano le immagini, insieme alla musica di Verdi, a fare il resto.