Macerata

Adriano Ciaffi, il ricordo di Andrea Angeli: "Impegno fino all'ultimo giorno"

Adriano Ciaffi, il ricordo di Andrea Angeli: "Impegno fino all'ultimo giorno"

La città di Macerata continua a rendere omaggio ad Adriano Ciaffi, mentre nella sala consiliare del Palazzo Comunale prosegue il via vai di cittadini, amministratori ed esponenti delle istituzioni arrivati per un ultimo saluto. Una giornata di raccoglimento che precede i funerali, in programma domani, mercoledì 1 luglio, e che sta riportando alla memoria il lungo percorso umano e politico di una delle figure più autorevoli della storia recente del territorio. Tra le testimonianze di queste ore c'è anche quella dell'ex funzionario delle Nazioni Unite Andrea Angeli, che ha voluto ricordare Ciaffi soffermandosi soprattutto sulla sua costante presenza nella vita pubblica, sulla capacità di rappresentare un punto di riferimento per più generazioni e sullo sguardo che ha sempre mantenuto anche verso le questioni internazionali. «Quello che colpisce e che ricorderemo sempre di Adriano Ciaffi è stato l'impegno civile e politico fino all'ultimo giorno, fino a 90 anni. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a politici che vedono l'incarico con una parentesi e poi lasciano e tornano le occupazioni. Adriano Ciaffi è sempre stato presente fino a pochi giorni prima della sua scomparsa. Quello è un ricordo che non dimenticheremo mai di Adriano Ciaffi. È stato sempre lui, fino alla fine si è speso, non si è mai tirato indietro. È stato un punto di riferimento per tante generazioni di politici della zona e non solo. Io mi ricordo quanta stima aveva, ad esempio, Francesco Rutelli quando Adriano Ciaffi era il sottosegretario all'Interno, quando fu autore della legge per le autonomie. Era una figura che sicuramente mancherà. È sempre stato molto vicino anche alle questioni internazionali. Io ricordo la sua profonda amicizia con Giorgio Pagnanelli. Erano pressoché coetanei e non ha fatto mai mancare la solidarietà, l'attenzione per le tematiche internazionali, pur avendo le sue radici e il fuoco della sua attività politica all'interno dei confini nazionali. È veramente una grande perdita. Era l'ultimo dei grandi politici della provincia. Non possiamo non ricordare Rodolfo Zambroni, Franco Foschi, Domenico Valori. È una generazione che non c'è più e che ci manca». I funerali di Adriano Ciaffi saranno celebrati domani, mercoledì 1 luglio.

30/06/2026 18:00
Macerata, la smentita di Katiuscia Cassetta: "Nessuna pressione sulla giunta né manovre di potere"

Macerata, la smentita di Katiuscia Cassetta: "Nessuna pressione sulla giunta né manovre di potere"

Riceviamo e pubblichiamo la formale richiesta di smentita e rettifica inviata dall'avvocato Paolo Giustozzi per conto della dottoressa Katiuscia Cassetta in merito alle indiscrezioni politiche pubblicate dalla nostra testata nell'articolo dal titolo "Telefoni roventi". Attraverso la nota del proprio legale, la sig.ra Katiuscia Cassetta nega recisamente di aver mai esercitato pressioni, dirette o indirette, in ordine alla nomina dell'assessora alla cultura Lorella Benedetti o di altri componenti della giunta comunale. Contestualmente, la dott.ssa Katiuscia Cassetta nega con altrettanta fermezza qualsiasi coinvolgimento di "ambienti curiali" a sostegno di sue presunte "istanze" politiche o personali volte ad arrestare le aspettative della dott.ssa D'Alessandro, precisando che non esiste alcun fondamento oggettivo alle affermazioni circa manovre di potere di cui sia resa protagonista. Infine, nella medesima nota si specifica che la scelta di non ripresentare la propria candidatura è dipesa esclusivamente da valutazioni personali della dott.ssa Cassetta, legate ad esigenze di vita e di salute. Tale decisione non può essere pertanto ridotta, senza prova alcuna, alla volontà di "evitare il giudizio degli elettori" dai quali, al contrario, l'ex amministratrice riceve quotidiane manifestazioni di stima e apprezzamento per il lavoro svolto nel corso del proprio mandato quale assessore alla cultura.

30/06/2026 17:00
Dante Ferretti racconta Pasolini nella mostra a Gradara: esposti bozzetti originali e inediti

Dante Ferretti racconta Pasolini nella mostra a Gradara: esposti bozzetti originali e inediti

Il sodalizio umano e professionale tra due grandi protagonisti della cultura italiana del Novecento diventa il fulcro di un importante evento espositivo itinerante che prenderà il via proprio dalle Marche. È stata presentata presso la sede della regione Marche la mostra-progetto "Dante Ferretti – Bellezza imperfetta, io e Pasolini", che verrà inaugurata il prossimo 3 agosto a Gradara, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 13 settembre. L'esposizione raccoglie i bozzetti scenografici originali, alcuni dei quali del tutto inediti, firmati dal tre volte premio Oscar maceratese, mettendoli a confronto con i fotogrammi e le sequenze delle pellicole attraverso un sistema di multivisione immersiva. Tra i pezzi più rari in mostra spicca anche un ritratto della madre di Pasolini, Susanna Colussi, dipinto dallo stesso regista e donato a Ferretti, che lo ha conservato fino a oggi. La kermesse, che gode del patrocinio di numerose istituzioni tra cui la Fondazione Marche Cultura, il comune di Gradara, il comune di Napoli e il centro studi Pier Paolo Pasolini, ripercorre una collaborazione iniziata con il ruolo di aiuto scenografo nel "Vangelo secondo Matteo" e culminata con la firma delle scenografie di capolavori come "Medea" e "Salò o le 120 giornate di Sodoma". Alla conferenza stampa di lancio hanno preso parte i vertici istituzionali e il comitato organizzativo, a partire da Francesca Pantaloni, assessore al bilancio della regione Marche, che ha sottolineato la valenza territoriale dell'iniziativa: "È una mostra importantissima che dà grande lustro e visibilità alle Marche offrendo uno straordinario percorso di valorizzazione culturale in un’ottica fortemente innovativa. Il tema centrale del progetto, la bellezza imperfetta, ci invita a una riflessione profonda: l’arte ci ricorda che la vera bellezza risiede proprio nell'imperfezione e, soprattutto, nell'autenticità". Profonda la commozione espressa dallo stesso scenografo premio Oscar Dante Ferretti, che ha voluto ricordare le sue radici e il suo mentore: "Ringrazio principalmente due persone nella mia vita: Gesù Cristo e Pier Paolo Pasolini. Un accostamento forse azzardato, ma che sento talmente vero. Pier Paolo è stato il mio primo grande maestro: ricordarlo significa ricordare la mia giovinezza e l’inizio della mia carriera". Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Gradara Filippo Gasperi, il quale ha evidenziato come la sua comunità sia onorata di ospitare un progetto di tale spessore artistico: "Gradara ha un legame antico e molto forte con il cinema, con l’immaginario, con il racconto visivo: un legame che intendiamo continuare a valorizzare perché rappresenta per noi un asse strategico di crescita". Il curatore della mostra David Miliozzi ha definito l'appuntamento come un evento unico e necessario, ricordando che Ferretti è stato celebrato da registi del calibro di Martin Scorsese e Leonardo di Caprio come lo scenografo più emblematico della sua epoca. L'orizzonte del progetto culturale è comunque a lungo raggio, come spiegato da Carmine Caracciolo, organizzatore della mostra e amministratore di C&C insurance service: "La mostra dopo Gradara andrà a Roma presso una sede istituzionale della regione Lazio, per poi proseguire nel 2027 per Napoli, fino a raggiungere Pordenone e Casarsa della Delizia. Stiamo inoltre progettando la realizzazione dell'evento anche a Bruxelles". Per quanti vorranno visitare l'allestimento a Gradara, gli orari di apertura prevedono l'accesso da lunedì a giovedì dalle 18:00 alle 23:30, mentre da venerdì a domenica lo spazio sarà fruibile anche la mattina dalle 10:00 alle 13:00, oltre alla consueta apertura serale.

30/06/2026 16:30
Folle inseguimento nella notte tra Corridonia e Macerata: 21enne finisce in una scarpata e viene arrestato

Folle inseguimento nella notte tra Corridonia e Macerata: 21enne finisce in una scarpata e viene arrestato

Si è conclusa con l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari la pericolosa fuga notturna di uno studente 21enne residente a Corridonia, protagonista di un inseguimento stradale protrattosi per circa 6 chilometri tra i territori comunali di Corridonia e Macerata. L'episodio è iniziato quando una pattuglia della sezione radiomobile dei carabinieri, impegnata in un servizio di controllo del territorio, ha intercettato un'autovettura che procedeva a velocità sostenuta e con una condotta di guida irregolare. I militari hanno seguito il mezzo fino a via Bramante a Macerata dove, azionando i dispositivi luminosi, hanno intimato l'alt al conducente. Il giovane, dopo aver inizialmente accennato la manovra di accostamento, ha improvvisamente accelerato a fondo per sottrarsi alle verifiche. L'inseguimento si è concluso in contrada Valleverde, dove il 21enne ha perso il controllo del veicolo a causa della velocità eccessiva, uscendo di strada e precipitando nella scarpata adiacente alla carreggiata. Nonostante la dinamica del sinistro, il ragazzo – che si trovava da solo a bordo – è rimasto illeso e ha rifiutato l'assistenza medica dei sanitari del 118. Sottoposto ai successivi accertamenti etilometrici da parte dei carabinieri, lo studente è risultato positivo all'alcoltest con un tasso di 1,27 g/l (quasi triplo rispetto al limite di legge), valore di rilevanza penale ulteriormente aggravato dalla sua condizione di neopatentato e dall'orario notturno in cui si sono svolti i fatti. I militari dell'arma hanno quindi proceduto all'arresto in flagranza di reato per le contestazioni di fuga pericolosa all'alt e guida in stato di ebbrezza con le relative aggravanti stradali. Per il giovane è scattato l'immediato ritiro della patente, mentre l'autovettura (risultata di proprietà della madre) è stata rimossa dal soccorso stradale Aci. Informato della vicenda, il pubblico ministero di turno ha disposto il trasferimento del conducente presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

30/06/2026 15:20
Il "cartonato" di un sindaco all'ombra del gigante Ciaffi: i retroscena della mancata elezione di Francesco Luciani

Il "cartonato" di un sindaco all'ombra del gigante Ciaffi: i retroscena della mancata elezione di Francesco Luciani

Appare quasi blasfemo che nella stessa sala dove lunedì si è consumato uno degli episodi più espliciti di sciatteria istituzionale e protervia politica che Macerata abbia mai conosciuto si renda oggi l’estremo saluto all’onorevole Adriano Ciaffi: un gigante della politica, l’uomo che ha traghettato le macerie della Dc verso un nuovo orizzonte, che ha immaginato – criticabile o meno che fosse – una Macerata futura impegnandosi perché la costruzione si facesse; certo con logica di “parte”, ma mai con perseguimento di proprio interesse. Ancor più "offensivo" della sua memoria è constatare che Adriano Ciaffi è l’artefice della riforma che ha portato all’elezione diretta del sindaco e che va incontro all’estremo saluto a 48 ore dalla presa d’atto da parte della città di non avere un sindaco, bensì un uomo che è eterodiretto, incapace di proporre alcunché al cospetto dell’invadenza di figure che nulla c’entrano con i destini della città e che perseguono un proprio interesse di bottega. Per tutto il tempo del calvario del centrodestra che si è consumato lunedì pomeriggio al centro dei banchi della giunta non c’era un sindaco, ma il cartonato di Sandro Parcaroli con lo sguardo perso, a un tratto confortato dalle “pie donne” Francesca D’Alessandro e Barbara Antolini, in cerca di un cenno di assenso da parte dei suoi due “guardiani”: Mauro Lucentini il commissario ad acta della Lega e il consigliere di minoranza di Appignano, Luca Buldorini. È un ritratto che molto somiglia all’indimenticabile pagina di Alessandro Manzoni quando Don Abbondio incontra i Bravi che lo ammoniscono: "il signor curato è un uomo che sa il viver del mondo; e noi siam galantuomini, che non vogliam fargli del male, purché abbia giudizio. Signor curato, l’illustrissimo signor don Rodrigo nostro padrone la riverisce caramente". Non stiamo certo qui a indagare se esista un don Rodrigo, ma di certo s’addice alla bisogna la “sentenza” manzoniana su don Abbondio: "Il coraggio se uno non ce l’ha mica se lo può dare". Il cartonato di Parcaroli lunedì non ha guardato in faccia nessun consigliere, non è stato in grado di far sentire il peso personale. Di fronte ai continui colpi che lui e la sua presunta maggioranza ricevevano avrebbe potuto ben dire ritiriamo la candidatura di Francesco Luciani – tra l’altro mandato allo sbaraglio, convien dire, senza troppo rispetto – oppure rivediamo la giunta, o ancora fermi tutti io ci metto la faccia: o votate Lucentini o si va tutti a casa. Niente! Nascosto, mesto, cereo in volto. A confermare che lui è stato messo lì per curare gli interessi di qualcun altro e che ha dei vincoli che molto somigliano a quelli del “curato” (e un po’ di curia qui c’entra): ai quali non si può sottrarre. Per la verità dal coté curiale – il mago delle preferenze Merlini e forse il capo di gabinetto Poletti – dopo che si è appalesato il ballottaggio si è tentata una ricopertura a sinistra con il via libera a Romano Mari, ma si sa com’è andata e oggi l’incertezza regna sovrana. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Pierfrancesco Castiglioni ha improvvisato uno show da urlatore per nascondere la pena di quello spettacolo, ma sa benissimo che lui e buona parte della dirigenza locale di Fratelli d’Italia porta il peso di questo indecoroso spettacolo. Ciò che più è stato sorprendente è che a nessuna delle comparse di questa tragicommedia è venuto fatto di pensare: ma quelli che ci hanno votato si aspettavano questo? E qui si devono avanzare altre considerazioni che aprono scenari a dir poco inquietanti per la città. Si era scritto nei giorni andati che la giunta varata sotto dettatura dei “bravi” era una giunta di minoranza dove inspiegabilmente spuntano figure eccentriche e che aveva tagliato fuori due partiti di centro e cattolici che sono stati indispensabili alla vittoria del centrodestra. Qui si è manifestata la protervia della Lega. Non solo, in questo clima di esondante tracotanza anche altri parti hanno fatto errori nell’indicare o escludere i propri componenti della giunta. E questo ha portato all’esito ridicolmente funesto per il centrodestra lunedì in consiglio comunale dove c’è stato anche un episodio di assoluta gravità e di cui il segretario generale si è reso corresponsabile. L’assessore in pectore ai lavori pubblici, Andrea Marchiori, avrebbe imposto ai cinque consiglieri della sua lista di scrivere sulle schede "Lucentini presidente" perché non si potesse dubitare della loro fedeltà alla linea. In una votazione a scrutinio segreto questa è una chiara indicazione vietata dai regolamenti comunali, ma anche dalla legge (perdoni onorevole Ciaffi, ma davvero non sanno quello che fanno) e tuttavia il segretario ha dato buone, inutilmente, quelle schede. Tralasciamo – per carità di patria - di narrare la sceneggiata consiliare e veniamo agli interrogativi che pressano. Che succederà domani? Insisteranno col proporre Francesco Luciani, eletto nella lista emanazione di Paolo Calcinaro e questo è particolare non trascurabile, o cercheranno altro nome magari con un accordo? Si sa che si sono incontrati quelli di Fratelli d’Italia e nonostante le perorazioni di Pierfrancesco Castiglioni che ha alternato blandizie e minacce l’incertezza sul voto resta. La ragione c’è. Si sa che Francesco Acquaroli sarebbe pronto a scaricare Sandro Parcaroli. Le motivazioni sono tre. La prima è l’assoluta inconsistenza del sindaco cartonato appalesatasi in tutta la sua evidenza lunedì; la seconda è che il prossimo anno ci sono le politiche e Acquaroli come esponente di punta di FdI ha bisogno di una vera coesione del centrodestra; sa perfettamente che questa Lega che ha cercato di arraffare tutto a Macerata non è la Lega che correrà, sa che ha bisogno come il pane dell’appoggio dei cattolici, sa infine che non può permettersi una lite in regione con Calcinaro. L’ordine di Arianna Meloni è uno solo: vincere le politiche per governare a Roma. E, detto tra noi, palazzo Chigi val bene un Parcaroli che non ha invece capito, o forse non è in condizioni di praticarlo, che una giunta val bene un saluto (a) romano. Peraltro Acquaroli che vuole assolutamente prendere le distanze da questa Lega del maceratese ha i mezzi per farlo. Basta che allarghi la giunta regionale per far entrare come assessore Renzo Marinelli e coloro i quali tengono al guinzaglio Parcaroli vengono messi all’angolo. Ma c’è la terza motivazione che pesa e conta più di tutte. Se Sandro Parcaroli è eterodiretto la giunta si trova in balia di interessi esterni e finisce che a governare la città non è più la politica, ma un comitato d’affari. Di questo il presidente ha gran timore senza contare che per come si sono messe le cose è evidente che questa giunta avrebbe vita difficilissima su ogni provvedimento. C’è poi il mistero del perché Sandro Parcaroli si sia tenuto per sé la delega all’urbanistica. Una interpretazione che è giunta fino a palazzo Raffaello è che Parcaroli avrebbe promesso all’ingegnere capo Tristano Luchetti – che non a caso prima delle elezioni è stato riconfermato nell’incarico per un triennio – il ritorno a Macerata della dottoressa Francesca Pallotta (ora in forza al comune di Recanati) come dirigente dei lavori pubblici in modo da dare totale spazio al medesimo Luchetti sul settore urbanistico. Ora che il Pnrr si è esaurito – e ci saranno delle sorprese non liete in bilancio per il comune di Macerata – l’urbanistica, settore che lo stesso Luchetti ha più volte detto di preferire, torna centrale anche perché ci sono nuove zone di espansione, nuovi terreni sui quali immaginare progetti. In campagna elettorale Parcaroli ha continuato a promettere "Macerata deve crescere" e chi meglio dell’ingegner Luchetti per farla crescere? Per tutte queste ragioni – oltreché per le acque agitate nel rapporto con la curia e il mondo cattolico circostanza che certo non fa piacere al presidente della regione – Francesco Acquaroli avrebbe detto ad alcuni dei suoi: Parcaroli si può scaricare. Ecco perché Pierfrancesco Castiglioni, che non deve essere stato avvertito del cambio di linea, si danna con relativo scarso costrutto. Pare che Francesco Acquaroli – che ha parecchie gatte da pelare anche a Civitanova Marche e a San Benedetto – abbia aggiunto: va scaricato in fretta perché poi ci sono le politiche. È del pari evidente che se giovedì (la seduta di oggi del Consiglio sarà rinviata in rispetto della memoria di Adriano Ciaffi, ndr) Francesco Luciani non riuscisse a passare la crisi di maggioranza sarebbe insanabile e Acquaroli dovrebbe convincere Parcaroli a farsi da parte per evitare contraccolpi in regione. Insomma si profila un braccio di ferro durissimo tra i “protettori” del sindaco cartonato e i vertici regionali testimoniato dai telefoni roventi di tutti i consiglieri sottoposti a fortissime pressioni. Nelle prossime 48 ore si verificherà se le cose stanno così. Nel frattempo Macerata assiste, piange e rimpiange Adriano Ciaffi.

30/06/2026 14:30
Macerata, fiamme in un ufficio: scatta l'evacuazione del palazzo

Macerata, fiamme in un ufficio: scatta l'evacuazione del palazzo

Un incendio si è sviluppato nella mattinata di oggi a Macerata, all'interno di un edificio finanziario situato in via Pannelli, rendendo necessario il tempestivo intervento dei soccorritori. L'allarme è scattato quando un termoconvettore posizionato all'interno di un ufficio ha preso fuoco per cause ancora in corso di accertamento, sprigionando fumo all'interno dei locali. In via del tutto precauzionale e per garantire l'incolumità dei presenti, i responsabili della struttura hanno immediatamente disposto l'evacuazione dell'intero stabile, facendo confluire all'esterno il personale e gli utenti che si trovavano nella struttura. Sul posto è giunta la squadra dei vigili del fuoco del Comando di macerata, che ha provveduto a estinguere rapidamente le fiamme prima che potessero propagarsi ad altri arredi. Una volta completate le operazioni di spegnimento, gli operatori hanno avviato la ventilazione meccanica dei locali per eliminare i fumi residui, eseguendo contemporaneamente i necessari sopralluoghi per verificare la stabilità strutturale e la salubrità degli ambienti prima del rientro del personale. Al termine delle attività, i tecnici hanno confermato che non si segnalano persone coinvolte o intossicate dal fumo.

30/06/2026 14:00
Dal Bhutan a Macerata: la Felicità Interna Lorda entra tra i banchi del Convitto "Leopardi"

Dal Bhutan a Macerata: la Felicità Interna Lorda entra tra i banchi del Convitto "Leopardi"

 Può la felicità trasformarsi in una vera e propria materia scolastica? La risposta è sì, ed è esattamente quanto sperimentato con successo al convitto nazionale "Giacomo Leopardi" di Macerata. Nel corso dell'anno scolastico, gli alunni e le alunne della classe quinta della scuola primaria hanno preso parte all'innovativo progetto interdisciplinare denominato "Bhutan, Gross National Happiness. Felicità Interna Lorda… a scuola". Si è trattato di un percorso didattico d'avanguardia che ha visto convergere materie come italiano, geografia, tecnologia, religione ed educazione civica, guidando i giovanissimi studenti alla scoperta di un modo alternativo di concepire il benessere e la qualità della vita. L'iniziativa ha preso le mosse dall'analisi del Bhutan, il piccolo Stato himalayano celebre a livello globale per aver sostituito il tradizionale PIL con l'indice di Felicità Interna Lorda (Gross National Happiness) quale reale indicatore della salute e della serenità della popolazione. Partendo da questo singolare modello macroeconomico, i bambini hanno approfondito tematiche cruciali legate alle relazioni umane, alla sostenibilità ambientale, alla partecipazione e alla cittadinanza attiva. Il percorso si è sviluppato sul campo attraverso letture mirate, la visione di documentari, momenti di dibattito in aula e attività di gruppo, arricchendosi notevolmente grazie alla testimonianza diretta del viaggiatore Nicola Blasetti, il quale ha condiviso con la classe la propria esperienza in Bhutan offrendo uno sguardo autentico su tradizioni e valori locali. Oltre all'indubbio valore etico, il progetto ha consentito lo sviluppo di importanti competenze trasversali, tra cui la capacità di selezionare le informazioni, argomentare nel rispetto delle opinioni altrui e utilizzare in modo consapevole le tecnologie digitali per la raccolta dei dati. Dimostrando una profonda maturità ed ecologica consapevolezza, gli studenti hanno compreso che l'economia può essere orientata al benessere collettivo e hanno tradotto questa teoria in una proposta pratica e solidale per il proprio istituto: la donazione dei grembiuli utilizzati dagli alunni uscenti delle quinte alle future classi terze, un gesto concreto volto a ridurre gli sprechi e a promuovere il riuso. L'esperienza si è infine conclusa con un partecipato momento di condivisione con le famiglie, durante il quale i bambini hanno illustrato i risultati raggiunti. A esprimere grande soddisfazione per l'alto profilo formativo dell'iniziativa è il rettore e dirigente scolastico del convitto "Leopardi", Alessandra Gattari: "Questo progetto racchiude l'essenza della nostra missione educativa. Vedere bambini e bambine accostarsi a concetti complessi come la Felicità Interna Lorda e tradurli spontaneamente in un gesto concreto di solidarietà e riuso, come il dono dei propri grembiuli, ci dimostra che la scuola può davvero fare la differenza. Hanno capito che la felicità non è un fatto puramente individuale, ma un valore collettivo da coltivare ogni giorno attraverso la responsabilità, il rispetto e la cura reciproca. È questo il tipo di cittadinanza attiva che vogliamo stimolare nei nostri ragazzi".

30/06/2026 11:40
"Più che democristiani, cominciammo a essere semplicemente 'ciaffiani'"

"Più che democristiani, cominciammo a essere semplicemente 'ciaffiani'"

La città di Macerata si stringe nel ricordo e nel cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi, figura di primissimo piano della storia politica, istituzionale e culturale delle Marche, spentosi all'età di 90 anni. Per consentire a cittadini, amici e rappresentanti delle istituzioni di tributargli l'ultimo saluto, la camera ardente è stata allestita a partire da questa mattina all'interno del Palazzo Comunale in piazza della Libertà, dove resterà aperta per le visite dalle ore 10:00 alle ore 21:00. Un omaggio doveroso a un uomo che ha incarnato una stagione nobilissima della Democrazia Cristiana e che si è ricongiunto idealmente a figure storiche del territorio come Elio Ballesi (unico precedente di una camera ardente allestita in Comune), già sindaco di Macerata per due mandati oltre che senatore della repubblica. Le esequie ufficiali si terranno invece domani mattina, con i funerali che saranno celebrati nella chiesa di Santa Croce. Accanto al cordoglio del mondo politico, si leva in queste ore anche la voce del panorama culturale locale, da sempre sostenuto con passione dall'avvocato e parlamentare maceratese. Riceviamo e pubblichiamo integralmente il toccante e dettagliato ricordo espresso da Alberto Meriggi, presidente del centro studi storici maceratesi, associazione di cui Ciaffi era socio storico e attento sostenitore. Il ricordo di Alberto Meriggi (Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi) "A nome mio personale, del Consiglio direttivo e di tutti i soci del Centro Studi Storici Maceratesi, associazione che ho l’onore di presiedere, desidero esprimere alla famiglia Ciaffi le più sentite condoglianze per la perdita del carissimo Adriano, da sempre socio e attento sostenitore dell’importanza della cultura e della storia dei nostri territori. Adriano Ciaffi ha sempre guardato con attenzione e con passione a coloro che si dedicavano a preservare la storia locale e, con il loro lavoro di ricerca, studio e pubblicazioni, a renderla conoscenza per tutti. Desidero ringraziarlo anche per aver sempre sostenuto l’impegno del Centro Studi Storici Maceratesi rivolto alla tutela, alla valorizzazione e alla custodia della memoria, delle tradizioni e delle identità delle nostre comunità, piccole e grandi. Oggi resta il vuoto per la sua assenza, ma rimane la gratitudine per ciò che ha saputo donare con solidarietà, vicinanza e sostegno materiale, al volontariato locale impegnato nel difficile servizio per la crescita e promozione della cultura. Ma sul piano strettamente personale non posso trascurare l’On. Adriano Ciaffi, uomo delle istituzioni e dell’impegno politico. Lo conobbi quando negli anni Sessanta del secolo passato le sue idee e le sue battaglie per la trasformazione della mezzadria in affitto e per un miglioramento delle condizioni dei mezzadri e dei lavoratori della terra fecero profonda presa sui sentimenti di mio padre, mezzadro a Chiesanuova di Treia e suo grande amico. L’entusiasmo di mio padre e dei tanti giovani contadini di quegli anni, per quelle idee di miglioramento delle loro condizioni di vita, ebbero effetti anche su di me, poco più che adolescente, ma che ben presto mi coinvolsero al punto da convincermi a seguire la militanza politica di Adriano Ciaffi; rimasi incuriosito e interessato soprattutto da quel suo percorso che procedeva sul binario della politica intesa come servizio, umanità, dialogo e confronto e, soprattutto, rispetto delle persone di qualunque ceto sociale. Nella mia zona io e mio padre, più che democristiani, cominciammo ad essere considerati semplicemente "ciaffiani", e non ci dispiaceva. Quando poi la vita mi immerse nel mondo della cultura e della ricerca storica, con all’inizio una particolare attenzione anche alla rivisitazione delle pagine più importanti della storia di Treia, la mia città, molto amata anche da Ciaffi, trovai in lui un entusiasta sostenitore di quel mio primo impegno nel mondo della cultura. Quando nei primi anni Ottanta fondammo e avviammo a Treia un Centro Culturale Polivalente - una associazione che, fra l’altro, fece conoscere nella cittadina il nome, oggi prestigioso, di Dolores Prato - per rendere più suggestiva la cerimonia dell’inaugurazione di quel Centro Polivalente, Ciaffi portò a Treia il giornalista Nuccio Fava, allora direttore del TG1. Né mancò la sua vicinanza come socio e militante quando, alla fine degli anni Ottanta, si riuscì a ridar vita, sempre a Treia, alla prestigiosa Accademia Georgica. Sempre convinto sostenitore dell’impegno del Centro Studi Storici Maceratesi fin dai tempi della sua fondazione, nel 1965, e vicino ai fondatori, Dante Cecchi, Pio Cartechini ed Aldo Adversi, ne ha sempre seguito con interesse le varie attività, considerandole di grande valore per la cultura del territorio. Desidero sottolineare con soddisfazione che fin dall’inizio della mia presidenza nel Centro Studi sono state frequenti le sue telefonate dopo qualche evento a cui aveva partecipato, per congratularsi per la riuscita e per l’interesse suscitato dal tema trattato, conversazioni che chiudeva sempre con incitamenti e incoraggiamenti a proseguire su quella difficile ma preziosa strada. Conosceva bene la storia di Macerata di ogni epoca, ma nelle conversazioni spesso amava ritornare alle vicende belliche che interessarono il Maceratese e le Marche durante la seconda guerra mondiale e spesso, in privato, amava soffermarsi su quanto accadde nella zona di San Lorenzo di Treia dove la famiglia aveva una abitazione. Sono certo che Adriano Ciaffi continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto e apprezzato per la sua umanità, la sua umiltà, il suo legame per la nostra terra, per la politica come servizio e per la passione per la cultura e la storia. È stato di certo una delle figure più emblematiche della miglior gioventù maceratese e marchigiana del secondo dopoguerra. Ci mancherà!". 

30/06/2026 11:30
Macerata Racconta, le Eum presentano il viaggio junghiano tra le fiabe di Matilde Morrone Mozzi

Macerata Racconta, le Eum presentano il viaggio junghiano tra le fiabe di Matilde Morrone Mozzi

L'immaginario fiabesco si trasforma in una mappa per l'esplorazione interiore e la ricerca di sé nel nuovo appuntamento culturale inserito nel cartellone di Macerata Racconta. Domani, mercoledì 1° luglio alle ore 18:00, la cornice dell'auditorium San Rocco ospiterà l'incontro dal titolo “Dimore favolose, specchi di attrazioni”, promosso dalle Eum (edizioni università di macerata). Al centro del dibattito ci sarà la presentazione del volume intitolato "In questa casa c’è un segreto. Lettura junghiana di dimore fiabesche", scritto da Matilde Morrone Mozzi. Insieme all'autrice interverranno all'evento Arianna Fermani, docente che ha curato la postfazione del libro, e Simona Antolini, presidente della casa editrice universitaria. L'opera poggia le proprie basi scientifiche e narrative sui temi e i motivi della psicologia del profondo di Carl Gustav Jung, rivisitandoli attraverso il patrimonio delle favole tradizionali. Nel testo, le casupole o le magioni in cui l'eroe si imbatte nel suo vagare all'interno del bosco non vengono interpretate come semplici luoghi geografici, bensì come potenti rappresentazioni simboliche e punti di sosta decisivi per la trasformazione del sé e del proprio progetto di vita. La lezione delle fiabe viene così analizzata sotto un duplice punto di vista, spingendo il lettore a interrogarsi su se stesso in un originale itinerario interiore. L'evento rappresenta uno dei momenti di approfondimento del festival letterario che, da oggi fino al 5 luglio, animerà il centro storico cittadino con incontri, reading e dialoghi dedicati al mondo dei libri e delle idee.

30/06/2026 10:00
Perticarari, bordate a Parcaroli dopo il caos in Consiglio: "Da sindaco mi sarei dimesso"

Perticarari, bordate a Parcaroli dopo il caos in Consiglio: "Da sindaco mi sarei dimesso"

Nel bel mezzo del terremoto politico che ha investito la neonata Giunta del Parcaroli bis e contrassegnato la prima seduta del Consiglio comunale di Macerata, culminata con il fallimento della riconferma di Francesco Luciani come presidente dell'assise e il rinvio dei lavori per la mancanza del numero legale, la minoranza già alza i toni.  A farsi portavoce del profondo dissenso tra i banchi dell'opposizione è il consigliere comunale del Partito Democratico Andrea Perticarari, già protagonista in aula durante le convulse fasi della quarta votazione per aver sollevato una mozione d'ordine contro alcune schede contestate. Attraverso un durissimo intervento affidato ai propri canali social a pochissimi minuti dalla fine della seduta, l'esponente dem ha stigmatizzato l'atteggiamento della coalizione di centrodestra: "Dopo la mancata elezione del presidente del Consiglio da parte della maggioranza che addirittura abbandona l’aula facendo mancare il numero legale la faccio semplice perché il resto sono chiacchiere e giochetti politici che non interessano alle persone. Io da sindaco mi sarei dimesso, anche solo per dignità, ma si vede che ormai la politica non ha più nemmeno quella sull’altare del potere". A fare eco alle dichiarazioni del consigliere, anche una nota del gruppo del Pd di Macerata: "La maggioranza ha provato a rinviare la seduta contro il regolamento e successivamente ha fatto mancare il numero legale già alla prima seduta. Ciò perché sono stati incapaci di dirimere i disaccordi interni riguardo alla proposta del nome da indicare per la Presidenza del Consiglio". "L'ingovernabilità è generata dalle scelte del Sindaco che si è fatto imporre dalla lista della Lega le nomine della Giunta, creando da subito frizioni e rancori profondi. Si denota quindi fin dal primo giorno sia incapacità di governare che una pericolosa e inaccettabile torsione delle Istituzioni ad esigenze di parte. Il tutto a spese dei cittadini nella inevitabile ripetizione delle sedute consiliari", conclude la nota del Pd di Macerata.   

29/06/2026 19:18
Macerata, la Giunta Parcaroli bis già inciampa: Luciani non raggiunge 'quota 17', il Consiglio slitta

Macerata, la Giunta Parcaroli bis già inciampa: Luciani non raggiunge 'quota 17', il Consiglio slitta

Una partenza in salita che si trasforma in un lunedì di altissima tensione e sancisce un iniziale, clamoroso passo falso all'interno della neonata Giunta del Parcaroli bis. Al primo appuntamento della massima assise cittadina il centrodestra fallisce l'obiettivo principale, ovvero la riconferma di Francesco Luciani alla presidenza del Consiglio comunale, finendo sotto il fuoco incrociato dei franchi tiratori e decretando lo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale. Il verdetto dell'aula certifica nei fatti il forte malumore che serpeggiava alla vigilia all'interno delle anime escluse dall'esecutivo cittadino a trazione leghista e fortemente spostato a destra, una composizione che ha indispettito le liste di centro e cattoliche come "Macerata Unica" e "L'Unione di Centro", scontentando al contempo frange di Forza Italia e Fratelli d'Italia. Il pomeriggio in aula è stato caratterizzato da continui colpi di scena: al termine del terzo scrutinio, andato a vuoto in quanto Luciani non ha raggiunto il quorum nonostante fosse necessaria soltanto la maggioranza assoluta dei votanti (a differenza delle prime due in cui servivano i 2/3 dei consiglieri eletti), la seduta è stata improvvisamente sospesa per presunti "motivi tecnici" in quanto "terminate le schede cartacee di voto". Dopo anche la terza votazione infruttuosa, il clima si è surriscaldato prima del quarto scrutinio quando la consigliera Deborah Pantana di "Macerata Unica" ha proposto una mozione di sospensione per aggiornare i lavori a giovedì; la richiesta è stata tuttavia dichiarata inammissibile dal segretario comunale dopo minuti di accesa bagarre. Al momento dello spoglio decisivo della quarta votazione è emerso il caos delle preferenze: il candidato Francesco Luciani si è fermato a quota 16 voti (sotto il quorum richiesto di 17), nonostante il segretario abbia convalidato ben cinque schede recanti la dicitura "Luciani Presidente" e una indicante "Luciani D." (pur chiamandosi l'esponente Francesco), scatenando la dura reazione del consigliere d'opposizione del Partito Democratico Andrea Perticarari, il quale ha sollevato una mozione d'ordine: "Sono stati ritenuti validi e legittimi i voti 'Luciani Presidente' e 'Luciani D'. Spero - ha dichiarato rivolgendosi al segretario comunale - che questo non sia un precedente anche per le prossime volte e che vengano considerati validi solo i voti senza segni di riconoscimento" Constatata la mancanza di sicurezza sui numeri, la maggioranza ha optato per la strategia dell'abbandono dell'aula per congelare il voto (già assenti sin da inizio seduta Silvano Iommi e Laura Laviano, quest'ultima per malattia): la prima e la seconda chiamata della quinta votazione sono andate deserte per assenza di numero legale, fino all'epilogo finale della terza chiamata che ha registrato appena 14 presenti, costringendo al rinvio ufficiale del consiglio comunale a domani alle ore 15:00. Il tutto quando l'orologio segna quasi le 18:45, dopo ore dall'inizio del lavori.  Si apre così una faglia politica che investe direttamente anche i palazzi regionali. Il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli aveva infatti raccomandato un esecutivo inclusivo per i centristi e il fallimento odierno potrebbe accelerare la rimozione del capo di gabinetto regionale Renato Poletti, accusato di non aver saputo gestire le trattative territoriali e i rapporti con la curia maceratese (come avevamo scritto ieri), dove l'esclusione dell'area cattolica è stata vissuta come uno schiaffo che ha messo in subbuglio l'intero mondo del volontariato. Con i franchi tiratori che hanno ufficialmente aperto le ostilità, la tenuta della maggioranza di Parcaroli si sposta ora sulle prossime ventiquattro ore di trattative.

29/06/2026 18:50
L'Università di Macerata entra nel club delle eccellenze: partnership con Italy Bureau of Certification

L'Università di Macerata entra nel club delle eccellenze: partnership con Italy Bureau of Certification

MACERATA – L'Università di Macerata entra a far parte di un ristretto gruppo di atenei italiani grazie a un nuovo accordo strategico con IBC – Italy Bureau of Certification, organismo accreditato per la certificazione delle competenze professionali. Il Dipartimento di Economia e Diritto è infatti una delle sole cinque università italiane – e l'unica nelle Marche – ad aver sottoscritto una partnership dedicata alla formazione e alla certificazione delle figure professionali legate al commercio internazionale. L'intesa, entrata in vigore l'8 maggio scorso, punta a rafforzare il collegamento tra il mondo accademico e quello del lavoro, offrendo agli studenti un percorso altamente qualificante per diventare export-import manager (Exim), professionisti specializzati nell'internazionalizzazione delle imprese, nella gestione delle attività di import-export e nello sviluppo commerciale sui mercati esteri. L'aspetto più innovativo dell'accordo riguarda proprio il percorso formativo. A differenza di quanto avviene nella maggior parte degli atenei, dove la preparazione alla certificazione richiede master o corsi post-laurea a pagamento, gli studenti di UniMC potranno prepararsi direttamente durante il normale corso di studi, senza sostenere costi aggiuntivi. Dopo aver verificato i programmi didattici, IBC ha infatti riconosciuto la piena conformità degli insegnamenti agli standard richiesti per la certificazione, consentendo il riconoscimento diretto degli esami già sostenuti. Il percorso coinvolge il curriculum in "Economia e commercio internazionale" del corso di laurea triennale in Economia e Management e prosegue con gli insegnamenti della laurea magistrale in Management e Marketing Internazionale, offrendo una preparazione completa che permetterà agli studenti di accedere all'esame di certificazione con condizioni economiche agevolate e senza dover frequentare ulteriori corsi. «Questo accordo rappresenta una straordinaria opportunità per i nostri iscritti – afferma la direttrice del Dipartimento di Economia e Diritto, Elena Cedrola –. Abbiamo costruito un percorso formativo continuo che valorizza chi sceglie di completare gli studi a Macerata. La qualità della nostra didattica è stata riconosciuta come pienamente allineata agli standard europei, trasformando il normale percorso universitario in un vero e proprio passaporto professionale, immediatamente spendibile nel mercato internazionale». La convenzione non si limiterà alla certificazione delle competenze. L'accordo prevede infatti lo sviluppo di attività formative congiunte, progetti condivisi e iniziative rivolte agli studenti, con l'obiettivo di favorire un contatto diretto con il mondo imprenditoriale e accompagnare i laureati verso un più rapido inserimento nel mercato del lavoro. Per l'Università di Macerata il referente della convenzione è Elena Cedrola, mentre per Italy Bureau of Certification il coordinamento è affidato a Fausto Vuolo.

29/06/2026 16:09
Nidi nelle scuole, la replica di Federcaccia Macerata: "Da ambientalisti solo critiche ideologiche"

Nidi nelle scuole, la replica di Federcaccia Macerata: "Da ambientalisti solo critiche ideologiche"

La Federcaccia provinciale di Macerata interviene con una nota ufficiale in merito alle perplessità espresse dalle sigle ambientaliste ed animaliste (Lipu, Lav, Wwf, Enpa e Oipa) sull'installazione di nidi artificiali e sui percorsi di educazione ambientale avviati in alcune scuole primarie del territorio. Il direttivo venatorio risponde fermamente, sottolineando come «le critiche rivolte ai cacciatori dimostrano ancora una volta una visione ideologica, non un confronto sui fatti». Secondo l'associazione dei cacciatori maceratesi, sostenere che il mondo venatorio non possa occuparsi di divulgazione ambientale significa ignorare il percorso di formatione obbligatorio intrapreso dagli iscritti, che comprende lo studio approfondito della fauna, degli habitat, della normativa e della gestione territoriale, oltre alle collaborazioni scientifiche attive con università, istituti di ricerca come l'ispra ed enti pubblici in materia di censimenti, monitoraggi e ripristino ambientale. La nota evidenzia come l'azione nelle scuole debba essere valutata esclusivamente per la qualità dei contenuti e dei risultati effettivi, «non in base a un pregiudizio verso chi la svolge», aggiungendo che il mondo venatorio è dotato di tecnici formati che fondano il proprio operato su dati concreti e dimostrano con i fatti l'attuazione della gestione di habitat e fauna sul territorio con il proprio impegno e a proprie spese, come nel caso del mantenimento delle zone umide. Federcaccia risponde puntualmente anche ai rilievi tecnici avanzati sulle cassette-nido posizionate nei plessi scolastici: «Rimandiamo al mittente anche la critica rivolta alle caratteristiche delle cassette, ed invitiamo lo stesso ad appurare le caratteristiche stesse delle cassette installate negli istituti scolastici». Infine, l'associazione interviene sul dibattito legislativo relativo alla riforma della legge 157/92, precisando che il confronto istituzionale dovrebbe fondarsi sulla lettura oggettiva dei testi di legge e su argomentazioni tecniche e scientifiche, anziché alimentarsi di slogan propagandistici, in quanto «la tutela della biodiversità si costruisce con dati, monitoraggi e gestione concreta del territorio, non con etichette o contrapposizioni».

29/06/2026 16:00
Softball A1, Macerata divide la posta con Caronno: una vittoria per parte nella 13ª giornata

Softball A1, Macerata divide la posta con Caronno: una vittoria per parte nella 13ª giornata

MACERATA – Finisce con un successo per parte il doppio confronto tra Ares Safety Macerata e Rheavendors Caronno, valido per la tredicesima giornata del campionato di Serie A1 di softball. Le due gare, concluse con i punteggi di 2-0 e 3-7, hanno raccontato due partite molto diverse tra loro, consentendo alle marchigiane di conquistare un pareggio comunque prezioso per la classifica. Gara 1: difesa perfetta e colpi decisivi Nel primo incontro Macerata costruisce il successo grazie a una prestazione solida in difesa e alla capacità di sfruttare le occasioni offensive. Dopo tre inning senza particolari emozioni, è il triplo di Carter, nella parte bassa del quarto, a permettere a Farley di segnare il punto del vantaggio. L'Ares Safety continua a controllare il match con una difesa attenta e trova il raddoppio al sesto inning: Carter conquista la base su ball e viene poi spinta a casa dal singolo di Tittarelli. Nel settimo e ultimo attacco Caronno prova a riaprire la partita, ma la difesa maceratese chiude ogni spazio con un decisivo doppio gioco e la successiva eliminazione al volo che vale il definitivo 2-0. Gara 2: la rimonta di Caronno Copione completamente diverso nella seconda sfida. Dopo il debutto in pedana di Pruetting, sono le lombarde a partire forte, anche se Macerata riesce inizialmente a ribaltare il punteggio. Le ospiti passano avanti al terzo inning, ma l'Ares risponde immediatamente con i due punti battuti a casa da Farley e la successiva segnatura del momentaneo 3-1. La svolta arriva nella quarta ripresa, quando Sarah Edwards firma il fuoricampo da tre punti che ribalta completamente l'incontro, portando Caronno sul 4-3. Le lombarde allungano poi nelle riprese successive, approfittando anche di alcune disattenzioni difensive delle padrone di casa, fino al definitivo 7-3. Nel corso della giornata non sono mancate le proteste da parte della formazione maceratese, che ha contestato alcune decisioni arbitrali ritenute determinanti in due episodi chiave della seconda partita. Contestazioni che, tuttavia, non hanno intaccato il clima di sportività tra le due squadre, nel segno del tradizionale spirito di fair play che caratterizza il softball. Classifica Il pareggio permette all'Ares Safety di muovere la classifica e di allungare sulla Bertazzoni Collecchio, sconfitta due volte dalla Lacomes New Bollate. In vetta restano Quick Mill Bollate, sempre più leader, davanti a Italposa Forlì, mentre la lotta per i playoff resta apertissima.

29/06/2026 11:00
Macerata e Weiden sempre più vicine: la neonata associazione Kune vola alla Burger Fest

Macerata e Weiden sempre più vicine: la neonata associazione Kune vola alla Burger Fest

Prima trasferta ufficiale oltre i confini nazionali per l'associazione maceratese Kune, il nuovo sodalizio nato con l'obiettivo strategico di rilanciare e consolidare i rapporti di cooperazione e amicizia istituzionale tra il capoluogo e le sue storiche città gemellate: Weiden in der Oberpfalz (Germania), Issy-les-Moulineaux (Francia) e Floriana (Malta). In occasione della tradizionale Burger Fest, una delegazione del gruppo guidata dal presidente Luciano Frattani e composta dai soci Lamberto Bergamini, Ulderico Orazi, Gianluca Puliti, Pierluigi Tordini e Lorenzo Tordini ha raggiunto la cittadina della Baviera. La missione istituzionale ha permesso alla delegazione marchigiana di avere un confronto bilaterale con il neoeletto sindaco della città tedesca, Benjamin Zeitler. Nel corso del colloquio, svoltosi all'insegna del dialogo e della programmazione, le parti hanno confermato il valore storico del gemellaggio, tracciando le linee guida per promuovere futuri scambi culturali, economici e sociali capaci di coinvolgere le rispettive cittadinanze, le associazioni locali e i giovani dei due territori, potenziando la rete di cooperazione europea. "La nascita di Kune – ha sottolineato il presidente Luciano Frattani – risponde proprio all'esigenza di dare nuovo impulso alle relazioni costruite negli anni tra Macerata e le città gemellate. L'incontro con il sindaco Zeitler rappresenta un segnale positivo e l'inizio di un percorso che auspichiamo possa tradursi in nuove opportunità di collaborazione". Nei prossimi mesi il sodalizio proseguirà la propria attività programmando nuovi tavoli di lavoro e iniziative mirate a rinsaldare i contatti con le amministrazioni di Weiden, Issy-les-Moulineaux e Floriana.

28/06/2026 15:10
Sciapichetti ricorda Adriano Ciaffi: “Con lui scompare la politica vera e popolare”

Sciapichetti ricorda Adriano Ciaffi: “Con lui scompare la politica vera e popolare”

    “È stato protagonista assoluto della crescita economica della nostra regione. Uomo intelligente e generoso, esempio di cattolico democratico e di bella politica. Per me scompare l’amico di sempre, il punto di riferimento assoluto per tante battaglie. Con lui scompare la politica vera, autentica, popolare, esempio per intere generazioni”. Con queste parole Angelo Sciapichetti ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi. Nel suo messaggio, Sciapichetti ha voluto ricordare non solo la figura istituzionale, ma anche il valore umano e politico di Ciaffi, sottolineandone il ruolo centrale nella storia amministrativa e politica delle Marche e del Paese. Adriano Ciaffi, avvocato e dirigente politico, è stato esponente della Democrazia Cristiana, del Partito Popolare e della Margherita, fino a partecipare al percorso costituente del Partito Democratico. Eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1968, fu tra i promotori della riforma agraria che portò alla trasformazione della mezzadria. Tra il 1975 e il 1978 guidò la Regione Marche come Presidente, in una fase politica caratterizzata da un’esperienza di governo innovativa, con l’appoggio esterno del Partito Comunista. Successivamente ricoprì il ruolo di Assessore al Bilancio regionale dal 1978 al 1983, contribuendo all’avvio delle prime politiche strutturate della Regione, in particolare in ambito sanitario. Rieletto alla Camera nel 1983, fu Sottosegretario di Stato agli Interni nei governi Craxi I, Craxi II e Fanfani VI. Dal 1988 al 1992 ricoprì l’incarico di vicepresidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, assumendone poi la presidenza nella legislatura successiva. Terminata l’esperienza parlamentare, tornò alla professione forense e continuò a impegnarsi nella vita pubblica locale come consigliere comunale, mantenendo un ruolo attivo nella sua comunità fino agli ultimi anni.        

28/06/2026 14:00
Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti

Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti

Cantava  Domenico Modugno negli anni del boom, quando a Macerata si faceva lo struscio, i negozi erano pieni e brillavano invece delle lucette le insegne della Upim, “piange il telefono perché non voi votà, anche se dico Parca so già che non risponderà”. Eh già: partenza in salita per la giunta della protervia leghista con un lunedì da alte tensioni in consiglio comunale. I cellulari sono roventi; il riscaldamento climatico c’entra poco perché i maggiorenti dei partiti che si sono fatti promotori di un governo cittadino a trazione leghista che esclude il centro e i cattolici stanno inseguendo quelli che in epoca di prima Repubblica si chiamavano peones, ma che guardando al secondo esecutivo Parcaroli sono dei consiglieri con titoli assai superiori di quelli di alcuni neo-assessori, certamente superiori alla coppia dei “consigliori” del Sindaco. Nelle telefonate si passa dalle minacce alle blandizie, ma tutti hanno capito che una promessa di Sandro Parcaroli dura come un gatto in tangenziale. Perciò a conti fatti al Centrodestra mancano da 6 a 8 voti per far eleggere Francesco Luciani presidente del Consiglio Comunale. Il suo bis è stato messo in discussione della composizione della giunta che ha indispettito Macerata Unica (leggi Deborah Pantana) e Unione di Centro e scontentato moltissimi consiglieri di Fratelli d’Italia (lì si annida il maggior numero di franchi tiratori annunciati) di Forza Italia, ma si sa che anche un paio di consiglieri della Lega sarebbero pronti a impallinare Luciani. I massimi strateghi della Sandropolitik (Mauro Lucentini e il consiglier di minoranza di Appignano) non hanno fatto i conti con i subentranti in consiglio! Dunque a conti fatti a Luciani mancano almeno tre voti da Fratelli d’Italia, due voti da Forza Italia, uno o due dalla Lega e i due delle liste del Centrodestra che pure hanno vinto le elezioni, ma sono state escluse dall’esecutivo. Domani alla prima seduta del Consiglio comunale gli assessori (che non votano per il presidente del Consiglio tranne il Sindaco) arriveranno con il pallottoliere, il pubblico con i pop corn. Del resto per alcuni cabalisti il 17 non è un numero fortunatissimo. Si starà a vedere. Ma come conseguenza di questa giunta annunciata di destra destra non c’è solo il voto su Luciani, ci sono ripercussioni che vanno ben al di là del perimetro del Consiglio comunale e investono direttamente la Regione e la Curia. Oltre ad avere un riflesso politico importante che dimostra come i cosiddetti “registi” della politica locale abbiano la vista assai corta. Se si pigliano a riferimento i sondaggi nazionali emerge prepotente la considerazione che sacrificare il Centro (soprattutto con un Roberto Vannacci rampante) per la destra è sconfitta sicura, ma guardando ai risultati elettorali di Macerata si scopre che Sandro Parcaroli disubbidendo alla giusta indicazione di Francesco Acquaroli che raccomandava un esecutivo composto da 3 di Fdi, 2 della Lega, 2 di FI e un assessore ciascuno dei partiti di centro ha dato vita a una giunta di minoranza. I tre partiti rappresentati in giunta assommano infatti al 38,6% dei voti raccolti nelle scorse comunali, il campo di Centrosinistra vale il 41,7% in senso stretto, l’area anti-Parcaroli assommando Sigona, Orioli e Ripa sale al 49,8%. Quelli che Parcaroli ha lasciato fuori dalla porta (Udc 2,99% e Popolari 1,6) sono quelli che lo hanno fatto vincere e che se in Consiglio comunale si mettono di traverso aggregando attorno a sé tutto il dissenso non lo faranno governare. Di questo il Sindaco è stato avvertito direttamente da una telefonata di Maurizio Lupi, segretario nazionale di Noi moderati, rispetto a cui pare il primo cittadino abbia fatto spallucce. Vedremo domani quali saranno le conseguenze. Che invece già ci sono e pesanti in Regione e in Curia. Da quel che trapela Francesco Acquaroli – si parla di un’animata discussione una settimana fa ai 50 anni di Eurosuole tra lui e Mauro Lucentini: sarebbero volate parole grosse – è talmente scontento che starebbe pensando di mandare a casa Renato Poletti, il suo capo di gabinetto arrivato in sostituzione di Fabio Pistarelli che, sostengono le malelingue, contempla questo spettacolo dei politici maceratesi dilettanti allo sbaraglio con malcelata soddisfazione. Poletti – nonostante il cognome non è parente del fu cardinale grande tessitore di vicende curiali all’ombra di papa Paolo VI, ma spesso tirato in ballo anche per il caso di Emanuela Orlandi visto che fu lui ad autorizzare la sepoltura del capo della banda della Magliana De Pedis nella cattedrale di Sant’Apollinare – ha mancato l’appuntamento proprio con la curia di Macerata. Secondo Acquaroli non è stato capace di tenere a freno le aspirazioni di don Gianluca Merlini che avrebbe dirottato tantissimi voti sulla Lega contro le opinioni del medesimo vescovo. Su Merlini ci sono adesso voci di possibile trasferimento ad altro incarico in atra diocesi, ma nessuno sa la verità sul destino del mago delle preferenze Merlini. Una cosa è sicura nella Fondazione Bandini che è servita a Poletti per scalare l’ufficio in Regione l’esclusione dei centristi cattolici dalla giunta è stata vissuta come uno schiaffo e tutto il volontariato cattolico è in subbuglio. Ma sul (forse) capo di gabinetto della Regione c’è un altro appunto. Si sa che Francesca D’Alessandro che ha stracciato tutti in fatto di preferenze, segno evidente che gli elettori ne hanno riconosciuto la capacità e la dedizione, voleva l’assessorato alla cultura oltreché l’incarico di vicesindaco che si è conquistata per meriti. Ebbene pare che Poletti nella trattativa con Merlini – sono tornati i tempi del Papa re quando il legato pontificio decideva i destini della città da piazza Strambi e sembra che questo il vescovo a Merlini non sia disposto a perdonarlo  - piuttosto che portare avanti le indicazioni ricevute da Francesco Acquaroli abbia tutelato le indicazioni ricevute da Katiuscia Cassetta (non si è ripresentata per evitare il giudizio degli elettori) di nominare Lorella Benedetti assessora alla cultura per stoppare proprio la D’Alessandro con la quale la Cassetta non ha mai avuto rapporti idilliaci. Poletti che nel curriculum si vanta di avere ottimi rapporti col Vaticano sarebbe stato sensibilizzato a prestare attenzione alle istanze della Cassetta proprio da ambienti curiali. La Benedetti assicurerebbe una totale continuità con le scelte della fu assessora preferita da Parcaroli e si vocifera infatti che nonostante la sua assoluta fedeltà a Fratelli d’Italia l’esattora (questo è il nomignolo che hanno già dato alla neo responsabile dalla cultura perché proviene dall’Agenzia delle Entrate) sia il quarto assessore d’influenza leghista. Ebbene questa manovra potrebbe costare il gabinetto regionale a Poletti. Si apre invece la partita del gabinetto comunale che è il piano B. Qualora infatti Luciani non passasse – anche per evitare un inevitabile scontro in Regione col potentissimo assessore Paolo Calcinaro promotore della lista dove l’ex presidente del Consiglio comunale si è presentato – gli si dovrebbe offrire un assessorato e l’unico che potrebbe cederlo è Giuseppe Romano che però il sindaco è obbligato a compensare lautamente. Con Romano Parcaroli le promesse deve rispettarle! Per il titolare del negozio di camicie si era già prospettata l’ipotesi di fargli fare il city manager, ma purtroppo questo signore non ha i titoli. Così verrebbe messo nel gabinetto del Sindaco con emolumento congruo. Staremo a vedere se domani in Consiglio comunale i “franchi” tireranno lo scarico! LEGGI ANCHE: LA SMENTITA DI KATIUSCIA CASSETTA: "NESSUNA PRESSIONE SULLA GIUNTA"

28/06/2026 12:30
Addio ad Adriano Ciaffi, protagonista della politica marchigiana per oltre mezzo secolo

Addio ad Adriano Ciaffi, protagonista della politica marchigiana per oltre mezzo secolo

Si è spento nella notte, alle 3, all'ospedale di Macerata, Adriano Ciaffi. Aveva 90 anni ed è stato uno dei protagonisti della politica marchigiana degli ultimi cinquant'anni, figura di riferimento soprattutto per la città di Macerata. Avvocato, titolare di uno storico studio in corso Cavour, Ciaffi ha continuato a seguire con attenzione la vita pubblica cittadina anche negli ultimi anni. Nonostante l'età, infatti, era spesso presente nei momenti più significativi della politica locale, mantenendo vivo il legame con il territorio che ha rappresentato per gran parte della sua carriera istituzionale. Il suo percorso nelle istituzioni è stato particolarmente ricco. È stato presidente della Regione Marche dal 1975 al 1978, sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno e presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati. Ha inoltre ricoperto il ruolo di parlamentare per cinque legislature, consolidando nel tempo il proprio peso politico a livello nazionale. Il nome di Adriano Ciaffi resta legato anche a due importanti riforme che hanno segnato la storia degli enti locali italiani. Il suo contributo è infatti associato alla legge 142 del 1990, che ha riformato l'ordinamento delle autonomie locali, e alla legge 81 del 1993, che ha introdotto l'elezione diretta del sindaco, cambiando profondamente il sistema amministrativo del Paese. Esponente dell'area popolare e del cattolicesimo democratico, Ciaffi aveva compiuto 90 anni lo scorso 14 maggio. Nato nel 1936, nella sua Macerata era conosciuto semplicemente come "l'onorevole" Ciaffi, appellativo che ne testimoniava il prestigio e il ruolo ricoperto nel panorama politico locale e nazionale. "Se ne va un protagonista della politica italiana del ‘900, uomo di governo e rappresentante delle Marche nelle istituzioni nazionali, già Presidente della Regione nel 1975 agli albori di un Ente nato appena cinque anni prima. Credeva nel rafforzamento dei governi locali, come dimostrano le due leggi che portano il suo nome: sulle autonomie locali e sull’elezione diretta del Sindaco e del presidente della provincia". Questo il ricordo dell'assessore regionale, Francesco Baldelli. "Uomo della teoria della ‘regione diffusa’, la comunità delle tante ‘città-regione’, anello di congiunzione tra la ricostruzione firmata da Enrico Mattei e il modello disegnato da Giorgio Fuà. Ciaffi ha svolto un ruolo di primo piano nel traghettare le Marche da una regione agricola ad una postindustriale. Già negli Anni ’60 aveva compreso la necessità di uno sviluppo equilibrato delle Marche, tra costa ed entroterra, proprio in un periodo in cui si accendeva il dibattito sulla Pedemontana. Il modello infrastrutturale che oggi stiamo realizzando, un modello che da una conformazione a ‘pettine’ passa ad una ‘a maglia’, è in parte debitore di quelle teorie di sviluppo e di uomini politici che avevano a cuore il riscatto economico e sociale di una regione storicamente arretrata proprio attraverso le infrastrutture", conclude Baldelli.

28/06/2026 10:20
Macerata, frontale tra due auto in via Acque Salate: due feriti trasportati in ospedale

Macerata, frontale tra due auto in via Acque Salate: due feriti trasportati in ospedale

Paura nella serata di oggi in via Acque Salate, a Macerata, lungo la strada che conduce verso Sambucheto di Montecassiano, dove intorno alle 19:20 si è verificato un incidente stradale. Per cause ancora in fase di accertamento, un'Audi e una Renault si sono scontrate frontalmente. La Renault è finita fuori dalla carreggiata. Entrambi i conducenti sono rimasti feriti nell'impatto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai due conducenti prima di trasferirli all'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso. Presenti anche i vigili del fuoco, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area e dei mezzi incidentati, e gli agenti della polizia locale, impegnati nei rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dello scontro. (notizia in aggiornamento) +++ Aggiornamento+++ I due coinvolti sono un ragazzo e una ragazza, attualmente non sembrerebbero in gravi condizioni.

27/06/2026 19:50
Macerata, le ex maturande del Magistrale San Giuseppe si ritrovano dopo 52 anni

Macerata, le ex maturande del Magistrale San Giuseppe si ritrovano dopo 52 anni

MACERATA – Una giornata all’insegna dei ricordi, dell’amicizia e della condivisione ha riunito le ex maturande dell’anno 1974 dell’Istituto Magistrale San Giuseppe di Macerata. Le protagoniste dell’incontro si sono ritrovate al ristorante di pesce “Km 25” di Macerata, per celebrare un doppio traguardo: i 52 anni dall’esame di maturità e, per molte di loro, anche il raggiungimento dei 70 anni di età. L’appuntamento è stato l’occasione per ripercorrere insieme gli anni trascorsi tra i banchi di scuola, tra episodi divertenti e momenti più impegnativi del percorso scolastico. Un vero e proprio viaggio nella memoria che ha riportato alla luce amicizie mai dimenticate e il piacere di ritrovarsi dopo tanti anni. Alla reunion hanno partecipato anche diverse ex alunne arrivate da fuori provincia e, in alcuni casi, da altre regioni, che hanno voluto prendere parte a questo speciale momento di festa e condivisione. Non è mancato il tradizionale taglio della torta, immortalato in una foto di gruppo, simbolo di una giornata vissuta tra sorrisi, emozioni e affetto reciproco. Il saluto finale è stato accompagnato da un auspicio condiviso da tutte: «Arrivederci al prossimo incontro! Speriamo di essere ancora di più». (Nella foto con la torta compaiono, da sinistra, Micozzi Loredana, Nardi Dhera, Borghini Stefania, Conti Stefania (seduta), Gaudenzi Teresa, Zavaglini Daniela, Mazzolini Miriana, Bastianelli Stefania, Tamagnini Floriana, Meschini Daniela, Tombesi Franca, Ciccarelli Carla, Frattani Letizia e Carloni Manuela)

27/06/2026 18:00
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