Macerata, la Giunta Parcaroli bis già inciampa: Luciani non raggiunge 'quota 17', il Consiglio slitta
Una partenza in salita che si trasforma in un lunedì di altissima tensione e sancisce un iniziale, clamoroso passo falso all'interno della neonata Giunta del Parcaroli bis. Al primo appuntamento della massima assise cittadina il centrodestra fallisce l'obiettivo principale, ovvero la riconferma di Francesco Luciani alla presidenza del Consiglio comunale, finendo sotto il fuoco incrociato dei franchi tiratori e decretando lo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale.
Il verdetto dell'aula certifica nei fatti il forte malumore che serpeggiava alla vigilia all'interno delle anime escluse dall'esecutivo cittadino a trazione leghista e fortemente spostato a destra, una composizione che ha indispettito le liste di centro e cattoliche come "Macerata Unica" e "L'Unione di Centro", scontentando al contempo frange di Forza Italia e Fratelli d'Italia.
Il pomeriggio in aula è stato caratterizzato da continui colpi di scena: al termine del terzo scrutinio, andato a vuoto in quanto Luciani non ha raggiunto il quorum nonostante fosse necessaria soltanto la maggioranza assoluta dei votanti (a differenza delle prime due in cui servivano i 2/3 dei consiglieri eletti), la seduta è stata improvvisamente sospesa per presunti "motivi tecnici" in quanto "terminate le schede cartacee di voto".
Dopo anche la terza votazione infruttuosa, il clima si è surriscaldato prima del quarto scrutinio quando la consigliera Deborah Pantana di "Macerata Unica" ha proposto una mozione di sospensione per aggiornare i lavori a giovedì; la richiesta è stata tuttavia dichiarata inammissibile dal segretario comunale dopo minuti di accesa bagarre.
Al momento dello spoglio decisivo della quarta votazione è emerso il caos delle preferenze: il candidato Francesco Luciani si è fermato a quota 16 voti (sotto il quorum richiesto di 17), nonostante il segretario abbia convalidato ben cinque schede recanti la dicitura "Luciani Presidente" e una indicante "Luciani D." (pur chiamandosi l'esponente Francesco), scatenando la dura reazione del consigliere d'opposizione del Partito Democratico Andrea Perticarari, il quale ha sollevato una mozione d'ordine: "Sono stati ritenuti validi e legittimi i voti 'Luciani Presidente' e 'Luciani D'. Spero - ha dichiarato rivolgendosi al segretario comunale - che questo non sia un precedente anche per le prossime volte e che vengano considerati validi solo i voti senza segni di riconoscimento"
Constatata la mancanza di sicurezza sui numeri, la maggioranza ha optato per la strategia dell'abbandono dell'aula per congelare il voto (già assenti sin da inizio seduta Silvano Iommi e Laura Laviano, quest'ultima per malattia): la prima e la seconda chiamata della quinta votazione sono andate deserte per assenza di numero legale, fino all'epilogo finale della terza chiamata che ha registrato appena 14 presenti, costringendo al rinvio ufficiale del consiglio comunale a domani alle ore 15:00. Il tutto quando l'orologio segna quasi le 18:45, dopo ore dall'inizio del lavori.
Si apre così una faglia politica che investe direttamente anche i palazzi regionali. Il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli aveva infatti raccomandato un esecutivo inclusivo per i centristi e il fallimento odierno potrebbe accelerare la rimozione del capo di gabinetto regionale Renato Poletti, accusato di non aver saputo gestire le trattative territoriali e i rapporti con la curia maceratese (come avevamo scritto ieri), dove l'esclusione dell'area cattolica è stata vissuta come uno schiaffo che ha messo in subbuglio l'intero mondo del volontariato. Con i franchi tiratori che hanno ufficialmente aperto le ostilità, la tenuta della maggioranza di Parcaroli si sposta ora sulle prossime ventiquattro ore di trattative.

poche nuvole (MC)
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