La città di Macerata si stringe nel ricordo e nel cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi, figura di primissimo piano della storia politica, istituzionale e culturale delle Marche, spentosi all'età di 90 anni. Per consentire a cittadini, amici e rappresentanti delle istituzioni di tributargli l'ultimo saluto, la camera ardente è stata allestita a partire da questa mattina all'interno del Palazzo Comunale in piazza della Libertà, dove resterà aperta per le visite dalle ore 10:00 alle ore 21:00.
Un omaggio doveroso a un uomo che ha incarnato una stagione nobilissima della Democrazia Cristiana e che si è ricongiunto idealmente a figure storiche del territorio come Elio Ballesi (unico precedente di una camera ardente allestita in Comune), già sindaco di Macerata per due mandati oltre che senatore della repubblica. Le esequie ufficiali si terranno invece domani mattina, con i funerali che saranno celebrati nella chiesa di Santa Croce.
Accanto al cordoglio del mondo politico, si leva in queste ore anche la voce del panorama culturale locale, da sempre sostenuto con passione dall'avvocato e parlamentare maceratese. Riceviamo e pubblichiamo integralmente il toccante e dettagliato ricordo espresso da Alberto Meriggi, presidente del centro studi storici maceratesi, associazione di cui Ciaffi era socio storico e attento sostenitore.
Il ricordo di Alberto Meriggi (Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi)
"A nome mio personale, del Consiglio direttivo e di tutti i soci del Centro Studi Storici Maceratesi, associazione che ho l’onore di presiedere, desidero esprimere alla famiglia Ciaffi le più sentite condoglianze per la perdita del carissimo Adriano, da sempre socio e attento sostenitore dell’importanza della cultura e della storia dei nostri territori. Adriano Ciaffi ha sempre guardato con attenzione e con passione a coloro che si dedicavano a preservare la storia locale e, con il loro lavoro di ricerca, studio e pubblicazioni, a renderla conoscenza per tutti.
Desidero ringraziarlo anche per aver sempre sostenuto l’impegno del Centro Studi Storici Maceratesi rivolto alla tutela, alla valorizzazione e alla custodia della memoria, delle tradizioni e delle identità delle nostre comunità, piccole e grandi. Oggi resta il vuoto per la sua assenza, ma rimane la gratitudine per ciò che ha saputo donare con solidarietà, vicinanza e sostegno materiale, al volontariato locale impegnato nel difficile servizio per la crescita e promozione della cultura.
Ma sul piano strettamente personale non posso trascurare l’On. Adriano Ciaffi, uomo delle istituzioni e dell’impegno politico. Lo conobbi quando negli anni Sessanta del secolo passato le sue idee e le sue battaglie per la trasformazione della mezzadria in affitto e per un miglioramento delle condizioni dei mezzadri e dei lavoratori della terra fecero profonda presa sui sentimenti di mio padre, mezzadro a Chiesanuova di Treia e suo grande amico.
L’entusiasmo di mio padre e dei tanti giovani contadini di quegli anni, per quelle idee di miglioramento delle loro condizioni di vita, ebbero effetti anche su di me, poco più che adolescente, ma che ben presto mi coinvolsero al punto da convincermi a seguire la militanza politica di Adriano Ciaffi; rimasi incuriosito e interessato soprattutto da quel suo percorso che procedeva sul binario della politica intesa come servizio, umanità, dialogo e confronto e, soprattutto, rispetto delle persone di qualunque ceto sociale. Nella mia zona io e mio padre, più che democristiani, cominciammo ad essere considerati semplicemente "ciaffiani", e non ci dispiaceva.
Quando poi la vita mi immerse nel mondo della cultura e della ricerca storica, con all’inizio una particolare attenzione anche alla rivisitazione delle pagine più importanti della storia di Treia, la mia città, molto amata anche da Ciaffi, trovai in lui un entusiasta sostenitore di quel mio primo impegno nel mondo della cultura.
Quando nei primi anni Ottanta fondammo e avviammo a Treia un Centro Culturale Polivalente - una associazione che, fra l’altro, fece conoscere nella cittadina il nome, oggi prestigioso, di Dolores Prato - per rendere più suggestiva la cerimonia dell’inaugurazione di quel Centro Polivalente, Ciaffi portò a Treia il giornalista Nuccio Fava, allora direttore del TG1. Né mancò la sua vicinanza come socio e militante quando, alla fine degli anni Ottanta, si riuscì a ridar vita, sempre a Treia, alla prestigiosa Accademia Georgica.
Sempre convinto sostenitore dell’impegno del Centro Studi Storici Maceratesi fin dai tempi della sua fondazione, nel 1965, e vicino ai fondatori, Dante Cecchi, Pio Cartechini ed Aldo Adversi, ne ha sempre seguito con interesse le varie attività, considerandole di grande valore per la cultura del territorio.
Desidero sottolineare con soddisfazione che fin dall’inizio della mia presidenza nel Centro Studi sono state frequenti le sue telefonate dopo qualche evento a cui aveva partecipato, per congratularsi per la riuscita e per l’interesse suscitato dal tema trattato, conversazioni che chiudeva sempre con incitamenti e incoraggiamenti a proseguire su quella difficile ma preziosa strada.
Conosceva bene la storia di Macerata di ogni epoca, ma nelle conversazioni spesso amava ritornare alle vicende belliche che interessarono il Maceratese e le Marche durante la seconda guerra mondiale e spesso, in privato, amava soffermarsi su quanto accadde nella zona di San Lorenzo di Treia dove la famiglia aveva una abitazione. Sono certo che Adriano Ciaffi continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto e apprezzato per la sua umanità, la sua umiltà, il suo legame per la nostra terra, per la politica come servizio e per la passione per la cultura e la storia. È stato di certo una delle figure più emblematiche della miglior gioventù maceratese e marchigiana del secondo dopoguerra. Ci mancherà!".

cielo sereno (MC)
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