Ancona

Plasma buttato, l’Aoum presenta un secondo esposto: “La verità deve emergere, stop alle strumentalizzazioni"

Plasma buttato, l’Aoum presenta un secondo esposto: “La verità deve emergere, stop alle strumentalizzazioni"

“In sanità, anche una sola goccia di sangue non deve mai essere sprecata. Abbiamo presentato un secondo esposto in Procura. Neanche una goccia di sangue va sprecata. La verità deve emergere”. Le parole sono di Armando Gozzini, direttore dell’Azienda ospedaliera universitaria delle Marche, in merito al caso delle sacche di plasma buttate. “Negli ultimi giorni, la diffusione di notizie parziali e decontestualizzate ha generato allarmismi ingiustificati, minando la fiducia dei cittadini senza alcun fondamento tecnico. La verità deve emergere nella sua interezza e oggettività, al di là di ogni strumentalizzazione”, spiega il direttore dell'Aoum. “L’analisi interna degli eventi ha evidenziato che le criticità segnalate non derivano da carenze strutturali o da mancanza di personale, ma da una gestione non ottimale delle risorse disponibili. L’Azienda è subito intervenuta, rafforzando gli organici, riorganizzando i processi e ripristinando rapidamente la piena operatività”. “In sanità la differenza non la fanno gli errori evitati, ma la capacità di correggerli subito, e su questo l’Azienda ha dimostrato, con i fatti, di esserci. Per tutelare la correttezza dell’informazione, sono stati presentati esposti alle autorità competenti, sia per la diffusione impropria di dati riservati sia per eventuali violazioni della normativa sulla riservatezza. L’ultimo esposto depositato, più dettagliato e circostanziato, mira a verificare responsabilità individuali e la possibile esistenza di azioni volte a screditare l’Azienda attraverso la diffusione selettiva di immagini, documenti e informazioni amplificate strumentalmente”. “L’Azienda – conclude Gozzini – continuerà a operare con trasparenza e determinazione, difendendo al contempo il lavoro dei propri professionisti e la correttezza dell’informazione. La tutela della verità e della fiducia dei cittadini non è negoziabile”.

31/03/2026 17:14
Pioggia, vento e neve: 1° aprile di maltempo nelle Marche. Scatta l'allerta

Pioggia, vento e neve: 1° aprile di maltempo nelle Marche. Scatta l'allerta

Nessun pesce d’aprile, ma una situazione da monitorare con attenzione. Proprio nel giorno tradizionalmente dedicato agli scherzi, le Marche saranno interessate da una nuova ondata di maltempo. La Protezione Civile ha infatti emesso l’allerta meteo n. 020/2026, valida dalle ore 00:00 del 1° aprile 2026 fino alle ore 00:00 del 2 aprile 2026, per piene dei fiumi, frane, corsi d’acqua minori e vento, accompagnati da altri fenomeni meteorologici significativi. Alla base del peggioramento c’è un minimo depressionario attivo sul Tirreno meridionale, che sta convogliando verso la regione correnti umide da sud-est. Una configurazione che porterà condizioni diffuse di instabilità, con effetti più marcati lungo la fascia costiera e nelle zone interne. Le precipitazioni saranno intermittenti ma continue, con maggiore insistenza nelle zone di allerta 5 e 6, che comprendono aree interne, collinari e costiere del settore meridionale della regione. Proprio qui si potranno registrare accumuli più consistenti, con possibili criticità idrogeologiche. Attenzione anche al vento: è prevista una ventilazione intensa dai quadranti nord-orientali, soprattutto nella prima parte della giornata, con raffiche anche sostenute lungo la costa. Il mare sarà molto mosso o agitato, con possibili ripercussioni sulle attività marittime. Sull’Appennino marchigiano tornerà anche la neve. Il limite delle nevicate si attesterà inizialmente intorno ai 900 metri, per poi salire progressivamente fino a 1100 metri nel pomeriggio e 1200 metri in serata. Nella zona di allerta 5 sono previsti accumuli moderati, con possibili disagi alla circolazione nelle aree montane. Per quanto riguarda il territorio di Macerata e le aree centrali della regione, è stata diramata un’allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico, mentre per gli altri fenomeni il livello resta verde (assenza di criticità rilevanti). Nonostante un quadro meno severo rispetto al sud della regione, resta alta l’attenzione per smottamenti, innalzamenti dei corsi d’acqua minori e criticità localizzate, soprattutto nelle zone collinari e interne.

31/03/2026 16:25
Plasma nei rifiuti, il Pd attacca: “È il fallimento di chi governa la  Regione”

Plasma nei rifiuti, il Pd attacca: “È il fallimento di chi governa la Regione”

Il caso delle sacche di plasma finite nei rifiuti scuote la sanità regionale e accende lo scontro politico. Il Partito Democratico delle Marche parla di un episodio gravissimo, che evidenzierebbe criticità profonde nella gestione del sistema sanitario. A intervenire è la segretaria regionale Chantal Bomprezzi, che sottolinea la gravità della vicenda: “Non si tratta di un errore secondario, ma di plasma, un bene sanitario prezioso raccolto grazie ai donatori e fondamentale per la cura dei pazienti, finito nella spazzatura. Una situazione che assume contorni sempre più inquietanti”. Nel mirino anche un possibile conflitto di ruoli all’interno del sistema sangue, che – se confermato – aggraverebbe ulteriormente il quadro. “Si parla addirittura di una sovrapposizione tra controllore e controllato”, aggiunge Bomprezzi. Dura la posizione del responsabile del tavolo sanità del Pd Marche, Andrea Vecchi, che punta il dito contro la gestione della Regione: “Se in una Regione si arriva al punto che sacche di plasma finiscono nei rifiuti, significa che la catena dei controlli non funziona. È il fallimento di chi governa”. Il Partito Democratico chiama direttamente in causa il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’assessore alla sanità Paolo Calcinaro, chiedendo chiarimenti su diversi aspetti: dalle responsabilità dell’accaduto al numero di sacche coinvolte, fino alle eventuali falle nella gestione del materiale ematico. Secondo il Pd, il caso si inserisce in un contesto già complesso per la sanità marchigiana, tra liste d’attesa lunghe, carenza di personale e servizi in difficoltà. Un sistema che, sostengono, rischia di non garantire adeguati livelli di controllo e prevenzione. Tra le richieste avanzate dal partito figurano una relazione pubblica immediata, la trasmissione degli atti agli organi competenti, un controllo straordinario sull’intera filiera del plasma e un’informativa urgente in Consiglio regionale. Sulla stessa linea anche Daniele Sturani, membro della segreteria regionale, che sollecita un intervento diretto della giunta: “I cittadini hanno diritto a risposte chiare. Non bastano dichiarazioni di circostanza: serve trasparenza e assunzione di responsabilità”. Il caso resta ora al centro dell’attenzione politica e istituzionale, mentre si attendono sviluppi sulle verifiche in corso e sulle eventuali responsabilità.

30/03/2026 16:12
Cinquant'anni di carta e tv: il giornalista Carlo Cambi premiato ad Ancona

Cinquant'anni di carta e tv: il giornalista Carlo Cambi premiato ad Ancona

"Fa un certo effetto essere decano e sentirsi ancora un praticante: questo mestiere non smetti mai d’impararlo, guai se ti senti arrivato perché il giornalismo è una forma altissima di artigianato”. Parole di Carlo Cambi che sabato 28 marzo ha ricevuto da Franco Elisei, presidente dei giornalisti marchigiani, al Teatro Le Muse di Ancona, nel corso dell’annuale assemblea dei giornalisti, il premio per cinquanta anni d’iscrizione all’Ordine. A vent’anni pubblicista, a ventidue professionista, il più giovane d’Italia allora, inseguendo una profezia di una maestra ebrea, Emma Azria. “Stava in casa dai nonni; avevo tre anni quando scoppiò il caso Fenaroli. Una Garlasco degli anni del boom con cui imparai a leggere e a scrivere ma soprattutto a essere curioso. La buona Emma disse: dovresti immaginarti giornalista”. Caso ha voluto che l’assunzione venne a Il Tirreno, evoluzione del Telegrafo, poi c’è stato tanto: la rivolta al carcere di Volterra con il procuratore Iosto Ladu che lo mandò a trattare con i carcerati dove finì ostaggio con un coltello alla gola, la strage di Bologna con i Nar che volevano farlo secco, le indagini su Sereno Freato, il segretario particolare di Aldo Moro. Poi c’è stato l’approdo a La Repubblica, diventando caporedattore alle pagine di economia, intervistando i potenti della terra e i politici: tutti uguali in fin dei conti. Oddio tutti no, racconta Carlo Cambi: “Giovanni Paolo II mi mise i brividi. La prima volta che lo incontrai avevo la febbre: dovevo scrivere. Lui si fermò, mi accarezzò: la febbre scomparve e feci un gran pezzo". "Da membro del comitato di redazione dovetti gestire l’addio di Eugenio Scalfari. Ho pianto così solo quando sono morti babbo Pietro e Mauro Mancini a cui devo tutto: è stato il mio maestro di giornalismo. Di lui mi restano le lettere e due insegnamenti: i tuoi occhi, i tuoi orecchi, le tue mani sono quelli attraverso cui sentono, vedono, operano centinaia di migliaia di lettori: non tradirli mai, cerca sempre la verità. L’altro: nel nostro mestiere ognuno è solo con la sua macchina per scrivere. Me ne sono accorto da vecchio”. Spenti i riflettori de La Repubblica, anche se la sua creatura I Viaggi di Repubblica resta un unicum, come poi Il Mangiarozzo, c’è stata tanta televisione: La Prova del Cuoco, decenni di Linea Verde, In Viaggio con Marcello, i talk show come opinionista da Di Martedì a ReStart, Agorà, Uno Mattina, “ma io resto un uomo di carta”. Tanta carta: La Repubblica, L’Espresso, Epoca, Panorama, poi Il Giornale, Libero oggi La Verità e di nuovo Panorama. L’insegnamento presso l’Università di Macerata in Marketing del Turismo e in Teorie e politiche del Turismo, i master tenuti alla Bocconi e alla Sapienza, la mia passione per il mondo dell’enologia e l’Oscar del vino vinto come miglior giornalista|scrittore. Un desiderio? “Poter dire ai ragazzi: fatelo anche se sembra impossibile”. Successe così cinquant’anni fa.

28/03/2026 10:27
Orlandani bis alla guida dei Civici Marche: “Pronti alle sfide elettorali”

Orlandani bis alla guida dei Civici Marche: “Pronti alle sfide elettorali”

Sarà ancora Jacopo Orlandani a guidare i Civici Marche nella provincia di Macerata. Gli iscritti al movimento hanno confermato la sua nomina nel corso dell’assemblea che si è tenuta al ristorante Due Torri di San Severino Marche, alla presenza del vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo Rossi e del presidente del movimento Matteo Pompei. Una riconferma che consolida il percorso già avviato negli ultimi anni. “Sono molto soddisfatto – ha commentato Orlandani – e ringrazio gli iscritti per la fiducia. Il direttivo che si è costituito copre tutta la provincia di Macerata, un elemento fondamentale per rappresentare le istanze del territorio, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative, nelle quali vogliamo essere protagonisti”. Nel corso dell’incontro è stato definito anche il nuovo direttivo provinciale. Accanto al segretario Orlandani, è stata eletta vicepresidente Laura Sestili, consigliera comunale di Pollenza. Completano la squadra Mirko Angelelli, consigliere comunale a Tolentino, Simone Giaconi di Recanati e Paolo Pacetti di Montecassiano. Parole di apprezzamento sono arrivate dal vicepresidente del Consiglio regionale Rossi, che ha sottolineato il ruolo strategico del territorio maceratese per il movimento: “La provincia di Macerata rappresenta un punto di forza per i Civici Marche, che si confermano il movimento civico più strutturato della regione. Questo congresso segna un ulteriore consolidamento, frutto di organizzazione, partecipazione e volontà di riportare la politica al servizio delle persone”. Sulla stessa linea il presidente Pompei, che ha ribadito il pieno sostegno alla squadra: “A Jacopo Orlandani e al nuovo direttivo va il massimo appoggio. È un gruppo motivato e competente, capace di valorizzare il merito e il dialogo con i territori”.   Una riconferma che guarda già alle prossime sfide politiche, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la presenza del movimento civico su tutto il territorio provinciale.

27/03/2026 10:06
Spreco di plasma, Acquaroli difende Calcinaro: "Sfiducia? Non esiste"

Spreco di plasma, Acquaroli difende Calcinaro: "Sfiducia? Non esiste"

"La cosiddetta sfiducia all’assessore Paolo Calcinaro è qualcosa che non esiste". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, rispondendo ai cronisti dopo le critiche delle opposizioni in merito alla vicenda delle circa 300 sacche di plasma sprecate a causa della carenza di personale nell’Officina trasfusionale. Secondo Acquaroli, è fondamentale distinguere tra indirizzo politico e gestione operativa. "La gestione appartiene ai dipartimenti e alle aziende sanitarie, mentre l’indirizzo e il controllo spettano alla politica, cioè alla Giunta e al Consiglio quando stabiliscono gli obiettivi da raggiungere". Il presidente ha escluso che la Giunta o l’assessore possano aver raccomandato o autorizzato azioni come quelle riportate dai media. "Quanto accaduto, se confermato, è grave e inaccettabile. Non appena emersa la notizia martedì mattina, abbiamo richiesto l’istituzione di una commissione interna di verifica", ha aggiunto. Acquaroli ha ricordato l’importanza del lavoro di Avis e della generosità dei donatori: "Le Marche sono tra le regioni più virtuose a livello nazionale grazie a loro. Prima di tutto vogliamo tutelare chi dona sangue". Il presidente ha sottolineato che eventuali responsabilità tecniche saranno valutate dalla commissione interna, il cui lavoro dovrebbe concludersi entro 30 giorni. "Quando la relazione sarà completata, sarà possibile leggere e comprendere cosa sia accaduto e individuare eventuali responsabilità", ha concluso.

26/03/2026 19:14
Spreco di plasma, nasce la commissione di verifica: al via l'indagine interna

Spreco di plasma, nasce la commissione di verifica: al via l'indagine interna

La Regione Marche istituisce una commissione di verifica sulla vicenda legata allo smaltimento delle sacche di plasma presso l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche. Nel pomeriggio di oggi, la Giunta regionale si è riunita per attivare formalmente le procedure di controllo, culminate nel decreto del direttore del Dipartimento Salute che ha individuato i componenti della commissione di verifica.  Il nucleo ispettivo è stato composto attraverso una valutazione tecnica mirata a selezionare "professionisti di comprovata esperienza e competenza" all'interno del sistema sanitario regionale, si legge in una nota rilasciata dalla Regione. L'obiettivo è fare piena luce sulle "presunte criticità nell’ambito delle attività svolte attinenti al processo di scomposizione del sangue e la dismissione di sacche di plasma" emerse nei giorni scorsi. Della commissione fanno parte il dottor Massimo Mazzieri (direttore socio sanitario dell'AST di Ancona), il dottor Edoardo Berselli (direttore medico dell'AST di Pesaro e Urbino), il dottor Antonio Canzian (direttore della Medicina Trasfusionale dell'AST di Ascoli Piceno e direttore pro tempore del DIRMT) e la dottoressa Marianna Catalini (direttore delle Risorse Umane dell'AST di Ascoli Piceno). Il team di esperti dovrà accertare le cause che hanno portato allo spreco delle sacche, 300 stando a quanto comunicato dall'assessore Calcinaro (leggi qui) mentre sarebbero molte di più in base a quanto riportato da alcune indiscrezioni di Fanpage.  Gli esperti dovranno anche verificare se la carenza di personale denunciata dall'assessore Calcinaro sia stata l'unico fattore determinante. I risultati della Commissione saranno fondamentali per garantire la massima trasparenza a tutela di tutti i donatori marchigiani.

25/03/2026 19:00
"Espressioni razziste verso l'assistente", Osimana multata: tutte le sanzioni del giudice sportivo

"Espressioni razziste verso l'assistente", Osimana multata: tutte le sanzioni del giudice sportivo

Sono arrivate le decisioni del giudice sportivo dopo l’ultima giornata del campionato di Eccellenza Marche, con provvedimenti significativi che coinvolgono società, dirigenti e calciatori. La sanzione più grave riguarda l’Osimana, multata di 1.000 euro per aver visto i propri sostenitori, "durante tutta la durata della gara, proferire reiterate e gravi espressioni irriguardose e discriminatorie per motivi di razza nei confronti dell'assistente dell'arbitro". Il comunicato ufficiale precisa che gli stessi sostenitori "proferivano altresì frasi intimidatorie con fare particolarmente aggressivo, creando ai danni dell'assistente dell'arbitro un clima di forte sofferenza". Secondo il giudice, "tale condotta integra la fattispecie descritta e sanzionata ai sensi dell'articolo 28 CGS". Anche la Fermana è stata multata, per un importo di 800 euro, sempre per comportamenti dei tifosi considerati gravi. Nel corso della partita, infatti, i sostenitori della squadra "rivolgevano all'arbitro espressioni gravemente irriguardose e minacciose” e, nella stessa circostanza, “lanciavano sul terreno di gioco diversi oggetti, tra questi due bottigliette d'acqua ed una moneta che colpiva il direttore di gara in un piede". Il giudice ha sottolineato che "tale evento, evidentemente finalizzato a recare offesa fisica ad un ufficiale di gara, come effettivamente avvenuto, deve essere qualificato come fatto violento ai sensi dell'art. 26 CGS". Al termine del match, inoltre, due individui "non in distinta, pertanto senza autorizzazione, entravano sul terreno di gioco avvicinando l'arbitro e rivolgendo allo stesso espressioni irriguardose". Il giudice ha quindi ribadito che "i fatti sopra descritti appaiono indubbiamente posti in essere in violazione delle norme volte a tutelare l'ordine pubblico, come stabilito dall'art 62 NOIF". Non sono mancate le inibizioni ai dirigenti: fino all’8 aprile è stato sospeso Marco Amaranti, dirigente dell’Urbino, "per aver rivolto espressione irriguardosa ad un tesserato avversario", mentre fino al 1° aprile il presidente del Montefano, Stefano Bonacci, dovrà osservare l’inibizione per proteste durante la partita. Il giudice sportivo ha inoltre sanzionato diversi calciatori con turni di squalifica. Per l'Osimana, che aveva chiuso in 9 contro l'Urbino, due giornate di stop sono state inflitte all’attaccante Francesco Persiani, mentre un turno di squalifica è toccato ai centrocampisti Jacopo Domizi, Matteo Ercoli e Alex Buonaventura, questi ultimi due "per somma di ammonizioni". Anche la Fermana ha subito provvedimenti, con due turni di squalifica per Marin e un turno per Barrasso e Rodriguez, nella partita in cui la squadra aveva chiuso addirittura in otto contro il Tolentino. Infine, il Montefano dovrà fare a meno di Palmucci, espulso contro la Fermignanese, e la Sangiustese di Marco Raparo, squalificato per somma di ammonizioni. Con queste decisioni, il giudice sportivo ribadisce l’importanza di mantenere "il rispetto verso arbitri, avversari e norme di sicurezza”, evidenziando come la gestione dei comportamenti in campo e dei tifosi sia centrale per garantire “la regolarità e l’integrità del campionato".

25/03/2026 16:00
Marche, sacche di plasma sprecate dopo i prelievi: "Faremo una verifica ma i numeri sono montati"

Marche, sacche di plasma sprecate dopo i prelievi: "Faremo una verifica ma i numeri sono montati"

Ancona – Nuova polemica nelle Marche dopo la notizia dello smaltimento di sacche di plasma destinate alla ricerca, alla produzione di farmaci o alle trasfusioni. Secondo quanto riportato da Fanpage, sarebbero stati buttati circa sei quintali di plasma dall’Officina trasfusionale dell’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche (Aoum) di Torrette, a causa del mancato congelamento entro le 24 ore successive al prelievo. L’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha subito precisato che il numero reale delle sacche sprecate è molto inferiore: si tratterebbe di circa 300 sacche da 250 grammi l’una, un episodio legato a una “criticità temporanea dovuta alla carenza di personale in una giornata dei primi giorni di marzo”. Nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi durante la seduta del Consiglio regionale dedicata alla sanità, Calcinaro ha illustrato le misure adottate per fronteggiare la situazione. La Regione ha deciso di potenziare temporaneamente il Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale (Dirmt) con sei unità in più: quattro messe a disposizione dall’Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona e due dall’ospedale di Torrette. “Abbiamo trovato soluzioni immediate e la situazione è ora sotto controllo”, ha affermato Calcinaro, sottolineando che la raccolta del sangue non può fermarsi, perché sarebbe un “segnale controproducente”. L’assessore ha inoltre annunciato l’istituzione di una commissione di verifica sull’accaduto, per garantire trasparenza e tutelare i donatori. L’intenzione della Regione è quella di rafforzare in modo stabile il Dirmt nei prossimi mesi con nuove assunzioni, superando le criticità già denunciate nel 2024 dal Partito Democratico, legate alla carenza di personale del dipartimento. L’episodio ha riacceso l’attenzione sulla gestione delle scorte di plasma nelle Marche, confermando la necessità di una pianificazione più solida per evitare sprechi e garantire la continuità dei servizi trasfusionali.

24/03/2026 18:46
Referendum, affluenza oltre la media nazionale nelle Marche: No avanti in base ai primi spogli

Referendum, affluenza oltre la media nazionale nelle Marche: No avanti in base ai primi spogli

Le Marche registrano un’ottima affluenza nel referendum sulla magistratura, che propone modifiche costituzionali sulla separazione delle carriere tra giudici e pm e sull’istituzione dell’Alta Corte. Dopo la prima giornata di voto di ieri, domenica 22 marzo, e le rilevazioni odierne, lunedì 23 marzo alle ore 15, la percentuale dei votanti nella regione si è attestata al 63,7%, cinque punti sopra la media nazionale del 58,7%. La partecipazione è stata omogenea tra le province marchigiane, con le percentuali più alte ad Ancona (64,05%) e Pesaro Urbino (64,28%). Leggermente inferiori, ma comunque elevate, le affluenze registrate nelle altre province: Macerata 63,27%, Fermo 63,17% e Ascoli Piceno 63,26%. Secondo le prime rilevazioni, basate sulle sezioni scrutinate nella prima mezz’ora dalla chiusura dei seggi, il No è in vantaggio di circa 7 punti percentuali, attestandosi al 53,4%, contro il 46,16% del Sì. La due giorni di voto, iniziata ieri, ha dunque registrato una risposta significativa della popolazione locale, ponendo le Marche tra le regioni con la partecipazione più alta al referendum nazionale.

23/03/2026 15:22
Marche in bicicletta per Michele Scarponi: torna il Trofeo Juniores

Marche in bicicletta per Michele Scarponi: torna il Trofeo Juniores

Due giorni di ciclismo, memoria e impegno civile sulle strade marchigiane: il 3 e 4 aprile torna la seconda edizione del Trofeo Michele Scarponi, gara nazionale su strada dedicata alla categoria Juniores (17-18 anni) in ricordo del campione tragicamente scomparso nel 2017. La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Michele Scarponi ETS insieme all’ASD Avis Frecce Azzurre di Camerino, attraverserà le province di Ancona e Macerata, unendo sport e promozione del territorio. Alla partenza saranno 25 squadre, tra cui tre formazioni straniere provenienti da Ungheria, Austria e Spagna, per un totale di 174 corridori. L’evento è stato presentato oggi ad Ancona, a Palazzo Leopardi, alla presenza di rappresentanti istituzionali, dirigenti sportivi e familiari del campione, tra cui Marco Scarponi, segretario generale della Fondazione. Ricordo e sicurezza stradale“Il Trofeo Michele Scarponi è molto più di una gara: è un’occasione per trasmettere ai giovani il valore della sicurezza stradale e dell’umanità nello sport”, ha dichiarato l’assessore regionale allo Sport, Tiziano Consoli. Marco Scarponi ha sottolineato come l’iniziativa trasformi il dolore per la perdita del fratello in un dono: “Ogni pedalata dei ragazzi è un tributo alla memoria di Michele e un’occasione per promuovere rispetto e sicurezza sulle strade”. I percorsiLa prima tappa, da Filottrano a Castelraimondo (120 km, 1.751 m di dislivello), prevede salite selettive come quelle di Filottrano e Corneto, attraversando Appignano, Treia e San Severino Marche. La seconda tappa, da Castelraimondo a Camerino (107 km, 1.890 m di dislivello), si concluderà con un circuito finale in salita a Camerino, con pendenze fino al 12%, decisivo per la classifica finale.   Un messaggio oltre la competizioneOltre al valore tecnico della gara, il Trofeo Michele Scarponi porta con sé un forte messaggio sociale: promuove la sicurezza stradale tra i giovani, ricorda il legame del campione con la sua terra e celebra la resilienza dei comuni colpiti dal sisma del 2016. Giulio Pellizzari e Gianmarco Garofoli, campioni marchigiani di oggi, saranno testimonial dell’evento, che rafforza il ruolo delle Marche come regione protagonista del ciclismo giovanile nazionale ed europeo.

23/03/2026 14:27
Successo per l’anteprima nazionale del film  “La bambina di Chernobyl” girato ad Ancona con Vincenzo Pirrotta e Yeva Sai

Successo per l’anteprima nazionale del film “La bambina di Chernobyl” girato ad Ancona con Vincenzo Pirrotta e Yeva Sai

Grande successo per la proiezione in anteprima nazionale del film La bambina di Chernobyl girato nelle Marche ad Ancona, il pubblico del Multiplex Giometti ha accolto calorosamente il cast presente e si è lasciato trasportare nelle atmosfere del film,  una storia d’amore impossibile con venature noir e thriller, girata tra i bellissimi scorci della città di Ancona.     Il lungometraggio, applauditissimo, è l’opera prima di Massimo Nardin, ed è  interpretato da Vincenzo Pirrotta (Lo scuru, Koza Nostra, Spaccaossa) e Yeva Sai (Mare Fuori, Taxi Monamour), su sceneggiatura dello stesso regista e del fanese Luca Caprara.     “E’ una storia d’amore impossibile che esplora le fragilità e i desideri più profondi dei suoi protagonisti. - Ha spiegato il regista Massimo Nardin- Realizzare questo film è stata un’esperienza ricca ed intensa sotto ogni aspetto sia professionale che umano. Mi ha emozionato vedere l’impegno e la passione di tutte le persone coinvolte che hanno contribuito al progetto, dai professionisti alle comparse, il loro entusiasmo e la bellezza di Ancona ha dato al film un valore davvero speciale”.    Vincenzo Pirrotta, attore, regista e drammaturgo tra i più apprezzati del panorama italiano è il protagonista del film, dove interpreta Christian, un pasticcere cinquantenne segnato da un profondo travaglio interiore. “Il mio personaggio - ha detto Pirrotta – attraversa una notte di forte inquietudine, un percorso di dolore fisico e psicologico che lo conduce, passo dopo passo, a una possibile rinascita. Girare ad Ancona è stato davvero piacevole: abbiamo trovato una comunità accogliente, calorosa, entusiasta. Tornerò sicuramente, non solo per lavoro ma anche per vivere e apprezzare con calma questa splendida terra, ricca di bellezza e di ottima cucina”.    Dopo il successo ottenuto con il personaggio di Alina nella serie Mare Fuori, Yeva Sai veste nel film La bambina di Chernobyl i panni di Nina.  “Nina è alla ricerca di sé stessa e dell’amore: è affamata di emozioni, le insegue con forza, anche in modo impulsivo. Durante la notte di Halloween, però, inizia a comprendere come gestire quel bisogno e a riconoscere una presenza accanto a sé. – ha raccontato Yeva Sai – Mi sono innamorata di Ancona fin dal primo giorno, camminando tra le vie del centro mi sembrava di vivere in una fiaba. Mi è piaciuto scoprire la città a poco a poco, incontrare le persone, tutte così gentili e accoglienti. È stato un set che porterò nel cuore”.   Prodotto da Federica Folli e Pete Maggi per CINE1 Italia Srl, il film è realizzato con il sostegno della Regione Marche – PR FESR 2021-2027, della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission.   “A pochi giorni dalla nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028, presentiamo un’opera interamente girata nel capoluogo dorico che ha visto coinvolte circa settanta maestranze locali e oltre sessanta comparse marchigiane. – Ha dichiarato Andrea Agostini Presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission - una produzione nata  e cresciuta nel territorio che ha fatto vivere Ancona non solo come set, ma come autentica protagonista. Mi piace ricordare che la sceneggiatura è stata scritta dal regista insieme a Luca Caprara, fanese, codirettore del Dorico International Film Festival: un segno concreto della creatività della nostra regione. Le sei settimane di lavorazione hanno portato un indotto significativo alla città e restituiscono, attraverso il racconto cinematografico, una riflessione intensa su un evento che il prossimo 26 aprile segna i quarant’anni dalla tragedia di Chernobyl, uno spartiacque nella storia del rapporto tra l’uomo e l’energia nucleare. Un film potente, che parla al presente e che sceglie Ancona come luogo ideale per riflettere su memoria, identità e futuro”.   “È stata un’esperienza davvero preziosa, Ancona ci ha accolti con grande calore e disponibilità. – hanno detto i produttori Pete Maggi e Federica Folli - Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con molte maestranze locali, professionisti competenti e appassionati che hanno saputo dare un ricco e autentico contributo artistico al film. E oggi, con la notizia della nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028, ci sentiamo doppiamente orgogliosi di aver scelto di ambientare qui “La bambina di Chernobyl”, in tempi non sospetti. Desideriamo ringraziare la Marche film Commission e tutta la nostra troupe marchigiana per la professionalità, la passione e la qualità del lavoro che hanno saputo esprimere “.   La bambina di Chernobyl è ambientato in una notte di Halloween ad Ancona. Mentre la città festeggia, Christian (Vincenzo Pirrotta), un corpulento e introverso pasticciere cinquantenne segnato dal diabete e dal lutto, si isola nel suo appartamento per completare una monumentale torta nuziale. La sua solitudine è spezzata dall’arrivo inatteso di Nina (Yeva Sai), una giovane ucraina emaciata e confusa, ma dal fascino magnetico. Christian la accoglie, riconoscendo in lei tratti familiari, mentre fuori infuria un temporale che lascia la casa al buio. Nina non è lì per caso: è stata inviata dalla madre Nadiya, rimasta nella Kyiv in guerra, per recuperare una misteriosa “busta maledetta” nascosta in quella casa. Tra segreti, vecchie foto e conti irrisolti, i due si ritrovano a fronteggiarsi in un confronto che cambierà per sempre le loro vite. Il film La bambina di Chernobyl uscirà nelle sale italiane dal 26 marzo 2026, distribuito da White Lion Media.

21/03/2026 19:00
Schianto tra auto e camion sull'A14: tre feriti, uno in codice rosso

Schianto tra auto e camion sull'A14: tre feriti, uno in codice rosso

SENIGALLIA - Mattinata di disagi sull’autostrada A14, dove poco dopo le 8 si è verificato un incidente stradale al chilometro 193 in direzione sud, coinvolgendo un autocarro e un’autovettura. Sul posto sono intervenute tempestivamente le squadre dei Vigili del Fuoco di Senigallia e Fano, che hanno lavorato per estrarre i feriti rimasti incastrati all’interno dell’auto. Una volta liberati, i feriti sono stati affidati alle cure del personale sanitario. Il bilancio dell’incidente è di tre persone coinvolte: una è stata soccorsa in codice rosso, mentre altre due hanno riportato ferite meno gravi. Per consentire le operazioni di soccorso e la successiva rimozione dei mezzi incidentati, il tratto autostradale è stato temporaneamente chiuso al traffico, causando rallentamenti e disagi alla circolazione.   Presenti sul luogo anche gli agenti della Polizia Autostradale, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

21/03/2026 11:21
Sul palco di San Marino per dire che "Lavorare fa schifo": il rock marchigiano dei CaPaBrò tra provocazione e denuncia

Sul palco di San Marino per dire che "Lavorare fa schifo": il rock marchigiano dei CaPaBrò tra provocazione e denuncia

Un’esperienza “strana ma bellissima”, vissuta quasi senza aspettative. I CaPaBrò, band rock marchigiana con radici tra Jesi e la provincia di Macerata, tornano dal San Marino Song Contest con un brano che non lascia indifferenti: “Lavorare fa schifo”, titolo diretto e provocatorio, cantanto in classica uniforme da impiegato, che già di per sé racconta la loro presa di posizione sul mondo del lavoro contemporaneo. La band ha raggiunto le semifinali, portando in televisione un pezzo che unisce denuncia, riflessione e ironia. (Il video della loro esibizione) Abituati a contesti più underground, tra circoli, festival e palchi indipendenti, il salto in un evento televisivo è stato netto: “Per noi era una prima volta in un contesto televisivo così – raccontano – veniamo da realtà più piccole, dai circoli, dai festival, dall’underground. È stato strano, ma il clima era davvero bello”. Una scelta controcorrente, che li ha distinti anche nel panorama della gara. Senza volerlo sottolineare direttamente, il riconoscimento è arrivato soprattutto dal pubblico: tra i commenti, in molti hanno evidenziato come fosse uno dei pochi brani con un messaggio sociale forte. “A prescindere dal contesto, noi non cerchiamo compromessi. Anzi, portare un pezzo così in televisione è stato ancora più stimolante”.  Ma “Lavorare fa schifo” non è solo uno slogan: è insieme provocazione e denuncia, come ammettono gli stessi CaPaBrò: “È entrambe le cose. Una provocazione ma anche un giudizio reale sul mondo del lavoro di oggi”. Nel testo infatti emergono temi concreti: precariato, lavoro nero, salari bassi, mancanza di tutele.  Ma anche una critica più ampia a una narrazione radicata, quella secondo cui i giovani “non hanno voglia di lavorare”. ““Non è che i giovani non hanno voglia di lavorare – spiegano – non hanno voglia di lavorare in certe condizioni, quelle che il sistema attuale ha reso possibili, facendole diventare la normalità, ma in realtà rappresentano l’anormalità. Il lavoro non può diventare vita, non può diventare identità, non può diventare competizione, non deve essere sfruttamento. Lavorare in queste condizioni i giovani, per fortuna, dicono di no”. C’è poi un’immagine che attraversa tutto il brano: quel “giorno rosso di primavera” cantato nel ritornello che si stampa subito in testa e che può avere diverse interpretazioni: un giorno rosso sul calendario, ma anche un riferimento alla “rossa primavera” dei canti partigiani. “Onestamente, quando l’abbiamo scritto, non avevamo pensato a un giorno festivo. Ma in realtà ha senso: può essere interpretato come un giorno non lavorativo, così importante da cui, metaforicamente, ognuno sarebbe disposto anche ad andare in galera pur di non lavorare”. Ma non è l’unica lettura possibile. “C’è un altro livello di significato legato alla ‘rossa primavera’: un richiamo al nostro mondo, alla nostra storia, ai luoghi in cui viviamo, che si intreccia nel verso successivo al colore rosso del sangue di chi ha perso la vita sul lavoro”, aggiungono. Nel testo infatti c’è anche un riferimento esplicito a uno dei temi più drammatici: le morti sul lavoro. “In Italia muoiono in media tre persone al giorno sul lavoro – sottolineano – parliamo di circa mille morti l’anno. È una cosa che non è accettabile”. Un’altro passaggio interessante del brano è il rifiuto al doversi sentir dire che “la libertà è lavorare”. Alla domanda su quali sono le libertà che abbiamo oggi rispondono: “Sicuramente quella di poter dire no. Possiamo rifiutare un turno, una connessione tossica, un certo tipo di lavoro, accettare o meno condizioni che ci sembrano diseguali”. Ma la libertà non si ferma al lavoro. “Abbiamo la libertà di avere un’identità fuori dal lavoro – continuano – di suonare, scrivere, organizzare una festa con gli amici, amare qualcuno, prenderci tempo per noi stessi, viaggiare. Sono libertà che purtroppo spesso non ce ne rendiamo conto”. Per la band dunque la vera emancipazione sta nel riconoscere queste possibilità e farle vivere, anche a costo di andare contro la routine imposta dal sistema. Oltre a permettergli di dire in diretta Rai che “lavorare fa schifo” e spiegarne le ragioni, la partecipazione al San Marino Song Contest ha aperto anche nuove opportunità dal vivo alla band.“Non dovevamo andare in tour ora – spiegano – ma si è creato interesse attorno al brano e stanno arrivando tante richieste”. E per una band abituata al palco, la scelta è stata naturale: “Noi viviamo di concerti, non potevamo tirarci indietro”. Sono già in programma date in tutta Italia, da Latina a Torino, passando per Bari, Genova e Perugia, con un’estate che si preannuncia intensa. Oltre al rock made in Marche, sul palco di San Marino insieme ai CaPaBrò c’erano anche altri pezzi della nostra regione. “Intorno avevamo un intero team di marchigiani che ha lavorato con noi: dalla scrittura del brano, agli arrangiamenti, alla produzione, fino allo studio, il Potemkin Studio di Andrea Mei, ma anche tutte le persone che ci hanno supportato negli outfit, come Aurora Marinelli. Non eravamo solo noi sul palco, ma tante personalità delle Marche che hanno lavorato insieme a noi. Conquisteremo anche questa piccola repubblica” – scherzano, o forse no.

20/03/2026 20:00
Anthropos Civitanova raddoppia: ad Ancona i Campionati italiani indoor Fisdir

Anthropos Civitanova raddoppia: ad Ancona i Campionati italiani indoor Fisdir

Dopo il successo organizzativo dei Campionati italiani di atletica paralimpica indoor e dei lanci Fispes dello scorso mese, l’Anthropos Civitanova concede il bis e si prepara a un nuovo importante appuntamento sportivo. Il Comitato Italiano Paralimpico ha infatti affidato al sodalizio guidato da Nello Piermattei l’organizzazione dei Campionati italiani di atletica leggera indoor Fisdir. La manifestazione si svolgerà questo fine settimana ad Ancona, al PalaCasali, sotto l’egida della Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali, e rappresenta uno degli eventi più significativi del calendario nazionale paralimpico. L’evento è realizzato grazie alla collaborazione della Fidal Marche, del Comune di Ancona, della Regione Marche, della Protezione Civile regionale e di numerosi volontari, il cui contributo sarà fondamentale per la riuscita della manifestazione. La presentazione ufficiale si è tenuta nella Sala Giunta del Comune di Ancona, alla presenza delle istituzioni e dei rappresentanti sportivi. Tra questi il vicesindaco e assessore allo Sport Giovanni Zinni, l’assessore regionale allo Sport Tiziano Consoli, il presidente di Anthropos Nello Piermattei, il presidente della Fidal Marche Fabio Romagnoli, il vicepresidente del Comitato Italiano Paralimpico Tarcisio Pacetti e gli atleti ambasciatori Luigi Casadei e Chiara Zeni. Inserita nel calendario ufficiale federale, la competizione assegnerà i titoli italiani di specialità e sarà valida anche per il ranking mondiale, confermandosi un appuntamento di rilievo per tutto il movimento. Il programma prevede l’arrivo di federazioni, società e atleti nella giornata di venerdì 20 marzo. Le gare entreranno nel vivo sabato 21, con il riscaldamento al mattino e le competizioni indoor nel pomeriggio, per poi concludersi domenica 22 marzo con le ultime gare in programma. Giunta alla 21ª edizione, la 14ª organizzata da Anthropos, la manifestazione si è sempre svolta ad Ancona, diventando negli anni un punto di riferimento per l’atletica paralimpica italiana. L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di circa 200 atleti provenienti da tutta Italia, in rappresentanza di 47 società sportive. «Un evento ormai parte della nostra storia e della nostra attività, da sempre orientata al mondo dello sport paralimpico – ha dichiarato il presidente Piermattei –. Una manifestazione che continua a crescere in termini di partecipazione. Daremo il massimo per essere all’altezza delle aspettative, grazie anche al supporto delle istituzioni, delle federazioni e soprattutto dei volontari e degli atleti». L’appuntamento di Ancona chiuderà ufficialmente la stagione indoor dell’atletica olimpica e paralimpica italiana, confermando ancora una volta il valore dello sport come strumento di inclusione e crescita.

19/03/2026 17:31
Tragedia alla stazione di Ancona: 53enne investito da un Frecciarossa

Tragedia alla stazione di Ancona: 53enne investito da un Frecciarossa

Muore dopo essere stato investito da un Frecciarossa. Intorno alle 7:14 di questa mattina, un uomo di 53 anni, di nazionalità straniera, è deceduto dopo essere stato investito da un treno Frecciarossa in transito. Il dramma si è consumato sulla banchina del binario 1, sotto gli occhi dei primi pendolari della giornata. Il convoglio coinvolto è il Frecciarossa 8806, partito da Pescara alle 6:00 e diretto a Milano Centrale. Secondo le prime ricostruzioni, l'impatto è avvenuto mentre il treno stava attraversando la stazione. L'allarme è scattato immediatamente: sul posto sono giunti a sirene spiegate l'automedica del 118 dall'ex Crass, i militi della Croce Gialla di Ancona, i vigili del fuoco e gli agenti della polizia ferroviaria. Purtroppo, ogni tentativo di soccorso è risultato vano. Per l'uomo, l'impatto è stato fatale e il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso. La Polfer ha immediatamente transennato l'area per avviare i rilievi di rito. Resta ora da chiarire se si sia trattato di una tragica fatalità o di un gesto volontario: gli inquirenti stanno procedendo con la visione delle telecamere di sicurezza dello scalo per ricostruire con esattezza gli ultimi istanti di vita del 53enne. L'incidente ha causato inevitabili disagi alla circolazione. Il traffico è stato interrotto sui binari 1 e 2 per permettere lo svolgimento degli accertamenti dell'autorità giudiziaria, mentre i treni hanno continuato a incrociare regolarmente sugli altri binari dello scalo. Trenitalia ha comunicato che la circolazione ha subito rallentamenti per tutta la mattinata, con ritardi medi di circa 30 minuti per l'Alta Velocità, gli Intercity e i Regionali. Il Frecciarossa direttamente coinvolto ha registrato un fermo superiore ai 60 minuti. Per limitare i disagi, i passeggeri diretti a Milano sono stati autorizzati a proseguire il viaggio con il FR 8810 proveniente da Bari, mentre per le altre destinazioni è stato messo a disposizione l'Intercity 604 delle ore 7:02. (Foto di repertorio) 

19/03/2026 09:50
Incidente in galleria: coinvolte 4 auto e un tir. Grave un bimbo di 3 anni, feriti anche padre e sorella

Incidente in galleria: coinvolte 4 auto e un tir. Grave un bimbo di 3 anni, feriti anche padre e sorella

Cinque mezzi coinvolti, tra cui un autoarticolato, e un bilancio pesante di feriti. È quanto avvenuto oggi pomeriggio, poco dopo le 17:30, all'interno della galleria del Montagnolo, ad Ancona, sulla Statale 16 Adriatica. L’impatto, violento, ha richiesto l’intervento d’urgenza di diverse unità dei vigili del fuoco e del 118 per soccorrere i passeggeri di quattro autovetture, coinvolti nel sinistro anche due minori. Gli operatori dei vigili del fuoco della sede centrale dorica, intervenuti alle 17:40, hanno dovuto lavorare per liberare un uomo di 40 anni rimasto incastrato tra le lamiere della propria auto (una Ford Focus), andata distrutta nella parte anteriore a seguito dello scontro con il mezzo pesante. L'uomo si trovava al volante del veicolo insieme ai suoi due figli: una bambina di 8 anni e un bimbo di soli 3 anni. Le condizioni del padre e dei bambini sono apparse subito serie, tanto da richiederne il trasferimento immediato in codice rosso all'ospedale regionale di Torrette. Ad avere la peggio è stato il piccolo di 3 anni, il più grave del nucleo familiare: i sanitari lo hanno dovuto intubare e stabilizzare sul posto prima della corsa d'urgenza in ospedale. Anche la sorella e il padre sono attualmente sotto stretta osservazione medica nel medesimo nosocomio.  L'incidente, avvenuto all'altezza del chilometro 298, ha reso necessaria la chiusura temporanea della carreggiata in entrambe le direzioni di marcia per permettere le operazioni di soccorso e la successiva messa in sicurezza dei mezzi. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, è presente il personale Anas e la polizia locale per gestire la sicurezza della zona e i rilievi necessari a ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. Per chi proviene da sud è stata istituita l'uscita obbligatoria a Candia, mentre per chi proviene da nord la deviazione è prevista allo svincolo di Torrette. Si registrano incolonnamenti lungo la direttrice adriatica e il personale Anas è attualmente impegnato nel ripristino della circolazione, che avverrà non appena terminata la rimozione dei veicoli incidentati e la bonifica dell'asfalto.

18/03/2026 19:40
Fuorisede esclusi dal voto del Referendum, Sinistra Italiana Marche attacca: "Si nega un diritto"

Fuorisede esclusi dal voto del Referendum, Sinistra Italiana Marche attacca: "Si nega un diritto"

Torna al centro del dibattito politico il tema del diritto di voto per i fuorisede. A intervenire è Sinistra Italiana Marche attraverso la segretaria regionale Gioia Santarelli, che denuncia l’assenza di misure per consentire la partecipazione al voto di chi vive lontano dalla propria residenza per studio o lavoro. “Alla vigilia di ogni tornata elettorale – afferma Santarelli – emerge il problema del diritto di voto delle tante persone che non risiedono nella propria città. In occasione dei referendum dello scorso giugno era stata prevista la possibilità di votare nel luogo di studio o lavoro, ma oggi, in assenza di una legge stabile, non è stato adottato alcun provvedimento analogo”. Secondo la segretaria regionale, sarebbe stato logico replicare quella soluzione anche per il voto previsto domenica e lunedì, magari semplificando le procedure burocratiche. “Tutto questo però non è accaduto”, sottolinea, puntando il dito contro “l’indifferenza e la superficialità della maggioranza e del governo”. Per far fronte alla situazione, Alleanza Verdi Sinistra ha promosso una soluzione alternativa, individuando nella nomina dei rappresentanti di lista l’unico strumento per consentire ai fuorisede di votare senza affrontare spese elevate per gli spostamenti. Il fenomeno riguarda numeri significativi: oltre 10mila persone a livello nazionale e quasi un centinaio nelle Marche, dove incidono in modo rilevante le presenze universitarie di città come Ancona, Camerino, Macerata e Urbino. Santarelli evidenzia inoltre come il tema non riguardi solo gli studenti, ma anche lavoratori e lavoratrici che vivono fuori sede.   Nel suo intervento, la segretaria collega la questione anche al merito del referendum, definendo “pericolosa” la riforma oggetto del voto. “La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato – conclude – e richiede il massimo livello di condivisione. Escludere migliaia di persone da una scelta così importante rappresenta un ulteriore motivo per votare no”.

18/03/2026 16:29
Ancona capitale italiana della cultura 2028: Dante Ferretti guida il progetto “Questo adesso”

Ancona capitale italiana della cultura 2028: Dante Ferretti guida il progetto “Questo adesso”

Ancona – È la città dorica a conquistare il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 con il dossier “Ancona. Questo adesso”, annunciato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. La città riceverà un contributo di 1 milione di euro per realizzare il proprio progetto culturale. La commissione giudicatrice ha definito “eccellente” il dossier presentato dal Comune, lodando il modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità locale e apertura internazionale. Il progetto si distingue per rigenerazione urbana, inclusione e capacità di coinvolgere un pubblico ampio e diversificato, dai giovani agli enti territoriali. La strategia complessiva è stata giudicata coerente con un impatto significativo sul tessuto socio-economico della città, con particolare attenzione alla dimensione europea e mediterranea. Il dossier, ispirato alle parole del poeta locale Francesco Scarabicchi, si sviluppa in quattro macroaree tematiche che, insieme all’avatar di Venere, anticamente protettrice del Duomo di Ancona, individuano nella città l’epicentro culturale ed economico dell’Adriatico e crocevia di percorsi verso Oriente. Il progetto intende valorizzare il rapporto tra infrastrutture e comunità, il recupero dei monumenti e degli spazi culturali storici – come la Pinacoteca e il Museo archeologico nazionale – il Parco urbano del Cardeto e il Parco regionale del Conero, e i progetti digitali e linguaggi creativi delle nuove generazioni. “Sono emozionato – commenta Dante Ferretti, scenografo tre volte premio Oscar e direttore artistico di uno dei progetti principali, il Museo della Civiltà del Mare Adriatico – Ancona è nel mio cuore: qui è nata la mia carriera con i primi film e l’ispirazione per Fellini in E la nave va. Questa vittoria è una grande occasione: la città ha nel mare, nella storia e nella luce un’energia creativa unica. Sarò testimonial della sua bellezza, trasformando il patrimonio adriatico in narrazione cinematografica universale”. Con questa vittoria, Ancona si candida a diventare un modello di progettazione culturale innovativa e condivisa, unendo storia, arte e contemporaneità in un percorso di crescita sostenibile e partecipata. (Foto di Enrico Matteucci tratta da Wikipedia)

18/03/2026 13:23
Lieto fine dopo ore di ricerche: donna trovata all’alba sulla spiaggia di Porto Sant'Elpidio

Lieto fine dopo ore di ricerche: donna trovata all’alba sulla spiaggia di Porto Sant'Elpidio

Si è conclusa con un esito positivo la vicenda della donna di 41 anni scomparsa da ieri pomeriggio. La donna è stata ritrovata viva e in buone condizioni di salute nelle prime ore di questa mattina. Il rinvenimento è avvenuto poco dopo le 7 sulla spiaggia del centro vacanze La Risacca, a Porto Sant'Elpidio, a pochi chilometri dal punto in cui erano partite le ricerche. A individuarla sono state le unità cinofile dei Vigili del Fuoco, impegnate per tutta la notte in un’intensa operazione di ricerca che ha visto il coinvolgimento anche della guardia costiera, dei sommozzatori, della polizia e dei Carabinieri. Nel corso delle operazioni sono stati impiegati anche mezzi navali e l’elicottero Nemo della Capitaneria di porto, che hanno supportato le attività via mare e dall’alto. Al momento del ritrovamento la donna era cosciente, ma appariva infreddolita e bagnata. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, hanno comunque riscontrato parametri vitali nella norma.   Restano ancora da chiarire le cause dell’allontanamento: la 41enne aveva fatto perdere le proprie tracce nel pomeriggio di ieri, dopo aver lasciato la sua auto sulla battigia nel tratto nord del litorale cittadino.

18/03/2026 10:17
Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.