Un caso senza precedenti nella letteratura medica è stato recentemente affrontato con successo all’ospedale di Torrette. Un cinquantenne marchigiano, affetto da una grave patologia epatica che metteva a rischio la sua vita, è stato operato con successo e, dopo pochi giorni di degenza, ha potuto riprendere il lavoro proprio alla vigilia di Natale.
L’uomo, già sottoposto a trapianto di fegato nel 2016 a causa della sindrome di Budd-Chiari, ha vissuto senza particolari problemi fino a qualche mese fa, quando una nuova occlusione delle vene epatiche ha portato alla formazione di trombi venosi all’interno del fegato. Questa condizione ha causato una dilatazione delle vene addominali, in particolare nel duodeno, con la formazione di una varice di enormi dimensioni, la cui rottura imminente avrebbe potuto provocare un’emorragia massiva.
Grazie alla sinergia di diverse strutture dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, il paziente è stato sottoposto a un delicato intervento. La gestione clinica è stata affidata all’Unità Operativa Danno Epatico e Trapianti, diretta dal professor Gianluca Svegliati Baroni. La parte tecnica del trattamento è stata eseguita dalla Radiologia Interventistica, guidata dal dottor Roberto Candelari, e dalla Clinica di Chirurgia Epatobiliare, Pancreatica e dei Trapianti, diretta dal professor Marco Vivarelli.
L’operazione, altamente complessa, è riuscita a risolvere la pericolosa condizione del paziente, permettendogli di tornare rapidamente alla vita di tutti i giorni.
"Il fegato del paziente era di nuovo cirrotico e non esistevano troppe alternative, quell'ostacolo andava rimosso e soprattutto era diventata una corsa contro il tempo", spiegano il professor Svegliati Baroni e il dottor Roberto Candelari, le cui rispettive équipe (hanno collaborato Laura Schiadà, Elisa Malena, Marco Macchini, Mario Torresi) sono state sempre a stretto contatto per tutto il periodo necessario.
"Con i colleghi chirurghi abbiamo a lungo discusso, ma un nuovo trapianto non era proponibile, e non avevamo molte alternative con il fegato compromesso e quelle enormi dilatazioni venose, si rischiava o una nuova insufficienza epatica o una emorragia massiva: bucare la vena cava avrebbe provocato conseguenze gravissime - aggiungono Svegliati Baroni e Candelari -. Del resto sottoporlo a un nuovo trapianto o lasciare tutto com'era, quindi con quella varice pronta a esplodere da un momento all'altro non ci dava un quadro di quella varice pronta a esplodere da un momento all'altro non ci dava un quadro di alternative troppo ampio. Avendo creato un rapporto fiduciario col paziente, gli abbiamo presentato lo spettro preciso della situazione, compreso il rischio molto alto dell'intervento che volevamo programmare. Noi eravamo convinti di farlo, ma lui andava informato e così è successo alla fine".
La fase preparatoria e di valutazione è stata seguita dai clinici del fegato, poi sono entrati in azione i radiologi interventisti. Multidisciplinarietà e rispetto dei percorsi: da una parte l'elevatissimo spessore tecnico dei professionisti, dall'altra le regole fissate dai PDTA (Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali), ossia la strada su cui gli autori di questo intervento straordinario si sono mossi.
L'altro concetto sviluppato e di grande valore, è la mininvasività delle procedure: "In poche ore abbiamo risolto un caso privo di aneddotica clinica intervenendo per via percutanea e senza lasciare cicatrici, consentendo al paziente un recupero rapido - sottolinea il dottor Roberto Candelari -. Con le vecchie modalità sarebbero serviti molti più giorni di degenza, così, al contrario, ha potuto festeggiare il Natale in famiglia. La nostra Radiologia Interventistica è l'unica operativa h24 nelle Marche e non solo”.
Il 50enne non è stato soltanto salvato da una serie di conseguenze gravissime, a rischio della vita, ma d'ora in avanti la recidiva post-trapiantologica non potrà più ripresentarsi: "Il trapianto del 2016 era riuscito perfettamente, il problema si è formato per una recidiva incontrollabile della malattia - puntualizza il professor Gianluca Svegliati Baroni -. Per evitare che ciò accada di nuovo abbiamo creato nel fegato del paziente una specie di autostrada anatomica per convogliare il sangue ed evitare la formazione di varici. Si tratta di un percorso che non esiste in natura e la straordinarietà del caso sta anche in questo ulteriore aspetto.
"Sulle malattie del fegato il nostro centro ospedaliero-universitario non ha nulla da invidiare a nessuno a livello nazionale. Attraverso le linee guida tracciate da due PDTA - trapianti e tumori al fegato - abbiamo tutto ciò che serve per i pazienti marchigiani; questo tipo di organizzazione produce anche mobilità attiva da fuori Regione", conclude Svegliati Baroni.
I Wet Floors, una delle rock band emergenti più interessanti del panorama italiano, tornano sul palco per presentare ufficialmente il loro primo album, The Black Dot. Il concerto si terrà sabato 8 febbraio alle ore 22:30 presso il Kokogena di Osimo. Uscito a inizio anno, The Black Dot segna un importante traguardo per la band, proseguendo il loro percorso di esplorazione della psiche umana attraverso la musica.
L'album racconta emozioni e stati d’animo profondi, giocando sul contrasto tra luce e oscurità: il black dot rappresenta proprio quel punto di luce nel buio, offrendo agli ascoltatori una colonna sonora capace di far riflettere, sfogare o semplicemente lasciarsi trasportare dall’energia del rock.
I Wet Floors sono una giovane rock band italiana, maceratese per la precisione, nata nel 2019 con l'obiettivo di scrivere e creare musica originale. Composta da musicisti tra i 20 e i 30 anni, la band ha rapidamente conquistato l'attenzione della scena musicale, ottenendo importanti riconoscimenti.
Nel 2022, Rolling Stone Italia li ha nominati "miglior rock band emergente italiana", consolidando il loro ruolo nel panorama musicale. Hanno calcato il prestigioso palco del Teatro Ariston durante le finali di Sanremo Rock nel 2022 e nel 2023, oltre ad aver aperto concerti per artisti di spicco del rock italiano, tra cui Ibridoma e Marlene Kuntz. Nel 2024, la band è pronta a lanciare il proprio album di debutto, un progetto che ha suscitato l'interesse di realtà importanti come Mei e RockerTv, confermando il loro potenziale e la loro crescente rilevanza nella scena rock contemporanea.
La Giunta regionale delle Marche ha recentemente espressamente elogiato l'aumento del numero di passeggeri presso l'aeroporto Sanzio, ma i sindacati esprimono preoccupazione per il futuro dell’infrastruttura. Le segretarie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, Valeria Talevi, Roberto Ascani ed Emanuele Cingolani, fanno notare che nonostante i numeri positivi, il futuro potrebbe essere più incerto di quanto sembri.
La preoccupazione principale riguarda l’andamento della stagione estiva. Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti sindacali, "la compagnia aerea Volotea prevede di eliminare, a partire da aprile, le tratte per Olbia, Cagliari, Palermo e Atene, mantenendo solo quelle per Catania e Parigi. Anche Lufthansa ha deciso di ridurre le frequenze, eliminando il secondo volo per Monaco, con una conseguente diminuzione dei passeggeri. Inoltre, Easyjet sembra intenzionata a cessare il volo per Londra-Gatwick".
A queste difficoltà si aggiunge il fatto che i voli di continuità territoriale sono stati prorogati fino al 29 marzo, con la nuova gara in corso, ma l’esito della stessa è ancora sconosciuto. "In questo contesto di incertezze, i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con l’amministratore delegato della società che gestisce l’aeroporto, al fine di fare il punto sul piano industriale. Quest’ultimo, che include attività cruciali come l’implementazione di un’area destinata alla manutenzione degli aeromobili e l’avvio dei voli del Cnr, avrebbe dovuto essere supportato dal Governo, ma finora non sono state fornite risposte concrete".
Per queste ragioni, Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno sollecitato un incontro con la Regione Marche, per chiarire la situazione e comprendere quali siano le reali prospettive per l’aeroporto Sanzio e per il futuro dei lavoratori del settore.
Un programma di "teleriabilitazione respiratoria" dedicato alle persone affette da fibrosi polmonare che sfrutta l'esperienza specialistica di pneumologi e riabilitatori. Si tratta della prima iniziativa del genere in Italia quella che ha preso il via ad Ancona presso la Struttura di Diagnosi e Terapia delle Patologie Polmonari Infiltrative Diffuse, Pleuriche e delle Bronchiectesie dell'Adulto dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche (Aoum), diretta dalla professoressa Martina Bonifazi. È attuato in collaborazione con la Clinica di Neuroriabilitazione, diretta dalla professoressa Maria Gabriella Ceravolo.
Il programma riabilitativo personalizzato, formulato dalla fisiatra della Clinica di Neuroriabilitazione, dottoressa Michela Aringolo, viene" erogato a distanza in modo da essere fruito dai pazienti presso il proprio domicilio, su schermo, sotto la supervisione di fisioterapisti esperti. Un dispositivo di monitoraggio consente inoltre un costante controllo dei parametri respiratori".
"La combinazione di teleriabilitazione e telemonitoraggio - spiega l'Aoum - garantisce l'efficacia degli interventi e l'aderenza dei pazienti ai protocolli di esercizio respiratorio e a comportamenti salutari, migliorandone la tolleranza allo sforzo e la qualità di vita, e riducendo le riacutizzazioni e il numero di accessi al pronto soccorso. "Un utilizzo consapevole delle innovazioni tecnologiche in ambito sanitario, come in questo progetto dedicato alle persone con fibrosi polmonare, - osserva la professoressa Bonifazi - è di estrema importanza per favorire un'appropriata presa in carico delle patologie polmonari croniche, in particolare quando mirato a promuovere uno stile di vita attivo".
"L'attività fisica combinata con tecniche specifiche di respirazione - sottolinea la professoressa Ceravolo - prolunga gli effetti positivi della riabilitazione intrapresa a livello ambulatoriale, che rappresenta un'arma terapeutica non farmacologica estremamente efficace. La fruizione di interventi in modalità remota espande l'accesso alle cure riabilitative, ovviando ad eventuali carenze di risorse e strutture dedicate".
Il progetto nasce da un'efficace sinergia multidisciplinare all'interno dell'Azienda ospedaliero Universitaria delle Marche che coinvolge, oltre che della Struttura diretta dalla professoressa Martina Bonifazi e della Clinica di Neuroriabilitazione, anche della Sos di Fibrosi Cistica, diretta dalla dottoressa Benedetta Fabrizzi, sotto il coordinamento del direttore della Sod di Malattie Infettive, dottor Marcello Tavio.
"Fondamentale, - rileva L'Aoum - inoltre l'alleanza stabilita con le diverse realtà del sistema sanitario territoriale, che hanno garantito l'attivazione della teleriabilitazione. Nell'immediato futuro, la teleriabilitazione respiratoria potrà essere ulteriormente potenziata grazie all'integrazione con altre tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale e la realtà virtuale".
Un violento scontro tra un'autovettura e una bisarca è avvenuto nella serata di oggi all'interno della Galleria del Montagnolo, lungo la variante alla statale 16, ad Ancona. Il bilancio dell'incidente è drammatico: un uomo di 43 anni, residente nel comune dorico, ha perso la vita.
L'impatto, avvenuto intorno alle 19:30, ha coinvolto un'auto che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe invaso la corsia opposta per cause ancora in fase di accertamento. La vettura si è scontrata frontalmente con una bisarca carica di auto che procedeva in direzione contraria. Un impatto violento che non ha lasciato scampo al conducente dell'auto, mentre un passeggero che viaggiava con lui è rimasto ferito. Illeso, invece, il conducente del mezzo pesante.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati a lungo nelle operazioni di estrazione della vittima dalle lamiere, insieme ai sanitari della Croce Gialla e all'automedica del 118. Presenti anche una Volante della polizia e una pattuglia della guardia di finanza per i rilievi del caso.
A seguito dell'incidente, il traffico lungo la variante alla statale 16 è rimasto bloccato in entrambe le direzioni, causando disagi alla circolazione. Le autorità stanno ora cercando di ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto per chiarire le cause che hanno portato alla tragedia.
Un tragico incidente agricolo si è verificato nel tardo pomeriggio nelle campagne di Fabriano, in provincia di Ancona. Un uomo di 80 anni ha perso la vita dopo essere stato travolto dalla motozappa con cui stava lavorando su un piccolo appezzamento di terreno.
L’incidente è avvenuto intorno alle 17:45. Il medico del 118, intervenuto tempestivamente, non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'agricoltore. I vigili del fuoco del locale distaccamento, giunti sul posto, hanno operato per liberare la vittima e metterla a disposizione delle autorità competenti. Le cause della tragedia sono ancora in fase di accertamento da parte delle forze dell’ordine.
La Regione Marche ha dato vita a un progetto che celebra il patrimonio gastronomico locale: il Registro delle ricette della cucina marchigiana, istituito da un'apposita legge (la numero 6 del 2024". L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa-evento ad Ancona presso la Sala Unicorn al Passetto. Il progetto mira a preservare, valorizzare e tramandare le ricette della tradizione e dell’identità territoriale, trasformandole in un’eredità culturale condivisa e in uno strumento di promozione turistica.
"Grazie a una piattaforma online dedicata (https://ricettedellacucinamarchigiana.it/), chiunque può partecipare inviando le ricette di famiglia. Ogni piatto, semplice o elaborato, racconta una storia fatta di tradizioni, legami e sapori unici" ha evidenziato l’assessore regionale al Commercio, Andrea Maria Antonini. Le ricette raccolte saranno poi esaminate da una commissione di esperti che ne valuterà l’autenticità e l’importanza culturale.
Quelle selezionate non si limiteranno a essere inserite in un archivio, ma potranno diventare protagoniste nei menu di ristoranti del territorio. Ospite d’onore dell’incontro lo chef stellato Moreno Cedroni in veste di presidente Fipe Confcommercio Marche Centrali. Importanti spunti di riflessione sono arrivati dai relatori: il presidente di Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini; il direttore di Confcommercio Marche, Massimiliano Polacco e il direttore di Confesercenti Marche, Elena Capriotti.
Per meglio pubblicizzare e diffondere l’iniziativa, sono stati realizzati degli spot pubblicitari, reel, pagine social ed anche un tutorial per facilitare l’inserimento delle ricette che andranno a comporre il Registro. In questa prima fase sono già state raccolte oltre 110 ricette provenienti da ogni parte della regione. L’appello dell’assessore Antonini è stato quello di continuare a inviare i piatti tipici del territorio.
Per questo sono stati premiati i marchigiani che hanno registrato le prime sei ricette, prestandosi anche a realizzare lo spot promozionale: per lo stoccafisso all'anconetana, Alessandro Ascoli; per le olive all'ascolana e gli gnocchi alla Lina, Lina Fioravanti e Pamela Andreani (Montegallo - Ap); per la cicerchia l'associazione Festa della cicerchia di Serra de' Conti (An); per il brodetto alla fanese Simone Serfilippi e Stefano (Teto) Romano di Fano (Pu); per il Coniglio in Porchetta Ambra Giorgetti e Adina Rapagnani di Rapagnano (Fm); per i vincisgrassi Maria Rita Paolucci di Potenza Picena (Mc).
Il progetto introduce un ulteriore elemento di valorizzazione: i ristoratori avranno la possibilità di scegliere almeno tre ricette approvate dalla commissione e di inserirle nei loro menu. In questo modo, i locali aderenti diventeranno punti di riferimento ufficiali per il "menu delle ricette marchigiane". Ogni ristorante aderente sarà riconoscibile attraverso una certificazione ufficiale che ne attesterà il contributo al progetto.
La cucina marchigiana non è solo cibo ma un viaggio nella cultura e nelle tradizioni di una regione. Il Registro delle ricette si propone di trasformare la gastronomia in una leva di promozione turistica, rendendo ogni piatto un ambasciatore del territorio. I turisti, italiani e stranieri, potranno scoprire le Marche attraverso un percorso culinario che unisce sapori, storie e luoghi. Ogni ricetta registrata e proposta nei menu rappresenta un ponte tra passato e presente, un modo per rendere viva e accessibile la memoria storica delle Marche.
"Le ricette marchigiane non sono solo piatti, ma racconti di famiglia e tradizioni tramandate di generazione in generazione", ha sottolineato l’assessore Andrea Maria Antonini. “L’enogastronomia può essere considerata anche un volano per il turismo marchigiano - ha proseguito -. Per questo, è un progetto che si rivolge a tutti: enti, istituzioni, associazioni operanti sui territori, pro loco semplici cittadini e, soprattutto, ristoratori che potranno in futuro inserire queste ricette nei loro menu”.
Grazie al Registro, ogni contributo diventa parte di una memoria collettiva che valorizza il territorio e ne promuove l’identità. Il progetto, che unisce cittadini, ristoratori e istituzioni, mira a costruire una biblioteca virtuale del gusto, in cui le tradizioni locali incontrano l’innovazione e il futuro. Un progetto che celebra le Marche a tavola, una ricetta dopo l’altra.
Effettuare la vaccinazione anti-Pneumococco (PVC) dal 1 marzo sarà possibile anche nelle farmacie convenzionate. La Regione Marche ha raggiunto un importante accordo sperimentale con la rete rappresentata da Federfarma Marche e Confservizi Assofarm Marche che punta a garantire un servizio capillare sul territorio regionale, facilitando l'accesso alla vaccinazione per la popolazione.
"Si tratta di un importante passo avanti nella strategia vaccinale della Regione Marche – ha spiegato il vicepresidente e assessore alla Sanità Filippo Saltamartini -. Grazie alla collaborazione con le farmacie del territorio, sulle quali abbiamo da subito puntato anche avviando come prima regione in Italia la sperimentazione della Farmacia dei Servizi, potremo garantire capillarità, facilitando la protezione delle fasce più a rischio della popolazione. La somministrazione del vaccino anti-Pneumococco in farmacia rappresenta un'opportunità per incrementare le coperture vaccinali e migliorare la prevenzione delle infezioni più gravi causate da questo batterio".
L'accordo, valido per 2 anni dal 1 marzo 2025, prevede che i farmacisti abilitati alla somministrazione dei vaccini anti SARS-CoV-2 possano somministrare anche il vaccino anti-Pneumococcico, previa formazione specifica. Durante la fase sperimentale saranno fornite fino a 2000 dosi complessive di vaccino anti-Pneumococcico.
Le farmacie aderenti potranno effettuare la vaccinazione anti-pneumococcica a coloro che in passato non si sono presentati ai servizi vaccinali delle AST per effettuare la vaccinazione (i soggetti nati tra il 1952 ed il 1959). Eccezionalmente sarà possibile fare il vaccino in farmacia quando l’assistito oggetto della chiamata attiva dei servizi vaccinali (nel 2025 i soggetti nati nel 1960) sia impossibilitato a recarsi presso i Servizi vaccinali delle AST. La vaccinazione è rivolta anche a chi ha compiuto 65 anni dal 2017 in poi e a chi non rientra in questo gruppo ma ha diritto alla vaccinazione per patologie o condizioni particolari.
Lo pneumococco è un batterio di cui si conoscono oltre 90 tipi, una parte dei quali prevenibili appunto con la vaccinazione. Le persone più a rischio di ammalarsi sono i bambini nei primi anni di vita (al di sotto dei 5 anni), le persone anziane (a partire dai 65 anni) e i soggetti di qualunque età con malattie croniche. Le infezioni causate dallo pneumococco colpiscono frequentemente l’orecchio e le prime vie respiratorie causando otite e sinusite (soprattutto in età infantile). Forme di infezione più gravi sono la polmonite, la meningite e la sepsi (infezione diffusa a tutto il corpo) che possono portare anche alla morte.
Un episodio di violenza domestica si è verificato nella località di Torrette ad Ancona nella serata di ieri, 3 febbraio. Un uomo di 40 anni, di origini romene, è stato arrestato con l'accusa di maltrattamenti in famiglia dopo aver aggredito la propria compagna. Il fatto è avvenuto dopo un acceso diverbio verbale tra i due.
Secondo le prime ricostruzioni, il 40enne, ubriaco, ha inizialmente avuto una discussione verbale con la donna. Quando lei si è ritirata in una stanza per cercare rifugio, l'uomo ha continuato a sfogare la sua rabbia distruggendo vari oggetti all'interno dell’abitazione. In un secondo momento, ha sfondato la porta dietro la quale la compagna si era rinchiusa, accrescendo la violenza e il pericolo.
La situazione è degenerata rapidamente, ma la polizia di Stato è intervenuta prontamente. Dopo una prima segnalazione di un diverbio, gli agenti sono arrivati sul posto e hanno trovato l’uomo in evidente stato di alterazione. Poco dopo, è giunta una seconda chiamata di emergenza, che ha richiesto un intervento urgente. All’arrivo della polizia, la compagna dell’uomo è stata trovata visibilmente scossa e con segni di percosse. Immediatamente è stata soccorsa dal personale sanitario e trasportata all'ospedale Torrette per ricevere le cure necessarie.
L'aggressore, arrestato sul posto, è stato condotto nel carcere di Montacuto, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Una donna di 75 anni, scomparsa sabato dalla zona di Varano di Ancona, è stata trovata morta in mare davanti all'ascensore del Passetto. La figlia, che aveva lanciato l'allarme per la sparizione della madre intorno alle 18:20, ha identificato oggi il corpo. La donna, nata nel 1955, soffriva di depressione ed era uscita di casa senza cellulare.
Il cadavere è stato recuperato nel pomeriggio dalla Guardia Costiera e dai Vigili del Fuoco, dopo la segnalazione di alcuni clienti di un ristorante. Le ricerche per l'identificazione della vittima sono state condotte dalla Capitaneria e dalla Polmare.
Il medico legale non ha riscontrato tracce di violenza o urti, suggerendo che la morte sia avvenuta per affogamento. Non sono escluse le ipotesi di una caduta accidentale o di un atto volontario. Il medico procederà con gli accertamenti esterni previsti, mentre l'Autorità giudiziaria deciderà se disporre l'esame autoptico o liberare la salma.
Restano gravi le condizioni della bambina di 5 anni che ieri è precipitata da una finestra al terzo piano di un’abitazione in via Rovereto, ad Ancona. Il bollettino medico diffuso dall’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche conferma che la piccola è ancora ricoverata nel reparto di Rianimazione pediatrica dell’ospedale Salesi, in prognosi riservata.
L’incidente è avvenuto poco dopo le 11, mentre la bambina stava giocando. Dopo la caduta, è stata soccorsa tempestivamente da un vicino e trasportata d’urgenza dal 118 all’ospedale materno-infantile, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per la decompressione di un ematoma cerebrale.
Le sue condizioni, inizialmente critiche, erano peggiorate nelle prime ore del ricovero, portando i medici a eseguire una TAC che ha evidenziato traumi cerebrali, rendendo necessario l’intervento. Attualmente, la piccola è sottoposta a trattamenti e monitoraggi intensivi, ma il quadro clinico rimane stabile e senza miglioramenti significativi.
Sul luogo della tragedia erano intervenute le forze dell’ordine, tra cui la Squadra Mobile, le Volanti e la Scientifica, per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Le indagini sono ancora in corso per chiarire eventuali responsabilità.
(Credit foto: Ansa)
Il corpo senza vita di una donna è stato recuperato in mare da vigili del fuoco e guardia costiera davanti al Passetto di Ancona. L'operazione è stata portata a termine nel tardo pomeriggio dopo la segnalazioni al numero 112, partita da alcuni avventori di un ristorante della zona, che avevano notato in acqua una sagoma che sembrava umana.
A quel punto sono iniziate le operazioni che hanno coinvolto un mezzo della Guardia costiera, che ha coordinato le ricerche, e uno dei Vigili del fuoco con i sommozzatori del corpo: è stato infine recuperato il corpo senza vita di una donna trasportato poi alla banchina 4 del porto di Ancona per tutti gli accertamenti tra i quali l'identificazione della salma. Verranno verificate anche eventuali segnalazioni di scomparsa.
Ecco le fasi dell'operazione. Nel pomeriggio personale della Guardia Costiera, unitamente a quello dei Vigili del Fuoco di Ancona, hanno dunque recuperato in mare il corpo di una donna che si trovava a circa 200 metri in località Passetto di Ancona. L’intervento è stato effettuato a seguito di segnalazione privata sulla presenza di un corpo umano in galleggiamento a breve distanza dall’ascensore del Passetto.
Immediatamente le unità navali della Guardia Costiera e dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco, sotto il coordinamento del 7/o Mrsc della Guardia Costiera di Ancona, hanno raggiunto la località in questione e hanno iniziato le operazioni di ricerca, individuando poco dopo il corpo senza vita di una persona di genere femminile e di carnagione bianca.
Successivamente il convoglio con a bordo il cadavere, si è diretto alla banchina 4 del porto di Ancona, dove era già in attesa personale medico del servizio sanitario. Al momento, fa sapere la Guardia Costiera, sono in corso le operazioni di identificazione della salma da parte della polizia scientifica di Ancona e si stanno valutando tutte le ipotesi in merito all’accaduto, da parte della polizia giudiziaria a seguito di apposite direttive del magistrato di turno della Procura della Repubblica.
I vigili del fuoco, nella giornata di oggi, sono intervenuti per soccorrere una donna che si è smarrita nei pressi del Monte Conero. La signora, dopo aver lasciato il sentiero, ha perso l’orientamento e, a causa del terreno impervio, è scivolata. Fortunatamente, la donna è riuscita a mantenere il contatto con i soccorritori, fornendo utili indicazioni per il suo rintracciamento.
Grazie al supporto della squadra dei vigili del fuoco di Osimo, che ha utilizzato un binocolo per individuare la persona dalla zona dell’ex campo sportivo del Poggio, i soccorritori sono riusciti a localizzarla. Dopo averla raggiunta a piedi, la donna è stata accompagnata in sicurezza al parcheggio dove aveva lasciato la sua auto.
Un grave fatto si è consumato questa mattina ad Ancona, quando una bambina di 5 anni è precipitata dal secondo piano di una palazzina, alta circa sette metri, in via Rovereto. L'incidente è avvenuto intorno alle 11:15, quando la piccola, che soffre di disabilità, è caduta dal balcone finendo nel cortile.
In base a una ricostrzione, il primo a soccorrere la bimba sarebbe stato un vicino di casa il quale, resosi subito conto di quanto stava accadendo, ha prontamente soccorso la piccola portandola all'interno della sua abitazione. Immediatamente, è stato allertato il 118 che ha trasportato d'urgenza la bambina all'ospedale materno-infantile Salesi di Ancona, dove è stata ricoverata. La caduta fortunatamente sarebbe stata attutita dall'erba presente nel cortile sottostante l'abitazione.
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia di Stato, tra cui la Squadra Mobile, la Scientifica e le Volanti, per ricostruire la dinamica dell'incidente e determinare le cause della caduta.
+++ AGGIORNAMENTO delle 15:00 +++
Al momento la situzione clinica della bambina è stabile - come riferito dall'ospedale Salesi - e i medici stanno monitorando l’evoluzione nel breve e medio termine. La prognosi resta riservata.
+++ AGGIORNAMENTO delle 18:00 +++
Le condizioni si sono aggravate nel corso della prima ora di ricovero, durante la quale sono state approntate le cure primarie ed eseguita la diagnostica strumentale. La piccolina è stata sottoposta ad intervento. Il prossimo bollettino medico sarà diramato alle ore 11:00
Sono in corso trattamenti e monitoraggi intensivi e specifici. La prognosi rimane riservata.
Un provvidenziale intervento ha salvato la vita di un anziano che stava soffocando a causa di un pezzo di pizza ingerito accidentalmente. È accaduto a Ancona, in piazzale Loreto, quando un brigadiere capo della guardia di finanza, fuori servizio, ha prontamente prestato soccorso.
Il protagonista dell'intervento è Giuseppe Petruccelli, 57 anni, brigadiere capo in forza al Comando provinciale della guardia di finanza di Ancona e volontario della Croce Rossa Italiana. Erano da poco passate le 13:00 quando, mentre si trovava nella zona, Petruccelli ha sentito delle urla provenire dall'area dell'Ufficio Postale. Immediatamente ha lasciato l’auto parcheggiata per verificare la situazione e, accertatosi che un anziano stava soffocando, ha subito agito.
L’uomo, ormai privo di respiro e con il viso violaceo, era in difficoltà a causa di un pezzo di cibo che gli aveva ostruito le vie aeree. Senza perdere tempo, Petruccelli ha messo in atto la manovra di Heimlich, tecnica che ha permesso all'anziano di liberarsi dell’ostruzione e di riprendere a respirare. Nel frattempo, erano stati allertati i soccorsi, ma l’intervento tempestivo del finanziere ha evitato ulteriori complicazioni, tanto che l’ambulanza e l’automedica giunte sul posto non hanno dovuto intervenire.
Il brigadiere Petruccelli, con la sua lunga esperienza nel sociale e come volontario, ha dimostrato ancora una volta quanto sia fondamentale la prontezza di riflessi e la preparazione in situazioni di emergenza.
Schiavizzate, picchiate, minacciate e soggiogate dalla dipendenza da cocaina. È il triste scenario che ha portato due donne di 41 e 43 anni di Ancona a trovare il coraggio di ribellarsi al loro convivente e denunciarlo, mettendo così fine a un incubo fatto di violenze e sopraffazioni. Un passo decisivo reso possibile anche dal supporto del padre di una delle vittime, a sua volta preso di mira dall’uomo con minacce di morte.
Il responsabile, un 43enne di origine marocchina, è stato arrestato dalla squadra mobile della Questura di Ancona, coordinata dalla Procura della Repubblica, ed è ora detenuto nel carcere di Montacuto. Le accuse nei suoi confronti sono gravissime: maltrattamenti, lesioni aggravate e continuate, cessione di stupefacenti e minacce.
Le indagini, condotte dagli uomini della squadra mobile sotto la guida del dirigente Carlo Pinto, hanno ricostruito un quadro di violenza sistematica, in cui le due donne vivevano in totale assoggettamento al loro carnefice, intrappolate in una convivenza dominata dalla dipendenza dalla droga e da un’escalation di abusi.
Gli inquirenti hanno accertato episodi di maltrattamenti fisici e verbali, tra cui alcuni di inaudita crudeltà: in un caso, l’uomo avrebbe addirittura seppellito una delle vittime nei pressi di un cimitero, per poi estrarla subito dopo dalla terra con l’intento di terrorizzarla. In un altro episodio, entrambe sarebbero state ferite con la lama di un coltello.
Il padre di una delle vittime, che aveva cercato di aiutarle a fuggire dall’incubo, è stato anch’egli bersaglio di violenze psicologiche e minacce. L’indagato gli avrebbe inviato messaggi vocali contenenti insulti e minacce di morte, cercando di intimidirlo e impedire che le donne lo lasciassero.
Di fronte a un quadro così grave, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona ha accolto la richiesta della Procura, disponendo la custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, eseguito nella fase delle indagini preliminari, è comunque impugnabile e, come previsto dalla legge, l’arrestato è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva.
La storia si ripete. La produzione del miele delle Marche continua a calare: dopo il 2021, con il raccolto ai minimi storici e un 2022 e un 2023 difficili, nel 2024 si è tornati a una situazione disastrosa. A soffrirne di più sono stati i mieli primaverili con un crollo dell’85% e del 90%, specialmente per il miele di acacia praticamente inesistente. Situazione che è andata migliorando nella stagione estiva ma sempre con un calo del 50%. Un quadro che è simile in tutta la regione e che sta preoccupando gli apicoltori marchigiani rappresentati dai Consorzi apistici delle cinque province marchigiane.
“Lo sfasamento delle temperature degli ultimi dieci anni con inverni poco freddi, primavere anticipate, forti venti e estati torride, sono le principali cause del crollo del miele per il quale gli apicoltori sono stati costretti a somministrare le alimentazioni di soccorso per la sopravvivenza delle colonie con costi elevatissimi - dichiarano i presidenti dei Consorzi della provincia di Pesaro e Urbino Frederic Oliva; della provincia di Ancona, Sergio Cocciarini; della provincia di Macerata, Alvaro Caramanti; delle provincie di Fermo e Ascoli Piceno, Giovanni Zucconi – A questo si aggiunge il forte flusso in entrata dei mieli di importazione che non rispettano gli standard di qualità europei. La Cina, per esempio, con la sua concorrenza sleale uccide noi apicoltori, negli ultimi anni ha dimezzato gli alveari e triplicato l’export di miele che vende a un euro a barattolo”.
La Cina è infatti il primo esportatore mondiale di miele, con una quota in volume del 25% (Ismea-2022). Inoltre, il prezzo è eccessivamente basso ed il mercato è fermo a causa dell’enorme quantitativo di miele che proviene dall’estero. Miele che, da una ricerca della UE, risulta essere adulterato con zuccheri esogeni per il 46% e che entra ad un prezzo notevolmente inferiore al reale costo di produzione”. Nell’ambito della direttiva Breakfast in Ue, si è raggiunto, grazie anche al contributo dei Consorzi marchigiani – un grande obiettivo: introdurre in etichetta l’obbligo di indicare ciascun paese d’origine e la rispettiva quota percentuale nelle miscele di miele.
“Un importante passo avanti – continuano i presidenti – ma servirà ancora tempo prima che gli Stati membri recepiscano la direttiva. La crisi che si è abbattuta sul settore è drammatica con impatti economici devastanti che portano le aziende marchigiane a rischio collasso. Inoltre, va ricordato il ruolo determinante che le aziende apistiche svolgono a difesa della biodiversità e per l’equilibrio dell’ecosistema. Nonostante tutto questo, continua il nostro impegno per la tutela dei mieli marchigiani ma diventa sempre più indispensabile l’intervento della Regione Marche".
"I nostri Consorzi hanno chiesto al presidente Acquaroli e all’assessore all’Agricoltura Antonini di farsi carico dei problemi del settore affinché la Regione possa stanziare quanto prima risorse adeguate a sostegno degli apicoltori al fine di mitigare almeno parzialmente gli effetti negativi del 2024. Inoltre, I Consorzi pongono di nuovo all’attenzione della Regione la richiesta di attivare la misura ACA 18 del Piano strategico della Pac, come è stato fatto nelle regioni limitrofe Abruzzo, Umbria, Toscana, Emilia Romagna, che prevede un pagamento annuale per alveare a favore dei beneficiari che praticano l'attività apistica in aree particolarmente importanti dal punto di vista ambientale e naturalistico. Questo consentirebbe all’apicoltura marchigiana di rientrare tra le destinatarie dei contributi messi a disposizione degli apicoltori dall’UE attraverso le Regioni” - concludono i presidenti.
Cinque uomini di diverse città italiane sono stati denunciati dalla polizia di Senigallia per aver truffato una donna residente a Montemarciano di migliaia di euro. La vicenda è iniziata con un post su Facebook, che ha attirato l'attenzione della vittima, portandola a cliccare su un link che la indirizzava a un sito di trading online. Qui, la donna ha inserito i suoi dati e ha iniziato a ricevere contatti da parte di finti investitori.
Questi truffatori, spacciandosi per esperti del settore, hanno convinto la donna ad investire su piattaforme di trading che promettevano guadagni facili, anche sulla Serie A di calcio. Inizialmente, la donna ha effettuato bonifici di piccole somme, 250 euro, ma poi è stata spinta a versare importi sempre più alti fino a raggiungere i 15 mila euro.
Solo grazie all'intervento di un amico, che ha consigliato alla donna di rivolgersi alla polizia, le forze dell'ordine sono riuscite a scoprire la truffa. L’indagine condotta dalla polizia di Senigallia ha permesso di individuare i cinque responsabili, finti broker che operavano da Rovigo, Torino, Verona, Roma e Bari.
Ora, i cinque uomini sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per truffa. Le forze dell'ordine invitano tutti a prestare attenzione a simili raggiri, che sfruttano la buona fede delle persone per sottrarre loro ingenti somme di denaro.
Matteo Minnozzi saluta le Marche e si prepara a iniziare una nuova avventura fuori regione. Dopo aver concluso la prima parte di stagione con l'Osimana, mettendo a segno quattro reti tra campionato e Coppa Italia, l'attaccante classe '96 ha scelto il Mezzolara, club ambizioso e attualmente secondo in classifica nel Girone B di Eccellenza emiliana. Su Minnozzi avevano messo gli occhi diversi club marchigiani, col giocatore che alla fine però ha scelto di trasferirsi in un altro campionato.
Il trasferimento al Mezzolara è stato accolto con grande entusiasmo dalla società biancoazzurra, che non ha nascosto le proprie ambizioni. "Un colpo da sogno", così è stato definito l'arrivo di Minnozzi, annunciato ufficialmente sui canali del club: "Matteo porta con sé esperienza, grinta e determinazione, qualità che faranno la differenza per raggiungere i nostri obiettivi".
Con una partita in meno rispetto alla capolista Tropical Coriano, il Mezzolara punta a sfruttare al massimo l'apporto del nuovo acquisto per lottare ai vertici del campionato e inseguire il sogno della promozione.
Un'ondata di forte vento ha colpito oggi la regione Marche con raffiche intense registrate soprattutto dalle 13 alle 15, come previsto dall'allerta meteo della Protezione civile. Ad ora, sono stati circa 90 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per far fronte ai danni causati dal vento. Le richieste di intervento sono state principalmente legate alla caduta di alberi sulla sede stradale, ma anche per infissi e insegne che si sono staccati o sono diventati pericolanti.
La situazione è stata particolarmente critica in alcune province, dove si sono registrati numerosi disagi per i cittadini e le autorità locali: Pesaro Urbino 20 interventi, Ancona 40 interventi, Macerata 20 interventi, Fermo 6 interventi, Ascoli Piceno 6 interventi.
Uno degli episodi più rilevanti nel Maceratese è stato il crollo di un ramo sulla superstrada a Caccamo di Serrapetrona, che ha causato disagi al traffico. Ma anche altre località sono state interessate da interventi urgenti, come Macerata (dove sono stati gestiti rami caduti in via Bramante e viale Leopardi) e Civitanova Alta, dove un albero è stato abbattuto dal vento.
I vigili del fuoco, impegnati in tutta la regione, hanno lavorato senza sosta per garantire la sicurezza dei cittadini, rimuovendo rapidamente i pericoli e intervenendo in situazioni critiche. Nonostante il gran numero di interventi, non si registrano feriti.
(Nelle foto l'intervento effettuato in corso Mazzini ad Osimo per rimozione parti pericolanti)