"Sono molto lieto di poter annunciare che la Rai ha scelto le Marche e Ancona per la presentazione dei palinsesti 2026/2027, il consueto e annuale appuntamento in cui i vertici di Viale Mazzini illustrano tutte le novità della prossima stagione televisiva". Lo ha annunciato in un post social il presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli.
"Si tratta di un'altra occasione speciale che porterà il nostro territorio di nuovo sotto al centro di importanti dinamiche nazionali - prosegue il governatore - e che conferma la capacità di Ancona e delle Marche di essere sempre più attrattive e capaci di intercettare prestigiose opportunità".
"Abbiamo lavorato con determinazione insieme al Comune di Ancona per raggiungere questo obiettivo - sottolinea Acquaroli -. E sarà un momento straordinario per mostrare la bellezza e le eccellenze di una Città, proclamata anche Capitale italiana della Cultura 2028, e di una Regione che finalmente è protagonista sulla scena nazionale e internazionale".
Il poliziotto ha sparato per difendersi da un attacco imminente del cane, fu legittima difesa. È la conclusione della perizia disposta dalla gip di Ancona Sonia Piermartini sull'uccisione del pitbull Narcos, avvenuta il 14 settembre 2025, durante un intervento di polizia in un parco pubblico in via Osimo ad Ancona.
La relazione, eseguita da un esperto di armi, Sandro Evangelisti, è stata depositata il 16 aprile ed esposta oggi davanti alle parti nell'incidente probatorio chiesto dalla Procura. Secondo il perito, l'operatore di polizia si trovava a distanza ravvicinata, tra uno e tre metri, senza strumenti alternativi efficaci per neutralizzare l'animale.
Lo sparo, "uno solo", sarebbe stato quindi necessario per tutelare la propria incolumità. Gli accertamenti balistici confermano che fu esploso un unico colpo: rinvenuti un solo bossolo e un solo proiettile che dopo aver colpito il muso del cane deviò urtando il collare metallico, risultando letale.
La perizia esclude la versione della proprietaria, una 21enne, che parlava di due spari e di un cane immobilizzato tenuto da lei al guinzaglio: mancano riscontri oggettivi, a partire dall'assenza di tracce di sangue sugli abiti della giovane. Ritenuta invece coerente la ricostruzione fornita dagli agenti.
Il poliziotto, indagato per uccisione di animale, è difeso dall'avvocato Laura Versace. La proprietaria del cane è rappresentata dagli avvocati Rino Bartera e Michele Pezone (per l'associazione Lndc Animal Protection). Stando ai loro consulenti di parte, che consegneranno a breve gli atti, è la versione del poliziotto ad essere incongruente.
Cosa hanno in comune un fischio in pieno recupero davanti a migliaia di spettatori e una scelta strategica in un consiglio d'amministrazione? Molto più di quanto si possa immaginare. È questo il cuore del seminario "Il ruolo dello sport nei processi di marketing delle imprese", che ha visto come protagonista d'eccezione l’arbitro di Serie A Juan Luca Sacchi, ospite stamattina presso la Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche.
Davanti a una platea affollata di studenti del corso del Prof. Valerio Temperini, Sacchi - che oltre alla carriera sul campo vanta un profilo da formatore aziendale - ha tracciato un parallelismo netto tra la direzione di gara e il management. L’attenzione si è spostata su come una singola decisione, presa in una frazione di secondo, possa spostare equilibri economici da milioni di euro.
"Non conta solo la qualità della decisione, ma come viene percepita nel momento in cui viene presa: è lì che si genera il valore", ha spiegato Sacchi agli studenti, paragonando la credibilità dell'arbitro (e del Var) a quella di un brand che deve mantenere alta la fiducia del mercato nei momenti di crisi.
Insieme al giornalista Daniele Bartocci, il seminario ha esplorato concetti fondamentali come la gestione dello stress e l'importanza di saper reagire ai fallimenti. "Gli errori aiutano a migliorare anche nello studio e durante gli esami - ha ribadito l'arbitro maceratese - l’importante è saper reagire sempre. Nel marketing vince chi comunica nel momento giusto e nel modo giusto".
L’incontro, che ha visto tra il pubblico anche figure storiche dello sport regionale come Alberto Santoni (primo vice di Julio Velasco a Jesi), ha toccato anche temi di responsabilità sociale. Si è parlato infatti di tutela della salute con il Passaporto Ematico e della prossima Fiaccola della Prevenzione 2026, che sarà protagonista il 7 maggio a bordo della MSC Divina.
In occasione della Giornata della Terra, il Parco Zoo Falconara ha annunciato la nascita di un pullo di avvoltoio grifone (Gyps fulvus). Il piccolo, nato nelle scorse settimane, è stato avvistato solo pochi giorni fa mentre faceva capolino dal nido, protetto dai genitori Daniel e Marta.
La nascita non è solo un evento emozionante, ma parte di un rigoroso progetto di conservazione. Il nuovo arrivato seguirà infatti le orme del fratello maggiore, Sky, nato nel 2024 e attualmente in Sardegna. Sky sta completando il suo percorso di acclimatazione nell'ambito del progetto europeo "Life Safe for Vultures" e verrà rilasciato in natura il prossimo autunno. Anche per l'ultimo nato, una volta determinato il sesso e completata la crescita, l'obiettivo sarà il ritorno in libertà per contrastare il rischio di estinzione della specie in Italia.
Il grifone, soprannominato lo "spazzino della natura", svolge un ruolo ecologico vitale pulendo gli ecosistemi dalle carcasse, ma è minacciato da avvelenamenti e attività umane. Per questo, la riproduzione in ambiente controllato a Falconara rappresenta un polmone fondamentale per il ripopolamento.
In occasione del ponte della Liberazione, lo Zoo ha preparato un ricco calendario di appuntamenti per coinvolgere i visitatori. Sabato 25 e domenica 26 aprile sarà possibile partecipare a tour guidati dalla biologa per scoprire da vicino i segreti di okapi (ore 11), grifoni (12), fenicotteri (15.30), canguri (16.30) e ippopotami (17.30).
Per i più piccoli non mancherà il truccabimbi (disponibile in diverse fasce orarie in entrambi i giorni), mentre domenica 26 aprile, presso l’Aia del Contadino, si terrà l'evento speciale "MIC: Millepiedi, Insetti & Co.", un laboratorio dedicato all'affascinante mondo degli invertebrati. Il Parco è aperto tutti i giorni con orario continuato 9:00 – 19:30 (ultimo ingresso alle 18:00).
Clima di fiducia e segnali incoraggianti per il sistema produttivo marchigiano al Salone del Mobile, in corso fino al 26 aprile presso Fiera Milano Rho. A sottolinearlo è il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, presente all’inaugurazione della manifestazione.
«Ho incontrato numerose imprese marchigiane e ho riscontrato un clima di fiducia e dinamismo – ha dichiarato Acquaroli –. Gli imprenditori raccontano di un avvio positivo, un segnale importante in un contesto internazionale complesso». Il governatore ha evidenziato come le aziende del territorio continuino a dimostrare capacità di adattamento ai mercati globali, investendo in innovazione e rafforzando la propria presenza all’estero, senza rinunciare ai valori di qualità e identità che caratterizzano il Made in Marche.
Nel corso della giornata, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dallo stesso Acquaroli, ha visitato gli stand di alcune aziende regionali, incontrando imprenditori, designer e operatori della filiera del legno-arredo, uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy. Una presenza, quella della premier, che – come sottolineato dal governatore – "conferma l’attenzione verso le eccellenze produttive italiane, già manifestata in occasione del Vinitaly".
Sono 29 le imprese marchigiane presenti all’edizione 2026, distribuite tra il Salone Internazionale del Mobile, EuroCucina, il Salone Internazionale del Bagno e FTK – Technology For the Kitchen, spazio dedicato alle innovazioni tecnologiche e agli elettrodomestici da incasso.
Il comparto legno-arredo delle Marche si conferma un pilastro dell’economia regionale: conta circa 1.800 imprese e oltre 18.700 addetti, rappresentando il 7,7% dell’occupazione industriale. L’export supera i 765 milioni di euro, pari al 5,7% delle esportazioni complessive, mentre il valore della produzione ha raggiunto circa 3,7 miliardi di euro nel 2025. Numeri che consolidano la regione tra i principali poli italiani del settore, con una forte capacità competitiva sui mercati internazionali.
La vicenda delle sacche di plasma smaltite nelle Marche entra in una fase decisiva con l’intervento diretto dello Stato. Secondo quanto ricostruito da Fanpage, il Centro Nazionale Sangue, organismo che coordina il sistema trasfusionale sotto l'egida del Ministero della Salute e con sede presso l’Istituto Superiore di Sanità, ha aperto un’istruttoria nazionale classificando l’episodio come un "incidente grave".
La comunicazione, firmata dalla direttrice Luciana Teofili, stando a Fanpage, è stata inviata al direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche Antonio Draisci e alla responsabile del Centro Regionale Sangue Giovanna Salvoni.
Nel mirino c’è un evento avverso legato alla conservazione del plasma a temperatura non conforme presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Sempre secondo Fanpage, è stato disposto un audit ispettivo nazionale con l'obiettivo di chiarire le cause dello spreco e verificare se la Regione sia in grado di garantire la sicurezza del sistema. Intanto sul caso si muovono anche i NAS, la Procura di Ancona e la Corte dei Conti, mentre la Regione ha attivato una propria commissione interna per fare luce sulla vicenda.
Sul fronte politico, oggi si gioca una partita altrettanto rilevante in Consiglio regionale. L’ufficio di presidenza ha già verificato l’ammissibilità della richiesta di una commissione d’inchiesta avanzata dalle opposizioni, e il presidente dell'assemblea legislativa Gianluca Pasqui ha chiesto ai capigruppo di indicare i membri. Il termine per la presentazione dei nomi è scaduto il 20 aprile e la commissione dovrebbe essere composta da 13 membri, di cui otto di maggioranza e cinque di opposizione.
Resta però aperta la questione politica dentro la maggioranza. I gruppi di minoranza hanno già indicato i propri rappresentanti - tra cui esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Progetto Marche - mentre il centrodestra non ha ancora trovato una sintesi. La giunta guidata da Francesco Acquaroli ritiene non necessaria una nuova commissione, avendo già istituito una verifica tecnica (ribadito anche questa mattina dall'assessore Calcinaro: "C'è già una commissione tecnica qualificata che sta lavorando pancia a terra e adesso sarebbe inutile"), ma una parte della coalizione teme che un eventuale rifiuto possa trasformarsi in un boomerang politico. La decisione finale è attesa con il passaggio in aula di Palazzo Leopardi.
"Si tratta di fatti che, se confermati, risultano di estrema gravità e che rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini in un sistema (quello della donazione del sangue e del plasma) fondato su valori di solidarietà, sicurezza e responsabilità collettiva. Il Partito Democratico delle Marche esprime pertanto piena fiducia nel lavoro degli organismi competenti e nella magistratura, affinché venga fatta rapidamente piena luce su quanto accaduto, accertando responsabilità e garantendo trasparenza", sottolineano Chantal Bomprezzi, Daniele Sturani e Andrea Vecchi .
Al contempo, non possiamo non evidenziare il rischio concreto che questa vicenda produca ricadute negative sul mondo della donazione, patrimonio prezioso della nostra comunità regionale, che va tutelato con ogni mezzo attraverso il ripristino immediato delle condizioni di massima sicurezza e credibilità. Dal punto di vista politico, la condanna per quanto emerso è netta. Riteniamo necessario che, in via cautelativa, vengano sospesi dalle attività i responsabili delle azioni che hanno comunque arrecato un grave danno d’immagine e discredito all’intero sistema di raccolta, lavorazione e distribuzione di sangue e plasma. È indispensabile ristabilire al più presto un clima di fiducia, attraverso atti concreti, verifiche puntuali e una piena assunzione di responsabilità. La salute dei cittadini e l’integrità del sistema sanitario regionale non possono essere messe in discussione", concludono Bomprezzi, Sturani e Vecchi.
Le Marche si confermano protagoniste al Vinitaly, tra visite istituzionali di primo piano e nuovi progetti di promozione del territorio. A Verona, durante la manifestazione, è stato annunciato che sarà Ancona a ospitare nell’autunno 2026 "Vinitaly and the City – Marche in Wine", il fuori salone dedicato ai wine lover che trasforma il vino in esperienza, cultura e scoperta.
L’iniziativa è stata presentata dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, insieme ai vertici di Veronafiere e ai rappresentanti del settore vitivinicolo marchigiano. L’evento porterà nel capoluogo dorico una tre giorni di appuntamenti tra degustazioni, incontri e momenti aperti al pubblico, con l’obiettivo di valorizzare non solo il vino ma l’intero patrimonio culturale, gastronomico e ambientale del territorio.
Acquaroli ha sottolineato come Ancona, futura Capitale della Cultura 2028, abbia “tutte le carte in regola” per ospitare un’iniziativa di questo tipo, spiegando che non si tratta solo di promuovere il vino ma di offrire un’esperienza completa tra tradizioni, sapori e identità. Ha inoltre evidenziato come eventi simili possano rappresentare “un’opportunità strategica” per favorire la crescita del settore e l’apertura verso mercati nazionali e internazionali.
Sulla stessa linea il direttore generale vicario di Veronafiere Gianni Bruno, che ha parlato di uno strumento capace di avvicinare direttamente il consumatore e l’enoturista, raccontando attraverso il vino la ricchezza dei territori. Il format, già consolidato a Verona, sarà adattato alle specificità marchigiane con l’obiettivo di coinvolgere l’intera città e creare sinergie con le realtà economiche locali, generando ricadute concrete sul territorio.
Il brand Vinitaly, forte di una rete internazionale di circa un milione di contatti tra operatori e appassionati, contribuirà a proiettare Ancona e le Marche su un palcoscenico globale, rafforzando il ruolo del vino come ambasciatore del Made in Italy e motore di sviluppo turistico.
Nel frattempo, lo stand della Regione Marche al Vinitaly ha attirato l’attenzione delle istituzioni nazionali con la visita del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, accolti da Acquaroli e dal vicepresidente Enrico Rossi.
Momento simbolico è stato il brindisi con la premier, realizzato con il Conero DOCG Rosato, nuova tipologia della denominazione tutelata dall’Istituto marchigiano di tutela vini, presentata proprio in questa edizione della manifestazione. Acquaroli ha ringraziato per l’attenzione rivolta al comparto, sottolineando come, nonostante un momento complesso legato anche alle tensioni internazionali, il vino marchigiano continui a dare "grandi soddisfazioni" e rappresenti uno strumento fondamentale di promozione.
Nel suo intervento ha ribadito il ruolo dell’enoturismo come leva strategica per la crescita, evidenziando che offrire esperienze autentiche e creare un rapporto diretto tra visitatori e territorio significa generare valore economico, culturale e identitario.
Un tema ripreso anche dal vicepresidente Rossi, che ha ricordato come le Marche detengano un primato nazionale con il 40% della produzione vitivinicola biologica, sottolineando la necessità di trasformare questo dato in un vantaggio competitivo concreto per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
A conferma della vitalità del settore, la terrazza di degustazione libera dello stand regionale ha proposto 212 etichette provenienti da 106 aziende marchigiane, offrendo ai visitatori un’occasione diretta per conoscere la qualità produttiva della regione e intercettare nuovi wine lovers da attrarre nelle Marche.
FABRIANO – È stato fatto salire a forza su un’auto, privato del cellulare, poi gettato fuori dalla vettura in corsa e infine rapinato di 500 euro. È quanto denunciato nei giorni scorsi da un uomo al Commissariato di Fabriano.
Determinante per le indagini il contributo della Polizia Locale e le immagini della videosorveglianza comunale, che hanno ripreso le fasi iniziali dell’aggressione e l’introduzione forzata della vittima all’interno del veicolo.
Le verifiche successive hanno permesso agli agenti della Polizia di Stato di risalire, attraverso la targa, all’intestatario e agli utilizzatori dell’auto. I tre presunti responsabili sono stati successivamente individuati e riconosciuti dalla vittima presso il Commissariato.
Si tratta di tre uomini, residenti fuori regione, di età compresa tra i 20 e i 50 anni, già noti alle forze dell’ordine. Sono stati denunciati per i reati di rapina aggravata e sequestro di persona.
Nei loro confronti il questore di Ancona, Cesare Capocasa, ha disposto anche la misura di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio, con divieto di ritorno nel comune di Fabriano per un periodo compreso tra uno e due anni.
Prenderanno il via dal prossimo 20 aprile le prove scritte del concorso pubblico, per esami e titoli, finalizzato al reclutamento di 3.081 allievi in ferma quadriennale nell’Arma dei Carabinieri.
La selezione, prevista dal bando, rappresenta una delle fasi centrali del percorso concorsuale e coinvolgerà migliaia di candidati provenienti da tutta Italia.
Le prove si svolgeranno in modalità decentrata, con sedi distribuite sul territorio nazionale: Roma, Padova, Bari, Catania e Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. L’assegnazione della sede avverrà in base alla regione di residenza anagrafica indicata dai candidati al momento della domanda.
A partire indicativamente dal 10 aprile, tutti i partecipanti sono chiamati a verificare la propria convocazione. Le informazioni relative a sede, data e orario di presentazione sono disponibili sul sito istituzionale dell’Arma, nella sezione dedicata al concorso. Per accedere sarà necessario inserire i dati richiesti, già indicati nella domanda di partecipazione.
Il contratto delle farmacie private è fermo da oltre un anno e mezzo e il malcontento cresce in tutta Italia, con una mobilitazione che porterà anche i farmacisti marchigiani a partecipare allo sciopero nazionale del 13 aprile. Alla base della protesta c’è la richiesta di un rinnovo contrattuale che riconosca salari adeguati, competenze e sostenibilità del lavoro, in un contesto in cui le farmacie sono diventate sempre più centrali per il sistema sanitario. I sindacati evidenziano come, soprattutto nei piccoli comuni, i farmacisti rappresentino spesso l’unico presidio sanitario stabile, un punto di riferimento rafforzato durante la pandemia con attività di vaccinazione, tamponi e prevenzione svolte anche in condizioni difficili
A fronte di questo ruolo crescente, però, le condizioni di lavoro restano critiche. Turni prolungati, aperture continue e carichi sempre più pesanti rendono difficile la conciliazione tra vita e lavoro, mentre il mancato rinnovo del contratto e l’inflazione hanno eroso il potere d’acquisto. Il risultato è una professione sempre meno attrattiva, con segnali evidenti come la diminuzione delle iscrizioni alle facoltà di Farmacia e il rischio di una progressiva fuga dal settore. Una situazione che nelle Marche riguarda circa 1500 farmacisti dipendenti e che, secondo le organizzazioni sindacali, potrebbe avere ripercussioni sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Nel frattempo, la Regione Marche continua a puntare sulla farmacia dei servizi, prorogando la sperimentazione avviata nel 2023 per garantire continuità alla sanità di prossimità. Il modello, sostenuto anche da risorse nazionali, ha permesso di ampliare l’offerta con prestazioni come telemedicina, screening, servizi infermieristici e supporto al Fascicolo sanitario elettronico. L’obiettivo è quello di avvicinare i servizi ai cittadini, ridurre gli spostamenti e alleggerire ospedali e liste d’attesa, soprattutto in un territorio caratterizzato da molti piccoli centri e aree interne difficili da raggiungere.
I numeri mostrano una crescita importante: oltre 350 farmacie marchigiane hanno aderito alla sperimentazione su un totale di circa 540, con una forte partecipazione delle realtà rurali. In due anni sono state erogate circa 31 mila prestazioni, di cui 21 mila in telemedicina, il servizio più richiesto. Proprio nelle farmacie dei piccoli centri si concentra oltre la metà di queste attività, confermando il loro ruolo strategico. Allo stesso tempo, i servizi hanno permesso di intercettare bisogni sanitari importanti, con pazienti indirizzati al pronto soccorso o a ulteriori approfondimenti grazie agli esami effettuati in farmacia.
Resta però aperta una questione strutturale che intreccia sostenibilità economica, organizzazione del lavoro e carenza di personale. Nelle Marche, 256 farmacie sono rurali e 197 sussidiate, inserite in un sistema di incentivi che, secondo la categoria, presenta limiti e disincentivi alla crescita. Tra finanziamenti pubblici, fondi nazionali e risorse legate al Pnrr, il sistema esiste ma richiede capacità progettuale e non sempre garantisce equilibrio. Senza un rinnovo contrattuale adeguato e una definizione chiara della remunerazione dei nuovi servizi, il rischio è che la farmacia dei servizi resti un modello efficace ma fragile, mentre il progressivo calo di professionisti potrebbe mettere in difficoltà un presidio essenziale per la sanità territoriale.
Un gravissimo incidente stradale si è consumato intorno alle 3:30 della notte lungo l’autostrada A14, nel tratto compreso tra i caselli di Ancona Nord e Ancona Sud. Il bilancio è pesantissimo: una donna ha perso la vita e tre persone sono rimaste ferite, tra cui un minore.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, una Ford Focus con a bordo quattro persone stava viaggiando in direzione nord, verso Bologna, quando all'altezza del chilometro 218 è finita violentemente contro un mezzo pesante fermo in avaria all’interno di una galleria. L’impatto è stato devastante: a causa del terribile urto, i due occupanti seduti nei sedili anteriori sono stati sbalzati fuori dall'abitacolo, mentre la vittima e il bambino sono rimasti incastrati tra le lamiere contorte della vettura.
Per la passeggera di 62 anni, residente a Chiaravalle, i soccorsi si sono rivelati purtroppo inutili e i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso una volta estratta dal veicolo. Le altre tre persone a bordo sono state trasportate d'urgenza in ospedale in condizioni critiche.
Il conducente, un uomo di 52 anni anch'egli di Chiaravalle, è stato trasferito in codice rosso all'ospedale di Torrette dove è arrivato intubato ed è attualmente in prognosi riservata. Presso lo stesso nosocomio regionale si trova ricoverata in prognosi riservata la sorella della vittima, una donna di 47 anni, mentre un bambino di 10 anni, figlio del conducente, è stato affidato alle cure dei medici dell’ospedale Salesi di Ancona. Il minore non è in pericolo di vita.
Sul luogo della tragedia è scattata immediatamente la macchina dei soccorsi con l'invio di due automediche da Ancona e Osimo, oltre alle ambulanze della Croce Gialla di Camerano e della Croce Verde di Castelfidardo. Fondamentale è stato l'intervento dei vigili del fuoco per liberare i feriti e mettere in sicurezza l'area della galleria. I rilievi di rito sono stati affidati alla Polizia Autostradale, impegnata a ricostruire con esattezza le cause del sinistro che ha provocato pesanti rallentamenti e code chilometriche per gran parte della notte lungo la carreggiata nord.
(Immagine di repertorio)
Una Pasqua di immenso dolore quella che ha colpito la comunità di Falconara Marittima. Un ragazzo di appena 18 anni è deceduto nel pomeriggio di oggi presso l'ospedale regionale di Torrette, dopo essere caduto mentre percorreva in bicicletta il tratto litoraneo.
La tragedia si è consumata nella mattinata di oggi, lungo il percorso sterrato che costeggia l’area dell’ex Montedison, nel tratto compreso tra Falconara Marittima e Marina di Montemarciano. Il giovane, che indossava regolarmente il caschetto protettivo, è stato trovato esanime a terra da un passante, con la propria mountain bike riversa accanto a lui.
L’allarme è scattato immediatamente, mettendo in moto una complessa macchina dei soccorsi che ha visto impegnati i sanitari della Croce Gialla, il personale del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri.
Dopo aver proceduto a rianimare il ragazzo in strada con manovre che si sarebbero protratte per circa 30 minuti, medici e infermieri lo hanno caricato sull'eliambulanza e trasportato d'urgenza al nosocomio dorico.
Nonostante il tempestivo intervento e i successivi sforzi dei medici del reparto di rianimazione, il cuore del giovane ha cessato di battere poche ore dopo l'arrivo in ospedale.
I carabinieri sono ora impegnati negli accertamenti di rito per ricostruire con esattezza la dinamica dell'accaduto e chiarire se la caduta sia stata l'effetto di un malore fulminante o la conseguenza di un tragico incidente accidentale lungo il sentiero.
A pochi giorni della grande delusione per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, la terza consecutiva, abbiamo avuto il piacere di sentire telefonicamente il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, commercialista maceratese oggi tra le figure più influenti del calcio italiano, con cui abbiamo scambiato alcune battute sui temi più caldi del momento. Il numero uno della Lega ci ha confermato quanto dichiarato nell'intervista pubblicata sabato 4 aprile sul Corriere della Sera, tracciando un quadro lucido e preoccupato sullo stato del calcio italiano.
“Una grande delusione - esordisce Simonelli - Superato lo choc bisogna rimboccarsi le maniche per riportare l’Italia ai fasti del passato. Un tempo, quando la Nazionale rientrava nel Paese senza aver conquistato il titolo, veniva fischiata, ora sarebbe stato un successo partecipare. Questo è il segnale del declino, bisogna invertire la rotta”.
Dopo le dimissioni di Gravina, il 22 giugno sono in programma le elezioni per eleggere il nuovo presidente Figc. Simonelli rivendica il ruolo centrale della Serie A: “Siamo la locomotiva del movimento, anche se abbiamo un peso elettorale limitato. Vogliamo che ci venga riconosciuto un ruolo centrale, di guida. Un tempo tutti i presidenti federali erano espressione della A, negli ultimi anni non è più avvenuto. Non solo: non abbiamo vicepresidenze in federazione, eppure versiamo 130 milioni l’anno per garantire il funzionamento di tutto il movimento”.
Sul possibile nome di Giovanni Malagò, Simonelli mantiene prudenza: “È prematuro sbilanciarsi sui profili, Malagò è senz’altro uomo di grande esperienza ed è il dirigente di maggior autorevolezza che abbiamo in Italia. Ho letto che ci sarebbe disponibilità da parte sua a rivestire la carica. È ben visto da larga parte del sistema, ma è prematuro investirlo come candidato della A, è necessario attendere l’input dei club. Se ho parlato con Malagò? Nei giorni precedenti alla partita in Bosnia. Successivamente no, lo considero una forma di rispetto dei miei presidenti. Prima di prendere in esame un'eventuale candidatura, è giusto che riceva un mandato dall'assemblea di Lega. E non nego che c’è chi preferirebbe un ex calciatore per una questione di riconoscibilità all’estero e di conoscenze specifiche delle dinamiche di campo”.
Sull’eventualità di un commissariamento, aggiunge: “Ci deve essere unità di intenti fra le componenti per scongiurarlo. Bisogna sedersi al tavolo per trovare un nome e soprattutto un programma condiviso”.
Simonelli spiega le cause dell’uscita dai Mondiali: “È mancato il rinnovo generazionale rispetto alla squadra che ha vinto gli Europei nel 2021. Ora bisogna lavorare sui settori giovanili, partendo dalle scuole calcio. Prima si giocava gratis negli oratori, adesso per iscriversi serve pagare. E poi occorre abolire la classifica nei campionati delle squadre giovanili”.
Sul tema dei giovani italiani e dei tanti stranieri: “La misura impellente? Abbattere i paletti che ostacolano l’investimento sui giovani. Per l’acquisto di stranieri non servono garanzie, ma quando esiste la stanza di compensazione, in caso di compravendita di italiani, occorre presentare delle fideiussioni. Capisco che questo meccanismo era nato per fornire sostenibilità al sistema, ma dobbiamo togliere vantaggi economici nel puntare sugli stranieri”.
E ancora: “Siamo riusciti a escludere gli Under 23 italiani dal computo del costo del lavoro allargato. L’obiettivo sarebbe abbassare l’asticella e coinvolgere fino agli Under 24: ora non conviene comprare giocatori italiani, dobbiamo renderlo conveniente. Abbiamo già avviato colloqui col governo: chiediamo incentivi per i settori giovanili e la tutela di quelle promesse che dopo essere state formate nei vivai vengono strappate per due lire da squadre straniere. E poi ancora l’abolizione del decreto Dignità e il ripristino di benefici fiscali per acquistare campioni”.
Infine, sul mancato stage per la Nazionale di Gattuso: “Non c'è stato chiesto, anche perché la Figc e il ct erano consapevoli che non ci fossero date a disposizione con il calendario compresso. Vorrei aggiungere che nessuna nazionale che ha fatto gli spareggi ha avuto uno stage. E poi per noi sarebbe stata una riunione ridotta, dal momento che quattro dei titolari a Zenica giocano all’estero e non avrebbero partecipato”.
Una grande prova di efficienza sanitaria e collaborazione umana ha segnato l’attività dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, dove una paziente ultraottantenne è stata dimessa in perfette condizioni dopo un intervento chirurgico senza precedenti. La donna, colpita contemporaneamente da tre diverse patologie neoplastiche, è stata operata in un’unica seduta operatoria da tre differenti équipe specialistiche, tornando a casa dopo soli dieci giorni di degenza. Il successo dell’operazione rappresenta un traguardo straordinario per la struttura di Ancona, confermando come la multidisciplinarietà sia diventata il vero pilastro della sanità d'eccellenza.
La vicenda ha avuto inizio lo scorso mese, quando la paziente si è sottoposta a una Tac per valutare un tumore maligno al seno. L’esame diagnostico ha però riservato una sorpresa amara: oltre alla patologia già nota, le immagini hanno rivelato altre due masse tumorali, una al rene e una all'ovaio, fino a quel momento del tutto asintomatiche. Come spiegato dal dottor Enrico Lenti, direttore facente funzioni della Senologia, è stato in quel momento che la strategia clinica ha cambiato rotta. "Invece di sottoporre la paziente a tre diversi interventi dilazionati nel tempo, i medici hanno scelto la strada più complessa ma vantaggiosa per la salute della donna: affrontare le tre neoplasie in una sola sessione operatoria".
L'intervento è durato complessivamente meno di quattro ore, un tempo record se si considera la gravità del quadro clinico. La sequenza operatoria è stata studiata nei minimi dettagli, partendo dalla rimozione del tumore all'ovaio per poi passare alla patologia renale e concludere con l'intervento al seno, considerato la priorità clinica. Un aspetto tecnico fondamentale è stato sottolineato dal dottor Giovanni Delli Carpini, della clinica di Ostetricia e Ginecologia: "Grazie alla grande versatilità dei chirurghi, è stato possibile asportare le masse dell’ovaio e del rene attraverso un unico taglio chirurgico, riducendo drasticamente l’impatto del trauma operatorio".
Il professor Andrea Benedetto Galosi, primario di Urologia, ha rimarcato come "il calcolo del rapporto tra rischi e benefici sia stato l'elemento decisivo per procedere in questa direzione. Affrontare un singolo intervento ha permesso di evitare mesi di degenze ripetute e procedure post-operatorie iterate, che avrebbero inevitabilmente logorato le condizioni generali della paziente. Questo risultato è stato reso possibile anche grazie alla sofisticata gestione anestesiologica della dottoressa Caterina Baiocco, che ha applicato una tecnica combinata tra anestesia generale e locoregionale, garantendo un risveglio ottimale e un controllo del dolore eccellente senza un uso eccessivo di oppioidi".
Dopo una prima notte trascorsa nella terapia intensiva della chirurgia maggiore, diretta dalla dottoressa Elisabetta Cerutti, la paziente ha mostrato un recupero rapidissimo. Per il direttore generale dell’Aoum, Armando Marco Gozzini, questo episodio "non è solo un caso di successo clinico, ma la prova concreta che il lavoro di squadra rappresenta il valore aggiunto necessario per fare la differenza nel trattamento delle patologie complesse, garantendo ai cittadini cure di altissimo livello in tempi ridotti".
Il Soccorso Alpino e Speleologico Marche invita alla massima prudenza tutti coloro che, durante le festività pasquali, intendano frequentare le aree montane della regione, in particolare i Monti Sibillini, i Monti della Laga e la Montagna dei Fiori.
A seguito della recente perturbazione che ha interessato il Centro Italia, le condizioni in quota sono particolarmente critiche. "Le nevicate recenti, combinate con vento e rialzo termico, hanno determinato un grado di pericolo valanghe marcato/forte, con diffusa instabilità del manto nevoso e possibilità di distacchi anche spontanei", si legge in una nota.
Il Soccorso Alpino raccomanda a escursionisti, sci alpinisti e ciaspolatori di "valutare con attenzione ogni uscita, pianificando itinerari compatibili con le condizioni attuali. È essenziale consultare bollettini meteo e nivologici aggiornati, disporre di equipaggiamento idoneo (ARTVA, pala e sonda) e possedere le competenze necessarie al loro utilizzo".
In queste situazioni, la consapevolezza e la preparazione sono determinanti: la prudenza resta il primo presidio di sicurezza in montagna.
Il collegio di direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche interviene sul caso delle sacche di plasma andate sprecate presso l’Officina Trasfusionale, chiarendo la propria posizione e difendendo il buon nome dell’Istituzione.
L’organismo, composto dai direttori di Dipartimento, sottolinea come l’episodio, attualmente oggetto di accertamenti, "abbia natura organizzativa e debba essere inquadrato in modo rigoroso, senza dar spazio a interpretazioni distorte o strumentalizzazioni".
Secondo quanto evidenziato, si tratterebbe infatti di un evento circoscritto, che non può essere esteso all’intero sistema sanitario aziendale né tantomeno mettere in discussione i risultati complessivi raggiunti nel tempo.
L’Officina Trasfusionale coinvolta fa capo al Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale (DIRMT) e opera all’interno della stessa Azienda ospedaliera. Proprio per questo, viene ribadita la "necessità di affrontare la vicenda con responsabilità istituzionale e sulla base di dati oggettivi".
Nel documento, il collegio di direzione richiama anche il percorso intrapreso dall’attuale governance aziendale, descritto come "orientato alla qualità, alla sicurezza e al miglioramento continuo. Un approccio che, viene sottolineato, trova conferma nei risultati ottenuti sia in ambito clinico che nella ricerca e nella formazione".
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche viene indicata come "una realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale, grazie all’integrazione tra assistenza sanitaria, attività scientifica e didattica, e al lavoro quotidiano di personale altamente qualificato".
Per questo motivo, il Collegio ribadisce che un singolo episodio, pur meritevole di approfondimento e di eventuali interventi correttivi, "non può compromettere il valore complessivo dell’Istituzione né il prestigio costruito negli anni".
Infine, viene rinnovato l’impegno a "garantire standard elevati di qualità, sicurezza e appropriatezza, evidenziando come la credibilità del sistema sanitario si fondi sulla trasparenza, sulla capacità di affrontare le criticità e sui risultati conseguiti quotidianamente dai professionisti".
Un'eccellenza marchigiana sul tetto del mondo. La prestigiosa rivista statunitense Newsweek, in collaborazione con il portale di statistica Statista, ha inserito l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche (AOUM) nella classifica "World's Best Hospitals 2026". Il riconoscimento posiziona le strutture ospedaliere regionali all'interno dell'élite sanitaria mondiale, premiando gli standard elevatissimi di assistenza medica e le performance cliniche raggiunte.
La graduatoria, giunta alla sua ottava edizione, non si basa su semplici impressioni, ma su rigorosi indicatori di qualità: raccomandazioni da parte di colleghi medici, esperienze dirette dei pazienti ricoverati ed esiti clinici certificati. "Questa classifica celebra gli ospedali che stabiliscono i più elevati standard di assistenza medica e performance", si legge nella nota ufficiale firmata dall'editore di Newsweek, Jennifer H. Cunningham, e inviata al Direttore Generale di Aoum, Armando Marco Gozzini.
L'indagine ha coperto le migliori strutture ospedaliere di 32 paesi (tra cui Stati Uniti, Canada, Germania, Giappone e Regno Unito), confermando la fiducia riposta nell'azienda marchigiana dalla comunità medica internazionale e dai pazienti. Un traguardo che certifica come la sanità delle Marche riesca a competere con i colossi mondiali del settore, garantendo ai cittadini cure di altissimo livello.
L’Associazione Cronometristi Macerata organizza anche per il 2026 un corso gratuito per aspiranti allievi cronometristi, rivolto a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo del cronometraggio sportivo.
Il percorso formativo si svolgerà nei mesi di aprile e maggio, con lezioni teoriche online e incontri pratici in presenza presso la sede dell’associazione in via Panfilo 19, a Macerata. La verifica finale è prevista per il mese di giugno.
Il programma del corso prevede l’approfondimento della normativa di settore e l’utilizzo delle principali apparecchiature tecniche, offrendo ai partecipanti le competenze necessarie per operare in diverse discipline sportive, dal nuoto alla pallamano, fino agli sport motoristici come rally ed enduro.
La partecipazione è aperta a persone tra i 18 e i 65 anni residenti nella provincia di Macerata. Per informazioni è possibile contattare l’associazione all’indirizzo emailcrono.macerata@ficr.it o rivolgersi ad Alberta Zamboni (333.3065142).
Con l’avvicinarsi della Pasqua, nelle Marche si riscoprono le tradizioni culinarie e le eccellenze del territorio. Tra ricette casalinghe, acquisti ai mercati contadini e menù degli agriturismi, la festa primaverile segna l’inizio della stagione dei ponti e delle attività all’aperto.
Secondo Coldiretti, i mercati di Campagna Amica registrano una forte domanda di prodotti tipici, con i consumatori sempre più orientati alla qualità, alla stagionalità e alla convivialità. Immancabili sulle tavole marchigiane sono pizze di formaggio e piconi, accompagnati da pasta fresca ripiena, ciauscolo e altri salumi tradizionali. Tra le materie prime simbolo della stagione, grande attenzione è riservata ai carciofi, apprezzati fin dalle prime ore del mattino, e all’agnello, che resta protagonista dei menù pasquali, affiancato da carni di ogni tipo e dalle alternative di mare come le seppie. Le uova, simbolo della festività, rimangono un acquisto imprescindibile per il consumo diretto o per le preparazioni casalinghe.
Anche il comparto agrituristico registra segnali positivi. Secondo Terranostra Marche, le strutture di ristorazione rurale hanno visto un incremento delle prenotazioni, trainato soprattutto da un turismo di prossimità. Più incerta invece l’accoglienza, condizionata dal meteo instabile che limita le attività all’aperto come trekking e bici. I flussi turistici restano principalmente nazionali, con arrivi dal Nord e dal Sud Italia, mentre le prenotazioni estive confermano la tendenza a programmare i viaggi con largo anticipo.
In questo contesto, la Pasqua si conferma un momento chiave per l’economia rurale, tra riscoperta delle tradizioni e sostegno alle produzioni locali, offrendo al tempo stesso un’occasione di convivialità e scoperta del territorio marchigiano.
Il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, in flessione del -2,8% su base annua. Secondo i dati preconsuntivi del Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, l'esercizio è stato condizionato da una forte instabilità dei mercati. Tiene il canale estero: l'export (cui viene destinato l'85% di quanto prodotto in Italia) si è attestato a 11,5 miliardi di euro, limitando la contrazione al -1,1% in valore sul 2024, con un attivo del saldo commerciale pari a 4,8 miliardi. Il comparto si conferma trainante per il Made in Italy, nonostante la congiuntura sfavorevole.
A livello regionale, nel 2025 nelle Marche l’export in valore di calzature e componentistica per calzature ha evidenziato una contrazione del -5,7% sul 2024. Le prime 5 destinazioni dell’export marchigiano, che coprono assieme il 45% del totale, sono risultate: Francia (-0,2%), Germania (+0,9%), USA (-21,4%), Cina (-34,8%) e Belgio (+16,9%). La Russia, all’ottavo posto, ha perso il -27,6%. Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti per calzature) ha subìto, tra industria e artigianato, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, un calo di -142 aziende rispetto al consuntivo 2024, accompagnato da un saldo negativo di -612 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da INPS per le imprese marchigiane della filiera pelle nel 2025, si è registrata una flessione del -3,4% rispetto al 2024: sono state autorizzate circa 5,7 milioni di ore, un numero comunque ancora elevato, decisamente al di sopra (+109,2%) dei livelli 2019 pre-Covid.
Sullo scenario settoriale nazionale è intervenuta Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici: “A livello internazionale, l'export continua a essere il nostro polmone vitale, ma la geografia dei mercati sta mutando rapidamente. Nel 2025 la resilienza dell'Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato quasi interamente il sensibile rallentamento del Far East e della Cina in particolare. Il mercato cinese, un tempo locomotiva del lusso, sta vivendo una fase di ripensamento che ci impone nuove strategie di approccio. Parallelamente – oltre alla forte preoccupazione per le conseguenze del conflitto scoppiato nelle scorse settimane nell’area mediorientale – guardiamo con estrema cautela agli Stati Uniti: l'introduzione di misure protezionistiche proprio in un mercato chiave per il nostro alto di gamma aggiunge un ulteriore elemento di incertezza in una fase già delicata”.