Tornano anche quest’anno le Giornate FAI di Primavera previste sabato 21 e domenica 22 marzo 2026, giunte alla XXXIV edizione che ogni primavera accende i riflettori sul patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Commissione Europea e con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Marche.
Presso la Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio di Macerata, sono state presentate le Giornate FAI di Primavera. Presenti il Prefetto di Macerata Giovani Signer, il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Gerardo Villanacci, l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta in rappresentanza del sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e il presidente del FAI Marche Giuseppe Rivetti. L’evento si è aperto con una poesia scritta e recitata da Agnese Pantaleone, insieme a Katia Donati, ispirata alla missione del FAI, per celebrare le Giornate di Primavera e la valorizzazione dei territori. Nella provincia di Macerata il programma è particolarmente ricco: “una rappresentazione corale ed identitaria dei beni paesaggistici e culturali della nostra provincia”, dichiara il presidente regionale FAI Marche.
A Macerata sarà protagonista lo Sferisterio, con un suggestivo e inedito “backstage”, con particolare riferimento alle aree nascoste e al “dietro le quinte” del teatro all’aperto più famoso delle Marche. Il Teatro Lauro Rossi che aprirà le sue sale con un percorso inedito che permetterà di scoprire non solo l’architettura storica, ma anche gli spazi normalmente non accessibili durante le rappresentazioni, come il palcoscenico, i corridoi e le zone di preparazione degli spettacoli.
L’assessore Cassetta osserva: “le Giornate Fai di Primavera offrono a Macerata un’occasione speciale per scoprire il teatro da una prospettiva inedita: quella del dietro le quinte. Accanto al fascino dello spettacolo, emerge il lavoro sapiente della macchina teatrale, fatto di competenze, passione e tante maestranze. Un percorso che, grazie al Fai, restituisce il teatro alla sua dimensione più autentica: non solo luogo di rappresentazione, ma spazio vivo e necessario per la comunità”.
A seguire la Basilica della Madonna della Misericordia dove scopriremo l’“Inedita Misericordia: Viaggio simbolico nella Mater Misericordiae di Macerata”, come illustrato dal rettore Linnik, che ha portato un appassionato messaggio augurale del vescovo Nazzareno Marconi. Nella circostanza un doveroso ringraziamento a Giacomo Alimento per la corrispondente scheda tecnica.
A Camerino le Giornate FAI saranno l’occasione per entrare nel ChIP (Chemistry Interdisciplinary Project) dell’Università di Camerino, un luogo dove la ricerca si fa storia di bene comune, come ha sottolineato il Rettore dell’Università di Camerino, Graziano Leoni, intervenuto insieme al professor Riccardo Pettinari. Inoltre, si potranno ammirare anche le splendide sale del Palazzo Arcivescovile, grazie alla preziosa disponibilità del vescovo Francesco Massara, sempre attento e sensibile nella valorizzazione del territorio.
A Montecosaro il percorso prevedrà la visita della Chiesa delle Anime e della Chiesa di Sant’Agostino, luoghi di spiritualità e di antiche tradizioni. Si potrà ancora visitare l’Orto degli Agostiniani, come illustrato dal sindaca Lorella Cardinali unitamente al consigliere Amedeo Giusepponi.
A Recanati sarà protagonista il Teatro Persiani, fortemente voluto nel 1823 dal conte Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, in una veste inedita, grazie alla partecipazione dell’Associazione Àlima aps con un suggestivo momento di poesia danzata, come raccontato dall’Assessore alla cultura Ettore Pelati. Altra splendida apertura l'ex monastero dell'Assunta, oggi sede della Fondazione I.R.C.E.R. Assunta di Recanati, luogo dove bellezza e storia si fondono oggi con la cura e l’armonia, come illustrato dal presidente Riccardo Ficara Pigini, visita arricchita da un breve momento musicale a cura della Civica Scuola di Musica “Beniamino Gigli”.
Sarà possibile visitare anche l’Orto sul Colle dell’Infinito – Bene FAI che propone una speciale attività dedicata alla poesia. Un particolare ringraziamento ai dirigenti scolastici intervenuti, Roberta Ciampechini, del Liceo Scientifico G. Galilei di Macerata, e Simone Cartuccia, del Liceo Classico G. Leopardi di Macerata e a tutti i docenti.
Si ringraziano, infine, i dirigenti scolastici e i professori coinvolti nella preparazione degli oltre 400 Apprendisti Ciceroni che guideranno le visite delle aperture: I.I.S. Varano Antinori di Camerino, I.I.S. Garibaldi Bramante Pannaggi di Macerata, I.I.S. Leonardo da Vinci di Civitanova Marche, Liceo Classico G. Leopardi di Recanati. Un ringraziamento doveroso va anche alla Polizia Municipale e ai volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa che garantiranno la buona riuscita degli eventi.
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Nasce ufficialmente nelle Marche la Consulta Regionale per la Famiglia, nuovo organismo consultivo e propositivo istituito con l’obiettivo di rafforzare, monitorare e migliorare le politiche a sostegno dei nuclei familiari. La Consulta resterà in carica fino al termine dell’attuale legislatura e si riunirà per la prima volta il prossimo 24 marzo nella sede regionale.
A sottolinearne l’importanza è il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, che parla di un passo significativo nel riconoscere il ruolo centrale della famiglia nella coesione sociale e nello sviluppo del territorio. L’obiettivo è costruire strumenti sempre più efficaci e partecipati, capaci di rispondere concretamente ai bisogni quotidiani dei cittadini, puntando su ascolto, programmazione e visione strategica.
Sulla stessa linea anche l’assessore regionale alla Sanità e al Sociale, Paolo Calcinaro, che evidenzia come l’insediamento della Consulta rappresenti l’avvio di un percorso condiviso di confronto e partecipazione, destinato a diventare centrale nelle politiche familiari regionali.
Tra i compiti principali dell’organismo figurano la formulazione di proposte sul programma triennale degli interventi per la famiglia, il monitoraggio dell’efficacia delle politiche regionali e la redazione di rapporti periodici. La Consulta avrà inoltre un ruolo attivo nella promozione di studi, ricerche ed eventi tematici, oltre a essere coinvolta nella Valutazione di Impatto Familiare (VIF) sugli atti regionali.
L’istituzione della Consulta si inserisce nel solco della nuova legge regionale approvata lo scorso anno, che ha segnato un cambio di paradigma: la famiglia non è più solo destinataria di interventi, ma diventa criterio guida trasversale per tutte le politiche pubbliche. In quest’ottica, ogni nuova misura dovrà essere valutata anche in base al suo impatto sui nuclei familiari.
Sul fronte delle risorse, la Regione ha previsto per il triennio 2026-2028 uno stanziamento complessivo di oltre 11,8 milioni di euro destinati agli interventi per la famiglia, ai quali si aggiungono fondi europei e statali per il potenziamento dei servizi, in particolare dei Centri per la Famiglia.
La Consulta sarà composta da 33 membri, tra rappresentanti istituzionali e del mondo associativo: cinque componenti di diritto e 28 designati da associazioni familiari, terzo settore, Comuni, Ambiti Territoriali Sociali e altri organismi coinvolti nelle politiche sociali. Alle riunioni potranno partecipare anche rappresentanti del sistema scolastico e universitario regionale.
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Dalle Marche al palcoscenico mondiale. La Nazionale italiana femminile di basket torna a giocare un Campionato del Mondo dopo 32 anni e alla guida delle Azzurre ci sarà un allenatore che ha lasciato un segno importante anche nel basket marchigiano: Andrea Capobianco.
La qualificazione è arrivata a San Juan grazie alla vittoria per 68-56 contro la Spagna vicecampione d’Europa nel torneo pre-Mondiale. Un successo che consente all’Italia di tornare alla rassegna iridata, in programma a Berlino dal 4 al 13 settembre, trentadue anni dopo l’ultima partecipazione, quella di Sydney nel 1994.
A guidare la spedizione azzurra sarà dunque Capobianco, originario di Venafro ma legato anche alle Marche per una delle esperienze più significative della sua carriera. Nel 2006 infatti arrivò sulla panchina dell’Aurora Basket Jesi in Serie A2, subentrando a stagione in corso a Slobodan Subotić in una situazione complicata, con la squadra in difficoltà e a rischio retrocessione. Il tecnico riuscì però a ribaltare completamente la stagione: Jesi, che sembrava destinata a un campionato anonimo, arrivò fino a gara-5 della semifinale playoff. Un risultato sorprendente che gli valse la conferma sulla panchina marchigiana.
Nella stagione successiva Capobianco portò l’Aurora a uno dei momenti più alti della sua storia recente: il quarto posto al termine del girone d’andata e la qualificazione alla Final Four di Coppa Italia. Proprio Jesi riuscì poi ad alzare il trofeo battendo Ferrara in finale, prima di chiudere la stagione con l’ottavo posto in regular season e la partecipazione ai playoff, vinti poi dalla JuveCaserta Basket.
Quell’esperienza nelle Marche rappresentò una svolta nella carriera dell’allenatore, che poco dopo fu chiamato in Serie A dal Teramo Basket, con cui conquistò uno storico terzo posto in regular season e il premio come miglior tecnico del campionato italiano 2008-2009. Negli anni successivi Capobianco ha ricoperto diversi ruoli nel settore squadre nazionali della Federazione, fino a diventare una figura centrale del movimento azzurro. Con la Nazionale femminile ha conquistato anche il bronzo agli Europei 2025, venendo nominato miglior allenatore del torneo.
Ora un nuovo capitolo della sua carriera si apre con il Mondiale di Berlino. E anche un pezzo delle Marche, grazie al suo passato sulla panchina di Jesi, sarà idealmente presente accanto alle Azzurre in questa nuova avventura internazionale.
Dopo le recenti elezioni provinciali che hanno confermato Daniele Carnevali alla guida della Provincia di Ancona e sancito la vittoria di Alessandro Gentilucci a Macerata, arrivano ora i risultati anche per le altre Province marchigiane.
A conclusione delle consultazioni di secondo livello, riservate ai sindaci e ai consiglieri comunali in carica, Fabio Salvi, sindaco di Venarotta, è il nuovo presidente della Provincia di Ascoli Piceno, con 57.248 voti ponderati contro i 29.514 di Sergio Loggi, sindaco di Monteprandone. Michele Ortenzi, unico candidato, è stato riconfermato presidente della Provincia di Fermo con 55.499 voti ponderati.
I presidenti di Upi Marche, Giuseppe Paolini, e la direttrice Valeria Ciattaglia hanno sottolineato l’importanza di un rapporto costante di collaborazione con i territori: “Si auspica un rapporto proficuo e costante di collaborazione per il rilancio delle Province nei territori e per rafforzare insieme il ruolo e l'identità di questi Enti fondamentali per le funzioni che svolgono a favore della collettività. Auguriamo buon lavoro ai nuovi presidenti”.
Il sindaco di Polverigi, Daniele Carnevali, candidato del centrosinistra, è stato riconfermato presidente della Provincia di Ancona al termine delle elezioni di secondo livello che hanno coinvolto sindaci e consiglieri comunali del territorio.
Alle urne, chiuse alle 20, Carnevali ha ottenuto 316 voti, pari a 49.043 voti ponderati, superando lo sfidante del centrodestra Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano, che ha raccolto 218 voti, pari a 35.266 voti ponderati. Nel conteggio finale si registrano anche otto schede bianche e quattro nulle.
"Il voto ha premiato il metodo Carnevali – ha commentato il presidente riconfermato –. Ho vinto con circa cento consiglieri in più rispetto allo sfidante e raddoppiando la quota rispetto alla precedente tornata elettorale".
Carnevali ha sottolineato come il risultato sia arrivato "in tutte le fasce demografich" grazie a una politica «concentrata sul fare, con serietà e continuità".
"Si tratta di un voto molto importante – ha aggiunto – perché indica chi guiderà la Provincia di Ancona nei prossimi quattro anni. Nonostante i limiti della Legge Delrio, la Provincia continua a occuparsi di temi molto vicini ai cittadini, dalle scuole alla manutenzione delle strade fino alle questioni ambientali".
Secondo il presidente riconfermato, la sua vittoria rappresenta la conferma di "un percorso basato su ascolto, dialogo e collaborazione con i territori e con i sindaci", portato avanti con "toni bassi ma con risultati concreti".
"Sono stati premiati quattro anni di lavoro attento alle esigenze del territorio – ha concluso –. Ringrazio sindaci e consiglieri che mi hanno sostenuto affidandomi ancora questa responsabilità". Diversa la lettura dello sfidante del centrodestra, Luca Paolorossi, che ha rivendicato comunque il senso della propria candidatura.
"I numeri mi davano sfavorito e lo sapevano tutti – ha dichiarato – ma ho deciso comunque di candidarmi perché credo che la politica non sia il luogo dove si entra solo quando la vittoria è sicura, ma dove si combattono battaglie quando si ritengono giuste".
Paolorossi ha parlato di una sfida affrontata "contro un sistema politico compatto nel difendere equilibri consolidati". "Non ho perso contro Daniele Carnevali – ha affermato – ma contro un sistema politico intero che si è richiamato alle armi per non perdere".
Il sindaco di Filottrano ha comunque rivendicato il risultato ottenuto: "Una percentuale molto significativa di amministratori della provincia ha scelto di sostenermi. Questo dimostra che esiste un modo diverso di fare politica".
Nel suo intervento Paolorossi ha inoltre ringraziato i sindaci e gli amministratori che lo hanno sostenuto, sottolineando anche la necessità di un confronto interno al centrodestra. "Ad alcune forze politiche – ha aggiunto – chiederemo un confronto serio sulle responsabilità di chi ha preferito non partecipare al voto".
Infine gli auguri di buon lavoro al presidente rieletto: "Il dispiacere più grande non è personale, ma riguarda i cittadini della provincia di Ancona. Quando la politica si chiude nella difesa dei propri equilibri, a perdere sono sempre i cittadini".
Paolorossi ha concluso assicurando che continuerà la propria attività amministrativa: "Una battaglia politica può anche perdere un voto, ma un’idea che nasce nei territori non si ferma".
Un intervento raro e particolarmente complesso è stato eseguito con successo alla Clinica di Ortopedia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche: a un ragazzo di appena 16 anni è stata impiantata una protesi d’anca, una procedura solitamente riservata a pazienti adulti o anziani.
L’operazione, eseguita all’interno dell’ospedale di Ospedali Riuniti di Ancona - Torrette, rappresenta un risultato di grande rilievo per la sanità marchigiana. A una settimana dall’intervento il giovane, residente con la famiglia nel Maceratese, sta bene, ha già ripreso a camminare e potrebbe essere dimesso nei prossimi giorni.
L’intervento è stato eseguito con accesso anteriore mediante tecnica mini-invasiva dai chirurghi Nicola Giampaolini e Leonard Meco, sotto la guida del direttore della clinica, il professor Antonio Pompilio Gigante, insieme all’équipe medica e infermieristica di sala operatoria.
«La giovane età del paziente rappresenta l’unicità di questo intervento – spiegano i chirurghi – che siamo riusciti a portare a termine in maniera perfetta e brillante all’interno delle strutture aziendali. In passato casi clinici simili avrebbero richiesto il trasferimento verso istituti altamente specializzati del Nord Italia».
Il risultato è stato possibile anche grazie alla collaborazione tra i due presidi dell’azienda ospedaliera: quello di Torrette e l’ospedale Salesi, centro materno-infantile di riferimento della regione.
La storia clinica del sedicenne è infatti particolarmente complessa. In passato il ragazzo era stato seguito proprio al Salesi dall’unità operativa di oncoematologia pediatrica per una malattia del sangue. Le conseguenze della patologia avevano provocato una necrosi della testa del femore. In precedenza si era tentato di intervenire in modo conservativo con una osteotomia correttiva, ma la grave deformità dell’anca rendeva improbabile un risultato soddisfacente.
Con il passare del tempo il dolore era diventato sempre più intenso e invalidante, fino a rendere necessario un ricovero urgente nei giorni scorsi per la gestione della sintomatologia in attesa dell’intervento.
La situazione era talmente compromessa da non lasciare alternative: l’impianto della protesi d’anca era l’unica soluzione possibile per restituire al giovane la possibilità di camminare. Durante l’operazione i chirurghi hanno inoltre affrontato un’altra complicazione significativa, una dismetria tra gli arti inferiori di circa sei centimetri. L’intervento ha consentito di recuperarne circa la metà; la parte restante è stata compensata con un rialzo anatomico.
Le prospettive, senza l’operazione, sarebbero state drammatiche. «Senza questo intervento il paziente non avrebbe più camminato – spiegano i medici – e il blocco dell’anca avrebbe portato a una condizione di immobilità totale».
Oggi, invece, a pochi giorni dall’intervento, il sedicenne cammina già autonomamente e, una volta tornato a casa, potrà gradualmente riprendere la sua vita quotidiana.
Vigilia carica di tensione per la Recanatese, attesa dallo scontro salvezza contro il Castelfidardo. Una partita che può pesare moltissimo nella corsa alla permanenza in categoria e che l’allenatore Giovanni Pagliari non esita a definire come una gara che per i giallorossi rappresenta quasi l’ultima spiaggia.
Se per i fidardensi la partita è l’ultima occasione per restare agganciati alla corsa salvezza, anche la Recanatese si gioca una fetta importante della stagione. I leopardiani sono infatti in piena zona playout con 21 punti, a nove lunghezze dalla salvezza diretta, e non vincono dal 18 gennaio scorso, quando espugnarono il campo del Termoli.
«È una partita molto importante anche per noi – spiega Pagliari – ma ormai quando mancano così poche partite non esistono gare in cui i punti non contano. Sono tutte fondamentali, questa ancora di più perché è uno scontro diretto».
Un appuntamento che arriva in un momento delicato della stagione, con la squadra chiamata a reagire anche dopo il richiamo del presidente Massimiliano Guzzini, che nei giorni scorsi ha chiesto maggiore attenzione e attaccamento alla maglia. «È normale che il presidente cerchi di aiutare e di tirare su la squadra - sottolinea Pagliari - lo stiamo facendo tutti perché è una situazione che non piace a nessuno e siamo convinti, sono convinto, che questa squadra ha i mezzi per risollevarsi. Però è normale che le parole le porta via il vento e le potrebbero dire tutti. Perciò noi dobbiamo solo, come abbiamo fatto in questi giorni, lavorare e mettere in campo la determinazione e il cuore e idee chiare».
Dall’infermeria però non arrivano notizie particolarmente confortanti. Restano infatti in dubbio alcuni giocatori che da tempo convivono con problemi fisici. «Mordini, Capanni e Nanapere li stiamo valutando. Sicuramente giocheranno quelli che stanno bene: non rischieremo nulla, anche per rispetto del gruppo e di chi si sta allenando molto bene».
La recente sosta è stata comunque utile per ricaricare le energie e alleggerire un clima che, dopo l’ultima sconfitta, era diventato pesante all’interno dello spogliatoio. «La pausa è stata ben gradita – conclude Pagliari – perché dopo l'ultima sconfitta il clima era pesante. Gestire momenti così non è mai semplice, anche con l’esperienza. Però sono convinto che questo gruppo abbia i mezzi per risollevarsi. Domenica è un’occasione e migliore di questa non c’è: dobbiamo tirare fuori le nostre caratteristiche, gli attributi, il cuore e la voglia, perché dobbiamo fare risultato a tutti i costi».
Una studentessa dell’Università Politecnica delle Marche ha salvato la vita di una donna colpita da arresto cardiocircolatorio mentre si trovava a bordo di un autobus a Milano. Protagonista del coraggioso intervento è la recanatese Elena Grassi, iscritta al terzo anno del corso di laurea in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia dell’Univpm.
Resasi subito conto della gravità della situazione, Elena ha applicato le manovre salvavita apprese durante il corso Blsd (Basic Life Support Defibrillation), che l’Ateneo mette a disposizione degli studenti dell’area medica. Senza esitazione ha iniziato il massaggio cardiaco, mantenendo attive le funzioni vitali della paziente fino all’arrivo dei soccorsi avanzati.
L’Università Politecnica delle Marche ha sottolineato come l’intervento di Elena rappresenti un esempio concreto di responsabilità civica e dimostri l’importanza della formazione universitaria nelle emergenze sanitarie. Grazie alla sua preparazione e lucidità, è stato possibile mantenere in vita la donna fino all’arrivo dei sanitari.
Il gesto di Elena ha ricevuto riconoscimenti anche dal dottor Tommaso Scquizzato, medico della Terapia intensiva cardio-toraco-vascolare dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano, che l’ha contattata personalmente per ringraziarla e per sottolineare l’importanza della diffusione dei corsi di rianimazione cardiopolmonare. L’episodio è stato condiviso anche dal professor Alberto Zangrillo sui canali social dell’ospedale.
Sull’accaduto è intervenuto anche il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini. «Il gesto di Elena Grassi rappresenta nel modo più autentico i valori della nostra Università: competenza, responsabilità e servizio alla comunità. Questo intervento dimostra quanto sia fondamentale la formazione nelle emergenze sanitarie e rafforza il nostro impegno nel garantire competenze salvavita con un impatto reale sulla società».
Un plauso è arrivato anche dal Comune di Ancona. L’assessore alle Politiche giovanili e all’Università, Marco Battino, ha contattato Elena per congratularsi personalmente. «Ho voluto esprimerle l’abbraccio di tutta la città per quello che ha fatto – ha scritto sui social – e l’ho invitata in Comune per incontrarla insieme al sindaco».
Battino ha ricordato come la tempestività e la formazione di Elena siano state decisive. «Grazie al suo coraggio e alla sua lucidità oggi il cuore della donna continua a battere. Questa vicenda dimostra quanto siano importanti i corsi di primo soccorso».
L’assessore ha aggiunto che il Comune intende promuovere la diffusione di corsi di primo soccorso in tutte le facoltà e nelle scuole superiori. «La storia di Elena dimostra come un semplice corso di manovre salvavita possa davvero fare la differenza», ha concluso.
Una storia autentica, indipendente e lontana dai circuiti convenzionali approda sul grande schermo del Cinema Sala Gigli di Recanati. Nel mese di marzo la sala recanatese ospiterà tre proiezioni speciali di “The Big Show – A Little Underground Story”, il film diretto da Diego Capomagi che racconta con uno sguardo sincero e partecipe la faticosa magia della musica indipendente tra Marche e Sicilia.
Il film segue le vicende di Daniele, gestore di un club nelle Marche, ed Emiliano, musicista e avvocato siciliano, entrambi immersi nel panorama musicale di nicchia italiano. Attraverso le loro storie prende forma il ritratto di un universo spesso invisibile ai grandi circuiti commerciali: una scena fatta di passione, sacrifici e resistenza culturale, dove la volontà di dare spazio a una comunità artistica viva e libera diventa il vero motore di ogni iniziativa.
“The Big Show – A Little Underground Story” accende così i riflettori su una dimensione musicale e umana lontana dalle logiche dell’industria, restituendo allo stesso tempo il valore della provincia come luogo fertile di produzione culturale, incontro e sperimentazione. È un racconto che parla di musica, ma anche di comunità, identità e perseveranza.
Il progetto nasce nel 2014 e ha seguito nel tempo la scena musicale underground italiana, offrendo uno sguardo autentico e non filtrato su un mondo raramente raccontato. La scelta dell’autoproduzione è stata dettata proprio dalla volontà di mantenere piena libertà creativa e di restituire al pubblico un’esperienza il più possibile sincera e immersiva.
A Recanati il film sarà proiettato in tre appuntamenti al Cinema Sala Gigli: giovedì 12 marzo alle ore 21.30, in una serata speciale alla presenza degli autori, sabato 14 marzo alle ore 17.30 e domenica 15 marzo sempre alle ore 17.30. Il costo del biglietto è di 7 euro per l’intero e di 5 euro per il ridotto riservato ai bambini fino a 8 anni e agli over 65, mentre per gli studenti è prevista una Student Card al prezzo di 4 euro, valida nei giorni feriali e non la domenica o nei festivi.
Il film, della durata di 78 minuti, è prodotto da Cuadro Movie Production ed è firmato in regia e produzione dallo stesso Diego Capomagi, che cura anche il montaggio. La fotografia è realizzata da Diego Capomagi insieme a Stefano Teodori, mentre tra gli interpreti figurano Daniele Graciotti ed Emiliano Cinquerrui.
L’opera ha già ottenuto diversi riconoscimenti nel circuito dei festival indipendenti: nel 2025 è stata selezionata ufficialmente al Premio Libero Bizzarri di San Benedetto del Tronto, è arrivata tra i finalisti al COLIFFE – Colosseum International Film Festival di Roma e ha vinto ai Mumbai International Film Awards. Il film è stato inoltre selezionato al CineOFF – International Independent Film Festival e ha già partecipato a numerose proiezioni all’interno di festival ed eventi culturali.
Un appuntamento che porta sullo schermo una storia di musica e territorio capace di raccontare con autenticità la forza silenziosa ma determinata della scena underground italiana.
Tre presunti scafisti di origine egiziana sono stati arrestati dalla Polizia di Ancona dopo lo sbarco della nave umanitaria Ocean Viking, battente bandiera norvegese, della Ong Sos Méditerranée, con a bordo circa un centinaio di migranti soccorsi in due distinte operazioni di ricerca e soccorso (Sar).
Il fermo, disposto come persone gravemente indiziate di delitto, è scattato nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 marzo, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato.
Uno dei salvataggi, avvenuto nel pomeriggio del 5 marzo, aveva riguardato 64 persone di varie nazionalità: 37 del Bangladesh, 12 del Pakistan, 6 dell’Eritrea, 5 della Somalia, 3 dell’Egitto e 1 dell’Afghanistan, tra cui 11 minori non accompagnati. I migranti viaggiavano a bordo di una piccola imbarcazione blu in legno a doppio ponte con motore fuoribordo, poi abbandonata alla deriva.
Le indagini della Squadra Mobile di Ancona, condotte tutta la notte, hanno permesso di individuare tre uomini tra le persone sbarcate dalla Ocean Viking, ritenuti i presunti scafisti della barca utilizzata per il trasporto dei migranti.
D’intesa con il sostituto procuratore di turno presso la Procura di Ancona, i tre uomini sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dall’elevato numero di persone trasportate e dal rischio messo in pericolo per la loro vita. Successivamente sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria
Si sono concluse nella notte tutte le operazioni previste dalla procedura nazionale a seguito dello sbarco della nave umanitaria Ocean Viking, giunta ieri pomeriggio al porto di Ancona. I migranti presenti a bordo sono stati poi distribuiti nelle strutture individuate nelle Marche e nelle altre regioni italiane. Lo rende noto la Questura di Ancona.
Nella prima fase dello sbarco, gli agenti dell’Ufficio Immigrazione hanno intervistato ciascun migrante per verificare l’eventuale richiesta di asilo. Fondamentale è stato il contributo della Polizia Scientifica, che ha allestito diverse postazioni di fotosegnalamento per garantire l’identificazione puntuale di tutte le persone a bordo.
Particolare attenzione è stata riservata ai minori, accolti in sicurezza grazie all’impegno del personale della Divisione Anticrimine della Polizia di Stato. I giovani sono stati affidati ai competenti enti e successivamente sistemati in associazioni umanitarie appositamente individuate.
Dalle fasi di sbarco fino a quelle di smistamento, la Squadra Mobile ha svolto accertamenti per verificare eventuali collegamenti con il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Il complessivo dispositivo di ordine pubblico, coordinato dalla Prefettura di Ancona e disposto con ordinanza del questore Capocasa, ha visto l’impiego integrato di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Polizia Locale.
Tutte le operazioni sono state condotte senza interruzioni e si sono concluse regolarmente, garantendo sicurezza, regolarità e assistenza ai migranti sbarcati.
Dopo l’esperienza alla Festival di Sanremo 2026, dove hanno portato sul palco dell’Ariston il brano "La felicità e basta", Maria Antonietta e Colombre annunciano il loro tour estivo 2026, con una serie di appuntamenti nei principali festival musicali italiani.
Il duo marchigiano – lei originaria di Pesaro, lui di Senigallia – ha programmato nove date lungo tutta la penisola, con due tappe nelle Marche. Il tour partirà proprio dalla loro regione: il primo appuntamento è fissato per sabato 2 maggio 2026 in Porto Sant’Elpidio, in Piazza Garibaldi, con ingresso gratuito.
La tournée proseguirà poi nei principali festival della scena indipendente italiana, a partire dal MI AMI Festival di Segrate, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla musica indie. Da lì Maria Antonietta e Colombre porteranno il loro progetto artistico in diverse città italiane, tra concerti e festival.
Il duo tornerà poi nelle Marche il 4 luglio, quando salirà sul palco del Cassandra Fest a Centobuchi, in provincia di Ascoli Piceno. Anche in questo caso l’evento sarà a ingresso gratuito, offrendo un’altra occasione per il pubblico marchigiano di ascoltare dal vivo i due cantautori reduci dall’esperienza sanremese.
Per quanto riguarda le altre date, il 20 giugno il duo farà tappa a Bologna per l’Oltre Festival, mentre il 27 giugno sarà la volta di Roma con l’evento Spaghetti Unplugged. Il giorno successivo, il 28 giugno, saliranno sul palco dell’Umbria che Spacca a Perugia. Dopo la data marchigiana del 4 luglio a Centobuchi, il tour proseguirà il 10 luglio a Mascalucia per il Mascalucia Summer Fest, il 15 luglio ad Arezzo per il Mengo Music Fest e si concluderà il 17 luglio a Francavilla al Mare con lo Shock Wave Festival.
I biglietti per le date a pagamento saranno disponibili online da mercoledì 11 marzo 2026 alle ore 14, mentre la vendita nei punti autorizzati partirà lunedì 16 marzo alle ore 11.
Le Marche sono entrate ufficialmente a far parte della Zona Economica Speciale Unica (ZES) con la legge n.171 del 18 novembre 2025, aprendo nuove opportunità per imprese e investimenti. Tra i principali vantaggi introdotti dalla normativa c’è la possibilità di ottenere l’Autorizzazione Unica attraverso lo Sportello Unico Digitale ZES, uno strumento completamente telematico che consente di ridurre drasticamente i tempi burocratici: l’intero iter può concludersi entro 60 giorni e sostituisce diversi titoli abilitativi, tra cui anche la variante urbanistica.
Alle semplificazioni amministrative si affiancano importanti incentivi fiscali, tra cui il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nelle aree ammesse alla ZES. Le percentuali variano in base alla dimensione dell’impresa: 35% per le piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi. Per il 2025 sono già stati stanziati 110 milioni di euro e, a partire da quest’anno, Marche e Umbria entrano stabilmente nel riparto triennale dei 2,3 miliardi destinati a livello nazionale alle aree Zes.
Proprio per accompagnare il tessuto imprenditoriale locale nell’accesso a queste opportunità, l’amministrazione comunale di Tolentino, in collaborazione con Confindustria Macerata e Cna Macerata, ha promosso l’apertura di uno sportello informativo gratuito rivolto a imprese e cittadini.
Il servizio sarà attivo a partire da giovedì 11 marzo 2026 presso il Comune di Tolentino, in piazzale Europa 3. Lo sportello sarà operativo dalle 15.30 alle 17.30, il martedì con il personale di Confindustria Macerata e il giovedì con il personale di Cna Macerata.
Lo sportello offrirà un servizio di orientamento e consulenza preliminare per aiutare le imprese a comprendere le opportunità offerte dalla Zes e a pianificare eventuali investimenti. In particolare saranno fornite analisi di fattibilità dei progetti, verifica dei requisiti di accesso alle agevolazioni, valutazione dell’ammissibilità dei costi e indicazioni operative per la presentazione delle domande all’Agenzia delle Entrate, oltre alla verifica di eventuali altre agevolazioni cumulabili.
Il credito d’imposta per gli investimenti produttivi sarà operativo nel triennio 2026-2028 e riguarderà l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, ma anche terreni e immobili strumentali, compresi gli interventi di realizzazione o ampliamento. Le imprese dovranno inviare una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026, seguita da una comunicazione integrativa con la prova degli investimenti effettuati entro gennaio 2027.
Il nuovo presidio informativo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla presenza del sindaco Mauro Sclavi, del vicesindaco e assessore all’Urbanistica Alessia Pupo, del presidente Ance Macerata Enrico Crucianelli, referente ZES, del direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò e di Anna Ruffini dell’area finanza agevolata. Presenti anche il presidente Cna Macerata Simone Giglietti, la direttrice Lucia Pistelli e Davide Cherubini, responsabile dello sportello, oltre a Patrizia Meo, responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Tolentino e coordinatrice del progetto.
Il sindaco Sclavi e il vicesindaco Pupo hanno sottolineato l’importanza della collaborazione con Confindustria e CNA per fornire alle imprese informazioni chiare e strumenti concreti per accedere alle agevolazioni previste dalla Zes, definendola «un’importante occasione per sostenere e migliorare le attività produttive del territorio».
Anche i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno evidenziato il valore dell’iniziativa. Confindustria Macerata ha parlato "di una partnership pubblico-privato pensata per informare e accompagnare le imprese nelle nuove opportunità di sviluppo offerte dalla Zes Marche", mentre Cna Macerata ha ricordato come, "in una fase economica complessa segnata dall’inflazione e dalle tensioni sui mercati energetici, strumenti di sostegno agli investimenti siano fondamentali per rafforzare la competitività del sistema produttivo".
Lo sportello Zes si propone quindi come un punto di riferimento operativo per le imprese del territorio, con l’obiettivo di favorire nuovi investimenti e contribuire al rilancio economico locale.
Il colosso marchigiano dell'animazione Rainbow, orgoglio del territorio maceratese e anconetano, segna una nuova tappa nella sua espansione globale. Debutta oggi, 10 marzo, il canale tematico "Winx Club & Friends", il primo servizio SVOD (video on-demand su abbonamento) targato Rainbow disponibile su Amazon Prime Video.
Il progetto non coinvolge solo l’Italia, ma parte in contemporanea in Francia, Regno Unito, Finlandia e Svezia, confermando la vocazione internazionale dello studio fondato da Iginio Straffi, che oggi vanta un’audience mondiale di oltre 100 milioni di spettatori.
“Winx Club & Friends” nasce come un punto di riferimento esclusivo per chi vuole rivivere le avventure delle fate di Alfea e non solo. L’offerta iniziale comprende le storiche prime stagioni di Winx Club, i film cinematografici e gli spin-off come World of Winx.
Ma il canale non sarà solo un archivio: la programmazione promette di essere dinamica, con l’inserimento mensile di nuovi episodi, serie e film. Accanto alle iconiche fatine, troveranno spazio altri successi della scuderia Rainbow come i misteri di Huntik, la moda di Maggie & Bianca Fashion Friends, le favole di Regal Academy e le avventure di PopPixie.
L’obiettivo di questa operazione è rafforzare il legame diretto tra lo studio e il suo pubblico, eliminando la pubblicità e garantendo flessibilità di visione. "Con Winx Club & Friends compiamo un passo naturale nell’evoluzione di Rainbow come studio globale di contenuti – ha dichiarato Marco Azzani, EVP Digital Channels and Distribution di Rainbow –. Il canale nasce per offrire ai fan un’esperienza semplice e continuativa, valorizzando i nostri franchise e quelli dei nostri partner. È un progetto che ci permette di sperimentare nuovi modelli di distribuzione restando fedeli alla qualità".
Il canale è accessibile direttamente tramite l'interfaccia di Prime Video con un abbonamento dedicato. La vera novità è l'apertura del canale anche a property di successo provenienti da altri studi, rendendo la piattaforma un vero e proprio polo dell'intrattenimento per ragazzi e giovani adulti, tutto "curato" dall'esperienza creativa marchigiana.
Il costo del gasolio agricolo continua a salire e mette in difficoltà le aziende marchigiane proprio alla vigilia delle lavorazioni primaverili. A lanciare l’allarme è la Cia Marche, che segnala un forte aumento dei costi per le imprese agricole della regione.
Secondo i dati diffusi dall’associazione, nelle Marche il gasolio ha raggiunto 1,894 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 1,739 euro. Un incremento che, secondo la Confederazione italiana agricoltori, sta pesando in modo significativo sui bilanci delle aziende.
«All’avvio delle lavorazioni primaverili le imprese stanno facendo i conti con aumenti che arrivano fino al 30-35% sul gasolio agricolo – spiega il presidente Alessandro Taddei –. Un incremento pesantissimo che rischia di mettere ulteriormente sotto pressione i conti delle aziende».
A complicare la situazione, sottolinea la Cia, è anche il livello dei prezzi riconosciuti ai produttori lungo la filiera, che in molti comparti restano troppo bassi e non riescono a coprire i costi di produzione sostenuti dalle imprese.
Sul piano internazionale, i dati della Fao segnalano una nuova inversione nella tendenza dei prezzi alimentari globali dopo cinque mesi di calo, con rialzi trainati dalle tensioni sui mercati di cereali e carne. Nonostante questo, le quotazioni restano comunque inferiori rispetto a quelle registrate due anni fa.
Di fronte a questo scenario, Cia Marche chiede interventi sia al governo sia all’Unione europea. «Il decreto Bollette può rappresentare uno strumento importante – aggiunge Taddei – ma servono anche politiche strutturali capaci di difendere il reddito delle imprese agricole e garantire condizioni di mercato più eque».
La nave Ocean Viking, della ong SOS Méditerranée, si sta dirigendo verso il porto di Ancona dopo aver soccorso 36 persone che si trovavano a bordo di un gommone alla deriva nella zona di ricerca e soccorso libica.
Tra i sopravvissuti ci sono otto minori non accompagnati. La maggior parte delle persone salvate proviene dal Sudan e racconta di aver trascorso due notti in mare dopo essere fuggite da Tripoli.
Secondo quanto riferito dall’ong, molti dei naufraghi erano infreddoliti, avevano inalato benzina e mostravano segni di intossicazione. Attualmente stanno lentamente riprendendosi a bordo della nave, mentre l’equipaggio li assiste con cure e supporto medico.
L’operazione rappresenta un nuovo intervento di soccorso in uno dei tratti più pericolosi del Mediterraneo centrale, dove numerose persone continuano a tentare la fuga dalla Libia verso l’Europa in condizioni estremamente rischiose.
Drammatico ritrovamento nella mattinata di oggi, 6 marzo, nel centro storico di Senigallia, dove il corpo senza vita di un uomo è stato individuato nelle acque del fiume Misa.
La segnalazione è arrivata poco dopo le 7 del mattino. L’allarme ha fatto scattare l’immediato intervento dei soccorsi nel tratto del fiume che attraversa l’abitato cittadino, all’altezza della caserma della Guardia di Finanza.
Sul posto sono intervenute pattuglie dei carabinieri, della polizia di Stato e della polizia locale, insieme al personale sanitario del 118 e ai vigili del fuoco. Intorno alle 7.15 la squadra dei vigili del fuoco di Senigallia, supportata dai sommozzatori del nucleo di Ancona, ha provveduto al recupero del corpo dall’acqua.
La vittima è un uomo, la cui identità è al momento in fase di accertamento. Secondo le prime informazioni, il decesso risalirebbe a diverse ore prima del ritrovamento. Il medico legale intervenuto sul posto ha potuto soltanto constatare la morte.
Una volta recuperata, la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso. Le forze dell’ordine stanno ora lavorando per chiarire l’identità dell’uomo e ricostruire le circostanze che hanno portato alla sua morte. Al momento non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella di un gesto volontario, mentre gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili per fare piena luce sull’accaduto.
L’appuntamento è fissato per sabato 7 marzo ad Ancona, dove una grande manifestazione regionale attraverserà il cuore della città per gridare un "no" deciso al ritorno della forza bruta come strumento di regolazione dei conflitti. Il corteo partirà alle ore 16:00 da piazza IV Novembre, nella zona del Passetto, per snodarsi in un cammino di testimonianza civile che culminerà in piazza Cavour. Sarà un momento di mobilitazione corale, promosso dal Forum Permanente per la Pace delle Marche, per unire giovani, educatori, organizzazioni religiose e forze politiche in una "maggioranza di coscienza" capace di opporsi alla demolizione del diritto internazionale.
La manifestazione di Ancona non è solo un atto simbolico, ma il riflesso di un’analisi lucida e propositiva sulle attuali derive geopolitiche. Il Forum denuncia "una vera e propria istituzionalizzazione della morte, dove il prevalere della violenza e della sopraffazione annulla il valore della vita umana in nome di interessi di potere".
Al centro della protesta c’è il rifiuto del processo di riarmo globale: i dati parlano chiaro, indicando come migliaia di miliardi di euro vengano sottratti a settori vitali come la sanità, la ricerca scientifica, l'assistenza sociale e la lotta al cambiamento climatico per alimentare l’industria bellica, mentre basterebbe una frazione di quegli investimenti per garantire istruzione e acqua potabile a livello globale.
Un punto cardine della mobilitazione riguarda la difesa della scuola dalla "militarizzazione della cultura". Le istituzioni educative devono restare luoghi di pensiero critico e non luoghi di addestramento ideologico al conflitto. La proposta marchigiana punta con forza su un modello di difesa non armata e nonviolenta, attraverso la creazione di Corpi civili di pace pronti a intervenire nelle zone di crisi, dall’Ucraina a Gaza, per aprire spiragli di mediazione laddove oggi imperversa lo scontro feroce. "Si chiede un immediato cessate il fuoco e una cornice di sicurezza comune europea, sostenendo al contempo il diritto del popolo palestinese a uno Stato indipendente e sicuro al fianco di Israele", si legge in una nota del Forum.
L’appello che risuonerà tra il Passetto e Piazza Cavour abbraccia anche le "guerre dimenticate", esprimendo solidarietà ai popoli iraniano e curdo e opponendosi all'isolamento di nazioni colpite da sanzioni economiche. In un momento in cui i venti di guerra sembrano restringere gli spazi della democrazia — influenzando anche le normative nazionali su sicurezza e immigrazione — la piazza di Ancona si pone come un faro di dissenso costruttivo. La pace, dunque, viene rivendicata non come un principio astratto, ma come l’unica scelta politica ed economica urgente per garantire la sopravvivenza del pianeta e la dignità di ogni pe
L'analisi preventiva dei flussi commerciali e dei profili di rischio sulle rotte tra Europa e Medio Oriente ha permesso di individuare un ingente trasporto illecito di materiali esplodenti presso lo scalo dorico. L'operazione "Clean Shot", condotta congiuntamente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalla Guardia di Finanza, si è conclusa con il sequestro di oltre 10 milioni di detonatori e 314 mila munizioni.
L'indagine è scaturita da alcune anomalie rilevate nella documentazione di un autoarticolato diretto a Cipro. Nonostante il carico fosse stato formalmente dichiarato come "merce varia", l’incrocio dei dati documentali e dei volumi di merce ha spinto gli inquirenti dell’Ufficio ADM Marche 1 e del Gruppo della Guardia di Finanza di Ancona a effettuare un'ispezione fisica del mezzo.
Il controllo ha rivelato la presenza di materiale esplodente riconducibile a due società italiane. La criticità maggiore rilevata dagli investigatori riguarda la logistica del trasporto: l'autoarticolato era infatti in procinto di imbarcarsi su una nave traghetto destinata esclusivamente ai passeggeri. Tale procedura rappresenta una violazione delle norme sulla sicurezza della navigazione e sulla movimentazione di armi, che impongono percorsi terrestri dedicati e specifiche autorizzazioni prefettizie per la gestione di carichi così sensibili.
Dal punto di vista tecnico, l'attenzione degli inquirenti si è concentrata sulla natura dei detonatori, dispositivi ad alta sensibilità che richiedono protocolli di stoccaggio rigorosi per evitare inneschi accidentali dovuti a urti o fonti di calore. La presenza di tali componenti su un vettore passeggeri avrebbe potuto determinare una condizione di grave pericolo per l'incolumità delle persone a bordo.
A seguito degli accertamenti, il carico e il mezzo sono stati posti sotto sequestro. Il trasportatore è stato denunciato per detenzione e trasporto abusivo di materiale esplodente, oltre che per uso di atto falso, avendo reso dichiarazioni non veritiere al momento dell'emissione del titolo di viaggio.
Civici Marche e I Marchigiani per Acquaroli avviano una collaborazione in Consiglio regionale delle Marche, con l'obiettivo di coordinarsi su alcuni temi programmatici e di presentarsi uniti alle prossime elezioni amministrative di primavera. L'intesa tra i due gruppi civici è stata annunciata a palazzo Leopardi dal vicepresidente dell'Assemblea legislativa Giacomo Rossi, dall'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro e dalla consigliera Milena Sebastiani insieme ai coordinatori Matteo Pompei (Civici Marche) e Arnaldo Giorgi (Marchigiani per Acquaroli).
I due movimenti, che sottolineano come alle ultime regionali abbiano "raccolto complessivamente quasi il 7% dei voti", puntano a rafforzare il fronte civico a sostegno della giunta Acquaroli. "Vogliamo portare avanti iniziative comuni all'interno del Consiglio regionale per poter poi sviluppare delle intese anche nei territori. - ha affermato Rossi - Cerchiamo di unire il mondo civico".
"A volte il rischio è che il civismo diventi individualismo. - ha aggiunto Calcinaro - Invece qui si è evoluto un po' spontaneamente in un processo aggregativo perché ci siamo trovati bene nelle dinamiche consiliari".