di Francesco Silla

Bonus Zes, arrivano le istruzioni Inps: nelle Marche incentivi al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato

Bonus Zes, arrivano le istruzioni Inps: nelle Marche incentivi al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato

Con la circolare 10/2026, l’Inps fornisce finalmente le indicazioni operative per usufruire del bonus per assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025 nei territori Zes, comprendenti Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, a cui si aggiungono Marche e Umbria. Per queste ultime regioni, tuttavia, il beneficio è valido solo per le assunzioni successive al 20 novembre 2025, data di entrata in vigore della legge 171/2025 che ha esteso la Zes. L’incentivo, previsto dall’articolo 24 del Dl 60/2024, consiste in un esonero contributivo del 100% sui contributi previdenziali (escluso il premio Inail), fino a un massimo di 650 euro al mese. Possono beneficiarne i lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi, assunti da aziende private con un massimo di 10 dipendenti al momento dell'assunzione, nelle sedi operative delle regioni indicate. L’esonero ha una durata massima di 24 mesi e non riguarda dirigenti, apprendisti o lavoratori domestici. Per ottenere il bonus, il datore di lavoro deve garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media degli ultimi 12 mesi, calcolato sull’intera organizzazione e non solo sulla singola unità produttiva. La circolare sottolinea inoltre che il beneficio può riguardare anche soggetti già occupati a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia usufruito parzialmente dello stesso incentivo. Sono richiesti il Durc e il rispetto dei principi contenuti nell’articolo 31 del Dlgs 150/2015. Le domande vanno presentate preventivamente online tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), indicando i dati del lavoratore, il rapporto di lavoro, la retribuzione media mensile, il numero di dipendenti dell’azienda e la sede di lavoro. Dopo i controlli e la verifica dei fondi disponibili, l’Inps autorizza l’accesso all’agevolazione, che sarà riconosciuta nei flussi Uniemens a partire da febbraio 2026. Per recuperare gli arretrati da settembre 2024 a gennaio 2026, si potranno utilizzare i flussi UniEmens di febbraio, marzo e aprile 2026, inserendo i nuovi codici L619-L620 nella sezione “EZES”. L’esonero può essere applicato anche alle assunzioni a tempo indeterminato tramite somministrazione, a condizione che il limite occupazionale e la sede di lavoro facciano riferimento all’utilizzatore.

04/02/2026 16:30
L’opposizione chiede unità di crisi sanitaria, Acquaroli: “La sanità marchigiana è in miglioramento" (VIDEO)

L’opposizione chiede unità di crisi sanitaria, Acquaroli: “La sanità marchigiana è in miglioramento" (VIDEO)

La richiesta dell’opposizione di istituire una unità di crisi per la sanità regionale ha riacceso il confronto politico in Consiglio regionale. Il tema nasce dalle difficoltà strutturali del sistema sanitario marchigiano, tra liste d’attesa, carenze di personale e una domanda di cure sempre più alta, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie croniche. È in questo contesto che la maggioranza ha ribadito la linea già tracciata dalla Regione, puntando su programmazione, risorse aggiuntive e riforme in corso, piuttosto che su nuovi organismi emergenziali. Presente alla giornata di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Macerata, a margine dell’evento il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha risposto al tema dibattuto ieri mattina, richiamando il quadro generale in cui si muove la sanità marchigiana. Secondo Acquaroli, “la tematica della sanità in questo momento in Italia” va letta dentro una fase di forte complessità nazionale, segnata dal definanziamento e dallo smantellamento della sanità del territorio, dinamiche che non possono essere attribuite agli ultimi anni di governo regionale. Il presidente ha sottolineato come non ci siano stati cambiamenti improvvisi in tempi recenti, ricordando che “non è che dal 28 al 29 settembre ad oggi le cose siano trasformate così tanto”. Allo stesso tempo, ha evidenziato che i dati ufficiali raccontano una tendenza diversa rispetto a una narrazione esclusivamente emergenziale: “dai dati Agenas, dai dati del Ministero, dalla Fondazione Gimbe, la sanità marchigiana è data anno dopo anno in miglioramento”. Un miglioramento che, però, non deve portare a sottovalutare le criticità ancora presenti. Acquaroli ha chiarito che “questo non ci deve tranquillizzare”, ribadendo la disponibilità della Regione al confronto con tutte le forze politiche e sociali e alla costruzione di sinergie utili a rafforzare il sistema. In questa prospettiva si inseriscono il completamento degli interventi del Pnrr, l’ingresso di nuovo personale sanitario e il lavoro per ristabilire una nuova rete dell’emergenza, insieme alle riforme da portare a compimento nel corso della legislatura. La posizione della Regione, dunque, resta quella di affrontare le difficoltà con strumenti strutturali e programmazione di medio-lungo periodo, respingendo l’idea che un’unità di crisi possa da sola risolvere problemi che affondano le radici in anni di mancata programmazione e sottofinanziamento. L’obiettivo dichiarato rimane quello di tutelare il sistema sanitario marchigiano, mettendo al centro le esigenze dei cittadini e garantendo risposte concrete a chi ha bisogno di cure. Nel frattempo questa mattina c'è stato l'incontro tra la Commissione sanità, e quindi il presidente Nicola Baiocchi (FdI) e vice Andrea Nobili (Avs), e l’assessore Paolo Calcinaro. Nel corso dell’incontro, durato circa un’ora, sono state descritte le principali linee programmatiche dell’esecutivo, con aggiornamenti sulle ultime iniziative per l’assunzione di personale e la riattivazione di organismi consultivi regionali. “Un primo incontro molto costruttivo – ha commentato il Presidente Baiocchi – Pieno accordo tra l’assessore e la Commissione per costruire un percorso di dialogo costante e di collaborazione”. Un focus sulle opere finanziate dal Pnrr Salute, i nodi medicina d’urgenza e liste di attesa, l’avvio di una mappatura funzionale di tutti i territori per guidare le scelte di appropriatezza sui servizi. 

04/02/2026 11:59
Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica

Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica

Ascoltare i cittadini può rappresentare un punto di partenza utile in una fase in cui il quadro politico maceratese appare ancora frammentato e privo di una direzione chiaramente definita. Il sondaggio civico promosso online dalla nostra testata ha provato a ribaltare l’impostazione consueta del dibattito, scegliendo di partire dalla comunità anziché dai tradizionali tavoli politici. La domanda, volutamente semplice e priva di riferimenti partitici, chiedeva di indicare una persona della società civile ritenuta affidabile per la guida della città di Macerata. Non si è trattato di una votazione né di una candidatura formale, ma di un esercizio di ascolto che ha raccolto 470 risposte complessive, segnale di un interesse tutt’altro che marginale. Le indicazioni si sono distribuite tra 125 nomi riconducibili all’area di centrodestra, 132 al centrosinistra e 197 riferiti ad altri profili, a conferma di una ricerca di fiducia che va oltre gli schieramenti tradizionali. Solo 7 partecipanti hanno scelto di non esprimersi, mentre 9 risposte contenevano nomi offensivi o di fantasia, rimanendo quindi escluse dall’analisi. Dai dati emerge con chiarezza una tendenza significativa: quando viene chiesto di indicare una figura affidabile, i cittadini privilegiano profili civici, percepiti come competenti e radicati nel territorio, rispetto a nomi già inseriti in percorsi politici strutturati. La preferenza sembra orientata più verso la credibilità personale e il rapporto concreto con la città che verso l’appartenenza partitica, restituendo un’immagine di fiducia costruita dal basso. In questo quadro si colloca il risultato più evidente del sondaggio. Il nome più indicato in assoluto è stato quello dell’avvocato Giancarlo Giulianelli, che ha raccolto 131 segnalazioni, distanziando nettamente tutti gli altri. Un dato che segnala una fiducia diffusa e trasversale, attribuita a una figura riconosciuta come autorevole e affidabile da una parte significativa della comunità, al di là delle collocazioni politiche. È tuttavia necessario precisare che il nominativo emerso non risulta candidabile, poiché Giulianelli ricopre attualmente l’incarico di Garante Regionale dei Diritti della Persona, condizione incompatibile con una partecipazione alla competizione elettorale amministrativa. Questo aspetto non riduce il valore dell’indicazione emersa, ma anzi rafforza il senso dell’iniziativa: i cittadini hanno espresso una preferenza di fiducia, non una richiesta di candidatura, indicando il tipo di profilo che sentono più vicino alle proprie aspettative. All’interno delle aree politiche tradizionali, il quadro appare più frammentato. Nell’area di centrodestra il nome più indicato è stato quello di Francesca D’Alessandro, con 34 segnalazioni, seguita dal sindaco in carica Sandro Parcaroli, che ha raccolto 33 indicazioni, e da Fabio Pistarelli, a quota 23. Un risultato che evidenzia una distribuzione del consenso senza una figura nettamente predominante. Nel centrosinistra, il nome più citato è stato Gianluca Tittarelli, con 38 segnalazioni, seguito da Andrea Tonnarelli con 26, da Luca Squadroni, con 23 voti, e dall’ex sindaco Romano Carancini con 17. Anche in questo caso emerge una pluralità di riferimenti, senza una convergenza paragonabile a quella registrata sul profilo civico più votato. Tra gli altri nomi indicati, merita attenzione il dato relativo a Giuseppe Bommarito, che ha raccolto 32 segnalazioni, e a Flavio Corradini, con 10 voti, già candidato in passato. Si tratta di indicazioni che confermano ulteriormente come una parte rilevante dei cittadini guardi a percorsi esterni ai circuiti politici consolidati, cercando figure percepite come indipendenti e riconoscibili. Un ulteriore elemento che emerge dal sondaggio riguarda la valutazione dell’amministrazione uscente. Il fatto che il sindaco in carica non risulti tra i nomi più indicati segnala una difficoltà dell’azione amministrativa nel tradursi in fiducia spontanea. Al di là di qualsiasi lettura partitica, il dato suggerisce una distanza percepita tra governo cittadino e comunità, che merita attenzione in vista della prossima scadenza elettorale. Nel complesso, i risultati restituiscono l’immagine di una politica che spesso procede su binari diversi rispetto al sentire dei cittadini. Questa distanza contribuisce probabilmente a spiegare un astensionismo crescente, che non appare legato a disinteresse, ma piuttosto a una mancanza di identificazione con le figure proposte. I cittadini sembrano chiedere con chiarezza volti nei quali riconoscersi prima ancora che programmi da valutare. Questo sondaggio non ha l’obiettivo di offrire soluzioni né di sostituirsi ai percorsi politici ufficiali. Rappresenta però un segnale chiaro, difficilmente ignorabile: quando vengono interpellati, i cittadini partecipano e chiedono di essere ascoltati prima delle decisioni, non dopo. Utilizzare strumenti di ascolto come questo può aiutare tutte le forze politiche a comprendere meglio il sentire della comunità e a valutare profili che nascono dal basso, anziché essere semplicemente indicati dall’alto. La responsabilità finale resta nelle sedi istituzionali, ma una domanda rimane aperta: la politica maceratese è davvero pronta ad ascoltare la propria comunità?

02/02/2026 14:00
CBF Balducci HR Macerata - Niente da fare al PalaVerde contro le campionesse dell'Imoco Conegliano: arancionere sconfitte in tre set

CBF Balducci HR Macerata - Niente da fare al PalaVerde contro le campionesse dell'Imoco Conegliano: arancionere sconfitte in tre set

Niente da fare in un PalaVerde sold out (oltre 5 mila spettatori) per la CBF Balducci HR che cede in tre set alle padrone di casa della Prosecco DOC A.Carraro Imoco Conegliano, fresche vincitrici della Coppa Italia, nella nona giornata di ritorno della Serie A1 Tigotà. Partita mai in discussione con le venete superiori in ogni fondamentale (8 muri vs 4, 4 ace vs 1, 50% in attacco vs 35%) con la MVP Sillah (16 punti) e la top scorer Adigwe (18 con 4 muri) in evidenza. Le arancionere ritrovano Clothier stabilmente in campo ad un mese e mezzo dall’infortunio al menisco, in doppia cifra Decortes (11) e Kokkonen (10). A quattro turni dal termine la CBF Balducci HR resta al decimo posto a quota 21 punti, mantenendo il +4 sulla zona rossa. Le maceratesi all’avvio tengono l’impatto con la corazzata veneta, rientrando due volte (5-5 e 10-10 dopo il doppio break Imoco), poi il muro delle padrone di casa e i colpi di Gabi (5) pescano il +5 (20-15) decisivo per il 25-20 conclusivo. Simile l’andamento del secondo set, con la CBF Balducci HR che resta in scia alla Prosecco DOC A.Carraro (8-7), poi sale in cattedra Adigwe (8 punti con 2 muri) per l’opposta delle azzurrine, 16-10, e le venete prendono il largo fino al 25-16 conclusivo con il 58% in attacco, 4 per Kokkonen e Decortes tra le arancionere. Nel terzo le venete spingono subito sull’acceleratore con una formazione arancionera inedita in campo per coach Lionetti, Sillah (9 punti nel parziale) è in evidenza nel break del 16-10, l’attacco Imoco gira ancora al 50% e Conegliano chiude senza problemi 25-15. Coach Lionetti mette in campo Bonelli-Decortes, Clothier-Mazzon, Kockarevic-Kokkonen, Caforio libero. Coach Santarelli sceglie Ewert-Adigwe, Lubian-Fahr, Gabi-Sillah, De Gennaro libero. L’ace di Adigwe firma il primi break per il 5-2, Kokkonen va a segno (5-3), muro Bonelli (5-4), Clothier contrattacco, 5-5. Gabi diagonale (7-5), l’ace di Lubian allunga sul 9-6, Decortes mani out (9-7), ace Clothier, 9-8. Kockarevic spinge giù il 10-9, Decortes contrattacco (10-10), ancora lei (11-11), Adigwe ferma Kokkonen, 13-11, la finlandese risponde subito, 13-12. Decortes vincente (14-13), muro Gabi (16-13), ancora l’Imoco a muro con Lubian (17-13), errore veneto in ricostruzione (18-15), Gabi a segno, 20-15. Pipe Sillah (21-15), Decortes passa (21-16), Mazzon primo tempo (22-17), Sillah out (22-18), ancora Mazzon, 23-19. Clothier a segno (24-20), il set si chiude 25-20. Break arancionero in avvio di secondo set (1-3), c’è l’ace di Gabi (3-3), Decortes a segno (3-4), Sillah contrattacco (6-4), pallonetto Kokkonen, 6-5. Ancora Kokkonen (7-6), di nuovo lei (8-7), Kockarevic non trova il campo (10-7), Fahr a filo rete, 11-7. Entra Ornoch per Kockarevic, la polacca subito a segno (11-8), Decortes gran colpo (12-9), invasione arancionera (15-10), Adigwe contrattacco (16-10), Kokkonen non trova il campo (19-13), Decortes pallonetto, 19-14. Out il primo tempo Clothier (21-14), Adigwe contrattacco (22-14), entra Batte per Bonelli, Clothier a segno (22-15), muro Mazzon, 22-16. Muro Fahr (24-16), chiude Adigwe 25-16. Restano in campo Batte e Ornoch nel terzo set, Clothier a segno (2-3), muro Sillah (4-3), errore arancionero (5-3), Sillah contrattacco, 6-3. Ornoch a segno (6-4), Adigwe contrattacco (8-4), Decortes out (9-4), Ornoch diagonale, 9-5. Gabi sfrutta la difesa di piede gialloblu (11-6), Clothier ferma Fahr (11-8), non riesce la difesa arancionera (13-8), Kokkonen passa, 13-9. Entrano Bonelli e Kockarevic per Batte e Decortes, Clothier primo tempo (14-10), Sillah inventa il 16-10, muro Ewert, 18-11. Ace Sillah (19-11), dentro Sismondi per Mazzon, Lubian pallonetto (20-11), rientrano Batte e Decortes, l’opposta subito a segno (21-13), Adigwe contrattacco (23-13), ancora Decortes (23-14), Kokkonen vincente (23-15), il set si chiude 25-15. IL TABELLINO PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO - CBF BALDUCCI HR MACERATA 3-0 (25-20 25-16 25-15) PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO: Ewert 2, Braga Guimaraes 12, Fahr 6, Adigwe 18, Sillah 16, Lubian 8, De Gennaro (L), Chirichella, Zhu, Daalderop, Wolosz, Haak. Allenatore Santarelli. CBF BALDUCCI HR MACERATA: Bonelli 1, Kockarevic 2, Mazzon 4, Decortes 11, Kokkonen 10, Clothier 8, Caforio (L), Ornoch 3, Capodacqua (L), Sismondi, Crawford, Batte, Bresciani, Piomboni. Allenatore Lionetti. Arbitri: Lentini, Giardini.   Note - Spettatori: 5344, Durata set: 23', 22', 23'; Totale: 68'. MVP: Sillah.

01/02/2026 19:20
Sanità, Marche tra le regioni virtuose per la spesa. Calcinaro: "Nel Maceratese ospedali di comunità collegati al pronto soccorso"

Sanità, Marche tra le regioni virtuose per la spesa. Calcinaro: "Nel Maceratese ospedali di comunità collegati al pronto soccorso"

La spesa sanitaria pubblica continua a crescere anno dopo anno, ma non abbastanza da tenere il passo con i bisogni reali del Paese. Il bilancio pubblico fatica a sostenere l’aumento dei costi e il modello di sanità universale, già sottoposto a forti pressioni, rischia ulteriori tensioni nel prossimo futuro, soprattutto alla luce dei cambiamenti demografici. I segnali di allarme sono evidenti. Secondo l’ultimo monitoraggio annuale della Ragioneria generale dello Stato, nel 2024 ben 16 Regioni e Province autonome su 21 hanno dovuto coprire con risorse proprie la differenza tra il finanziamento nazionale e la spesa sanitaria effettivamente sostenuta. Il disavanzo complessivo regionale ha raggiunto i 2,57 miliardi di euro, in crescita del 47,8% rispetto all’anno precedente.(fonte il Sole 24 Ore) In questo quadro complesso, solo cinque territori sono riusciti a chiudere i conti senza ricorrere a fondi propri: Lombardia, Veneto, Marche, Lazio e Campania. Un dato che colloca le Marche tra le Regioni considerate più virtuose sotto il profilo dei conti sanitari, evitando il ripiano del deficit che altrove ha comportato la sottrazione di risorse ad altri capitoli di spesa pubblica. La dinamica non è nuova. Dal 2018 la spesa corrente sanitaria supera stabilmente il Fondo sanitario nazionale, con un divario che, dopo il picco del 2021, è tornato ad ampliarsi nel 2024 fino a 4,3 miliardi di euro. Come sottolineato anche dalla Corte dei conti, il sistema di finanziamento resta orientato più a preservare l’esistente che a rafforzare strutturalmente servizi e capacità del sistema sanitario. A pesare sui conti è soprattutto la demografia. L’invecchiamento della popolazione è destinato ad aumentare la spesa sanitaria di circa 15 miliardi di euro entro il 2040, con il rischio, in assenza di nuovi finanziamenti, di una riduzione delle risorse pubbliche pro capite. In questo contesto fragile, anche le Regioni in equilibrio, come le Marche, sono chiamate a coniugare sostenibilità economica, qualità dei servizi e innovazione. È su questo terreno che si inserisce l’azione del neo assessore regionale alla Sanità delle Marche, Paolo Calcinaro, chiamato a governare una fase delicata per il sistema sanitario regionale. Lo abbiamo intervistato per fare il punto sulle prime scelte, sulle criticità del territorio maceratese e sulle prospettive future della sanità marchigiana. Dai dati pubblicati dal Sole 24 Ore emerge che le Marche sono tra le regioni che non hanno utilizzato fondi propri per coprire il disavanzo tra spesa sanitaria e fondo sanitario statale. È un dato che può essere letto in modo diverso: c’è chi lo considera positivo e chi negativo. Qual è la sua interpretazione? "Guarda, te lo dico molto chiaramente e voglio anche anticipare una cosa: non devo elogiare me stesso, perché in quegli anni io non c’ero. Anzi, se avessi voluto, avrei tutto l’interesse a criticare. La verità è che se una Regione poteva innalzare il tetto di spesa del personale del 5%, lo poteva fare solo se rispettava determinati vincoli. Se quei vincoli non c’erano, non era possibile farlo. Questo chiarisce già molto del dibattito".  Questo ci porta alla seconda domanda: come si è mosso nei primi mesi dal suo ingresso in assessorato? "Innanzitutto cercando di conoscere con attenzione le realtà esistenti, ciò che è in atto, le problematiche, le tematiche e il territorio. È un lavoro che sto ancora facendo e che, in un certo senso, non finirà mai. Parallelamente abbiamo iniziato a ragionare su strategie di breve, medio e lungo periodo". Entrando nello specifico del territorio, visto che siamo un giornale della provincia di Macerata: ieri era a Tolentino e qui a Macerata il tema ricorrente è l’ospedale da costruire a la Pieve. Quali sono oggi le principali criticità della provincia? "Una tematica che accomuna tutti i territori è la difficoltà legata alla chiusura di 13 pronto soccorso. Per quanto riguarda il Maceratese, invece, siamo molto avanti sugli ospedali di comunità. Ti anticipo un’idea: questi ospedali di comunità dovranno essere strettamente collegati al pronto soccorso. Le dimissioni dovranno essere gestite direttamente tramite un bed manager, cioè una figura che si occupa della gestione dei posti letto, per ridurre il fenomeno dei pazienti in attesa nei corridoi o nei reparti di emergenza". Un altro tema centrale è quello delle liste d’attesa. C’è stata l’iniziativa delle prestazioni nei fine settimana, di cui ha parlato anche sui social. Può aggiornarci su come sta andando? "Sì, questo weekend l’iniziativa è partita in modo più strutturato. Credo sia un segnale importante. Non è una soluzione definitiva, lo sappiamo tutti, ma dimostra che il sistema pubblico può essere flessibile e adattarsi: non è qualcosa di immutabile". Tornando ai dati citati nell’articolo: le cinque regioni (Lombardia, Veneto, Marche, Lazio e Campania) che non hanno utilizzato il disavanzo. Abbiamo chiarito che si tratta di un dato positivo, ma questo non esclude la necessità di innovare. Quali sono le prossime mosse? "Sì, il dato è positivo, ma non basta. L’innovazione resta fondamentale. La prima volta che ci siamo visti da assessore è stata all’ospedale di Macerata per l’inaugurazione dei nuovi macchinari: quello è un esempio concreto di come, anche grazie alla collaborazione con il privato, si possano offrire nuove possibilità ai pazienti. L’obiettivo è migliorare sia l’organizzazione sia le attrezzature". Quindi non solo strutture, ma anche altro? "Esatto, non solo. Una priorità è migliorare la tecnologia a supporto del territorio, non soltanto degli ospedali. Penso alla telemedicina, che sarà fondamentale soprattutto per gli anziani e per le aree interne, dove spostarsi è più difficile. È uno strumento davvero utile e proiettato al futuro". Ultima domanda, anche più tecnica: che margine di manovra ha l’assessore regionale su questi temi? C’è un contatto diretto con lo Stato e con le ASUR sul territorio? "Il nostro compito è proporre e fissare obiettivi alle sette aziende ospedaliere, in particolare alle cinque che operano sul territorio. Per la prima volta, nonostante i fondi fossero disponibili da anni, abbiamo avviato assunzioni sul territorio: circa 380 unità nelle cinque province, destinate non agli ospedali ma ai servizi territoriali. Questo è un passo importante. Poi sarà anche mio compito cercare di trattenere e ottenere più fondi a livello statale".

30/01/2026 17:00
L'affaire Vannacci scuote la Lega, Buldorini non esita: "Sono al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015"

L'affaire Vannacci scuote la Lega, Buldorini non esita: "Sono al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015"

Abbiamo ascoltato Luca Buldorini, vicepresidente della Provincia di Macerata ed esponente della Lega, in un momento politico carico di tensioni e interrogativi che stanno attraversando il partito a livello nazionale. Al centro del confronto c’è il rapporto sempre più complesso tra il segretario della Lega Matteo Salvini e Roberto Vannacci, entrato nel partito in occasione delle elezioni europee del 2024, portando con sé un consenso significativo, fino ad arrivare alla nomina di vicesegretario. Le recenti dichiarazioni critiche di Salvini e la decisione di Vannacci di depositare un nuovo logo, che potrebbe diventare il simbolo di un suo futuro partito, hanno riacceso le voci su una possibile scissione. Un tema che tocca da vicino anche il territorio maceratese, considerando che Buldorini, insieme al sindaco di Filottrano Luca Paolorossi, aveva promosso il Team Vannacci quando questo era ancora pienamente inserito nell’alveo della Lega e che oggi viene osservato come possibile nucleo organizzativo di una nuova presenza politica legata al Generale. Nel corso dell’intervista Buldorini affronta il nodo del rapporto tra Salvini e Vannacci, chiarendo la propria posizione e quella del territorio, ma allarga lo sguardo anche alle sfide future della Provincia di Macerata, alle grandi progettualità infrastrutturali e a un accenno al futuro di Sandro Parcaroli. Partiamo a bruciapelo. Questione Salvini-Vannacci? Cosa ne pensa? Lei tra l'altro ha creato uno dei Team Vannacci qui nel territorio  "Ti rispondo oggettivamente. Allora, io sono militante della Lega e al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015, quindi non da ieri e non da una volta che sono stato eletto in Regione. Nel 2015 ho aderito alla Lega e alla leadership di Matteo Salvini e da lì ho fatto tutto quello che mi è stato chiesto perché, da buon militante, quando si condivide una linea, e anche da militare essendo vigile del fuoco, io eseguo quello che mi viene chiesto sia per responsabilità ma anche per dimostrare quello che valgo. Quindi ho fatto l’organizzativo regionale, sono stato a fianco di Riccardo Marchetti, commissario regionale nel 2020, per tutta la campagna elettorale, sono stato chiamato a fare il commissario provinciale, poi ho fatto il segretario provinciale. Quando è stato da farsi da parte, mi sono fatto da parte senza mai minimamente pensare di uscire dalla Lega e di togliere la fiducia a Matteo Salvini. Quindi quando a Firenze Matteo Salvini dà la tessera al generale Vannacci e lo nomina vice segretario regionale, Vannacci è un vice segretario della Lega voluto da Matteo Salvini. Per fare i team sul territorio, io che sto sul territorio ho fatto il team sul territorio, quindi non ho fatto niente di meno, niente di più di quello che il partito ha approvato. Perché la Lega non è morta: si è cercato sempre di farle il funerale, ma è più viva che mai perché, oltre a essere il partito più longevo dell’arco parlamentare, se ancora nascono nuove correnti significa che la Lega è viva. Diciamo che la domanda era d’obbligo perché ieri è uscito anche che Vannacci ha registrato un logo che potrebbe essere quello di un suo partito. Ovvio che all’interno di un partito ci sono diverse anime. Io sto, ripeto, nella Lega dal 2012, quando non sapevo nemmeno chi fosse Roberto Vannacci. Se tu mi chiedi un’opinione su Vannacci, ti dico che ho avuto la fortuna di conoscerlo e collaborarci. Dico che per me è un valore assolutamente aggiunto, è una persona competente e preparata, come poche ne ho conosciute. Ovviamente come ne abbiamo tante in Lega. La Lega è un partito radicato sul territorio, è un partito che è stato sempre aperto a tutti. Io sono contento che ci siano correnti all’interno. Qui parliamo di Lega nazionale, è un partito nazionale. Lega – Salvini Premier. Si chiama così, punto". Come il suo ruolo di Vicepresidente di Provincia si interseca colla militanza nella Lega? "Matteo Salvini mi ha sempre dato l’incarico e il ruolo di sostenere Sandro Parcaroli e io in questi cinque anni, anche creandomi dei problemi, sono stato sempre vicino a lavorare per Sandro Parcaroli. Per me oggi è un onore. Spero in una continuità, ma non sono io a deciderlo, lo deciderà Sandro Parcaroli. Sono comunque orgoglioso di quello che con Sandro Parcaroli siamo riusciti a fare. Le chiacchiere poche, i fatti tanti. Dopodiché chi chiacchiera continui a chiacchierare, continui a parlare di Lega morta, del “Pompiere col cerino”. C’è un limite a tutto, che non decido io, lo decide la legge. Però per il resto le chiacchiere non risolvono i problemi dei cittadini e dei territori. Ritengo che per chiunque si metta in politica la priorità non sia la concorrenza partitica, né il denigrare, l’uccidere o l’infangare l’antagonista. L’obiettivo è risolvere i problemi delle persone. Ci dobbiamo misurare su questo e farlo nel rispetto dei dettati normativi. Così ci siamo mossi per il mattatoio, per la discarica, per tutti i problemi che sono venuti sopra il nostro tavolo. Non ci siamo mai voltati dall’altra parte, nemmeno quando era scomodo". Ieri è andato a Roma con Luca Paolorossi e Sandro Parcaroli a trovare Salvini? "Certo" Dall’incontro di ieri cosa è uscito per il futuro di Macerata e provincia? "Sicuramente tante progettualità, tra cui la Val Potenza, che ormai è arrivata a un punto concreto dove c’è da attivare, perché il cantiere entro il 2031 deve essere collaudato. Abbiamo parlato anche di nuove infrastrutture che possono migliorare ulteriormente, a prescindere se ci sarà Sandro o no, perché il territorio è Macerata. Mi riferisco alla bretella dei Vigili del Fuoco che collegherà con il sottopasso dell’Agraria, a Piediripa e al collegamento con San Claudio, visto che adesso il ponte c’è, al progetto della bretella Mattei–La Pieve, o anche a un rilancio della Valleverde. Dall’altra parte c’è l’ospedale. L’ospedale comprende tante cose, non è solo la struttura ospedaliera: può significare residenzialità sanitaria, case di riposo, posti letto. Non è solo fare l’ospedale, quello lo fa la Regione, ma realizzare questo significa poi avere una visione d’insieme di tutto ciò che gli ruota attorno. E uno come Parcaroli, con la sua visione da imprenditore, è perfetto in questo. Non pensa solo ai problemi di domani mattina, lui immagina già quello che viene dopo. E quando vai da Matteo Salvini, da un ministro, non vai a parlare dei disagi della chiusura della 21 della Pieve, ma di progettualità future. Questo è Sandro Parcaroli". Lei vorrebbe, e anche Salvini, continuità da parte di Parcaroli? "Un sindaco e presidente di Provincia come Parcaroli, ma ancora prima una persona come Parcaroli, con questa qualità di guardare oltre il presente, non è facile trovarla in Italia, in un momento storico in cui oggi il 50% delle persone non va a votare".

29/01/2026 13:35
Macerata, sondaggio sul sindaco: i consigli per votare, c'è tempo fino al 2 febbraio. Spicca un nome

Macerata, sondaggio sul sindaco: i consigli per votare, c'è tempo fino al 2 febbraio. Spicca un nome

(Articolo aggiornato alle ore 10:30 del 29 gennaio) - Il sondaggio lanciato nei giorni scorsi sta registrando una buona partecipazione, nonostante alcune difficoltà di tipo tecnico. Oltre 400 persone hanno già votato, esprimendo la propria preferenza sulla persona che ritengono più adatta a rappresentare la città. C’è però un aspetto negativo da evidenziare. I due articoli contenenti il sondaggio, ovvero l’intervista a Gabriele Micarelli e l’articolo dedicato esclusivamente al sondaggio, hanno totalizzato più di 3.500 visualizzazioni complessive, a fronte dei soli 400 voti effettivi. La difficoltà è dovuta principalmente al modo in cui è stato strutturato il sondaggio. Per garantire che ogni persona potesse votare una sola volta, è stata inserita un’autenticazione tramite account Google. Aprendo gli articoli da Facebook, però, molto spesso l’accesso automatico all’account Google non viene riconosciuto. Per questo motivo consigliamo di aprire il sondaggio direttamente da Google, cercando Picchio News e accedendo all’articolo dedicato al sondaggio, che si trova tra le prime sei notizie del sito. È significativo notare come, nonostante queste difficoltà, gli articoli abbiano ottenuto un forte riscontro su Facebook. L’intervista a Micarelli è stata visualizzata 9.167 volte, con 30 interazioni e 7 commenti. L’articolo che lanciava esclusivamente il sondaggio ha raggiunto 20.422 visualizzazioni, con 86 interazioni e 50 commenti. Infine, la grafica con il link diretto al modulo Google per votare è stata visualizzata 50.410 volte, registrando 163 interazioni e 117 commenti. Dati che confermano come l’argomento sia fortemente sentito dai cittadini. Lo smarrimento politico e l’indecisione delle parti sul nome del candidato sindaco stanno generando attenzione, confronto e partecipazione. Non resta che rilanciare nuovamente il sondaggio (e consigliarvi di aprirlo da google sul sito di Picchionews), che verrà chiuso lunedì mattina, momento in cui verranno comunicati i risultati. Caricamento…

29/01/2026 10:40
Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

I dati Istat sulla popolazione nelle Marche mostrano come dinamiche demografiche opposte finiscano per bilanciarsi. Da una parte continua a pesare il saldo naturale negativo, con i nuovi nati che restano meno della metà dei decessi, dall’altra la spinta dei movimenti migratori, soprattutto dall’estero, che portano nella regione molte più persone di quante non se ne vadano. Il risultato complessivo è che tra gennaio e ottobre dello scorso anno, all’ultimo aggiornamento mensile pubblicato dall’Istat, le Marche hanno perso appena 283 residenti, pari a 0,19 per mille, scendendo a 1.480.262 abitanti. Un dato in linea con la media italiana, visto che al 31 ottobre 2025, secondo i primi dati provvisori Istat, la popolazione residente in Italia ammonta a 58.956.824 abitanti, in diminuzione di 13 mila unità rispetto all’inizio dell’anno. Per la regione si tratta comunque di un rallentamento della decrescita demografica rispetto al 2024, quando nei primi dieci mesi aveva perso 599 residenti, più del doppio rispetto al dato attuale. Il quadro resta segnato da poche nascite. Nelle Marche il mese di ottobre 2025 ha fatto registrare 752 nascite, il dato mensile più alto dell’anno, per un totale di 6.852 nati da inizio anno, solo 41 in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Numeri che restano però molto lontani da quelli del triennio 2007-2010, quando le nascite annue si aggiravano tra 14.000 e 14.600. A fronte di questi valori, nei primi dieci mesi del 2025 si sono registrati 14.221 decessi, con un saldo naturale negativo di 7.269 unità. A limitare l’impatto di questo squilibrio interviene il contributo dei flussi migratori, che producono un saldo positivo di 6.459 residenti, grazie a 9.884 ingressi contro 3.425 uscite. È questo elemento a ridurre al minimo il calo demografico complessivo e a sostenere in particolare i centri urbani marchigiani, più attrattivi per chi arriva dall’estero e da altre regioni italiane. Delle dodici città marchigiane più importanti, nove presentano un segno positivo nei primi dieci mesi del 2025. In questo contesto si inserisce il dato di Macerata, che registra un incremento di 80 residenti nei primi dieci mesi del 2025. Un valore contenuto, ma significativo perché va in controtendenza rispetto al saldo naturale negativo e conferma come anche per il capoluogo maceratese il ruolo dei movimenti migratori sia determinante nel mantenere stabile la popolazione. Accanto a Macerata mostrano segnali positivi anche Fermo (+73), Jesi (+68) e Civitanova Marche (+50), mentre alcune città importanti restano in calo, come Ascoli Piceno (-28), Senigallia (-26) e Osimo (-15). (Dati Istat)

28/01/2026 16:00
Belforte del Chienti, dove il tartufo è di casa: la scommessa vinta della famiglia Carassai (FOTO e VIDEO)

Belforte del Chienti, dove il tartufo è di casa: la scommessa vinta della famiglia Carassai (FOTO e VIDEO)

Nel cuore delle Marche, a Belforte del Chienti in provincia di Macerata, l’Azienda Agricola Carassai Giordano rappresenta oggi una realtà autentica capace di unire agricoltura, tartufo nero pregiato, accoglienza turistica e valorizzazione del territorio. Una storia che nasce dalla passione e dalla determinazione di Giordano Carassai, fondatore e titolare, che racconta: "L'azienda è nata circa dieci anni fa, per una passione nata tramite mio padre, che da piccolo mi faceva essere aiutante nell'orto di casa". Da quell’orto domestico è iniziato un percorso fatto di sacrifici, esperienze e volontà di imparare sul campo. Prima ancora di possedere un terreno, Giordano ha scelto di "andare a dare una mano agli agricoltori locali, quindi anche sugli allevamenti", costruendo passo dopo passo una competenza concreta. La svolta arriva con l’acquisto di un piccolo appezzamento agricolo ai piedi di Belforte: "Da lì abbiamo ribonificato tutto il terreno, che era un bosco, ed è iniziato questo tipo di avventura”. Oggi l'azienda agricola Carassai Giordano è una realtà strutturata, con uno sguardo chiaro verso il futuro. L’obiettivo è duplice: far crescere l’azienda e allo stesso tempo far conoscere un territorio ricco di potenzialità ancora poco esplorate. "Ad oggi l'obiettivo dell'azienda agricola, e anche il mio, è di far conoscere questo territorio", sottolinea Giordano. Un ruolo centrale è svolto dalla tartufaia, curata da Leonardo Carassai, fratello di Giordano e tartufaio. Qui nasce il tartufo nero pregiato, prodotto simbolo dell’azienda. "La stagione è iniziata il primo dicembre e finirà il 15 marzo. Siamo a buon punto quindi, abbiamo tartufi molto maturi, molto buoni quest'anno", spiega Leonardo. L'impianto conta circa 600 piante giovani di tartufo nero pregiato, affiancate anche dalla produzione di tartufo scorzone estivo, avviata negli ultimi anni. La particolarità della tartufaia risiede nelle tecniche adottate, pensate per creare le condizioni ideali alla crescita del tartufo. "La particolarità del nostro impianto è avere una pacciamatura di ghiaglino intorno alle piante per trovare le condizioni giuste e favorevoli per la creazione del tartufo e per combattere il sole estivo", racconta Leonardo, evidenziando l’attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Accanto alla produzione agricola, l’azienda si distingue come azienda agricola multifunzionale, grazie al lavoro di Erika Carassai, responsabile della fattoria didattica. "Noi siamo fattoria didattica e facciamo accoglienza a scuole, a gruppi, a turisti, per fare delle esperienze in natura che possono far riscoprire qual è il vero senso del benessere a 360 gradi", spiega Erika. Un benessere che passa dal cibo sano, ma anche da uno stile di vita corretto e dal contatto diretto con la natura. Durante l’inverno, l’esperienza più richiesta è quella legata al tartufo: la cerca del tartufo in tartufaia, insieme a Leonardo e al suo cane, permette ai visitatori di vivere da vicino una tradizione antica e affascinante. Con l’arrivo della primavera, l’azienda apre le porte a turisti italiani e stranieri, scolaresche, famiglie e gruppi, desiderosi di conoscere le tradizioni rurali marchigiane. L’accoglienza passa anche dal gusto, grazie all’AgriFoodTrack aziendale, uno spazio dedicato alla degustazione dei prodotti di propria produzione e di quelli di altre aziende agricole locali selezionate con cura. L’Azienda Agricola Carassai Giordano di Belforte del Chienti si conferma così un esempio virtuoso di come agricoltura, tartufo, turismo esperienziale e didattica possano convivere, creando valore per il territorio e offrendo ai visitatori un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente legata alle radici.

28/01/2026 10:00
"Burattino di legno, anima di vento": Macerata in scena per ricordare il piccolo Haron (FOTO e VIDEO)

"Burattino di legno, anima di vento": Macerata in scena per ricordare il piccolo Haron (FOTO e VIDEO)

Macerata si prepara ad accogliere un evento di grande intensità emotiva e valore sociale: sabato 31 gennaio, al cinema - teatro Italia, alle ore 17, andrà in scena la rappresentazione teatrale e coreografica “Burattino di legno, anima di vento”, un’opera che unisce arte, sport, solidarietà e sensibilizzazione, dedicata alla memoria di Haron Leoperdi. L’iniziativa è promossa dalla SSD Ginnastica Macerata A r.l., in collaborazione con l’Istituto Paritario San Giuseppe – Cambridge International School, e nasce da una significativa sinergia sportiva tra la SSD Ginnastica Macerata e la A.S.D. Discobolo di Sciacca. “‘Burattino di legno, anima di vento’ è molto più di uno spettacolo: è un atto d’amore che trasforma il dolore in bellezza e condivisione - dichiara Riccardo Sacchi, assessore allo Sport del Comune di Macerata -. Lo sport, nella sua forma più autentica, è un potente strumento educativo e sociale, capace di unire arte e scuola e di parlare direttamente al cuore delle persone. La storia di Haron ci ricorda che ogni vita, anche la più fragile, ha un valore immenso e che una comunità cresce davvero quando sa prendersi cura degli altri, riconoscendo nella diversità una ricchezza e non un limite". Lo spettacolo prende vita dal testo originale di Tiziana Maniscalco e dalle coreografie di Marinella Riggio, entrambe di Sciacca (Agrigento), ed è ispirato alla celebre favola di “Pinocchio”, riletta in chiave contemporanea come metafora della diversità, della fragilità e della forza dell’animo umano.L’origine del progetto affonda le radici nel Campionato del Mondo di Ginnastica Aerobica di Pesaro 2024, dove Arianna Ciucci, Direttore Tecnico della SSD Ginnastica Macerata e responsabile della Squadra Nazionale Junior, presentò una routine sulle musiche di “Pinocchio”, conquistando una splendida medaglia d’argento. In quell’occasione, Ciucci spiegò come la scelta musicale fosse un omaggio personale al figlio Haron, bambino di soli 7 anni, nato con una rara malattia genetica mai diagnosticata, che non camminava e non parlava. “Da questa testimonianza profonda è nata l’idea di trasformare quell’esercizio sportivo in una vera e propria rappresentazione teatrale: una storia capace di toccare corde intime e universali, dove lo sport diventa linguaggio di amicizia, solidarietà e inclusione, e la diversità non è limite, ma ricchezza – afferma Rita Perticarari, nonna di Haron e rappresentante legale SSD Ginnastica Macerata A r.l. -. Lo spettacolo ‘Burattino di legno, anima di vento’ racconta la storia vera di Haron, un bambino nato con una malattia rara e vissuto solo sette anni. La storia è ispirata alla favola di Pinocchio e segue il percorso di un burattino di legno che incontra un’anima di vento fragile e luminosa. Insieme imparano che ciò che conta davvero non è il corpo perfetto ma la forza dei legami, dell’amicizia, dell’amore”. Lo spettacolo, già interpretato dagli atleti siciliani de Il Discobolo, arriva ora a Macerata con il coinvolgimento attivo degli alunni dell’Istituto San Giuseppe e degli atleti della SSD Ginnastica Macerata, in un progetto corale che intende coinvolgere scolaresche, insegnanti, famiglie, associazioni del territorio e tutta la cittadinanza. L’ingresso allo spettacolo sarà ad offerta libera: il ricavato verrà interamente devoluto all’Associazione di Volontariato “Tutti per l’Emmanuel” di Tolentino, che offre gratuitamente supporto professionale a bambini con disabilità e che, negli ultimi mesi di vita di Haron, ha messo a disposizione un fisioterapista per il suo trattamento. “I fondi messi a disposizione dalle istituzioni non riescono a soddisfare la richiesta, è solo tramite le Associazioni che possiamo cercare di colmare tanti vuoti – sottolinea Rita Perticarari - e con questo continueremo a dare voce ad Haron e a dare un significato alla sua missione terrena… per non dimenticare mai… Quindi diciamo che l’evento combina la celebrazione della vita di Haron con un’importante iniziativa di beneficenza”. Haron è venuto a mancare improvvisamente il 26 novembre 2024, ma questo evento vuole essere molto più di un ricordo: un modo per far germogliare il seme dell’amore, dell’inclusione e della solidarietà che Haron, con la sua breve ma intensa vita, ha saputo donare.

27/01/2026 14:00
Open days sanitari, Calcinaro: "Quasi 400 prestazioni nell’ultimo weekend per ridurre le liste d'attesa"

Open days sanitari, Calcinaro: "Quasi 400 prestazioni nell’ultimo weekend per ridurre le liste d'attesa"

È partito lo scorso fine settimana il ciclo degli open days sanitari, un’iniziativa che prevede 24 weekend di visite ed esami con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa nel sistema sanitario pubblico marchigiano. Un percorso non risolutivo, ma concreto, che punta ad agire subito su una delle criticità più avvertite dai cittadini. Alll’avvio dell’iniziativa una settimana fa, l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro sui social ha sottolineato il valore dell’impegno messo in campo negli ospedali marchigiani. "In tanti ospedali in questo weekend si è lavorato per il recupero delle liste d'attesa: qui c'è gente che ci prova a risolvere, sarà sufficiente? Assolutamente no. Ma i passi si fanno", ha scritto Calcinaro, evidenziando come l’operazione serva anche a "far capire la differenza tra chi prova a fare e chi chiacchiera". Arrivano poi i commenti a questo secondo weekend di visite. L’assessore ha voluto ringraziare in modo particolare il personale medico e sanitario che ha aderito agli open days, mettendosi a disposizione nei fine settimana per garantire ulteriori prestazioni. "Ci tengo veramente a ringraziare il personale medico e sanitario che in molti ospedali delle Marche si sta mettendo a disposizione per recuperare visite dalle liste di attesa", ha commentato, ricordando allo stesso tempo che il percorso "non è risolutivo per questa tematica ma è un segno importante che il sistema pubblico vuole dare". Calcinaro non ha però nascosto una nota critica nei confronti di chi, pur avendo confermato l’appuntamento, non si è presentato: "Un po' meno ringrazio quegli utenti che poi non si sono presentati". Nel bilancio dell’ultimo fine settimana, l’assessore ha parlato di quasi quattrocento prestazioni erogate tra sabato e domenica negli ospedali di Inrca, Pesaro, Senigallia, Urbino, Fano, Jesi, Fabriano, Ascoli Piceno, Fermo e San Benedetto del Tronto. "Non è risolutivo ovviamente, ma è un segnale forte e duraturo di volontà di tanto personale medico e sanitario di fare passi in avanti sul tema delle liste di attesa", ha ribadito Calcinaro, chiudendo con un ringraziamento a tutti coloro che stanno contribuendo a rendere possibile l’iniziativa.

27/01/2026 12:00
Monte San Martino-Milano unite nell'arte, più di 53mila visitatori il polittico dei Crivelli. Pompei: "Così i borghi ripartono dalla cultura"

Monte San Martino-Milano unite nell'arte, più di 53mila visitatori il polittico dei Crivelli. Pompei: "Così i borghi ripartono dalla cultura"

Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la mostra dedicata al Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli, ospitata tra dicembre e gennaio nella Sala Alessi di Palazzo Marino, nel cuore di Milano. In 41 giorni di apertura sono stati registrati oltre 53mila visitatori, un dato significativo che conferma il forte interesse suscitato da uno dei capolavori più importanti della pittura italiana del Quattrocento, raramente concesso in prestito. L’esposizione rientrava nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026 e ha rappresentato una vetrina di assoluto rilievo sia per l’opera sia per il borgo marchigiano da cui proviene. Il Polittico, datato intorno al 1490, è una monumentale “macchina” pittorica alta circa tre metri e larga oltre due, composta da dieci tavole e da una predella raffigurante Cristo benedicente tra i dodici apostoli, con al centro la Vergine con il Bambino. L’opera colpisce per la ricchezza dei dettagli, le raffinate dorature e l’intensa espressività delle figure, ed è considerata dagli studiosi un caso quasi unico, poiché ritenuta l’unica realizzazione attribuibile congiuntamente ai due fratelli Crivelli, pittori veneziani attivi nelle Marche nella seconda metà del Quattrocento. Prima della mostra milanese, il Polittico era stato spostato da Monte San Martino solo in rarissime occasioni, e non usciva dal territorio nazionale dal 1961. Soddisfazione e orgoglio emergono dalle parole del sindaco di Monte San Martino, Matteo Pompei, che ha definito l’intera operazione «esemplare dal punto di vista dell’organizzazione», frutto di un lavoro di coordinamento durato un anno e che ha coinvolto Curia di Fermo, Arcidiocesi, Comune di Monte San Martino, Soprintendenza delle Marche, Regione Marche, Comune di Milano, Civita Mostre e Musei, Rinascente e Intesa Sanpaolo. «Tutti hanno lavorato per un unico intento – ha spiegato – e i numeri ci dicono che il riscontro è stato straordinario, soprattutto considerando che Crivelli è forse più noto ai critici che al grande pubblico». Per il sindaco, la mostra è stata «una vetrina unica, non solo per l’opera ma anche per il borgo», e un esempio concreto di come i piccoli centri possano ripartire puntando su un turismo culturale di qualità. Particolarmente toccante, per Pompei, è stato il momento in cui, alla vigilia della chiusura, una parte significativa della comunità di Monte San Martino si è recata a Milano per visitare la mostra. «È stato commovente – ha raccontato – vedere persone dai tre mesi agli ottant’anni arrivare a Milano e trovare il nome di Monte San Martino sulla facciata di Palazzo Marino, a due passi dal Duomo». Un’immagine simbolica che sintetizza il senso profondo dell’iniziativa e il dialogo tra realtà apparentemente lontane. A sottolinearne il valore è stato anche Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri, che ha definito l’iniziativa «un’occasione per Milano di connettersi alle radici profonde dell’arte e della spiritualità del centro Italia, valorizzando il patrimonio culturale nazionale in un luogo simbolico come Palazzo Marino». La mostra ha confermato così il ruolo dell’arte come ponte tra territori, capace di raccontare storie e identità che attraversano i secoli e uniscono il Paese, concetto ribadito anche dal sindaco Pompei: "È bello vedere due realtà diametralmente opposte come Milano e Monte San Martino unirsi attraverso l’arte" Con la chiusura dell’esposizione milanese, il Polittico sarà ora sottoposto a un accurato intervento di restauro e successivamente verrà collocato nella Pinacoteca civica di Monte San Martino, insieme alle altre opere del patrimonio comunale. La scelta è legata alla necessità di un riadeguamento post-sisma della chiesa di San Martino Vescovo, sua sede originaria. Questo passaggio offrirà una nuova occasione per ammirare l’opera in una mostra di carattere temporaneo, nel periodo necessario ai lavori di recupero dell’edificio sacro, rafforzando ulteriormente il legame tra il capolavoro dei Crivelli e il territorio che lo custodisce.

27/01/2026 11:00
Macerata verso le elezioni: tra candidati che latitano il primo comitato elettorale è di Giordano Ripa

Macerata verso le elezioni: tra candidati che latitano il primo comitato elettorale è di Giordano Ripa

Siamo già nella prima fase pre-elettorale e a segnare l’avvio concreto della campagna è l’apertura del primo comitato elettorale in città, quello di Giordano Ripa, in corso della Repubblica. Un segnale politico chiaro che anticipa i tempi e accende ufficialmente il confronto in vista delle prossime amministrative a Macerata. Intanto la città si interroga sul quadro politico complessivo: Sandro Parcaroli si ricandiderà alla guida del centrodestra o si aprirà una fase di confronto interno? E, sul fronte opposto, resta aperta la partita nel centrosinistra, dove non è ancora definito il candidato unitario. Alla conferenza stampa di presentazione, Giordano Ripa aveva ufficializzato la sua candidatura a sindaco con il progetto civico “Futuro per Macerata”, puntando su ascolto, partecipazione e trasparenza amministrativa. La proposta di Ripa, stando a quando detto dal candidato sindaco si concentra attenzione alle frazioni, alla manutenzione urbana, alla sicurezza, ai giovani, alla sanità e alla cultura, punti centrali di una proposta che Ripa definisce alternativa e ancora aperta al contributo dei cittadini.

26/01/2026 15:37
Intervista a Gabriele Micarelli: "Ascoltiamo i cittadini. Chi è credibile per loro come Sindaco?" (SONDAGGIO)

Intervista a Gabriele Micarelli: "Ascoltiamo i cittadini. Chi è credibile per loro come Sindaco?" (SONDAGGIO)

Gabriele Micarelli, ex candidato sindaco di Macerata, riflette sulla situazione politica della città. Dalla sua esperienza nel civismo alle idee per rafforzare il coinvolgimento dei cittadini, Micarelli offre spunti concreti per capire come rilanciare la partecipazione civica. Negli anni lei è stato spesso presente nel dibattito civico maceratese. Oggi invece è più defilato. Come guarda alla situazione attuale? La guardo con l’occhio di chi ha partecipato, ma oggi non è coinvolto direttamente. Negli anni ho preso parte per quattro volte alle elezioni amministrative, sempre nel mondo del civismo, mettendoci la faccia. Alle ultime elezioni mi sono candidato addirittura con una sola lista, in modo consapevole, senza alcuna ambizione personale, come gesto di testimonianza. Oggi sono fuori da tutto da tempo e forse proprio per questo riesco a osservare le cose con maggiore distacco. In questi giorni il dibattito politico locale è piuttosto acceso, ma anche frammentato. Che impressione ha da cittadino? Da cittadino percepisco una certa confusione. Si leggono articoli, nomi, ipotesi, incontri, posizionamenti, ma il quadro complessivo non è ancora chiaro. È una situazione che ho già visto in passato e che spesso produce lo stesso effetto: le persone faticano a sentirsi coinvolte e finiscono per allontanarsi. Secondo lei qual è il rischio principale in questa fase? Il rischio è che tutto resti confinato dentro dinamiche politiche che il cittadino osserva dall’esterno. Quando i nomi arrivano già definiti, quando le scelte sembrano maturare lontano dalla vita quotidiana della città, cresce la sensazione di subire più che partecipare. Ed è da lì che nasce la disaffezione. Lei ha sempre difeso il valore del civismo. Oggi che ruolo può avere? Il civismo non è un’alternativa ai partiti, è un complemento. Serve soprattutto nei momenti in cui la politica fatica a leggere il territorio. Può aiutare a riportare l’attenzione sulle persone, sulla fiducia, sulla credibilità quotidiana. Lei usa spesso l’immagine delle “chiavi della città”. Perché? Perché rende bene l’idea. Il sindaco è la persona a cui affidi ciò che hai di più caro. Quando dai le chiavi di casa a qualcuno, non lo fai per appartenenza, ma per fiducia. Cosa proporrebbe lei di fare? In modo naturale e forse banale mi piacerebbe poter ascoltare direttamente i cittadini. Non per scegliere un candidato, ma per capire quali persone della società civile godono di fiducia reale. Ad esempio con un semplice sondaggio. Può essere uno strumento utile anche alla politica? Assolutamente sì. Non sostituisce i partiti e non indica candidature, ma può offrire un’indicazione utile a tutti gli schieramenti, di destra e di sinistra. Può aiutare a individuare nomi proposti direttamente dai cittadini. Reputerebbe quindi utile ascoltare i cittadini tramite un sondaggio sui nostri canali web? Perché no! Esatto. Un modo semplice e trasparente per dire: prima dei nomi ufficiali, ascoltiamo i maceratesi. Poi ognuno farà le proprie valutazioni.   E quindi domanda per i nostri lettori. Quale persona della società civile maceratese potrebbe essere indicata come figura affidabile per la guida della città di Macerata? Nota: Le segnalazioni non costituiscono candidature né indicazioni di voto, ma un contributo civico utile alla riflessione pubblica.  

24/01/2026 19:43
Museo della Scuola di Macerata: Ornella Ricca, prima donatrice, in visita speciale (VIDEO)

Museo della Scuola di Macerata: Ornella Ricca, prima donatrice, in visita speciale (VIDEO)

Oggi il Museo della Scuola ha avuto l’onore di accogliere Ornella Ricca, una delle figure cui il museo è intitolato insieme al marito Paolo Ricca, primi donatori dei materiali esposti. La visita ha rappresentato un momento di grande emozione per tutto il team del museo, che ha voluto celebrare il legame profondo tra i primi donatori e questa realtà unica. Come spiega Marta Brunelli, vicedirettrice del Mudesc: “Il Museo della Scuola nasce come un'emanazione di un centro di ricerca di storia dell'educazione sul libro scolastico. Infatti, come vedete, i libri scolastici fanno parte del nucleo fondante di questa realtà. Poi, grazie alla conoscenza con alcuni importanti collezionisti, in primis Ornella e Paolo Ricca, siamo riusciti ad acquisire integralmente la loro enorme collezione, che ha dato origine al museo”. Il museo unisce ricerca scientifica, didattica e contatto con la società: “Gli studenti lavorano qui, svolgono il tirocinio curriculare e partecipano a lezioni su storia dell’educazione, beni culturali e management. Ogni anno accogliamo circa mille visitatori, tra scuole locali e anche provenienti da altre regioni”, continua Brunelli. Anche Juri Meda, docente Unimc che intercettò la donazione dei Ricca, ricorda l’inizio del progetto: “Il museo è nato vent’anni fa, nel 2006 a Brescia, durante un convegno sui quaderni di scuola. Lì incontrammo Ornella e Paolo e nacque l’idea di far diventare permanente la loro grande collezione. Dal 2012, anno dell’inaugurazione, il museo accoglie materiali che raccontano la storia della scuola italiana e diventano patrimonio per studenti e visitatori”. Ornella Ricca si è detta profondamente emozionata: “Quando noi ci incontrammo non sapevamo, facevamo esposizioni itineranti e a un certo punto mio marito si era stancato… allora decidemmo di donare la collezione al museo. Una storia d’amore nata sui banchi di scuola ha dato vita a questo bellissimo museo dei banchi di scuola”. Durante la visita, i docenti Unimc hanno accompagnato Ornella Ricca tra le sale del museo e le hanno donato un mazzo di rose bianche, una per ogni anno di apertura del museo, a testimonianza della lunga e preziosa storia condivisa. Il Museo della Scuola è aperto al pubblico e alle scolaresche dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. Inoltre, offre opportunità di tirocinio universitario unico nel suo genere, per chi desidera vivere un’esperienza diversa dal solito nei beni culturali.

24/01/2026 19:20
Riforma della Giustizia, Forza Italia a Macerata per le ragioni del 'Sì': "Confronto sui contenuti, non ideologico" (FOTO e VIDEO)

Riforma della Giustizia, Forza Italia a Macerata per le ragioni del 'Sì': "Confronto sui contenuti, non ideologico" (FOTO e VIDEO)

Si è svolto questo pomeriggio, a Macerata, presso il Centrale Plus in Piazza della Libertà, l’evento dedicato alla Riforma della Giustizia, un confronto pubblico orientato a sostenere le ragioni del "Sì" e ad approfondire, punto per punto, i contenuti della riforma. L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Francesco Battistoni, segretario regionale di Forza Italia, e di Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale delle Marche e segretario provinciale FI Macerata, che hanno sottolineato l’importanza di un confronto pubblico fondato sui contenuti e non su contrapposizioni ideologiche. A seguire sono intervenuti Paolo Parisella, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Macerata, e Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata, richiamando il ruolo centrale dell’avvocatura nella difesa delle garanzie costituzionalie dei diritti dei cittadini. “Un sistema penale accusatorio richiede necessariamente che ci sia una posizione di parità dell'accusa e della difesa davanti a un giudice terzo e imparziale, perché il giudice sia davvero terzo è necessario che abbia una carriera totalmente separata rispetto al pubblico ministero che è la parte dell'accusa – ha spiegato Parisella – questa riforma ha il pregio di realizzare un’effettiva separazione delle carriere, garantendo ad entrambi una vera autonomia e assicurando così una parità tra accusa e difesa effettiva e sostanziale, non solo formale”. Nel corso degli interventi, Stefano Montecchiarini, responsabile provinciale del Dipartimento Giustizia e Affari Costituzionali e della campagna referendaria di Forza Italia per il Sì, ha illustrato l’impianto complessivo della riforma e le sue finalità. Barbara Antolini, segretaria comunale FI Macerata e presidente del Comitato per il Sì “Macerata Provincia”, ha posto l’accento sulla necessità di un sistema giudiziario che non renda il cittadino succube del processo, ma lo riconosca come soggetto titolare di diritti, valorizzando l’equilibrio tra accusa e difesa. Presenti anche Riccardo Sacchi, assessore del Comune di Macerata, e Chiara Biondi, consigliere regionale e responsabile regionale per la campagna referendaria di Forza Italia per il Sì nelle Marche. A offrire una riflessione tecnica e culturale sul significato della riforma è stato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola Territoriale della Camera Penale: “Più la campagna elettorale prosegue e più ci rendiamo conto che il problema non è la contrapposizione tra Sì e No, ma far comprendere che non esistono argomenti tecnici per sostenere il No. Forse può sembrare perentorio, ma da tecnici siamo certi che queste ragioni non ci siano. Il dibattito si sposta quindi sulla suggestione, contro la quale dobbiamo informare e spiegare che non ci sarà alcuna sottomissione della magistratura alla politica, né tentativi di controllo della magistratura requirente, che a livello costituzionale rimane organizzata esattamente come oggi. Parlare di origini complottiste della riforma significa fare un processo alle intenzioni privo di basi normative”.

23/01/2026 18:50
Macerata, nuovi parcheggi gratuiti su corso Cavour: sosta regolamentata e disco orario

Macerata, nuovi parcheggi gratuiti su corso Cavour: sosta regolamentata e disco orario

Questa mattina sono stati segnati i nuovi parcheggi sul lato destro di corso Cavour, partendo dalla parrocchia di Maria Santissima Immacolata fino al civico 48. Il tratto di corso Cavour interessato era da tempo soggetto a sosta selvaggia, creando disagi alla circolazione e ai residenti. Ora sarà possibile parcheggiare gratuitamente rispettando il disco orario per 30 minuti, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Questa novità rappresenta un miglioramento importante per chi frequenta il centro e per chi abita nella zona, garantendo più ordine e sicurezza lungo corso Cavour.

23/01/2026 16:49
Centrosinistra Macerata, confronto avviato ma il nome del candidato resta ancora un’incognita

Centrosinistra Macerata, confronto avviato ma il nome del candidato resta ancora un’incognita

L’incontro a porte chiuse delle forze del centrosinistra di Macerata, annunciato nei giorni scorsi come un passaggio decisivo, si è svolto nella serata di giovedì ma senza produrre l’esito più atteso: il nome del candidato sindaco. Un confronto che, secondo la nota stampa diffusa al termine della riunione, segna però l’avvio ufficiale di una fase nuova nel percorso verso le elezioni comunali di Macerata 2026. “È iniziata molto positivamente la fase preliminare della discussione sulla scelta della figura del sindaco/a delle forze di centrosinistra per le elezioni di Macerata 2026”, si legge nel comunicato, che richiama l’accordo politico sottoscritto la scorsa settimana come base del lavoro comune. “La firma dell’accordo della scorsa settimana ha indicato lo scopo, il metodo, i criteri dell’alleanza di centrosinistra”, un’alleanza che punta a costruire “insieme, la risposta ai cambiamenti della città e l’alternativa alla fallimentare maggioranza di destra”. Nel corso dell’incontro, però, non è stato individuato alcun nome condiviso. La stessa nota chiarisce che “nella serata di ieri sera (giovedì) ci si è riuniti per esprimere le rose di proposte di candidatura al ruolo di sindaco/a”, avviando dunque un passaggio interlocutorio più che conclusivo. Il percorso delineato resta quello di un confronto interno che dovrà ancora maturare una sintesi: “Un processo partecipativo e di confronto condurrà, in tempi brevi, a individuare la disponibilità capace di maggiore aggregazione e più rappresentativa anche delle linee guida del programma elettorale che si sta definendo”. Restano quindi sullo sfondo i nomi che da settimane circolano nel dibattito politico cittadino, così come l’ipotesi che possa emergere una figura nuova, ma dall’incontro non è arrivata alcuna indicazione ufficiale. Un dato che conferma come la partita sia tutt’altro che chiusa e come le diverse anime del centrosinistra maceratese siano ancora alla ricerca di un equilibrio politico e di una leadership condivisa. La nota è firmata dalle forze che hanno preso parte alla riunione e che compongono il perimetro dell’alleanza in costruzione (Alleanza Verdi Sinistra, Casa Rifomista, L’Altra Macerata, Macerata Bene Comune, Macerata Insieme, Movimento 5 stelle, Officina delle Idee, Partito democratico, Partito socialista Italiano, Strada Comune). Per ora, però, l’unica certezza è l’avvio del confronto: il nome del candidato sindaco resta ancora da scrivere. 

23/01/2026 16:00
A14 nelle Marche, Salvini: lavori per 441 milioni e fine cantiere Pedaso-Grottammare entro febbraio

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Il dossier A14 è uno dei più rilevanti sul tavolo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo ha ribadito il vicepremier e ministro Matteo Salvini nel corso del question time alla Camera, spiegando che l’importo complessivo dei lavori in corso ammonta a 441 milioni di euro, di cui 187 milioni già eseguiti entro il 2025 e 115 milioni destinati agli interventi previsti nel 2026. Secondo quanto riferito dal ministro, entro febbraio di quest’anno è prevista la conclusione del cantiere tra gli svincoli di Pedaso e Grottammare, un tratto strategico dell’A14 Adriatica che interessa sia l’adeguamento delle gallerie sia il sistema di smaltimento delle acque. Si tratta di un intervento che, pur essendo fuori provincia, incide sull’intero tratto autostradale marchigiano. Attualmente le tre corsie arrivano fino all’uscita di Porto Sant’Elpidio, mentre da Pedaso iniziano i lavori che creano un imbuto viario capace di generare disagi fino a Civitanova Marche. Quando a questi cantieri si sommano anche interventi sulle uscite o sui tratti autostradali maceratesi, il rischio di code prolungate aumenta in modo significativo, con conseguenze dirette sulla sicurezza stradale. In condizioni di traffico rallentato e carreggiate temporaneamente modificate, cresce infatti anche il pericolo di incidenti, spesso legati alla velocità non adeguata in tratti particolarmente complessi della rete autostradale.

23/01/2026 12:00
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