di Francesco Silla

Pellizzari protagonista alla Sanremo. Vicino il rinnovo con la Red Bull

Pellizzari protagonista alla Sanremo. Vicino il rinnovo con la Red Bull

Nella recente Milano-Sanremo gli occhi erano puntati su diversi protagonisti italiani, tra cui Filippo Ganna, Giulio Ciccone, Giulio Pellizzari e Alberto Bettiol, in una gara poi vinta da Tadej Pogacar in 6h35’49”. Pellizzari ha chiuso al 40° posto, a soli dieci secondi dal vincitore, restando nel gruppo inseguitore dei battistrada e confermando segnali incoraggianti. La corsa è stata caratterizzata da episodi imprevisti, tra cui un errore della macchina apripista che ha portato alcuni corridori fuori percorso, obbligandoli a tornare indietro. Momenti di tensione, situazioni imprevedibili e ritmo altissimo hanno segnato una giornata complessa ma significativa per il giovane atleta marchigiano. Poco prima della salita della Cipressa, un altro episodio ha influenzato la gara: una caduta che ha coinvolto lo stesso Pellizzari insieme a nomi di primo piano come Pogacar, Wout Van Aert, Matteo Jorgenson e Biniam Girmay. Nonostante l’incidente, Pellizzari è riuscito a rientrare e a concludere la corsa con determinazione, dimostrando resistenza, carattere e capacità di recupero. Il finale ha visto un duello spettacolare tra Pogacar e Tom Pidcock, con lo sloveno capace di imporsi nella volata a due. In questo contesto di altissimo livello, la prestazione dell’italiano assume ancora più valore. Un dato particolarmente significativo è il terzo tempo fatto registrare da Pellizzari sull’ascesa del Poggio, segnale di una condizione fisica eccellente e di una crescita costante. Già nei giorni precedenti, il corridore di Camerino si era messo in evidenza alla Milano-Torino, vinta da Pidcock, dove aveva chiuso al quarto posto risultando il migliore degli italiani. A questo si aggiunge il terzo posto alla Tirreno-Adriatico, che conferma un inizio di stagione estremamente positivo. Continuità, prestazioni di alto livello e crescita tecnica rendono Pellizzari uno dei nomi più interessanti del ciclismo italiano attuale. Le sue performance non sono passate inosservate nemmeno a livello dirigenziale. La squadra legata al marchio Red Bull è infatti intenzionata a blindare il talento marchigiano, prolungando il contratto attualmente in scadenza nel 2028 fino al 2030. Una mossa che testimonia la fiducia nel progetto sportivo costruito attorno a lui. Pellizzari sarà inoltre uno dei punti di riferimento del team insieme a Primoz Roglic e si prepara a un ruolo da protagonista anche al Giro d’Italia, dove sarà capitano dopo il sesto posto ottenuto lo scorso anno. Futuro promettente, fiducia della squadra e ambizioni crescenti delineano il profilo di un atleta ormai pronto al salto definitivo.

23/03/2026 11:56
"Tanti ristoranti, meno residenti e il problema parcheggi: quale futuro per il centro storico di Macerata?" (FOTO e VIDEO)

"Tanti ristoranti, meno residenti e il problema parcheggi: quale futuro per il centro storico di Macerata?" (FOTO e VIDEO)

Si è svolto oggi pomeriggio alle ore 17, presso l’Aula Verde del Polo Pantaleoni, l’incontro-dibattito dedicato al futuro del centro storico di Macerata, promosso dal comitato civico Centro Storico Macerata. Un appuntamento atteso, che ha registrato una folta partecipazione della cittadinanza, con l’aula piena, segno evidente di quanto il tema sia sentito dalla comunità. Al centro dell’incontro, il rilancio del cuore cittadino, tra criticità e opportunità legate alla vivibilità, agli spazi pubblici, al commercio di prossimità, alla sicurezza e alle prospettive di sviluppo sostenibile. Un confronto aperto che ha visto la presenza di cittadini, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa. "Il centro storico non è solo un luogo fisico, ma l’identità stessa della nostra comunità", avevano sottolineato i promotori alla vigilia, e il dibattito odierno ha confermato questa visione, arricchendola di analisi concrete, proposte e una forte volontà di riportare il centro al centro. Nicola Perfetti, del comitato civico centro storico Macerata, ha spiegato il senso dell’iniziativa: “È un incontro, un punto che ci eravamo posti come qualificante del nostro operato. Siamo attivi da circa un anno e stiamo svolgendo un’attività di scouting, stiamo cercando di capire quelle che sono le problematiche da residenti per residenti. Il centro storico ci si scorda sempre essere un quartiere. Questo di oggi è un punto della situazione, un punto nave che abbiamo voluto compiere anche con le istituzioni, con assessori ed esponenti della cultura e delle università locali, per fare il punto sullo stato attuale del centro storico, tra residenzialità, prospettive future, commercio e accessibilità, con tutte le problematiche attuali”. Un intervento che richiama ascolto diretto, analisi e una visione condivisa. A fornire un’analisi approfondita è stato il giornalista Carlo Cambi, che ha portato dati e riflessioni sul contesto socio-economico: "Macerata ha una conformazione di mura che esclude e non include. I residenti sono 2600, con una perdita di 600 negli ultimi anni. È la quarta città in Italia per incremento dell’inflazione e allo stesso tempo ci sono molti pensionati con circa 900 euro. Sono dati che contrastano con l’idea che il commercio vada benissimo. Il profilo demografico del centro storico invecchia, diminuisce e costa sempre di più viverci”. Un quadro segnato da criticità evidenti, numeri e una realtà in progressivo cambiamento. Entrando nel dettaglio economico, ha aggiunto: "Il valore immobiliare è di 1200 euro a metro quadrato, molto inferiore rispetto a realtà come Civitanova. Le attività economiche sono 3775, ma si sono erose di 150 unità. Il commercio all’ingrosso vale il 22%, ma è in calo. Il 5,8% sono attività di ristorazione e si registra un fenomeno di gentrificazione, con l'espulsione di residenti e attività tradizionali. Dobbiamo riconquistare i luoghi, restituirli ad artigiani e specificità locali, recuperando identità e anima della città". Parole che indicano la necessità di rilancio economico, tutela e valorizzazione del territorio. Sul ruolo dell’università si è soffermato il rettore John McCourt: "Deve essere una città per giovani e anziani. Dobbiamo migliorare la situazione parcheggi e la coordinazione tra eventi e locali. Il centro non deve essere conservato come un museo, ma deve essere vissuto e pieno di vita. L’università ha investito per rivitalizzarlo, come dimostra anche l’intervento sull’ex Banca d’Italia. Se il centro è il cuore pulsante della città e rallenta, tutta la città ne soffre. Serve investire, insieme, pubblico e privato". Un intervento che evidenzia il ruolo strategico dell’università, gli investimenti e la necessità di una città più dinamica. Una riflessione culturale è arrivata dal poeta Filippo Davoli: "Il problema di Macerata non è l’accoglienza, ma il trattenere. Il centro storico è un quartiere abitato, ma si è progressivamente spopolato: uffici e negozi hanno chiuso e i residenti hanno iniziato ad andarsene. Bisogna ripopolare il centro, perché se torna la vita tornano anche il commercio e la cultura, che acquista stabilità oltre agli eventi”. Un richiamo alla vita quotidiana, alla comunità e alla necessità di ripopolare il centro. A chiudere, l’intervento dell’assessore comunale Paolo Renna: "Proseguiamo un lavoro iniziato da tempo. L’ascolto è un dovere per chi amministra ed è anche un piacere. Ora raccogliamo proposte e disagi dei cittadini. Siamo un comune terremotato e le difficoltà vengono anche da lontano, ma Macerata ha tutti i presupposti per rifiorire e ricrescere".  L’incontro ha così rappresentato un primo passo concreto verso un percorso partecipato, in cui istituzioni e cittadini sembrano pronti a collaborare per restituire centralità, rafforzare l’identità e rilanciare la vita del centro storico.

20/03/2026 19:20
Treia, ospedale e casa di comunità insieme: "Assistenza di prossimità e meno pressione sul nosocomio"

Treia, ospedale e casa di comunità insieme: "Assistenza di prossimità e meno pressione sul nosocomio"

A Treia prende forma un nuovo modello di sanità territoriale che punta a rafforzare la vicinanza ai cittadini e a ridurre la pressione sugli ospedali. Il sindaco Franco Capponi sottolinea come la struttura sia già in linea con la riforma introdotta dalla legge 19, spiegando che “questa struttura ha già la nuova conformazione della sanità del territorio della Regione”, configurandosi come ospedale di comunità affiancato dalla casa di comunità, un sistema integrato pensato per rispondere in modo efficace ai bisogni locali. Gli interventi realizzati hanno permesso di rendere l’infrastruttura pienamente funzionale, "trasformandola in un polo di eccellenza territoriale capace di offrire servizi qualificati, in particolare nella riabilitazione intensiva", definita come il “fiore all’occhiello della sanità maceratese”. L’attenzione sarà rivolta soprattutto alle patologie dell’anziano, con l’obiettivo di garantire assistenza continua e prossima al domicilio. Ad oggi i 20 posti letto non sono ancora attulizzabili per mancaza di operatori, ma “gli spazi ci sono, ora c’è da trovare il giusto canale di risorse”, evidenzia Capponi, riferendosi alla necessità di ristrutturare il vecchio stabile dell’Inrca. Le prospettive restano positive grazie alla sinergia tra enti locali e Regione, in una visione che punta a restituire centralità a strutture che un tempo erano ospedali, oggi riconvertite in presidi moderni e più vicini ai bisogni reali della popolazione, capaci di offrire servizi capillari e continui. Sul piano regionale, l’assessore alla sanità Paolo Calcinaro evidenzia come il piano preveda l’apertura di circa trenta case di comunità entro metà anno, anche se alcune risultano ancora in ritardo. “Andiamo verso la trentina, non 30 precise, però è un numero cospicuo”, spiega, sottolineando l’importanza di una rete capillare che offra un’alternativa concreta all’ospedale. L’obiettivo "è rendere i servizi più accessibili e diffusi, alleggerendo il carico delle strutture ospedaliere sia per i ricoveri sia per le prestazioni ambulatoriali". Fondamentale sarà anche la capacità di gestire sul territorio gli accessi impropri al pronto soccorso, offrendo soluzioni più appropriate e tempestive, perché “gli ospedali non riescono a offrire da soli tutti i servizi”. A rafforzare il quadro interviene il direttore generale dell’Ast Macerata, Alessandro Marini, che definisce l’intervento una realizzazione importante per la riorganizzazione dei servizi territoriali. La struttura diventa un punto di riferimento centrale dove il cittadino può trovare risposte rapide, soprattutto per la gestione della cronicità. “Ridiamo questa struttura all’organizzazione dei servizi territoriali”, afferma, evidenziando come al suo interno opereranno medici di famiglia e specialisti. L’ospedale di comunità garantirà degenze brevi e mirate, evitando il ricorso all’ospedale tradizionale e permettendo una gestione più efficace delle dimissioni, offrendo un luogo intermedio per chi non può rientrare subito a casa. Il progetto di Treia si inserisce in una rete più ampia di sette interventi nella provincia di Macerata, contribuendo a costruire una sanità territoriale moderna e integrata. Determinante il ruolo dei finanziamenti, con un investimento di un milione e duecentomila euro dalla Regione e un ulteriore milione di euro dal PNRR, nell’ambito della Missione 6 dedicata alla salute. Un lavoro reso possibile anche grazie all’impegno di tecnici, professionisti e maestranze, uniti da un forte senso di responsabilità e da un obiettivo comune: garantire servizi sanitari più efficienti, accessibili e vicini ai cittadini, in una rete sempre più diffusa e funzionale sul territorio.

20/03/2026 15:26
Elezioni Provinciali, aggiornamento alle 18: oltre 500 votanti su 697

Elezioni Provinciali, aggiornamento alle 18: oltre 500 votanti su 697

L’elezione del nuovo presidente della Provincia ha registrato una partecipazione significativa già nelle prime ore. Alle 12 erano già oltre 300 i voti espressi da sindaci e consiglieri comunali, quasi la metà dei 697 aventi diritto, e alle 18 il dato è salito ulteriormente: più di 500 votanti, pari al 73%. Le urne rimarranno aperte fino alle 20 e lo spoglio avverrà domani. La scelta è tra Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina sostenuto dal centrodestra, e Roberto Paoloni, sindaco di Loro Piceno e candidato civico appoggiato dal centrosinistra (che hanno già votato). Questa mattina si sono visti recarsi alle urne, tra gli altri, l’attuale presidente della Provincia, Sandro Parcaroli. I risultati ufficiali saranno disponibili domani con l’inizio dello scrutinio e la proclamazione del nuovo presidente. Ogni elettore può esprimere un solo voto ponderato, calcolato in base alla fascia demografica del proprio Comune: dalla fascia A (Comuni fino a 3mila abitanti) fino alla fascia E (Comuni tra 30mila e 100mila abitanti). Il sistema di ponderazione determina il “peso” di ciascun voto, rapportando la popolazione di ogni Comune al totale provinciale e moltiplicando il valore arrotondato per mille. In questo modo, ogni voto contribuisce equamente alla rappresentanza territoriale, garantendo una scelta bilanciata e proporzionata tra Comuni di diverse dimensioni.

15/03/2026 18:25
Tirreno Adriatico, Del Toro vince a Camerino ma Pellizzari emoziona in casa e resta secondo

Tirreno Adriatico, Del Toro vince a Camerino ma Pellizzari emoziona in casa e resta secondo

La sesta tappa della Tirreno Adriatico 2026, da San Severino Marche a Camerino, ha regalato spettacolo sulle strade marchigiane e soprattutto una giornata speciale per Giulio Pellizzari, protagonista sulle strade di casa davanti al proprio pubblico. Sul traguardo di Camerino, città che nel 2009 aveva celebrato il successo di Michele Scarponi nella tappa partita da Civitanova Marche, è arrivata la vittoria di Isaac Del Toro, che ha conquistato anche la classifica generale della Corsa dei Due Mari. Pellizzari ha chiuso quarto dopo aver animato il finale, difendendo comunque la seconda posizione in classifica generale a un solo secondo da Matteo Jorgenson. La frazione marchigiana, lunga 188 chilometri e caratterizzata da quasi quattromila metri di dislivello, è partita da San Severino Marche con un ritmo subito elevato. Dopo numerosi tentativi di attacco si è formata una fuga composta da sette corridori, tra cui Filippo Ganna, Gregor Mühlberger, Vincenzo Albanese, Clément Braz Afonso, Walter Calzoni, Timo Kielich e Thomas Guillermo Silva. Il gruppo ha lasciato spazio agli attaccanti, che sono riusciti a guadagnare diversi minuti di vantaggio prima dell’ascesa di Sassotetto, la salita più lunga della giornata, affrontata quando mancavano ancora oltre cento chilometri all’arrivo. Il vantaggio della fuga è rimasto consistente per buona parte della tappa, mentre alle spalle il gruppo ha gestito la situazione senza forzare troppo. Con il passare dei chilometri però il ritmo è aumentato e il margine degli attaccanti ha iniziato a ridursi. Nel circuito finale attorno a Camerino, con la salita di tre chilometri da affrontare più volte e pendenze che toccano il 18 per cento, la corsa è entrata nel vivo. Il forcing del gruppo ha progressivamente selezionato il plotone fino a riportarsi sui battistrada, con Mühlberger e Braz Afonso ultimi a resistere prima del definitivo ricongiungimento. A quel punto la scena è diventata tutta dei big. Il gruppo dei favoriti si è ridotto a poco più di venti corridori e la tensione è salita in vista dell’ultima ascesa verso Camerino. Giulio Pellizzari, spinto dall’entusiasmo del pubblico di casa, ha provato più volte a scattare. Prima ha reagito prontamente agli attacchi degli avversari, poi ha lanciato un’accelerazione secca a pochi chilometri dall’arrivo costringendo Isaac Del Toro a seguirlo. Nel finale il marchigiano ha trovato ancora le energie per staccare Ben Healy e tentare un’azione solitaria, tra i cori dei tifosi. Negli ultimi metri però Del Toro ha dimostrato di avere ancora qualcosa in più. Il messicano ha risposto agli scatti e ha sfruttato il momento decisivo per piazzare l’attacco vincente, andando a conquistare tappa e classifica generale. Alle sue spalle Tobias Halland Johannessen ha chiuso al secondo posto, mentre Matteo Jorgenson ha completato il podio di giornata. Pellizzari, dopo aver acceso la salita finale con il suo coraggio, ha terminato la prova al quarto posto, difendendo comunque una splendida seconda posizione nella classifica generale. La giornata marchigiana resta comunque speciale per il giovane talento italiano. Sulle strade dove è nato e cresciuto, Pellizzari ha dimostrato ancora una volta di poter competere con i migliori del ciclismo mondiale, sfiorando il sogno di una vittoria nella sua Camerino. A conquistare la tappa e la Tirreno Adriatico è stato Del Toro, ma il pubblico marchigiano ha applaudito soprattutto il proprio beniamino, protagonista di un finale emozionante su una salita che ha reso omaggio anche al ricordo di Michele Scarponi. (Credit foto: Facebook Tirreno Adriatico) 

14/03/2026 15:40
Tirreno-Adriatico, Pellizzari perde la maglia azzurra: Del Toro attacca e Valgren vince a Mombaroccio

Tirreno-Adriatico, Pellizzari perde la maglia azzurra: Del Toro attacca e Valgren vince a Mombaroccio

Ancora spettacolo alla Tirreno-Adriatico 2026, dove la quinta tappa con arrivo a Mombaroccio regala una giornata intensa tra muri marchigiani, attacchi e colpi di scena in classifica generale. A trionfare è Michael Valgren, che torna al successo dopo anni difficili, mentre Isaac Del Toro si riprende la Maglia Azzurra grazie a un attacco decisivo nel finale. Per Giulio Pellizzari arriva invece una giornata complicata: il giovane camerte va in difficoltà sull’ultima salita e perde la leadership della corsa. La tappa parte a ritmo altissimo, con numerosi corridori intenzionati a entrare nella fuga buona. Dopo diversi tentativi riesce a formarsi un gruppetto di otto uomini con Edward Planckaert, Emiel Verstrynge, Joan Bou, Michael Valgren, Jack Haig, Georg Zimmermann, Sjoerd Bax e Julian Alaphilippe. Un’azione di qualità che trova rapidamente collaborazione tra i protagonisti e che costringe il gruppo a inseguire senza però forzare troppo l’andatura nelle prime fasi. Il vantaggio dei battistrada cresce fino a superare i tre minuti, mentre nel plotone è soprattutto la UAE Team Emirates – Xrg a controllare la situazione e a provare a ridurre il distacco. Davanti però l’accordo regge e la fuga continua a guadagnare terreno, rendendo la corsa sempre più interessante. Con il passare dei chilometri il gruppo dei fuggitivi si seleziona e, prima dell’ultimo circuito, restano al comando Julian Alaphilippe e Michael Valgren. I due collaborano bene e provano a difendere il margine sul gruppo dei favoriti, che nel frattempo si avvicina in vista dell’ultima scalata verso il Santuario Beato Sante, il punto chiave della giornata. Proprio su quella salita arriva l’azione decisiva. Valgren cambia ritmo, stacca Alaphilippe e scollina da solo al GPM lanciandosi verso il traguardo. Dietro, tra gli uomini di classifica, scattano finalmente i big: Isaac Del Toro accelera con decisione insieme a Matteo Jorgenson, mentre Giulio Pellizzari entra in difficoltà e deve difendersi con l’aiuto di Primoz Roglic. Il danese della EF Education–EasyPost riesce però a resistere al ritorno degli inseguitori e taglia il traguardo in solitaria a Mombaroccio, tornando a esultare dopo cinque anni senza vittorie. Un successo dal grande valore simbolico per il 34enne, che negli ultimi anni aveva dovuto affrontare anche un grave incidente. Alle sue spalle Del Toro chiude al secondo posto, conquista gli abbuoni e soprattutto si riprende la Maglia Azzurra, precedendo Jorgenson. Ottima anche la prova di Tobias Halland Johannessen, quarto al traguardo, davanti a Giulio Ciccone. Più indietro Pellizzari, staccato di 19 secondi dal messicano e costretto a cedere la leadership della corsa. La corsa resta comunque apertissima: domani è attesa una frazione decisiva che potrebbe cambiare ancora una volta gli equilibri della classifica generale, con arrivo nella sua Camerino e partenza a San Severino Marche. Nuova classifica generale:  1) Del Toro 20:10:40; 2) Pellizzari 0:23; 3) Jorgenson 0:34; 4) Roglic 0:44; 5) Ciccone 1:05; 6) Johannessen 1:08; 7) Pinarello 1:24; 8) Healy 1:24; 9 )Sheffield 1:27; 10) Buitrago 1:28.

13/03/2026 16:20
Mattatoio di Macerata verso l’asta del 14 maggio: "Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvarlo" (VIDEO)

Mattatoio di Macerata verso l’asta del 14 maggio: "Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvarlo" (VIDEO)

Il futuro del mattatoio di Macerata torna al centro del confronto tra le amministrazioni locali. Durante un incontro tra i sindaci del territorio, tenutosi oggi pomeriggio nella sala consigliare del comune di Macerata, è stata affrontata la situazione della struttura che serve numerosi comuni della provincia e rappresenta un punto di riferimento per molti allevatori. Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli ha ricordato l’importanza dell’impianto per l’economia locale, spiegando che «il mattatoio di Macerata copre un’ampia zona dei comuni intorno alla città», territori in cui sono presenti diversi allevamenti con un numero significativo di capi di bestiame. Il primo cittadino ha inoltre annunciato che il 14 maggio si terrà una nuova asta per la struttura, alla quale il Comune intende partecipare. «Vi do la notizia che ho saputo oggi: il 14 maggio ci sarà un’altra asta dove il Comune parteciperà», ha spiegato Parcaroli, sottolineando però che l’eventuale acquisizione dell’immobile rappresenta solo una parte del problema. «Il problema importante sarà la gestione», ha detto, evidenziando come l’attuale gestore, la società Cozoma, abbia manifestato l’intenzione di interrompere l’attività, a partire dal 31 marzo, con conseguente ansia degli allevatori. Secondo quanto illustrato dal sindaco, la decisione sarebbe legata soprattutto ai costi sempre più pesanti dovuti all’obsolescenza della struttura. Gli impianti di refrigerazione, insieme alle spese per energia, gas ed elettricità, incidono fortemente sul bilancio. «Parliamo di un bilancio che ha una perdita di 50, 60, 70 mila euro l’anno», ha spiegato Parcaroli, indicando come gran parte delle spese sia legata proprio ai frigoriferi e ai consumi energetici. Una possibile soluzione, secondo il sindaco, potrebbe essere una ristrutturazione dell’impianto con tecnologie più moderne. «Una ristrutturazione dell’edificio più congrua al mercato di oggi, con pannelli fotovoltaici e frigoriferi diversi, con una nuova gestione, farebbe calare molto queste spese», ha affermato. Tuttavia il problema riguarda anche la diminuzione del numero di capi macellati rispetto al passato. Il mattatoio era stato progettato per gestire un afflusso molto più consistente di bovini, ma negli anni la situazione è cambiata anche a seguito del fallimento di Bovin Marche che portava numerosi capi nella struttura. Oggi, secondo i dati illustrati dal sindaco, si macellano circa quaranta bovini a settimana, mentre per raggiungere il punto di pareggio economico ne servirebbero di più. «Per arrivare a un punto di pareggio, per me potrebbe essere intorno ai sessanta capi», ha spiegato Parcaroli, aggiungendo che per questo motivo sarà fondamentale il coinvolgimento degli altri comuni del territorio. «Chiederò ai sindaci: voi avete queste unità di capi nei vostri comuni, con questi imprenditori agricoli, che facciamo? Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvarlo», ha detto. Sulla questione è intervenuta anche la sindaca di Corridonia Giuliana Giampaoli, che ha ricordato come il suo comune abbia già vissuto una vicenda simile in passato, quando il mattatoio locale venne chiuso dopo una serie di difficoltà. «È un tema molto complesso, è una infrastruttura sicuramente strategica e fondamentale per i nostri territori», ha dichiarato Giampaoli, sottolineando come nelle aree interne siano presenti molti allevatori e produzioni di qualità. «La qualità è elevata e quindi anche dal punto di vista dei consumatori va tutelata», ha aggiunto, spiegando che l’obiettivo dell’incontro è proprio quello di chiarire quali prospettive possano aprirsi per il futuro della struttura. Anche il sindaco di Treia Franco Capponi ha evidenziato il valore di un mattatoio pubblico, definendolo «un presidio di qualità e di benessere per la popolazione», perché consente controlli più puntuali sugli alimenti e sulla filiera produttiva. Allo stesso tempo ha invitato a guardare anche a possibili soluzioni per il futuro, suggerendo di valutare la realizzazione di un impianto più moderno e proporzionato alle esigenze attuali. «Bisognerebbe probabilmente pensare di realizzare una struttura più adeguata, di minor dimensione e più efficiente», ha spiegato, in modo da ridurre i costi di gestione che oggi risultano molto elevati. Il confronto tra i sindaci del territorio proseguirà nelle prossime settimane con l’obiettivo di arrivare preparati alla scadenza dell’asta del 14 maggio e individuare una strategia condivisa per garantire la continuità di un servizio ritenuto fondamentale per gli allevatori e per l’intera filiera agroalimentare locale.

12/03/2026 18:00
Dalle "Pantere" di Potenza Picena ai quarti di finale mondiali: la favola di Gabriele Quattrini

Dalle "Pantere" di Potenza Picena ai quarti di finale mondiali: la favola di Gabriele Quattrini

Il World Baseball Classic 2026 parla anche marchigiano grazie a Gabriele Quattrini, protagonista con la nazionale italiana in un torneo che sta regalando emozioni e risultati storici. Il giocatore, cresciuto sportivamente nelle Marche e oggi in forza alla Hotsand Macerata Angels, ha chiuso in campo la sfida contro il Messico che ha consegnato agli azzurri l’accesso ai quarti di finale della competizione mondiale in corso negli Stati Uniti. Un momento speciale per il baseball italiano e in particolare per il movimento marchigiano, che vede uno dei suoi talenti calcare il palcoscenico internazionale più importante. Per Quattrini si tratta di una vetrina straordinaria e di un riconoscimento al percorso costruito negli anni tra passione, sacrifici e crescita sportiva. Nato e cresciuto nel baseball marchigiano, il giocatore ha mosso i primi passi con le Pantere di Potenza Picena prima di arrivare alla Hotsand Macerata Angels e guadagnarsi la convocazione nella nazionale italiana. Oggi il suo nome è legato a una delle imprese più belle del torneo, con l’Italia capace di conquistare un posto tra le migliori otto squadre del mondo. Gli azzurri hanno infatti chiuso il girone al primo posto, un risultato che alla vigilia sembrava quasi un sogno. La nazionale guidata da Francisco Cervelli ha superato il Messico con un netto 9-1, una vittoria sorprendente sia per il punteggio sia per la superiorità mostrata in campo. Un successo che ha permesso all’Italia di qualificarsi ai quarti di finale senza fare calcoli, cancellando anche le voci e le ipotesi di possibili combinazioni di risultato che circolavano nelle ore precedenti alla partita. L'italia dei Paisà, chiamati così per i numerosi italo-americani in squadra, ha visto grande protagonista della serata è stato il capitano Vinnie Pasquantino, autore di una prestazione destinata a entrare nella storia del torneo. Il successo contro il Messico è arrivato dopo un’altra impresa nel torneo, quella contro gli Stati Uniti, battuti 8-6 a Houston in una partita che ha dimostrato come l’Italia possa competere alla pari con le grandi potenze del baseball mondiale. La vittoria contro gli americani ha rappresentato uno dei segnali più importanti della crescita del movimento azzurro. Non era la prima volta che l’Italia batteva gli Stati Uniti, ma non era mai successo contro una selezione composta interamente da giocatori professionisti della Major League Baseball. Gli azzurri sono arrivati addirittura sul punteggio di 8-0, grazie ai lanci di Michael Lorenzen e ai fuoricampo di Kyle Teel, Sam Antonacci e Jac Caglianone, resistendo poi al tentativo di rimonta della squadra statunitense. Un percorso che conferma il momento positivo del baseball italiano, già evidenziato dall’argento conquistato agli Europei dello scorso anno, e che oggi trova nel World Baseball Classic una vetrina globale. In questo scenario anche la presenza di Gabriele Quattrini assume un significato particolare per il territorio marchigiano, che vede uno dei suoi atleti partecipare da protagonista a una competizione mondiale. Dalle Marche agli Stati Uniti, il viaggio sportivo di Quattrini rappresenta un motivo di orgoglio per la sua città e per tutto il movimento locale. Un sentimento espresso anche dalla sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini, che ha voluto dedicare un messaggio al giocatore e alla nazionale italiana. “Dalle Pantere di Potenza Picena al palcoscenico del mondo: il nostro concittadino Gabriele Quattrini è in questi giorni protagonista, con la nazionale italiana, del World Baseball Classic 2026 in corso negli Stati Uniti. Lo stesso team che nel 2025 si è aggiudicato la medaglia d’argento all’Europeo. Il giocatore, attualmente in forza nella Hotsand Macerata Angels, ha chiuso questa notte in campo il match contro il Messico, la cui vittoria è valsa per l’Italia l’accesso ai quarti di finale. Appuntamento per sabato 14 alle ore 20 contro Porto Rico. Orgogliosi di aver visto nascere e crescere sportivamente Gabriele tra le fila del nostro baseball cittadino, gli auguriamo tantissima fortuna per questa avventura e per tutte quelle che verranno”. Adesso lo sguardo è già rivolto alla prossima sfida decisiva. Sabato sera l’Italia affronterà Porto Rico nei quarti di finale, con l’obiettivo di continuare a sognare e di scrivere un’altra pagina storica del baseball azzurro. E tra i protagonisti di questa avventura c’è anche Gabriele Quattrini, simbolo di un talento marchigiano capace di arrivare fino al palcoscenico mondiale.

12/03/2026 15:00
Una Serata da Oscar a Fermo: evento cinema e diretta Premi Oscar al Teatro Nuovo Capodarco

Una Serata da Oscar a Fermo: evento cinema e diretta Premi Oscar al Teatro Nuovo Capodarco

Il grande cinema torna protagonista con una notte speciale dedicata alla Settima Arte. Domenica 15 marzo il Circolo del Cinema Metropolis organizza, al Teatro Nuovo di Capodarco, UNA SERATA DA OSCAR, appuntamento pensato per celebrare insieme al pubblico la 98ª edizione dei Premi Oscar, l’evento cinematografico più atteso dell’anno. La serata prenderà il via alle ore 21:30 con un evento speciale che trasformerà il teatro in uno spazio di incontro per appassionati di cinema, cultura e spettacolo. Non si tratterà soltanto della visione collettiva della premiazione, ma di un vero e proprio spettacolo dedicato al cinema e alle arti performative. In attesa infatti del collegamento streaming, con il Dolby Theatre di Los Angeles, sono infatti previsti momenti di intrattenimento, come Talk sui film, teatro, musica dal vivo, food & drink e diverse sorprese pensate per rendere la serata un’esperienza immersiva e coinvolgente. A partire dall’1:00 di notte il pubblico potrà successivamente assistere sul grande schermo alla diretta streaming della Notte degli Oscar, seguendo in tempo reale premi, emozioni e sorprese della cerimonia più prestigiosa del cinema mondiale. Negli ultimi mesi il Circolo del Cinema Metropolis ha accompagnato il proprio pubblico alla scoperta dei protagonisti della stagione cinematografica internazionale, attraverso contenuti e approfondimenti dedicati a opere e autori candidati agli Oscar. Un percorso culturale che trova proprio in questa serata il suo momento conclusivo. La tradizionale diretta degli Oscar, organizzata dal Metropolis negli ultimi anni nella suggestiva location della Sala degli Artisti, si rinnova quest’anno con una novità: l’edizione 2026 di UNA SERATA DA OSCAR si svolgerà infatti al Teatro Nuovo di Capodarco, uno spazio simbolico per il territorio che nei prossimi mesi sarà interessato da un importante intervento di restyling per rendere la sala ancora più accogliente, moderna e polifunzionale. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Marche Film Commission, a conferma dell’attenzione del territorio verso la promozione della cultura cinematografica e la valorizzazione degli eventi dedicati alla settima arte. Il costo del biglietto è di 10 euro per la Serata Evento e di 5 euro per assistere alla diretta streaming della Notte degli Oscar. Con questa iniziativa il Circolo del Cinema Metropolis continua a promuovere il cinema come momento di incontro e condivisione culturale, invitando il pubblico a vivere insieme una notte di spettacolo e passione per il grande schermo. Per aggiornamenti e novità sull’evento è possibile seguire i canali ufficiali del Circolo del Cinema Metropolis.

10/03/2026 18:30
Mattatoio di Macerata verso la chiusura, gli allevatori: "Cosi le nostre stalle sono a rischio" (FOTO e VIDEO)

Mattatoio di Macerata verso la chiusura, gli allevatori: "Cosi le nostre stalle sono a rischio" (FOTO e VIDEO)

Il futuro del mattatoio di Villa Potenza continua a tenere banco. Dopo la decisione del Tribunale di sospendere la vendita e revocare l’aggiudicazione dell’impianto e mentre la politica prova a fare chiarezza con l’istituzione di una commissione di inchiesta votata nell’ultimo Consiglio comunale di Macerata, cresce la preoccupazione degli allevatori, che chiedono certezze e tempi rapidi. Per molti di loro la struttura rappresenta un presidio indispensabile per l'intera filiera zootecnica. Tra le voci che si levano dal territorio c’è quella di Cristina Castignani, allevatrice di Trodica, che racconta tutta la sua amarezza dopo gli ultimi sviluppi. La prospettiva della chiusura annunciata dal Cozoma entro il 31 marzo ha colto di sorpresa molti operatori del settore. "Ci sono rimasta male quando ho saputo che il mattatoio Cozoma deve chiudere, perché c’era stata questa prospettiva: era andato all’asta ed era stato comprato. Anche io, come allevatrice, avevo reinvestito nell’acquisto dei vitelli proprio perché pensavo che avremmo potuto continuare a macellare qui a Macerata". La decisione del Tribunale di annullare l’aggiudicazione ha però cambiato completamente lo scenario. "Quando si viene a dire che l’asta viene annullata e si fanno altri passaggi, noi allevatori ci sentiamo un po’ presi in giro - continua Castignani -. Non troviamo una corrispondenza tra quello che è stato detto in passato e quello che succede oggi". Per l’allevatrice il tema delle responsabilità è centrale. "Ognuno deve prendersi la propria responsabilità. La Provincia, se voleva prendere il mattatoio, doveva presentarsi all’asta. Prima sembra di sì, poi no, 'poi forse lo riprendiamo'. Per noi allevatori questa situazione non è sostenibile". Il problema, spiegano gli operatori del settore, non riguarda soltanto l’esistenza di una struttura ma l’equilibrio di tutta la filiera locale. Avere un mattatoio vicino agli allevamenti significa ridurre i tempi di trasporto degli animali e garantire condizioni migliori anche per la qualità finale della carne. "Il mattatoio deve stare vicino agli allevamenti, perlomeno entro un certo raggio - sottolinea Castignani -. Il trasporto lungo crea stress per gli animali e questo porta anche a una perdita di qualità delle carni per il consumatore finale".  Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda la fase successiva alla macellazione. "È importantissimo non solo macellare ma anche conservare bene le carni - aggiunge -. Le celle frigorifere e lo stoccaggio sono fondamentali per garantire un prodotto di qualità a chi lo compra. Per gli allevatori questo mattatoio ha delle comodità, come la stalla di sosta, l'ampiezza dello stabile e i frigoriferi, che in molti altri mattatoi della zona non ci sono. Il mattatoio di Camerino è chiuso, quelli di Sefro e Loro Piceno sono piccoli e lontani". Secondo quanto raccontano gli allevatori, le difficoltà del consorzio che gestisce l’impianto sarebbero legate anche ai costi di gestione sempre più pesanti, sostenibili solo con contributi regionali. Ma senza certezze sulla proprietà della struttura diventa difficile programmare qualsiasi intervento. "La Regione può dare un contributo quando c’è stabilità nella gestione - spiegano dal settore -. Se però non si sa nemmeno di chi sarà la proprietà, è normale che nessuno possa affidare risorse senza garanzie". Tra chi guarda con forte preoccupazione agli sviluppi della vicenda c’è anche Michele Ciarrocca, allevatore di Corridonia. "È un problema grande per tutta la filiera bovina di cui facciamo parte, siamo tanti allevatori", afferma. La situazione, racconta, è diventata sempre più complessa negli anni tra passaggi di gestione e decisioni rimaste sospese. Per questo motivo gli allevatori chiedono che la questione venga affrontata con urgenza e con decisioni chiare: "Questo mattatoio è indispensabile per noi, altrimenti si chiude - ribadisce Ciarrocca -. Se chiude il mattatoio rischiano di chiudere anche gli allevamenti". Una preoccupazione che riguarda non solo le aziende agricole ma l'intero sistema agroalimentare del territorio, dove la presenza di strutture di filiera è considerata essenziale per mantenere viva la produzione locale. Ed è proprio da qui che parte l’appello degli allevatori: "Serve una soluzione stabile e serve adesso, perché il tempo sta finendo".

10/03/2026 11:00
CBF Balducci Macerata ko: Firenze vince 3-1 al Fontescodella nei Playoff Challenge

CBF Balducci Macerata ko: Firenze vince 3-1 al Fontescodella nei Playoff Challenge

Non riesce il bis arancionero nella sfida con Firenze al Fontescodella, anticipo della quarta giornata del Girone A dei Playoff Challenge Serie A1 Tigotà: le toscane passano in quattro set, riscattando la sconfitta casalinga di sabato scorso e raggiungendo le arancionere a quota 3 punti in classifica. Sotto 1-0, le fiorentine fanno loro il match grazie ai 21 punti di Bukilic, top scorer e MVP del match, e ai 17 di Acciarri, super al servizio con 7 ace: in totale sono 15 le battute vincenti di Firenze. Per le maceratesi miglior realizzatrice Decortes con 19 punti, Il Bisonte vince anche la sfida a muro (11 vs 6). Primo set tutto di marca arancionera: dopo un buon avvio di Firenze (5-8) la CBF Balducci HR cambia marcia confezionando un 55% in attacco (8 per Decortes, 6 per Kokkonen) e tanta attenzione in difesa: da centro set le padrone di casa volano sul 20-16 e chiudono 25-18. Il Bisonte si ritrova nel secondo set grazie ad un servizio pungente (3 ace, 5-11) e respinge il tentativo di rientro arancionero (14-16) con l’attacco che sale al 43% (5 punti a testa per Knollema, Bukilic, Tanase e Acciarri) fino al 18-24, poi il turno in battuta di Ornoch prova a centrare una clamorosa rimonta (23-24), spenta però dal colpo di Knollema. Stesso tema nel terzo set: le maceratesi faticano in ricezione (Acciarri e Bukilic protagoniste al servizio) e Firenze ne approfitta piazzando due break (8-13 e 11-19) che segnano il parziale: le arancionere tentano un’altra rimonta risalendo fino al 18-21 ma le toscane tengono i nervi saldi chiudendo 20-25 (6 centri per Bukilic). Nel quarto le ragazze di coach Lionetti subiscono ancora il servizio fiorentino (altri 5 ace delle toscane), e Il Bisonte prima prende il largo con ancora Bukilic sugli scudi (7 punti nel set) poi centra un maxi break dal 9-16 al 9-25 che chiude la sfida. Coach Lionetti schiera Bonelli-Decortes, Clothier-Mazzon, Kokkonen-Piomboni, Bresciani libero. Coach Chiavegatti mette in campo Morello-Bukilic, Acciarri-Malesevic, Knollema-Tanase, Valoppi libero. Decortes a segno (4-3), Bukilic firma il 4-6, ancora Decortes (5-6), ace Bukilic, 5-8. Kokkonen in pipe (6-8), le arancionere restano a -2 (8-10), out Bukilic (9-10), Mazzon primo tempo, 10-11. Decortes contrattacco (11-11), Piomboni tocco vincente (12-12), invasione aerea Morello (13-12), toccato l’attacco Kokkonen, 14-12. Decortes lungolinea (15-13), Clothier passa (17-14), Kokkonen a segno (18-15), Mazzon palla sulla riga, 19-16. Decortes contrattacco (20-16), Kokkonen mani out (21-17), Decortes a segno (22-17), Piomboni passa, 23-18. Ancora Decortes (24-18), chiude Clothier a filo rete, 25-18. Ace Acciarri nel secondo set (1-4), pallonetto Bukilic (1-5), Decortes a segno (2-5), primo tempo Mazzon, 3-6. Kokkonen non trova le mani del muro (4-8), ace Bukilic (5-10), muro Tanase (5-11), le arancionere restano a -5 (8-13), Decortes contrattacco, 9-13. Muro Kokkonen (10-13), ancora Decortes (11-13), pallonetto Bukilic (11-15), entra Kockarevic per Kokkonen, Decortes vincente, 13-16. C’è Sismondi per Clothier, invasione aerea Firenze (14-16), Decortes non passa (14-18), muro Decortes (15-18), Sismondi primo tempo, 16-19. Knollema contrattacco (16-21), entrano Batte e Ornoch per Bonelli e Decortes, muro Acciarri (16-22), Kockarevic a segno (17-22), Acciarri non passa, 18-22. Ace Acciarri (18-24), Kockarevic contrattacco (20-24), muro Mazzon (21-24), Mazzon a filo rete (22-24), Kockarevic vincente (23-24), chiude Knollema, 23-25. Restano in campo Sismondi e Kockarevic (per Piomboni) nel terzo set, Decortes a segno (2-3), muro Tanase (2-5), Kokkonen vincente (3-5), out Malesevic, 4-5. Mazzon out (4-7), Acciarri out (6-7), muro Acciarri (6-9), fast Acciarri (6-10), Mazzon primo tempo, 7-10. Altro ace Acciarri (8-13), Kockarevic a segno (9-13), Decortes diagonale (10-14), Bukilic contrattacco, 10-16. Entrano Ornoch per Kokkonen e Batte per Bonelli, ace Knollema (10-17), Sismondi primo tempo (11-17), ace Malesevic (11-19), la palla cade nel campo Firenze, 12-19. Acciarri non passa (14-20), Decortes pipe (15-21), Knollema out (16-21), ancora errore Knollema, 17-21. Decortes contrattacco (18-21), errore arancionero (18-23), Bukilic contrattacco (18-24), Sismondi primo tempo (19-24), Knollema out (20-24), Kockarevic out, 20-25.   Quarto set con Ornoch in campo per Kokkonen, ace Acciarri (1-2), Malesevic a filo rete (1-4), altro ace Acciarri (1-5), Sismondi primo tempo, 3-6. Kockarevic out (3-7), poi la serba a segno (5-8), muro Acciarri, 6-10. Ace Bukilic (6-11), Acciarri contrattacco (6-12), ace Acciarri (8-15), Decortes non passa, 9-16. Bukilic contrattacco (9-17), entrano Batte e Crawford per Bonelli e Sismondi, Knollema contrattacco, 9-18. Difesa vincente di Valoppi (9-19), Crawford out (9-20), muro Bukilic (9-21), muro Knollema, 9-22. Knollema mani out (9-23), ace Morello (9-24), muro Bukilic, 9-25. CBF BALDUCCI HR MACERATA - IL BISONTE FIRENZE 1-3 (25-18 23-25 20-25 9-25) CBF BALDUCCI HR MACERATA: Clothier 2, Bonelli 2, Kokkonen 9, Mazzon 9, Decortes 19, Piomboni 2, Bresciani (L), Crawford, Ornoch 1, Kockarevic 5, Sismondi 5, Batte. All. Lionetti. IL BISONTE FIRENZE: Tanase 7, Acciarri 17, Morello 6, Knollema 15, Malesevic 6, Bukilic 21, Valoppi (L), Agrifoglio, Lapini (L), Kacmaz, Villani, Colzi, Zuccarelli. All. Chiavegatti. Arbitri: Cruccolini, Salvati.   Note - Spettatori: 420, Durata set: 25', 28', 22', 19'; Totale: 94'. MVP: Bukilic.

07/03/2026 21:00
Marche, 33.746 imprese femminili: quasi un’azienda su quattro è guidata da donne

Marche, 33.746 imprese femminili: quasi un’azienda su quattro è guidata da donne

Nelle Marche sono 33.746 le imprese femminili registrate al 31 dicembre 2025, dato sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente (-0,2%). Il tasso di femminilizzazione regionale è del 23,2%, superiore alla media nazionale del 22,3%: quasi un'impresa su quattro è guidata da donne. Lo rileva la Camera di Commercio delle Marche, che ha anche pubblicato il bando "Impronta d'Impresa Marche 2025", giunto alla terza edizione. Il bando - promosso dal Comitato per l'imprenditoria femminile - premia imprese guidate da donne che hanno introdotto innovazioni nei campi del turismo, del Made in Italy, della sostenibilità e della digitalizzazione. Il budget è di 40.000 euro. Le domande presentate sono state 106, di cui 59 ammesse nelle quattro categorie previste. Le candidature provengono soprattutto dalle province di Ancona e Pesaro Urbino. Nelle tre edizioni complessivamente saranno premiate 54 imprese, per un totale di 126.000 euro. "Le donne imprenditrici dimostrano dinamismo e capacità di innovazione anche in una fase di trasformazione del tessuto produttivo", dice il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "Il bando 'Impronta d’Impresa' vuole valorizzare quelle imprenditrici che stanno innovando il modo di fare impresa nelle Marche, creando valore per il territorio e per la comunità. Le candidature ricevute dimostrano quanta creatività, competenza e visione strategica siano presenti nelle imprese femminili marchigiane, soprattutto nei campi della sostenibilità, della digitalizzazione e della valorizzazione del Made in Italy", evidenzia Federica Capriotti, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio delle Marche.

06/03/2026 17:30
Nuova legge Comuni montani, sindaci contro i nuovi criteri: “Scuole a rischio e territori penalizzati”

Nuova legge Comuni montani, sindaci contro i nuovi criteri: “Scuole a rischio e territori penalizzati”

La nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla riforma nazionale accende il dibattito nelle Marche e mette in allarme diversi territori del Maceratese esclusi dall’elenco. Al centro della contestazione ci sono i criteri altimetrici fissati dal Dpcm attuativo, che ridefiniscono la mappa sulla base dell’altitudine media e della pendenza del territorio. Una scelta che, secondo i sindaci, rischia di avere conseguenze concrete su scuole, servizi sanitari, agricoltura e agevolazioni fiscali. A spiegare i punti critici è il sindaco di Colmurano, Mirco Mari. “C’è una legge del 2025 che rimanda ai decreti attuativi per la definizione dei criteri”, sottolinea, chiarendo che il primo decreto firmato il 18 febbraio fa riferimento ai caratteri fisici del territorio. Il nodo principale riguarda la soglia dei 350 metri di altitudine media, parametro che avrebbe determinato l’esclusione di diversi Comuni maceratesi. Secondo Mari, il problema non è solo formale. “Il danno economico diretto può anche essere contenuto”, spiega, perché la ripartizione dei fondi montani potrebbe essere rivista. Ma l’aspetto più delicato riguarda le deroghe e gli incentivi collegati allo status di Comune montano, che incidono sulla vita quotidiana di cittadini e imprese. Il riferimento è soprattutto alla scuola e alla sanità territoriale. “Con la qualifica di Comune montano si possono ottenere deroghe sul numero minimo di alunni per classe”, evidenzia il sindaco. Senza queste deroghe diventa più difficile mantenere i plessi nei piccoli centri, con il rischio concreto di chiusura delle scuole e ulteriore spopolamento. Anche sul fronte sanitario potrebbero esserci ripercussioni, perché i medici di base che operano nei Comuni montani hanno benefici specifici che favoriscono il ricambio. Sulla stessa linea il sindaco di Loro Piceno, Robertino Paoloni, che invita a leggere la riforma dal punto di vista dei cittadini. “La legge sui Comuni montani nasce negli anni ’50 per sostenere i territori dell’entroterra”, ricorda, evidenziando come oggi si sia passati a criteri prevalentemente matematici. Una scelta che, secondo lui, non tiene conto delle difficoltà reali legate a viabilità e servizi. Paoloni entra poi nel merito della questione scolastica. “Avevamo una deroga che ci permetteva di mantenere le classi anche con 12 o 13 bambini”, spiega. Senza quella possibilità, molte scuole ricostruite dopo il terremoto rischiano di restare vuote, con un danno per le comunità e per le casse dello Stato. A questo si aggiunge la perdita di agevolazioni fiscali, tra cui l’eventuale esenzione Imu sui terreni agricoli. I sindaci esclusi si sono riuniti a Urbino per definire una linea comune. Sul tavolo c’è l’ipotesi di un ricorso al Tar del Lazio, oltre a possibili iniziative di protesta. L’obiettivo è ottenere una revisione dei criteri e il reintegro dei Comuni esclusi nella classificazione montana. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dopo l’incontro a Roma con il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e con i sindaci, tra cui Maurizio Gambini e Daniele Grossi. “È stato un percorso difficile e controverso”, ha dichiarato Acquaroli, spiegando che il ministro avrebbe manifestato disponibilità a una revisione dei criteri qualora Regioni e Comuni lo chiedessero in modo unanime. Tuttavia, ha precisato che la decisione non dipende esclusivamente dal ministro. Il presidente ha quindi ringraziato Calderoli per l’apertura dimostrata. “Non ci saranno penalizzazioni per i Comuni esclusi né sull’ambito scolastico né su quello agricolo”, ha riferito. Inoltre, ha annunciato che accanto ai criteri fisici verranno introdotti parametri socioeconomici per la distribuzione delle risorse, con fondi destinati ai territori che sapranno dimostrare in modo più marcato la loro identità montana.

05/03/2026 12:28
“C’è una parte della violenza che non si vede”: ICEBERG debutta al Teatro Apollo di Mogliano

“C’è una parte della violenza che non si vede”: ICEBERG debutta al Teatro Apollo di Mogliano

Questa mattina, presso la sede della Provincia di Macerata, è stato presentato ufficialmente ICEBERG, il nuovo progetto teatrale contro la violenza sulle donne nato per accendere i riflettori su quella parte sommersa, silenziosa e quotidiana che troppo spesso resta invisibile. Il debutto è in programma il 7 marzo 2026 alle ore 20:45 al Teatro Apollo di Mogliano, in una data simbolica alla vigilia della Giornata internazionale della donna. ICEBERG è prodotto da Met – Marche Eventi Teatro e dalla Casa delle Donne di Jesi, con il sostegno di Banco Marchigiano e Feleppa, ed è sviluppato in dialogo con numerose realtà marchigiane impegnate nel contrasto alla violenza di genere, tra cui CNA Impresa Donna Marche, Se Non Ora Quando Osimo e Il Faro Sociale. Una rete ampia che conferma la natura del progetto: non solo spettacolo teatrale, ma una vera azione culturale condivisa che coinvolge istituzioni, scuole, associazioni e centri antiviolenza del territorio. ICEBERG non si limita alla rappresentazione scenica, ma affianca allo spettacolo momenti di confronto, informazione e formazione, trasformando il teatro in uno spazio di ascolto e responsabilità collettiva. L’esperienza artistica diventa così un’occasione concreta di consapevolezza, soprattutto per le giovani generazioni, in un’epoca in cui si comunica sempre più attraverso schermi e sempre meno guardandosi negli occhi. Con la regia di Roberto Rossetti, i testi di Elisabetta Tulli e le musiche tratte dal repertorio classico e riarrangiate per la scena da Antonio Torella, lo spettacolo costruisce un linguaggio teatrale essenziale e diretto, dove parola, suono e presenza scenica diventano strumenti di testimonianza e riflessione. In scena Chiara Bonfrisco, Francesco Properzi, Elisabetta Tulli, Enrico Verdicchio, Rosetta Martellini, Benedetta Morichetti ed Elena Galassi, con una squadra artistica e tecnica che rafforza la qualità e la profondità del progetto. Il cuore dello spettacolo è racchiuso nella sua metafora. ICEBERG non mostra la violenza nel suo momento più evidente, quello fisico o irreparabile, ma concentra lo sguardo su ciò che la precede, sui segnali minimi e sottovalutati, su quelle dinamiche che lentamente trasformano una relazione in un territorio di squilibrio, paura e dipendenza. Le parole che svalutano, le battute che normalizzano il possesso, i controlli scambiati per attenzione, le rinunce progressive che isolano la vittima diventano i veri protagonisti della narrazione. Il pubblico non assiste soltanto a eventi, ma riconosce dinamiche quotidiane e diffuse: la minimizzazione, il senso di colpa indotto, la difficoltà di essere credute, il peso del giudizio sociale, la solitudine che precede ogni richiesta di aiuto. ICEBERG porta in scena la zona grigia della violenza, quella in cui non è ancora evidente ma è già presente, insinuandosi nel linguaggio e nei ruoli sociali. Roberta Nuzzaci, presidente di Met – Marche Eventi Teatro, ha spiegato che l’idea nasce da un’esigenza personale maturata attraverso un contatto diretto con la Casa delle Donne di Jesi. L’obiettivo è accendere campanelli d’allarme, soprattutto nelle giovani generazioni, per riconoscere ciò che sta sotto la punta dell’iceberg, dove si trovano femminicidi e aggressioni fisiche, ma che è sostenuta da una massa sommersa fatta di segnali ignorati. Il testo è stato costruito attraverso un confronto costante con le referenti della Casa delle Donne, in un percorso di letture e rielaborazioni condivise. Elisabetta Tulli ha raccontato di aver affrontato una lunga fase di formazione e interviste per realizzare un’opera di teatro civile autentica e documentata, capace di unire competenze drammaturgiche e responsabilità sociale. Dopo diverse revisioni, lo spettacolo è pronto per il debutto del 7 marzo, con l’intento di trasformare il palcoscenico in uno strumento di prevenzione. Il regista Roberto Rossetti ha definito ICEBERG un progetto che nasce da una necessità e che utilizza il teatro per fare cultura e informazione, mescolando elementi musicali, momenti di leggerezza e di forte emozione, in una messa in scena guidata dalla sensibilità verso una tematica urgente e attuale. Chiara Bonfrisco, protagonista dello spettacolo, ha parlato di una grande responsabilità interpretativa, trattandosi di una storia ispirata a materiale reale. Raccontare questa vicenda significa permettere al pubblico di empatizzare e riconoscere i segnali, comprendendo quanto sia fondamentale intervenire prima che la violenza emerga nella sua forma più estrema. In un tempo in cui la cronaca restituisce quotidianamente numeri e nomi, ICEBERG sceglie di restituire contesti, processi e responsabilità collettive. Non cerca il colpo di scena, non spettacolarizza il dolore, ma invita a comprendere le radici della violenza. Perché la violenza non comincia con un gesto. Comincia molto prima. E spesso passa inosservata.

04/03/2026 18:59
Provinciali 2026, Paoloni a 10 giorni dal voto: "Semplificare per progredire. Sbloccheremo i tavoli fermi da mesi"

Provinciali 2026, Paoloni a 10 giorni dal voto: "Semplificare per progredire. Sbloccheremo i tavoli fermi da mesi"

A pochi giorni dalle elezioni provinciali del 15 marzo prossimo, abbiamo ascoltato Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno e candidato alla presidenza della Provincia di Macerata, per approfondire visione, priorità e metodo di lavoro con cui intende guidare l’Ente nei prossimi quattro anni. Presidente Paoloni, nel suo comunicato ha parlato di una Provincia come 'Casa dei Comuni'. Cosa significa concretamente? "Significa ribaltare l’impostazione: la Provincia non deve essere un organismo sopra i Comuni, ma uno strumento al loro servizio. Quando sono diventato sindaco mi sono trovato, dal giorno dello spoglio, a dover amministrare una macchina complessa. Da consigliere si vede una parte del lavoro, ma quando entri nei meccanismi interni capisci quanto sia fondamentale conoscere a fondo struttura, uffici, procedure. La prima azione concreta sarà proprio questa: ascoltare chi lavora dentro l’Ente e confrontarmi con tutti i sindaci, senza distinzione. Solo così la Provincia può diventare davvero la casa dei Comuni". Paoloni insiste su un concetto chiave: solidarietà tra i Comuni: "Dobbiamo rimettere al centro l’idea che i Comuni non sono isole lontane. Le competenze provinciali - pianificazione territoriale, viabilità, manutenzione stradale, edilizia scolastica, ambiente - hanno ricadute su tutti. Se i Comuni parlano insieme e fanno sintesi, la Provincia può trasformare quelle istanze in decisioni operative". Tra le priorità cita spesso ambiente e rifiuti. Da dove si riparte? "Ci sono questioni rimaste sospese. Penso alla gestione dei rifiuti e alla discarica, un tema fermo da mesi. L’ultimo incontro in sede di Aato risale a novembre dello scorso anno: si era stabilito di rivedersi prima di Natale con il Presidente della Regione, ma non è successo. Questo non è un metodo accettabile. Se i sindaci hanno votato un percorso, quel percorso va ripreso, aggiornato e portato a termine. Si riconvoca il tavolo, si verifica se le condizioni sono cambiate e si riapre il confronto anche con la Regione. Non si possono lasciare opere e decisioni sospese per anni". Accanto all’ambiente, Paoloni richiama la necessità di accelerare sulle infrastrutture viarie, dalla manutenzione ordinaria alle opere strategiche, molte delle quali finanziate anche con fondi Pnrr: "Non basta sedersi a un tavolo. Bisogna farlo con l'obiettivo di decidere in tempi certi. Le promesse che restano tali generano sfiducia e, alla lunga, fanno perdere opportunità al territorio". Il suo approccio è riassunto in un motto personale: "Semplificare è progredire. Spesso partiamo da problemi complessi e li complichiamo ulteriormente. Invece bisogna scomporli, ascoltare, verificare cosa è possibile fare secondo la legge, decidere insieme. Dove non c’è unanimità, si vota: è la democrazia. Ma poi si parte". Il voto provinciale è di secondo livello e pesa di più nei Comuni più popolosi. Come pensa di essere un presidente trasversale? Paoloni rivendica il suo percorso civico: "Ognuno ha una storia. Io nasco civico e resto civico. Il mio competitor, che stimo e rispetto, ha un percorso diverso. Ma non è questo il punto. Qui non si elegge un governo nazionale, si elegge il presidente della Provincia. Io sono convinto che i sindaci e i consiglieri comunali, indipendentemente dall'appartenenza politica, valuteranno le persone e il merito delle proposte". E aggiunge: "Se sarà scelto l'altro candidato, lavorerò con lui nell’interesse del territorio. Se sarò io il presidente, mi aspetto la stessa collaborazione. La Provincia deve rappresentare in modo equilibrato centri urbani, aree interne, zone montane e realtà costiere. Le difficoltà che viviamo - dalla carenza di medici alla chiusura di servizi - non hanno colore politico. Sono problemi concreti che richiedono risposte condivise". A dieci giorni dal voto del 15 marzo 2026, il messaggio di Robertino Paoloni agli amministratori chiamati alle urne è chiaro: "Ogni decisione deve rispondere a una domanda semplice: porterà un beneficio reale ai cittadini? Se la risposta è sì, allora dobbiamo avere il coraggio e la determinazione di farla partire. L’obiettivo è consegnare una Provincia di Macerata più forte, più funzionale e davvero aggregante".

04/03/2026 10:00
Incentivi lavoro 2026: novità su bonus giovani e donne estesi anche a Marche e Zes unica

Incentivi lavoro 2026: novità su bonus giovani e donne estesi anche a Marche e Zes unica

Gli incentivi per le assunzioni cambiano volto ma restano centrali anche per il tessuto economico marchigiano. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe (Dl 200/2025), il Governo ha prorogato diverse misure a sostegno dell’occupazione, riducendo però in parte l’intensità degli sgravi contributivi previsti in precedenza dal Dl Coesione. Una novità rilevante per il territorio riguarda l’estensione della Zona economica speciale (Zes unica), che ora include anche le Marche, ampliando così le opportunità per le imprese locali. Per quanto riguarda i giovani under 35, il bonus per le assunzioni a tempo indeterminato sarà disponibile fino al 30 aprile 2026. Tuttavia, per i nuovi contratti stipulati tra gennaio e aprile 2026, lo sgravio scenderà dal 100% al 70% dei contributi a carico del datore di lavoro per due anni. L’esonero tornerà al 100% solo in caso di incremento occupazionale netto, cioè se l’azienda aumenterà il numero complessivo dei dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Il tetto massimo dell’agevolazione resta fissato a 500 euro mensili, che salgono a 650 euro per le imprese situate nella Zes unica, quindi anche nelle Marche. Stesso meccanismo per le assunzioni di disoccupati over 35 nella Zes. Le aziende con meno di dieci dipendenti potranno beneficiare fino ad aprile di uno sgravio del 70%, che potrà arrivare al 100% solo in presenza di nuova occupazione aggiuntiva. Se la misura non sarà ulteriormente prorogata, dal mese di maggio resterà in vigore la nuova decontribuzione Sud, che nel 2026 prevede una riduzione del 20% dei contributi, fino a un massimo di 125 euro al mese. Diversa invece la situazione per il bonus donne svantaggiate, che viene prorogato per tutto il 2026 senza riduzioni. Lo sgravio resta pari al 100% dei contributi fino a 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno sei mesi se residenti nella Zes unica, o impiegate in settori caratterizzati da forte disparità di genere. Anche in questo caso è necessario che l’assunzione produca un incremento occupazionale netto. Le risorse per finanziare le misure arriveranno in parte dai fondi europei e statali del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 e in parte dagli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio 2026. Per le imprese maceratesi si apre dunque una finestra di opportunità importante, soprattutto per chi intende investire su nuove assunzioni stabili e rafforzare l’organico nei prossimi mesi, sfruttando un quadro di incentivi che, pur ridimensionato, resta significativo.

02/03/2026 11:24
Macerata celebra l'87° anniversario dei vigili del fuoco al Teatro Lauro Rossi (FOTO e VIDEO)

Macerata celebra l'87° anniversario dei vigili del fuoco al Teatro Lauro Rossi (FOTO e VIDEO)

Si è svolta questa mattina al Teatro Lauro Rossi di Macerata la celebrazione dell'87° anniversario della fondazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, organizzata dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Macerata alla presenza delle autorità civili, militari e religiose della provincia. Una ricorrenza significativa che, da quest'anno, viene celebrata ufficialmente nel giorno della nascita del Corpo, istituito il 27 febbraio 1939, data che ha segnato il passaggio dai corpi civici comunali a un’organizzazione nazionale strutturata e uniforme su tutto il territorio italiano. Prima del 1939, infatti, i pompieri operavano attraverso realtà comunali, pur vantando una tradizione che affonda le radici fino all'Antica Roma. Con l'Istituzione del Corpo Nazionale si è compiuto un salto di qualità decisivo per il sistema del soccorso pubblico: mezzi, attrezzature e formazione uniformi in tutta Italia. Oggi le dotazioni in uso a Macerata sono le stesse presenti nelle grandi città come Milano o Palermo e il personale viene formato presso le scuole centrali antincendi seguendo standard identici su scala nazionale, garantendo efficienza e coordinamento anche in caso di emergenze di rilievo. Il tema scelto per la cerimonia, "Lì dove serve", sintetizza la missione quotidiana dei vigili del fuoco. Nel corso dell'evento il Comandante provinciale ha ribadito con forza questo concetto dichiarando: "I Vigili del Fuoco ci sono. Lì dove serve, noi ci siamo. È una giornata importante". Un messaggio che racchiude il senso del servizio svolto ogni giorno attraverso gli interventi di soccorso tecnico urgente, cuore dell’attività operativa del Corpo. L'auspicio espresso è che i vigili del fuoco siano chiamati a intervenire il meno possibile nelle grandi emergenze, perché ogni intervento coincide con una situazione di difficoltà per i cittadini. Nell’ultimo anno, fortunatamente, non si sono registrate emergenze di particolare gravità nella regione, ma l’impegno resta costante e pronto a estendersi a livello nazionale grazie alla natura unitaria del Corpo. Durante la cerimonia sono stati consegnati i diplomi di lodevole servizio a Sergio Ciccarelli, Roberto Gigliucci, Roberto Mattiacci, Ercole Pomeri, Maurizio Prenna, Fabio Scocco, Vincenzo Brancaccio e Massimo Gallucci, riconoscimenti che testimoniano professionalità, dedizione e spirito di servizio. Conferite anche le Croci di anzianità a Luca Baldi, Giacomo Calcioni, Ivan Cecola, Giacomo Del Bianco, Giovanni Gironella, Antonio Lerario, Sergio Mannozzi, Paolo Paolella, Daniele Polci, Giannicola Rusca, Damiano Venella e Daniele Fracasso, quale attestazione per gli anni di attività svolti con impegno all’interno del Corpo. La giornata del 27 febbraio si è aperta alle ore 9 con la cerimonia dell'alzabandiera presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Macerata e l’omaggio alla lapide dei caduti alla presenza del Prefetto Giovanni Signer. Dalle 9.30 in piazza della Libertà è stata allestita un’esposizione di mezzi e attrezzature con il personale delle diverse specializzazioni, offrendo alla cittadinanza l’opportunità di conoscere da vicino le attività operative. Alle 10 si è svolta la cerimonia ufficiale al Teatro Lauro Rossi con la partecipazione delle autorità provinciali e la consegna delle benemerenze, mentre dalle 11:30 la manifestazione è proseguita all’esterno con una manovra dimostrativa aperta al pubblico, accompagnata dai brani eseguiti dall’orchestra di fiati "Insieme per gli altri". Una celebrazione che ha unito memoria, riconoscenza e impegno verso il futuro, ribadendo il ruolo fondamentale dei Vigili del Fuoco come presidio di sicurezza e punto di riferimento per la comunità: lì dove serve, ci sono.

27/02/2026 18:30
Il Consiglio comunale di Macerata rinvia il caso Mattatoio: "seduta segreta" oggi per l'asta

Il Consiglio comunale di Macerata rinvia il caso Mattatoio: "seduta segreta" oggi per l'asta

Ieri pomeriggio si è svolto il consiglio comunale di Macerata, durante il quale sono state affrontate diverse interrogazioni e deliberazioni, tra cui il conferimento della cittadinanza onoraria al cardiochirurgo Massimo Massetti e l’approvazione della convenzione triennale di Musicultura. Tuttavia, sono stati rinviati i temi più attesi e dibattuti, in particolare la discussione sulla commissione d’indagine relativa alla vicenda dell’asta del Mattatoio, che da settimane anima il confronto politico cittadino. La consigliera Barbara Antolini di Forza Italia ha chiesto che la discussione avvenisse a porte chiuse, motivando la richiesta con la necessità di evitare la diffusione di informazioni riservate sulla disponibilità finanziaria del Comune. Una posizione che ha subito acceso il dibattito in aula. Dal fronte opposto, prima Andrea Perticarari e poi il consigliere Ricotta del Partito Democratico hanno contestato l’esistenza stessa di un’informazione segreta, definendola un "finto segreto". Secondo l’esponente dem, la cifra di duecentomila euro era già stata resa pubblica, essendo indicata nell’ordine del giorno, nella delibera comunale e nell’istanza presentata al giudice, oltre a essere stata riportata dalla stampa locale. Nonostante le obiezioni, la maggioranza dell’aula ha votato a favore della seduta segreta, con 18 voti favorevoli e 10 contrari. Va ricordato che la commissione d’indagine è stata approvata all’unanimità, dunque con il voto favorevole anche dei consiglieri di maggioranza su una delibera proposta dal centrosinistra. La diretta dei lavori è stata trasmessa limitatamente alla fase di discussione, mentre non sono state rese pubbliche le informazioni relative agli aspetti economici. Alla luce di questa decisione, oggi pomeriggio si terrà dunque una seduta a camere spente dedicata esclusivamente alla questione del Mattatoio, un passaggio che si preannuncia cruciale e che continua a infiammare il clima politico locale.   Resta, invece, avvolto dal silenzio un altro tema centrale per il futuro amministrativo della città. Né la minoranza né il diretto interessato hanno preso posizione sulla ricandidatura del sindaco uscente, Sandro Parcaroli. In aula è circolata anche l’ipotesi di dimissioni al termine del consiglio, ma al momento il futuro politico del primo cittadino rimane incerto e tutto da chiarire.

24/02/2026 16:00
Macerata - Tra buche e segnaletica ko: l'accesso dei dipendenti all'ospedale è una "trappola" (FOTO)

Macerata - Tra buche e segnaletica ko: l'accesso dei dipendenti all'ospedale è una "trappola" (FOTO)

Dopo diverse segnalazioni abbiamo documentato lo stato della via d’accesso per i dipendenti all'ospedale di Macerata, che si raggiunge da via Pancalducci e prende il nome di Via Santa Lucia. Le denunce parlavano di una strada in condizioni disastrate, con buche profonde al centro del manto di asfalto, segnaletica abbandonata e un concreto rischio di nuove rotture. Una situazione che, nel tempo, ha causato disagi quotidiani ai lavoratori costretti a percorrere questa via per raggiungere il posto di lavoro. Abbiamo raccolto e documentato con alcune foto lo stato del manto stradale, che appare oggettivamente degradato e compromesso. La profondità delle buche e l’evidente pericolosità del tratto rendono necessario un intervento urgente, per garantire sicurezza e accessibilità ai dipendenti che utilizzano questa strada come principale collegamento con l’ospedale.    

24/02/2026 13:30
Elezioni a Macerata, l'ombra del ritiro di Parcaroli agita il centrodestra a 3 mesi dal voto

Elezioni a Macerata, l'ombra del ritiro di Parcaroli agita il centrodestra a 3 mesi dal voto

Il conto alla rovescia verso le amministrative del 24 e 25 maggio è iniziato, ma a Macerata il quadro politico resta tutt’altro che definito. Al centro delle attenzioni c’è ancora il sindaco uscente Sandro Parcaroli, il cui futuro politico appare sempre più incerto. Nelle ultime settimane avrebbe preso corpo, anche attraverso confidenze riservate, l’ipotesi di una sua rinuncia alla ricandidatura. Una scelta che non nasce all’improvviso, ma sarebbe il risultato di una somma di fattori personali e politici che hanno progressivamente logorato il primo cittadino. Il clima che si respira in città avrebbe inciso più delle rassicurazioni arrivate da Roma. L'incontro di fine gennaio con Matteo Salvini aveva riacceso entusiasmo e fiducia, lasciando intendere che la strada del bis fosse ancora percorribile. Tuttavia, una volta rientrato a Macerata, Parcaroli si sarebbe ritrovato immerso in tensioni che quell’appuntamento non è riuscito a sciogliere. Anzi, le difficoltà locali sembrano aver avuto il sopravvento sugli incoraggiamenti nazionali. A pesare maggiormente è stata la vicenda del mattatoio, divenuta uno dei terreni di scontro più duri di questa consiliatura. L'opposizione ha chiesto l’istituzione di una commissione d’indagine, sollevando interrogativi sulla gestione amministrativa. Un attacco che il sindaco avrebbe vissuto come una messa in discussione personale, oltre che politica. Non è un caso che il tema torni prepotentemente d'attualità proprio nel penultimo Consiglio comunale prima delle elezioni, destinato a trasformarsi in un passaggio ad alta tensione. Ma il disagio del primo cittadino non si fermerebbe ai rapporti con la minoranza. Il fronte più delicato resta quello interno alla maggioranza, in particolare una Lega locale segnata da divisioni e malumori. La richiesta di accesso agli atti sul mattatoio avanzata dal capogruppo leghista Aldo Alessandrini è stata interpretata come un segnale di sfiducia difficilmente archiviabile. Un gesto che avrebbe accentuato la sensazione di isolamento del sindaco all’interno della sua stessa coalizione. In questo contesto, alle tensioni politiche si intrecciano valutazioni più intime: l'età, la famiglia, il desiderio di ridurre l’esposizione pubblica dopo anni di amministrazione. Dubbi che rendono sempre meno scontata la sua permanenza in campo. Eppure, il centrodestra si trova di fronte a un problema tutt’altro che secondario: non può permettersi un vuoto di leadership a tre mesi dal voto. Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha ribadito la preferenza per la continuità, mentre Forza Italia ha confermato la disponibilità a sostenere un eventuale secondo mandato di Parcaroli. Le vere incognite restano però nel Carroccio, dove le fratture interne appaiono tutt’altro che ricomposte. Se il sindaco dovesse ufficializzare il passo indietro, si aprirebbe una corsa contro il tempo per individuare un candidato condiviso. Fratelli d’Italia, oggi forza trainante della coalizione, valuta il nome dell’assessore Paolo Renna, considerato vicino ad Acquaroli e alla senatrice Elena Leonardi. Restano sullo sfondo anche la vicesindaca Francesca D'Alessandro, entrata da poco nel partito, e Fabio Pistarelli, già capo di gabinetto del governatore. In area azzurra circola il nome dell’assessore Riccardo Sacchi, mentre l’Udc guarda a Marco Caldarelli. Sul versante opposto, il centrosinistra ha già sciolto le riserve con la candidatura di Gianluca Tittarelli. Una scelta che mette ulteriore pressione al centrodestra, chiamato ora a decidere se ricompattarsi attorno al sindaco uscente o aprire una trattativa complessa per il dopo-Parcaroli. In ogni caso, la partita sembra destinata a giocarsi più sugli equilibri interni alla coalizione che sul confronto con l’opposizione. E il tempo, ormai, non è più un alleato.

23/02/2026 16:40
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