Nelle Marche il traguardo previsto dal burden sharing, ovvero l’obiettivo di installare 2,3 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili entro il 2030, resta ancora distante. Secondo i dati dell’Osservatorio REgions 2030, curato da Elemens e Public Affairs Advisors, sono attualmente in attesa della valutazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) quattro progetti fotovoltaici per complessivi 108 MW e otto impianti eolici per 470 MW.
La Regione Marche, che negli ultimi mesi ha espresso parere negativo su quattro progetti eolici nell’area appenninica, sta esaminando attraverso la procedura autorizzativa unica regionale (Paur) altri interventi per 235 MW di fotovoltaico e 90 MW di eolico. Tuttavia, secondo l’analisi, anche questi progetti avrebbero ridotte possibilità di trasformarsi in impianti operativi.
L’indirizzo scelto da Palazzo Raffaello emerge dai numeri: dal 2020 fino allo scorso maggio sono stati autorizzati 182 impianti fotovoltaici, di cui 165 di piccola taglia, generalmente tra 4 e 5 MW, mentre nello stesso periodo non è stato autorizzato alcun impianto eolico.
La strategia regionale punta quindi soprattutto sul solare come principale fonte per aumentare la produzione energetica rinnovabile e contribuire agli obiettivi europei. Il rischio, però, è quello di procedere con un ritmo insufficiente: rispetto al target intermedio del 2026, fissato a 930 MW, mancano ancora 114 MW, mentre per arrivare al traguardo del 2030 la distanza da colmare è di 1,68 GW.
L’assessore regionale allo Sviluppo economicoGiacomo Bugaro ha evidenziato come le installazioni eoliche incontrino forti resistenze a causa della concentrazione delle aree più ventose in due zone dell’Appennino marchigiano caratterizzate da un elevato valore ambientale e paesaggistico. Anche il fotovoltaico, secondo l’assessore, deve fare i conti con le opposizioni legate all’inserimento degli impianti in aree agricole, dove il paesaggio collinare rappresenta un elemento fortemente identitario per il territorio.
Secondo Tommaso Barbetti, partner di Elemens, le Marche non solo hanno mostrato difficoltà nell’approvazione dei progetti presentati, ma non sono riuscite nemmeno ad attrarre l’interesse degli operatori. Negli ultimi anni, infatti, solo Trentino, Valle d’Aosta e Umbria hanno registrato un numero inferiore di richieste di autorizzazione. Le caratteristiche territoriali rappresentano un elemento da considerare, ma anche la percezione di un contesto poco favorevole agli investimenti potrebbe aver inciso.
Attualmente la produzione locale da fonti rinnovabili copre meno di un terzo dei consumi annuali regionali: 2.381 GWh prodotti rispetto a un fabbisogno di 7.400 GWh. A trainare il settore è soprattutto il fotovoltaico, che rende le Marche la regione con il maggior numero di impianti in rapporto alla popolazione: sono 59mila, con una produzione annua di 1.602 GWh, pari al 67,3% dell’energia rinnovabile prodotta sul territorio.
Uno studio della Politecnica delle Marche ha evidenziato inoltre la possibilità di raddoppiare le superfici disponibili per il fotovoltaico, arrivando a circa 900 ettari, pari a circa lo 0,1% del territorio regionale. Le opportunità riguardano soprattutto coperture di edifici industriali e urbani e aree già compromesse, come terreni abbandonati o cave dismesse, anche se permangono ostacoli legati a procedure burocratiche e opposizioni locali.
Per quanto riguarda le altre fonti, l’eolico nelle Marche produce 27,8 GWh, mentre l’idroelettrico, ormai quasi completamente sfruttato, raggiunge 255,1 GWh, con una riduzione del 55,1% tra il 2024 e il 2025. Il termoelettrico arriva a 495,2 GWh, mentre non risultano presenti impianti di geotermia ad alta entalpia.
Secondo Giovanni Galgano, amministratore delegato di Public Affairs Advisors, gli scenari futuri dei consumi richiederanno alle Marche uno sforzo maggiore nell’accoglienza di impianti rinnovabili di media e grande dimensione. Gli impianti piccoli e diffusi sul territorio restano importanti, ma da soli non sono sufficienti ad accelerare il processo di decarbonizzazione dei consumi civili e industriali.
Una posizione condivisa anche da Massimo Cecchini, responsabile delle politiche energetiche per Confindustria Marche, che auspica che il nuovo Piano Regionale Energia e Clima (Prec) 2030 definisca criteri chiari per attirare grandi investitori con una prospettiva di lungo periodo. L’obiettivo è intercettare anche gli operatori interessati, entro il 2027, alla realizzazione di impianti rinnovabili nell’ambito del progetto nazionale Energy Release.
Nel frattempo proseguono il percorso della proposta di legge sulle aree idonee, presentata dalla giunta regionale e avviata al confronto con province, comuni e associazioni di categoria, e la revisione del Prec 2030, che dopo il parere della Valutazione ambientale strategica sarà trasmessa dalla giunta al Consiglio regionale.
Bugaro ha infine sottolineato la necessità di monitorare ogni anno l’andamento degli obiettivi, intervenendo nei limiti delle competenze regionali. La Regione, ha spiegato l’assessore, sta già operando attraverso bandi di finanziamento rivolti a imprese e comunità energetiche.
(Fonte: Il Sole 24 Ore; Foto: Regione Marche)
Le Marche chiudono il 2025 con una crescita economica superiore alla media nazionale. È quanto emerge dalle stime contenute nell'ultima analisi della Svimez, diffuso qualche settimana fa, secondo cui il Pil regionale aumenta dello 0,9%, a fronte del +0,5% registrato dall'Italia. Tra le regioni del Centro, solo il Lazio, con un incremento del 2%, fa meglio, mentre Toscana (-0,6%) e Umbria (-0,2%) chiudono l'anno in flessione.
A sostenere la crescita marchigiana è soprattutto la buona tenuta dei principali comparti produttivi. L'agricoltura registra un incremento del 10%, l'industria cresce dell'1,5%, le costruzioni dello 0,8% e i servizi dello 0,2%. Nel complesso, tra il 2022 e il 2025, l'economia marchigiana mette a segno una crescita cumulata del 6,6%.
Tra gli elementi più significativi evidenziati dal rapporto c'è il forte aumento degli investimenti in costruzioni, cresciuti nelle Marche del 53,4% nel quadriennio 2022-2025. Si tratta di uno degli incrementi più elevati a livello nazionale, superiore alla media del Centro-Nord (+34,3%). Anche gli investimenti nelle opere pubbliche mostrano una dinamica particolarmente positiva, con un aumento del 103,2%, effetto della progressiva attuazione degli interventi finanziati dal Pnrr per la ricostruzione post-sisma.
Accanto ai segnali positivi, il dossier evidenzia però una criticità importante sul fronte del commercio internazionale. Nel 2025 le esportazioni marchigiane si attestano a 13,43 miliardi di euro, in calo del 7,6% rispetto all'anno precedente. Nonostante la flessione, l'export continua a rappresentare una componente rilevante dell'economia regionale, con un'incidenza pari al 25,6% del Pil.
Il quadro delineato dalla Svimez conferma quindi una regione che riesce a crescere più della media italiana grazie alla spinta degli investimenti e alla tenuta del sistema produttivo, ma che continua a fare i conti con le difficoltà dei mercati esteri. Una situazione che riflette anche l'andamento nazionale: nel 2025 il Pil italiano si è fermato al +0,5%, mentre il Mezzogiorno, per il quarto anno consecutivo, ha registrato una crescita superiore a quella del Centro-Nord, sostenuta soprattutto dagli investimenti pubblici.
Prosegue il botta e risposta sulla situazione delle Case di comunità nelle Marche. La vicenda prende il via il 1° luglio, quando Cgil, Cisl e Uil di Macerata, insieme alle rispettive federazioni dei pensionati, diffondono un comunicato con cui esprimono forte preoccupazione per la mancata apertura di un confronto con l'Ast di Macerata sui temi della sanità territoriale.
I sindacati lamentano mesi di richieste di incontri rimaste senza risposta e contestano lo stato di attuazione delle Case di comunità previste dal Pnrr, sostenendo che, a quella data, risultasse operativa soltanto la struttura di Treia. Tra le criticità evidenziate anche la carenza di personale, ritenuta un ostacolo all'effettiva erogazione dei servizi previsti dal DM 77/2022, oltre ai timori per l'aumento delle rette delle strutture residenziali. Le organizzazioni sindacali chiedono quindi un confronto urgente con la direzione dell'Ast, annunciando la possibilità di iniziative pubbliche qualora non arrivassero risposte.
Alla presa di posizione dei sindacati hanno replicato sia l'Ast di Macerata sia l'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro. L'azienda sanitaria ha respinto le contestazioni, sostenendo che anche le Case di comunità di Civitanova Marche, San Severino, Camerino e Recanati siano già operative e stiano erogando servizi ai cittadini anche prima delle inaugurazioni ufficiali, precisando inoltre che il potenziamento degli organici procederà progressivamente secondo la programmazione regionale e nazionale.
Nel corso dell'inaugurazione della Casa di comunità di Civitanova Marche, sempre del 1° luglio, alla quale eravamo presenti, l'assessore Calcinaro ha definito premature le critiche delle organizzazioni sindacali, ricordando che la scadenza del 30 giugno rappresentava l'avvio del percorso e che serviranno ancora tre o quattro mesi per completare l'implementazione delle strutture, ampliarne i servizi e accompagnare il tutto con una campagna informativa rivolta ai cittadini. Le dichiarazioni dell'assessore sono state raccolte e pubblicate da noi sul profilo Facebook e Instagram di Picchio News in un reel.
Qui il nostro video:
Proprio riprendendo parti del nostro video, la Cgil Marche è tornata sulla vicenda con una controreplica indirizzata direttamente all'assessore regionale.
"No caro assessore, dal primo luglio tutto doveva essere funzionante dato che la scadenza era fissata al 30 giugno. Per il sindacato, chiedere quale sia lo stato dell'arte delle 29 Case di comunità è un diritto, come è un diritto per i cittadini essere informati su come vengono spesi gli oltre 300 milioni di euro che l'Europa ha stanziato per la sanità marchigiana. Noi assessore in agenda abbiamo una scadenza fissata al 30 giugno, lei al primo luglio avrebbe già dovuto studiare casa per casa e dovrebbe quindi già conoscere come far funzionare bene le Case, viste anche le determine dei direttori generali delle Ast. Ma come si possono mettere sullo stesso piano sindacato e opposizione? Noi caro assessore abbiamo firmato nel 2023 con il presidente Acquaroli un protocollo che impegna la Giunta a un confronto anche sul Pnrr, visti i ritardi oramai accumulati. Ci auguriamo che l'assessore recuperi gli studi arretrati e che la Giunta rispetti gli impegni presi con la firma del protocollo del 2023".
Ecco la contro replica della Cgil Marche:
La presa di posizione della Cgil Marche riaccende così il confronto sulla riorganizzazione della sanità territoriale, riportando al centro del dibattito il rispetto delle scadenze del Pnrr, la piena operatività delle Case di comunità e il confronto tra istituzioni e parti sociali.
Nel dibattito politico legato ai nuovi equilibri della Giunta comunale, uno degli aspetti meno immediati riguarda le conseguenze istituzionali che si producono quando un consigliere comunale viene nominato assessore e, successivamente, eventualmente estromesso dall’esecutivo.
Il tema è tornato di attualità anche a Macerata, dove la nuova consiliatura del sindaco Sandro Parcaroli è stata segnata da tensioni già dal primo Consiglio comunale del 29 giugno, nel quale non è riuscita per più votazioni l’elezione del presidente dell’assise, a causa di frizioni interne alla maggioranza.
La disciplina inerente questa casistica è contenuta nell’articolo 64 del Testo unico degli enti locali (TUEL, ndr), che regola il rapporto tra Giunta e Consiglio comunale nei Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti. La norma stabilisce che la carica di assessore è incompatibile con quella di consigliere comunale e che, nel momento in cui un consigliere accetta la nomina in giunta, cessa automaticamente dalla carica consiliare, lasciando il proprio posto al primo dei non eletti della stessa lista, secondo il meccanismo della surroga previsto dall’ordinamento.
Il punto centrale riguarda ciò che accade nel caso in cui l’assessore venga successivamente revocato o coinvolto in un rimpasto di Giunta. La normativa vigente non prevede alcun rientro automatico in Consiglio comunale, perché la cessazione dalla carica consiliare avviene al momento dell’accettazione dell’incarico in giunta ed è definitiva. Il seggio, una volta attribuito al surrogante, resta a quest’ultimo fino a una nuova eventuale vacanza determinata secondo le ordinarie regole elettorali.
Questo significa che, anche in caso di uscita dall’esecutivo, l’ex assessore non torna automaticamente a sedere in Consiglio comunale. Il sistema è quindi costruito su una separazione netta tra ruolo esecutivo e ruolo consiliare, che produce effetti stabili sulla composizione dell’assemblea elettiva.
Un esempio concreto di questo meccanismo si sta verificando a Macerata con la composizione della nuova amministrazione, nella quale Maria Oriana Piccioni, nominata assessore, ha lasciato il seggio consiliare a Paolo Pesci, terzo dei non eletti della sua lista. ora che verrà estromessa dalla giunta a favore di Deborah Pantana, la normativa non consentirebbe il ritorno automatico della stessa Piccioni in Consiglio comunale, poiché il seggio è ormai attribuito al consigliere subentrato.
L’Ast di Macerata replica alle critiche avanzate da Cgil, Cisl e Uil sullo stato di attuazione delle Case di comunità e sul confronto con le organizzazioni sindacali (leggi qui), sostenendo che le strutture sono già operative e stanno erogando servizi ai cittadini, anche prima delle inaugurazioni ufficiali.
L’Azienda sanitaria territoriale respinge in particolare le contestazioni secondo cui in provincia sarebbe attualmente funzionante soltanto la Casa di comunità di Treia. "L’Ast di Macerata risponde con i fatti alle critiche mosse dai sindacati Cgil, Cisl e Uil relativamente alle Case di comunità, che sono attive, erogando servizi ai cittadini, prima ancora che vengano inaugurate ufficialmente con tanto di taglio del nastro", si legge nella nota diffusa dall’azienda.
A sostegno della propria posizione, l’Ast richiama l’esempio della Casa di comunità di Civitanova Marche, inaugurata ieri alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dell’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro e delle autorità intervenute.
Secondo l’azienda, la struttura era già pienamente operativa e garantiva l’erogazione dei servizi territoriali secondo un modello organizzativo sociosanitario diffuso, che organizza funzionalmente le attività sia all’interno della Casa di comunità sia del poliambulatorio distrettuale già esistente, garantendo assistenza H24 e integrando medici di medicina generale, infermieri, specialisti e servizi sociali.
"Le Case di comunità di San Severino, Camerino e Recanati, pur non essendo ancora state inaugurate ufficialmente, sono attive e funzionanti. Erogano servizi sanitari alla cittadinanza secondo il modello organizzativo diffuso", dichiara il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.
Nel dettaglio, all’interno della Casa di comunità di Civitanova sono presenti due postazioni dei Medici di Continuità assistenziale e gli ambulatori specialistici di Cardiologia, Dermatologia, Ortopedia e Ferite difficili, oltre all’ambulatorio infermieristico, all’Assistenza domiciliare integrata e alla Continuità assistenziale. All'interno del poliambulatorio del Distretto di Civitanova sono invece rimaste le attività di Oculistica, Punto prelievi, Ecografia e Medicina sportiva, oltre al Pua e alla Cot.
Nella replica l’Ast affronta anche il tema del personale, uno degli aspetti evidenziati dai sindacati. L’azienda precisa infatti che "la dotazione organica prevista per le Case di comunità è in fase di progressiva implementazione, in linea con la programmazione regionale e nazionale, compatibilmente con le procedure di reclutamento e con la disponibilità di professionisti", sottolineando come il percorso di sviluppo delle strutture sia graduale e destinato a consolidarsi nei prossimi mesi.
In merito alle richieste di confronto avanzate dalle organizzazioni sindacali, l’Ast ribadisce inoltre "la piena disponibilità al dialogo con tutte le parti sociali, nel rispetto dei ruoli e delle competenze istituzionali", evidenziando come l'attività di realizzazione e potenziamento della sanità territoriale stia proseguendo secondo il cronoprogramma previsto.
Sulla vicenda è intervenuto proprio ieri, ai microfoni dei giornalisti anche l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, che definisce premature le contestazioni avanzate dalle organizzazioni sindacali. "Il termine per partire era il 30 giugno. Fare polemica dal primo luglio mi sembra piuttosto sterile", afferma l’assessore, spiegando che ogni Casa di comunità dovrà essere organizzata e sviluppata progressivamente.
Calcinaro evidenzia che saranno necessari alcuni mesi per completare il percorso di implementazione delle strutture, ampliarne progressivamente l’offerta di servizi e renderle pienamente operative. "Ci vorranno tre o quattro mesi per farle funzionare al meglio ciascuna, ingrandendole e arricchendole di offerta. Se lo mettessero in agenda, magari ogni due settimane potranno ridire questo, ma ci vuole un po' di tempo, il tempo giusto per farle veramente funzionare", sostiene.
L’assessore sottolinea infine l’importanza di una successiva campagna informativa rivolta ai cittadini marchigiani, affinché possano conoscere il nuovo modello di assistenza territoriale. "Possiamo mettere qui il sistema più evoluto possibile, ma se poi il cittadino, quello che non vive nemmeno la sanità quotidianamente, non conosce questo sistema, allora avremo fatto una cattedrale nel deserto. Quindi sindacati, magari l'opposizione, lo devono sapere: ci vorranno tre o quattro mesi per andarle a far funzionare al meglio ciascuna, arricchendole di offerta e poi partire con una campagna informativa", conclude Calcinaro.
La Casa della Comunità di Civitanova Marche, finanziata con i fondi del PNRR Missione 6 e con risorse regionali, è stata inaugurata questo pomeriggio al primo piano della struttura sanitaria di via Abruzzo, segnando un nuovo passo nel potenziamento della sanità territoriale. Alla cerimonia hanno preso parte il direttore dell’Ast 3 Alessandro Marini, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica, l'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, la direttrice sanitaria dell’Ast di Macerata Daniela Corsi e il direttore socio-sanitario Massimiliano Cannas.
Ad aprire gli interventi è stato il direttore dell’Ast 3, Alessandro Marini, che ha evidenziato il valore strategico della nuova struttura. «È un risultato importante perché rappresenta concretamente il potenziamento del territorio di cui parliamo da tempo. C'è stato un grande impegno della Regione e dell'Ast per realizzare quest'opera in tempi davvero molto stretti», ha dichiarato.
Marini ha spiegato come la Casa della Comunità si integri con la vicina struttura distrettuale, creando un sistema coordinato di servizi. «Questa struttura va a integrarsi con le attività già esistenti e rende ancora più visibile il ruolo del territorio nella presa in carico delle persone. Qui sono presenti tutti i servizi territoriali, dalle cure domiciliari al punto prelievi fino allo Sportello Unico di Accesso. I fondi del PNRR hanno consentito di potenziare attività già esistenti, rafforzandole».
Tra le principali novità, il direttore dell'Ast ha sottolineato la presenza dei medici di medicina generale all'interno della Casa della Comunità. «Un elemento di grande rilievo è proprio la presenza dei medici di medicina generale, organizzati nell'Aggregazione Funzionale Territoriale, che rappresenta il sistema organizzato delle cure primarie e consentirà una maggiore integrazione dei servizi a favore dei cittadini».
Per il sindaco Fabrizio Ciarapica l'inaugurazione rappresenta molto più dell'apertura di un nuovo edificio sanitario. «Non è semplicemente l'inaugurazione di un nuovo presidio sanitario, ma la nascita di un nuovo modello di sanità più vicino alle persone, capace di offrire servizi inclusivi, integrati e sempre più rispondenti alle nuove esigenze della nostra società», ha affermato.
«In questo spazio saranno accolte famiglie, anziani e persone fragili. A ciascuno verranno garantiti ascolto, servizi, prevenzione e cura. È un luogo che contribuirà anche a rafforzare quella coesione sociale che oggi, rispetto al passato, è diventata ancora più importante», ha aggiunto il primo cittadino.
L'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro ha invece posto l'accento sulla fase successiva all'apertura della struttura. «I complimenti vanno all'Ast 3 per aver completato il contenitore. Adesso dobbiamo lavorare sul contenuto», ha spiegato.
«L'obiettivo è perfezionare gli accordi con i medici di medicina generale, che sono già operativi, affinché possano gestire i codici a minore intensità come alternativa agli accessi impropri al pronto soccorso, insieme agli infermieri che saranno presenti stabilmente nella struttura. Parallelamente dovremo aumentare la presenza degli specialisti per dare un ulteriore supporto ai pazienti e contribuire alla riduzione delle liste d'attesa».
A chiudere gli interventi è stato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha inserito la nuova Casa della Comunità all'interno di una strategia regionale più ampia. «Questa apertura si inserisce in una programmazione molto più vasta che punta a ricostruire la sanità territoriale, fondamentale per garantire risposte di prossimità ai cittadini, decongestionare i pronto soccorso e rendere più appropriato il ricorso alle strutture ospedaliere», ha dichiarato.
Acquaroli ha infine ribadito che il percorso è solo all'inizio. «Questa inaugurazione non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Oggi apriamo un contenitore che dovrà essere progressivamente arricchito con nuove professionalità e servizi sempre più vicini ai bisogni delle nostre comunità».
La città di Macerata continua a rendere omaggio ad Adriano Ciaffi, mentre nella sala consiliare del Palazzo Comunale prosegue il via vai di cittadini, amministratori ed esponenti delle istituzioni arrivati per un ultimo saluto. Una giornata di raccoglimento che precede i funerali, in programma domani, mercoledì 1 luglio, e che sta riportando alla memoria il lungo percorso umano e politico di una delle figure più autorevoli della storia recente del territorio.
Tra le testimonianze di queste ore c'è anche quella dell'ex funzionario delle Nazioni Unite Andrea Angeli, che ha voluto ricordare Ciaffi soffermandosi soprattutto sulla sua costante presenza nella vita pubblica, sulla capacità di rappresentare un punto di riferimento per più generazioni e sullo sguardo che ha sempre mantenuto anche verso le questioni internazionali.
«Quello che colpisce e che ricorderemo sempre di Adriano Ciaffi è stato l'impegno civile e politico fino all'ultimo giorno, fino a 90 anni. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a politici che vedono l'incarico con una parentesi e poi lasciano e tornano le occupazioni. Adriano Ciaffi è sempre stato presente fino a pochi giorni prima della sua scomparsa.
Quello è un ricordo che non dimenticheremo mai di Adriano Ciaffi. È stato sempre lui, fino alla fine si è speso, non si è mai tirato indietro. È stato un punto di riferimento per tante generazioni di politici della zona e non solo.
Io mi ricordo quanta stima aveva, ad esempio, Francesco Rutelli quando Adriano Ciaffi era il sottosegretario all'Interno, quando fu autore della legge per le autonomie. Era una figura che sicuramente mancherà. È sempre stato molto vicino anche alle questioni internazionali.
Io ricordo la sua profonda amicizia con Giorgio Pagnanelli. Erano pressoché coetanei e non ha fatto mai mancare la solidarietà, l'attenzione per le tematiche internazionali, pur avendo le sue radici e il fuoco della sua attività politica all'interno dei confini nazionali. È veramente una grande perdita.
Era l'ultimo dei grandi politici della provincia. Non possiamo non ricordare Rodolfo Zambroni, Franco Foschi, Domenico Valori. È una generazione che non c'è più e che ci manca».
I funerali di Adriano Ciaffi saranno celebrati domani, mercoledì 1 luglio.
In occasione del 252° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, celebrato al Teatro Comunale di Appignano, le Fiamme Gialle hanno tracciato il bilancio dell'attività svolta dal Comando Provinciale di Macerata nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 maggio 2026. I numeri confermano un'azione capillare sul territorio a tutela della legalità economica, delle famiglie e delle imprese.
Nel periodo preso in esame sono stati eseguiti oltre 3.600 interventi e circa 670 indagini, con un impegno che ha interessato il contrasto all'evasione fiscale, alle frodi sui fondi pubblici, alla criminalità economico-finanziaria, al traffico di sostanze stupefacenti e alla contraffazione.
Sul fronte dell'evasione fiscale, la Guardia di Finanza ha portato avanti 185 indagini di polizia giudiziaria, denunciando 71 persone per reati tributari. Le attività investigative hanno consentito di sequestrare beni e disponibilità finanziarie per oltre 52,5 milioni di euro, oltre a bloccare 11 milioni di euro di crediti d'imposta inesistenti legati ai bonus edilizi ed energetici. Sono stati inoltre individuati 55 evasori totali e 482 lavoratori in nero o irregolari.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla tutela della spesa pubblica. Le Fiamme Gialle hanno effettuato oltre 220 controlli sui principali flussi di spesa, con verifiche che hanno riguardato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, gli incentivi alle imprese, i fondi europei e le prestazioni assistenziali. Le frodi accertate ai danni del bilancio nazionale e dell'Unione Europea superano i 13 milioni di euro, mentre le indagini hanno portato alla denuncia di 93 persone e alla segnalazione di 82 responsabili alla Corte dei Conti per danni erariali superiori a 6,8 milioni di euro.
Intensa anche l'attività di contrasto alla criminalità economico-finanziaria. Sono stati eseguiti 373 interventi in materia di riciclaggio e autoriciclaggio, con 38 persone denunciate e sequestri per oltre 700 mila euro. Sul fronte del cybercrime economico sono stati svolti 35 interventi, mentre le attività contro l'abusivismo bancario e finanziario hanno portato alla denuncia di sette soggetti.
Importanti anche i risultati nella lotta al traffico di droga. Nel periodo considerato sono stati sequestrati circa 255 chilogrammi di sostanze stupefacenti, prevalentemente marijuana, con 40 persone denunciate, di cui 11 arrestate, e 93 segnalate alle Prefetture.
Per quanto riguarda la tutela del mercato, i finanzieri hanno effettuato 87 interventi che hanno consentito di sequestrare circa 164 mila prodotti contraffatti, con falsa indicazione del Made in Italy o non sicuri, denunciando 43 persone.
Non è mancato il contributo ai servizi di ordine pubblico. Nel corso del 2025 la Guardia di Finanza di Macerata ha garantito 545 giornate/uomo in occasione di manifestazioni ed eventi, cui si sono aggiunte 400 giornate/uomo nei primi cinque mesi del 2026, grazie anche all'impiego dei militari specializzati Anti Terrorismo Pronto Impiego.
Il bilancio illustrato in occasione della ricorrenza del 252° anniversario della fondazione del Corpo evidenzia un'attività operativa a tutto campo, finalizzata a contrastare i fenomeni di illegalità economica, proteggere le risorse pubbliche e garantire condizioni di concorrenza leale a favore di cittadini e imprese del territorio.
Si è svolta nella mattinata di venerdì 26 giugno 2026, al Teatro Comunale “Giuseppe Gasparrini” di Appignano, la cerimonia per il 252° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza, alla presenza del comandante provinciale, colonnello Ferdinando Mazzacuva, e di numerose autorità civili e militari del territorio.
All’ingresso del teatro è stata allestita una mostra fotografica dedicata all’operato delle Fiamme Gialle nella provincia di Macerata, mentre la cerimonia è stata accompagnata dall’esibizione dell’Orchestra “Insieme per gli altri”, che ha contribuito a dare solennità all’evento.
Nel corso della mattinata sono stati letti i messaggi istituzionali del presidente della Repubblica e del comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro. Il messaggio del Capo dello Stato ha espresso un sentito omaggio al Corpo, ricordando il sacrificio dei militari caduti e ringraziando le Fiamme Gialle per l’impegno quotidiano al servizio della Nazione. Quello del comandante generale ha invece ribadito il ruolo della Guardia di Finanza come «sentinella instancabile della legalità», impegnata nella tutela della sicurezza economico-finanziaria e nella difesa della democrazia e della libertà dei cittadini.
Particolarmente articolato l’intervento del colonnello Ferdinando Mazzacuva, che ha sottolineato come il lavoro della Guardia di Finanza, in qualità di polizia economico-finanziaria, significhi presidiare i flussi economici del territorio e contrastare frodi, evasione e illegalità. Il comandante ha ricordato i risultati operativi conseguiti in provincia di Macerata, con oltre 70 milioni di euro sequestrati e circa 700 lavoratori irregolari individuati, evidenziando inoltre l’attenzione crescente verso nuovi fenomeni come le truffe online, i mercati digitali e le criptoattività.
Nel suo intervento Mazzacuva ha richiamato anche l’importanza della collaborazione istituzionale con Corte dei Conti, Inps, Inail, Agenzia delle Dogane, forze di polizia ed enti locali, sottolineando come non possa esserci sicurezza economico-finanziaria senza sicurezza pubblica. Ha poi rivolto un ringraziamento personale al personale del Corpo e alla propria famiglia, ricordando il valore umano che sostiene quotidianamente il servizio.
Nel corso della cerimonia sono state consegnate le ricompense di ordine morale ai militari del comando provinciale Davide Rotondo, Pierluigi Sciamanna, Francesco Mirarchi, Fausto Siciliano, Antonio Mancini, Genesio Manetti, Augusto Soccionovo, Andrea Dottori, Valentina Pia Bruno, Francesco Magliocco, Santo Falcone, Roberto Matteucci, Marcello D’Alessio, Fabrizio Cori Carlitto, Massimiliano Barletta e Giuseppe Scoppettuolo, mentre quattro nuovi finanzieri hanno prestato giuramento al termine del percorso di addestramento.
Un riconoscimento è stato inoltre conferito al luogotenente Alberto Succi, finanziere in congedo. Il colonnello Mazzacuva ha poi consegnato un omaggio al sindaco di Appignano, Mariano Calamita, e a Gianni Silvia, fondatore dell’Orchestra “Insieme per gli altri”, ringraziando entrambi per il contributo all’organizzazione della cerimonia.
L’evento si è concluso con la lettura della Preghiera del Finanziere, momento di raccoglimento che ha chiuso ufficialmente la celebrazione del 252° anniversario della Guardia di Finanza.
Presentata questo pomeriggio nella Sala dell’Eneide di Palazzo Buonaccorsi la nuova giunta comunale che affiancherà il sindaco Sandro Parcaroli nel governo della città per i prossimi cinque anni. A oltre due settimane dalla vittoria al ballottaggio e a pochi giorni dal primo Consiglio comunale, il primo cittadino ha ufficializzato nomi e deleghe della squadra amministrativa.
Confermata nel ruolo di vicesindaco, Francesca D’Alessandro, alla quale viene affidata anche la delega ai Servizi sociali e alle Pari opportunità. Resta al suo posto anche Paolo Renna, che continuerà a occuparsi di Polizia locale, Sicurezza e gestione dei rifiuti.
Per Fratelli d’Italia entra in giunta Loretta Benedetti, che assume la delega alla Cultura e Istruzione, raccogliendo il testimone di Katiuscia Cassetta. Nella squadra amministrativa anche Pierfrancesco Tasso, tra i nomi più votati del nostro sondaggio, al quale vengono assegnate le deleghe a Famiglia, Personale e ai Servizi amministrativi, prendendo di fatto il posto di Marco Caldarelli.
Andrea Marchiori seguirà invece Urbanistica e Lavori pubblici, mentre Giuseppe Romano sarà il nuovo assessore al Commercio e alle Attività produttive. Oriana Piccioni, invece, sarà l'assessore all'ambiente.
Per Forza Italia viene confermato Riccardo Sacchi, che manterrà le deleghe allo Sport e ai Grandi eventi, mentre Barbara Antolini entra per la prima volta in giunta con la responsabilità del Bilancio e alle Partecipate.
Restano invece fuori dalla giunta alcuni alleati della coalizione. Maceratesi per Parcaroli ottiene la conferma di Francesco Luciani alla presidenza del Consiglio comunale, senza però esprimere assessori. Nessun posto in giunta anche per Noi Moderati, che aveva sostenuto la candidatura di Deborah Pantana, e per l’Udc, che nella precedente amministrazione era rappresentata dall’assessore Marco Caldarelli.
“Una giunta costruita con criterio – ha dichiarato il sindaco Parcaroli – nel rispetto delle percentuali ottenute dai partiti. Sono stati confermati diversi esponenti della precedente amministrazione, per non disperdere l’esperienza maturata in questi cinque anni e mezzo”.
Con la presentazione della nuova squadra amministrativa si apre ufficialmente una nuova fase del secondo mandato Parcaroli, chiamato ora a dare continuità ai progetti avviati e ad affrontare le principali sfide della città nei prossimi cinque anni.
Contrastare la perdita di competenze e offrire nuove opportunità professionali ai giovani laureati. È questo l'obiettivo della nuova misura con cui la Regione Marche intende intervenire su un fenomeno che negli ultimi anni ha visto quasi 5mila laureati lasciare il territorio regionale per trasferirsi in altre aree d'Italia o all'estero.
Il progetto, denominato "Marche Giovani", è stato presentato dal presidente Francesco Acquaroli insieme all'assessore al Lavoro Tiziano Consoli e alla dirigente Roberta Maestri. Il provvedimento introduce incentivi economici destinati alle imprese che scelgono di investire in personale altamente qualificato, favorendo l'inserimento stabile di giovani under 36.
La misura si distingue per il suo carattere mirato. Il bando, in pubblicazione nei prossimi giorni, non sarà infatti rivolto genericamente all'occupazione, ma concentrerà le risorse sul rafforzamento del capitale umano qualificato e sul collegamento tra le competenze più elevate e i fabbisogni delle imprese marchigiane.
Lo stanziamento iniziale ammonta a 500mila euro. Una dotazione che, secondo quanto annunciato dal governatore, rappresenta soltanto un primo passo e che sarà successivamente rifinanziata nell'ambito di una strategia più ampia dedicata ai giovani.
Le agevolazioni previste variano in base al ruolo professionale ricoperto. Per l'assunzione a tempo indeterminato e full time di dirigenti il contributo può arrivare fino a 50mila euro, mentre per i quadri è previsto un sostegno fino a 30mila euro. Per i profili ad elevata qualificazione l'incentivo raggiunge i 25mila euro.
Il bando non guarda soltanto ai nuovi ingressi. Sono infatti previsti contributi anche per valorizzare il personale già presente nelle aziende attraverso percorsi di crescita professionale. In particolare, il passaggio da quadro a dirigente potrà beneficiare di un sostegno fino a 20mila euro, mentre la trasformazione di una figura ad elevata qualificazione in quadro sarà incentivata con un contributo fino a 15mila euro.
La selezione dei progetti terrà conto soprattutto dell'elevato livello professionale dei candidati e della capacità di favorire il rientro delle competenze. Per questo saranno predisposte due graduatorie distinte: una dedicata alle nuove assunzioni e una riservata alle stabilizzazioni e alle progressioni di carriera.
L'intervento dedicato all'occupazione qualificata si inserisce in un programma più articolato che la Regione ha costruito attorno alle politiche giovanili. Un primo ambito riguarda l'autoimprenditorialità, per la quale sono stati destinati 5 milioni di euro tra startup innovative, voucher per l'innovazione, sviluppo d'impresa e sostegno alla crescita delle attività guidate da giovani.
Un secondo filone è quello delle esperienze professionali sul campo. Alle borse di ricerca rivolte ai giovani laureati vengono destinati 7,1 milioni di euro. Le risorse complessive dedicate a borse di ricerca e borse lavoro per l'inserimento e il reinserimento lavorativo raggiungono invece i 20 milioni di euro.
A completare il quadro c'è infine uno stanziamento di 500mila euro per le borse nelle botteghe artigiane, misura pensata per favorire il ricambio generazionale e la trasmissione delle competenze nei mestieri tradizionali.
Alessandro Sbaffo è vicino al ritorno nelle Marche. L’attaccante, che compirà 36 anni il prossimo 27 agosto, sarebbe infatti a un passo dall’accordo con l’Aurora Treia, società appena approdata in Eccellenza dopo la vittoria del girone B di Promozione.
Secondo le indiscrezioni, il club treiese, griffato Lube, sogna di portare in rosa il "Re Leone", simbolo della Recanatese degli ultimi anni. Con la maglia leopardiana Sbaffo ha collezionato 143 presenze, 67 gol e 27 assist, contribuendo alla promozione in Serie C conquistata nel 2022.
L’attaccante è reduce da una stagione tra i professionisti. Nella prima parte dell’annata ha vestito la maglia della Sambenedettese, totalizzando 20 presenze tra campionato e Coppa Italia, con due gol e due assist. Successivamente si è trasferito al Siracusa, nel girone C di Serie C, dove ha disputato 16 partite, realizzando tre reti e un assist.
Per Sbaffo si prospetterebbe quindi una discesa di due categorie, dalla Serie C all’Eccellenza, per sposare il progetto dell’Aurora Treia. Resta però da capire quale sarà la decisione finale dell’attaccante, sul quale ci sarebbero ancora diverse società interessate.
L’eventuale arrivo del classe 1990 rappresenterebbe un innesto di esperienza e qualità per una squadra che sarà fortemente rinnovata rispetto a quella capace di vincere da imbattuta il campionato di Promozione. Intanto il presidente Stefano Cegna ha già confermato la permanenza in panchina di Simone Ricci, l’allenatore che ha guidato l’Aurora Treia alla promozione in Eccellenza.
(Credit Foto U.S. Sambenedettese)
Dalle tracce del villaggio che precedette la nascita della città romana ai mosaici che decoravano una grande villa di campagna, Urbs Salvia continua a restituire nuovi tasselli della propria storia. È iniziata l’8 giugno la XXXII campagna di scavi archeologici dell’Università di Macerata a Urbisaglia, uno dei più longevi e importanti cantieri scuola del panorama archeologico nazionale, che quest’anno coinvolge oltre cinquanta studentesse e studenti provenienti da università italiane e straniere.
Le attività, inserite nei tirocini del corso di laurea magistrale in Archeologia e sviluppo dei territori del Dipartimento di Studi Umanistici, vedono impegnati sul campo docenti, ricercatori, dottorandi, tecnici e collaboratori dell’Ateneo insieme a giovani archeologi in formazione, chiamati a confrontarsi con le metodologie della ricerca e della tutela del patrimonio culturale.
Le indagini, autorizzate dal Ministero della Cultura e dirette da Roberto Perna, docente di Archeologia classica dell’Università di Macerata, interessano sia l’area dell’antica Pollentia-Urbs Salvia sia la villa romana suburbana di Villamagna. Le attività si svolgono in collaborazione con la Direzione regionale Musei naz ionali Marche, guidata da Luigi Gallo, con il coordinamento scientifico di Sofia Cingolani, direttrice del Parco archeologico di Urbs Salvia, e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, diretta da Giovanni Issini, con la responsabilità scientifica di Cecilia Gobbi, oltre al sostegno del Comune di Urbisaglia e della Fondazione Giustiniani Bandini.
Fondamentale anche il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, che sostiene la presenza delle studentesse e degli studenti nel cantiere archeologico attraverso una sponsorizzazione dedicata. Un intervento che rafforza la dimensione didattica dell’iniziativa e consente a un numero crescente di giovani archeologi di confrontarsi con il lavoro sul campo in uno dei siti più importanti delle Marche.
Uno dei principali obiettivi della campagna riguarda l’area settentrionale del foro di Pollentia-Urbs Salvia, dove i ricercatori stanno cercando di individuare e comprendere le testimonianze dell’insediamento più antico, precedente alla fondazione della città romana avvenuta nel II secolo avanti Cristo. In prossimità della forgia per la lavorazione dei metalli, già indagata negli anni scorsi, stanno emergendo strutture realizzate in mattoni crudi che sembrano appartenere alle prime fasi di occupazione dell’area.
“Stiamo scoprendo il villaggio del III-II secolo avanti Cristo. Questo villaggio iniziale lo stiamo scavando per capire quando arrivarono i Romani qui”, ha spiegato Roberto Perna. “L’obiettivo della ricerca è proprio quello di capire come era fatto l’insediamento e come si organizzò Roma in un territorio di nuova conquista”.
Secondo il docente dell’Università di Macerata, gli scavi stanno restituendo informazioni preziose sul processo di romanizzazione del territorio. “Se l’ipotesi attuale sarà confermata, abbiamo trovato un grande complesso industriale dove si producevano ceramiche e strumenti”, ha sottolineato Perna. “Producevano ceramiche d’uso comune, ceramiche da fuoco, ceramica a vernice nera e lavoravano il ferro per realizzare attrezzi destinati all’agricoltura”.
L’attenzione dei ricercatori è rivolta anche alla città di età augustea e imperiale. Due saggi di scavo interessano infatti un grande edificio monumentale situato a nord del foro, del quale restano ancora da chiarire caratteristiche architettoniche e funzione, e una prestigiosa residenza urbana appartenuta probabilmente a una delle famiglie più influenti della città, dove la scorsa campagna aveva restituito importanti pavimenti musivi.
Proseguono parallelamente le ricerche nella villa romana di Villamagna, immersa nella Riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra, uno dei più significativi complessi rurali di età romana delle Marche. Dal 2017 gli scavi hanno riportato in luce sia gli ambienti produttivi della tenuta sia gli spazi destinati alla residenza dei proprietari.
La campagna 2026 concentra l’attenzione sul settore termale della villa, dove stanno emergendo nuovi lacerti di mosaico e intonaci dipinti che decoravano gli ambienti di rappresentanza. “Abbiamo poi aperto un’altra area dove abbiamo trovato una domus con caratteristiche termali. Poi c’è l’area di Villamagna, dove abbiamo trovato già mosaici”, ha evidenziato Perna.
Il docente ha inoltre ricordato il valore raggiunto dal sito archeologico negli ultimi anni. “Il Parco è di interesse nazionale dal 2022. Questo non è capitato a caso ma grazie alla collaborazione di molti soggetti, come Direzione regionale Musei, Università, Comune e Soprintendenza”. Un risultato che si accompagna alla crescita della partecipazione studentesca. “Non ci aspettavamo 57 iscritti quest’anno allo scavo da parte dei nostri studenti”, ha aggiunto.
Il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, Roberto Mancini, ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa. “Qui gli studenti fanno un’esperienza completa, di ricerca, didattica e vita vera”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza della collaborazione tra università, istituzioni e partner privati nel sostenere un’attività che coinvolge studenti provenienti anche da altri atenei.
Per Sofia Cingolani, direttrice del Parco archeologico di Urbs Salvia, il rapporto con l’Università di Macerata rappresenta un elemento essenziale per la crescita del sito. “Unimc fa ricerca qui da molti anni ed è una presenza radicata nel territorio del Parco. Quello che ci consente di raccontare il Parco in maniera sempre nuova e aggiornata è proprio questa collaborazione con l’Università di Macerata”.
Sulla stessa linea Francesco Belfiori della Soprintendenza, che ha evidenziato il lavoro condiviso di tutela, valorizzazione e comunicazione di un sito che continua a rappresentare un punto di riferimento per gli studi sull’antichità grazie all’abbondanza di dati e ai continui aggiornamenti forniti dalla ricerca.
Il direttore generale della BCC Recanati e Colmurano, Davide Celani, ha ribadito il significato del sostegno al progetto. “Può sembrare anacronistico mettere cultura e finanza insieme. Per noi è un impegno statutario oltre che morale”, ha affermato. “Se la banca può in qualche modo aiutare la ricerca è sempre un bene, così come l’aiuto e la valorizzazione dei giovani”. Celani ha inoltre ricordato il forte legame dell’istituto con il territorio e la volontà di sostenere iniziative capaci di valorizzare le eccellenze locali e accompagnare gli studenti nel loro percorso di formazione.
Grazie alla collaborazione tra Università di Macerata, Soprintendenza, Direzione regionale Musei, Fondazione Giustiniani Bandini, Comune di Urbisaglia e BCC Recanati e Colmurano, la campagna di scavo 2026 potrà contribuire alla definizione di nuovi percorsi di tutela e valorizzazione, favorendo anche l’inserimento del sito archeologico di Villamagna all’interno dell’offerta culturale e turistica del territorio.
Lo scavo rappresenta soltanto una parte dell’attività che l’Università di Macerata svolge durante tutto l’anno a Urbisaglia attraverso ricerca, laboratori e progettazione. Un’esperienza che consente agli studenti di confrontarsi con l’archeologia professionale e con le esigenze della tutela e della gestione del patrimonio culturale, acquisendo competenze sempre più richieste nel settore della ricerca archeologica, dell’archeologia preventiva, della pianificazione territoriale e della valorizzazione del patrimonio.
Si continua a parlare della futura giunta del sindaco Sandro Parcaroli, pronto al secondo mandato come primo cittadino nel comune di Macerata. Quello della composizione dell'esecutivo resta infatti uno degli ultimi nodi da sciogliere dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni comunali.
Come redazione abbiamo deciso di dare poco spazio alle voci di corridoio che si rincorrono in queste settimane, preferendo invece coinvolgere direttamente i nostri lettori attraverso un sondaggio online.
Abbiamo inserito tutti gli eletti della coalizione di centrodestra, insieme ad alcuni nomi che, secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, potrebbero ricoprire ruoli di rilievo nella nuova amministrazione, come quelli di assessore, presidente del Consiglio comunale, presidente dell'Atm o capo di gabinetto.
Va ricordato che il ruolo di assessore può essere affidato anche a persone non candidate alle elezioni oppure a candidati che non sono riusciti a ottenere un seggio in Consiglio comunale. All'indomani della vittoria, tuttavia, il sindaco Parcaroli aveva sottolineato come le preferenze ottenute e il peso dei partiti all'interno della coalizione avrebbero avuto un'importanza significativa nelle scelte finali, insieme alle competenze specifiche richieste per i diversi assessorati.
Ecco quindi come si sono espressi i lettori nel nostro sondaggio, che ha raccolto complessivamente 520 voti.
Candidato
Voti
Pierfrancesco Tasso
124
Deborah Pantana
87
Laura Laviano
84
Andrea Blarasin
62
Tommaso Lorenzini
18
Francesca D'Alessandro
17
Anna Menghi
16
Paolo Renna
16
Fabio Pistarelli
14
Marco Caldarelli
13
Andrea Marchiori
10
Simone Livi
9
Giuseppe Romano
7
Riccardo Sacchi
7
Sandro Montaguti
7
Francesco Luciani
6
Lorella Benedetti
6
Luca Buldorini
5
Pierpaolo Patrizietti
4
Sandro Di Tuccio
3
Laura Fortuna
2
Maria Oriana Piccioni
2
Francesco Castiglioni
1
A conquistare il maggior numero di preferenze è stato Pierfrancesco Tasso, che ha raccolto 124 voti, pari a quasi un quarto delle preferenze complessive espresse dai lettori. Alle sue spalle si piazza Deborah Pantana con 87 voti, seguita da Laura Laviano con 84 preferenze.
Più staccato Andrea Blarasin, che ottiene 62 voti, mentre dietro il quartetto di testa si apre un netto divario con Tommaso Lorenzini (18), Francesca D'Alessandro (17), Anna Menghi e Paolo Renna (16 ciascuno).
Se andassimo a confermare il numero di 9 assessori, prendendo i primi del nostro sondaggio si andrebbe a rispettare anche la regola del 40% della giunta di genere femminile. Così facendo la giunta sarebbe composta, oltre che dal sindaco Sandro Parcaroli, da Pierfrancesco Tasso (Fratelli D'Italia), Deborah Pantana (Noi Moderati-Civici Marche), Laura Laviano (Forza Italia), Andrea Blarasin (Fratelli D'Italia), Tommaso Lorenzini (Parcaroli Sindaco - Lega), Francesca D'Alessandro (Fratelli D'Italia), Anna Menghi (ex consigliere regionale Lega), Paolo Renna (Fratelli D'Italia), Fabio Pistarelli (ex candidato sindaco per la città di Macerata).
Si tratta naturalmente di un sondaggio senza alcun valore ufficiale, ma che offre comunque un'interessante fotografia delle preferenze dei lettori e delle aspettative rispetto alla composizione della futura squadra di governo cittadina.
Ora la parola passa al sindaco Parcaroli, chiamato nelle prossime ore a sciogliere definitivamente il rebus giunta e a definire la squadra che lo accompagnerà nel suo secondo mandato alla guida della città.
Da tre anni attendono l’arrivo della linea ferroviaria elettrificata, considerata la soluzione definitiva a un problema che, a loro dire, continua a incidere pesantemente sulla qualità della vita quotidiana. A lanciare l’appello sono due residenti di una palazzina di via Urbino, nella zona retrostante la stazione ferroviaria di Macerata, che denunciano i continui rumori provocati dai treni in sosta con i motori accesi per lunghi periodi.
Le testimonianze raccolte sono quelle della signora Nanta e della signora Letizia, entrambe esasperate da una situazione che si sarebbe ripresentata con la riattivazione del servizio ferroviario dopo la lunga fase dei lavori sulla linea. Se durante il periodo del cantiere i disagi erano legati alle opere di ammodernamento dell’infrastruttura, oggi il problema sarebbe rappresentato dal rumore dei convogli che sostano sui binari con i motori accesi per tempi prolungati.
«La notte si dorme poco», racconta la signora Nanta. «La mattina presto, verso le cinque e mezza o le sei, i treni vengono accesi e restano in funzione a lungo. Poi la situazione si ripete nel pomeriggio. Non è il rumore di un treno che passa a dar fastidio, ma quello dei convogli che rimangono fermi e accesi per ore, accelerando continuamente».
Secondo la residente, il problema è noto da tempo e negli anni sarebbero stati effettuati anche rilievi fonometrici per verificare il livello dei rumori. «Ci avevano rassicurato con il progetto della linea elettrificata, ma intanto i disagi continuano. Con il caldo siamo costretti a tenere le finestre aperte e il rumore diventa ancora più difficile da sopportare».
Le due residenti spiegano che la loro abitazione si trova a pochi metri dai binari e che il rumore risulta particolarmente intenso proprio per la vicinanza tra i convogli in sosta e il palazzo. Per questo chiedono che venga valutata la possibilità di effettuare l’accensione dei treni in una zona più distante dalle abitazioni oppure di adottare soluzioni di mitigazione acustica.
«Non capiamo perché i treni debbano restare proprio davanti alle case», afferma la signora Letizia. «Potrebbero spostarsi un po’ più avanti, dove ci sono meno abitazioni vicine alla linea ferroviaria. Altrimenti servirebbero delle barriere antirumore. Non possiamo trascorrere tutta l’estate con le finestre chiuse».
La residente racconta che il problema si manifesta soprattutto nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, quando più convogli possono sostare contemporaneamente sui binari con i motori accesi. «Quando esco di casa alle sei e mezza del mattino li trovo già lì. A volte ce ne sono due contemporaneamente e il rumore è molto forte».
Le due donne sottolineano di non voler ostacolare il servizio ferroviario né contestare il passaggio dei treni, ma chiedono semplicemente una soluzione che consenta di ridurre l’impatto acustico sulle abitazioni della zona. La speranza resta quella di vedere completata quanto prima l’elettrificazione della linea, annunciata da anni e ritenuta in grado di eliminare gran parte dei disagi attualmente lamentati dai residenti.
Nel frattempo l’appello è rivolto ai soggetti competenti affinché possano verificare la situazione e valutare eventuali interventi, sia dal punto di vista operativo sia attraverso opere di protezione acustica. «Se fosse possibile fare qualcosa ne saremmo davvero grati», concludono le due residenti, che attendono risposte dopo anni di segnalazioni.
In attesa di conoscere la composizione ufficiale della giunta proviamo a far votare ancora voi lettori. Chi vorreste all'interno della giunta che accompagnera Sandro Parcaroli per i prossimi 5 anni?
Potete votare tra tutti gli eletti in cosiglio con la coalizione di centrodestra più qualche nome uscito sulle testate giornalistiche. I nomi sono stati messi in ordine di voti presi. Alla fine ci sono i nomi in più.
A voi la scelta:
Caricamento…
(foto di Massimo Zanconi)
Risuona la musica allo Sferisterio: è iniziata ufficialmente Musicultura 2026. La prima delle due serate della manifestazione si è aperta con un momento di raccoglimento e commozione. Il direttore artistico Ezio Nannipieri ha voluto ricordare Nicolas, Giorgio e Daniele, sottolineando il forte legame tra il festival e la città.
«Musicultura non è un evento passeggero, ma è radicato nella città, per questo si stringe nel dolore con essa», ha dichiarato Nannipieri prima di dare il via alla serata, condotta da Fabrizio Biggio e Carolina Di Domenico.
Lo spettacolo entra subito nel vivo con un opening musicale affidato a Brunori Sas, Colombre e Maria Antonietta, che interpretano Il mondo, celebre brano del cantautore camerte Jimmy Fontana.
Da quel momento si susseguono sul palco i vincitori di questa edizione. Ad aprire il concorso è Dduma con Fimmine di guerra, che conquista l'arena con un sound elettronico e sognante, raccontando i propri dissidi interiori.
Prosegue Giulia Trovò con Se non dovessi più tornare, un brano che racconta la partenza di un soldato verso il fronte. Un tema che parla di passato ma che, alla luce dell'attualità, appare sempre più vicino e presente.
È poi la volta di Rosita Brucoli con Agente!, un pezzo personale e tagliente che, con tono diretto, racconta implicitamente aspetti della sua vita e rapporti conflittuali.
Sale quindi sul palco Claudio Covato che, accompagnato dalla sua chitarra acustica, conduce il pubblico dentro Chiddu ca mi resta, tra ritmi mediterranei e sarcasmo siciliano.
Il primo ospite della serata è l'attore Giampaolo Morelli, che propone un monologo autoironico sulla sua dislessia e sul proprio percorso di vita. «Con una risata amara mi sono fatto coraggio e ho deciso di parlarne, anche perché i miei figli hanno la dislessia e scherzarne è il modo migliore per far conoscere questa problematica», racconta al pubblico.
Si torna poi al concorso con Isabella Privitera, che in Eya fonde jazz e soul con richiami al canto popolare, costruendo un racconto fatto di immagini e suggestioni. Il live continua con Mezzanera e la sua Piume: una voce potente e al tempo stesso eterea che si appoggia su pochi accordi di pianoforte, lasciando spazio al silenzio e agli applausi dello Sferisterio.
Penultimo vincitore a esibirsi è il collettivo Narratore Urbano. Con Il mio coinquilino vuole uccidermi, il gruppo affronta il tema attualissimo del conflitto tra Israele e Palestina attraverso una metafora semplice quanto incisiva.
A chiudere il percorso dei vincitori è Giovanni Toscano. Con Emma, il cantautore romano offre un racconto intenso di amore, dolore e crescita personale, aprendo il cuore sul primo amore, quello che lascia un segno profondo e contribuisce a definire chi si diventa.
È quindi il momento del grande ospite della serata, Brunori Sas, che incanta lo Sferisterio con L'albero delle noci, il brano che gli ha regalato il podio al Festival di Sanremo, insieme a Per due che come noi e La verità. Un'esibizione che conferma la sua capacità di raccontare la vita e i sentimenti con uno stile autentico, poetico e al tempo stesso graffiante.
Spazio anche ai due artisti marchigiani Colombre e Maria Antonietta, reduci dalla partecipazione a Sanremo 2026. Sul palco portano in versione acustica Senza vestiti e La felicità e basta, mettendo in evidenza l'affiatamento di un sodalizio artistico che dura da anni e che oggi sta finalmente ricevendo il riconoscimento che merita.
A concludere la serata sono i Planet Funk, che fanno ballare lo Sferisterio sulle note di Feel Everything, Chase the Sun, These Boots Are Made for Walkin' e Who Said.
Ora l'attesa è tutta per la seconda serata, che decreterà il vincitore finale di Musicultura 2026 e porterà sul palco altri ospiti di grande prestigio.
Musicultura 2026 continua con una seconda serata live alla Banca Macerata Arena di Piazza Vittorio Veneto, in un clima particolarmente intenso e partecipato.
In accordo con gli organizzatori della fiaccolata promossa dalla Curva Just Macerata, l’inizio dell’evento è stato anticipato alle 20.30 per consentire a tutti di prendere parte al momento di ricordo dedicato a Nicolas, Giorgio e Daniele. Una scelta condivisa dagli organizzatori, presenti insieme al pubblico per stringersi attorno alle famiglie, agli amici e a tutte le persone colpite dal dolore per la loro scomparsa.
La serata è stata poi dedicata alla musica e ai protagonisti di Musicultura 2026. Sul palco si sono esibiti quattro deii vincitori dell’edizione, che riascolteremo allo Sferisterio venerdi 19 e sabato 20: Claudio Covato, il collettivo Narratore Urbano, Isabella Privitera e Giulia Trovò. Ad accompagnarli in questo concerto speciale è stato Francesco Sarcina, storico frontman delle Le Vibrazioni, mentre la conduzione è stata affidata a John Vignola.
Francesco Sarcina ha regalato alcuni momenti particolarmente significativi della serata. Tra questi l’esecuzione di “Dedicato a Te”, accolta con grande partecipazione dagli spettatori. L’artista ha inoltre condiviso alcune riflessioni sul valore della musica e sul ruolo degli artisti nella società. “Tendiamo a seguire la musica per collocarci e integrarci. Ma bisogna raccontare la musica che ci ha portato ad essere così. La musica è importante ed è importante che sia fatta bene e che ci rappresenti”, ha dichiarato dal palco.
Sarcina ha poi sottolineato la responsabilità che accompagna il lavoro di chi scrive e interpreta canzoni: “Come artisti abbiamo responsabilità in generale, scriviamo la colonna sonora di momenti belli e meno belli”. Parole che hanno trovato piena sintonia con lo spirito della manifestazione e con il percorso dei giovani artisti protagonisti della serata.
Il concerto si è concluso con un momento corale che ha visto Francesco Sarcina esibirsi insieme ai quattro vincitori sulle note di “Vieni da Me”, suggellando un incontro tra generazioni e sensibilità artistiche diverse. Un finale intenso che conferma ancora una volta la capacità di Musicultura di raccontare il presente attraverso le canzoni e le storie dei suoi protagonisti.
Sul palco sono poi saliti Fabrizio Biggio e Carolina Di Domenico, a cui passa il testimone della conduzione per le due serate finali allo sferisterio.
Circa cinquemila persone hanno partecipato alla fiaccolata organizzata dalla Curva Just per ricordare Nicolas, Giorgio e Daniele, i tre giovani scomparsi tragicamente. Il corteo è partito dal Monumento ai Caduti e ha attraversato Corso Cavour fino a raggiungere Piazza della Libertà, in un momento di raccoglimento che ha coinvolto l’intera comunità maceratese.
Ad aprire il corteo sono stati i familiari dei ragazzi, accompagnati da amici, conoscenti e cittadini che hanno voluto manifestare la propria vicinanza e il proprio affetto. Lungo il percorso non sono mancati i segni di partecipazione da parte del mondo sportivo locale. Presente anche una delegazione della Cluentina, che ha voluto rendere omaggio a Daniele con uno striscione recante la scritta: “Daniele con noi per sempre”.
La fiaccolata si è svolta in un clima di profondo rispetto e commozione. "Siamo qui per ricordare questi tre ragazzi, figli e compagni" Hanno detto gli organizzatori. "Non ci aspettavamo una partecipazione così numerosa. I nostri ragazzi sarebbero orgogliosi", hanno ricordato i genitori, ringraziando tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa e a quanti hanno contribuito alla sua realizzazione.
Una volta giunti in Piazza della Libertà, i partecipanti si sono riuniti in silenzio per l’ultimo saluto. Il momento conclusivo è stato segnato dal rilascio di tre gruppi di palloncini, accompagnato da un lungo e sentito applauso che ha concluso la serata nel ricordo dei tre giovani.
Oltre alla Cluentina, presenti anche raprresentati e sportivi della Vr Macerata, Maceratese, di Musicultura, che ha anticipato un evento per essere presente, compresi i presentatori delle serate finali Biggio e Carolina Di Girolamo. Inoltre molti esponenti della politica cittadina di tutti gli schieramenti, che in questa serata sono scomparsi.
Ora si attende di conoscere il giorno delle esequie per dare l'ultimo saluto ai tre ragazzi.
Paola Turci protagonista del primo evento live di Musicultura 2026. L'artista è salita sul palco della Banca Macerata Arena di Piazza Vittorio Veneto per una serata dedicata ai vincitori del festival, accompagnando il pubblico in un viaggio tra emozioni, riflessione e grande musica.
A presentare l'appuntamento è stato John Vignola, che ha guidato il pubblico attraverso le esibizioni dei vincitori Rosita Brucoli, Giovanni Toscano, Mezzanera e DDUMA, protagonisti del concerto che ha inaugurato il programma live serale dell'edizione 2026.
Uno dei momenti più toccanti della serata è arrivato con l'interpretazione di “Dio, come ti amo” di Domenico Modugno da parte di Paola Turci, proposta in omaggio ai tre ragazzi scomparsi nei giorni scorsi. «La musica celebra la vita, bisogna sempre celebrarla, io odio l'indifferenza», ha affermato l'artista, suscitando un lungo applauso da parte del pubblico presente.
Dopo le esibizioni dei vincitori, la serata si è conclusa con un emozionante finale corale. Paola Turci è tornata sul palco insieme a Rosita Brucoli, Giovanni Toscano, Mezzanera e DDUMA per interpretare “Con il nastro rosa” di Lucio Battisti, chiudendo il primo evento live di Musicultura 2026 in un clima di festa e partecipazione.