di Francesco Silla

Rette Rsa nelle Marche: voucher da 250 euro al mese per le famiglie

Rette Rsa nelle Marche: voucher da 250 euro al mese per le famiglie

Nelle Marche prende forma un nuovo intervento per sostenere le famiglie alle prese con i costi delle strutture residenziali per anziani non autosufficienti, persone con disabilità e cittadini con disturbi mentali. La Regione ha infatti reso operativo il terzo capitolo del programma Multileva, un pacchetto di misure nato per affrontare una situazione sempre più critica, segnata da liste d’attesa in crescita e rette che gravano in modo significativo sui bilanci familiari. Dopo il via libera del Ministero del Lavoro alla convenzione necessaria per l’attivazione della misura, diventano disponibili 9,6 milioni di euro di fondi europei destinati al biennio 2026-2027. Le risorse saranno utilizzate per finanziare voucher da 250 euro mensili, erogati per due anni ai nuclei familiari che hanno un proprio congiunto ospitato in una Rsa o in una residenza protetta. Con l’approvazione della delibera regionale, i fondi saranno trasferiti agli Ambiti territoriali sociali, chiamati a predisporre i bandi e a gestire l’assegnazione dei contributi. L’accesso al beneficio sarà subordinato ai requisiti Isee, mentre una quota rilevante delle risorse sarà riservata ai nuclei nei quali è presente una donna. Il sostegno non sarà limitato agli anziani accolti nelle strutture sanitarie e protette, ma verrà esteso anche alle persone con disabilità e a quelle affette da problematiche psichiatriche, ampliando in maniera significativa la platea dei potenziali beneficiari. L’intervento nasce per contrastare l’aumento delle rette, che in molti casi raggiungono i 2.500 euro al mese e raramente scendono sotto i 1.300 euro. Una pressione economica cresciuta ulteriormente dopo la revisione tariffaria entrata in vigore l’11 agosto scorso, che ha portato la quota di compartecipazione a carico di utenti e Comuni nelle residenze protette per persone con demenza da 37,70 a 40,57 euro al giorno. Il contributo alle famiglie rappresenta il terzo tassello del programma Multileva, che dispone complessivamente di 30,6 milioni di euro nel triennio 2025-2027. La prima misura, da 12,5 milioni di euro e già attiva da luglio 2025, è finalizzata ad aumentare in modo strutturale la quota sanitaria delle rette in alcune strutture convenzionate. Il secondo intervento, finanziato con 8 milioni di euro, punta invece al potenziamento dei servizi nelle strutture residenziali sociali ed extraospedaliere, per le quali la Regione ha approvato le linee guida attuative nel marzo scorso. Resta però aperta la questione della disponibilità dei posti. Nelle Marche risultano attualmente 7.650 persone in lista d’attesa, a fronte di 6.200 posti convenzionati e 7.400 autorizzati. La domanda supera inoltre sia il limite dei posti convenzionabili, fissato a 6.800, sia quello dei posti autorizzabili, pari a 7.320, previsti dall’attuale atto di fabbisogno regionale, attualmente in fase di revisione. Le situazioni più critiche si registrano nel distretto di Macerata, che conta 1.833 persone in attesa, e in quello di Ancona, dove le richieste sfiorano quota 1.600. Seguono Civitanova con 982 persone in lista, Fano con 652, Senigalliacon 541 e Pesaro con 521, confermando una pressione crescente sull’intero sistema regionale dell’assistenza residenziale.

16/06/2026 11:00
Scienza in Festa, successo all’Abbadia di Fiastra per l’evento Unicam (FOTO e VIDEO)

Scienza in Festa, successo all’Abbadia di Fiastra per l’evento Unicam (FOTO e VIDEO)

Si è chiusa con una grande partecipazione di pubblico l’edizione 2026 di Scienza in Festa, il festival della comunicazione scientifica dell’Università di Camerino, che nel fine settimana del 13 e 14 giugno ha animato la suggestiva cornice dell’Abbadia di Fiastra con incontri, laboratori, spettacoli, presentazioni, attività all’aria aperta e momenti di divulgazione dedicati a cittadini di tutte le età. Considerato il fiore all’occhiello del progetto di public engagement Viceversa, recentemente valutato come “Eccellente”dall’Anvur per la valorizzazione della ricerca nell’ambito della VQR 2020-2024, il festival ha proposto oltre 30 eventi tra scienza, cultura e intrattenimento, con l’obiettivo di creare un dialogo diretto tra università e società e portare la ricerca fuori dalle aule accademiche. Tra gli ospiti dell’edizione 2026 figuravano Luca Perri con lo spettacolo “Il ritorno del nerd - La folle scienza del Signore degli Anelli”, Stefano Bartezzaghi con il suo originale cruciverba dedicato al rapporto tra cittadini e scienza, Riccardo Azzali con la presentazione del libro “Il gatto che mi ha spiegato l’universo”, i creatori di Lercio con un incontro dedicato alla satira giornalistica nell’era dell’intelligenza artificiale, Moreno Monticelli, Pietro Olla, Massimiliano Trevisan, Andrea Prosperi e numerosi altri protagonisti del mondo della divulgazione scientifica. Ampio spazio è stato dedicato anche al Premio Asimov, con l’incontro “Leggere, scrivere e premiare la Scienza” che ha visto la partecipazione di Anna Parisi, finalista del Premio Asimov 2026, e di Francesco Vissani, ideatore del premio, insieme al coordinatore scientifico del progetto Viceversa Claudio Pettinari. Nel corso dell’iniziativa sono state premiate le studentesse e gli studenti delle scuole superiori marchigiane autori delle migliori recensioni dell’edizione 2026. Particolarmente apprezzati gli appuntamenti del main stage, dal “Chemistry Show” del professor Corrado Di Nicola ai “Racconti e fotografie della ricerca Unicam”, che hanno visto alternarsi sul palco ricercatrici e ricercatori dell’ateneo per raccontare progetti, scoperte e attività scientifiche. Interesse anche per la conferenza-spettacolo “The AI Era” di Mattia Crivellini, dedicata agli effetti dell’intelligenza artificiale generativa sulla società contemporanea. Il programma ha proposto inoltre presentazioni di libri, incontri con autori, osservazioni astronomiche, spettacoli di videomapping, visite guidate, passeggiate naturalistiche e storiche, momenti dedicati allo sport, alla divulgazione scientifica e alla scoperta delle attività di ricerca portate avanti dall’Università di Camerino nei diversi ambiti disciplinari. Il rettore di Unicam Graziano Leoni ha sottolineato il valore dell’iniziativa a conclusione della manifestazione. “Siamo quasi arrivati alla fine di questi due giorni, importantissimi per noi e per le persone che si trovano all’Abbadia di Fiastra, perché hanno la possibilità di entrare in contatto con la scienza in modo coinvolgente e divertente, ma allo stesso tempo arrivando a capire ed esplorare concetti che non sono immediati”. Leoni ha inoltre evidenziato il ruolo svolto da ricercatrici, ricercatori, studentesse e studenti dell’ateneo nel raccontare la ricerca scientifica attraverso gli stand e le attività presenti nel festival. Per Claudio Pettinari, docente Unicam e coordinatore del progetto Viceversa, il significato della manifestazione è racchiuso già nel suo nome. “È appunto la Scienza in Festa e non la Festa della Scienza, perché per tutti noi è una grandissima festa raccontare quello che facciamo nei nostri laboratori, quelle che sono le nostre attività e quello che facciamo per la società e insieme alla società”. Pettinari ha inoltre evidenziato la crescita costante dell’evento. “Abbiamo avuto delle partecipazioni nella giornata di ieri e già nella mattinata di oggi che hanno superato le nostre aspettative”, ha dichiarato, sottolineando l’elevato numero di appuntamenti e il coinvolgimento di tanti ricercatori e ricercatrici. Soddisfazione anche da parte di Mattia Crivellini dell’associazione Next, tra gli organizzatori della manifestazione insieme a Unicam. “Il terzo anno si consolida l’esperienza, il pubblico ci ha premiato, il sole pure. Dall’intelligenza artificiale a tantissimi temi, fino alla montagna di Torricchio, si scopre la natura e la bellezza della ricerca Unicam in questa Scienza in Festa”, ha affermato. Tra gli ospiti più apprezzati anche Stefano Bartezzaghi, docente di semiotica alla Iulm e collaboratore di Repubblica. “Ho fatto un cruciverba con parole che, arrivandoci attraverso gli incroci, ricostruiscono concetti pertinenti all’atteggiamento scientifico da avere nel mondo”, ha spiegato. Un modo originale per avvicinare il pubblico alla scienza attraverso il gioco e la riflessione. Con il successo dell’edizione 2026, Scienza in Festa conferma la propria capacità di unire divulgazione, ricerca e partecipazione in un contesto unico come quello dell’Abbadia di Fiastra, rafforzando il dialogo tra università e territorio e offrendo a cittadini, studenti e famiglie un’occasione concreta per avvicinarsi al mondo della scienza in maniera accessibile, coinvolgente e condivisa.

14/06/2026 19:00
Comuni montani, pressing dell'Anci su Calderoli: "Stop all’iter del Dpcm"

Comuni montani, pressing dell'Anci su Calderoli: "Stop all’iter del Dpcm"

L’iter di adozione del Dpcm sulla nuova classificazione dei Comuni montani deve essere sospeso per evitare possibili ripercussioni economiche e sociali sui territori che rischiano di perdere il riconoscimento della montanità. È la richiesta avanzata dall’Anci nel corso della Conferenza Unificata dell’11 giugno, durante l’informativa resa dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli. A rappresentare l’associazione erano il presidente Gaetano Manfredi e il presidente del Consiglio nazionale Marco Fioravanti. Pur ringraziando il ministro per i chiarimenti forniti attraverso un’apposita informativa, l’Anci si è fatta portavoce delle preoccupazioni espresse da numerosi sindaci dei Comuni esclusi dalla nuova classificazione. Per questo motivo è stata formalmente chiesta la sospensione immediata dell’iter attuativo previsto dalla legge 131 del 2025, proponendo nel frattempo di continuare a erogare le risorse ai Comuni inseriti nel precedente elenco e, se ritenuto opportuno, di estenderle anche alle realtà che rientrano nei nuovi criteri. La presa di posizione rappresenta una sorta di dietrofront rispetto al via libera inizialmente accordato alla normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso febbraio. Al centro della contestazione restano i parametri individuati dalla riforma, che definisce i Comuni montani sulla base dell’altitudine media del territorio, fissata ad almeno 350 metri, e della presenza di aree caratterizzate da specifici livelli di pendenza. Una questione che nelle Marche aveva già acceso il dibattito tra gli amministratori locali. Come riportato nei mesi scorsi da Picchio News, numerosi sindaci avevano denunciato il rischio di perdere strumenti considerati essenziali per la sopravvivenza delle aree interne, dalle deroghe per il mantenimento delle scuole ai benefici collegati alla sanità territoriale, fino ad alcune agevolazioni in campo agricolo. Alla riunione era presente anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha evidenziato la necessità di valutare attentamente le richieste provenienti dai territori interessati. Pur condividendo gli obiettivi della riforma, Acquaroli ha sottolineato come l’applicazione dei nuovi criteri abbia generato situazioni considerate penalizzanti per alcuni Comuni, soprattutto in relazione a diritti storicamente riconosciuti nei settori sanitario, scolastico e agricolo. Il governatore ha inoltre ricordato il contenzioso avviato su scala nazionale dalle amministrazioni escluse, molte delle quali hanno presentato ricorso al Tar. Tra i sindaci più attivi nella mobilitazione figura il primo cittadino di Urbino, Maurizio Gambini, che insieme ad altri amministratori ha promosso un ricorso per ottenere il riconoscimento dello status di Comune montano per le realtà escluse. Alcuni sindaci hanno inoltre deciso di sospendere la propria partecipazione all’Anci in segno di protesta. Calderoli ha respinto la richiesta di sospendere il percorso di attuazione della riforma, ma si è detto disponibile a valutare eventuali modifiche qualora Regioni, Province e Comuni siano in grado di presentare una proposta condivisa all’unanimità. Il ministro ha comunque ribadito la volontà di preservare l’impianto della legge 131 del 2025, fondato su criteri oggettivi legati alle caratteristiche fisiche del territorio. Le rassicurazioni del Governo sono contenute in un documento informativo di otto pagine che l’Anci trasmetterà ai Comuni interessati. Secondo il ministro, molte delle preoccupazioni manifestate derivano da una lettura non corretta della normativa e dei relativi provvedimenti attuativi. L’informativa precisa che il riparto del Fondo per lo sviluppo della montagna italiana relativo al 2025 sarà definito attraverso il coordinamento tra le Regioni, che potranno tenere conto anche delle esigenze dei Comuni compresi nel precedente elenco storico ma esclusi dalla nuova classificazione. Nel documento viene inoltre chiarito che restano confermate le agevolazioni previste dalle normative regionali vigenti e che le misure statali attualmente in essere continueranno ad applicarsi fino al completamento della delega prevista dalla legge. Viene inoltre specificato che la nuova classificazione non inciderà sulle disposizioni riguardanti il dimensionamento della rete scolastica e non avrà effetti sulle misure previste nell’ambito della Politica agricola comune. Le spiegazioni fornite dal ministero non sembrano però aver dissipato le preoccupazioni degli amministratori locali. I sindaci dei territori esclusi continuano infatti a chiedere garanzie formalizzate attraverso atti concreti e rivendicano il mantenimento dello status di Comune montano, ritenuto uno strumento fondamentale per sostenere servizi, popolazione ed economia nelle aree interne. Ricordiamo che per il maceratese i comuni esclusi sono: Treia, Belforte del Chienti, Cingoli, Colmurano, Tolentino, Sant'Angelo in Pontano e Loro Piceno.

12/06/2026 19:40
Macerata, equilibri da trovare e posti limitati: il rebus della nuova giunta Parcaroli

Macerata, equilibri da trovare e posti limitati: il rebus della nuova giunta Parcaroli

In attesa della prima assemblea del nuovo Consiglio comunale, resta da definire la composizione della giunta che accompagnerà il secondo mandato di Sandro Parcaroli. Una partita che servirà anche a chiarire gli equilibri dell'aula consiliare, visto che l'eventuale nomina di consiglieri ad assessori farebbe scattare i relativi subentri. I posti da assegnare sono nove assessorati, oltre alla presidenza dell'Apm e alla presidenza del Consiglio comunale. Subito dopo la conferma della vittoria al ballottaggio, il sindaco aveva indicato i criteri che guideranno le scelte: «Voglio fare una giunta importante che lavori con professionalità per la città. Partirò ovviamente dai voti che i partiti hanno preso. Ci sono alcuni ex assessori che hanno preso molti voti». La composizione dovrà inoltre rispettare l'equilibrio di genere previsto dalla legge, con almeno quattro donne oppure almeno quattro uomini. Parcaroli in questi giorni non si trova in città. Dopo il ballottaggio si è preso qualche giorno di pausa e tornerà domani, 13 giugno, in occasione del pellegrinaggio Macerata-Loreto. Da lunedì inizierà quindi il confronto sulla nuova squadra di governo, valutando il numero di preferenze ottenute dai candidati, il peso elettorale delle liste della coalizione e gli equilibri di genere richiesti dalla normativa. Se il criterio principale sarà quello del peso elettorale delle liste, Fratelli d'Italia parte da una posizione di vantaggio. Il partito di Giorgia Meloni è infatti la forza più rappresentata della maggioranza e punta a ottenere un numero di incarichi proporzionato al risultato delle urne (otto i consiglieri che siederanno in Assise). Tra i nomi che sembrano avere maggiori possibilità di entrare in giunta ci sono quelli di Francesca D'Alessandro, candidata più votata dell'intera coalizione con 648 preferenze, e Paolo Renna, che ne ha raccolte 505. Sul tavolo resta anche l'ipotesi di un ruolo per Lorella Benedetti, mentre Pierfrancesco Tasso viene indicato come possibile candidato alla presidenza del Consiglio comunale o dell'Apm.  Nella galassia Lega-Civici il ragionamento ruota attorno alla richiesta di due assessorati. La permanenza in giunta di Andrea Marchiori viene data come uno degli scenari più probabili, mentre per l'eventuale secondo posto vengono accostati i nomi di Alessandra Procaccioli, espressione dell'area civica, e di Giuseppe Romano, presidente dell'associazione dei commercianti del centro storico. Anche Forza Italia rivendica un maggiore spazio nella futura amministrazione. Gli azzurri puntano ad avere due rappresentanti nell'esecutivo: il primo nome è quello dell'assessore uscente Riccardo Sacchi, mentre per l'altro posto la candidatura di Barbara Antolini appare al momento tra le più quotate, pur in presenza di Laura Laviano, che alle elezioni ha ottenuto un risultato personale più consistente. Per quanto riguarda l'Udc, il principale riferimento resta Marco Caldarelli, il cui nome viene fatto sia per un assessorato sia per la guida del Consiglio comunale. Tra le liste civiche che hanno sostenuto Parcaroli, I Maceratesi per Parcaroli guardano a un incarico di primo piano per Francesco Luciani, il quale potrebbe trovare spazio in giunta oppure potrebbe essere confermato alla presidenza dell'assemblea cittadina. Resta infine da sciogliere il nodo di Macerata Unica, la lista nata dall'accordo tra Noi Moderati e Civici Marche. La figura maggiormente accreditata è quella di Deborah Pantana, che punta a entrare nell'esecutivo. In alternativa potrebbe ottenere una delega specifica mantenendo il ruolo di consigliera oppure rientrare tra le opzioni per la presidenza del Consiglio comunale.

12/06/2026 19:20
Export Marche, crescita del 15,5%: è tra le prime cinque regioni italiane

Export Marche, crescita del 15,5%: è tra le prime cinque regioni italiane

Le Marche si confermano tra le regioni più dinamiche d’Italia sul fronte delle esportazioni. È quanto emerge dal report ISTAT "Le esportazioni delle Regioni italiane – I trimestre 2026", che fotografa un andamento positivo per il commercio estero nazionale e, in particolare, per il Centro Italia. Nel primo trimestre del 2026 l’export italiano è cresciuto dell’1,3% su base annua, ma con differenze significative tra le diverse aree del Paese. A trainare la crescita è stato il Centro Italia, che ha registrato un incremento del 13,8%, seguito dal Sud con il 7,1%. Più contenuta la crescita del Nord-Ovest (+1,3%), mentre il Nord-Est ha fatto segnare una flessione del 2,4% e le Isole una contrazione del 19%. In questo scenario le Marche si collocano tra le migliori performance regionali. Con una crescita dell’export pari al 15,5%, la regione occupa il quinto posto a livello nazionale dietro Toscana (+30,2%), Abruzzo (+23,5%), Liguria (+20,8%) e Basilicata (+18,2%). Un risultato che conferma la capacità delle imprese marchigiane di mantenere una forte competitività sui mercati internazionali nonostante le incertezze economiche globali. Il report ISTAT evidenzia inoltre come le Marche abbiano contribuito alla crescita dell’export nazionale grazie all’aumento delle vendite all’estero nel comparto dei mezzi di trasporto, esclusi gli autoveicoli. Insieme al Veneto, la regione ha fornito un contributo di 1,1 punti percentuali all’incremento complessivo delle esportazioni italiane. Particolarmente significativo anche il dato relativo al mercato statunitense. Secondo l'ISTAT, tra i maggiori contributi positivi all’export nazionale figurano le esportazioni delle Marche verso gli Stati Uniti, cresciute del 199% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un incremento che colloca la regione tra quelle che hanno maggiormente beneficiato della domanda proveniente dal mercato americano, insieme ad Abruzzo e Veneto. A commentare i dati è stato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro: "Il dato dell’export marchigiano nel primo trimestre 2026 è un segnale positivo: una crescita del 15,5% ci colloca tra le regioni più dinamiche del Paese e al di sopra della media nazionale". "Parliamo di una crescita significativa, in un contesto nazionale comunque positivo (+1,3%) e con il Centro Italia in aumento del +7,2%, che conferma la capacità del nostro sistema produttivo di rimanere competitivo in una fase economica complessa a livello internazionale - aggiunge Bugaro -. È un segnale concreto della vitalità del tessuto manifatturiero marchigiano. Si evidenzia in particolare il forte dinamismo verso gli Stati Uniti, con un incremento molto rilevante delle esportazioni, così come il contributo di filiere industriali strategiche come quella dei mezzi di trasporto, dove rientrano eccellenze regionali come la cantieristica e la nautica, fortemente orientate all’export internazionale. Accanto a questi ambiti si stanno sviluppando anche nuove traiettorie, come l’aerospazio, su cui le Marche sono presenti con progetti e reti di innovazione emerse anche in contesti nazionali di confronto come il Research to Innovate Italy di Bologna".

12/06/2026 19:00
Macchini, Scanzi, Montanini ed Ercoli: i grandi nomi dell’estate all’Arena La Cava di Ripe San Ginesio (VIDEO)

Macchini, Scanzi, Montanini ed Ercoli: i grandi nomi dell’estate all’Arena La Cava di Ripe San Ginesio (VIDEO)

Prenderà il via il 26 giugno VOCI & ORIZZONTI, la nuova stagione culturale 2026 dell’Arena La Cava di Ripe San Ginesio, promossa dall’Unione Montana dei Monti Azzurri e dal Comune di Ripe San Ginesio. Un cartellone che attraversa filosofia, teatro, musica, comicità e spettacolo dal vivo, trasformando uno dei luoghi più suggestivi dell’entroterra marchigiano in uno spazio di incontro e condivisione. VOCI & ORIZZONTI richiama uno sguardo aperto, capace di mettere in relazione linguaggi artistici e sensibilità diverse. La stagione si aprirà con l’unico appuntamento in Piazza Vittorio Emanuele II, ad ingresso gratuito, il 26 giugno alle ore 21.15, quando Lucrezia Ercoli, filosofa e direttrice artistica di Popsophia, sarà protagonista della conferenza spettacolo “Ciò che resta. Filosofia del terremoto”, ispirata al suo ultimo libro “Terremoti. Estetica delle catastrofi” e dedicata ai temi della frattura, della memoria e della rinascita. Da luglio il programma si sposterà all’Arena La Cava. Il 10 luglio sarà protagonista Piero Massimo Macchini con “La gente mormorano”, spettacolo che affronta con ironia i meccanismi sociali del giudizio e del pettegolezzo. Il 12 luglio andrà in scena la commedia dialettale “Buona da morire”, scritta da Simona Ronchi e diretta da Sarah Salvucci, con il Gruppo Dialettale Leonina APS. Il 15 luglio, nell’ambito della rassegna Borghi in Jazz, il Quartetto Zamuner presenterà il concerto “Millevoci” con Emilia Zamuner alla voce, Massimo Moriconi al contrabbasso, Ellade Bandini alla batteria ed Ettore Carucci al pianoforte. Il programma unirà canzone italiana e jazz tra musica d’insieme e improvvisazione. Il 25 luglio l’Arena ospiterà “Forza Venite Gente”, il musical originale dedicato a San Francesco d’Assisi, tra i più longevi e amati della storia del teatro musicale italiano. Con oltre 3.500 repliche e più di 2 milioni di spettatori, lo spettacolo racconta valori universali e il rapporto tra padri e figli attraverso un grande affresco corale con oltre venti artisti tra attori, cantanti e ballerini. Il tour celebra gli 800 anni dal Transito del Santo. Il 29 luglio sarà la volta di Andrea Scanzi con “E ti vengo a cercare - Voli imprevedibili ed ascese velocissime di Franco Battiato”, accompagnato dal musicista Gianluca Di Febo, in un omaggio artistico e narrativo dedicato al grande cantautore siciliano. A chiudere la stagione, il 28 agosto, sarà Giorgio Montanini, considerato uno dei più importanti e innovativi stand-up comedian italiani. Con il suo stile diretto, provocatorio e contemporaneo, porterà sul palco uno spettacolo capace di affrontare temi sociali, politici e culturali attraverso una comicità riconoscibile e personale. Il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti, ha sottolineato il valore della collaborazione con il Comune di Ripe San Ginesio e dell’Arena La Cava, definita una risorsa per tutta la vallata del Fiastra e per il territorio montano. “Cerchiamo di personalizzare questo spettacolo lungo la vallata e attirare i visitatori nei nostri borghi”, ha affermato, ricordando anche come Ripe San Ginesio sia il primo borgo in Italia per l’art turismo e come gli eventi rappresentino un’opportunità per conoscere il territorio e le sue eccellenze. Il sindaco Paolo Teodori ha evidenziato la varietà della proposta culturale: “È un calendario ben nutrito e soprattutto molto variegato perché copre i diversi interessi delle persone”. Teodori ha inoltre ricordato il valore della location, recuperata e trasformata in uno spazio dedicato agli eventi estivi, sottolineando come la rassegna rappresenti un’occasione per promuovere non soltanto gli spettacoli ma anche il patrimonio culturale, artistico ed enogastronomico del borgo. Sul significato del titolo della stagione, il sindaco ha spiegato: “Le voci sono quelle degli spettacoli, dei giornalisti che raccontano la storia o della musica, ma gli orizzonti sono questo bellissimo panorama che si vede da tutti i lati e che alla Cava, soprattutto al tramonto, diventa uno spettacolo nello spettacolo”. Con VOCI & ORIZZONTI, la stagione 2026 dell’Arena La Cava si presenta dunque come un percorso che attraversa linguaggi e sensibilità differenti, dalla filosofia alla comicità, dalla musica jazz al teatro musicale, offrendo occasioni di incontro, riflessione e intrattenimento in una cornice unica nel cuore dei Monti Azzurri.

12/06/2026 14:00
Quando si riunirà il primo Consiglio comunale del Parcaroli bis?

Quando si riunirà il primo Consiglio comunale del Parcaroli bis?

Con la conclusione delle procedure elettorali prende forma il nuovo mandato amministrativo guidato dal sindaco Sandro Parcaroli. Nella giornata di ieri la Prefettura ha trasmesso la proclamazione ufficiale degli eletti in Consiglio comunale, mentre oggi consiglieri e sindaco hanno firmato gli atti necessari per ratificare il loro ingresso nell'assemblea cittadina. Ma quando si terrà la prima seduta del nuovo Consiglio comunale? A chiarire i tempi è quanto riportato sul sito istituzionale del Comune. Il sindaco entrerà formalmente nelle sue funzioni subito dopo la proclamazione da parte dell'Ufficio elettorale centrale, avvenuta oggi. Entro dieci giorni dalla proclamazione dovrà essere convocata la prima seduta del Consiglio comunale, mentre la riunione dovrà tenersi entro i dieci giorni successivi alla convocazione. Questo significa che il debutto ufficiale del Consiglio comunale del Parcaroli bis avverrà nelle prossime settimane, nel rispetto delle tempistiche previste dalla normativa, ipotizzando che avverrà entro la fine di giugno. Sarà l'occasione per l'insediamento della nuova assemblea cittadina e per l'avvio formale della nuova consiliatura.  In questi giorni si scopriranno poi i nomi degli assessori, che modificheranno anche la composizione dell'assise cittadino.

11/06/2026 20:14
Macerata, Sigona fuori dal Consiglio (ma non dalla politica): "Officina delle Idee continuerà il percorso"

Macerata, Sigona fuori dal Consiglio (ma non dalla politica): "Officina delle Idee continuerà il percorso"

Marco Sigona non siederà tra i banchi del Consiglio comunale di Macerata. Dopo le verifiche definitive sull'assegnazione dei seggi e l'applicazione del metodo D'Hondt, il candidato sindaco di Officina delle Idee, che al secondo turno aveva sostenuto Gianluca Tittarelli, resta fuori dall'assise cittadina nonostante le aspettative maturate nelle settimane successive al primo turno. «Purtroppo, per un calcolo di percentuali, sembra che questo metodo D'Hondt penalizzi nella minoranza quelle forze che probabilmente non hanno raggiunto una percentuale sufficiente per ottenere il seggio. È l'unica spiegazione che, da un punto di vista amministrativo, riesco a dare per la nostra assenza in Consiglio comunale». Sigona non nasconde il rammarico per un esito che sembrava poter essere diverso, ma rivendica il percorso politico compiuto durante la campagna elettorale. «Ho fatto una bella campagna elettorale e sono soddisfatto del risultato ottenuto da Officina delle Idee. Siamo partiti con una piccola lista civica e, in poco tempo, siamo riusciti a presentare 23 candidati al Consiglio comunale. Siamo stati l'ago della bilancia fino all'ultimo momento del ballottaggio. Credo di aver portato avanti un percorso riconoscibile in città e mi viene riconosciuto di essere sempre stato una persona coerente e corretta. Questa, per me, è comunque una gratificazione». L'esclusione dall'assise cittadina lascia l'amaro in bocca, soprattutto per il contributo che avrebbe voluto offrire dall'opposizione: «Non essere in Consiglio comunale dispiace, anche perché sarei stato tra i banchi della minoranza. Avrei potuto portare idee e contributi legati alle mie competenze, alla mia professione e alla mia esperienza personale. Questo non avverrà, ma continueremo ad andare avanti». Per il candidato civico non è il momento di abbandonare il progetto politico nato attorno a Officina delle Idee: «Le cose, a volte, tendono a perdere entusiasmo con il passare del tempo, ma ho la volontà di portare avanti un percorso nato da un bel progetto. Non mi allontano dalla politica. Sarò spettatore, ma anche una persona attiva rispetto alle progettualità future. Bisogna costruire un programma per le prossime amministrative, far crescere figure nuove, puntare sui giovani e analizzare ciò che è accaduto, compresa la sconfitta del centrosinistra. Sono passaggi necessari». Sigona preferisce parlare di continuità piuttosto che di ripartenza: «Non credo si tratti di ripartire, ma di continuare. Quando c'è un obiettivo immediato, l'entusiasmo ti porta a investire tante energie. Ora l'orizzonte si è spostato alle prossime amministrative, tra cinque anni, e inevitabilmente l'entusiasmo cambia. Sarebbe però sbagliato disperdere tutto ciò che è stato costruito. Ci sono persone che hanno creduto in questo progetto e circa 700 elettori che hanno dato fiducia a me e ai candidati della lista. È giusto mantenere viva questa realtà». Infine, uno sguardo al ruolo che dovrà svolgere il centrosinistra nei prossimi anni: «Una delle prime dichiarazioni di Sandro Parcaroli è stata quella di voler rispettare anche le idee dell'opposizione senza bocciarle a priori. Questo deve rappresentare uno stimolo per il centrosinistra a continuare a proporre idee e a difendere i contenuti che hanno caratterizzato la campagna elettorale. Dietro quel programma (di centrosinistra, ndr) c'era una visione della città e, a mio avviso, si trattava di un progetto forte. Certo, bisogna analizzare le criticità che hanno portato alla sconfitta e correggere ciò che non ha funzionato, ma serve il coraggio di insistere su quella proposta e la determinazione di portarla avanti anche dai banchi dell'opposizione».

11/06/2026 17:00
Cus Macerata protagonista ai CNU 2026: oro nel calcio a 5 e bronzo nella pallavolo (FOTO e VIDEO)

Cus Macerata protagonista ai CNU 2026: oro nel calcio a 5 e bronzo nella pallavolo (FOTO e VIDEO)

Un titolo di campioni d’Italia, una medaglia di bronzo e numerosi piazzamenti di rilievo. Si chiudono con un bilancio particolarmente positivo i Campionati Nazionali Universitari 2026 per il Cus Macerata e per le studentesse e gli studenti dell’Università di Macerata, protagonisti della 79ª edizione della manifestazione disputata dal 22 al 31 maggio in Piemonte Orientale. Una delegazione composta da atleti, tecnici e dirigenti, in rappresentanza dei circa cinquanta partecipanti alla spedizione maceratese, è stata ricevuta dal rettore John McCourt e dal delegato del rettore allo sport Fabrizio D’Aniello. Presenti anche i vertici del Cus Macerata guidati dal vicepresidente vicario Enzo Valentini e dalla vicepresidente Laura Moretti, insieme ad allenatori, responsabili e rappresentanti delle squadre che hanno preso parte alla competizione. Il risultato più prestigioso è arrivato dal calcio a 5 maschile, guidato dall’allenatore Adriano Porro e dal dirigente Alessandro Di Gregorio, che ha conquistato il titolo nazionale universitario al termine di un percorso impeccabile. Dopo aver superato nella fase di qualificazione il Cus Ud’A e il Cus Pisa, la formazione maceratese ha battuto il Cus Bari in semifinale per poi dominare la finale contro il Cus Camerino con il punteggio di 7-1. Protagonista assoluto dell’ultimo atto è stato Francesco Marangoni, autore di cinque reti e capocannoniere dell’intero torneo, affiancato da Marco Astuti, a segno con una doppietta. A contribuire alla conquista del titolo anche il capitano Pietro Marangoni, Giacomo Giuggiolini, Hamza Silmi, Enrico Rapari e Rocco Menichelli. “È stata una soddisfazione enorme, erano diversi anni che tentavamo di raggiungere questo obiettivo”, ha commentato il capitano Pietro Marangoni. “Quest’anno siamo riusciti a qualificarci e a raggiungere un oro storico per la nostra società”. Grande soddisfazione anche per la squadra maschile di pallavolo, allenata da Federico Domizioli, che ha conquistato la medaglia di bronzo nazionale. Dopo aver superato Cus Cagliari e Cus Viterbo nella fase eliminatoria e aver eliminato il Cus Napoli nei quarti di finale, il cammino dei maceratesi si è fermato soltanto in semifinale contro il Cus Milano, poi laureatosi campione d’Italia. A rappresentare la squadra nell’incontro con il rettore erano presenti il capitano Riccardo Gentili e gli atleti Alessandro Gentili e Matteo Bussolotto. “È stato il primo anno della pallavolo dopo 24 anni quindi siamo soddisfatti”, ha spiegato Gentili. “Siamo riusciti a costruire la squadra partendo da poco tempo, è un progetto che è nato da poco quindi c’è sicuramente soddisfazione”. La pallacanestro maschile, accompagnata dal dirigente Vincenzo Paci e guidata dal coach Carlo Ortenzi, ha concluso la manifestazione al nono posto nazionale. All’incontro hanno partecipato il capitano Nicola Rossi e gli atleti Riccardo Naspi e Tommaso Ercoli. Risultati positivi sono arrivati anche dall’atletica leggera, seguita dal tecnico Daniele Luciani. Beatrice Costantini ha conquistato l’ottavo posto nei 5000 metri, mentre tra i migliori piazzamenti figurano anche il settimo posto di Benedetta Pompei nei 3000 siepi e il tredicesimo posto di Niccolò Rossetti nei 5000 metri. Nel corso dell’incontro il rettore John McCourt ha espresso la propria soddisfazione per i risultati ottenuti. “Oggi si festeggia. Grandi risultati per il Cus Macerata. Siamo veramente contenti”, ha dichiarato. Un riferimento particolare è andato alla vittoria del calcio a 5: “Non posso nascondere la soddisfazione per la vittoria del calcio a 5”. McCourt ha inoltre ricordato il momento di crescita che sta vivendo il Cus Macerata, sottolineando l’imminente apertura dei nuovi impianti sportivi. “Il Cus sta passando un momento di passaggio importante perché a breve apriranno i nuovi impianti. Un investimento nello sport che non è solo per l’università ma anche per la comunità”. Parole di soddisfazione anche da parte del delegato del rettore allo sport Fabrizio D’Aniello, che ha seguito da vicino la spedizione maceratese ai Campionati Nazionali Universitari. “È stato veramente entusiasmante partecipare a questa avventura. Tutti insieme siamo riusciti ad arrivare a grandi risultati. Dobbiamo continuare così”. Il vicepresidente vicario del Cus Macerata Enzo Valentini ha evidenziato il valore della manifestazione non soltanto dal punto di vista sportivo. “Se c’è un’occasione nella quale è importante partecipare è quella dei Campionati Nazionali Universitari”, ha affermato. “È fondamentale tutto quello che c’è dietro lo sport da un punto di vista culturale e sociale”. Valentini ha inoltre sottolineato l’importanza dell’attenzione che l’Università di Macerata sta dedicando al Cus e il momento di transizione che porterà nei prossimi mesi al trasferimento nei nuovi impianti sportivi. Presenti all’incontro anche il consigliere Matteo Palmioli, il responsabile della delegazione ai Campionati Nazionali Universitari Cristiano Delcuratolo, il segretario Tommaso Mascitti e il responsabile degli impianti Michele Zampolini. Per il Cus Macerata l’edizione 2026 dei Campionati Nazionali Universitari si chiude dunque con risultati di prestigio e con la conferma di una crescita costante che guarda già alle prossime sfide sportive e all’apertura delle nuove strutture dedicate agli studenti e alla comunità.

10/06/2026 18:30
A Sferisterio Scuola l'Opera conquista i giovani: 16mila presenze dalle scuole del territorio (VIDEO)

A Sferisterio Scuola l'Opera conquista i giovani: 16mila presenze dalle scuole del territorio (VIDEO)

Si chiude oggi, alla sesta giornata di spettacoli e partecipazione, la sesta edizione di Sferisterio Scuola, il progetto didattico e divulgativo del Macerata Opera Festival che ha portato allo Sferisterio oltre 16mila tra studenti, insegnanti e famiglie provenienti da tutta la regione. Alla penultima replica, andata in scena ieri, lo spettacolo offerto dalle gradinate gremite di bambini ha confermato il successo di un’iniziativa che negli anni è diventata un appuntamento atteso e riconosciuto da scuole e famiglie come uno strumento prezioso di educazione all’ascolto e di avvicinamento al mondo dell’opera. Protagonista dell’edizione 2026 è stato “Rigoletto. Il mistero del teatro”, produzione AsLiCo – Opera Domani ispirata al celebre capolavoro di Giuseppe Verdi, scelta per collegare il percorso educativo sia alla passata stagione del Macerata Opera Festival sia al programma 2026. Un titolo tradizionalmente considerato complesso per il pubblico più giovane che, grazie all’adattamento del regista Manuel Renga, è stato trasformato in un racconto capace di coinvolgere bambini e ragazzi attraverso una compagnia di attori itineranti impegnati a mettere in scena proprio il Rigoletto. Sul palco i giovani interpreti selezionati da AsLiCo, accompagnati dall’Orchestra Sinfonica G. Rossini diretta da Giulio Arnofi, con la rielaborazione musicale firmata da Massimo Fiocchi Malaspina. Una formula che ancora una volta ha permesso ai più piccoli di entrare in contatto con il linguaggio dell’opera lirica in maniera diretta, partecipata e coinvolgente. A rendere ancora più speciale questa edizione è arrivato il prestigioso riconoscimento conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno ha assegnato a Sferisterio Scuola la Medaglia d’Oro ai benemeriti della cultura e dell’arte. Un riconoscimento che premia un progetto capace in appena sei anni di superare le 100mila presenze, diventando una delle esperienze didattiche più significative del panorama culturale marchigiano. Il direttore artistico del Macerata Opera Festival, Marco Vinco, ha sottolineato la portata dell’iniziativa: “È un grande orgoglio perché è un progetto che è iniziato qualche anno fa e va ogni anno crescendo. È giunto adesso alla sua sesta edizione, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la medaglia d'oro al merito e noi ne siamo orgogliosi”. Vinco ha inoltre evidenziato come il progetto coinvolga “oltre 16.000 persone in sei repliche” e rappresenti un investimento concreto sul pubblico di domani. Grande emozione anche nelle parole della sovrintendente del Macerata Opera Festival, Lucia Chiatti, che ha assistito all’entusiasmo dei giovani spettatori: “È una grande emozione ospitare questi bambini delle scuole di primaria e secondaria di primo grado in questo spazio meraviglioso”. Chiatti ha definito Sferisterio Scuola un progetto di “accessibilità, inclusione e formazione”, sottolineando come siano proprio i bambini a trasmettere agli organizzatori una lezione importante sul valore universale dell’opera. “Ci danno una lezione di come l'opera sia per tutti, di come l'opera possa emozionare tutti perché cantano con un grandissimo entusiasmo e continuano a farlo anche uscendo da questo spazio al termine dello spettacolo”. Sulla stessa linea l'assessore uscente alla Cultura, Katiuscia Cassetta, che ha ricordato il valore dell’iniziativa come porta d’ingresso al Macerata Opera Festival per migliaia di giovani. “Una grande energia che ogni anno ci permette di aprire il Macerata Opera Festival, aprire le porte dello Sferisterio e dare l'opportunità a tanti bambini, a tante famiglie e a tanti insegnanti di entrare in un luogo che sicuramente è unico”, ha dichiarato, evidenziando la capacità del progetto di coinvolgere numeri importanti e di avvicinare le nuove generazioni alla musica e all’arte. Tra il pubblico della penultima replica anche l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Morrovalle. L’insegnante Elisa Bernabei ha raccontato un’esperienza che si rinnova da anni: “Questo è il quinto anno che partecipiamo come scuola Marco Polo”. Un percorso che ha permesso anche ai bambini più piccoli di conoscere il mondo dell’opera e sviluppare nuove forme di ascolto. “La domanda ricorrente alla fine di ogni spettacolo è stata: maestra, torniamo un altro anno?”, ha spiegato, ricordando come il progetto abbia insegnato agli alunni ad approcciarsi a un linguaggio artistico diverso dalla quotidianità. Con la chiusura dell’edizione 2026, Sferisterio Scuola conferma dunque la propria vocazione educativa e inclusiva, trasformando ancora una volta l’arena maceratese in un luogo di incontro tra cultura, formazione e nuove generazioni, nel segno di un’opera che continua a parlare anche ai più giovani.

10/06/2026 13:42
Due settimane di battaglia, due ore senza suspense: a Macerata finisce una lunga campagna elettorale (FOTO e VIDEO)

Due settimane di battaglia, due ore senza suspense: a Macerata finisce una lunga campagna elettorale (FOTO e VIDEO)

Il giorno più atteso si è rivelato anche il più rapido. Dopo due settimane di scontri politici, audio trafugati, compromessi storici con i cattolici, confronti mancati e polemiche di ogni genere, il ballottaggio di Macerata si è chiuso senza particolari sorprese. La suspense, semplicemente, è durata pochissimo. Già alle 16:00 il distacco tra i due candidati appariva netto, tanto da rendere evidente quale sarebbe stato l'esito finale. Una situazione molto diversa rispetto a due settimane fa, quando ribaltamenti continui avevano caratterizzato una giornata infinita. Questa volta il comitato di Sandro Parcaroli ha potuto festeggiare a ragione. Le emozioni sono arrivate dopo il responso delle urne. Da una parte la soddisfazione per una riconferma tutt'altro che scontata, dall'altra il rammarico per un risultato che non è riuscito a riaprire la partita. All'arrivo in piazza, Sandro Parcaroli si è mostrato visibilmente felice per la rielezione, parlando di continuità amministrativa e auspicando un'opposizione capace di confrontarsi sui temi nell'interesse della città. Poco dopo è arrivata anche la telefonata di Matteo Salvini, che ha sottolineato il valore politico della conferma maceratese per la Lega, promettendo un ritorno in città in occasione della prima del Macerata Opera Festival. Poi spazio alla festa. Brindisi, bottiglie stappate, fotografie e applausi hanno accompagnato una serata iniziata nella sede elettorale di via Giacomo Matteotti e proseguita successivamente nella sala consiliare del Comune. Nel frattempo, in via Giacomo Leopardi, Gianluca Tittarelli ha affrontato la sconfitta insieme alla coalizione che lo ha sostenuto. Ha riconosciuto la chiarezza del risultato, espresso il proprio rammarico e ribadito la volontà di portare avanti un'opposizione costruttiva sui punti del programma. Non sono mancati i ringraziamenti a candidati, volontari e sostenitori, insieme alla soddisfazione per il percorso compiuto durante la campagna elettorale. Alla fine è arrivata anche l'immagine che nelle ultime settimane era mancata: la stretta di mano tra i due protagonisti. Fredda, formale, forse inevitabilmente distante, ma comunque significativa. Più che un gesto di riconciliazione, il segnale che il confronto elettorale è terminato e che adesso si torna alla normale dialettica istituzionale. Si chiudono così due mesi intensi, spesso sopra le righe, che hanno tenuto la politica cittadina al centro dell'attenzione quotidiana. Ora le urne hanno parlato, i vincitori festeggiano, gli sconfitti ripartono dall'opposizione e Macerata può finalmente voltare pagina verso la stagione estiva.

09/06/2026 12:20
Ballottaggio Macerata, nella sezione ospedaliera 11 voti pari: e se finisse in perfetta parità? Ecco cosa dice la legge

Ballottaggio Macerata, nella sezione ospedaliera 11 voti pari: e se finisse in perfetta parità? Ecco cosa dice la legge

Visto il caso particolare di Mandatoriccio, dove il primo turno delle elezioni comunali si è chiuso con una perfetta parità a 852 voti tra i due candidati, viene quasi naturale chiedersi cosa accadrebbe se una situazione simile si verificasse anche a Macerata, proprio alla vigilia del ballottaggio. Peraltro, dato curioso, sinora si conosco soltanto i dati della sezione ospedaliera ed è effettivamente perfetta parità: 11 voti per Parcaroli e 11 voti per Tittarelli.  Nel piccolo centro calabrese, sotto la soglia dei 15mila abitanti, l’uguaglianza dei voti ha reso necessario un nuovo passaggio alle urne per rompere l’equilibrio. Ma il caso è diverso da quello di una città come Macerata, che rientra invece tra i comuni sopra i 15mila abitanti, dove il sistema elettorale è regolato dall’articolo 72 del Testo unico degli enti locali, consultabile integralmente sul sito del Testo unico enti locali. Proprio questa differenza è decisiva. Nei comuni più piccoli, come nel caso di Mandatoriccio, il meccanismo elettorale è più diretto e può arrivare, in situazioni eccezionali come un pareggio perfetto, a richiedere una nuova votazione per individuare il sindaco. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, invece, come spiega chiaramente anche il funzionamento del ballottaggio, il sistema prevede sempre una “catena di spareggi” già stabilita dalla legge, proprio per evitare qualsiasi incertezza dopo il secondo turno. Nel caso in cui il ballottaggio di Macerata dovesse chiudersi con un risultato perfettamente identico tra i due candidati, non si tornerebbe alle urne. La legge stabilisce infatti che a fare la differenza non sia un nuovo voto, ma il collegamento con le liste che hanno ottenuto complessivamente più consensi al primo turno. È il criterio della cosiddetta “cifra elettorale complessiva”, cioè la somma dei voti ottenuti dalle liste collegate al candidato sindaco. Se anche questo parametro risultasse identico, cosa estremamente rara ma teoricamente possibile, entrerebbe in gioco un ulteriore criterio previsto sempre dall’articolo 72, come riportato anche nella versione aggiornata del TUEL: verrebbe proclamato eletto il candidato più anziano d’età. Si tratta di un sistema previsto dalla normativa proprio per garantire la proclamazione dell'eletto anche nell'ipotesi eccezionale di una perfetta parità di voti al ballottaggio, senza necessità di una nuova consultazione elettorale.

08/06/2026 15:20
Fenomenologia di Andrew Liaison: "Dalle live a Civitanova al boom su TikTok. Voglio essere il nuovo Marzullo"

Fenomenologia di Andrew Liaison: "Dalle live a Civitanova al boom su TikTok. Voglio essere il nuovo Marzullo"

Abbiamo intervistato Andrea Motta, creator attivo tra Twitch e social verticali, per ripercorrere il suo percorso personale e professionale: dagli inizi con le live tra amici fino alla costruzione del personaggio "Andrew Liaison", passando per Milano, Roma e l’evoluzione del suo format diventato virale su Instagram e TikTok. Come inizia il tuo percorso nel mondo dei social? "Diciamo che tutto parte dal mio approccio alla realtà social attraverso le live di Twitch, perché all’inizio facevo live, ho iniziato a Civitanova facendo live con gli amici mentre cucinavamo del seitan. Poi facendo queste live vengo anche un po’ notato da un altro streamer/youtuber che era SocialBoom, e mi disse poi di salire a Milano per aiutarlo con una maratona che svolgeva lui all’epoca. Quindi tutto questo percorso inizia con questo trasferimento a Milano, perché io vado da lui ad aiutarlo con questa maratona, però da lì a tre anni poi non sono più tornato a casa. Mi sono dato un tono o comunque una nuova immagine come persona, tanto non mi conosceva nessuno, quindi ho detto andiamo un po’ a ruota libera". All’inizio era un approccio legato al gaming? "No, io quelle robe da seg***li non le facevo né adesso né prima (ride, ndr)". Sei davvero di Civitanova? "Non proprio di Civitanova, sono di Loreto, naturalizzato Civitanova". Come nasce il format che poi ti rende virale? "Perché io nel live di Twitch ero in una situazione abbastanza diversa dal normale. Il format è più o meno sempre stato lo stesso, ma non era brandizzato come adesso. All’inizio utilizzavo qualche inglesismo a livello molto blando: invitavo una ragazza a uscire e, se ci stava, creavo l’appuntamento in diretta, quindi veniva tutto visto in live attraverso la telecamera e la community poteva interagire con noi attraverso donazioni. La chat parlava, creava situazioni abbastanza imbarazzanti oppure aiutava nei confronti della ragazza o comunque anche in giro per Milano. Io coinvolgevo persone che erano al di fuori del mio mondo e le rendevo partecipi.Era tutto basato sull’improvvisazione, perché io non sapevo cosa avrei fatto durante quelle 6 ore di stream. Giravo Milano e cercavo di intrattenere il pubblico. Poi come ogni content creator si crea una lore: magari se conoscevo una ragazza diventava parte della mia storia, la rivedevo più spesso, c’erano intrecci anche amorosi, quindi potevano nascere drama, diventava come una vera e propria serie TV. Se ti perdevi una puntata non capivi cosa succedeva". Continui ancora con questo formato? "No, ho smesso ormai dal 2023 che non faccio più dirette su Twitch". Come avviene il passaggio a TikTok e ai formati verticali? "Dopo un ban durato più di sei mesi è stato un po’ l’incipit di tutto tra le piattaforme. Principalmente all’inizio TikTok perché mi ricondividevano le clip che facevo su Twitch e le rimettevano su TikTok. Sotto consiglio sempre di SocialBoom mi disse che dovevo rendere un format mio, non un repost da terzi. Quindi da lì ho iniziato a uscire direttamente col telefono, senza essere in live, però creando mini contenuti. All’inizio ero in POV, fermavo le ragazze con approcci strani, con frasi e inglesismi sempre bizzarri, più che altro per creare quella situazione di imbarazzo e cringe, perché secondo me quello che faceva ridere non era il vero tentativo di provarci, ma la situazione. Non sono stato mai sistematico nella pubblicazione. Sono una persona abbastanza incostante. Se non mi sento di fare una cosa non la faccio. La ragione è un po’ forse d’artista: se mi sveglio bene lo faccio, se non mi sveglio non lo faccio, perché non sono una macchina e non voglio essere l’ingranaggio all’interno di nulla". Come nasce la parola “liaison”? "Dopo ritorno a streammare su una piattaforma chiamata Kick, una piattaforma americana di live streaming. Per sbaglio dico la parola liaison, perché mi risuonava da una serie TV degli anni 2000 che si chiamava Dirty Sexy Money, che parlava di una famiglia ricchissima di New York. C’era questo padre che diceva al figlio politico di tenere fuori la sua liaison per non rovinare il suo percorso politico.Io l’ho provata a dire a una ragazza e ha fatto ridere la situazione. Poi ho scoperto che liaison in realtà significa una botta e via, ma io la interpreto come una conoscenza senza impegno, cioè giusto per parlare e conoscersi". Come nasce il personaggio e il brand “Andrew Liaison”? "Diciamo che nasce un po’ così il concept. Io non ho mai voluto insistere su questa parola, però mi dicevano che ogni volta che la usavo il contenuto andava forte. Però al tempo stesso non voglio essere sempre la stessa cosa in continuazione. Dopodiché nel 2023 lascio Milano perché finisce un contratto lavorativo e ritorno nelle Marche. Poi mi consigliano di andare in una grande città per continuare, quindi vado a Roma. La mia vita è fatta di azzardi, prendo treni e vediamo come va. Da lì sono stabilmente a Roma e diciamo che Roma ha forgiato Andrew Liaison, anche se Andrew Laison nasce già prima, da quel video che raccontavo prima. Negli ultimi due anni ho insistito sulla mia immagine, prima non volevo, poi ho detto proviamo a rendere creativo anche questo modo di approcciarsi. Prima ero più FuturMotta, molto più rustico, sia nell’abbigliamento che nelle acconciature. Mi vestivo con magliette da Formula 1 o da calcio, perché secondo me lo stile sportivo o casual, anche un po’ alla buona, era una sfida contro la convenzione sociale. Andare magari da una ragazza non perfetto, non pettinato, non costruito, e vedere la risposta. Quello secondo me è stato il primo step, quello che mi dicono essere stato il mio prime. Poi Andrew Liaison è arrivato dopo ed è più forte perché è più riconosciuto. Come personaggio è meno "grezzo". Che rapporto hai con Civitanova e con il mare? "Io sono di Loreto, però negli ultimi anni ho sempre avuto legami con Civitanova Marche. Ho concluso lì i miei studi, liceo linguistico. Da lì ho creato un gruppo di amici, ho avuto anche la mia prima fidanzatina lì, quindi sarò sempre legato a Civitanova. Per me è una seconda casa, nonostante non rinneghi le mie origini loretane. Mi sento molto legato anche al mare. Con il gruppo di Civitanova abbiamo una barca e quando posso dormo lì, perché mi piace il risveglio con il rumore dei gabbiani, delle onde. Quando posso scappo dalla città, anche se Roma mi piace". Visto l'utilizzo di maglie sportive e calcistiche nei tuoi primi video, sei un tifoso di calcio? "Non seguo molto il calcio. Sono più del tipo ‘odio il gioco, non i giocatori’. Però essendo legato a Civitanova sposo anche il lato sportivo perché secondo me è culturale, unisce le persone. Quando sono in gruppo mi sento parte di una comunità. Sono andato anche in curva, seguo la Civitanovese, e mi sento parte di quel mondo. C’è il gruppo del Bunker Rosso Blu, loro sono nati lì e hanno un sentimento del mare più grande del mio. Io li seguo perché mi riconosco in quello che si prova. Mi ricordo anche quando la Civitanovese ha vinto uno dei primi derby e c’era lo striscione con scritto “siete solo figli delle nostre estati”, quella scena mi è rimasta". Progetti futuri? "Mi auguro di mantenere una buona lunghezza d’onda. Vorrei che Andrew Liaison si concretizzasse sempre più come una sorta di presentatore, in stile Gigi Marzullo, con giochi di parole. Però senza forzare nulla, vediamo come evolve".

07/06/2026 14:30
Penelope emoziona tutti alla Festa dei Carabinieri: orgoglio per Castelraimondo

Penelope emoziona tutti alla Festa dei Carabinieri: orgoglio per Castelraimondo

Una mattinata ricca di emozioni e significati quella vissuta a Macerata durante la Festa dell’Arma dei Carabinieri (leggi qui), dove a conquistare il pubblico è stata la dolcezza e la spontaneità di una giovanissima protagonista arrivata da Castelraimondo. Si tratta di Penelope Pierandrei, sei anni, alunna del primo anno della scuola primaria “De Amicis”, che ha aperto la cerimonia con la lettura di una poesia scritta da lei stessa. Accompagnata dal vicesindaco Roberto Pupilli, la bambina ha saputo catturare l’attenzione dei presenti grazie alla sua interpretazione e alla sensibilità delle parole pronunciate davanti alle autorità e ai cittadini riuniti in piazza Vittorio Veneto. Per Penelope è stato anche un momento particolarmente significativo, poiché ha avuto il compito di consegnare il tricolore ripiegato destinato al tradizionale alzabandiera, uno dei passaggi più solenni della celebrazione. L’esibizione della giovane studentessa ha suscitato applausi, sorrisi e apprezzamenti, diventando uno dei momenti più toccanti dell’intera manifestazione. Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’Amministrazione comunale di Castelraimondo, che ha voluto evidenziare il talento e l’impegno della bambina. “La cerimonia istituzionale dell’Arma dei Carabinieri è iniziata con la poesia di un nostro piccolo talento. Penelope Pierandrei è un grande vanto per Castelraimondo: le facciamo tanti complimenti per il suo impegno e la sua passione, che siamo certi coltiverà negli anni”, ha dichiarato il Comune nel post pubblicato sui social. La cerimonia è poi proseguita con gli interventi istituzionali e la lettura dei messaggi ufficiali, ma l’emozione regalata dalla piccola Penelope Pierandrei è rimasta tra i ricordi più belli della giornata. Un momento capace di unire il valore delle istituzioni con la freschezza delle nuove generazioni, rendendo ancora più speciale una ricorrenza particolarmente sentita dall’Arma dei Carabinieri e dall’intero territorio provinciale.

06/06/2026 16:20
Macerata al bivio: 4 domande (le stesse) a Parcaroli e Tittarelli prima del ballottaggio

Macerata al bivio: 4 domande (le stesse) a Parcaroli e Tittarelli prima del ballottaggio

Siamo alle battute finali della campagna elettorale a Macerata. Mancano poche ore prima che scatti il silenzio elettorale in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno che deciderà chi guiderà la città capoluogo nei prossimi cinque anni. Da una parte il sindaco uscente Sandro Parcaroli, candidato del centrodestra, dall'altra Gianluca Tittarelli, candidato del centrosinistra. Abbiamo rivolto ai due candidati le stesse domande sui temi centrali della campagna elettorale: le priorità dei primi 100 giorni, la visione per il futuro della città, un commento sulle ultime settimane di campagna e l'appello finale agli elettori. Qual è la priorità assoluta nei primi 100 giorni? Sandro Parcaroli: «La priorità assoluta è una sola: non fermare ciò che è già in corso. Macerata oggi ha cantieri aperti, progetti finanziati e opere pronte a partire. Il primo compito di un sindaco confermato è garantire che nessuno di questi si blocchi. Poi c’è il sociale, un tema che richiede sempre più attenzione. Fino ad oggi abbiamo ottenuto risultati molto importanti: Macerata è stata riconosciuta "Comune Amico della Famiglia – Family in Italia", ha organizzato il Festival della Famiglia e attivato lo sportello "Famiglia al Centro". Sono stati realizzati progetti come il Condominio Solidale per anziani, il programma "Protetti Insieme" contro le truffe agli anziani, iniziative di turismo sociale come Tourgustando e la creazione di orti sociali. È stata istituita la Consulta Disabilità, attivato il Centro Autismo a Villa Potenza e promosso nelle scuole il progetto "Guardami negli occhi" contro la violenza di genere. Ho in programma un’azione a tutela delle famiglie e dei singoli in difficoltà, ma non voglio rivelarlo ora per non cadere in facili demagogie; sarà qualcosa di importante e impattante. Poi abbiamo la sfida della popolazione che invecchia. Questa è la realtà che dobbiamo affrontare con politiche all’altezza, e da cui ricaviamo anche un’opportunità: trasformare il rispetto e la cura per gli anziani in una leva di crescita per la città. È quello che chiamiamo Silver Economy. Non mancherà un piano altrettanto importante, che abbiamo annunciato, ora che tantissimi cantieri sono stati chiusi: interventi immediati per le cose di tutti i giorni — marciapiedi, asfaltature, manutenzione del verde, illuminazione nei punti dove i cittadini ci chiedono più sicurezza. Perché una città si misura dalle grandi opere, ma si vive nelle piccole cose. Nei primi 100 giorni voglio che i maceratesi vedano la differenza sotto casa propria, quartiere per quartiere, frazione per frazione. Questa è la mia idea di continuità: non un'amministrazione che riparte da zero, ma una che prosegue con metodo il lavoro già avviato». Gianluca Tittarelli: «La priorità nel caso in cui io venga eletto è, come ho detto già, prendere la differenza di un'altra amministrazione che c'è già, una che entra, prende possesso delle informazioni, fa una verifica dello stato delle cose, mi pare il minimo, per affrontare poi l'attività amministrativa di governo. Sicuramente una volta fatto questo l'attenzione principale sarà rivolta intanto, come ho sempre detto, al decoro e a rifare un po' di Macerata quello che dovrebbe essere, una città bella e vivibile, con attenzione ai cittadini e alle cittadine che hanno più bisogno, quindi questo è un valore aggiunto proprio quello del centrosinistra». Qual è la vostra visione per il futuro di Macerata nei prossimi cinque anni? Gianluca Tittarelli: «La visione è ridare a Macerata il ruolo che le spetta, cioè quello di essere il riferimento della provincia, il capoluogo di provincia, di essere presente e dire la propria in tutti i tavoli che contano: la sanità, i rifiuti, l'acqua, tutti gli ambiti, l'ambito sociosanitario e in collaborazione con i comuni limitrofi. Bisogna riattivare dei rapporti perché Macerata deve tornare a fare da guida. In più occorre dare alla città quella identità che le appartiene, ovvero città artistica, culturale e di servizio, una città che funziona, una città che deve valorizzare quanto di buono ha, e c'è tanto, e tendere a un modello che sia quello di un turismo lento, capace di attrarre persone non soltanto dal territorio circostante. Io penso sempre alle città umbre e alle città toscane che stanno vicine a noi. Ci sono tante realtà medio-piccole come la nostra che vivono di un turismo continuo. Quindi non avere una visione solamente legata a qualche evento sporadico, ma darci proprio questa identità. Abbiamo dei grandissimi contenuti, valori aggiunti, una parte artistica, museale, architettonica e storica importante. Bisogna fare in modo che il centro torni a essere vivo e non un parcheggio a cielo aperto, favorire il commercio, la residenzialità e l'accessibilità. Vorrei arrivare a una città che funziona, che è attrattiva e che torna a essere un riferimento per il territorio in quanto capoluogo di provincia». Sandro Parcaroli: «La mia visione è quella di una Macerata che cresce facendo della sua identità il punto di forza: una città capoluogo moderna, attrattiva e innovativa, che però non dimentica le persone. La riassumo in quattro direzioni. Una città che investe sui giovani e sul lavoro: con i tre polo di intelligenza artificiale (Centro Fiere, MATT, Centro storico), lo sportello unico per chi vuole fare impresa sotto i 35 anni, le agevolazioni per chi apre un'attività in centro. Vogliamo che i nostri ragazzi abbiano un motivo per restare, non per andarsene. Una città che attrae: il nostro obiettivo è arrivare a 42.000 abitanti, con una leva fiscale concreta — incentivi TARI per chi sceglie di venire a vivere a Macerata e a chi sceglie il centro storico per lavorare. Un centro storico vivo, con le botteghe aperte e le famiglie che ci abitano, è il cuore pulsante di tutta la città. Una città che non lascia indietro nessuno, rafforzando la rete di servizi sociali che abbiamo costruito. La dignità di una comunità si misura da come tratta chi ha più bisogno. E una città sicura e curata, dove la qualità della vita si vede nelle strade pulite, nei parchi vivibili, nei quartieri illuminati, nelle frazioni che non si sentono dimenticate. È la stessa visione con cui abbiamo lavorato in questi cinque anni — la differenza è che oggi abbiamo le basi solide per realizzarla davvero, perché i conti del Comune sono in ordine e i progetti sono già avviati». Un commento sulle ultime due settimane di campagna elettorale Sandro Parcaroli: «Ho fatto il mio percorso, ho incontrato più persone possibili, sono stato in strada, nelle piazze, con le associazioni, nei negozi, nelle aziende, in mezzo alla gente a parlare, a confrontarmi. Ho ricevuto tantissimi attestati di stima e questo mi ha fatto piacere, è la benzina che mi ha spinto durante tutti questi chilometri percorsi a piedi. Ho stretto così tante mani che mi fa male il braccio destro! Scherzo, ovviamente. E, a proposito di battute, è stato divertente vedere il mio rivale proporre dei progetti che invece sono cantieri attivi: su tutti, l’asfaltatura di via Natali a Sforzacosta, i cui lavori partono l’8 giugno, appositamente dopo la chiusura estiva delle scuole, Helvia Recina, oggetto di ben due bandi per la sua valorizzazione. La città si cambia con i fatti, non con le polemiche». Gianluca Tittarelli: «C'è un giochetto che viene fatto, ripetere insistentemente la stessa cosa in modo che poi questa cosa diventi vera. Io non ho mai attaccato, come loro stanno dicendo, la figura né del sindaco né degli assessori. Ho ovviamente fatto delle critiche all'azione politica e amministrativa dell'amministrazione uscente, ma d'altronde sono il candidato che concorre nel ballottaggio a sconfiggerla, evidentemente non posso essere d'accordo su tutto. Un conto è dire che ho fatto una campagna dove ho criticato delle cose, un conto è sostenere che io abbia fatto una campagna personale. Invito tutti a trovare una mia intervista, dichiarazione o post dove dico qualcosa di personale nei confronti del sindaco o degli assessori. Piuttosto è sotto gli occhi di tutti che in queste due settimane il clima si è un po' avvelenato. Ho fatto delle alleanze legittime previste dalla legge e qualcuno è diventato nervoso. Fioccano i video contro di me, fioccano le caricature con l'intelligenza artificiale, tutte cose sulle quali io sorvolo alla grande. La destra ha i suoi problemi. Uno è il sindaco di Filottrano che, bisogna dirlo in maniera netta, come uomo e soprattutto come rappresentante delle istituzioni, è stato abbastanza imbarazzante. Hanno già le loro questioni a cui pensare, io penso alle mie». Appello finale al voto: perché i cittadini dovrebbero scegliere lei? Gianluca Tittarelli: «Qui bisogna ridare smalto e slancio alla città. Io penso di apportare le mie attitudini a quella che è l'attività politica. Mi conoscono in tanti, sanno che vengo dal mondo pragmatico, quello aziendale, quello dello sport, quello del volontariato. Il modo nuovo di pensare e vivere la città può senz'altro trovare in me l'alternativa credibile». Sandro Parcaroli: «Perché in cinque anni ho dimostrato, con i fatti, che cosa so fare per questa città. Non vengo dalla politica, vengo dal lavoro: ho iniziato da un negozio di trenta metri quadri in pieno centro, e so cosa significa rimboccarsi le maniche ogni mattina. Questo metodo l'ho portato in Comune: conti rimessi in ordine senza aumentare le tasse, decine di opere realizzate, una città che è cresciuta e che è stata riconosciuta a livello nazionale, fino alla Medaglia che il Presidente della Repubblica ha appena voluto destinare al nostro progetto "Sferisterio Scuola" per i bambini. Chiedo ai maceratesi di scegliere la strada della concretezza e della stabilità: continuare un lavoro che è già in corso, non fermarlo per ricominciare da capo. I progetti che stanno per partire hanno bisogno di mani sicure per arrivare al traguardo. Non prometto miracoli. Prometto serietà, ascolto e impegno, ogni giorno, per tutti i quartieri e tutte le frazioni. Perché i risultati non si promettono: si costruiscono. Abbiamo dalla nostra parte anche la filiera istituzionale di Provincia-Regione-Governo: insieme si va lontano. Domenica 7 e lunedì 8 giugno, chiedo ai cittadini di Macerata la fiducia per continuare. Insieme, Macerata continua a crescere».

05/06/2026 20:00
Borghi in Jazz Festival 2026: 18 concerti in 17 comuni. Il programma completo (FOTO e VIDEO)

Borghi in Jazz Festival 2026: 18 concerti in 17 comuni. Il programma completo (FOTO e VIDEO)

Dal 13 giugno al 18 settembre 2026 torna, per il sesto anno consecutivo, Borghi in Jazz Festival, la rassegna che porta il grande jazz nei borghi storici della provincia di Macerata con un calendario di 18 concerti in 17 Comuni, trasformando giardini, teatri, abbazie e piazze in palcoscenici d’eccezione e valorizzando il patrimonio culturale e territoriale dell’entroterra marchigiano. La manifestazione è promossa dall’Unione Montana dei Monti Azzurri con il patrocinio della Regione Marche, ed è ideata e organizzata dall’Associazione Culturale Musicale Tolentino Jazz, sotto l’egida dei vari Comuni coinvolti. Il festival si conferma un punto di riferimento per gli appassionati e per chi desidera vivere un’esperienza culturale immersiva capace di coniugare musica di qualità, patrimonio artistico e scoperta del territorio. Il cartellone attraversa le molteplici anime del jazz contemporaneo, tra swing, musica cubana e canzone d’autore italiana, con produzioni originali, omaggi ai grandi protagonisti della musica internazionale e progetti di ricerca artistica. Ad aprire la rassegna sarà Perla Palmieri con “My Jazz Identity” il 13 giugno a Castelraimondo in Piazza della Repubblica alle ore 21:30. Il programma prosegue con Mafalda Minnozzi & Paul Ricci con “Breve Amore” il 12 luglio a San Ginesio nel Chiostro di Sant’Agostino alle ore 18:30, Emilia Zamuner 4et con “Millevoci” il 15 luglio a Ripe San Ginesio all’Arena La Cava alle ore 21:30, Silvia Ridolfi Set con “Shade of Jazz” il 17 luglio a Pollenza nel Parco dei Pincetti alle ore 21:30, Eleonora Cervellini 4et il 18 luglio a Cessapalombo in Piazzale Corte alle ore 21:30, Tarannà 6et il 26 luglio a Colmurano in Piazza Umberto I alle ore 21:30, Ol’ Boogies 4et il 31 luglio a Serrapetrona in Piazza Santa Maria alle ore 21:30, Susanna Stivali Trio il 1 agosto a Loro Piceno nel Giardino del Castello alle ore 21:30, Gloria Foresi Trio il 7 agosto a Camporotondo in Piazza San Marco alle ore 21:30, Lola Swing l’8 agosto a Sant’Angelo in Pontano nel Piazzale Trento alle ore 21:30. Il 14 agosto a Caldarola, nell’Area Archeologica di Pievefavera, si svolgerà un doppio appuntamento: alle ore 18:00 Effedia in tributo a Fabrizio De André, seguito alle ore 21:30 da Irina Arazarena 6et con “Y su son de Cuba”. Il 15 agosto a Penna San Giovanni nel Parco Monte alle ore 21:30 sarà la volta di Fra Luna e Mare 6et con “Dalla incontra Battisti”, mentre il 16 agosto a Sarnano in Piazza Perfetti alle ore 21:30 si esibirà Valerio Martino Set con omaggio a Frank Sinatra. Il 21 agosto a Belforte del Chienti in Piazza Umberto I alle ore 21:30 è previsto L’Appuntamento 4et con tributo a Ornella Vanoni, seguito il 22 agosto a Gualdo nel Piazzale del Cassero alle ore 21:30 da Marta Giulioni 4et, e il 23 agosto a Monte San Martino nei Giardini di Palazzo Ricci alle ore 18:30 da Linda Valori Duo con il progetto “Walkman”. La chiusura del festival è prevista il 18 settembre a Tolentino al Teatro Vaccaj alle ore 21:30 con Marco Postacchini 8et e il progetto “Shades of Blue”. Il progetto coinvolge 17 Comuni e 18 concerti complessivi, confermandosi un festival itinerante che trasforma i borghi marchigiani in un unico grande palcoscenico diffuso, con l’obiettivo di unire musica e valorizzazione del territorio. Il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti, sottolinea come “l’Unione Montana ha fatto questa scelta qualche anno fa” e come il progetto abbia trovato nell’Associazione Tolentino Jazz un partner tecnico fondamentale, evidenziando il ruolo della Regione Marche e la capacità del festival di animare i borghi e le aree interne. Il presidente di Tolentino Jazz, Giorgio Cacchiarelli, evidenzia: “Il programma è un programma di 18 concerti” e aggiunge che “l’80% dei concerti saranno fatti da cantanti femminili”, sottolineando anche la presenza di nuovi musicisti e collaborazioni internazionali. Il sindaco di Castelraimondo, Patrizio Leonelli, ricorda come il progetto sia nato sei anni fa e come la presenza di Perla Palmieri rappresenti una soddisfazione per il territorio, sottolineando il valore della crescita dell’artista anche a livello internazionale. La stessa Perla Palmieri afferma: “Io vi aspetto il 13 giugno a Castelraimondo per la presentazione del mio album di debutto My Jazz Identity”, descrivendo il concerto come un momento di condivisione e autenticità. Il consigliere regionale Renzo Marinelli evidenzia il ruolo del festival nella valorizzazione delle aree interne, sottolineando l’importanza di iniziative capaci di portare vita, turismo e socialità nei piccoli borghi. Borghi in Jazz Festival 2026 si conferma così un progetto culturale diffuso che unisce musica, territori e comunità, trasformando i borghi delle Marche in un’unica grande rete di eventi culturali.

04/06/2026 14:00
Treia: inaugurato "Il Segreto", il nuovo ristorante nel parco di Villa Luzi (FOTO e VIDEO)

Treia: inaugurato "Il Segreto", il nuovo ristorante nel parco di Villa Luzi (FOTO e VIDEO)

È stata una serata ricca di emozioni quella che ha segnato l’inaugurazione de Il Segreto, il nuovo ristorante immerso nel suggestivo parco di Villa Luzi, una delle dimore storiche più affascinanti del territorio. L’apertura rappresenta non solo l’avvio di una nuova attività di ristorazione, ma anche una tappa importante nel percorso di valorizzazione dell’intero complesso voluto dalla Marchesa Cristina Luzi, che negli ultimi anni ha lavorato con determinazione per restituire nuova vita a un patrimonio familiare ricco di storia e tradizione. La storia della rinascita di Villa Luzi affonda le sue radici nel legame profondo con la famiglia. Dopo la scomparsa del padre, avvenuta nel maggio del 2020, Cristina Luzi ha scelto di raccogliere la sua eredità morale e materiale, impegnandosi nel recupero del parco, della fattoria, delle case coloniche e degli spazi che circondano la villa. Un progetto ambizioso che ha portato alla ristrutturazione degli edifici storici e alla creazione di una nuova offerta dedicata all’ospitalità e agli eventi. Oggi il parco, la limonaia, la piscina e gli ampi saloni ricavati dall’antico granaio sono pronti ad accogliere matrimoni, convention, incontri culturali e momenti di convivialità. Gli appartamenti ricavati nelle case coloniche sono già oggetto di numerose prenotazioni, mentre gli spazi esterni diventano il cuore pulsante di una proposta che punta a coniugare eleganza, natura e accoglienza. Protagonista della serata è stato naturalmente il nuovo ristorante Il Segreto, affidato alla gestione di Sonia Ruggerie e Luana Salemi, due imprenditrici unite da un’amicizia nata anni fa e consolidata attraverso esperienze lavorative condivise. Un sogno coltivato nel tempo che oggi trova finalmente realizzazione all’interno di una cornice unica. Il nome scelto per il locale non è casuale. “Il Segreto – dove il tempo si ferma” è infatti lo slogan che accompagna il progetto e che racchiude perfettamente la filosofia del ristorante. L’obiettivo è offrire agli ospiti un’esperienza fatta di relax, serenità e bellezza, lontana dai ritmi frenetici della quotidianità. Un luogo in cui immergersi nella quiete del parco e lasciarsi trasportare dall’atmosfera senza tempo di una residenza settecentesca. L’idea alla base del progetto è quella di restituire valore all’accoglienza e ai piccoli gesti, elementi che spesso si sono persi nel mondo contemporaneo. Per questo motivo ogni dettaglio è stato studiato per coccolare gli ospiti e farli sentire parte di un’esperienza autentica, capace di coinvolgere non solo il palato ma anche le emozioni. La proposta gastronomica si sviluppa infatti attraverso piatti ricercati e originali, pensati per sorprendere e raccontare una storia. Una cucina che unisce tradizione e innovazione, proprio come accade negli ambienti della struttura, dove il fascino del Settecento dialoga con elementi di arte contemporanea in un equilibrio armonioso tra passato e presente. L’offerta di ospitalità sarà completata da dieci camere. Cinque sono ospitate nella villa padronale e conservano intatto il fascino degli ambienti originali del XVIII secolo, mentre altre cinque sono in fase di ultimazione nella storica casa del fattore situata accanto alla villa. Un progetto che punta a trasformare Villa Luzi in una destinazione capace di accogliere visitatori, turisti e appassionati di eventi durante tutto l’anno. Tra gli appuntamenti già in programma spicca il festival organizzato da Cristina Luzi insieme al nipote Carlo, previsto per il 3, 4 e 5 luglio. Tre giornate dedicate alla cultura, all’arte e alla musica che contribuiranno ad animare ulteriormente gli spazi della villa e del parco. Con l’inaugurazione de Il Segreto, Villa Luzi apre ufficialmente una nuova pagina della propria storia. Un luogo che custodisce memoria, bellezza e tradizione e che oggi torna a vivere grazie a un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

31/05/2026 13:19
Per un pugno di voti, questione di ballottaggio: quel precedente del 2010 Carancini-Pistarelli

Per un pugno di voti, questione di ballottaggio: quel precedente del 2010 Carancini-Pistarelli

Ci sono momenti in cui la storia politica di una città sembra divertirsi a tracciare nodi invisibili che collegano il presente al passato attraverso la spietata matematica delle urne. I dieci voti che lunedì scorso hanno negato a Sandro Parcaroli la riconferma immediata al primo turno non sono solo un dato statistico: sono il riflesso condizionato di una memoria collettiva che, inevitabilmente, riporta la mente a sedici anni fa.  Con la conferma dei dati da parte della commissione elettorale, è arrivata infatti anche l'ufficialità del ballottaggio a Macerata, che si terrà il 7 e l'8 giugno, con lo spoglio a seguire. Nelle ultime edizioni delle elezioni amministrative cittadine c’è un precedente che inevitabilmente torna alla mente. Era il 2010 quando la sfida tra Romano Carancini (centrosinistra) e Fabio Pistarelli (centrodestra) si trasformò in un testa a testa rimasto negli annali, risolto da un battito di ciglia elettorale.  Allora l’affluenza al primo turno fu molto alta, anche perché in contemporanea si votava per le elezioni regionali, vinte poi da Gian Mario Spacca. Gli elettori erano 36.341 e al primo turno votarono in 25.865, pari al 71,17%. Al secondo turno, invece, i votanti scesero a 21.571, con un’affluenza del 59,36%. Le schede bianche furono 249 al primo turno e 112 al secondo, mentre le schede non valide, comprese le bianche, passarono da 716 a 317. Il ballottaggio del 2010 si risolse con uno scarto ridottissimo. Romano Carancini vinse con 10.690 voti, pari al 50,30%, dopo aver raccolto al primo turno 11.562 preferenze con il 45,97%. Dall’altra parte Fabio Pistarelli si fermò a 10.564 voti, pari al 49,70%, dopo i 10.335 voti ottenuti al primo turno con il 41,10%. Una sfida decisa quindi da appena 126 voti, rimasta una delle più incerte nella storia recente delle amministrative maceratesi. Il quadro del 2026 presenta, però, alcune differenze importanti. Il candidato del centrodestra Sandro Parcaroli ha mancato la vittoria al primo turno per appena dieci voti, mentre il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli arriva al ballottaggio da inseguitore, proprio come accadde a Pistarelli sedici anni fa. Diverso anche il dato dell’affluenza. In questa tornata elettorale, infatti, al primo turno ha votato, su un totale di 36.441,il 56,47% degli aventi diritto, pari a 20.528 cittadini, una percentuale decisamente più bassa rispetto a quella del 2010. Il numero dei candidati sindaci è rimasto identico: cinque allora e cinque oggi. Nel 2010 i candidati erano Fabio Pistarelli, Romano Carancini, Anna Menghi, Giorgio Ballesi e Paolo Ranzulli. Nel 2026, invece, la corsa ha visto protagonisti Sandro Parcaroli, Gianluca Tittarelli, Mattia Orioli, Marco Sigona e Giordano Ripa. Le tre proposte alternative hanno inciso di meno a questo giro, segno che la propaganda elettorale ha polarizzato il voto sulle due compagini principali. Resta ora da capire se anche questa volta Macerata vivrà un ballottaggio sul filo dei voti, come accadde sedici anni fa, oppure se l’esito apparirà chiaro già dalle prime sezioni scrutinate. Dopo il quasi ribaltone sfiorato da Pistarelli nel 2010, il centrosinistra con Tittarelli riuscirà stavolta nell’impresa oppure il vantaggio accumulato da Parcaroli al primo turno sarà decisivo?

29/05/2026 20:07
Ricorso sul voto a Macerata, il centrodestra decide oggi: l’avvocato valuta gli estremi per il TAR

Ricorso sul voto a Macerata, il centrodestra decide oggi: l’avvocato valuta gli estremi per il TAR

La commissione elettorale ha confermato ufficialmente il ballottaggio a Macerata, in programma il 7 e 8 giugno, ma resta ancora aperta la valutazione su un possibile ricorso al Tar da parte del centrodestra. La decisione definitiva dovrebbe arrivare entro la giornata di oggi, mentre l’avvocato incaricato sta analizzando insieme al segretario tutta la documentazione relativa al verbale della commissione elettorale. L’ipotesi del ricorso era stata anticipata già nella notte elettorale da Renzo Marinelli e successivamente confermata dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, dopo che la vittoria al primo turno è sfumata per appena dieci voti. In queste ore il centrodestra sta lavorando con l’avvocato Massimo Spinozzi per capire se esistano effettivamente gli estremi per presentare ricorso al TAR. Da quanto emerge, non ci sarebbero contestazioni ufficiali registrate nei verbali di sezione e la commissione elettorale avrebbe confermato integralmente il quadro già noto. Proprio l’assenza di contestazioni formali rende più delicata la valutazione legale. L’eventuale ricorso, infatti, non partirebbe da schede già contestate durante lo scrutinio, ma da alcune incongruenze presenti nella documentazione che gli avvocati stanno esaminando in queste ore. L’obiettivo è capire se tali elementi possano essere sufficienti per chiedere al TAR una riapertura della verifica elettorale e un eventuale riconteggio delle schede. Una procedura che, però, non scatterebbe automaticamente. Sarà infatti il tribunale amministrativo a valutare se il ricorso sarà adeguatamente motivato oppure se confermare definitivamente il risultato uscito dalle urne. Restano da capire i tempi. La richiesta, nel caso venisse presentata, arriverebbe già nei prossimi giorni e il TAR potrebbe pronunciarsi la prossima settimana, in piena vigilia del ballottaggio, e con un giorno di festivo in mezzo. Anche Orioli, come aveva lasciato intendere nell’intervista rilasciata il giorno successivo allo scrutinio, starebbe valutando la possibilità di affidarsi ai legali dopo essere rimasto fuori dal consiglio comunale per una manciata di preferenze. Nel frattempo la campagna elettorale è già ripartita.  Parcaroli ha iniziato ieri con un nuovo video diffuso sui social allegato a un comunicato, mentre sul fronte opposto Tittarelli starebbe valutando un possibile avvicinamento a Romano Mari nel tentativo di rafforzare il consenso moderato e cattolico in vista della sfida decisiva del 7 e 8 giugno. Il clima politico resta quindi particolarmente teso. Da una parte la corsa elettorale verso il ballottaggio, dall’altra l’attesa per capire se il centrodestra deciderà davvero di portare la questione davanti al TAR.

29/05/2026 11:58
La tombola dei voti, rese e smentite anticipate: una notte di ordinaria follia (elettorale) a Macerata

La tombola dei voti, rese e smentite anticipate: una notte di ordinaria follia (elettorale) a Macerata

Il 24 e il 25 maggio si è votato a Macerata per rinnovare l’amministrazione comunale. Chiusi i seggi, sono iniziati gli scrutini. Ed è lì che è iniziato il vero spettacolo. I dati ufficiali non arrivavano. Così tutti i giornalisti - compresi noi - si sono riversati nelle sedi di partiti e i candidati alla disperata ricerca di numeri, indiscrezioni e mezze verità spacciate per certezze. Il quadro che, da lì a poche ore, sembrava delinearsi mostrava una coalizione di centrodestra vincente già al primo turno, con percentuali che oscillavano attorno al 53%. Un dato confermato sia dalla sede del centrosinistra in via Garibaldi sia dalla sede elettorale di Sandro Parcaroli in corso Matteotti. Erano circa le 17:15. Mezz’ora dopo, nella sede del centrosinistra, si iniziava già a mugugnare di una sconfitta ormai inevitabile. Non solo: si dava ormai per consolidata anche la soglia necessaria al centrodestra per evitare il ballottaggio. Il dato che circolava era un eloquente 55 a 41. La segretaria comunale Ninfa Contigiani avrebbe commentato con un laconico: “È persa, non di molto, ma è persa”. Intorno alle 18:30 inizia a circolare anche un video, poi pubblicato da un’altra testata giornalistica, in cui Gianluca Tittarelli sembrava di fatto annunciare la sconfitta, concentrandosi soprattutto su un risultato della propria coalizione considerato inferiore alle aspettative. Nel frattempo, spostandosi nella sede di corso Matteotti, si entrava in una dimensione parallela. Vista la calura, il centrodestra aveva trasformato i tavolini esterni del McFast in una sorta di quartier generale improvvisato. Renzo Marinelli, Mauro Lucentini, Filippo Saltamartini, Pierpaolo Borroni e altri esponenti della coalizione contavano voti e proiezioni confermando un trend favorevole a Parcaroli, anche se i fantomatici "55 punti" non venivano mai realmente sfiorati. La scena, bisogna dirlo, era surreale. Giornalisti, sostenitori, curiosi e passanti assiepati attorno a un tavolo mentre coordinatori e organizzatori cercavano di assemblare numeri provenienti dai rappresentanti di lista sparsi nei seggi. Più che una sede elettorale sembrava una bisca clandestina in piena attività, con il banco che cambiava quota ogni tre minuti e l’aria tesa di chi sa che basta una scheda per passare dall’euforia al tracollo. Poco prima delle 20 sembrava ormai questione di minuti la conferma di Parcaroli a sindaco. Nel frattempo Tittarelli aveva lasciato la sua sede senza nemmeno passare dalla sala stampa, mentre i "compagni di merende" di corso Matteotti festeggiavano ogni seggio favorevole al sindaco uscente come se fosse già arrivata la proclamazione ufficiale. Tanto che hanno iniziato perfino a circolare dichiarazioni attribuite a Parcaroli con tanto di dedica della vittoria alla famiglia. Dichiarazioni poi cancellate e smentite con la stessa rapidità con cui erano apparse. Ed è qui che la commedia si trasforma in thriller matematico. Tra i tavolini del McFast inizia infatti a serpeggiare un dubbio atroce: e se nel calcolo del quorum non andassero conteggiate le schede bianche e nulle? Discussioni accese, interpretazioni degne di un convegno di diritto costituzionale improvvisato davanti a birre, sigari e mezze bottigliette di acqua calda. E dati che, improvvisamente, diventano carta straccia. A sollevare la questione soprattutto l’onorevole Giorgia Latini e il commissario Guido Castelli: "Ho fatto quattro ballottaggi, le schede nulle e bianche vanno tolte". Assurdo pensare che un ex deputato come Lucentini non sapesse come conteggiare il quorum. Tolte le schede bianche e nulle, la situazione sembrava addirittura ancora più favorevole a Parcaroli. Peccato che i dati ufficiali, nel frattempo arrivati a 30 seggi scrutinati su 44, dessero il sindaco uscente fermo al 48%. Anche i conteggi del centrosinistra, però, erano tutt’altro che impeccabili. Probabilmente troppo concentrati sui due candidati principali e poco sui voti degli altri candidati, finivano per produrre percentuali completamente sballate. A quel punto la situazione smette di essere divertente e diventa semplicemente interminabile. Il tavolo del centrodestra continua a ricontrollare dati in mezzo a un caos crescente dovuto all’accumulo di persone attorno ai conteggiatori improvvisati. Finché Marinelli, commissario cittadino della Lega, si alza e, con lucidità, invita tutti a non fidarsi più dei numeri ufficiosi e ad attendere quelli ufficiali. Ogni minuto, però, qualcuno continuava a sparare una percentuale diversa: 51%, 50,50%, 50,37%, 49,92%. “Vinciamo di 50 voti”, “andiamo al ballottaggio per 20 voti”. Un delirio collettivo da bingo che avrebbe fatto impallidire anche le televendite notturne. Nel frattempo Tittarelli ricompare nella sala stampa del Comune sostenendo che le sue dichiarazioni del pomeriggio erano state travisate, che stava semplicemente commentando una situazione che allora sembrava definitiva e che ora attendeva il risultato finale. “Una stretta di mano ci sarà comunque, o per congratularmi o per salutarci in vista del ballottaggio”. Al photofinish, ormai alle 00:40, dopo che fino a 42 seggi scrutinati Parcaroli non aveva mai superato il 49,87%, ecco il colpo di scena: con 43 seggi su 44 il sindaco uscente sale al 50,03% e torna virtualmente sindaco per una manciata di voti. Mancava soltanto il seggio 21, dove però — secondo alcune voci — Tittarelli era avanti. Forse il candidato del centrosinistra non ne era al corrente, perché proprio in quel momento lascia la sala stampa, probabilmente stremato da uno scrutinio infinito o forse convinto di aver mancato il ballottaggio per pochissimi voti. Poi arriva il ribaltone finale. Con l’ultimo seggio scrutinato, Parcaroli scende al 49,96%, mentre Tittarelli si attesta al 41,95%. Tradotto: si va al ballottaggio. E Parcaroli compare in sala stampa rivendicando i 1600 voti di distacco. Uno degli scrutini più lunghi e confusionari mai visti a Macerata, tanto che la città marchigiana era l’unica in tutta Italia a non avere ancora un risultato certo ben oltre le 22:30. Un pomeriggio di tensioni, errori di conteggio da entrambe le parti e una gestione comunicativa oggettivamente tragicomica. Da una parte c’era chi sembrava non vedere l’ora di perdere; dall’altra chi aveva già stappato lo spumante con tre ore d’anticipo. Da una parte un candidato sindaco che prima annuncia la sconfitta, poi corregge il tiro, poi abbandona la scena a un seggio dal colpo di teatro finale. Dall’altra una sala operativa improvvisata tra tavolini e confusione generale, con rapporti con la stampa gestiti più o meno come una partita di poker clandestina. Ora si attendono i riconteggi annunciati, preludio a quelle che saranno altre due settimane di campagna elettorale. Perché a Macerata, evidentemente, nemmeno la matematica riesce più a dare certezze.

26/05/2026 14:45
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