Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla tutela della reputazione personale online e diritto all’oblio. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Cingoli che chiede: "Come è possibile tutelare la propria reputazione personale online?".
Quanto vale davvero la reputazione? Oggi, più che mai, la risposta è semplice: moltissimo. Difatti, secondo lo studio “The State of Corporate Reputation in 2020: Everything Matters Now” circa il 63% del valore di mercato di un’impresa dipende dalla sua reputazione, confermando come, nell’economia contemporanea, gli asset immateriali, quali la fiducia, la credibilità, l’autorevolezza e l’immagine pubblica, siano sempre più determinanti accanto a capitale, infrastrutture e proprietà intellettuale. La reputazione, infatti, influenza direttamente i risultati economici e la resilienza delle imprese nel lungo periodo.
Il fenomeno è ancor più evidente quando il confine tra persona e impresa si assottiglia: il valore di un brand spesso coincide con quello del suo fondatore o volto pubblico; il caso di Chiara Ferragni e la crisi legata al "caso Balocco" è emblematico: mostra come una crisi reputazionale possa tradursi rapidamente in danni finanziari, evidenziando la vulnerabilità di modelli imprenditoriali basati sull’integrazione tra immagine personale e attività commerciale.
Oggi controllare la reputazione è più complesso rispetto all’era analogica, quando le notizie avevano diffusione limitata e vita breve; l’accesso immediato, globale e permanente alle informazioni, unito al fatto che oltre il 90% degli utenti si ferma alla prima pagina dei risultati di ricerca, fa sì che la percezione pubblica si costruisca in uno spazio ristretto e definisca l’identità digitale di persone e imprese.
In questo contesto assume un ruolo fondamentale il diritto all’oblio, disciplinato dall’articolo 17 del Regolamento (UE) n. 679/2016 (c.d. GDPR), si tratta del diritto di ottenere la rimozione o la deindicizzazione di contenuti che risultino obsoleti, non pertinenti o sproporzionati rispetto alle finalità per cui sono stati pubblicati.
Un principio che ha trovato una svolta decisiva nella sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 13 maggio 2014 (caso Costeja González), che ha chiarito un aspetto cruciale: esiste una differenza tra la cancellazione, in cui il contenuto viene eliminato alla fonte e la deindicizzazione, in cui il contenuto resta online, ad esempio negli archivi di un giornale, ma non è più facilmente reperibile tramite i motori di ricerca.
Si tratta di un equilibrio delicato tra due esigenze contrapposte: da un lato, la tutela della reputazione e della vita privata, dall’altro, il diritto all’informazione e alla memoria storica. Per questo motivo, l’applicazione del diritto all’oblio non è automatica, ma richiede una valutazione caso per caso, che tenga conto di diversi fattori, come il ruolo pubblico del soggetto coinvolto, l’interesse collettivo alla conoscenza della notizia, la veridicità delle informazioni, il tempo trascorso e l’eventuale presenza di dati sensibili.
Proprio su questi temi è intervenuta una recente e significativa pronuncia della Corte di Cassazione destinata a incidere sulla tutela della reputazione online. Il caso riguardava un cittadino coinvolto in un procedimento penale conclusosi nel 2022 con esito favorevole, ma nonostante l’assoluzione, alcuni articoli di stampa online continuavano a comparire tra i risultati di ricerca associati al nome del ricorrente, rendendo facilmente accessibili informazioni ormai obsolete e prive di interesse pubblico.
Il soggetto aveva richiesto la deindicizzazione dei contenuti, richiesta però accolta solo parzialmente, tanto che alcuni link erano rimasti online per oltre un anno, così da essere costretto ad agire giudizialmente per la loro rimozione oltre ad un risarcimento danni.
Tale vicenda seppur arrivata in Cassazione è stata risolta con il riconoscimento della violazione del diritto all’oblio per l’illegittima permanenza dei contenuti online, e, per l’appunto, oltre alla loro cancellazione anche la liquidazione del risarcimento danni in materia di reputazione online in via presuntiva sulla base di elementi come la visibilità dei contenuti nei motori di ricerca, la gravità delle informazioni diffuse e il contesto personale e professionale dell’interessato.
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice risulta corretto affermare che, “La permanenza e la facile reperibilità di una notizia online possono amplificarne il suo impatto, incidendo sulla vita privata e professionale della persona anche a distanza di anni, così da meritare il diritto all’oblio oltre al risarcimento danni a tutela della reputazione digitale del soggetto lesionato” (Cass. Civ., Sez. I, Ord. n. 6433 del 18.03.2026).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Sono previste limitazioni al traffico, divieti di sosta e variazioni alla circolazione in via Montecavallo, via F. Filelfo, via San Catervo, via Laura Zampeschi e via Beato Tommaso.
Per la giornata di lunedì 30 marzo 2026, dalle ore 9 alle 15, in via Montecavallo sarà disposto il divieto di transito veicolare nel tratto antistante l’immobile oggetto di demolizione, all’altezza del civico 31, con esclusione dei mezzi d’opera della ditta incaricata dei lavori.
Nello stesso giorno, nel tratto compreso tra il civico 31 e via Adriana, la circolazione sarà vietata a tutti tranne ai veicoli al servizio dei residenti. Nel tratto tra il civico 31 e via Antonio Gramsci sarà invece istituito il doppio senso di circolazione veicolare.
Sarà inoltre vietata la sosta, con rimozione forzata dei veicoli, in Piazza Valtieri e lungo via Montecavallo fino al civico 31.
Da lunedì 30 marzo 2026 a mercoledì 1° aprile 2026, nella fascia oraria compresa tra le 8.30 e le 17.30, in via F. Filelfo entrerà in vigore il divieto di transito veicolare, con esclusione dei mezzi d’opera, nel tratto compreso tra l’intersezione con Largo Francesco Saverio Bezzi (all’altezza del civico 50 di via F. Filelfo) e il civico 120 della stessa via.
Sempre nella giornata del 30 marzo 2026, sono previste ulteriori modifiche alla viabilità in via San Catervo e nelle strade vicine. In particolare, in via San Catervo sarà istituito il divieto di transito veicolare e pedonale nell’area antistante i civici 60, 62 e 64.
In via Laura Zampeschi, nel tratto compreso tra l’intersezione con via San Catervo e quella con via A. Parisani, sarà attivo il divieto di transito veicolare, ad eccezione degli autoveicoli al servizio dei residenti. Nello stesso tratto sarà inoltre in vigore il divieto di transito per gli autocarri con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate.
Sono infine previsti cambiamenti al senso di marcia. In via San Catervo, nel tratto compreso tra via Laura Zampeschi e via Francesco Filelfo, sarà istituito il senso unico di marcia in direzione di via Francesco Filelfo.
Stesso provvedimento anche in via Beato Tommaso, nel tratto tra via San Catervo e Piazza della Libertà, con senso unico in direzione di Piazza della Libertà.
Si è aperta ufficialmente una nuova stagione per le politiche di parità nelle Marche. Presso l'Aula consiliare di Ancona, si è svolta questa mattina la seduta di insediamento della Commissione regionale pari opportunità (Cpo), presieduta dal presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui. L’organismo, che resterà in carica per l’intera legislatura, vede alla guida in veste di presidente Roberta Leri, affiancata dalle vicepresidenti Luisella Rossi e Maria Clara Muci.
L’insediamento segna l’avvio di un lavoro strategico volto a rafforzare la conciliazione tra tempi di vita e lavoro e a contrastare ogni forma di discriminazione. Un percorso che vede la provincia di Macerata ricoprire un ruolo di assoluto rilievo, con cinque rappresentanti del territorio chiamate a portare la propria esperienza in ambito regionale: la corridoniana Barbara Trasatti, la consigliera comunale di Potenza Picena Raffaella Spettoli, la settempedana Noemi Ortenzi, la civitanovese Katia Marilungo e la montecassianese Maria Pia Cocciarini.
Tra le nomine spicca una figura ben nota ai lettori di Picchio News, Barbara Trasatti, collaboratrice del nostro quotidiano online e curatrice della rubrica settimanale dedicata al galateo digitale, "Chic & Social".
Trasatti approda in Regione forte di una carriera trentennale nel settore della comunicazione. Il suo percorso l'ha vista impegnata in prima linea sul fronte del lavoro femminile: in passato ha già ricoperto il ruolo di presidente di Terziario Donna Confcommercio a Corridonia.
Oggi, la sua attività si concentra sulla comunicazione sociale per enti pubblici, collaborando strettamente con i Servizi Sociali e le Pari Opportunità del Comune di Macerata e dell’Ambito Territoriale N.15.
"Ringrazio per la fiducia - ha dichiarato Trasatti a margine dell'insediamento - questa commissione rappresenta un’opportunità importante per il territorio. L'obiettivo sarà lavorare in modo concreto, creando progetti e iniziative che possano davvero supportare le donne e le persone nelle loro sfide quotidiane. Credo molto nel valore della collaborazione e sono certa che insieme potremo fare un buon lavoro".
"Porterò la mia esperienza nella comunicazione e nel lavoro sul territorio, con l'obiettivo di rendere questa commissione concreta e vicina alle persone - ha aggiunto Trasatti -. La mia priorità sarà ascoltare e capire i bisogni reali, per trasformarli in azioni efficaci. Il vero valore di questo ruolo sarà quello che riusciremo a costruire insieme".
Nuove opportunità lavorative nel settore pubblico per il territorio dell'alto maceratese. Il Comune di Esanatoglia, nell'ottica di accelerare e gestire con maggiore efficacia le pratiche relative alla ricostruzione post-sisma 2016, ha indetto due procedure di selezione pubblica per l'assunzione di nuove figure professionali da inserire nel proprio organico.
Le selezioni, gestite operativamente tramite l'Unione Montana Potenza Esino Musone, mirano all'individuazione di un istruttore tecnico e di un istruttore amministrativo, entrambi inquadrati nell'Area degli Istruttori (ex Categoria C). Si tratta di incarichi specificamente dedicati al supporto delle attività connesse alla gestione dell'emergenza e della ricostruzione, come previsto dalla normativa vigente contenuta nel decreto legge 189 del 2016.
La presentazione delle domande segue rigorosamente l'iter della digitalizzazione dei concorsi pubblici. Le candidature dovranno infatti pervenire esclusivamente per via telematica attraverso il portale nazionale del reclutamento "inPA". È fondamentale che gli interessati prestino attenzione alle diverse scadenze fissate per i due profili professionali: per l'istruttore tecnico il termine ultimo per inviare la candidatura è l'8 aprile, mentre per il profilo di istruttore amministrativo la scadenza è fissata al 24 aprile.
Tutti i dettagli sui requisiti richiesti, i titoli di studio necessari e le modalità di svolgimento delle prove sono consultabili nei bandi integrali disponibili sul sito istituzionale dell'Unione Montana Potenza Esino Musone e all'interno dell'Albo Pretorio del Comune di Esanatoglia.
La Puglia si distingue come una delle destinazioni più apprezzate dalle famiglie che desiderano trascorrere le vacanze estive all’insegna del relax, del divertimento e della scoperta. La regione offre un’ampia varietà di paesaggi, dalle lunghe spiagge sabbiose del Salento alle scogliere bianche del Gargano, passando per le distese di ulivi secolari che caratterizzano l’entroterra. Questa diversità naturale si traduce in numerose opportunità per attività all’aria aperta, escursioni e momenti di svago adatti a tutte le età. Le località balneari pugliesi sono spesso dotate di servizi pensati per accogliere famiglie con bambini, come stabilimenti attrezzati, aree gioco, animazione e proposte gastronomiche adatte anche ai più piccoli. La sicurezza delle acque, generalmente basse e limpide lungo molte coste, rappresenta un ulteriore elemento che rassicura i genitori e rende la Puglia una scelta privilegiata per le vacanze estive in famiglia.
L’offerta turistica pugliese e l’attenzione alle esigenze familiari
Negli ultimi anni, l’offerta turistica della Puglia si è evoluta per rispondere in modo sempre più mirato alle esigenze delle famiglie. Numerose strutture ricettive, dai resort agli agriturismi, hanno sviluppato servizi specifici come mini club, piscine dedicate ai bambini, attività sportive e laboratori creativi. L’accoglienza calorosa, tipica della tradizione pugliese, si riflette nell’attenzione che il personale dedica agli ospiti più giovani, garantendo un soggiorno sereno e piacevole. Le famiglie possono scegliere tra diverse tipologie di alloggio, dalle case vacanza ai villaggi turistici, spesso immersi nel verde o a pochi passi dal mare. La presenza di aree attrezzate e di servizi di babysitting permette ai genitori di godere di momenti di relax, sapendo che i propri figli sono coinvolti in attività sicure e stimolanti. Questo approccio orientato alla famiglia è uno dei motivi principali per cui la Puglia continua a essere una delle mete più amate dalle famiglie italiane e straniere.
Cultura, tradizione e gastronomia: un viaggio alla scoperta della Puglia autentica
Oltre alle bellezze naturali, la Puglia offre un patrimonio culturale e gastronomico che arricchisce l’esperienza di viaggio. Le famiglie possono visitare borghi storici come Alberobello, famoso per i suoi trulli, oppure Ostuni, la città bianca, dove è possibile passeggiare tra vicoli pittoreschi e scoprire antiche tradizioni artigianali. Numerosi musei e siti archeologici propongono percorsi didattici e attività interattive pensate per i bambini, rendendo la visita interessante e coinvolgente per tutta la famiglia. La cucina pugliese, con le sue ricette semplici e genuine, conquista grandi e piccoli: dalle orecchiette con le cime di rapa alle focacce, passando per i dolci tipici come le cartellate, ogni pasto diventa un’occasione per condividere sapori autentici e momenti conviviali. Le sagre e le feste popolari, che animano i paesi durante l’estate, rappresentano inoltre un’opportunità unica per immergersi nelle tradizioni locali e vivere la Puglia più autentica.
Spiagge, natura e attività all’aria aperta per tutta la famiglia
La Puglia è celebre per le sue spiagge, molte delle quali hanno ottenuto riconoscimenti per la qualità delle acque e dei servizi offerti. Litorali sabbiosi e fondali bassi, come quelli di Torre dell’Orso, Porto Cesareo e Pescoluse, sono particolarmente adatti alle famiglie con bambini piccoli. Oltre al mare, la regione offre numerose aree naturali protette, come il Parco Nazionale del Gargano e le riserve marine, dove è possibile organizzare escursioni a piedi, in bicicletta o in barca. Le gite in masseria permettono di entrare in contatto con la vita rurale pugliese, partecipando a laboratori di cucina, raccolta di prodotti tipici e attività con gli animali. Per le famiglie più avventurose, non mancano proposte di sport acquatici, percorsi di trekking e visite guidate nei parchi naturali. Questo ricco ventaglio di attività consente di creare una vacanza su misura, alternando giornate di relax in spiaggia a momenti di scoperta e divertimento a contatto con la natura.
Consigli pratici per organizzare una vacanza in Puglia con tutta la famiglia
Quando si pianifica una vacanza estiva in Puglia, è importante considerare alcuni aspetti logistici per assicurare un soggiorno piacevole a tutta la famiglia. La scelta della località deve tenere conto delle esigenze di grandi e piccoli, privilegiando destinazioni che offrano servizi adeguati e un ambiente sicuro. È consigliabile prenotare con largo anticipo, soprattutto nei periodi di alta stagione, per garantirsi la disponibilità delle strutture più adatte alle famiglie. Valutare la presenza di servizi come animazione, piscine, aree gioco e assistenza per i bambini può fare la differenza nella qualità della vacanza. Per chi desidera vivere un’esperienza all’insegna della comodità e dell’organizzazione, può essere utile iniziare a guardare tra i molti villaggi turistici in Puglia, proposti da operatori come All Tours, che offrono pacchetti completi e attività dedicate alle famiglie. Anche la scelta del mezzo di trasporto è un elemento da non sottovalutare: la Puglia è facilmente raggiungibile sia in auto che in treno o aereo, grazie ai collegamenti con le principali città italiane. Una volta arrivati, muoversi tra le diverse località può essere semplice, soprattutto se si opta per il noleggio di un’auto, che permette di esplorare in autonomia le bellezze della regione.
Il ruolo dell’ospitalità pugliese nell’esperienza di viaggio familiare
Uno degli aspetti che maggiormente contribuisce al successo della Puglia come meta per le vacanze estive in famiglia è senza dubbio l’ospitalità. La cultura dell’accoglienza, profondamente radicata nel territorio, si manifesta in ogni aspetto dell’esperienza turistica, dall’attenzione riservata agli ospiti nelle strutture ricettive alla disponibilità degli operatori locali. Questo clima di cordialità rende il soggiorno piacevole e gratificante, favorendo la creazione di ricordi positivi per grandi e piccoli. Le famiglie che scelgono la Puglia per le proprie vacanze spesso sottolineano come il senso di appartenenza e la facilità di instaurare rapporti con la comunità locale rappresentino un valore aggiunto rispetto ad altre destinazioni. La possibilità di partecipare a eventi, laboratori e attività condivise contribuisce a rafforzare il legame tra visitatori e territorio, rendendo ogni viaggio un’esperienza unica e significativa.
Ussita accelera verso la transizione ecologica. Grazie a una convenzione strategica tra il Comune e Poste Italiane, il prossimo 30 marzo prenderanno ufficialmente il via i lavori per l'installazione delle prime stazioni di ricarica per veicoli elettrici nel territorio comunale. Il cantiere, affidato all'impresa Archi.Gia S.r.l., si concentrerà in piazza IV Novembre, in località Fluminata, proprio nei pressi della nuova sede dell'Ufficio Postale.
L'intervento, che salvo imprevisti meteorologici si concluderà nel giro di 15 giorni lavorativi, rientra nel più ampio progetto nazionale "Polis-Case". Quest'ultimo, finanziato con i fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), mira a creare una rete capillare di infrastrutture per la mobilità sostenibile in tutta Italia, partendo proprio dai piccoli centri.
Il Comune ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la società Be Charge S.r.l., incaricata da Poste Italiane della realizzazione tecnica, della gestione e della manutenzione delle colonnine, che saranno destinate a uso pubblico.
Soddisfatta la sindaca di Ussita, Silvia Bernardini, che ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa per la tutela della salute e dell'ambiente: "Dal 2010 la Commissione Europea sollecita politiche volte a diffondere la mobilità elettrica per ridurre le emissioni. Il presupposto fondamentale per questo obiettivo è una rete diffusa sul territorio. Per questo abbiamo aderito con convinzione a questo protocollo, che sarà al servizio dei cittadini di Ussita e dei tanti turisti che frequentano le nostre zone".
Le stazioni di ricarica saranno accessibili 24 ore su 24 e gestibili interamente tramite smartphone. Attraverso un’app gratuita (disponibile per iOS e Android), gli utenti potranno localizzare le colonnine sulla mappa, verificarne la disponibilità in tempo reale, prenotare la ricarica e monitorarne lo stato fino al pagamento finale. Per l'attivazione sarà possibile utilizzare anche una tessera identificativa RFID.
I bulbi a fioritura primaverile sono tra le piante ornamentali più amate dai giardinieri. Dopo i mesi freddi dell’inverno, sono tra i primi a comparire nei giardini, portando colore, profumo e vitalità negli spazi verdi. Tulipani, narcisi, crochi e giacinti sono solo alcuni esempi di queste piante che trasformano aiuole e prati in un vero spettacolo naturale.
Per molti appassionati di giardinaggio, coltivare bulbi primaverili è uno dei modi più semplici e gratificanti per creare un giardino vivace. Non richiedono cure particolarmente complesse e, se piantati correttamente, possono rifiorire anno dopo anno.
Che cosa sono i bulbi a fioritura primaverile
I bulbi a fioritura primaverile sono strutture sotterranee di riserva che permettono alla pianta di immagazzinare nutrienti durante la stagione di crescita. Grazie a questa riserva di energia, la pianta può sopravvivere all’inverno e svilupparsi rapidamente quando le temperature iniziano ad aumentare.
Dal punto di vista botanico, il termine “bulbo” viene spesso utilizzato in senso generale per descrivere diverse tipologie di organi sotterranei, tra cui:
Bulbi veri
I bulbi veri, come quelli dei tulipani o dei narcisi, sono composti da strati carnosi chiamati squame che circondano un germoglio centrale. Queste squame contengono sostanze nutritive che permettono alla pianta di crescere rapidamente in primavera.
Cormi
I cormi, come quelli del croco o del gladiolo, sono strutture compatte e solide. Anche se svolgono una funzione simile ai bulbi, la loro struttura interna è diversa.
Tuberi
I tuberi, come quelli della dalia o della begonia tuberosa, sono organi sotterranei che immagazzinano nutrienti e da cui si sviluppano nuovi germogli.
Nel linguaggio del giardinaggio, tuttavia, tutte queste categorie vengono spesso indicate semplicemente come “bulbi”.
Le varietà più popolari di bulbi primaverili
Esistono molte varietà di bulbi che fioriscono in primavera, ognuna con caratteristiche uniche.
Tulipani
I tulipani sono probabilmente i bulbi primaverili più famosi. Originari dell’Asia centrale, sono diventati simbolo dei giardini primaverili europei. Sono disponibili in centinaia di colori, forme e dimensioni.
Narcisi
I narcisi sono molto apprezzati per la loro resistenza e facilità di coltivazione. Producono fiori gialli, bianchi o bicolori e spesso ritornano a fiorire per molti anni.
Crochi
I crochi sono tra i primi fiori a comparire alla fine dell’inverno. I loro piccoli fiori viola, gialli o bianchi emergono spesso quando la neve non si è ancora completamente sciolta.
Giacinti
I giacinti sono noti per il loro profumo intenso e per le infiorescenze compatte. Sono ideali per aiuole, bordure e anche per la coltivazione in vaso.
Quando e come piantare i bulbi primaverili
Per ottenere una fioritura primaverile spettacolare, è fondamentale piantare i bulbi nel periodo giusto.
Il momento ideale per la piantagione
La maggior parte dei bulbi primaverili deve essere piantata in autunno, generalmente tra settembre e novembre. Questo periodo permette ai bulbi di sviluppare radici prima dell’arrivo del gelo.
Scelta del terreno
I bulbi preferiscono terreni ben drenati. Un terreno troppo umido può provocare la marcescenza dei bulbi durante l’inverno.
Se il suolo è molto compatto o argilloso, è consigliabile migliorarlo aggiungendo sabbia o compost.
Profondità di piantagione
Una regola generale è piantare il bulbo a una profondità pari a circa due o tre volte la sua altezza. Ad esempio, un bulbo alto cinque centimetri dovrebbe essere piantato a circa dieci o quindici centimetri di profondità.
Posizione e luce
La maggior parte dei bulbi primaverili preferisce posizioni soleggiate o leggermente ombreggiate. La luce del sole aiuta la pianta a svilupparsi meglio e a produrre fiori più grandi e colorati.
Cura dei bulbi dopo la fioritura
Una volta terminata la fioritura, è importante continuare a prendersi cura delle piante.
Le foglie non dovrebbero essere tagliate immediatamente. Anche se possono sembrare poco decorative, sono fondamentali per permettere alla pianta di accumulare energia per la stagione successiva.
L’irrigazione deve essere moderata e il terreno dovrebbe rimanere leggermente umido ma non eccessivamente bagnato.
In alcune regioni, i bulbi possono essere lasciati nel terreno tutto l’anno. In zone con inverni molto rigidi o terreni troppo umidi, può essere necessario dissotterrarli e conservarli in un luogo asciutto fino alla stagione successiva.
Bulbi primaverili nel design del giardino
I bulbi primaverili sono molto versatili nel design del giardino. Possono essere piantati in aiuole, lungo i bordi dei sentieri, sotto alberi decidui o persino nei prati naturali.
Un approccio molto diffuso consiste nel piantarli in gruppi o masse. Questo crea un effetto visivo molto più naturale e spettacolare rispetto alla piantagione singola.
Un’altra tecnica interessante è la “piantagione a strati”, in cui bulbi di diverse altezze e tempi di fioritura vengono piantati nello stesso spazio. In questo modo il giardino rimane fiorito per un periodo più lungo.
In sintesi, i bulbi a fioritura primaverile rappresentano una delle soluzioni più semplici ed efficaci per portare colore e vitalità nel giardino dopo l’inverno. Grazie alla loro varietà, alla facilità di coltivazione e alla spettacolarità della fioritura, sono ideali sia per i giardinieri esperti sia per chi è alle prime armi.
Piantati correttamente in autunno e curati con attenzione, questi bulbi possono regalare fioriture meravigliose anno dopo anno, trasformando qualsiasi giardino in un paesaggio primaverile ricco di colori e profumi.
L'amministrazione comunale di Macerata ha adottato provvedimenti urgenti in vista dell’ondata di maltempo prevista per la giornata di domani, giovedì 26 marzo (leggi qui). A causa dell'allerta vento di livello arancione e dell'allerta idrogeologica di livello giallo, è stata disposta la chiusura totale del cimitero, dei Giardini Diaz e del parco di Villa Lauri per l’intera giornata. La riapertura resta legata all'evoluzione del quadro meteorologico: venerdì, infatti, si valuterà se prolungare o meno il blocco a seguito dell'emissione del nuovo bollettino ufficiale.
Per gestire l'emergenza è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC), incaricato di monitorare la situazione in tempo reale e coordinare gli eventuali interventi di soccorso. L'amministrazione invita i cittadini a prestare la massima attenzione durante la permanenza all'aperto, raccomandando di evitare la sosta in prossimità di alberi, strutture temporanee o edifici pericolanti.
Grande prudenza è richiesta anche alla guida, specialmente nei tratti stradali più esposti al rischio di caduta di piante o sassi. Viene inoltre consigliato di mettere in sicurezza o spostare preventivamente ogni oggetto sensibile agli effetti delle forti raffiche prima dell’inizio del periodo di allerta.
Il panorama associativo dell'entroterra maceratese si arricchisce di una nuova, importante realtà. Il 24 febbraio scorso è nata ufficialmente a Castelraimondo la R.E.T.E. - OdV, acronimo di Relazioni, Educazione, Territorio, Esperienze. L'associazione, sorta per volontà di un gruppo di cittadini, si propone come uno spazio aperto di incontro e crescita, con l'obiettivo dichiarato di contribuire concretamente allo sviluppo culturale e sociale della comunità locale.
Secondo quanto espresso dai soci fondatori nel manifesto costitutivo, la missione dell'organizzazione è quella di mettere in connessione persone e realtà differenti: "R.E.T.E. si presenta come una realtà aperta, inclusiva e disponibile al confronto, al servizio del territorio e delle persone che lo vivono". Particolare attenzione sarà rivolta al dialogo tra le diverse generazioni e al coinvolgimento attivo dei giovani, favorendo un contesto in cui progettualità e idee possano trovare realizzazione pratica.
L'associazione intende promuovere iniziative che valorizzino il patrimonio locale, offrendo ai cittadini la possibilità di partecipare attivamente alla vita della comunità. "Entrare in R.E.T.E. significa partecipare attivamente alla vita della comunità e contribuire alla costruzione di nuove opportunità di incontro, cultura e condivisione" spiegano i promotori, lanciando un appello a tutta la cittadinanza di Castelraimondo affinché prenda parte a questo percorso collettivo volto a rafforzare il senso di appartenenza e a creare nuove esperienze di aggregazione.
Una mattinata speciale, tra divise, sirene e nuovi amici a quattro zampe. L’Arma dei carabinieri ha aperto le porte della Compagnia di Tolentino per accogliere centoventi piccoli studenti dell’ultimo anno delle scuole materne Bezzi, Grandi, Rodari e King. L’iniziativa, nata dalla stretta collaborazione tra la scuola, i militari in servizio e i membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, ha permesso ai bambini di scoprire da vicino l’impegno quotidiano dell’Arma al servizio della comunità.
I giovanissimi ospiti hanno dimostrato grande attenzione e preparazione, confermando di conoscere già perfettamente il numero di emergenza 112. Durante l'incontro sono state illustrate le regole base della sicurezza stradale e il funzionamento delle "macchine veloci" del pronto intervento, trasmettendo ai piccoli l'importanza di vedere nel carabiniere una figura amica a cui chiedere aiuto in ogni momento di necessità.
Uno dei momenti più coinvolgenti è stato dedicato alla protezione civile grazie alla partecipazione dell’associazione "Love Your Dog". I bambini hanno assistito con entusiasmo a una dimostrazione pratica di ricerca persone con il barbone nano Lamù e il labrador Miral. L'attività ha mostrato come l'unione tra l'addestramento cinofilo e le competenze dell'Arma sia fondamentale nelle operazioni di soccorso, affascinando i piccoli spettatori con l'abilità e il fiuto dei cani.
Questa ora didattica "fuori classe" si inserisce nel più ampio progetto scolastico "Tolentino, la città delle bambine e dei bambini", che si sposa perfettamente con il protocollo dell’Arma sulla Cultura della Legalità promosso dal Comando Provinciale di Macerata. L'obiettivo è affiancare famiglie e insegnanti nel percorso di crescita dei cittadini di domani, contribuendo a sviluppare una coscienza sociale solida, fondata sul rispetto e sulla condivisione delle regole del vivere comune.
SAN SEVERINO MARCHE - Il cuore di via Settempeda torna a battere all'insegna del gusto e della tradizione. Nei locali storici che un tempo ospitavano l’Emporio Catena è stato ufficialmente tagliato il nastro della nuova sede condivisa che riunisce due realtà di spicco del panorama produttivo locale: l’Azienda Agricola Bartoccioni Gianpalma e l’Agriapicoltura di Emanuele Agrifoglio. La scelta di far convivere due imprese distinte in un unico spazio nasce dalla volontà comune di creare un punto di riferimento per la filiera corta e la biodiversità nel centro della città.
L'Azienda Bartoccioni porta in via Settempeda un'esperienza lunga oltre sessant'anni, fatta di una gestione familiare tramandata per generazioni. La loro forza risiede in un allevamento semibrado di bovini, suini e animali da cortile che si traduce in una produzione completa, dalla macelleria alla gastronomia, includendo anche oli e legumi del territorio.
Al loro fianco, Emanuele Agrifoglio rappresenta l'eccellenza dell'apicoltura settempedana, gestendo oltre cinquecento famiglie di api dislocate in varie aree del comune. Oltre alla produzione di miele e polline dalle proprietà organolettiche uniche, il suo lavoro svolge una funzione essenziale per la tutela dell'ecosistema locale.
Alla cerimonia di inaugurazione è intervenuto il sindaco Rosa Piermattei, che ha lodato il coraggio e la visione dei due imprenditori. Secondo il primo cittadino, vedere due realtà del territorio unirsi per offrire un’accoglienza comune è un segnale bellissimo di vitalità economica. Piermattei ha inoltre sottolineato come questa apertura restituisca vita a un luogo storico di via Settempeda, trasformandolo in una vetrina d'eccezione per il meglio della produzione agricola e apistica locale.
Scatta l'allarme nei comuni dell’Unione Montana Potenza Esino Musone a causa di una presenza di processionaria del pino significativamente più rilevante rispetto alle passate stagioni. A seguito di numerosi sopralluoghi e segnalazioni da parte degli utenti, l’Ente ha inviato una comunicazione ufficiale ai sindaci del territorio e ai Carabinieri Forestali per sollecitare interventi mirati alla tutela della pubblica incolumità.
Sebbene l'attacco di questo lepidottero defogliatore raramente pregiudichi la vita del pino, il pericolo maggiore è di natura igienico-sanitaria. A partire dal terzo stadio evolutivo, le larve presentano peli urticanti che possono essere facilmente dispersi nell’ambiente.
Il contatto diretto o l'inalazione di queste sostanze può scatenare gravi irritazioni cutanee, oculari e respiratorie, arrivando fino allo shock anafilattico nei soggetti sensibili. Particolare attenzione va prestata agli animali domestici, per i quali l'ingestione o il semplice contatto con le mucose della bocca possono risultare letali.
Per contrastare il fenomeno, l’Unione Montana ha diffuso le linee guida dell'Assam (Agenzia Marche Agricoltura e Pesca) che delineano una strategia di difesa integrata basata sulle diverse fasi stagionali. Durante l'inverno si procede con l'intervento meccanico per la raccolta e la distruzione dei nidi biancastri visibili sulle chiome, operazione che richiede estrema cautela.
Tra febbraio e marzo si consiglia invece l’applicazione di cartoni collati intorno ai tronchi per bloccare le larve che scendono in "processione" verso il suolo. Con l'arrivo di giugno si passa alla lotta biotecnica mediante trappole a feromoni, mentre a fine estate sono raccomandati trattamenti biologici con prodotti innocui per l’uomo ma efficaci contro le giovani larve. Tra agosto e settembre è inoltre possibile intervenire con iniezioni dirette al tronco per una protezione mirata della pianta.
L'Unione Montana Potenza Esino Musone invita tutta la cittadinanza alla massima collaborazione nella segnalazione tempestiva dei nidi nelle aree pubbliche. Ai proprietari di aree verdi private viene raccomandato di attivarsi tramite ditte specializzate per la manutenzione dei propri spazi, così da limitare la diffusione del parassita e garantire la sicurezza collettiva.
C’è qualcosa di immediatamente attraente nei giri gratuiti delle slot machine. Appaiono all’improvviso, magari dopo una combinazione speciale, oppure arrivano come bonus: nessuna spesa, solo la possibilità di proseguire la sessione senza utilizzare il saldo. È in quel momento che cambia tutto. Perché non è più solo una questione di vincere o perdere, ma di capire cosa sta realmente succedendo. I giri gratuiti, infatti, non sono semplicemente un “extra”: sono una delle meccaniche più interessanti delle slot digitali, proprio perché trasformano il modo in cui percepiamo il gioco.
Nel flusso normale di una slot, infatti, ogni giro ha un costo e un risultato, è un equilibrio semplice, quasi lineare. Poi, improvvisamente, si attiva una funzione bonus: giri gratuiti. Da quel momento, la dinamica cambia: i rulli continuano a girare, ma senza utilizzare il saldo reale. È come se il gioco entrasse in una fase diversa, più leggera e allo stesso tempo più carica di aspettativa.Dal punto di vista tecnico, si tratta di giri già “pagati” dal sistema, spesso con una puntata preimpostata e validi solo su una specifica slot. Ma questa spiegazione, da sola, non basta a raccontare cosa succede davvero.Dal punto di vista matematico, nulla è cambiato: il gioco resta lo stesso e ciò che muta è la percezione, quella sensazione che trasforma l’ordinario in qualcosa di più leggero e curioso. Questa dinamica emerge con chiarezza quando si esplorano più slot all’interno di un casinò online come casinomonkey, dove i giri gratuiti si attivano con ritmi e frequenze diverse, creando piccole sorprese inaspettate ad ogni sessione.
L’effetto psicologico del “gioco senza rischio”
Uno degli aspetti più interessanti dei giri gratuiti è proprio questo: danno l’illusione di giocare senza rischi. Sapere che non si sta utilizzando denaro reale abbassa automaticamente la tensione, così si è più propensi a continuare, a lasciar scorrere i giri, a vedere cosa succede. Anche una sequenza negativa viene vissuta con più leggerezza. Questo meccanismo ha un impatto molto forte sul comportamento, poiché il giocatore entra in una sorta di modalità diversa, meno prudente e più orientata all’attesa. E quando arriva una vincita, la percezione è amplificata. Non è solo una vincita: è qualcosa ottenuto “gratis” che viene percepito in modo diverso rispetto al gioco standard.
Durante i giri gratuiti, capita, poi, di avvertire una tensione crescente. Ogni giro sembra più importante del precedente, come se si stesse avvicinando a un momento decisivo. Questo succede perché il cervello tende a costruire una narrazione: se i primi giri non producono risultati, si inizia a pensare che qualcosa debba ancora arrivare. Se invece arriva una vincita, si può credere che sia l’inizio di una fase favorevole. In realtà, ogni giro resta indipendente dagli altri: non esiste una progressione nascosta, né un “momento giusto” che prima o poi deve arrivare. Ma la struttura stessa dei giri gratuiti, concentrati in una sequenza limitata, favorisce questa interpretazione.
Quando il bonus diventa una storia
Un altro elemento interessante è il modo in cui ricordiamo i giri gratuiti. Raramente vengono percepiti come una semplice serie di eventi casuali, mapiù spesso diventano una piccola storia: l’inizio, fatto di aspettativa; una fase centrale, magari senza risultati; e un finale, che può essere una vincita o una delusione. Una narrazione è completamente costruita dalla mente, che serve a dare un senso a ciò che accade, anche quando non c’è una logica reale dietro la sequenza. Ed è proprio qui che i giri gratuiti diventano più coinvolgenti rispetto al gioco normale: non sono solo una funzione, ma un’esperienza con un inizio e una fine ben definiti.
Il ruolo delle regole matematiche
Dietro questa esperienza, però, esiste una struttura precisa e, infatti, i giri gratuiti non sono mai completamente “liberi”: hanno condizioni, limiti e caratteristiche specifiche. Spesso sono utilizzabili solo su alcune slot, hanno una durata limitata nel tempo e una puntata già impostata. Inoltre, le eventuali vincite possono essere soggette a requisiti prima di diventare effettivamente disponibili. Questi dettagli, però, tendono a passare in secondo piano, perché ’attenzione si concentra sull’esperienza immediata, su ciò che accade giro dopo giro, più che sulle regole che la governano.
Alla fine, i giri gratuiti rappresentano un perfetto esempio di come, nelle slot, la percezione possa essere più influente della realtà. Dal punto di vista tecnico, sono semplicemente una modalità di gioco senza costo diretto, ma dal punto di vista dell’esperienza, cambiano completamente il modo in cui ogni risultato viene interpretato, con le vincite che sembrano più significative e le perdite meno rilevanti, e l’intera sequenza assume un significato che va oltre la semplice casualità.
Osservare i giri gratuiti con un po’ di distanza permette di coglierne la vera natura. Non sono solo un bonus, ma uno strumento che modifica ritmo, percezione e coinvolgimento. Capire questo meccanismo aiuta a leggere meglio ciò che accade durante il gioco. Non per prevedere i risultati, ma per riconoscere quando è la mente a costruire connessioni che, in realtà, non esistono. Ed è proprio in questa distanza tra ciò che accade e ciò che percepiamo che si nasconde il vero significato dei giri gratuiti.
Donald Trump è tenuto sotto ricatto da Netanyahu, criminale di guerra e come tale giudicato perfino del tribunale internazionale dell’Aja? Non è una domanda oziosa, se si considera che questa sciagurata guerra contro l’Iran è stata voluta e propiziata soprattutto da Israele per le ben note ragioni: l’Iran è un fortilizio di resistenza in Medio Oriente contro le politiche imperialiste e assassine di Netanyahu.
Ciò non deve tuttavia indurre a dimenticare il fatto che anche gli Stati Uniti d’America hanno ostentato negli ultimi decenni un vero e proprio odio incontenibile contro la Persia, fortilizio di resistenza non solo contro le politiche imperialistiche di Israele ma anche contro la americanizzazione colonialistica dell’intero pianeta.
Questo mi permette di dire che sarebbe superficiale liquidare la guerra in corso come frutto della volontà esclusiva di Netanyahu. Anche Washington voleva questa guerra già da tempo e forse possiamo riconoscere ragionevolmente che a indurla a prendere la decisione folle dell’attacco è stato proprio Netanyahu.
D’altro canto, già da tempo Israele e USA, in una parola USraele, rappresentano il mostro bicefalo dell’imperialismo capitalistico che si scaglia violentemente contro tutti gli stati resistenti alla dominazione occidentale del pianeta.
Intanto, leggiamo sui quotidiani che gli Stati Uniti d’America hanno recentemente inviato contro l’Iran ben 5000 Marines. La notizia segnala in maniera inequivocabile come Washington insieme con Israele abbia fatto decisamente male i conti: pensava di poter sconfiggere agevolmente la Persia, che invece sta rivelando una incredibile capacità di resistenza contro l’imperialismo assassino di USraele. Detto altrimenti, la Persia non si piega e anzi venderà cara la pelle.
Oltretutto, l’Iran ha recentemente definito gli Stati Uniti d’America e Israele come “la banda di Epstein”, con un chiaro riferimento ai controversi files che stanno facendo tremare le élites plutocratiche senza frontiere. Abbiamo anzi più volte sottolineato come questa guerra sia principiata probabilmente anche con il non secondario obiettivo di dirottare l’attenzione rispetto ai file Epstein.
Sia quel che sia, la guerra continua e non è affatto così scontato che gli Stati Uniti ne escano facilmente vincitori. Per quel che ci riguarda, lo ribadiamo ancora una volta: lunga vita alla resistenza dell’Iran e di tutti gli stati che si oppongono all’imperialismo assassino di USraele.
Carl Gustav Jung scrisse che "l’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c’è una reazione, entrambe ne vengono trasformate". Questa metafora sull’importanza delle relazioni umane, cattura l’essenza dell’amicizia vera: due anime che si riconoscono e che si avvicinano in un luogo intimo dell’essere, diventando sostegno reciproco nel cammino condiviso. L’amico non offre consigli o critiche, ma presenza silenziosa.
Esplora con delicatezza la nostra vita interiore, illuminando i lati oscuri, senza giudizio. Ascolta non solo le parole, ma l’intonazione ed il non detto, percependo a distanza le nostre emozioni. È una sensibilità sottile, affine a quella dell’amore: per accoglierla, dobbiamo prima aver accolto noi stessi, essere strutturati per metterci in gioco con vulnerabilità autentica. L’altro diventa specchio della nostra essenza, riflettendone luci ed ombre.
L’amicizia autentica è energia pura, libera da condizionamenti o doveri: un donarsi spontaneo che genera armonia e senso di appartenenza a qualcosa di più grande e forte di noi, come esseri singoli. È la coperta calda. Può fiorire anche tra persone diverse, lontane fisicamente o con vite dissimili, ma quando le anime si riconoscono, tempo e spazio svaniscono. Tutto accade in una dimensione che trascende la realtà contingente, un ritrovarsi ancestrale, un’accettazione del miracolo, per condividere l’esistenza nei momenti di gioia e di dolore.
La scienza conferma: l’amicizia come antidoto alla depressione
Lo studio condotto dal ricercatore Junwen Hu, dimostra che le amicizie strette sono un baluardo contro la depressione, più efficaci delle relazioni romantiche. Si è scoperto che, chi gode di legami amicali solidi, corre meno il rischio di episodi depressivi, superando anche i benefici dell’amore passionale.
Le persone, infatti, tendono a idealizzare l’amore come fonte suprema di felicità, ma i dati rivelano il contrario: le amicizie offrono sicurezza emotiva senza le complessità – gelosie, dipendenze, rotture – tipiche delle coppie. Questo effetto benefico dell’amicizia sulla salute mentale è risultato più forte nell’età adulta rispetto al periodo adolescenziale. L’isolamento sociale, al contrario, accorcia l’aspettativa di vita quanto l’obesità o l’alcolismo.
L’amicizia emerge dunque come «medicina sociale» essenziale. Oggi in una realtà di connessioni digitali effimere, che simulano vicinanza senza profondità, valorizzarla significa coltivare presenze reali nella condivisione della quotidianità. Un ritorno alle radici umane per una salute spirituale. Un rifugio prezioso contro la solitudine del mondo moderno.
Un riconoscimento che attraversa i confini nazionali e celebra l'identità profonda di un intero popolo. Anche la Delegazione di Macerata dell’Accademia Italiana della Cucina, guidata dal delegato Pierpaolo Simonelli Paccacerqua, si è unita ai festeggiamenti mondiali per lo storico traguardo della Cucina Italiana come Patrimonio dell’Umanità. La cena ecumenica straordinaria, svoltasi nella suggestiva cornice del ristorante "Le Case", ha visto la partecipazione di oltre ottanta ospiti, confermando il valore sociale e culturale delle tradizioni gastronomiche locali.
Il delegato Simonelli Paccacerqua ha aperto la serata sottolineando come questo riconoscimento sia la testimonianza di un modello alimentare fatto di saperi tramandati e relazioni sociali, un patrimonio che deve continuare a puntare su valori cardine quali equità, sostenibilità e salute.
All'evento hanno preso parte numerose autorità, tra cui il Prefetto di Macerata Giovanni Signer, il consigliere regionale Luca Marconi, l’assessore comunale Katiuscia Cassetta e il professor Gianni Sagratini di Unicam, a testimonianza dell'importanza istituzionale dell'iniziativa.
Il percorso gastronomico della serata è stato un vero e proprio viaggio nel tempo, curato per omaggiare l'evoluzione del gusto italiano negli ultimi decenni.
Gli ospiti hanno potuto riscoprire i sapori degli anni Cinquanta con i crostoni di fegatini e la polenta con sapa, per poi passare all'iconico primo degli anni Settanta, i tortellini panna, funghi e salsiccia, e concludere con i classici degli anni Novanta come il coniglio in porchetta. Ogni portata è stata illustrata dalla professoressa Carla Pelagalli, mentre il delegato ha tracciato l'evoluzione dei ristoranti e dell'Accademia negli ultimi 75 anni.
Un annuncio di grande rilievo per il territorio è arrivato dal delegato onorario Ugo Bellesi, fondatore della sezione maceratese nel 1983, il quale ha confermato che i vincisgrassi sono pronti a entrare ufficialmente nella storia gastronomica europea grazie al riconoscimento STG (Specialità Tradizionale Garantita).
La serata, arricchita dall'ingresso della nuova accademica Lucia Rosa, si è conclusa con l'invito al prossimo appuntamento associativo dedicato alla tradizionale colazione di Pasqua, ribadendo come la cucina rimanga il linguaggio universale capace di raccontare l'Italia e la provincia di Macerata al mondo intero.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa al rapporto tra società di recupero credito e debitore-correntista dell’istituto di credito.
Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Porto Recanati che chiede: "Basta la 'cessione in blocco' dei crediti da parte dell’istituto bancario per legittimare una società di recupero credito a pignorare un conto corrente?".
La cartolarizzazione dei crediti è un meccanismo finanziario che consente agli istituti di credito di cedere i propri crediti oramai deteriorati a soggetti terzi, ottenendo liquidità immediata e trasferendo il rischio di insolvenza a tali società di recupero credito. I crediti ceduti vengono generalmente raggruppati in portafogli, ossia insiemi di posizioni creditorie accomunate da caratteristiche omogenee; un elemento cardine di queste operazioni è rappresentato dalla cessione “in blocco” dei crediti, disciplinata dall’art. 58 del Testo Unico Bancario, che consente il trasferimento di interi portafogli senza la necessità di notificare singolarmente ciascun debitore. La pubblicazione dell’operazione nella Gazzetta Ufficiale è sufficiente a rendere la cessione opponibile ai debitori ceduti, configururando una deroga al regime ordinario.
Sempre più frequentemente viene contestata la legittimazione attiva delle società cessionarie, soprattutto nei casi in cui queste non riescano a dimostrare in modo puntuale che il singolo credito azionato sia effettivamente ricompreso nella cessione in blocco. Il nodo centrale diventa la prova della titolarità del credito, che non può esaurirsi in richiami generici all’operazione di cessione, ma richiede la produzione di documentazione idonea a individuare con precisione il rapporto ceduto.
In tale prospettiva si collocano numerose pronunce giurisprudenziali, tra cui la sentenza della Corte di Cassazione civile n. 20739 del 28 giugno 2022, il cui orientamento è stato ripreso dalla sentenza n. 2897 del 2022 del Tribunale Ordinario di Bologna. In quest'ultimo caso, la società si era limitata a richiamare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e a produrre riferimenti a codici identificativi come il cosiddetto codice CERI (Credit Exposure Reference Identifier). Il Tribunale ha chiarito che neppure tale codice può ritenersi sufficiente, se non accompagnato da elementi idonei a collegarlo in modo univoco al rapporto contrattuale originario: l’assenza di documentazione completa non consente di ritenere provata la titolarità del credito azionato.
Pertanto, in risposta al nostro lettore risulta corretto affermare che: “Il semplice rimando all’avviso di cessione sulla Gazzetta Ufficiale non può ritenersi sufficiente per dimostrare la titolarità del credito in capo alla cessionaria società di recupero credito così da decretare la revoca dell’ingiunzione opposta” (Cass. Civ. 28.06.2022 n. 20739; Tribunale di Bologna sentenza del 25.11.2022 n. 2897).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Grande successo per la proiezione in anteprima nazionale del film La bambina di Chernobyl girato nelle Marche ad Ancona, il pubblico del Multiplex Giometti ha accolto calorosamente il cast presente e si è lasciato trasportare nelle atmosfere del film, una storia d’amore impossibile con venature noir e thriller, girata tra i bellissimi scorci della città di Ancona.
Il lungometraggio, applauditissimo, è l’opera prima di Massimo Nardin, ed è interpretato da Vincenzo Pirrotta (Lo scuru, Koza Nostra, Spaccaossa) e Yeva Sai (Mare Fuori, Taxi Monamour), su sceneggiatura dello stesso regista e del fanese Luca Caprara.
“E’ una storia d’amore impossibile che esplora le fragilità e i desideri più profondi dei suoi protagonisti. - Ha spiegato il regista Massimo Nardin- Realizzare questo film è stata un’esperienza ricca ed intensa sotto ogni aspetto sia professionale che umano. Mi ha emozionato vedere l’impegno e la passione di tutte le persone coinvolte che hanno contribuito al progetto, dai professionisti alle comparse, il loro entusiasmo e la bellezza di Ancona ha dato al film un valore davvero speciale”.
Vincenzo Pirrotta, attore, regista e drammaturgo tra i più apprezzati del panorama italiano è il protagonista del film, dove interpreta Christian, un pasticcere cinquantenne segnato da un profondo travaglio interiore.
“Il mio personaggio - ha detto Pirrotta – attraversa una notte di forte inquietudine, un percorso di dolore fisico e psicologico che lo conduce, passo dopo passo, a una possibile rinascita. Girare ad Ancona è stato davvero piacevole: abbiamo trovato una comunità accogliente, calorosa, entusiasta. Tornerò sicuramente, non solo per lavoro ma anche per vivere e apprezzare con calma questa splendida terra, ricca di bellezza e di ottima cucina”.
Dopo il successo ottenuto con il personaggio di Alina nella serie Mare Fuori, Yeva Sai veste nel film La bambina di Chernobyl i panni di Nina. “Nina è alla ricerca di sé stessa e dell’amore: è affamata di emozioni, le insegue con forza, anche in modo impulsivo. Durante la notte di Halloween, però, inizia a comprendere come gestire quel bisogno e a riconoscere una presenza accanto a sé. – ha raccontato Yeva Sai – Mi sono innamorata di Ancona fin dal primo giorno, camminando tra le vie del centro mi sembrava di vivere in una fiaba. Mi è piaciuto scoprire la città a poco a poco, incontrare le persone, tutte così gentili e accoglienti. È stato un set che porterò nel cuore”.
Prodotto da Federica Folli e Pete Maggi per CINE1 Italia Srl, il film è realizzato con il sostegno della Regione Marche – PR FESR 2021-2027, della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission.
“A pochi giorni dalla nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028, presentiamo un’opera interamente girata nel capoluogo dorico che ha visto coinvolte circa settanta maestranze locali e oltre sessanta comparse marchigiane. – Ha dichiarato Andrea Agostini Presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission - una produzione nata e cresciuta nel territorio che ha fatto vivere Ancona non solo come set, ma come autentica protagonista. Mi piace ricordare che la sceneggiatura è stata scritta dal regista insieme a Luca Caprara, fanese, codirettore del Dorico International Film Festival: un segno concreto della creatività della nostra regione. Le sei settimane di lavorazione hanno portato un indotto significativo alla città e restituiscono, attraverso il racconto cinematografico, una riflessione intensa su un evento che il prossimo 26 aprile segna i quarant’anni dalla tragedia di Chernobyl, uno spartiacque nella storia del rapporto tra l’uomo e l’energia nucleare. Un film potente, che parla al presente e che sceglie Ancona come luogo ideale per riflettere su memoria, identità e futuro”.
“È stata un’esperienza davvero preziosa, Ancona ci ha accolti con grande calore e disponibilità. – hanno detto i produttori Pete Maggi e Federica Folli - Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con molte maestranze locali, professionisti competenti e appassionati che hanno saputo dare un ricco e autentico contributo artistico al film. E oggi, con la notizia della nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028, ci sentiamo doppiamente orgogliosi di aver scelto di ambientare qui “La bambina di Chernobyl”, in tempi non sospetti. Desideriamo ringraziare la Marche film Commission e tutta la nostra troupe marchigiana per la professionalità, la passione e la qualità del lavoro che hanno saputo esprimere “.
La bambina di Chernobyl è ambientato in una notte di Halloween ad Ancona. Mentre la città festeggia, Christian (Vincenzo Pirrotta), un corpulento e introverso pasticciere cinquantenne segnato dal diabete e dal lutto, si isola nel suo appartamento per completare una monumentale torta nuziale. La sua solitudine è spezzata dall’arrivo inatteso di Nina (Yeva Sai), una giovane ucraina emaciata e confusa, ma dal fascino magnetico.
Christian la accoglie, riconoscendo in lei tratti familiari, mentre fuori infuria un temporale che lascia la casa al buio. Nina non è lì per caso: è stata inviata dalla madre Nadiya, rimasta nella Kyiv in guerra, per recuperare una misteriosa “busta maledetta” nascosta in quella casa. Tra segreti, vecchie foto e conti irrisolti, i due si ritrovano a fronteggiarsi in un confronto che cambierà per sempre le loro vite. Il film La bambina di Chernobyl uscirà nelle sale italiane dal 26 marzo 2026, distribuito da White Lion Media.
La trasformazione digitale diventa alla portata di tutti i cittadini grazie all’iniziativa "Vivere connessi: comunicare, lavorare e accedere ai servizi digitali". Il Comune di San Severino Marche ospiterà un ciclo di tre corsi formativi gratuiti in presenza pensati per fornire strumenti pratici e competenze necessarie a muoversi con sicurezza nel mondo online.
Tutti gli appuntamenti si terranno presso la sala ex giudice di pace a Palazzo Governatori, in via Cesare Battisti 2, nel pomeriggio dalle ore 14:30 alle 17.
Il primo incontro si terrà martedì 24 marzo sul tema "Comunicare nel quotidiano". Sarà un incontro dedicato all'utilizzo di smartphone, email, video chiamate e social network per restare in contatto con gli altri in modo semplice e sicuro.
Il ciclo di incontri proseguirà martedì 31 marzo con "Identità digitale e servizi online" e un focus su strumenti fondamentali come SPID e CIE (Carta d'Identità Elettronica), con approfondimenti su privacy, smart working e accesso ai servizi pubblici, per poi concludersi martedì 7 aprile con "Cittadinanza digitale attiva", una sessione dedicata alla Pubblica Amministrazione online, all'utilizzo consapevole dei portali pubblici e al lavoro digitale.
L'iniziativa è parte integrante del percorso formativo "Regione Marche: Bussola Digitale forma con DigComp", organizzato da Bussola Digitale Regione Marche. Il progetto è sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale e finanziato dall'Unione Europea tramite il programma NextGenerationEU. L'obiettivo è facilitare l'accesso dei cittadini alle tecnologie, riducendo il divario digitale attraverso punti di facilitazione distribuiti sul territorio.
La partecipazione ai corsi è gratuita, ma è necessaria la prenotazione. I cittadini interessati possono visitare il sito ufficiale www.bussoladigitale.regione.marche.it oppure chiamare il numero 071.8064711 o, in alternativa, recarsi di persona presso un Punto di Facilitazione Digitale.
Negli ultimi anni sempre più coppie intraprendono un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), un cammino che porta con sé aspettative, speranze e talvolta momenti di difficoltà. In questo contesto è naturale chiedersi se l’alimentazione possa avere un ruolo concreto. Le evidenze scientifiche più recenti indicano che ciò che mangiamo può influenzare la fertilità e sostenere il percorso di PMA, pur senza rappresentare una soluzione unica o garantita.
Fertilità e stile di vita sono strettamente collegati: oltre a fattori come età e condizioni cliniche, anche metabolismo, infiammazione ed equilibrio ormonale incidono sulla qualità degli ovociti, degli spermatozoi e sull’ambiente uterino. L’alimentazione può modulare questi aspetti, contribuendo a creare un contesto più favorevole al concepimento.
Tra i modelli più studiati, la dieta mediterranea si conferma quella con le evidenze più solide. Ricca di verdure, frutta, legumi, cereali integrali, pesce e olio extravergine d’oliva, è associata a una riduzione dell’infiammazione, a un miglior controllo della glicemia e a una maggiore protezione dallo stress ossidativo. Al contrario, un’alimentazione ricca di prodotti ultraprocessati, zuccheri e grassi di scarsa qualità può avere effetti meno favorevoli, contribuendo a creare un ambiente metabolico meno adatto alla funzione riproduttiva.
Anche il peso corporeo gioca un ruolo cruciale: sia il sottopeso che il sovrappeso possono interferire con l’ovulazione e l’equilibrio ormonale. In alcune condizioni, come l’insulino-resistenza, un’alimentazione mirata può migliorare la risposta dell’organismo e sostenere il percorso terapeutico.
Accanto alla dieta, alcuni micronutrienti come acido folico, vitamina D, omega-3 e antiossidanti sono importanti per la salute riproduttiva, ma vanno considerati come supporto e non come sostituti di un’alimentazione equilibrata.
Nonostante il crescente numero di studi, è essenziale mantenere uno sguardo realistico. L’alimentazione può sostenere il percorso di PMA, ma non determinarne da sola l’esito. Attribuire alla dieta un potere assoluto rischia di generare aspettative irrealistiche e, nei momenti più difficili, sensi di colpa non giustificati. La fertilità è un fenomeno complesso, influenzato da molteplici fattori che interagiscono tra loro in modo spesso non completamente prevedibile.
Proprio per questo, il ruolo della nutrizione dovrebbe essere interpretato come parte di una cura più ampia della persona. Mangiare in modo equilibrato può diventare un gesto concreto di attenzione verso sé stessi, un modo per sentirsi attivi e partecipi nel proprio percorso, senza cadere nella rigidità o nella ricerca della perfezione. In un momento della vita in cui il controllo sembra spesso sfuggire, ritrovare piccoli spazi di consapevolezza può avere un valore non solo fisico, ma anche emotivo.