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Castelraimondo, giovani protagonisti della cura del territorio: concluso il progetto “Ci Sto? Affare Fatica!”

Castelraimondo, giovani protagonisti della cura del territorio: concluso il progetto “Ci Sto? Affare Fatica!”

Due settimane di impegno, collaborazione e attenzione al bene comune. Si è conclusa l’edizione 2026 di “Ci Sto? Affare Fatica! – Facciamo il bene comune”, il progetto dedicato ai giovani e alla cittadinanza attiva che ha coinvolto ragazze e ragazzi di Castelraimondo in attività concrete di cura e manutenzione del territorio. Finanziata dalla Regione Marche e coordinata dal CSV Marche, l’iniziativa negli anni è diventata un appuntamento consolidato per il Comune, tra i primi ad aderire al progetto, grazie al suo valore educativo e sociale. Anche questa estate i partecipanti hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo alla comunità, intervenendo in diverse zone del centro e delle frazioni per migliorare il decoro degli spazi pubblici. Affiancati dalle tutor Sara Rossini e Veronica Ribaudo e seguiti dall’handyman e operaio comunale Angelo Maggi, i giovani hanno svolto attività di manutenzione imparando il valore della collaborazione e della cura del patrimonio comune. «Il progetto è ormai una realtà consolidata e rappresenta un valore aggiunto per il nostro Comune – ha spiegato l’assessore alla Manutenzione Roberto Pupilli –. I lavori svolti sono importanti, ma ancora più importante è il messaggio che questa esperienza lascia ai ragazzi». L’assessore alle Politiche Sociali Ilenia Cittadini ha sottolineato come “Ci Sto? Affare Fatica!” sia ormai una vera tradizione estiva per Castelraimondo: un’occasione per i giovani di mettersi in gioco, acquisire senso di responsabilità e contribuire concretamente alla vita della comunità. Un percorso che permette di costruire una cittadinanza più attiva e consapevole. L’amministrazione comunale ha infine ringraziato la Regione Marche, il CSV Marche e tutti i partecipanti che hanno scelto di dedicare parte della propria estate alla cura del territorio, dimostrando spirito di squadra e attenzione verso la propria comunità. Per la prima settimana hanno partecipato Stefano Ferrari, Edoardo Palmieri, Mauro Calafiore, Sara Lucarelli, Nicola Carsetti, Aurora Stella Firinaio, Leonardo Carsetti, Maria Vittoria Angelici, Aurora Traja e Leonardo Domenici, insieme alla tutor Sara Rossini. Nella seconda settimana il gruppo era composto da Stefano Ferrari, Edoardo Palmieri, Mauro Calafiore, Sara Lucarelli, Leonardo Domenici, Sara Bottacchiari, Lorenzo Antonelli, Gaia Falcioni, Yusra Zulfikari, Matteo Palossi ed Eugenia Pascarella, con la tutor Veronica Ribaudo.   Un’esperienza che conferma come la cura del territorio possa diventare un’importante occasione di crescita e partecipazione per le nuove generazioni.

16/07/2026 19:30
Loro Piceno, nasce Villa Maline: nuova attività sostenuta dai fondi PNRR

Loro Piceno, nasce Villa Maline: nuova attività sostenuta dai fondi PNRR

È stata inaugurata a Loro Piceno Villa Maline, una nuova realtà produttiva che entra a far parte del tessuto economico del territorio. L’iniziativa è stata sostenuta dai finanziamenti del Bando Imprese Borghi, promosso nell’ambito del PNRR, che ha favorito la nascita e lo sviluppo di nuove attività nei Comuni di Loro Piceno, Ripe San Ginesio e Colmurano. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi cittadini e il sindaco Robertino Paoloni, che ha effettuato il tradizionale taglio del nastro insieme alla comunità. Dietro il progetto c’è l’imprenditore lorese Mauro Taccari, che ha scelto di investire nel proprio paese contribuendo alla crescita del territorio. Un percorso condiviso con la compagna Paulina e con i genitori Giulio e Rita, che hanno sostenuto l’iniziativa fin dalle prime fasi. Il Comune di Loro Piceno ha accompagnato le imprese nel percorso di accesso ai finanziamenti del Bando Imprese Borghi attraverso il progetto “Qui Val di Fiastra”, inserito nella Missione PNRR dedicata alla valorizzazione dei borghi storici. Grazie al progetto, gli imprenditori dei tre Comuni coinvolti hanno potuto beneficiare di oltre 1,1 milioni di euro stanziati dal Ministero della Cultura, destinati a sostenere investimenti, innovazione e nuove opportunità di sviluppo. Villa Maline rappresenta così un nuovo elemento dell’economia locale e un esempio di collaborazione tra istituzioni e iniziativa privata per favorire crescita, occupazione e valorizzazione del territorio. Con l’apertura della nuova attività aumenta il numero delle imprese nate o sviluppate grazie alle risorse del PNRR, confermando il ruolo del progetto “Qui Val di Fiastra” nel percorso di rilancio economico della Val di Fiastra.

16/07/2026 19:00
Tolentino, via al recupero della chiesa di Santa Maria Immacolata: quasi un milione di euro per il miglioramento sismico

Tolentino, via al recupero della chiesa di Santa Maria Immacolata: quasi un milione di euro per il miglioramento sismico

Un nuovo passo avanti per la ricostruzione post sisma a Tolentino. La Conferenza permanente ha dato il via libera all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria Immacolata, in contrada Regnano, uno dei luoghi più cari alla comunità locale. Il progetto prevede lavori per un importo complessivo di 929.414,13 euro e punta a restituire sicurezza e piena funzionalità a un edificio profondamente segnato dagli eventi sismici del 2016. La chiesa, caratterizzata da un’unica navata, un’abside semicircolare e una cappellina laterale con altare, presenta strutture murarie in pietra regolarizzata con ricorsi di mattoni, mentre la facciata principale è realizzata in cortina laterizia con elementi decorativi che valorizzano il prospetto. L’intervento interesserà in particolare la parte strutturale dell’edificio. È previsto lo smontaggio completo del tetto dell’aula e dell’abside, la realizzazione di un cordolo di copertura in acciaio, la sostituzione del pianellato con un doppio tavolato ligneo incrociato e l’inserimento di elementi di consolidamento in corrispondenza dei travetti della facciata. Saranno inoltre eseguiti interventi sulle murature, con il recupero delle lesioni attraverso operazioni di scuci-cuci e il consolidamento dell’arco trionfale, compreso il recupero degli intonaci decorati grazie all’intervento di restauratori specializzati. Previsti anche ulteriori interventi di consolidamento degli incroci murari e dei paramenti in pietra. «Questi lavori sono la volontà concreta di ricostruire non solo muri, ma speranze e recuperare tradizioni – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il vescovo Nazzareno Marconi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Mauro Sclavi per la collaborazione». Grande soddisfazione anche da parte della comunità religiosa. «Il restauro della chiesa dell’Immacolata a Regnano era particolarmente sentito e desiderato – afferma il vescovo Nazzareno Marconi –. Il terremoto non aveva semplicemente lesionato alcune parti, ma aveva profondamente ferito questa struttura che ha bisogno di lavori complessi e competenti per garantire sicurezza e un serio miglioramento sismico». La chiesa di Santa Maria Immacolata rappresenta infatti un punto di riferimento per gli abitanti di Regnano, luogo di preghiera, celebrazioni e tradizioni condivise. Con l’avvio del progetto prende forma un intervento destinato non soltanto al recupero architettonico dell’edificio, ma anche alla restituzione di uno spazio identitario per tutta la comunità.

15/07/2026 14:30
Ad Apiro il divertimento fa squadra con la solidarietà: Parco Eldorado al fianco di Save the Children, AVIS e ADMO

Ad Apiro il divertimento fa squadra con la solidarietà: Parco Eldorado al fianco di Save the Children, AVIS e ADMO

Non solo piscine, scivoli e spettacoli. Il Parco Acquatico Eldorado di Apiro sceglie di trasformare l’estate 2026 in un’occasione di incontro, sensibilizzazione e partecipazione, ospitando iniziative dedicate alla salute, alla solidarietà e alla tutela dell’infanzia. Attraverso la collaborazione con associazioni e realtà impegnate quotidianamente nel sociale, il parco ha voluto utilizzare la propria capacità di aggregazione per portare a migliaia di visitatori messaggi legati alla prevenzione, alla solidarietà e alla responsabilità verso la comunità. «Si tratta di un percorso costruito insieme ad associazioni e organizzazioni impegnate quotidianamente al servizio degli altri – spiega Tecla Panatta, amministratrice di Eldorado Srl – con l’obiettivo di utilizzare la grande capacità di aggregazione del Parco per avvicinare famiglie, bambini e ragazzi a temi importanti, affrontandoli in un ambiente accogliente e accessibile». Tra gli appuntamenti più significativi della stagione si è distinta Beat Bike Marche, la pedalata in e-bike partita dal Parco Eldorado e sviluppata tra Apiro e il Lago di Castreccioni, con arrivo sulla nuova terrazza panoramica dell’Hotel Eldorado. L’iniziativa, undicesima tappa del progetto promosso dall’associazione Unbeatables, ha unito sport, prevenzione cardiovascolare, inclusione, mobilità sostenibile e valorizzazione del territorio. Il calendario delle iniziative proseguirà con una giornata dedicata alla cultura del dono. Il 2 agosto il parco ospiterà infatti un appuntamento realizzato insieme ad AVIS e ADMO, con momenti di informazione e sensibilizzazione sull’importanza della donazione di sangue, plasma e midollo osseo. Grande attenzione anche ai temi legati all’infanzia grazie alla collaborazione con Save the Children, protagonista di un’iniziativa dedicata alla lotta contro la malnutrizione infantile e alla tutela dei diritti dei bambini più vulnerabili. Un nuovo presidio con i volontari dell’organizzazione è previsto dal 21 al 23 agosto 2026. «Vogliamo che i nostri ospiti trascorrano una giornata spensierata – sottolinea Panatta – ma crediamo che il divertimento possa convivere con momenti di riflessione, solidarietà e sensibilizzazione. Collaborare con realtà come Save the Children, AVIS, ADMO e Unbeatables significa offrire loro uno spazio nel quale incontrare migliaia di persone e trasmettere messaggi che possono generare consapevolezza». Con queste iniziative il Parco Eldorado conferma così una vocazione che va oltre l’intrattenimento estivo: essere un luogo aperto al territorio, capace di unire turismo, benessere, sport e attenzione verso la comunità.

15/07/2026 14:00
Stefano Fede nuovo presidente del Lions Club Macerata Host: "Servizio alla comunità al centro del nostro impegno"

Stefano Fede nuovo presidente del Lions Club Macerata Host: "Servizio alla comunità al centro del nostro impegno"

Stefano Fede è il nuovo presidente del Lions Club Macerata Host, una delle associazioni di servizio più longeve e attive della città. Fede succede a Maria Sabina Rommozzi, alla guida del Club negli anni precedenti. Il nuovo presidente ha indicato il servizio alla comunità come elemento centrale del nuovo anno sociale, con l’obiettivo di promuovere iniziative concrete capaci di coinvolgere i soci e creare valore per il territorio. «Essere Lions significa mettere a disposizione competenze, tempo ed energie per rispondere ai bisogni della comunità – sottolinea Stefano Fede –. Il nostro impegno sarà rivolto alla realizzazione di progetti concreti, capaci di coinvolgere i soci e generare un impatto positivo». La nuova presidenza punta a rafforzare il dialogo con il territorio attraverso iniziative dedicate alla salute, alle fragilità sociali, alla sostenibilità e al sostegno delle nuove generazioni. «La mia presidenza sarà diretta a rafforzare il rapporto con la comunità – aggiunge Fede – con particolare attenzione al tema della salute mentale in adolescenza, attraverso iniziative capaci di rispondere ai bisogni dei giovani». Proseguiranno inoltre le attività già consolidate negli anni, tra cui la collaborazione con gli istituti scolastici del territorio, il Progetto Martina e la borsa di studio dedicata agli studenti della Scuola di Musica "Stefano Scodanibbio". Il Lions International rappresenta oggi una delle principali realtà associative impegnate nel servizio alla collettività, con una presenza in circa duecento Paesi e una rete composta da oltre un milione e quattrocentomila soci. Attraverso i propri programmi umanitari, l’associazione opera in diversi ambiti: dalla prevenzione sanitaria alla tutela dell’ambiente, fino al sostegno alle comunità colpite da emergenze e calamità naturali. Un impegno che riguarda anche il territorio maceratese, dove negli ultimi anni il mondo del volontariato e delle associazioni di servizio ha svolto un ruolo importante nel supporto alla popolazione. Ad affiancare Stefano Fede nel nuovo anno sociale sarà un direttivo composto da soci e socie con competenze e professionalità diverse: Adamo Angeletti, Nadia Antolini, Guglielmo Borgiani, Michele Ciculli, Federica Costa Frontini, Fabio Frascarelli Gervasi, Pierluigi Lazzereschi, Mariano Marzola, Alessandra Massari, Pompeo Nicolì, Filippo Olivelli, Francesco Panico, Piergiorgio Parisella, Umberto Passatini, Maria Laura Pierucci, Maria Sabina Rommozzi, Massimo Serra, Gaia Tedesco e Gabriella Volpe. Con la nuova presidenza, il Lions Club Macerata Host conferma così la volontà di proseguire il proprio percorso al fianco della comunità, attraverso progetti dedicati alle persone e alle esigenze del territorio.

15/07/2026 12:30
«Ho rischiato la vita, loro mi hanno salvato»: la lettera di gratitudine al Pronto Soccorso di Camerino

«Ho rischiato la vita, loro mi hanno salvato»: la lettera di gratitudine al Pronto Soccorso di Camerino

Una testimonianza di riconoscenza che racconta il valore della tempestività, della professionalità e dell’umanità di chi ogni giorno lavora in prima linea. Attraverso questa lettera, Enzo Cinquantini ha voluto esprimere il proprio ringraziamento al personale del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camerino per l’assistenza ricevuta in un momento di grave difficoltà e per la prontezza con cui è stato seguito il suo percorso di cura. "Nelle mani giuste: una testimonianza di gratitudine al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camerino Il giorno mercoledì 1° luglio 2026 sono stato colpito da un problema cerebrale, senza però essere consapevole della sua natura. Lo avrei scoperto soltanto il giorno successivo, in seguito a una TAC eseguita dopo l’accoglienza in Pronto Soccorso per un altro motivo, che si trattava di un’emorragia cerebrale. E infatti giovedì 2 luglio 2026, intorno alle ore 16.00, ho iniziato a rendermi conto, dai sintomi che manifestavo, di essere colpito da una paresi facciale. Ho quindi deciso di recarmi immediatamente al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camerino. Dopo aver suonato il campanello, sono stato accolto da una giovane operatrice che mi ha chiesto di cosa avessi bisogno. Le ho spiegato la situazione e mi ha fatto sdraiare su una barella, accompagnandomi in un’altra stanza dove erano presenti una donna dietro una scrivania, che in seguito ho saputo essere la dottoressa Angela Coccaro, insieme ad alcuni infermieri. Sono stati immediatamente attivati tutti i protocolli previsti per un codice rosso. Mi sono stati applicati gli accessi venosi necessari per la somministrazione delle terapie e delle flebo, quindi è stato rimosso tutto ciò che non risultava compatibile con l’esame TAC. Successivamente sono stato sottoposto agli accertamenti diagnostici, eseguiti in due fasi: prima senza mezzo di contrasto e poi con mezzo di contrasto. Dopo un consulto con l’Ospedale Regionale di Torrette, è stato disposto il mio trasferimento in elicottero presso l’Ospedale di Ancona, dove sono giunto intorno alle ore 19.30. Devo la mia incolumità personale, la tutela della mia salute fisica e il mio equilibrio psicologico a tutti i professionisti del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camerino, che desidero ringraziare con profonda riconoscenza. Un ringraziamento particolare va anche al mio amico Massimo Sileoni, che è arrivato in ospedale poco prima del decollo dell’elicottero. Esprimo inoltre la mia gratitudine a tutto il personale di questa struttura, compresi coloro che non erano presenti quel giorno, per la professionalità dimostrata, per l’impegno continuo e costante e per la dedizione con cui assistono chiunque, nel corso della propria vita, possa trovarsi in una situazione di seria difficoltà."  

15/07/2026 11:30
Treia, al via il recupero del Santuario del Santissimo Crocifisso: lavori da oltre 7 milioni di euro

Treia, al via il recupero del Santuario del Santissimo Crocifisso: lavori da oltre 7 milioni di euro

Sono ufficialmente iniziati i lavori di riparazione e miglioramento sismico del Santuario del Santissimo Crocifisso di Treia, uno degli edifici religiosi più significativi delle Marche, danneggiato dal terremoto del 2016. L’avvio del cantiere segna una fase decisiva nel recupero dell’intero complesso francescano: il convento è ormai prossimo alla conclusione degli interventi e, con il completamento dei lavori al Santuario, previsto nel giro di un paio d’anni, l’intero complesso tornerà completamente fruibile. «L’avvio di questo cantiere è una notizia che ci rende particolarmente contenti – commenta il sindaco di Treia Franco Capponi –. Oggi vediamo partire l’ultimo grande intervento necessario per restituire l’intero complesso alla città». L’intervento ha un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro e consentirà di mettere definitivamente in sicurezza l’edificio attraverso opere di miglioramento sismico, oltre al recupero di numerosi elementi storici e architettonici. Il progetto prevede il restauro conservativo degli intonaci originari e delle volte storiche, il recupero dell’antico refettorio, la rimozione di alcune superfetazioni realizzate nel Novecento, il rifacimento di alcune coperture, la riorganizzazione degli spazi interni e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Un intervento che restituisce valore a un luogo dalla storia millenaria. Il complesso sorge infatti sulle rovine dell’antico insediamento di Trea: nell’area vicina al Santuario è ancora riconoscibile la pianta dell’antico anfiteatro romano e numerosi reperti di epoca romana sono stati riutilizzati nelle murature del convento. Le origini del luogo di culto risalgono ai primi secoli del Cristianesimo. Secondo la tradizione e gli studi archeologici, tra il III e il IV secolo sarebbe stata edificata una prima pieve sui resti di un precedente tempio pagano. Nel 1519 la chiesa passò ai religiosi di San Girolamo, assumendo la dedicazione al Santissimo Crocifisso, mentre l’attuale convento è legato all’arrivo dei Frati Minori nel 1673. La storia del complesso è stata segnata anche da momenti difficili: nel 1799, durante la Repubblica Romana, il convento fu spogliato dei propri beni e gravemente danneggiato. Nel 1902 un violento incendio distrusse quasi completamente la chiesa, gli arredi e gran parte delle opere d’arte custodite al suo interno. Il nuovo Santuario, più ampio e monumentale rispetto al precedente, fu consacrato nel 1925 e ancora oggi rappresenta uno dei principali luoghi religiosi delle Marche. «Il Santuario racconta una parte importante della nostra storia ed è un luogo a cui siamo tutti legati anche dal punto di vista affettivo – aggiunge il sindaco Franco Capponi –. L’apertura di questo cantiere ci permette di guardare al completamento dell’intero complesso, uno degli interventi più significativi realizzati a Treia nell’ambito della ricostruzione post-sisma».

15/07/2026 11:00
Il Governatore del Rotary Distretto 2090 Stefano Gobbi in visita ai Club maceratesi

Il Governatore del Rotary Distretto 2090 Stefano Gobbi in visita ai Club maceratesi

Il Governatore del Distretto 2090 del Rotary International, Stefano Gobbi, medico tolentinate, ha fatto visita martedì 14 luglio ai Rotary Club del Maceratese e alle principali autorità civili e accademiche della città. Il Distretto 2090 comprende Marche, Umbria, Abruzzo e Molise. Ad accompagnare il Governatore erano l'Assistente del Governatore Renzo Tartuferi e i presidenti dei Rotary Club del territorio: Umberto Massei per il Rotary Club Macerata, Francesca Accorsi per il Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", Annarita Ortolani per il Rotary Club Tolentino, Raffaele Macerata per il Rotary Club Civitanova Marche e Manuela Guzzini per il Rotary Club Recanati "Giacomo Leopardi", insieme a Franco Caporaletti, Assistente del Governatore per i Club della costa. La visita è iniziata in Comune, dove la delegazione è stata ricevuta dal sindaco Sandro Parcaroli, che ha sottolineato il ruolo dei club service e il loro contributo alla vita della comunità maceratese. Successivamente, in Prefettura, il Governatore ha incontrato il prefetto Giovanni Signer. Il confronto si è concentrato sulle principali emergenze del territorio e sul contributo che i club service possono offrire, in collaborazione con le istituzioni. Tra gli esempi citati, il Campus Disabili, progetto che testimonia l'impegno del Rotary a favore delle persone più fragili. La mattinata si è conclusa al Rettorato dell'Università degli Studi di Macerata con l'incontro con il rettore John McCourt. Al centro del colloquio la formazione dei giovani e le possibili collaborazioni tra l'Ateneo e i Rotary Club nelle iniziative culturali del territorio. Nel pomeriggio Stefano Gobbi ha incontrato i Consigli direttivi del Rotary Club Macerata e del Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", che hanno illustrato i programmi previsti per il nuovo anno rotariano. La giornata si è conclusa con la conviviale congiunta dei due Club. Nel suo intervento, il Governatore ha richiamato il messaggio del Presidente Internazionale del Rotary, invitando i soci a creare un impatto duraturo nelle comunità e a riflettere sul valore dell'esperienza personale vissuta all'interno dell'associazione, oltre che sui progetti realizzati. Alla serata hanno partecipato numerose autorità rotariane, tra cui il Governatore eletto del Distretto 2090 Stefano Quarchioni, i Past Governor del Distretto 2090 Giorgio Rossi, Gioacchino Minelli, Massimo De Liberato e Gabrio Filonzi, il Past Governor del Distretto 2041 Milano Area Metropolitana Franz Muller, le Past Governatrici dell'International Inner Wheel Maria Pia Pietroni e Isabella Mori, il Tesoriere distrettuale Giorgio Piergiacomi, la Segretaria distrettuale Iole Rosini, Stefano Clementoni, Responsabile del Fondo di Dotazione, Grandi Donazioni e Lasciti, i Presidenti di nove Club del Distretto, Simona Mochi, Presidente del Rotaract Macerata, e Barbara Morresi, Presidente dell'Inner Wheel Macerata. Al termine dell'incontro, i Rotary Club maceratesi hanno consegnato al Governatore un attestato di donazione alla Fondazione Rotary Italia, a sostegno dei progetti della Rotary Foundation.

15/07/2026 10:00
Perché il buono pasto è considerato un benefit irrinunciabile

Perché il buono pasto è considerato un benefit irrinunciabile

Nel panorama della retribuzione e del welfare aziendale contemporaneo, il buono pasto ha assunto un ruolo centrale che travalica la semplice funzione di rimborso alimentare. Rappresenta oggi una delle leve strategiche più efficaci per le aziende che desiderano trattenere talenti, migliorare la soddisfazione dei dipendenti e rispondere alle esigenze economiche concrete dei lavoratori. Con l'evoluzione normativa degli ultimi anni e il progressivo inasprimento della questione costo della vita, questo strumento di welfare si è trasformato da beneficio accessorio a elemento imprescindibile nella cassetta degli attrezzi dei professionisti delle Risorse Umane. L'articolo che segue esplora le ragioni per cui il buono pasto rappresenta un'opzione che le aziende moderne non possono ignorare, analizzando i dati, i vantaggi concreti e l'impatto sulla gestione della forza lavoro. Il buono pasto come strumento di competitività nel mercato del lavoro La ricerca del talento nel mercato del lavoro italiano si concentra sempre di più sulla qualità complessiva dell'offerta che un'azienda propone ai candidati. Secondo i dati emersi da recenti analisi del panorama retributivo nazionale, il 74% dei dipendenti presta attenzione ai benefici aziendali quando valuta una nuova opportunità lavorativa. Ancora più specificamente, il 58% dei lavoratori privilegia benefit che incidono direttamente positivamente sulla situazione economica familiare. Il buono pasto si posiziona esattamente in questa intersezione. Non è un benefit teorico o di difficile percezione: è un vantaggio tangibile, utilizzabile quotidianamente, che si traduce in denaro risparmiato nel portafoglio del lavoratore. In un contesto dove gli stipendi di base rimangono sostanzialmente fermi e il costo della vita continua a crescere, questa differenza non è marginale. Si tratta di uno strumento che gli HR manager e i responsabili del personale possono proporre ai candidati come elemento differenziante, particolarmente apprezzato da quella fetta di mercato del lavoro che valuta con attenzione la convenienza economica dell'offerta. L'esenzione fiscale: un vantaggio trasparente per dipendenti e aziende Uno dei pilastri che sostiene l'importanza strategica del buono pasto risiede nel suo trattamento fiscale privilegiato. Dal primo gennaio 2026, i buoni pasto digitali godono di una soglia di esenzione aumentata a 10 euro al giorno, un innalzamento significativo rispetto ai precedenti 8 euro. Questo significa che un'azienda può riconoscere fino a 2.200 euro annui per dipendente (calcolato su 220 giorni lavorativi medi) in forma di buono pasto totalmente esentasse. L'aspetto fondamentale di questa agevolazione è che si tratta di una vera esenzione, non di una detrazione. I dipendenti non pagano imposte su questa quota di reddito. Per il datore di lavoro, il vantaggio è ancora più rilevante: i costi sostenuti per l'acquisto di buoni pasto sono interamente deducibili dalle imposte, e l'azienda non deve versare contributi previdenziali su questo importo. Laddove un aumento salariale di pari importo comporterebbe tasse e contributi a carico del lavoratore e incrementerebbe gli oneri fiscali aziendali, il buono pasto consente di trasferire risorse al dipendente con un impatto fiscale minimo per entrambi. Questa struttura normativa rappresenta un caso raro in cui l'interesse economico del datore di lavoro converge perfettamente con quello del dipendente. Non si tratta di un compromesso al ribasso, bensì di una soluzione che amplifica il valore percepito su entrambi i lati della relazione lavorativa. Un alleato concreto contro il caro vita Le statistiche relative alla percezione della retribuzione da parte dei dipendenti italiani raccontano una storia di difficoltà economica diffusa. Secondo un'indagine condotta su un ampio campione di lavoratori, il 78% dei dipendenti ritiene che il proprio pacchetto retributivo non sia adeguato alle proprie esigenze. Il 60% ha inoltre registrato una stagnazione del pacchetto retributivo negli ultimi due anni, un dato che evidenzia come i salari faticano a tenere il passo con l'inflazione. In questo contesto di pressione economica sui bilanci familiari, il buono pasto agisce come un elemento concreto di sostegno al potere d'acquisto. A differenza di benefit teorici o legati a servizi non essenziali, il buono pasto risolve una necessità primaria: l'alimentazione quotidiana. Ogni euro di buono pasto è un euro che il dipendente non deve prelevare dal proprio reddito disponibile, liberando risorse per altre spese familiari. Le ricerche condotte sui percettori di benefit aziendali confermano che il buono pasto è considerato fra le leve più efficaci per sostenere il potere d'acquisto e migliorare la soddisfazione nel lavoro. Questo non è sorprendente: si tratta di un intervento che incide direttamente sulle spese ricorrenti del nucleo familiare, non su consumi discrezionali. La versatilità d'uso come elemento di attrazione Una caratteristica spesso sottovalutata del buono pasto moderno è la sua versatilità. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il buono pasto non è limitato all'utilizzo esclusivo presso ristoranti o mense. I buoni pasto digitali e quelli cartacei possono essere utilizzati presso una vastissima rete di esercenti convenzionati, che include bar, ristoranti, supermercati, negozi di alimentari specializzati e persino servizi di consegna a domicilio. Questa flessibilità trasforma il buono pasto da uno strumento rigido a uno strumento adattabile alle preferenze e alle circostanze del singolo lavoratore. Chi preferisce portarsi il pranzo da casa può acquistare ingredienti freschi al supermercato. Chi ha una giornata particolarmente intensa può optare per un pasto veloce al bar. Chi lavora in smart working può farsi recapitare un pasto a domicilio. La versatilità non è un dettaglio, ma un elemento che aumenta significativamente la percezione del valore del benefit. Inoltre, l'evoluzione verso i buoni pasto completamente digitali e fruibili tramite applicazione mobile ha ulteriormente amplificato questa flessibilità, eliminando i problemi legati all'utilizzo di voucher cartacei (smarrimenti, scadenze, resto di denaro) e permettendo ai dipendenti di gestire il proprio budget alimentare con semplicità. La gestione semplificata e l'impatto organizzativo Per l'azienda, la gestione di un sistema di buoni pasto presenta vantaggi che vanno oltre la pura sostenibilità fiscale. A differenza di una mensa interna, il buono pasto è uno strumento quasi autogestito, che non richiede gestione di spazi, personale dedicato, approvvigionamenti e coordinamento logistico complesso. L'azienda sceglie il valore nominale, comunica al dipendente le modalità di utilizzo, e il sistema di erogazione funziona senza ulteriori interventi gestionali. Questo aspetto è particolarmente rilevante per le piccole e medie imprese, che non hanno la capacità strutturale di gestire una mensa propria. In questi contesti, il buono pasto rappresenta una soluzione che permette di offrire un benefit serio e apprezzato senza gravare significativamente sulla struttura aziendale. Nel contesto della transizione verso modelli di lavoro più flessibili e ibridi, in cui molti dipendenti lavorano parte del tempo da remoto e parte in ufficio, il buono pasto mantiene la sua validità in modo assoluto, poiché continua a essere utilizzato nei giorni di presenza in sede e non perde valore nei periodi in smart working. I dati sulla diffusione e l'apprezzamento Il buono pasto è di gran lunga il benefit più diffuso nelle aziende italiane. Secondo le indagini più recenti, il 54% delle aziende che erogano benefit aziendali offrono buoni pasto ai propri dipendenti, rendendolo il primo strumento di welfare nel panorama aziendale italiano. Ancora più significativo è il dato relativo all'apprezzamento: il 51% dei dipendenti intervistati lo ritiene il benefit più utile per la vita quotidiana. Questi numeri non sono il risultato di una moda passeggera, bensì il riflesso di una realtà materiale. Gli operatori del welfare aziendale, ovvero i professionisti incaricati di strutturare i piani di benefici, hanno ormai consapevolezza consolidata che il buono pasto rappresenta uno dei pochi strumenti in grado di soddisfare simultaneamente tre criteri: fattibilità gestionale, vantaggio fiscale tangibile, e apprezzamento diretto da parte del beneficiario. La normativa in evoluzione e l'adattamento delle strategie Il panorama normativo dei buoni pasto ha subito modifiche significative negli ultimi due anni, con una linea generale verso il rafforzamento di questo strumento. La Legge di Bilancio 2026 ha elevato la soglia di esenzione a 10 euro per i buoni pasto digitali, un segnale di intento legislativo di incentivare ulteriormente questa forma di welfare. Contemporaneamente, sono state introdotte normative volte a contenere i costi per gli esercenti convenzionati (con il tetto delle commissioni al 5%), rendendo il sistema più sostenibile e favorevole all'espansione della rete di esercenti. Queste evoluzioni normative vanno nella direzione di rafforzare il buono pasto come strumento di welfare stabile e conveniente per tutte le parti coinvolte. Le aziende che desiderano investire in welfare aziendale devono considerare che la struttura normativa del buono pasto è progressivamente orientata verso soluzioni digitali e integrate. Numerosi provider di welfare aziendale, come Welfare Pellegrini, hanno sviluppato piattaforme complete che integrano la gestione dei buoni pasto con altri strumenti di welfare, permettendo ai datori di lavoro di offrire un'esperienza coerente e facilmente amministrabile ai propri dipendenti, mantenendo al contempo la trasparenza fiscale e i vantaggi normativi specifici di ogni strumento. Il buono pasto come leva strategica di retention La capacità di trattenere i talenti rappresenta una delle principali sfide per le aziende contemporanee. Secondo i dati sulla rotazione del personale, il 37% dei dipendenti indica la retribuzione e i benefit come fattori decisivi nella valutazione di eventuali cambiamenti di impiego. La presenza di un pacchetto di welfare strutturato, in cui il buono pasto gioca un ruolo centrale, ha un impatto measurabile sulla permanenza del personale. Il buono pasto contribuisce a questo obiettivo in modo duplice: da un lato, rappresenta un vantaggio economico concreto che riduce l'incentivo a cercare alternative occupazionali meglio remunerate; dall'altro, comunica al dipendente che l'azienda prende seriamente in considerazione il suo benessere economico e la sua qualità della vita lavorativa. Non è un caso che le aziende con piani di welfare strutturati registrino tassi di soddisfazione superiori a quelli che non offrono benefit significativi. Come costruire una strategia di welfare che funziona davvero Sebbene il buono pasto sia uno strumento autonomo e autosufficiente dal punto di vista normativo, la sua efficacia massima si realizza quando è parte di una strategia di welfare aziendale più ampia. Le aziende più mature nella gestione della risorsa umana non considerano il buono pasto in isolamento, bensì come un elemento di un sistema integrato che può includere assicurazioni sanitarie, buoni acquisto, flessibilità oraria, servizi per la conciliazione vita-lavoro e altri strumenti. In questo contesto, il buono pasto ha il vantaggio di essere uno degli elementi più facilmente implementabili e più ampiamente apprezzato, permettendo all'azienda di costruire attorno ad esso un'offerta di welfare credibile e allettante. Per molti contesti aziendali, il buono pasto rappresenta il fondamento naturale su cui costruire ulteriori benefici specifici alle esigenze della propria popolazione di dipendenti. Linee guida pratiche per chi sceglie i benefit aziendali I responsabili della gestione del personale e del welfare aziendale si trovano oggi di fronte a un paesaggio di scelte complesse. Budget limitati devono essere allocati su una molteplicità di strumenti. La valutazione del buono pasto nel contesto di questa decisione alloca un vantaggio evidente: si tratta di uno strumento a provata efficacia, supportato da una normativa stabile e progressivamente favorevole, apprezzato dalla platea più larga di dipendenti, e caratterizzato da una semplicità gestionale che non trova uguali fra gli altri benefit strutturati. Inoltre, la possibilità di aggiustare il valore nominale consente una calibrazione del benefit in linea con le risorse disponibili e la situazione fiscale dell'azienda. Non è un binomio tutto-o-nulla, ma uno strumento modulabile che può trovare spazio in contesti molto diversi, dalle microimprese alle multinazionali. Uno strumento irrinunciabile per il welfare moderno Il buono pasto si configura come uno dei rari strumenti di welfare aziendale che riesce contemporaneamente a servire gli interessi economici dell'azienda (deducibilità, risparmio fiscale, semplicità gestionale), le esigenze concrete del dipendente (vantaggio economico diretto, utilizzo flessibile, appoggio al potere d'acquisto) e l'orientamento normativo dello Stato (incentivazione tramite soglie di esenzione crescenti). Questa rara convergenza di vantaggi spiega perché il buono pasto continua a rimanere il benefit più diffuso nelle aziende italiane e il più apprezzato dalle persone che lo ricevono. In un periodo storico caratterizzato da pressione inflazionistica, salari fermi, e crescente difficoltà nel reperimento di talenti, il buono pasto rappresenta uno degli strumenti più concreti e immediati con cui le aziende possono dimostrare concretamente attenzione verso il benessere economico dei propri dipendenti. Non è una soluzione miracolosa, ma è una soluzione reale, verificata, accessibile e efficace. Per i professionisti del welfare aziendale e i leader organizzativi, ignorare questa opportunità equivarrebbe a rinunciare a uno dei pochi ambiti di intervento dove l'efficacia è provata, i margini di manovra ampi, e il beneficio concreto immediato.  

14/07/2026 15:00
Caldo nelle Marche, arriva il clou con temperature fino a 37 gradi: Macerata in bollino rosso

Caldo nelle Marche, arriva il clou con temperature fino a 37 gradi: Macerata in bollino rosso

Una nuova intensa ondata di calore si sta stabilendo sulle Marche per effetto dell'espansione dell'anticiclone africano, che dal Nord Africa si estenderà sull'Italia portando condizioni di tempo stabile, cieli sereni e assenza di precipitazioni. Le temperature sono destinate ad aumentare progressivamente nel corso della settimana. Dopo un primo rialzo, l'incremento diventerà più marcato da oggi, e lo stiamo avvertendo, con massime comprese tra 32 e 35 gradi. Da mercoledì il caldo si intensificherà ulteriormente, con valori che potranno raggiungere 37 gradi e punte anche superiori nelle zone interne della regione. Cresce anche il livello di allerta per il caldo. Secondo il bollettino della Protezione civile regionale dedicato alle ondate di calore, nella giornata di lunedì gran parte delle Marche era interessata dal bollino arancione (in giallo Ancona, Fermo, San Benedetto del Tronto e Urbino). Per oggi è previsto un ulteriore aumento delle aree in bollino arancione, con Ancona e San Benedetto del Tronto che rimarranno le uniche località in giallo. Da mercoledì faranno la loro comparsa anche i primi bollini rossi, che indicano condizioni di caldo intenso e persistente e una maggiore attenzione per i servizi sanitari e socio-sanitari. In rosso saranno Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro, mentre Fabriano, Jesi e Urbino saranno in arancione. Ancora in giallo, invece, Ancona e San Benedetto del Tronto. La temperatura percepita sarà generalmente superiore a quella reale di uno o due gradi. L'anticiclone africano dovrebbe mantenere la propria influenza fino a sabato, garantendo giornate molto calde su tutta la regione. Un cambiamento è atteso da domenica, quando l'indebolimento dell'alta pressione favorirà l'arrivo di una perturbazione dal Nord Europa. Sono attesi un calo delle temperature, un rinforzo della ventilazione e la possibilità di temporali.

14/07/2026 14:30
Emergenza caldo, a Civitanova riaprono i locali climatizzati per gli anziani: accesso anche ai non soci

Emergenza caldo, a Civitanova riaprono i locali climatizzati per gli anziani: accesso anche ai non soci

Con l'arrivo delle alte temperature, il comune di Civitanova Marche rinnova il servizio di accoglienza nei locali climatizzati del Centro sociale anziani di via Carnia, aperto anche a chi non è iscritto all'associazione. L'iniziativa, promossa dall'Assessorato ai Servizi sociali, sarà attiva dal 15 luglio al 31 agosto e punta a offrire un luogo fresco e sicuro alle persone più fragili durante le ore più calde della giornata. Il progetto, avviato per la prima volta nel 2018, nasce con un duplice obiettivo: prevenire i rischi legati alle ondate di calore e favorire la socializzazione degli anziani, contrastando l'isolamento soprattutto nel periodo estivo. Oltre all'accesso agli ambienti climatizzati, sarà possibile usufruire, su richiesta di almeno tre persone, di un servizio di trasporto gratuito dalla propria abitazione al Centro sociale e ritorno. Il servizio sarà disponibile tutti i giorni, esclusa la domenica, con prenotazione da effettuare almeno tre giorni prima. "Anche quest'anno promuoviamo un'opportunità di aggregazione in sicurezza per i nostri anziani, accompagnata dalla diffusione delle buone pratiche per prevenire malori e disagi causati dal caldo – ha dichiarato l'assessore ai Servizi sociali Barbara Capponi –. Ringraziamo il Centro sociale anziani per la collaborazione che permette di offrire un servizio concreto alla cittadinanza". Insieme all'iniziativa è stato inoltre aggiornato il decalogo sull'emergenza caldo, realizzato in collaborazione con il Distretto sanitario e le Farmacie comunali. Il documento raccoglie consigli utili per affrontare le giornate più afose e indica i riferimenti telefonici da contattare in caso di necessità. Il Centro sociale anziani di via Carnia 3 sarà aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 14 alle 18. Per informazioni è possibile contattare i numeri 377 3544543 e 349 3256948. Tutti i dettagli sull'iniziativa sono disponibili anche sul sito del Comune e attraverso i manifesti informativi distribuiti sul territorio.

14/07/2026 10:30
Montelupone - Vernici, panchine rimesse a nuovo e un cuore di legno: la fatica dei ragazzi diventa bellezza

Montelupone - Vernici, panchine rimesse a nuovo e un cuore di legno: la fatica dei ragazzi diventa bellezza

Pennelli, vernici e tanta voglia di fare. Si è conclusa a Montelupone l'edizione 2026 di "Ci Sto? Affare Fatica", il progetto di cittadinanza attiva che coinvolge giovani riscoprendo il valore della manualità e il senso di responsabilità verso la propria comunità. Montelupone ha partecipato al progetto per il primo anno e così per due settimane ragazzi e ragazze (dai 14 ai 20 anni) si sono messi al lavoro. La prima settimana ha visto il gruppo impegnato nella sistemazione e tinteggiatura delle panchine sotto il loggiato, per poi proseguire con quelle del parco giochi. Il primo giorno di attività i partecipanti sono stati accolti dalla vicesindaco Orietta Mogliani, dagli handyman Maria Recchioni e Alberto Muccichini, figure di riferimento del progetto che hanno accompagnato i ragazzi durante l'esperienza e dallo staff di "Ci Sto? Affare Fatica!", che ha consegnato magliette e guanti e presentato il tutor del gruppo, Giorgio, giovane di Montelupone che li ha seguiti nel corso delle attività. Anche la seconda settimana è stata caratterizzata da un intenso lavoro. I ragazzi e le ragazze del secondo gruppo, col tutor Diego e gli handyman Maria Recchioni e Alberto Muccichini, hanno rimesso a nuovo i giochi del parco, restituendo colore e decoro a uno spazio molto frequentato da bambini e famiglie. È stato, inoltre, realizzato un cuore in legno dipinto di rosso che sarà utilizzato in occasione di iniziative come il Borgo dei Desideri e La Notte Romantica, andando ad arricchire gli allestimenti del paese. A conclusione del progetto, la vicesindaco Orietta Mogliano (col sindaco Rolando Pecora prima e l’assessore Assessore Giordano Elisei poi) ha voluto salutare personalmente i partecipanti insieme allo staff dell'iniziativa, ringraziandoli per l'impegno dimostrato. L'incontro si è concluso con una merenda e la consegna di piccoli doni da parte dell'amministrazione comunale. "I ragazzi hanno dimostrato quanto entusiasmo e senso di responsabilità sappiano mettere in ciò che fanno quando viene data loro fiducia - sottolinea il sindaco Rolando Pecora -. In queste due settimane hanno lasciato un segno concreto nel nostro paese, prendendosi cura di spazi che appartengono a tutti. Ma il risultato più importante è il percorso vissuto insieme: hanno collaborato, imparato a fare squadra e dedicato tempo ed energie a qualcosa di utile per tutti. Per questo desidero ringraziare ciascuno di loro, i tutor Giorgio e Diego, gli handyman Maria Recchioni e Alberto Muccichini e tutto lo staff di 'Ci Sto? Affare Fatica!' per il prezioso lavoro svolto".

13/07/2026 18:30
Trump molla definitivamente il "guitto" Zelensky

Trump molla definitivamente il "guitto" Zelensky

Recentemente, Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, l’imperatore a stelle e strisce, ha fissato alcuni punti che meritano di essere celermente richiamati. Anzitutto ha chiarito che Washington non sarà più dalla parte di Kiev: sembra, a tutta prima, un paradosso, se si considera che la guerra d’Ucraina nacque proprio per volontà di Washington, che utilizzò il guitto di Kiev, attore Nato, come testa d’ariete contro la Russia, con l’obiettivo malcelato di piegare quest’ultima alla dominazione made in USA. Era il vecchio sogno americano, vivo fin dagli anni Novanta, di neutralizzare la potenza resistente della Russia dopo l’ingloriosa caduta dell’Unione Sovietica. Con sobrio realismo, Donald trump ha tuttavia compreso l’irrealizzabilità di questo progetto malsano: la Russia non è disposta a genuflettersi all’imperialismo americano, essendo anzi pronta a difendere fino in fondo la propria sovranità culturale, economica, politica e militare. A cagione di ciò, il guitto di Kiev è stato abbandonato da Washington, proprio come vengono gettati nelle fiamme i burattini del famelico burattinaio Mangiafuoco quando non servono più. In secondo luogo, Donald Trump, che ha recentemente sentito telefonicamente Vladimir Putin, ha sostenuto che quest’ultimo desidera porre rapidamente fine al conflitto. Insomma, la Russia non ha alcun interesse a far proseguire oltre la guerra, già durata troppo tempo: ben altrimenti sembra operare l’attore Nato, sponsorizzato da Bruxelles. Egli continua ad adoperarsi in ogni modo per far sì che il conflitto prosegua e non si addivenga mai alla pace, anche perché, se si ponesse fine alla guerra, egli dovrebbe essere giudicato dal suo popolo per le troppe malefatte che ha compiuto in questi anni. Insomma, a conti fatti, chi è oggi il reale responsabile della prosecuzione della guerra, se non il guitto di Kiev supportato da Bruxelles? Parafrasando Cicerone: per quanto tempo ancora, guitto di Kiev, abuserai della nostra pazienza?

12/07/2026 11:50
L’inganno dei sentimenti: perché abbiamo dimenticato l’arte di sentire

L’inganno dei sentimenti: perché abbiamo dimenticato l’arte di sentire

La dittatura della mente sulle sensazioni ci priva della libertà e ci condanna a relazioni poco autentiche. A volte si crea una frattura che separa ciò che avvertiamo sulla pelle da ciò che decidiamo di raccontarci. Già agli albori della filosofia, Eraclito di Efeso intuiva che la natura profonda del cosmo risiede nel cambiamento continuo: tutto scorre e muta forma. Le nostre sensazioni non erano inganni, ma gli unici strumenti in grado di mantenerci agganciati a questo flusso perpetuo. Tuttavia, la filosofia successiva, intimorita dall'instabilità di un mondo senza punti fissi, ha preferito attribuire il primato al pensiero per arginare il caos. Gli Stoici, più di tutti, cercarono di addomesticare le passioni, traducendo le impressioni immediate in giudizi razionali. La ragione divenne così un freno necessario a disinnescare la potenziale confusione generata dai molti stimoli della realtà. Di questo stesso avviso sembra essere lo scrittore Igor Sibaldi, che in una sua intuizione linguistica scompone i meccanismi con cui nominiamo il nostro mondo interiore. In particolare spiega come le parole "sentimento" e "sensazione", pur derivando entrambe dal verbo sentire, descrivano due movimenti opposti dello spirito. Il sentimento (-mento), come molte parole che terminano con questo suffisso, indica un'azione, un processo attivo sostenuto dalla ragione che seleziona ciò che conferma una visione già costruita. È una scelta rassicurante, ma anche profondamente limitante. La sensazione (-zione), invece, indica una ricezione, un'accoglienza della realtà senza filtri, una percezione che illumina e orienta. Chi sa accogliere le sensazioni non vive in una struttura rigida, non rimane ancorato al passato, ma resta costantemente aperto al cambiamento. Oggi assistiamo al trionfo dei sentimenti artificiali a discapito delle sensazioni autentiche. Spesso, senza rendercene conto, rimaniamo intrappolati in relazioni – di coppia, di amicizia o professionali – che hanno ormai esaurito la loro forza vitale. Continuiamo a portarle avanti per inseguire la coerenza, per difendere un'idea romantica o per rispondere a un mandato sociale. Ma chi ha davvero il coraggio, dopo anni di convivenza, di guardare l'altro negli occhi e chiedersi, liberandosi da ogni sovrastruttura: «Cosa percepisco in questo esatto momento? È ancora la stessa vibrazione o qualcosa è cambiato in me, nell'altro, nel noi?» Svincolare la sensazione dalla razionalità significa attivare un pensiero creativo, l'unico capace di farci sperimentare l'impatto autentico della realtà su di noi. Naturalmente, scegliere di vivere seguendo le proprie sensazioni è una strada impegnativa. Richiede presenza, equilibrio interiore e la maturità necessaria per sostenere il peso delle proprie risonanze emotive senza fuggire.   Ma è anche il prezzo della libertà. Ripartendo dalla verità del corpo e della percezione immediata possiamo sottrarci alle manipolazioni esterne e rifiutare il giudizio facile, figlio di un sentimento che, troppo spesso, qualcun altro ha costruito al posto nostro.

12/07/2026 11:20
Rivelare un tradimento è reato? Quando l'amante rischia una denuncia

Rivelare un tradimento è reato? Quando l'amante rischia una denuncia

  Torna, come ogni domenica, la rubrica "Chiedilo all'avvocato", curata dall'avvocato Oberdan Pantana. Questa settimana le numerose mail arrivate hanno riguardato soprattutto il tema dei rapporti coniugali ed extraconiugali e delle possibili responsabilità giuridiche legate ai comportamenti dei protagonisti. Ecco la risposta dell'avvocato Pantana alla domanda di un lettore di Macerata: «Commette reato l'amante che rivela alla moglie il tradimento del marito?» L'amante, stanca di essere considerata una seconda scelta, decide di rivelare il tradimento del partner alla moglie. Ma una simile condotta può integrare un reato? La risposta è: dipende dalle modalità con cui viene posta in essere. Oggi la tecnologia può amplificare enormemente le conseguenze di questi comportamenti. Non è raro che una relazione extraconiugale venga scoperta attraverso messaggi, fotografie o contenuti pubblicati sui social network. Proprio per questo la giurisprudenza si è più volte pronunciata su casi simili, arrivando anche a condannare l'amante vendicativa. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28852/2009, ha ritenuto che l'amante che aveva inviato alcuni Sms alla moglie tradita per informarla della relazione avesse commesso il reato di molestia o disturbo alle persone. La donna è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una multa di 1.000 euro. Secondo i giudici, infatti, anche pochi messaggi possono ledere la dignità, il decoro e l'onore della persona offesa, soprattutto quando contengono espressioni offensive o denigratorie nei confronti del coniuge. Lo stesso principio è stato ribadito dalla Cassazione con la sentenza n. 28493/2015, relativa a un caso in cui l'ex amante aveva raccontato il tradimento alla moglie attraverso tre lunghe telefonate. Anche in questa occasione i giudici hanno ritenuto irrilevante il fatto che le conversazioni non fossero state particolarmente insistenti o che, secondo la donna, fosse nell'interesse della moglie conoscere la verità. Più grave ancora il caso affrontato con la sentenza n. 29826/2015, nel quale l'amante è stata condannata per atti persecutori (stalking). Oltre a rivelare il tradimento al marito della donna con cui aveva avuto una relazione, aveva infatti diffuso la vicenda pubblicamente, inviato lettere sul luogo di lavoro dell'uomo, numerosi Sms dal contenuto offensivo e persino scritto frasi ingiuriose sui muri della scuola frequentata dai figli della coppia. Per la Cassazione, in quel caso, la pluralità delle condotte aveva provocato un grave stato di ansia e disagio all'intero nucleo familiare, con ripercussioni anche nella vita lavorativa e scolastica. La giurisprudenza ha inoltre riconosciuto in diverse occasioni il reato di diffamazione nei confronti dell'amante che abbia pubblicato su Facebook o su altri social fotografie, messaggi o contenuti idonei a rendere pubblico il tradimento. La relazione extraconiugale, infatti, non rappresenta un fatto di interesse pubblico e divulgarla può ledere il diritto alla riservatezza delle persone coinvolte. Anche la semplice minaccia di rivelare il tradimento può avere conseguenze penali. Chi utilizza questa prospettiva come forma di pressione o ricatto può infatti rispondere del reato di minaccia, previsto dall'articolo 612 del Codice penale. In conclusione, rispondendo al quesito del lettore, l'amante che rivela un tradimento può andare incontro a responsabilità penali, a seconda delle modalità con cui agisce. Le conseguenze possono spaziare dalla molestia alla diffamazione, fino allo stalking o al reato di minaccia, nei casi più gravi. L'appuntamento con "Chiedilo all'avvocato" torna come sempre la prossima settimana con una nuova risposta ai quesiti dei lettori.    

12/07/2026 10:50
Marche Film Commission, Agostini si dimette da direttore ad interim: "Non posso assumere responsabilità senza retribuzione"

Marche Film Commission, Agostini si dimette da direttore ad interim: "Non posso assumere responsabilità senza retribuzione"

Andrea Agostini ha rassegnato le dimissioni dall'incarico di direttore ad interim della Fondazione Marche Film Commission, mantenendo invece il ruolo di presidente. La decisione è stata comunicata al Consiglio di amministrazione e motivata con il venir meno delle condizioni che avevano portato all'assunzione dell'incarico. "In questi anni da presidente sto lavorando con il massimo impegno senza compenso, ma da direttore, con il cambio delle condizioni, non è possibile assumere responsabilità gestionali senza retribuzione", ha dichiarato Agostini. A seguito delle dimissioni, le funzioni di direttore sono state assunte collegialmente dagli altri componenti del Consiglio di amministrazione. Agostini ha inoltre voluto chiarire alcuni aspetti relativi alla vicenda: "Non c'è stato nessun rilievo da parte dell'Anac sul doppio ruolo, né è stato avviato alcun procedimento nei miei confronti o della Fondazione". L'Autorità, ha spiegato, si è limitata a richiedere informazioni per verificare eventuali presupposti di incompatibilità, già esclusi dal responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Il presidente ripercorre quindi l'origine dell'incarico ad interim: "Sia il CdA, con verbale del 18 settembre 2025, sia la Regione Marche e il Comune di Ancona, attraverso il Comitato di Controllo Analogo, mi avevano chiesto di assumere anche il ruolo di direttore, pur essendo noto che lo Statuto prevede che il presidente e i membri del CdA non siano retribuiti, mentre il direttore sì. A quella richiesta avevo dato la mia disponibilità". Secondo Agostini, la situazione è però cambiata con l'insediamento del nuovo CdA, avvenuto l'11 maggio 2026. Dai successivi confronti con il Comitato di Controllo Analogo, racconta, gli sarebbe stato chiesto di continuare a svolgere le stesse funzioni di direttore, ma senza alcun compenso. "Una richiesta legittima, ma alla quale ho ritenuto di non poter aderire", afferma, precisando di aver lasciato momentaneamente la seduta del Consiglio durante la discussione sull'argomento, per garantire piena libertà di confronto e di voto, rientrando successivamente per il prosieguo dei lavori. "È legittimo chiedersi: chi sarebbe disposto a svolgere tutto questo gratuitamente? O si pensa forse che, trattandosi di cultura, non si tratti di un vero lavoro?", aggiunge Agostini. Infine, il presidente ricorda che l'incarico di direttore pro tempore avrebbe dovuto avere carattere temporaneo, ma si è protratto dalla fine di settembre 2025 fino ai giorni scorsi, poiché il CdA, competente per avviare il bando di selezione del nuovo direttore, è stato ricostituito soltanto a fine aprile 2026 ed è ancora in attesa del parere della Regione Marche per procedere con la nomina.

10/07/2026 19:20
Multiradio festeggia i 50 anni con un tour estivo. Oriana Forconi: "Così è nata la nostra radio"

Multiradio festeggia i 50 anni con un tour estivo. Oriana Forconi: "Così è nata la nostra radio"

Una serata di gioia, spensieratezza e condivisione per celebrare mezzo secolo di storia. È partita da Civitanova Marche la festa itinerante per i 50 anni di Multiradio, uno spettacolo che nelle prossime settimane toccherà numerosi comuni del territorio marchigiano portando musica, amicizia e voglia di stare insieme. "Civitanova, di giovedì sera, ha condiviso con noi gioia e spensieratezza per i nostri 50 anni con il nostro spettacolo itinerante che toccherà altre città in questa estate. Alla base di tutto ci sono passione, voglia di fare comunità e tanta amicizia", racconta Oriana Forconi, storica anima dell’emittente. La storia di Multiradio affonda le radici nei primi anni delle radio private. "Io ero giovane e lavoravo nell’ambito della pubblicità, ma non avevo intenzione di mettermi a fare radio", ricorda Forconi. La svolta arrivò quasi per caso: nell’appartamento all’ultimo piano del palazzo in cui viveva aveva sede Radio Città Tolentino, che il proprietario stava per chiudere perché non riusciva più a portarla avanti. "Con mio marito e con un altro amico decidemmo di prendere quella radio. Quando salii e vidi la situazione, piena di ragazzi che portavano dischi da suonare e facevano un po’ quello che volevano, pensai: 'Ma che avete comprato?'. Allora presi in mano la situazione, misi in regola i ragazzi che volevano fare radio, creai uno staff e ripartimmo come Radio Città Tolentino". Da lì iniziò un percorso di crescita che avrebbe portato alla nascita di Multiradio. Nel tempo vennero infatti unite Radio T, Radio M, Radio Onda e Rct, dando vita a un’unica emittente. "Avevamo diverse concorrenti e piano piano le abbiamo integrate fino a creare una sola radio. La cosa più bella è che molti di quelli che credettero in quella svolta, e che allora erano ragazzini, oggi hanno 60 o 65 anni e sono ancora con me". Forconi rivendica con orgoglio i valori su cui è stata costruita l’emittente: serietà, lealtà e professionalità: "Ho voluto tutti in regola, giornalisti compresi. Abbiamo lavorato duramente e dato alla radio un’immagine precisa, seguendo eventi e territorio. I ragazzi hanno visto un futuro in questo lavoro e siamo andati avanti insieme". Non sono mancate le difficoltà, soprattutto in un’epoca in cui una donna alla guida di una radio rappresentava un’eccezione (qui la nostra intervista in occasione della Festa della Donna): "Cinquant’anni fa faceva impressione vedere una donna dirigere una radio. Io mi occupavo anche della pubblicità, portavo a casa il lavoro necessario per far andare avanti tutto". Oggi il testimone è passato anche alla figlia Giusi: "È cresciuta con la radio, le piaceva questo mondo. Le ho fatto fare corsi di edizione, prendere il patentino da giornalista. Io continuo a seguire la parte pubblicitaria, mentre lei si occupa della musica, degli eventi e di tutto il resto". La festa per il cinquantenario è stata pensata come un viaggio nella memoria musicale dell’emittente. A Civitanova si sono alternati 18 dj di tutte le età, che hanno proposto le colonne sonore di questi cinquant’anni, accompagnati da ballerine e momenti di spettacolo. "Era bello vedere insieme generazioni diverse", sottolinea Forconi. E quella di Civitanova è soltanto la prima tappa: il tour proseguirà a Corridonia e poi in numerosi comuni dell’entroterra marchigiano. "Abbiamo voluto omaggiare il territorio dove siamo nati e dove la radio è cresciuta", conclude. Un viaggio che celebra non soltanto una radio, ma anche mezzo secolo di relazioni, comunità e passione condivisa con migliaia di ascoltatori.

10/07/2026 18:50
Giulia Cimarelli risponde alle critiche social: "Io maceratese e non marchigiana? Sverdotti"

Giulia Cimarelli risponde alle critiche social: "Io maceratese e non marchigiana? Sverdotti"

Giulia Cimarelli, nota food blogger di Tolentino , conosciuta sui social per l'ormai celebre introduzione dei suoi reel "Sono marchigiana e me piace magna", ha risposto con ironia ad alcune critiche ricevute sotto i suoi video pubblicando una replica ad hoc sui propri canali. Il video si apre con una serie di screenshot di commenti lasciati dagli utenti. Tra questi compare la frase "Tu sci fermana no marchigiana, magna magna...", alla quale Giulia replica con una battuta: "Sono della provincia di Macerata, quindi non sono marchigiana? Lardello". Subito dopo la creator appare in video mostrando un cartello con la scritta "Sono marchigiana anche se sono solo della provincia di Macerata. È come dire: non sei italiana, sei solo delle Marche", un messaggio con cui risponde alle osservazioni ricevute sulla propria provenienza. Nel reel scorrono poi altri commenti, come "Più grezza di una carta vetrata da 500" e "Nella provincia di Pesaro e Urbino non parlano così", ai quali Giulia continua a rispondere mantenendo il tono ironico che caratterizza i suoi contenuti. Il video si chiude con un ultimo cartello che riporta la parola "Sverdotti", riprendendo la caption del reel nella quale la food blogger scrive: "I miei insulti preferiti in marchigiano sono: sverdo, lardello. Scrivi nei commenti il tuo". Con questo contenuto Giulia Cimarelli trasforma le critiche ricevute in un'occasione di confronto con la propria community, invitando gli utenti a condividere nei commenti il loro insulto preferito in dialetto marchigiano.

10/07/2026 17:40
Macerata Opera Festival 2026, Finproject confermata main sponsor

Macerata Opera Festival 2026, Finproject confermata main sponsor

Finproject rinnova il proprio sostegno al Macerata Opera Festival e sarà ancora una volta main sponsor della 62ª edizione della manifestazione, in programma dal 17 luglio al 9 agosto 2026. L'azienda di Morrovalle conferma così il legame con il Festival e con il territorio, sostenendo una delle principali realtà culturali delle Marche. Il Macerata Opera Festival continua infatti a distinguersi per la capacità di attrarre risorse private e di valorizzare lo Sferisterio, contribuendo anche alla promozione turistica della città. «Siamo orgogliosi di continuare ad affiancare anche per questa stagione il Macerata Opera Festival in qualità di sponsor principale – afferma il presidente di Finproject, Maurizio Vecchiola –. Dare continuità a questo sodalizio significa valorizzare il territorio e promuovere la cultura che nasce in questa comunità». Soddisfazione anche da parte del sindaco di Macerata e presidente dell'Associazione Arena Sferisterio, Sandro Parcaroli: «Il rinnovo della collaborazione con Finproject è motivo di grande orgoglio e conferma il valore della sinergia tra il Festival e un'eccellenza imprenditoriale profondamente legata al territorio».

09/07/2026 11:00
Porto Recanati, rinasce lo storico Cinema Kursaal: ok al maxipiano da 2,5 milioni di euro

Porto Recanati, rinasce lo storico Cinema Kursaal: ok al maxipiano da 2,5 milioni di euro

Lo storico Cinema Kursaal di Porto Recanati si prepara a cambiare volto grazie a un piano di restauro, risanamento funzionale e miglioramento sismico da 2,5 milioni di euro. L'amministrazione comunale ha infatti ufficializzato l'approvazione del documento di indirizzo alla progettazione, incassando nella giornata odierna la conferma dello stanziamento della prima tranche di finanziamento pari a 250 mila euro, corrispondente al 10% del budget complessivo, che sarà interamente destinata alle attività tecniche e alla progettazione di fattibilità tecnico-economica. L'ambizioso iter era partito all'indomani del terremoto che nel novembre del 2022 aveva colpito la costa marchigiana, spingendo la giunta guidata dal sindaco Andrea Michelini a richiedere immediati sopralluoghi strutturali che hanno poi propiziato l'inserimento dell'opera nei piani di recupero, ottenendo il supporto del commissario alla ricostruzione Guido Castelli. L'intervento non si limiterà alla mera riparazione dei danni provocati dal sisma, ma si configurerà come una vera e propria rigenerazione architettonica e culturale per il cuore pulsante del centro cittadino. Il progetto prevede il totale ripristino della preziosa facciata neoclassica e del suo alto colonnato in mattoni faccia a vista, liberando quello che un tempo era l'ingresso originale affinché torni a essere un maestoso portico aperto al dialogo diretto con piazza Brancondi e con il lungomare. Dal punto di vista della sicurezza, l'edificio verrà adeguato secondo i moderni standard ingegneristici attraverso la sostituzione integrale del vecchio tetto con una copertura non spingente in acciaio e legno, l'inserimento di tiranti verticali e cordoli continui in acciaio capaci di consolidare la struttura muraria, e la posa di nuovi impianti tecnologici ad alta efficienza energetica. Una volta terminati i lavori, che l'ente pubblico intende avviare a ritmi serrati, lo stabile rinascerà come un moderno centro polifunzionale integrato con il vicino Castello Svevo. La nuova struttura ospiterà una sala spettacoli rinnovata e tecnologicamente avanzata per proiezioni cinematografiche e rappresentazioni teatrali, ampi spazi dedicati alle attività delle associazioni locali e aree destinate alla ristorazione e all'intrattenimento. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Michelini: "Oggi non stiamo solo progettando un edificio, stiamo costruendo il futuro della nostra cultura e della nostra identità. Il Kursaal tornerà a splendere, più sicuro, più bello e più vivo che mai". 

08/07/2026 17:30
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