Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa al risarcimento dei danni dovuti dall’affittuario a seguito di un contratto di locazione immobiliare.
Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: "A quali responsabilità va incontro l’inquilino, che alla scadenza di un contratto di locazione ad uso abitativo, riconsegna l’immobile danneggiato?".
Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione molto delicata, su cui spesso ha avuto modo di pronunciarsi la Corte di Cassazione, sancendo il generale principio giuridico secondo il quale: “Qualora, in violazione dell'art. 1590 c.c., al momento della riconsegna la cosa locata presenti danni eccedenti il degrado dovuto al normale uso della stessa, incombe al conduttore l'obbligo di risarcire tali danni; pertanto, il locatore può addebitare al conduttore la somma necessaria al ripristino del bene nelle stesse condizioni in cui era all'inizio della locazione, dedotto il deterioramento derivante dall'uso conforme al contratto” (Cass. Civ.; Sez. III; sentenza n.23721 del 16/09/2008).
Infatti l’art. 1590 c.c. al comma 1°, escludendo la naturale alterazione dello stato dell’immobile, conseguente all’utilizzo prolungato dello stesso, fissa in capo all’affittuario l’obbligo di riconsegnare in buone condizioni la cosa locata, stabilendo testualmente: “Il conduttore deve restituire la cosa al locatore nello stato medesimo in cui l'ha ricevuta, in conformità della descrizione che ne sia stata fatta dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante dall'uso della cosa in conformità del contratto”.
In aggiunta, con la recentissima Ordinanza n. 6596/2019, la Suprema Corte chiamata a pronunciarsi sulla colpevolezza del conduttore di un immobile riconsegnato con danni di gran lunga eccedenti il normale utilizzo, ha valutato la circostanza relativa alla gravosità della messa in ripristino dell’appartamento, estendendo la sua responsabilità, oltre che al risarcimento del costo dei lavori di ristrutturazione occorrenti, anche al pagamento dei canoni d’affitto per il periodo necessario alle riparazioni effettuate dal locatore, non potendo quest’ultimo disporre in nessun modo del proprio immobile, né dunque, trarne alcun vantaggio.
Difatti, la Corte adita, ha fatto proprio il principio giuridico secondo il quale, qualora a causa della condotta posta in essere dal conduttore, sia preclusa al locatore la diretta disponibilità dell’immobile, quest’ultimo conservi in ogni caso, il diritto a conseguire il corrispettivo convenuto, equiparando il periodo necessario per i lavori di restauro, alla ritardata restituzione dell’immobile, disciplinata dall’art. 1591 c.c., il quale prevede espressamente che: “Il conduttore in mora a restituire la cosa, è tenuto a dare al locatore il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno”.
Pertanto, in linea con la più recente giurisprudenza di legittimità ed in risposta alla domanda del nostro lettore, si può affermare che: “Qualora, in violazione dell’art. 1590 c.c., al momento della riconsegna l’immobile locato presenti danni eccedenti il degrado dovuto a normale uso dello stesso, incombe al conduttore l’obbligo di risarcire tali danni, consistenti non solo nel costo delle opere necessarie per la rimessione in pristino, ma anche nel canone altrimenti dovuto per tutto il periodo necessario per l’esecuzione e il completamento di tali lavori, senza che, a quest’ultimo riguardo, il locatore sia tenuto a provare anche di aver ricevuto – da parte di terzi – richieste per la locazione, non soddisfatte a causa dei lavori” (Cass. Civ. ; Sez. III; Ord. n. 6596 del 07/03/2019).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
MATELICA – I bagni pubblici situati in vicolo Cafasso, al civico numero 23, tornano a disposizione della cittadinanza dopo circa 10 anni di degrado. Grazie a degli importanti lavori di ristrutturazione, i servizi igienici sono da oggi aperti al pubblico e a disposizione di tutti: significativo l’intervento di riqualificazione dopo anni di abbandono, incuria e vandalismo. Ora l’augurio è che possano restare così a lungo grazie alla collaborazione di tutti.
Lo confermano il sindaco Denis Cingolani e l’assessore ai lavori pubblici Rosanna Procaccini: "Restituiamo alla città dei bagni nuovi e funzionanti - commentano - il centro storico torna quindi ad avere un servizio importante che mancava da tempo. Confidiamo che i cittadini possano godere a lungo di questi locali ristrutturati e invitiamo chiunque li utilizzi a comportarsi come fosse a casa propria, ovvero senza danneggiare o sporcare. Vigileremo sul loro stato e ci auguriamo che nessuno si comporti da incivile".
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha reso operativa la proroga della Zona Franca Urbana (Zfu) per il sisma 2016 anche per l'annualità 2026. La misura, attuata in linea con la nuova Legge di Bilancio, permette alle imprese dell'Appennino centrale che avevano già diritto alle agevolazioni fiscali e contributive - ma non ne avevano usufruito per mancanza di capienza - di utilizzare tali importi nei modelli F24 relativi al periodo di imposta 2026.
Il Commissario Straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha sottolineato l'importanza strategica di questo provvedimento, che garantisce continuità a uno strumento considerato vitale per la sopravvivenza delle attività produttive in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
"L'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali si è dimostrato uno degli strumenti più efficaci per ridurre il costo del lavoro e salvaguardare l’occupazione - ha dichiarato Castelli - Questa proroga coinvolge una platea di circa mille partite Iva, tra piccole e medie imprese, artigiani, lavoratori autonomi e professionisti".
I dati forniti dalla struttura commissariale evidenziano l'impatto storico della Zfu dal 2017 a oggi: oltre 9 mila imprese ne hanno beneficiato, per un totale di circa 450 milioni di euro di agevolazioni iniettate nel sistema economico locale.
La modalità di utilizzo resta quella semplificata della compensazione tramite modello F24, un elemento di rapidità che Castelli definisce "fondamentale per programmare investimenti e strategie di sviluppo in una fase complessa ma decisiva".
Secondo il Commissario, l'obiettivo non è solo ricostruire borghi e palazzi, ma rigenerare il tessuto sociale: "La ricostruzione dell’Appennino centrale non riguarda soltanto gli edifici, ma le persone, il lavoro e la capacità dei territori di tornare a essere attrattivi. Sostenere le imprese significa sostenere la vita delle comunità e rendere possibile una rinascita economica duratura".
Sei in cerca di emozioni forti, luci scintillanti e quel pizzico di brivido che non può mancare? Nelle Marche puoi trovare casinò e sale da gioco dove tentare la fortuna e goderti una serata diversa dal solito, all'insegna dell'adrenalina. Tra roulette, slot e ambienti eleganti, ecco i posti giusti dove il divertimento è sempre assicurato. Scopriamoli insieme.
Intrattenimento serale tra eleganza e divertimento
Che siate appassionati di giochi di carte, appassionati di slot machine o semplicemente alla ricerca di una serata diversa, la vita notturna marchigiana vi sorprenderà sicuramente. Ad esempio, il "Casinò Le Palme", situato di fronte all'uscita Civitanova Marche dell'A14, è più di una semplice sala giochi: è un'esperienza moderna dove eleganza e adrenalina si incontrano in un ambiente sofisticato e accogliente. È l'ideale per chi desidera vivere il gioco in modo esclusivo, senza rinunciare al comfort.
E se cercate il massimo dell'intrattenimento, c'è "Paradise: Play, Drink & Food" a Jesi: la sala giochi più grande della regione offre slot VLT, poker Texas Hold'em e molto altro, in un'atmosfera vivace dove bere, giocare e divertirsi fino a tardi.
Senza dubbio, nelle Marche, ogni serata può trasformarsi in una mini-avventura adrenalinica, e forse anche in una ricompensa economica. Tuttavia, se preferite giocare comodamente da casa vostra, i casinò online sono l'opzione migliore per un divertimento semplice e immediato, senza inutili attese.
L’atmosfera dei casinò nelle Marche: stile, musica e accoglienza
Entrare in un casinò nelle Marche non significa soltanto tentare la fortuna ai tavoli: è immergersi in un’esperienza sensoriale completa, fatta di luci, suoni e accoglienza che trasformano una semplice serata in un ricordo speciale. L’atmosfera è curata in ogni dettaglio, dalle note della musica selezionata con gusto, al drink preparato con stile, fino al design che unisce eleganza e relax, a pochi passi dal mare Adriatico.
Il Casinò Le Palme incarna il lato più moderno e raffinato, con ambienti studiati per chi cerca un intrattenimento glamour e contemporaneo. Al Paradise, invece, si respira un’energia vivace: qui la passione per il gioco si mescola con la cucina marchigiana e con eventi musicali che rendono ogni serata unica.
Per chi ama vivere l’esperienza anche online, l’atmosfera dei casinò marchigiani trova un parallelo nel Xon.Bet casino, una piattaforma che riproduce quello stesso mix di stile, innovazione e divertimento, ma con la comodità del gioco digitale.
Personale attento, ambienti curati e un tocco modaiolo rendono le Marche un punto di riferimento per chi cerca emozioni dal vivo. Qui il gioco non è mai banale: diventa spettacolo, classe e soprattutto un momento da vivere da protagonista.
Le sale da gioco più popolari: dove andare e cosa aspettarsi
Nelle Marche il divertimento non dorme mai e le sale da gioco più popolari lo dimostrano ogni sera. Tra le mete imperdibili, come abbiamo visto, spiccano il Paradise di Jesi, con la sua energia travolgente e un mix irresistibile di slot, poker e cocktail da gustare tra una puntata e l’altra, e l’eleganza del Casinò Le Palme, un luogo dal grande fascino, dove ogni dettaglio è pensato per rendere indimenticabile l'esperienza di gioco, intesa nel suo senso più ampio.
Sempre a Civitanova Marche, troviamo anche il Casinò Planet Rich, una chicca per chi cerca un ambiente moderno, dinamico e con un’offerta di gioco che soddisfa ogni gusto. Dalle classiche slot machine alle nuove tecnologie, qui la parola d’ordine è divertimento senza fine.
Che tu sia un giocatore esperto o solo curioso di provare qualcosa di nuovo, queste sale offrono il perfetto equilibrio tra adrenalina, comfort e intrattenimento. Pronto a scoprire la tua preferita?
Alternative al casinò: locali con slot, poker e giochi elettronici
Non serve un casinò in grande stile per vivere una serata all’insegna del gioco e del divertimento: nelle Marche esistono tantissime alternative che uniscono atmosfera, svago e tecnologia. Se ami le slot, i giochi elettronici di carte e il poker - molto popolare nella regione, con tantissimi appassionati - qui puoi trovare il locale perfetto per divertirti in modo responsabile. Tra i luoghi cult dove l’intrattenimento è sempre acceso:
- Ad Ancona, il Timecity è una garanzia. Un locale moderno, accogliente e ricco di opzioni per ogni tipo di giocatore;
- A Fano, invece, il Gplanet si distingue per il suo ambiente dinamico e le postazioni sempre disponibili, a qualsiasi ora;
- Nel cuore della provincia di Macerata, il Royal Slot di Passo del Bidollo è il luogo ideale per una pausa ad alto tasso di adrenalina;
- Infine, a Pesaro, c'è il Las Vegas by Playpark, un vero tempio del gioco, con un’atmosfera vivace e tante possibilità per divertirsi e vincere.
Consigli per vivere un’esperienza di gioco sicura e responsabile
Giocare è un piacere, ma farlo con la giusta dose di consapevolezza rende l’esperienza ancora più bella. Nelle Marche, tra casinò eleganti e sale slot piene di vita, il divertimento va sempre di pari passo con la responsabilità.
Il primo consiglio? Pensa al gioco come a un intrattenimento, non come a un modo per guadagnare. Stabilisci un budget prima di iniziare e, soprattutto, rispettalo. Ricorda che nelle migliori sale, come quelle che abbiamo visto fino ad ora, troverai personale formato, pronto ad aiutarti e a fornire tutte le informazioni utili per un approccio al gioco sereno e responsabile.
Evita di giocare quando sei stanco o nervoso: il gioco deve essere un momento di svago, non uno stress aggiuntivo alla quotidianità. E se noti che il divertimento si sta trasformando in un'abitudine tutt'altro che sana, prenditi una pausa.
In fondo, il vero jackpot è saper vivere il gioco d'azzardo con il sorriso e con il giusto equilibrio. Ricorda, per una serata diversa, tra luci, giochi e un pizzico di fortuna, le Marche sanno sempre come sorprenderti: usa la testa.
Un segnale forte contro l’isolamento e un impegno concreto per la tutela dei diritti. Da oggi, giovedì 5 febbraio, il Comune di Sarnano potenzia i propri servizi di assistenza con l’attivazione stabile dello Sportello Antiviolenza presso il Centro per le Famiglie in via Benedetto Costa.
La novità principale riguarda la continuità del servizio: lo sportello non opererà più soltanto su chiamata, ma garantirà una presenza regolare ogni quindici giorni con un'operatrice qualificata. Questa trasformazione rappresenta un passo decisivo verso una maggiore accessibilità, permettendo di offrire risposte più tempestive alle donne del territorio che vivono situazioni di disagio o violenza.
Lo sportello si propone come un presidio essenziale di prevenzione, uno spazio sicuro e accogliente dove è possibile trovare ascolto senza giudizio. All'interno della struttura, le utenti possono ricevere informazioni sui propri diritti, supporto psicologico e un orientamento mirato verso i servizi di protezione. Il progetto è il frutto di una solida rete territoriale che vede collaborare l’Ambito Territoriale Sociale XV, l’ATS XVI, la Cooperativa Il Faro e l’Amministrazione comunale di Sarnano.
L'attivazione stabile invia un messaggio chiaro alla comunità: la violenza non deve restare invisibile e il sostegno istituzionale è una certezza. Rafforzare questi presidi significa infatti costruire una società più consapevole, solidale e capace di proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione.
Per quanto riguarda le modalità operative, lo sportello sarà aperto al pubblico tutti i giovedì mattina, dalle ore 10:00 alle 13:00. Per fissare un appuntamento e garantire la massima riservatezza, è possibile chiamare il numero fisso 0733 256487 oppure il cellulare 366 6701418.
La reperibilità telefonica è garantita il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9:00 alle 13:00, mentre il martedì e il giovedì gli operatori sono disponibili nella fascia pomeridiana, dalle 14:00 alle 18:00.
Una risposta concreta per i cittadini che si dedicano al fai-da-te e ai piccoli interventi di manutenzione domestica. A partire da oggi, giovedì 5 febbraio, il Comune di Macerata attiva una nuova modalità di conferimento per i rifiuti inerti presso il Centro di Raccolta di Fontescodella.
Il servizio, frutto di un accordo tra l’Amministrazione comunale e il Cosmari, è rivolto esclusivamente ai privati cittadini che effettuano lavori in proprio, senza l’ausilio di ditte o imprese professionali. Grazie a questa procedura, sarà finalmente possibile smaltire in modo regolare e sicuro piccoli quantitativi di materiali come laterizi, intonaco, mattonelle o vecchi sanitari dismessi.
Per garantire il pieno rispetto delle normative vigenti, il conferimento è stato regolamentato in modo rigoroso. L’accesso al centro per questa tipologia di rifiuti è consentito esclusivamente nella giornata di giovedì, nella fascia oraria compresa tra le ore 8:00 e le 13:00. Una volta giunti sul posto, i cittadini dovranno rivolgersi all'addetto presente che verificherà la regolarità dell'iscrizione alla TARI e la corrispondenza dei materiali rispetto a quanto dichiarato.
L'utente è tenuto a compilare una scheda dedicata per dichiarare la provenienza dei rifiuti e l'assenza di componenti pericolose, come l'amianto. Data la rilevanza legale di tali dichiarazioni, è obbligatorio allegare una copia del documento d’identità. Per quanto riguarda le quantità, il servizio prevede un limite massimo di cinque conferimenti l'anno per ogni nucleo familiare, con un peso che non deve superare i 30 chilogrammi per ogni singolo scarico.
L’attivazione del servizio nasce dalla volontà di andare incontro alle frequenti richieste dei residenti, come sottolineato dall'assessore all'Ambiente Laura Laviano: "Era un servizio che andava assolutamente attivato e che molti cittadini ci chiedevano. Abbiamo quindi concordato con COSMARI queste nuove modalità, per offrire una risposta concreta e regolamentata alle esigenze di chi effettua piccoli lavori in autonomia".
È ufficialmente aperto il nuovo bando per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata (ERP). Il Comune di Civitanova Marche ha dato il via alle procedure per l'aggiornamento della graduatoria, offrendo ai cittadini la possibilità di accedere ad abitazioni a canone agevolato. Le domande dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 14:00 del 6 aprile 2026, termine ultimo per partecipare a questa tornata di assegnazioni.
Il bando è riservato ai cittadini italiani, dell’Unione Europea o di Paesi terzi con regolare titolo di soggiorno, che abbiano la residenza o svolgano la propria attività lavorativa nel Comune di Civitanova Marche. Tra i requisiti fondamentali figurano la mancata proprietà di alloggi adeguati e il rientro nei limiti di reddito ISEE stabiliti dalla normativa regionale vigente. Per questa annualità, la presentazione delle istanze avverrà esclusivamente in modalità telematica, attraverso una piattaforma online accessibile tramite le credenziali SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Alla domanda dovrà essere allegata una nutrita serie di documenti necessari alla valutazione della posizione del nucleo familiare. Oltre all'attestazione ISEE e alla relativa dichiarazione DSU, i richiedenti dovranno presentare, dove necessario, eventuali provvedimenti esecutivi di rilascio dell'attuale alloggio come sfratti o ordinanze di sgombero, certificazioni di invalidità o handicap e documentazione fotografica che attesti eventuali condizioni oggettive di alloggio antigienico o inadeguato. La graduatoria finale sarà formulata sulla base di punteggi che tengono conto sia delle condizioni soggettive, come la presenza di minori, anziani o disabili, sia delle criticità abitative attuali dei richiedenti.
Per supportare i cittadini nella compilazione e nella presentazione delle istanze sulla piattaforma telematica, l’amministrazione ha previsto un servizio di assistenza gratuita presso la sede del CAF ACLI di Civitanova Marche, situata in Corso Umberto I, 162/A. Gli uffici sono aperti dal lunedì al sabato la mattina, con aperture pomeridiane nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì. Inoltre, per problemi di natura tecnica, è disponibile un numero dedicato attivo dal lunedì al venerdì. Tutte le informazioni dettagliate e il link di accesso al portale sono reperibili sul sito istituzionale del Comune di Civitanova Marche (clicca qui).
Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico di rigenerazione urbana e turistica di Pieve Torina. Hanno preso ufficialmente il via i lavori per la realizzazione di un ponte panoramico in località Roti, un’opera pensata per offrire a residenti e visitatori un punto di osservazione privilegiato sulla suggestiva cascata naturale formata dal fiume Chienti.
L'intervento non si limita alla sola struttura di collegamento, ma si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione dell'area. Oltre al ponte ciclo-pedonale, è prevista infatti la creazione di un nuovo parcheggio dedicato, capace di accogliere le auto di escursionisti e cittadini, migliorando così la fruibilità di un habitat già ricchissimo di biodiversità.
"Si tratta di un intervento volto alla valorizzazione del fiume e in particolar modo della cascata naturale che qui si forma", ha dichiarato il sindaco Alessandro Gentilucci. Secondo il primo cittadino, l'opera è parte integrante di una visione di rilancio che mette al centro il patrimonio ambientale: "Il ponte consentirà finalmente di poter osservare da vicino un’altra bellezza del nostro territorio, inserendosi in una strategia che vede nel contatto con la natura il suo punto di forza".
Con l'apertura di questo cantiere, Pieve Torina prosegue nel suo percorso di ricostruzione e rilancio post-sisma, puntando sulla vocazione "green" del comune. L'obiettivo dell'amministrazione è trasformare le risorse naturalistiche in volano economico, migliorando al contempo la qualità della vita di chi abita il borgo. Il nuovo percorso permetterà di inserire la cascata di Roti all'interno dei circuiti escursionistici locali, già molto apprezzati per la bellezza dei paesaggi e la cura dei sentieri.
Il processo di ricostruzione e tutela del patrimonio storico nel Maceratese segna un punto a favore della comunità di Tolentino. La Conferenza Permanente ha, infatti, espresso parere favorevole per l'intervento di riparazione del danno locale presso la chiesa del Sacro Cuore, situata in località Bura. L'edificio, che rappresenta un tassello fondamentale per la memoria collettiva della frazione, si avvia così verso un delicato cantiere di restauro e consolidamento.
La documentazione progettuale restituisce il ritratto di un edificio dalla storia centenaria: la posa della prima pietra risale al primo ottobre del 1895, mentre il completamento dell'opera avvenne nel 1901. La chiesa si presenta con un volume compatto a navata unica, affiancata da una torre campanaria e arricchita da un prezioso apparato decorativo.
All'interno, le pareti e la volta in camorcanna ospitano un complesso ciclo di pitture che spaziano dalle finte architetture alle grottesche, fino ai festoni floreali e agli stemmi simbolici. Di particolare pregio è la lunetta di fondo, dove spicca l'effige di Gesù Cristo Re circondata da una gloria di puttini.
Il progetto di recupero affronta con precisione le ferite strutturali emerse a seguito degli eventi sismici. Le lesioni individuate sulle murature esterne saranno trattate con interventi mirati, graduati in base alla gravità del danno, attraverso l'utilizzo di catenelle di mattoni e la tecnica del "cuci-scuci" per le parti più profonde. Parallelamente, la torre campanaria e gli angoli principali del corpo di fabbrica saranno rinforzati tramite una ristilatura armata dei giunti di malta, garantendo una maggiore solidità all'intera struttura.
Un aspetto centrale del restauro riguarda la gestione delle tensioni interne all'edificio. Le analisi tecniche hanno infatti individuato una criticità significativa nella presenza di elementi lignei di collegamento rigido tra la struttura della volta e le murature. L'osservazione delle lesioni sull'intradosso della volta ha confermato che proprio questi collegamenti rigidi hanno giocato un ruolo determinante nel danneggiamento durante le scosse.
Per questa ragione, il piano dei lavori prevede la rimozione definitiva di tali elementi, che verranno sostituiti da nuovi sistemi di connessione più idonei a garantire la corretta risposta elastica della chiesa, restituendo finalmente alla comunità della Bura il suo luogo di culto in piena sicurezza.
Quando la solidarietà chiama, Tolentino risponde con la forza di una rete capace di unire l'intero territorio. Si è rinnovato nei giorni scorsi il tradizionale appuntamento con la “Cena fraterna”, l’evento promosso dal coordinamento della Rete di associazioni di Tolentino Città per la Fraternità. Una serata che ha trasformato la convivialità in un gesto concreto di aiuto, registrando il "tutto esaurito" presso il ristorante Bellini.
L’obiettivo dell’edizione 2026 è stato il sostegno al progetto di animazione culturale “Un’età per stare insieme”, curato dall’Auser Circolo Il Girasole presieduto da Isa Vitaliani De Bellis. I fondi raccolti saranno destinati ad arricchire le giornate degli ospiti dell’Asp Civica Assistenza di Tolentino, garantendo momenti di svago, socialità e vicinanza a chi vive nella struttura cittadina.
La serata ha ribadito la capacità delle associazioni di "camminare insieme": una schiera composta da Admo, Avis, Cri, Aido, Scout, Legambiente e molte altre sigle (ben 19 in totale), che da anni rappresentano un punto di riferimento insostituibile per la comunità.
L’impegno di Tolentino non è passato inosservato fuori dai confini provinciali: la città ha infatti ricevuto nel 2025 la menzione speciale del Premio Chiara Lubich per la fraternità, a coronamento di un percorso iniziato nel 2009.
Alla cena, condotta da Carla Passacantando, hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali a testimonianza del forte legame tra Comune e Terzo Settore. Tra i presenti il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, il collega di Caldarola Giuseppe Fabbroni, il presidente del consiglio comunale Alessandro Massi e il presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti. Hanno preso parte all'evento anche Stefano Cardinali, presidente nazionale di Città per la Fraternità, e il coordinatore Silvio Minnetti, insieme all'ex sindaco Luciano Ruffini.
L’atmosfera è stata allietata dalle note dei musicisti Francesco Bartolozzi e Gigi Vasconcellli e dalla voce della cantante Marta Morroto. Un successo reso possibile anche grazie alla generosità dei partner locali, dall'Unione Montana a Pasta di Camerino e Annavini di Caldarola. Ogni anno, la "Cena fraterna" cambia obiettivo: dopo aver sostenuto il Gruppo Alzheimer e l'acquisto di buoni pasto per le scuole nelle scorse edizioni, quest'anno la luce è stata puntata sulla terza età, confermando che a Tolentino nessuno viene lasciato indietro.
La regione Marche apre le porte a una nuova stagione di cittadinanza attiva e formazione per le giovani generazioni. È stato infatti pubblicato il bando per la selezione di 392 operatori volontari da impiegare nei progetti di Servizio Civile Regionale per l'annualità 2026. L'iniziativa, sostenuta da una dotazione finanziaria che supera i 2,6 milioni di euro nell'ambito della programmazione europea PR FSE+ 2021/2027, punta a offrire un'opportunità concreta di crescita personale e professionale ai ragazzi del territorio.
I giovani selezionati saranno impegnati per un periodo di dodici mesi, con un orario settimanale di 25 ore distribuite su quattro o sei giorni a seconda del progetto scelto. Per l'attività svolta verrà riconosciuto un assegno mensile di 519,47 euro, comprensivo di copertura assicurativa e di un percorso formativo specifico volto a certificare le competenze acquisite durante l'anno di servizio.
L'assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Tiziano Consoli, ha sottolineato come questo bando rappresenti un pilastro fondamentale nelle politiche giovanili della giunta regionale. Secondo l'assessore, l'esperienza non va intesa soltanto come un atto di solidarietà verso la comunità, ma come una vera e propria tappa formativa capace di arricchire il bagaglio dei partecipanti con abilità immediatamente spendibili nel mercato del lavoro marchigiano.
Per poter accedere alla selezione è necessario avere un'età compresa tra i 18 e i 28 anni e risultare residenti o domiciliati nelle Marche. Tra i requisiti fondamentali figurano la cittadinanza italiana, comunitaria o il regolare permesso di soggiorno, lo stato di disoccupazione o inattività e l'assenza di condanne penali. La procedura di candidatura è interamente digitale e deve essere effettuata attraverso la piattaforma Siform2, utilizzando le proprie credenziali SPID, CIE o CNS, entro il termine ultimo del 27 febbraio 2026.
Ogni candidato potrà presentare una sola domanda per un unico progetto tra quelli approvati e pubblicati sul portale istituzionale. Una volta chiusi i termini, gli enti ospitanti daranno il via alle selezioni ufficiali, che prevedono una valutazione accurata dei titoli e un colloquio conoscitivo per individuare i profili più idonei. Per consultare l'elenco completo delle posizioni aperte e approfondire i dettagli dei singoli progetti, è possibile visitare il sito ufficiale del Servizio Civile regionale.
Si è svolto nella sede municipale del comune di San Severino Marche un vertice istituzionale di primo piano per fare il punto sul cronoprogramma della ricostruzione post-terremoto e affrontare alcune delle principali criticità infrastrutturali che ancora interessano il territorio settempedano. All'incontro hanno partecipato il sindaco Rosa Piermattei, il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e l'arcivescovo di Camerino-San Severino monsignor Francesco Massara, affiancati da uno staff di tecnici specializzati.
Il summit ha permesso di esaminare nel dettaglio la situazione di diversi edifici gravemente danneggiati dal sisma, con un focus sugli immobili di proprietà dell'Arcidiocesi e delle Fondazioni locali di cui il Comune è parte integrante. Si tratta di strutture vitali per l'identità sociale e culturale della città, per le quali il Commissario Castelli ha confermato la massima disponibilità nel supportare gli enti proprietari, garantendo un’accelerazione delle procedure amministrative per restituire questi spazi alla collettività nel minor tempo possibile.
Un altro tema centrale del vertice ha riguardato la viabilità strategica del territorio, con un’analisi approfondita del progetto relativo al ponte di via Merloni. L’infrastruttura è stata ufficialmente inserita nel quarto Piano stralcio Anas per il ripristino delle vie di comunicazione colpite dal terremoto. Durante il confronto è stato inoltre fornito un aggiornamento tecnico sull’intervento di recupero del ponte dell’Intagliata, ribadendo la volontà comune di procedere verso le fasi operative.
Il sindaco Rosa Piermattei ha espresso gratitudine per la proficuità del confronto, ricordando che San Severino presenta ancora ferite aperte che necessitano di risposte certe e che solo una stretta sinergia tra le istituzioni può sbloccare i cantieri fermi da troppo tempo. Sulla stessa linea il Commissario Castelli, che ha definito il lavoro di squadra con l'amministrazione e la Diocesi come un impegno costante volto a tradurre la disponibilità in fatti concreti, assicurando l’impegno della struttura commissariale nella semplificazione burocratica e nel reperimento delle risorse necessarie.
Il collegamento tanto atteso tra le sponde del Chienti è finalmente diventato visibile. È iniziato ufficialmente questa mattina il montaggio dei primi due conci metallici del nuovo ponte ciclopedonale che unirà Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio. Si tratta di due colossi d'acciaio, ciascuno lungo 23 metri e dal peso di 43 tonnellate, che rappresentano il cuore pulsante di un’opera destinata a cambiare il volto della mobilità dolce nel litorale fermano-maceratese.
Il ponte, una volta ultimato, avrà una lunghezza complessiva di 175 metri e una larghezza di cinque. La struttura poggia su pile già edificate, fatta eccezione per quella centrale nell’alveo del fiume, la cui realizzazione è subordinata all’abbassamento del livello dell’acqua. Complessivamente i conci metallici saranno otto: sette sono già pronti per la posa, mentre l'ultimo è attualmente in fase di produzione. Per design e tecnica costruttiva, l’opera sarà la "gemella" del ponte già realizzato sul fiume Cesano, al confine tra le province di Ancona e Pesaro Urbino.
Al momento della posa era presente un folto schieramento di autorità regionali e locali. In prima fila l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, accompagnato dal sindaco di Porto Sant'Elpidio Massimiliano Ciarpella, il vice Andrea Balestrieri e gli assessori civitanovesi Roberta Belletti e Maria Laura Bracalente. Presenti anche la senatrice Elena Leonardi e i consiglieri regionali Putzu, Marcozzi, Borroni e Marinelli.
"Parliamo di un’infrastruttura spettacolare, un vero fattore di sviluppo per l’economia e il turismo della nostra regione - ha dichiarato entusiasta l'assessore Baldelli durante il sopralluogo -. È un’opera iconica della Ciclovia Adriatica, inserita nel Piano Marche 2043. Questo ponte permetterà di percorrere il litorale senza interruzioni e in piena sicurezza, offrendo una vista mozzafiato sul mare".
Un dettaglio non trascurabile riguarda l'economia del territorio: "Tutte le aziende impiegate nella costruzione sono marchigiane", ha sottolineato Baldelli, definendo la competenza delle maestranze locali "un motivo di vanto". L'investimento complessivo è di 4,5 milioni di euro. Se il cronoprogramma verrà rispettato, i turisti e i cittadini potranno attraversare il Chienti a piedi o in bici già entro l'inizio della prossima estate.
Prosegue il percorso di accessibilità della Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti” di Civitanova Marche, con l’installazione del nuovo servoscala che permette alle persone con difficoltà motorie di accedere al piano superiore della struttura, superando una barriera architettonica storica. L’opera, realizzata con un investimento complessivo di circa 8 mila euro, si inserisce in un percorso di miglioramento dell’accessibilità dello spazio culturale, già avviato lo scorso anno con l’inaugurazione della nuova targa esterna e della segnaletica interna della biblioteca.
“Il nuovo servoscala - ha detto il Sindaco Fabrizio Ciarapica - permette il trasporto sicuro delle persone al piano superiore, rendendo la biblioteca pienamente fruibile e confermandone il ruolo di luogo aperto, inclusivo e attento alle esigenze di tutti. L’abbattimento delle barriere architettoniche non è solo un adempimento tecnico, ma una scelta di civiltà che qualifica la nostra comunità e rafforza il valore pubblico dei luoghi della cultura”.
Lo scorso anno, infatti, la Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti” è stata protagonista di un importante intervento di valorizzazione identitaria e funzionale, con l’inaugurazione della nuova targa esterna, realizzata da Michael Rocchetti, in arte Maicol&Mirco, fumettista e disegnatore italiano, vincitore di numerosi riconoscimenti nel campo delle arti visive e docente presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, e della segnaletica interna di orientamento. Sulla targa è riportata la frase “Leggere serve anche a chi non sa leggere”, un messaggio di forte impatto simbolico che racconta la missione inclusiva della biblioteca come spazio di conoscenza aperto a tutti. La segnaletica interna, ideata dagli alunni delle scuole secondarie di primo grado di Civitanova Marche durante una serie di laboratori pratici, è stata progettata su supporti in plexiglass che consentono la rotazione dei 381 disegni realizzati dagli studenti, rendendo la biblioteca un ambiente dinamico, partecipato e capace di stimolare la lettura e l’interazione tra generazioni.
“L’installazione del servoscala completa oggi un percorso iniziato lo scorso anno, che ha visto la biblioteca rinnovarsi non solo nell’immagine ma anche nella sua capacità di accogliere davvero tutti – dice la Presidente della Biblioteca, Paola Aggarbati - Accessibilità, partecipazione e dialogo tra generazioni sono i pilastri su cui stiamo costruendo il futuro della Biblioteca Zavatti”.
Nella notte tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, Macerata si è svegliata con il cuore rivolto a otto anni fa, a quel crimine atroce che ha segnato per sempre la storia della città e dell'Italia intera. Una delegazione di giovani, insieme ad Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, si è ritrovata nel luogo più simbolico e doloroso della vicenda: quel palazzo di via Spalato che, secondo i partecipanti, sembra essere diventato un tabù per la memoria istituzionale cittadina.
Il gesto simbolico della notte scorsa ha voluto rompere un silenzio giudicato "inquietante". In una nota diffusa dal gruppo, la critica verso le amministrazioni che si sono susseguite è frontale: "Siamo qui per lanciare un segnale e un invito alle istituzioni". Sebbene ogni anno venga organizzata una cerimonia ufficiale ai Giardini Diaz, i giovani la percepiscono come un atto formale svuotato di vera partecipazione. "Organizzare un ricordo alle 11:30 di un giorno lavorativo, senza preavviso alla cittadinanza, significa voler mantenere una facciata pulita senza alimentare un vero ricordo collettivo", si legge nel duro comunicato.
Il racconto di chi è sceso in strada descrive una ferita ancora aperta ma spesso ignorata: "Davanti al palazzo dove Pamela incontrò i suoi 'orchi', le tapparelle si abbassano e gli sguardi si voltano. Ci è stato detto che la gente vuole voltare pagina, che parlarne svaluta il valore degli immobili". Per i ragazzi, assecondare questo atteggiamento spostando le celebrazioni lontano dal luogo del delitto è un errore profondo: "Assecondare questo silenzio omertoso è un errore profondo. Un silenzio che abbiamo deciso di rompere ancora una volta, esponendo il nostro striscione in quel maledetto posto".
Richiamando le parole del prefetto Giovanni Signer, secondo cui la sicurezza si alimenta coltivando la coscienza dei singoli e non solo con uno "stato di polizia", i giovani lanciano un ultimo, accorato appello: "Pamela, quella notte, ha incontrato persone che invece di aiutarla hanno scelto di approfittare della sua fragilità. Oggi, non possiamo permettere che la città continui a girarsi dall’altra parte".
Come ampiamente prevedibile, il prode generale Vannacci, autore del fortunato e controverso best seller "Il mondo al contrario", ha depositato il simbolo e il nome del suo nuovo movimento. Si chiama "Futuro nazionale" e presenta le classiche sfumature della destra bluette neoliberale.
Che vi fosse aria di divorzio tra il generale e la Lega del ruspante Salvini (dico ruspante perché lo ricordiamo a bordo della ruspa) era evidente ormai da tempo. Molte delle posizioni del Vannacci erano in effetti ormai incompatibili con quelle del Carroccio, anzitutto l'opposizione del generale rispetto al continuo invio sciagurato di armi all'Ucraina del guitto di Kiev.
Che cosa accadrà realmente, se il generale fonderà un proprio partito e attuerà la secessione dalla Lega? Sparirà il generale o sparirà la Lega? Sembra non trascurabile il consenso del generale, un consenso che forse potrebbe generare uno smottamento nel partito di Salvini, oltretutto in caduta libera nei consensi per l'evidente tradimento delle proprie premesse e delle proprie promesse, in primo luogo l'antica opposizione all'Unione Europea e la antica vicinanza alla Russia.
Se la fondazione del partito di Vannacci rappresentasse realmente un colpo al partito di Salvini e a quello della Meloni – partiti sistemici al cento per cento – sarebbe indubbiamente una buona cosa. Ma non pensiamo affatto che il generale rappresenti un'alternativa: rappresenta invece l’eterno ritorno del medesimo, voglio dire dell'ordine neoliberale egemonico a destra come a sinistra.
Molti si ostinano scioccamente a dire che il generale è fascista: in realtà è un liberista classico, che riconosce la superiorità dell'economia sulla politica, del mercato sullo Stato, proprio come Meloni, Salvini e Schlein. Per non tacere, poi, della vannacciana vicinanza a Israele e della sua conseguente opposizione alle ragioni del popolo palestinese.
I limiti macroscopici delle tesi espresse nel best seller "Il mondo al contrario" li ho evidenziati a più riprese in passato. In sintesi, è nel vero Vannacci, allorché sostiene che viviamo in un “mondo al contrario”. E però egli omette di evidenziare quali sono i due pilastri del mondo al contrario, dai quali derivano le altre contraddizioni dell’esistente: il capitalismo globalizzato e l’imperialismo statunitense.
Se si accettano questi due punti, allora si è parte del mondo al contrario che pure si dice di voler contestare. Ed è appunto ciò che accade, volens nolens, al Vannacci, liberista e atlantista.
Del resto, il generale ha apertamente sostenuto una prospettiva liberale, riconoscendo l’importanza del mercato e di fatto negando che esso possa coincidere con il mondo al contrario. Di fatto, egli ha difeso l’idea del trickle down o sgocciolamento: facendo crescere la ricchezza, il mercato lascia sgocciolare verso il basso quote di ricchezza quote di ricchezza.
Si tratta di un mantra del pensiero neoliberale, un mantra che però è intrinsecamente falso: se di sgocciolamento vogliamo parlare, nella società capitalistica, allora dobbiamo riconoscere che è in atto uno sgocciolamento inverso, tale per cui dai più poveri le gocce di ricchezza salgono verso i piani alti, poiché il capitalismo sta strutturalmente impoverendo la base per arricchire il vertice, come peraltro dimostrato scientificamente da quanto accaduto con la crisi economica del 2007 e con il salvataggio delle banche con i soldi dei cittadini.
Insomma, con il generale Vannacci ci ritroviamo dinanzi all'eterno ritorno del medesimo, ossia del Partito Unico fintamente articolato del capitale, che trova sempre gonzi e citrulli pronti a credere che il partitino di volta in volta emergente rappresenti la novità e l'alternativa, quando in realtà si tratta sempre della solita alternanza che nega ogni reale alternativa.
Già si vedono torme di gonzi, citrulli e militonti che si esaltano per il possibile partito del Vannacci come alternativa all'ordine dominante: vulgus vult decipi, ergo decipiatur. Non siamo andati poi molto più in là rispetto alla caverna di Platone.
Unire la promozione del territorio alla solidarietà concreta: è questo l'obiettivo centrato ancora una volta dalla shopper "Esplora Tolentino". In occasione della festa di San Giovanni Bosco, si è svolta una cerimonia breve ma intensa per la consegna dei proventi ricavati dalla vendita della borsa celebrativa, destinati interamente all'oratorio cittadino.
L’incontro, moderato da Solidea Vitali, ha avuto luogo in uno spazio dedicato ai più piccoli, simbolo di quel luogo dove - come sottolineato durante gli interventi - si educa quotidianamente "con il cuore". Alla consegna del ricavato hanno partecipato Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della Regione Marche, don Ariel, l'ideatore dell'iniziativa e titolare della Linotype Gionata Del Pupo, ed Edoardo Mattioli, presidente della Pro Loco TCT.
Grazie alla sinergia tra numerosi collaboratori e al sostegno di diversi sponsor privati, la raccolta ha raggiunto la cifra di 1.000 euro. Quella che era nata come una strenna natalizia si è dunque trasformata in un aiuto tangibile per la comunità. "Come insegnato da San Giovanni Bosco, qui cerchiamo di educare con il cuore e con il sorriso. Siamo grati per questo gesto importante", ha dichiarato con emozione don Ariel, accogliendo la donazione.
Anche Silvia Luconi ha voluto rimarcare l'importanza del supporto del mondo adulto verso le nuove generazioni, evidenziando il ruolo fondamentale delle famiglie e di centri educativi vitali come gli oratori. Dal canto suo, Gionata Del Pupo ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo alla riuscita del progetto, confermando di essere già al lavoro per una nuova iniziativa solidale a beneficio della città.
“Saggio è colui che sa di non sapere”: il filosofo greco Socrate, con queste parole, si rivolgeva a tutti quegli individui che, con l’illusione di conoscere tutto, credevano di avere ogni certezza. Invitava loro ad abbandonare le convinzioni con cui erano cresciuti e a ricercare, invece, la vera conoscenza con curiosità ed approfondimento.
Soltanto chi dubita del proprio sapere è spinto ad indagare.
Nell’attuale società, che si nutre di sicurezze preconfezionate e dove ogni affermazione contiene in sé la presunzione di verità, ci viene chiesto di liberare la mente dai pregiudizi, per cogliere il reale nella sua complessità. Oggi le nostre conoscenze sono fondate su informazioni, a volte superficiali, provenienti dai social, che diffondono notizie frammentate di cui spesso non si conosce la fonte e quindi l’attendibilità.
Molte nozioni vengono inoltre alterate dai Bias Cognitivi, che producono una visione parziale della realtà. Al riguardo, approfondiamo per comprendere meglio.
Cos’è un Bias Cognitivo?
Sono errori mentali “evoluti” che aiutano a prendere decisioni rapide in contesti incerti, portando però a valutazioni imprecise. È una scorciatoia mentale inconscia, con cui il cervello costruisce una realtà soggettiva basata su poche informazioni disponibili.
I social fanno leva proprio su questi Bias per creare una sorta di aggancio. In particolar modo viene utilizzato il Bias di conferma.
Come si comporta il Bias di Conferma?
Si parte da una convinzione personale e, invece di analizzarla con spirito critico, cerchiamo solo le informazioni che confermano la nostra credenza, trascurando quelle che la confutano.
Cosa succede sui social media?
I nostri like, scroll e condivisioni istruiscono l’algoritmo che ci mostrerà notizie in linea con i nostri punti di vista, rafforzando i preconcetti e facendoci perdere una visione completa della realtà. Di conseguenza, l’individuo rimane sempre più radicato nella propria polarità e meno propenso a un confronto costruttivo.
L’algoritmo amplifica i nostri bias di conferma, avvolgendoci in una bolla informativa che porta a:
- ricevere contenuti che rinforzano la nostra opinione
- vedere opinioni opposte non per conoscere, ma per screditarle.
In questo contesto diventa fondamentale mettersi in discussione e privilegiare una ricerca di conoscenza verticale, più profonda, rispetto a quella orizzontale e superficiale. Se osservassimo il mondo senza pregiudizi, potremmo cogliere sfumature che una mente condizionata non riesce a vedere.
Ammettere con umiltà la propria ignoranza alimenta curiosità, ascolto e creatività nella ricerca di nuove soluzioni. Ci spinge a reinventarci con flessibilità, senza paura del cambiamento.
Il desiderio di oltrepassare i propri limiti è più importante della conoscenza in sé. In un mondo veloce e imprevedibile, adattabilità e apertura all’apprendimento restano le vere chiavi del successo.
CAMERINO – La macchina organizzativa della Corsa alla Spada e Palio ha ufficialmente scaldato i motori in vista della sua 45ª edizione, puntando tutto sul rigore scientifico e sulla fedeltà storica. Sabato 31 gennaio, la Sala consiliare del Comune di Camerino ha ospitato una giornata di formazione d'eccezione dedicata all'approfondimento della moda e della vita quotidiana del secondo Quattrocento.
L'evento, nato dalla stretta collaborazione tra l'Associazione Corsa alla Spada e Palio, i Terzieri Sossanta, Di Mezzo e Muralto e il gruppo delle Soavi Allegrezze dei Da Varano, è stato condotto da Federico Marangoni, stimato Reenactment Advisor a livello nazionale. "La giornata formativa è stata pensata come un momento di confronto e crescita per le varie anime della nostra rievocazione storica, per i costumisti e i responsabili del corteo" ha spiegato la presidente dell'Associazione, Donatella Pazzelli. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: "Elevare il livello qualitativo e scientifico della rievocazione, nel rispetto delle fonti storiche e iconografiche".
Federico Marangoni, specialista nello studio della cultura materiale e dell'abbigliamento tra tardo Medioevo e Rinascimento, ha guidato gli addetti ai lavori attraverso le complesse metodologie della ricostruzione filologica. Il suo contributo è stato fondamentale per fornire strumenti pratici a chi, ogni anno, lavora dietro le quinte per rendere autentico il grande corteo storico di maggio.
Questa attività seminariale rappresenta solo il primo passo di un percorso che coinvolgerà l'intera cittadinanza. Accanto alla formazione per gli specialisti, è stato infatti annunciato un incontro aperto al pubblico che si terrà durante i giorni clou della manifestazione, in programma a Camerino dal 13 al 24 maggio 2026. Sarà un'occasione imperdibile per avvicinare visitatori e residenti ai segreti della vita quotidiana del XV secolo.
Con questa iniziativa, la Corsa alla Spada e Palio ribadisce il proprio impegno non solo come momento di spettacolo, ma come vero e proprio centro di ricerca e divulgazione culturale. La sinergia tra i Terzieri e le Soavi Allegrezze conferma la volontà di offrire una rievocazione che sia, prima di tutto, consapevole e autentica.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla responsabilità professionale e, nello specifico, a quella a seguito di un atto di compravendita.
Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Civitanova Marche che chiede: “È responsabile il notaio che omette di verificare la proprietà dell’abitazione oggetto di compravendita?”
Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione molto delicata, su cui ha avuto modo recentemente di pronunciarsi il Tribunale di Salerno, in merito ad una causa nella quale l'attore aveva acquistato nel 2005 un box auto, con atto di compravendita rogato da un notaio, sulla base delle dichiarazioni di proprietà rese dalla società venditrice.
Successivamente, era stato convenuto in giudizio dalla reale proprietaria del bene, che otteneva con sentenza del 2014 la declaratoria di inefficacia della vendita, con conseguente obbligo di rilascio del box e condanna dell'acquirente alle spese di lite.
Ricevuta la notifica della sentenza e del precetto, l'acquirente rilasciava l'immobile nel 2015 e agiva quindi nei confronti del notaio per responsabilità professionale, chiedendo il ristoro del prezzo corrisposto, delle spese di giudizio e del maggior danno da ritardo, fondando la domanda sull'inadempimento del contratto d'opera professionale ex art. 1176 c.c. e sulla violazione dei doveri di diligenza nell'accertamento della titolarità del bene.
Sul piano dei doveri professionali, il Tribunale richiama un consolidato orientamento della Cassazione secondo cui il notaio rogante una compravendita immobiliare è tenuto non solo a recepire la volontà delle parti, ma anche a svolgere tutte le attività preparatorie e successive necessarie ad assicurare il conseguimento del risultato tipico del contratto, incluse le visure catastali e ipotecarie per accertare la proprietà del bene e l'assenza di vincoli.
La fonte di tale obbligo è da individuare nel combinato disposto degli artt. 2913 c.c. e 28 della legge notarile, negli artt. 4 e 14 del d.P.R. n. 640/1972, nonché, oggi, nella clausola generale di buona fede oggettiva e correttezza ex artt. 1175 e 1374 c.c., che integra il contenuto della prestazione professionale.
Il giudice ribadisce che l'attività del notaio non è limitata alla mera redazione dell'atto, ma si estende alle verifiche necessarie per assicurare che il trasferimento sia effettivo e opponibile, qualificando tali controlli come parte integrante dell'obbligazione professionale, salvo espresso esonero per iscritto, giustificato da concrete esigenze delle parti.
Nella specie, non risultava alcuna clausola di esonero, né era stato allegato un contesto di urgenza che potesse giustificarlo; il notaio si era limitato a recepire le dichiarazioni dell'alienante circa la proprietà del bene, senza alcuna verifica documentale idonea a scongiurare il rischio di vendita di cosa altrui.
Accertata la natura di vendita di cosa altrui e la successiva declaratoria giudiziale di inefficacia dell'atto, il Tribunale afferma la responsabilità contrattuale del notaio per inadempimento, escludendo che la concorrente responsabilità negoziale del venditore possa valere ad elidere o ridurre l'obbligo risarcitorio del professionista verso il cliente.
Pertanto, in linea con la più recente giurisprudenza di legittimità ed in risposta alla domanda del nostro lettore, si può affermare che: "È responsabile il notaio che omette di svolgere tutte le attività preparatorie e successive necessarie ad assicurare il conseguimento del risultato tipico del contratto" (Trib. Salerno, Sez. II, sentenza n. 17 del 02.01.2026).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.