Con l’inaugurazione ufficiale, ha preso il via da oggi (sabato 13 giugno, ndr) la nuova vita del Parco dei Torrioni di Recanati.
Il sito architettonico del XV secolo ha visto nel pomeriggio il taglio del nastro ufficiale, dopo poco più di un anno dall’inizio dei lavori, accompagnato da una grande festa con eventi e iniziative pensate per valorizzarne la storia e il suo futuro utilizzo come luogo di ritrovo per grandi e piccoli nel cuore del Rione Mercato.
Al restauro conservativo delle mura sforzesche, infatti, ottenuto grazie alla partecipazione ad un bando pubblico regionale, si sono affiancate progettualità e servizi per rendere il sito vivo a favore della cittadinanza recanatese, tra nuovi attrezzi per il fitness, gance di bocce rinnovate e persino un piccolo anfiteatro per eventi culturali.
La Giunta comunale della Città di San Severino Marche ha approvato il progetto esecutivo relativo a una serie di interventi sulla rete di pubblica illuminazione che interesseranno diverse aree del territorio, dal centro abitato alle zone monumentali e periferiche.
L’operazione prevede un investimento complessivo di 88.900 euro. Il piano, redatto dai tecnici dell’Ufficio Lavori Pubblici, si articola in cinque macro-interventi finalizzati a rispondere alle esigenze emerse sul territorio, con opere che spaziano dall’efficientamento energetico e dal relamping alla valorizzazione dell’area di Castello al Monte, fino alla realizzazione di una nuova linea di illuminazione in viale Mazzini e all’installazione di nuovi punti luce in via Ponte Sant’Antonio e nel giardino pubblico di via Monte Cucco.
Per quanto riguarda l’efficientamento energetico e il relamping, saranno completati i lavori in alcune zone del centro urbano già interessate negli anni scorsi da interventi di riqualificazione. Nello specifico, le opere riguarderanno via Madonna dei Lumi, via San Francesco e l’area del palazzetto dello sport “Albino Ciarapica”.
Un intervento di particolare rilievo interesserà il complesso di Castello al Monte, dove è previsto il rifacimento e il restyling dell’illuminazione monumentale, con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente uno dei luoghi più suggestivi dal punto di vista storico e paesaggistico della città.
In viale Mazzini sarà invece realizzato un nuovo impianto di illuminazione nel tratto prospiciente l’Istituto “Don Orione”, edificio destinato a essere demolito nell’ambito degli interventi di ricostruzione post sisma. L’opera consentirà di aumentare i livelli di sicurezza per pedoni e automobilisti.
Il progetto prevede inoltre il potenziamento dell’illuminazione pubblica in via Ponte Sant’Antonio e l’installazione di un nuovo punto luce all’interno del giardino di via Monte Cucco, migliorando così la fruibilità e la sicurezza dello spazio verde anche nelle ore serali.
Con questo piano di interventi l’Amministrazione comunale punta a rendere più efficienti gli impianti esistenti, migliorare la sicurezza urbana e valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico cittadino.
Dal 11 luglio al 9 agosto, la Palazzina del Lido Cluana, uno dei luoghi simbolo di Civitanova Marche, ospiterà un progetto inedito. Per la prima volta la struttura accoglierà il Cluana HUB, uno spazio creativo, culturale e di confronto gestito interamente dai ragazzi dell’associazione culturale CB Culture.
L’iniziativa, realizzata in sinergia con il Comune di Civitanova Marche e con il supporto del Banco Marchigiano, trasformerà la Palazzina del Lido Cluana in un laboratorio aperto dove istituzioni, imprese, comunità e nuove generazioni potranno incontrarsi e dialogare. Il progetto è stato presentato ufficialmente presso il Dune Chalet alla presenza di partner, sponsor, rappresentanti delle istituzioni e della stampa.
“La scelta di affidare la Palazzina del Lido Cluana a un'associazione giovanile rappresenta un segnale concreto di fiducia verso le nuove generazioni e verso la loro capacità di portare idee, entusiasmo e innovazione – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica –. Vogliamo che i giovani siano protagonisti attivi del presente e del futuro di Civitanova Marche. Sono certo che questa esperienza saprà lasciare un segno positivo, diventando un punto di riferimento per tanti ragazzi e un'opportunità di arricchimento per tutta la città”.
Il calendario delle attività prevede talk, workshop, proiezioni cinematografiche, sessioni di karaoke e open console, oltre a incontri dedicati a temi di grande attualità come l’educazione finanziaria e sessuale, il rapporto con gli schermi digitali, la moda, la sostenibilità, la musica e la creatività locale.
“Insieme al sindaco abbiamo accolto con grande entusiasmo la proposta del Cluana HUB, che interpreta perfettamente la nostra visione di un turismo culturale partecipativo – afferma l’assessore al Turismo Mara Orazi –. Questo spazio si propone come una vera officina di crescita civica, capace di coniugare momenti di intrattenimento e confronto con una profonda riflessione su temi sociali attuali. Ringrazio tutti i ragazzi per l’impegno, la serietà e la grande voglia di mettersi in gioco nel costruire un’offerta culturale così ricca e strutturata. Siamo orgogliosi di accompagnarli in questo percorso e certi che il Cluana HUB diventerà un punto di riferimento per l’estate civitanovese”.
L’obiettivo di CB Culture è andare oltre il semplice calendario di appuntamenti, dando vita a un vero e proprio presidio di sperimentazione culturale e sociale.
“La scelta della Palazzina del Lido Cluana assume per noi un valore centrale – spiegano i ragazzi di CB Culture –. Si tratta di uno spazio legato alla storia della nostra città che vogliamo attivare con contenuti contemporanei e accessibili. Immaginiamo l’HUB come un punto di connessione tra giovani, istituzioni e imprese, un’occasione per dimostrare che anche da un gruppo giovane possono nascere progetti strutturati e capaci di generare valore. Ringraziamo il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’assessore Mara Orazi, il Banco Marchigiano e il Dune Chalet per l’ospitalità”.
Il Cluana HUB si inserisce nella programmazione 2026 di CB Culture e fungerà da presidio quotidiano durante l’estate, accompagnando il percorso che culminerà con il ritorno del Cluana Festival, che quest’anno si svolgerà su due giornate e rappresenterà il momento centrale dell’attività culturale dell’associazione.
L’iniziativa si propone come uno spazio aperto alla partecipazione e alla condivisione di idee, contribuendo a rafforzare il ruolo dei giovani nella vita culturale della città e ad arricchire l’offerta estiva di Civitanova Marche.
Anche in questi mesi Li Matti de Montecò hanno arricchito l’anno scolastico a Sant’Elpidio a Mare, portando nelle classi il progetto “Marche, musica in movimento”.
Grazie alla collaborazione con le maestre dell’ISC – Plesso Della Valle di Casette d’Ete, i membri del gruppo folk hanno vestito anche i panni degli insegnanti, proponendo agli alunni delle prime e seconde elementari un percorso ancora più ampio rispetto al passato. Non solo balli della tradizione, ma anche lezioni di dialetto e di canto, con i piccoli studenti che hanno imparato, memorizzato e cantato i brani appartenenti alla cultura dei nostri nonni e bisnonni.
L’associazione di Montecosaro da anni dedica particolare attenzione alle nuove generazioni, con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare le tradizioni popolari, evitando che il progresso tecnologico e i ritmi della modernità facciano dimenticare il patrimonio culturale del territorio.
Quest’anno Li Matti de Montecò, nell’ambito della propria attività didattica, hanno puntato anche sulle pubblicazioni dedicate alla cultura popolare marchigiana. Tra queste, il libro “Un salto nel Folklore” di Giaconi Editore, un viaggio alla scoperta delle nostre radici attraverso i ritmi dei canti e dei balli che scandivano lo scorrere delle stagioni; “Giochi senza tempo e senza corrente” di Miriam La Maestra, raccolta dei 50 giochi più divertenti della tradizione marchigiana; e i “Quaderni del Consiglio” della Regione Marche.
Non sono mancati momenti di ascolto dedicati alla musica popolare, con la proposta di diversi tipi di saltarelli marchigiani e canzoni della tradizione come “Semo de Montecò e tanto basta, portemo lo cappello a mezza testa”, “Racconti di un tempo… 10 anni di Folklore” e “Il ritmo della tradizione”.
Un percorso educativo che continua a unire musica, storia, identità e partecipazione, trasmettendo ai più giovani il valore delle tradizioni popolari marchigiane.
In occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, che si celebra in tutto il mondo il 14 giugno, l'Avis Comunale di Tolentino rinnova il proprio impegno per la sensibilizzazione alla cultura della donazione con un gesto simbolico ad alto impatto visivo.
A partire dalla serata di sabato 13 e domenica 14 giugno la storica fontana sita in Via della Pace, da sempre punto di riferimento e simbolo della sezione Avis cittadina, si illuminerà interamente di rosso.
L'iniziativa, realizzata anche grazie al Comune di Tolentino, vuole essere un duplice omaggio: da un lato un immenso "grazie" a tutti i donatori che, con il loro gesto anonimo, gratuito e associato, salvano vite ogni giorno; dall'altro, un invito luminoso e visibile a tutta la cittadinanza, in particolare ai più giovani, a compiere questo fondamentale atto di solidarietà.
La carenza di sangue ed emocomponenti, specialmente con l'arrivo della stagione estiva, rappresenta una sfida costante per il sistema sanitario. Avis Tolentino coglie l'occasione di questa Giornata Mondiale per ricordare che donare è semplice, sicuro e fa bene anche a chi dona, grazie ai controlli medici periodici.
Un ringraziamento particolare va ai super-donatori che, instancabili nel dono e generosi nel mettersi a disposizione, hanno contribuito fino ad oggi con il loro lavoro e la loro professionalità a valorizzare la fontana simbolo di Avis, rendendo ancora più significativo questo gesto di comunità.
Per informazioni su come diventare donatori, è possibile contattare l'Avis Comunale di Tolentino scrivendo a tolentino.comunale@avis.it.
Domenica 14 giugno, a San Severino Marche, torna l'atteso appuntamento con la "Camminata per la Vita", l'importante marcia di solidarietà e sensibilizzazione, giunta alla quarta edizione, promossa dall’associazione "Lo Scrigno della Gioia" e ideata dal professor Giammario Borri.
L'iniziativa, che gode del patrocinio dell'amministrazione comunale, nasce con il duplice e nobile obiettivo di onorare la memoria delle vittime della strada e di promuovere un'autocoscienza responsabile alla guida, rivolgendosi in modo particolare ai giovani e ai neopatentati.
La manifestazione, diventata ormai un punto di riferimento per l'intera comunità settempedana, propone un cammino collettivo arricchito da momenti di condivisione e riflessione, per ricordare l'assoluto valore della vita e l'importanza del rispetto delle regole e del senso civico quando ci si trova al volante.
L'evento è aperto alla partecipazione di tutta la cittadinanza, delle famiglie, dei ragazzi e delle associazioni locali.
Il tragitto cittadino si svilupperà secondo il seguente programma: alle ore 9 ritrovo dei partecipanti in piazza del Popolo, mentre alle ore 9.15 è prevista la partenza del corteo con uscita da via Ercole Rosa. Il serpentone solidale attraverserà viale Bigioli, via Matteotti, viale Mazzini, per poi immettersi sul cavalcavia San Michele, proseguire su viale Varsavia, via Divini, viale della Resistenza, via Puccitelli e giungere per una prima sosta nell'area verde dei giardini del rione Settempeda.
Davanti alla chiesa della Pieve si terrà un momento centrale dedicato a letture, testimonianze e riflessioni sul tema della sicurezza stradale. Sarà inoltre allestito un punto di ristoro per tutti i camminatori.
Alle ore 11.15 è prevista la ripartenza del corteo, che proseguirà lungo via Padre Giuseppe Zampa, viale Varsavia, via Brodolini, via Mattei, viale Europa, via Gorgonero, ponte Taborro, piazzale Luzio, via di Contro e via Caccialupi, fino all'arrivo e alla conclusione ufficiale in via D'Alessandro.
L'assistenza sanitaria lungo tutto l'itinerario sarà costantemente garantita dal personale e dai mezzi della Croce Rossa Italiana, mentre l'organizzazione provvederà alla distribuzione di acqua e viveri ai partecipanti.
L'Amministrazione comunale e gli organizzatori invitano calorosamente tutta la cittadinanza a unirsi a questo cammino, stringendosi attorno ai familiari delle vittime e facendosi portatori di un messaggio vitale: “La vita è un dono: non spezzarla sulla strada”.
È di nuovo percorribile il tratto di strada "Crinacci" a Matelica. Danneggiata più volte dalle intemperie e dal maltempo, era rimasta chiusa per mesi per permettere i lavori di sistemazione. Dopo tanti disagi, è finalmente stata riaperta al transito.
“Con grande soddisfazione grazie all’impegno e al lavoro di tutti abbiamo riaperto il tratto di strada ‘Crinacci’ – ha commentato il sindaco Denis Cingolani –. Grazie alla ditta esecutrice dei lavori, al nostro UTC, agli operatori esterni, alla Polizia Locale e soprattutto ai nostri concittadini per la grande pazienza e sopportazione di questi mesi. Questa è Matelica, una città viva e dinamica che nonostante tutto cerca sempre di sistemare al meglio le diverse problematiche, affrontandole il più rapidamente possibile”.
ROMA – Il modello marchigiano di resilienza idrica approda nella capitale e si propone come riferimento europeo per la gestione delle infrastrutture strategiche. È l’Anello acquedottistico antisismico dei Sibillini, protagonista del convegno internazionale “A prova di terremoto”, promosso da CIIP S.p.A. insieme al Comitato Italiano One Water, al BIM Tronto, alla Fondazione Earth and Water Agenda e al Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, ospitato a Palazzo Wedekind.
Al centro dell’incontro, dedicato ai temi della sicurezza idrica, dell’innovazione tecnologica e della resilienza infrastrutturale, l’esperienza di un’opera considerata unica in Europa. L’Anello dei Sibillini rappresenta infatti un sistema di interconnessione delle reti acquedottistiche delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, progettato per garantire continuità del servizio anche in caso di eventi sismici o emergenze ambientali.
L’infrastruttura integra diverse modalità di captazione e alimentazione della risorsa idrica, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza del sistema e rispondere alla crisi idrica che da anni interessa il territorio, aggravata dal sisma del 2016.
All’evento hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali, tra cui i ministri Nello Musumeci, Gilberto Pichetto Fratin e Francesco Lollobrigida, insieme al Commissario straordinario Guido Castelli e a esponenti di organismi europei e mediterranei.
Proprio il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato il valore strategico dell’opera, evidenziando il ruolo sempre più centrale dell’acqua come risorsa fondamentale e la necessità di infrastrutture capaci di garantire funzionalità anche in condizioni di emergenza.
Il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha invece richiamato l’importanza della prevenzione e dell’innovazione tecnologica, ricordando come una larga parte del territorio italiano sia esposta al rischio sismico e come sia necessario ridurre la vulnerabilità delle comunità attraverso soluzioni avanzate e una maggiore consapevolezza collettiva.
Per il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, l’Anello dei Sibillini rappresenta una delle opere più significative nate nel percorso di ricostruzione dell’Appennino centrale, simbolo di un cambio di approccio che punta non solo alla riparazione dei danni ma alla prevenzione e alla qualità delle infrastrutture.
Il presidente di CIIP S.p.A. Marco Perosa ha evidenziato come il progetto rappresenti una svolta nella gestione delle risorse idriche, basata su programmazione, dati e innovazione, con l’obiettivo di superare la logica dell’emergenza e garantire un servizio moderno e resiliente.
Il convegno ha offerto anche un momento di confronto internazionale con focus sugli acquedotti antisismici nel mondo e sul tema della “Water Intelligence”, dedicato all’uso delle nuove tecnologie per il monitoraggio e la gestione delle risorse idriche.
Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il Forum Euromediterraneo dell’Acqua, in programma a Roma nel 2026 presso La Nuvola, ulteriore occasione di confronto sulle sfide globali legate alla gestione sostenibile della risorsa idrica.
Il cervello umano è una macchina progettata per trovare un ordine nel caos e prevedere il futuro, una necessità biologica che si attiva ogni volta che occorre prendere una decisione in condizioni di totale incertezza. Per studiare da vicino questo meccanismo, le neuroscienze moderne utilizzano spesso i giochi di logica e di carte, poiché si tratta di veri e propri laboratori in miniatura che riproducono i dilemmi della vita quotidiana. All'interno di una partita si attivano infatti gli stessi identici processi mentali che una persona mette in atto quando deve pianificare un investimento finanziario o scegliere un percorso di studi, dimostrando come la mente utilizzi regole fisse per abituarsi a gestire l'imprevisto e calcolare i rischi.
Memoria di lavoro e sforzo mentale nella pianificazione
Durante un'attività che richiede il rispetto di regole precise, il cervello attiva la memoria di lavoro. Questo sistema temporaneo serve a conservare i dati utili per il tempo necessario a compiere un'azione logica. Lo sforzo non è indifferente: la mente deve isolare i rumori di sottofondo e concentrarsi su pochi dettagli, come il calcolo delle probabilità o il ricordo delle mosse passate dell'avversario. Molte ricerche scientifiche dimostrano che mantenere allenate queste funzioni aiuti a conservare la flessibilità cerebrale anche in età avanzata, rallentando l'invecchiamento delle cellule nervose grazie a un continuo esercizio di concentrazione.
Il funzionamento dell'effetto Zeigarnik nei calcoli mentali
Gli psicologi cognitivi studiano spesso un fenomeno curioso: la tendenza della mente a ricordare molto meglio i compiti lasciati a metà rispetto a quelli già conclusi. Questo meccanismo, noto come effetto Zeigarnik, si nota chiaramente quando si analizzano le persone impegnate a riorganizzare gruppi di numeri o sequenze geometriche non ancora completate. Un esempio perfetto si trova nei moderni portali dedicati a Scala 40, un passatempo in cui l'utente deve catalogare visivamente e aggiornare di continuo le informazioni in proprio possesso, basando ogni mossa sul ricordo delle carte già scartate e sul calcolo delle combinazioni matematiche rimaste nel mazzo.
L'importanza del fattore emotivo sotto pressione
Un altro elemento centrale nell'analisi cognitiva riguarda la gestione dello stress e delle emozioni durante una scelta strategica. Quando la mente si trova davanti a un bivio, la corteccia prefrontale deve collaborare con l'amigdala per evitare che l'ansia da prestazione comprometta la lucidità del calcolo numerico. Saper mantenere il controllo emotivo permette di non agire d'impulso, bloccando quelle reazioni automatiche che spesso portano a sottovalutare i pericoli evidenti. Questa capacità di autoregolazione è una delle competenze trasversali più preziose, poiché insegna a tollerare la frustrazione di un errore e a riformulare la propria tattica senza farsi condizionare dai fallimenti precedenti.
Razionalità e teoria dei giochi nelle scelte di tutti i giorni
Questi schemi mentali sono finiti al centro della teoria dei giochi, una branca della matematica e dell'economia che analizza le scelte strategiche di persone razionali in situazioni competitive. Davanti a diverse opzioni, la mente umana non sceglie quasi mai a caso. Al contrario, segue percorsi precisi per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo logico. Studiare questi comportamenti aiuta a capire come si sviluppi l'intelligenza pratica e come i modelli tecnologici attuali riescano a replicare questi scenari, creando ambienti digitali dove l'unica variabile che conta davvero è l'abilità di calcolo dell'individuo.
Un nuovo e fondamentale presidio a tutela dei diritti dei più deboli prende vita nel capoluogo. La Diocesi e la Caritas diocesana di Macerata hanno avviato ufficialmente le attività del nuovo Ambulatorio Solidale, situato in via dei Velini n. 221, all'interno degli spazi della Cittadella della Carità "Mons. Tarcisio Carboni".
Il servizio, nato per offrire orientamento sanitario e assistenza medica di base a persone in condizioni di vulnerabilità e fragilità socio-economica, è stato realizzato nell'ambito dell'iniziativa "Povertà e salute" grazie al decisivo contributo di Intesa Sanpaolo, che tramite Caritas Italiana sostiene la lotta alla povertà sanitaria sul territorio nazionale. All'inaugurazione ha preso parte un folto parterre di autorità civili, militari e religiose.
Ad aprire i saluti è stato il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, il quale ha sottolineato come la struttura aggiunga un tassello cruciale alla Cittadella, basandosi sui principi della Dottrina sociale della Chiesa: "il primato della persona, per cui nessuno è un numero o un problema da gestire, e il principio di sussidiarietà, che invita istituzioni, comunità ecclesiale, associazioni e cittadini a collaborare responsabilmente".
Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il segretario di Caritas Macerata Andrea Marinozzi, il direttore generale dell’Ast Macerata Alessandro Marini, la vicesindaca Francesca D’Alessandro per il Comune, Silvia Luconi per la Regione Marche, i consiglieri regionali Pierpaolo Borroni e Leonardo Catena, il consigliere provinciale Pierfrancesco Castiglioni, Marco Caldarelli, il sindaco di Treia Franco Capponi, l'assessore Camilla Palmieri e il coordinatore dell'Ambito Territoriale Sociale 15 Francesco Prioglio.
Successivamente, la giornalista Tiziana Tiberi ha moderato un talk di approfondimento che ha visto protagonisti Gianni Genga, direttore sanitario della struttura, Laura Bianchi di Caritas Italia, il presidente dei Medici Cattolici Andrea Corsalini, insieme ai rappresentanti dell’area Terzo Settore di Intesa Sanpaolo, Alberto Neri e Maura Foglia. Proprio Neri ha evidenziato l'importanza dell'accordo con Caritas, fondato su "principi di replicabilità e sostenibilità, perché fare del bene non è cosa banale ma bisogna saperlo fare".
L'Ambulatorio Solidale opererà come punto di primo accesso e valutazione medica, agevolando l'inserimento dei pazienti nei percorsi assistenziali del territorio. Il servizio è interamente garantito da personale e medici volontari, un'équipe che attualmente conta 11 professionisti ma che, come riferito dal direttore sanitario Genga, è destinata ad ampliarsi rapidamente per unire ai muri della struttura "tanta professionalità".
Tra le grandi novità del centro spicca l'attivazione di un servizio odontoiatrico interno, finalizzato all'erogazione di prestazioni odontoiatriche di base, interventi conservativi e piccole procedure chirurgiche come le estrazioni dentarie, offrendo una risposta concreta a quanti, per motivi economici o sociali, incontrano barriere insormontabili nell'accesso alle cure private.
Camion finisce nel fossato durante la manovra di svolta: circolazione a rilento lungo la "Regina". È quanto avvenuto poco prima delle ore 9:30 di oggi, quando un autoarticolato di grandi dimensioni è rimasto bloccato dopo essersi parzialmente intraversato sulla carreggiata.
Il fatto si è verificato lungo la Strada Provinciale Helvia Recina, comunemente nota come strada "Regina", nel territorio comunale di Potenza Picena. Stando a una prima ricostruzione dell'accaduto, il conducente del mezzo pesante stava effettuando una manovra di svolta per immettersi in una stradina secondaria che conduce in contrada Carpineto. Per cause ancora in corso di accertamento, la motrice dell'autoarticolato è finita parzialmente con le ruote fuori dalla sede stradale, rimanendo incastrata a ridosso della vegetazione laterale.
A causa della mole imponente del veicolo, il rimorchio è rimasto posizionato di traverso, finendo per coprire parte della carreggiata e impedendo il regolare transito dei veicoli nei due sensi di marcia. L'incidente ha fatto registrare immediati e parziali disagi per la circolazione stradale, con la formazione di code e rallentamenti in entrambi i lati del tratto interessato.
Sono in corso le manovre di soccorso stradale per riuscire a disincastrare la motrice e far tornare l'autoarticolato in asse sulla carreggiata, al fine di ripristinare il prima possibile la normale fluidità del traffico sulla Provinciale.
A partire da lunedì 15 giugno prenderanno ufficialmente il via i lavori di miglioramento della carreggiata, superamento delle barriere architettoniche e messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali. L'intervento, cofinanziato dal comune di Tolentino e dalla Regione Marche, interesserà nello specifico il primo tratto di Viale della Repubblica, una porzione di Viale G. Benadduci e la zona di via Bruno Buozzi.
Il cronoprogramma stabilito dagli uffici tecnici prevede che il primo step dei lavori si concentri proprio su viale della Repubblica. Le operazioni inizieranno con l'abbattimento dei pini le cui radici, nel corso degli anni, hanno sollevato l'asfalto rendendo altamente pericolosa sia la sede stradale sia il transito sul marciapiede.
Per consentire la rimozione degli alberi in totale sicurezza, la strada verrà chiusa temporaneamente a tratti successivi, ovvero esclusivamente nelle porzioni di volta in volta interessate dalle lavorazioni, garantendo comunque a tutti i residenti e utenti l'accesso pedonale agli edifici. Una volta completata la rimozione delle piante, le squadre si sposteranno alla realizzazione ex novo dei marciapiedi. In questa seconda fase la circolazione stradale sarà regolata a senso unico alternato o parziale a seconda dell'avanzamento del cantiere.
Per quanto riguarda invece il tratto di viale Benadduci, la messa in sicurezza scatterà soltanto dopo la conclusione degli esami presso la Scuola Lucatelli, così da non intralciare l'attività didattica e il flusso di studenti e famiglie. Per questo specifico secondo intervento il Comando di Polizia Locale emetterà successivamente un nuovo e apposito provvedimento che andrà a modificare temporaneamente la circolazione dell'area.
Nel frattempo, la prima ordinanza ufficiale emessa dalla polizia locale stabilisce che dal 15 giugno e fino al termine dei lavori in viale della Repubblica, nel tratto compreso tra l'ingresso del Palazzetto dello Sport e la rotatoria all'intersezione con viale Benadduci e viale Brodolini, sarà istituito il divieto di transito veicolare.
La ditta Papa Nicola, esecutrice materiale dei lavori, avrà l'obbligo di installare e mantenere efficiente la segnaletica temporanea di cantiere e quella antinfortunistica, delimitando l'area per tutelare i pedoni e le maestranze. L'impresa dovrà inoltre posizionare i cartelli di preavviso della chiusura stradale e le indicazioni sui percorsi alternativi almeno 48 ore prima dell'inizio effettivo dei blocchi, provvedendo infine al ripristino della regolare viabilità originaria non appena le opere saranno concluse.
La Fiaccola della Pace del Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, benedetta da Papa Leone XIV nel corso dell'Udienza Generale del 3 giugno, partirà mercoledì 10 giugno dal Duomo di Orvieto per raggiungere, dopo un percorso di circa 250 chilometri, lo Stadio Helvia Recina di Macerata nella serata di sabato 13 giugno.
Lungo il tragitto si alterneranno nel trasporto della Fiaccola atleti provenienti da Marche, Umbria, Lazio e Puglia, testimoniando attraverso il loro impegno un messaggio di pace, fraternità e speranza.
Abbiamo chiesto a Paolo Cesanelli e Tonino Pedano, responsabili della Fiaccola della Pace per il Comitato Pellegrinaggio, di illustrarci il percorso dell'edizione 2026.
La partenza da Orvieto è prevista mercoledì 10 giugno alle ore 11.00. Nel pomeriggio la Fiaccola raggiungerà Amelia, dove alle ore 16.00 podisti e accompagnatori saranno accolti presso la Comunità Incontro. Alle ore 19.00 è previsto l'arrivo a Terni, con il saluto delle autorità cittadine e la tradizionale cena offerta dall'ASD Amatori Podistica Terni.
Giovedì 11 giugno alle ore 7.30 la Fiaccola ripartirà dalla Parrocchia Nostra Signora di Fatima di Terni per raggiungere alle ore 16.30 la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, dove sarà accolta dalla comunità dei Frati Minori presso la Porziuncola. Podisti e volontari saranno ospitati presso il Seminario Regionale di Assisi.
Venerdì 12 giugno, dopo un momento di preghiera presso la tomba di San Francesco, nella Basilica Inferiore di Assisi, la Fiaccola riprenderà il suo cammino verso San Severino Marche, attraversando Colfiorito, Camerino e Castelraimondo. Podisti e volontari saranno accolti presso il Monastero delle Clarisse.
Sabato 13 giugno l'ultima tappa prenderà il via alle ore 8.30 da San Severino Marche. Attraversando Serrapetrona, Caldarola, Belforte del Chienti e Tolentino, i podisti raggiungeranno alle ore 20.30 lo Stadio Helvia Recina di Macerata, dove verrà acceso il tradizionale tripode che annuncia l'imminente svolgimento del Pellegrinaggio Macerata-Loreto.
Potrebbe essere interessato da una patologia il patriarca della faggeta di Canfaito, nel territorio di San Severino Marche, un faggio di circa 550 anni di età e con una circonferenza di sei metri, considerato uno degli alberi monumentali più rilevanti della regione e dell’intero Paese. L’esemplare si trova all’interno della Riserva Naturale Regionale dei Monti San Vicino e Canfaito.
A segnalare la possibile criticità è la Lega per l’abolizione della caccia - Lac Marche, che durante un sopralluogo nell’area protetta ha individuato e documentato la presenza, sul tronco dell’albero, di un’anomala “venatura” riconducibile a legno marcescente.
Secondo quanto riferito dall’associazione, le immagini sono state inviate a un esperto botanico, il quale avrebbe confermato la possibile presenza di un principio di “necrosi” della corteccia. La situazione, per una valutazione più precisa, richiederebbe un’analisi diretta sul posto tramite la cosiddetta “prova del martello”, utile a definire l’estensione e la gravità dell’eventuale danno.
Vista l’importanza storica e naturalistica dell’esemplare, noto anche come “Patriarca di Canfaito”, la Lac Marche ha provveduto a segnalare il caso ai Carabinieri Forestali di San Severino Marche e all’Unione Montana Potenza Esino Musone, ente che gestisce la Riserva Naturale. L’associazione ha richiesto un sopralluogo urgente con il supporto di esperti botanici, per accertare le condizioni dell’albero e valutare eventuali interventi necessari a contenere la possibile evoluzione della patologia.
L’età del cosiddetto “Re di Canfaito” viene ricondotta a una citazione presente in una pergamena del 1486, nella quale si fa riferimento al bosco di Canfaito, un tempo appartenuto ai monaci della vicina Abbazia benedettina di Valfucina e successivamente donato da papa Innocenzo VIII al Capitolo della Cattedrale di San Severino, cui l’area risulterebbe ancora legata.
La speranza espressa è che non si tratti di una condizione grave tale da compromettere la salute del faggio e che, una volta eventualmente trattato con successo, l’albero possa continuare a rappresentare per i visitatori della faggeta un simbolo di bellezza e maestosità naturale per le generazioni future.
San Severino si immerge completamente nel clima del Palio dei Castelli. La città sale sulla macchina del tempo e si ritrova nel 1426, quando il signore Onofrio Smeducci governava la città con al suo fianco Madonna Francesca Simonetti da Jesi ed i popolani rendevano omaggio a lui ed al santo Patrono con l’offerta dei ceri.
Dopo la moderna Luminaria di domenica scorsa con la benedizione degli stendardi ed appunto l’offerta dei ceri, ieri sera, lunedì 8 giugno, giorno consacrato a San Severino, la città si è fermata. Dalla sveglia mattutina al rullo dei tamburini dell’Associazione Palio e di Castello al Monte si è passati alla solenne messa per il Patrono nella chiesa di San Domenico, per concludere la suggestiva giornata con il maestoso Corteo storico che ha visto partecipare oltre 1500 figuranti, molti dei quali giovanissimi popolani, con numerose presenze ospiti.
Hanno onorato con la loro presenza il santo settempedano i figuranti del Palio di Acquaviva Picena, del Palio dell’Assunta di Fiuminata, i rappresentanti del Torneo delle Guaite di Visso e del Palio di San Floriano di Jesi.
Dallo stadio comunale il lunghissimo corteo storico si è snodato per le vie del centro fino all’accesso, applaudito dai concittadini, da vie multiple in piazza del Popolo, dove è stato onorato il busto del Santo, benedetto da padre Luciano Genga, dopo che gli atleti si sono giurati fedeltà reciproca nei giochi che inizieranno domani sera, mercoledì 10 giugno.
Oggi invece, nel cortile del circolo Acli, alle 21.30, si parlerà del “Guardaroba al tempo degli Smeducci”, in un convegno dedicato.
Prima della rituale ed affascinante accensione con le frecce infuocate della scritta Palio 2026 nel lato del Municipio della piazza, il sindaco Rosa Piermattei ha salutato il collega del comune partenopeo di Comiziano, Severino Nappi, promettendo di «restituire la visita la prima domenica di settembre, quando anche voi festeggerete San Severino».
Dal canto suo, Nappi ha sottolineato l’atmosfera incredibile in cui si vivono i festeggiamenti del Patrono a San Severino. «Quest’anno è speciale perché ci pregiamo di offrire il dipinto del Palio degli adulti, realizzato dal nostro artista, il prof. Antonio Santorelli» che verrà attribuito sabato 13 giugno insieme a quello baby a cura delle scuole dell’Infanzia dei plessi Gentili, Virgilio e Luzio del Comprensivo Tacchi Venturi.
A rendere ancora più significativa la giornata dedicata al Santo Patrono è stato il rinnovato abbraccio tra le comunità di San Severino Marche e Comiziano, unite da un legame spirituale, culturale e sociale che continua a rafforzarsi nel tempo nel nome di San Severino Vescovo. Le due Amministrazioni comunali hanno partecipato alla Santa Messa Solenne nella chiesa di San Domenico, officiata dal vicario foraneo don Donato De Blasi alla presenza dei sacerdoti della Vicaria. Nel corso della visita, il sindaco di Comiziano, Severino Nappi, accompagnato dal vice sindaco Giovanni De Luca e dal consigliere comunale Aniello Napolitano, è stato accolto dal sindaco Rosa Piermattei, dal presidente del Consiglio comunale Sandro Granata e dagli assessori Vanna Bianconi e Sara Bianchi.
Momento particolarmente significativo quello vissuto in Municipio, dove i due primi cittadini hanno rinnovato lo scambio di doni, consolidando il Patto di Amicizia sottoscritto lo scorso anno. A suggellare ulteriormente questo rapporto, alimentato negli anni da visite reciproche, celebrazioni condivise e dal pellegrinaggio delle sacre spoglie del Santo, è stata la partecipazione congiunta dei sindaci Rosa Piermattei e Severino Nappi al corteo storico del Palio dei Castelli, sfilando in abiti d’epoca tra gli applausi del pubblico e offrendo un simbolo concreto di fraternità e valorizzazione del patrimonio storico e culturale comune.
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Una mobilitazione di massa nel segno della sostenibilità ecologica e dell'amore per il proprio territorio. Ben 95 dipendenti dell'azienda Arena si sono rimboccati le maniche e riuniti in occasione dell’Annual Volunteer Day, dando vita alla terza iniziativa di pulizia ambientale organizzata in stretta collaborazione con Plastic Free, la nota associazione di volontariato attiva in tutta Italia.
Divisi in quattro gruppi operativi, i volontari hanno setacciato diverse aree strategiche della città di Tolentino, focalizzandosi in particolar modo sui luoghi storicamente legati all'acqua, allo sport e al patrimonio culturale locale.
I team ecologici hanno concentrato i propri sforzi nella zona della piscina comunale e dello skatepark, nei pressi del suggestivo Castello della Rancia, nei dintorni del Ponte del Diavolo (lungo gli argini del fiume) e nell'area che circonda il palazzetto dello sport e il campo di atletica.
Pur trattandosi di una città notoriamente ben curata e attenta al decoro urbano come Tolentino, l'attività sul campo ha evidenziato come sia ancora possibile scovare rifiuti accumulati nel tempo all'interno di alcune aree verdi e lungo i corsi d'acqua. Un dato che conferma quanto le iniziative di sensibilizzazione e il coinvolgimento diretto del tessuto aziendale e della comunità possano contribuire concretamente alla tutela dell'ecosistema.
Al termine della giornata, il bilancio della raccolta ha fatto registrare numeri importanti, con ben 89,87 chilogrammi di rifiuti totali rimossi dall'ambiente. Entrando nel dettaglio delle pesature effettuate dai volontari, sono stati raccolti 34,61 kg di plastica, 33,49 kg di rifiuti indifferenziati, 13,14 kg di vetro, 4,03 kg di metalli, 2,80 kg di carta e, dato particolarmente significativo per l'impatto inquinante, ben 1,80 kg di mozziconi di sigaretta.
Un ringraziamento speciale da parte dell'organizzazione è stato rivolto a Manuela Tarulli, Sales Support Manager di Arena e colonna portante di Plastic Free, per il prezioso supporto organizzativo e operativo fornito durante l'intero svolgimento della giornata.
L'iniziativa ha rappresentato per tutti i partecipanti un'importante occasione per contribuire alla valorizzazione del territorio e di spazi di aggregazione fondamentali per la comunità locale, dimostrando come anche i piccoli gesti quotidiani possano generare un impatto positivo straordinario quando vengono condivisi.
All'appuntamento non è voluto mancare il sindaco Mauro Sclavi che, come già accaduto nelle passate edizioni, ha preso parte al momento finale dell’evento. Il primo cittadino ha voluto stringere la mano ai volontari, evidenziando l’importanza vitale di queste azioni sinergiche che aiutano a fare la differenza, soprattutto per quanto concerne la preservazione dell’ambiente e la corretta cultura della raccolta differenziata dei rifiuti.
Quasi 250 alunni hanno raccolto quasi 25 kg di plastiche e microplastiche disperse nel territorio. Vince la classe V di Pittura del Braccio. Si è conclusa ieri, presso il cortile di Palazzo Venieri, la cerimonia di premiazione della prima edizione di Plastic Out, il progetto promosso da Iustissima Civitas che ha coinvolto le scuole del territorio in un’attività concreta di sensibilizzazione ambientale e incentrata su lezioni teoriche e sessioni pratiche di raccolta delle plastiche disperse all'esterno.
Undici le classi partecipanti in rappresentanza degli Istituti Comprensivi Badaloni e Gigli, per un totale di quasi 250 alunni, impegnati nelle giornate di raccolta (4 e 5 giugno scorsi) in diverse aree della città. Zone che, nonostante appaiano molto pulite, hanno comunque riportato alla luce diverse micro-plastiche e frammenti, dando una percezione concreta del pericolo legato alla dispersione dei rifiuti di taglio più piccolo.
Complessivamente, sono stati raccolti dagli alunni ben 24,85 kg di plastica, pari a un risparmio stimato di circa 51 kg in emissioni di CO₂, un dato che evidenzia in modo concreto l’impatto ambientale dell’iniziativa.
A salire sul gradino più alto del podio è stata la classe V della scuola Pittura del Braccio, con 4,79 kg di plastica raccolta. Al secondo posto la II B della scuola San Vito con 4,13 kg, seguita dalla I C della scuola Patrizi con 3,17 kg. Per una manciata di grammi è invece rimasta ai piedi del podio la IV della scuola Pittura del Braccio, con 3 kg esatti di rifiuti catturati.
Il progetto, nato da un’idea del consigliere di Iustissima Civitas Giacomo Baldassari, e iniziato con le lezioni teoriche a cura degli esperti di Fondazione Cetacea, ha voluto coniugare educazione, partecipazione attiva e cura del territorio, offrendo agli studenti un’esperienza diretta e concreta sui temi della sostenibilità e della responsabilità civica.
Alla cerimonia ha partecipato una nutrita rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, tra cui gli assessori Emanuela Pergolesi, Maurizio Paoletti e Sabrina Bertini, insieme a Enrico Fabraccio, AD di Centro Marche Acque, tutti concordi nel ringraziare e complimentarsi con l’Associazione per l’impegno nella promozione, tra i più giovani, di una crescente sensibilità green.
Nel corso della mattinata sono stati distribuiti ai partecipanti, oltre agli attestati, anche dei puzzle offerti da Clementoni, come riconoscimento simbolico dell’impegno dimostrato dagli studenti.
La premiazione ha rappresentato non solo un momento di riconoscimento, ma anche un’occasione per valorizzare il contributo delle scuole, dei partner e delle istituzioni che hanno sostenuto il progetto.
"Con Plastic Out, Iustissima Civitas affianca alle tradizionali attività culturali un’iniziativa orientata al futuro e alle nuove generazioni, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza ambientale e un senso di appartenenza attiva alla comunità - le parole della Presidente, Sara Clementoni - Voglio ringraziare prima di tutto i Dirigenti e gli Insegnanti delle scuole aderenti, senza il loro lavoro non sarebbe stato possibile mettere in piedi questa prima edizione. Un altro sentito ringraziamento va al Comune di Recanati, a FareVerde Macerata e Fondazione Cetacea e ai sostenitori, Astea, Clementoni e Studio Baldassari Comunicazione".
Abbiamo intervistato Andrea Motta, creator attivo tra Twitch e social verticali, per ripercorrere il suo percorso personale e professionale: dagli inizi con le live tra amici fino alla costruzione del personaggio "Andrew Liaison", passando per Milano, Roma e l’evoluzione del suo format diventato virale su Instagram e TikTok.
Come inizia il tuo percorso nel mondo dei social?
"Diciamo che tutto parte dal mio approccio alla realtà social attraverso le live di Twitch, perché all’inizio facevo live, ho iniziato a Civitanova facendo live con gli amici mentre cucinavamo del seitan. Poi facendo queste live vengo anche un po’ notato da un altro streamer/youtuber che era SocialBoom, e mi disse poi di salire a Milano per aiutarlo con una maratona che svolgeva lui all’epoca.
Quindi tutto questo percorso inizia con questo trasferimento a Milano, perché io vado da lui ad aiutarlo con questa maratona, però da lì a tre anni poi non sono più tornato a casa. Mi sono dato un tono o comunque una nuova immagine come persona, tanto non mi conosceva nessuno, quindi ho detto andiamo un po’ a ruota libera".
All’inizio era un approccio legato al gaming?
"No, io quelle robe da seg***li non le facevo né adesso né prima (ride, ndr)".
Sei davvero di Civitanova?
"Non proprio di Civitanova, sono di Loreto, naturalizzato Civitanova".
Come nasce il format che poi ti rende virale?
"Perché io nel live di Twitch ero in una situazione abbastanza diversa dal normale. Il format è più o meno sempre stato lo stesso, ma non era brandizzato come adesso. All’inizio utilizzavo qualche inglesismo a livello molto blando: invitavo una ragazza a uscire e, se ci stava, creavo l’appuntamento in diretta, quindi veniva tutto visto in live attraverso la telecamera e la community poteva interagire con noi attraverso donazioni.
La chat parlava, creava situazioni abbastanza imbarazzanti oppure aiutava nei confronti della ragazza o comunque anche in giro per Milano. Io coinvolgevo persone che erano al di fuori del mio mondo e le rendevo partecipi.Era tutto basato sull’improvvisazione, perché io non sapevo cosa avrei fatto durante quelle 6 ore di stream. Giravo Milano e cercavo di intrattenere il pubblico.
Poi come ogni content creator si crea una lore: magari se conoscevo una ragazza diventava parte della mia storia, la rivedevo più spesso, c’erano intrecci anche amorosi, quindi potevano nascere drama, diventava come una vera e propria serie TV. Se ti perdevi una puntata non capivi cosa succedeva".
Continui ancora con questo formato?
"No, ho smesso ormai dal 2023 che non faccio più dirette su Twitch".
Come avviene il passaggio a TikTok e ai formati verticali?
"Dopo un ban durato più di sei mesi è stato un po’ l’incipit di tutto tra le piattaforme. Principalmente all’inizio TikTok perché mi ricondividevano le clip che facevo su Twitch e le rimettevano su TikTok. Sotto consiglio sempre di SocialBoom mi disse che dovevo rendere un format mio, non un repost da terzi. Quindi da lì ho iniziato a uscire direttamente col telefono, senza essere in live, però creando mini contenuti.
All’inizio ero in POV, fermavo le ragazze con approcci strani, con frasi e inglesismi sempre bizzarri, più che altro per creare quella situazione di imbarazzo e cringe, perché secondo me quello che faceva ridere non era il vero tentativo di provarci, ma la situazione. Non sono stato mai sistematico nella pubblicazione. Sono una persona abbastanza incostante. Se non mi sento di fare una cosa non la faccio.
La ragione è un po’ forse d’artista: se mi sveglio bene lo faccio, se non mi sveglio non lo faccio, perché non sono una macchina e non voglio essere l’ingranaggio all’interno di nulla".
Come nasce la parola “liaison”?
"Dopo ritorno a streammare su una piattaforma chiamata Kick, una piattaforma americana di live streaming. Per sbaglio dico la parola liaison, perché mi risuonava da una serie TV degli anni 2000 che si chiamava Dirty Sexy Money, che parlava di una famiglia ricchissima di New York.
C’era questo padre che diceva al figlio politico di tenere fuori la sua liaison per non rovinare il suo percorso politico.Io l’ho provata a dire a una ragazza e ha fatto ridere la situazione. Poi ho scoperto che liaison in realtà significa una botta e via, ma io la interpreto come una conoscenza senza impegno, cioè giusto per parlare e conoscersi".
Come nasce il personaggio e il brand “Andrew Liaison”?
"Diciamo che nasce un po’ così il concept. Io non ho mai voluto insistere su questa parola, però mi dicevano che ogni volta che la usavo il contenuto andava forte. Però al tempo stesso non voglio essere sempre la stessa cosa in continuazione.
Dopodiché nel 2023 lascio Milano perché finisce un contratto lavorativo e ritorno nelle Marche. Poi mi consigliano di andare in una grande città per continuare, quindi vado a Roma. La mia vita è fatta di azzardi, prendo treni e vediamo come va. Da lì sono stabilmente a Roma e diciamo che Roma ha forgiato Andrew Liaison, anche se Andrew Laison nasce già prima, da quel video che raccontavo prima.
Negli ultimi due anni ho insistito sulla mia immagine, prima non volevo, poi ho detto proviamo a rendere creativo anche questo modo di approcciarsi. Prima ero più FuturMotta, molto più rustico, sia nell’abbigliamento che nelle acconciature. Mi vestivo con magliette da Formula 1 o da calcio, perché secondo me lo stile sportivo o casual, anche un po’ alla buona, era una sfida contro la convenzione sociale.
Andare magari da una ragazza non perfetto, non pettinato, non costruito, e vedere la risposta. Quello secondo me è stato il primo step, quello che mi dicono essere stato il mio prime. Poi Andrew Liaison è arrivato dopo ed è più forte perché è più riconosciuto. Come personaggio è meno "grezzo".
Che rapporto hai con Civitanova e con il mare?
"Io sono di Loreto, però negli ultimi anni ho sempre avuto legami con Civitanova Marche. Ho concluso lì i miei studi, liceo linguistico. Da lì ho creato un gruppo di amici, ho avuto anche la mia prima fidanzatina lì, quindi sarò sempre legato a Civitanova.
Per me è una seconda casa, nonostante non rinneghi le mie origini loretane. Mi sento molto legato anche al mare. Con il gruppo di Civitanova abbiamo una barca e quando posso dormo lì, perché mi piace il risveglio con il rumore dei gabbiani, delle onde. Quando posso scappo dalla città, anche se Roma mi piace".
Visto l'utilizzo di maglie sportive e calcistiche nei tuoi primi video, sei un tifoso di calcio?
"Non seguo molto il calcio. Sono più del tipo ‘odio il gioco, non i giocatori’. Però essendo legato a Civitanova sposo anche il lato sportivo perché secondo me è culturale, unisce le persone. Quando sono in gruppo mi sento parte di una comunità. Sono andato anche in curva, seguo la Civitanovese, e mi sento parte di quel mondo.
C’è il gruppo del Bunker Rosso Blu, loro sono nati lì e hanno un sentimento del mare più grande del mio. Io li seguo perché mi riconosco in quello che si prova. Mi ricordo anche quando la Civitanovese ha vinto uno dei primi derby e c’era lo striscione con scritto “siete solo figli delle nostre estati”, quella scena mi è rimasta".
Progetti futuri?
"Mi auguro di mantenere una buona lunghezza d’onda. Vorrei che Andrew Liaison si concretizzasse sempre più come una sorta di presentatore, in stile Gigi Marzullo, con giochi di parole. Però senza forzare nulla, vediamo come evolve".
Nei giorni scorsi, un drone ha colpito un palazzo in Romania. Subito, il coro unificato del pensiero unico europeisticamente corretto ha tuonato contro la Russia di Putin, indicandola come responsabile dell’accaduto. La Russia di Putin, per parte sua, ha cautamente chiesto le prove in relazione a tale accusa, chiedendo altresì di poter visionare i resti in modo da accertare l’eventuale responsabilità propria.
Ma per l’Unione Europea non vi è alcun bisogno, evidentemente, di stabilire con certezza le responsabilità, perché comunque la colpa deve necessariamente essere attribuita, come sempre, alla Russia di Putin.
L’obiettivo resta sempre immancabilmente lo stesso: presentare la Russia di Putin come il nemico irriducibile dell’Europa, per poter in tal guisa preparare l’opinione pubblica Europea alla guerra contro la Russia che gli euroinomani delle brume di Bruxelles stanno alacremente preparando da tempo, con le loro ridicole piazze a sostegno del riarmo e con i loro demenziali programmi di Rearm Europe.
Il fatto, poi, che gli austerici di Bruxelles vogliano condurre l’Ucraina del guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, nei perimetri dell’Unione Europea segnala in maniera inconfutabile come l’Europa si stia adoperando in ogni modo per occasionare la guerra con la Russia di Putin, fingendo però, con somma ipocrisia, che sia quest’ultima a volerla.
Ricapitolando: l’Unione Europea vuole a tutti i costi la guerra con la Russia di Putin, ma finge ipocritamente che a volerla sia quest’ultima, in modo da poter vendere all’opinione pubblica tecnonarcotizzata e teledipendente l’idea che la guerra contro la Russia sia una guerra difensiva contro un aggressore cinico e irriducibile.
Recentemente, Guido Crosetto, ministro ed esponente di spicco del giullaresco governo della destra bluette neoliberale e filoatlantista, filoucraina e filoisraeliana, ha svolto alcune dichiarazioni degne di essere commentate criticamente. Ha asserito il Crosetto che l’attacco russo per mezzo di droni al palazzo della Romania rivela la strutturale debolezza in cui attualmente versa la Russia di Putin.
La frase del ministro, goffa e infondata come poche altre, riesce nel difficile intento di racchiudere ben due errori in poche righe. Anzitutto, su che basi Crosetto, in compagnia di tutto il coro virtuoso degli euroinomani di Bruxelles, può dichiarare con certezza che il drone che ha colpito il palazzo in Romania sia russo?
Come sappiamo, non vi è certezza allo stato dell’arte e la Russia di Putin ha chiesto di poter visionare i resti per poter così accertare la reale responsabilità dell’accaduto. In secondo luogo, il Crosetto si avventura a sostenere a cuor leggero che la Russia di Putin si trova in una situazione di debolezza: su che basi egli svolge tali affermazioni?
A conti fatti, sembra che la situazione di debolezza contrassegni, semmai, l’Ucraina del guitto di Kiev e quell’Unione Europea che, con stolida ottusità, seguita a supportarla indefessamente. In fondo, ci pare che le maldestre dichiarazioni del Crosetto debbano essere lette secondo l’usuale chiave ermeneutica della propaganda occidentale; propaganda in forza della quale si prova meticolosamente a persuadere l’opinione pubblica manipolata circa l’imminente crollo della Russia di Putin, quando, nella realtà dei fatti, a crollare sembra sempre più evidente che siano proprio l’Ucraina dell’attore Nato Zelensky e l’Unione Europea, treno in corsa verso il baratro.
Esiste un momento esatto, quando si desidera qualcosa con troppa intensità, in cui lo sforzo si trasforma nel suo principale sabotatore. È l’ansia da prestazione che paralizza prima di un colloquio di lavoro, è la paura del giudizio che condiziona i pensieri.
Più l'obiettivo diventa vitale, più sembra allontanarsi. Intorno a questo paradosso si sviluppa il Reality Transurfing, un modello di pensiero teorizzato dallo scrittore russo Vadim Zeland, nel suo saggio Il Proiettore, che propone un approccio radicale alla gestione della quotidianità: smettere di lottare contro gli eventi e imparare a surfarli.
Anche se formulata fuori dai canali accademici tradizionali, questa filosofia descrive dinamiche mentali note alla psicologia cognitiva. L'idea di fondo è che la realtà sia un ventaglio di possibilità. In questa metafora, la mente umana agisce come un’antenna: sintonizzarsi costantemente sulle frequenze della mancanza, della frustrazione o della paura finisce per ancorare l'individuo proprio a quegli scenari negativi. Il nucleo del metodo risiede nel concetto di "importanza".
Secondo Zeland, quando attribuiamo un peso eccessivo a un evento, generiamo una tensione interna che altera il nostro equilibrio psicologico ed emotivo. La soluzione non è la passività, ma il distacco. Ridimensionare l'importance di un traguardo permette di agire con lucidità, privando gli imprevisti del potere di destabilizzarci.
Significa accettare la realtà presente come uno stato temporaneo, osservandola con una certa distanza critica, per poi indirizzare l'attenzione verso l'obiettivo desiderato attraverso la visualizzazione, sia del traguardo finale sia del processo per raggiungerlo. Concentrarsi su una direzione precisa attiva il sistema di screening del nostro cervello, che inizia a captare opportunità e soluzioni altrimenti invisibili a una mente offuscata dall'ansia.
Reagire d'impulso e con rabbia alle contrarietà non fa che alimentare il circuito dello stress. Al contrario, accogliere l'imprevisto senza opporre resistenza ne disinnesca la portata distruttiva. Come l'acqua che non si scontra con la roccia ma ne aggira i contorni, chi pratica il Transurfing impara a solcare l'incertezza assecondando il flusso degli eventi.
Quando si comprende che nulla è davvero indispensabile per la propria sopravvivenza emotiva, il mondo esterno perde il potere di dettare le regole della nostra pace interiore. Non si tratta di fuggire dalla realtà, ma di scegliere quale abitare.