Pronta risposta della Halley Matelica, che cancella il ko di Termoli con una vittoria autoritaria in casa contro la Gevi Vasto. I biancorossi prendono il comando delle operazioni con un fantastico primo periodo e poi non lasciano più spazio agli abruzzesi, che ci provano ma senza mai impensierire davvero i padroni di casa.
L’avvio ricalca quello di sette giorni fa, con la Halley pressoché perfetta tanto in attacco quanto in difesa. Il resto lo fanno le percentuali dall’arco, con uno scatenato Panzini a indicare la via (17 punti con cinque triple tutti nel primo tempo) e i biancorossi esondano, toccando più volte anche il +18. Stavolta la Vigor però non si spegne, non soffre la zona 2-3 di coach Cazzorla anche se qualche tiro libero fallito di troppo e un Laffitte in grande serata balistica tengono gli ospiti a -12 (55-43) sulla sirena di fine secondo periodo.
Le percentuali vigorine calano nella ripresa e non poteva essere altrimenti visto che nel primo tempo erano state da fantascienza. Ma la difesa funziona, Vasto si aggrappa a un Oluic fin lì silente ma non riesce a ricucire il gap. Il punteggio fa l’elastico, ma la Gevi riesce al massimo ad arrivare un paio di volte a -9 venendo puntualmente ricacciata indietro da Panzini e compagni. Nel finale, poi, c’è gloria anche per i talentini vigorini Pacini e Ferretti, con il primo che trova pure la bomba sulla sirena che fissa il punteggio sull’89-70 finale.
Una bella prestazione e 2 punti preziosi, quello che ci voleva per fare il pieno di fiducia in vista del ciclo terribile che attende la Halley, che affronta nelle prossime tre giornate le prime tre della classe: Goldengas Senigallia e B-Chem Civitanova in trasferta, Sì con te Porto Recanati in casa.
Così coach Trullo a fine partita: "Siamo stati molto bravi in difesa soprattutto nel primo tempo, peccato per i tanti liberi che abbiamo sbagliato: facendo meglio del 10/26 che abbiamo tirato avremmo potuto chiuderla già nel terzo quarto e invece, pur se sempre in controllo, l’abbiamo chiusa solo nel finale. Vasto è stata brava a tenersi sempre sui 12-14 punti di distanza, ma nel complesso abbiamo fatto una buona partita. Dobbiamo ancora metabolizzare l’inserimento di Davico, è la prima volta che gioca con tutti i giocatori di questa squadra e anche a livello di forma fisica ha ancora bisogno di tempo. Stiamo cambiando alcune cose, ci siamo e ce la continuiamo a giocare. Quello che conta, lo sappiamo bene, sono i playoff: l’importante è cercare di arrivare il più in alto possibile, meglio se tra le prime quattro per avere il primo turno di playoff in casa. Ma lì inizierà un altro campionato".
HALLEY MATELICA-GEVI VASTO 89-70
MATELICA: Marrucci 11, Pacini 3, Panzini 17, Mentonelli ne, Fea 5, Ferretti, Davico 12, Dell’Anna 10, Mazzotti 11, Mattarelli 7, Mozzi 13. All.: Trullo.
VASTO: Laffitte 25, Spadaccini ne, Mascoli 5, Fiore ne, Massotti 12, Arnaut, Oluic 14, Buscaroli 14, Frigerio, Gauzzi. All.: Cazzorla.
ARBITRI: De Rosa, Falamesca.
PARZIALI: 31-16, 24-27, 15-14, 19-13.
È una Banca Macerata Fisiomed contenta a metà quella che deve arrendersi per 2-3 (30-32; 25-16; 25-23; 22-25; 12-15) alla Virtus Aversa nell’incontro valido per la decima giornata di ritorno del campionato di Serie A2 Credem Banca. Una partita dai due volti quella dei biancorossi, che si fanno nettamente preferire nei parziali vinti, ma che subiscono una rimonta normanna al tiebreak, inaspettata a un certo punto del match.
Un incontro molto equilibrato e pronosticabile alla vigilia, una battaglia di quasi due ore e 30’ che consegna ai biancorossi comunque un buon punto in ottica playoff. Se vincere avrebbe significato un passo decisivo verso la salvezza, tutto rimane quindi ancora aperto per entrambe le prospettive. Macerata si fa preferire a muro e nel conto degli aces (6 contro 4), ma non è cinica e precisa in alcuni frangenti nel match, come la scarsa efficienza in attacco nel tiebreak (38% contro 62%). Nel primo set ai vantaggi, pesano molto anche i tredici errori dei biancorossi, oggi più fallosi del solito. Il top scorer è Novello, 27 punti per l’opposto maceratese.
C’è una novità lato Banca Macerata Fisiomed: primo gettone da titolare per il regista Becchio, visto un Pedron ancora non in perfette condizioni. Il resto del sestetto è quello collaudato con Zhelev e Karyagin in posto 4, Novello in 2, Fall e Diaferia dal centro, Gabbanelli e Dolcini in seconda linea. Risponde la Virtus Aversa di coach Graziosi con l’esperto Garnica in cabina di regia, Vattovaz è l’opposto, Tallone e Tiozzo i posti quattro, Mattei e Volpato al centro, Raffa libero.
Primo set. L’approccio migliore al match è quello dei campani: Novello sbatte prima su Raffa e poi sulle mani di Mattei (5-9). Macerata prova a rimanere incollata a un’Aversa molto precisa e sempre avanti nel punteggio: Becchio prova a riportare sotto i suoi col muro del -2 (13-15). È il capitano a sbarrare le strade a Tallone e a riportare in equilibrio il parziale, arriva la prima parità a quota 17. Karyagin spara in diagonale per il 22-21 per un finale di set che si preannuncia al cardiopalma. Macerata ha qualche occasione di portarsi in vantaggio anche grazie al muro del neoentrato Fabi, ma non può nulla sul muro del subentrante Guerrini su Karyagin (30-32).
Secondo set. Tra le fila degli ospiti, Guerrini in campo per Tiozzo. Due pallonetti di fila consecutivi dal centro sono un inedito: 7-7 in avvio del parziale. Macerata prova a spingere col doppio tocco intelligente di Novello dalla battuta, è +4 (11-7). Macerata continua a spingere dai nove metri, ma è poi Fall a dire la sua a muro: 16-12. Tallone è un brutto cliente al servizio, ma ci pensa ancora Novello dalla seconda linea: la sua diagonale corta e il successivo errore di Garnica valgono il successivo 20-15. Zhelev in parallela mette il marchio su un set mai in discussione, chiude il capitano 25-16.
Terzo set. L’essere efficaci in battuta porta notevoli vantaggi al sistema muro-difesa: lo sa bene Diaferia che ringrazia Novello e porta i suoi sul +2 (4-2). Ottimo momento dei biancorossi, Fall non chiude dal centro in modo imperdonabile, ma può ringraziare la pestata in battuta di Guerrini (8-5). Karyagin ringrazia il videocheck in una fase confusa e spezzettata del match, con i suoi che mantengono il +3 (14-11). Garnica prova a far riavvicinare i suoi, ma si arriva sempre sul triplo vantaggio al finale di set. Macerata si vede annullare due setball, ma chiude all’ultima occasione utile (25-23).
Quarto set. Partono meglio i normanni (3-8) con coach Giannini che è subito costretto a bloccare il flusso. Fall prova a riavvicinare i suoi dopo un’azione interminabile in cui entrambe le squadre dimostrano di essere ben dentro il match (7- 9). Arrivano alcune imprecisioni degli ospiti, Zhelev ringrazia e porta la contesa sul -1 (12-13). Il muro subito di Fall avvicinava il tiebreak (14-19), Vattovaz sigla poi il 18- 22. Si rivede Pedron, poi Garello, ma non basta: chiude l’errore di Zhelev (22-25).
Quinto set. La parità si interrompe a favore dei campani con Vattovaz, ma il gioco si interrompe subito dopo per una decisione degli arbitri davvero difficile e contestata dalle due squadra (4-5). Si va al cambio campo con la frustata di Mattei dal centro che I biancorossi non riescono a contenere (7-8). Punto a punto fino alla parità a quota 11, infranta dagli errori di Novello e Karyagin che lanciano gli ospiti al match point (11-14). Chiudono gli ospiti al secondo tentative (12-15).
Il tabellino.
BANCA MACERATA FISIOMED – VIRTUS AVERSA 2-3 (30-32; 25-16; 25-23; 22-25; 12-15)
Macerata: Fabi 1, Novello 27, Pedron, Garello, Fall 12, Diaferia 14, Zhelev 13, Karyagin 21, Becchio 1, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Pesciaioli, Talevi, Maccarone. All: Giannini, Ass: Leoni
Aversa: Vattovaz 13, Tallone 20, Mattei 8, Mazza, Tiozzo, Garnica 2, Guerrini 14, Benavides, Volpato 14, Raffa (L1). NE: Minelli, Agouzoul, Motzo (L2). All: Graziosi,
Ass: Zambolin
Durata: 37’, 23’, 33’, 30’, 21’ per due ore e 24 minuti
Note: Battute punto Macerata 6 con 26 errori, Aversa 4 con 20 errori. Muri punto Macerata 13, Aversa 7, Attacco punto Macerata 52%, Aversa 48%, Ricezione positiva Macerata 49% (26% perfetta), Aversa 53% (34% perfetta).
Photo Credits: Mauro Pianesi | Pallavolo Macerata
La Cucine Lube Civitanova in versione Play Off Scudetto Credem Banca vince e convince portandosi sul 2-0 nella serie dei Quarti di Finale al meglio dei cinque match. In un Eurosuole Forum invaso dalle maglie rosse è decisivo il successo contro l’Itas Trentino in tre set (25-22, 25-14, 25-20) ottenuto grazie a una prova magistrale in attacco e a muro. A meritare applausi sono anche i tifosi Predators sugli spalti con l’accattivante coreografia di Lube nel Cuore ispirata alla popolarissima serie tv “Stranger Things”.
Giusto il tempo di festeggiare, poi si tornerà al lavoro perché mercoledì 18 marzo, alle 20.30, le due squadre si ritroveranno alla BTS Arena di Trento per il terzo capitolo della serie. La Lube inseguirà la vittoria per accedere alle Semifinali Play Off e sfidare un’avversaria tra Milano e Verona, mentre ai dolomitici, orfani degli indisponibili Michieletto e Lavia, serviranno tre imprese per ribaltarla.
Bottolo viene premiato MVP con 13 sigilli (2 ace e 2 muri), Nikolov chiude da top score con 19 punti, il 65% di positività, 1 ace e 1 muro. Tra gli ospiti in doppia cifra solo Ramon, autore di 13 punti (1 ace e 1 muro).
Il primo set (25-22) prende la direzione biancorossa grazie al turno al servizio di Bottolo (6 punti e il 75% in attacco), condito da due ace per il 20-16, ma i cucinieri devono stringere i denti sul 21-20. Eccellente la prova corale in ricezione, Nikolov sul pezzo nelle offensive (7 punti con il 67% e 1 block).
Nel secondo set (25-14) Trento finisce la benzina sul 15-13 e una Lube travolgente in attacco (71%) e a muro (5-0 i vincenti), con Kukartsev in campo dopo pochi scambi, ne approfitta (23-13) e chiude con l’ace di D’heer.
Il terzo set (25-20) si apre con il dominio cuciniero a muro e in attacco (12-6), poi Trento si rialza (15-14), ma dopo una fase di appannamento i cucinieri riprendono ad attaccare con slancio e la chiudono con il 52% di positività.
Prima del match, durante i saluti, tanti flash dei fotografi per Alex Nikolov premiato da Albino Massaccesi, vicepresidente e amministratore delegato biancorosso, come Credem Banca MVP del mese di febbraio in SuperLega.
Lube in campo con Boninfante al palleggio, i tre schiacciatori Loeppky, Nikolov e Bottolo ad attaccare, i centrali Gargiulo e D’heer, capitan Balaso libero. Itas schierata con Sbertoli in cabina di regia e Faure bocca da fuoco, Bristot e Ramon laterali, Torwie e Flavio al centro, Laurenzano libero.
Nel primo set la Lube trova il break con il muro di Gargiulo (7-5), ma Trento annulla il gap e mette il naso avanti dopo l’ace di Sbertoli (8-9). Civitanova riprende in mano il gioco con gli attacchi di Nikolov e ribalta tutto sull’errore gialloblù (13-11), anche se il parziale resta equilibrato (13-13). Il primo tempo di Gargiulo, i due ace di Bottolo e il muro di Nikolov spezzano il punto a punto 20-16). Tra gli ospiti entra Pesaresi. Il team di Mendez non demorde e sul muro di Torwie si rifà sotto (22-21). Provvidenziali la pipe di Bottolo e il suo successivo attacco (24-21). Il set termina sul servizio errato di Ramon (25-22).
Nel secondo set si comincia punto a punto ed entra in corsa Kukartsev per Loeppky, autore dell’attacco e del muro che rompono l’equilibrio (11-8) prima della pipe di Bottolo (12-8). Civitanova dilaga con il muro di “Kuka” e il mani out astuto di Nikolov (15-10). Sbertoli e compagni non si arrendono (15-13), ma alla Lube basta spingere il piede sull’acceleratore per rifare il vuoto e allungare con l’ace di Nikolov, il mani out di Bottolo e il muro di Boninfante (21-13). Sul 19-13 era entrato Pesaresi per Bistrot, mentre nel finale Mendez dà spazio a Gabi Garcia, ma il canovaccio non cambia (23-13) e D’heer la chiude dai nove metri (25-14).
Nel terzo atto Kukartsev resta in campo e la Lube continua a prevalere sia a muro che in attacco, con Boninfante che si improvvisa finalizzatore per il 10-5. Civitanova gioca sulle ali dell’entusiasmo (12-6), ma complice anche l’innesto di Bartha Trento rientra nel set portandosi a -1 con l’ace di Ramon (15-14). I padroni di casa riprendono a costruire con pazienza e volano sul 19-16 con Bottolo che trova il pertugio nel muro ospite (19-16). I dolomitici danno tutto (19-18), ma la pipe di Nikolov (20-18) e il primo tempo di Gargiulo fanno esplodere l’Eurosuole Forum (21-19), almeno quanto il muro di D’heer che vale il +3 (22-19). Sul mani fuori di Nikolov e l’ace di Kukartsev i decibel salgono alle stelle (25-20).
Cucine Lube Civitanova – Itas Trentino 3-0 (25-22, 25-14, 25-20)
CIVITANOVA: Boninfante 4, Bottolo 13, D'Heer 4, Loeppky, Nikolov 19, Gargiulo 6, Orduna, Bisotto (L), Balaso (L), Hfaiedh ne, Kukartsev 6, Duflos-Rossi, Tenorio me, Podrascanin ne. All. Medei
TRENTO: Sbertoli 1, Ramon 13, Flavio 5, Faure 4, Bartha 2, Pesaresi ne, Garcia Fernandez 3, Laurenzano (L) Acquarone, Bristot 2, Boschini ne, Sandu ne, Graziani (L), Torwie 4. All. Mendez.
Arbitri: Goitre (TO) e Zavater (RM).
Note: durata set 27’, 27’, 28’. Totale 1h 22’. Lube: errori al servizio 18, ace 4, muri 10, attacco 57%, ricezione 47% (28%). Itas: errori al servizio 14, ace 4, muri 4, attacco 39%, ricezione 32% (12%). Spettatori: 3.671. MVP: Bottolo.
Il Trodica torna da Urbino senza punti al termine di una gara combattuta e ricca di emozioni. I biancazzurri cedono 3-2 ma restano in partita fino all’ultimo, sfiorando anche il pareggio nel lungo recupero finale.
Il match si apre subito in salita per la squadra di Buratti. Dopo appena un minuto l’Urbino passa in vantaggio con Fiorani, che sfrutta al meglio un assist di Morelli e firma l’1-0. La reazione del Trodica arriva all’11’: su calcio piazzato Veneroso disegna una traiettoria perfetta che si infila all’incrocio dei pali, riportando la sfida sull’1-1. La gara resta intensa e combattuta, ma al 29’ sono ancora i padroni di casa a trovare il gol: cross in area e stacco imperioso di Morelli che di testa riporta avanti i gialloblù. Nel finale di primo tempo Bartolini è attento e devia in angolo un cross insidioso di Veneroso.
Nella ripresa il Trodica prova a cambiare ritmo e si rende pericoloso soprattutto con i nuovi entrati. Al 7’ Costa Ferreira serve Spagna in area, ma Bartolini salva i suoi. Poco dopo Pedinelli si oppone con un intervento decisivo su un’altra conclusione ospite. Con il passare dei minuti la partita si apre e le occasioni non mancano. L’Urbino sfiora il terzo gol al 32’, quando De Sanctis manca di poco la porta su assist di Altobello. Il tris arriva comunque al 38’ con una splendida conclusione a giro di Eco che porta il risultato sul 3-1. Il Trodica però non molla e due minuti più tardi accorcia le distanze: Gobbi trova il 3-2 con un tiro dalla distanza che riaccende le speranze dei biancazzurri. Nel lunghissimo recupero finale gli uomini di Buratti provano l’assalto alla ricerca del pareggio, ma il risultato non cambia. Il Trodica esce sconfitto da Urbino ma rimane comunque al terzo posto in classifica a quota 39 punti, in coabitazione col Montefano. L'Urbino sale a quota 38 e si porta in zona playoff.
(Foto Urbino Calcio)
Il Montefano e il Montegranaro si dividono la posta in palio: al Comunale Dell'Immacolata finisce 1-1 una sfida combattuta, con i viola avanti nel primo tempo grazie a Nardacchione e raggiunti nella ripresa dal colpo di testa di Perri. Il Montefano parte forte e trova subito il vantaggio, ma nella ripresa il Montegranaro reagisce e riesce a riequilibrare il risultato. Un punto a testa al termine di una gara intensa e ricca di occasioni.
L’avvio dei padroni di casa è immediatamente efficace. Al 6’ il Montefano sblocca la partita: Ferretti lancia Rosolani sul fondo, cross teso in area dove Bonacci tenta la conclusione. Il pallone scivola sul secondo palo e Nardacchione, da pochi passi, insacca per l’1-0. Il Montefano continua a spingere. Al 10’ Castignani arriva sul fondo e serve rasoterra Nardacchione al limite dell’area, ma il tiro di prima intenzione termina di poco a lato. Un minuto più tardi Palmucci prova il destro a giro dal limite, con la palla che sfiora l’incrocio dei pali. I viola restano pericolosi: al 17’ ancora Nardacchione si accentra dallo spigolo dell’area e calcia senza trovare lo specchio. Al 23’ Ferretti serve in profondità Palmucci che si libera al tiro con due sterzate, ma il mancino incrociato termina fuori di un soffio. Il Montegranaro si vede soprattutto sulle palle inattive: al 30’ lunga rimessa laterale di Gomis in area, Alidori colpisce di testa ma Talozzi blocca centralmente.
Nella ripresa il Montegranaro prova ad alzare il ritmo. Al 4’ Albanesi guida un contropiede centrale e serve Evangelisti sulla destra, ma la conclusione finisce alta sopra la traversa. Il Montefano risponde al 6’ con una punizione dal limite di Ferretti: il mancino scavalca la barriera ma Taborda respinge. Pochi minuti dopo, all’11’, i padroni di casa sfiorano il raddoppio: dopo un rimpallo in area il pallone arriva sui piedi di Palmucci che calcia a colpo sicuro, ma Iuvalè salva sulla linea.Il pareggio del Montegranaro arriva al 58’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dalla destra da Vessella, il pallone spiove sul secondo palo dove Perri svetta di testa e firma l’1-1. Nel finale le due squadre provano a trovare il guizzo decisivo ma il risultato non cambia, con Montefano e Montegranaro che si dividono un punto al termine di una gara equilibrata.
La Fermana passa a Matelica. La vice-capolista di Eccellenza vince 0-3 al “Giovanni Paolo II”, nonostante un superlativo Ginestra tra i pali, capace di parare il sesto rigore della stagione a inizio secondo tempo sul tentativo di Carmona. Dopo la 26^ giornata, comunque, i ragazzi di Santoni restano al decimo posto con 31 punti, a +3 dai play-out, a 4 giornate dalla fine della regular season.Gli ospiti partono forte fin dai primi minuti, impegnando Ginestra a una parata importante all’alba della sfida. La Fermana continua a manovrare e riesce a sfondare al 15’: dalla destra Barrasso taglia la difesa locale, appoggia per Fofi che conclude a rete in area di rigore. Il raddoppio arriva 4 minuti dopo, quando Lischi crossa verso Kieling che realizza lo 0-2. I canarini hanno continuato a tenere il pallone del gioco e solo nel finale il Matelica ha provato a imbastire qualche azione da rete, senza però impensierire Blasizza.Nella ripresa la Fermana controlla le operazioni e solo un super Ginestra evita un passivo peggiore ai matelicesi. Siamo al 52’, infatti, quando il signor Crincoli di Ascoli Piceno assegna un discutibile calcio di rigore ai ragazzi di Gentilini: dal dischetto si presenta Carmona che tira a incrociare di sinistro sulla destra di Ginestra, il capitano del Matelica intuisce e para il sesto rigore stagionale alla veneranda età di 47 anni. I fermani, però, continuano ad attaccare: dopo la doppietta annullata a Fofi, il definitivo 0-3 lo mette a segno Carmona al minuto numero 57. Nei restanti minuti i biancorossi riescono a evitare un passivo peggiore. Al 92’, poi, è stato annullato il gol della bandiera di Carsetti per un dubbio fuorigioco sul colpo di testa da corner battuto da Bianchi.Se la capolista continua il duello con il K-Sport Montecchio Gallo e oggi addirittura eviterebbe i play-off, visto il +11 dal Trodica, il Matelica di Giuseppe Santoni resta fuori dalla zona play-out con 31 punti, a +3 dal Montegranaro dodicesimo e prossimo avversario domenica 22 marzo nel Fermano.TabellinoRETI – 15’ Fofi, 18’ Kieling, 57’ Carmona.MATELICA: Ginestra, Uncini (46’ Bianchi D.), Bucari (62’ Merli), Bianchi L., Marino, Lapi, Mengani N. (68‘ Rovazzani), Tomas Calier, Touray, D'Errico (62’ Mengani E.), Antonioni (83’ Carsetti). All. Santoni G. (squalificato, in panchina Santoni R.) – A disp. Falzetti, Cutrignelli, Sfasciabasti, Bonvin.FERMANA: Blasizza, Kieling, Marin, Carmona (86’ Petronelli), Cabrera (74’ Frinconi), Scanagatta, Fofi (62’ Cicarevic), Siculi (75’ Zanotelli), Barrasso (62’ Nunzi), Rodriguez, Lischi. All. Gentilini. – A disp. Valente, Barellini, Saviano, Morelli.ARBITRO: Crincoli di Ascoli Piceno (assistenti Petrone di Pesaro, Belogi di Ancona)NOTE - spettatori 400 circa, ammonito Bucari. Angoli 2-5. Recupero: 1' e 4', al 52’ Ginestra (M) para un rigore a Carmona (F)Foto SS Matelica Calcio
Niente da fare a Chieri per la CBF Balducci HR che viene superata in tre set dalla Reale Mutua Fenera nella seconda giornata dei Playoff Challenge (terza gara per le maceratesi che hanno anticipato la quarta giornata). Le ragazze di coach Lionetti, in campo oggi con una formazione inedita (Bonelli e Decortes a riposo) lottano soprattutto nel primo set contro una Chieri che fa in parte turnover, dove non sfruttano un set ball, e poi devono cedere ai colpi della MVP Ferrarini (13 punti con 5 muri), gli stessi centri di Degradi e Dambrink. Le piemontesi attaccano al 45% contro il 31% arancionero e mettono a segno 12 muri contro i 2 maceratesi. Top scorer della CBF Balducci HR è Nicole Piomboni (10). Con questo risultato Bresciani e compagne restano ferme a quota 3 punti in classifica nel Girone A.
Il guizzo arancionero in avvio di match (1-4) viene subito spento da Chieri che si affida ai muri e al servizio di Ferrarini (9-6), Piomboni e Kockarevic ricuciono (14-13) e Mazzon aggancia (17-17): la CBF Balducci HR arriva prima al set ball (23-24) ma poi due errori consecutivi maceratesi chiudono il set a favore delle piemontesi, 26-24: 5 punti e 2 muri per Sismondi, 6 centri per Ferrarini, sono 7 i muri di Chieri nel parziale. Nel secondo le padrone di casa partono meglio (4-1), le arancionere danno l’impressione di poter rientrare in gara (8-7) ma la Reale Mutua Fenera piazza il break del 13-9 e le ragazze di Lionetti non riescono più a risalire (25-17): 4 punti con il 57% per Dambrink. Nel terzo Chieri mette subito le mani sul match con battuta e contrattacco molto efficaci e che mettono in crisi le arancionere: 13-3 il break delle piemontesi (Degradi e Cekulaev sugli scudi), ma la CBF Balducci HR ritrova gioco e convinzione proprio dalla linea dei nove metri con Ornoch e Mazzon (16-14): le ospiti tengono il +2 fino al 20-18 poi Chieri firma lo strappo decisivo per il 25-20 finale.
Coach Lionetti parte con Batte-Kockarevic, Mazzon.Sismondi, Ornoch-Piomboni, Bresciani libero. Coach Negro risponde con Van Aalen-Dambrink, Cekulaev-Ferrarini, Bah-Degradi, Spirito libero.
Contrattacco Sismondi dopo l’ace di Mazzon (1-3), muro Sismondi (1-4), Ornoch non passa (3-4), Bah vincente, 4-4. Muro Ferrarini (5-4), non riesce la combinazione Batte-Sismondi (7-5), Kockarevic a segno (7-6), ace Ferrarini, 9-6. Piomboni passa (9-7), ancora lei (10-8), Bah contrattacco (13-9), Mazzon in fast (13-10), Piomboni contrattacco in pipe, 13-11. Kockarevic vincente (14-12), il video check dà ragione alle arancionere (14-13), Cekulaev allunga (17-14), Piomboni c’è (17-15), Mazzon vincente, 17-16. Ace Sismondi (17-17), dentro Antunovic e Nemeth per Chieri, c’è il muro di Degradi (19-17), poi sbaglia (19-19), Piomboni diagonale, 19-20. Nemeth sbaglia (19-21), rientrano Van Aalen e Dambrink, muro Cekulaev, 21-21. Piomboni passa con l’aiuto del nastro (21-22), muro Van Aalen (23-22), Mazzon passa (23-23), muro Sismondi (23-24), Bah annulla, 24-24. Ornoch non trova le mani del muro (25-24), Sismondi errore, 26-24.
Primo break del secondo set di Chieri con l’errore di Ornoch (3-1), Dambrink contrattacco (4-1), Degradi non passa (5-3), Ornoch vincente, 6-4. Sulla riga il muro arancionero (8-6), Degradi sbaglia (8-7), Piomboni a segno (9-8), Ornoch mani out (10-9), fallo seconda linea Kockarevic, 12-9. Dambrink contrattacco (13-9), a terra il tocco di Sismondi (13-10), Chieri resta a +4 (15-11), Degradi out, 16-12. Bah non trova il campo (17-13), Piomboni a segno (18-14), muro Van Aalen (20-14), pipe Kockarevic, 21-16. Dambrink mani out (23-16), Piomboni non trova le mani del muro, 25-17.
Nel terzo set c’è Kockarevic in banda con Ornoch opposta, la polacca non trova il campo (3-1), toccato l’attacco Bah (4-1), Kockarevic out, 5-1. La serba va poi a segno (5-2), Dambrink contrattacco (7-2), Degradi vincente (8-2), Ferrarini palla a terra, 9-2. Dambrink ancora (10-2), ace Bah (11-2), Sismondi palla sulla riga (11-3), Cekulaev a filo rete, 13-3. Dambrink sbaglia (13-5), Mazzon fast (14-7), ace Ornoch (14-8), ancora servizio vincente per la polacca (14-9), Piomboni contrattacco, 14-10. C’è Nervini per Degradi nel Chieri, ancora Piomboni (16-12), Kockarevic contrattacco (16-13), ace Mazzon (16-14), Ferrarini contrattacco (18-14), entra Clothier per Sismondi. Sul 19-15 rientra Degradi, Kockarevic vincente (19-16), Piomboni contrattacco (19-17), Clothier a segno (20-18), Degradi contrattacco, 22-18. La palla di Mazzon è fuori di pochissimo (23-18), Piomboni out (24-18), Ornoch a segno (24-19), Mazzon contrattacco (24-20), chiude Degradi 25-20.
IL TABELLINO
REALE MUTUA FENERA CHIERI '76 - CBF BALDUCCI HR MACERATA 3-0 (26-24 25-18 25-20)
REALE MUTUA FENERA CHIERI '76: Degradi 13, Cekulaev 8, Van Aalen 2, Bah 9, Ferrarini 13, Dambrink 13, Spirito (L), Occelli, Németh, Nervini, Alberti, Bonafede (L), Kunzler, Antunovic. All. Negro.
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Piomboni 10, Mazzon 7, Batte, Ornoch 8, Sismondi 6, Kockarevic 9, Bresciani (L), Decortes, Clothier 1, Bonelli. All. Lionetti.
Arbitri: Piana, Brancati.
Note - Spettatori: 1013, Durata set: 28', 22', 24'; Totale: 74'. MVP: Ferrarini.
Al triplice fischio la Civitanovese viene richiamata a rapporto dai tifosi, con alcuni giocatori invitati a togliersi la maglia. La protesta al Polisportivo cresce, e lo 0 a 0 contro il Fabriano Cerreto, ottenuto nonostante l’uomo in più per l’espulsione di Di Cato nella mezzora finale, avvicina pericolosamente la squadra di Massimo Silva alla retrocessione diretta. La curva rossoblù, ancora in attesa della prima vittoria casalinga del 2026, si aspettava molto di più: nelle ultime tre partite sono arrivati solo due punti e a quattro giornate dalla fine solo la matematica permette di sognare di evitare i playout.
Tra le delusioni spicca Ardemagni, arrivato per rinforzare un attacco fino a oggi sterile, ma non si può puntare il dito contro un singolo giocatore. Il mercato di riparazione si è rivelato fallimentare, e ora la Civitanovese ne paga le conseguenze. Il primo tempo contro il Fabriano Cerreto, fanalino di coda come i rossoblù, non ha visto alcun tiro in porta della squadra di casa. Nella ripresa qualche spunto in più, ma la delusione resta preponderante. Restano Trodica e Montegranaro in trasferta, Jesina e Fermignanese in casa: le ultime sfide del campionato saranno decisive. Il presidente Francesco Borrelli, arrivato durante le festività natalizie e parlando di 14 finali, ha visto la squadra non essere all’altezza.
Prima della partita, gli ultras avevano fatto visita alla squadra durante la rifinitura del sabato mattina, consapevoli dell’importanza vitale dello scontro contro il Fabriano Cerreto: solo la vittoria poteva evitare guai. Silva conferma Ardemagni al centro dell’attacco, rientra Visciano dalla squalifica e parte titolare Nacciarriti. Candia resta fuori per infortunio, mentre Pensalfini non figura tra i convocati per un battibecco con l’allenatore.
Un imprevisto colpisce anche l’arbitraggio: uno degli assistenti non è disponibile per uno stiramento, e viene chiamato Nicolò Bruscantini. Tra i tifosi in tribuna si nota l’ex presidente onorario Daniele Maria Angelini, che discute con Borrelli sulle prospettive future, comprese voci di eventuale acquisto di un titolo sportivo in caso di seconda retrocessione consecutiva. Le squadre entrano in campo con oltre mezz’ora di ritardo, mentre la curva canta “Papa Francesco salvaci tu da lassù”, affidandosi a una protezione divina dopo stagioni deludenti.
La partita racconta poco: primo tempo senza tiri in porta per i rossoblù, con un’occasione per il Fabriano Cerreto al 40’ con Gnahe che colpisce solo l’esterno della rete. Alla fine della prima frazione i tifosi contestano duramente i giocatori. Nella ripresa, al 49’, Franco serve Ardemagni ma il portiere Tafa respinge. Al 63’ Di Cato viene espulso per proteste, lasciando la Civitanovese in superiorità numerica. Silva inserisce un altro attaccante solo dopo qualche minuto, con l’uscita di Nacciarriti fischiata dai tifosi. Al 74’ Baiocco calcia dal limite, ma Tafa respinge in angolo. Dopo cinque minuti di recupero, il fischio finale conferma il rischio di seconda retrocessione consecutiva.
CIVITANOVESE (3-4-2-1): Servalli; Martiarena, Romero, Sanchez (40’ st Sciarra); Marietti (26’ st De Arriba), Visciano, Malaccari,
Baiocco (15’ st Piccinin); Franco (42’ st D’Ancora), Nacciarriti (15’ st Alexis Mendes); Ardemagni. A disp.: Massenz, Lorenzoni,
Cancellieri, Barone. All. Silva.
FABRIANO CERRETO(3-5-2): Tafa; Stortini, Malagrida, Trillini; Gnahe, Bracciatelli, Malagrida, Danilo Mendes (31’ st Merciari),
Bologna; Ndiaye (47’ st Palmieri), Di Cato. A disp.: Palazzo, Brodetto, Crescentini, Broda, Di Matola, Chiavellini, Amico. All. Bonura.
Arbitro: Mauro Tomei di Serpi (Bruscantini di Macerata e Lauro di Jesi).
Note: spettatori 600 circa. Calci d’angolo 2 a 4. Espulso Di Cato
al 18’ del secondo tempo per proteste. Ammoniti Malagrida, Ndiaye, Merciari, Bonura. Recupero: 5’ (1+4).
Sfuma all’ultimo, in pieno recupero, il sogno del Chiesanuova di tornare alla vittoria proprio in un delicato scontro salvezza. Al 97’ bomber Minnozzi regala l’1-1 alla Jesina e nega ai padroni di casa 3 punti che avrebbero pesato tanto nella volata salvezza. Una mazzata. Quantomeno per il gruppo di Mariotti i risultati dagli altri campi, vale a dire i pareggi delle altre due sfide dirette in programma nella 26° giornata, mantengono tutto inalterato nella zona bassa della classifica. Domenica i biancorossi andranno a Fabriano, ospiti del co-fanalino di coda assieme alla Civitanovese.
Cronaca. Nemmeno il tempo di accomodarsi e Di Matteo trova il filtrante per Papa, difesa leoncella alta e la punta supera il portiere (che oltretutto scivola) depositando l’immediato vantaggio. La sfida non poteva iniziare meglio per il Chiesanuova. A metà frazione locali ancora pericolosi, punizione dalla trequarti, Papa anticipa tutti e sfera a lato. Al 32′ e 33’ ecco Minnozzi con due punizioni da buona posizione, entrambe senza trovare il bersaglio grosso. La Jesina cresce e al 36’ costruisce una buona azione, Paglialunga spreca tutto con un sinistro alto.
Ripresa. All’8’ brivido per il Chiesanuova quando Minnozzi imbuca per Amedeo Massei, lo shoot è deviato in angolo. Passato lo spavento il Chiesanuova controlla la situazione e si arriva alle battute finali. Al 39’ Sopranzetti lancia in porta il neo entrato Mongiello ma il capitano conclude fuori non capitalizzando la chance del bis sicurezza. Al 51′ un altro subentrato, Giovannini per gli ospiti, potrebbe impattarla ma cicca da due passi. Le speranze leoncelle sembrano svanite ed invece 60 secondi dopo, all’ultimo assalto, Minnozzi in area fa Minnozzi e da centravanti puro è il più lesto su una palla vagante beffando i biancorossi per il gol che vale il preziosissimo 1-1.
Chiesanuova: Fatone, Parioli (45’st Negro), Lucarini, Monaco, Hernandez, Tanoni, Di Matteo, Borgia (15’st Pasqui), Papa (31’st Mongiello), Sopranzetti, Busato (20’st Bambozzi). All. Mariotti
Jesina: Santarelli, Grillo (22’st Nacciarriti), Paglialunga, Romizi (15’st Angeletti), Stefoni, A. Massei, Manna (31’st Gioacchini), F.Massei (31’st Cingolani), Ceccarelli (31’st Giovannini), Minnozzi, Borocci. All. Puddu
Arbitro: Ballarò di Pesaro
Reti: 3’ Papa, 52’st Minnozzi
Note: spettatori 250 circa; ammoniti Busato, F.Massei, A.Massei, Borgia, Bambozzi, Borocci; corner 2-5; recupero 1’ e 8’
Allo stadio Helvia Recina la Maceratese cade 0-1 contro il Termoli nella 27ª giornata del campionato di Serie D Girone F. A decidere la sfida è la rete di Mercuri al 36’ del primo tempo, un gol che permette agli ospiti di conquistare tre punti pesantissimi e di agganciare in classifica proprio i biancorossi a quota 30 punti.
Dopo la sosta torna dunque il campionato con uno scontro diretto delicatissimo per la zona playout, con il Termoli che arrivava nelle Marche a soli tre punti di distanza. Mister Possanzini sceglie di cambiare volto alla squadra rispetto alla formazione scesa in campo nella pesante sconfitta contro l’Ancona, schierando la Maceratese con il 4-2-3-1 guidato in attacco da Ciabuschi.
L’avvio di gara è favorevole ai padroni di casa. Al 6’ è Gagliardi a provare la conclusione dal limite, trovando però la pronta risposta di Iannacone. Pochi minuti più tardi, all’11’, arriva l’occasione più clamorosa per la Maceratese: ancora Gagliardi sfonda sulla fascia e mette un pallone perfetto al centro per Papa, che da posizione favorevole calcia a lato fallendo di fatto un rigore in movimento.
Dopo un inizio complicato il Termoli prende coraggio e alza il baricentro, provando qualche conclusione dalla distanza senza però impensierire seriamente Gagliardini. Il primo vero squillo ospite arriva al 34’, quando Biguzzi crossa dalla sinistra e Mercuri anticipa sul primo palo, trovando però la deviazione decisiva di Morganti che salva in angolo.
Due minuti più tardi arriva però il vantaggio molisano. Al 36’ la Maceratese non riesce ad allontanare il pallone dalla propria area e Mercuri ne approfitta infilando un potente mancino che si insacca sotto la traversa per lo 0-1. I biancorossi provano a reagire subito e al 39’ Ambrogi tenta la conclusione su calcio di punizione da posizione defilata, ma il pallone termina fuori.
Nella ripresa la Maceratese prova a spingere alla ricerca del pareggio. Al 3’ è ancora Gagliardi a provarci con una conclusione potente sul primo palo, ma Iannacone si dimostra ancora attento. Con il passare dei minuti i padroni di casa aumentano la pressione offensiva mentre il Termoli si difende con ordine cercando di colpire in contropiede.
Al 28’ Marras mette in mezzo un cross tagliato molto insidioso che Iannacone respinge con i pugni, salvando la propria porta. Due minuti dopo lo stesso Marras rientra dalla destra e tenta il tiro a giro con il mancino, ma la palla esce di poco a lato.
Nel finale la Maceratese tenta il tutto per tutto. Nei minuti di recupero arriva anche un’ultima opportunità con Osorio che raccoglie la sponda di Ciabuschi e calcia verso la porta, ma Iannacone blocca in due tempi spegnendo definitivamente le speranze dei biancorossi.
Il risultato finale premia così il Termoli che espugna l’Helvia Recina 1-0, conquistando tre punti fondamentali nella corsa salvezza. Con questo successo i molisani raggiungono la Maceratese in classifica a quota 30 punti, rendendo ancora più serrata la lotta nelle zone basse del campionato di Serie D Girone F. MACERATESE-TERMOLI 0-1 (36’ Mercuri) | 27esima giornata Serie D Gir. F
MACERATESE (4-2-3-1): Gagliardini; Perini, Morganti (50’ Osorio), Siniega, Mastrippolito (83’ Cirulli); Ambrogi, Nasic (46’ De Angelis); Marras, Gagliardi, Papa (50’ Ciattaglia); Ciabuschi. A disp. Cusin, Lucero, Arbusti, Ruani, Gironella, Cirulli. Allenatore: Possanzini
TERMOLI (3-5-2): Iannacone; Magnani, Biguzzi, Hysaj; Thiane, Colabella, Colarelli, Ceesay (58’ Avolio), De Risio; Mercuri, Romano. A disp. Troselj, Barone, Galdo, Staffa, Giandomenico, Marsico, Toffolo, Pepa. Allenatore: D’adderio
Ammoniti: Ambrogi, De Angelis, Mercuri, Magnani
Il K Sport Montecchio Gallo si conferma la bestia nera del Tolentino. Allo stadio "Della Vittoria" la squadra capolista del campionato di Eccellenza Marche si impone per 2-1 e certifica il suo status di formazione più forte del girone. Ad andare a segno Carta e Rivi nel corso di un primo tempo a senso unico. Al Tolentino non basta una ripresa giocata con grande orgoglio. Un risultato che rischia di far naufragare le ambizioni playoff dei cremisi. Cruciale, per una eventuale ricandidatura, sarà la trasferta in programma tra una settimana a Fermo.
LE FORMAZIONI - Padroni di casa in formazione rimaneggiata, soprattutto in avanti. Capezzani, Lovotti, Rotondo e Garcia sono out: Passarini rilancia dal 1' il giovanissimo Papini (2008). In difesa Fontana e Strano (non al meglio) si accomodano in panchina, mentre viene promosso titolare Romitelli. Ospiti, invece, schierati con la formazione tipo. Rispetto alla finale di Coppa Italia di due mesi fa, Magi può contare pure sul talento di Buonavoglia.
LA CRONACA - Prima del fischio d'inizio maglia celebrativa per le 200 presenze in cremisi consegnata a capitan Tizi dalla dirigenza locale. Avvio di partita convincente per Papini, che fa ammonire Nobili dopo soli 5 minuti di partita. All'8' sempre una gran finta di Papini, libera la corsa di Moscati che si incunea nello spazio e chiama alla parata Cerretani con un diagonale velenoso.
Replica ospite al 12' con un tiro telefonato di Sollaku. Tre minuti più tardi arriva l'episodio che porta al vantaggio del K Sport. Sollaku conquista una punizione dal limite al 12'. Sul punto di battuta si porta Carta, che pennella una traiettoria su cui Roberto non riesce ad arrivare. Soluzione balistica di rilievo e vantaggio pesarese.
Avanti di un gol, il Montecchio alza la propria linea di pressione e preme in maniera asfissiante sull'uscita dal basso del Tolentino. Al 29' cambio obbligato per Magi: esce l'infortunato Dominici, entra Fabbri. Rivi in volée impegna alla parata in due tempi Roberto al 34'.
Il Montecchio accusa un altro problema muscolare poco più tardi. Il gioco è assai spezzettato. Anche Sollaku alza bandiera bianca, al suo posto Magnanelli. Al 41' arriva il raddoppio ospite ed è un altro gioiello. Rivi trafigge Roberto con una conclusione perfetta dal limite dell'area di rigore. Diagonale imparabile. La superiorità del K Sport è evidente.
L'arbitro concede cinque minuti di recupero al termine della prima frazione. Il Tolentino è completamente in blackout. Il tentativo di Alberione al 46' è frutto più di frustrazione che di costruzione. Il Montecchio arriva, invece, con puntualità al tiro pericoloso. Al duplice fischio è 0-2.
Nel secondo tempo il Tolentino ha il merito di approcciare alla partita con più veemenza. Al 50' Moscati si mette in proprio e chiama alla parata in due tempi Cerretani. Quattro minuti più tardi anche Giandomenico impegna il portiere ospite che devia in evidente affanno.
Al 62' cremisi anche sfortunati. Un cross tagliato di Giandomenico trova la sponda di Diouane che libera al tiro di prima Moscati: la palla sbatte sul palo. Al 73' il K Sport sfiora il tris. Il neo entrato Broso allarga alla perfezione sulla destra per Magnanelli che supera Roberto, ma non Diouane, bravo a ribattere coi piedi la sfera prima che oltrepassi la linea di porta.
Il forcing dei padroni di casa si allenta, la partita si trascina senza sussulti. All'82' Nunes De Melo mastica la conclusione, deviata in angolo. L'occasione buona per accorciare le distanze arriva all'88'. All'undicesimo calcio d'angolo ottenuto il Tolentino trova il gol con l'incornata di Tomassetti.
Il K Sport vive un finale di partita in costante affanno. I cremisi collezionano corner a iosa ma non riescono a colpire nuovamente la porta difesa da Cerretani. Al triplice fischio la squadra di Magi festeggia con ardore, consapevole di aver superato un grosso ostacolo per la vittoria finale del campionato.
Tabellino Tolentino - K Sport Montecchio Gallo 1-2
TOLENTINO: Roberto, Diouane, Tizi, Tomassetti, Romitelli, Rozzi, Giandomenico (81' Mariani), Tortelli, Alberione, Papini (56' Nunes De Melo), Moscati. All. Passarini
K-SPORT MONTECCHIO GALLO: Cerretani, Camilloni, Procacci, Dominici (29' Fabbri), Nobili, Carta, Torelli, Buonavoglia (91' Mistura), Sollaku (36' Magnanelli), Montagna (84' Romualdi), Rivi (66' Broso). All: Magi
Arbitro: Antonio Tarli di Ascoli Piceno Assistenti: Andi Skura di Jesi e Riccardo Miano di Ascoli Piceno
Reti: 15' Carta (K), 41' Rivi (K), 88' Tomassetti (T), ammoniti: Nobili, Tortelli; espulsi: nessuno; corner 14-6; recupero: 5' (1°T) e 4' (2°T).
Il Kung Fu maceratese brilla sotto il cielo di Atene. Si è conclusa con una prestigiosa medaglia di bronzo la trasferta di Leonardo Archini al 6° Acropolis International Wushu Open, svoltosi nella suggestiva cornice dello stadio olimpico ellenico. L’atleta, portacolori della scuola maceratese Asd Wuxing, è stato convocato con la delegazione italiana per misurarsi con i migliori interpreti internazionali della disciplina.
Archini ha conquistato il terzo gradino del podio nella specialità Tui shou (spinta con le mani) a piedi fissi, una prova che richiede una gestione millimetrica dell'equilibrio e della forza interna. Il risultato non è solo un trofeo da mettere in bacheca, ma la conferma della qualità dell'insegnamento marziale portato avanti nel capoluogo.
Grande soddisfazione è stata espressa dai tecnici Andrea Bordi e Massimiliano Pallotti, che hanno seguito da vicino la preparazione dell'atleta. "Il piazzamento ottenuto rappresenta un utile test per verificare il lavoro svolto sulla struttura e sull'equilibrio - hanno commentato i preparatori - e la competizione internazionale è stata un'occasione di confronto necessaria per valutare la tenuta tecnica dell'atleta in un contesto esterno alla nostra scuola".
Lo stesso Leonardo Archini ha voluto sottolineare l'importanza dell'esperienza, spiegando come il suo obiettivo principale fosse quello di tradurre nella pratica agonistica i principi millenari dello stile Hung Gar. Un percorso di studio rigoroso che Archini segue a Macerata sotto la guida del Maestro Bordi e con la supervisione tecnica del Maestro Luigi Martone.
Per la Asd Wuxing, scuola che da anni rappresenta un punto di riferimento a Macerata per lo studio delle arti marziali tradizionali, questo bronzo aggiunge un tassello fondamentale nel percorso di crescita collettivo. Il risultato di Atene conferma la validità di un metodo che unisce la tradizione del Kung Fu alla capacità di competere ad altissimi livelli, portando il nome della città sul podio dei grandi eventi internazionali.
Un pareggio che sa di solidità ma che lascia un pizzico di amaro in bocca per le ambizioni di classifica. La Settempeda torna dalla trasferta sul difficile campo della Palmense con un 2-2 maturato interamente in un primo tempo scoppiettante, confermando di avere il piglio giusto per affrontare i piani alti del girone, anche se la corsa playoff si fa ora terribilmente in salita a soli quattro turni dal termine.
Nonostante le pesanti assenze (Guermandi squalificato, oltre agli indisponibili Perez, Dutto, Borgiani e Monachesi), mister Pierantoni ridisegna i biancorossi con intelligenza. La mossa paga subito: al 10’ la Settempeda passa in vantaggio grazie a un'astuta lettura di Tulli che si disinteressa del pallone in fuorigioco, lasciando campo libero a Compagnucci; l'attaccante entra in area e trafigge Tiberi con un diagonale chirurgico.
La Palmense non sta a guardare e al 28’ trova l'1-1 con un piatto destro a giro di Haxhiu dal limite. Il finale di frazione è un vortice di emozioni: al 44’ i locali completano il sorpasso con un colpo di testa di Pelliccetti che si infila all'incrocio, ma la reazione settempedana è fulminea. Sessanta secondi dopo, ancora uno scatenato Compagnucci sfonda a sinistra e mette al centro un pallone che Tulli deve solo spingere in rete per il definitivo 2-2.
Nella ripresa i ritmi calano drasticamente. Prevale la paura di perdere e le difese prendono il sopravvento sui rispettivi attacchi. La Settempeda prova a vincerla con maggiore convinzione, trascinata dalle prestazioni di Brandi, Pagliari e Zappasodi, ma la mira di Compagnucci al 21’ non è quella dei giorni migliori.
Nel finale, l'espulsione di Cappella lascia i padroni di casa in dieci uomini per i restanti 7 minuti (recupero incluso). I biancorossi si gettano in avanti, creando una mischia furibonda nell'area fermana proprio allo scadere, ma la zampata di Meschini non trova fortuna.
Il punto muove la classifica ma non stravolge gli equilibri in ottica playoff, rendendo i prossimi 360 minuti di gioco decisivi e privi di margine d'errore. Sabato prossimo, prima della sosta, la Settempeda tornerà tra le mura amiche per ospitare il Monturano, in quello che si preannuncia come un altro scontro crocevia per il finale di stagione.
PALMENSE-SETTEMPEDA 2-2
MARCATORI: pt 11’ Compagnucci, 28’ Haxhiu, 44’ Pelliccetti, 45’ Tulli
PALMENSE: Tiberi, Fuglini, Cappella, Haxhiu, Sako, Aliffi, Ruggeri(28’st Crosta), Guedak, Pelliccetti(16’st Guideri), Cuccù(28’st Ferranti), Nazziconi. A disp. Coluccino, Silenzi, Cacciola, Nazziconi F, Di leonardo, Sacchini. All. Nocera
SETTEMPEDA: Giulietti, Brandi, Montanari, Pagliari, Zappasodi, Dolciotti(18’st Russo), Sfrappini(27’st Ammora), Bonifazi(44’st Paciaroni), Compagnucci, Quadrini, Tulli(35’st Meschini). A disp. Marchegiani, Eugeni, Amici, Corna, Lovaglio. All. Pierantoni
ARBITRO: Falgiani di Ascoli Piceno. Assistenti: Buttafuoco e Gasperi di San Benedetto NOTE – Espulsi: Cappella(Palmense) 42’st per doppia ammonizione. Ammoniti: Pagliari, Fuglini, Compagnucci, Cappella. Angoli: 1-4. Recupero: st 5’
Doveva essere la partita della verità e la Cluentina non ha fallito. In un pomeriggio carico di tensione agonistica, i biancorossi di Stefano Massi si aggiudicano il "derby delle necessità" contro il Montecassiano, centrando una vittoria per 2-1 che profuma di liberazione. Se per i locali il successo significa mettere sette punti di sicurezza sulla zona play-out, per i rossoblù di Pierantoni la situazione si fa drammatica: è la settima sconfitta consecutiva, un tunnel che sembra non avere fine.
Nonostante le assenze pesanti di Canuti e Amico, la Cluentina approccia il match con il piglio giusto. Al 22’ il risultato si sblocca grazie a una perla: Di Marino recupera palla sulla trequarti e scaglia una staffilata dai 25 metri che si insacca imparabile all'incrocio dei pali.
Il Montecassiano, imbottito di ex (da Mongiello a Giaconi), prova a scuotersi e al 44’ trova il pari: una punizione di Massini viene deviata sfortunatamente da Montecchiari, beffando Pennesi. Ma la gioia ospite dura meno di sessanta secondi. Palla al centro e la Cluentina reagisce da grande squadra: Mancini si incarica di una punizione dal limite e, con un colpo da biliardo, la spedisce nell'angolino alto per il 2-1 che manda le squadre al riposo.
Nella seconda frazione la gara si fa "sporca" e nervosa. Un episodio dubbio accende gli animi quando Pigliacampo colpisce Pagliarini a palla lontana, sfuggendo alla sanzione arbitrale. La Cluentina spreca più volte il colpo del ko con Cullhaj e Acquaviva, merito anche di un ottimo Carpera tra i pali ospiti. Il finale è un assedio rossoblù, ma la difesa maceratese regge l'urto fino al triplice fischio del signor Barchetta.
A fine gara, il tecnico biancorosso Stefano Massi esalta il carattere dei suoi: "Avevo chiesto ai ragazzi uno switch mentale per giocare con la testa libera e ci sono riusciti. Ristabilire il vantaggio subito dopo il loro pareggio è sinonimo di tenacia e consapevolezza totale".
Per il Montecassiano, che non muove la classifica dal lontano 24 gennaio, il ritorno di Pierantoni in panchina non ha ancora prodotto la scossa sperata. La stagione, nata con ben altre ambizioni, si è trasformata in una rincorsa affannosa verso una salvezza tutta da conquistare.
IL TABELLINO
CLUENTINA: Pennesi, Gesuelli, Pagliarini, Monteverde (87’ Torresi), Pieristè, Menghini, Lovascio (59’ Cullhaj), Montecchiari, Acquaviva, Di Marino (55’ Ceesay), Mancini. Allenatore: Stefano Massi
MONTECASSIANO: Carpera, Giaconi, Stura, Trobbiani, Tacconi, Pigliacampo, Chiaraberta (86’ Candidi), Micucci (75’ Marcantoni), Poloni, Mongiello (74’ Grandicelli), Massini (64’ Volponi). Allenatore: Gilberto Pierantoni
ARBITRO: Tommaso Barchetta (Fermo) SPETTATORI: circa 200
Il derby cittadino tra VR Macerata e Atletico Macerata non ha deluso le attese, regalando novanta minuti di pura intensità, colpi di scena e un pareggio finale (2-2) che lascia l'amaro in bocca alla VR e premia la caparbietà dell'Atletico.
Per oltre un'ora la stracittadina è sembrata avere un solo padrone. La VR Macerata ha approcciato il match con la giusta cattiveria agonistica, gestendo il possesso e capitalizzando al massimo le palle inattive. È stato Doga a rompere l’equilibrio con una punizione magistrale che ha trafitto il portiere avversario. Poco dopo, la storia si è ripetuta: ancora un calcio di punizione, stavolta trasformato da Danchivsky, ha permesso ai padroni di casa di volare sul doppio vantaggio, mettendo una seria ipoteca sul derby.
Al 65’, però, l'episodio che ha riaperto i giochi: lo stesso Doga, autore del primo gol, si è fatto espellere per una reazione ai danni di Marcolini. Con la VR in inferiorità numerica per gli ultimi 25 minuti, l'Atletico Macerata ha alzato il baricentro, consapevole di poter riacciuffare una partita che sembrava persa.
La pressione degli uomini dell'Atletico ha dato i suoi frutti poco dopo, quando Forconi ha trovato il varco giusto sugli sviluppi di un corner, accorciando le distanze con un destro preciso.
Il finale è stato un assedio. Al minuto 88’ la doccia fredda per la VR: una conclusione a giro di Luciani dalla distanza ha trovato la deviazione decisiva di Giampaoletti, finendo la sua corsa proprio sotto l’incrocio dei pali per il 2-2. L'Atletico ha addirittura sfiorato il sorpasso clamoroso con una punizione di Bertola che si è stampata sulla traversa a portiere battuto.
Nonostante la rimonta subita, la VR Macerata sale a quota 39 punti, blindando il quarto posto e la zona playoff. Muove la classifica anche l’Atletico Macerata, che con questo punto di platino nel derby mantiene una distanza di sicurezza di cinque lunghezze dalla zona calda dei playout.
VR MACERATA - ATLETICO MACERATA 2-2
VR MACERATA: Fuscá, Giampaoletti, Ricciotti, Doga, Prenna, Intermesoli, Ricotta (65' Cardinali), Ciurlanti, Canesin (85' Bertola), Danchivsky (70' Elisei), Romagnoli (75' Carpano). A disposizione: Marconi, Benfatto, Giovannelli, Gadou, Calabrese. Allenatore: Marco Moretti.
ATLETICO MACERATA: Ciminari, Vecchi (60' Menchi), Velaj (80' Garbuglia), Marcolini, Foglia (65' Giannini) Monteverde (68' Luciani), Stura, Taborro (70' Forconi), Petelin, Perez, Ceresani. A disposizione: Sensi, Gentili, Grappone, Rapagnani. Allenatore: Samuele Tassi.
Marcatori: Doga 20', Danchivsky 68', Forconi 80', Luciani 88'.
ARBITRO: Simone D'Angelo - Sezione di Ascoli Piceno.
NOTE: Presenti circa 200 spettatori.
Una giornata destinata a restare negli annali. Camerino ha vissuto oggi il suo momento di gloria internazionale ospitando l’arrivo della sesta tappa, la "tappa regina", della Tirreno-Adriatico. Il cuore della città ducale si è trasformato in un'arena a cielo aperto: migliaia di persone hanno invaso Piazza Cavour e le vie del centro storico, creando una cornice di entusiasmo che ha accompagnato i campioni della "Corsa dei Due Mari" fino agli ultimi metri del traguardo.
L'evento ha garantito a Camerino una visibilità senza precedenti grazie alla diretta televisiva nazionale, che ha mostrato a milioni di telespettatori non solo la competizione sportiva, ma anche la bellezza dei beni culturali e la vitalità di una comunità che sta portando avanti con forza il proprio percorso di rinascita.
Il protagonista più atteso è stato senza dubbio Giulio Pellizzari, il giovane talento camerte classe 2003, ribattezzato dai tifosi il "Duca di Camerino". Pellizzari, reduce da una Tirreno-Adriatico di altissimo livello, è stato letteralmente spinto dal calore del suo pubblico lungo l'ultima, durissima salita, regalando un'emozione indescrivibile alla sua città natale.
Grande l'emozione nelle parole del sindaco Roberto Lucarelli, che ha fortemente voluto l’arrivo della corsa proprio nel cuore del centro storico. "È stata una giornata storica - ha dichiarato il primo cittadino - vedere la piazza e le vie piene di gente è stata un’emozione grandissima. Oggi abbiamo visto una città forte e bella, che segna un passo verso un futuro dove non si parla più solo di sisma, ma veramente di una nuova vita".
Il sindaco ha rivolto un plauso speciale a Pellizzari: "Complimenti a Giulio per il magnifico risultato e per come porta in alto il nome della nostra città. Tutta Camerino faceva il tifo per lui". Lucarelli ha poi ringraziato l'organizzazione di RCS, le forze dell'ordine, i dipendenti comunali e, soprattutto, i commercianti e i cittadini che hanno lavorato fin dall'alba per abbellire la città. "Questa iniziativa ha garantito una promozione a 360 gradi: abbiamo mostrato le nostre tipicità e dimostrato che la città più colpita dal sisma è ormai in grande ripresa".
La sesta tappa della Tirreno Adriatico 2026, da San Severino Marche a Camerino, ha regalato spettacolo sulle strade marchigiane e soprattutto una giornata speciale per Giulio Pellizzari, protagonista sulle strade di casa davanti al proprio pubblico. Sul traguardo di Camerino, città che nel 2009 aveva celebrato il successo di Michele Scarponi nella tappa partita da Civitanova Marche, è arrivata la vittoria di Isaac Del Toro, che ha conquistato anche la classifica generale della Corsa dei Due Mari. Pellizzari ha chiuso quarto dopo aver animato il finale, difendendo comunque la seconda posizione in classifica generale a un solo secondo da Matteo Jorgenson.
La frazione marchigiana, lunga 188 chilometri e caratterizzata da quasi quattromila metri di dislivello, è partita da San Severino Marche con un ritmo subito elevato. Dopo numerosi tentativi di attacco si è formata una fuga composta da sette corridori, tra cui Filippo Ganna, Gregor Mühlberger, Vincenzo Albanese, Clément Braz Afonso, Walter Calzoni, Timo Kielich e Thomas Guillermo Silva. Il gruppo ha lasciato spazio agli attaccanti, che sono riusciti a guadagnare diversi minuti di vantaggio prima dell’ascesa di Sassotetto, la salita più lunga della giornata, affrontata quando mancavano ancora oltre cento chilometri all’arrivo.
Il vantaggio della fuga è rimasto consistente per buona parte della tappa, mentre alle spalle il gruppo ha gestito la situazione senza forzare troppo. Con il passare dei chilometri però il ritmo è aumentato e il margine degli attaccanti ha iniziato a ridursi. Nel circuito finale attorno a Camerino, con la salita di tre chilometri da affrontare più volte e pendenze che toccano il 18 per cento, la corsa è entrata nel vivo. Il forcing del gruppo ha progressivamente selezionato il plotone fino a riportarsi sui battistrada, con Mühlberger e Braz Afonso ultimi a resistere prima del definitivo ricongiungimento.
A quel punto la scena è diventata tutta dei big. Il gruppo dei favoriti si è ridotto a poco più di venti corridori e la tensione è salita in vista dell’ultima ascesa verso Camerino. Giulio Pellizzari, spinto dall’entusiasmo del pubblico di casa, ha provato più volte a scattare. Prima ha reagito prontamente agli attacchi degli avversari, poi ha lanciato un’accelerazione secca a pochi chilometri dall’arrivo costringendo Isaac Del Toro a seguirlo. Nel finale il marchigiano ha trovato ancora le energie per staccare Ben Healy e tentare un’azione solitaria, tra i cori dei tifosi.
Negli ultimi metri però Del Toro ha dimostrato di avere ancora qualcosa in più. Il messicano ha risposto agli scatti e ha sfruttato il momento decisivo per piazzare l’attacco vincente, andando a conquistare tappa e classifica generale. Alle sue spalle Tobias Halland Johannessen ha chiuso al secondo posto, mentre Matteo Jorgenson ha completato il podio di giornata. Pellizzari, dopo aver acceso la salita finale con il suo coraggio, ha terminato la prova al quarto posto, difendendo comunque una splendida seconda posizione nella classifica generale.
La giornata marchigiana resta comunque speciale per il giovane talento italiano. Sulle strade dove è nato e cresciuto, Pellizzari ha dimostrato ancora una volta di poter competere con i migliori del ciclismo mondiale, sfiorando il sogno di una vittoria nella sua Camerino. A conquistare la tappa e la Tirreno Adriatico è stato Del Toro, ma il pubblico marchigiano ha applaudito soprattutto il proprio beniamino, protagonista di un finale emozionante su una salita che ha reso omaggio anche al ricordo di Michele Scarponi.
(Credit foto: Facebook Tirreno Adriatico)
Una giornata primaverile ha trasformato Piazza del Popolo in un vero e proprio palcoscenico mondiale per l’inizio della sesta tappa della 61esima edizione della Tirreno-Adriatico, definita dagli esperti come la “tappa regina” della Corsa dei Due Mari.
Ad accogliere i campioni del ciclismo internazionale e migliaia di appassionati, il sindaco Rosa Piermattei, dal palco dello Start Village allestito all’ombra del Palazzo Municipale, ha espresso grande orgoglio e commozione: “Ospitare la partenza di questa manifestazione è un grande onore, perché ci permette di mostrare le bellezze della nostra città e del territorio circostante. È una giornata di festa per tutta la comunità”.
Il primo cittadino ha inoltre lanciato un messaggio di speranza e rinascita: “Sappiamo bene che sono stati anni difficili, ma oggi vogliamo guardare avanti. Ai ragazzi dico sempre: volere è potere. Con impegno e passione si possono raggiungere grandi traguardi, proprio come l’atleta Giulio Pellizzari, nato a Camerino e cresciuto qui, che oggi rappresenta la nostra terra tra i professionisti”.
Numerose autorità hanno preso parte alla cerimonia sulla linea di partenza, tra cui l’assessore allo Sport della Regione Marche Tiziano Consoli, il presidente del Coni Marche Fabio Luna e l’assessore comunale allo Sport Paolo Paoloni. Il momento più suggestivo è stato la firma sul registro delle presenze da parte dei grandi nomi del ciclismo mondiale, prima di partire alla volta della tappa più impegnativa della corsa.
La città ha risposto con entusiasmo: centinaia di studenti dell’Istituto Comprensivo P. Tacchi Venturi hanno colorato la piazza con bandierine tricolore, mentre lungo il percorso cittadino giovani tifosi hanno sostenuto con calore gli atleti. Un momento particolarmente emozionante è stato il passaggio dei giovanissimi ciclisti della Tormatic Pedale Settempedano, che hanno scortato simbolicamente i professionisti fino al Km 0 a Colotto, dando un segno di continuità e passione sportiva tra generazioni.
Un periodo da incorniciare per Alex Nikolov, martello bulgaro della Cucine Lube Civitanova, mattatore di Gara 1 dei Quarti di Finale nei Play Off contro l'Itas Trentino. Con due nomination come MVP, al termine delle gare di Regular Season vinte dai cucinieri contro Rana Verona e Cisterna Volley, lo schiacciatore biancorosso si è aggiudicato il premio come Credem Banca MVP del mese di febbraio.
Per la seconda volta in questa stagione, Nikolov si merita un riconoscimento di così alto prestigio: il talentuoso cuciniero classe 2004 aveva ricevuto anche il premio come Credem Banca MVP del mese di ottobre.
Nel solo mese di febbraio Nikolov ha messo a referto 92 punti, frutto di 81 attacchi vincenti, 5 ace e 6 block. Considerando tutta la Regular Season, invece, sono 450 i punti totalizzati dal vicecampione d'Italia, cifra che gli ha permesso di laurearsi top scorer della stagione regolare di SuperLega Credem Banca.
Il premio ad Alex Nikolov verrà consegnato domenica 15 febbraio, pochi istanti prima di Cucine Lube Civitanova – Itas Trentino, match valido per Gara 2 dei Quarti di Finale Play Off SuperLega Credem Banca. La serie, al momento, vede i marchigiani avanti 1-0.
Nikolov e Boninfante, reduci dalla sala pesi, sono intervenuti durante la presentazione del progetto UNICAMACE, in collaborazione tra Lube Volley e Università di Camerino (leggi qui ). Intervistati ai nostri microfoni hanno commentato:
Nikolov: “Vuol dire che siamo sulla strada giusta, vuol dire che la squadra sta vincendo, perché se la squadra non vince non puoi vincere l’MVP del mese. Sono contento e spero di continuare i play-off come li abbiamo iniziati".
Boninfante: “Ovviamente per vincere soprattutto servono tutti, poi in alcuni momenti emerge qualcuno, in altri momenti emerge qualcun altro della squadra. Siamo qui per questo, siamo qui per provare a vincere tutte le partite, quindi dandoci una mano a vicenda”. Alla domanda se offrirà una cena ai compagni, Nikolov ha risposto con un sorriso: “Come sempre, come sempre”.
Vigilia carica di tensione per la Recanatese, attesa dallo scontro salvezza contro il Castelfidardo. Una partita che può pesare moltissimo nella corsa alla permanenza in categoria e che l’allenatore Giovanni Pagliari non esita a definire come una gara che per i giallorossi rappresenta quasi l’ultima spiaggia.
Se per i fidardensi la partita è l’ultima occasione per restare agganciati alla corsa salvezza, anche la Recanatese si gioca una fetta importante della stagione. I leopardiani sono infatti in piena zona playout con 21 punti, a nove lunghezze dalla salvezza diretta, e non vincono dal 18 gennaio scorso, quando espugnarono il campo del Termoli.
«È una partita molto importante anche per noi – spiega Pagliari – ma ormai quando mancano così poche partite non esistono gare in cui i punti non contano. Sono tutte fondamentali, questa ancora di più perché è uno scontro diretto».
Un appuntamento che arriva in un momento delicato della stagione, con la squadra chiamata a reagire anche dopo il richiamo del presidente Massimiliano Guzzini, che nei giorni scorsi ha chiesto maggiore attenzione e attaccamento alla maglia. «È normale che il presidente cerchi di aiutare e di tirare su la squadra - sottolinea Pagliari - lo stiamo facendo tutti perché è una situazione che non piace a nessuno e siamo convinti, sono convinto, che questa squadra ha i mezzi per risollevarsi. Però è normale che le parole le porta via il vento e le potrebbero dire tutti. Perciò noi dobbiamo solo, come abbiamo fatto in questi giorni, lavorare e mettere in campo la determinazione e il cuore e idee chiare».
Dall’infermeria però non arrivano notizie particolarmente confortanti. Restano infatti in dubbio alcuni giocatori che da tempo convivono con problemi fisici. «Mordini, Capanni e Nanapere li stiamo valutando. Sicuramente giocheranno quelli che stanno bene: non rischieremo nulla, anche per rispetto del gruppo e di chi si sta allenando molto bene».
La recente sosta è stata comunque utile per ricaricare le energie e alleggerire un clima che, dopo l’ultima sconfitta, era diventato pesante all’interno dello spogliatoio. «La pausa è stata ben gradita – conclude Pagliari – perché dopo l'ultima sconfitta il clima era pesante. Gestire momenti così non è mai semplice, anche con l’esperienza. Però sono convinto che questo gruppo abbia i mezzi per risollevarsi. Domenica è un’occasione e migliore di questa non c’è: dobbiamo tirare fuori le nostre caratteristiche, gli attributi, il cuore e la voglia, perché dobbiamo fare risultato a tutti i costi».