Altra giornata da incorniciare per Giulio Pellizzari. Il 22enne ciclista camerte, portacolori della Red Bull - Bora - hansgrohe, ha conquistato una splendida vittoria nella seconda tappa del Tour of the Alps, un percorso di 147,5 chilometri scattato da Telfs, in Tirolo, e conclusosi sull'impegnativa ascesa di Val Martello, in Alto Adige. Con questo successo, Pellizzari balza anche al comando della classifica generale.
LA TAPPA - La frazione, caratterizzata dalla lunga fuga di Mattia Gaffuri, si è decisa sulla salita finale di Val Martello, un’ascesa selettiva con una pendenza media dell’8%. Qui il gruppo dei migliori ha ripreso il fuggitivo. Allo sprint, Pellizzari ha confermato il feeling con gli arrivi veloci facendo valere la sua potenza e precedendo Arensman per la sua seconda vittoria in carriera, dopo la tappa alla Vuelta 2025. Una prestazione che gli vale anche la maglia di leader della generale, con 4 secondi su Arensman e 6 su Gaffuri.
Questa vittoria al Tour of the Alps non è un semplice successo di tappa, ma assume un significato ancora più profondo in ottica Giro d’Italia, la Corsa Rosa che partirà tra poche settimane. Pellizzari, infatti, sarà il capitano designato della Red Bull al Giro e il Tour of the Alps rappresenta la corsa preparatoria ideale.
A conferma della centralità di questo evento, basti pensare che tre dei compagni presenti in questa trasferta alpina lo accompagneranno anche al Giro d'Italia: si tratta di Vlasov, Aleotti e Zwiehoff. I segnali lanciati oggi da Pellizzari sono estremamente positivi e fanno sognare i tifosi di Camerino e di tutta la provincia di Macerata. domani è in programma la terza frazione, 175,1 chilometri da Laces ad Arco, dove Pellizzari dovrà difendere la maglia di leader.
La Civitanovese si giocherà tutto negli ultimi novanta minuti. Ma lo farà nelle condizioni peggiori possibili. Lo 0-0 sul campo del Montegranaro (leggi qui) condanna infatti i rossoblù all’ultimo posto solitario in classifica, a -2 dal Fabriano Cerreto, vittorioso contro il Trodica. Una situazione che complica enormemente la corsa salvezza: la squadra guidata da Daniele Marinelli non è più padrona del proprio destino.
Per evitare la retrocessione diretta servirà innanzitutto vincere l’ultima sfida casalinga contro la Fermignanese, ancora in bilico nella zona playout. Ma non basterà: sarà necessario anche un passo falso del Fabriano Cerreto, impegnato sul campo dell’Osimana, ormai senza più obiettivi. Una combinazione di risultati che rende la situazione estremamente complicata e che obbliga la Civitanovese a guardare oltre il proprio campo, conseguenza diretta di un percorso stagionale pieno di inciampi.
Resta aperta l’ipotesi dello spareggio in caso di arrivo a pari punti: uno scenario che permetterebbe ai rossoblù di giocarsi tutto in novanta minuti, con in palio la possibilità di accedere ai playout contro la quintultima (piazza attualmente occupata dal Chiesanuova, a -2 dal Matelica e -3 da Jesina e Fermignanese). Un precedente recente alimenta le speranze: nella stagione 2023/24 Monturano e Azzurra Colli chiusero a pari punti all’ultimo posto e si affrontarono nello spareggio, vinto dai fermani, poi protagonisti di una salvezza insperata completata con il successo nel playout sul campo della Jesina.
Dopo lo 0-0 di Montegranaro, Mister Marinelli, tornato in panchina dopo la sfortunata parentesi di Silva, ha dichiarato riguardo all'ultima giornata di campionato: “Servirà una vittoria e poi guarderemo anche i risultati che arriveranno dagli altri campi e vedremo quello che succede: se ci sarà da spareggiare spareggeremo, se andremo ai playout ce li giocheremo altrimenti accetteremo il verdetto del campo”.
Eppure, anche nella difficoltà, qualche segnale dal campo di Montegranaro si è visto. La squadra ha lottato, ha mostrato spirito e attaccamento, qualità che in altri momenti della stagione sono spesso mancate. Marinelli ha sottolineato proprio questo aspetto: “Ho trovato ragazzi motivati, con voglia e questo si è visto in campo perché hanno fatto una grande partita. Tanti hanno finito anche con i crampi e questo è segnale che hanno dato tutto quello che avevano. Questo è un gruppo buono, peccato le tante vicissitudini di quest’anno che hanno penalizzato oltremodo la classifica, altrimenti staremo a parlare di qualcosa di diverso. Ancora però deve essere detta l’ultima parola”.
Ed è proprio a quell’ultima parola che si aggrappa una Civitanovese chiamata ora a vincere e sperare, dopo aver compromesso quasi tutto lungo un cammino che, fin qui, ha avuto i contorni di un fallimento. In caso di retrocessione, sarebbe la seconda consecutiva dopo quella dalla Serie D dello scorso anno: un epilogo che renderebbe ancora più pesante il bilancio di una stagione già profondamente negativa.
Un bottino impressionante quello conquistato dai ragazzi del Karate-Kai Civitanova Marche durante la domenica di sport vissuta alla Palestra Coni di Fermo. Gli atleti civitanovesi hanno portato a casa ben 4 ori, 6 argenti e 2 bronzi, confermandosi tra le realtà più competitive del panorama regionale.
L'evento, che ha visto la partecipazione di 400 karateka provenienti da Marche e Umbria, era diviso in due momenti: il Karate Kids Project, dedicato alle classi pre-agonistiche, e la 3ª tappa del Trofeo Marche, gara individuale di kata (forma) e kumite (combattimento) riservata agli agonisti.
Nella categoria Esordienti, prestazione superlativa per Diego Zaniolo, capace di conquistare il primo posto sia nel kumite (-43 kg) che nel kata. Doppietta di medaglie anche per Greta Bonifazi (oro nel kumite -45 kg e argento nel kata) e per Mattia Quaglietti, che ha centrato due argenti (kumite -48 kg e kata). Bronzo nel kata per Edoardo Marziali.
Tra i Cadetti, splende l'argento di Nicolò Virgili (kumite -63 kg), mentre nella categoria Juniores si è distinto Diego Castignani, primo nel kumite (-61 kg) e secondo nel kata. Ottimo argento anche per Alessandro Pompili nel kumite (-68 kg). Per i Seniores, sale sul terzo gradino del podio Alessandro Martini nel kata.
Oltre agli agonisti, grande prova di carattere per i giovanissimi che hanno partecipato al progetto Kids: Alessio Ascenzi, Alice Braconi, Emma Capozucca, Francesco Colò, Giorgia Gianfelici, Mattia Mariucci, Matteo Mataloni, Anastasiia Michuda e Andriy Michuda.
Soddisfazione espressa dagli accompagnatori, il tecnico Massimo Castignani e il Presidente, il Professor Umberto Tocchetto, che hanno guidato la squadra in questa trasferta di successo organizzata dal C.R. Marche Fijlkam in collaborazione con la Yama Bushi Fermo.
Una 22ª edizione da record. La "Stracassero", disputata ieri mattina tra le vie del centro storico di Castelraimondo, ha superato ogni aspettativa registrando il numero straordinario di oltre 700 iscritti. Non solo una gara podistica, ma una vera festa collettiva che ha saputo coniugare sport, cultura e promozione del territorio.
A rendere possibile questo risultato è stata la massiccia partecipazione di società sportive da tutta la regione, con delegazioni particolarmente numerose come il GPI Monti Azzurri, l’ASD Colmurano e il GP Avis Montelupone. Accanto agli atleti professionisti, ha brillato il percorso non competitivo, che ha visto protagonisti tantissimi cittadini, famiglie e bambini delle scuole, confermando l'anima inclusiva della manifestazione.
Per quanto riguarda la cronaca sportiva, il primo assoluto a tagliare il traguardo è stato Giovanni Cacciamani, mentre per la categoria femminile il gradino più alto del podio è andato a Elena Casarotta. Applausi scroscianti per il beniamino di casa Francesco Passarini, che ha ottenuto un'ottima quinta posizione assoluta, risultando il primo tra gli atleti di Castelraimondo.
«Questa edizione da record è il frutto di un lavoro di squadra che parte da lontano - ha dichiarato Fabio Scuriatti, referente del gruppo Avis Podistico -. Vedere oltre 700 iscritti significa aver costruito un momento di condivisione e promozione del territorio». Orgoglio condiviso dal presidente Maurizio Guido, che ha definito la corsa un «punto di riferimento nel panorama marchigiano».
Soddisfazione espressa anche dal sindaco Patrizio Leonelli, che ha sottolineato come l'evento rafforzi il senso di comunità, e dal consigliere regionale Renzo Marinelli, il quale ha lodato la Stracassero come «motore di aggregazione e promozione territoriale».
Vittoria pesante per il Potenza Picena, che si impone 1-0 allo stadio "Martini" di Corridonia sul San Claudio e riconquista la testa della classifica nel Girone C di Prima Categoria. Una gara combattuta, decisa da un episodio e interpretata con grande solidità dai giallorossi, capaci di portare a casa tre punti fondamentali nella corsa al primato. Se sul campo a parlare è stato il risultato, all’indomani della sfida sono però le vicende extra-calcistiche a tenere banco. Il San Claudio Calcio ha, infatti, denunciato presunti episodi di violenza avvenuti al termine della partita, esprimendo una ferma condanna per quanto accaduto.
La società locale ha dichiarato: «Condanniamo fermamente qualsiasi forma di violenza, come quella accaduta ieri 19 aprile dopo la partita contro il Potenza Picena, che ha visto vittima dei ragazzi minorenni, tra cui alcuni tesserati della categoria Allievi. I ragazzi in questione, dopo aver in settimana subito la grave perdita del loro mister (il riferimento è alla tragica scomparsa avvenuta in campo di Giuseppe Canuti, ndr), sono stati attaccati da dei tifosi ospiti».
Nel comunicato si aggiunge: «Il fatto è successo all’altezza della caserma dei carabinieri, con dei ragazzi che si erano fermati per dei problemi ai loro motorini e sono stati appunto aggrediti da alcuni tifosi ospiti. Il rapporto con la società comunque prescinde da ciò che succede al di fuori dal campo, ma condanniamo il comportamento di alcuni dei suoi sostenitori».
Non si è fatta attendere la risposta della SS Potenza Picena 1945, che ha diffuso una nota ufficiale per chiarire la propria posizione: «La società si dissocia con la massima fermezza da qualsiasi forma di violenza, aggressione o comportamento contrario ai principi di correttezza, rispetto e lealtà sportiva».
Il club giallorosso ha inoltre ribadito: «Condanniamo in modo energico ogni atto che vada oltre le nostre norme etiche, i nostri valori e quanto stabilito dal nostro statuto. Ribadiamo la nostra estraneità a qualsiasi presunto episodio di violenza e invitiamo tutti a mantenere toni responsabili, nel rispetto dei fatti e delle persone coinvolte».
Anche la boxe entra tra le partnership sportive di Fisiomed, che rafforza ulteriormente la propria presenza a San Severino. Il gruppo medico diventa infatti official medical partner dell’Audax Settempedana.
La collaborazione è stata annunciata nel corso di un incontro informale. L’Audax Settempedana, società nata nel 2022 con una forte vocazione per il pugilato e che dalla scorsa estate ha ampliato la propria attività anche al calcio, potrà ora contare sul supporto sanitario del gruppo medico.
“L’Audax possiede l’entusiasmo tipico delle realtà giovani – ha dichiarato Enrico Falistocco, amministratore di Fisiomed – una realtà che ho scoperto avere numeri significativi, già un centinaio di tesserati. Apprezzo la boxe, sport nobile che può aiutare i giovani a incanalare tensioni e sfogo nel modo giusto. Con questa collaborazione ampliamo la nostra rete di convenzioni e supporto medico e non solo. Garantiremo ai ragazzi del calcio e del pugilato agonistico vicinanza, rapidità nelle diagnosi e supporto nelle terapie riabilitative grazie a macchinari all’avanguardia e oltre 300 specialisti”.
Soddisfazione anche da parte della società sportiva. Il presidente Carlo Sfrappini ha sottolineato il valore della nuova intesa: “Da oggi, in caso di infortuni o necessità, avremo una realtà come Fisiomed a cui rivolgerci. Spero sia una collaborazione lunga e duratura. La boxe oggi ha meno visibilità, ma resta una disciplina importante che richiede grande costanza e lavoro mentale”.
La prima iniziativa della partnership sarà lo stage in programma il 30 e 31 maggio a San Severino, con la presenza di Giovanni De Carolis, ex campione mondiale dei pesi supermedi e attuale direttore tecnico della Nazionale Elite.
L’accordo consolida ulteriormente la presenza di Fisiomed nel territorio settempedano, già rafforzata a marzo con l’acquisizione dell’ex Centro Medico Lisa, che ha ampliato l’offerta di servizi diagnostici, specialistici e riabilitativi.
Una Halley Matelica troppo brutta per essere vera capitola a domicilio contro i Lions Bisceglie. Gli ospiti, pur privi di Tartaglia e reduci da tre sconfitte in fila, trovano una grande serata da Festinese e Di Dio (43 punti sui 67 della squadra) e giocano una gara d’autorità contro una Halley troppo pasticciona in attacco e spuntata nelle percentuali
Bisceglie prende subito il controllo delle operazioni imponendo fisicità e atletismo. La Halley fa una fatica tremenda a trovare il canestro e pure quando costruisce come si deve fallisce tiri aperti e tiri liberi a ripetizione. La Vigor resta comunque in scia, ma quando nel secondo quarto si accende Di Dio (11 punti nella frazione) i biancorossi vacillano, scaraventati a -10 proprio poco prima dell’intervallo lungo da un canestro dalla media di Montanari (22-32).
La Halley prova a scuotersi al rientro dagli spogliatoi, ma sbatte contro il duo Festinese-Di Dio: l’ala spara tre triple in un amen, la guardia ci aggiunge un paio di invenzioni e i biancorossi sprofondano a -19 (33-52 al 28’ con la firma dall’arco di Sheqiri). Finita? Non ancora. La squadra di coach Trullo reagisce d’orgoglio e con un parziale di 9-0 a cavallo tra terzo e quarto periodo si rifà sotto minacciosa (42-52 al 34’ con il canestro di Mozzi). I Lions replicano dopo il passaggio a vuoto, la Halley ha la forza di riportarsi fino al -8 (53-61) con due tiri liberi di Davico a meno di 3’ dalla sirena, ma sul ribaltamento di fronte Festinese trova l’ennesima bomba della sua serata di grazia e a rimbalzo Gueye subisce pure un fallo, che converte in due tiri liberi segnati. Un’azione da 5 punti quindi per i nerazzurri, che risalgono a +13 (53-66) e chiudono di fatto i conti.
La sconfitta di Senigallia a Termoli consente alla Halley di essere già sicura di un posto tra le prime quattro a una partita dal termine della regular season. Ma servirà un successo domenica sul campo della Amatori Pescara per blindare quantomeno il terzo e continuare a sperare nel secondo (in caso di ko di Civitanova). Ma in caso di sconfitta e contemporanea vittoria di Recanati a Forlimpopoli, la Vigor verrebbe scavalcata dai leopardiani chiudendo in quarta piazza.
Così coach Trullo a fine partita: "Abbiamo fatto forse il minimo stagionale di punti nei primi due quarti finendo con 22 segnati. In attacco abbiamo sbagliato tantissimo, anche tiri aperti, mentre bene o male in difesa abbiamo retto, pur concedendo troppi rimbalzi e secondi tiri. Loro venivano da tre sconfitte consecutive e hanno giocato con grande intensità e ardore agonistico, ci hanno messo in difficoltà su tutte le palle contese, arrivavano sempre prima loro. Nel terzo e quarto periodo abbiamo provato a recuperare ma abbiamo sbagliato tiri liberi e tiri aperti. Sicuramente un passo indietro rispetto alle partite con Senigallia, Civitanova e Porto Recanati. Contraccolpo contro dal ko contro la Sì con te? Non direi, a Canosa non abbiamo avuto problemi e ci siamo allenati bene in settimana. Oggi invece dall’inizio ho visto che avevamo meno intensità e il fatto di non segnare mai ha contribuito a un po’ di scoramento. Ora dobbiamo resettare, siamo già dentro le prime quattro che era il nostro primo obiettivo, ma vincendo a Pescara siamo matematicamente terzi. Ma non sarà facile farlo perché loro si giocano la salvezza diretta".
HALLEY MATELICA-LIONS BISCEGLIE 58-67
MATELICA: Marrucci, Chiaraluce ne, Panzini 14, Galeassi ne, Mentonelli ne, Fea 2, Davico 10, Dell’Anna 3, Mazzotti 13, Mattarelli 3, Mozzi 13. All.: Trullo.
BISCEGLIE: Montanari 7, Di Dio 22, Spernanzoni, Gogishvili 2, Anibaldi 6, Del Rosso ne, Gueye 4, Sheqiri 5, Festinese 21. All.: Console.
ARBITRI: Pepe, Lisotta.
PARZIALI: 13-15, 9-17, 13-20, 23-15.
La Recanatese conquista una vittoria fondamentale superando il Sora per 2-0 e compiendo un passo decisivo per allontanare il rischio della retrocessione diretta. Un successo costruito con una rete per tempo che permette ai giallorossi di guadagnare terreno su San Marino e Castelfidardo, avvicinando in maniera concreta l’obiettivo dei playout, che solo poche settimane fa sembrava tutt’altro che scontato.
La gara, disputata allo stadio Nicola Tubaldi, si apre senza particolari emozioni per circa mezz’ora, con le due squadre attente a non scoprirsi. Al primo vero affondo, però, la Recanatese riesce a sbloccare il risultato: al 36’ D’Angelo serve un pallone perfetto per Nanapere, che supera l’ex Ancona Laukzemis e firma l’1-0.
Nella ripresa i padroni di casa hanno subito l’occasione per chiudere i conti, ma Pierfederici non riesce ad approfittare di un errore in disimpegno di Stano, con la conclusione che sfiora il palo. Il Sora prova a reagire e al 78’ si rende pericoloso con Speranza sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Tatti, mentre poco dopo è Curatolo a impegnare Zagaglia con un colpo di testa.
La Recanatese soffre nel finale, ma riesce a resistere e a colpire nel momento decisivo. Al primo minuto di recupero arriva infatti il raddoppio firmato da Ciccanti, che sfrutta un rimpallo favorevole, supera il portiere e deposita il pallone in rete, chiudendo definitivamente la partita.
Un successo pesante che rilancia le ambizioni dei giallorossi e consente di guardare con maggiore fiducia al finale di stagione, con l’obiettivo salvezza ora decisamente più vicino.
RECANATESE (3-4-1-2): Zagaglia; Giusti, Vecchio, Cocino; Eleuteri (48’ st Gori), Carano (20’ st Ciccanti), Scorza, Mordini; D’Angelo (20’st Ferro); Pierfederici (37’ st Di Francesco), Nanapere (27’ st Chiarella) A disp.Fioravanti, Paoltroni, Morichetta, Pesaresi. All. Pagliari.
SORA: Laukzemis; Ferrari, Stano (26’ st Velasquez), Filì; Bittante, Orazzo (4’ st Bolò) (31’ st Biral), Speranza, Pecchia; Stampete (26’ st Tatti),Contegno (8’ st Boglione); Curatolo. A disp. Galbiati, Cugola, Oliano, Siciliano. All. Lancia.
Arbitro: Nico Valentini di Bari (Otranto di Rossano e De Rosa di Napoli).
Reti: pt. 36’ Nanapere (R); st. 46’ Ciccanti (R).
Il pareggio a reti inviolate sul campo del Montegranaro non basta alla Civitanovese, che resta da sola all’ultimo posto in classifica a novanta minuti dalla fine della stagione. Il contemporaneo successo del Fabriano Cerreto, capace di battere il Trodica per 2-0 con due gol nei minuti finali, complica ulteriormente la situazione della squadra guidata da Daniele Marinelli, ora fanalino di coda solitario.
Con una sola giornata ancora da disputare, il destino dei rossoblù appare appeso a un filo. In questo momento la Civitanovese sarebbe retrocesso direttamente in Promozione, senza possibilità di appello. Per mantenere viva una minima speranza servirà vincere l’ultima partita contro la Fermignanese al Polisportivo e allo stesso tempo confidare in un passo falso del Fabriano Cerreto, impegnato sul campo di Osimo. Solo una combinazione favorevole di risultati può evitare quella che sarebbe la seconda retrocessione consecutiva.
La trasferta di Montegranaro si è giocata in un clima particolare, anche per l’assenza dei tifosi ospiti. Il Prefetto della provincia di Fermo ha infatti disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Macerata, impedendo ai sostenitori rossoblù di seguire la squadra in uno scontro diretto così delicato. In panchina si è rivisto Marinelli, richiamato dopo l’esonero di Massimo Silva, ma la squadra ha dovuto fare i conti con diverse assenze pesanti. Tra queste quella del capitano Visciano, squalificato per tre giornate, oltre a Lorenzoni fermato dal giudice sportivo e agli indisponibili per infortunio Franco, Marietti e Sanchez. Candia è tornato tra i convocati ma solo dalla panchina. Anche il Montegranaro ha dovuto rinunciare a Tonuzi.
Sugli spalti dello stadio La Croce era presente il presidente Francesco Borrelli, con la sciarpa rossoblù al collo, accompagnato da Michele Cerrone. Nei giorni scorsi il numero uno del club ha firmato la convenzione con il Comune di Civitanova per l’utilizzo del Polisportivo fino al 2030, ribadendo il proprio impegno nei confronti della società pur ammettendo le difficoltà. Borrelli ha sottolineato come la dirigenza non sia riuscita a portare rinforzi adeguati per uscire da una situazione complicata, ricordando anche i recenti cambiamenti con l’addio al direttore generale Paolo Pochetti e le dimissioni del direttore sportivo Mauro Traini.
In campo la gara è stata equilibrata ma con il Montegranaro più intraprendente fin dalle prime battute. Jallow si rende pericoloso prima su calcio di punizione e poi con un’incursione fermata da Servalli. La Civitanovese risponde dopo la mezz’ora con Piccinin, ma la migliore occasione del primo tempo arriva al 38’, quando Pompili Pagliari conclude debolmente facilitando l’intervento di Taborda. Nel finale della prima frazione i padroni di casa reclamano un rigore per un contatto su Perri, ma l’arbitro lascia proseguire.
Nella ripresa il copione non cambia, con il Montegranaro a fare la partita e la Civitanovese pronta a ripartire. Al 53’ i locali trovano il gol con Capodaglio, ma la rete viene annullata per una irregolarità. Con il passare dei minuti le squadre si allungano e aumentano gli spazi, mentre dalla panchina arrivano diversi cambi. Negli ultimi minuti Marinelli tenta il tutto per tutto inserendo anche Ardemagni, mentre da Fabriano giunge la notizia del vantaggio dei cartai.
All’83’ anche la Civitanovese trova la via del gol con Martiarena, servito proprio da Ardemagni, ma la rete viene annullata per fuorigioco. Nel finale i rossoblù provano a spingere con tutte le energie, portando in avanti anche il portiere Servalli, ma il risultato non cambia.
Al triplice fischio resta solo la delusione. La Civitanovese vede sempre più vicino lo spettro della retrocessione e ora si gioca tutto negli ultimi novanta minuti, con la speranza di un finale che possa ancora cambiare il destino di una stagione difficilissima.
MONTEGRANARO (4-4-2):Taborda; Zaffagnini, Capodaglio, Alidori, Stortini (15’ st Vessella); Chimezie (1’ st Mangiacapre), Capponi (39’st Iuvalè), Gomis, Albanesi (17’ st Evangelisti), Perri (15’ st Chrisantus), Jallow. A disp.: Spataro, Iuvalè, Proesmans, Mskine, Cani. All.Urbinati.
CIVITANOVESE (4-1-4-1):Servalli; Sciarra (33’ Ardemagni), Martiarena, Romero, Baiocco; Calvet; Pompili Palmieri (15’ st Malaccari),Piccinin (39’ st Nacciarriti), Mendes, Pensalfini (15’ st Candia); De Arriba (22’ st De Olivera). A disp.: Massenz, Bartolocci, D’Ancora,Cancellieri. All. Marinelli.
Arbitro: Mattia Gasparoni di Jesi (salvatori di Macerata e Buttafuoco di San Benedetto).
Note: spettatori: Ammonito Martiarena. Recupero: 6’ (1+5).
L’ultimo turno del campionato di serie C2 girone B è stato al cardiopalma per la lotta salvezza e alla fine chi centra l’obiettivo è la ASD San Severino che evita il pericolo della lotteria dei playout e anche nella prossima stagione potrà disputare questa categoria. Il successo casalingo nel derby contro il Castelraimondo (5-1) consente dunque ai rossoneri settempedani di vivere una serata positiva e felice con tutto il gruppo guidato dal tecnico Lucas Nicolas Munafò che può esultare per una salvezza diretta voluta con tutte le forze e raggiunta grazie ad un’ottima prova corale che porta ad una vittoria meritatissima in una partita sentita e stavolta ancora più speciale perché in palio c’erano punti fondamentali per ottenere un risultato fondamentale.
Si parte con squadre concentrate e attente, ma anche con una certa tensione vista la posta in palio. ASD in formazione rimaneggiata viste le tante assenze, ma chi è stato chiamato in causa ha risposto al meglio. Match combattuto e sul filo dell’equilibrio per tutto il primo tempo, chiusosi sulla parità (1-1) con ASD in vantaggio immediato con Bonci e quindi rete del pari di Dano, poi nella ripresa i settempedani cambiano passo mettendo sul parquet convinzione, determinazione e tecnica necessari per dare lo strappo decisivo
Per il Castelraimondo, apparso intimidito e poco pungente in attacco, non c’è stato scampo e così la gara si è fatta in discesa per i ragazzi di casa che a metà frazione hanno piazzato l’uno/due decisivo per poi allungare e dilagare nel finale. E’ Grillo a trovare il vantaggio con un pregevole guizzo sotto porta poi è ancora Leo Bonci ad andare a bersaglio, facile tocco a porta vuota, su assist di Gustavo. Quest’ultimo è scatenato e decide di mettersi in proprio realizzando una doppietta d’autore che manda al tappeto i rivali. Prima rete con dribbling secco e destro sotto la traversa; seconda perla con azione simile alla precedente conclusa da un altro destro potente e preciso che trafigge il portiere. Gioco, partita e incontro per la ASD che gestisce perfettamente fino al fischio finale quando scatta la festa in mezzo al campo fra staff, giocatori e dirigenti oltre che con i tifosi, sempre numerosi, presenti al Palas Ciarapica.
In una serata triste per la scomparsa dello storico presidente Luigi Ciclosi la Climacalor regge l’urto della Pallacanestro Acqualagna per metà partita, ma non è efficace nelle conclusioni e non riesce a produrre il break per poi essere riacciuffata e superata (76-67) nella seconda parte del confronto nonostante il considerevole bottino delle due bocche da fuoco Magrini e Vissani, autori rispettivamente di 32 e 21 punti.
A causa della sconfitta di Acqualagna, l’unica capace di violare il parquet settempedano nella seconda fase, il quintetto del presidente Francesco Ortenzi chiude la fase Silver al terzo posto e si vede accoppiata per i play-off (data ed orario da definirsi) «con quel Pesaro Basket – ricorda coach Giacomo Funari - che lo scorso anno al termine si impose. Un accoppiamento di super lusso che non può che motivarci a spingere al massimo».
Giunto a buon punto dell’attuale stagione il trainer biancorosso commenta: «Sento il dovere di ringraziare i ragazzi uno ad uno perché nonostante il momento assolutamente non favorevole stanno provando con tutte le loro forze a gettare il cuore oltre l’ostacolo e per un allenatore questa cosa è davvero impareggiabile. Con l’Acqualagna abbiamo avuto un buon approccio riuscendo fin da subito a recuperare palloni ed a fare punti facili in contropiede. In generale il primo tempo è stato di buona fattura ma, come ormai ci capita da un po’ di tempo non siamo stati abbastanza cinici in attacco.
Nel secondo quarto l’Acqualagna per ben 4 minuti non è riuscita a muovere il punteggio, ma noi purtroppo abbiamo tirato con percentuali basse, senza riuscire a piazzare un break che poteva risultare efficace. Nel secondo tempo abbiamo rincorso sempre con la giusta energia e con la determinazione di chi non ci sta a regalare nulla, ma purtroppo non è bastato per incamerare il match». Ora si deve gettare la faticosa fase Silver alle spalle e mettere nel mirino i play-off da affrontare a cuor leggero, poiché la Climacalor parte sulla carta sfavorita.
PALLACANESTRO ACQUALAGNA: Postiglioni, Ciacci 2, Tamburini 5, Azzolini 9, Barattini 4, Lorenzi 13, Mensà, Beligni 10, Ricci 5, Alessandri 3, Diana 25, Monterisi
All. Gasparini
CLIMACALOR: Magnatti 3, Bottacchiari n.e., Ortenzi, Severini 4, Migliorelli 4, Potenza, Atodiresei 3, Romitelli n.e., Corvatta, Magrini 32, Vissani 21
All. Funari
NOTE: parziali: 18-20, 16-8, 20-20, 22-19; progressivi: 18-20, 34-28, 54-48, 76-67; usciti per 5 falli: Postiglioni e Beligni (Pallacanestro Acqualagna); Magrini e Vissani (Climacalor)
Add. stampa Luca Muscolini
L’Unipomezia conquista una vittoria larga e convincente che vale la matematica salvezza, mentre si interrompe dopo tre risultati utili consecutivi il cammino della Maceratese, che avrà comunque l’occasione di chiudere il discorso permanenza in serie d già nella prossima sfida casalinga contro il Giulianova.
La partita si mette subito in salita per la formazione marchigiana, colpita a freddo e poi costretta a giocare quasi tutta la gara in inferiorità numerica. L’approccio sbagliato si rivela decisivo, perché la squadra viene sovrastata sul piano tecnico e atletico dagli uomini guidati da mister Casciotti, apparsi superiori e capaci di concedere pochissimo agli avversari.
Il passivo avrebbe potuto essere ancora più pesante se non fosse stato per alcuni interventi decisivi di Cusin, tra i pochi a salvarsi insieme a Sabattini e al subentrato Gagliardi. La difesa evidenzia ancora una volta limiti già emersi nel corso della stagione, ma è l’intera prestazione della squadra a risultare insufficiente in uno scontro diretto così importante. Dall’altra parte spiccano le prove di De Santis, Pettorossi, Manu e Lancioni, protagonisti all’interno di una prestazione corale di alto livello.
L’Unipomezia conferma il grande rendimento del girone di ritorno, caratterizzato da una sola sconfitta nelle ultime nove gare, e da un percorso che ha portato la squadra al decimo posto, con un margine rassicurante sulla zona playout. Anche la Maceratese, grazie alla gestione Lauro, ha migliorato il proprio rendimento, raccogliendo punti importanti per restare lontana dalla zona calda, con entrambe le squadre ormai vicine al traguardo salvezza a tre giornate dal termine.
La gara, disputata a porte chiuse per l’inagibilità degli spalti del Comunale di Pomezia, vede tra gli spettatori anche l’ex biancorosso Giancarlo Faustinella, tornato appositamente dall’estero per seguire la squadra e salutare l’ambiente maceratese, ricordando con emozione una delle partite più significative della storia recente del club.
Il match inizia con un leggero ritardo per rispettare la contemporaneità e si sblocca immediatamente: basta meno di un minuto ai padroni di casa per passare in vantaggio grazie a Pettorossi, lasciato incredibilmente solo in area. La Maceratese accusa il colpo e fatica a reagire, mentre l’Unipomezia continua a spingere e a creare occasioni.
La situazione si complica ulteriormente quando Siniega viene espulso, lasciando i suoi in dieci uomini. Da quel momento la partita diventa estremamente difficile per gli ospiti, incapaci di contenere le ripartenze avversarie e poco incisivi in fase offensiva.
Nel primo tempo i laziali sfiorano più volte il raddoppio, trovando però sulla loro strada un attento Cusin. La Maceratese riesce a limitare i danni fino all’intervallo, ma nella ripresa la musica non cambia. Dopo un timido tentativo ospite, arriva il raddoppio firmato da Lancioni, che indirizza definitivamente la gara.
L’unico vero squillo marchigiano porta la firma di Osorio, ma il portiere Gariti risponde presente. Nel finale, complice anche il caldo, i ritmi calano, ma l’Unipomezia trova comunque il terzo gol con un contropiede perfetto concluso da Persichini, coronando una prestazione convincente e meritando pienamente il successo.
UniPOMEZIA-MACERATESE 3-0
UniPomezia (3-4-1-2):
Gariti, De Santis, Gemini (14' st Tondi), Bordi, Pettorossi (14' st Amadio), Buchel (1' st Binaco), Manu (39' st Suffer), Morelli, Cantisani, Persichini, Lancioni (22' st D'Alessandris). All: Andrea Casciotti
Maceratese:
Cusin, Perini (31' st Arbusti), Lucero, Siniega, Morganti, De Angelis, Sabattini (18' st Nasic), Ciattaglia, Marras (31' st Mastrippolito), Osorio (18' st Gagliardi), Ciabuschi. All: Maurizio Lauro
Arbitro: Antonello Lupo di Venosa
Reti: Pettorossi 1' pt, Lancioni 7' st, Persichini 35' st
Note: Ammoniti Gemini, Perini. Espulso Siniega al 15' pt
Il verdetto è ufficiale: l’Attila Junior Basket chiuderà la stagione regolare al primo posto. Con una prestazione di forza e carattere tra le mura amiche del PalaMedi, i ragazzi di coach Coen hanno superato il Bramante Pesaro per 81-61, blindando matematicamente il primo posto in classifica con una giornata d'anticipo. Un traguardo straordinario che garantisce agli arancionero la vetta del girone in vista degli imminenti play-off.
Eppure, l’avvio del match non era stato dei più semplici. Nel primo quarto i pesaresi sono partiti a razzo, trascinati dalle triple di Centis, Ferri e soprattutto da uno scatenato Cornis, chiudendo la frazione avanti sul 17-26. Ma l’Attila ha saputo mantenere la calma, iniziando la rimonta nel secondo periodo grazie alla precisione chirurgica di un Pietro Sablich in stato di grazia (top scorer con 21 punti) e alla solidità di Gamazo e Ciribeni. Il sorpasso firmato da Sablich a metà frazione ha dato il via alla fuga arancionero, mandando le squadre al riposo sul 46-43.
Nella ripresa non c’è stata storia. Il terzo quarto è stato un monologo dei padroni di casa: la difesa pesarese ha faticato a contenere le incursioni di Caverni e le triple di uno strepitoso Simone Farina, mentre l’Attila volava sul +11. Nell'ultimo atto, Porto Recanati ha gestito magistralmente il vantaggio: la sesta tripla personale di Sablich ha messo il punto esclamativo sul match, permettendo nel finale anche l'esordio dei giovani Alfonsi e Virgili (subito a segno dall'arco).
Al fischio finale è esplosa la festa al PalaMedi per una cavalcata trionfale che ora attende solo l'ultima tappa di Bisceglie prima di tuffarsi nella post-season con il vantaggio del fattore campo.
(Credit foto: Alfonso Alfonsi)
La Cucine Lube Civitanova emula la Copra Nordmeccanica Piacenza e, come gli emiliani nel 2008, si qualifica alla Finale Scudetto dopo il 6° posto in Regular Season. Decisivo, in un Eurosuole Forum sold out, il 3-0 (25-23, 25-19, 25-20) contro Rana Verona nel quarto round della Semifinale Play Off SuperLega Credem Banca. Vittoriosi per 3-1 nella serie, gli uomini di Giampaolo Medei approdano all’ultimo step del torneo e nelle prossime settimane sfideranno Sir Susa Scai Perugia al meglio dei cinque match. Per la Lube si tratta della seconda Finale consecutiva, l’ottava nelle ultime nove edizioni dei Play Off, l’undicesima complessiva. Sarà invece la sesta resa dei conti con la Sir. Gara 1 in programma giovedì 30 aprile 2026 al Pala Barton Energy (ore 20.30).
Loeppky chiude da MVP con 15 punti (80% in attacco e 3 ace) e va in finale per il terzo anno di fila dopo quella da tesserato di Monza e l'altra in maglia Lube), Nikolov mette a referto 13 punti, Bottolo 12 con ben 5 muri. Tra gli ospiti solo Keita raggiunge la doppia cifra (15 punti con il 57% e 2 ace).
Grande traguardo per Podrascanin, che oltre a tornare in Finale Scudetto raggiunge i 4.703 punti in carriera superando Luigi Mastrangelo al sesto posto della classifica all-time dei centrali più prolifici.
Nel primo set (25-23) la Lube parte contratta, ma cresce alla distanza. Il duello diventa punto a punto. Grazie agli 8 sigilli di Loeppky e ai 4 di Nikolov, Civitanova piega gli scaligeri, nonostante il 78% di Keita (7 punti).
Nel secondo set (25-19) i padroni di casa prendono subito in mano le redini del gioco e gestiscono il parziale dominando a muro (5-1), con un servizio performante (2 ace a 1) e con una miglior efficacia nelle fasi di attacco (65%).
Nel terzo set (25-20) gli uomini di Giampaolo Medei sono irrefrenabili e partono con un devastante 11 a 3 con i tre tenori biancorossi a macinare punti (4 muri di Bottolo. Verona reagisce (20-16) quando ormai è troppo tardi.
La gara
Lube in campo con Boninfante al palleggio, i tre attaccanti Loeppky, Nikolov e Bottolo, Gargiulo e Podrascanin al centro, capitan Balaso libero. Verona schierata con l’ex biancorosso Christenson in cabina di regia e Darlan bocca da fuoco, Keita e Mozic laterali, Zingel e l’ex Lube Vitelli centrali, Staforini libero.
Avvio fulminante di Verona, con un atteggiamento spregiudicato e due ace (1-5). Il time out di Medei sveglia i biancorossi, che iniziano ad aumentare l’intensità e trovano il pari (9-9) su un attacco out degli ospiti. Darlan trova un nuovo break (10-12), Nikolov mette a terra il pallone del 13-13, Potke trova il sorpasso (14-13). Verona insiste e ribalta la situazione procurandosi un break su un errore biancorosso (15-17). Le squadre si equivalgono. La Lube impatta (18-18) e mette il naso avanti con Nikolov per poi trovare il break con Podrascanin (21-19), che diventa il 6° centrale per numero di punti nella classifica all-time dei migliori marcatori in SuperLega. Il secondo tocco di Boninfante vale il 24-22. Keita accorcia (24-23), ma sbaglia la battuta (25-23).
Al rientro in campo Verona si presenta con Sani e Nedeljkovic. Boninfante è ancora protagonista con un ace e il servizio che propizia il 6-3 di Bottolo. Il muro di Nikolov aumenta il divario (9-5). Loeppky colpisce dai nove metri (11-6), mentre Podrascanin si esalta a muro e Nikolov lo emula (13-6). Il team di Soli si riavvicina sfruttando il servizio di Sani (16-12), ma la Lube tiene a distanza gli avversari con attacchi ragionati e la pipe di Bottolo (20-15) fino a un errore cuciniero seguito dal muro ospite (20-17). Sul 21-17 dentro Orduna e Kukartsev per la Lube, ma lo scroscio di applausi è per il muro di Gargiulo (22-17). Civitanova sigla il muro del 24-18 e vince 25-19 sull’errore di Sani.
Il terzo set si apre con l’ace di Nikolov che vale il break (4-2). La Lube gioca sul velluto e Nikolov duetta con i tifosi, ma c’è anche un Bottolo dal timing perfetto a muro (2 block su Darlan per il 9-3). In campo c’è solo la Lube (11-3). Anzi spinge tutto il Palazzo. Soli inserisce D’Amico da schiacciatore. Verona trova una reazione e lima lo svantaggio (14-9). Dopo una breve pausa la Lube torna dominante grazie anche ai servizi di Loeppky (19-10). Keita non ci sta e tira fuori il meglio dai nove metri a suon di ace (20-16). In ricezione entra Duflos-Rossi e Bottolo sigla il muro del 21-16. Podrascanin sigla l’ace del 22-16. Verona ha il merito di portarsi di nuovo a -4 (23-19), ma Nikolov consegna ai suoi 5 match ball (24-19) e chiude 25-20.
Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-0 (25-23, 25-19, 25-20)
Cucine Lube Civitanova: Boninfante 3, Bottolo 12, Gargiulo 4, Loeppky 15, Nikolov 13, Podrascanin 5, Bisotto (L), Orduna 0, Balaso (L), Kukartsev 0, Duflos-Rossi 0. N.E. D'Heer, Hfaiedh, Tenorio. All. Medei.
Rana Verona: Christenson 3, Mozic 4, Zingel 8, Ferreira Souza 3, Keita 15, Vitelli 0, Bonisoli (L), Planinsic 0, D'Amico 0, Staforini (L), Sani 9, Glatz 0, Nedeljkovic 3. N.E. Valbusa. All. Soli.
ARBITRI: Cesare (RM) e Zanussi (RM)
Note: durata set 25’, 27’, 25’. Totale: 1h 17’. Civitanova: errori al servizio 14, ace 6, muri 11, attacco 56%, ricezione 36% (15%). Verona: errori al servizio 17, ace 7, muri 6, attacco 53%, ricezione 32% (12%). Spettatori: 4.153. MVP: Loeppky.
GIAMPAOLO MEDEI (allenatore): “Tutti hanno fatto un grandissimo lavoro per conquistare meritatamente questa Finale, e quando dico tutti intendo proprio tutti, quindi giocatori, staff e società. In stagione abbiamo faticato molto per trovare la giusta continuità, ma non abbiamo mai mollato e siamo stati bravi a lavorare sodo su quello che avrebbe potuto fare la differenza a nostro favore. In questa Semifinale abbiamo raccolto quei frutti che non eravamo mai riusciti a raccogliere in precedenza. Comunque, questo ci tengo a sottolinearlo, si tratta di una soddisfazione relativa, in quanto conquistare una finale significa guadagnarsi un’occasione. Adesso avremo l’opportunità di riposarci un po' e poi sotto di nuovo a lavorare per riuscire a giocarci tutte le nostre chance. Spendo le ultime parole della serata per i nostri fantastici tifosi, che non ci hanno mai abbandonato nel corso della stagione. Sono molto felice che siamo riusciti a regalare un'alta Finale”.
ERIC LOEPPKY: “Per tutti noi è un momento bellissimo. Per la squadra, le nostre famiglie, la società e naturalmente anche per i nostri tifosi. Abbiamo lavorato tanto per raggiungere questo traguardo e adesso sono davvero entusiasta di poter affrontare un’altra Finale Scudetto con questa maglia. Perugia è una squadra sicuramente molto difficile da affrontare. Noi dovremo pensare esclusivamente a noi stessi, quindi a quello che dobbiamo fare nella nostra metà campo”.
GIOVANNI GARGIULO: “Prima di tutto ci tengo a fare i complimenti a Verona, perché personalmente mi sono divertito davvero tanto in questa serie. Si è parlato tanto dei comportamenti in campo, ma in partite di questo genere penso sia normale. Mi dispiace soltanto che qualche giocatore abbia fatto delle uscite evitabili fuori dal campo, invece di far rimanere tutto lì. Abbiamo dimostrato di meritare la Finale, quindi stasera festeggiamo. Oggi non ho mai avuto dubbi sul fatto che avremmo vinto. Quando ho sentito l’atmosfera creata dal nostro meraviglioso pubblico ho capito subito che sarebbe stata la nostra serata. Questa vittoria è anche il ringraziamento per tutti i nostri tifosi, che ci sono sempre stati vicini nel corso della stagione, pure nei momenti di grande difficoltà. Si tratta della nostra seconda Finale Scudetto di fila, non è poco”.
L’Aurora Treia ospita la Palmense dell’ex Francesco Nocera nell’incontro valido per la ventinovesima giornata del Girone B di Promozione.
La capolista mantiene per 10/11 la stessa formazione che si è imposta una settimana fa a Cascinare. Orlietti si accomoda in tribuna a causa della squalifica mentre Chornopyshchuk e Borrelli restano in panchina a causa di alcuni guai fisici.
Gli ospiti rispondono con il tridente d’attacco composto da Nazziconi, Cuccù e Ferranti. Spazio anche ai giovanissimi Coluccino, Di Leonardo e Ruggeri che partono dal primo minuto.
Avvio di gara a senso unico, con i padroni di casa subito aggressivi e capaci di schiacciare gli avversari nella propria metà campo.
Guzzini, Melchiorri e Cirrottola si rendono protagonisti delle prime occasioni, mentre la Palmense prova a pungere in contropiede senza però trovare fortuna grazie alla pronta risposta di Testa sulla conclusione di Nazziconi.
Il forcing dei biancorossi si concretizza al 21’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Palladini, Guzzini si fa trovare pronto sotto porta e insacca con il piattone.
Il raddoppio arriva praticamente subito ed è un’autentica perla: Testa, direttamente dalla propria area, pesca Melchiorri che con una conclusione elegante supera Coluccino trovando l’angolino.
La Palmense non si arrende e prova a reagire, affidandosi soprattutto a Cuccu, autore di un tentativo spettacolare. Ma è ancora l’Aurora a colpire: al 38’ Melchiorri inventa per Guzzini, che firma la sua doppietta personale e porta il risultato sul 3-0.
A rendere ancora più dolce il momento per i padroni di casa ci pensa la notizia del vantaggio del Castel di Lama sull’Azzurra Colli, diretta concorrente per la promozione.
Nella ripresa i ritmi calano, ma è ancora l’Aurora a partire meglio sfiorando il gol con Melchiorri, che colpisce la traversa.
La Palmense accorcia le distanze al 63’: Testa commette fallo in uscita su Ferranti e l’arbitro assegna il calcio di rigore. Dal dischetto Nazziconi non sbaglia e firma il 3-1.
La squadra di casa, però, continua a spingere e al 72’ cala il poker: Cirrottola si invola in velocità e conclude sotto la traversa con un gol di pregevole fattura.
Nel finale le due squadre abbassano ulteriormente i ritmi, tra sostituzioni e gestione delle energie. Con questa vittoria l’Aurora Treia centra il ventinovesimo risultato utile consecutivo, mantiene un punto di vantaggio sull’Azzurra Colli e si prepara al decisivo appuntamento di Monte Urano, dove sabato prossimo avrà il match point per una storica promozione in Eccellenza.
La Palmense, invece, incassa la seconda sconfitta consecutiva e resta ferma a quota 39 punti.
AURORA TREIA – PALMENSE
AURORA TREIA: Testa, Gabrielli (71’ Guglielmo), Calamita, Alla, Ballanti, Bartolini, Mazzoni (79’ Dominino), Palladini (79’ Giuliodori), Melchiorri (73’ Seye), Guzzini (71’ Guglielmo), Cirrottola. A disposizione: Giachetta, Borrelli, Chornopyshchuk. Allenatore: Simone Ricci.
PALMENSE FM: Coluccino, Di Leonardo (17’ Fuglini), Gregonelli, Haxhiu, Sako (45’ Aliffi), Silenzi (68’ Cappella), Malavolta, Ruggeri, Ferranti (79’ Guideri), Cuccù (63’ Guedak), Nazziconi M. A disposizione: Tiberi, Cacciola, Nazziconi F, Sacchini. Allenatore: Francesco Nocera.
MARCATORI: Guzzini 21’, 38’, Melchiorri 25’, Nazziconi M (rig) 62’, Cirrottola 72’.
ARBITRO: Lorenzo Paoletti – Sezione di Fermo.
ASSISTENTI: Luigi Domenella – Sezione di Ancona; Riccardo Persichini – Sezione di Macerata.
NOTE: angoli 9-2, recuperi 1’-2’, presenti circa 250 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
Un talento della Cbf Balducci Hr Macerata spicca il volo verso la maglia azzurra. Arriva una notizia carica d'orgoglio per il volley maceratese: la palleggiatrice arancionera Asia Bonelli è stata ufficialmente convocata con la Nazionale Seniores B femminile. La Federazione Italiana Pallavolo ha inserito la regista della Cbf nella lista delle atlete selezionate per il primo collegiale stagionale, un riconoscimento che certifica l'altissimo livello del percorso di crescita compiuto nel club di Macerata.
Per Bonelli non si tratta solo di una convocazione, ma del coronamento di tre stagioni da protagonista nelle Marche, dove è stata tra le artefici della storica promozione in Serie A1 e della successiva, fondamentale, salvezza. La chiamata in Nazionale premia la costanza e la leadership dimostrata in campo, confermandola come uno dei profili più interessanti del panorama pallavolistico italiano.
Le azzurre, guidate in panchina da coach Carlo Parisi, si ritroveranno al Centro Federale Pavesi di Milano da lunedì 20 a venerdì 24 aprile. Sarà la prima tappa di un percorso che punta dritto all'appuntamento clou dell'estate 2026: i Giochi del Mediterraneo di Taranto, in programma dal 21 agosto al 3 settembre. Per la società maceratese, questa convocazione rappresenta un ulteriore sigillo di qualità sul proprio progetto sportivo, capace di proiettare i propri talenti ai massimi livelli internazionali.
Un avvio incoraggiante, un imprevisto da superare e la voglia di rilanciarsi subito ai massimi livelli. La stagione 2026 di Alessandro Valeri, nato a Recanati ma cresciuto a Villa Potenza, è già un concentrato di determinazione e resilienza.
L’inverno aveva dato segnali più che positivi, con una preparazione intensa e risultati incoraggianti nella prima gara degli Internazionali d’Italia. Poi, però, uno stop imprevisto: un infortunio lo ha costretto a fermarsi per circa un mese, interrompendo il percorso proprio nel momento migliore della condizione.
Una pausa forzata che non ha però rallentato la sua crescita. Una volta recuperato, Valeri ha ripreso gradualmente gli allenamenti, tornando in pista anche attraverso alcune gare del campionato regionale, utilizzate come banco di prova per valutare la condizione fisica. I riscontri sono stati subito confortanti, persino migliori delle aspettative.
Il primo vero test stagionale è arrivato con la prova inaugurale del Campionato Italiano, disputata sul tracciato di Ottobiano, chiusa con un buon dodicesimo posto. Un risultato che ha dato fiducia al pilota e al team, spingendoli a guardare subito oltre. La scelta è stata quindi quella di affrontare la tappa italiana del Mondiale MXGP, in programma questo weekend ad Arco di Trento, uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario internazionale.
«Quando si partecipa a queste gare l’obiettivo è sempre lo stesso: dare il massimo e ottenere il miglior risultato possibile – spiega Valeri –. Sappiamo che il livello quest’anno è altissimo, ma proprio per questo siamo ancora più motivati». Una sfida impegnativa, contro i migliori piloti al mondo, che rappresenta anche un’importante occasione di crescita in vista del prosieguo della stagione.
Valeri ha voluto infine ringraziare tutte le realtà che lo sostengono: «Un grazie sincero va agli sponsor del team e a quelli personali, fondamentali per poter affrontare un campionato così impegnativo».
C’è un’immagine che più di ogni altra racconta la rinascita di un territorio: è quella di una giovane atleta che vola sulla neve, portando con sé l'orgoglio di una comunità che non si è mai arresa. Viola Dialuce, promessa dello sci freestyle italiano e residente a Ussita, è diventata il simbolo della resilienza marchigiana. Nonostante la sua casa sia stata segnata profondamente dal terremoto del 2016, Viola ha scelto di restare e di trasformare le piste di Frontignano nel suo quartier generale, costruendo tra quelle vette il sogno che oggi è realtà.
La stagione 2025/2026 è stata quella della consacrazione definitiva. Portando i colori dello Sci Club Sarnano Jast, Viola ha dominato la scena nazionale nelle discipline Slopestyle e Big Air. Il suo è stato un vero e proprio "en plein": ha vinto la Coppa Italia "Italian Freeski Tour" conquistando il primo gradino del podio in tutte le tappe del circuito, da Livigno a Prato Nevoso, passando per l'Alpe di Siusi e il Monte Bondone, fino alla doppia medaglia d'oro di Castelrotto. Risultati straordinari ai quali si aggiunge il prestigioso quarto posto ai Campionati Italiani Assoluti.
Il legame con le sue radici resta il motore di ogni salto e di ogni evoluzione. Viola ha mosso i primi passi sugli sci proprio a Frontignano, incoraggiata dal padre, e non ha mai smesso di allenarsi sulle strutture locali anche nei momenti più difficili del post-sisma.
"Siamo orgogliosi di Viola e della sua famiglia, esempio autentico dello spirito della nostra comunità, capace di affrontare e superare le difficoltà con determinazione", ha dichiarato con emozione la sindaca di Ussita, Silvia Bernardini. Il futuro per la giovane sciatrice si preannuncia ora su scala globale: "L'ingresso anche nel circuito internazionale rappresenta una tappa significativa del suo percorso di crescita. Viola è oggi una promessa a livello nazionale e i suoi risultati meritano il plauso dell’intera comunità", ha concluso la prima cittadina.
Il sogno Playoff della Banca Macerata Fisiomed si ferma ai quarti di finale. Davanti al pubblico del Banca Macerata Forum, i biancorossi cedono in Gara 2 contro una Gruppo Consoli Sferc Centrale Del Latte Brescia più cinica e lucida nei momenti chiave, capace di imporsi per 0-3 e chiudere la serie. Nonostante il risultato netto nei set, la partita è stata una vera battaglia, lottata punto su punto da capitan Fall e compagni, che hanno dimostrato di poter competere ad altissimi livelli nella categoria.
Il match è stato caratterizzato da un grande equilibrio, specialmente nel secondo set, diventato un piccolo "incubo" sportivo per i padroni di casa. Dopo essere volata sul +4 grazie ai colpi di Karyagin e al muro di Zhelev, Macerata non è riuscita a concretizzare diversi set point, subendo il ritorno prepotente dei lombardi che hanno chiuso ai vantaggi per 27-29. Anche nel terzo parziale i ragazzi di coach Giannini hanno provato a riaprire i giochi, affidandosi ai centrali e alla grinta del capitano, ma l'opposto ospite Lucconi (top scorer con 14 punti) e la solidità di Brescia hanno spento ogni speranza sul 23-25 finale.
L’amarezza per l’eliminazione è tanta, ma viene mitigata dalla consapevolezza di aver disputato una stagione straordinaria. La Banca Macerata Fisiomed conclude qui il suo cammino nei Playoff Serie A2, uscendo tra gli applausi dei propri sostenitori. Come sottolineato dalla società, questo traguardo non è un punto di arrivo, ma un mattoncino fondamentale in un percorso di crescita a lungo termine.
Il tabellino
BANCA MACERATA FISIOMED - GRUPPO CONSOLI SFERC CENTRALE DEL LATTE BRESCIA 0-3 (18-25; 27-29; 23-25)
Macerata: Fabi, Novello 7, Pedron 1, Garello 1, Fall 7, Diaferia 8, Zhelev 11, Karyagin 9, Becchio, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Pesciaioli, Talevi, Maccarone. All: Giannini, Ass: Leoni.
Brescia: Cech, Cavuto 9, Solazzi, Tondo 12, Cominetti 8, Mancini 6, Berger 9, Lucconi 14, Rossini (L1). NE: Cargioli, Franzoni, Zambonardi, Bettinzoli, Ghirardi. All: Zambonardi, Ass: Tiberti
Durata set: 25’, 39’, 28’ per un’ora e 32 minuti.
Note: Battute punto Brescia 4 con 15 errori, Macerata 1 con 16 errori. Muri punto Brescia 5, Macerata 5, Attacco punto Brescia 56%, Macerata 48%, Ricezione positiva Brescia 62% (40% perfetta), Macerata 45% (19% perfetta).
(Photo credits: Mauro Pianesi | Pallavolo Macerata)
Tutto esaurito all’Eurosuole Forum per il match di sabato 18 aprile 2026 (ore 18) tra Cucine Lube Civitanova e Rana Verona, valido per Gara 4 delle Semifinali Scudetto di SuperLega.
La società A.S. Volley Lube ha comunicato che i biglietti sono ufficialmente terminati: il palas è quindi sold out, senza più disponibilità in nessun settore.
Resta aperto soltanto il botteghino nella giornata di sabato, dalle 16 fino all’inizio del match, esclusivamente per il ritiro degli accrediti.
La sfida assume un peso decisivo per la squadra allenata da Giampaolo Medei: una vittoria con qualsiasi risultato consentirebbe alla Lube di conquistare l’accesso alla finale scudetto della SuperLega Credem Banca 2025/26.
In caso di qualificazione, Civitanova affronterebbe la Sir Safety Perugia, già qualificata dopo aver superato in tre gare la Gas Sales Bluenergy Piacenza.