Da Ivo Costamagna, presidente del consiglio comunale di Civitanova Marche, riceviamoNon voglio aggiungere confusione a quella che già si è prodotta negli ultimi giorni sul tema della sanità d'area vasta e dell'ipotesi di ospedale unico ma ritengo di dover intervenire sia in qualità di presidente del Consiglio comunale civitanovese che da componente del coordinamento regionale della lista Uniti per le Marche. Chiudere ospedali non è il disegno reale della Regione, lo ha esplicitato nelle cronache odierne il presidente Luca Ceriscioli.Bene, ne prendiamo atto e credo questo chiuda una polemica da altri innescata senza alcuna... “delicatezza”, quindi gli ospedali di Civitanova e Macerata non sono a rischio chiusura. Il Governatore ha altresì ricordato che gli ospedali debbono andare incontro ad una necessaria riorganizzazione. Anche questo è logico, era nel programma elettorale e va fatto. L'integrazione di rete tra i vari ospedali e in particolare tra quello di Civitanova e quello di Macerata è il primo ed unico passaggio che possa da un lato far risparmiare e dall'altro garantire un principio fondamentale: la salute dei cittadini viene prima ed oltre qualsiasi risparmio e deve tenere conto di una territorialità che garantisca prontezza di intervento. Mettere in rete strutture e servizi significa specializzare Civitanova come ospedale delle emergenze e su questo, per esempio, occorrerà non solo dire, come bene ha fatto Ceriscioli, che della chiusura non si parla in questa fase storica, ma che ci sono da completare anche delle strutture a Civitanova che servono per quell'ospedale delle emergenze fondamentale non solo per la provincia ma anche per un bacino più ampio. Dato che le province si stanno ormai superando, la polemica tra vallate appare quanto mai datata storicamente e politicamente. Un caso partito da quella che lo stesso Ceriscioli ha definito oggi come una sua provocazione nel senso di stimolo progettuale. Tale stimolo deve essere teso ad ottimizzare il presente, ma riuscire anche, e un governo regionale appena eletto non può non farlo, tentare di programmare un futuro a lungo termine.Questo può e deve fare chi vuole costruire un'ottima sanità pubblica. E' certo però che se si programma il futuro a lungo termine non si parte, come purtroppo fa qualcuno, da un conticino di presunti e discutibili risparmi annuali, ma da una visione d'insieme della sanità marchigiana ed in questo caso di quella provinciale per capire da qui ai prossimi 10 anni quali siano le scelte strategiche più opportune. Il problema non è la collocazione di un futuro nuovo ospedale: va capito prima di tutto se gli accentramenti, anche strutturali, siano funzionali all'interesse primario del cittadino oppure no. Serve tempo, almeno tutta la legislatura, serve coesione della maggioranza, serve condivisione con i cittadini. Ceriscioli il tema l'ha posto; il nostro sindaco Corvatta è stato estremamente preciso nell'interlocuzione avuta con gli organi regionali, altri ne hanno invece fatto un uso strumentale.Si torni a parlare di ciò che c'è all'ordine del giorno. E l'ospedale di Civitanova lo si potenzi, perché oggi va completato, non certo chiuso.
Roberto Pioli ha deciso di sospendere lo sciopero della fame a seguito dell'incontro avuto questo pomeriggio con il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli. I due si sono confrontati per oltre un'ora.La decisione del giovane settempedano è arrivata dopo un colloquio cordiale ed evidentemente fruttuoso con il Governatore Ceriscioli che "è stato gentilissimo" ha affermato Pioli, aggiungendo che durante l'incontro "è emerso che i tavoli tecnici che avevo richiesto durante la mia protesta ci sono già stati e ce ne saranno altri per rivedere meglio l'intera riforma e quelli che sono i punti carenti. Il presidente Ceriscioli mi ha assicurato inoltre che verrà monitorata bene la situazione dell'entroterra. A questo punto ho preso la decisione di sospendere lo sciopero della fame, ma certamente proseguirò nella mia volontà di seguire l'andamento della situazione sanitaria marchigiana sempre da vicino".
I Comunisti di Tolentino sono favorevoli alla proposta avanzata dal M5s di Tolentino di convocare un consiglio comunale urgente "per far pronunciare i cittadini in merito alla riorganizzazione Sanitaria degli Ospedali minori che tagliano servizi essenziali come i punti di primo intervento".Ad affermarlo è Sandro Ruggeri, segretario del PCdI di Tolentino che aggiunge "Dopo le manifestazioni presso i palazzi della Regione, organizzate dai vari comitati locali e la diffida dei sindaci dell’Area Vasta 2, a larga maggioranza PD e Giunta Regionale hanno concesso diverse deroghe alla famigerata delibera del 22 dicembre, lasciando invece Tolentino e tutta l’Area Vasta 3 sprovviste di modifiche.Leggiamo dalla stampa, che il Presidente Ceriscioli, comunica che sarà previsto un nuovo Ospedale nel nostro comprensorio Provinciale con una spesa di oltre 50 milioni, come confermato dal segretario regionale del PD Comi, una dichiarazione presentata sottoforma di concessione quando in realtà, il tutto è previsto da una legge nazionale, un accordo con il Ministro Lorenzin che ufficializza ulteriori fondi per 21 milioni rispetto a l’anno precedente. Uno scenario pronto a diventare realtà e frutto di una politica fatta di tagli e riorganizzazione. Forze politiche, comitati e cittadini stanno ancora aspettando di conoscere le motivazioni della proposta fatta dal Gruppo Uniti per Salvare il PPI di Tolentino, in grado di soddisfare tutti i criteri e allo stesso tempo di salvare i servizi dell’Area Vasta 3 con un risparmio intorno ai 300mila euro ma bocciata dalla Regione.Lo chiediamo di nuovo: perché? Nel frattempo i Comunisti di Tolentino continueranno ad essere a fianco dei Cittadini per poter mantenere i servizi sanitari essenziali previsti dalla nostra Costituzione, servizi di cui beneficia un bacino di oltre 40.00 utenti. Pertanto ben vengano i finanziamenti che possono ulteriormente migliorare la qualità degli stessi ma senza giochi di potere e poltrone sulla pelle delle persone di cui si calpestano i diritti".
Il circolo PD di Morrovalle e il gruppo Airone (socialisti, civici e ambientalisti che fanno riferimento al Gruppo Politico Regionale Uniti Per le Marche) hanno annunciato, nel corso della conferenza stampa, che alle prossime elezioni amministrative per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale presenteranno una lista unitaria e propongono come candidato sindaco Francesco Acquaroli., 45 anni, avvocato, sposato con due figli, già primo cittadino di Morrovalle dal 2001 al 2011; un periodo contrassegnato da un intenso sviluppo della città e dalla realizzazione di opere pubbliche.Nel PD la proposta formulata all'unanimità dal direttivo è stata ratificata dall'assemblea degli iscritti, dove con votazione pressoché unanime (un solo astenuto), è stato approvato il documento del segretario con l'indicazione del sindaco candidato; allo stesso modo l'assemblea del Nuovo Airone ha condiviso la scelta di Acquaroli.La candidatura forte di Francesco Acquaroli rappresenta lo spirito unitario delle forze politiche e civiche che per tanti anni hanno fatto conoscere a Morrovalle un florido sviluppo e che su questo nome hanno ritrovato compattezza, unità di intenti e un rinnovato entusiasmo nel mettersi al servizio della città e della collettività.Alla conferenza stampa di presentazione, oltre allo stesso Acquaroli, erano presenti Marco Morresi, coordinatore del Pd di Morrovalle, e Luca Cabascia del Nuovo Airone.
All’interno delle iniziative programmate per la trentottesima Giornata per la vita che si celebrerà domenica 7 febbraio, il Movimento per la Vita di Macerata, organizza la conferenza - dibattito“Orizzonti di vita” presso i locali della Domus San Giuliano a Macerata a partire dalle ore 16,30."Le tematiche affrontate" spiegano gli organizzatori "intendono sottolineare lo straordinario dono della Vita, bene inalienabile, unico e irripetibile che oggi più che mai ha bisogno di essere tutelato e contemporaneamente promosso. Stiamo infatti vivendo un’epoca di grandi cambiamenti, in cui l’uomo sembra smarrire l’orientamento per perdersi dietro l’inquietante labirinto di una finta libertà. Una nuova antropologia si profila all’orizzonte, secondo la quale l’essere umano è destinato i connotati di unicità e irripetibilità".Relatori saranno Samuele Cognigni, psicologo psicoterapeuta su "Accogliere la vita, accogliere il soggetto"; Paolo Scapellato, psicologo psicoterapeuta su "In principio è la vita"; Manuela Berardinelli, presidente AFAM su "La salvaguardia della vita in ogni momento della quotidianità"; Cristina Parolisi, presidente del “Portale” “Vita è…diritto di crescere”.Modera Francesca D'Alessandro, presidente Movimento per la Vita Macerata. Previsto l'intervento del vescovo di Macerata, Mons. Nazzareno Marconi.
Nominato anche l’ultimo componente: è Paola Mariani. Obiettivo redigere entro la fine di marzo un documento preliminare da sottoporre ai Consigli di Comune e Provincia Macerata, 4 febbraio - Primo incontro per il tavolo di lavoro che avrà il compito di sviluppare una prima proposta preliminare di riforma dell’assetto statutario dello Sferisterio. Al gruppo si è aggiunta Paola Mariani, vice presidente della Provincia di Macerata, come nome indicato da Antonio Pettinari. “L’Amministrazione ha voluto ribadire, attraverso questa designazione - afferma il presidente della Provincia -, l’importanza che assegna alla Stagione lirica dello Sferisterio”. Gli altri nominati sono Raffaele Berardinelli, membro del CdA, con il ruolo di coordinatore, Orietta Maria Varnelli, imprenditrice anche lei componente del CdA, Giorgio Piergiacomi, presidente del Collegio dei Revisori dei conti, il Sovrintendente Luciano Messi, il vice sindaco e assessore alla Cultura, Stefania Monteverde, il segretario generale del Comune di Macerata Giovanni Montaccini, il segretario generale della Provincia Silvano Marchegiani. Durante la riunione, il gruppo si è suddiviso le mansioni di questa prima fase e si è dato appuntamento alla prossima settimana. Obiettivo finale: redigere un documento da presentare al Consiglio di amministrazione dello Sferisterio, entro la fine di marzo. A quel punto il CdA, dopo averlo discusso, lo invierà agli Enti Soci per le opportune valutazioni e determinazioni. “Iniziamo a scrivere la prima pagina - dichiara il presidente dell’Associazione Romano Carancini - di un percorso complesso e partecipativo che, attraverso la modernizzazione dell’assetto, dovrà schiudere nuove opportunità al Macerata Opera Festival, con l’obiettivo di affascinare in termini di governance quanti più soggetti possibili. Non sarà un’impresa facile ma, con l’apporto di tutti, i risultati saranno certamente significativi”.
"Tolentino si attivi per proporre il referendum abrogativo sulla sanità. I capigruppo sottoscrivano la richiesta di un consiglio comunale urgente": quello di Gian Mario Mercorelli, capogruppo del Movimento Cinque Stelle a Tolentino, è un vero e proprio appello rivolto a tutte le forze politiche. "Visto lo scempio che si sta perpetrando ai danni della sanità pubblica, il MoVimento 5 Stelle, nel corso di una recente riunione tra attivisti, portavoce comunali, regionali e nazionali, ha deciso di proporre un referendum per abolire la riforma sanitaria regionale voluta dal Pd di Spacca e Ceriscioli. Raccogliendo le firme dei cittadini" spiega Mercorelli "il referendum non potrebbe essere indetto prima del 2017, forse troppo tardi. E’ però possibile agire più rapidamente e dare voce ai cittadini già nei prossimi mesi se almeno 20 amministrazioni comunali delle Marche formalizzeranno la richiesta di referendum entro poche settimane. I quattro quesiti referendari sono già stati inviati al Sindaco di Tolentino Pezzanesi. Dato che un Consiglio Comunale straordinario può essere convocato solo su iniziativa di almeno un quinto dei Consiglieri (o del Sindaco), chiediamo pubblicamente a tutti i capigruppo di sottoscrivere la richiesta di convocare immediatamente un Consiglio Comunale urgente dedicato all’approvazione di una delibera che richieda alla Regione Marche di indire il referendum che consentirà ai cittadini marchigiani di decidere il proprio destino in materia di sanità. Ricordando che la salute pubblica non ha colore politico, confidiamo nel senso di responsabilità di chi è chiamato ad amministrare la nostra città".
“Il referendum abrogativo invocato dal Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle è demagogico e inutile. Come al solito la ricetta a 5 stelle è di protesta e non di proposta”.Così il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale, Gianluca Busilacchi, interviene in merito alla richiesta referendaria avanzata oggi dal Gruppo consiliare dei pentastellati per alcune leggi regionali relative alla sanità. “Le leggi regionali di cui chiede l'abrogazione il M5S – spiega Busilacchi – sono relative all'organizzazione amministrativa del sistema marchigiano della sanità, non ai servizi sanitari. Riguardano il contenitore, non i contenuti. Tale referendum non cambia in alcun modo la riforma messa in atto dall'esecutivo regionale, non va ad incidere nella sostanza della quantità e della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Per altro – aggiunge il capogruppo democrat – il modello organizzativo del sistema sanitario regionale è soggetto ad aggiornamenti di medio periodo, ogni qualche anno. Dunque, a maggior ragione, non ha senso un referendum su qualcosa che non è stabile nel tempo, ma che varia a seconda delle necessità. Come al solito il M5S strumentalizza le questioni e, soprattutto, non fa alcuna proposta alternativa, a testimonianza della loro mancanza di cultura di governo. Abrogare delle leggi che negli ultimi tredici anni, a partire proprio dalla legge n. 13 del 2003, hanno avviato il percorso di risanamento del sistema sanitario operato dai governi di centrosinistra – prosegue Busilacchi –, vuol dire porre in indeterminatezza un sistema che ha prodotto risultati virtuosi; significa liquidare, senza per altro alcuna soluzione alternativa, un percorso che ha generato molteplici ed indiscussi effetti positivi. Basta ricordare che in questi anni, grazie anche al ruolo chiave giocato dal PD, è stato evitato il commissariamento, sono state assicurate maggiori risorse dal Fondo Sanitario Nazionale e le Marche hanno ottenuto il riconoscimento di Regione italiana “benchmarking” in campo sanitario. Tutti aspetti – conclude il capogruppo PD – che hanno contribuito a rafforzare i servizi sanitari a favore della comunità marchigiana”.
A Potenza Picena la Carta Oro amplia il ventaglio di aventi diritto allargando l’utilizzo anche a residenti ultra settantacinquenni non in possesso di patente di guida.Nata per agevolare l’opportunità di parcheggio e quindi di mobilità cittadina per la fascia della Terza Età, la Carta Oro ha successivamente ampliato il pacchetto di benefit con un accordo di scontistica con le Farmacie Comunali relativamente a prodotti della sfera ascrivibile ai bisogni dell’anziano, inclusi i parafarmaci.L’Assessore ai Servizi Sociali Noemi Tartabini, in accordo con il Presidente della municipalizzata Azienda Servizi Potenza Picena Mario Properzi, ha esteso a tutti gli over 75 lo sconto del 10% previsto dalla convenzione con le Farmacie Comunali della città alta e del Porto: “Lo scopo – ha sottolineato l’assessore Tartabini – è quello di andare ulteriormente incontro alle esigenze dell’anziano, in considerazione anche delle difficoltà sociali ed economiche del periodo che stiamo attraversando”.
Da Cittaverde Civitanova riceviamoLa domanda non è retorica e se vogliamo ha anche fondamenti storici e politici. Le PM10 sono la "malattia ambientale" creata dalle attività dell’uomo e i tanti dottori al suo capezzale non riescono a farlo guarire perchè le ricette sono quando prescritte inadeguate oppure inesistenti.E’ bene ricordare quante critiche politiche a cominciare da chi oggi è al governo della Città per non parlare degli ambientalisti, importanti campagne di Legambiente quale "Mal'Aria" facevano ai Sindaci Marinelli e Mobili e ai loro Assessori all'Ambiente perchè a fronte dell'inquinamento da PM10 non venivano adottati adeguati provvedimenti per contenerle e abbassarne la quantità.Oggi che molti dei critici di allora sono assurti a cariche istituzionali e di governo della città davanti all'inquinamento da PM10 non spendono una parola ,un provvedimento amministrativo capace di dare un contributo all'abbassamento delle Pm10 ma spendono indirettamente soldi pubblici per Centraline di rilevamento della qualità dell'aria non omologabili a quelle ufficiali dell’Arpam.Inquinamento e confusione sotto il nostro cielo perché come ha rilevato la stampa fra quello che ha rilevato per alcune ore le Centraline la comunicazione interfacciata graficamente sul sito Internet del Comune sono in contraddizione. Infatti i dati rilevati delle PM10 erano superiori alla norma ma nell’interfaccia grafica che comunica ai cittadini segnalava aria di buona qualità.Un sistema di rilevamento può avere dei malfunzionamenti ed essere resettato ma perché quale utilità può avere questo sistema che produce dati non certificabili quando è operante una Rete Regionale di Rilevamento della Qualità dell’Aria ufficiale dell’Arpam in cui è ricompresa ma nostra città?L'inquinamento da Pm10 è pericoloso per la salute e per combatterlo non basta rilevarlo e segnalarlo in modo ufficioso. Quello che serve è superare una situazione di mancati provvedimenti che nella nostra città sono carenti da anni con l’attivazione di decisioni dalla mobilità, alle fonti di calore domestico, industriali e del traffico che servono veri provvedimenti capaci di incidere sulle fonti inquinanti.Sono provvedimenti che il movimento ambientalista da anni ha messo sul tappeto, indicato anche con campagne specifiche.Proposte ad oggi inascoltate. Allora c’è da chiedersi a che serve un assessore all’Ambiente. Se ad oggi non ha adottato nessun provvedimento?A meno che non pensi di installare una cupola a protezione degli inquinanti sopra la città.
Portare una ventata di rinnovamento nel sistema educativo italiano, che ridisegni il ruolo dell'apprendimento in funzione delle singole capacità e attitudini di ciascuno. Per una scuola sempre più inclusiva e formatrice di cittadini autonomi e responsabili, all'interno di una democrazia più partecipativa ed evoluta. È l'obiettivo tracciato nel libro dell'On. Luigi Berlinguer, Ri-Creazione: una scuola di qualità per tutti e per ciascuno, che sarà presentato venerdì 5 febbraio a Macerata, alla presenza dello stesso autore, dell'On. Irene Manzi e del segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi.L'appuntamento, previsto per le ore 17.30 all'Ostello Asilo Ricci, sarà occasione per un dibattito aperto sulla qualità del sistema scolastico e su come questo possa incidere sulla formazione civica e democratica, valorizzando le caratteristiche di ogni persona.“L'opera e la voce autorevole di Luigi Berlinguer – sostiene il segretario Comi – ci offrono l'occasione per riflettere sulla necessità di innovare il sistema educativo italiano. Serve una scuola che abitui i giovani alla ricerca e allo studio costante, anche dopo il percorso scolastico, che attivi in loro uno stimolo continuo alla conoscenza, perché non c'è niente di fisso, definitivo e assoluto. Tutto evolve, anche le competenze e le professioni richieste dalla società della conoscenza. Insegnare, dunque, la passione e l'interesse per una crescita ed una formazione lungo tutto l'arco della vita è il compito a cui è chiamato oggi il sistema educativo. Il tutto – aggiunge Comi – in un contesto equo ed inclusivo, che valorizzi le peculiari attitudini di ciascuno".Un dibattito, dunque, quello che intende intavolare il Partito Democratico delle Marche che, partendo dal valente lavoro di Luigi Berlinguer, mira a stimolare una riflessione più ampia sulla necessità di un sistema scolastico capace di innovarsi e di stare al passo, se non anticipare, i cambiamenti del nostro tempo. Nella consapevolezza che l'istruzione e la formazione sono le radici di ogni persona e lo strumento che più di altri consente ad ognuno di autodeterminarsi e di influire sulla qualità di un sistema democratico.
Nei giorni scorsi si è riunito il consiglio A.N.P.I. di Tolentino per programmare gli eventi per i prossimi mesi.La discussione principalmente si è occupata della prossima Commemorazione dei Martiri di Montalto che si svolgerà da giovedì 17 a domenica 20 marzo 2016.Si è deciso di anticiparla di una settimana per evitare la coincidenza con la Santa Pasqua.La discussione è poi proseguita con l’organizzazione del 16° congresso Nazionale A.N.P.I.. Il Consiglio ha deciso di effettuare il congresso di sezione sabato 27 febbraio all’auditorium della Biblioteca Filelfica, dalle ore 15.30 alle 20.00.Nei prossimi mesi la sezione di Tolentino sarà anche impegnata in una campagna di informazione, in vista del referendum sulla riforma del Senato e della Legge Elettorale. All’unanimità il consiglio si è espresso per il NO a queste riforme costituzionali, aderendo all’iniziativa referendaria in stretta coerenza con la linea seguita per due anni sul tema.Dopo il recente seminario svoltosi a Milano dall’A.N.P.I. Nazionale ed in occasione dell’imminente Giornata del Ricordo, è stato deciso di organizzare un’iniziativa sui Confini orientali, per abbattere pregiudizi e posizioni preconcette.Anzitutto, bisogna restituire alla legge istitutiva della “giornata” (L.30.3.2004, n. 92) il suo vero valore, che emerge sostanzialmente dalle prime quattro righe, che assegnano il vero compito di “ricordare e riflettere”.Lo trascrivo, per memoria: “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani, dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”
Restituire alla città con le parole e le immagini l’esperienza di una relazione internazionale che racchiude in sé opportunità importanti per la crescita di tutto il territorio maceratese.Lo hanno fatto questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il sindaco Romano Carancini, il vice sindaco Stefania Monteverde, l’assessore allo Sport Alferio Canesin, il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Simona Reschini e il vice presidente di Exit, azienda speciale della Camera di Commerrcio, Andrea Passacantando, reduci dal viaggio a Taicang, in Cina.“L’obiettivo che Macerata si è data con questa esperienza - ha detto il sindaco Carancini - è di rafforzare il processo di internazionalizzazione che vede protagonista Macerata, affinché la città non resti in ambito locale ma provi a valorizzare i nostri talenti nel mondo. I rapporti di Macerata con la Cina non si sono fermati con le celebrazioni promosse per il quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci. Vogliamo proseguirli con determinazione e per questo abbiamo colto l’opportunità che ci è stata fornita dalla manager Su Sue - presidente dell'azienda americana via Soccer, innamorata delle Marche e legata a Macerata, che ha curato i rapporti tra le due governance - senza enfasi ma cercando di incrociare insieme opportunità e talento. Il percorso intrapreso con questo viaggio avrà un seguito: ad aprile, infatti, arriverà a Macerata una delegazione del governo locale di Taicang mentre a luglio aspettiamo la visita del sindaco ”.Quattro i punti cardinali, come li ha denominati il sindaco Carancini, su cui si sta costruendo una forte partnership con Taicang, una città a poca distanza da Shanghai, in posizione strategica per il commercio in quanto ospita uno dei porti principali della Cina, una città che sta investendo fortemente sulle nuove tecnologie e interessata a migliorare la propria qualità della vita. E i quattro punti cardinali sono, come noto, il turismo, l’economia la cultura e il calcio.“Siamo andati a Taicang – ha detto ancora Carancini – con un forte spirito di reciprocità e abbiamo raccontato Macerata attraverso alcuni video rappresentativi e ai primati che la nostra città ha conquistato in ambito nazionale nel campo dell’ecosistema, della qualità della vita e della longevità molto apprezzati.”.Ma a costituire le basi dell’intenso rapporto di collaborazione tra le due realtà c’è anche un progetto economico come ha sottolineato Simona Reschini: “Abbiamo scoperto una realtà molto bella dove abbiamo vissuto concretamente le esigenze dei cittadini attraverso il sindaco Shen Mi che ha messo in evidenza la volontà di pianificare il futuro di Taicang con l’obiettivo di migliorarne la qualità della vita. Abbiamo portato in Cina i prodotti delle nostre aziende manifatturiere, la tradizione delle nostre imprese soprattutto nel campo della pelletteria e dell’oggettistica”.Ma spazio, gli ha fatto eco Passacantando, “è stato dato anche ai prodotti tipici enogastronomici, puntando sulle nostre specificità che andranno a creare una vetrina del made in Marche e il made in Macerata”.Per quanto riguarda il turismo, ha detto l’assessore Monteverder, l'attenzione è volta a organizzare incoming, attraverso viaggi e servizi per entrambe le città, e fare esperienza di way of life dei due paesi attraverso visiting tour dell’Italia e di Macerata. Sul fronte culturale, oltre a promuovere veri e propri gemellaggi tra gli studenti delle scuole superiori, c’è un progetto che guarda alla musica, in particolar modo all’opera e al melodramma con il Macerata Opera Festival che per il prossimo anno ha scelto come tema l’Oriente.Infine il calcio con l’obiettivo, ha sottolineato l’assessore Canesin, “di far conoscere, attraverso periodi di formazione destinati a squadre giovanili e allenatori, questa disciplina come esperienza di competenza e professionalità per la crescita dei giovani”.(FOTO Si.Sa.)
Prosegue il giro promozionale della Presidenta, e con esso l'indottrinamento dei giovani italiani. A Macerata la signora Boldrini, in una chiesa sconsacrata in cui non è stato permesso l'accesso al pubblico, ha tenuto una Lectio Magistralis sull'Europa a ragazzi delle superiori e a vari rappresentanti di ogni potere, dalle forze dell'ordine ai preti. Era previsto un dibattito con gli studenti, ma è rimasto sulla carta (VEDI FOTO 1)e i ragazzi sono stati riportati nelle classi al volo, dopo la consegna del bouquet d’ordinanza (FOTO 2).Nessuna possibilità di porre domande, dibattere, riflettere, e sì che si era in una Università. Mi ero preparato una domanda da porle ma mi tocca fargliela ora, per iscritto, sapendo già che non avrà risposta e che non risuonerà neanche nelle mente dei ragazzi, alla quale era in verità indirizzata. Ma vale la pena, prima di farla, raccontare un po' il succo del discorso della Presidenta, magari cominciando dalla fine. La cerimonia, perché di questo si è trattato, si è conclusa con l'apposizione di una spilletta, da parte della Boldrini, sul bavero della giacca del rettore Lacchè (omen nomen) e del professor Mancini, il quale nella sua introduzione aveva timidamente provato a rimestare nel torbido di questa Europa, con una lieve invettiva allo strapotere della finanza. La spilletta consisteva nell'acronimo USE, United States of Europe, che ha ben riassunto l'afflato atlantista della Presidenta. Il Professor Mancini se l'ha lasciata appuntare senza battere ciglio. Il discorso della Boldrini è cominciando con un neologismo di sapore tardo-marxista: Eutopia, la crasi tra Europa e Utopia. Poi, snodandosi tra i sei milioni, Ventotene antifascista, i partigiani, e citando massoni vari, è giunta al consueto succo: non possiamo non accogliere tutti i richiedenti asilo, i migranti. Nessuna distinzione, ovvio, tra profughi ed immigrati clandestini climatici, economici ed altre amenità. D’altronde, e qui l’alta riflessione della Boldrini si è palesata: “cosa possiamo fare noi contro i cambiamenti climatici? Guardate fuori: in Febbraio è già primavera!” No, non è Lercio.it, è la Presidente della Camera.E da qui a ruota libera: il dogma Schengen è uno splendore e guai a metterlo in dubbio. “Sapete ragazzi quali sono i vantaggi di Schengen? Pensate che quando ero giovane io ci voleva il passaporto per spostarsi in Europa! E poi magari qualcuno si scordava di mettere il visto e non poteva passare, vi rendete conto? Oggi non è più così. Voi siete la generazione Erasmus, ai miei tempi non si poteva andare a studiare fuori (!)”. Non è uno scherzo signori, questa è la grande conquista di Schengen secondo il Presidente della Camera: la fine del fastidio di esibire un documento. E anche qui, vi giuro, non è Lercio.E poi “l’Europa è la terra dei diritti!”, senza che nessuno potesse ribattere che invece oggi l’Italia europeista è la terra dell’incertezza del diritto, nella quale una pattuglia di polizia ha cinquanta chilometri quadri da coprire, se va bene, e quando, come azzeccando un terno al lotto, arriva ad acciuffare un criminale, il giorno dopo questo è già in giro a continuare il lavoro, spesso soltanto cambiando il supposto cognome da Amed ad Aziz. E poi la solita solfa sul fatto che le nazioni (e i popoli) sarebbero la causa delle guerre, quindi, dicevano i massoni dopo la prima guerra mondiale, perché non eliminare tutti e due, popoli e nazioni, e fare un bell’unico supergoverno dove un unico corpo di polizia orwelliano (o eurogendforesco se volete) placherebbe ogni dissenso?Poi la Boldrini si è prodotta in una serie di falsità mainstream, come il desiderio di “porre fine alla atrocità delle belve di Assad in Siria” o in inconcepibili attacchi ai popoli che intendono decidere il loro futuro politico, come quello polacco o quello ungherese, fino alla seguente chicca: “L’Inghilterra farà un referendum per decidere se entrare in Europa o no… non si era mai arrivati a questo! Come è successo?”. Senza parole. Ma veniamo alla fase clou, l’emersione del vero intento della Boldrini e degli europeisti: fare del nostro continente un mostro simile agli Stati Uniti d’America: “pensate… anche da noi potrà essere davvero come passare dal Texas alla Louisiana!” Signora Presidenta, glielo chiedo con pacatezza, ma che cazzo c’entra il Texas con noi? C’è più arte e cultura e differenza e ricchezza, che vanno salvaguardate dalla globalizzazione meticciante, nella sola Loreto o a Morrovalle o a Sankt Florian o a Melk che in tutto il Texas. Lo sa questo, presidenta?E’ inutile che infarcisca il suo discorso di inglesismi, come il più volte riproposto “stop and go”, Presidenta, perché questa esterofilia, e in particolare questa americanofilia, con Giacomo Leopardi a quindici chilometri, ci ripugna!E poi che orrore le sue proposte maceratesi per il futuro: abolire il tricolore come esclusivo simbolo dell’Italia ed affiancargli la bandiera europea; insegnare a scuola, con degli appositi corsi, la storia dell’unione europea, quando i nostri ragazzi, con sole due ore di storia alla settimana, non riescono nemmeno a conoscere la storia patria; instituire un reddito di cittadinanza europeo, quando i nostri anziani, dopo decenni di lavoro, campano con pensioni ridicole, mentre la sanità, e con essa tutto lo stato sociale, viene smantellata. Pensi agli italiani signora presidenta, e non agli europei, termine nel quale sono certissimo verrebbero designati tutti quelli che al momento o in futuro sarebbero col culo appoggiato sulla nostra terra, chiunque essi siano e da dovunque provengano e indipendentemente dal perché siano qui.Va be’, me la smetto e faccio la mia domanda, quella che non ho potuto farle, signora presidenta. La ascolti.Sono note da suoi discorsi ufficiali le sue posizioni sull’immigrazione: i migranti sono “una risorsa”, “un’avanguardia di quello stile di vita che sarà lo stile di vita di tutti noi”, è necessario un loro afflusso, sempre maggiore, per risolvere i nostri problemi: denatalità e invecchiamento, col loro pratico corollario delle pensioni di anzianità. Tutto questo lei lo ripete da anni ormai.Ora, visto che l’Europa una costituzione non ce l’ha, né alcun politico-cameriere dei banchieri sente il dovere di produrla e faccela ratificare, le leggo quella italiana. Articolo 1: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”; Articolo 35: “Si assegna allo Stato il compito di tutelare il lavoro”; Articolo 31: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre providenze la formazione della famiglia… protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari allo scopo”.Ora la politica europeista lascia entrare milioni di giovani maschi in un territorio nel quale c’è oltre il quaranta per cento di disoccupazione giovanile e “tutela” la capacità di preservarsi dei popoli europei attaccando l’istituto della famiglia naturale, l’unica in grado di produrre giovani, importando giovani non europei. Tutti sanno perché l’elite che governa fa questo. Si tratta chiaramente di un incostituzionale attentanto all’autodeterminazione del popolo italiano, della illegale cessione della sua sovranità!La mia domanda ora è: signora presidenta, come portavoce dell’agenda mondialista, la stessa che causa le guerre e le conseguenti migrazioni di poveracci che dovrebbero essere lasciati in pace a casa loro, sostiene queste idee e le conseguenti pratiche perché è convinta o ce la pagano a parte?Concludo con un consiglio ai docenti dell’Università di Macerata, e in particolare dalla Facoltà di Filosofia, nella quale ho studiato: invece di accogliere questa spinta all’esterofilia anglosassone che, a forza di “i” imposte nelle scuole e di pensiero unico, ha distrutto gli studi umanistici, portando le facoltà sull’orlo del collasso, ribellatevi in maniera critica a questo sistema cachistocratico. Se nella facoltà di filosofia le bacheche dei programmi sono mute (FOTO 3),i ragazzi non circolano più nei locali, se perfino il piano a coda nell’aula magna tace e tutto langue, se gli insegnanti a progetto sono pagati dieci euro all’ora e i ricercatori fanno i burocrati invece che gli studiosi, la colpa è di questo vilipendio alla nostra cultura nazionale e alla nostra specificità culturale, anche come europei, beninteso. Professor Mancini, faccia un gesto significativo, si tolga la spilletta e la calpesti, è una questione di onore e di principio.
Da Deborah Pantana, consigliere comunale di Forza Italia a Macerata, riceviamoLa Presidente della Camera On.le Boldrini nella sua lectio magistralis all’università di Macerata non si è fatta sfuggire l’occasione di fronte ad una platea di giovani di fare la solita predica: ha esordito con i nazionalismi del novecento per arrivare al suo cavallo di battaglia quello dell’immigrazione. Ritengo che un Presidente della Camera per il suo alto incarico, in questi contesti debba mantenere una posizione al di sopra delle parti e che non debba fare politica in questo modo così strumentale. L’Europa e soprattutto l’Italia stanno vivendo un momento di emergenza immigrazione e non possiamo dire che non è vero e continuare a far finta di niente. Quest’incontro introdotto in maniera eccelsa che doveva essere un momento di vero approfondimento su un tema molto importante si è ridotto alla solita dialettica politichese di parte. Quindi quella di ieri, per quanto mi riguarda, è stata un’occasione persa, perché parlare d’Europa è un qualcosa di diverso e d’inclusivo e non deve alimentare temi di divisione. I tempi di transizione che stiamo vivendo ci chiedono più Europa che sappia però assumersi le proprie responsabilità ed il compito della politica, soprattutto dopo i fatti di Parigi, è di offrire una prospettiva di lungo periodo, un orizzonte cui aspirare e una nuova cornice da costruire. Sembra una frase fatta, ma mai come in questo momento si sente la necessità di “più” Europa e di “più” politica nel suo senso più nobile e alto. Siamo un continente inclusivo e aperto, contrario a ogni fondamentalismo e oscurantismo.. La battaglia va fatta anche sul tavolo della cultura. Anche questa è politica. Lo sguardo deve essere a 360° e deve essere lunghissimo. Qui non si tratta del prossimo anno: si tratta del prossimo secolo. Dobbiamo costruire un nuovo mondo e una nuova Europa. Dobbiamo farlo tutti assieme, consapevoli delle difficoltà e delle grandissime problematiche che qualsiasi nostro gesto comporterà. Il rilancio del “progetto europeo” è possibile e il Parlamento deve farsi trovare pronto nel tracciare la linea, nell’indicare la prospettiva. È arrivato il nostro tempo e non possiamo farci trovare impreparati: quindi l’alto ruolo istituzionale che Le è stato conferito cara Presidente della Camera non deve servire in questo momento storico ad alimentare divisioni ma al bene di un Paese che deve saper conservare le sue origini e i suoi cittadini, per un Europa migliore in cui cresceranno i “nuovi Europei”.
Da Cittaverde di Civitanova riceviamoGli annunci confusi e le caparbietà irragionevoli con la quale è stato imposto in modo estemporaneo alla città una infrastruttura come la realizzazione di un mega sottopasso carrabile di circa 7 milioni di euro ha dimostrato ad una prima verifica istituzionale relativa alla fattibilità le prime serie difficoltà.E’ puerile affermare la Legge Obbiettivo sulla quale si puntava oggi non esiste più e si cambia registro passando il sottopassaggio al rango di strada Regionale quando lo stato della legge Obbiettivo è lo stesso di quanto l’amministrazione comunale presentò pubblicamente il progetto.Che il sottopasso sulla SS16 non avesse gambe solide sul piano tecnico e finanziario lo si era capito durante l'assemblea al Quartiere Risorgimento. L’amministrazione comunale non solo ha presentato un progetto inutile, costoso, dannoso per i cittadini che risiedono lungo il suo tragitto ma fa ignorato le alternative meno impattanti su piano ambientale.La caparbietà politica attenta alle scadenze elettorali ha chiuso occhi ed orecchie dei nostri amministratori davanti alle critiche e alle proposte.Un progetto faraonico super costoso che se attuato diventerebbe un grande attrattore di traffico con gravi ripercussioni sulla qualità ambientale già fortemente compromessa dal traffico della SS 16.Ora che gli annunci roboanti si stanno affievolendo occorre fare di questa nuova situazione una un punto di forza, occasione per riaprire il confronto sulle alternative al sottopasso. Un confronto che deve coinvolgere non solo le forze politiche più attente a queste problematiche comprese quelle presenti nella maggioranza del governo cittadino di cui ci si attende la fine della consegna del silenzio.Questa è l'occasione per rilanciare un progetto ecosostenibile capace di attenuare le difficoltà create dal vecchio passaggio a livello e cogliere l'occasione per ricucire un tessuto urbano a partire dalle strade che a partire da via Indipendenza sono senza sbocco a causa dello sbarramento finale da parte della ferroviaria attraverso un Progetto di Riqualificazione Urbana.Le alternative ecosostenibili sono possibili occorre che in questo senso vi sia una visione innovativa della città e della qualità di quella zona capace di guardare al futuro. Una qualità che non sta in un’opera che rimanda ad interventi da ricostruzione post bellica ma nella ricerca di interventi di riqualificazione urbana di quell’area importante della città che la realizzazione del mega sottopassaggio sulla SS16 la condannerebbe ad una irrecuperabile marginalità periferica.Quello che serve a breve e medio termine è ricercare con forza soluzioni per un vero ammodernamento del passaggio a livello avviare un Progetto di Riqualificazione Urbana dell’intera area compresa in un triangolo che si estende fra via Indipendenza, Fratelli Bandiera, ecc connettendo così anche le Piste Ciclabili del Parco ex Cecchetti con quella lungo il Chienti e Lungomare, aprire un vero confronto in tutte le sedi decisionali con le FF.SS. per trasformare almeno il tratto Civitanovese della linea ferroviaria in metro di superficie attraverso fermate in punti strategici della città.
“Confido fiducioso in una soluzione che possa restituire alle nostre popolazioni, soprattutto alle giovani mamme che abitano in questi nostri territori, uno di quei diritti costituzionalmente garantiti, il diritto alla salute, di cui oggi esse sono state private”.Si chiude così la lettera che il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, ha consegnato alla Presidente della Camera, on. Laura Boldrini, al termine dell’incontro con gli studenti dell’Università degli Studi di Macerata sul tema “Costruire l’Europa dei cittadini”. “Il tema dei diritti, anche di quelli costituzionalmente riconosciuti, dovrebbe essere un tema caro soprattutto alla Politica e ai rappresentanti delle Istituzioni. Eppure, Le posso assicurare, così sempre non è – è lo sfogo rappresentato alla Presidente Boldrini dal sindaco di San Severino Marche che nella sua missiva prosegue - Il diritto alla salute nella nostra Regione viene oggi fortemente minacciato da una determina del Direttore generale dell’Asur, siglata alla Vigilia dello scorso Natale, con cui si è deciso, senza ascoltare i territori, di mettere mano a una modifica profonda dell’organizzazione ospedaliera con l’annuncio della chiusura di diversi Punti nascita. So che della questione Ella si è già occupata ma siccome si tratta di una partita non ancora chiusa, La prego di voler prendere in considerazione ogni ulteriore tentativo che possa far ravvedere i decisori. Chiudere i Punti nascita oggi esistenti, parlo di quello attivo presso l’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino ma anche nei nosocomi di Fabriano e Osimo, significherebbe privare un’ampia fascia dell’entroterra marchigiano, che va di fatto dal Pesarese fino all’Ascolano, di una struttura dove non solo poter partorire ma anche dove trovare cure e risposte alle emergenze sanitarie di tante e tante mamme. E Lei sa quanto me, conoscendo questo nostro territorio, le difficoltà che ci sono in tema di collegamenti viari. Quanto può impiegare un’ambulanza a raggiungere un ospedale con una partoriente cui si è distaccata la placenta? La sensibilità da Ella dimostrata agli argomenti che riguardano il mondo delle donne, le minacce che da questa scellerata decisione potrebbero attentare alla salute e alla vita di tante mamme e dei loro nascituri, mi suggeriscono di rivolgermi nuovamente a Lei perché possa intervenire a riguardo. Il Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin, ha presentato un provvedimento che riguarda proprio i punti nascita nei cosiddetti ospedali minori eppure, di contro, un dirigente di una qualsiasi Azienda sanitaria un bel giorno ha deciso, questo accade nelle Marche, di intraprendere un’azione che va nel senso contrario ed opposto. Ci siamo opposti rivolgendoci al Tar e presentando un ricorso come Comune. Altrettanto ha fatto il Comitato per la difesa e la tutela dell’ospedale “Eustachio”. Grazie a ciò il provvedimento è stato al momento bloccato in attesa di una pronuncia del Tribunale amministrativo che tornerà a riunirsi il 19 febbraio ma questo – conclude Martini –non può bastare né darci rassicurazioni per il futuro”.
Da Andrea Caprodossi e dal gruppo consiliare "Comunità e territorio" di Camerino riceviamo:Il nostro Sindaco non finisce più di stupirci.Qualche tempo fa, infatti, aveva fatto pubblicare sul sito istituzionale del Comune di Camerino un articolo dove utilizzava toni sarcastici e offensivi nei confronti dei suoi avversari politici, colpevoli, a suo dire, di aver proposto un’interrogazione sullo stallo della questione del Baratto amministrativo.In sede di Consiglio Comunale era stato chiesto al Sindaco di rimuovere tale articolo facendogli presente che il sito istituzionale del Comune non può essere utilizzato come valvola di sfogo del primo cittadino, ma (ci sembra pleonastico, eppure va comunque precisato) deve essere utilizzato a fini istituzionali, così come previsto dalla legge 150/2000. Ancora più imbarazzante è stato il silenzio in sede di Consiglio Comunale su chi avesse scritto tale articolo e chi avesse provveduto a pubblicare una cosa che la legge sanziona. Nessuno sapeva niente, sindaco compreso.Di fronte ad un atteggiamento così elusivo, ci è sembrato doveroso fare una richiesta formale, e al trentesimo giorno (l’ultimo utile), ci hanno risposto che a scrivere di pugno quell’articolo (comunque orfano di firma!) pensate un po’ è stato niente di meno che il nostro Sindaco! Probabilmente quando gli era stato chiesto in sede di Consiglio Comunale aveva perso momentaneamente la memoria! Quindi, ricapitolando, il nostro primo cittadino, con un esercizio di maquillage, ha preso delle sue dichiarazioni (rilasciate non si sa bene a chi) e ci ha fatto un articolo come se qualcun altro gli stesse facendo un’intervista!Ecco uno stralcio di quello che si leggeva sul sito:“Pensavo avessero sbagliato gli uffici, poi ho letto in fondo la firma del segretario del Partito Democratico, Andrea Caprodossi, ed ho capito che era tutto vero” – E’ il commento tra il sarcastico e l’amareggiato del sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, all’interrogazione presentata dal consigliere Andrea Caprodossi sul baratto amministrativo…ecc. ecc.Effettivamente sembra proprio che un giornalista abbia raccolto il commento del sindaco, peccato che in questo caso le due figure coincidano! Evidentemente il primo cittadino, dalla ragguardevole vena giornalistica, non ha problemi a parlare di se stesso in terza persona..La prossima volta che scrive, però, per evitare inutili sdoppiamenti di personalità, consigliamo di farsi aiutare da un giornalista vero e proprio, in fondo ne abbiamo anche uno locale, lo stesso che compare e compariva spesso al suo seguito già durante le campagne elettorali. Per di più, a questo stesso giornalista, il sindaco ha deciso di concedergli un incarico per più di 14.500 euro, in barba alla crisi ed alle difficoltà che tanto sbandiera e che, a suo dire, costringono ad aumentare i tributi locali, a rinunciare a servizi essenziali, a negare contributi ad iniziative lodevoli e meritevoli ed a paventare l’esternalizzazione di servizi per la cittadinanza e la messa in mobilità del personale. Comunità e Territorio
Da Michele Verolo, coordinatore della Federazione provinciale Sel di Macerata, riceviamoIl presidente Ceriscioli sembra aver preso di mira il futuro della sanità della nostra Regione. Alcune tra le scelte compiute negli ultimi tempi (chiudere i punti nascita di Fabriano, Osimo e San Severino Marche, aver modificato i servizi previsti nelle Case della salute – che si trasformano in ospedali di comunità con la conseguenza di ridurre ulteriormente i posti letto ospedalieri, aver ulteriormente modificato la rete dell’emergenza – urgenza, non aver risolto il gravissimo problema delle lunghissime liste di attesa, non aver investito sui servizi territoriali – con conseguente riduzione dell’assistenza domiciliare integrata, non aver previsto il finanziamento del fondo di solidarietà necessario per gli anziani più poveri che non riescono a pagare l’aumento delle rette nelle residenze protette, aver tentato di vanificare il ruolo delle RSU per la contrattazione) hanno provocato parecchio malcontento tra le comunità interessate dai tagli e dalle riorganizzazioni imposti dal governo Renzi ed avallati dalla Giunta regionale.Quello che non può essere in alcun modo accettabile è che tale operazione venga condotta avendo come punto di riferimento soltanto alcuni freddi numeri. L'unica preoccupazione sembra il raggiungimento delle compatibilità economiche, più che la realizzazione dei bisogni dei cittadini marchigiani. Le decisioni vengono sempre più accentrate e manca il confronto con le organizzazioni sindacali. La proposta di un unico ospedale per l'Area Vasta 3 rischia di essere uno specchietto per discutere di altro e non affrontare i temi sul tappeto.È in atto una politica di programmato smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale tale per cui, chi avrà la possibilità, si rivolgerà al settore privato, mentre gli altri saranno costretti a rinunciare a curarsi: nel 2014, quasi il 10% della popolazione, anche marchigiana, ha rinunciato ad una prestazione sanitaria di cui aveva bisogno a causa delle lunghe liste di attesa e del costo insopportabile dei ticket, per una popolazione che diventa sempre più povera.È aumentata la mortalità ed è diminuita di oltre venti punti la qualità della vita. Il rinnovo del contratto delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità è fermo al 2009, mentre il blocco del turnover ha portato ad forte riduzione del personale, con turni massacranti.Le liste di attesa, infine, non accennano a diminuire. Mettere mano alla sanità, a nostro avviso, significa predisporre un piano strategico preciso, significa privilegiare i servizi territoriali con una forte integrazione tra sociale e sanitario, aumentare l’assistenza domiciliare, investire nella prevenzione. L'art. 32 della nostra Costituzione afferma che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Eccola, la stella polare che dovrebbe guidare le politiche in materia di sanità.
Il M5S Macerata aderisce alla giornata ‘NO PRANZO’ proposta da Roberto Pioli in difesa dell’ ospedale di San Severino."Il giovane Pioli" si legge in una nota del Cinque Stelle maceratese "è in sciopero della fame dal 26 gennaio e non possiamo che accogliere il suo invito. Il nostro è un gesto simbolico di consiglieri ed attivisti e l’inizio di una battaglia di civiltà".