Stamattina all’Università di Macerata la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini ha parlato di Stati Uniti di Europa a un pubblico composto per la quasi totalità da circa 350 studenti delle superiori, ricordando come l’idea di un’Europa unita sia nata “da giovani antifascisti poco più grandi di voi” in un mondo devastato dalla guerra, dall’odio e dal genocidio.Al suo arrivo a Macerata, la presidente della Camera è stata accolta in piazza della Libertà dalle autorità civili e militari e anche da Somaja Iddaif, una signora originaria del Marocco ma residente a Macerata da oltre trent'anni.L’occasione è stata offerta dall’incontro “Costruire l’Europa dei cittadini” organizzato dall’Ateneo maceratese. Ad accoglierla, tra gli altri, il sindaco Romano Carancini, il prefetto Roberta Preziotti, la vice presidente della Provincia Paola Mariani. Presenti gli alunni dell’Iis Galilei e dell’Itis Marconi di Jesi, del liceo classico Leopardi, dell’Itc Gentili, dell’Iis Matteo Ricci e del liceo artistico Cantalamessa di Macerata.A fare gli onori di casa, il rettore Luigi Lacchè. “Tutti noi – ha detto questi- sentiamo che il progetto europeo sta vivendo una fase difficile, complessa, ma al tempo stessi siamo consapevoli del fatto che esso è stato ed è il più grande progetto sovranazionale, di pace e di progresso, avviato nel dopo guerra, fortemente voluto da quella straordinaria generazione di padri fondatori che aveva vissuto le persecuzioni e gli orrori delle guerre; un progetto ardito, portato avanti poi nei decenni, tra luci e ombre, con fatica, ma anche con forza ed entusiasmo. Un progetto che oggi riunisce più di 500 milioni di cittadini. Costruire l’Europa dei cittadini significa mettere al centro delle nostre preoccupazioni e del nostro impegno il tema dei valori fondanti della partecipazione e della democrazia, della solidarietà, della tutela dei diritti della persona umana, della circolazione delle merci ma prima ancora delle persone”.L’on. Boldrini, introdotta dal professor Roberto Mancini, ha parlato dell’Europa come di “una grande idea, un’utopia che deve risorgere dalla proprie sconfitte. La storia dell’Unione Europea è marchiata da stop and go, da successi e insuccessi, ma questo non ci deve scoraggiare. Abbiamo bisogno di un modello nuovo”.Un modello che, secondo la presidente, ci ha dato molti vantaggi: il primo sono i settant’anni di pace che l’Europa non aveva mai conosciuto prima; e poi, ancora, la moneta unica, senza la quale la lira non avrebbe potuto far fronte a una crisi economica senza precedenti, e la libertà di circolazione.“Far saltare il sistema di libera circolazione di Schengen significherebbe tradire il nostro passato e compromettere il nostro futuro” ha detto. Il nuovo modello degli Stati Uniti d’Europa deve nascere dal basso. “Avvierò – ha annunciato -una consultazione pubblica on line quanto prima per chiedere alle persone come voglio questa Europa. Perché è da lì che bisogna ricominciare”, ha invitato, lanciando anche altre proposte, come l’istituzione di un reddito minimo europeo per le persone che non ce la fanno; la creazione di liste transnazionali per l’elezione di un parlamento europeo che sia veramente espressione dell’Europa e non dei singoli paesi; un’armonizzazione delle regole e dei procedimenti per ottenere la cittadinanza, ora diverse da Stato a Stato.Questo processo di ricostruzione, secondo Boldrini, passa anche attraverso i simboli, come la promozione della cittadinanza europea nelle scuole o l’integrazione dell’articolo 12 della Costituzione con la bandiera europea, l’inno di Mameli e quello alla gioia di Beethoven. “Questo deve essere il vostro obiettivo – ha concluso Boldrini rivolgendosi ai ragazzi del pubblico – impegnarvi per una grande causa. E gli Stati Uniti d’Europa sono un’ottima ragione per partecipare, per garantire la pace e affermare i diritti, i nostri e quelli degli altri”.Al termine dell’intervento, la Presidente ha salutato personalmente gli studenti regalando loro le spille degli Stati Uniti d’Europa.(Foto Si.Sa. e Guido Picchio)https://www.youtube.com/watch?v=8YwaTb6XKHg
Da Nuovo Progetto Matelica riceviamoLe dichiarazioni rilasciate dal Consigliere Regionale Sandro Bisonni hanno finalmente fatto luce sul dibattito in merito alla situazione sanitaria della nostra città: per ora la Regione non ha deliberato alcun cambiamento sulla presenza dei mezzi di soccorso.Un’ulteriore conferma è arrivata dalla Vice Presidente della IV Commissione Assembleare che si occupa di Sanità, Elena Leonardi: la Giunta Regionale non ha assolutamente rivisto la sua posizione. Nostro malgrado, a Matelica ancora oggi non ci sono state variazioni rispetto a quanto previsto dalla DGR 1183/2015 del 22/12/2015: pertanto solo nelle 12 ore diurne rimane attivo un mezzo di soccorso avanzato con medico a bordo (MSA), mentre per la fascia notturna continua ad essere presente un mezzo di soccorso infermieristico (MSI).Ringraziamo anche la consigliera regionale Marcozzi, che in un recente articolo apparso sulla stampa, ha sottolineato quanto già da noi avanzato come gruppo consiliare all'attenzione di tutti i gruppi consiliari di minoranza in Regione. Il Sindaco Alessandro Delpriori, con dichiarazioni sulla stampa e sui social network, ha invece parlato di drastiche modifiche, approvate in commissione sanità l'11 gennaio scorso, alla delibera in questione. Tra le altre cose, ha, addirittura, affermato di essere riuscito ad aumentare a 24 ore la presenza del MSA. Di fronte alla falsità di queste esternazioni, ed alla gravità delle stesse, il gruppo consiliare Nuovo Progetto Matelica non può restare in silenzio ed in segno di protesta, noi consiglieri, ci troviamo costretti a non prendere parte al Consiglio Comunale previsto per lunedì 01/02/2016. Ancora una volta sono state deluse le aspettative dell’intera cittadinanza, che ha, giustamente, manifestato per vedersi riconoscere uno tra i diritti fondamentali della persona, quello alla salute. Il dialogo istituzionale proposto dall’amministrazione comunale evidentemente non ha assolto il suo principale compito: dare un adeguato riscontro alle richieste della città. Chiediamo, pertanto, le dimissioni immediate del Sindaco, primo cittadino e massima autorità sanitaria di Matelica, e di tutta la sua amministrazione che in alcuni casi è rimasta in silenzio e in altri, addirittura, ha avallato le sue affermazioni. Ci auguriamo inoltre che il Presidente Ceriscioli prenda coscienza che è necessario un tavolo tecnico per riportare la discussione e il confronto su un tema così importante. Per quanto riguarda i punti nascita di Osimo, Fabriano e San Severino Marche, accogliamo con fiducia la sospensiva arrivata dal TAR nei giorni scorsi che ne ha, per ora, scongiurato la chiusura. Siamo preoccupati, inoltre, per la salute di Roberto Pioli, giovane settempedano, che sta rischiando la propria vita per protesta, praticando lo sciopero della fame.
Anche una delegazione di Fratelli d'Italia di Tolentino ha partecipato al Family Day di Roma. Erano presenti il coordinatore Gianni Barboni e il consigliere comunale Francesco Pio Colosi."Si è manifestato, senza simboli di partito" si legge in una nota del coordinamento tolentinate del partito "per ribadire la centralità del matrimonio come è evidenziato dall’articolo 29 della Costituzione, contro la pratica dell’utero in affitto e al diritto del bambino di avere un padre e una madre. Per la sinistra i figli non serve procrearli coniugando un uomo e una donna, basta produrli per via genica, eterologa, farmaceutica: il seme della masturbazione remunerata del maschio e dell’utero in affitto sono sul libero mercato. Rimangano pure negli orfanotrofi migliaia di orfani e abbandonati. Quello che importa è comprare e scegliere quello che si vuole, anche un figlio.Le unioni civili sono un falso obiettivo del ddl della senatrice del Partito Democratico Cirinnà (moglie del sindaco di Fiumicino del PD ex senatore, ex consigliere regionale del Lazio Montino) che serve solo ad introdurre il diritto di adozione per le coppie omosessuali.Fratelli d’Italia crede invece che uno Stato giusto debba occuparsi del più debole. E per questo noi difendiamo i bambini. In caso di approvazione della legge, siamo assolutamente pronti al referendum. Vogliamo anche dire al ministro Alfano che, prima di proporre referendum abrogativi, potrebbe uscire dalla maggioranza se non è d'accordo su una questione così centrale".
Un referendum sulla riforma sanitaria. E' questa la richiesta che il Movimento Cinque Stelle di Macerata presenterà al sindaco Romano Carancini, chiedendogli di farsi promotore di una apposita delibera.Per richiedere il referendum abrogativo sono necessarie le firme di almeno venti sindaci delle Marche."Da tempo stiamo assistendo alle vicende che riguardano il futuro della sanità marchigiana. Reparti, a volte interi, ed ospedali che chiudono, servizi non soddisfacenti, insomma vediamo pian piano venire meno quello che è un nostro diritto di cittadini. Da Fabriano, ad Osimo a San Severino" si legge in una nota dei pentastellati maceratesi "ognuno ha la sua storia, su ognuno degli ospedali c'è un progetto inserito nella riforma sanitaria firmata Spacca-Ceriscioli.Facile fare questi progetti sulla carta, seguendo solo determinati parametri, un po' più difficile, ma doveroso, considerare le singole realtà, come tenere conto di strutture che servono zone dell' entroterra, disagiate dal fatto che magari sono mal collegate ad altri poli ospedalieri, ecc.Siamo ancora in tempo per bloccare queste scelte scriteriate, e come deciso nell'ultima riunione regionale, con la presenza del nostro portavoce alla Camera Andrea Cecconi, il sindaco 5 Stelle di Montelabbate, Cinzia Ferri, consiglieri comunali e moltissimi attivisti di vari gruppi della regione, nel prossimo consiglio presenteremo una mozione d'ordine chiedendo al sindaco Carancini di farsi promotore di una delibera per richiedere un referendum abrogativo (occorrono 20 sindaci in tutta la Regione). Essendo questa una battaglia che non ha colore politico, ma che tutti dobbiamo sostenere perché riguarda la salute dei cittadini, e tutti noi in primis siamo cittadini prima di essere sindaco, assessori e consiglieri, siamo sicuri che la nostra richiesta verrà accolta senza problemi.Qualora questa iniziativa non dovesse giungere al termine si avvierà una campagna referendaria a livello regionale per la raccolta di 20.000 firme necessarie.Un grosso impegno per il M5S, tutti i gruppi delle Marche saranno coinvolti, sarà un percorso di informazione e di raccolta firme che si concluderà a inizio 2017, con la chiamata al voto dei cittadini marchigiani e per il quale auspichiamo l' adesione di tutti i comitati che vorranno sostenerla".
Lunedì 1 e martedì 2 febbraio si riunisce il Consiglio comunale di Macerata, con inizio dei lavori alle ore 16.All’ordine del giorno le interrogazioni sul bilancio Ircr e la richiesta di chiarimenti sulla delibera relativa a una anticipazione di tesoreria, presentate da Forza Italia (lunedì dalle ore 15 alle ore 16) e le tre del M5S sulla vicenda ParkSì (martedì dalle ore 15 alle ore 16)Il Consiglio comunale esaminerà poi due delibere relative rispettivamente all’adozione definitiva della variante parziale al Prg per l’individuazione della zona di completamento e riperimetrazione del Piano di recupero in via Giuliozzi e alle modifiche al regolamento per l’occupazione di spazi e aree pubbliche e per l’applicazione della Tosap.Quattro gli ordini del giorno che riguardano la memoria di Dante Cecchi (Ninfa Contigiani e altri consiglieri del Pd), trasparenza delle associazioni (Alessia Scoccianti e altri consiglieri del Pd), la manifestazione sportiva Macerata Open con finalità di inclusione sociale (David Miliozzi di Pensare Macerata e altri consiglieri di maggioranza) e la cittadella giudiziaria (Enrico Marcolini e Marco Menchi de La città di tutti).Le mozioni che verranno discusse in Consiglio riguardano una nuova collocazione per l’ospedale maceratese (Ivano Tacconi e Marco Figlia dell’Udc) e l’impegno a mantenere la stagione lirica nell’ambito dei Teatri di tradizione con la direzione artistica dedicata allo Sferisterio.
Forza Nuova Macerata prende posizione in merito alla visita di Laura Boldrini prevista per lunedì 1 febbraio nel contesto di un incontro promosso dall’Università di Macerata:"Politicamente non possiamo che prendere le distanze dai continui ammiccamenti sullo ius soli e sulle unioni gay che hanno contraddistinto sin dall’inizio l’incarico del Presidente della Camera, nel contesto di una legislatura che fino ad oggi a nostro avviso ha pensato a tutto, ma veramente a tutto (dalla depenalizzazione del reato di clandestinità al ddl Cirinnà sulle unioni civili), tranne che ai veri problemi degli italiani, in attesa di un rilancio occupazionale concreto e di istituzioni efficienti non solo quando si tratta di fare bandi per accogliere extracomunitari, ma anche quando si tratta di garantire il diritto alla sicurezza dei cittadini. Visto che nell’incontro si parlerà di Europa, invitiamo tutti a prendere esempio dai Paesi dell’Unione Europea che hanno saggiamente deciso di chiudere le frontiere di fronte alla minaccia sempre più concreta del terrorismo islamico, ormai consapevoli che buona parte dei “profughi” che stanno arrivando nel vecchio continente si rivelano spesso semplici clandestini o addirittura potenziali stupratori come dimostrato dagli accadimenti di Colonia. Visto che nel dibattito si parlerà anche di cittadinanza, ribadiamo la nostra più totale avversità allo ius soli tanto caro al Presidente della Camera, proprio guardando all’Europa, a Parigi nello specifico, dove recentemente immigrati di seconda e terza generazione che sembravano perfettamente integrati nel tessuto sociale si sono resi protagonisti di attentati terroristici che hanno scosso l’opinione pubblica mondiale. Rivendichiamo inoltre come il compito della politica sia quello di tutelare i diritti delle famiglie vere che perpetuano la vita, non di quelle finte che per natura non possono avere figli. I diritti delle minoranze devono essere rispettati; quelli della maggioranza non devono essere messi in discussione".
"Tutti quanti si devono rendere conto che questa è una battaglia generale, non di un Comune o di una Provincia, è un pezzo d'Italia che sta chiamando per la salvaguardia della propria salute!".Queste sono le parole di Roberto Pioli, il 23enne di San Severino che da martedì ha iniziato lo sciopero della fame, una forma di protesta contro la riforma sanitaria che prevede la chiusura di alcuni punti nascita delle Marche entro il 31 gennaio."Martedì scorso ho iniziato lo sciopero della fame con lo scopo di dar luce alle preoccupazioni della gente dovute all'attuazione della rifroma sanitaria che va ad intaccare tutto il nostro territorio. - spiega Pioli - Una regione così bella che si vede spogliata di un diritto: quello di vivere in modo sereno la propria salute".Sono molte le persone che lo stanno sostenendo in questi giorni, sia per messaggi, sia tramite la presenza fisica."La manifestazione sta proseguendo molto bene, sono molte le persone che si sono fatte vedere e che ringrazio perchè dimostrano la loro solidarietà attraverso messaggi, telefonate. Infatti, vanno e vengono circa 150 persone al giorno in modo molto costante, chi non viene tutti i giorni mi telefona perchè sta prendendo coscienza delle nostre grandi paure" afferma Roberto.Il fine più importante della protesta è quello di aprire un tavolo tecnico per rivedere la riforma sanitaria. "La protesta, infatti, nasce e cresce perchè questa riforma deve essere rivista a tavolino, un tavolo tecnico formato da delle persone che rappresentano il territorio e che tengano conto di quelle che sono le più grandi paure della gente" spiega il settempedano."Vorrei che venissero prese in considerazione quelle che sono le emergenze e le urgenze, occorre ridimensionare e riprogettare quello che si vuole fare in una maniera più logica è questo quello che la classe dirigente deve vedere; bisogna far coincidere due cose: la domanda e l'offerta della gente. La domanda sarebbe quella di aver dei servizi funzionanti, avere strutture a norma, un personale valido che ci mette passione, amore e cuore".Ieri in tarda serata è andato a far visita al giovane il senatore Remigio Ceroni, accompagnato da Barbara Cacciolari, il quale si è raccomandato con il ragazzo di stare attento alle sue condizioni fisiche, mentre intorno alle 15 di oggi, Pioli, ha incontrato Angelo Sciapichetti che lo ha esortato a riflettere sulla riforma. Ma, il 23enne è convinto della sua posizione: "La riforma deve assolutamente essere rivista!".https://www.youtube.com/watch?v=ipkBZesgnaM
Controllo del vicinato, servizi notturni della Polizia Municipale, nuove telecamere finalizzate al controllo delle targhe: sono queste le novità che l'amministrazione comunale di Tolentino intende mettere in campo a brevissima scadenza per contrastare furti e rapine.A comunicarlo è l'assessore alla Sicurezza Giovanni Gabrielli che spiega come "Nessuno si sente tutelato nelle proprie abitazioni dove resta alta la tensione, soprattutto, il timore che i malviventi possano tornare a colpire di nuovo.Come assessore alla Sicurezza, ma come tutti i componenti di questa amministrazione, riteniamo di dover intervenire a supporto dell'azione già in atto da parte delle forze dell'ordine, valutando soluzione concrete che, a breve termine, possano rendere più efficaci gli effetti e misure preventive.La nostra proposta è quella mettere in pratica il progetto denominato “Controllo del vicinato” che andrebbe a sopperire alla mancanza di organico degli organi preposti alla vigilanza.Con l'attuazione del progetto, che vede la partecipazione dell'omonima Associazione provinciale, riusciremo ad avere un territorio costantemente monitorato grazie alla collaborazione dei Consigli di quartiere e contrada, che in questa fase rivestono un ruolo fondamentale. Il controllo del vicinato si attuerà attraverso l'opera di volontari formati alla segnalazione e sarebbe gradita l'iscrizione di soggetti che hanno già testato esperienza nelle forze dell'ordine ed oggi in pensione.Il programma del “Controllo del vicinato” conta una serie di incontri per la formazione dei volontari, tenuti dai responsabili dell'Associazione stessa.La nostra proposta arriva nel timore che, visti i numerosi furti e la generalizzata paura, i cittadini possano adottare misure di autodifesa, come purtroppo spesso si verifica.Il “Controllo del vicinato” potrebbe essere una soluzione utile per tentare di sventare raid furtivi ed episodi di vandalismo che accadono soprattutto al calare della sera per le strade della nostra Città. Una sola pattuglia di carabinieri, infatti, non può tenere sotto controllo tutti gli angoli del territorio.Martedì 26 gennaio abbiamo incontrato i presidenti ed i vice-presidenti dei Consigli di quartiere e di contrada per verificare la fattibilità a partire quanto prima con il controllo del territorio.La prossima settimana, alla presenza del referente provinciale dell'associazione del “Controllo del vicinato”, incontreremo tutti i componenti dei Consigli di quartiere e di contrada, unitamente ai rappresentanti delle forze dell'ordine e del corpo della Polizia locale.Nel frattempo stiamo organizzando l'impiego di una squadra di Polizia locale in servizio notturno, che in coordinamento con la Compagnia di Carabinieri di Tolentino, siano di ausilio all'attività di prevenzione del controllo del territorio.Anche, l'acquisto di nuove telecamere da integrare alle esistenti, finalizzate al solo rilevamento delle targhe auto, darà i suoi risultati.Il momento è difficile e delicato ma, come sempre, stiamo cercando di mettere in campo più energie possibili, affinché la situazione rientri nella normalità".
Dov’era il Sindaco di Cingoli, quando altri primi cittadini dell’entroterra erano andati in Ancona a far sentire le ragioni dei territori svantaggiati sul tema della riforma sanitaria?Ad Ancona quel giorno, lo scorso 11 gennaio si teneva la Commissione sanità con oggetto le modifiche alla DGR 1183 richieste dai vari Sindaci e Consigli Comunali dell’entroterra di tutte le province.Se lo chiede il consigliere comunale del Balcone delle Marche Giorgio Giorgi che sollecita Filippo Saltamartini ad ammettere di aver sbagliato a portare avanti la battaglia della sicurezza invece di quella della sanità.“Se cambierà qualcosa per l’Ospedale di Cingoli, come io mi auguro, non sarà di certo per merito della Giunta Saltamartini, - scrive Giorgi in una nota - ma dei Sindaci dell’entroterra che sono andati in Ancona a far sentire le ragioni dei territori più svantaggiati, invece di andare a Macerata per una manifestazione inutile con gli uffici della prefettura chiusa e senza alcun interlocutore politico e istituzionale.”“Abbiate il coraggio di ammettere i vostri errori, - così si rivolge Giorgi a Saltamartini e alla sua amministrazione - invece di dire ai cittadini ‘abbiate il coraggio di manifestare’ come appello all’iniziativa per la sicurezza dello scorso 16 gennaio.”In quell’occasione, ricorda Giorgi, Saltamartini aveva fatto affermazioni sull’ospedale di Cingoli che il consigliere non condivide affatto: “Quando c’è stato da lottare per l’Ospedale l’abbiamo fatto - scrive Giorgi nella nota - e ora l’Ospedale è uno dei pochi che vengono salvati.“In base alla nuova DGR 1183 del 22.12.2015 e alle determine attuative dell’ASUR della vigilia di Natale, peggiorative rispetto alla famigerata Delibera Regionale 735 del 2013 sul riordino delle rete cliniche che ha sancito la trasformazione definitiva del nostro Ospedale Generale di Zona in Casa della Salute, che l’Amministrazione ha impugnato anche al Consiglio di Stato e il Sindaco voleva portare fino alla Corte Europea, - spiega Giorgi - il nostro non è più un “H” al di là del nuovo nome , “ospedale di comunità”. Non si parla più di Medicina e non abbiamo garanzie sulla regolamentazione delle “cure intermedie”, non c’è più il Punto di Primo Intervento che a Cingoli è opportuno h.24 e non solo h.12 (i sindaci del pesarese già l’hanno ottenuto) e non con i medici di famiglia ma con medici ospedalieri dipendenti, né la day surgery programmata con lo stabilimento di Jesi, che intanto ci sta “saccheggiando” anche la radiologia che funzionava bene”.L’amministrazione Saltamartini cosa ha fatto sulla sanità e cosa farà?Se lo chiede Giorgi che aggiunge: “Quante audizioni con le delegazioni rappresentative di tutto il consiglio comunale avete fatto presso gli organi politici e dirigenziali regionali competenti? Ma non vi chiedete perché c’è così poca partecipazione oggi da parte della nostra gente e dalle forze politiche e sociali locali?”.
Questa volta parliamo di aeroporti, anzi di quello marchigiano di Falconara, il Raffaello Sanzio. E già, perché noi non ci facciamo mancare niente e pure in fatto di aeroplani la giunta regionale, guidata dall’ineffabile Ceriscioli, non perde occasione per combinare pasticci.Ma andiamo con ordine. Tutto comincia a Rimini, nel 2014 quando la Novaport Italia non riesce ad aggiudicarsi la gara per la gestione dello scalo romagnolo. Un vero peccato, anche perché ci avrebbero investito (così dicevano) più di 40 milioni di euro. Ora bisogna precisare che la Novaport Italia è una sedicente società satellite della Novaport Ltd che fa parte della corporation Aeon del magnate russo Trotsenko. Il suo amministratore delegato è Andrea del Vecchio, riminese, classe 1964. Del Vecchio non si dà per vinto.Sfumata l’occasione di Rimini si sposta a sud di qualche decina di chilometri e punta dritto verso le Marche. Adesso vorrebbe gestire l’aeroporto di Falconara, investendoci 22 milioni di euro e diventandone socio di maggioranza. Il tutto, acquistando il 52% delle azioni della Regione. Per il consiglio di amministrazione l’affare è fatto. Tutti i giornali annunciano trionfanti la partnership con i “russi” di Novaport e l’imminente rilancio dello scalo aereo. Che, sia detto per inciso, è in passivo di 40 milioni di euro, centesimo più, centesimo meno. Ma, colpo di scena, l’ENAC (l’autorità per l’aviazione civile) ed il ministero dei trasporti fermano tutto. Occorre un bando di gara. Finisce che il consiglio di amministrazione di Aerdorica si dimette in blocco. Bisogna ricominciare tutto daccapo. E qui entra in ballo la regione Marche che ha ben l’83% di capitale di Aerdorica. Il 16 novembre 2015 i soci (ma stiamo parlando per di 98% di soggetti pubblici) nomina il nuovo CdA: Lorenzo Catraro (presidente), Maurizio Tosoroni e Federica Massei: "tre persone con competenze specifiche nel settore delle infrastrutture, del marketing e della contrattualistica" il commento della vice presidente della Regione Anna Casini, come risulta dalla nota Ansa. Catraro, per combinazione, è anche il segretario regionale del PSI, ma lasciamo perdere… Purtroppo, per ragioni personali e professionali, Tosoroni si dimette dopo meno di un mese e al suo posto viene designato, per cooptazione Andrea Del Vecchio. “Un manager di comprovata esperienza, che conosce bene il Sanzio anche per la due diligence svolta in questi mesi per Novaport Italia. Così spiegarono all’ANSA Catraro e Massei, in accordo con la Regione Marche. Del Vecchio viene prontamente nominato amministratore delegato. Quindi quello che fino a pochi giorni fa era un potenziale, probabile acquirente dell’aeroporto, viene nominato addirittura amministratore delegato della società (ovviamente pubblica) che avrebbe voluto acquistare. Io ero convinto che certe cose accadessero solo in qualche statarello del Sudamerica, ma soprattutto nei film di Woody Allen. Ma andiamo avanti e andiamo a spulciare il curriculum di Del Vecchio per capire meglio la sua “comprovata esperienza” in fatto di aeroplani e/o altri oggetti volanti. Da candidato al consiglio comunale di Rimini nel 2011, così si presentava: laureato in scienze politiche e giurisprudenza, con master in criminologia, corso di specializzazione in diritto tributario, conciliatore e mediatore accreditato presso il ministero di giustizia. Quindi ricercatore e docente per la società internazionale di criminologia, in qualità di esperto per le politiche di sicurezza urbana. Autore, inoltre del progetto spiagge sicure 2000. Chi meglio di un insigne criminologo che ha studiato per rendere più sicuri i nostri litorali, potrebbe gestire un piccolo scalo aereo? Questo deve aver pensato Ceriscioli con i suoi uomini. Poi si lamentano se ogni volta li perculiamo da queste pagine. Attenzione perché la storia non è finita. Anzi, adesso viene bello. Perché sulla Novaport Italia aleggia un alone di mistero. Ad oggi infatti nessuno sa con assoluta certezza se essa sia davvero collegata con la Novaport LTD russa. Il primo novembre 2015, il console onorario russo, Armando Ginesi, ha sentito il dovere di precisare che le “trattative per tale acquisizione sono sempre state svolte da una società italiana Novaport-Italia S.R.L. costituita il 12/06/2014 con sede a Rimini. Del Vecchio, tutto offeso, ha subito risposto a questa osservazione affermando che ”la Novaport Italia srl è stata costituita su incarico diretto della Novaport Ltd, società di diritto russo, firmato il 4 maggio 2014, con il mandato preciso di partecipare al bando di gara ENAC per la gestione dell’aeroporto di Rimini e successivamente all’offerta ad evidenza pubblica per l’acquisizione delle quote di maggioranza della società Aerdorica SpA.” Non ha sciolto il dilemma nemmeno l’assessore regionale competente, Anna Casini in risposta ad una interrogazione: “la Regione non è in possesso di documentazione comprovante l’incarico a Novaport Italia srl, da parte della Novaport russa (sic), di operare in nome e per conto della medesima. Tuttavia notizie in merito rientrano nelle clausole di riservatezza commerciale e sono state eventualmente fornite nell’ambito della procedura di privatizzazione dell’Aerdorica, di competenza del consiglio di amministrazione della società stessa.” E niente, evidentemente deve esserci la privacy pure lì… Eventualmente lo saprebbe solo Del Vecchio. Ma il Del Vecchio che dovesse saperlo, è il medesimo che lo giura ad ogni piè sospinto.In sintesi: Del Vecchio è amministratore delegato di Aerdorica, mentre fino a pochi giorni fa lo era di Novaport Italia. Novaport Italia – come risulta dalla nota di Del Vecchio - vorrebbe acquistare Aerdorica. Aerdorica (con Del Vecchio dentro) sta predisponendo un bando gara per la vendita delle sue quote. Infine, non si sa con assoluta certezza (aldilà delle rassicurazioni di Del Vecchio), se Novaport Italia sia controllata realmente dalla russa Novaport Ltd. La domanda che sorge a questo punto è la seguente: ma che minchia combinano con l’aeroporto quelli della giunta regionale?
A seguito di verifiche in loco e recependo le istanze di molti cittadini, specie anziani e portatori di handicap, in merito al mancato funzionamento di alcuni servizi presso la nuova sede del distretto sanitario di base di Porto Potenza fornita all’Asur a titolo gratuito dal Comune grazie alla disponibilità della Fondazione Divina Provvidenza e del fattivo interessamento del Consigliere Comunale Antonello Rosali, l’Amministrazione di Potenza Picena ha ritenuto necessario comunicare la situazione di disagio al Direttore Generale dell’Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, chiedendo un tempestivo incontro chiarificatore.“Com’è a lei noto lo scorso 4 gennaio è stata attivata la nuova sede del Distretto Sanitario che da via Beethoven 50 è stata trasferita in via Rossini 195. Ci dispiace dover segnalare – si legge nella missiva congiunta del Sindaco Francesco Acquaroli e del Consigliere con delega al Personale, Antonello Rosali – il mancato rispetto degli accordi dello scorso 11 agosto”. In sostanza sarebbe rimasto attivo soltanto il punto prelievi mentre l’apertura dello sportello al pubblico per il ritiro e consegna dei risultati degli esami sarebbe limitata e la possibilità di prenotare prestazioni sanitarie non più prevista. “Dagli accordi – prosegue la nota dell’amministrazione Acquaroli – il nostro Comune avrebbe provveduto ad assicurare una sede alternativa all’Asur a zero spese con il mantenimento di tutti i servizi forniti in precedenza escluso il punto vaccinazioni”. Nella lettera si ricorda inoltre l’impegno dello stesso Maccioni a verificare la fattibilità della Guardia Medica estiva a Porto Potenza, in particolare nel periodo estivo.
La Massoneria si ritrova al Castello della Rancia e il consigliere comunale del Pd Marco Romagnoli chiede spiegazioni all'amministrazione comunale.I fatti risalgono allo scorso mese di maggio, quando con delibera di Giunta n. 194 l'amministrazione concedeva a titolo oneroso l’utilizzo del Castello della Rancia all’associazione “Evoluzione e Tradizione” di Macerata."Come si apprende dal sito “grandeoriente.it” nell’occasione “Grande successo per l’agape rituale organizzata il 19 giugno nel chiostro del Castello della Rancia dalla loggia Evoluzione e Tradizione (1196) di Macerata per celebrare il solstizio d’estate. Oltre 120 fratelli provenienti dalle logge marchigiane" scrive Romagoli "hanno accettato l’invito del maestro venerabile Fulvio Fidani per ricreare quell’antica catena d’unione che lega i massoni al di là del tempo e dello spazio”.Nella delibera, non è indicato il costo sopportato dalla loggia massonica “Evoluzione e Tradizione” e le finalità della manifestazione svoltasi in una struttura pubblica avevano finalità tutt’altro che pubbliche e di utilità per la collettività". Romagnoli nell'interrogazione chiede "di conoscere l'ammontare dei proventi introitati dal Comune per lo svolgimento della serata conviviale massonica di cui alla delibera su richiamata".
Mancano pochi giorni all’avvio della discussione sul Ddl Cirinnà in Senato il prossimo 28 gennaio e mentre il paese si divide tra favorevoli e contrari, interviene anche il segretario regionale del Partito Democratico delle Marche, Francesco Comi.Il segretario riconosce al Premier Renzi la paternità della scelta politica di fare del tema delle unioni civili una priorità per il paese: “E’ stato il Pd di Renzi ad imporre come urgente e non rinviabile il riconoscimento dei diritti civili, ancora oggi preclusi a tanta parte della società italiana”.Se tra i banchi dei cattolici democratici emergono posizioni di scetticismo rispetto al testo presentato in aula e proposte di emendamenti che modificano il Ddl, il Pd Marche invece ritiene che “si debba andare avanti senza modifiche sostanziali al testo proposto. Mi piace anche ricordare – puntualizza Comi – che il Segretario Generale del Consiglio d'Europa ha invitato a garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso, così come stabilito dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani e come accade nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa.”I diritti civili, secondo Comi, sono al primo posto nell’agenda del Governo Renzi, infatti, ricorda che “è orientata alla fase di approvazione anche la legge sulla cittadinanza: una risposta attesa dai tantissimi giovani stranieri che di fatto sono parte del nostro Paese”.
Bisogna indire un referendum popolare, che coinvolga tutti i cittadini “interessati dal primario bisogno di una sanità di territorio”. Nei giorni caldi della protesta contro la riforma sanitaria, la richiesta di una consultazione tra i cittadini marchigiani giunge dal Gruppo Consiliare “Una Città da Vivere” di San Severino Marche, dove la riforma prevede la soppressione del punto nascita locale al centro delle polemiche.Destinataria è l’amministrazione comunale alla quale si chiede di avviare “il percorso amministrativo di un referendum cittadino e di farsi parte diligente per un coinvolgimento di tutti i residenti della Regione Marche, coinvolgendo i Sindaci e gli assessori alla sanità dell’Unione Montana e dell’intera fascia medio-collina della provincia. Per questo - scrive in un nota il gruppo consiliare settempedano - sollecitiamo Martini e Felicioli a predisporre un ordine del giorno o una proposta di delibera da discutere al prossimo Consiglio Comunale.In particolare, il gruppo consiliare chiede di “avviare l’iter del referendum cittadino sulla necessità di mantenere il punto nascite presso l’Ospedale “B. Eustachio”, rendere responsabile tutto il Consiglio Comunale delle permanenti ricadute negative che la chiusura del punto-nascite avrà su tutto il territorio medio-collinare e montano, chiedendo altresì l’avvio della procedura di coinvolgimento di tutti i residenti marchigiani, e infine convocare una conferenza dei Sindaci, con la quale si stigmatizzi e si rigetti la riorganizzazione sanitaria provinciale.”La riforma sanitaria regionale, che il gruppo consiliare definisce “dissennata”, “nuoce gravemente al territorio e ‘massacra’ letteralmente i diritti di una parte dei cittadini, - sottolinea “Una Città da Vivere” - per questo è necessario chiamarli a raccolta attraverso una sana espressione di voto come il referendum.”
Da Barbara Cacciolari (Forza Italia) riceviamo:Come non sostenere Roberto nella sua scelta delicata ma allo stesso tempo molto coraggiosa.Oggi, Roberto Pioli ha iniziato lo sciopero della fame, per invitare il Presidente Luca Ceriscioli, detentore della delega alla sanità, ad intraprendere azioni concertate con i territori interessati ed in segno di protesta contro la riforma sanitaria che vuole la chiusura dei punti nascita di San Severino, Osimo e Fabriano.Roberto ha scelto questa strada per manifestare tutto il suo dissenso – ma è anche il nostro.“Mi apposterò qui, all’entrata dell’ospedale, e dormirò in auto. Attendo il Presidente della Regione Ceriscioli, voglio che venga a vedere quello che sta per far chiudere”.Quando ci siamo sentiti telefonicamente non ho esitato a sostenerlo perchè la sua protesta non appartiene ad un comune ma appartiene all’intero territorio della nostra provincia.Nei giorni scorsi, già il senatore Ceroni, nostro Coordinatore Regionale, in una sua nota aveva invitato il Presidente Ceriscioli ad ascoltare i territori ed assegnare la delega, sottolineando come le scelte intraprese abbiano creato un tale subbuglio da far protestare sindaci, operatori e organizzazioni sindacali, ma soprattutto i cittadini, la vera parte lesa in tutta la questione sanitaria.Nel pesarese, un documento sottoscritto da 55 sindaci su 60 chiedeva di REVOCARE LE DELIBERE DI GIUNTA REGIONALE N.735/13, N.991/15, N.1183/15 e di dare attuazione al Decreto Balduzzi per le aree disagiate. Accompagnato dalla denuncia alla procura della repubblica da parte del sindaco di Cagli.A tale richiesta ad oggi ci risulta che l’Area vasta 1 (Pesaro Urbino) sia stata autorizzata ad assumere personale medico a tempo pieno di 10 unità, attingendo personale dalle graduatorie dell’Asur, smentendo che non sia possibile fare nuove assunzioni.Allora mi chiedo se questo atteggiamento di stop and go, non manifesti in realtà una mancanza di visione programmatica e strutturale della riforma sanitaria.Nella nostra Area Vasta 3 si chiudono i Pronto Soccorso, si chiudono i presidi dei medici di guardia nelle aree interne, viene tolto il medico a bordo H24, si chiudono i reparti nascita, si chiude il reparto di chirurgia dell’ospedale di Recanati con 3000 interventi l’anno, gli ospedali che dovevano diventare Case della Salute alla fine diventano Ospedali di Comunità, vengono tolti i reparti e gli ambulatori, anche perchè l’applicazione della delibera prevede l’accordo con i medici di base che non è mai stato fatto.Si vuole potenziare l’Ospedale di Macerata ma, il reparto nascite sarà operativo forse nel 2017 e solo pensando ai parcheggi ha un enorme handicap ricettivo….e tanto altro ancora!!!La politica del Presidente Ceriscioli vuole sostenere lo sviluppo solo dell’area costiera, dimenticando i territori interni, ma soprattutto calpestando il diritto sacrosanto alla salute dei cittadini.La gestione della sanità significa gestire il POTERE e non ci si può far sfuggire di mano il controllo di un bilancio che sfiora i 3 miliardi di euro, impiega 22.000 unità lavorative e rappresenta più dell’80% del bilancio regionale.IO NON CONDIVIDO QUESTE RAGIONI, perché la Salute e la sua tutela non possono essere strumento di esercito di potere.A tal proposito, ritengo "morale e doveroso” un ravvedimento dell’intera situazione ritirando le determine in questione e procedendo con un riassetto della sanita’ congiuntamente a tavoli tecnici condivisi con i Sindaci dei territori interessati. Come non sostenere Roberto! Invito tutti a farlo con forza".
Nella riunione di ieri della Direzione provinciale del Partito Democratico di Ancona sul tema della riforma sanitaria, il partito si mostra compatto e tutto schierato con il suo Presidente."Presidente, vada avanti così con le riforme, il partito è con lei”: queste le parole del segretario provinciale della Federazione Pd di Ancona, Fabio Badiali, al Presidente della Regione Marche.Alla riunione dell'organismo direttivo provinciale hanno preso parte il Presidente della Giunta regionale, Luca Ceriscioli, il segretario regionale del Pd Marche, Francesco Comi, il Presidente della Commissione regionale Sanità, Fabrizio Volpini ed il Direttore generale dell'Asur, Alessandro Marini.Contro chi accusa Ceriscioli di aver tenuto per sé la delega alla sanità, senza nominare un assessore, è di questi giorni la critica mossa in tal senso da Ceroni di Forza Italia, risponde il segretario regionale Comi che spiega: “La scelta fatta da Ceriscioli, di gestire in prima persona la sfida della riforma sanitaria, è stata pienamente condivisa dal Pd. Quella della sanità è una riforma talmente complessa che solo l'assunzione diretta di responsabilità da parte della figura politica più forte l'avrebbe potuta garantire. Non è stata una scelta residuale, ma una scelta di coraggio e determinazione”.“Un altro falso mito da sfatare – ha aggiunto Comi – è quello secondo cui il governo regionale ha un'ampia discrezionalità di scelta nella realizzazione della riforma sanitaria. No, gli spazi di manovra sono minimali e sono stati tutti consumati dal presidente per accogliere le istanze degli amministratori locali.A rischio, oltre alla credibilità e di un partito ci sarebbero anche 110 milioni di euro di risorse nazionali, che se entro il mese di febbraio non venisse realizzata la riforma, andrebbero persi.“Ho sentito anche dire – ha detto Comi riferendosi ad un altro equivoco strumentalizzato da alcuni – che questa riforma si fa per tagliare le spese. Ma questa è un'errata convinzione delle opposizioni. Non solo non risparmiamo con questa riorganizzazione sanitaria, ma aumentiamo i costi. Ad esempio, a Loreto si investiranno 38 mila euro in più, a Chiaravalle 117 mila, a Sassoferrato ci sarà un incremento di risorse di oltre 400 mila euro. Questa, infatti, è una riforma che qualifica i servizi e, come tale, richiede più risorse”.“La vera differenza alla base della riforma sanitaria – ha spiegato il Presidente Ceriscioli – è che le strutture ospedaliere saranno trasformate in strutture territoriali, con il mantenimento e, anzi, la qualificazione dei servizi. Dobbiamo spostare il punto di vista: non ragionare più per strutture, in modo conservativo, ma per servizi, su un sistema, cioè, che incrementi e incentivi la risposta ai bisogni delle persone. Va organizzata una rete che garantisca a tutti i cittadini tempi di risposta efficaci in strutture adeguate.Dal punto di vista delle risorse – ha aggiunto il Presidente della Regione – non siamo in periodo di risorse crescenti, ma non siamo neanche in un precipitare di risorse. Sta a noi con la riorganizzazione della risposta riuscire a far fronte a bisogni.”Quindi il Presidente Ceriscioli ha passato in rassegna la situazione delle varie strutture ospedaliere della regione: “Quanto al Salesi, il nuovo pediatrico sarà costruito in prossimità dell'ospedale regionale, con ostetricia e ginecologia al sesto piano di Torrette. Per la realizzazione del nuovo Inrca, dopo varie battute d'arresto, adesso è subentrata la nuova azienda e tutto dovrebbe procedere per il meglio. A Fabriano stiamo verificando la possibilità di attivare l'Area Funzionale Omogenea, alcune strade sono percorribili, altre no. Ad ogni modo, si tratta di una misura di accompagnamento alla chiusura dei punti nascita e non va a cambiare la natura della scelta che abbiamo fatto. Su Marche Nord stiamo lavorando per trovare una nuova sintesi; in provincia di Macerata si dovrà scegliere tra il mantenimento della struttura di Civitanova e quella del capoluogo; stesso discorso nel Piceno dovrà farsi tra l'ospedale di Ascoli e quello di San Benedetto, mentre a Fermo si realizzerà il nuovo ospedale”.Ceriscioli ha tenuto anche a sottolineare l'importanza di poter procedere, a fine febbraio, con le nuove assunzioni: “Se non facciamo assunzioni – ha detto – non garantiamo i turni. Se non garantiamo i turni, perdiamo i posti letto. E se perdiamo i posti letto, perdiamo i servizi”.Il Presidente ha, quindi, ricordato come il legislatore, con l'ultima finanziaria, ha stabilito che già da quest'anno gli ospedali di Torrette, di Marche Nord e l'Inrca saranno valutate non solo in base al budget, come avvenuto finora, metodo in base a cui si chiedeva un allineamento risorse-produzione, ma anche in relazione alla quantità e alla qualità delle risposte fornite, in termini di servizi. “Il prossimo anno – ha precisato il Presidente – questo meccanismo si applicherà a tutte le strutture ospedaliere e non sarà possibile fare un piano di rientro là dove non c'è. Proprio per questo, alcune strutture probabilmente dovranno chiudere, al di là della riforma sanitaria che stiamo attuando”.
Cosa ne sarà delle Province? L’interrogativo resta aperto sia per i cittadini che per le istituzioni. Quattordici presidenti di Provincia in rappresentanza degli enti destinati alla scomparsa, questa mattina alle 11 e 30 sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale (il video dell'incontro).Tra la delegazione dell’UPI, l’Unione delle Province Italiane, ricevuta da Mattarella, era presente anche il Presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari, che ha portato a Roma la voce delle province marchigiane.“E’ stato un incontro molto positivo - ha detto Pettinari - Mattarella è stato attento alle nostre problematiche e ha condiviso il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di ogni territorio”.L’entità delle province italiane è sempre più indefinita, i suoi contorni si perdono tra due leggi: la Legge Del Rio, approvata l’8 aprile del 2014 e che ne prevede il ridimensionamento, e la nuova legge di riforma costituzionale che ne sancisce l’abolizione.Nel frattempo, sotto il profilo costituzionale, le competenze che con la Legge Del Rio dovevano essere trasferite alle Regioni, come Cultura, Turismo e Trasporto pubblico, Difesa del territorio, sono rimaste in mano alle province, che però si sono viste tagliare drasticamente le risorse.“Il bilancio della Provincia di Macerata, che nel 2010 era di 80 milioni di euro, è stato dimezzato in 40 milioni nel 2015. - spiega il Presidente Pettinari - Le risorse trasferite dallo Stato centrale alle Province sono passate da 13 milioni e 600 mila euro nel 2010, poi negli anni ridotte sempre di più fino ad essere completamente cancellate”.E non è tutto, continua Pettinari: “Dal 2014 lo Stato ha prelevato forzatamente soldi ai territori, sottraendoli ai servizi per i cittadini”. Numeri che si traducono in taglio di servizi essenziali per la popolazione locale come quelli legati a scuole, strade, ambiente e rifiuti, urbanistica, quelle competenze che resteranno alle province anche dopo la legge Del Rio.Le 45 scuole provinciali, la loro manutenzione e riscaldamento, i 1500 chilometri di strade, la gestione dei rifiuti del maceratese sono ancora nelle mani della Provincia senza che questa se ne possa occupare, non avendo più risorse per farlo.Con la riforma Del Rio, inoltre, al ridimensionamento delle Province corrisponde un rafforzamento delle cosiddette “Città metropolitane”. Saranno dieci e tra queste compaiono Napoli, Roma, Milano, Firenze, ma nelle Marche non ce ne sarà nemmeno una.“Si crea così - denuncia Pettinari - un divario fra i territori circostanti le Città Metropolitane e i loro servizi e quelli che invece non hanno un centro gravitazionale così forte su cui contare”. Questo per il Presidente della Provincia di Macerata apre la strada a un “problema costituzionale, si creano cioè disparità tra i cittadini: quelli dei territori forti saranno di ‘serie A’ e quelli dei territori più deboli di ‘serie B’, contro il principio di uguaglianza tra i cittadini di tutti i territori e di tutte le comunità”.Se le casse dei bilanci provinciali sono vuote, non lo sono quelle degli investimenti per i quali ci sarebbero tante risorse, ma non utilizzabili. “Il Patto di Stabilità ci impedisce di usufruirne - spiega Pettinari - e così abbiamo le mani legate anche di fronte ai numerosi problemi del territorio che se risolti potrebbero non solo creare condizioni di sicurezza, come quella stradale, ma innescare opportunità di lavoro sul territorio”.Garantire la manutenzione di una strada, dunque, potrebbe garantire la sicurezza degli automobilisti, intervenire con lavori pubblici in cui vengono impiegati nuovi lavoratori e, infine, prevenire danni immediati e futuri, come i dissesti idrogeologici sempre più frequenti sul territorio nazionale.
Dal capogruppo di Forza Italia in Regione, Jessica Marcozzi,riceviamo Nella delibera 735/2013 erano previsti per l’ospedale di Matelica 20 posti di riabilitazione specialistica tutti affidati a un privato. A questi andavano aggiunti 20 posti di Rsa, ulteriori servizi con la previsione di H12 diurna con medico e infermiere, e H12 notturna senza medico, ovvero 12 ore di Msa e altrettante di Msi. Con la delibera 1183/2015 compaiono, invece, 20 posti di riabilitazione così ripartiti: 10 al privato e 10 al pubblico. E’ facile ipotizzare che un privato difficilmente reputerà redditizia l’operazione a fronte dei soli 10 posti letto in gestione. Quindi questo potrebbe equivalere al congelamento se non addirittura al definitivo declino della Riabilitazione intensiva.La proposta è quella di prevedere 20 posti letto di Riabilitazione specialistica di cui 10 intensiva e 10 estensiva, 12 posti letto di Rsa e 8 di continuità assistenziale al fine di avere il mix tra riabilitazione e continuità assistenziale per avere un Msa h24, una battaglia che sul territorio è sapientemente condotta dalla forza consiliare “Nuovo Progetto Matelica” con il Consigliere comunale Rossana Procaccini.Allo stato dei fatti esigo dunque sapere dal presidente Luca Ceriscioli quali siano le intenzioni dell’Amministrazione regionale sull’ospedale di Matelica. L’Amministrazione intende garantire o meno una continuità assistenziale H24 fondamentale per la copertura sanitaria richiesta dall’utenza. Allo stesso tempo qual è la posizione dell’Amministrazione in merito all’ipotesi di affidare al privato la gestione del totale dei posti letto? Voglio sapere in definitiva quale futuro il presidente Luca Ceriscioli intende scrivere per una struttura sanitaria essenziale per il territorio di riferimento. O dobbiamo aspettarci, ancora una volta, un taglio netto del servizio assistenziale anche a Matelica?
Il Partito Democratico di Tolentino ha organizzato per mercoledì 27 gennaio, alle ore 21, presso la Biblioteca Filelfica di Tolentino in largo Fidi, un incontro dal tema "Immigrazione: superare gli ostacoli e generare sviluppo". Parteciperanno Marco Pacciotti (Responsabile Nazionale del Forum Immigrazione del PD), Francesco Comi (Segretario regionale del PD Marche), Anna Quercetti (Segretaria del Circolo PD di Tolentino), Giovanni Lattanzi (GUS Macerata), Claudia Santoni (Osservatorio di genere). Coordinerà Antonella Ciccarelli, Presidente del Gruppo di Lavoro Politiche di Integrazione ed Immigrazione e Pari Opportunità del PD Marche e Responsabile Regionale del Forum Immigrazione. "L’iniziativa" spiega Anna Quercetti, segretario del PD di Tolentino "sarà un'occasione per approfondire un tema di grande attualità e complessità come quello della migrazione delle genti, non lasciando che l'opinione in merito si limiti a concetti che sono nient'altro che banalità e facili slogan elettorali".
Domani mattina il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà una delegazione dell'Unione delle Province d'Italia guidata dal Presidente Achille Variati, e composta da quindici Presidenti delle Province Nella delegazione ci sarà anche Antonio Pettinari, Presidente della Provincia di Macerata, in qualità di Presidente dell'UPI Marche .“E’ un'occasione importante - ha dichiarato Pettinari - per discutere dello stato di attuazione della riforma Del Rio e delle problematiche ad essa connesse sia sotto il profilo istituzionale che finanziario”.