Politica

Chiusura del reparto di chirurgia all'Ospedale di Recanati, Leonardi (FdI): "atto illegittimo e forzoso"

Chiusura del reparto di chirurgia all'Ospedale di Recanati, Leonardi (FdI): "atto illegittimo e forzoso"

Il vicepresidente della Commissione Sanità regionale, Elena Leonardi di Fratelli d'Italia, interviene sulla decisione dell'Area Vasta 3 di sospendere, dal prossimo primo febbraio, gli interventi nel reparto di chirurgia del "Santa Lucia". Un atto, quello della Direzione di Area Vasta, che contrasta non solo con le rassicurazioni fatte dall'assessore regionale alla Sanità, nonché presidente, Ceriscioli, ma anche con la delibera 735 del 2013 e la recente delibera di Giunta Regionale n. 1183 del 2015. Quest'ultima, difatti, non solo conferma la presenza dell'attività specialistica di chirurgia ma inserisce al primo punto della scheda inerente l'Ospedale di Recanati, la "attività chirurgica ambulatoriale multispecialistica". Non si capisce difatti come, a seguito degli oltre 3200 interventi effettuati solo nell'ultimo anno e del bacino di utenza che supera i 22.000 abitanti della città di Recanati, si possa adottare un provvedimento simile. Questa irrazionale decisione pregiudicherà la funzionalità e l'attività degli altri reparti di chirurgia non solo della medesima Area Vasta ma anche di quelle confinanti, oltre all'incremento della antieconomica mobilità passiva. Una decisione che, per la Leonardi, va assolutamente rivista: la questione sarà portata in discussione nella prossima seduta utile della Commissione Sanità. La Leonardi, oltre a pretendere spiegazioni ed un intervento a tutela della chirurgia del "Santa Lucia" chiederà di discutere, forse anche con una mozione regionale, del perché si sono spesi soldi per le due sale operatorie, su che fine hanno fatto gli strumenti di radiologia ancora non pervenuti, sulla situazione della lungodengenza e sulla prestazione delle attività di dialisi nei nuovi locali.

25/01/2016 14:50
Ceroni: "La rivolta dei sindaci farà tornare Ceriscioli sui suoi passi"

Ceroni: "La rivolta dei sindaci farà tornare Ceriscioli sui suoi passi"

"Il Presidente Ceriscioli nomini subito un assessore regionale con il compito di occuparsi del Servizio Sanitario Regionale, eviterà di rimediare ancora brutte figure": la richiesta arriva da Remigio Ceroni, senatore di Forza Italia, che chiede al presidente della Regione un cambio di marcia immediato sulla sanità."Un presidente di Regione notoriamente fa molta rappresentanza e non ha il tempo sufficiente per occuparsi di un settore così importante e delicato.Ci rendiamo conto che chi vuole gestire il potere non può farsi sfuggire di mano il controllo della sanità che da sola vale 80% del bilancio.Tuttavia essendo la salute un bene prezioso la gestione deve essere affidata a persone disponibili a tempo pieno e competenti nella materia. Non è materia di gabinetto.Dal suo insediamento la minoritaria Giunta Regionale delle Marche sta svolgendo il suo mandato in maniera molto deludente.Nella sanità in particolare la contestazione rispetto alle poche scelte operate ha fatto sollevare le proteste di cittadini, sindaci, operatori e organizzazioni sindacali.I sindacati hanno duramente contestato la scelta effettuata senza condividerne i profili con le parti sociali di togliere ai direttori di A.V la contrattazione decentrata con una normaimprecisa e contraddittoria inserita a sorpresa nella legge di stabilità  e la decisione è stata momentaneamente sospesa perché eventualmente avrà decorrenza 1/1/2017.Con 4 determine adottate dal D.G. ASUR il 24 dicembre 2015, sperando passassero inosservate, causa le festività natalizie, senza consultare nessuno si è proceduto alla riorganizzazione dei Punti Nascita e dei Punti di Primo Intervento con l'obiettivo dichiarato di risparmiare risorse.Ad un mese esatto dal l'adozione del piano, il piano è al punto zero.Per quanto riguarda i Punti Nascita tutto è sub iudice essendo aperti contenziosi che non sono stati ancora decisi nel merito dal TAR Marche ed il cui esito non è scontato posto che la riforma non tiene conto delle specificità, compresi i profili di disagio dell’utenza determinati da aspetti prettamente legati alle caratteristiche del territorio. Aberrante l’idea che il pacchetto assistenziale da garantire alle mamme in attesa dell’entroterra debba includere la verifica delle condizioni meteorologiche  e della viabilità stradale.Il profilo riformatore invocato da Ceriscioli a sottendere un cambiamento così denso di opportunità secondo le dichiarazioni recentemente rese, pare avere preso la piega del dietro front perché per quanto riguarda  i punti di primo intervento  sembrerebbe che dopo le proteste dei Sindaci del territorio e la denuncia alla Procura della Repubblica, del primo cittadino  di Cagli, vi sia stato un ripensamento e  l'Area Vasta 1 (Pesaro Urbino) sia stata autorizzata ad assumere  personale medico a tempo pieno per oltre 10 unità, attingendo da tutte le graduatorie dell’ASUR., così smentendo anche il fatto che oggi non sia possibile fare nuove assunzioni in difetto del riassetto organizzativo tanto caldeggiato.Intanto il direttore di A.V.1  è stato costretto a smentire se stesso e a sguarnire di nuovo l'Ospedale di Urbino del personale medico assegnato dopo  l'applicazione delle disposizioni previste dalla riforma.La rivolta dei sindaci del pesarese ha fatto cambiare idea al Presidente Ceriscioli.Le proteste dei sindaci delle altre aree vaste gli faranno cambiare il resto.Al Presidente Ceriscioli avevamo rivolto l'invito a ritirare tutte le determine, a consultare i territori e a ponderare meglio le scelte perché è evidente che il suo piano è sbagliato, inopportuno, non migliorerà la qualità del servizio e aumenterà i costi".

25/01/2016 08:54
Comi: "Il Pd delle Marche sosterrà le richieste del Pd di Tolentino per l'ospedale"

Comi: "Il Pd delle Marche sosterrà le richieste del Pd di Tolentino per l'ospedale"

Anche il segretario regionale del Partito Democratico Francesco Comi esprime il suo punto di vista sulla questione sanità e, nello specifico, sul futuro dell'ospedale di Tolentino. A chiamare in causa Comi è stato un comunicato del gruppo "Uniti per l'ospedale di Tolentino" nel quale vengono giudicate "scandalose le dichiarazioni del segretario regionale del Pd". Che, in realtà, come spiega lo stesso Comi era a firma di Anna Quercetti, segretario del Pd di Tolentino, e del capogruppo consiliare Bruno Prugni. "Ho letto la reazione dei fans di Pezzanesi al comunicato diffuso dal Pd di Tolentino. Si ritengono sbalorditi dalle mie dichiarazioni. Peccato" dice Comi "che la rabbia e la nebbia non abbiano fatto notare loro che non sono mie dichiarazioni ma quelle del capogruppo e del segretario del Pd di Tolentino, dichiarazioni che comunque dicono il vero e che condivido pienamente". Poi, però, Comi entra nello specifico e sottolinea che "le richieste fatte dal Pd locale non sono demagogiche ma piuttosto sono assolutamente coerenti con il quadro normativo nazionale, con i bisogni del territorio e le caratteristiche della nostra struttura. Il Partito Democratico delle Marche le sosterrà". Le richieste fatte dal Pd di Tolentino a Ceriscioli sono:il mantenimento delle risorse attualmente destinate alla struttura di Tolentino senza produrre alcun taglio economico (Oggi la struttura di Tolentino costa alla Regione €.7.445.816);il mantenimento di un Medico in Turno notturno, in aggiunta ai n.2 Medici di Continuità Assistenziale (Guardia Medica) ed al Medico MSA (ambulanza avanzata 118 con Medico e Infermiere) per garantire la risposta h24;il mantenimento di 50 posti letto per lungodegenza e cure intermedie;il mantenimento dell’attività ambulatoriale di Diabetologia con la istituzione di un centro di valenza regionale per i problemi dell’alimentazione;la garanzia di poter continuare ad effettuare trattamenti chemioterapici consentendo il mantenimento dei 1500/1800 trattamenti che vengono garantiti annualmente;l’incremento dell’utilizzo della strumentazione esistente (in particolare TAC e Mammografo), recuperando le specifiche vocazioni già ipotizzate: TAC Osteoarticolari a valenza di AV, mammografie programmate e screening mammografico;l’impegno da parte dell’ASUR a dotare la struttura di POCT (Point of Care Testing) contestualmente alla chiusura del Laboratorio Analisi, per garantire la tempestiva effettuazione delle analisi necessarie a contesti di urgenza (enzimi).

23/01/2016 21:20
Referendum costituzionale: nascono i comitati #OraSI’ del Pd maceratese

Referendum costituzionale: nascono i comitati #OraSI’ del Pd maceratese

Riforma costituzionale sì, riforma costituzionale no. Si deciderà il prossimo autunno e in vista del referendum il Partito Democratico della Provincia di Macerata dà inizio alla costituzione dei comitati per il SI’.“Tutta la segreteria provinciale invita quanti credono nel percorso riformatore del governo Renzi e nella bontà delle riforme - scrive il Pd provinciale in una nota - a contattare la federazione provinciale all’indirizzo pdprovincialemacerata@gmail.com o i circoli della propria città per dare la propria disponibilità a partecipare attivamente ai comitati #OraSI’.”La riforma costituzionale del Governo porrà fine al bicameralismo paritario: non ci saranno più Camera e Senato come organi dotati degli stessi poteri, ma una sola Camera, quella dei deputati, con poteri inalterati, di iniziativa legislativa e concessione della fiducia al Governo.Il nuovo Senato, il cosiddetto “Senato delle Autonomie”, sarà costituito da 100 senatori, contro i 315 attuali: 95 eletti tra i membri dei consigli regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano e 5 nominati dal Presidente della Repubblica, come avviene oggi per i senatori a vita.La Riforma prevede, inoltre, la cancellazione del Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) e delle Province.Tra le altre, alcune modifiche sono state introdotte anche per l’elezione del Presidente della Repubblica per la quale resta uguale il quorum delle prime tre votazioni, maggioranza qualificata dei due terzi, ma sale il quorum dal quarto scrutinio al sesto scrutinio. In questa fase servirà la maggioranza di tre quinti contro l'attuale maggioranza assoluta.Dal sesto scrutinio in poi servirà la maggioranza di tre quinti dei votanti invece della maggioranza degli aventi diritto.Al voto per l’elezione del Presidente della Repubblica partecipano solo deputati e senatori. Scompaiono quindi i 59 delegati regionali.

23/01/2016 19:40
Celani, FI: Marche in preda alla “strabismo” di Ceriscioli, in quale macroregione finiremo?

Celani, FI: Marche in preda alla “strabismo” di Ceriscioli, in quale macroregione finiremo?

Dove andranno a finire le Marche nella riorganizzazione delle regioni? Il Consigliere regionale di Forza Italia Piero Celani denuncia che sulla questione la Regione Marche soffre di “strabismo politico”.Se il Presidente della Regione Luca Ceriscioli “strizza l’occhio alla Toscana e all’Umbria e la Vice Presidente Anna Casini all’Abruzzo”.Le due direzioni in cui potrebbe allargarsi la regione marchigiana per costituire la Macroregione, sono infatti a Ovest, con Umbria e Marche, e a Sud con l’Abruzzo.La posizione del Governatore marchigiano non piace al consigliere forzista che denuncia come la scelta di aprirsi verso Ovest, con Umbria e Toscana, nasca “da una decisione del governatore Ceriscioli senza una preventiva discussione in Consiglio regionale.”Per Celani “Ceriscioli guarda solo verso ovest, là dove il sole di Renzi è più forte: verso la Toscana, verso l’Umbria. Verso regioni affatto uguali a noi, ma certamente rosse”. Quella delle Marche sarebbe, dunque, per il consigliere, una scelta politica e non strategica. Se la scelta di Ceriscioli appare al partito di opposizione come una costruzione ex novo di un’unione che non ha fondamenta geografiche e storiche, la possibilità delle Marche di guardare a Sud delle Marche sarebbe più realistica.“Da sempre esiste una sorta di macroregione nei fatti: il Marcuzzo, quel territorio composto dal Piceno e dal Teramano sul versante abruzzese che il Tronto divide geograficamente, ma che in fondo unisce economicamente e socialmente.” - spiega Celani - E sì che proprio nei mesi scorsi le Regioni Abruzzo e Marche, con le Province di Ascoli Piceno e Teramo e i Comuni di San Benedetto e Martinsicuro, si ritrovarono a Teramo, per confrontarsi su una serie di progetti da portare avanti insieme considerato il valore ‘interregionale’ sia degli obiettivi che dei risultati.”Celani, infine, lancia una proposta per uscire dal bivio tra Sud e Ovest: “E se facessimo un referendum per chiedere, noi Piceni, quale sia la soluzione migliore?”

23/01/2016 19:09
Tolentino, il gruppo Uniti per l'Ospedale: "Caro Comi, la sanità non è affare da trattare solo in due"

Tolentino, il gruppo Uniti per l'Ospedale: "Caro Comi, la sanità non è affare da trattare solo in due"

Dal gruppo Uniti per l'Ospedale di Tolentino riceviamo:Ancora una volta scandalose le parole pronunciate dal Segretario regionale del PD, Francesco Comi, nel comunicato stampa emesso ieri dalla locale sezione di Tolentino.Fino ad oggi nessuno di loro ha spezzato una lancia a favore della struttura ospedaliera che se ancora mantiene quello che c’è è grazie alle arrabbiature, agli interventi, alle comunicazioni scritte ed alle carenze sottolineate dall’Amministrazione Pezzanesi. Tutto con grande affanno perché comunque qualcuno non gradiva! Oggi il lupo esce dalla tana, accusa il GRUPPO UNITI PER L’OSPEDALE DI TOLENTINO che da mesi si oppone ad una riforma disastrosa attraverso un’azione forte e condivisa, di volersi fare propaganda politica…., un’accusa pretestuosa che non sta in piedi, suo malgrado, proprio per la natura mista dei soggetti politici presenti all’interno del gruppo, da destra a sinistra, dai grillini agli indipendenti, tranne il PD. Cittadini comuni che vedono con i propri occhi cosa sta succedendo e non approvano che la sanità sia “un affare PD”.Siamo tutti stufi di sentir dire, si citano testualmente le parole del comunicato, che “Comi ha scelto di non fare proclami o propaganda ma di gestire con il Presidente Luca Ceriscioli la difficile e inevitabile situazione della riforma regionale”. Ricordiamo a Comi che la sanità è un diritto tutelato dalla Costituzione, un argomento che riguarda l’intera collettività, non un affare da trattare a due senza interpellare gli altri interlocutori politici, sociali ed istituzionali. Gli accordi carbonari appartengono ad una politica vecchia che oggi la gente rifiuta perché vuole sapere cosa e come si fa, quanto si spende e dove va a finire quell’addizionale regionale che opprime gli stipendi senza alcun risultato. A chi interessa veramente il bene della comunità non serve esibire la massima carica regionale come un trofeo ma cerca di raggiungere l’obiettivo solo per il bene dei cittadini e non per la sua immagine ferita.Ci auguriamo, pertanto, che il Presidente della Regione Marche, Ceriscioli, prenda le distanze dal comunicato, che non partecipi alla riunione annunciata dal PD, dal momento che non ha partecipato al Consiglio Comunale Aperto, dove era invitato dall’Amministrazione comunale, e all’Assemblea Pubblica indetta dal GRUPPO UNITI PER L’OSPEDALE DI TOLENTINO e che, invece, dia una risposta al Sindaco Pezzanesi che da circa due settimane richiede, così come concordato con il Gruppo a difesa dell’Ospedale, attraverso le rispettive segreterie, un incontro istituzionale in Regione. Il rispetto delle istituzioni merita di essere ripristinato è necessario riportare le trattative sui tavoli competenti per ruolo e per materia non ridurre un ambito pubblico tanto rilevante come la sanità a una becera trattativa privata. A tal proposito, si porta a conoscenza che nella giornata di venerdì 22 gennaio, il Sindaco Pezzanesi ha richiesto al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Area Vasta 3, Romano Carancini Sindaco di Macerata, la convocazione della stessa per discutere unitamente ai vertici istituzionali della Regione Marche e dell’ASUR la materia sanitaria.

23/01/2016 15:58
Sarnano: legittima l'elezione dei consiglieri Paolo Maria Del Giudice e Luca Piergentili

Sarnano: legittima l'elezione dei consiglieri Paolo Maria Del Giudice e Luca Piergentili

E' pienamente legittima l'elezione di Paolo Maria Del Giudice e di Luca Piergentili a consiglieri comunali del Comune di Sarnano nella lista "La Buona Amministrazione – Ceregioli Sindaco": questo il responso della giustizia civile dopo un articolato iter dinanzi al Tribunale di Macerata ed alla Corte di Appello di Ancona avviatosi a seguito del ricorso presentato dai consiglieri di minoranza della lista "Sarnano volta pagina", Adriano Conti, Giacomino Piergentili e Paolo Tiberi. La vicenda. A seguito delle elezioni amministrative del maggio 2014, che ha visto l'affermazione della lista "La Buona Amministrazione – Ceregioli Sindaco", Paolo Maria Del Giudice e Luca Piergentili risultavano eletti consiglieri comunali: tuttavia nei loro confronti, in occasione del consiglio comunale di insediamento del 12 giugno 2014, venivano sollevate eccezioni di incompatibilità da parte dei consiglieri di opposizione della lista "Sarnano volta pagina". La presunta incompatibilità risiedeva, secondo gli assunti della minoranza, nel fatto che Paolo Maria Del Giudice fosse direttore sanitario delle terme di Sarnano e che Luca Piergentili fosse presidente della Comunanza Agraria di Piobbico. Nel corso del dibattito consiliare sia gli interessati che il sindaco Ceregioli esponevano in maniera ampia e completa le motivazioni per le quali non sussistesse in alcun modo l'incompatibilità eccepita dalla minoranza e, all'esito della discussione, il consiglio comunale convalidava l'elezione di Del Giudice e Piergentili, con il voto contrario della sola minoranza. Sembrava che alla luce del dibattito consiliare tutto fosse stato chiarito, ed invece contro la delibera di convalida degli eletti proponevano ricorso innanzi al Tribunale di Macerata i consiglieri della lista "Sarnano volta pagina", Adriano Conti, Giacomino Piergentili e Paolo Tiberi, rappresentati dall'Avv. David Favia, i quali chiedevano che venisse pronunciata la decadenza dalla carica di consiglieri comunali di Paolo Maria Del Giudice e di Luca Piergentili, assumendo che fossero incandidabili e/o ineleggibili e/o incompatibili. I due consiglieri di maggioranza si vedevano quindi costretti a difendersi in giudizio, costituendosi con l'Avv. Sabrina Stefanelli, e ribadendo quanto chiaramente ed esaustivamente era già stato esposto in consiglio comunale. Il Tribunale di Macerata in composizione collegiale, con ordinanza dello scorso gennaio 2015, respingeva il ricorso presentato dai consiglieri di minoranza della lista "Sarnano volta pagina", accogliendo pienamente le argomentazioni svolte da Del Giudice e Piergentili fin dalla prima seduta del consiglio comunale, confermando dunque la piena legittimità della loro elezione, e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. I consiglieri di minoranza Conti, Piergentili Giacomino e Tiberi impugnavano tale ordinanza dinanzi alla Corte di Appello di Ancona, ma solo per il capo relativo alla condanna alle spese legali, non invece sulla conferma della validità della elezione di Piergentili Luca e Del Giudice, che pertanto diveniva definitiva; l'appello, con ordinanza dello scorso novembre 2015, veniva dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese del secondo grado. Si è dunque finalmente conclusa questa vicenda che ha visto coinvolti, loro malgrado, i consiglieri di maggioranza Paolo Maria Del Giudice e Luca Piergentili: già dalla discussione avvenuta in consiglio comunale era apparso assolutamente chiaro come la loro elezione fosse pienamente legittima e che la questione sulla loro incompatibilità, sollevata dalla lista "Sarnano volta pagina", fosse del tutto pretestuosa. I consiglieri di minoranza Conti, Piergentili Giacomino e Tiberi hanno voluto pervicacemente spostare la questione sul piano giudiziario, ma la verità ancora una volta ha prevalso ed anche i giudici hanno confermato che Paolo Maria Del Giudice e Luca Piergentili sono stati legittimamente eletti dai cittadini sarnanesi e che a pieno titolo ricoprono l'incarico di consiglieri del comune di Sarnano. Il gruppo consiliare "La Buona Amministrazione – Ceregioli Sindaco" è stato fin dal momento della composizione delle liste assolutamente convinto della correttezza delle posizioni di Del Giudice e Piergentili e pertanto oggi esprime grandissima soddisfazione per l'esito di un giudizio che ha ulteriormente confermato la bontà delle argomentazioni esposte dalla maggioranza in consiglio e che ha sgomberato il campo dalle illazioni di una minoranza che, con uno strumentale ricorso alle vie giudiziarie, ha preferito spostare la discussione dalla normale dialettica politica alle aule giudiziarie, rimanendo però inesorabilmente vittima di sé stessa. Rimane ancora sub judice, invece, la posizione di Federico Marconi, il quale, dopo la pronuncia della sua decadenza per incompatibilità da consigliere comunale eletto in minoranza con la lista "Sarnano futura", aveva impugnato la relativa delibera: il Tribunale di Macerata in primo grado ha respinto il ricorso del Marconi, confermando l'esistenza della sua situazione di incompatibilità e la sua conseguente decadenza da consigliere comunale; pende tuttora il giudizio di secondo grado innanzi alla Corte di Appello di Ancona. 

23/01/2016 12:26
Marcozzi: "Sull'ospedale di Tolentino Ceriscioli mantenga le promesse"

Marcozzi: "Sull'ospedale di Tolentino Ceriscioli mantenga le promesse"

Una interrogazione specifica al presidente della Regione Luca Ceriscioli per fare chiarezza sulle intenzioni dell’Amministrazione regionale in merito al futuro dell'ospedale di Tolentino. A presentarla è stato il capogruppo di Forza Italia in Regione, Jessica Marcozzi."La riforma sanitaria del Pd sta colpendo in maniera pesante l’ospedale di Tolentino. E’ notizia di questi giorni che nel nosocomoio tolentinate" spiega la Marcozzi "è stata soppressa la day surgery (e un medico è stato trasferito a San Severino) e la week surgery, il reparto che effettuava interventi di chirurgia breve. Attualmente è stata soppressa anche la figura dell’anestesista, necessaria per poter effettuare esami di tipo ospedaliero e contrastografico come la Tac, con il conseguente blocco totale di simili prestazioni e ulteriore aumento dei tempi delle liste di attesa che sono già in crisi. Ciò mette in discussione anche le prestazioni oncologiche che il presidente Ceriscioli ha, invece, garantito a Tolentino. Anche il reparto che gestisce le emergenze è stato depauperato con la previsione entro circa sei mesi della chiusura del punto di primo intervento nelle ore notturne e la soppressione dell’ambulanza infermieristica che effettua circa mille interventi all’anno. Togliere completamente la lungodegenza crea un problema sanitario notevole perché mentre in caso di cure intermedie il medico può essere ospedaliero, di 118 o guardia medica, nella prima serve un medico di lungodegenza.Nella riforma sanitaria sono, comunque, mancati i necessari confronti con i territori per gli ospedali di comunità interessati e gli opportuni tavoli tecnici. E la provincia di Macerata è l’unica a non avere in previsione la costituzione di un nuovo polo ospedaliero provinciale ma, al contrario, lo smantellamento dei vari plessi territoriali.Le scelte politiche dell’Amministrazione Ceriscioli in materia di Sanità e il nuovo piano Asur regionale hanno spinto il gruppo “Uniti per Tolentino” a rivolgersi al Tribunale per i diritti del Malato per vedere tutelati i diritti dei cittadini anche perché la riorganizzazione di alcune funzioni dell’ospedale di Tolentino hanno già mostrato grandi lacune  creando enormi disagi per i pazienti, soprattutto quelli oncologici, che con poco preavviso hanno visto rimandati esami programmati da mesi, parliamo già di circa 100 appuntamenti, a causa del blocco del turnover degli anestesisti. La riforma rischia dunque di avere, in sede di applicazione definitiva, figli e figliastri con concessioni una tantum senza apparenti criteri standard e generali. Diventa doveroso un confronto pubblico del presidente Ceriscioli con i Sindaci dell’Area vasta 3.Per questi motivi" conclude il capogruppo di Forza Italia "ho presentato un’interrogazione ad hoc chiedendo al Presidente Luca Ceriscioli come pensa di conciliare le modifiche e le soppressioni condotte dalla sua Amministrazione con le promesse di garanzia dei servizi medico-ospedaliero per la struttura di Tolentino. Voglio anche sapere quali sono gli interventi in programma a tutela dell’ospedale di Tolentino e dei servizi fino ad oggi espressi e erogati dalla struttura".

23/01/2016 11:21
Un "muro di Berlino" separa favorevoli e contrari al Ddl Cirinnà: le posizioni dei senatori marchigiani

Un "muro di Berlino" separa favorevoli e contrari al Ddl Cirinnà: le posizioni dei senatori marchigiani

Unione civile per persone dello stesso sesso, diritto all'assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, pensione di reversibilità, adozione del figlio del partner: questi i punti salienti del Ddl Cirinnà.L’obiettivo è quello di garantire stessi diritti e stessi doveri per le coppie omosessuali, persone che oggi non hanno tutele paragonabili a quelle di cui godono le coppie etero.Il testo approderà il prossimo 28 gennaio in Senato, ma la discussione sul fronte dell’opinione pubblica e su quello politico è già incandescente.Si alternano posizioni contrastanti all’interno di uno stesso partito, come il Pd, e prese di posizioni dell’ultim’ora come quella di Silvio Berlusconi, da ieri favorevole, oltre che alle unioni civili, anche all’estensione per le coppie omosessuali dell'adozione del bambino figlio di uno solo dei due, la cosiddetta “stepchild adoption".In Forza Italia, il Cavaliere ha aperto alla libertà di coscienza di fronte a un partito che non segue una linea unica.Non hanno dubbi, invece, il Movimento 5 Stelle, che voterà in blocco a favore, e la Lega e il Nuovo Centrodestra, invece, assolutamente contrari.Che posizione prenderanno e cosa faranno al momento del voto i Senatori marchigiani seduta a Palazzo Madama?Il Pd marchigiano al Senato si schiera con quella parte del partito che ha promosso il testo, dalla parte dell’estensione dei diritti alle coppie omosessuali.Si dice “fondamentalmente favorevole alla proposta” il Senatore del Partito Democratico Mario Morgoni di Potenza Picena in provincia di Macerata, in linea con gli altri tre senatori marchigiani, Silvana Amati, Francesco Verdicci e Camilla Fabbri. “La pattuglia dei senatori Pd marchigiani - spiega Morgoni -  è compatta per il si al testo Cirinnà”.Le ragioni del Sì del Senatore potentino sono due: “Credo sia urgente collocarsi a livello legislativo e di civiltà a quello che ci chiede l’Europa, cioè di allinearci alle normative degli altri paesi per i diritti di alcune categorie di persone; - dichiara Morgoni a Picchionews - in secondo luogo, nel merito mi pare che vengano affrontati alcuni nodi che da tempo erano irrisolti e che trovano nella proposta di legge delle risposte.”Di posizione contraria, invece, il Senatore marchigiano di Forza Italia Remigio Ceroni, originario di Monterubbiano in provincia di Fermo, il quale dice di avvalersi “della facoltà di libertà di coscienza che Berlusconi ha dato ai parlamentari del suo partito.”“Sono sposato con moglie e quattro figli e la famiglia è la cosa più importante che ho realizzato nella mia vita - continua Ceroni - per il quale quelli chiesti dalle coppie omosessuali non sono diritti, ma “capricci ed egoismi, che non intendo tutelare, poi nella vita privata ognuno faccia quello che vuole.”Il Senatore forzista si dichiara “assolutamente contrario al Ddl Cirinnà: “Non sono per equiparare la famiglia omosessuale con la famiglia naturale, composta da un uomo e una donna e tutelata dall’art 29 della Costituzione. - spiega Ceroni - Tale articolo vuole sottolineare il carattere naturale della famiglia che esiste ancor prima dello Stato e delle sue leggi.”La nozione di matrimonio ha riaperto le polemiche alcuni giorni fa, quando è riemersa nel dibattito pubblico la sentenza 138 del 2010 della Consulta, in cui si sottolinea che “i costituenti tennero presente la nozione di matrimonio che stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso”.Secondo il Senatore l’equiparazione tra i due istituti, matrimonio e unioni civili “viene fatta in maniera furba, perché il testo chiama questa unione “formazione sociale specifica”, ma la sostanza è quella del matrimonio, perché prevede gli stessi diritti e doveri del matrimonio.”Si tratta di diritti che per Ceroni “possono essere già oggi contratti, secondo l’art. 2 della Costituzione, che garantisce i diritti dei singoli, i quali se vogliono possono sottoscrivere un semplice atto notarile privato.”Se la famiglia legittima, dunque, sarebbe solo quella “naturale, che da un futuro alla società attraverso al procreazione”, allora per Ceroni non è proprio pensabile estendere alle coppie omosessuali la stepchild adoption.“Il bambino non è tenuto nella considerazione che meritata in questa legge, i bambini hanno il diritto di crescere con una madre e un padre. - e aggiunge - Gli omosessuali facciano quello che gli piace, ma non reclamino diritti dello Stato, il quale deve tutelare la famiglia che è la cellula fondamentale della società.”D’accordo invece all’adozione del bambino che è già riconosciuto come figlio di uno solo dei due, come prevede l'articolo 44 della legge sulle adozioni, il Senatore del Pd Morgoni.Per lui si tratta di “una proposta ragionevole, in quanto non si inventa nulla, non c’è una versione ex novo, c’è qualcosa di cui si prende atto, cioè la possibilità di un’adozione che nasce da una maternità o paternità legittima”.Le coppie omosessuali restano, comunque, escluse dalle possibilità di adottare un bambino senza legame con uno dei due partner e le adozioni di bambini che non abbiamo legami di genitorialità con uno dei due coniugi, opportunità garantite solo alle coppie eterosessuali.Tuttavia, Morgoni apre lo spiraglio a possibili modifiche del testo. “Se per portare a compimento la legge, per avere una maggiore condivisione e consenso in Parlamento, dovesse servire una qualche modifica io sarei d’accordo”. E’ questo il caso della proposta “dei colleghi del Pd - spiega Morgoni - sull’affido rafforzato, un’istituto molto vicino a quello previsto dal testo Cirinnà.”Nonostante nel Ddl Cirinnà non ci siano riferimenti alla cosiddetta “maternità surrogata”, che prevederebbe che una coppia, anche omosessuale, ricorra all'adozione di un figlio partorito all'estero, da una donna residente in un Paese che permette questo tipo di azione, anche questo tema sta suscitando non poche polemiche.La questione ieri è entrata direttamente nel testo Cirinnà attraverso l’emendamento presentato da alcuni senatori cattolici del Pd che introduce la prima modifica alla stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner.L’emendamento rende perseguibile i cittadini italiani che vi ricorrano anche all’estero, inasprendone le pene. Sono previsti da tre mesi a due anni di carcere e una multa da 600 mila a un milione di euro a chiunque per diventare padre o madre ricorra alla maternità surrogata. Chi poi organizza o pubblicizza questa pratica rischia il carcere da sei a 12 anni.L’emendamento non piace al senatore marchigiano Morgoni che non condivide l’accanimento di carattere penale. “Ci possono essere traffici e commerci di carattere speculativo che sono da condannare, - spiega - ma non può essere condannata l’intenzione o l’aspirazione di un uomo o una donna di costruire una maternità o una paternità e di esercitare la genitorialità. E’ come se dicessimo di penalizzare la ricerca scientifica - aggiunge - perché in alcune situazioni può essere soggiogata da interessi di carattere economico.”Che dal Ddl Cirinnà si possa arrivare alla maternità surrogata è invece convinto il Senatore Ceroni: “Questa legge  presto porterà all’utero in affitto che è una cosa ignobile, perché la donna non è una macchina e il figlio è frutto di un rapporto d’amore.”Mentre Ceroni alza il muro contro la legge Cirinnà, il suo leader di partito, Silvio Berlusconi, ieri lo ha abbattuto dicendo sì a unioni civili e stepchild adoption, una posizione su cui il Senatore marchigiano replica con un secco “no comment”.L’amore e i diritti oltre che nel Palazzo fanno discutere anche fuori e arriveranno anche in piazza. Sabato 23 gennaio le città della penisola saranno invase di manifestazioni pro e contro le unioni civili: sul campo si scontreranno due visioni opposte, quella della campagna “Sveglia Italia” per il sì, quella delle Sentinelle in piedi per il no.Il muro di Berlino dei diritti passa anche per le Marche: sabato ad Ancona scenderà in strada il popolo del sì e domenica a Macerata quello del no.

22/01/2016 21:50
Azione in Movimento: "Servono interventi urgenti per le situazioni di degrado ambientale alle foci dei fiumi"

Azione in Movimento: "Servono interventi urgenti per le situazioni di degrado ambientale alle foci dei fiumi"

Da Stefano Costantini, vice segretario politico e portavoce di Potenza Picena di Azione in Movimento, riceviamo:Già l'anno scorso Goletta Verde segnalava ben 10 siti su 12, monitorati dai tecnici di Legambiente lungo i 180 Km di costa marchigiana, che evidenziavano una carica batterica elevata, e per nove di questi il giudizio era di «fortemente inquinato». E' questa l'ultima fotografia scattata nella campagna ambientalista della stagione estiva del 2015, dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, che fu presentata al capoluogo della Regione Marche.Oggi "Azione in Movimento" vuole risollevare il problema affinché gli Amministratori Locali non nascondano la testa sotto la sabbia ma vadano a ricercare le soluzioni per migliorare e riqualificare lo stato dei nostri litorali al fine di un offerta turistica sostenibile e di qualità.I prelievi effettuati nel 2015 mostravano l'esigenza di agire con urgenza per sanare tutte le situazioni di degrado. Come Movimento politico rappresentativo di questo territorio vogliamo concentrare l'attenzione verso le problematiche segnalate alla foce del fiume Musone, tra i comuni di Porto Recanati e Numana, Porto Recanati zona scarico "Fiumarella" e alla foce del fosso Asola, al confine tra i comuni di Potenza Picena e Civitanova Marche.Se non vengono presi dei seri rimedi, il perdurare di questa situazione potrebbe indurre ad un aumento dei casi di fastidiose patologie che colpiscono molte persone dopo aver fatto il bagno ed il tutto con gravi danni d'immagine per l'offerta turistica e balneare.Sono infatti recenti le segnalazioni anche nella costa Adriatica per quanto riguarda alcune infezioni contagiose dovute a germi piogeni che colpiscono specialmente i bambini piccoli, aggredendo gli strati superficiali della cute, volto ed arti per l'aumentare della presenza di stafilococco nell'acqua del mare ed in parte anche sulla sabbia.Grazie alle pressioni esercitate nell'ambito dell'associazionismo attivo ero riuscito ad ottenere, da parte del comune di Potenza Picena e dalla società locale per la gestione della rete idrica e dello smaltimento delle acque reflue, l'approvazione di un importante intervento per sanare le inefficienze fognarie della costa portopotentina, finalizzato al rifacimento del tratto fognario a Sud di Porto Potenza Picena che nel contesto presentava molte criticità come l'esigenza dell'eliminazione degli sversamenti a mare del sistema fognario.Sono queste le ragioni che da alcuni anni hanno motivato il mio impegno in un associazione ambientalista ed ora, in maniera più attiva, attraverso AZIONE IN MOVIMENTO voglio spingere le Istituzioni locali ad adottare provvedimenti finalizzati alla salvaguardia dell'ambiente ed alla riqualificazione del territorio, rendendolo un eccellenza del turismo, settore che rappresenta una validissima risorsa economica per la nostra Comunità.

22/01/2016 17:47
Il Pd all'attacco: "Sull'ospedale solo strumentalizzazioni politiche"

Il Pd all'attacco: "Sull'ospedale solo strumentalizzazioni politiche"

Anche il Partito Democratico interviene sul dibattito in corso in merito al futuro dell'ospedale di Tolentino."Nel prendere atto dalla stampa locale di oggi dell’ennesimo “pianto” del non meglio identificato “gruppo formato da diversi partiti”, che cerca disperatamente di strumentalizzare l’ospedale per una battaglia politica inesistente, nonché da quanto emerge dal dibattito in corso relativamente ai “tagli” scellerati che si ipotizza siano stati perpetuati nella Struttura Tolentinate concernenti i Posti Letto per la Lungodegenza, l’assenza del Medico di notte, il Servizio di Oncologia e quello di Diabetologia e Nutrizione,si sottolinea che il PD di Tolentino, insieme al Segretario Regionale PD Francesco Comi, al di là di ogni proposizione di eventi di tipo propagandistico, continua ad essere responsabilmente e seriamente impegnato nel “fare” e non intende lasciarsi distrarre dalle provocazioni.FATTIIl Pd di Tolentino nella seduta del Consiglio Comunale aperto sulla Sanità del 29 Ottobre 2015 ha prodotto un documento, reperibile sul sito del PD di Tolentino, tenuto conto della normativa vigente e della programmazione sanitaria, in cui prevedeva e chiedeva alla Sanità Regionale:Il mantenimento delle risorse attualmente destinate alla struttura di Tolentino senza produrre alcun taglio economico (Oggi la struttura di Tolentino costa alla Regione €.7.445.816).Il mantenimento di un Medico in Turno notturno, in aggiunta ai n.2 Medici di Continuità Assistenziale (Guardia Medica) ed al Medico MSA (ambulanza avanzata 118 con Medico e Infermiere) per garantire la risposta h24.Mantenimento di 50 posti letto per lungodegenza e cure intermedie;Il mantenimento dell’attività ambulatoriale di Diabetologia con la istituzione di un centro di valenza regionale per i problemi dell’alimentazione.La garanzia di poter continuare ad effettuare trattamenti chemioterapici consentendo il mantenimento dei 1500/1800 trattamenti che vengono garantiti annualmente;L’incremento dell’utilizzo della strumentazione esistente (in particolare TAC e Mammografo), recuperando le specifiche vocazioni già ipotizzate: TAC Osteoarticolari a valenza di AV, mammografie programmate e screening mammografico;L’impegno da parte dell’ASUR a dotare la struttura di POCT (Point of Care Testing) contestualmente alla chiusura del Laboratorio Analisi, per garantire la tempestiva effettuazione delle analisi necessarie a contesti di urgenza (enzimi).Ad oggi la riforma non è stata ancora attuata.RISULTATITUTTE queste richieste, ambiziose e qualificanti per il nostro ospedale e le uniche concrete e tecnicamente possibili, sono costantemente monitorate dal Partito Democratico ed, in particolare, dal segretario regionale Comi, il quale ha scelto di non fare proclami o propaganda ma di gestire con il Presidente Ceriscioli la difficile ed ineludibile attuazione della Riforma Regionale.Il giorno 3 febbraio, insieme al Partito Provinciale promuoveremo un’iniziativa per spiegare ai cittadini l’esito delle nostre richieste insieme al Presidente Luca Ceriscioli, al Segretario Regionale del PD Francesco Comi,  al Presidente della  IV Commissione Regionale Fabrizio Volpini, al Segretario Provinciale Settimio Novelli.Ciò a dimostrazione dell’Impegno Fattivo del PD, portato avanti “senza grancassa” e che vuole di proposito distinguersi dalle tante, troppe “esternazioni” e promesse non vere che si leggono e sentono di continuo".

22/01/2016 11:42
Cede il controsoffitto in un'aula della Lucatelli. Il Pd: "Ecco l'urgenza scuola, altro che Green!"

Cede il controsoffitto in un'aula della Lucatelli. Il Pd: "Ecco l'urgenza scuola, altro che Green!"

Dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Tolentino riceviamoSoltanto nello scorso novembre l’amministrazione ha effettuato un intervento in somma urgenza (delibera di Giunta 536 del 30/11/2015) presso la scuola Lucatelli e ritenuto, dalla Giunta Pezzanesi, indifferibile per procedere nel minor tempo possibile alla messa in sicurezza delle pareti.Nei giorni scorsi, invece, si è avuto il cedimento di circa 40 mq di controsoffitto in un’aula della stesso Istituto.L'intervento su tale importante plesso scolastico prevede lavori per 800mila euro circa, tutti disponibili per l'Amministrazione Comunale sin dal 2013. 500 mila sono stati assegnati dai governi Letta e Renzi il c.d. "decreto sblocca cantieri" volto a finanziare interventi urgenti su edifici scolastici e gli altri 300 mila sono stati assegnati dalla Regione Marche.Visto che l'intervento è considerato urgente e che i finanziamenti sono arrivati già dal 2013 perchè  soltanto ad ottobre 2015 è stato concluso il bando di gara (aggiudicataria la ditta Acciarri di Montalto Marche)? Perchè i lavori, vista la proclamata urgenza, non sono ancora iniziati?L'operato della Giunta Pezzanesi è paradossale: per l'asilo Green ci si è inventati una finta urgenza di lavori per giustificare una svendita di un'area pubblica con impegno totale di tutta la struttura comunale; per la Lucatelli, a fronte di un'urgenza reale (due interventi importanti nel giro di un mese entrambi con caratteristiche di pericolosità come le lesioni passanti sulle murature con distacco di intonaco ed il collasso dell’intero controsoffitto di un’aula) si è, invece, atteso tanto per procedere con la gara e l'inizio dei lavori non è ancora alle viste.Sappiamo già che Pezzanesi risponderà che la colpa è della vecchia amministrazione. Dopo quasi quattro anni di poco più che nulla si provveda a sistemare la scuola prima possibile così da consentire a studenti, docenti e personale tutto di poter tranquillamente operare all'interno della struttura.

21/01/2016 21:53
"Bisonni deve dimettersi dal consiglio regionale": a chiederlo diversi esponenti marchigiani del Cinque Stelle

"Bisonni deve dimettersi dal consiglio regionale": a chiederlo diversi esponenti marchigiani del Cinque Stelle

Bisonni deve dimettersi dal consiglio regionale. La richiesta arriva da numerosi consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle delle Marche e da diversi gruppi di simpatizzanti.In una nota, vengono spiegate le ragioni per cui il consigliere regionale di Tolentino dovrebbe lasciare il ruolo che oggi ricopre nel gruppo misto."Il consigliere regionale Bisonni, nell’abbandonare il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle per evitare di essere sottoposto a una procedura di espulsione, non ha prodotto alcuna motivazione certa e definita, per propria scelta, limitandosi a dichiarare di non identificarsi più nei principi del M5S. Le criticità evidenziate dai gruppi certificati che già a novembre avevano chiesto le sue dimissioni" si legge nella nota "vengono evidentemente confermate dalla presa di posizione dello staff e dalla frettolosa fuga del Consigliere, avvenuta prima del provvedimento di espulsione, contro il quale l’ex M5S non si è neanche difeso. Bisonni non è stato cacciato: è suo onere quindi, e non del MoVimento 5 Stelle spiegare le ragioni del gesto. Di conseguenza parlare di mancanza di trasparenza e democrazia è perlomeno impreciso. Le sue dichiarazioni, anche in sede di Consiglio Regionale, volte a proporsi come vittima di un sopruso da parte dello Staff del M5S, le classifichiamo nella categoria delle “scuse improvvisate”. Dalla stampa si è appreso che Bisonni resterà comunque saldo e ben pagato sulla poltrona del Consiglio Regionale, contravvenendo a quanto previsto dall'impegno etico da lui firmato e accettato pubblicamente al momento della candidatura con il quale, nel caso di uscita dal gruppo consiliare M5S, si impegnava a non passare a un altro gruppo e a rassegnare le dimissioni. Il fascino del potere e del denaro devono aver trovato terreno fertile, dato che dalla sua elezione sono passati solamente sette mesi. Chiediamo fermamente al Consigliere Bisonni di presentare immediatamente le dimissioni dal suo ruolo istituzionale, lasciando spazio a chi ancora gode della fiducia del MoVimento e dei suoi elettori. Rispetto alle dichiarazioni del consigliere regionale Romina Pergolesi in Consiglio, ci dichiariamo assolutamente distanti: sostenere e difendere inspiegabilmente, malgrado quanto accaduto, la scelta di Bisonni a discapito degli attivisti e dello Staff del M5S non può trovarci concordi. Noi siamo e saremo sempre per il rispetto delle regole e per il rispetto degli impegni presi.I CONSIGLIERI COMUNALI MARCO FIOSCHINI - PORTO SANT’ELPIDIO, MASSIMO SPINA - PORTO SANT’ELPIDIO, ALESSANDRO QUINZI - MONTEURANO, SANTINI DANILO - MONTEURANO, CARLO PIRRO - MONTEGRANARO, GIAN MARIO MERCORELLI - TOLENTINO, MIRELLA EMILIOZZI - CIVITANOVA MARCHE, PIER PAOLO PUCCI - CIVITANOVA MARCHE, SUSANNA ORTOLANI - RECANATI, FRANCO SENIGAGLIESI - POTENZA PICENA, LEONARDO MORI - MATELICA, SERGIO ROMAGNOLI - FABRIANO, JOSELITO ARCIONI - FABRIANO, PAOLO SERENELLI - LORETO, GABRIELE GIGLI - MONTEMARCIANO, DENIS GRIZI - MONTECAROTTO, LORENZO ROSSETTI - MONTECAROTTO, ERMANNO MANDOZZI - OFFIDA, TONINO SILVESTRI - SPINETOLI, ANDREA CRIMELLA - GROTTAMMARE, MASSIMO TAMBURRI - ASCOLI PICENO, IRIDE LUZI - MONSAMPOLO DEL TRONTO, DIEGO DI OVIDIO - FOLIGNANO, CRISTIAN ZAFFINI - VALLEFOGLIA, GIOVANNI FURLANI - SAN COSTANZO, ROCCO MATURO - SALTARAGRUPPI CITTADINI DI SIMPATIZZANTI: Amici 5 Stelle Catria Nerone (Acqualagna, Apecchio, Piobbico, Cantiano, Cagli, Frontone, Pergola), Antonio Iancarelli, Quinto Brandi - Caldarola, Davide Capodacqua - Belforte del Chienti, Morena Tiberi, Gino Campetella, Marco Ballini - Pollenza, Maria Agordati - Morrovalle, Raffaella Fantegrossi - San Ginesio, Iris Palazzetti - Urbisaglia, Annamaria Lorenzo - Grottammare, Giulia Centonze - Sant’Elpidio a Mare, Fabrizio Banci - Saltara, Alberto Fioretti, Alberto Scortechini - Cupramontana, Monica Pigotti - Camerino, Maria Rosaria Mastrocola - Colmurano, Pamela Angeloni - Montecarotto, Maria Teresa Mancia, Sabrina Tavoloni, Marta Marani, Ruggero Fittaioli - Jesi, Pierpaolo Morosini, Paolo Giampaoli, Ettore Buratti, Kevin Pieroni, Carla Battistelli - Meet-up Movimento 5 stelle Chiaravalle, Luigi Ricci - Amandola Marina Grisei - Corridonia, Alberto Fioretti, Alberto Scortechini, Luca Cucchi - Cupramontana, Catia Fronzi - Senigallia.

21/01/2016 16:31
Forza Italia: "L'amministrazione comunale di Tolentino valuti ogni iniziativa per difendere l'ospedale"

Forza Italia: "L'amministrazione comunale di Tolentino valuti ogni iniziativa per difendere l'ospedale"

Dal coordinamento comunale di Forza Italia Tolentino riceviamo:La scellerata riforma sanitaria regionale, messa in piedi dal Pd nel lontano 2013 e furbescamente tenuta nascosta in un cassetto fino ad elezioni regionali concluse, sta colpendo in maniera pesante anche l'ospedale di Tolentino.Sempre più incerto e nebuloso è infatti il suo futuro. E' notizia  di questi giorni che il nosocomio tolentinate ha infatti perso la "day surgery" e la" week surgery", il reparto che effettuava interventi di chirurgia breve. Cosa ulteriormente grave, passata nel silenzio generale, la perdita anche della figura dell' anestesista, necessaria per poter effettuare esami di tipo contrastografico,  come ad esempio la tac , con il conseguente blocco totale di questo tipo di prestazioni  a Tolentino ed aumento ancor più dei tempi delle liste di attesa che sono già scandalosi . Anche un reparto di vitale importanza quale quello che gestisce l' emergenza è stato decisamente depauperato, con la previsione entro 6 mesi circa, nonostante i tanti proclami, della chiusura del PPI nelle ore notturne e la soppressione dell' ambulanza infermieristica . Vista l'evolversi della situazione con  continui e repentini mutamenti decisionali crediamo che non solo vi sia  un grave ritardo da parte della giunta regionale nel procedere al riordino dell'assetto sanitario pubblico, ma che sussista anche tanta approssimazione sulle scelte che riguardano gli ospedali di comunità  e sulla rete di primo intervento.Aver tenuto volutamente la delibera 735 in un cassetto per due anni ha infatti impedito i necessari passaggi intermedi, i confronti sui territori per gli ospedali di comunità interessati, i tavoli tecnici necessari.L'accelerazione ora data dal Pd regionale sta nei fatti smantellando la sanità provinciale, con depauperamento dei servizi sanitari  ed è frutto solo di mere logiche contabili volte al raggiungimento degli standard riduttivi  nazionali imposti per non perdere fondi statali.Vedendo inoltre quanto sta accadendo in varie zone delle marche, ci preoccupa altresì che la riforma abbia poi,  in sede di applicazione definitiva,  figli e figliastri, con concessioni una tantum senza apparenti criteri standard e generali.Doveroso sarebbe quindi  un confronto aperto e pubblico del presidente Ceriscioli anche con i sindaci dell'area vasta 3 come già fatto con il pesarese, perché la salute dei cittadini va tutelata alla stessa maniera da nord a sud, da est ad ovest. Quanto a Tolentino, siamo ben consapevoli che tante battaglie sono già state perse in passato ma oggi occorre maggior consapevolezza ed unità di intenti anche tra sindaci,  a tutela dell'intera provincia che sta diventando la cenerentola delle Marche, essendo l'unica a non avere in previsione la costituzione di un nuovo polo ospedaliero provinciale ma in agenda lo smantellamento dei vari plessi territoriali.Chiediamo quindi  all'amministrazione comunale di valutare ogni iniziativa anche legale da concordare con tutti gli amministratori vicini per una unità di intenti nella difesa di una sanità dignitosa che garantisca tutti".

20/01/2016 17:00
Macerata: domenica arrivano in piazza le Sentinelle in piedi contro il ddl Cirinnà

Macerata: domenica arrivano in piazza le Sentinelle in piedi contro il ddl Cirinnà

Le Sentinelle in piedi scendono in piazza anche a Macerata contro il ddl Cirinnà che approderà al Senato il prossimo 28 gennaio e lo fanno domenica 24 gennaio alle 15 in piazza della Libertà.“Le Sentinelle scenderanno in Piazza della Libertà a Macerata a vegliare per la libertà di espressione, per poter essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, - scrive il gruppo di circa 350 iscritti delle “Sentinelle in piedi - Macerata” su Facebook - che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i loro figli.”Una forma silenziosa di protesta che consiste nel leggere un libro in piazza in silenzio per dire il proprio no alle unioni civili per persone di sesso diverso, stepchild adottino e maternità surrogata. I punti centrali del ddl Cirinnà che tanto stanno facendo discutere non piacciono alle rete delle Sentinelle in piedi che si autodefinisce aconfessionale e apartitica ispirata al gruppo francese “Manif Pour Tous", contrario al matrimonio per le coppie omosessuali voluto dal governo Hollande.“In discussione – spiega il movimento – non ci sono i diritti dei singoli all’interno di una coabitazione, o diritti di visita in ospedale, piuttosto che eredità da trasmettere a chi si crede più prossimo, tutto questo è già regolamentato dal diritto privato, ma il riconoscimento giuridico civile di diritti delle coppie dello stesso sesso”.“La prova lampante che il ddl Cirinnà scardina il matrimonio e quindi la famiglia, è che la stessa apra la strada alla concezione del figlio come un diritto, come un oggetto. Se questo testo diventasse legge due persone adulte avrebbero il diritto, in funzione unicamente di un desiderio, di fabbricare un bambino con ovuli, utero e seme esterni, sfruttando il corpo di donne straniere (che avvenga a pagamento o meno, resta inaccettabile) di tornare in Italia e di vedersi riconosciuto quel bambino come figlio, quando figlio non è. Tutto questo avverrebbe ai danni dei più piccoli che non solo sarebbero strappati ai loro genitori biologici, ma verrebbero cresciuti in assenza della necessaria bipolarità sessuale del padre e della madre”.

19/01/2016 19:27
Chalet comunale, Saltamartini: "Prima era solo un costo. Oggi è un punto di riferimento"

Chalet comunale, Saltamartini: "Prima era solo un costo. Oggi è un punto di riferimento"

Il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, interviene sulla questione del nuovo chalet della città inaugurato a luglio dello scorso anno. "C'era una volta uno chalet comunale stagionale degli anni '50. Il Comune vi aveva apportato piccoli ritocchi sin dall'origine, piccole spese ma lo aveva "abbandonato" alla gestione dei privati. I gestori che lo avevano arredato pagavano un canone di 10.000 euro l'anno, ma al termine del contratto di 8 anni, avevano diritto al rimborso di 80.000 euro per avviamento, beni e altro. Risultato: un bene pubblico che veniva regalato e per piccoli importi. Il Comune spendeva i soldi dei cittadini, per la sua manutenzione. Con l'Amministrazione che ho l'onore di guidare, quel bene è stato riportato alla fruttuosità. Rinnovato per intero per una spesa di 375.000 euro, ha già incassato oltre 60.000 euro. Adesso è affittato per 30.000 euro l'anno e solo il canone rimborserà l'intero importo nei prossimi 10 anni. E' stata la novità dell'intero territorio degli ultimi mesi ed è meta costante di migliaia di giovani provenienti da altri Comuni della province di Ancona e Pesaro. Svolge una funzione culturale e sociale di primo piano con spettacoli di musica, abbonamenti Sky, films ecc. All'interno, il nuovo gestore che paga un canone di esercizio ed ha diritto a condurre lo chalet secondo le regole del mercato, ha installato 2 slot che servono per coprire la domanda che viene dal pubblico. Un successo grande su tutti i fronti. C'è da aggiungere che l'offerta culturale e sociale del Comune di Cingoli si è arricchita nell'ultima sindacatura: 1) con l'inaugurazione del Centro di aggregazione-Auditorium Santo Spirito di qualche mese fa, opera che ha recuperato -con fondi comunitari- una delle più belle Chiese del territorio; 2) con l'entrata in funzione dell'Hotus Meditationis -Teatro all'aperto posto alle spalle della Biblioteca comunale; 3) con la riapertura dell'Archivio storico, ristrutturando l'ex Episcopio con fondi ex terremoto di oltre 2,5 milioni di euro, infrastruttura che assicura una superficie coperta e riscaldata per attività culturali di oltre 800 mq. Questa è la differenza tra l'azione di Governo di Cingoli e la qualità dell'opposizione della Lista Giorgi, composta da esponenti del PD, Fratelli d'Italia e UDC di Casini!".

19/01/2016 16:51
A Tolentino 780mila euro per gli alloggi popolari. FdI: "Grazie a Elena Leonardi"

A Tolentino 780mila euro per gli alloggi popolari. FdI: "Grazie a Elena Leonardi"

Il Comune di Tolentino riceverà 780.000 euro per la realizzazione di alloggi popolari "grazie alla mozione presentata in regione dal Consigliere di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale Elena Leonardi".Lo afferma in una nota il coordinamento tolentinate di Fratelli d'Italia."Una battaglia per la realizzazione di nuove case popolari a favore delle classi più deboli insieme a quella perché venga approvata una normativa che preveda l’assegnazione di questi alloggi in primo luogo alle famiglie italiane che ne hanno bisogno lanciata nella recente campagna elettorale per le regionali dal candidato e consigliere comunale Francesco Pio Colosi. Nello specifico si tratta  di fondi che la regione Marche aveva destinato al comune di Tolentino (2006/2008) e che la provincia di Macerata aveva incamerati e utilizzati per far rimanere la Provincia stessa nei limiti del Patto di Stabilità. Una operazione contestata nella mozione" si legge ancora nella nota" perché le risorse legate a leggi di settore come quella dell’edilizia residenziale pubblica, sono impegni assunti “ in conto capitale “e pertanto non possono essere immobilizzati entro il patto di stabilità.In questo modo  Tolentino ed altri comuni del maceratese si sono viste negare i decreti di erogazione dei fondi per la realizzazione delle case di edilizia agevolata.Grazie alla mozione di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale  dal 30 dicembre 2015 questi soldi sono stati resi disponibili e così si è evitato di perdere fondi che sarebbero stati revocati e ripresi dalla Regione Marche".

19/01/2016 16:51
Sandro Bisonni entra nel gruppo misto in Regione

Sandro Bisonni entra nel gruppo misto in Regione

Il consigliere regionale delle Marche Sandro Bisonni, che ha lasciato il Movimento 5 stelle, entra nel gruppo misto. Lo ha annunciato lo stesso Bisonni, intervenendo oggi nell'aula del Consiglio. "Come avrete letto sulla stampa - ha detto - ho appreso attraverso una e-mail dallo staff di Grillo che è stato aperto un procedimento di espulsione nei miei confronti. Una semplice e-mail, che appare irrispettosa nei confronti della dignità umana - ha aggiunto -, ma soprattutto nei confronti dei cittadini che mi hanno votato. E' incomprensibile. Pur riconoscendomi nei principi fondanti del movimento e nei contenuti della Carta di Firenze - ha proseguito - ritengo doveroso lasciare il gruppo''.''Credo che il Movimento - ha continuato - da quando Grillo è meno presente, abbia perso però molti dei suoi principi, soprattutto quelli di garanzia. Ho deciso di non avvalermi dei diritto di poter presentare ricorso. Rispetto gli impegni presi"."Massima solidarietà umana e politica" dal capogruppo del Pd Gianluca Busilacchi, che è sceso dal suo scranno per andare a stringere la mano all'ex stellato. Busilacchi ha espresso "preoccupazione per queste epurazioni, perché ledono il funzionamento democratico e mettono in discussione il rapporto di rappresentanza democratica che si sostanzia nei componenti dei gruppi consiliari". Visibilmente amareggiata Romina Pergolesi (M5s): "ancora non siamo a conoscenza delle motivazioni del procedimento - ha spiegato -,abbiamo chiesto un incontro allo staff di Grillo. Ormai - ha aggiunto - ci consideravamo una famiglia, siamo una squadra. Abbiamo chiesto a Sandro di difendersi e non arrendersi, ha detto che voleva sottrarsi alla gogna mediatica, siamo arrivati a questo".Il capogruppo della Lega Nord Luigi Zura Puntaroni ha definito "inaccettabile" il comportamento dei vertici del movimento pentastellato. "Mi fa piacere che Bisonni rimanga in Consiglio regionale - ha osservato Luca Marconi (Udc-Popolari Marche - bisogna riconquistare il primato degli eletti, le piazze hanno tentato di delegittimarci e anche questo rientra nel gioco democratico, ma le istituzioni elettive sono la base della democrazia". "Massima solidarietà" da Boris Rapa (Uniti per le Marche). "Non conosciamo i motivi della sospensione - ha fatto notare il capogruppo di Forza Italia Jessica Marcozzi -, M5s doveva essere il partito della trasparenza, ma questa vicenda è tutto il contrario". "La trasparenza c'è - ha replicato il consigliere regionale stellato Piergiorgio Fabbri - perché stiamo parlando liberamente, le decisioni vengono prese alla luce del sole, uno vale uno. Forse alla base di questa vicenda ci sono motivi personali". Elena Leonardi (Fdi-An) si è unita "ai colleghi che hanno espresso solidarietà, con Bisonni abbiamo condiviso molte battaglie" e ha rivendicato "la dignità di questa assemblea". Vari gli attestati all'ex stellato, che dopo il suo intervento si è fermato vicino all'uscita dell'aula: anche l'assessore Moreno Pieroni, il consigliere regionale di Fi Piero Celani e il vice presidente del Consiglio regionale Renato Claudio Minardi sono andati a stringergli la mano. (Ansa)

19/01/2016 13:13
Pugnaloni è il legittimo sindaco di Osimo. Lo conferma il Consiglio di Stato

Pugnaloni è il legittimo sindaco di Osimo. Lo conferma il Consiglio di Stato

Con soli tre voti in più rispetto allo sfidante, Simone Pugnaloni del Pd è il nuovo Sindaco di Osimo. Lo ha confermato oggi il Consiglio di Stato, mettendo la parola fine alla travagliata vicenda sul conteggio di schede che, dalle elezioni del 2014, per lunghi mesi ha tenuto avvolta nel dubbio la posizione del primo cittadino osimano.“Siamo contenti di questa nostra vittoria, stabilita dal Consiglio di Stato – commenta il segretario regionale del Pd Marche, Francesco Comi –. È stata una lunga attesa, ma ne è valsa la pena. Al di là dei numeri, che comunque sono importanti perché forniscono certezza al risultato, siamo orgogliosi che il Comune di Osimo sia stato confermato a guida PD. Continueremo, quindi, a svolgere il nostro ruolo al servizio del territorio di Osimo, con lo stesso impegno dimostrato finora, mai fiaccato dall'incertezza sull'esito della dinamica giudiziaria”.Simone Pugnaloni, nelle amministrative del 2014, era risultato vincitore tra i candidati a sindaco per sei voti. Lo sfidante Dino Latini aveva fatto ricorso al Tar, che, riconoscendo a suo favore otto schede valide, lo aveva proclamato sindaco lo scorso giugno, stabilendo la sua vittoria per due voti.Oggi, però, il Consiglio di Stato, dopo la richiesta di sospensiva avanzata da Pugnaloni, ha assegnato a lui la vittoria definitiva. La sentenza del Consiglio di Stato, infatti, ritenendo l'indicazione sulla scheda di voto del nome di uno dei candidati a consigliere comunale nel turno di ballottaggio come un segno di riconoscimento e quindi motivo di annullamento della stessa scheda, ha riconosciuto a favore di Pugnaloni tre voti in più rispetto al suo sfidante.

18/01/2016 15:59
Processo "spese pazze" in Regione: udienza subito rinviata

Processo "spese pazze" in Regione: udienza subito rinviata

Si è aperta stamani ma è stata subito rinviata al 16 maggio la maxi udienza davanti al Gup di Ancona per 66 consiglieri, ex consiglieri e addetti dei gruppi del Consiglio regionale delle Marche per le spese dei gruppi fra il 2008 e il 2012. Le difese hanno presentato un'istanza di nullità del capo di imputazione, il reato di peculato; il giudice Francesca  Zagoreo l'ha respinta, ma ha inviato i pm a produrre entro marzo prossimo una scheda analitica riassuntiva delle accuse a carico di ciascun indagato. L'avv. Guido Calvi, che difende fra gli altri l'ex capogruppo del Pd Mirco Ricci, ha eccepito un difetto di notifica dell'avviso di chiusura delle indagini, e il giudice ha rimesso gli atti al pm perché provveda in tal senso.L'udienza, a porte chiuse, si è tenuta nell'aula 8 del quinto piano del Palazzo di giustizia di Ancona, in un'aula gremita di avvocati, quasi tutti costretti a seguire i lavori in piedi per mancanza di spazio. Le indagini della procura dorica, condotte dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza, non hanno risparmiato alcuna forza politica, dalla Lega Nord al Pd e Sel. L'inchiesta ha coinvolto anche l'ex presidente della giunta regionale Gian Mario Spacca e l'ex presidente dell'Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi. Le spese contestate ammontano complessivamente a 1,2 milioni di euro. (Ansa)

18/01/2016 15:00
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