La campagna elettorale è agli sgoccioli.Saranno oltre 1.300 i comuni, dei quali 25 capoluoghi, che andranno al voto il 5 giugno 2016 per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale. Nelle regioni a statuto ordinario si vota nella sola giornata di domenica 5 giugno 2016, dalle ore 7 alle 23. Gli elettori saranno circa 13.430.417.Nel maceratese sono sette i comuni che andranno al voto. In ordine decrescente in base al numero di abitanti saranno: San Severino Marche, Porto Recanati, Morrovalle, Castelraimondo, Esanatoglia, Muccia e Bolognola. Tutti questi Comuni hanno una popolazione inferiore ai 15.000 abitanti per cui non ci sarà ballottaggio.Per i comuni con popolazione inferiori a 5.000 abitanti (Castelraimondo, Esanatoglia, Muccia e Bolognola) è possibile esprimere una sola preferenza per i candidati a consigliere comunale, mentre per i comuni con una popolazione superiore ai 5.000 (San Severino, Porto Recanti e Morrovalle) è possibile esprimere due preferenze, necessariamente una femminile e una maschile, scrivendo il cognome nelle apposite righe tratteggiate poste al di sotto del contrassegno di lista.24 in tutto i candidati sindaco e 315 consiglieri comunali nei sette comuni: 6 sindaci e 91 consiglieri a San Severino Marche, 6 sindaci e 94 consiglieri a Porto Recanati, 4 sindaci e 34 consiglieri a Esanatoglia, 3 sindaci e 36 consiglieri a Castelraimondo, 2 sindaci e 19 consiglieri a Muccia, 2 sindaci e 32 consiglieri a Morrovalle e 1 candidato sindaco e 9 consiglieri a Bolognola.Nelle precedenti Amministrative i comuni erano andati al voto il 15 maggio 2011 fatta eccezione per Porto Recanati. Nel comune costiero le votazioni infatti si erano svolte il 25 maggio 2014 ma, nel maggio del 2015, dopo appena un anno dall'insediamento i consiglieri si erano dimessi in massa facendo di fatto decadere l'ex sindaco Sabrina Montali.Questi i dati relativi alle precedenti amministrative.A San Severino nel 2011 erano 12.338 gli aventi diritto al voto e si erano recati alle urne 8.151 persone, il 66,06% del totale. L'uscente Sindaco Cesare Martini con la lista "Uniti per San Severino" aveva ricevuto 4.330 preferenze, il 55,4% e 11 seggi, mentre lo sfidante, Gilberto Chiodi con la lista "San Severino, una città da vivere" 3.481 preferenze per un totale di 44,57% e 5 seggi.A Porto Recanati gli elettori sono stati 9.418 di cui votanti 6.114, il 64,92% del totale. Il sindaco decaduro, Montali Sabrina della lista Noi per Porto Recanati aveva ottenuto 2.759 preferenze, il 46,57% e 11 seggi. Gli sfidanti rispettivamente Ubaldi Rosalba e Poeta Giammario 2.237 (37,76%) e 929 (15,6%), per un totale di 4 e 1 seggio a testa.A Morrovalle su 8.682 aventi diritto in 5.722 si sono recati alle urne, il 65,91% del totale. Il sindaco uscente, ricandidato anche per questa tornata elettorale Stefano Montemarani aveva ricevuto 2.344 preferenze (43,37%) e 8 seggi. Gli altri candidati: Marco Morresi, 1.258 (23,27%), 2 seggi; Luca Cabascia, 1.140 preferenze (21,09%), 1 seggio; Alfredo Benedetti, 663 preferenze (12,27%), 1 seggio.A Esanatoglia si sono recati al voto 1.357 aventi diritto su 1.824 con un'affluenza del 74,40%. L'uscente primo cittadino, Pizzi Giorgio con la lista Per Esanatoglia aveva ricevuto 688 preferenze (54,39%) e 6 seggi. Lo sfidante Bruno Bolognesi 577 preferenze (45,61%) e 3 seggi.A Castelraimondo aveva votato il 71,19% degli aventi diritto, 2.871 persone su 4.033. L'uscente sindaco, ricandidato anche quest'anno, Renzo Marinelli aveva ricevuto 1.400 preferenze (50,71%) e 8 seggi. Dietro a lui Marco Cavallaro con 1.043 voti (37,78%), 3 seggi e Fabio Montesi, 318 voti (11,52%) e 1 seggio.A Muccia affluenza molto alta nel 2011, l'82,72% con 632 votanti su 764 aventi diritto. L'uscente primo cittadino Fabio Barboni, ricandidato, aveva ricevuto 412 voti (69,95%) e 6 seggi. La sua sfidante, Carla Torquati, 177 voti (30,05%) e 3 seggi.Il piccolissimo comune di Bolognola nel 2011 fece registrare un'affluenza record. Ben il 94,93% la percentuale dei votanti, seppure su un numero esiguo: 131 sugli appena 138 aventi diritto. Il sindaco Scaficchia Simonetta venne eletta con 70 voti (56,45%), 6 seggi mentre la sfidante Maggi Maria Gabriella ricevette 54 voti, il 43,55% di preferenze e 3 seggi.Attesi con ansia i risultati di queste votazioni. Il numero consistente delle liste presentate in comuni che non raggiungono i 15.000 abitanti come San Severino, Porto Recanati e Esanatoglia hanno suscitato da parte della cittadinanza, non poche perplessità.E' infatti vivo e tangibile il rischio che il prossimo loro primo cittadino sia in realtà espressione della minoranza degli elettori. La dispersione in troppe liste, l'assenza di un ballottaggio, e la disaffezione verso il voto, più volte manifestata dai cittadini, renderanno queste amministrative da una parte interessanti in quanto sarà senza dubbio una sfida all'ultimo voto, ma dall'altra, gli eletti, saranno realmente espressione della volontà popolare?
"Le affermazioni del Senatore PD Mario Morgoni, che apprendo dalla stampa, sulla posizione della CGIL in merito al referendum costituzionale, invece di entrare nel merito e nel metodo della discussione tendono ad etichettare superficialmente un dibattito che dovrebbe invece essere trattato col massimo rispetto e considerazione."Così si esprime in una nota il segretario generale della CGIL della provincia di Macerata, in risposta al Sen. Mario Morgoni"Riprendendo l'uscita del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi siete insieme a Casapound al referendum il Senatore replica stancamente un ritornello che sfugge ad un vero confronto sul tema costituzionale e rischia di creare invece una spaccatura priva di contenuti tra i cittadini che dovranno esprimersi ad ottobre su una riforma inaudita nella nostra storia democratica, proponendo una sterile contrapposizione tra innovatori e conservatori, fiduciosi e disfattisti, che nulla ha a che vedere con l'intento di aggiornare l'architettura istituzionale della Repubblica." - prosegue la nota -"La CGIL di Macerata, in linea con il Comitato Direttivo Nazionale, esprime un giudizio fortemente critico sulla proposta di modifica costituzionale. Critico sia rispetto al metodo che al merito della proposta. In particolare, nel metodo, la discussione parlamentare è stata a tratti compulsiva con eccessi di condizionamenti del governo che ha portato ad una impropria polarizzazione del dibattito in aula, con la dichiarata volontà di fare del referendum confermativo un banco di prova per l'operato complessivo del governo.Per quanto riguarda invece il merito della proposta di riforma, pur apprezzando l'intento di superare il bicameralismo perfetto, questo si è trasformato in un'eccessiva centralizzazione dei poteri allo Stato: il nuovo Senato, per composizione e funzioni, non potrà svolgere il necessario ruolo di luogo istituzionale di coordinamento fra Regioni e Stato. Siamo inoltre di fronte ad un irragionevole moltiplicazione dei procedimenti legislativi del Parlamento, con il Governo che si vede attribuita la facoltà di dettare l'agenda parlamentare, potendo porre in votazione a data certa i provvedimenti ritenuti essenziali senza vincoli quantitativi né di oggettività.""Il giudizio, quindi, nel metodo e nel merito, non può che essere negativo - conclude Taddei - per quanto disposto da tale proposta di modifica anche perché introduce nella nostra Carta norme incongrue ed inefficaci. Ritengo sia utile ed auspicabile che si eviti di ridurre il dibattito ad uno scontro di tifoserie, evitando di mancare di rispetto all'autonomia ed all'indipendenza della nostra Organizzazione che si sta impegnando a promuovere un'informazione di massa e momenti di confronto per favorire una scelta partecipata e consapevole dei cittadini".
Abbiamo sottoposto i sei candidati sindaco di San Severino Marche a cinque domande, per tutti uguali. Pubblicheremo una intervista al giorno, seguendo l'ordine di estrazione della scheda elettorale. Cominciamo il giro con il candidato sindaco Massimo Panicari, lista di centrodestra "Città e Borghi".Perché gli elettori dovrebbero votare proprio lei? Quali particolari doti personali ritiene di avere in più che gli altri non hanno?Per gestire un ente locale, oltre all’onestà, all’impegno e a un buon programma elettorale occorrono professionalità multidisciplinari, altrimenti non si riuscirebbe a incidere sulla macchina amministrativa. Gli elettori dovrebbero votarci perché tutte queste competenze, nella lista civica Città e Borghi sono ampiamente rappresentate insieme alla loro collaudata esperienza. Personalmente credo di essere un buon coordinatore e di avere la migliore squadra in campo.Ha appena vinto le elezioni e il “genio della lampada” le appare per realizzare un solo desiderio di opera pubblica. Cosa gli chiederebbe?Non dirò la bretella perché siamo convinti che riusciremo a realizzarla, magari con più tempo, ma contiamo ugualmente di conseguire questo importante risultato. Dirò una casa di riposo, per offrire un maggior conforto ai tanti anziani presenti nell’attuale struttura, che a mio avviso è troppo austera e priva di spazi adeguati per il loro tempo libero.Adesso che lei è un personaggio pubblico ci vuol dire per quale partito politico voterebbe se contemporaneamente alle comunali ci fossero le elezioni politiche?Sull’onda emotiva creata dalla scomparsa di Marco Pannella e ripensando alle sue tante battaglie per i diritti civili, credo voterei per i Radicali.Quale sarà la prima azione concreta che metterà in atto se sarà eletto/a?Porteremo in consiglio comunale il SUAP di Bosco Rosso, ovviamente per respingere integralmente il progetto di variante urbanistica, per cui daremo un forte segnale contro la speculazione ambientale. Contestualmente ci attiveremo per riqualificare la facciata della locale sede di Banca Marche in Piazza del Popolo, attivando la procedura di defiscalizzazione dei tributi. In questa iniziativa coinvolgeremo l’istituto di credito e l’università di Camerino attuando la formula del concorso d’idee per giovani architetti.Ha intenzione di ritirare l'indennità di carica o intende riservarla per particolari esigenze comunali?Certo che si, sono un libero professionista che opera nell’edilizia e considerando che da Sindaco sarei incompatibile con la mia professione, non potrei agire diversamente. Naturalmente questo impegno lo assumerei a tempo pieno e senza sostituti delegati.La lista è composta da: Alessandra Albani, Simone Biangi, Gianluca Bonifazi, Gino Caciorgna, Michele Cruciani, Lorenzo D’Ercole, Fabio Eusebi, Fabio Falsetti, Fabiola Gianfelici, Gabriela Lampa, Angelo Mantovani, Maria Letizia Marino, Catia Scattolini, Carla Soverchia, Fabio Verbenesi, Luigi Zura Puntaroni.
Intervenendo al convegno sui mali che affliggono la sanità a Porto Recanati, organizzato dal Movimento 5Stelle di Porto Recanati, a sostegno del candidato sindaco Sauro Pigini, il deputato Andrea Cecconi, della commissione sanità della Camera, ha sottolineato come, da parte della giunta regionale, vi sia una interpretazione del tutto peggiorativa delle disposizioni ministeriali che obbligano le Regioni ad una razionalizzazione del servizio sanitario ed in particolare della presenza sul territorio degli ospedali.Il parlamentare ha evidenziato il disinteresse, da parte della giunta, a percorrere con decisione le strade intraprese da due delle regioni confinanti, Emilia Romagna ed Umbria. Regioni che hanno ormai da tempo un sistema completamente informatizzato della sanità, con la centralizzazioni di alcuni servizi, quali ad esempio le analisi cliniche, e che hanno permesso di non chiudere ospedali local,i in modo da salvaguardare il diritto dei cittadini ad usufruire dei servizi di primo intervento sanitario, con tempi di rischio accettabili. Nelle Marche, invece, si sta assistendo ad un continuo smantellamento di importanti strutture sanitarie, privandole dei servizi essenziali in modo da renderle del tutto inutili e quindi statisticamente fuori dai parametri di sopravvivenza. Tutto ciò sulla pelle dei più deboli e per difendere interessi ormai consolidati e contro i quali il Movimento 5Stelle combatte una battaglia solitaria. Battaglia che potrebbe essere rafforzata dalla presenza di più sindaci del Movimento 5Stelle, che ha nella sanità una delle sue stelle.La Consigliera Regionale Marina Pergolesi, della commissione Sanità del Consiglio Regionale, ha invece sottolineato come, anche per quel che riguarda il diritto dei cittadini a poter accedere a visite specialistiche in tempi ragionevoli, la Regione Marche abbia autonomamente derogato dagli standard ministeriali, costringendo sempre più cittadini a ricorrere a visite specialistiche completamente a proprie spese, senza poter usufruire di quanto stabilito dalla stessa Regione. A proposito, poi, dei tagli relativi alle guardie mediche, la consigliera Pergolesi, ha sottolineato di come gli stessi rientrino nella logica di smantellamento della sanità pubblica, precedentemente illustrata dell’onorevole Cecconi.
“L’attuale amministrazione non ha ancora approvato il rendiconto di gestione del 2015, Morrovalle rischia di essere commissariata”. A lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali Luca Cabascia e Marco Morresi, che ieri hanno inviato una segnalazione al prefetto, Roberta Preziotti, chiedendo un intervento urgente vista la gravità dell’omissione.Per legge, infatti, gli enti locali sono tenuti a deliberare il rendiconto di gestione entro il 30 aprile dell’anno successivo. Se non viene effettuata l’approvazione entro i termini c’è il rischio che venga nominato un apposito commissario prefettizio che, sostituendosi all'organo consiliare, dà inizio alla procedura per lo scioglimento. “E’ un fatto gravissimo – afferma il consigliere Cabascia –, l’approvazione andava fatta 28 giorni fa. Ad oggi il Comune di Morrovalle non ha ancora adempiuto e non ha neppure convocato il consiglio comunale”.Oltre alla questione formale, con le pesanti conseguenze per l’Ente che così rischia il commissariamento, i consiglieri Cabascia e Morresi sottolineano anche la responsabilità politica: “Dopo circa un mese – precisano – non sappiamo nulla né su come è stato chiuso il bilancio comunale 2015 né sull’effettiva consistenza dei residui attivi e passivi. Si tratta di una mancanza di trasparenza nei confronti dei cittadini che, tra l’altro a pochi giorni dal voto, non conoscono ancora la reale situazione economica del Comune. Riteniamo – concludono Cabascia e Morresi – che un’amministrazione che omette di approvare uno degli atti più importanti sia un’amministrazione che si auto-delegittima agli occhi dei cittadini”.
Riceviamo una nota di Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova Marche, sull'inaugurazione del centro Caritas alla quale non ha potuto prendere parte per impegni familiari:"L'inaugurazione del nuovo Centro Caritas è una conquista importante per la città, un'eredità enorme che ci lascia il nostro Vescovo. È il frutto del lavoro convinto di tanti seguaci della Caritas che hanno anteposto il bene di tutti alle proprie gioie personali. Questo risultato però, è anche il frutto della condivisione degli stessi ideali da parte di tutti i membri di questa maggioranza, che in condizioni difficili, a volte proibitive, si sono trovati a cercare una soluzione all'eredità irrisolta della passata amministrazione.La sede della Caritas, che oggi torna disponibile alla curia ed al suo utilizzo naturale, è stata occupata per alcuni anni dai ragazzi del centro sociale, mentre la città necessitava di un'accoglienza rivolta ai più poveri degna di Civitanova, che la chiesa ha sempre voluto offrire, ma che non trovava una sede adeguata. Questa è la situazione che abbiamo ereditato, in uno stallo che sembrava non poter essere interrotto. Ci è pesata come un imperativo morale la richiesta della Caritas di rientrare in possesso dei propri locali, ma in una situazione di difficoltà economica e oberati da una incredibile massa di problemi, non è stato facile nemmeno capire che la soluzione potesse consistere nell'individuare una sede alternativa per il centro sociale, questa volta finalmente occupata legalmente.Individuammo nella vecchia scuola in zona Filippantò, a Santa Maria Apparente, l'unica sede possibile per il centro sociale, sebbene fosse un immobile in dismissione e vendibile, scatenando le interrogazioni dell'opposizione. Intavolammo quindi una dura trattativa con i ragazzi che non si fidavano dell'amministrazione, riuscendo alla fine a convincerli della nostra buona fede e della curia, interrompendo per la prima volta quel rapporto conflittuale che aveva visto di solito le forze dell'ordine protagoniste di sgomberi forzati. Nella vecchia scuola di Filippantò risiedeva anche la scuola di recitazione gestita da Iole Spernanzoni, a cui proponemmo lo spostamento a Civitanova Alta, nei locali dell'ex liceo.Non avrei mai creduto, all'inizio di questo mio mandato, che sarei stato protagonista, nell'ottobre del 2014 di un'assemblea pubblica, di una durezza tale da essere definita “rissa” da alcuni organi d’informazione, nella quale un nutrito gruppo di cittadini del quartiere di Santa Maria Apparente impauriti, altri provenienti dal resto della città ed alcuni politici dell'opposizione, hanno messo duramente alla prova la mia determinazione e quella dell'assessore Marco Poeta nel perseguire il trasferimento.Oggi il Centro Sociale ha dimostrato di non creare problemi al quartiere, anzi ha aumentato le presenze nei locali vicini e ha realmente gestito delle attività culturali che fanno vanto alla nostra città come l'evento che ha visto Zero Calcare e Karim Franceschi ospiti al nostro Liceo. Si sta valutando la partecipazione a Futura Festival di un progetto di questi ragazzi. La scuola di recitazione di Iole, trasferita nella città alta, ne contribuisce alla rinascita e ha aumentato le adesioni.La Caritas tornata in possesso dei locali in via Parini, propone un servizio fondamentale per una città degna di questo nome, che ci rende ancora più orgogliosi di essere Civitanovesi. Abbiamo sempre sentito il nostro Vescovo vicino in questo percorso, e questo ci ha spronato ed incoraggiato. Civitanova si scopre oggi più tollerante ed inclusiva, verso tutti".
Riceviamo dal gruppo Città Verde di Civitanova Marche il seguente comunicato relativo al piano particolareggiato dell'area Ex Ceccotti:Il Piano Particolareggiato dell'area ex Ceccotti era un progetto strategico urgente per la città così come per le Giunte di Centro Destra e per l’attuale amministrazione? A quanto è dato sapere sembrerebbe di no visto che ad un anno dalla scadenza della consigliatura, il Piano è arretrato. Questo sottolinea che l'impegno assunto per approvare urgentemente il Piano Particolareggiato ex Ceccotti era solo parole vuote che si basavano nell’aver ereditato una situazione agevole effetto della bocciatura del precedente Piano particolareggiato per la quale gli Ambientalisti avevano dato un grande contributo perché ritenuto invasivo, con cubature insostenibili frutto di una visione dove l’eco-sostenibilità era esclusa. Se si ripercorrono momenti salienti dall'incarico dell' Architetto Polci, dagli incontri pubblici alla Delibera di Giunta del Sindaco Corvatta N. 96 Del 27-03-15, ossia contenuto e crono programma per gli Uffici Tecnici Comunali necessari per la concretizzazione, dall'ipotesi di piano Strutturata rispetto a quelle Intermedia e Light sempre dall'architetto Polci alle reiterate promesse che annunciavano l'approdo in Consiglio Comunale, sembra complicarsi. Oggi, dopo circa 37 anni dalla prima ipotesi di Piano Particolareggiato, tutto sembra essere in surplace anche se vari interessi che gravitano su quell’’area, compresa la necessità di riorganizzare l’area, premono. Perché dopo questi ritardi, dopo che Sindaco e Giunta hanno avuto modo di "sondare" sia l' Architetto Polci, i proprietari di quelle aree e addirittura il Curatore Fallimentare degli immobili Prica, non viene esplicitata e resa pubblica una sintesi?Un silenzio che lascia presagire che la proposta di Piano Strutturata trovi delle difficoltà di ordine generale e specifiche. Una di queste potrebbe creare difficoltà, in quanto nell'ipotesi strutturata i palazzoni ex Terzo Millennio Prica restano fuori dal perimetro progettuale. Un' ipotesi che, come sostenuto dagli ambientalisti, presenta delle difficoltà legate agli Standard delle Opere di Urbanizzazione come i Parcheggi Pubblici che non vi dovrebbero essere. Un' ipotesi questa che potrebbe creare serie difficoltà alla vendita degli stessi immobili, essendo oggetto di asta pubblica. Altre difficoltà del Piano Particolareggiato possono trovarsi nei grandi costi delle infrastrutture secondarie che sono a carico dei proprietari delle aree su cui gravitano e che difficilmente possono essere coperti dalle previsioni edilizie-residenziali e nei complessivi 10.000 metri di Commerciale: in sintesi, le contestazioni per le quali Legambiente è ricorsa al Tar delle marche e al Consiglio di Stato. Gli Ambientalisti avevano contestato la realizzazione dei Parcheggi Privati a pagamento perché ritenevano e ritengono che i nodi preliminari da sciogliere erano questi: le cubature del Piano Strutturata, i parcheggi, oggi a pagamento e gli standard dei Palazzi della Terzo Millennio sottoscritti nelle Convenzioni. Per questo motivo, la prima Ordinanza del Sindaco che reclamava il ripristino “quo ante” delle aree dove iniziavano i lavori per realizzare i Parcheggi, che saranno privati e a pagamento, era stata accolta positivamente. Il Piano ex Ceccotti sembra un progetto carsico e se non lo si affronta pubblicamente e in modo partecipato, il Piano sarà destinato a rimanere una chimera o un Piano Particolareggiato che rischierebbe di restare sulla carta ancora per anni e anni come un pericoloso Gioco dell' Oca.Nell'immagine la legenda in linea di massima:-punto nero area palazzi terzo millennio fuori dal perimetro di Piano;-punto rosso rotatoria per innesto SS 16;-punto verde percorso pedonale sopraelevato collegamento pista ciclabile e zona stazione FS;-punto azzurro parcheggi.
Domenica 29 maggio 2016 alle ore 18,30, presso la sala Biagetti in piazza Bracondi, il Movimento 5Stelle di Porto Recanati incontra la cittadinanza per discutere de: Il problema della sicurezza a Porto Recanati.Relatori: Alessandro Parisi e Vito Basile, Candidati al Consiglio Comunale.Interverranno: Gianluca Romagnoli, Segreteria provinciale di Macerata del Sindacato Autonomo di Polizia, Filippo Moschella, Segreteria provinciale di Ancona e componente dell’esecutivo Nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia e Daniele Di Chio, Delegato della Segreteria Nazionale dell’Associazione Sicurezza “Cum Grano Salis”.Conclude Sauro Pigini, Candidato Sindaco.
Tra pochi giorni il segretario regionale del Partito Democratico, Francesco Comi si arrampicherà su per la scaletta di corda. Quindi salirà per venti metri, fino alla piattaforma più alta del tendone. Poi si lancerà dal trapezio ed in diretta eseguirà un triplo salto mortale. Sì, ma di quelli senza rete. Quelli che se vanno male non parte, in un’orgia di luci colorate, l’orchestrina con le trombe a festeggiare l’acrobazia. Al contrario, nel silenzio surreale, si spegne ogni più piccola lampadina e, non visti, entrano in scena i barellieri a portar via quello che resta dello sfortunato funambulo.E’ notizia di ieri che, in qualità di indagato per le così dette spese pazze in regione, Comi abbia scelto di affrontare il processo con il rito abbreviato. Non sarà giudicato dal tribunale, ma da un giudice monocratico. Si presenterà da solo, con le sole carte processuali e senza alcun testimone a sua difesa. Ha scelto questa linea di comune accordo con Marina Magistrelli, sua avvocata difensore. Una linea immediata e diretta che lo porterà dritto dritto alla condanna oppure all'archiviazione. Una terza possibilità, col rito abbreviato, non è prevista. Il tutto entro il 17 giugno, quindi nemmeno tra tre settimane.Poteva tranquillamente optare per le lungaggini burocratiche, Comi. Poteva scegliere la strada dei rinvii, dei legittimi impedimenti, dell’obiezione vostro onore. Poteva attendere che il processo si spiaggiasse come una balena morta nell'oblio mediatico. E che tutto l’ambaradan messo in piedi dall'accusa sarebbe stato inghiottito dalle fauci del dio Kronos, cadendo verosimilmente in prescrizione. Nel frattempo, magari sarebbero passati sei o sette anni e campa cavallo. Chi se ne sarebbe più ricordato?Sessantuno dei sessantasei indagati hanno scelto, del tutto legittimamente (sia ben chiaro), questa opzione. I codici e le procedure glielo consentono e loro possono avvalersi di questa facoltà.Invece Comi, il segretario regionale del PD, che di solito si muove nell'ombra ed in punta di piedi oppure sott'acqua come quei sommergibili silenziosi dei film d’avventura, ha scelto il colpo di teatro. Ha scelto di fare banco come farebbe James Bond al tavolo di chemin. Si gioca in un colpo, un colpo solo, tutta la sua carriera politica. Lui, da solo, davanti alla Legge. Di fronte ad una giudice: la dottoressa Zagoreo.Conosco molto bene Francesco e so quanto ogni sua decisione non sia mai dettata dall'emotività, dalla pancia. Al contrario lui ogni volta studia, elabora, calcola. Valuta pro e contro ed infine si muove, fosse anche come un treno. Ma sempre camminando sulle uova per tutto il percorso. E soprattutto lasciandosi sempre aperta ed a portata di mano un’uscita di sicurezza.Se questa volta ha scelto di lanciarsi senza rete è perché è sicuro di due cose: la prima è che sulla testa del segretario regionale del PD non può pendere la spada di Damocle di una eventuale condanna; la seconda è che è altrettanto sicuro di non aver commesso nessun illecito. E che non vede l’ora di chiudere definitivamente ed al più presto questo brutto capitolo. In questo è rafforzato anche della recente pronuncia, nei suoi confronti da parte della Corte dei Conti, che lo ha assolto da ogni addebito.D’altra parte le contestazioni che gli attribuiscono, i così detti capi d’accusa, sono relativi a pochi chilometri di rimborso.Avendolo conosciuto e frequentato per qualche anno posso dire quello che direbbero tutti coloro che per qualche ragione gli sono stati vicini. E cioè che le accuse nei suoi confronti sono risibili e campate per aria. Non a caso il sostituto procuratore nell'ultima udienza ha di molto ridimensionato tutta la vicenda delle spese pazze. Ma qui le mie e le altrui opinioni contano ben poco.Resta il fatto che la gazzarra mediatica e giustizialista che sta montando, assieme ad un ignoranza asinesca sempre più diffusa, costringe una persona onesta e rispettabile ad una sorta di roulette russa morale. Solo perché si occupa di politica. Ecco, volevo semplicemente dire che questo in un Paese civile è semplicemente inaccettabile.
Dopo 28 mesi i lavoratori e le lavoratrici del settore della grande distribuzione che raccoglie i grandi gruppi commerciali (Iper, Sma, Auchan, Oasi, Decathlon, Ovs, ecc..) sono ancora senza contratto. Si è rotta infatti, a causa dell’arroganza e delle richieste inaccettabili dell’associazione datoriale Federdistribuzione, la trattativa per la definizione del Contratto Nazionale, per questo il 28 maggio è stato proclamato lo sciopero nazionale di settore. Il mancato rinnovo del contratto lascia i dipendenti della grande distribuzione, senza un quadro normativo di riferimento, senza aumenti contrattuali ormai da ottobre 2013, situazione aggravata dal fatto che i colleghi delle imprese di Confcommercio hanno visto rinnovato il contratto già lo scorso 31 marzo 2015 e che il settore della Distribuzione Cooperativa e di Confesercenti stanno proseguendo le trattative riconoscendo già una tantum per gli arretrati. La massa salariale fin ora non riconosciuta e che, allo stato attuale Federdistribuzione non intende riconoscere per gli anni trascorsi, è pari a 1200 euro. Per la terza volta in sei mesi, le lavoratrici e i lavoratori scenderanno in piazza per far sentire la loro protesta, ancora più forte contro il tentativo della Federdistribuzione di indebolire le tutele contrattuali e di creare disparità di trattamento tra dipendendi del commercio, creando inoltre un dumping nel mercato con un effetto distorsivo tra competitor. Sabato 28 maggio, Filcams Fisascat Uiltucs hanno organizzato presidi a livello locale, con l’obiettivo di coinvolgere quanti più lavoratori possibili e ottenere la solidarietà di clienti e cittadini; in provincia di Macerata il presidio sarà a Civitanova dalle 9.00 alle 12.00, di fronte al centro commerciale Cuore Adriatico. Per chiedere sostegno allo sciopero e solidarietà verso i lavoratori, i clienti saranno messi a conoscenza delle nostre ragioni attraverso dei volantini informativi.
Al giorno d’oggi fare politica richiede agilità e soprattutto velocità. Anche per questa ragione il presidente della provincia, Pettinari, si è schiantato in un frontale e si è ammaccato tre o quattro costole. Lo abbiamo visto sorridente dal suo letto di ospedale, finemente ornato dal vassoio d’ordinanza con tanto di panino e formaggino, mentre ci raccontava di aver rischiato addirittura la vita. La tempra dell’uomo è quella del vecchio democristiano e, conoscendo il genere, sono sicuro che si rimetterà presto. Nel frattempo, da qui porgo a Tonino, i miei sinceri auguri di pronta e sollecita guarigione.Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, corre invece come un “freccia rossa”. La Maceratese lo ha tenuto con il freno a mano tirato, fino all’ultima giornata di campionato. Fosse andata in seria B per lui sarebbe stata una catastrofe: stadio da rifare daccapo, una viabilità da reinventarsi, l’opposizione che strillava. Insomma, un gran casino. Pare che di notte, un incubo ricorrente lo svegliasse all’improvviso proprio nel momento in cui la Tardella lo addentava ai polpacci, mentre correva per l’Helvia Recina. Dicono i maligni che, per grazia ricevuta, abbia percorso – nottetempo e scalzo – il tratto della Macerata-Loreto a piedi ed in solitudine.Superata però questa sua unica preoccupazione, ha ripreso a volare e lo trovi dovunque. Audacemente avvinghiato alla Autieri, oppure con una mucca chianina alla RACI, mentre ci si fa un selfie. Col casco da pilota alla 1000 miglia e poi di corsa a Porto Recanati a sostenere il candidato sindaco.Ma perché Pettinari e Carancini corrono rischiando vieppiù la vita?? Siccome tra pochi mesi ci sarà il rinnovo dell’amministrazione provinciale, sia pure con elezioni di secondo livello, credo che entrambi aspirino a diventare il futuro presidente della provincia. Pettinari, non avendo più alle spalle un partito, gioca la carta dell’efficientismo. Infatti si fa fotografare, nei cantieri, in galosce, prende misure, consulta carte, verifica livelle. Dietro di lui si muovono numerose ruspe, grossi camion asfaltano prati mentre dalla sua camicia slacciata spunta fuori il ciuffo di virili (ancorché canuti) peli. Carancini, in teoria, un partito ce l’avrebbe. Ma siccome sa che il Partito Democratico è diventato un facocero che tutto rumina e tutto digerisce (quindi anche la conferma di Pettinari), si deve mettere a giocare in proprio e crearsi le sue reti. Per questo corre come un dannato ed al tempo stesso sta cercando di creare un’immagine che raccolga consensi anche oltre le mura maceratesi.Tra i due, la questione non dovrebbe nemmeno porsi perché, a mio modesto avviso, Carancini avrebbe tutti i titoli e le carte in regola per guidare l’area vasta provinciale. È sindaco di un capoluogo, assieme a tutto il suo territorio, molto spesso trattato con scarso rispetto dalla Regione. Ha la capacità, l’autorevolezza e (passatemi il termine) pure la tigna necessaria per far sentire la sua voce. E molto spesso lo ha pure dimostrato con i risultati ottenuti.Pettinari, con tutto il rispetto, è uomo del secolo scorso e non può trasformarsi in una pertinenza dell’amministrazione provinciale, manco fosse una casa cantoniera qualsiasi. Ha fatto il suo corso ed il suo tempo. Il Partito Democratico dovrebbe ringraziarlo per l’impegno e l’abnegazione sin qui profusa, ma dovrebbe pure guardare avanti.Il punto è che dentro il PD troppi non perdonano ancora a Carancini di aver vinto le primarie, in città, avendo avuto contro tutto lo stato maggiore. Quella classe dirigente, che poi è la stessa di oggi, se avesse potuto avrebbe espulso il popolo colpevole di aver votato Carancini e non il loro uomo. Temo che, come da solito e consolidato copione, i veleni di quelle primarie emergeranno giusto in tempo per quella occasione e che da qui alle provinciali ne vedremo delle belle…
Si è costituito anche a Tolentino il Comitato referendario per il “No”, contro le riforme costituzionali e contro la modifica della legge elettorale, cosiddetta Italicum.Ne fanno parte forze politiche e associazionistiche democratiche della città come Anpi, Movimento 5 Stelle, Comunisti Italiani, Voce alla città, associazioni Odeion e Voronoi, oltre a diversi cittadini."Affrontiamo questa battaglia non da soli" dicono i promotori del comitato "ma con tutti i cittadini, che dobbiamo informare e coinvolgere, affinché consapevolmente possano partecipare ed esprimere le proprie scelte".Il comitato, già al lavoro con i suoi rappresentanti, si riunirà lunedì 30 maggio presso la sede Anpi di Tolentino a Palazzo Sangallo, al fine di coordinare le strategie della campagna referendaria.La fase iniziale dei lavori consisterà nel coordinamento dei componenti il comitato, allo scopo di organizzare banchetti da qui al 20 giugno, data ultima per la raccolta delle 500.000 firme necessarie alla convalida dei quesiti referendari.Si è già stabilito che martedì 31 maggio, in occasione del mercato settimanale cittadino, sarà presente un banchetto informativo e di raccolta firme in piazza della Libertà. Sarà possibile firmare tutti i giorni anche presso gli uffici dell’anagrafe del Comune di Tolentino.Le forze politiche e le associazioni cittadine che vogliano partecipare alle attività del comitato sono quindi invitate ad intervenire alla riunione di lunedì prossimo.
di Nicola VorzilloSi sta avvicinando la data del 5 giugno, giorno in cui ci saranno le elezioni amministrative a Porto Recanati e nel paese prosegue a ritmi serrati la campagna elettorale. Mercoledì si è tenuto un dibattito con tutti i candidati presso l’oratorio dei Salesiani ma ai più sembra sia stato un incontro inutile e non di aiuto per coloro che ancora sono indecisi.Nelle scorse settimane invece è finito il giro di presentazioni da parte delle liste; i portorecanatesi hanno dunque potuto conoscere meglio oltre che ai candidati sindaco, i quasi 100 candidati consiglieri con i programmi e i progetti da attuare una volta eletti. Tra i vari candidati oltre a facce conosciute da tempo nella politica locale, ci sono volti nuovi e anche diversi giovani.La lista “Città Mia” del candidato Giovanni Giri (intervista qui)si è presentato domenica mattina alla cittadinanza con la partecipazione di Debora Serracchiani, vice segretario nazionale del PD. Nel pomeriggio di oggi è previsto un incontro su un tema molto sentito a Porto Recanati, quello della costa e della sua difea, insieme all’assessore regionale del turismo Moreno Pieroni e all’assessore alla difesa della costa Angelo Sciapichetti. Nel frattempo prosegue il loro ciclo di incontri riguardo i finanzimenti europei, nella giornata di giovedì si è tenuto un incontro in presenza di Manuela Bora insieme ai segretari PD di Porto Recanati e della provincia di Macerata e del responsabile per i fondi europei Mario Montabboldi.Sauro Pigini del Movimento 5 Stelle (intervista qui) dopo aver presentato la squadra ha incontrato la cittadinanza per parlare del tema della cultura, durante l’intervento ha preso la parola una ragazzina quattordicenne di nome Elisa che ha parlato di quello che pensano i suoi coetanei sulla politica e su quello che i politici locali dovrebbero fare per migliorare la città, dall’aumento delle spiagge libere e delle zone verdi ai problemi quotidiani che le scuole si trovano ad affrontare per la mancanza di risorse economiche; ha inoltre fatto presente la mancanza di una rete wifi funzionante e degli scarsi spazi per praticare sport all’aria aperta tra le altre cose. Per questa sera è previsto un incontro sul tema della salute dove saranno presenti il parlamentare Andrea Cecconi e il consigliere regionale Romina Pergolesi, mentre per domenica è previsto un incontro sulla sicurezza locale con la partecipazione di Gianluca Romagnoli del Sindacato Autonomo di Polizia, segreteria provinciale MC, Filippo Moschella Sindacato Autonomo di Polizia, segreteria provinciale AN e membro dell’esecutivo nazionale e Daniele Di Chio (delegato della segreteria nazionale dell’Associazione culturale “sicurezza cum grano salis”)Porto Recanati a Cuore, che ha come candidato sindaco Alessandro Rovazzani (intervista qui), ha presentato la sua squadra la scorsa domenica e ha avuto modo di incontrare i commercianti del paese per parlare del tema commercio e che politiche adottare a riguardo.Uniti per Porto Recanati che sostiene la candidatura di Loredana Zoppi(intervista qui), dopo la presentazione alla cittadinanza sta continuando ad approfondire i temi presenti nel loro programma attraverso facebook.Insieme alla Gente che sostiene la candidatura di Roberto Mozzicafreddo si è presentata alla cittadinanza la scorsa settimana e per oggi hanno organizzato un incontro sul tema della sicurezza in presenza del Segretario Provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia Gianluca Romagnoli.Anche Elena Leonardi di Fratelli d’Italia e Lega Nord ha presentato la lista dei suoi candidati e il relativo programma la scorsa settimana. (Intervista qui)Le varie liste stanno inoltre incontrando i vari comitati di quartiere per parlare di quali siano i principali problemi e trovare possibili soluzioni.
Il Presidente di “Amadown” (l’Associazione Marchigiana a tutela delle Persone con Sindrome di Down) Enrico De Conciliis e il Coordinatore del Centro di Formazione “SoccorriAmo” Enrico Giorgetti, hanno consegnato ufficialmente al Sindaco Francesco Acquaroli il primo defibrillatore acquistato tramite la raccolta fondi pubblica all’ interno del progetto pilota “Potenza Picena Città Cardioprotetta”, partito nell’ autunno dello scorso anno.“Si tratta del primo progetto di cardioprotezione pubblica in Italia che coinvolge un intero Comune – ha sottolineato il dott. De Conciliis, pediatra presso l’ospedale di Civitanova – entro la fine di giugno saranno installati ed operativi i primi cinque defibrillatori sui dieci previsti, ovvero: in piazza Douhet, sul lungomare centro, nel quartiere musicisti (donato dalla ditta Clion, partner tecnico del progetto), nella zona di piazza Verde – Campus Scolastico e in piazza Matteotti”. In questi mesi sono stati formati e abilitati oltre 300 cittadini che faranno parte di una speciale lista a disposizione della centrale operativa del 118. Al progetto ha aderito anche la locale sezione della Croce Rossa.“Questa volta potevamo anche essere d’accordo con il Pd locale se la loro richiesta fosse stata indirizzata al destinatario appropriato e cioè all’ Area Vasta 3 e non al Comune”. Così esordisce la nota di replica del Consigliere Comunale delegato al Personale, Antonello Rosali, in merito alla polemica sollevata dal Pd locale in merito all’ attivazione dello sportello del ritiro delle analisi cliniche presso le farmacie comunali: “Comprendiamo l’imbarazzo di dover sottolineare l’inadempienza della Direzione (nominata dallo stesso Pd regionale) ma certamente non sono né il Sindaco né il Presidente delle Farmacie i responsabili del disservizio e del ritardo. Lo scorso 25 marzo – aggiunge Rosali – il presidente della municipalizzata farmacie Mario Properzi ha puntualmente inviato la richiesta della disponibilità al ritiro dei referti presso le due farmacie comunali al direttore dell’Area Vasta, Alessandro Maccioni, al quale furono inviate anche in precedenza segnalazioni di disservizi nonché copia integrale della trascrizione del consiglio comunale dedicato a tale tema nel quale Maccioni aveva assunto precisi impegni. Ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto nessun riscontro. A questo punto ci domandiamo perché il Pd non chieda spiegazioni ai propri vertici, forse è lì da individuare chi non ha cura di tutelare gli interessi dei cittadini”.
È Don Aldo Romagnoli a dare il via all'incontro, promosso dalla Caritas, con i sei candidati alla carica di sindaco di San Severino Marche, svoltosi ieri sera al cine-teatro San Paolo, per l'occasione gremito. “In questo incontro abbiamo voluto porre domande su argomenti sociali che noi ogni giorno ci troviamo ad affrontare." -ha esordito don Aldo - “Lo scopo di questa serata è informare. Quindi informateci e informatevi. Deve essere un momento di confronto e di ascolto reciproco, nel pieno rispetto di tutti. Non chiediamo miracoli, ma passi sinceri e raggiungibili- ha concluso il parroco settempedano - il bene della città non dipende solo dal futuro sindaco, ma da tutti noi”.Moderatrice dell'evento Barbara Torresetti, insegnante di violino molto attiva nel sociale e abitante del villaggio San Michele Arcangelo di Corridonia, che si occupa di creare occasioni di reinserimento a persone provenienti da percorsi terapeutici e di comunità.Disagi familiari dovuti a gioco d'azzardo, separazioni e divorzi, la possibilità del REIS (reddito e inserimento sociale), il collegamento difficile con le frazioni e poi ancora lavoro e ambiente le tematiche sulle quali i candidati, il cui ordine di intervento è stato estratto a sorte, sono stati invitati ad esporre le proprie idee ed iniziative. A rompere il ghiaccio Francesco Borioni della lista Per San Severino: “Durante questa campagna elettorale abbiamo sempre detto che la prima ricchezza di San Severino sono le persone, e tra queste ci sono anche quelle meno fortunate che vivono dei disagi dovuti a tante situazioni. Il REIS lo vedo come un salto di qualità nell'assistenza, noi vogliamo fare un'analisi di chi ha diritto ad avere questa assistenza, per dare loro servizi e cercare di risolvere i loro disagi creando un network del sociale, perché da soli non si fa nulla. Il Comune deve fare da aggregatore, ma deve farlo con persone qualificate, infatti un punto cardine del nostro programma è l'assistente sociale a tempo pieno”. Per quanto riguarda il problema del gioco d'azzardo Borioni ha poi aggiunto che il Comune “deve fare pressioni in Regione perchè c'è un regolamento da approvare contro questa piaga sociale. Ben venga la riduzione delle tasse per gli esercenti slot free ma ancora più importante è l'informazione. Infine per quanto riguarda le frazioni altro punto focale per noi è l'istituzione del taxi sociale, e vorremmo anche provare dei percorsi nuovi di trasporto pubblico da poter poi modificare”.Ha poi preso la parola Pietro Cruciani della lista San Severino Marche 2.0, già assessore ai servizi sociali della comunità montana e promotore di diversi progetti tra cui il progetto sollievo: “Bisogna fare chiarezza: il REIS è destinato a famiglie in povertà assoluta, con figli minori e reddito fino a 3000€. I fondi sono pochi, per questo dobbiamo attivarci anche con l'ambito sociale per creare un percorso di formazione e reinserimento nel mondo del lavoro, ed evitare che i minori vengano allontanati dalle famiglie e ricadano tra le spese del comune. Contro il gioco d'azzardo dobbiamo puntare sulle interruzioni orarie come deterrente e incentivare i gestori a togliere le slot – ha proseguito Cruciani – ed attivare il servizio di mediatore familiare per evitare separazioni e divorzi troppo frequenti. Per il lavoro ben vengano le borse lavoro ma dobbiamo puntare sulla sinergia con le scuole settempedane e con l'università”. Nel dibattito a ritmo anche troppo lento coi candidati visibilmente provati da questa campagna elettorale è stata poi la volta di Rosa Piermattei, lista San Severino Cambia, che si è presentata dicendo: “sono l'unica donna candidata sindaco, non ho nessuno dietro di me ma solo voi davanti e non intendo accettare il sussidio da sindaco qualora fossi eletta perché ritengo giusto lasciare questi soldi a disposizione della comunità”. La Piermattei si è poi soffermata sulle varie tematiche al centro dell'incontro: “ A San Severino c'è poco lavoro e molta povertà, vogliamo lavorare per dare ai giovani per assicurare loro lavoro e dignità, e cercheremo di farlo attraverso le nostre risorse territoriali, con aiuti anche europei e soprattutto attraverso la giusta educazione. La famiglia, poi, è un nucleo che va curato ed è un dovere della comunità istituire degli uffici di consulenza. La presenza di così tante frazioni nel Comune di San Severino rende normale avere dei problemi di collegamento su cui bisognerà lavorare. Per quanto riguarda il problema del gioco d'azzardo, che riguarda la nostra città ma anche la Regione, è fondamentale educare chi ha a disposizione queste slot e formare centri per chi ha dipendenza. Concludo parlando di ambiente: dobbiamo lottare affinché l'inceneritore non venga aperto, ma anche lottare per il reinserimento delle 84 persone che nel cementificio lavorano”. Una battuta del candidato sindaco per la lista Città e Borghi Massimo Panicari ha “risvegliato” la platea: “Se dietro la Piermattei non c'è nessuno dietro di me c'è Morfeo perciò mi alzo in piedi! Battute a parte per quanto riguarda il REIS io ribalterei l'acronimo in Inserimento sociale e Reddito: dobbiamo creare opportunità di lavoro per dare dignità, noi non vogliamo un'assistenza fine a se stessa. Contro il gioco d'azzardo il comune purtroppo non ha elementi sufficienti per ridurre le tasse, ok ridurre le tasse ma questa da sola non è una soluzione. Sul percorso di preparazione al matrimonio andrò contro corrente perché sono convinto che sia una scelta di vita individuale già difficilissima, in cui terze persone possono fare poco”. Panicari ha poi concluso il suo intervento parlando di ambiente: “ per quanto riguarda l'inceneritore tutti insieme diciamo no, ma noi possiamo essere più incisivi: se sarà aperto noi, che non ci fidiamo dell'arpam, partiremo con dei controlli autonomi. Inoltre punteremo sull'abbassamento delle emissioni atmosferiche da riscaldamento domestico, puntando sulla promozione di interventi di riqualificazione e sulla pianificazione urbanistica”.“Il Movimento 5 stelle sul sociale parte con qualche punto di vantaggio” così ha aperto il suo intervento Mauro Bompadre della lista La Città bella, “il reddito di cittadinanza è nostro cavallo di battaglia, è una proposta di legge documentata, abbiamo dimostrato che si può fare, i soldi ci sono. Allora mi chiedo, e vi chiedo, si può fare perché non si fa? Dobbiamo usare una voce più forte contro dei privilegi che non possono più esistere, perché non si fanno mai tagli agli sprechi, solo ai servizi. La ludopatia è una grave piaga sociale per la quale serve prevenzione, è solitudine e disperazione che grazie al REIS possiamo e dobbiamo limitare. Sulla famiglia mi sento di dire che purtroppo oggi siamo tutte piccole isole, e dalle scuole dobbiamo insegnare ai ragazzi a comunicare e ad accettarsi anche nelle differenze”. A chiudere il primo turno di interventi Valter Bianchi della lista San Severino Tricolore: “le politiche sociali sono un punto forte del nostro programma, noi cerchiamo di proteggere prima il cittadino italiano, che molto spesso viene lasciato indietro. Per questo ci chiediamo se il REIS non sia per caso l'ennesimo contributo a favore di una certa categoria di cittadini lasciandone indietro altri. Il Comune, poi, dovrebbe intervenire contro il gioco d'azzardo bloccando nuove concessioni e incentivando chi ha le slot a toglierle, invece per quanto riguarda il collegamento con le frazioni più che mancare i mezzi mancano le strade, che quando non sono assenti sono disastrate. Importante l'ambito lavorativo, vorremmo incentivare le imprese nelle frazioni, magari aiutando i giovani a crearle. L'amministrazione dovrebbe impegnarsi nella formazione e nel supporto alle giovani coppie, e fare prevenzione contro l'uso degli stupefacenti, ampiamente diffuso in città soprattutto tra i giovanissimi. Per quanto riguarda infine l'ambiente anche noi diciamo no all'inceneritore, ma su questo non facciamo nemmeno troppe promesse”.A chiusura del dibattito ai candidati è stato chiesto di esprimere la propria opinione sulla creazione di una Consulta comunale del sociale, possibilmente con l'integrazione di persone di altre etnie. Al riguardo Bianchi vede di buon occhio la creazione di questa consulta e per quanto riguarda l'integrazione sì se “sono cittadini integrati, ma dando sempre la precedenza alle persone del luogo”, Bompadre invece è favorevole a questo tipo di integrazione, anche come forma di “controllo”: “servono integrazione e dialogo”. Fuori tema il candidato Panicari che ha posto di nuovo l'accento sulle tematiche a fondamento del suo programma: “sull'inceneritore non ci devono essere speculazioni di sorta ma ci tengo a precisare che la bretella e l'unione dei comuni portano la nostra firma. La politica è condivisione di proposte ed idee ma ha bisogno di competenze per essere incisiva”. A conclusione ha rinnovato il suo rammarico per la presenza di ben 6 liste, argomento ripreso poi da Rosa Piermattei che vede questa situazione come le due facce della stessa medaglia: “le sei liste denotano malcontento e allo stesso tempo una forte risveglio delle coscienze. Forse è davvero arrivato il momento di cambiare”. D'accordo con l'integrazione nella consulta anche Cruciani, che in ultimo si è proposto come “garante per il futuro del nostro ospedale, grazie anche alle riforme poco condivise del presidente Ceriscioli”. “La consulta sociale era già stata fatta dall'assessore Giorgetti, e se saremo eletti come prima azione vorremmo istituire un fondo di 50000€ per disoccupati ed inoccupati” ha affermato Borioni che ha concluso dicendo con un sorriso “ vi annuncio da ora che se sarò eletto non rinuncerò all'indennità di sindaco, prenderò un'aspettativa dal lavoro per fare il sindaco a tempo pieno, per cui avendo moglie e figli avrò bisogno di quei soldi, voglio evitare di diventare cliente della Caritas”. Un dibattito sereno e dai toni pacati che ha lasciato però nell'incertezza molti dei presenti in sala.
Quest’oggi presso la sede della Regione Marche, la maceratese Caterina Rogante è stata eletta presidente della Consulta Regionale dei Giovani.La Consulta giovanile svolge importanti funzioni propositive sulle politiche regionali a favore dei giovani. In particolare, la Consulta esprime pareri alla Giunta regionale sul piano regionale per le politiche giovanili e sulla sua attuazione attraverso il programma annuale per gli interventi. Di essa, oltre al delegato dell’assessore regionale competente (in questo caso il capo di gabinetto del presidente Ceriscioli, Fabio Sturani) fanno parte trenta giovani che rappresentano: associazioni, studenti, giovani sindacalisti, giovani imprenditori, partiti politici, amministratori comunali e provinciali.La Rogante, molto attiva politicamente nelle file del Partito Democratico, era stata designata il 27 aprile scorso quale rappresentante dei giovani amministratori comunali in qualità di consigliera comunale nel comune del capoluogo.
Riceviamo da Simone Livi, segretario politico di Azione in Movimento, un comunicato stampa relativo alle ultime violenze e reati di vario genere verificatasi nel nostro territorio, e commessi da persone che non hanno il permesso di soggiorno:"L’aggressione alla coppia presso il parco di Fonte Scodella a Macerata da parte di un extracomunitario irregolare, è solo l’ultima in ordine cronologico verificatasi nel nostro territorio. Da tempo infatti stiamo assistendo ad una lunga scia di violenze e di reati di vario genere commessi da persone che non hanno permesso di soggiorno e sostano nella nostra provincia da fuorilegge. Voglio subito precisare che da parte nostra non esiste pregiudizio alcuno rispetto a chi non è italiano, ci mancherebbe altro, purché rispetti a pieno le nostre leggi e le nostre regole, come fanno tanti stranieri che sono esemplari nei comportamenti e che noi stimiamo ritenendoli delle vere e proprie risorse.Detto questo, crediamo che le Istituzioni debbano seriamente interagire al fine di prendere provvedimenti seri e definitivi. A tal proposito va ricordato che Azione In Movimento, quasi quattro mesi fa, ha inviato una missiva al Presidente del Consiglio, ai Ministri dell’Interno e della Giustizia, al Governatore della Regione ed al Prefetto di Macerata senza però avere nessuna risposta. Tutto ciò credo sia grave ed irrispettoso nei confronti di chi, con molta pacatezza ma con altrettanta preoccupazione e fermezza, chiede delucidazioni a chi dovrebbe agire per la sicurezza dei Cittadini. Le famiglie sono ormai barricate dentro casa e molta gente ha paura anche di fare una passeggiata tranquilla nelle vie e nei giardini pubblici della propria città. E’ normale tutto questo? Noi crediamo di no.Proprio per questo motivo nascono comitati spontanei e vengono raccolte firme come nel caso dei residenti di Corneto a Macerata, terrorizzati dal fatto che il quartiere potrebbe ospitare in futuro un centro d’accoglienza “poco chiaro”. A loro rivolgiamo tutta la nostra solidarietà e, qualora possa essere utile, il nostro più totale supporto. Nessuno vuole istigare odio o violenza, per carità, ma riteniamo essere necessario un intervento serio da parte di chi ha responsabilità di governo e/o amministrativa, al fine di monitorare prima e di stroncare poi tutti i fenomeni delinquenziali, ivi compresi quelli compiuti dagli immigrati irregolari che non dovrebbero affollare le nostre città.Ci teniamo a ribadire, infine, il ringraziamento alle Forze dell’Ordine che ogni giorno, nonostante la scarsità di uomini e mezzi, si prodigano per garantire quanto più possibile la nostra incolumità".
Dalla sezione Anpi di Tolentino riceviamo: "Antifascista manganellato, spettacolo assicurato". Con questa frase diffusa pochi giorni fa su Facebook, un consigliere di maggioranza offende i cittadini appartenenti al comitato: "No al nuovo piano parcheggi" aggiungendo, oltre a questo, parole come “Zecche rosse” e “Comunisti nullafacenti”, divulgando inoltre immagini che inneggiano alla violenza contro il popolo migrante.Questo comportamento non è isolato, in quanto altri consiglieri subentrano in sua difesa. L’A.N.P.I, "Associazione Nazionale Partigiani d’Italia", disapprova questa condotta e ricorda a tutti i cittadini e cittadine che il reato di apologia di fascismo è tuttora in vigore ed applicabile. Lo stesso Comune di Tolentino, inoltre, affonda le proprie radici istituzionali nella storia dell’antifascismo, così come espressamente recita l’articolo 1 dello Statuto Comunale: "Il Comune rappresenta la popolazione insediata nel proprio territorio. Svolge le sue funzioni con autonomia normativa, organizzativa e finanziaria, nel rispetto delle leggi e secondo i principi dell’ordinamento della Repubblica, in coerenza con la sua identità storica, civile e culturale, maturata anche attraverso l'esperienza della Resistenza".Pertanto è importante ricordare quanto prescritto dalla legge Scelba, la n. 645 del 1952, a proposito dell’apologia di fascismo: "Quando un' associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività all' esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».
Riceviamo una nota del Movimento Cinque Stelle di Macerata riguardo la gestione del denaro pubblico da parte dell'amministrazione del comune di Macerata:"Qualche giorno addietro il Dr.Liuti evidenziava in un suo articolo la nostra intensa attività consiliare. In questo primo anno di attività sono state infatti molte le mozioni, le interrogazioni, gli emendamenti, i continui accessi agli atti. Un lavoro intenso e di gruppo volto all’ importante ruolo che è dato ai consiglieri comunali. Ogni consigliere, sia di maggioranza che di opposizione, dovrebbe sentirsi in dovere di controllare l’operato della macchina amministrativa perché, quale pubblico ufficiale, ne è responsabile. Le evidenze di questo primo anno sono sorprendenti, negativamente sorprendenti. Quello che solitamente si usa definire “comportamento da buon padre di famiglia” è troppo spesso disatteso giudicando quelli che sono crediti e debiti dell’amministrazione come “cosa non nostra”. Vogliamo evidenziare alla cittadinanza 2 temi “scivolosi” per i dirigenti comunali e cioè la riscossione dei crediti e le garanzie fideiussorie. Gli argomenti sono molti altri ed avremo occasione di parlarne, ma approfondire questi è importante e farà sgranare gli occhi a chi legge. Il Comune di Macerata ha un volume di residui attivi (crediti non riscossi) impressionante (23 milioni di euro) e noi crediamo che la mancata riscossione di tanti crediti dipenda dalla macchina amministrativa. Facciamo un esempio clamoroso, scaturito da una nostra interrogazione, che evidenzia la leggerezza con la quale vengono affrontati argomenti seri.Il 2 marzo 2016 i Consiglieri del M5S di Macerata presentano un’interrogazione su un capannone abbandonato da decenni a Piediripa chiedendo la situazione debitoria dei proprietari dell’immobile. Nel successivo consiglio comunale l’assessore Ricotta risponde che effettivamente il problema esiste, che la ditta non paga i tributi dal 2012, “che il problema è noto da tempo” e che gli uffici hanno da tempo provveduto a mandare gli avvisi di accertamento1. Il M5S vuole andare a fondo, fa un accesso agli atti e scopre una cosa incredibile: gli avvisi di accertamento vengono spediti il 22 marzo 2016 per tutti gli anni precedenti non pagati, con data 4 marzo 2016, cioè dopo aver ricevuto la nostra interrogazione. Se il M5S non avesse fatto l’interrogazione quegli avvisi non sarebbero con tutta probabilità mai partiti e quindi è chiaramente evidente la responsabilità del dirigente di settore che andrebbe sanzionato. Questa situazione, come altre, saranno ovviamente segnalate agli organi competenti per evidente danno erariale, ma dicono a chiare lettere che c’è tanta pressappochezza nella gestione del denaro pubblico. Passiamo ora all’argomento forse più caldo: LE FIDEJUSSIONI. La fidejussione è una garanzia che il fornitore presta al Comune affinchè, in caso di sua inadempienza, sia una banca o altro istituto a risarcire il Comune. Portiamo anche qui un esempio pratico, ma nelle settimane prossime evidenzieremo ai cittadini una serie di gravi inadempienze, appena acquisiti tutti gli atti. A fine aprile l’assessore Casoni risponde ad una nostra interrogazione sulla grave situazione di un’area verde in Via Panati, abbandonata da anni e facente parte di una lottizzazione incompiuta. Chiediamo in particolare se la ditta lottizzante, a garanzia dei lavori da fare in sostituzione del Comune, abbia fatto ricorso alla stipula di idonee polizze fideiussori. L’assessore dopo aver spiegato che il rapporto con la ditta è diventato difficile e probabilmente sfocerà per vie legali, ha elencato le fidejussioni presentate a suo tempo per circa € 300mila…..sottolineando, però solo alla fine, che TALI FIDEJUSSIONI SONO SCADUTE!!!Avete letto bene!! Una qualsiasi amministrazione, sia privata che pubblica, NON PUÒ far scadere le fidejussioni prestate a suo favore ma, prima della loro scadenza, deve attivarsi per garantirsi il rispetto di quanto pattuito, perché in caso contrario si configura un danno economico per la comunità molto rilevante. Sono solo 2 casi sui tanti che abbiamo evidenziato ed evidenzieremo, semplicemente perché questo è il nostro ruolo…controllori e propositivi".
Martedì approda nell’Aula del Consiglio Regionale la mozione dalla Capogruppo di Fratelli d’Italia-AN Elena Leonardi per garantire il mantenimento del presidio di Guardia Medica a Porto Recanati.La Leonardi, che è anche Vicepresidente della Commissione Sanità, si era già attivata attraverso un contatto diretto con il direttore dell'Area Vasta 3 dottor Maccioni dopo che una notizia di stampa dava la chiusura previsa addirittura per il mese di febbraio. “Il colloquio – dichiara la Leonardi - si era risolto positivamente per l’immediato, avendo ottenuto la garanzia del mantenimento della Guardia Medica per tutto il periodo estivo. Non avendo ottenuto al contrario alcuna certezza sulla reale volontà della Regione di salvaguardare un servizio tanto importante per i restanti mesi dell’anno, ho deciso di presentare una specifica mozione che impegni la Giunta a mantenere il presidio stabilmente per tutto l’anno.”La vicenda è legata alla riorganizzazione della rete della continuità assistenziale e della rete dell'emergenza-urgenza discusse negli ultimi mesi in Regione sia con atti di Giunta sia con interventi in Commissione Sanità. All'interno di questi atti può farsi ricadere la paventata chiusura del presidio di Guardia Medica a Porto Recanati nel periodo invernale. La Capogruppo di Fratelli d'Italia ricorda all'assessore regionale nonchè Presidente Ceriscioli che Porto Recanati oltre ai suoi 12.550 abitanti registra un dato di presenze turistiche pari ad oltre 700.000 persone, e queste sono soltanto quelle ufficialmente censite, molti hanno la residenza nell'entroterra e ususfruiscono delle loro abitazioni spesso nei week end anche d'inverno. Non ci si può basare pertanto solo sul dato demografico ma occorre il buon senso di capire che le frazioni di Recanati si estendono sino a pochissmi chilometri dal confine con il Comune di Macerata. Garantire la presenza per tutto l'anno della Guardia Medica significa evitare pericolose lacune e mantenere in una città importante come Porto Recanati un servizio attivo che sopperisce allo smantellamento dei servizi dell'Ospedale di Recanati e al depotenziamento di quello di Loreto.“Mi appello al buon senso di tutto il Consiglio Regionale – conclude la Leonardi – perché evitino il taglio di un servizio così importante per la popolazione.”