I Comuni marchigiani da inserire nel cratere sismico sono molti di più di quelli compresi del decreto del Governo: la questione finisce in Consiglio regionale con una mozione della Lega Nord a firma Luigi Zura Puntaroni, Sandro Zaffiri e Marzia Malaigia."Numerosi sono i Comuni marchigiani, soprattutto maceratesi, che, nonostante i gravi danni provocati dal sisma" si legge nella mozione "non sono stati inseriti nell’area del cratere di cui al Decreto legge del Consiglio dei Ministri. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si riporta di seguito la situazione di alcuni Comuni della provincia di Macerata rimasti fuori dall’area del cratere sismico di cui, per voce dei Sindaci e/o attraverso la stampa locale, si sono appresi alcuni dati riferiti ai danni subiti a seguito del sisma del 24 agosto scorso, e che probabilmente saranno destinati ad aumentare poiché l'attività di verifica da parte dei tecnici specializzati è in piena fase di svolgimento: Comune di Camerino: 300 persone e 23 attività produttive evacuate - 285 edifici lesionati, di cui 13 pubblici o di pubblica utilità, 4 edifici scolastici, 15 edifici di culto, 253 edifici privati - 279 ordinanze di sgombero emesse; Comune di Cingoli: aggravamento delle fessurazioni di alcuni piloni del viadotto in località Moscosi presso la Diga di Castriccioni - lesioni alla Torre civica del Palazzo Comunale, a 4 edifici di culto e all'ospedale di zona - aggravamento di una larga frana sulla strada comunale - 454 richieste di sopralluogo; Comune di Colmurano: 61 persone evacuate dalle prime abitazioni - museo, torre civica e cimitero lesionati, oltre i danni subiti dalla scuola; Comune di Ripe San Ginesio: mura castellane inagibili - 15/20 case evacuate; Comune di San Severino Marche: 36 fabbricati dichiarati inagibili o parzialmente agibili - 64 fabbricati dichiarati agibili con provvedimenti - 3 chiese dichiarate inagibili e 1 dichiarata agibile con provvedimenti - 892 istanze di sopralluoghi; Comune di Tolentino: un quarto dell'ospedale inagibile - 766 le persone evacuate - 1898 edifici lesionati, di cui 26 pubblici o di pubblica utilità, 7 edifici scolastici, 15 edifici di culto, 1850 edifici privati - 197 ordinanze di sgombero emesse; Comune di Treia: 30 edifici pubblici lesionati, di cui 10 chiese e 4 plessi scolastici dichiarati inagibili - 255 sopralluoghi effettuati con redazione di altrettante schede Aedes, di cui 161 con esito di inagibilità totale o parziale - 116 ordinanze di sgombero emesse - 145 persone evacuate (circa 60 nuclei familiari); Come già detto, quelli sopra elencati sono solo alcuni dei Comuni delle Marche che hanno subito danni a seguito del sisma e rimasti esclusi dall'area del cratere. Come riportato dalla stampa locale, il Commissario Straordinario del governo per la ricostruzione, Vasco Errani, ha indicato i due criteri che hanno consentito l’individuazione dei Comuni più esposti: “Abbiamo preso come punto di riferimento la mappa microsismica dell’intensità del danno subito e la definizione di aree omogenee per dare forza alla ricostruzione anche dal punto di vista economico”.Riteniamo che la perimetrazione dell’area del cratere sismico sia stata, quindi, sottostimata poiché anche in altri Comuni, non inseriti nell’elenco di cui al D.L. dell’11 ottobre 2016, si sono registrati danni ingenti e che la definizione dei Comuni dentro l’area del cratere debba essere effettuata con criteri obiettivi e che portino all'inclusione anche di tutti quelli che hanno subito gravi danni, in modo tale da non penalizzare territori, cittadini e imprese. Occorre unirsi al grido di allarme lanciato dai tanti Sindaci, a seguito del mancato inserimento dei propri Comuni nel Decreto legge del Consiglio dei Ministri dell'11 ottobre 2016, poiché in situazioni come queste non possono esserci territori e cittadini di serie A e di serie B". La mozione impegna quindi il presidente della Giunta Regionale "ad attivarsi affinchè l’elenco dei Comuni, contenuto nel Decreto legge del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 ottobre 2016, venga integrato con tutti gli altri Comuni marchigiani che hanno subito gravi danni a seguito del terremoto del 24 agosto 2016".
L’assessore Narciso Ricotta rassicura i cittadini di via Resse a Macerata.Dopo la segnalazione fatta da chi abita in via Resse per le condizione della zona (leggi qui), l’assessore Ricotta ha voluto replicare per rassicurare i cittadini: “Non li abbiamo dimenticati e non devono sentirsi cittadini di serie b. I lavori in via Resse non sono ancora completati a causa del maltempo, ma è nostra intenzione terminare quanto iniziato nel giro di pochi giorni. Stiamo lavorando per loro come abbiamo lavorato per i residenti delle vie limitrofe”.
E' "rigida e arbitraria la contrapposizione tra funzioni istituzionali in senso stretto e funzioni politiche dei gruppi del Consiglio regionale delle Marche effettuata dagli organi inquirenti e fatta propria dalla pubblica accusa" sulle spese sostenute.E' uno dei passaggi chiave della motivazione con cui un mese fa il gup di Ancona ha prosciolto 55 imputati e assolto altri cinque (tra cui gli ex presidenti di Giunta Spacca e Consiglio Solazzi e il segretario del Pd Marche Comi) dalle accuse di peculato per presunte 'spese facili', 1,2 milioni di euro in totale, di contributi ricevuti dai gruppi consiliari delle Marche tra il 2008 e il 2012. L'obiezione riguarda la tesi d'accusa secondo cui, sebbene non vi fu alcun "ladrocinio", il peculato sarebbe derivato da uno "sviamento" dei contributi, da scopi istituzionali a un'attività prettamente politica dei gruppi. Tesi respinta dal gup: "i contributi sono finalizzati a a garantire l'espletamento (anche) dell'attività politica di gruppi e consiglieri". (Ansa)
È stata presentata a Civitanova la nuova lista civica "Il nostro futuro". Tra i simboli che la rappresentano visivamente il Volo di Civitanova, un’ala Celeste che è il Cielo di Civitanova e il Campanile di Cristo Re.Una lista civica che negli intenti programmatici ha quello di costruire qualcosa di solido a partire dalle risorse del territorio per garantire un futuro alle nuove generazioni."Civitanova Il Nostro Futuro nasce - si legge sulla nota di presentazione - , infatti, proprio dal desiderio che i nostri figli possano prosperare e sviluppare i loro talenti nella terra che li ha partoriti, e se un giorno dovessero decidere di partire, fosse per spirito di avventura e non perché costretti in cerca di lavoro".Massimo sostegno a tutte le Società Sportive ed a tutte le Associazioni Culturali oggi presenti sul territorio, ma anche grande interesse verso l’organizzazione di eventi che portino persone a Civitanova."Le realtà sportive sono molteplici e sarà dalla passione di queste persone, oggi in buon numero presenti alla Conferenza Stampa, che passerà lo sviluppo nuovo e sostenibile della Città, prendendo esempio da quei ragazzi che, volontariamente, hanno colorato lo Stadio di ROSSOBLU, insegnando a tutti l’orgoglio di appartenere ad una città".Come sede è stata scelta la sede di un’associazione sportiva, quella del gruppo sportivo Fontespina.Grande sostegno anche a tutte le associazioni e realtà che rievocano, rivalutano e tutelano le tradizioni locali, alcuni esempi meritevoli, come la Omega3 di Fontespina, la Pro Loco di Civitanova Alta, il Circolo IV Marine e tanti altri."Ebbene, tutto questo si può realizzare - si legge ancora - solo in un territorio sicuro, e per far sì che lo sia, l’unica strada percorribile è quella di investire almeno una somma pari ad un milione e mezzo di euro all’anno, oltre a quelli che, ovviamente, già si investono, con l’assunzione, in primis, di almeno 40 nuovi Vigili Urbani, addestrati al controllo del territorio e dal loro impiego si ricaveranno i fondi per sostenere economicamente l'operazione sicurezza. Stop ai rumori molesti, sia da traffico che da locali notturni, perché per fare bussinnes non serve per forza fare trambusto, ed il divertimento notturno va decentrato. Per questo e molto altro ancora chiediamo a tutti coloro che veramente hanno a cuore il futuro della nostra amata città non di sostenerci ma di affiancarci nel viaggio che ci proietterà in un futuro vivibile e soprattutto roseo per i nostri figli".
Una rappresentanza di Agenti e Rappresentanti di Commercio, su iniziativa del Capogruppo Fi in Consiglio regionale, Jessica Marcozzi, martedì scorso ha partecipato a un incontro con i tecnici della Regione teso a accelerare e facilitare le procedure burocratiche per ottenere agevolazioni e facilitazione per questa fondamentale categoria lavorativa, perno delle dinamiche commerciali ed economiche della regione e del Paese tutto.All’incontro, oltre al Consigliere regionale Jessica Marcozzi, hanno preso parte il presidente Fnaarc Marche centrali, Francesco Fantazzini, il vicepresidente Fnaarc Marche centrali e membro della Giunta nazionale Fnaarc, Luca Gasparri e il presidente Fnaarc della provincia di Fermo, Mario Tacchetti. Con loro anche il presidente Usarci Marche, Mauro Ristè. Presente anche il coordinatore provinciale FI-Ancona, Daniele Berardinelli.Il Consigliere regionale Marcozzi, nelle scorse settimane, ha portato all’attenzione dell’Assemblea legislativa delle Marche, tramite interrogazione consiliare, i problemi e le difficoltà dell’intera categoria ottenendo l’impegno dell’Amministrazione a tenere in considerazione gli Agenti di Commercio, a facilitarle l'accesso al credito e a bandi regionali, a rafforzare i Confidi e a avviare una tavola rotonda per dare seguito alle loro istanze. La categoria chiede anche un contributo per la formazione, per l'acquisto dell'auto, sconti sulle accise regionali sul carburante.Nel corso dell’incontro di martedì sono stati affrontati temi e nodi legati al finanziamento di corsi di formazione e all’accesso a bandi in cui spesso si parla di attività di piccola e media impresa tagliando, di fatto, fuori gli Agenti e i Rappresentanti di Commercio. Passo fondamentale da compiere, dunque, da qui a brevissimo, sarà far sì che gli Agenti e i Rappresentanti di Commercio, lavoratori rappresentati da sigle associative inserite a loro volta in più grandi associazioni di categoria, siano riconosciuti come una vera e propria categoria a sé nell’ambito della partecipazione a bandi e corsi di formazione. A brevissimo, dunque, verrà inviata al Presidente del Consiglio regionale e all’Assessore regionale competente una richiesta formale di riconoscimento della categoria come tale.
Polemiche a non finire, acuite anche dalla tragedia della notte scorsa a Camerino, in merito all'elenco dei Comuni inseriti dal Governo nel decreto legge per la ricostruzione post terremoto. Da Camerino e Tolentino arrivano le note del segretario del Pd camerte Andrea Caprodossi e dal capogruppo del Pd tolentinate Bruno Prugni.Non avrei voluto parlare di terremoto" dice Caprodossi "perché lo ritengo un argomento in cui si dovrebbe provare ad avere una voce sola, per il bene del territorio, ma viste le ultime uscite del Sindaco, sono costretto ad intervenire. Nel giorno dopo la forte scossa e nei seguenti, il comune ha divulgato bollettini ogni 3 ore dando l’impressione di vivere in una città sotto assedio, le comunicazioni allarmanti si sono susseguite per molti giorni creando uno stato di tensione e di paura tra gli abitanti, ma soprattutto tra studenti e turisti. Diverso è stato per esempio, il comportamento del primo cittadino di Nocera Umbra, città epicentro di fortissime scosse, che nonostante abbia dovuto fronteggiare una situazione caratterizzata da migliaia di sfollati, ha sfruttato ogni occasione utile per cercare di rassicurare gli abitanti, rimarcando il fatto che la ricostruzione del post sisma 1997 aveva retto e che la sua cittadina fosse sicura.Far passare Camerino come una cittadina poco sicura ha praticamente azzerato il turismo e probabilmente avrà effetti negativi sulle iscrizioni all’Università del prossimo anno. Ora mi chiedo, è stata forse una strategia per cercare di far entrare Camerino all'interno del cratere?! Perchè quando ieri questa eventualità non si è verificata, il Sindaco ha reagito scompostamente, come è solito fare nelle situazioni di tensione, contro tutto e tutti.Trovo scandalose le polemiche del primo cittadino, mettere sullo stesso piano Amatrice, dove sono morte centinaia di persone e Camerino vuol dire non avere rispetto ne per le vite umane e ne per il bene pubblico.Vorrei comunque tranquillizzare i cittadini della mia città, tutti saranno risarciti totalmente dei danni avuti dal sisma, purchè certificati attraverso le schede Aedes compilate dai rilevatori autorizzati, cerchiamo quindi di essere responsabili e di abbassare i toni.Il risarcimento della prima casa lesionata sarà al 100%, mentre della seconda casa al 50% se non ubicata nel centro storico, altrimenti del 100% anche per la seconda. Faccio presente che nel post terremoto del 1997 le seconde case non venivano neppure menzionate. Sarà comunque premura del Partito Democratico organizzare a breve un appuntamento a Camerino, dove verrà spiegato nei dettagli il Decreto terremoto".Dello stesso tenore il commento di Bruno Prugni: "È uscito il Decreto che stabilisce i criteri per la ricostruzione post sisma. La promessa fatta dal Premier Renzi e dal Commissario Vasco Errani, di non lasciare soli nessuno, è stata mantenuta. Questa volta non saranno finanziate per la ricostruzione soltanto le prime case, ma anche le seconde.Dispiace che anche questa volta il sindaco Pezzanesi non abbia perso occasione per fare una mera propaganda politica e, sfruttando anche il terremoto, ha definito vergognoso il fatto che Tolentino sia stato escluso dall’area impropriamente detta del “cratere”. Molto probabilmente Pezzanesi il Decreto non l’ha neanche letto! L’unica differenza è che le aree interne al “cratere” potranno usufruire di altre agevolazioni, quali l'accesso a risorse per interventi di sviluppo industriale, turistico, agricolo, ecc., ed è giusto così. Chi sta fuori dal cratere non avrà la medesima possibilità. In alcune aree il terremoto non ha distrutto solo case ma ha spazzato via definitivamente un’intera economia. A quelle aree dobbiamo la nostra solidarietà. Le risorse vanno utilizzate per aiutare chi davvero è stato danneggiato e così sarà.A Tolentino il terremoto ha fatto tanti danni e ha lasciato diverse famiglie senza una casa. A loro il Decreto garantisce il finanziamento per la ricostruzione. Ma dire che la nostra economia è stata devastata dal terremoto è dire un falsità. La mentalità di accaparrarsi risorse sottraendole a chi veramente servono deve finire.Vorremmo ricordare a Pezzanesi che questo Decreto, uscito dopo appena 47 giorni dal sisma, prevede una spesa di oltre 4 miliardi di euro e la ricostruzione anche delle seconde case, cosa che non è mai accaduta prima d’ora.Visto che per il Sindaco non è una necessità ci occuperemo noi del Partito Democratico di organizzare molto presto un’iniziativa per illustrare alla cittadinanza il Decreto appena uscito.Caro sindaco legga un po’ di più e parli un po’ di meno, eviterà ulteriori figuracce".
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del sindaco di Camerino Gianluca Pasqui indirizzata a Renzi"Si prende atto con stupore e grande preoccupazione dell'esclusione della Città che rappresento dall'elenco dei comuni inseriti nel cratere dal decreto legge in oggetto.Ciò nonostante l'evento sismico del 24 agosto abbia provocato enormi ferite al territorio comunale.La Città di Camerino ha subito ingenti danni a edifici privati, pubblici, scolastici, di culto, beni culturali ed attività produttive.Molte le persone che risultano sfollate (circa 300), i ragazzi rimasti senza scuola (circa 500) e varie le attività economiche significativamente colpite dal sisma.Per evidenziare tale grave situazione si allega prospetto riportante i dati significativi di quanto sopra rappresentato. Dati che probabilmente sono destinati ad aumentare poiché l'attività di verifica da parte dei tecnici specializzati è in piena fase di svolgimento.Ritenendo tale esclusione ingiustificata, auspico una riconsiderazione nella certezza di vedere la Città di Camerino inserita all'interno del "cratere" del terremoto".
E’ guerra di post sul social network Facebook tra il sindaco di Macerata, Romano Carancini ed il senatore Remigio Ceroni. Il casus belli è l’ANCI, l’associazione che unisce tutti i comuni italiani, di cui oggi si elegge il presidente. "Sindaci di tutti” è il messaggio ufficiale della 18° assemblea congressuale ANCI Bari." – scrive Romano Carancini sul suo profilo. “Oggi è la giornata di Antonio Decaro, sindaco di Bari che sarà eletto tra un'ora nuovo presidente. A lui un grande in bocca al lupo. Sappiamo che sarà il presidente di tutti.” “Un grazie immenso a Piero Fassino – continua Carancini - che da grande persona e senso di appartenenza, nonostante sarebbe potuto restare alla guida di ANCI lascia il passo ad un Sindaco. I sindacI oltre l'appartenenza la vera spina dorsale di questo paese.” Per concludere con invito a votare Antonio Decaro.Di tutt’altro tenore il post del senatore Ceroni, sindaco di Rapagnano e coordinatore regionale di Forza Italia che invita addirittura a boicottare l’ANCI. “Invito tutti i sindaci d’Italia ad uscire dall’Anci. Come gli enti inutili, anche le associazioni inutili vanno soppresse. Questo l’incipit con cui Ceeroni esprime forti critiche. “l’Anci - spiega Ceroni - una volta era l’associazione che riuniva tutti i comuni italiani, raccoglieva le istanze dei sindaci e le portava all’attenzione del governo. Ora invece è finita in mano ai sindaci delle grandi città, affiancando il governo nell’operazione di saccheggio e distruzione delle piccole comunità locali. Io – conclude Ceroni - ho già cancellato da tempo il comune di Rapagnano. Invito tutti gli altri sindaci d’Italia a fare lo stesso. Bene ha fatto il collega Moreno Misiti con Sirolo”.Per la cronaca, Antonio Decaro, nel pomeriggio di oggi è stato eletto presidente a maggioranza.
Tempi lunghi per la ricostruzione e 15 Comuni del Maceratese inseriti nel cosiddetto “cratere”. Sono due degli elementi emersi durante la conferenza stampa terminata poco fa a Palazzo Chigi alla presenza del sottosegretario Claudio De Vincenti, del commissario per la ricostruzione Vasco Errani, del capo nazionale della protezione civile Curcio e del presidente della Regione Marche Ceriscioli.I Comuni della provincia di Macerata compresi nel decreto sono Acquacanina, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Gualdo, Penna San Giovanni, Pievebovigliana, Pieve Torina, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano, Ussita, Visso. In questa zona, compresa anche nel programma delle “aree interne”, saranno finanziati al 100% gli interventi di ricostruzione sia per le prime che per le seconde case. Fuori dal cratere, invece, come già emerso nei giorni scorsi, il contributo sarà del 100% per le prime case e del 50% per le seconde. I danni dovranno ovviamente essere certificati dalle schede Aedes. In tutto il Governo stanzia nell’immediato 200 milioni di euro per far partire il processo di ricostruzione, oltre ad altri 100 di credito d’imposta.Confermate le misure già emerse, come il prestito d’onore per le imprese danneggiate, la centrale unica di committenza, mentre le stazioni appaltanti saranno i 4 uffici della ricostruzione, il ministero dei Beni culturali e quello delle infrastrutture. Verrà poi istituito un elenco speciale per i professionisti che lavoreranno nella ricostruzione. “Questo – ha spiegato Errani – consentirà un sistema di controllo, con a capo l’Anac, che controllerà le gare a monte per assicurare al massimo trasparenza e legalità”. In totale il Governo stanzierà 35 milioni di euro per il 2016 per le Regioni Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche per agevolazioni alle imprese danneggiate dal sisma. Sono previsti contributi in conto capitale per chi decide di aprire nuove imprese in queste zone, oltre ad un contributo dell’Inail per imprese e lavoratori di 30 milioni. Inoltre altre misure saranno attivate attraverso i fondi del Piano di sviluppo rurale e del Fesr. Per i Comuni è prevista una deroga al pareggio di bilancio.Il commissario straordinario ha poi fatto capire che i tempi per la ricostruzione saranno lunghi. “Partiremo dai danni cosiddetti B, quelli più lievi, al più presto. Per il resto bisogna ricordare che per ricostruire un centro storico bisogna fare una pianificazione urbanistica. Qui – ha aggiunto – si sperimenta una cosa nuova: non si fanno qui i moduli. Qui si costruiscono delle case, temporanee, ma case, di alta qualità. E’ una scelta che va a merito della protezione civile, che non sull’onda delle spinte di oggi e dell’emergenza, ma con una programmazione, ha cercato di dare una risposta strategica. Stiamo costruendo il provvisorio perché dia qualità subito”.Qui sotto le slide del decretoslide_terremoto_20161011
Dalla segreteria provinciale del Partito Democratico di Macerata riceviamo In relazione agli articoli usciti in questi giorni sulla stampa in particolare rispetto a quanto affermato da Osvaldo Messi sindaco di Appignano occorre precisare quanto segue: l'assemblea provinciale che ha eletto segretario Francesco Vitali risulta composta da 83 aventi diritto e non 100 come erroneamente affermato da Messi. Riduzione dovuta al mancato rinnovo della tessera da parte di alcuni componenti. La scelta condivisa di non reintegrare fu presa in un'assemblea di luglio 2015 proprio in occasione delle elezioni a segretario di Settimio Novelli. All'ultima assemblea del 7 ottobre che ha eletto Francesco vitali segretario su 83 aventi diritto erano presenti 61 componenti e in 56 hanno partecipato al voto. Francesco Vitali è stato eletto segretario con 50 voti, 3 schede bianche, 3 nulle. A conclusione dell'assemblea, il segretario Vitali ha confermato la volontà di proseguire il lavoro svolto e di non voler modificare la segreteria che tra l'altro conta come componenti rappresentanti di tutte le sensibilità del partito . Un gesto unitario e significativo.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che, in 53 articoli, fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica delle zone colpite dal terremoto in Centro Italia del 24 agosto. La struttura articolata e dettagliata del provvedimento ne fa una sorta di vademecum, con l’obiettivo di essere, per quanto possibile, esaustivo.Molteplici le misure di sostegno previste: risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti, prestito d’onore per il riavvio delle attività produttive, cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, rinvio di imposte e tasse per quanti (singoli e imprese) documenteranno che l’impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto.Legalità e trasparenza: per assicurare il massimo della regolarità in tutte le fasi, il provvedimento – oltre alla supervisione dell’Anac – prevede una centrale unica di committenza, un albo delle imprese e uno dei professionisti, oltre a garantire dati costantemente aggiornati.Infine, la governance, la cui cifra è il raccordo tra Governo centrale e territori interessati dal sisma: il Commissario straordinario viene infatti affiancato dai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria come Vice Commissari e da quattro Uffici speciali per la ricostruzione (uno per ogni Regione)."Risarcimento del cento per cento delle prime case annesse al cratere sismico, del cento per cento delle attività produttive e del cento per cento delle seconde case per l'area del cratere sismico, con l'allargamento alle aree interne che il decreto farà. Il 50% sul resto, cose che nell'ultimo terremoto di Marche e Umbria invece non era prevista. Quindi una risposta come non c'era mai stata".Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli sui contenuti del decreto post terremoto anticipati da Renzi ad Arquata. "Possiamo dunque ritornare a costruire - ha continuato -, con adeguamento sismico, con caratteristiche di qualità maggiori che questo decreto prevede". "Il decreto - ha spiegato poi parlando con i giornalisti - non risarcisce il danno, dà le risorse per adeguare sismicamente la struttura. Spero sia chiaro il salto di qualità. Non solo c'è una risposta forte ma anche un obiettivo qualitativo che viene finanziato". (Ansa)Per fronteggiare subito l'avvio della ricostruzione oltre che il completamento dell'emergenza, il decreto approvato dal Cdm stanzia 200 milioni e "ulteriori misure per un totale di 300 milioni". Lo ha detto il sottosegretario De Vincenti a palazzo Chigi sottolineando che per la ricostruzione verrà messa in campo una cifra "notevolmente più consistente: le stime parlano di 3,5 miliardi per edifici privati e un miliardo per edifici pubblici. Risorse già previste dalla legge di bilancio che approveremo sabato prossimo e di cui nel decreto si fa esplicito collegamento".
Vuole vederci chiaro il consigliere d’opposizione Deborah Pantana sulle spese per gli organi di stampa sostenute negli anni passati dall’Amministrazione comunale di Macerata. E si dice pronta a far ricorso alla Corte dei Conti, affinché sia fatta luce sui contributi che il Comune di Macerata ha elargito nel 2014 alla testata online Cronache Maceratesi.L’interrogazione presentata dalla Pantana nell’ultimo consiglio comunale riporta come, due anni fa, a fronte di una specifica delibera tesa a valorizzare “l’offerta turistica cittadina, con particolare attenzione al coinvolgimento dei soggetti operanti nell’ambito della promozione territoriale” il Comune di Macerata abbia deciso di dare 4.000,00 Euro Iva esclusa a Cronache Maceratesi per la realizzazione di un progetto denominato #LoveMacerata. Progetto che prevedeva la realizzazione di un logo grafico ma anche la redazione e la diffusione di un concorso video destinato a cittadini, turisti e appassionati “con l’intento di stimolare la creatività nel racconto del capoluogo”.Il problema, secondo Deborah Pantana, è che “il Comune nell’assegnare questo incarico a Cronache Maceratesi non ha emesso nessun bando di partecipazione, e ha escluso di fatto tutte le altre realtà editoriali che potevano essere interessate”. Una scelta arbitraria, ha sottolineato il consigliere di opposizione “fatta alla vigilia della passata campagna elettorale comunale”.La vicenda è emersa in questi giorni, proprio quando l’Amministrazione sta vagliando se riconferire l’incarico di promuovere il territorio ancora a Cronache Maceratesi. “Mi auguro che questa volta l’Amministrazione apra un iter istruttorio - ha fatto sapere la Pantana – affinché a tutti i soggetti interessati sia data la possibilità di partecipare ad un regolare bando. Se così non fosse - ha concluso il consigliere d’opposizione - sono pronta a far ricorso alla Corte dei Conti”.
Dall’associazione giovanile Blu Lab riceviamoSiamo giovani di centrodestra che, a prescindere dalle provenienze partitiche, hanno deciso di impegnarsi in prima persona nella campagna referendaria.Ci proviamo in prima persona anzitutto perché, come militanti di centrodestra, ci rendiamo conto che qualora queste riforme saranno confermate dal referendum, i nostri sogni di presidenzialismo e federalismo tramonteranno definitivamente; ci mettiamo in gioco in prima persona inoltre perché non possiamo lasciare in mano la partita solo agli esponenti politici di centrodestra: serve un impegno diretto anche dei giovani, anche di quelli fuori dalle logiche partitiche.Il nostro NO non è motivato dall’astio verso Renzi o da calcoli opportunistici: siamo per il no perché riteniamo la riforma approssimativa, mal scritta e incompatibile con il modello di Stato che ambiamo a realizzare.Se sei di centrodestra e vuoi impegnarti per il no, sei il benvenuto. Mettiamo materiali, canali social e contatti sul territorio della provincia di Macerata a disposizione di chiunque intenda fare campagna elettorale anche al di fuori dei comitati partitici e che sia in sintonia con la nostra idea di Italia.Per maggiori informazioni, contattaci a info@centrodestraperilno.it e visita il sito www.centrodestraperilno.it .
"Arquata del Tronto resta e resterà il Comune-simbolo di questo terremoto, pur in un quadro che coinvolgerà oltre 100 Comuni in tutte le Marche" nel processo di ricostruzione. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, a margine di un incontro tra la Giunta regionale e l'amministrazione comunale della cittadina devastata dal sisma del 24 agosto.Incontro che "è un momento per condividere i percorsi fatti fino ad oggi, per completare le procedure delle prime fasi dell'emergenza e dell'assistenza e per gettare le basi anche per il decreto per la ricostruzione. Siamo a poche ore dall'emanazione - ha aggiunto - sono linee guida che sosterranno tutto il percorso della ricostruzione. L'importante è rendere consapevole tutta la struttura, sia dal punto di vista politico-amministrativo, sia dirigenziale" in modo da "impostare al meglio il lungo lavoro di ricostruzione economico ed edilizio di questa parte del territorio e gran parte di 3 province delle Marche". (ANSA)
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Cataldo Modesti:La critica di fondo che viene rivolta dai critici è che la riforma sarebbe antidemocratica e autoritaria poiché si concentrano troppi poteri nelle mani di un uomo solo e non sono previsti poteri di bilanciamento e strumenti di garanzia. Queste critiche generano allarme e preoccupazione. Ed è giusto verificare alla fonte se sono motivate. Io l’ho fatto mettendo a confronto, parola per parola, il testo vigente e quello sottoposto a referendum. Francamente trovo infondate tali preoccupazioni. Andiamo per ordine. I primi 54 articoli (principi fondamentali e la parte prima – diritti e doveri -) non vengono minimamente toccati. Le modifiche riguardano l’ordinamento della Repubblica ed essenzialmente consistono nel superamento del bicameralismo paritario, la trasformazione del Senato ed il conseguente mutamento del procedimento legislativo. Inoltre vengono riportate in capo allo Stato alcune materie ora di competenza delle Regioni o “concorrenti” tra Stato e Regioni. Sul bicameralismo non mi soffermo per brevità anche perché è l’aspetto forse più noto e comprensibile anche ai non addetti ai lavori. In ogni caso lo snellimento del procedimento legislativo e la riduzione dei costi, da non enfatizzare, sono evidenti. Strumentale è la critica sulle modalità di nomina-elezione dei senatori. Infatti, i consiglieri regionali sono scelti dagli elettori con il sistema delle preferenze (che io non apprezzo) mentre i parlamentari sono nominati dai partiti con le liste bloccate o come lo erano nei collegi uninominali prima del porcellum. Concordo pienamente con la “potatura” dei poteri regionali (personalmente ci sarei andato anche più pesante). Le grandi reti di comunicazione, l’energia, le principali infrastrutture portuali e aeroportuali, ecc.. non possono che essere di competenza nazionale e in alcuni casi sovranazionali. Vengono tolte dalla Costituzione le provincie e viene soppresso il CNEL. Il procedimento legislativo solo in apparenza sembra complicato. Ci sono tempi più certi per l’approvazione dei provvedimenti ritenuti urgenti dal governo e contestualmente viene limitato il ricorso ai decreti legge (vero svuotamento del ruolo del parlamento). E veniamo alle garanzie ed all’equilibrio dei poteri. La Magistratura non viene nemmeno sfiorata. La Corte Costituzionale rimane di 15 membri. Cambia la modalità dell’elezione dei 5 rappresentanti del parlamento. Prima erano eletti in seduta comune. Ora saranno eletti distintamente tre dalla camera e due dal senato. Una maggioranza arrogante potrebbe, al massimo, eleggerne uno in più. Per il Governo non cambia una virgola. Per il Presidente della Repubblica cambia soltanto il quorum per l’elezione che viene aumentato dalla maggioranza assoluta ai 3/5 (60%). Con l’italicum il partito che vince nonostante il vituperato premio di maggioranza, tra camera e senato (nominato in modo proporzionale) non va oltre il 52/53%. Oggi la maggioranza di governo sarebbe in grado di eleggere il capo dello stato da sola. Domani sicuramente no. E’ previsto lo statuto delle opposizioni per garantire i diritti delle minoranze. Il Senato può richiamare, con tempi brevi e certi, le leggi che approva la Camera e proporre modifiche sulle quali la stessa Camera deve pronunciarsi. E’ un antidoto alla fretta e alla superficialità. Le leggi elettorali a richiesta di 1/4 dei deputati o di 1/3 dei senatori vanno esaminate dalla Corte costituzionale prima di essere promulgate. Strumenti della partecipazione popolare. Il numero di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare aumenta da 50.000 a 150.000. Solo che oggi nessuna proposta viene presa sul serio dal Parlamento. Domani sarà obbligatorio il suo esame. E’ previsto il referendum propositivo (da disciplinare con apposita legge). Per i referendum abrogativi nulla cambia con la richiesta da parte di 500.000 elettori. Se la richiesta è sottoscritta da almeno 800.000 elettori il quorum non è più della maggioranza assoluta degli aventi diritto (questo meccanismo ha fatto fallire tanti referendum che pure avevano ottenuto un plebiscito di SI e consente la poco trasparente strategia del non voto) bensì della maggioranza dei votanti alle ultime elezioni politiche (in sostanza un quorum decisamente più basso di circa 5-6 milioni). Dunque, nuovi e maggiori strumenti di partecipazione diretta.L’ultima osservazione dei critici riguarda i tempi per l’approvazione delle leggi di attuazione e dei regolamenti. E’ questione di volontà politica. Comunque ricordo che la Costituzione entrata in vigore il 1.1.48 prevedeva la Corte Costituzionale, nata dopo sette anni; le regioni e i referendum nati dopo oltre 20 anni.Non sono un renziano, non l’ho votato. Ho preso le distanze anche dalle minoranze dem che ho votato poiché impegnate a tempo pieno a criticare, in tempo reale, ogni decisione del Governo e del segretario. Giudico in assoluta autonomia senza dover rendere conto. Si poteva fare di più e meglio. Oggi siamo chiamati ad esprimerci e valutati i contenuti, alla domanda referendaria rispondo con un SI poiché si fanno passi in avanti.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Partito Comunista sezione Matelica- Esanatoglia:"Il giorno 8 ottobre si è tenuta la prima assemblea degli iscritti del neonato Partito Comunista Italiano della Sezione di Matelica - Esanatoglia. La relazione introduttiva, alla presenza di molti compagni e compagne, è stata tenuta dal compagno Alessandro Belardinelli Coordinatore provinciale del partito.Sono seguiti diversi interventi i quali hanno puntato maggiormente sulla necessità di avere un partito comunista organizzato non solo nel nostro territorio ma a livello nazionale che affronti in modo nuovo e unitario dei comunisti le problematiche del lavoro, della scuola, della sanità, ecc..Molto apprezzato è stato l’intervento del compagno Cesare Procaccini, membro del Comitato centrale, il quale ha affrontato le tematiche sulle quali il PCI dovrà impegnarsi nel prossimo futuro.Le conclusioni sono state tenute dal compagno Marco Amagliani membro della Segreteria nazionale e responsabile del welfare il quale ha puntato parte del suo intervento sulle ragioni del NO alle riforme costituzionali di Renzi - Boschi - Verdini. Una riforma truffa che stravolge i cardini democratici voluti dai nostri padri costituenti.Successivamente si è votato per la elezione del Comitato direttivo della sezione il quale è stato eletto all’unanimità nelle persone dei compagni/e: Ilari Maria Cristina, Manca Maddalena, Procaccini Cesare, Tritarelli Maurizio e Riccardi Alpio. A sua volta, il Comitato direttivo ha eletto Segretaria della Sezione la compagna Ilari Maria Cristina.I compagni Daniele Farroni, membro del Comitato centrale e Alessandro Belardinelli, coordinatore provinciale, sono invitati permanenti".
Chi fosse interessato ad aderire al Comitato “Basta un Si' Tolentino”, può farlo.Il prossimo mercoledì 12 ottobre, alle ore 21,15 il Comitato si riunisce presso l'Hotel 77 a Tolentino e invita a partecipare i cittadini interessati a dare il proprio contributo di idee per far conoscere i contenuti del Referendum e le ragioni del SI'.La proposta di riforma costituzionale che andremo a votare il 4 dicembre risponde alle esigenze di chi vuole migliorare il sistema/paese: avere leggi in tempi più rapidi, ridurre i costi della politica, garantire maggiore partecipazione dei cittadini, chiarire le competenze di Stato e Regioni, aumentare la rappresentanza degli Enti Locali in Parlamento e in Europa.Il Comitato è oggi composto da Lina Accaramboni, Anna Andreani, Simone Baroncia, Nazzareno Bellesi, Raul Brambatti, Angela Ciarlantini, Luigina Loreti, Giuseppe Montecchiari, Alba Mosca, Alba Passarini, Manuele Porfiri, Bruno Prugni, Anna Quercetti, Maria Reggio, Fulvio Riccio, Antonio Simonelli, Enrico Vissani, Mirko Vissani.Allargare la partecipazione ad altre persone e altre sensibilità è l'obiettivo che si vuole perseguire con questo incontro “aperto”, per poi programmare dibattiti, incontri pubblici e ogni altra iniziativa utile al sostegno del SI' e cogliere l'occasione del Referendum, irripetibile, per trasformare l'Italia in un paese più moderno, più efficiente, più democrati
"Martedì approveremo il decreto per la ricostruzione". Lo ha annunciato oggi, domenica 9 ottobre, il presidente del Consiglio Matteo Renzi intervistato a L’Arena di Massimo Giletti, su Rai Uno. Renzi, in tivù, è infatti tornato a parlare delle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 24 agosto.Diego Della Valle - ha anche annunciato - aprirà una fabbrica ad Arquata del Tronto e assumerà lavoratori. Renzi ha aggiunto che martedì prossimo incontrerà il patron di Tod’s che è stato il primo imprenditore a rispondere all’appello del governo per investimenti imprenditoriali in aree colpite dal sisma.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del capogruppo PD della Regione Marche, Gianluca Busilacchi."Avviare una graduale programmazione degli appalti da affidare alla SUAM (Stazione Unica Appaltante Marche), per evitarne una gestione frammentata e per risparmiare risorse pubbliche e garantire il rispetto dei termini di scadenza per la consegna delle specifiche tecniche, necessarie per avviare le procedure di appalto. Sono le due questioni centrali su cui punta l'attenzione l'interrogazione del capogruppo PD in Consiglio regionale, Gianluca Busilacchi e che sarà discussa nella seduta dell'Assemblea legislativa delle Marche di martedì 11 ottobre.Il capogruppo Busilacchi, oltre ad essere stato il primo firmatario della legge istitutiva della SUAM, ha sempre seguito da vicino l'evoluzione della stazione appaltante regionale, al fine di renderla effettivamente operativa. Già all'inizio del 2016, grazie anche all'approvazione della mozione del Gruppo PD, il Presidente della Giunta, dimostrando grande sensibilità sul tema, ha dato mandato di organizzare gli uffici della SUAM con personale dedicato, ad oggi costituito da ventidue unità, più il direttore.“Ho sempre creduto fermamente in questa operazione – afferma Busilacchi – e i dati sulle prime gare espletate tramite SUAM parlano chiaro, in termini di efficientamento e di risparmio delle risorse regionali. La gara già conclusa di antisettici e disinfettanti, ad esempio, ha prodotto un'economia del 41% rispetto alla spesa storica, per un risparmio di oltre un milione di euro. Così come l'assegnazione dei primi lotti di fornitura di aghi e siringhe ha consentito di risparmiare oltre dieci milioni di euro”.“Visti gli indubbi vantaggi economici derivanti dall'aggregazione delle gare di acquisto di beni e servizi – sostiene Busilacchi –, sarebbe utile che la Regione Marche programmasse, a partire da gennaio 2017, gli appalti da affidare alla SUAM, tra quelli di maggiore entità di spesa, non solo relativi al settore sanitario, ma anche quelli di altri settori, sia della Regione Marche che degli Enti da essa dipendenti. Anche perché, attualmente, sono gestiti in maniera frammentata, con maggiore dispersione di risorse pubbliche”".
Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa de il Consigliere Capogruppo FI del Consiglio Regionale delle Marche."Il Partito democratico e il Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani hanno forse già deciso quali sono le comunità da aiutare e quali no? Non si scherza sulle tragedie. Ieri a Arquata si è tenuta una riunione alla quale sono stati invitati alcuni sindaci di Comuni investiti dal sisma e altri no. Inviti non recapitati ai sindaci di Muccia, Serravalle, Camerino e Montecavallo, tanto per fare un esempio. Ma il commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, sa quali e quanti danni hanno subito i Comuni non invitati? Alcuni esempio? A Camerino tutte le chiese risultano lesionate, un istituto scolastico con 500 ragazzi è inagibile, 400 persone sono ancora costrette a stare lontane dalle loro abitazioni, fuori casa. Errani e le istituzioni responsabili di questo gravissimo gesto, si informino prima di prendere delle iniziative simili. Oppure hanno già deciso chi fa parte del cratere sismico e chi no, a prescindere dai danni e dal dramma che vivono tutte le popolazioni terremotate?"