Politica

Assemblea provinciale PD: "Elezione Vitali è epilogo di una vicenda ambigua"

Assemblea provinciale PD: "Elezione Vitali è epilogo di una vicenda ambigua"

Riceviamo e pubblichiamo comunicato relativo all'assemblea provinciale del PD di ieri sera."L'assemblea provinciale del partito democratico ha eletto con 50 voti su circa 100 componenti  il segretario Francesco Vitali . È stato l'epilogo di una vicenda che ha visto la sconfitta del PD nelle elezioni del presidente dell' Area Vasta, vicenda dove le ambiguità e la mancanza di trasparenza del partito hanno finito per far cadere sotto il fuoco amico la candidatura di Ornella Formica. Stessa sorte è toccata a Settimio Novelli che, mentre lavorava per costruire un consenso forte attorno alla candidatura del PD veniva "sfiduciato" dai componenti della sua segreteria  con accuse pubbliche di accordi sottobanco con esponenti della destra. Da queste premesse e dalle conseguenti dimissioni di Novelli, si è arrivati alla proposta di candidatura di Francesco Vitali (tra i firmatari dell'atto di sfiducia contro il segretario), non certo una proposta unitaria ma  scaturita da un accordo tra le componenti che fanno riferimento a Comi, Giannini e Sciapichetti per isolare coloro che vogliono un partito democratico che esca dai tatticismi, dalle ipocrisie e dall' ossessione degli equilibri tra i capicorrente basati sulle garanzie di ruoli e collocazioni.  Per questi motivi non abbiamo sostenuto la candidatura di Francesco Vitali al quale  ci auguriamo tocchi una sorte migliore di quanto accaduto a Novelli che ha pagato la determinazione di non piegarsi ai condizionamenti e alle pressioni esplicite e non, subite da ultimo nella vicenda dell'area vasta. Per questi stessi motivi non faremo parte  con nostri rappresentanti , della nuova segreteria provinciale anche perché non ci riconosciamo in questa classe dirigente. Siamo consapevoli che adesso la priorità assoluta è rappresentata dal referendum sulle riforme costituzionali e faremo in questo senso con convinzione e impegno totali la nostra parte per far prevalere le ragioni di un cambiamento che consegni al paese istituzioni più forti e una politica più credibile."

08/10/2016 12:18
Circolo vegetariano: "Il matrimonio è una istituzione che fa comodo alla politica"

Circolo vegetariano: "Il matrimonio è una istituzione che fa comodo alla politica"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal circolo vegetariano."Vorrei tornare ancora una volta sul discusso punto delle “unioni civili” che è stato ed e tutt’ora causa di polemiche fra tradizionalisti ed innovatori. Sostanzialmente questa legge serve a favorire ed a legalizzare le unioni fra congeneri, maschi o femmine che siano. Malgrado la legge alcuni sindaci si dividono e sposano a loro gusto e piacimento. Abbiamo visto che i sindaci che ci tengono a dimostrarsi “innovatori”, come ad esempio la Raggi e la Appendino, fanno bella mostra di sposalizi gay, con tanto di foto da inviare ai giornali, mentre i sindaci contrari ricevono minacce da parte del ministero degli interni di adeguarsi all’obbligo, pena la decadenza.Ma questa delle unioni civili obbligatorie è un po’ come la proposta di legalizzare la canapa, non è una battaglia di libertà o di ecologia sociale ma un escamotage per accontentare fette di elettorato e guadagnarci sopra. Secondo me andrebbe vista la cosa da un punto di vista opposto… meglio eliminare tout court l’istituto matrimoniale, per chiunque, non c’è bisogno di “legalizzare” qualsiasi tipo di rapporto amoroso (etero, omo, etc.) che sia.Il matrimonio è una istituzione obsoleta istituita dalla cultura patriarcale e religiosa e fa comodo alla “politica”, in realtà esso può essere eliminato ed in tal modo si “pareggiano” tutti i rapporti senza bisogno di ampliare il “contratto coniugale” alle diverse categorie delle tendenze sessuali (o si vuole arrivare agli estremi dei matrimoni fra diverse specie, come avviene in alcuni stati americani?).Secondo me le unioni fra esseri umani consenzienti dovrebbero essere completamente libere da cavilli burocratici. Sarebbe sufficiente una semplice dichiarazione da parte dei “conviventi di fatto”, quali e quanti essi siano (intendendo anche famiglie allargate con più membri), che si assumono autonomamente reciproche responsabilità, diritti e doveri, salvaguardando -è ovvio- i diritti degli eventuali figli nati da queste spontanee unioni. Ed inoltre l’amore non può essere sancito da un contratto, anzi il momento che ci si sente “obbligati” ad amare immediatamente scatta la ribellione. Perciò salviamo l’amore ed eliminiamo il “matrimonio”."

08/10/2016 08:57
Treia, Villa Spada: "l'avviso pubblico sull'illuminazione bocciato anche dagli Architetti"

Treia, Villa Spada: "l'avviso pubblico sull'illuminazione bocciato anche dagli Architetti"

Dai consiglieri comunali di Treia Andrea Mozzoni e Gianluca Gagliardini (MeritiAmo Treia), Daniela Cammertoni e Francesco Sassaroli (Il futuro nel cuore) riceviamo Ennesimo passo falso della Giunta Capponi su Villa Spada. Tra l'Amministrazione guidata in passato dallo stesso Sindaco - che tolse per 1,2 milioni di euro la proprietà ai privati - e l'attuale maggioranza continuano le brutte figure per la città di Treia.Lo scorso 6 luglio è stato pubblicato un avviso per la ricerca di progetti per l'illuminazione di Villa Spada, a titolo gratuito e senza chiari criteri di valutazione. Già andato deserto alla prima scadenza, prevista per il 9 settembre, l'avviso è stato prorogato con scadenza al 10 ottobre, probabilmente con lo stesso risultato. Il testo adottato dalla Giunta è finito, infatti, sotto la lente del Consiglio nazionale egli Architetti pianificatori, paesaggistici e conservatori (Cnappc) e, di conseguenza, dell'Ordine degli Architetti (Appc) della Provincia di Macerata. Nelle note diffuse degli stessi, emerge come nell'avviso si rilevi «una pratica anticoncorrenziale scorretta e distorsiva dei normali equilibri di mercato», oltre a una procedura di appalto con «prescrizioni che contravvengono a disposizioni deontologiche», esponendo i partecipanti «a una segnalazione ai rispettivi Consigli di disciplina dell'Ordine di appartenenza». Ne è derivata, perciò, una «diffida a partecipare all'avviso pubblico», tanto che chi avesse già presentato un progetto «è pregato di ritirarlo immediatamente».A questo fatto grave si aggiunge il continuo fumo sugli occhi dei treiesi, invece di ammettere l'incapacità di recuperare il bene storico e di mantenere l'esosa promessa di riqualificazione di Capponi. Illusione a solo scopo elettorale che ha tarpato le ali, già in passato, a ogni possibile iniziativa privata. Inoltre, le ordinanze emesse a seguito del terremoto del 24 agosto, con le quali si dichiara inagibile parte del complesso (ex casa del giardiniere e loggiato annesso al parco) e si ordina il divieto di accesso e di uso dei locali di Villa Spada (piano primo e piano terra) aumentano i dubbi sulla sicurezza dell'area e sull'urgenza di prorogare un avviso pubblico dal contenuto discutibile. Atti che non impediscono, tuttavia, la programmazione di eventi che, seppur meritevoli, sono strumentalizzati dalla Giunta al motto di “Panem et circenses” di fronte alla realtà: 1,2 milioni per l'utilizzo del parco ma per la struttura ancora nessuna soluzione.

08/10/2016 07:27
Francesco Vitali è il nuovo segretario provinciale del Partito Democratico di Macerata

Francesco Vitali è il nuovo segretario provinciale del Partito Democratico di Macerata

L'assemblea provinciale del Partito Democratico di Macerata ha scelto come segretario Francesco Vitali.Il 90 per cento dei votanti si è espresso in maniera praticamente univoca per l'ex sindaco di Montecassiano: 50 i voti favorevoli, tre le schede bianche e tre le schede nulle.Come tesoriere è  stato eletto Stefano Cardinali  con 49 voti favorevoli, cinque schede bianche e sue schede nulle.

08/10/2016 06:58
Vannucci rende pubblica la lettera a Ceriscioli

Vannucci rende pubblica la lettera a Ceriscioli

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Luigi Vannucci, presidente di Casa Amica Camerino:Nei giorni immediatamente successivi al sisma del 24 agosto ho scritto e consegnato una lettera al presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, per sollecitare l’approvazione della variante che permetterebbe l’apertura della nuova Casa di Riposo di Camerino. Erano i giorni dell’emergenza e il sindaco Pasqui mi chiese di pazientare e di non aggiungere punti sul tavolo di chi, come il presidente Ceriscioli, aveva già un gran da fare per gestire le tante e tristi problematiche con cui si stavano facendo i conti.Oggi, a distanza di più un mese, voglio però rendere pubbliche quelle righe, anche a seguito dell’incontro avuto in Regione con lo stesso Ceriscioli e con l’assessore Angelo Sciapichetti, che si era impegnato ad accelerare tutte le procedure per l’approvazione della variante.“Mi rivolgo a Lei, Governatore, memore del Suo sguardo di ammirazione per le nostre montagne; dal grande terrazzo della splendida struttura di via Lili ebbi l’opportunità di ringraziarLa, in una fugace Sua visita a inizio anno, anche a nome dei nostri montanari e mai avrei immaginato che di lì a poco altre gravi ferite potessero essere state inferte a quella laboriosa gente.E qui, accantonata la mia personale rabbia, fortemente stemperata dalle poche ore di sonno, dalle ulteriori filature sulle facciate della mia bella Città, dall’impegno gravoso di confortare Mariannina e Rachele, nostre ospiti, terrorizzate dal terremoto, nello sguardo degli altri ospiti, così come per la mia vecchia cagnolina – nessuna differenza – la richiesta muta di essere loro vicino, di scherzare, di dire loro che ulteriori scosse altro non rappresentano se non una specie di ninnananna per meglio prendere sonno.Ma vengo al sodo: grazie all’ing. Pompei ed ai suoi validi tecnici la nuova struttura di via Lili rappresenta, anche e soprattutto in ordine di prevenzione sismica, un Paese civile precedendo, di gran lunga, quanto il Presidente del Consiglio ha auspicato nella conferenza di ieri.Lì ci hanno lavorato ditte conosciute e stimate nel nostro territorio e non di certo sciacalli di turno.Mi rendo perfettamente conto dei Suoi impegni in queste ore tremende e crudeli, ma anche a nome dei familiari degli ospiti della casa di riposo di Castelsantangelo, sparsi lontano da Camerino, e degli anziani che non sopportano la solitudine e cercano accoglienza di accelerare il più possibile le procedure per il definitivo trasferimento in via Lili, tenuto conto del grave stato di emergenza.Grazie dell’attenzione e di quanto potrà fare”. 

07/10/2016 10:38
PD Marche: la scelta del NO per il referendum

PD Marche: la scelta del NO per il referendum

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di alcuni esponenti del PD Marche (Gianluca Fioretti, Daniela Lattanzi e Patrizia Rosini):In questi anni non sono mai mancate occasioni per rileggere ed approfondire la Costituzione. Nella prima parte, fondamentale, ma anche nella seconda, anche attraverso l’attività di amministratori della cosa pubblica. Attraverso questo umile, faticoso ma gratificante percorso, di cittadinanza, amministrativo e poi politico, ci si è formati, imparando ad amare ancora di più la Memoria e le Radici come valori unici, indivisibili, preziosi, e comprendendo come ogni variazione sostanziale, anche nella sua seconda parte, dovesse essere un “corpo unico” con la prima, nel suo sentire e nella sua condivisione più larga possibile con il Parlamento e con il Paese, nella sua attuale complessità.Non ci sembra che la riforma sulla quale ci accingiamo ad esprimere il nostro giudizio sia in linea con tutto quello appena descritto. Nel “freddo” dei suoi articoli, che alterano ed oggettivamente complicano, il funzionamento legislativo e l’equilibrio dei poteri; ma soprattutto nel “caldo” del sentire la Costituzione, così scaturita nei cambiamenti dati, come la Carta della Repubblica, il suo Manifesto, fondativo e di funzionamento.Risulta inutile quindi, per quanto ci riguarda, soffermarsi sui numerosi (decine) di motivi per cui respingere questa “riforma”, dove il Senato viene di fatto mantenuto, svilendolo nelle sue funzioni e mantenendone in sostanza inalterati struttura e costi, e le Regioni private di gran parte delle loro funzioni e poteri legislativi, divenendo semplici gestori di servizi. Ci permettiamo però di sottolinearne uno, politico nel merito. Questa “riforma” è stata avviata in modo unilaterale dal potere che non ne aveva, e non ne ha, le competenze e la legittimità: quello esecutivo.Ricordiamo bene il discorso di insediamento pronunciato dal Presidente Napolitano alle Camere riunite al termine di quel lungo e travagliato percorso che ha portato alla sua rielezione; ma altrettanto bene ricordiamo la sentenza della Corte costituzionale (n° 1/2014) che nel giudicare non conforme ai principi costituzionali la legge elettorale con la quale era stato eletto quel Parlamento evidenziava che "il legame tra corpo elettorale ed eletto si è alterato profondamente" e che un Parlamento così slegato dai cittadini avrebbe potuto rimanere in carica solo in virtù del principio della “continuità dello Stato", non possedendo dunque la legittimità ad operare riforme strutturali.Una profonda riflessione su questo avrebbe dovuto condurre ad un diverso approccio e alla massima possibile condivisione. Il Governo invece l’ha imposta, non recependo praticamente nulla nei vari passaggi nelle Commissioni, votandola nelle aule parlamentari a maggioranza, addirittura con la fiducia. La Costituzione la cambia il Parlamento, non il Governo. I passaggi sono rientrati nell’ambito costituzionale, ma non basta una semplice maggioranza (piccola nei numeri, il 60%, e piccolissima in senso politico) per attuare una “riforma” attraverso una tale procedura forzata, nel merito, tale da aprire precedenti potenzialmente devastanti in caso di nuove maggioranze, che si sentiranno autorizzate a loro volta ad attuare cambiamenti, stravolgimenti anche maggiori. E poi. Questa “riforma”, che tende, soprattutto con il combinato dell’attuale legge elettorale, ad accentrare il potere all’esecutivo, senza i doverosi contrappesi e controlli parlamentari, è stata imposta da subito come uno spartiacque, un divisorio tra il bene e il male, tra il noi e loro, tra il nuovo e il vecchio, tra la buona politica e l’antipolitica, la casta. Classico repertorio di cui non si sentiva né si sente il bisogno e che spesso offusca un doveroso confronto nel merito. Invece, e ce ne rattristiamo enormemente, ad usare questa linea è stato il premier nonché segretario del nostro partito. Il risultato: divisioni, attriti, polemiche, all’interno del partito, fin nei circoli, dove di fatto il confronto è stato negato sul nascere; e all’esterno, nel dibattito e nell’opinione pubblica nazionale. Il tutto, condito da un evidente deficit di informazione.Una comunicazione tra l’altro, anche politica, fatta di slogan, di tweet, di post, tutti semplicistici, fuorvianti, di propaganda. Ma è la Costituzione che si cambia. E la Costituzione viene prima del Partito Democratico, di qualunque altra forza politica, delle tifoserie, prima di qualunque altra cosa che non siano i diritti e doveri dei cittadini e la difesa e tutela dei Beni Comuni.Questi motivi sono già sufficienti per il nostro NO a questa “riforma” al prossimo referendum indetto per il 4 dicembre. E questo, al netto della nuova legge elettorale (e al netto di proposte, squisitamente tattiche e tardive, che rimarranno molto probabilmente tali  fino a dopo la data del referendum), di per sé comunque sbagliata, che manderà alla Camera una pattuglia di deputati composta in maggioranza da nominati dalle segreterie dei partiti, con un forte disequilibrio nei numeri riguardanti le quote dei premi di maggioranza. Legge elettorale sulla cui legittimità si pronuncerà la Corte Costituzionale.La Costituzione è il patto fondamentale tra tutti i cittadini e lo è nella sua interezza. Essa non può essere spezzata né fatta oggetto di contrapposizione politica: la discussione delle prossime settimane e il voto popolare devono aiutare la ricomposizione di quella lacerazione che in Parlamento si è purtroppo consumata negli ultimi due anni, recuperando profondità e prospettiva.Per quanto riguarda il nostro partito, rispettiamo la linea della attuale maggioranza, per il “SI”, anche se critichiamo la mancanza di un dibattito interno tra le due posizioni, negli organismi e nelle occasioni pubbliche. Riguardo il ruolo fiduciario svolto in Segreteria regionale, sarà cura del segretario Comi, con il quale finora abbiamo svolto insieme un lavoro proficuo e leale sin da dopo il congresso, adottare eventuali decisioni. Riteniamo che, qualora dovesse vincere il “NO”, non ci sarà nessun crollo dei fattori economici, né un futuro fosco e pregiudicato, ma le condizioni per riaprire un percorso finalmente inclusivo e aperto.È sulla Costituzione che ognuno di noi è chiamato ad esprimere la propria opinione, libera e consapevole.

07/10/2016 09:05
Il PD provinciale tenta di ripartire da Francesco Vitali

Il PD provinciale tenta di ripartire da Francesco Vitali

Pare che questo venerdì sera, in occasione dell’assemblea provinciale del Partito Democratico, verrà eletto il nuovo segretario. Si tratterebbe del terzo in poco più di un anno. Quello di segretario provinciale, non a caso, è un lavoro particolarmente usurante e pericoloso  che, stando a pettegolezzi sicuramente di parte, il governo vorrebbe mettere nel decreto che anticipa di gran lunga la pensione di anzianità.Visti i precedenti con le elezioni provinciali va detto che, molto poco sportivamente, questi qui del PD hanno approfittato della mia assenza fisica, per comporre, nel più assoluto riserbo, una situazione che stava diventando esplosiva sotto ogni punto di vista. Mi dichiaro subito sconfitto (ovviamente a tavolino) e faccio tesoro della lezione: la prossima volta sarò più attento, ma anche più spietato. Tuttavia, nonostante la distanza e la temporanea predisposizione più per le vacanze che non per la politica, qualche notizia sono riuscito a strapparla così da poterla offrire in anteprima ai nostri lettori.Senza girarci tanto intorno e senza nessun suspense, pare che il prossimo segretario provinciale del Partito Democratico, sia Francesco Vitali. Cioè l’attuale presidente dell’assemblea. Non a caso votato da tutti in occasione della sua elezione. Chi si aspettava dunque sanguinose rese dei conti o tremende vendette da parte del segretario regionale Comi, rimarrà amaramente deluso. Francesco Comi, piuttosto che usare il mitra (intesa come arma), ha preferito mettersela in testa, scegliendo di fare il vescovo. Un ecumenismo, il suo, che apparentemente stride con le recenti vicende, delle provinciali che hanno lacerato, irrimediabilmente, il partito.Occorre ricordare infatti - e sarebbe utile che qualche prezzolato commentatore della mutua lo facesse -  che Comi, in qualità di segretario regionale aveva firmato, assieme agli altri segretari della coalizione regionale, un documento a favore del presidente uscente Pettinari. Documento sdegnosamente respinto ai mittenti dal segretario Novelli e dal senatore Morgoni. Il resto è storia nota: Novelli e i Morgoni boys hanno preso una sonora legnata sui denti. Anzi, ad onor del vero, la legnata l’hanno interamente scaricata sulle spalle di Ornella Formica, poveretta, e sui presunti, interni traditori.Comi, a questo punto, forte dell’appoggio dei vertici nazionali - anch’essi, per inciso (compreso lo stesso Renzi), severamente ammoniti dal senatore Morgoni, proprio dalle pagine di questo giornale, poteva liberarsi di un colpo solo del gruppetto dei dissidenti. Poteva tranquillamente metterli nelle condizioni di stare fermi un giro e di non nuocere ulteriormente. Se lo avesse fatto, imponendo del tutto legittimamente un suo candidato, nessuno poteva rimproverargli assolutamente niente. Invece ha scelto la strada istituzionale. Quella del candidato unitario: Francesco Vitali, il presidente votato da tutti. Ma non prima di aver tentato fino all’ultimo momento di dissuadere Novelli dal proposito di dimettersi. In realtà qui gli ostacoli diventavano insormontabili: intanto di ordine formale, poiché ci risulta che Novelli abbia inviato per raccomandata A/R al segretario regionale e poi a tutta l’assemblea, le sue dimissioni irrevocabili. Poi, da un punto di vista sostanziale, a parte l’unica doverosa difesa d’ufficio dell’assessore regionale Sciapichetti, che lo aveva fortemente voluto come segretario, tutta la direzione era intenzionata a chiudere in fretta e furia il disastroso capitolo Novelli. Il blitz di Comi, per imporre un suo uomo, diventava quasi un atto dovuto e, diciamolo pure in tutta franchezza, noi della stampa ce lo aspettavamo da un momento all’altro.Conoscendo un po’ Comi credo che emergenze come il terremoto, la campagna referendaria, la gestione sanitaria ed infine la questione finanziaria del partito, lo abbiano convinto a soprassedere e a tendere la mano all’esiguo manipolo di dissidenti che ha dentro il partito. Verosimilmente venerdì sera Comi, proporrà all’assemblea il nome di Francesco Vitali come candidato unitario ed istituzionale. Vedremo i numeri che il candidato porterà a casa. Ma sin da adesso posso anticipare che Vitali ha dalla sua Macerata, Civitanova, Recanati e Tolentino. Qualche resistenza, paradossalmente, potrebbe arrivare da Montecassiano (suo comune di residenza), Monte San Giusto, Potenza Picena e qualche altro comune dei Morgoni boys. Venerdì sera vedremo, insomma, come risponderanno alla mano tesa di Comi i dissidenti del PD provinciale maceratese.Personalmente conosco Francesco Vitali da oltre venti anni e di lui posso dire che è una persona particolarmente seria ed estremamente prudente. Magari non ha l’eloquio brillante e spigliato che vanno tanto di moda adesso, ma ha una capacità di ascolto e di sintesi fuori del comune. Non è nemmeno uno che si nasconde. Nelle sue scelte ci mette la faccia e si assume responsabilità, sempre in totale autonomia. Non a caso, era tra i firmatari del documento critico verso la gestione delle elezioni di are vasta da parte della segreteria provinciale. Da amministratore è stato sindaco di Montecassiano ed assessore provinciale, con incarico di vicepresidente nell’amministrazione Silenzi.Ha tutta la stoffa del temporaneo traghettatore, destinato poi ad assumere il ruolo definitivo.Se fosse votato all’unanimità sarebbe un bel segnale di ripartenza del Partito Democratico, dopo un brutto stop.Staremo a vedere cosa e soprattutto come deciderà l'assemblea...    

06/10/2016 17:49
San Severino, il consiglio comunale approva le linee programmatiche della nuova Amministrazione

San Severino, il consiglio comunale approva le linee programmatiche della nuova Amministrazione

Con il voto favorevole di tutta la maggioranza, assente per motivi di salute il capogruppo Francesco Fattobene, e quello contrario delle opposizioni,  il Consiglio comunale di San Severino Marche ha approvato le Linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato 2016 – 2021. A dare lettura delle stesse in aula è stato il sindaco, Rosa Piermattei: “Viviamo oggi una situazione particolarmente complessa in cui se da un lato si registra una costante evoluzione nella dinamica della domanda di servizi, dall’altro c’è una crescente scarsità di risorse finanziarie disponibili - è intervenuto il primo cittadino, sottolineando -  Questo obbliga l’Amministrazione a dotarsi di processi e strumenti di pianificazione strategica attraverso cui fissare gli obiettivi prioritari, valutare le opportunità esistenti e le eventuali sinergie da mettere in campo per sfruttare al meglio le risorse già disponibili o reperendone delle nuove. Le Linee programmatiche vengono presentate in Consiglio quale elaborazione del programma elettorale e successiva trasformazione in programma di governo. La programmazione, quindi, non è un procedimento amministrativo ma è uno strumento per organizzare, in modo funzionale, l’attività dell’ente e pianificare la realizzazione dei progetti”.Cinque le aree programmatiche che attengono a tutti gli ambiti di intervento del Comune: le politiche per la gestione, la valorizzazione e la sicurezza del territorio, le politiche per lo sviluppo economico, le politiche per il sociale, le politiche per la promozione dell’attività culturale, sportiva e ricreativa e, infine, le politiche per un’amministrazione comunale efficace ed efficiente.Fra i punti salienti affrontati dal sindaco Piermattei la “difesa ad oltranza di una sanità di qualità, in particolare del nostro ospedale, al fine di garantire il diritto alla salute per i cittadini di San Severino al pari di tutti gli altri cittadini della regione. Vista la situazione del nostro ospedale, si combatterà con ogni mezzo per potenziare le nostre eccellenze e per migliorare i servizi già esistenti. La nostra politica sanitaria – ha sostenuto in aula, rivolgendosi a tutto il Consiglio, il primo cittadino – prevede la richiesta, convinta e ferma, di elevare la nostra struttura ad ospedale unico territoriale”.Con un emendamento, presentato in sede d’Assise, la maggioranza ha anche auspicato il “pieno ed efficiente funzionamento della week surgery con i relativi posti letto e le attrezzature necessarie”.Un altro punto fermo, contenuto sempre nelle Linee programmatiche della nuova Amministrazione, è stato quello inserito alla voce istruzione e di diritto allo studio: “Si lavorerà prioritariamente per la progettazione e la costruzione di un nuovo edificio scolastico che dovrà sostituire il plesso “Alessandro Luzio” ormai datato per l’aspetto didattico – ha detto ancora il sindaco, aggiungendo – Verrà pensato anche un piano di adeguamento e miglioramento degli edifici scolastici, di ammodernamento tecnologico mentre verranno destinate maggiori risorse ai piani dell’offerta formativa e verrà posta attenzione continua alla qualità delle mense”.In tema d’ambiente la programmazione votata in aula si è soffermata sull’argomento Sacci: “Già dal nostro programma elettorale avevamo dichiarato la nostra posizione: la salute dei cittadini è prioritaria su tutto. Ci rendiamo conto che questa struttura, sia come cementificio, sia come possibile inceneritore, crea una condizione inquinante dell’aria che colpisce in primis il nostro territorio. Ci batteremo per essere a tutti i tavoli di lavoro che affrontano la questione di questa struttura, per fermane la riapertura o la trasformazione. Qualora non si riuscisse in questo, ci batteremo per tutti i possibili controlli e monitoraggi necessari a mantenere un livello di sicurezza altissimo”.In chiusura di presentazione delle Linee programmatiche, ma non per importanza, la questione sicurezza: “Questo problema non si può delegare solamente alle forze dell’ordine poiché tutti, incluso il Comune – ha ribadito il sindaco – devono dare il proprio contributo evitando di blindare la città. Abbiamo già dato vita a una forte sinergia tra Polizia Municipale, Carabinieri e altre forze dell’ordine e attivato un sistema di videosorveglianza in diverse aree della città. Proseguiremo su questa strada che fino ad oggi ha dato risultati sicuramente migliorabili ma comunque già apprezzati dalla cittadinanza”.

06/10/2016 14:56
Il processo di internazionalizzazione della città di Macerata verso la regione macroadriatica

Il processo di internazionalizzazione della città di Macerata verso la regione macroadriatica

Macerata guarda la regione macroadratica e muove il primo passo verso una collaborazione con Zagabria. La delegazione maceratese composta dal Sindaco Romano Carancini, dal Vicesindaco Stefania Monteverde, dal Vice Segretario Generale Gianluca Puliti e dal responsabile dell’Ufficio Turismo Pierluigi Tordini, nella giornata di ieri, ha incontrato l’Ambasciatore italiano in Croazia Adriano Chiodi Cianfarani e successivamente gli amministratori della città croata. Con l’Ambasciatore si è discusso della bella opportunità che si è creata con la rappresentazione della Madama Butterfly, opera prodotta dallo Sferisterio, in scena in questi giorni a Zagabria. Questa esperienza apre scenari interessanti sulle progettualità future, in vista del 2018, anno della cultura italiana in Croazia. Tra le attività a breve termine, invece, si prospetta la possibilità di organizzare un evento durante la settimana della gastronomia, in programma nella seconda metà di novembre.  Le delegazione si è quindi spostata verso il Comune per un’altra riunione, organizzata dall’Ambasciatore Chiodi Cianfarani, breve ma subito operativa. Il Sindaco di Zagabria Milan Bandić con il suo staff ha accolto i vari rappresentanti nel suo ufficio e dopo, i saluti istituzionali, ha avviato la discussione sulla collaborazione tra le due città.  Tra le proposte dell’Amministrazione maceratese la partecipazione ai bandi europei, in particolare Adrion e la Rete delle città, e la possibilità di portare un’opera del Macerata Opera Festival al Teatro Nazionale Croato.  “Lo Sferisterio è ancora una volta ponte di relazioni internazionali per Macerata - dichiara Carancini -, che prosegue un percorso, in maniera organica, di internazionalizzazione con grandi città e punta alla riconoscibilità del sistema cittadino. Con questo incontro, inoltre, si costruisce una relazione importante dentro alla visione della regione macroadriatica”. Il Sindaco Bandić ha mostrato interesse per le proposte e ha incaricato il suo staff a portare avanti le attività. Come segno di concretezza ha poi invitato i rappresentanti maceratesi a tornare durante il periodo dei mercatini natalizi che, proprio nel 2015, a Zagabria hanno ricevuto il riconoscimento come miglior evento europeo di Natale.  “Con la cultura e la rete delle buone relazioni cresce il turismo e cresce la città - afferma l’Assessore alla Cultura e Turismo Monteverde -. A Zagabria abbiamo parlato di musica, enogastronomia, tipicità, paesaggio, sviluppo dei territori e fondi europei. Attraverso l’Adriatico raccontiamo la nostra storia comune”.

06/10/2016 13:52
Rinnovato il CdA dell'azienda pubblica di servizi "Lazzarelli"

Rinnovato il CdA dell'azienda pubblica di servizi "Lazzarelli"

Su proposta del sindaco, Rosa Piermattei, il Consiglio comunale di San Severino Marche, nel corso dell’ultima seduta, ha ratificato i nominativi dei nuovi componenti del consiglio d’amministrazione dell’azienda pubblica di servizi alla persona “Lazzarelli”. I cinque i membri sono: Cristina Scuderoni, Teresa Traversa, Cesare Cruciani, Giovanni Gianfelici e Alberto Pancalletti.“I nuovi componenti  del consiglio di amministrazione - ha spiegato nel corso dell’Assise il sindaco, Rosa Piermattei, presentando i nomi - sono stati scelti tra persone in possesso di specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa. Personalmente penso che la scelta fatta sia stata la migliore possibile. Ringrazio, dunque, sin da ora per la disponibilità che ci è stata data e faccio loro i migliori auguri per il lavoro che andranno a svolgere”.Sindaco e Amministrazione comunale prima delle nuove nomine avevano già ringraziato per il lavoro svolto il presidente uscente, Maurizio Giusepponi, e gli altri membri dell’ex consiglio di amministrazione insieme alla direzione e a tutto il personale della struttura “che quotidianamente con passione, professionalità e dedizione – ha tenuto a sottolineare il primo cittadino settempedano – accudiscono i nostri amati nonnini in una struttura dove la persona è messa sicuramente al primo posto”.

06/10/2016 13:44
Il sindaco di Pesaro Ricci nella segreteria nazionale PD

Il sindaco di Pesaro Ricci nella segreteria nazionale PD

“Un risultato importante per tutti noi quello ottenuto dal sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, con l'ingresso nella segreteria nazionale del Partito Democratico, in qualità di responsabile degli Enti Locali, così come voluto da Matteo Renzi. Motivo di orgoglio e soddisfazione per tutto il PD Marche”. Così Francesco Comi, segretario regionale del Partito Democratico marchigiano, saluta entusiasta la nomina ottenuta dal vice presidente del PD nazionale, Matteo Ricci.“Sabato a Pesaro – ricorda Comi –, insieme al presidente Ceriscioli, abbiamo chiesto al premier e segretario Matteo Renzi un segnale di attenzione per le Marche, regione oggi ancora troppo poco rappresentata a livello nazionale. Siamo lieti che ci sia stata data subito una risposta concreta”.“A Matteo vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro – prosegue il segretario del PD Marche –, certi che saprà ricoprire al meglio il suo nuovo ruolo. Ruolo, quello di responsabile degli Enti Locali, oggi più che mai, strategico, visti il processo riformatore in atto che interessa e riequilibra anche il rapporto tra governo centrale e territori e la prossima riorganizzazione del partito che vedrà proprio nei territori i campi base da cui ripartire per rigenerare la vita partitica e arrivare a nuove vette di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. Siamo certi che sarà prezioso e determinante il contributo di Matteo”.

05/10/2016 15:06
Proseguono a pieno ritmo i lavori sul ponte del lago di Fiastra

Proseguono a pieno ritmo i lavori sul ponte del lago di Fiastra

Continuano a pieno regime i lavori sul ponte del lago di Fiastra. Recentemente il Presidente Pettinari ha avuto modo di verificarlo personalmente recandosi sul cantiere aperto l’estate scorsa.“Si tratta – spiega il Presidente – di un’opera importante sia sotto il profilo della sicurezza che per i risvolti economici e turistici in una zona montana di pregio all'interno del Parco dei Sibillini.” I lavori riguardano il consolidamento e la ristrutturazione del ponte con la realizzazione anche di un attraversamento pedonale.Proprio per la sicurezza dei passanti infatti verranno realizzati degli attraversamenti pedonali al fine consentire agevoli e sicuri spostamenti tra il centro storico del paese e la parte di più recente costruzione. Questi lavori, appaltati nel 2011, erano fermi a causa del patto di stabilità e sbloccati dalle disposizioni dell'ultima legge di bilancio.

05/10/2016 14:25
Evangelista: "il mio impegno da sindacalista continua, nonostante la Cisl FP"

Evangelista: "il mio impegno da sindacalista continua, nonostante la Cisl FP"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di Marcello Evangelista "Care amiche e cari amici dell’Area Vasta 3,come tanti di voi già sapranno in questi ultimi mesi sono stato addirittura oggetto di una vera e propria azione di sfiducia tanto immotivata quanto pretestuosa promossa nei mie confronti da alcuni delegati della stessa RSU CISL.A seguito di questa però, proprio la Cisl FP, dopo aver perso il Coordinamento della RSU che con me aveva da anni, si è esposta quasi al ridicolo nel tentativo di voler trovare una nuova valida alternativa al proprio interno che è subito naufragata perché non ha avuto il sostegno delle altre sigle sindacali.Ho invano pazientemente aspettato e auspicato ripetutamente che questa paradossale situazione venisse presto ricomposta e soprattutto venissero rimosse le cause che, oltre ad aver determinato lo stallo di ogni attività in Area Vasta 3 e la mortificazione stessa dei componenti RSU, ha disorientato e sta disorientando tanti iscritti di questa grande Organizzazione che è la CISL FP.Questo stato di cose, mio malgrado, mi ha costretto ad aprire gli occhi e a rendermi conto che sono ormai definitivamente venute meno tutte quelle condizioni che fino ad oggi mi hanno legato alla CISL e che hanno dato slancio al mio impegno sindacale.Dopo una lunga e attenta riflessione ho fatto la mia scelta di cui voglio rendervi subito partecipi. Innanzitutto, anche se profondamente amareggiato per l’accaduto, ho deciso di continuare il mio impegno sindacale. Un impegno sindacale all’insegna dell’unitarietà fra tutte le sigle,in primo luogo quelle confederali, come ho sempre creduto si dovesse fare, non ultimo quando nel recente passato ho aderito all’invito di istituire un Ufficio di Coordinamento RSU che desse pari dignità e spazio all’apporto di ogni organizzazione sindacale.Porterò avanti ancora il mio impegno sindacale ancora con più slancio, forte del mandato e dei tanti consensi ricevuti, ma soprattutto forte del sostegno e della fiducia di un ritrovato gruppo di amici, quelli della UIL FPL, che in questi anni non ha mai smesso di sostenermi e con i quali ho condiviso con vero piacere, aldilà delle singole appartenenze, un impegno serio e responsabile a tutela e a difesa dei diritti di tutti i lavoratori dell’Area Vasta 3.C’è ancora tanto da fare, per migliorare le condizioni e il trattamento di chi lavora in sanità e per migliorare i servizi  destinati alla popolazione del nostro territorio .Lo faremo come sempre  INSIEME, perché  solo se uniti si vince!Vi rinnovo il mio impegno ad essere ogni giorno in prima linea con ciascuno di voi".  

05/10/2016 10:36
Lotta alla mafia e legalità, al via i venerdì di ottobre dei Giovani Democratici di Macerata

Lotta alla mafia e legalità, al via i venerdì di ottobre dei Giovani Democratici di Macerata

“Legalità, Venerdì D'Ottobre: i volti della lotta alla mafia”: è questo il titolo del ciclo di incontri organizzato dai Giovani Democratici di Macerata e delle Marche.Si comincerà venerdì 7 alle ore 18 presso l'aula magna di Giurisprudenza con l'Onorevole Davide Mattiello, membro della Commissione Parlamentare Antimafia, e Paola Senesi, responsabile regionale di Libera contro le Mafie.Seguirà poi il dibattito di venerdì 14 alle ore 18 presso la Bottega del Libro con il giornalista e scrittore Pino Scaccia, premio Borsellino 2014.Infine il 28 ottobre alle ore 21 presso l'Hotel Claudiani saranno presenti Adriana Musella, presidente dell'associazione “Riferimenti – La Gerbera Gialla”, e Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi recentemente scampato a un agguato di mafia.Interverranno tra gli altri il Sindaco Romano Carancini, l'Onorevole Irene Manzi, l'Assessore Regionale Angelo Sciapichetti, il Segretario Regionale del PD Francesco Comi, il Capogruppo del PD Marche Gianluca Busilacchi, il Segretario Nazionale dei Giovani Democratici Mattia Zunino, il Segretario dei GD Marche Francesco Di Vita e tanti altri.“La volontà è quella di lanciare un forte messaggio alla città e in particolare ai giovani – ha affermato Pietro Casalotto, Segretario dei Giovani Democratici di Macerata - perché si tenga alta l'attenzione sul tema della lotta alla mafia, con l'esperienza e la forza di chi si impegna ogni giorno nel proprio territorio, nelle Istituzioni, con il proprio lavoro. Un'occasione unica di crescita e di riflessione collettiva che i Giovani Democratici offrono alla nostra città”.

04/10/2016 14:38
Ciarapica a muso duro: "E' ora di armare i Vigili di Civitanova"

Ciarapica a muso duro: "E' ora di armare i Vigili di Civitanova"

Non è un problema di locali, ma di persone che si muovono fuori dal perimetro della legalità. E per risolvere tanti problemi, in primisi il disagio e l'insicurezza di tanti cittadini, la Polizia Municipale deve essere armata. Parole e musica di Fabrizio Ciarapica, candidato sindaco di Vince Civitanova, che ha presentato a questo proposito una mozione da discutere in consiglio comunale."Ritengo che i “problemi legati alla movida” non dipendano propriamente dall'attività del Donoma" afferma Ciarapica "ma che siano esterni e dovuti ai comportamenti fuori legge da parti di alcuni.Un'Amministrazione attenta dovrebbe salvaguardare gli interessi dei privati che fanno impresa e che creano opportunità di lavoro e sviluppo per il territorio ma, altrettanto, tutelare il diritto alla quiete e alla tranquillità di tutti i cittadini.E' necessario quindi, non un provvedimento spot contro l'uno o l'altro locale di turno, bensì un piano organico per la sicurezza ed il rispetto delle regole che ricada su tutta la città!Solo in questo modo potranno essere risolti certi annosi problemi che i cittadini vivono con disagio e con atteggiamento di sfiducia verso le istituzioni che sono state, finora, poco efficaci.Stante ciò" afferma deciso Ciarapica "non è più rimandabile l'armamento dei Vigili urbani, oltre che il potenziamento dell'organico, che consenta loro lo svolgimento del servizio notturno che, attualmente, non può essere esercitato se non per casi sporadici, considerato che la legge, dopo le ore 22,00, impone all'agente l’arma quale strumento principalmente di difesa personale.Ciò non significa che tutti i vigili avranno la pistola. Esiste un regolamento, approvato dalla precedente amministrazione, che la sinistra ha invece revocato al momento del suo insediamento, che prevede, dopo adeguata formazione e preparazione, la consegna "dell'arma", e non necessariamente quella da fuoco ma anche sfollagente e spray urticanti solo a quegli agenti utilizzati per i servizi di controllo e presidio del territorio.In questo modo si potrebbero avere una o più pattuglie notturne per contrastare le soste selvagge, multando e rimuovendo le auto in divieto di sosta, ma anche per intervenire nelle "zone calde", con alcoltest e controlli sia per sanzionare chi trasgredisce sia per prevenire situazioni di pericolo.Questo sicuramente non sarà sufficiente a risolvere tutti i problemi, ma di certo contribuirebbe non solo a lanciare un messaggio chiaro ed inequivocabile ai trasgressori ma, anche, a promuovere quella cultura di rispetto delle regole assolutamente necessaria.Poi ben vengano gli interventi della Prefettura, Polizia, Carabinieri e GDF ma, il Sindaco, che è il primo responsabile della sicurezza dei propri cittadini, faccia la sua parte!Ho presentato una mozione con la quale chiedo al Consiglio comunale che dia disposizioni precise circa l'armamento dei vigili urbani, partendo dal regolamento già esistente". 

04/10/2016 14:06
Bisonni: "Presentata in Regione una proposta di legge inaccoglibile"

Bisonni: "Presentata in Regione una proposta di legge inaccoglibile"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere regionale Sandro Bisonni del Gruppo Misto:“Animali d’affezione: La loro tutela rappresenta una priorità sancita da leggi nazionali e internazionali. Una risposta concreta da parte del legislatore alla sempre crescente richiesta d’interesse verso un rapporto importante che si instaura tra l’uomo e gli animali. Nelle Marche, purtroppo, si sta correndo il rischio di tornare indietro nel tempo cercando di ripristinare norme che vanno contro regole già stabilite e verificate e adatte a far si che gli animali siano considerati esseri senzienti.” Così il Consigliere regionale, Sandro Bisonni, nel corso della Conferenza stampa che si è svolta oggi a Palazzo delle Marche proprio per denunciare quanto sta avvenendo in questo ambito nella nostra regione.Il 16 giugno 2016, cinque consiglieri del PD, uno di Uniti per le Marche, uno di Popolari Marche – Unione di Centro e uno di Forza Italia hanno presentato una Proposta di Legge che se trasformata in legge farebbe fare alle Marche un salto a ritroso nel passato.La proposta firmata dagli otto consiglieri riammette l'uso della catena, riduce il tempo, da 90 a 60 giorni, prima del quale è vietato separare i cuccioli dei cani dalla propria fattrice, aumenta il tempo di detenzione degli animali in gabbia, in caso di soste, da una a due ore.“Quanto proposto appare in evidente contrasto con l'evoluzione normativa italiana - ha detto Bisonni - che giustamente, sempre di più, va nella direzione della tutela delle condizioni di detenzione degli animali e nel riconoscimento agli stessi di alcuni diritti in qualità di essere senzienti.”“Dobbiamo fare fronte comune su una battaglia di civiltà - ha affermato la Senatrice Serenella Fuksia – Tra le iniziative che ho messo in campo vi è un testo unico per la difesa animale. Sarebbe una svolta epocale, riunire tutta la normativa in un unico quadro legislativo.”Presente alla conferenza stampa il Presidente dei Verdi delle Marche, Gianluca Carrabs che ha sottolineato come: “i temi dell’ambiente e della vita animale dovrebbero divenire i primi punti di ogni programma di governo. Oggi tornare a parlare di principi che si davano per acquisiti è completamente fuori luogo.”“Le disposizioni che oggi si vogliono modificare nelle Marche – ha concluso Bisonni - erano state introdotte nella precedente legislatura con la legge regionale 20 aprile 2015, n. 18. Non si comprende perché, dopo così poco tempo, si voglia modificare quanto già deciso, valutato e condiviso con le vari associazioni animaliste della regione. Personalmente ritengo profondamente sbagliato quanto avanzato dai miei colleghi Consiglieri regionali e mi batterò affinché questa proposta di legge sia ritirata.” 

04/10/2016 08:58
Park Tolentino, la partita si riapre: la ditta esclusa ricorre al Tar

Park Tolentino, la partita si riapre: la ditta esclusa ricorre al Tar

Non sembra ancora terminata la vicenda relativa all'assegnazione del bando parcheggi a Tolentino. Dopo la mancata assegnazione all'unica ditta partecipante, la Parcheggio 5 di Macerata, a causa di una fideiussione emessa da una compagnia con sede in Marocco e non iscritta all'Ivass, la partita potrebbe riaprirsi.La Parcheggio 5, infatti, è intenzionata a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale contro la mancata assegnazione del servizio da parte del Comune di Tolentino, contestando proprio l'esclusione per via della polizza assicurativa. Va ricordato che l'offerta economica non è stata neanche valutata, non sussistendo per la commissione comunale i presupposti della ditta per la partecipazione al bando.La parola, quindi, ora passa ai giudici del Tar ai quali spetta l'ultima parola su una vicenda che ormai da mesi sta facendo animatamente discutere la città.

04/10/2016 07:53
Il consigliere Fanelli: "Chiarezza sull'antenna di Sentino"

Il consigliere Fanelli: "Chiarezza sull'antenna di Sentino"

Dal consigliere comunale di Camerino Marco Fanelli riceviamoMi piacerebbe fare un pò di chiarezza sulla questione che riguarda l’antenna di Sentino cercando di dare informazioni corrette, senza creare allarmismi e senza entrare in quel batti e ribatti fatto di ripicche personali che non entrano mai nel merito della questione.Credo innanzitutto che gli abitanti della frazione di Sentino, molti dei quali hanno anche chiesto al Comune la sospensione dei lavori in via cautelativa, meritino il massimo rispetto e la massima comprensione oltre che tutta la trasparenza che molto spesso l’azione amministrativa fa mancare.Dopo aver preso visione di tutti gli atti posso per prima cosa affermare che l’iter autorizzatorio è perfettamente regolare con tanto di pareri degli organi tecnici preposti che si sono espressi favorevolmente all’installazione della nuova antenna.Fatta questa doverosa premessa credo però che ci debba essere altrettanta chiarezza nel dire che non si tratta affatto della semplice sostituzione di un antenna, come erroneamente affermato, bensì della realizzazione di nuovi impianti di copertura cellulare sia per il gestore Vodafone Italia SpA sia per il gestore Telecom Italia SpA.Questo emerge chiaramente leggendo il progetto presentato congiuntamente dai due operatori telefonici, nel quale è previsto che le stazioni radio base, sia di Telecom che di Vodafone, opereranno, a regime, alle frequenze di 800, 900, 1800 e 2100 MHz (MegaHertz) secondo i protocolli GSM, UMTS, LTE (questi ultimi noti rispettivamente come 3G e 4G).Il protocollo LTE (o 4G, che sta per quarta generazione) è quello che consente di avere il cosiddetto internet superveloce, il tipo di banda che ad esempio da la possibilità di vedere video senza interruzioni e con fluidità dai telefoni cellulari.Non si tratta pertanto di una semplice sostituzione perchè la Vodafone non aveva alcuna antenna ma solo parabole per collegamenti punto-punto (ponti radio), mentre la Telecom, che aveva già un antenna su un altro supporto e che operava secondo i protocolli GSM e UMTS, si sposterà sul nuovo palo di dimensioni più elevate ed opererà oltre che secondo i protocolli GSM e UMTS anche secondo il protocollo LTE (4G).In generale, operare secondo diversi protocolli vuol dire però anche emettere su più frequenze e quindi aumentare complessivamente l’emissione di onde elettromagnetiche; anche se, sempre ad essere il più chiari possibile, quello che conta non è tanto l’emissione ma l’intensità del campo elettrico e magnetico in corrispondenza degli edifici residenziali e dei luoghi dove stazionano le persone (recettori).Nel caso specifico di Sentino, a mio avviso, devono essere considerati due fattori.Da una parte spostare l’attuale antenna Telecom più lontana dal centro abitato ed in posizione più elevata potrebbe, in linea teorica, migliorare la situazione presso la maggior parte delle abitazioni a causa del cosiddetto effetto ombrello. Effetto per cui l’intensità del campo elettromagnetico prodotto da un’antenna per telefonia cellulare è più basso nelle immediate vicinanze che non a distanze intermedie. Chi si trova sotto l’antenna è quindi “in ombra” rispetto al fascio. Per essere investiti da questo si deve arrivare a una distanza dell’ordine del centinaio di metri o più, dove l’intensità del campo si è comunque notevolmente attenuata per la lontananza stessa dalla sorgente. E’ più alto invece il campo elettromagnetico dal quale si viene investiti quando ci si trova più o meno alla stessa altezza dell’antenna.Dall’altra parte, tralasciando poi l’impatto visivo, non so se questo effetto mitigatore atteso sia sufficiente a compensare la presenza di un antenna in più, quella della Vodafone, ed il potenziamento dell’attuale antenna Telecom che, come detto, andrà ad operare su più protocolli e quindi ad emettere su più frequenze.Chiaro che in ogni caso si parla di previsioni che poi devono essere sperimentalmente verificate mediante controlli e misurazioni effettuate presso le zone più sensibili.Va oltretutto considerato che in questa frazione esiste da tempo anche una antenna radiotelevisiva della RAI che presenta sicuramente una potenza di emissione non trascurabile e che si andrebbe a sommare a quelle prodotte dai nuovi impianti.Concludo in ultimo facendo un’importantissima precisazione. Non è affatto vero che l’amministrazione Comunale non ha voce in capitolo e nulla può sul posizionamento delle antenne per telefonia cellulare tanto che la legge Regionale n. 25 del 13/11/2001 prevede addirittura per i Comuni l’obbligo di dotarsi di un proprio regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici modificando all’uopo gli strumenti di programmazione urbanistica.In questo caso ad esempio il piano poteva individuare altri siti per le nuove installazioni, considerato soprattutto il fatto che, seppure non siano mai stati misurati valori superiori a quelli individuati dalla normativa di riferimento, l’impatto dei campi elettromagnetici (misurato in passato in alcune aree della frazione) non è per niente trascurabile.Fatte queste doverose precisazioni rimango come sempre a disposizione di tutti i cittadini e dell’amministrazione Comunale.

01/10/2016 13:35
Costituito a Tolentino il primo comitato "Basta un sì"

Costituito a Tolentino il primo comitato "Basta un sì"

Si è costituito a Tolentino il primo Comitato "Basta un Si Tolentino", favorevole alla riforma Costituzionale che si voterà domenica 4 dicembre 2016."Riconosciamo nella proposta di riforma costituzionale" si legge in una nota "un passo nella giusta direzione verso uno sistema più moderno e dinamico. Non sono in discussione i principi fondamentali della Carta Costituzionale ma la forma con cui le istituzioni le rappresentano.La riforma prevede la revisione del Titolo V della Costituzione, il superamento del bicameralismo perfetto (caso unico al mondo!), viene riequilibrato il rapporto tra Stato e Regioni, riportando nel suo campo naturale alcune funzioni oggi parcellizzate in mille rivoli e si amplia la possibilità di partecipazione diretta dei cittadini. La Camera dei Deputati, elettiva, sarà l’unica titolare del rapporto di fiducia con il Governo, esercitando la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e di controllo dell’operato del Governo. Il Senato delle Autonomie sarà composto dai rappresentanti eletti di Regioni e da sindaci e concorre alla funzione legislativa, esercita un raccordo tra lo Stato, le Regioni, le città Metropolitane e i Comuni, approva le leggi costituzionali, partecipa alla attuazione degli atti normativi dell’Unione europea, verifica e valuta l’attuazione delle leggi. Dispiace che alcuni vogliano sfruttare la grande possibilità che abbiamo di iniziare a cambiare questo nostro Paese per fare una mera battaglia politica. Non si portano quasi mai critiche di merito, e soprattutto non c’è mai una proposta alternativa. Il Comitato, aperto al contributo di altri cittadini, lavorerà ne prossimi mesi per organizzare degli incontri pubblici per informare i cittadini nel merito della Riforma.Antonio Simonelli Alba Mosca Maria Reggio Anna Quercetti Fulvio Riccio Raul Brambatti Giuseppe Montecchiari Bruno Prugni Enrico Vissani

01/10/2016 12:37
Lo sfogo di Rosa Piermattei: "L'assemblea per la Luzio? Un agguato politico"

Lo sfogo di Rosa Piermattei: "L'assemblea per la Luzio? Un agguato politico"

“E’ tempo di mettersi tutti al lavoro e di fare, ciascuno per la sua parte, qualcosa per il bene della città. I polemici si mettano l’anima in pace, per loro non vi sarà più tempo visto che gliene abbiamo dedicato anche troppo. Qualcuno ci ha provato a tendermi l’ennesimo agguato ma stavolta non gli è andata bene”.Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, è un fiume in piena. Raccoglie le idee dopo l’invito a prendere parte a un’assemblea pubblica indetta per sensibilizzare i cittadini sul tema della prevenzione del rischio sismico. All’incontro, promosso da chi non voleva far ritorno sui banchi della “Luzio”, hanno preso parte anche alcuni genitori dei bambini di San Giuliano di Puglia morti sepolti sotto le macerie del crollo della loro scuola.“Mi era stato detto che l’incontro non era politico, che veniva promosso per parlare di prevenzione e per sensibilizzare le persone. Poi, però, dopo che mi ero già raccomandata chiedendo il rispetto soprattutto di chi non c’è più, visto che qualcuno aveva pensato a una sfilata con i lumicini, sono venuta a sapere che allo stesso erano stati invitati altri sindaci e rappresentanti, soprattutto, di partiti e movimenti molto schierati. Ho fatto di tutto per potervi partecipare, interrompendo un’importante riunione e rimandando altri impegni istituzionali. Quando sono arrivata all’assemblea, ospitata nel complesso del San Domenico, ho trovato gente che era lì solo per un preciso scopo.Sono stata addirittura rimproverata per il ritardo. Mi hanno aggredita verbalmente chiedendomi e richiedendomi, fino ad arrivare quasi alla minaccia, della sicurezza dell’edificio che ospita la scuola materna ed elementare. A quel punto - sottolinea la Piermattei - non ci ho visto più e ho dovuto persino alzare la voce per chiarire che numerosi tecnici hanno detto che la Luzio è una scuola sicura e perfettamente agibile. Insieme alla dirigenza della scuola nelle scorse settimane abbiamo aperto le porte a tutti per dimostrare la piena ed assoluta trasparenza del nostro operato ma neanche questo, evidentemente, è bastato. Perché questa pioggia d’accuse contro chi una scelta l’ha fatta assumendosene le responsabilità? Non mi sono mai tirata indietro dinnanzi al confronto, ho aperto le porte anche del mio ufficio per parlare dell'argomento, ma non si può continuare in questo modo. E’ per questo che, anche l’altra sera, ho detto che nessuno ci darà mai i moduli abitativi per ospitare le aule se non c’è una motivazione reale. Mi sono informata per venire incontro alla preoccupazione di alcune mamme. Stiamo verificando se i moduli dell’Expo potranno accogliere le classi ma certo è che i costi dovranno poi essere sostenuti dalla comunità. Torno a dire che la legge non permette il ricorso a una simile soluzione in condizioni di agibilità degli edifici. Sono un rappresentante delle istituzioni e non posso consentire il non rispetto della legge. Noi, come Amministrazione comunale - conclude il sindaco Piermattei - il nostro progetto lo abbiamo e su questo lavoreremo chiedendo di essere però lasciati in pace: vogliamo realizzare una nuova scuola per i nostri alunni”.

01/10/2016 09:13
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